Low-cost, Sartore ha poco da gioire

ALGHERO – “Il recente intervento del consigliere comunale Pietro Sartore sui voli low – cost si inserisce perfettamente in quella strategia comunicativa che ha finora caratterizzato l’amministrazione Bruno. I meriti di quanto succede ad opera e per l’impegno di altri soggetti viene regolarmente ascritto all’impegno e all’operato dell’attuale amministrazione algherese, mentre quando qualcosa non funziona, le responsabilità, guarda caso, sono sempre riconducibili ad altri, magari ad amministrazioni precedenti”. E’ il presidente di Azione Alghero, Marco di Gangi, a intervenire sul tema dei low-cost e a controbattere quanto esposto dal consigliere della maggioranza ri centrosinistra Pietro Sartore. [Leggi]

“Ora, premesso che la legge approvata dal Consiglio regionale su proposta dell’assessore regionale del turismo Argiolas si pone piuttosto che sostenere i voli low – cost, come sostenuto dal consigliere Sartore, l’obiettivo di promuovere il turismo nei mesi di spalla cercando di destagionalizzarne i flussi, giova ricordare che ascrivere, anche marginalmente, il merito di questa legge al sindaco Bruno e alla sua maggioranza rasenta il grottesco. Vorrei infatti ricordare al consigliere Sartore, ai suoi colleghi di maggioranza ed al sindaco Bruno che da parte di tutti loro, per mesi, per oltre un anno dai primi segnali, nonostante lo sconfortante ridimensionamento dei voli, la mancanza di scelte politiche a sostegno dei voli low-cost di Pigliaru e Deiana e delle nubi sempre più cupe che si addensavano sullo scalo algherese ben poco fecero per evidenziare il proprio disappunto e, ancora meno, per manifestarlo pubblicamente con iniziative politiche adeguate”.

“Come dimenticare a tal proposito la precisa scelta della maggioranza consiliare di non voler neanche discutere una apposita mozione delle opposizioni a tutela dello scalo algherese proposta fin dal novembre 2015? O ancora, come dimenticare i tentennamenti e la mancanza di specifiche ed incisive iniziative dello stesso sindaco Bruno (ma anche del suo collega sassarese Nicola Sanna) e della maggioranza protrattisi almeno fino al luglio 2016, quando ormai i buoi erano tutti scappati e ben poco si poteva fare per opporsi alle disastrose scelte di Pigliaru e Deiana sull’aeroporto algherese?”

“Umanamente comprendo che l’intervento del consigliere Sartore sia un atto dovuto, anche alla luce della recente nomina a segretario personale dell’assessore Argiolas di Giuliano Spanedda, molto vicino alla attuale maggioranza politica algherese, ma per cortesia , eviti di spacciare per un merito della propria parte quello che dovrebbe, al contrario, costituire per la sua maggioranza politica motivo di imbarazzo”.

“Peraltro resta ancora da vedere quante saranno le risorse che la Giunta regionale destinerà all’aeroporto di Alghero che dovrà dividere i finanziamenti previsti con gli aeroporti di Olbia e Cagliari. Mi auguro che, quantomeno questa volta, l’Amministrazione di Alghero riesca ad affermarsi e a far prevalere il principio che per compensare l’emorragia di passeggeri degli ultimi due anni, nella ripartizione dei 40 milioni stanziati, al nostro scalo, vengano attribuite maggiori risorse rispetto agli altri aeroporti che, nel frattempo, hanno visto crescere notevolmente il numero dei propri passeggeri”.

Nella foto Marco Di Gangi

S.I.

Dopo 6 anni, è bike-sharing

ALGHERO – “La bici strumento sempre più normale per muoversi ad Alghero. Dal centro ai quartieri, a Fertilia: muoversi sulle due ruote diventa non solo comodo ma anche conveniente. Da oggi, con il varo del Bike Sharing cittadini e turisti avranno a disposizione l’alternativa all’uso dell’automobile”. Cosi dall’amministrazione Bruno sul sistema di bike sharing fermo da oltre 5 anni e finalmente sbloccato, dopo la sistemazione delle colonnine, per diverse giorni “fantasma”, e ora con le rispettive biciclette.

