Bombe su Alghero, non dimenticare

ALGHERO – “Il 17 maggio del 1943 Alghero fu distrutta dai bombardamenti degli aerei inglesi. Un vero e proprio eccidio: 110 vittime civili, 500 case distrutte, oltre 2.000 case seriamente danneggiate.” E’ l’ex sindaco e attuale consigliere regionale di Forza Italia Marco Tedde a ricordare la notte di San Pasquale di 74 anni fa, quando dalle 22,53 la città fu investita da alcune ondate di bombardamenti che colpirono buona parte delle case, delle strade e delle piazze del centro storico.

“Anche le condutture fognarie, la rete di distribuzione e gli allacci idrici subirono gravissimi danni. Sono trascorsi tanti anni – commenta l’ex Sindaco Marco Tedde – ma il ricordo di quella terribile notte è sempre vivo perché alcune gravi ferite del cuore del centro storico lo testimoniano in silenzio. Credo sia dovere morale di tutti gli algheresi, e delle rappresentanze istituzionali in primo luogo, tenere vivo il ricordo di quella notte tragica che testimonia la barbarie della guerra. Soprattutto per le nuove generazioni. Questo è il motivo per cui per ben due volte, nel 2008 e nel 2011 -chiude Tedde- inoltrai formale istanza al Ministero della Difesa per ottenere la Medaglia d’Oro al Valor Militare a favore della Città di Alghero per “onorare il contributo di dolore, sofferenza e morte dato dalla Città e perché ciò non rimanga solamente nel ricordo e nel sentimento degli algheresi».

Nella foto il centro storico dopo il bombardamento

S.I.

Uso reflui irrigui: 6 anni buttati

CAGLIARI – “Accogliamo con grande soddisfazione e una punta di orgoglio la decisione del Consorzio Bonifica della Nurra.” Così il consigliere regionale di Forza Italia Marco Tedde commenta la manifestata volontà del Consorzio di utilizzare le acque reflue del depuratore di San Marco. “Gli orologi del sistema depurativo algherese sono ritornati indietro di 6 anni, all’estate del 2011. Allora, sotto l’amministrazione cittadina di centrodestra – ricorda l’ex sindaco- le acque depurate venivano dirottate nelle condotte del Consorzio di Bonifica per irrigare i terreni della Nurra, evitando lo scarico nel Rio Filibertu e utilizzando la preziosa risorsa idrica”.

“Ma ciò che più inorgoglisce è che l’utilizzo a fini irrigui delle acque trattate da questo impianto di terza generazione avviene sulla base del Piano di gestione approvato dal Distretto Idrografico regionale e dell’autorizzazione allo scarico della Provincia di Sassari del maggio del 2011, che sono stati ritenuti ancora vigenti ed efficaci dagli enti regionali e dalla Provincia che fin da allora certificavano -assieme a decine di enti- che l’impianto è dotato di tutti gli elementi tecnologici ed infrastrutturali per l’utilizzo dei reflui depurati per irrigare i campi. Ovviamente –evidenzia il consigliere regionale- la condizione è che il depuratore venga gestito da Abbanoa in modo corretto, cosa che non sempre è accaduta, e le acque vengano miscelate al 50% a quelle del Cuga”.

“Le acque reflue depurate correttamente, a detta di autorevoli tecnici del Consorzio di Bonifica “sono qualitativamente superiori a quelle del Cuga”. Si fa un salto indietro di sei anni. Ma siamo costretti a chiederci cosa hanno fatto in questi 6 anni le amministrazioni che si sono succedute. Invece di pretendere con forza l’applicazione del Piano di gestione sono rimaste alla finestra, – denuncia Tedde – limitandosi a lamentarsi per la cosiddetta “marea gialla”. E tentando ingenuamente di creare ad arte casi giudiziari prontamente smontati dalle varie magistrature. Un modo di amministrare la cosa pubblica –secondo l’ex sindaco- immaturo e lontano dai valori della buona politica. La soluzione era nell’uso del depuratore in conformità al suo progetto – ha concluso Tedde -. L’uovo di colombo. Ma a qualcuno –chiude Tedde- faceva gioco avere la marea gialla.».

