ATTUALITÀ
Pescatori in crisi, incontro con Pirisi: “La Regione sblocchi gli aiuti”
Nuovi parcheggi a Maria Pia, sicurezza stradale e ticket gratuito per i residenti |video
“Basta fare cassa sulla pelle degli algheresi”
ALGHERO – “Basta fare cassa sulla pelle degli algheresi. Questo il concetto su cui si basa l’ordine del giorno – primo firmatario Valdo Di Nolfo – protocollato in data odierna dai consiglieri comunali di centrosinistra ad Alghero. Il tema è cogente: le tariffe dei parcheggi non custoditi a pagamento. La proposta è tanto semplice quanto opportuna: “la creazione di una tariffa calmierata per il parcheggi non custoditi a pagamento destinata in via esclusiva ai cittadini e alle cittadine residenti ad Alghero e/o nati ad Alghero con un costo orario massimo di 0.50 centesimi di euro”. La stessa proposta il centrosinistra l’aveva fatta nella commissione competente. Ora dopo che “senza alcun indirizzo politico-amministrativo in tal senso da parte del Consiglio Comunale con la delibera di Giunta n. 186 del 01/07/2022 l’amministrazione ha approvato, tra le altre cose, l’aumento delle tariffe per i parcheggi non custoditi a pagamento” la proposta della minoranza è stata formalizzata e presto sarà votata in Consiglio Comunale. Con l’ordine del giorno le consigliere e i consiglieri Di Nolfo, Sartore, Piras, Cacciotto, Bruno, Pirisi ed Esposito impegnano il Sindaco e la Giunta ad approvare – entro 10 giorni – tutti gli atti necessari per la nascita della tariffa calmierata per i residenti.
La spiaggia attrezzata di San Giovanni, un modello
Porto Torres, niente salvamento a mare e spiagge senza passerelle: assurdo
PORTO TORRES – “Anche per l’anno 2022 la Regione Sardegna, attraverso apposita delibera dell’Assessorato all’Ambiente, ha inteso garantire ai cittadini sardi ed ai numerosi turisti che affollano le nostre coste la possibilità di usufruire in sicurezza delle spiagge e del mare isolano, destinando importanti risorse alla predisposizione dei programmi di previsione e di prevenzione del rischio balneare”, cosi il segretario cittadino del Psd’Az Adriano Solinas e i consiglieri del partito dei Quattro Mori Bastianino Spanu e Pantaleo.
“Con l’atto di Giunta la Regione Sardegna si è impegnata ad erogare ai Comuni denominati “costieri” la somma di euro 1 milione 506mila 211 euro, per garantire il sistema integrato di salvamento a mare. La notizia era apparsa ufficialmente già sulle pagine dei quotidiani locali isolani fin dallo scorso 3 maggio. Al Comune di Porto Torres sono stati attribuiti 20.004 euro. Da lunedì 20 giugno, praticamente all’inizio della campagna estiva, il Comune di Sassari è prontamente partito con il servizio di salvamento a mare nei litorali di Porto Ferro, Argentiera, Porto Palmas e Platamona”.
“Tutto tace, in un silenzio imbarazzante, per quanto riguarda il litorale turritano, che vede le spiagge dello Scogliolungo, delle Acque dolci, di Balai, della Farrizza e di Cala Sabina all’Asinara ancora sprovviste dell’importante e fondamentale servizio. Una situazione di grave criticità che coinvolge tutte le spiagge cittadine, dove non si intravvede alcun bagnino e neanche gli altri strumenti e presidi di salvataggio che garantiscono la sicurezza dei bagnanti. Non solo, mancano inoltre le passerelle per l’accesso all’arenile alle persone con ridotta capacità motoria, dallo scivolo fino alla battigia. A stagione abbondantemente iniziata, con i flussi turistici che da fine giugno hanno iniziato ad essere molto importanti in termini di numeri, in una città che si vuole scoprire “turistica” e senza avere certezza alcuna di quando il servizio sarà effettivamente operativo, questa è una situazione inaccettabile e potenzialmente pericolosa per i fruitori degli arenili turritani”.
