Green: corso per bagnini

ALGHERO – La Fin, federazione italiana nuoto, organizza un corso per assistente bagnanti, specialista che veglia sulla sicurezza di chi frequenta piscine e stabilimenti balneari e marini, capace ed esperto negli interventi di soccorso di chi si trova in situazioni di pericolo in acqua. Una qualifica professionale che offre buone opportunità occupazionali in tutte quelle strutture dove per legge è obbligatoria la presenza di queste figure (piscine pubbliche, alberghi, stabilimenti termali, parchi acquatici). Può essere considerato un avamposto della “Protezione Civile”, essendo l’esperto di prevenzione ed il primo addestrato ad intervenire in caso di emergenza, anche con manovre “salvavita”.

Il percorso didattico prevede lezioni teoriche-pratiche di nuoto, oltre all’insegnamento delle tecniche di salvataggio e di primo soccorso. È possibile partecipare al corso dai sedici anni in su, con buone capacità natatorie. Prova di selezione 20/10/2015. Inizio corso 24/10/2016 Per qualsiasi informazione si può scrivere a gokugi@libero.it o telefonare al 3290774001. Il corso sarà tenuto dai maestri di salvamento Zicconi Lorenzo e Canu Fabrizio nella piscina dell’A.S.Dil. Green Alghero .

Nella foto un bagnino sulle spiagge sarde

G.V.

Rifiuti Sa Segada: vigili o video

ALGHERO – Nonostante sia trascorsa la stagione turistica che solitamente fa registrare più disagi riguardo al servizio di raccolta dei rifiuti, continuano ancora i problemi. Per la verità in tutto l’anno in corso, prima, e adesso, dopo l’estate i disagi non sono mai cessati con acuti di sporcizia che sono visibili in diverse zone della città. Ma ancora una volta a soffrire maggiormente sono le borgate. Porzione del Comune di Alghero che appare sempre avere un minore considerazione ciò al netto di casacche che volta per volta, in base alle necessità del momento, vengono assegnate, ma solo per quella che è la realtà che nella giornata di domenica ha registrato l’ennesima formazione di una discarica a cielo aperto all’ingresso di Sa Segada.

Lo stallo dove sono presenti i cassonetti, tra inciviltà e ritiro a singhiozzo dell’immondizia, è divenuto un grosso cumulo di rifiuti. Buste e anche ingombranti lasciati con imperizia in quel punto dalle persone che si sentono sicure nelle loro azioni contro l’ambiente. E poi, soprattutto, un mare di plastica e altro genere di oggetti sparsi oltre il raggio dell’area di deposito.

Inutile stare a ripetersi e basarsi su vuoti proclami e annunci, il problema c’è e, nonostante siano passati i “mesi caldi”, persiste. Dunque, come chiedono da tempo gli abitanti della zona sarebbe opportuno, già da tempo, che l’amministrazione posizionasse delle telecamere oppure, in attesa di questo servizio, implementare il controllo della Polizia Municipale che potrebbero sicuramente fungere da deterrente verso gli incivili. Oltre questo, ovviamente, viene richiesto un ritiro più frequente della spazzatura al fine di evitare lo scempio (purtroppo) bene rappresentato dalle immagini.

Nelle foto la condizione all’ingresso di Sa Segada nella giornata di domenica

S.I.

Sassari: Sanna rompe con Abbanoa

SASSARI – «Non contestiamo il diritto-dovere di adottare questi slacci. L’acqua è un bene comune e deve essere pagato, ma quanto accaduto a Sassari, in via Pozzomaggiore, mette in luce un atteggiamento poco affidabile del gestore». Parole del sindaco di Sassari Nicola Sanna che questa sera a Palazzo Ducale, con l’assessorato Ottavio Sanna e il comandante Gianni Serra, è intervenuto sulla questione relativa allo slaccio da parte di Abbanoa dell’erogazione idrica nello stabile che ospita in gran parte alloggi di residenzialità pubblica.

Un comportamento – è stato fatto notare – che ha fatto saltare il tavolo che vedeva impegnata l’amministrazione comunale con l’assessore alle Politiche abitative Ottavio Sanna, gli inquilini e la stessa Abbanoa. Da agosto, infatti, si lavorava per consentire la raccolta e la restituzione di circa 10mila euro per ripianare un debito che il gestore quantifica in circa 160 mila euro. «Un lavoro non certo facile – ha sottolineato il sindaco – anche in considerazione di chi abita negli stabili di via Pozzomaggiore, con soggetti e famiglie in condizione di povertà estrema, accertata dai Servizi sociali comunali, e con Isee pari a zero o sotto la soglia dei 5mila euro annui.

