Alghero è pulita, parola di Selva

ALGHERO – “Con l’avvio del nuovo appalto di nettezza urbana in capo alla Ciclat Trasporti Soc. Coop., migliora decisamente l’organizzazione del lavoro e di conseguenza le condizioni di decoro di molte zone della città”. Cosi dall’amministrazione Bruno sulla pulizia in città che in certe zone è anche migliorata, ma in altre resta molto critica come andremo a segnalare, ancora e purtroppo, nei prossimi giorni.

“In questi giorni, dopo i lavori straordinari delle ultime settimane e conseguenti al cambio operatore, la ditta sta procedendo alla sostituzione dei bidoni per la differenziata in dotazione alle attività commerciali e ai cassonetti pubblici più usurati. Vengono così posizionati in tutti i quartieri urbani nuove campane per la raccolta del vetro e nuovi cassonetti dell’indifferenziato, inizialmente e solo provvisoriamente sprovviste di pedaliere per l’apertura. Le nuove attrezzature, infatti, seppur funzionali e decorose, non sono quelle definitive. L’investimento completo per la sostituzione di tutte le attrezzature è infatti parzialmente vincolato all’esito dell’ultimo grado di giudizio nella causa intentata dinnanzi al Consiglio di Stato da una società esclusa dall’appalto. Sentenza attesa in queste ore. Nel frattempo hanno preso servizio la gran parte delle macchine in dotazione alla Ciclat: moto-carrozzelle, spazzatrici, compattatori, porter.”

“Soddisfatto l’assessore all’Ambiente del Comune di Alghero per il lavoro portato avanti fino ad oggi dal nuovo operatore, che pur in condizioni difficili è riuscito nelle delicate operazioni di accantieramento, garantendo un livello accettabile di decoro urbano in concomitanza con i grandi eventi internazionali del Giro d’Italia”. “Si va nella giusta direzione – precisa Raniero Selva – quando tutti lavorano con un unico obbiettivo i risultati arrivano. Il rinnovato capitolato porterà un servizio più efficiente e moderno, ma solo col quotidiano impegno di cittadini e imprese si otterranno i vantaggi auspicati in termini di decoro e pulizia urbana”.

Nella foto alcuni dei contenitori nuovi

S.I.

Giallo Porto: Bruno faccia chiarezza

ALGHERO – “Alla luce delle ultime decisioni riguardanti il futuro di Alghero noi Riformatori vorremmo invitare, nello specifico al porto, gli amministratori regionali Pigliaru, Erriu e Maninchedda, magari in compagnia del sindaco, così da farci spiegare i veri motivi per cui abbiano deciso di condannare la nostra città ad avere uno scalo improduttivo, fatiscente e disorganizzato”. Cosi i Riformatori Sardi tramite il rappresentane del coordinamento cittadino Alessandro Balzani che intervengono sulle pessime notizie giunte da Cagliari sul porto di Alghero. [Leggi]

“Non riusciamo infatti a capire il perché, dopo anni dalla presentazione dei progetti di finanza che avrebbero consentito la riqualificazione del porto con denari privati, si sia perso tutto questo tempo per giungere alla conclusione che, di fatto, mantiene lo status attuale. Una situazione che riteniamo essere, a livello nazionale, uno dei peggiori esempi di gestione di un bene pubblico che dovrebbe, al contrario di quanto accade, generare indotto economico nel territorio circostante”.

“Vorremmo poi capire realmente cosa intenda fare il sindaco, da sempre in silenzio sull’argomento, il quale recentemente pare abbia proposto la realizzazione di un “piano del porto”: a tal proposito vorremmo ricordare che già in passato, e pagato con denari pubblici, un piano del porto è stato presentato agli uffici regionali e chi sa che fine abbia fatto lo faccia sapere agli algheresi”.