Quaranta biciclette comode, leggere, per raggiungere il luogo di lavoro o per piccoli spostamenti.
La prima ora sarà gratuita, per il resto servirà un abbonamento e una card ricaricabile con costi nettamente accessibili. “Alghero sempre più sostenibile acquista un ulteriore tassello verso il completamento del progetto di città a misura d’uomo – ha detto il Sindaco Mario Bruno oggi, nel corso della presentazione dell’iniziativa denominata PedaliAMO Alghero -; dopo il riuscito progetto del Bike to Work e Bike to School, ora il Bike Sharing a completare il quadro delle iniziative, a cui si aggiunge la serie di strumenti della programmazione urbanistica come il Piano Urbano del Traffico, il cui progetto è stato recentemente consegnato all’Amministrazione”. Piazza Sulis, via Garibaldi, Parco Stazione, Fertilia, piazza Mercede: sono le stazioni in cui sarà possibile prelevare le biciclette quando serve. Un mezzo pubblico che non va aspettato, ma che si va a prendere senza rischiare di non trovarlo”.

“Tramite un’applicazione utilizzabile sullo smartphone, sarà infatti possibile visualizzare la disponibilità delle due ruote al momento. Per accedere al servizio è possibile utilizzare il sito internet ( www.bicincitta.com), l’app gratuita per smartphone “Bicincittà”, o acquistare abbonamenti presso la rete di vendita ( Libreria Cyrano in via Vittorio Emanuele e caffè letterario il Manoscritto in via Pascoli). Oggi la presentazione dell’attesa iniziativa, alla presenza del Sindaco Mario Bruno, dell’Assessore all’Ambiente Raniero Selva, del Segretario Generale Luca Canessa, del direttore commerciale di Bicincittà, l’azienda aggiudicataria dell’appalto, Gianluca Pin e del referente in Sardegna dell’azienda, Marco Sechi. Attivo 24 ore su 24, il servizio garantisce comodità e flessibilità, coniugate alla salvaguardia dell’ambiente urbano. Alghero e le bicicletta sono ormai un binomio consolidato, dopo il Giro d’Italia ancor di più”.

Nella foto la presentazione del bike sharing

S.I.

Porto-kasbah: è ora di dire basta

ALGHERO – “Come Riformatori vogliamo esprimere soddisfazione per i lavori che hanno interessato il porto di Alghero in passato da noi più volte sollecitati. Ci riferiamo alla ripavimentazione nelle diverse aree dello scalo algherese, un lavoro che si è potuto effettuare grazie ai fondi stanziati nel 2011 dall’assessorato ai lavori pubblici in capo ad Angela Nonnis dei Riformatori Sardi. Ne approfittiamo per aggiungere che, visto e considerato che si è fatto 30 sarebbe il caso di fare 31 e ripristinare quindi la segnaletica orizzontale, andata perduta con il nuovo manto, al fine di regolare meglio il transito ed i parcheggi delle vetture in area portuale”. Cosi la segreteria dei Riformatori Sardi su un tema che ritorna ciclicamente non appena arrivano i primi caldi e il porto si trasforma in un “kasbah”. Fatto che avviene solo qui ad Alghero e che dovrebbe vedere in prima linea anche il sindaco far sentire la propria voce in merito come accaduto in passato.

“Parcheggi che risultano essere troppo pochi per i fruitori del porto in quanto molti, soprattutto nel periodo estivo di maggiore afflusso, sono occupati, oltre che dalla “giostra”, anche dalle svariate autorizzazioni rilasciate dall’amministrazione regionale: ci riferiamo ai banchetti informativi che si sarebbero potuti collocare, a nostro avviso, in altre zone. Secondo noi l’amministrazione comunale avrebbe potuto prevedere, al posto dei “fantomatici” nuovi chioschi nella passeggiata Bousquets, di sistemare definitivamente i banchetti informativi per le attività in questione. Riteniamo infatti che gli operatori interessati, quelli che effettuano prevalentemente attività di noleggio, sarebbero stati ben contenti di non esser più sottoposti alla “roulette russa” delle autorizzazioni regionali”.