Nella foto un parte del depuratore

S.I.

IL DOCUMENTO DEL CONSORZIO DI BONIFICA DELLA NURRA CHE INTIMA AGLI ENTI L’USO IRRIGUO DEL DEPURATORE:
Autorizzazione utilizzo reflui CBNurra del 12.5.17

Miniera, greci addio. Nuovo bando

CAGLIARI – La Regione sta predisponendo un nuovo avviso pubblico per l’affidamento della concessione del sito minerario di Olmedo. Lo ha reso noto l’assessora dell’Industria, Maria Grazia Piras, nel corso di un incontro, convocato a Cagliari, al quale hanno partecipato i sindacati e una delegazione di lavoratori. La pubblicazione del nuovo avviso e la ricerca di un nuovo imprenditore disposto a investire nella miniera di bauxite si rendono necessari in seguito alla rinuncia da parte della società greca della concessione ottenuta nel maggio 2016. La stessa società ha comunicato formalmente alla Regione la sua decisione.

“Non possiamo che prenderne atto”, ha detto l’assessora Piras. “Per quanto ci riguarda – ha aggiunto – abbiamo fatto tutto il possibile perché, dopo l’abbandono della precedente società che aveva in concessione il sito, l’attività estrattiva potesse riprendere entro breve tempo. La nuova rinuncia può allungare i tempi della ripresa produttiva ma non cambia il nostro obiettivo. Intanto – ha detto ancora l’assessora – abbiamo dato le prescrizioni di legge alla società uscente per la custodia e il mantenimento della miniera. Vogliamo contrarre i tempi tecnici e pubblicare presto il nuovo avviso”. Nei prossimi giorni saranno valutati anche gli strumenti per esaminare le questioni che riguardano l’eventuale accompagnamento dei lavoratori per il periodo di nuova concessione.

Nella foto l’assemblea ad Olmedo sulla miniera con anche l’assessore Piras

S.I.

Siccità: uso pozzi e reflui San Marco

ALGHERO – “Consolidate le produzioni agricole del territorio anche con l’aiuto di vetrine importanti (come la Sagra delle Fragole di Sa Segada) sta riaffiorando in questi giorni nel nostro territorio il problema dell’approvvigionamento idrico necessario a garantire tranquillità agli imprenditori agricoli che stanno investendo nei terreni e nelle future produzioni”. Cosi il capogruppo del Partito Democratico Mimmo Pirisi che, anche da funzionario del Consorzio di Bonifica, informa sulla difficile situazione dei bacini. Le ultime notizie in merito, come anche confermato da Pirisi, riportano un’importante notizia ovvero che sarebbe stato dato il via libera per l’uso irriguo delle acque del depuratore di San Marco.

“La scarsità delle precipitazioni di questi mesi ma possiamo dire di questi ultimi due anni stanno mettendo a serio rischio i passi avanti fatti proprio su questo tema e la causa è sempre la stessa mancanza di programmazione ed investimenti sufficienti da far dimenticare la siccità, ben poco potranno servire gli sforzi di questi mesi da parte di chi sta garantendo all’utenza l’acqua e mi riferisco al Consorzio di Bonifica della Nurra che sta cercando ogni giorno con sforzi eccezionali di reperire riserva d’acqua alternative (pozzi importanti e piccoli invasi poco sfruttati ) oltre all’utilizzo dei reflui del depuratore di San Marco (anch’essi comunque insufficienti)”. E continua il capogruppo. “Crediamo che la regione debba fare un ulteriore e straordinario sforzo in questo senso sia nell’immediato (per salvare la stagione irrigua 2017) che nel medio tempo attivando una seria programmazione con investimenti a lungo termine in collegamenti, rifacimento condotte e anche nel ripristino di vecchi pozzi da tempo non utilizzati che possono essere messi a regime”.

