Addio Rally, Giunta Pigliaru disastrosa

ALGHERO – “Dopo Ryanair vola via dalla Provincia di Sassari anche il Rally”. Così il vice capogruppo di Forza Italia in Consiglio Regionale Marco Tedde commenta l’abbandono della tappa del Rally mondiale. “Una notizia drammatica. Perdiamo un evento che ha rappresentato per la Sardegna una vetrina mondiale con decine di milioni di euro di ricadute economiche sul territorio isolano. L’ennesimo fallimento della Giunta Pigliaru –denuncia l’ex sindaco di Alghero-. Una Giunta per la cui insipienza politica abbiamo perso Ryanair, la Città Metropolitana di Sassari, il grande progetto della “Chimica verde”, la sede dell’Autorità portuale e tanto altro ancora. E se non fosse un evento triste –prosegue il Consigliere regionale di Forza Italia- ci sarebbe da sbellicarsi dalle risate posto che il Rally ci saluta solo perché la Regione ha previsto un finanziamento di 900 mila euro a fronte di una necessità finanziaria di 1,5 milioni. E ciò è accaduto dopo avere letteralmente buttato alle ortiche ben 6 milioni di euro per promuovere la Sardegna non nelle piazze internazionali ma nei nostri aeroporti. Risorse che se fossero stata investite per promuovere i collegamenti low cost e il Rally –che porta le immagini della nostra terra fino all’isola più sperduta della Melanesia- avrebbe portato ben altri benefici rispetto a quelli derivanti dal sensibilizzare a venire in Sardegna solo chi è appena sbarcato nell’isola.

“Avevamo più volte lanciato l’allarme –sottolinea amaramente Tedde- circa pesanti interessamenti dell’Assessore regionale Morandi e del Presidente Pigliaru affinché il parco assistenza del Rally venisse spostato ad Olbia, pena la cancellazione dei finanziamenti regionali. Cosa che faceva rischiare alla Sardegna la perdita dell’evento mondiale. Ora i nostri timori si sono rivelati fondati. Gli interventi di Pigliaru e Morandi a gamba tesa sull’organizzazione del Rally, utilizzando indebitamente e intempestivamente poteri pubblici, lo hanno allontanato a calcioni dalla Sardegna. Chiediamo a Pigliaru di incontrare urgentemente i veritici dell’ACI per rinegoziare il ritorno della tappa in Sardegna. Non faccia come già ha fatto con Ryanair, per la quale è intervenuto timidamente ma fuori tempo massimo. E vorremmo sentire anche la voce dei sindaci del territorio, Sanna e Bruno in testa, per chiedere conto a Pigliaru di questo ennesimo sfregio alla Provincia di Sassari. Siamo sempre più convinti –chiude un preoccupato Tedde- che i professori debbono stare in cattedra e non a villa Devoto”.

Nella foto Marco Tedde

S.I.

Giunta Bruno contro i reflui nel Calich

ALGHERO – “L’Amministrazione comunale di Alghero dal momento del suo primo insediamento a Sant’Anna lavora incessantemente per evitare che i reflui provenienti dal depuratore di San Marco vengano riversati sul Rio Filibertu e indirizzati nel Calich. Lo testimoniano i verbali di decine di conferenze di servizi, incontri, tavoli tecnici e politici. Pressioni che hanno fatto prendere coscienza ai numerosi enti a vario titolo coinvolti nella gestione della risorsa idrica, della delicata situazione ambientale venutasi a creare nell’ecosistema interessato dalla continua immissione, e convinto l’assessorato regionale ai Lavori Pubblici dell’esigenza di realizzare una nuova condotta che trasporti i reflui in un corpo recettore esistente e defluente verso il mare”. Lo sottolinea Raimondo Cacciotto assessore all’Ambiente ed Ecologia del comune di Alghero, che giovedì sera ha partecipato all’incontro programmato a Maristella dai comitati di borgata per discutere sulla possibilità di riutilizzo in agricoltura dei reflui del depuratore.