“Non solo: per meglio regolamentare il traffico all’interno dell’area portuale riteniamo che, per quanto riguarda l’accesso al porto, sarebbe ora che si predisponessero dei varchi con sbarra azionabile attraverso carta magnetica (come in tutti porti d’Italia degni di esser definiti tali), affinché solo chi dispone di regolare permesso possa entrare con i veicoli all’interno dell’area portuale in quanto titolare di posto barca e/o operatore del settore ed evitare così il parcheggio selvaggio nonché il pericolo di eventuali danni o rischi alla sicurezza e alla pubblica incolumità in aree dove vengono svolte attività produttive, sportive (si pensi ai bimbi della scuola vela che transitano con le proprie derive dovendo fare lo slalom tra le auto mal posizionate) e di cantieristica”.

“Dopo questa serie di proposte, considerato che ancora oggi non si riesce a capire quale sia la funzione vera del nostro porto, concludiamo chiedendo al nostro sindaco e agli amministratori e funzionari regionali: il nostro è un porto o una giostra? Nel creare un vero porto turistico nell’infrastruttura che chiamiamo porto non si riscontra l’interesse pubblico, lo si riscontra forse nelle montagne russe? Nella sostanza ci preme capire, considerato che i due progetti di riqualificazione sono stati bocciati, se sia stata presa la decisione su quale sarà il futuro dello scalo algherese. Di recente è stata depositata una interrogazione da parte del nostro gruppo consiliare in regione che attende risposta”.

Nella foto la giostra al porto

S.I.

Aziende agricole, vendita avventata?

ALGHERO – “Con Deliberazione n. 31/24 del 27.6.2017, il Presidente della Regione Sardegna, Francesco Pigliaru, di concerto con l’Assessore degli Enti Locali, Finanze e Urbanistica, Cristiano Erriu, ha disposto di procedere all’alienazione delle due aziende storiche di Mamuntanas e Surigheddu poste nell’agro di Alghero. Trattasi di compendio agricolo di circa 1100 ettari considerato che, ai 1200 ettari iniziali, andranno sottratti gli spazi già nella disponibilità dell’Università degli Studi di Sassari, dell’Istituto Zooprofilatico della Sardegna, dell’ENAS e del Consorzio di Bonifica della Nurra”. Cosi il dottore agronomo, rappresentante del Circolo Terrestri, Ferdinando Manconi su una questione primaria del territorio, ovvero la vendita dei compendi agricoli, che, anch’essa, passa sopra Amministrazione e Consiglio Comunale, mentre apre un dibattito in città.

“Il valore stimato di vendita delle predette aziende ammonterebbe a poco meno di 11 mln di euro che, tuttavia, potrebbero, all’atto effettivo di compravendita, essere ridotti del 25% a causa dell’intenzione di alienare le aziende pro indiviso e di un ulteriore stimato 30% per via dell’occupazione dei suoli da parte di alcuni allevatori (si è prospettata la possibilità di destinare, in alternativa, il 15% dell’intera superficie agli attuali occupanti, quali locatori o acquirenti). In considerazione di siffatti “scomodi” e degli adempimenti propedeutici alla vendita, quali la regolarizzazione catastale dei fabbricati, le spese legali e notarili, i proventi della vendita potranno, difficilmente, superare i 6 mln di euro. Il detto quantum, se rapportato all’unità di superficie, avrà un valore unitario di 5500 euro ad ettaro (volumetrie comprese) che riferito a terreni fertili, irrigui, seminativi e pianeggianti, quali quelli oggetti di vendita, potrebbe apparire quantomeno sottostimato”.