“Il porto di Alghero, anziché servire come spazio per la giostra, se messo a regime e gestito come un vero Marina turistico, garantirebbe posti di lavoro e forse risolverebbe diversi problemi. È arrivato il momento di fare chiarezza, perché stando così le cose sembrerebbe che dietro tutto questo ci siano oscure motivazioni di tornaconto personale che nulla hanno a che fare con gli interessi dei cittadini algheresi i quali, siamo sicuri, alle prossime elezioni non dimenticheranno i danni causati dal sindaco Bruno e dalla giunta Pigliaru”.

Nella foto Alessandro Balzani

S.I.

Sa Segada, un grande successo

ALGHERO – Un grande successo, c’è poco da dire. Migliaia di persone, ieri, domenica, hanno preso d’assalto Sa Segada per la “Sagra della Fragola”. Appuntamento giunto solo alla terza edizione ha già raccolto molti consensi da parte della gente e anche, soprattutto, dei produttori agricoli e in generale di coloro che risiedono nell’agro e, a causa delle mancate azioni politiche di questi anni, paiono cittadini di serie b rispetto agli altri algheresi. Ma questi momenti, infatti, servono a far comprendere ai purtroppo tanti ancora fermi a vedere certe situazioni solo come serbatoio di voti e poco altro che, invece, questa porzione di territorio può rappresentare una delle colonne della rinascita dell’intero Comune di Alghero.

Per ritornare alla manifestazione, dopo il taglio del nastro con il senatore Silvio Lai, l’assessore Ornella Piras e alla presenza del capogruppo del Pd Mimmo Pirisi, deus ex-machina della manifestazione insieme, ovviamente, al Comitato di Sa Segada e Tanca Farrà, guidato da Antonio Zidda e Dolores Salis e tanti altri che hanno dato un apporto straordinario alla buona riuscita dell’appuntamento. Ottime vendite e incassi nei vari stand e in particolare rispetto alla prelibatezze proposte dalla borgata. Protagoniste, ovviamente, le fragole. Una varietà, quella di Sa Segada, tra le migliori a livello planetario che se promosse e distribuite al meglio potrebbero conquistare il mercato mondiale. Per adesso è giusto prendersi i meriti per la buona riuscita della sagra che, d’altra parte, può essere uno dei tanti appuntamenti proposti e, soprattutto sostenuti anche economicamente da Comune e Meta, al fine contribuire al creazione di flussi turistici anche a livello regionale, aspetto troppo sottovalutato che ormai incide in maniera negativa sulle casse delle attività locali. Adesso appuntamento in estate con la festa per la patrona, la Madonna di Loreto.

Nella foto la borgata di Sa Segada nella giornata di ieri

S.I.

Giallo Porto: perchè 3 anni di silenzio?

ALGHERO – Per raccontare questo periodo, non sono sufficienti degli articoli e approfondimenti, ci vorrebbe un libro. Un commento assai diffuso. E chissà se mai qualcuno non lo farà. Di sicuro per chi deve narrare fatti e avvenimenti, questo è, forse, uno dei momenti più floridi di sempre. Non c’è giorno che non accada qualcosa. Purtroppo, però, non è altrettanto stupendo per i cittadini. Infatti anche se si cerca di far apparire tutto o quasi “lustrini e paillettes” a forza di nascondere la polvere sotto il tappeto ormai la montagna di ronya e visibile anche da Capo Caccia. A parte le allegorie, è chiaro che, oramai, oltre un lustro di scelte mancate e occasioni perdute, almeno sui temi principali, sta iniziando a pesare in maniera devastante. Inutile, a parte qualche sciocco e ultra, illudersi che il passaggio estemporaneo del Giro d’Italia o la quarta edizione del Mondiale del Rally possano risolvere tutti i problemi degli algheresi. I grandi eventi, curati e organizzati bene, sono essenziali, ma senza interventi strutturali (e una programmazione e promozione all’altezza delle sfide odierne) Alghero sarà sempre più condannata alla marginalizzazione.