“Abbiamo denunciato – precisa Raimondo Cacciotto – alle competenti autorità le criticità palesateci nel corso dei numerosi incontri con gli enti gestori. Con responsabilità abbiamo anche avanzato proposte concrete per superare i problemi. Siamo convinti che non si debbano più scaricare i reflui in un’area sensibile come il Calich e in questa direzione continuerà il nostro impegno. Servono dagli 8 ai 12 milioni di euro – questo l’investimento ipotizzato dal Distretto Idrografico, Egas e Abbanoa – e in questa direzione proseguono le nostre pressioni sulla Regione”. Ciò non significa che una parte della risorsa idrica non possa essere utilizzata, in alcuni periodi dell’anno e nella totale sicurezza alimentare, per irrigare parte delle colture interessate dal Consorzio di Bonifica della Nurra.

“Abbiamo messo la firma, insieme a decine di enti, sul protocollo d’intesa proposto dall’Autorità di Bacino della Sardegna e propedeutico all’aggiornamento del Piano di Gestione organico che dovrà garantire l’ottimale utilizzo di tali risorse con continuità nel tempo. Naturalmente questo non impone nessun obbligo e alcun vincolo – precisa Cacciotto – qualora non ci fossero tutte le garanzie necessarie al rigoroso rispetto delle prescrizioni imposte dalle vigenti normative è altrettanto chiaro che partirà dallo stesso Comune di Alghero il formale dissenso alla cosiddetta sperimentazione” conclude l’assessore.

Nella foto uno scarico del depuratore

S.I.

“Comitati, Bruno faccia chiarezza”

ALGHERO – “Il Comitato Zonale Nurra, da oltre trentacinque anni al servizio della comunità dell’agro algherese, e delle limitrofe borgate sassaresi, continua la propria azione tesa ad interessarsi dei problemi che affliggono il vasto territorio dove ha sede. Portiamo avanti questo impegno con dedizione e passione, nel tentativo di porci come un equilibrato mezzo di comunicazione tra la popolazione, troppo spesso abbandonata e l’amministrazione comunale algherese. All’operosità del nostro comitato, sempre mirata alla tutela e salvaguardia del nostro territorio, va aggiunta quella dell’ormai noto comitato di Maristella e degli altri neonati comitati delle altre due borgate Sa Segada­Tanca Farrà e Guardia Grande­Corea, oltre che della Associazione Impegno Rurale a S.M. La Palma”, cosi Daniele Dore presidente del Comitato Zonale Nurra.

“Tuttavia, quella che sarebbe dovuta essere una formidabile alleanza tra i comitati , capace di rappresentare con forza granitica l’agro davanti alle istituzioni, è risultato essere un fangoso campo di battaglia teatro di una lotta all’ultimo sangue, generata da quelli che qualsiasi persona ben istruita e di buon senso non esiterebbe a definire “futili motivi di vanità e piccolo potere”. Essendo nati altri nuovi comitati a rappresentanza dei diversi quartieri cittadini che si aggiungono a quelli già esistenti ed essendo spesso la vita di tutti codesti comitati movimentata da rapporti interni litigiosi e secessionisti, urge al più presto che venga finalmente redatto un regolamento comunale che possa finalmente regolamentare la vita di queste associazioni. Questi comitati, infatti, sono spesso dei teatrini di personaggi che fanno a gara ad interpretare secondo i propri punti di vista norme di gestione degli statuti e cosa significhi e chi e cosa rappresenti il loro comitato di borgata, troppo spesso utilizzato come fosse una vera e propria circoscrizione e non una associazione rappresentativa degli individui votanti”.