“Un’operazione, questa della RAS, volta principalmente, sembrerebbe, più “a far cassa” che a liquidare ad un congruo valore di mercato un bene quasi unico in Sardegna. E’, infatti, vero che se, da una parte, l’indivisibilità del cespite potrebbe rappresentare un limite alla vendita, dall’altra, nel caso di beni fondiari, la presenza di un unico accorpamento aziendale rappresenterebbe indiscutibilmente un vantaggio. E’, peraltro, la stessa esplorazione preliminare di mercato (oltre ad una opportuna conoscenza del mercato fondiario) a suggerire tale considerazione: più della metà delle intenzioni di acquisto emerse dall’indagine esplorativa (5 su 9) hanno espresso la preferenza di un unico lotto. Non si comprende, dunque, la ragione dell’adombrato 25% in meno, al pari di una scontistica promozionale”.

“Discorso a parte meriterebbero, poi, i fabbricati quivi insistenti: 17500 mq di superficie coperta. Una vera manna dal cielo per gli acquirenti del caso, atteso che la nuova Legge Urbanistica, denominata “Disciplina generale per il governo del territorio”, voluta dallo stesso On. Erriu, ove dovesse andare in porto, al comma 8, dell’art. A.7, dell’allegato A, recita testualmente: “in tutti i casi previsti al comma 7 (nuovi edifici strumentali alla produzione -NdA), la superficie utile non può superare mq 700, comprensivi dei fabbricati esistenti (…)”. Idem come sopra, viene da domandarsi il perché, simile fattispecie, non sia stata computata tra i cosiddetti “comodi” della valutazione immobiliare”.

“La monetizzazione delle due aziende storiche rappresenta un aspetto importante della decantata valorizzazione dell’area, di qui la sua voluta privatizzazione, ma non di certo l’unico. Dalle informazioni contenute nella Delibera e dalle dichiarazioni apparse sulla stampa non si evincerebbero vincoli di utilizzo del bene e/o oneri di sorta a carico dei compratori (eccezion fatta per l’acquisto in un unico lotto) e ciò impedirebbe la delineazione di uno scenario di sviluppo futuro certo e rispondente agli auspici esternati dalla RAS. Le due tenute di Mamuntanas e Surigheddu potrebbero, di conseguenza, essere interessate dalle più disparate azioni di investimenti tese, a sperar bene, allo sviluppo e recupero dell’identità dei luoghi ma potrebbe trattarsi di sfruttamento dell’area o financo, data l’assenza di controllo in capo agli alienanti, di assenza di interventi e l’abbandono in attesa di più promettenti condizioni di mercato”.

“Eppure solo pochi anni fa l’Amministrazione algherese, di concerto con l’Agenzia Regionale LAORE e l’allora Governatore della Regione Sardegna Soru, fu in grado di approntare un piano di sviluppo per quel compendio agricolo in grado di garantire occupazione, multifunzionalità e fruizione del territorio. Un percorso perfettibile ma sicuramente più interessante di una mera vendita”.

“Alienare un bene significa privarsene, cederlo a terzi, e, nel caso di specie, depauperare il patrimonio pubblico, collettivo; a ciò si sommerebbe, cosa ben più grave, la perdita della memoria storica e delle potenzialità che lo caratterizzano. Una concessione a privati, qualificati, con la supervisione pubblica (Laore) della realizzazione degli interventi progettati, sarebbe, forse, una soluzione che meglio potrebbe contemperare gli interessi coinvolti”.

“Simili scelte hanno il limite di non consentire ripensamenti. Sarebbe, pertanto, opportuno fare una pausa, riflettervi attentamente e maturare un confronto sereno con tutti i portatori di interesse, Amministrazione comunale di Alghero in primis, al fine di comprendere quale sia il futuro più auspicabile per questa porzione della nostra storia. Siamo certi che Alghero e gli algheresi siano pronti a tutto questo? Siamo certi che degli amministratori pro tempore possano farsi carico di un simile fardello?”