“Vista l’eccezionalità del momento e le conseguenze che ne potrebbero derivare ci faremo promotori come partito per incontri urgenti su questo tema chiedendo agli attori principali Regione, Comune, Enti del settore e Comitati di borgata che si creino tavoli permanenti di lavoro e di proposta e nell’immediato incontri per capire tempi e reale situazione delle scorte irrigue per spiegare e ribadire a tutti i cittadini che l’acqua è un bene comune che non può essere sprecato che senz’acqua non ci potrà essere futuro.

Nella foto la diga di Surigheddu. Anche quest’acqua verrà usata per la Nurra

S.I.

Ex-Caserma regalata: doppio schiaffo

ALGHERO – “Da una parte l’amministrazione Bruno “piange miseria” puntando il dito contro la Regione e il solito mantra delle passate Giunte, dall’altra spende e spande usando la Fondazione Meta come un bancomat e, soprattutto, gestisce il patrimonio pubblico senza la giusta oculatezza, in termini economici e di servizio utile e necessario per la collettività. Emblema ormai arciconosciuto di tale ultimo aspetto è il destino che questa Giunta ha voluto riservare all’ex Caserma dei Carabinieri di Via Simon, affidata in comodato d’uso gratuito ad un gruppo di associazioni più o meno note, perchè svolgano attività di grande valenza sociale, ma, a quanto pare, non sempre a titolo titolo gratuito”. Forza Italia Alghero, tramite i consiglieri comunali Nunzio Camerada, Michele Pais, Maurizio Pirisi e il portavoce Andrea Delogu, ritorna sul tema dello stabile che ospitò in passato la caserma dell’Arma.

“Struttura che ha visto delinearsi l’oscura vicenda dei rapporti con l’Università di Architettura rispetto alla scelta di cedere le chiavi dell’immobile ad alcuni “fortunati” che negli anni si sono costituiti in associazione e, ovviamente, hanno poi rivendicato la disponibilità di tali preziosi spazi. Un percorso tortuoso e nebuloso che ha portato a cedere a poche associazioni, guidate da Malerbe (ovvero coloro che vennero accusati di aver occupato l’immobile, salvo poi sapere che gli fu ceduto gratuitamente con un accordo più o meno palese tra Architettura e Giunta Bruno) uno stabile che, con fatica, il Comune di Alghero aveva ottenuto dalla Provincia a seguito di un contenzioso che aveva costretto il Comune a pagare un prezzo salatissimo”.

“E di certo l’attuale destinazione è ben distante dall’originario progetti di realizzazione di un vero “Distretto della Creatività” dove fare musica, cinema, arte e dare anche spazio alle tante associazioni che a tutt’oggi sono costrette a reperire nel mercato la propria sede a titolo oneroso. La scelta di regalare e relegare quella prestigiosa struttura per sei anni al “format” di Respublica, è profondamente sbagliata in quanto fortemente esclusiva e non inclusiva delle tante associazioni culturali presenti in Città, fortemente penalizzate da questa scelta tutta di carattere ideologico. Un doppio schiaffo: al modo dell’associazionismo, forte, storico e non partigiano presente in Città e soprattutto alla corretta gestione del patrimonio pubblico”.

Nella foto (sulla destra) l’ex-caserma nella centralissima via Simon

S.I.

Crisi voli, Confcommercio sotto accusa

ALGHERO – E’ evidente che il territorio stia per esplodere. Come una pentola a pressione che bolle e ribolle e alla fine scoppia. Troppo mesi e anni che, come ripetiamo all’infinito, non vengono affrontate e risolte le principali questioni del territorio. E, addirittura, quando devono prendersi decisioni cruciali annotiamo, come fosse una prassi prestabilita da qualche norma, che coloro che sono stati indicati a decidere convocano tavoli, assemblee, riunioni. Una sequela di appuntamenti che, come viene evidenziato dalle opposizioni e anche dalla cittadinanza, non stanno producendo nulla. Se non titoli e foto sui vari media.