“Probabilmente inorriditi dall’indecoroso spettacolo offerto in certe situazioni, i principali esponenti della amministrazione comunale, con il Sindaco dr. Mario Bruno in testa, qualche mese fa hanno deciso di avviare una interlocuzione con tutte queste entità, al fine di poter addivenire ad un accordo congiunto, per la stesura di un unico statuto comunale che potesse governare, con regole ben precise ed inequivocabili, la vita di tutti i comitati cittadini. Pur avendo avuto questo processo varie tappe lungo il suo iter, a tutt’oggi l’obbiettivo dell’agognato regolamento dei comitati non è stato ancora raggiunto. Non solo! Si continua a vivere in una situazione di assoluta confusione, dove un presidente di comitato arriva addirittura a screditare un altro comitato tramite dichiarazioni ad una televisione locale, che al pari del suo, lavora per la tutela dei diritti degli abitanti e del territorio stesso, non esitando a definire i suoi membri come dei millantatori! Non essendoci peggior sordo di chi non vuol sentire, noi del Comitato Zonale Nurra riteniamo che ancora una volta la soluzione della contesa sia nelle mani del nostro Sindaco, al quale chiediamo di Comitato Zonale Nurra | sede legale: via Sila 19, reg. Santa Maria la Palma ­ 07041 Alghero email: comitatozonalenurra@gmail.com | pec: comitatozonalenurra@pec.it | C.F. 92142980900 Comitato Zonale Nurra Arenosu­Fighera, Corea, Guardia Grande, Maristella, Sa Segada, Santa Maria la Palma, Tanca Farrà voler riprendere in mano, con decisione, il delicato argomento del regolamento dei comitati, affinché, nel più breve tempo possibile, si addivenga alla sua messa a punto. Sottolineiamo come anche altri comuni, recentemente anche quello di Sassari, abbiano intrapreso con successo la strada del riconoscimento dei comitati, mossi da esigenze analoghe a quelle sentite nel nostro territorio”.

“Chiediamo inoltre che il Sindaco voglia mettere a disposizione la sua serietà per cercare di definire
i confini dei territori, offrendo così un confronto pratico e razionale dei territori stessi, i quartieri e
l’amministrazione comunale. Ricordiamo, come già più volte ribadito, che riteniamo i comitati uno strumento indispensabile per le amministrazioni, al fine di portare avanti una pianificazione della modulazione crescita dei
territori,tenendo conto della peculiarità di ciascuno di essi. Non ci stancheremo di cercare il confronto con le amministrazioni, a qualsiasi livello, proprio per il motivo che riteniamo questo come unico mezzo di sviluppo costruttivo. Riteniamo, tuttavia, quanto mai giusto che l’esistenza ed il buon lavoro di un comitato possa non essere messo in discussione dalle cattive parole di chicchessia. Per questo motivo chiediamo al Sindaco tre cose, solo tre: chiarezza, regole e armonia”.

Nella foto Daniele Dore

S.I.

Caos aerei, Pd: colpa della legge 10

ALGHERO – “Quando una questione complessa, quale il trasporto aereo, con l’intreccio di normative nazionali ed europee, norme finanziarie e limiti legislativi, viene semplificata oltre un certo livello, necessariamente si perdono di vista le ragioni che consentono di capire le cose e si apre la strada alle strumentalizzazioni che possono dare visibilità effimera a qualcuno sui quotidiani, ma che non avvicinano la soluzione dei problemi e la loro comprensione da parte dei cittadini”. Intervento della segreteria provinciale del Partito Democratico sulla questione dei collegamenti aerei e scali della Sardegna.

“La vicenda dell’abbandono dell’aeroporto di Alghero da parte del vettore Ryanair non nasce e matura da condizioni manifestatesi negli ultimi sei mesi, o negli ultimi due anni, se proprio si vuole focalizzare l’attenzione sull’attuale maggioranza politica regionale, ma vengono da lontano, anni, o forse decenni, di gestioni di vario colore. Se ci sono state sei ricapitalizzazioni in otto anni della Società che gestisce lo scalo algherese, fiumi di danaro pubblico, che non sono bastati a sistemare ed armonizzare i conti, ciò dipende da chi oggi governa la Regione Sardegna o da chi l’ha governata negli anni passati? Se oggi è necessaria un’altra ricapitalizzazione, la settima, che avrebbe dovuto conferire altri 9 milioni di euro di fondi pubblici e che non è più fattibile in quanto si configura come “aiuto di stato”, ciò dipende da responsabilità del presente o del passato?”