«È vero che ci sono anche quelli che non pagano per noncuranza – ha precisato ancora – e per questi non vale certo lo stesso trattamento. Ma la rottura da parte di Abbanoa sbriciola anche quella autorevolezza che il tavolo di lavoro stava conquistando. Proprio mentre si ragionava sulle modalità del riparto del debito. Così è sfumata un’operazione che, invece, si presentava come fattibile e utile per tutti.

«La nostra polizia municipale questa mattina ha constatato il mancato riallaccio della fornitura idrica – ha fatto sapere ancora il primo cittadino di Sassari – e questa inottemperanza all’ordinanza ha fatto scattare la notizia di reato».

Una ordinanza simile ma non uguale ad altre fatte in altri comuni e che sarebbero state invalidate dal Tar. «La nostra è diversa – ha precisato Nicola Sanna – contiene il richiamo all’articolo 61 del decreto legislativo 152/2006 che definisce il “minimo vitale” di quantitativo d’acqua che deve essere garantito per il consumo domestico, oltre il richiamo al collegato ambientale riguardante la risorse idriche, il cosiddetto bonus acqua, approvato a dicembre 2015 e prossimo alla pubblicazione». «Dopo l’emissione dell’ordinanza – ha detto il comandante della polizia locale Gianni Serra – abbiamo svolto alcuni sopralluoghi, parlato anche con gli uffici di Abbanoa e rilevato anche che il tubo che collega il contatore master era stato asportato e il riallaccio non effettuato».

Soltanto in questi giorni le cisterne dello stabile sono state rifornite da barracelli e protezione civile di circa 49 mila litri di acqua. «Dal nostro punto di vista – ha ripreso Nicola Sanna – si è creata una grave mancanza politica da parte di un soggetto di cui anche noi, come Comune, siamo proprietari. E allora, se da parte nostra non è in discussione il principio del pagamento dell’acqua, quanto avvenuto fa cadere quella fiducia che il tavolo di lavoro stava faticosamente ma produttivamente costruendo».

Sul bonus idrico, quindi, il sindaco Nicola Sanna ha ricordato che Egas, che lui stesso presiede, ha individuato le linee generali che devono essere seguite per la sua applicazione e che gli uffici dell’ente di governo dell’ambito Sardegna e di Abbanoa sono al lavoro per l’applicazione dei parametri da trasmettere a tutti i comuni della Sardegna. «Il nostro livello di sopportazione – ha concluso – non è più sufficiente per un soggetto che tratta i sassaresi e i sardi in questo modo. Occorre subito un cambiamento dei vertici gestionali».

A descrivere in breve il lavoro del tavolo di lavoro è stato l’assessore alle Politiche abitative Ottavio Sanna che ha sottolineato la disponibilità dei condomini al piano di rientro, dopo la verifica accertata dei consumi. Un avvio di piano di rientro che ha portato alla raccolta di 10 mila euro. «Sono stati nominati anche tre amministratori di condominio – ha fatto sapere – perché seguano questa attività di transazione. Ci siamo quindi messi anche a disposizione per costruire un piano di rientro per le singole famiglie, così come stiamo costruendo un piano di rientro per gli affitti arretrati.

Inoltre, abbiamo anche comunicato ad Abbanoa che, poiché in quello stabile sono previste opere di manutenzione per 300 mila euro, ci saremmo fatti anche carico del collegamento dal contatore master alla rastrelliera dei singoli contatori. Tutto sembrava andare verso questa direzione, poi Abbanoa si è irrigidita – ha concluso – una rigidità che potrebbe andare anche a discapito di altre situazioni simili, perché a Sassari di questi casi ce ne sono tanti altri».

Nella foto l’incontro di ieri

S.I.

Aerei: Giunta in stato confusionale

CAGLIARI – “La Giunta ripristini la CT2 e lasci perdere proposte bislacche e dannose come le tariffe orarie”. Lo afferma il consigliere regionale dei Riformatori Michele Cossa. “La tariffa unica ha il vantaggio innegabile di favorire l’accesso in Sardegna ai non residenti nei periodi di spalla. La sua validità si potrà pure contestare. Ma da qui si passa a idee inverosimili, che porterebbero a situazioni paradossali: i residenti che avessero necessità di volare in certe ore finirebbero per pagare più dei non residenti.

