Clima pazzo, progetto ad Alghero

ALGHERO – “Alghero che Protegge” è una iniziativa del Comune di Alghero sviluppata nell’ambito del progetto europeo Life Derris, con l’obiettivo di ridurre i danni legati ad eventi meteo-climatici nelle PMI del proprio territorio attraverso strumenti di valutazione, prevenzione e gestione dei rischi. Il Comune attraverso questa iniziativa intende lavorare insieme alle imprese per ridurre i rischi, minimizzare le conseguenze dei fenomeni meteo-climatici e aumentare la sicurezza complessiva della città e dei suoi cittadini.

L’iniziativa “Alghero che protegge” fa seguito alla sperimentazione avviata a Torino ad aprile 2016 e si inserisce nella fase di estensione del progetto ad altre 10 città italiane. Le imprese che aderiranno al progetto (non sono previsti a carico dei privati costi od oneri di partecipazione) riceveranno supporto e formazione da parte degli esperti e collaboreranno con il Comune nella definizione di misure di adattamento ai cambiamenti climatici. Il progetto sarà presentato al pubblico lunedì 29 gennaio (alle ore 15) nella Sala conferenze de Lo Quarter (ingresso libero). All’incontro sono state invitate tutte le associazioni di categoria, consorzi e le singole imprese del territorio. Derris prevede azioni di analisi delle aree comunali, definizioni e costruzioni di piani di adattamento; il monitoraggio e la valutazione del progetto; azioni di comunicazione attraverso la diffusione di un apposito piano. In allegato la brochure informativa.

Nella foto una forte mareggiata nel Poetto di Cagliari

S.I.

E’ caccia al cassonetto: ancora disagi

ALGHERO – “Santa Maria la Palma in pieno centro, da parecchi giorni che la differenziata non viene ritirata ed ovviamente sta diventando uno sconcio, per non dire altro”. E’ l’ex-consigliere comunale Pietro Bernardi a riportare sui sociale foto e commento di una delle tante zone di Alghero che, purtroppo, si trovano ad affrontare pesanti disagi nel ritiro dei rifiuti. Ieri era stato l’imprenditore algherese Angelo Dessole a immortalare la pessima condizione nello stallo davanti l’ingresso di Sa Londra oltre la zona della Scaletta. Discorso simile a Sant’Anna. A pochi passi dalla chiesa campestre e davanti la casa vacanze degli imprenditori e costruttori de F.lli Valentino si sta creando un tappetto di sporcizia con l’immondizia che dai cassonetti vola via lungo tutta la strada e le campagne adiacenti. Condizione identica a Carrabbuffas e in altri punti della città.

Come mai sta accadendo questo? Perchè molti non fanno la differenziata e questo accade per diversi motivi e criticità emerse in queste settimane. A parte la quota, perenne ed eterna, degli incivili, c’è il fatto di chi, anche vista la preponderante presenza ad Alghero di anziani, non è posto nelle condizioni per farla e comunque, è palese, anche se l’amministrazione, tramite l’assessore di riferimento, che vuole andare avanti senza fare passi indietro, che gli algheresi avrebbero preferito ed erano stati abituati negli ultimi anni (con la percentuale di differenziata in crescita) a conferire i rifiuti nei cassonetti.

Dunque, come già evidenziato dalla stampa, nelle ultime settimane, c’è la “caccia al cassonetto”. E dunque dai quartieri in cui dovrebbero fare il “porta a porta” si recano nei luoghi dove sono presenti (ancora) i cassonetti e questi, ovviamente, si riempiono a dismisura creando notevoli problemi alla raccolta e dunque all’ambiente circostante. Anche su questo, a parte la buona volontà di Ciclat e Amministrazione, vige un diffuso silenzio della politica e rappresentanze di categoria. Eppure siamo (solo) a gennaio ovvero il messe col minor conferimento assoluto. E ad arrivare ai mesi caldi, ci vuole un attimo.

Nella foto la condizione dei cassonetti a Santa Maria La Palma

S.I.