“Dire la verità ai sardi significa partire dalla Legge Regionale n°10/2010 che per il triennio 2011-2012-2013 ha erogato 60 milioni di euro agli aeroporti sardi, 30 milioni ad Alghero, 20 milioni a Cagliari e 10 milioni ad Olbia. Quella legge regionale, approvata dal centrodestra, essendo presidente della Regione Cappellacci, è oggi soggetta a procedura d’infrazione. Per quale motivo? Inizialmente la legge è stata presentata come una norma che seguiva il principio del Piem (investitore privato in libero mercato) detto in parole povere, si finanziano gli aeroporti avendo preventivamente appurato che i benefici che otterrà l’aeroporto saranno maggiori, in termini economici, delle risorse investite. Per tale procedura non è richiesta la notifica preventiva a Bruxelles. Non tutti sanno che, sciaguratamente, nell’ottobre del 2011 la Regione Sardegna si è “autodenunciata” comunicando all’Unione Europea che non trattavasi di Piem ma di un contributo al funzionamento degli aeroporti secondo il principio di Sieg che andava obbligatoriamente notificato prima ed attuato solo dopo autorizzazione”.

“Oggi sulla gestione dell’aeroporto di Alghero pesa come un macigno questo errore incomprensibile commesso sotto la presidenza Cappellacci. Aver trasmesso la notifica tardi a Bruxelles, con parte dei soldi già erogati, ha comportato l’apertura della procedura di infrazione che, come una spada di Damocle, lascia pendenti sulla testa di chiunque vorrà gestire l’aeroporto qualcosa come 38 milioni di euro di potenziali debiti. Una volta chiarito questo punto c’è da chiedersi che tipo di amministrazione abbia avuto la Società di gestione dell’aeroporto, ad esempio sotto il profilo delle assunzioni. Per fare un esempio facilmente comprensibile, com’è possibile che Alghero, con un milione di passeggeri annui, abbia lo stesso numero di dipendenti (spesa certificata 2014 €9.719.060) di Cagliari che ha tre milioni di passeggeri (spesa certificata 2014 €7.102.786)? I comuni di Sassari e Alghero, per fare un altro esempio, che di ricapitalizzazione in ricapitalizzazione hanno ceduto le loro quote non potendo investire risorse, come spiegano il centinaio di esuberi che una futura gestione privata rischia di configurare con il 20% del personale a rischio?”

“Tutti gli interlocutori istituzionali sono a conoscenza e sono consapevoli che i meccanismi utilizzati in passato oggi non sono più praticabili e che tutte le soluzioni che prevedono aiuti di stato, mascherati sotto qualsiasi forma, non sono più possibili, a maggior ragione con una procedura di infrazione in corso? Ne sanno qualcosa alla Regione Puglia, fino a qualche tempo fa citata da alcuni come modello, dopo l’iscrizione nel registro degli indagati dell’amministratore della società che gestisce gli scali pugliesi Giuseppe Acierno, del direttore generale Marco Franchini del direttore amministrativo Patrizio Summo, nomi che si aggiungono a quello dell’ex amministratore di Aeroporti di Puglia, ai quali la Procura di Bari contesta i reati di falso e truffa proprio in relazione ai finanziamenti alla compagnia Ryanair per incentivare il trasporto di passeggeri in Puglia”.

Nella foto un incontro del Pd con anche il segretario provinciale Cordedda

S.I.

Depuratore, nostri cugini come Tafazzi

ALGHERO – “Leggendo il comunicato dell’esponente dei Riformatori Balzani sul riuso dei reflui del depuratore di San Marco in Agricoltura verrebbe da pensare a Tafazzi, quel noto personaggio comico che si martoriava gli attributi maschili con una bottiglia”. Cosi Giovanni Soggiu di Forza Italia Alghero riguardo l’uscita dei Riformatori [Leggi] in cui si parla del depuratore. Altro tema che vede sempre riaccendere il dibattito politico, ardore ancora più rinvigorito da una probabile non troppo lontana campagna elettorale.

Per Soggiu, “Balzani non sa o non ricorda che le competenze in ordine alle procedure di progettazione e realizzazione della struttura erano nelle mani di esponenti del suo partito che allora veniva identificato come PPS o giù di lì. Così come non ricorda, o ricorda troppo, gli effluvi puzzolenti che derivavano dal depuratore di via Degli Orti che produceva anche danni alla salute dei cittadini residenti nella zona. Ma, al netto dello scivolone del Balzani, del quale non conosciamo le competenze, rimane fermo che il depuratore poteva essere realizzato solo in zona industriale, peraltro al fianco di un’altra struttura analoga preesistente. Ciò al lapalissiano fine di non impattare su zone agricole o a vocazione turistica. E che doveva necessariamente avere le caratteristiche che in ossequio alle norme europee, statali e regionali lo contraddistinguono: e cioè quelle di rendere possibile il riuso a fini irrigui dei reflui depurati, al fine di preservare le preziose risorse idriche sempre più rarefatte”.