Cosi, anche la reiterata proposta di destinare alla Sogeaal la “tassa di soggiorno” per attivare qualche collegamento low-cost diventa un refrain vuoto e utile solo far perdere altro prezioso tempo. A ribadirla, ieri, durante l’ennesimo tavolo convocato da Bruno, è stata la Confcommercio. Michele Pais, consigliere comunale di opposizione, commenta. “A proposito della “rivoluzionaria” proposta di oggi della Confcommercio di destinare il gettito della tassa e di soggiorno a sostegno delle compagnie low-cost, tale iniziativa, come riportato dai mezzi d’informazione, fu già avanzata proprio da Forza Italia”, e allora si chiede Pais “e la Confcommercio dov’era? Sempre seduta al tavolo a fianco del Sindaco! Come oggi”.

E ancora. “Ma la stesso Confcommercio che ha condiviso col Sindaco il Fondo salva Rayanair del quale si è perso ogni traccia? O la stessa Confcommercio che a fronte della nostra denuncia sull’utilizzo della tassa di soggiorno per fini diversi da quelli previsti dalla legge (interventi a sostegno del turismo) non ha mosso un dito ma anzi ha “approvato” l’azione dell’Amministrazione?” C’è da ricordare che, a quanto pare, la somma raccolta sarebbe di 400mila euro, dunque non il milione all’inizio comunicato, e che con questa cifra si potrebbe attivare almeno una rotta per tutta la stagione estiva.

Nella foto Michele Pais in un convegno del centrodestra per salvare l’aeroporto

S.I.

Taglio voli: protesta a Cagliari

CAGLIARI – “A parte la proposta interessante fatta da Confcommercio di destinare le risorse della tassa di soggiorno ai voli, per il resto è la solita giaculatoria al capezzale dell’aeroporto di Alghero fatta da un “tavolo di coordinamento territoriale” oramai sfiancato e demotivato da una biennale azione politica di surplace di Bruno. Occorreva e occorre una reazione forte del territorio, ma sotto le finestre di Pigliaru” Così il consigliere regionale di Forza Italia Marco Tedde commenta l’incontro organizzato dal sindaco Bruno per discutere dei problemi dell’aeroporto -che solo nel 2016 ha perso circa 340 mila passeggeri- e stanno affossando l’economia del nord ovest dell’isola. “Tutto ciò è frutto dell’atteggiamento irresponsabile di Pigliaru e Deiana, sostenuti -ricorda Tedde- dai sindaci guida del territorio che docilmente li hanno accompagnati più di una volta in una parossistica danza di Zorba in tema di continuità territoriale e di sostegno al traffico aereo low cost fin dal marzo del 2014, allorché il centrosinistra vinse le elezioni. Una danza fatta di passi avanti, di lato e indietro. Due passi indietro sulla continuità territoriale sulle rotte minori, allorché a ottobre del 2014 chiesero al Governo l’abrogazione del decreto sugli oneri di servizio pubblico, garantendo il varo nel breve termine di un nuovo regime per le rotte minori che sarebbe dovuto partire a ottobre del 2016. Per poi a giugno dello stesso anno rinviare ogni decisione all’inverno 2017. I passeggeri che utilizzavano queste rotte -sottolinea Tedde- ora saturano assieme a buona parte dei passeggeri dei voli low cost cessati le rotte della continuità territoriale principale su Roma e Milano. Ma la danza di Zorba di Pigliaru e Deiana ha toccato l’acme nella triste epopea del mancato piano di sostegno al low cost”.

“Dopo l’annuncio di Ryanair della chiusura di decine di rotte del novembre 2015, prima il passo indietro nell’attesa della decisione della Commissione Europea sui presunti aiuti di stato alla Sogeaal. Con la sentenza favorevole della Commissione arriva un passo avanti, ma condizionato all’ abrogazione dell’addizionale governativa sui diritti di imbarco e di una privatizzazione della Sogeaal illegittima e poco appetibile. Dopo la soppressione dell’addizionale sui diritti di imbarco di settembre, un passo di lato con la legge di ricapitalizzazione della Sogeaal condizionata al “pari passu” della privatizzazione. Legge che inaspettatamente il 31 di agosto venne sostenuta dai sindaci guida che fino al giorno prima borbottavano e minacciavano sfaceli. E ancora, a novembre, altro passo sul lato opposto con la ricapitalizzazione questa volta condizionata alla mancata privatizzazione. Fino ad arrivare ad una vendita al buio della maggioranza azionaria della Sogeaal. Ora lo scenario politico ed economico è dominato da un aeroporto in forte sofferenza sotto il profilo finanziario e del traffico passeggeri, che avvia l’esternalizzazione di servizi fondamentali e riduce il personale, la cui gestione è stata ceduta senza la valutazione di uno straccio di piano di sviluppo”.