Casa delle Farfalle conquista Barcellona

SASSARI – Dal 28 al 30 novembre, la fiera internazionale del turismo Ibtm World di Barcellona ha ospitato la quarta tappa del progetto di internazionalizzazione del network d’imprese Greentur. Il progetto coinvolge quattro aziende sarde che svolgono diverse attività complementari fra loro: dalla ricerca scientifica e sviluppo sperimentale nel campo agricolo ed ambientale (Acanthus Coop.), alle attività di turismo rurale (Folia Bio), dalla distribuzione ed esportazione di prodotti agroalimentari (I-Coop) alle nuove tecnologiche dell’informazione e della comunicazione (B&C).

Il progetto è sostenuto dalla Regione Sardegna attraverso gli incentivi per le aggregazioni di imprese previsti dal Piano Regionale Triennale per l’Internazionalizzazione e prevede, attraverso attività di marketing enogastronomico e turistico, la promozione di una filiera agro turistico ambientale in alcuni tra i più prestigiosi eventi fieristici di Stati Uniti, Russia, Spagna e Germania. Dopo il successo di New York (Summer Fancy Food), Mosca (World Food) e San Pietroburgo (Inwetex), il progetto di Greentur è approdato a Barcellona con un’ampia offerta turistica che spazia dalle opportunità di educazione ambientale e divertimento proposte dalla Butterfly House di Olmedo, al relax e al wellness della SPA, alle attività di equitazione in un contesto naturale e incontaminato. L’offerta è particolarmente interessante e innovativa, per la sua varietà e per le caratteristiche intrinseche del territorio in cui è inserita, proponendo una valida alternativa alla consueta vacanza balneare. Grande interesse è stato mostrato anche per la componente ludico – didattica dedicata ai bambini.

Come per le precedenti tappe ha suscitato forte interesse il Cestino del Contadino (The Farmer’s Basket), l’idea della ricetta pronta autenticamente italiana, da realizzare facilmente a casa con ingredienti selezionati provenienti da aziende agroalimentari appartenenti ai circuiti della Coldiretti. Il prossimo mese di gennaio vedrà la partecipazione del network Greentur a due importanti manifestazioni internazionali: Fitur (Madrid) e Winter Fancy Food (San Francisco), altre due importanti occasioni da non perdere per il proseguo del progetto export targato Sardegna.

Nella foto la fiera di Barcellona

S.I.

10 nuovi educatori ambientali

ALGHERO – Da ieri in campo dieci nuove figure ad incrementare le attività di promozione delle buone pratiche, prevenzione, vigilanza e controllo del coretto conferimento dei rifiuti. Hanno ricevuto ieri dal Sindaco Mario Bruno e dall’Assessore all’ambiente Raniero Selva la qualifica di “Educatori Ambientali Volontari Comunali”, operante all’interno del territorio Comunale di Alghero.

Gli educatori ambientali agiranno nella qualità di Pubblici Ufficiali per contribuire al miglioramento del decoro urbano del territorio comunale e il miglioramento delle percentuali di raccolta differenziata. Il raggio d’azione è ampio: abbandono incontrollato sul suolo di rifiuti di qualsiasi natura; conferimento dei rifiuti domestici ingombranti nel circuito di raccolta dei rifiuti urbani; deposito incontrollato sul suolo di rifiuti; conferimento nei contenitori per RSU di frazioni di rifiuti per le quali è istituita la raccolta differenziata; mancata rimozione delle deiezioni animali; abbandono e deposito incontrollato sul suolo di rifiuti pericolosi; conferimento dei rifiuti fuori dall’orario previsto.

Presenti alla breve cerimonia il segretario generale Luca Canessa dirigente del settore Ambiente Giovanni Spanedda e il dirigente della Polizia Locale Guido Calzia. Lo sguardo dei volontari è rivolto alla tutela dell’Ambiente e alla salvaguardia del territorio, attraverso il contrasto il fenomeno dell’abbandono incontrollato dei rifiuti e il non conforme conferimento dei rifiuti da parte del cittadino a discapito della raccolta differenziata e del decoro urbano. Un ulteriore strumento che si aggiunge al processo di cambiamento in corso nel servizio di igiene urbana in città.