“Depurati”, sottolineiamo noi. Purtroppo, dalle sanzioni inflitte dalla Provincia ad Abbanoa, che sono certificate in atti pubblici, abbiamo appreso che il Depuratore di San Marco che, giova rammentarlo a Balzani e, perché no, a coloro che venivano espressi dal suo partito per seguirne la progettazione e la realizzazione, negli ultimi anni non veniva utilizzato da Abbanoa secondo le regole tecniche che presiedono al suo utilizzo. In una parola, i reflui non venivano depurati a dovere. Sta ovviamente all’Amministrazione in carica monitorare assieme agli enti a ciò preposti che, invece, il Depuratore di San Marco funzioni in conformità al suo progetto che ha avuto il benestare di decine di enti. “Ciò che più ci preme ricordare al Balzani, è che per Noi i Riformatori sono e saranno sempre i Nostri cugini politici, perciò avremo sempre un occhio di riguardo, laddove ci fosse un momento di repiscenza, Noi saremo qui, per dare ancora una volta lustro e prestigio a quel partito che un tempo godeva di tanta capacità”.

Nella foto a sinistra Giovanni Soggiu

S.I.

Acque reflue? Tedde ha già sbagliato

ALGHERO- “Per scaricare alcune pesanti responsabilità derivanti dal depuratore di San Marco, prima fra tutte la “marea gialla”, l’On. Marco Tedde non ha perso un solo minuto nel commentare con soddisfazione l’approvazione della proposta di utilizzo parziale delle acque reflue in agricoltura, come già avvenuto nel 2011 quando egli era il sindaco di Alghero”. Cosi Alessandro Balzani a nome del coordinamento dei Riformatori Sardi riguardo l’anno problema del depuratore su sui è intervenuta prima la Regione [Leggi] e poi lo stesso Tedde [Leggi].

“È di pochi giorni fa, infatti, la notizia della stipula di un protocollo di intesa siglato a Cagliari che, in via sperimentale, prevederebbe un parziale utilizzo delle acque reflue in agricoltura, con l’affidamento al Consorzio di Bonifica della Nurra di predisporre un nuovo Piano di Gestione. Tedde ricorda che già nell’estate del 2011 fu fatta una sperimentazione analoga utilizzando parte delle acque reflue in agricoltura ma l’esito, che l’Onorevole dimentica, fu certificato proprio dal Consorzio di Bonifica della Nurra: «si sospende l’utilizzo delle acque reflue in agricoltura in quanto è impossibile la miscelazione in condotta con le acque grezze del Cuga e non vi è la garanzia di sicurezza prevista dalla legge».”

“Ora, a cinque anni di distanza, si vuol riproporre una nuova sperimentazione (sempre con la miscelazione in condotta obbligatoria per legge) con mandato al Consorzio di Bonifica della Nurra di aggiornare il Piano di Gestione, in quanto l’applicazione di quello esistente produsse la bocciatura del progetto di utilizzo delle acque reflue (oggi rivendicato dall’On. Tedde!). Volendo pensare in positivo, ovvero che la nuova sperimentazione proposta abbia successo, dobbiamo rilevare che l’idea, per quanto importante, non sarà decisiva per la risoluzione del problema “marea gialla”. Questo perché, nei pochi mesi della stagione irrigua, sarebbe possibile utilizzare solo i reflui di una parte del “ramo sud“ della condotta e che, tenendo conto delle esigenze del comparto agricolo come comunicate dal Consorzio di Bonifica della Nurra si arriverebbe a superare, di poco, un terzo delle acque depurate. È evidente che la rimanenza delle acque depurate, poco meno dei due terzi, continuerebbe a essere scaricata nel Rio Filibertu mantenendo sempre le condizioni per la formazione della “marea gialla”.