Per alcuni addirittura “siamo vittima di un complotto”. Del resto, gli elementi ci sono tutti: primo tratto strada 4 corsie, aeroporto, circonvallazione, borgate, pianificazione urbanistica, Maria Pia, golfo di Porto Conte, sistema idrico e depuratore con Abbanoa e soprattutto il porto (anzi i porti, compresi Fertilia e Porto Conte). Ognuno di questi temi vede una preoccupante stasi. Un pantano politico-amministrativo che, naturalmente, la crisi generale, ha amplificato. Volenti o nolenti, anche a seguito delle leggi vigenti, chi comanda in un comune è il Sindaco. A questo punto, dopo 10 anni di Consiglio Regionale, tre anni di amministrazione diretta (e due e mezzo indiretta avendo prima indicato e sostenuto il precedente sindaco sempre di centrosinistra) sarebbe opportuno che il sindaco Mario Bruno spiegasse alla città perchè su questi temi Alghero è ancora nella palude. Uno su tutti il Porto, ma non solo, infatti basta pensare al Puc. Documento pronto, anche questo già da anni, che ha visto, invece, l’ennesimo passaggio-pantomima in Aula, delle linee-guida. Nel frattempo nei pochi terreni cittadini ancora liberi si continua a costruire, mentre agro e soprattutto zone F, ovvero quelle turistiche, vedono tutto fermo e nessuna creazione di servizi e soprattutto di nuovi hotel. Strutture ricettive che sarebbero indispensabili anche per far sviluppare nuovi flussi turistici e dunque collegamenti aerei.

Stesso discorso, ma che ha i tratti veramente del “libro giallo”, è sul Porto. Anche in questo caso, da almeno tre anni, in Regione giacciono prima il progetto di Marine di Alghero poi quello del Consorzio, eppure, nonostante sia trascorso tutto questo tempo, da Cagliari (infatti la questione è di competenza diretta della Regione) hanno azzerato tutto: nessuno dei progetti ha l’interesse pubblico. Una risposta assurda e già da se contestabile. Ma, qualcosa anche nel Capo di Sotto, è accaduto. Infatti è evidente a tutti che la riqualificazione di tale infrastruttura è un passaggio obbligato, ma che, per motivi diversi, anche forse per calcoli strettamente personalistici, non trova tutti d’accordo. L’iter è stato gestito da da due assessorati nelle persone di Maninchedda (Partito dei Sardi e dunque pare di alcuni attuali consiglieri comunali di maggioranza) ed Erriu (Pd). In entrambi i casi non è chiaro come sia stato possibile vedere arenarsi l’iter. Eppure si tratta di esponenti che, dalla mattina alla sera, parlano di creare occasioni di sviluppo per la Sardegna. Ed inoltre, ciò che maggiormente sorprende, sono, per motivi diversi, “vicini” a Bruno. Eppure niente, porta in faccia agli algheresi. Un colpo, forse definitivo, alle speranze di crescita dello scalo marittimo. Ma, come spesso in Italia, quando la politica non decide, intervengono organismi terzi (come forse accadrà anche in questo caso) oppure scadenze temporali, infatti del 2020 con la messa in vendita delle concessioni che, giova ricordarlo, non sono di proprietà privata, ma appartengono al demanio. Pare che adesso al Comune venga affidata la realizzazione delle linee guida e poi su queste si fare il Piano Regolatore e la conseguente riassegnazione al progetto migliore. Probabile che la Regione faccia un altro bando oppure attenda le mosse dell’ente pubblico che, visti i tempi, saranno gestite dalla prossima amministrazione.

Ma a parte queste previsioni, giuste o meno, ripetiamo, è da comprendere come mai in questi tre anni di amministrazione di centrosinsitra più Udc il governo cittadino e ancora di più il Consiglio Comunale non si siano espressi con una mozione, ordine del giorno o altro atto per sollecitare la Giunta Pigliaru a dare una risposta entro i termini di legge ovvero tre mesi. Invece sono trascorsi più di due anni. Perchè Bruno, solerte a far comunicare ogni suo battito d’ali e della sua compagine, non abbia concentrato le forze da esponente regionale del centrosinistra per “portare a casa il risultato” e dunque già vedere avviato il progetto di realizzazione del nuovo porto. Un’iniziativa che, in accordo con gli attuali concessionari e coloro che avrebbero fatto l’opera, avrebbe già portato giovamento i termini di sviluppo, flussi turistici, entrate dirette e indotto, tanto da fermare la drammatica perdita di posti di lavoro e dare qualche speranza per il futuro. Invece niente. Tutto è fermo. Anzi le lancette dell’orologio sono state riportate indietro, almeno di tre anni. Bruno, a detta di tutti, ha vinto le elezioni, un margine di circa 2.000 voti sul centrodestra, per cercare di risolvere e affrontare (come da campagna elettorale) i grandi temi, tra cui quello del porto e non svolgere l’ordinarietà di un “commissario regionale” che, in molti, a quanto pare, oramai preferirebbero.