“La flessibilità tariffaria non è un concetto scandaloso, tutt’altro; noi Riformatori la chiediamo da anni, ma essa ha un senso in un regime di libera concorrenza. Introdurla in un sistema regolato, per di più basato sul monopolio, si traduce in zero benefici per i sardi e vantaggi ingiustificati per la compagnia monopolista, cioè Alitalia, che grazie a questa Giunta regionale ha lucrato in modo abnorme a spese della sardegna”, continua Cossa.

“Per quale motivo Deiana sta perdendo tutto questo tempo e non adotta subito i provvedimenti per il riavvio della CT2, la continuità verso gli aeroporti cosiddetti “minori”? Sarebbe in grado di alleggerire di ben il 18 per cento Roma e Milano. Una cosa facile e immediata, ma sulla quale si sono fatti passare inutilmente due anni e mezzo, con disagi eneomri per i passeggeri. Forse perché la Giunta teme di far perdere passeggeri ad Alitalia? Intanto, ci vanno di mezzo i sardi e la certezza del loro spostamento, elemento cardine della continuità territoriale, principio che questa Giunta sta scardinando giorno dopo giorno.” conclude Cossa.

Nella foto Michele Cossa

S.I.

Area crisi: Bruno scrive a Pigliaru

ALGHERO – “Apprendo con sconcerto la decisione della Giunta di escludere Alghero dalle aree di crisi industriale complessa. Una scelta inaccettabile, il territorio di Alghero nell’ultimo decennio vive infatti un delicato periodo di recessione economica al pari delle attigue aree di Sassari e Porto Torres, tanto da determinare un’emorragia occupazionale e produttiva che preoccupa anche per le forti ripercussioni sociali che rischia di avere”. Così il sindaco Mario Bruno nella lettera inviata questa mattina al Presidente prof. Francesco Pigliaru, sconcertato dalla decisione pericolosa e incomprensibile della Giunta regionale da lui guidata.

“Per questo, tutte le politiche degli ultimi anni hanno avuto lo scopo di alleviare l’esasperazione e la comprensibile rabbia di centinaia di lavoratori e interi sistemi produttivi in drammatica crisi. La nascita e costituzione del Comitato per l’Area di crisi, ormai avvenuta circa dieci anni fa, è il chiaro segnale di quanta incertezza e difficoltà avvolga il territorio. Una condizione riconosciuta, da sempre, dalla Regione Sardegna e dal Governo centrale, consci e consapevoli delle difficoltà occupazionali in cui si trova il Nord Ovest dell’isola, tanto da avviare e sottoscrivere col MISE, di concerto con l’assessorato all’Industria, il riconoscimento formale delle aree di crisi industriale complessa includendo nel polo di Porto Torres i comuni di Sassari e Alghero”.

“Un fatto ovvio e motivato dalla gravissima recessione economica e perdita occupazionale legata anche alla delocalizzazione e deindustrializzazione del polo, dalle ripercussioni dirette sui territori limitrofi per le incertezze derivanti dalla riconversione per la Chimica Verde e le pesanti ricadute sull’indotto. Detto ciò, appare pericolosa e ingiustificata, oltreché incomprensibile, la decisione assunta con la deliberazione di Giunta regionale nr.53 del 30.09.2016, che modificando la precedente delibera del 13.09.2016 ha escluso dal riconoscimento di area di crisi complessa il territorio di Alghero”.

“Questo comporterà un danno enorme e certo al tessuto economico-sociale, con ulteriori e pesanti ripercussioni sul numero degli occupati, stante l’impossibilità di attivare progetti di recupero ambientale, efficientamento energetico, infrastrutturazione, riqualificazione e riconversione industriale nella zona di San Marco. Interventi già proposti dal Comune di Alghero su sollecitazione dell’assessorato regionale all’Industria nell’ambito del recente incontro svoltosi con le rappresentanze sociali ed economiche e inseriti nel dossier inviato alla RAS. Nel contesto in cui si ritrova il Nord Ovest della Sardegna, con l’aggravarsi perfino della crisi dei trasporti a causa dei noti problemi dell’aeroporto, non è il momento di lasciarsi sfuggire simili occasioni, tanto meno il tempo di alimentare inutili e controproducenti contrapposizioni tra città della Sardegna. E’ invece il momento per valorizzare le tante eccellenze e il ruolo strategico del polo industriale di Porto Torres, Sassari e Alghero per contribuire a rilanciare un’economia asfittica di un territorio già abbondantemente segnato dalla crisi”.