Caos commercio, troppo abusivismo

ALGHERO – “Con la stessa puntualità di un orologio svizzero, con l’arrivo della bella stagione, si ripresentano i soliti problemi legati alla “conduzione” della città, ai rapporti di convivenza tra cittadini e imprese, all’accoglienza del turista. Anche se ora non utilizzano le forme pubbliche di protesta, come nel passato, lo spirito critico con cui i residenti del Centro Storico analizzano e hanno il potere di influenzare le decisioni riguardo “il modus vivendi e operandi” delle attività commerciali e pubblici esercizi, volendone determinare a volte anche gli andamenti economici, tutelando i propri interessi particolari a discapito di quelli collettivi e del lavoro; facendo un’ attenta analisi delle problematiche del Centro Storico e della sua vivibilità, vorrei sensibilizzare l’ Amministrazione comunale affinchè faccia rispettare anche ai residenti abituali e “occasionali” le regole a loro tanto care; in maniera tale così che anch’essi collaborino a rendere più accogliente e “regolare” la vita nel “quartiere incantato”, così che gli interessi siano veramente contemperati e non a “tutela unilaterale”.

Bisogna far notare ai residenti che ci sono degli orari ben precisi dove si deve buttare la spazzatura; così come bisogna fargli capire che i cestini gettacarte e gli spazi adiacenti non devono essere il ricettacolo delle loro “scorribande mondezzine” fuori orario, o dei loro ospiti dei vari b&b; poiché così loro non fanno altro che collaborare all’ indecoro che imperversa nel quartiere sopratutto nelle ore notturne dei mesi più caldi.
Per quanto concerne poi il traffico veicolare , bisognerebbe ricordare ai residenti che esistono degli spazi ben definiti e delimitati dove loro dovrebbero parcheggiare gli automezzi, invece, nonostante questo privilegio di cui godono, al contrario per esempio degli abitanti di Via Kennedy piuttosto che di via Sassari e/o XX settembre, forse in questo senso bisognerebbe pensare seriamente a parcheggi per residenti fuori dalle mura, essi fanno sostare le vetture in tutti i vicoli del quartiere, occupando anche il più piccolo anfratto, non permettendo la fruibilità di angoli suggestivi della città vecchia. Uno dei casi più eclatanti riguarda Piazza del Teatro, dove addirittura hanno da tempo sradicato i dissuasori per farsi posto più vicino possibile al portone di casa. Un monito vorrei lanciarlo all’ amministrazione e alle forze dell’ ordine affinchè le regole vengano fatte rispettare a tutti, senza distinizione e sempre.

Non è possibile che non si riesca a pianificare per tempo un’azione repressiva nei confronti degli abusi che puntuali si verificano nei mesi estivi, andando ad intaccare chi vive o opera 365 giorni all’anno nel rispetto delle regole, e che in questi mesi deve raccogliere i frutti degli investimenti fatti per offrire un servizio di qualità e “giusto” nella propria impresa; o ad organizzare il servizio di Nettezza Urbana in maniera tale da non far trovare la città “sozza” nelle ore serali con una puntualità disarmante. A proposito di operatività nei 365 giorni, non è possibile che non vengano rispettate, a discapito della città, le regole per il possesso delle licenze, le quali hanno dei paletti ben fissi e delineati per quanto concerne le aperture e le chiusure : non esiste che ci siano degli imprenditori che vogliono “ciucciare latte” per due mesi l’anno, e che poi si vadano a godere i frutti della nostra “deregulation” fuori Alghero, lasciando che solo i più stoici, per non chiamarli stupidi, tengano a galla la città per i restanti 10 mesi. Se per un certo verso è vero che la nostra città non ha bisogno dello stesso numero di attività aperte in alta stagione e in bassa stagione; è anche vero che non si può lasciarla del tutto priva di offerta: per ovviare a questo problema si dovrebbero concertare le chiusure delle attività in modo tale che non manchi mai un’ offerta minima di servizi, pur consapevoli che alcune zone durante l’inverno diventano commercialmente impossibili.