“Ma lo scenario è caratterizzato negativamente anche dall’assenza del piano di sostegno al low cost e della continuità delle rotte minori. Ora il tavolo -evidenzia l’ex sindaco di Alghero- invece di chiedere con forza a Pigliaru e Deiana un cambio di rotta repentino, pare intenda chiedere un incontro alla Sogeaal che oramai privatizzata è poco sensibile alle istanze sociali. E’ bene che i sindaci guida piuttosto che organizzare le solite giaculatorie organizzino una seria e partecipata azione di protesta del territorio. Come quella che annunciarono e poi impedirono alla fine dell’agosto dello scorso anno. E’ finito il tempo delle giaculatorie e delle tattiche di surplace che sono consone al ciclismo su pista e non alle piste aeroportuali–chiude Tedde-.”

Nella foto un incontro di qualche tempo sul low-cost con l’onorevole Tedde

S.I.

Low-cost, ennesimo tavolo: bando

ALGHERO – Ennesimo tavolo sul tema del low-cost. A convocarlo il sindaco Bruno. In discussione i soliti temi che si trascinano da anni e che, anche quest’estate, non troveranno soluzione. A partire dall’utilizzo della “tassa di soggiorno” per l’attivazione di qualche volo a basso costo con l’aeroporto di Alghero. Tutto, però, resta ancora sul tavolo. Parole, annunci, comunicati e pochi fatti. “Subito il bando per il turismo, rafforzare il brand e la destagionalizzazione, rivolgendosi ai mercati europei. L’esempio è quello della regione Abruzzo, dove funziona alla grande. I fondi ci sono. La regione deve agire subito. Entro metà giugno la pubblicazione, per ripartire con forza. Abbiamo tutti prodotto grandi sforzi per dare una chiara impronta di attrattività ad Alghero e al territorio. Ma senza i voli rischiamo di vanificare il grande lavoro fatto”. Il messaggio inoltrato a Cagliari, con la Regione Sardegna che detiene importanti quote in Sogeaal, è chiaro: senza voli, tutti gli sforzi che Regione e molti enti locali con Alghero in testa compiono, oggi come non mai, per far conoscere al mondo e promuovere l’isola, rilanciare le straordinarie peculiarità del territorio, attrarre eventi e manifestazioni internazionali, costruire reti economiche e commerciali con paesi vicini rischiano di essere vanificati in assenza di un’adeguata ripresa del traffico aereo.

“Nell’ottica di sviluppare immediate azioni di sostegno a Sogeaal e Regione, il tavolo di coordinamento territoriale riunitosi nella giornata di lunedì ad Alghero – alla presenza dei rappresentanti istituzionali dei principali comuni del nord ovest Sardegna, del Montiferru, del Marghine e del Nuorese, del sistema delle imprese e del mondo sindacale – ha fissato in un documento unitario la richiesta d’incontro urgente con Sogeaal, la società di gestione dell’aeroporto di Alghero. Per riprendere lo sforzo comune a difesa dello scalo del nord ovest della Sardegna e dell’economia turistica del territorio c’erano un po tutti ad Alghero: i sindaci di Porto Torres e Olmedo, gli assessori di Sassari, Bosa, Castelsardo, Valledoria, Nuoro, Oliena e di altri centri vicini, Confcommercio, Federlberghi, Confagricoltura, Confartigianato, Confindustria, i vertici sindacali”.