Nella foto il Presidente Pigliaru e il sindaco Bruno

S.I.

Asinara in abbandono: rischio chiusura

PORTO TORRES – “Solo grazie ad una attento e puntuale monitoraggio delle azioni poste in essere da questa maggioranza, è emerso che ad oggi, dagli atti ufficiali, che sull’Isola dell’Asinara non vi sono le condizioni igenico- sanitarie per garantire la fruibilità nel parco da parte dei turisti. Tutto ciò è stato volontariamente nascosto dai pentastellati turritani, impegnati invece nelle campagne promozionali per la casetta dell’acqua e la sistemazione in città dei cestini di raccolta delle deiezioni canine”. Cosi l’esponente cittadino del Psd’Az Davide Tellini che punta, ancora una volta, i riflettori sull’Asinara.

“La richiesta di chiusura da parte del Dirigente del settore Ambiente è stata inascoltata e omessa alla massima assise comunale, nonostante siano state svolte due sedute successive alla comunicazione. Purtroppo dal febbraio 2017, scaduto il contratto per la gestione del sistema idrico con la Multiservizi, l’Isola di fatto è abbandonata a se stessa, in mano ad una coalizione politica cieca, incapace a risolvere problemi di ordinaria amministrazione, figuriamoci le emergenze! Il danno di immagine che ciò potrebbe causare agli operatori dell’Isola , ma soprattutto all’interio sistema turistico, di per se molto fragile e frammentato, ha dei costi inimmaginabili”.

“Riteniamo necessario un intervento immediato e di carattere d’urgenza da parte della Regione Sardegna, che prenda in mano la situazione del sistema idrico dell’isola togliendo ogni responsabilità a coloro che si sono dimostrati degli incapaci a gestire l’ordinaria amministrazione, nominando un commissario straordinario che possa finalmente garantire il rispetto minimo delle norme igenico sanitarie e mettere in campo tutte le professionalità utili a risolvere definitivamente il problema”.

Nella foto il Consigliere Comunale d’opposizione Davide Tellini

S.I.

“Stop al naufragio del Porto”

ALGHERO – “Lo scorso febbraio avevamo definito il porto di Alghero come una barca a vela bloccata in mezzo al mare dalla bonaccia, con la Regione Sardegna incapace di soffiare via preoccupazioni e problematiche legate alla gestione della struttura e tutte le implicazioni del caso” affermano Graziano Porcu e Roberto Ferrara, portavoce del Movimento Cinque Stelle in Consiglio comunale. Non è più possibile assistere inermi allo svilupparsi di una situazione di non gestione e incuria diventata insostenibile, situazione in cui il garantire un minimo di decoro è affidato alla libera iniziativa di qualche cittadino o utente appassionato.

“C’erano due proposte a riguardo depositate da privati, ma con delibera numero 23/16 del 9 maggio – in stratosferico ritardo – la Giunta regionale ha stoppato il discorso per assenza di interesse pubblico delle iniziative così formulate, così si legge nelle tre pagine del documento. In attesa di maggiori elementi evitiamo al momento ogni tipo di valutazione sulla decisione. Ma, per evitare l’ennesimo naufragio, è assolutamente necessario che la Regione Sardegna non si dimentichi del porto di Alghero”.