“Sono certo che l’intera Giunta regionale comprenda il danno certo che potrebbe derivarne dalla mancata rettifica del perimetro dell’area di crisi complessa e intervenga con estrema priorità per porvi rimedio. Non è accettabile infine che decisioni tanto importanti per lo sviluppo socio-economico del territorio vengano assunte escludendo il protagonismo e la capacità progettuale degli enti locali. Assistiamo allibiti a questa decisione sulla quale ci opporremmo sul piano politico e tecnico, non riuscendo a comprenderne le ragioni”.

Nella foto Pigliaru e Bruno

S.I.

Area crisi: Pigliaru esclude Alghero

CAGLIARI – “Quali saranno oggi gli alibi che Pigliaru e la sua Giunta contrabbanderanno per giustificare la scelta dell’esclusione di Alghero dal territorio dell’Area di crisi complessa di Porto Torres? Una scelta che pare integrare il progetto del Governo regionale di affossamento di un territorio.” Questo è il commento del vice capogruppo di Forza Italia Marco Tedde, in relazione ad una delibera della Giunta regionale che ha deciso di cancellare Alghero dall’area di crisi complessa.

“Un’altra scelta aberrante, che rischia di sprofondare il territorio di Alghero in una voragine dalla quale sarà difficile uscire. Anche perché Alghero sta iniziando la conta dei danni del mancato sostegno al traffico aereo low cost che ha causato la perdita di 230 mila passeggeri nei primi otto mesi dell’anno e di 48 mila nel mese di punta di agosto. Con risorse pari a circa 130 milioni di euro -denuncia l’ex sindaco- che vengono a mancare. In base all’art. 1 del Decreto del ministro dello Sviluppo economico del 31 gennaio 2013 sono considerate situazioni di crisi industriale complessa quelle che, a seguito di istanza di riconoscimento della Regione interessata, riguardano specifici territori soggetti a recessione economica e perdita occupazionale di rilevanza nazionale, derivante dalla crisi di una o più imprese di grande o media dimensione con effetti sull’indotto, oppure da una grave crisi di uno specifico settore industriale con elevata specializzazione nel territorio, qualora tali crisi non risultino risolvibili con risorse e strumenti di competenza regionale. Ebbene, -sottolinea il Consigliere reginale algherese- è evidente che il territorio di Alghero ha purtroppo titolo per essere ricompreso in questo paradigma. Sia in relazione agli effetti del crollo del petrolchimico e dalla mancata attuazione del progetto Chimica verde, sia per la crisi dell’industria turistica dovuta al crollo dei flussi turistici e dei numeri dell’aeroporto. Mentre la Sardegna festeggia un + 10% -commenta amaramente Tedde- Alghero deve affrontare un calo delle presenze non ancora quantificabili. Lo certifica, tra le altre cose, il disastro occupazionale evidenziato nei dati dell’Agenzia Regionale del Lavoro”.

“E’ l’ennesimo schiaffo ad un territorio provato e prostrato, ma con una capacità di reazione anestetizzata da atteggiamenti delle istituzioni locali di fatto complici di Pigliaru, che si compiacciono per emissioni filateliche nell’era della Pec e perdono importanti finanziamenti per omissioni di firme digitali. Crediamo che sia arrivato il momento di dire basta, -conclude Tedde- e di organizzare forme di coinvolgimento e di reazione della politica locale e della comunità algherese che ormai boccheggia per una crisi economica indotta dalla manifesta incapacità di chi ci governa di mettere in campo le necessarie azioni politiche.”

Nella foto Marco Tedde

S.I.

Lavori Abbanoa al Porto

ALGHERO – Dal Comune di Alghero segnalano l’esecuzione di lavori urgenti di riparazione della condotta fognaria nel porto, in prossimità della concessione “Aquatica”. La condotta in uscita da Piazza Molo verso il Porto, infatti, presenta un intasamento probabile causa di fuoriuscita di reflui dal bastione ed il ruscellamento sulla banchina del porto. I lavori consisteranno nella rimozione di parte della copertina del pozzetto, la sostituzione del chiusino DN 400 e l’intervento di pulizia della condotta con auto spurgo. Durante i lavori – sottolineano da Abbanoa – verrà valutato lo stato della condotta anche al fine di prevedere ulteriori verifiche per il corretto ripristino.

G.V.

