“Policlinico, effetto riforma Pd”

ALGHERO – “La chiusura del laboratorio analisi di Alghero, Ozieri, Tempio e del laboratorio territoriale di Sassari è il più recente risultato della riforma sanitaria voluta dal Partito Democratico, una riforma che, passo dopo passo, sta portando allo smantellamento di molti servizi e reparti pubblici del Nord Sardegna”. Cosi sui social l’ex-assessora dell’attuale Giunta Comunale che guida Alghero, nonchè rappresentante dei Rossomori, Natacha Lampis, riguardo l’ennesimo schiaffo che ha preso la Sanità locale a vantaggio, dicono i maligni, della nascita del Mater Olbia.

Destra, sinistra, cittadini, operatori, opposizioni in consiglio regionale e nelle città di Alghero e Sassari- Tutti uniti nel contrastare l’operato della Giunta Pigliaru sul tema e anche su altre questioni. “Quale è la logica di decisioni così gravi? Quali possono essere le motivazioni valide per privare i cittadini dei servizi fondamentali? La verità che motivazioni valide non ce ne sono. Si tratta solo dell’ennesima erosione di diritti, dell’ennesima rapina ai danni dei più deboli e a tutela dei più forti”.

Nella foto Natacha Lampis

S.I.

Caos Tributi, Step sotto esame

ALGHERO – “In merito alla notificazione degli avvisi di accertamento Imu e Tari da parte della società aggiudicataria l’appalto per la riscossione coattiva e l’evasione fiscale, comunico che l’Assessorato, di concerto con l’ufficio tributi, ha già attivato le procedure inerenti la verifica della attività accertativa espletata dalla Step srl”. Cosi l’assessore alle Finanze Gavino Tanchis, del Partito dei Sardi, che difende l’operato della Step e dunque dell’accertamento dei tributi di questi giorni che vede gran parte della città in subbuglio e anche imprese pronte a rivolgersi a enti terzi. E, di fatto, anche lo stesso Tanchis in questa nota conferma che c’è problema vista l’azione di verifica messa in atto dall’ufficio tributi.

“L’ufficio tributi, secondo precisa richiesta dall’Assessorato alle Finanze, procederà ad una attenta disamina di tutti gli avvisi di accertamento recapitati negli ultimi giorni al fine di verificare la legittimità delle richieste. Posso rassicurare gli utenti, che gli uffici comunali eserciteranno l’attività di vigilanza e controllo sull’attività della concessionaria la quale, da qualche settimana, si è resa disponibile a ricevere presso i propri uffici gli utenti per una verifica in contraddittorio degli atti emessi con possibilità, laddove dovesse emergere l’infondatezza della pretesa, di annullarli in autotutela senza alcun costo per i cittadini”.

“La fantasiosa ipotesi di fallimento della Secal prospettata dal redivivo partito di Forza Italia è oltremodo smentita dai fatti, dal momento che proprio il mese scorso, il Consiglio Comunale, approvando il piano industriale della partecipata, ha deliberato in merito alla nuova convenzione quinquennale salvaguardando così i lavoratori e il futuro societario”.

Nella foto l’assessore alle Finanze Tanchis

S.I.

Città d’anziani, riqualificare il Cra

ALGHERO – E’ la Sinistra Italiana che ancora una volta manifesta una palesa e chiara differenza di vedute rispetto al Sindaco Bruno e alla maggioranza cittadina a guida Partito Democratico e Partito dei Sardi. In particolare la critica è indirizzata riguardo la gestione del Centro Anziani. “Ciascuno di noi ha, nella sua vita, conosciuto una persona anziana. Per molti di noi si è trattato dei nonni, per altri dei genitori, per altri ancora di zii o parenti lontani, ma ci sono i nostri vicini di casa e i visi delle persone sedute sulle panchine pubbliche a ricordarci che nella nostra città sono tante le persone anziane. Ciò che vediamo è confermato dai dati statistici:la popolazione residente ad Alghero è composta per oltre 10.000 abitanti di over 65”.