Le argomentazioni sull’ abusivismo sono le più disparate, e purtroppo non riguardano solo chi non è in possesso dei requisiti per svolgere attività, quelli sparsi dal porto alla passeggiata, ai quali comunque viene data troppa libertà ; abusivismo è anche quello reiterato che si consuma nel Centro storico, e non solo, da parte di attività commerciali e Pubblici esercizi, quali occupazioni di suolo pubblico “forzate”, frutto di quell’ “abominio” di regolamento sui suoli pubblici del dicembre 2014, piuttosto che “tazebao” e/o cartelli indicatori sparsi ovunque, disomogeneità totale degli esterni (a proposito, in quale cassetto è finito il Piano degli arredi ?); piuttosto che vetrine con manifesti che evocano tipi di vendita non in linea con gli enunciati legislativi, fino a quando non si deciderà finalmente di modificarli.

Un’ultima lancia vorrei spezzarla però a favore degli imprenditori che fanno di tutto per rimanere sul mercato nonostante la pressione fiscale sia esagerata, e che talvolta li porta a dover rinviare anche pagamenti di imposte, venendo considerati invece evasori e truffatori dalla massa, e il “ricatto legalizzato” degli studi di settore i quali hanno necessità di un forte adeguamento al mercato attuale. In conclusione direi che ben venga il liberismo che permette a tutti di mettersi in gioco e lavorare senza creare delle caste, ma attenzione perchè se questo non viene condito dal rispetto delle regole di base può tramutarsi pericolosamente in anarchia”.

Cesare Emiliano Piras
Consigliere Comunale NCD

“Terre anche ai giovani agricoltori”

ALGHERO – “Apprendiamo con soddisfazione che la Regione Sardegna ha deciso di sbloccare la situazione riguardante le due aziende agricole di Surigheddu e Mamuntanas prevedendo la vendita in blocco dei terreni e che ha ipotizzato un accordo con gli attuali occupanti (pastori) per una vendita o un affitto per gli stessi di una quota del 15% dei terreni”. Cosi Mimmo Pirsi capogruppo del Partito Democratico rispetto alla notizia della messa in vendita del compendio agricolo algherese da parte della Giunta Pigliaru [Leggi]

“Prendiamo atto di questa novità importante che va nella strada del riconoscimenti di chi da anni è presente in quei terreni ma crediamo anche che la proposta possa essere allargata anche a chi da anni ha fatto proposte in merito all’utilizzo di quei terreni e mi riferisco alle cooperative sociali e quelle di giovani del territorio che chiedono di poter utilizzare una parte di quei terreni, a questo punto tenuto conto che l’idea della vendita in blocco è in parte superata (per agevolare i pastori presenti) nulla vieta a questo punto di destinare un altro 15% alle cooperative sociali iscritte e a qualche raggruppamento di giovani interessati magari concentrando le richieste in una parte dei terreni, questo è possibile in quanto i terreni sono già divisi da strade interne , strade provinciali, comunali e in ultima la 4 corsie per Alghero che di fatto a diviso l’azienda di Mamuntanas in più parti”. E chiude Pirisi: “Crediamo che una proposta del genere possa essere valutata e sostenuta anche dall’amministrazione di Alghero che e bene ricordare che le due aziende ricadono interamente nel comune di Alghero.

Nella foto Mimmo Pirisi

S.I.

Sondaggio: Bruno deve continuare?

ALGHERO – Il clima politico è sempre più bollente. Il diffuso caldo afoso fa il paio con quelle delle rappresentanze dei cittadini. Gli ultimi accadimenti hanno ovviamente esacerbato ancora di più gli animi e riportato alla ribalta quello che è il reale valore o meglio giudizio degli algheresi, e non solo, sull’attuale esperienza amministrativa, a guida centrosinistra più Udc, nella persona del sindaco Mario Bruno. Viste le crescenti e roventi polemiche rispetto al suo operato è giunto il momento di testare l’opinione delle persone con un sondaggio con cui chiediamo se “Mario Bruno deve continuare a fare il sindaco”. Doppia risposta (si o no) e durata del sondaggio abbreviata (fino a sabato mattina) per riuscire a registrare il sentimento reale della maggioranza degli utenti.