Nella foto la consegna degli attestati

S.I.

Fertilia, ancora alberi da salvare

ALGHERO – Il 21 novenbre, dopo varie segnalazioni da parte del Comitato di quartiere Fertilia Arenosu a Regione e Assessorato comunale, sono iniziati i lavori di messa in sicurezza delle pinetine urbane di Fertilia, colpite in maniera grave dal Tomicus Destruens, parassita dei pini che sta già causando gravi danni nel territorio. Sul posto una squadra dell’Ente Foreste di Sardegna incaricata dei lavori.

Il Comitato di Quartiere, fanno sapere dalla borgata giuliana, “resta interessato ed attivo, anche se attualmente in fase di preparazione di rinnovo del mandato del Consiglio Direttivo, è impegnato a garantire esclusivamente la continuità amministrativa. E’ necessario, infatti, proseguire, come auspicato, il lavoro di messa in sicurezza di tutte le alberature presenti nella borgata e già segnalate a suo tempo agli organi competenti e per le quali esiste già una dettagliata relazione eseguita dal Corpo Forestale e messa a disposizione della Regione e dell’Amministrazione Comunale. Il CdQ approfitta dell’occasione per rinnovare un appello alla Regione affinchè tutto sia effettuato nel più breve tempo possibile, in favore di sicurezza”.

Nella foto le alberate all’interno di Fertilia

S.I.

Alghero, 10 educatori ambientali

ALGHERO – Un ulteriore strumento che si aggiunge al processo di cambiamento in corso nel servizio di igiene urbana in città. Migliora il servizio mentre si prepara l’avvio ufficiale del nuovo appalto con l’estensione graduale in tutti i quartieri della città delle nuove modalità di conferimento. Ad incrementare le attività di promozione delle buone pratiche, prevenzione, vigilanza e controllo del coretto conferimento, da martedì 28 novembre ci saranno dieci volontari che svolgeranno servizio ad integrarsi con le attività già in essere. Riceveranno alle 17,00 nella sala del Sindaco a Porta terra la qualifica di “Educatori Ambientali Volontari Comunali”, operante all’interno del territorio Comunale di Alghero, i quali agiranno nella qualità di Pubblici Ufficiali per contribuire al miglioramento del decoro urbano del territorio comunale e il miglioramento delle percentuali di raccolta differenziata. Subito operative, le dieci unità agiranno in qualità di pubblico ufficiale con poteri di accertamento delle violazioni amministrative, a supporto della Polizia Locale, nell’ambito del presidio territoriale a garanzia dell’igiene ambientale.

Il raggio d’azione è ampio: abbandono incontrollato sul suolo di rifiuti di qualsiasi natura; conferimento dei rifiuti domestici ingombranti nel circuito di raccolta dei rifiuti urbani; deposito incontrollato sul suolo di rifiuti; conferimento nei contenitori per RSU di frazioni di rifiuti per le quali è istituita la raccolta differenziata; mancata rimozione delle deiezioni animali; abbandono e deposito incontrollato sul suolo di rifiuti pericolosi; conferimento dei rifiuti fuori dall’orario previsto. “I miglioramenti del servizio sono già ampiamente visibili in tutta la città – spiega l’Assessore all’Ecologia Raniero Selva – ma ora, con l’entrata a regime del nuovo appalto, si va verso la svolta decisiva. L’istituzione dell’Educatore Ambientale è un valido strumento che insieme al prezioso lavoro svolto dalla Polizia Locale contribuisce all’innalzamento qualitativo del servizio e al raggiungimento degli obbiettivi che tutti auspichiamo per l’immagine della città”.