“Si tratta di quasi un quarto di nostri concittadini. Non tutti avranno necessità di un luogo dove andare quando saranno meno autosufficienti, ma alcuni di loro, inevitabilmente, dovranno trovare ospitalità in un centro per anziani, o in altre strutture simili. I miei nonni sono stati fortunati: hanno vissuto sino alla loro morte nella loro casa, insieme ad alcuni dei loro figli. Ma tanti non hanno figli o se li hanno non possono farsi carico dell’assistenza totale. Per questo, in un Paese in cui si parla spesso di benessere per i propri cittadini, la politica non può far finta che il problema non esista anche solo delegando ai privati la soluzione”.

“Attualmente la retta di una residenza privata per anziani è di €. 1900,00 mentre l’assegno sociale è di €. 453,00 per tredici mensilità. E’ quindi evidente che solo il pubblico può garantire la permanenza dei meno abbienti nelle strutture per gli anziani. Si tratta di attuare i valori di solidarietà sociale di cui la nostra Carta Costituzionale è intrisa. Cosa sta succedendo ad Alghero? Perchè non si rimette in sicurezza la vecchia struttura del CRA di Viale della Resistenza e si fa una battaglia per ottenere altri fondi per costruire un altro centro per anziani?”

“Questa riflessione, frutto di una serie di analisi che il Circolo #AlgheroRibelle sta effettuando sin dallo scorso mese di agosto, è oggi ancora più attuale se si considera che per l’ultimazione (per carità sacrosanta) di una strada a 4 corsie, si è ritenuto di mobilitare l’intera cittadinanza e ciò dopo la conferma che gli ingenti finanziamenti, 150 milioni di euro, sono stati garantiti. Non si poteva fare lo stesso per il CRA? Utilizzare i primi 5 milioni per mettere in sicurezza, sistemare, riportare gli anziani in un ambiente, a detta di tutti, più caldo, e poi mobilitare l’intera cittadinanza per avere altri finanziamenti e con quelli ulteriori costruire e completare un nuovo centro”.

“Le persone anziane sono tante ad Alghero, molte non hanno le risorse economiche per passare i loro ultimi anni di vita in strutture private, altre non hanno le risorse familiari perché non sempre i propri figli sono rimasti ad Alghero o possono occuparsi di loro. Per questo, ancora una volta, a gran voce, chiediamo che al più presto si risistemi il Centro Residenziale Anziani di Viale della Resistenza”.

Nella foto un incontro della Sinistra Italiana

S.I.

Emigrata algherese: non posso tornare

ALGHERO – Non basta la pena di dover lasciare la propria terra, dunque gli affetti, a questa si aggiunge pure l’impossibilità di farci ritorno. Anche se, in ogni modo, si cerca di far apparire una realtà tutta o quasi rose e fiori sono gli accadimenti che la spogliano di ogni abbellimento e la rendono cruda per quello che è. Come quella di una ragazza di Alghero che è dovuta andare via dalla sua città, cosi come fanno decine e decine di giovani e meno, per cercare lavoro.

Un fenomeno devastante che si sta acuendo sempre di più col fatto anche del ritorno alla stagionalità della Riviera del Corallo. Dunque pochi mesi che vedono pochissimi attività registrare alti profitti e poi una marea di altre galleggiare e cosi tante persone costrette a non trovare un lavoro per più di un paio di mesi. Insomma una condizione molto critica anche perchè far perdere al territorio le migliori energie significa spesso lasciare anche sul posto quelle che non lo sono ma che hanno la fortuna di avere degli “appigli” per potersi garantire un mantenimento. Non tutti, però, hanno questa fortuna e dunque sono costretti ad emigrare. Ma non solo. Oltre questa punizione, per come è calato il traffico dall’aeroporto di Alghero, non riescono più a rientrare a casa se non a prezzi stellari. E questo alla faccia della “continuità territoriale” che, oramai è un dato di fatto, non esiste. Perchè spendere 150 euro circa per Milano o Roma (solo due mete collegate a questi costi, tra l’altro) non è certo conveniente come per gli altri cittadini italiani. Queste tematiche, troppo spesso, diventano vessilli da agitare nelle bagarre politica ma, purtroppo, ci si dimentica che spesso dietro ci sono storie, vere, come quella di Federica Falchi raccontata in una lettera aperta.