“Quello che sta attraversando l’aeroporto di Alghero non è accettabile – ha rimarcato il sindaco Mario Bruno – c’è un territorio sempre più affascinante e una intraprendente imprenditoria turistico-ricettiva, ma mancano i collegamenti con importanti regioni europee che in passato hanno garantito consolidati flussi turistici. Cinque nuove rotte invernali che da Alghero vanno a Cagliari sono un segnale molto chiaro della Ryanair, a chi in questi anni non ha fatto la propria parte, e non sono certamente ne gli enti locali ne il sistema delle imprese. Occorre reagire, intervenire con atti concreti immediati, facendo leva sugli strumenti più adeguati, già all’attenzione dell’assessorato regionale al turismo, che tra l’altro ha già dichiarato di condivederli, ma si faccia presto, perché ora davvero la misura è colma”.

Nella foto il tavolo di ieri

S.I.

Alghero: è sempre caos tavolini

ALGHERO – Doveva essere il regolamento che avrebbe dovuto mettere fine alla cosi detta “guerra dei tavolini”. Mettere ordine al comparto di bar e ristoranti e soprattutto garantire la fruizione degli spazi pubblici a tutti i cittadini. Un mantra ripetuto negli anni da una precisa parte politica che aveva come “cruccio” quello di mettere mano sull’enorme e grande problema di Alghero e degli algheresi: i suoli pubblici. Come se il tempo non fosse passato e la crisi non avesse, già di per se, fatto fuori molte attività. Passati tre anni di litigi, ricorsi, chiusure di attività storiche (vedi Il Milese) e altre recenti (vedi Masterchef), soldi pubblici buttati in avvocati, inutili consulenze e tanto altro baccano e soprattutto pubblicità negativa per Alghero, siamo punto e a capo. Le modifiche apportate al regolamento se da una parte hanno dato il via libera all’occupazione di nuovi spazi (vedi “doppio poligono”), dall’altra hanno generato un caos mai visto prima con “pollai” presenti ad ogni angolo di strada e zona centrali, come i bastioni, sguarnite degli idonei servizi legati alla ristorazione.

Un quadro generale che denota, anche questa volta, la totale inadeguatezza della politica, in questo caso degli attuali amministratori, che hanno prodotto tale regolamento. Dettami che trovano pareri discordanti nella sua applicazione anche tra gli stessi dirigenti e tecnici del Comune che, spesso, non hanno colpe ma vengono travolti dalla rabbia degli operatori commerciali che si trovano, a maggio, in molti casi, ancora a non avere certezza del suolo pubblico. Senza considerare l’ultimo exploit ovvero l’accatastamento anche di cantine e cortili interni al fine di riconoscere maggiore suolo pubblico rispetto a quelle che sono le vere superficie utilizzati per fini commerciali, nello specifico di servizi alla ristorazione. Insomma siamo passati dalla “guerra” al “caos dei tavolini”. Urge una forte e decisa presa di posizione delle associazioni di categoria, Confcommercio in primis. E, anche in questo caso, chi risarcirà imprenditori e algheresi per i danni procurati?

Nella foto i bastioni di Alghero dove sono presenti diversi ristoranti

S.I.

Sanità: troppe criticità |video

ALGHERO – La crisi della sanità algherese trova spazio anche nelle parole del presidente di Azione Alghero e referente locale di “Energie per l’Italia” Marco di Gangi. Tante le negatività che da mesi stanno mettendo in ginocchio i servizi legati alla salute dei cittadini. Critiche alla maggioranza di centrosinistra alla guida della Regione che, visti anche i tanti consiglieri eletti nel territorio a sostegno di Pigliaru, potrebbero intervenire per salvaguardare i presidi ospedalieri. Tra i tanti problemi l’assenza di materiale per realizzare le analisi e poi anche le annose liste d’attesa infinite, senza dimenticare la classificazione di Alghero che deve essere di primo livello. Del resto, come da campagne elettorali soprattutto dell’attuale sindaco, il centro catalano attende ancora il “nuovo ospedale” già inserito nei finanziamenti diversi anni addietro.

Nella foto e video Marco di Gangi

S.I.