Sei impianti sportivi ai privati

ALGHERO – Dall’amministrazione Bruno, attraverso un comunicato diffuso in questi giorni, fanno sapere che “la svolta nella gestione degli impianti sportivi cittadini avviata dall’Amministrazione si concretizza con una prima serie di affidamenti alle società algheresi che potranno così avviare programmi a medio e lungo termine per l’incremento delle attività. Il bando promosso dall’Amministrazione per l’affidamento in gestione, secondo quanto contenuto nel regolamento comunale per la gestione degli impianti, è giunto alla fase di assegnazione e sono 6 le strutture assegnate nei giorni scorsi: La Palestra “Vittorio Corbia” di via Pacinotti andrà alla società Mercede Basket, il campo di calcio e atletica di Maria Pia alla APD Antonello Cuccureddu 1969, la palestra del Mariotti alla Polisportiva Giovanile Salesiani, la Palestra “Luca Manchia” alla ASD Scuola Addestramento Pallacanestro Alghero, il campo di calcio del quartiere Taulera alla ASD Sporting Sa Segada, lo stadio Mariotti alla ASD 1945 Alghero. Restano ancora da assegnare tre strutture facenti parte del bando emanato ad Agosto: i campi di calcio di Maristella, di Sa Segada e di Santa Maria La Palma”.

A breve sarà formalizzata la procedura di assegnazione degli impianti fino ad oggi gestiti direttamente dal Comune che potranno così essere affidati a società sportive per un periodo di sei anni, rinnovabili. Gli investimenti sostenuti dal soggetto gestore, se necessario, protrarranno la durata della concessione per un periodo pari a quello del mutuo eventualmente contratto, per un massimo di trenta anni. “Riqualificare le strutture sportive con investimenti e progetti gestionali appropriati, garantire equa fruizione da parte di tutti i soggetti interessati, alleggerimento delle spese di manutenzione ordinaria dal bilancio comunale: sono questi gli obbiettivi che l’Amministrazione intende raggiungere” spiega l’Assessore allo Sport Antonello Usai. La svolta impressa dall’Amministrazione nella cura degli impianti sportivi cittadini è dettata dall’esigenza di migliorare le condizioni delle strutture e nel contempo di sostenere lo sviluppo delle attività sportive attraverso gli investimenti che le società vorranno effettuare.

“Migliorano le strutture e migliora di riflesso la preziosa funzione sociale dello sport, quella dell’inclusione, della crescita e della formazione delle nuove generazioni” aggiunge Usai. Sarà onere del concessionario volturare le utenze dell’energia e idriche, gas, telefonia, rifiuti ed ogni altro servizio. Al Comune spetteranno esclusivamente gli interventi di carattere straordinario. L’Amministrazione avrà il compito di vigilare con puntualità sull’osservanza delle regole, sul rispetto dei parametri della concessione, sulla buona condotta di gestione. Si apre quindi ad una nuova concezione sull’uso degli impianti, con maggiori convenienze per l’Amministrazione ed opportunità di crescita per le società sportive. Intanto pare che il campo Pino Cuccureddu sarà acceso un mutuo di quasi 400mila euro, a spese del Comune, per realizzare un campo con il manto in erba sintetica al fine di permettere alle giovanili del Cagliari di potersi allenare.

Nella foto lo stadio Mariotti

S.I.

Alghero, disastro lavoro: dati e grafici

ALGHERO – E’ assodato che ad ogni longitudine e latitudine dell’emisfero la politica non ami la critica. Ancora di più se questa è capace di raccogliere il sentimento popolare e dunque reale della comunità che ci sia è candidati a rappresentare. Ma da sempre gli amministratori più avveduti vista la posizione di forza, che per alcuni addirittura enorme e fuori dal comune, per i rapporti intrapresi e gli accordi definiti cercano di sopportare le voci contrarie. Fa parte del gioco, si sa. Nonostante questo, un esempio che racconta l’assoluta insofferenza di qualsiasi accenno critico, racconto della realtà è in seno a chi guida il Comune.

Ciò nonostante vi siano dei dati oggettivi che narrano il fallimento del progetto politico-amministrativo. Del resto non c’è tema più importante, oggi, per un governante che quello del lavoro. Ecco ad Alghero in questo segna un disastro, per alcuni annunciato. Non siamo però davanti a chiacchiere da bar, commenti da piazze virtuali o reali, come vorrebbero far passare tali pseudo rappresentanti istituzionali e loro (pochissimi) ultras, ma a dati statistici reali prodotti dall’Agenzia Regionale del Lavoro a seguito di una sua ricerca specifica sui vari comuni e nel caso specifico sul centro catalano.