“Mi chiamo Federica, sono una ragazza di 30, che vive attualmente a Berlino per lavoro. Mi sono trasferita circa due mesi fa. È da quando ho 25 anni che lavoro fuori dalla Sardegna, prima nei dintorni di Milano, poi, qua in Germania. Oltre alla grande difficoltà riscontrata nell’adattarmi in un posto nuovo si aggiunge il bisogno di imparare una lingua ostica ed impegnativa nel minor tempo possibile e la consapevolezza di essere lontana dai miei affetti più cari per migliorare la mia posizione nel difficile mondo del lavoro. Il 28, 29 e 30 novembre ho 3 meritatissimi giorni di riposo, i quali vorrei spendere andando a trovare la mia famiglia. Io sono sarda, ma non ho possibilità di tornare nella mia isola, blasonata e ricercatissima d’estate, meta di vacanze ambitissime da turisti di tutto il mondo. L’isola che non c’è per i Sardi. Se volessi tornare in Sardegna questi 3 giorni dovrei seguire questo iter: 28 Novembre, Easyjet, da Berlino Tegel fino a Roma Fiumicino 86,81€. Successivamente prendere il volo operato da Blue Air al costo di 76,81€. Costo totale andata 163,62€. Un’altra bella sfacchinata per il ritorno: 30 Novembre, Blue Air, da Alghero fino a Roma Fiumicino al prezzo di 58.81. Successivamente (circa 6 ore dopo, quindi un pomeriggio buttata in aeroporto) con Easyjet da Roma Fiumicino a Berlino Tegel al prezzo di 100,99€. Costo totale ritorno 159.80€. Costo totale viaggio 323,42€. Ho escluso Alitalia, perché nessuna compagnia dalla Germania atterra a Milano Linate dove appunto opera la compagnia (andata e ritorno da Milano Linate ad Alghero circa 79,24€ e 67,48€ per un totale di 146,72). La beffa è che sono assistente di volo da 5 anni e per tornare a casa mia in Sardegna devo spendere quanto un viaggio in Thailandia. I miei colleghi non hanno di questi problemi, il loro volo è diretto o almeno esistente. Sono io che vivo nell’isola che non c’è. Tutti i colleghi tedeschi mi chiedono chi me l’ha fatto fare a lasciare un posto così bello. Che amarezza. Bella la Sardegna, se solo ci potessi tornare…Federica Falchi”.

Nella foto Federica Falchi

S.I.

Verso il voto, Centrodestra al 43,7%

ALGHERO – Elezioni vuole dire anche sondaggi. E di conseguenza polemiche, anche se oramai tutti gli schieramenti e partiti, quando possono, si basano su questa tipologia di test tra l’elettorato prima di prendere le ultime decisioni. In particolare per le Elezioni Regionali che in avvicinamento (metà febbraio). Sono mesi che ne circolano, ma ovviamente ha creato grande clamore quello che il vice-Primo Ministro, Matteo Salvini, ha annunciato e che però, pur essendo sorprendente per la sua positività, non l’ha divulgato. Ma, come noto, nel mondo d’oggi, ancora di più quando si parla di politica e affini, i segreti sono praticamente inesistenti. Ancora di più in una Terra che vive (purtroppo) ancora grazie alle varie Istituzioni e sue ramificazioni.

Ma, per ritornare al nocciolo, e dunque ai numeri, ecco che ci ha pensato bene l’Unione Sarda a pubblicare il sondaggio di Euromedia Research che vede il Centrodestra al 43,7%, il Centrosinistra al 29,3% e 5 Stelle al 27%. Come detto, si tratta di un sondaggio e dunque volubile, ma certamente indicativo di quello che è l’andamento del pensiero comune, tra l’altro, già testato da altri istituti. Da ricordare che per la vittoria col voto regionale il candidato (con la coalizione che rappresenta) deve raccogliere un voto in più degli avversari. Ma, se fossero confermati questi dati, come si augura Salvini, il Centrodestra andrebbe a “stravincere”.