Nei giorni scorsi il Sindaco Mario Bruno ha esposto la sua visione in Consiglio comunale, affermando che in considerazione della situazione avrebbe proposto la realizzazione del cosiddetto “Piano del Porto”, restando però vago sul futuro post scadenza delle concessioni in essere. “Attenzione, perchè Il 2020 è..domani: certi processi hanno necessità di tempo per essere elaborati, condivisi e approvati. Perciò è fondamentale battersi perché la Regioni si muova subito – dicono Ferrara e Porcu -. Le opzioni dovrebbero essere sostanzialmente due: gestione pubblica, con conseguente impiego di finanziamenti regionali per la realizzazione delle opere infrastrutturali; project financing con capitale privato che necessita, però, di un preventivo studio di fattibilità redatto dalla Regione da mettere a base di gara, come previsto dall’articolo 183 del decreto legislativo numero 50 del 2016. Quel che occorre, al più presto, è un progetto concreto per la gestione e il rilancio del porto algherese”.

Un passo indietro per inquadrare la situazione. Il porto di Alghero è palesemente una infrastruttura strategica, al pari dell’aeroporto. Paradossalmente entrambe vivono sotto scacco, a causa di un gravissimo e consueto immobilismo regionale, impossibilitate ad essere ciò per cui sono state progettate e costruite: vie di accesso, di scambio, viatico ai processi economici. Il perché è da ricercare nella gestione politica, partitica e, talvolta, amicale. A pagare, come sempre accade, è la collettività, con l’aggravante del danno di immagine dato dall’incuria e dalla scarsa efficienza.

Nel 2015 la Regione sembrava finalmente essere in grado di risolvere il rebus della gestione del porto. I progetti vengono presentati a Cagliari, in via Roma. In maggio il Gruppo Marinedi (1600 posti barca, 400 occupati e un project financing da 25/30milioni di euro) e il Consorzio del Porto con un suo progetto alternativo, si fanno avanti con le rispettive proposte. Quasi profetico il commento del Movimento Cinque Stelle Alghero a riguardo: “Non ci schieriamo con l’una o l’altra proposta, attendiamo invece che la Regione applichi l’una o l’altra o che le bocci entrambe, perché solo così si potrà procedere e attuare un programma oppure valutare altre soluzioni funzionali al raggiungimento dell’obiettivo ultimo, una dignitosa gestione del porto”.

Nella foto Roberto Ferrara consigliere comunale di 5 Stelle

S.I.

“Giro, spese pazze e atti fantasma”

ALGHERO – “Parrebbe che ad Alghero per il famoso giro d’Italia si siano spesi soldi pubblici per la bellezza di 180.000 euro. Ci chiediamo il perché non siano ancora state rese pubbliche le delibere di spesa, nel sito della famosa partecipata ““Meta””, ora ridenominata “Fondazione Alghero”. Il Meetup Alghero dell’area a sostegno del Movimento 5 Stelle punta i riflettori su un tema che sta facendo tanto discutere in città ma che ancora, ad oggi, non ha trovato una segnalazione nella massima assise cittadina ovvero il Consiglio Comunale: le spese dell’amministrazione Bruno per il Giro d’Italia. Ciò anche alla luce dei residuali ritorni diretti che hanno visto un minimo giro d’affari per qualche bar, ristorante e hotel.

“Il sito risulta essere in manutenzione da diverso tempo, erroneamente, si scusano augurandosi di ripristinarlo entro il 31 gennaio 2017, ma il 31 gennaio è passato da circa, 4 mesi. Vorremmo sapere se e quando sarà possibile che detta partecipata pubblichi, per trasparenza, le delibere inerenti i soldi spesi per il famoso evento. Giungiamo quindi a delle conclusioni che non possiamo non manifestare, e chiediamo il perché alcune forze politiche di opposizione, come il Movimento Cinque stelle, stiano in silenzio dinnanzi a cotanto denaro pubblico speso e come sia possibile che non denuncino la “Meta” per non averli ancora resi pubblici”.