“In conclusione, pur rimanendo scettici sulla nuova sperimentazione, riteniamo positivo che la Regione stia tentando di risolvere, seppur in ritardo, l’annoso problema della “marea gialla” e ricordiamo all’On. Tedde che, probabilmente, gli eventuali risultati positivi saranno solo parziali e non riusciranno a distogliere l’attenzione dalle criticità strutturali provocate dalla scelta dell’ubicazione del depuratore di San Marco”.

Nella foto Alessandro Balzani

S.I.

Impianti sportivi ai privati: bando

ALGHERO – “Riqualificare le strutture sportive con investimenti e progetti di gestionali appropriati, garantire equa fruizione da parte di tutti i soggetti interessati, alleggerimento delle spese di manutenzione ordinaria dal bilancio comunale. Sono gli indirizzi della svolta impresa dall’Amministrazione Bruno nella cura degli impianti sportivi minori cittadini”. Cosi dal Comune di Alghero riguardo la volontà di privatizzare gli spazi dedicati allo sport perchè le casse comunali non li posso seguire e gli effetti di questo si vedono con molti impianti in piena decadenza, Mariotti su tutti.

“Già avviate procedure analoghe per gli impianti del Carmine e di Maria Pia, ora con l’individuazione dei criteri da parte della Giunta con la delibera del 27 Giugno si completa il programma di interventi per il rilancio dello sport in città. A breve saranno pubblicati i bandi per l’affidamento in gestione, secondo quanto contenuto nel regolamento comunale per la gestione degli impianti. Palestre Comunali; Vittorio Corbia, Luca Manchia e Mariotti, campi di Calcio Cataldi di Santa Maria La Palma, di Sa Segada, Maristella, Taulera, stadio Mariotti, campo di bocce di viale I° Maggio. Impianti attualmente gestiti direttamente dal Comune che potranno essere affidati a società sportive per un periodo di sei anni, rinnovabili. Gli investimenti sostenuti dal soggetto gestore, se necessario, protrarranno la durata della concessione per un periodo pari a quello del mutuo eventualmente contratto, per un massimo di trenta anni”.

“Si tratta di una scelta dettata dall’esigenza di migliorare le condizioni delle strutture – spiega l’Assessore allo sport Antonello Usai – e nel contempo di sostenere lo sviluppo delle attività sportive attraverso gli investimenti che le società vorranno effettuare. Migliorano le strutture e migliora di riflesso la preziosa funzione sociale dello sport, quella dell’inclusione, della crescita e della formazione delle nuove generazioni.” Sarà onere del concessionario volturare le utenze dell’energia e idriche, gas, telefonia, rifiuti ed ogni altro servizio. Al Comune spetteranno esclusivamente gli interventi di carattere straordinario. L’Amministrazione avrà il compito di vigilare con puntualità sull’osservanza delle regole, sul rispetto dei parametri della concessione, sulla buona condotta di gestione. Si apre quindi ad una nuova concezione sull’uso degli impianti, con maggiori convenienze per l’Amministrazione ed opportunità di crescita per le società sportive.

Nella foto il campo Mariotti

S.I.

Concorso Meta: terza denuncia

ALGHERO – Non c’è due senza tre. Nuova denuncia per Fondazione Meta e Amministrazione, unico socio dell’organismo, per la realizzazione del concorso utile a individuare la figura del direttore. Scelta molto criticata da parte delle opposizioni per la tempistica e anche per l’ingente spesa che le casse comunali vanno a subire per il pagamento delle mansioni equiparate a quelle di un dirigente.

Al netto di questo, dopo il primo esposto da parte dell’avvocato e docente Mario Tocci [Leggi], quello annunciato di un altro concorrente, ovvero Antofranco Temussi [Leggi], arriva il terzo a firma del noto cantante lirico ed esperto nella gestione della programmazione teatrale Domenico Balzani istanza revoca domenico balzani (1)].

Nell’esposto, a firma del legale Giuliano Tavera, si chiede che venga sospeso il concorso e dunque rendere nulla l’assegnazione dell’incarico a Paolo Sirena come da scelta della commissione nominata dall’amministrazione Bruno e dal Cda della Meta. Anche in questo caso, come per gli altri due, la denuncia punta il dito con la selezione dei titoli che ha impedito al concorrente di andare avanti nel concorso nonostante avesse un curriculum di tutto rispetto per cui il punteggio sarebbe dovuto essere maggiore. Un vero e proprio scandalo per Sant’Anna visto che siamo davanti a segnalazioni che vedranno l’intervento della Magistratura, attraverso le indagine della Guardia di Finanza, e che ciò potrebbe creare ulteriore problemi ad un settore come il turismo oggi già fortemente penalizzato.