Barracelli contro la Regione, anti-incendio a rischio
ALGHERO – “Le sigle sindacali e rappresentative dei barracelli, Sindacato Autonomo Barracelli e Unione Barracelli, apprendere la notizia della “privatizzazione onerosa” del servizio di pattugliamento, avvistamento, allarme e spegnimento degli incendi boschivi non poteva che provocare sgomento e sdegno fra le fila dei vari Comandi barracelli. I Barracelli da oltre 400 anni operano come polizia rurale per la salvaguardia del territorio sardo, uomini e donne dentro una divisa che ogni giorno rischiano la propria vita per poi a fine anno vedersi riconoscere degli emolumenti economici insufficienti e per alcuni versi ridicoli. I barracelli hanno sopportato da ormai troppo tempo ristrettezze economiche, con rimborsi e premi esigui, mezzi vetusti, tenuti insieme e mantenuti efficienti dalla determinazione degli operatori, la mancata approvazione di una nuova legge regionale per il corpo, pochi soldi per il “caro carburanti”, abbiamo tollerato la riduzione del presidio del territorio con il pattugliamento ridotto al lumicino. È poi, un bel giorno di un’estate torrida, la direzione regionale della protezione civile rende disponibile una cospicua somma di danaro per rafforzare il sistema antincendio, ma non per i barracelli che oggi rappresentano un presidio di polizia rurale, protezione civile antincendio di circa 6.600 operatori. Il bando, pubblicato sul sito della Regione Sardegna, prevede una spesa di poco meno di un milione e mezzo di euro per un numero minino di 16 mezzi pick up con modulo antincendio, due operatori per ciascun mezzo di cui un autista per 48 giorni. Non si capisce il perché di un bando simile quando le stesse risorse sarebbero potute essere messe a disposizione dei barracelli, che svolgono lo stesso servizio con in più le qualifiche funzionali di agenti di pubblica sicurezza, agenti e ufficiali di polizia giudiziaria. Un bando che apre la strada ad una gestione di tipo privatistico della campagna antincendio per interventi che possono essere svolti dai Barracelli, perché è ciò che svolgiamo ogni giorno h24 con in più un protocollo di collaborazione tra Direzione generale della Protezione civile la Direzione generale del Corpo forestale e di vigilanza ambientale la Direzione generale Enti locali e finanze e i Comuni che si avvalgono delle Compagnie Barracellari per lo svolgimento della campagna antincendi. Un protocollo pieno di doveri ma privo di risorse economiche, i barracelli oggi sono esclusi dal poter avere dei mezzi nuovi da parte della protezione civile regionale. I barracelli non subiranno indifferenti, pertanto l’attività antincendio 2022 subirà inevitabilmente dei forti ridimensionamenti in termini di uomini e mezzi. La decisione di avviare uno sciopero generale ad oltranza è stata presa all’unanimità da parte delle due sigle sindacali e rappresentative come forma di protesta in seguito al possibile impiego di ditte private nelle attività di pattugliamento lungo le strade statali e provinciali. Il bando è stato predisposto a seguito di quanto previsto nella legge Finanziaria 2022 che assegna 3 milioni di euro per rafforzare la capacità operativa delle Strutture Operative Regionali di Protezione Civile. I Barracelli chiedono alla Regione la sospensione del bando ed un incontro con i soggetti interessati al fine di essere coinvolti Nell’immediato saranno rivisti i programmi operativi per il 2022 e quindi la disponibilità in termini di giornate e numero di squadre, manifestando pubblicamente nelle prossime ore il proprio dissenso con l’astensione dal 08 luglio dalla lotta attiva agli incendi boschivi”.
Sindacato Autonomo Barracelli Unione Barracelli
La segreteria regionale Cap. Giuseppe Vargiu Cap. Giovanni Chessa
Ad Alghero rinascerà il Caval Mari, presto un bando pubblico ,
ALGHERO – Via alla procedura per la concessione di valorizzazione dell’immobile comunale sul Lungomare Dante denominato “Caval Marì” e delle relative aree esterne. La scelta della maggioranza di centrodestra civica e sardista si traduce negli atti della Giunta Conoci che con la delibera n. 188 detta le direttive sulle quali basare i criteri del bando pubblico che dovrà essere emesso dall’Amministrazione. L’obbiettivo principale è quello della valorizzazione del bene e l’individuazione di un perimetro entro il quale realizzare le attività di gestione, che dovranno essere mirare al recupero dell’immobile a funzioni adeguate, reinserendolo attivamente nel contesto socio-economico della città. “Recuperiamo un bene prezioso lasciato in stato di degrado per tanti anni con una rinnovata attenzione verso il suo ruolo di generatore di occupazione ed economia, con una visione del futuro legata allo sviluppo economico e all’integrazione con i fini sociali e culturali” spiega il Sindaco Mario Conoci. Il bene, inoltre, dovrà aumentare il valore sociale ed economico compatibilmente con i vincoli a cui è sottoposto, innescando processi di riqualificazione urbana. La concessione del bene situato nella passeggiata, della superficie di circa 503 metri quadri, dovrà inoltre accostare alla recupero del patrimonio immobiliare un forte processo virtuoso di sviluppo economico, sociale e culturale della città.
“Un passo importante verso la valorizzazione del patrimonio immobiliare del Comune – sottolinea l’Assessore Giovanna Caria, delegata al Demanio e Patrimonio – che arriva ora all’evidenza pubblica per mettere il mondo delle imprese nelle condizioni di fare adeguati investimenti”. Saranno previsti anche i criteri relativi all’introduzione di nuove destinazioni d’uso finalizzate allo svolgimento di attività economiche e/o attività di servizio per i cittadini prevedendo anche sistemi di convivenza dell’uso pubblico e con particolare riguardo alle funzioni a valenza sociale, ricreativa, aggregativa, anche attraverso lo svolgimento di attività differenziate legate ad eventi e manifestazioni culturali, didattiche e ambientali volte alla conoscenza del territorio. Le proposte dovranno contenere inoltre la riqualificazione del bene con interventi di ristrutturazione edilizia e manutenzione straordinaria dell’esistente. Prevista inoltre l’eventuale possibilità attribuibile all’Amministrazione di utilizzare gratuitamente l’immobile per un determinato periodo per iniziative compatibili con la destinazione d’uso del Caval Marì. Al fine di consentire una logica ed economicamente sostenibile programmazione dell’attività economica, la durata della concessione dell’immobile dovrà essere decisa valutando la rimuneratività delle specifiche attività commerciali proposte, gli investimenti economici – finanziari previsti a carico del futuro concessionario.