I volontari hanno svolto un apposito corso di formazione dopo aver partecipato all’avviso pubblico dell’Amministrazione comunale. Potranno segnalare alla Polizia Locale le violazioni alle norme riscontrate nel corso dell’attività di prevenzione e vigilanza. Lo sguardo è rivolto alla tutela dell’Ambiente e alla salvaguardia del territorio, attraverso il contrasto il fenomeno dell’abbandono incontrollato dei rifiuti e il non conforme conferimento dei rifiuti da parte del cittadino a discapito della raccolta differenziata e del decoro urbano.

Nella foto la pessime condizioni della pineta di Maria Pia durante l’estate 2015

S.I.

Parco, assemblea dimenticata

ALGHERO – Mentre la sinistra riferibile ai bruniani è totalmente avulsa dal riuscire a convincere il Partito Democratico a garantirgli ancora qualche mese di “galleggiamento”, aumenta la distanza verso le questioni primarie del territorio. Non solo problematiche, ma anche realtà fondamentali come il Parco di Porto Conte. Un’Ente che avrebbe dovuto rappresentare il fiore all’occhiello dell’attuale amministrazione, si trova oramai da tempo guidato in modo di fatto commissariale.

Questo perchè l’assemblea (che rispecchia il Consiglio Comunale), organismo primario, anche per l’espletamento dei fondamenti democratici del confronto e del voto, non si riunisce da quasi un anno. Mai era accaduto prima un così lungo tempo di assenza di convocazione dell’assemblea. E ciò grava sull’andamento delle tematiche più importanti di Villa Gioiosa. A partire dalla stabilizzazione del personale. Nonostante gli annunci di dicembre scorso, i lavoratori sono ancora, di fatto, precari.

Ma questo è solo un aspetto. Infatti basta considerare tante altre situazioni connesse all’area di riserva terrestre che avrebbero potuto dare lustro al territorio e soprattutto creare economie e posti di lavoro. Una su tutte? La Grotta Verde. Tutto, o quasi, ancora fermo a diversi anni fa. E ancora, l’area archeologica di Sant’Imbenia che se messa a regime sarebbe già diventato un importante attrattore turistico all’interno proprio di quell’ambito ambientale che aveva visto gli attuali protagonisti del governo cittadino ergersi a paladini. Oggi, invece, siamo quasi all’anno zero.

Nella foto l’ultima assemblea del Parco del dicembre 2016

S.I.

Strage di alberi: Alghero fuori legge

ALGHERO – “Pensa che in un albero c’è un violino d’amore. Pensa che un albero canta e ride. Pensa che un albero sta in un crepaccio e poi diventa vita”. (cit. Alda Merini) Gli alberi, il verde, aree verdi ricche di alberi, polmoni che respirano e consentono di respirare anche alle realtà metropolitane più congestionate. Il richiamo alla letteratura è “superfluo” ma esplicativo dell’importanza che ogni singolo albero ha per una comunità, per qualunque comunità, compresa quella algherese. Letteratura a testimonianza dell’importanza del verde pubblico, da citare a mo di monito, e futura memoria a chi troppo semplicisticamente sottovaluta il problema.

Purtroppo, ciò che sta accadendo ad Alghero è in controtendenza rispetto alla sensibilità comune che vorrebbe veder crescere il patrimonio arboreo in città, trend contrario anche alla stessa normativa nazionale. “Abbiamo perso un ingente patrimonio palmizio a causa del disastro causato dal punteruolo rosso, infestazione che, nel tentativo di salvare le piante con trattamenti spesso inefficaci, ha determinato un costo esorbitante per l’Amministrazione comunale. E infatti, a fronte di centinaia di piante già abbattute, inesorabilmente, assisteremo ancora al taglio tantissime altre”.