Nella foto Domenico Balzani

S.I.

“Basta finzioni: loro sono i colpevoli”

ALGHERO – “Ma oggi dovrei andare ad ascoltare l’ennesimo esercizio di ginnastica dialettica, da parte degli equilibristi della parola? Mi spiace ma non dedico un secondo del mio tempo a chi è direttamente corresponsabile del pasticcio Ryanair e che oggi tenta un’improbabile quanto incredibile sussulto di resipiscenza ed abiura del passato e dei suoi sodali di partito”. Cosi il consigliere comunale di Forza Italia Alghero Michele Pais sull’assemblea di oggi riguardo l’incontro di oggi a Lo Quarter sulla crisi dei collegamenti aerei e la conseguente “guerra” nel Pd. L’esponente di centrodestra punta il dito contro Bruno, Deiana, Pigliaru e Sanna.

“Io – continua Michele Pais – non mi faccio prendere in giro e, per quanto mi riguarda, non concederò il privilegio della mia presenza a questa ennesima passerella mediatica priva di sostanza. La liturgia della parola, va bene in altri contesti, totalmente diversi da quelli in cui conta la concretezza dei fatti. Fatti che condannano, senza appello, tutti i soggetti immortalati in questa foto deiana bruno sanna pigliaru]. Io, non lo ascolto piu’ questo Sindaco chiacchierone! Mi scuserete, ma non mi piace l’ipocrisia delle buone maniere di circostanza, delle false condivisioni di altrettanto false unanimità di intenti. Nessuno mi chieda di fingere”.

“Ora – chiude Pais – che lo spieghi agli algheresi che ormai il danno è stato fatto, che Ryanair non tornerà’ piu’ grazie a loro e che il prossimo passo, graduale, e’ lo smantellamento dell’aeroporto di Alghero. Dica la verita’, una volta tanto, assumendosene le responsabilità. Per me o si sta da una parte o si sta dall’altra, senza infingimenti, che altro non sono che l’estremo tentativo di continuare a galleggiare. Iniziamo a far “cadere” le teste, invece che sostenerle, foss’anche, simbolicamente, con la nostra assenza!”

Nella foto Michele ais

S.I.

“Meridiana, no a caos negli scali”

SASSARI – “Confcommercio Sardegna e Federalberghi Sardegna ritengono inaccettabile e irrispettoso il comportamento del personale di volo di Meridiana, sia nei confronti dei turisti, che sono anche coloro che pagano lo stipendio dei dipendenti di Meridiana, sia degli operatori turistici della Sardegna, che hanno lavorato per tutto l’inverno per ottenere risultati apprezzabili nella stagione estiva”. Così la Confcommercio regionale riguardo la protesta dei lavoratori Meridiana.

“Questa situazione, della quale ci si augura si occupino immediatamente le Autorità pubbliche competenti e che riguarda Olbia e Cagliari, è ancora più assurda in quanto rischia di annullare l’intero complesso di investimenti effettuati per posizionare la Sardegna fra le destinazioni più conosciute e desiderate per la stagione 2016. A cosa saranno valsi i mesi trascorsi in Europa dai nostri albergatori, dai nostri Consorzi? Mesi di intenso lavoro per strappare alla concorrenza i turisti italiani e internazionali”.

“E’ impensabile che poche decine di persone, pur colpite da lettere di licenziamento o da riduzioni dello stipendio, reagiscano creando un danno alla collettività anziché dimostrare a testa alta e con mezzi civili di essere stati ingiustamente penalizzati. Attualmente in Sardegna il turismo è una dei pochi settori che sta segnando risultati positivi nel Pil isolano e gli operatori del settore stanno mettendo in campo tutte le proprie forze per tamponare ai disagi creati cercando soluzioni alternative, trovando navette e mettendo a disposizione camere per chi è rimasto a terra”.

Nella foto un incontro della Confcommercio

S.I.