Il SONDAGGIO si trova nella colonna destra del sito (versione Pc), mentre in fondo alle notizie sugli Smarphone.

Nella foto il sindaco Mario Bruno

S.I.

Low-cost, finalmente si cambia

ALGHERO – “L’approvazione da parte del consiglio regionale della legge che apre ai finanziamenti ai vettori low-coast è una notizia a lungo attesa e decisamente positiva. Il cambio di strategia della regione ripetutamente sollecitato dalla nostra amministrazione non si può, infatti, che salutare con grande favore”. Cosi il consigliere comunale della Lista Per Alghero, Pietro Sartore che plaude alla recente scelta della Giunta Pigliaru di sbloccare gli interventi a favore delle compagnie a basso costo e in generale dei vettori da e per la Sardegna.

“Più volte il Sindaco, la maggioranza in consiglio comunale e gran parte della minoranza hanno chiesto all’assessore ai trasporti Deiana interventi a sostegno del nostro aeroporto. Ricordiamo manifestazioni a Cagliari e in aeroporto oltre a dibattiti in città e in consiglio comunale, più tutta una serie di interventi da parte del Sindaco e dell’Amministrazione con un tavolo rappresentativo dei Sindaci del territorio, degli operatori e delle organizzazioni convocato in maniera permanente per cercare di smuovere l’assessorato ai trasporti da una situazione di stallo e di immobilismo che non abbiamo mai compreso e che, non si può nascondere, a tratti ci è parsa immodificabile. La scelta del consiglio regionale (che ritengo senza le azioni portate avanti in questi mesi non ci sarebbe stata…) è dunque un primo premio per gli sforzi profusi e ci fa sperare in un cambio di rotta per il futuro del nostro aeroporto”.

“Oggi, con Deiana chiamato provvidenzialmente ad altri incarichi, viene così premiata la scelta dell’assessora al turismo Argiolas di promuovere un bando per la destagionalizzazione che porterà nella disponibilità degli aeroporti sardi 40 milioni da investire in un triennio per incentivare le rotte per la Sardegna. Questa è proprio la strada che (anche sulla base dell’esperienza degli aeroporti di Pescara e Trapani) era più volte stata sollecitata dal nostro Sindaco e pertanto non si può che ribadire che salutiamo con favore il celere recepimento della proposta dell’assessore da parte del consiglio regionale”.

“Così come non si può che condividere quanto dichiarato dall’assessore durante il dibattito in consiglio in merito alla ripartizione dei fondi tra i tre aeroporti dell’isola: “I criteri terranno conto dei dati sul traffico dei passeggeri nei singoli aeroporti dai quali emergeranno le difficoltà dei territori”. Ora, dunque, non possiamo che attendere i prossimi passi (bandi a luglio e nuovi voli per l’autunno-inverno), certo con un po’ di naturale diffidenza prodotta da due anni di gestione Deiana, ma anche con un ritrovato ottimismo e la forte convinzione che i nostri sforzi non siano risultati vani”.

Nella foto Pietro Sartore

S.I.

Soldi low cost: è legge. Dubbi di Tedde

CAGLIARI – Il Consiglio regionale ha approvato la legge che prevede il finanziamenti di 40 milioni di euro per la comunicazione e il marketing tramite il sistema di trasporto aereo fino al 2020. Il provvedimento sugli “Interventi di promozione e comunicazione finalizzati alla destagionalizzazione dei flussi turistici, e’ passato con i soli voti della maggioranza mentre le opposizioni si sono astenute. Il relatore di maggioranza Antonio Gaia (Cps), illustrando il testo ha sottolineato come si tratti “di una legge scarna ma ricca di sostanza perche’ movimenta risorse importanti a sostegno della domanda turistica in bassa stagione” e ha rimarcato “la scelta strategica e di marketing molto innovativa che non comporta alcun aiuto alle compagnie aeree ed e’ quindi al riparo da rilievi dell’Unione europea”.