E poi la rinnovata auto-critica che palesa delle divisioni interne ai pentastellati catalani. “Il Movimento Cinque Stelle Alghero non dovrebbe limitarsi a scaldare gli scranni del Comune ed invece monitorandone l’operato in termini di votazioni in aula, sembrerebbe risultare come forza di maggioranza. Le votazioni, le astensioni, le assenze lo dimostrano e non parliamo di interventi in consiglio comunale, fini a se stessi, ma di vere votazioni, verificabili in qualsiasi momento dal sito del comune. Purtroppo noi del Meetup Alghero non possiamo consentire un simile atteggiamento da chi doveva entrare nell’istituzione comunale e denunciare le tante storture; ci ritroviamo nostro malgrado, ad alzare la voce e con forza denunciare questi comportamenti anti_Movimento. I due eletti del Movimento Cinque Stelle Alghero, facciano un passo di lato e si palesino forza di maggioranza senza remore”.

Nella foto la sede del Municipio

S.I.

Sagra Fragola: corsa dei bambini

ALGHERO – “Alle ore 10.00 di domenica 14 maggio, all’interno degli eventi che animeranno la Sagra della Fragola di Sa Segada, è prevista la corsa della fragola dei bambini, un momento di divertimento e sport riservato ai bimbi dalla scuola materna sino ai più grandi della terza media. Genitori, nonni, zii e parenti venite ad applaudire i vostri cuccioli. Iscrizione gratuita, pettorali e medaglie in regalo per tutti i partecipanti. Categorie e corse: Partecipanti scuola materna: 100 metri, Partecipanti 1° e 2° elementare: 300 metri Partecipanti 3°, 4° e 5° elementare: 600 metri, Partecipanti 1°, 2° e 3° media: 600 metri”. Cosi dai Comitati di Borgata rispetto ad uno degli appuntamenti di domani a Sa Segada per l’attesa Sagra della Fragola.

“Il ritrovo e le iscrizioni sono possibili presso la Borgata di Sa Segada il 14 maggio 2017 a partire dalle ore 09.15. Contributo di partecipazione: gratuito. Partenza della prima corsa alle ore 10,00. Premi: Medaglia a tutti gli iscritti con premiazione alle ore 12.00 al centro della Borgata. La giornata a Sa Segada prosegue con la Sagra della Fragola (taglio del nastro ore 9,45), la possibilità di pranzare in borgata, passeggiare tra i numerosi stand agricoli e artigiani presenti e molto molto altro. La corsa della fragola si inserisce nel contesto ludico – sportivo della Porto Conte a tappe, promosso dal Parco Naturale Regionale di Porto Conte all’interno della rassegna Emozioni di Primavera”.

S.I.

Aerei, Bruno artefice della tragedia

ALGHERO – “Accade esattamente come previsto, tutto era già scritto tranne lo stupore di Alice nel paese delle meraviglie, perché di disastro si tratta e non certo di qualcosa di meraviglioso. Infatti la privatizzazione della Sogeaal, acclamata e voluta dal duo Deiana-Bruno come occasione di rilancio della società di gestione dello scalo algherese, mostra i primi effetti devastanti sul nostro territorio e sui lavoratori e le loro famiglie”. Cosi i movimenti e partiti politici Patto Civico, Ncd e Psd’Az sul tema dell’aeroporto in relazione, soprattutto, agli atteggiamenti del sindaco Bruno.

“Le nostre posizioni su questo tema sono state sempre chiare, abbiamo sempre rifiutato l’idea di una privatizzazione della Sogeaal perché avrebbe vanificato le ultime speranze di poter sperare di garantire un vero ritorno delle compagnie low cost con rotte annuali e quotidiane, e già a fine marzo avevamo criticato la volontà ad esternalizzare il servizio dei controlli di sicurezza in aeroporto. Sui voli low cost la situazione è oggettiva e senza possibilità di scuse: il nostro aeroporto è vuoto, drammaticamente vuoto, privo di voli e noi privi di collegamenti come mai era accaduto da una ventina di anni a questa parte”.