Il dato così basso tra i Pentastellati viene spiegato dalle vicende giudiziarie che hanno visto lo stop al candidato Puddu e dall’attuale mancanza di un suo sostituto. Inoltre, come noto, alle Regionali contano le persone e meno il simbolo e dunque gli esponenti che sono radicati nel territorio riescono, spesso, a trascinare anche sigle magari non col vento in poppa. Mentre è difficile che accada il contrario ovvero che facce poco note possano far crescere il simbolo con cui sono candidati. D’altro parte non bisogna dimenticare che 5 Stelle sono comunque il partito che fino poco tempo fa era visto come tra i vincitori e sicuramente sarà in lizza fino alla fine.

A parte le varie considerazioni, che sarebbero quasi infinite, resta il dato certo a tutti che vede il Centrodestra in vantaggio e questo grazie in particolare al traino della Lega, ma anche ad una serie di importanti leader politici che nei loro territori di riferimento (in partici come Forza Italia, Riformatori, Fdi, Udc, Psd’Az, etc) ottengono ancora molti consensi. Mentre nel Centrosinistra l’effetto Zedda ha portato sicuramente giovamento alla coalizione che, però, sempre secondo i dati deve far fronte ad un Partito Democratico che, se va bene arriverebbe al 20%. Almeno oggi. Dunque a circa tre mesi dalla elezioni. Lasso di tempo che può essere tanto o poco, certamente il generale trend dell’ultimo anno, tra i vari schieramenti, difficilmente verrà stravolto in queste settimane che ci separano dal voto regionale.

Nella foto una delle conferenza stampa dei leader del Centrodestra

S.I.

Scuola, Pais svela un “caso Esposito”

ALGHERO – “Nelle giornate del 25 e 26 di novembre si tengono le elezioni per il rinnovo del Consiglio di istituto Comprensivo n. 2, che include le scuole dell’infanzia, la Pedrera e il Carmine, Primaria, Maria immacolata e la Pedrera, Secondaria, Via G. Deledda e via Tarragona. Si tratta, com’è noto, di un organo collegiale di governo e controllo dell’istituto scolastico molto importante, a base elettiva e composto da una rappresentanza del personale docente, amministrativo e dei genitori, pilastro dell’autonomia scolastica fissata dalla legge”. Cosi Michele Pais consigliere comunale della Lega che svela una questione che ritiene grave e che vede protagonista l’assessore e vice-sindaco Gabriella Esposito.

“Ebbene in quest’ottica ha particolare importanza l’ampliamento delle competenze trasferite al Comune dalla normativa vigente (D.Ls. 112/98), che richiede un rapporto costante con le istituzioni scolastiche per l’elaborazione e la cogestione di progetti mirati all’ampliamento e differenziazione dell’offerta formativa scolastica, nonchè alla definizione di tutte le attività legate alla manutenzione, gestione e destinazione dei plessi scolastici”.

“In tale quadro di collaborazione tra istituzioni, scolastica e amministrativa, è di fondamentale importanza garantire l’indipendenza delle stesse, tale da evitare ogni ingerenza sopratutto del potere politico su quello “scolastico”, capace di minarne l’autonomia di quest’ultimo. Fatta questa doverosa premessa, risulta assai discutibile la scelta di un amministratore locale di candidarsi come rappresentante dei genitori in seno al Consiglio di istituto. E tale scelta e assai più discutibile, e assolutamente inopportuna, se tale amministratore locale sia anche assessore perdipiù con delega all’istruzione! Una sorta di controllore controllato.

“Un fatto che reputo di una inopportunità assoluta e di totale mancanza di “eleganza” istituzionale che, anche se non direttamente contrastante con disposizione di legge, deve essere assolutamente evitato. Per questa ragione, anche facendo appello al buon senso dell’interessata, o in alternativa a quello del Sindaco, ritengo che tale candidatura debba essere immediatamente ritirata, non solo per garantire quell’indipendenza ed autonomia delle istituzioni scolastiche ma anche per evitare spiacevoli condizionamenti nell’espressione del voto da parte dei genitori stessi. Si potrebbero creare, inoltre, situazioni di potenziale conflitto di interessi tra amministrazione comunale e istituzione scolastica, come quelle legate alle manutenzioni o alla destinazione ed utilizzo degli spazi comuni, che suggeriscono di evitare spiacevoli e commistioni di ruoli”.