Per la minoranza, Marco Tedde (Forza Italia) ha invece parlato di un “singolare prelievo di soldi dai Trasporti per trasferirli al Turismo, certificando il fallimento delle politiche di settore dell’assessore Deiana”. Il provvedimento, secondo Tedde, “e’ in parte positivo negli obiettivi generali e pero’ manifesta una totale e pericolosa indeterminatezza” in quanto, ha detto, ” non c’e’ un progetto o una idea forte” mentre il Consiglio “e’ confinato nel ruolo di collettore di risorse, approvando di fatto uno stanziamento di 48 milioni di euro al buio delegando tutto alla Giunta dopo che per 3 anni e mezzo non si e’ varata nemmeno una bozza di piano di sostegno al low cost”. L’assessore al Turismo Barbara Argiolas, intervenendo i sede di replica dopo il dibattito in aula, ha ribadito l’obiettivo del disegno di legge. “Puntiamo ad un sistema integrato e questo e’ un primo passo – ha detto – nelle prossime settimane avremo modo di affrontare un discorso piu’ ampio con la discussione del Testo Unico sul Turismo che si fonda su tre asset: governance, offerta turistica e comunicazione”.

“Serve una strategia generale e una condivisione di intenti di carattere territoriale. Parlare oggi di destagionalizzazione non e’ facile. L’assessorato e’ al lavoro e crede nella crescita del settore”. Intervenendo sul contenuto del provvedimento, l’esponente della Giunta ha spiegato: “Stanziamo risorse per la comunicazione e la promozione e le linee di indirizzo saranno sottoposte all’attenzione della Quinta Commissione, su questo c’e’ il mio personale impegno e quello della Giunta. I criteri terranno conto dei dati sul traffico dei passeggeri nei singoli aeroporti dai quali emergeranno le difficolta’ dei territori”. (AGI)Turismo: 40 mln per promozione Sardegna tramite trasporto aereo”.

Nella foto alcune compagnie low-cost

S.I.

Microchippatura dei cani, 17 luglio

ALGHERO – Il prossimo 17 Luglio, presso i locali comunali nei Giardini Martin Luther King, in via via Don Minzoni, svolgerà la prossima campagna di microchippatura dei cani. Gli interessati possono prenotarsi presentandosi all’Ufficio “Tutela e Benessere Animale” del Comune di Alghero in via Sant’Anna n.38 (tel.0799978 – 822 – 663 – 837) muniti di documento di riconoscimento, codice fiscale e dati identificativi del cane (età, sesso, nome e razza). Il servizio di microchippatura sarà effettuato a cura del servizio Veterinario di Igiene degli allevamenti e delle Produzioni zootecniche della A.S.L. in collaborazione con l’assessorato comunale all’Ambiente. Si coglie inoltre l’occasione per invitare il personale del Canile Sanitario Ass. Primavera Onlus a voler partecipare alle operazioni, anche al fine della promozione, sensibilizzazione alle adozioni e consigli sul comportamento dei cani.

Si ricorda all’ufficio stampa che: Saranno accettati cani anche di altri comuni. Gli animali non dovranno avere pulci, zecche o altri parassiti. I cani aggressivi o di grossa taglia dovranno avere la museruola. L’iscrizione all’anagrafe canina, mediante l’applicazione del microchip è obbligatoria. I proprietari o i detentori, a qualsiasi titolo, residenti in Sardegna o ivi dimoranti per un periodo di tempo superiore ai 90 giorni, devono iscrivere gli animali entro il termine di 10 giorni dalla nascita o, comunque, dall’acquisizione del possesso. La mancata sottoposizione all’inoculazione del microchip è punita con la sanzione amministrativa per la violazione dell’art.5, comma 1 della Legge Regionale n.21 del 1994. Per qualsiasi ulteriore informazione si può consultare il sito internet www.sardegnasalute.it, nella sezione approfondimenti, veterinaria pubblica, anagrafe canina.

S.I.