“Sui licenziamenti ricordiamo che quanto da noi espresso è stato banalizzato, sminuito, se non deriso. Purtroppo invece sta accadendo quanto da noi segnalato: vengono licenziate 45 persone dedite al controllo di sicurezza.
Ribadiamo la nostra contrarietà ad un provvedimento, quello della esternalizzazione di questo servizio. I licenziamenti non daranno infatti alcun beneficio ai conti della Sogeaal visto che i costi del controllo di sicurezza non vengono pagati dalla Sogeaal ma vengono pagati dai passeggeri: questi infatti pagano una tassa sui costi della sicurezza quando acquistano un biglietto e tali importi vengono riversati alle casse della Sogeaal dagli stesssi vettori. Gli importi della tassa vengono approvati dall’ Ente Nazionale Aviazione Civile (ENAC) sulla base di prospetti presentati dalla Sogeaal in riferimento ai volumi di traffico ipotizzati e sulla base del traffico generato l’anno precedente”.

“In ragione di tutto questo ci chiediamo quindi quale sia la motivazione che porta la Sogeaal a privarsi di professionalità importanti ingenerando, inoltre, l’ impressione di una visione di basso profilo sulle prospettive di sviluppo dell’aeroporto di Alghero. Sulle ragioni vere di questi licenziamenti certamente c’è da fare più di una considerazione e forse indagare a fondo sulle reali motivazioni. Se infatti i costi di questo servizio sono legati all’andamento del traffico, con l’esternalizzazione del servizio la Sogeaal dichiara che il servizio della sicurezza avrà sempre lo stesso costo e quindi non avrà modo di crescere; il bando infatti riporta cifre fisse da corrispondere ogni anno e non cifre sulla base dell’effettivo volume di passeggeri; in pratica il traffico sarà parametrato al costo della sicurezza e non il contrario”.

“Tuttavia, nonostante questi elementi inequivocabili (traffico ridotto e licenziamenti) Alghero e il territorio dovrebbero ancora credere che l’operazione scellerata sul nostro aeroporto è stata la sua salvezza, ovvero l’esatto contrario di ciò che sta succedendo. In tutto questo il sindaco Bruno, naturalmente dopo che i licenziamenti sono stati decisi e non prima come dovrebbe essere suo dovere fare, continua a far finta di svolgere il ruolo di Alice nel paese delle meraviglie e prendere in giro gli algheresi con comitati che non decidono niente e sopratutto servono a mascherare le proprie colpe difronte a questo disastro. Prima ha avvallato e sostenuto le scelte della Regione, poi ha fatto finta di contestarle e ora fa finta di intervenire quando sa bene che il suo intervento ha la credibilità che su questa vicenda lui stesso ha costruito in questi anni, cioè zero. Tutti hanno capito che Bruno, lungi dall’essere il protagonista di una fiaba felice è uno dei personaggi artefici di una tragedia, quella del nostro aeroporto”.

Nella foto Stefano Lubrano

S.I.

Toponomastica agro: lavori

ALGHERO – “Al via i lavori di riordino della toponomastica nelle strade vicinali dell’agro di Alghero. Il progetto di completamento predisposto dall’Amministrazione prevede l’attesa installazione dei cartelli indicanti la denominazione delle vie in gran parte delle borgate”. Cosi fanno sapere, con l’ennesima nota sul tema, dall’amministrazione comunale. “L’appalto, per la cui attuazione è prevista circa una settimana, prevede la messa in opera di tutte le indicazioni nella borgata di Guardia Grande, la quasi totalità a Santa Maria La Palma e a Sa Segada”.

“Si inizia oggi da Guardia Grande. Oltre alla denominazione delle vie rurali, i lavori affidati dall’Ufficio Toponomastica del Comune riguardano anche l’installazione di oltre 1.000 numeri civici, in adeguamento alle normativa che definisce le regole di standardizzazione e di registrazione dei toponimi e delle numerazioni. Sono circa 50 i nuovi cartelli in via di installazione. Nella gran parte dei casi si tratta di aree di circolazione con denominazione storicamente riconosciuta, ma mai oggetto di formalizzazione. Ultimata la fase dell’installazione della cartellonistica, si procederà previa verifica all’adeguamento dei nuovi numeri civici in città”.

Nella foto la Piazza di Guardia Grande

S.I.