Ed è cosi, com’è giusto che sia, che l’articolo di Algheronews [Leggi] ha alimentato il dibattito in città, ovvero quello che deve fare la stampa, sul lavoro che poi è il tema dei temi. Lo è ancora di più dopo che lo stesso sindaco aveva detto che se dal momento del suo insediamento ci fosse stato un solo disoccupato in più si sarebbe dimesso. Ecco siamo passati da 12.600 a 13.016 in un solo anno. Questo al netto di giustificazioni che puzzano di resa legate ai “morti, pensionati, stagionali”. Del resto è stato lo stesso sindaco in un post su facebook (poi subito prontamente cancellato forse a seguito dei consigli dell’imponente macchina comunicativa a sua disposizione) a confermare questi dati [Leggi].

Ma c’è poco da stare sereni, infatti quelli del 2016 saranno ancora peggiori. Infatti come è evidente e soprattutto riportato da tutte le attività ci sono stati tagli al personale in ogni settore oltre che il drastico accorciamento della stagione turistica che si scontra con le tante belle parole e promesse relative all’agognata destagionalizzazione che fino qualche anno fa era una realtà, mentre oggi pare un’utopia. In tutto questo quadro, al netto, come detto, delle ripetute mistificazioni e poco onorevoli volontà censorie, Alghero si trova ad un bivio o presto deciderà di cambiare marcia e anche classe dirigente, attivando quei progetti e azioni utili a creare economia e lavoro (Maria Pia, porto, salvataggio aeroporto, campi da golf, borgate, Porto Conte, circonvallazione, riqualificazione immobili come Caval Mari, Balaguer ed ex-Caserma, etc) oppure lo sprofondamento è inevitabile.

Nella foto una delle pagine coi dati sulla disoccupazione ad Alghero

S.I.

ECCO IL LINK AL PDF CON TUTTI I DATI E GRAFICI SULLA CONDIZIONE LAVORATIVA AD ALGHERO:
dati-comunali-iv-2015-alghero

bruno-lavoro

Aeroporto: pressing da Alghero

ALGHERO – Manifestazione ad Alghero, ieri pomeriggio, coi sindaci del territorio per discutere all’aperto dopo i tanti tavoli di questi mesi che non hanno portato, purtroppo, alcun risultato positivo visto che la Regione è andata per la sua strada e la Sogeaal sta ancora provando a privatizzare la maggioranza delle sue quote. Dunque, niente è cambiato, se non il grave trascorrere del tempo che avrebbe dovuto vedere questo tipo di azioni e eventuali “marce su Cagliari” già almeno dall’anno scorso e non a stagione estiva ultimata.

Ma la voce dei sindaci uniti è sempre un passo importante per far comprendere anche al Capo di Sotto la grave condizione in cui si trova il Nord Ovest dell’Isola palesata dagli impietosi dati del 2016 emersi in queste settimane che vedono Alghero perdere lo scettro del turismo isolano [Leggi]. Davanti un paio di centinaia di persone “amministratori locali, imprenditori, lavoratori, sindacati e semplici cittadini – informano dall’amministrazione Bruno – si sono ritrovati per chiedere con forza e per l’ultima volta, che la Regione batta un colpo: c’è da ricapitalizzare la società di gestione dell’aeroporto di Alghero, rilanciare lo scalo incentivando il trasporto low cost e riaprire immediatamente la base Ryanair”.

Tra gli interventi accolto con applausi quello del consigliere regionale Marco Tedde di centrodestra, mentre qualche mugugno e parola di disappunto quando sul palco è salito Luigi Lotto del Partito Democratico insieme ai “sindaci e vertici del mondo imprenditoriale e del sistema delle imprese – fanno sapere da Sant’Anna – hanno convenuto sulla necessità che venga approvata con procedura d’urgenza (Legge 102 del regolamento consiliare) la legge che consente la ricapitalizzazione della Sogeaal, senza perdere ulteriore tempo. In assenza di risposte, il territorio è pronto a marciare su Cagliari per manifestare e rivendicare ascolto e rispetto”. Questo mentre alcuni lavoratori dell’aeroporto commentano in maniera negativa sui social questo incontro evidenziando che si tratta delle cose dette e ridette in questi mesi che nulla di nuovo e positivo, ad oggi, hanno portato per lo scalo. E invece Ferrara dei 5 Stelle algheresi ricorda che si tratta di un disastro annunciato e che ci sarebbe dovuti muovere prima.

Nella foto l’incontro di ieri pomeriggio

S.I.