“Certo dispiace, da amministratore ma sopratutto da genitore, dover rilevare tale sgradevole situazione che avrebbe dovuto essere evitata all’origine. Io stesso, per le medesime ragioni, ho sempre declinato l’invito a presentare la mia candidatura in seno al Consiglio di istituto. Ma sono certo che l’assessore Esposito saprà valutare l’inopportunità della sua candidatura, imbarazzante sia per il corpo docente e amministrativo; ma sopratutto per i genitori che evidentemente, nell’espressione del voto, potrebbero subire un inopportuno condizionamento per via dell’importante ruolo pubblico nell’amministrazione comunale. Per queste ragioni, tolga dall’imbarazzo ciascuno di noi genitori e il personale scolastico, ritirando la sua candidatura. O, in alternativa, si dimetta da assessore comunale”.

Nella foto il consigliere Michele Pais

S.I.

Centro ascolto, stop prese in giro

ALGHERO – E’ la consigliera comunale di Centrodestra, Monica Pulina che, ancora una volta, rappresentando le istanze dei cittadini che, ancora una volta restano allibiti davanti alle scelte dell’amministrazione Bruno, ritorna su quello che dovrebbe essere il Centro d’Ascolto anti-violenza creato dall’attuale compagine governativa di Centrosinistra [Leggi] ma che, invece, come segnalato dai consiglieri di Centrodestra Emiliano Piras, Maria Grazia Salaris, Donatella Marino, Nunzio Camerada, Maurizio Pirisi e la stessa Pulina è, di fatto, una sorta di “info-point” non avendo le caratteristiche adatte per svolgere l’importante e delicato ruolo in tema di violenza.

“Come indicato nella risposta dell’assessore Cavazzuti, il centro di ascolto si propone di essere un luogo di prima accoglienza per le donne vittime di vari tipi di violenza perciò come tale deve rispondere alla normativa vigente in materia di Centri Antiviolenza”, cosi la Pulina, “altrimenti ,come da nota a firma della sottoscritta e degli altri colleghi consiglieri, si tratta solo ed esclusivamente di un info-point, perciò Smettiamola di prendere in giro”. Parole piuttosto chiare su un tema su cui bisognerebbe avere maggiore attenzione visto il drammatico numero di donne uccise e vittime di violenze in Italia.

Nella foto Donatella Marino e Monica Pulina

S.I.

Giù le mani dal Policlinico

SASSARI – Questa mattina alcuni militanti della locale sezione di CasaPound hanno affisso in viale Italia uno striscione recante la scritta “200 lavoratori e migliaia di pazienti: il Policlinico non si tocca” per contestare la gestione della crisi del Policlinico Sassarese da parte della Giunta Regionale. “La serenità con cui il Presidente del Consiglio Regionale Gianfranco Ganau e l’Assessore alla Sanità Arru hanno disatteso le promesse ai 200 lavoratori e dei pazienti è disarmante” afferma in una nota il coordinatore cittadino di CasaPound Andrea Farris

“Ma a lasciare ancora più perplessi è l’atteggiamento di alcuni consiglieri di maggioranza eletti nel sassarese – continua Farris – sempre disposti ad accantonare gli interessi del Nord-Ovest in nome degli interessi di partito” “Oggi ci troviamo di fronte ad una situazione tragica, in cui 200 famiglie rischiano di trovarsi senza stipendio – prosegue Farris – e in cui rischiano di saltare, nelle prossime settimane, oltre duemila prestazioni sanitarie programmate e, con esse, rischia di saltare il diritto alla salute dei cittadini sassaresi già compromesso da continui tagli ai posti letto del territorio e dalle liste di attesa infinite ”

“Chiediamo che venga concesso l’accreditamento provvisorio del Policlinico per poter procedere, con serenità, alla vendita della struttura – conclude Farris – garantendo al contempo le prestazioni sospese e i posti di lavoro. Dopo cinque anni di tagli alla sanità i sassaresi non sono disposti a subire altro”.

Nella foto l’iniziativa di CasaPound

S.I

Diabetici, doppio schiaffo alla Regione

CAGLIARI – “Il Tar conferma la tesi contenuta in una nostra interrogazione di aprile: i farmaci di nuova generazione per la cura del diabete non possono essere esclusi dal prontuario regionale. – così il Vicecapogruppo di Forza Italia in Consiglio Regionale Marco Tedde – La Commissione del prontuario terapeutico regionale aveva escluso alcuni farmaci di nuova generazione dal prontuario regionale col risultato che i diabetici sardi dovevano pagarli di tasca loro. Ma il Tar Sardegna ha stabilito che la Regione Sardegna non ha diritto di escludere farmaci che l’Associazione Italiana per il Farmaco (AIFA) ha inserito in fascia A. Farmaci che vengono distribuiti gratuitamente nel resto d’Italia. La Regione Sardegna guidata da Pigliaru e Arru voleva sostituirsi allo Stato, ma il Tar ha ricordato loro che l’assistenza farmaceutica è materia di esclusiva competenza statale”.

“Un’ amministrazione quella di Arru, Pigliaru e C. – attacca l’ex Sindaco di Alghero – davvero singolare, che esercita male le funzioni proprie che lo Statuto sardo riconosce alla Regione Sardegna e che, tuttavia, si cimenta con i risultati che conosciamo ad esercitare quelle di esclusiva competenza dello Stato, invadendone il campo. Tutto ciò ledendo gravemente il diritto alla salute dei diabetici sardi. A loro era preclusa la possibilità di farsi rimborsare alcuni farmaci che sono fondamentali per la cura di una delle patologie più diffuse in Sardegna: il diabete. Mentre in altre regioni d’Italia questi farmaci venivano tranquillamente rimborsati perché inseriti dall’Agenzia Italiana del Farmaco tra i medicinali di fascia A. Avevo già sollevato la questione con un’interrogazione presentata nell’aprile scorso alla quale la Ras aveva risposto affermando che la loro decisione di escludere dal prontuario regionale alcuni farmaci era legittima e non violava i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). Il TAR Sardegna gli ha dato torto”.

“Per l’ennesima volta abbiamo avuto la prova che questa Amministrazione Regionale guidata da Pigliaru, Arru e il PD, che ha le settimane contate, sentono solo gli schiaffi dei tribunali ai quali troppo spesso si è esposta, solo dopo, però, aver fatto pagare ai sardi un prezzo troppo alto. Ho ritenuto, pertanto, – chiude il consigliere regionale algherese – necessario chiedere alla giunta Regionale quali siano le loro intenzioni alla luce della sentenza del TAR che gli da torto. Con l’auspicio che non intraprendano la strada del ricorso al Consiglio di Stato ma quella di restituire ai diabetici sardi lo stesso diritto alla salute garantito nel resto d’Italia.”.

S.I.

Contratto medici: interpellanza

SASSARI – “Solidarietà ai medici e agli operatori medici che oggi hanno scioperato arriva dai Deputati di Fratelli d’Italia Salvatore Deidda Marcello Gemmato e Maresa Bellucci (componenti della commissione Sanità) che con i colleghi del gruppo hanno presentato una uLinterpellanza urgente per chiedere al Governo quando e con quali risorse economiche intende finalmente dare sollievo ai tanti professionisti che operano nelle nostre strutture rinnovando il contratto scaduto oramai dal 2010″. Cosi il deputato di Fratelli d’Italia Salvatore Sasso riguardo la grave condizione della sanità nel sassarese.

“Questa situazione, unita al progressivo aumento del carico di lavoro legato alle riduzioni degli organici e ai tagli talvolta indiscriminati delle Regioni, sta portando ad una progressiva demotivazione con una vera e propria fuga dagli ospedali verso strutture private o all’estero con un progressivo impoverimento del servizio sanitario nazionale. Questa iniziativa segue ad una interrogazione presentata, ad inizio Legislatura dal capogruppo di Fdi Lollobrigida e dal collega Prisco”.

S.I.