In questo contesto non è passato inosservato l’ultimo albero abbattuto, un olmo, proprio all’inizio di Via Giovanni XXIII. Motivazione? La pericolosità dello stesso albero sembrerebbe riconducibile ad una cavità presente nel tronco che ne minacciava la stabilità. “La storia ci riporta ad un’immagine in cui tante vie cittadine erano alberate, immagine che purtroppo sta pian piano svanendo in considerazione del fatto che le Amministrazioni comunali, negli anni, hanno abbattuto numerose piante localizzate nei viali storici cittadini: quello di via Giovanni XXIII è solo l’ultimo triste esempio – attaccano i portavoce in Consiglio comunale del Movimento Cinque Stelle Graziano Porcu e Roberto Ferrara -. Da tre anni chiediamo che venga redatto il Piano del Verde urbano, uno strumento strategico per la realizzazione di una struttura verde articolata e composita, funzionale al pianificare in modo più armonioso possibile le scelte operate sul territorio integrandole all’interno degli strumenti di pianificazione”.

A livello normativo la Legge 10 del 2013 introduce indicazioni utili alla tutela degli alberi monumentali e ridefinisce la “Giornata Nazionale dell’Albero” (21 novembre) con lo scopo di valorizzare la tutela del patrimonio arboreo e boschivo italiano. “Il Comune di Alghero ha sistematicamente disatteso tale normativa. Chiediamo quindi l’immediato reimpianto delle piante abbattute, in aggiunta alla cura e al mantenimento dei viali alberati. Chiaro che necessario è anche il pieno rispetto della legge 10 del 2013: sia piantato un albero per ogni neonato – affermano con decisione Ferrara e Porcu -. Ci auguriamo che proprio il prossimo 21 novembre Alghero compia un’inversione di rotta e inizi a rispettare le norme, a partire proprio dalla sostituzione dell’olmo abbattuto in Via Giovanni XXIII ”

Nella foto la passeggiata Barcellona con le palme tagliate

S.I.

Amp, patrimonio da rilanciare |video

ALGHERO – Negli scorsi giorni è ritornata alla ribalta l’Area Marina Protetta. Ciò per alcune questioni, non proprio positive: l’abbandono delle imbarcazioni, taglio del personale e progetti e la volontà di unificarla al Parco di Porto Conte. L’Amp, cosi come altri asset del territorio, avrebbe potuto, e forse potrà ancora, rappresentare una colonna anche per lo sviluppo e la crescita economica. Ovviamente al primo posto c’è la tutela dell’ambiente esistente, ma non si possono sottovalutare le possibilità che oggi potrebbe offrire un ente di riserva marina con delle straordinarie bellezze e unicità (basta pensare alla Grotta Verde) se messe a regime e gestite al meglio. [Leggi]

Per affrontare questo tema non si poteva non sentire il parere di Gianfranco Russino, già direttore, ovvero colui che ha permesso all’Amp di nascere, svilupparsi e soprattutto ottenere diversi progetti finalizzati alla cura del territorio e lo studio delle specie, ma non solo. Perchè l’Amp in questi anni ha dato lustro alla Riviera del Corallo e ha anche contribuito a creare posti di lavoro. Oggi invece si parla di accorpamento per creare una regia unica, “ma la regia unica esiste già – spiega Russino – ed è quella che dovrebbe realizzare il Comune tramite il sindaco o l’assessorato competente”. Tale processo può sembrare più che altro una foglia di fico per nascondere la mancanza di visione nell’investire, tempo, energie e denari, in una realtà che potrebbe ampliare enormemente anche l’offerta turistica locale, quella legata all’ambiente marino, oggi tanto in voga. Senza considerare che dopo gli taglio degli emolumenti del Parco (da ripristinare) e l’accorpamento con l’Amp, Regione e Stato si fregano le mani che devono trasferire minori risorse ad Alghero.

Nella foto e video Gianfranco Russino, già direttore dell’Area Marina Protetta Capo Caccia – Isola Piana

Ambiente, tramonto dell’Amp

ALGHERO – Come sempre, ma in particolare nell’ambito politico, annunci, slogan e buoni propositi si scontrano con la realtà. Ed è cosi che l’Area Marina Protetta Capo Caccia-Isola Piana, istituita nel 2002, dopo un’avvio delle procedure col sindaco Baldino, progetto portato avanti e rinforzato dal sindaco Tedde, dopo essere divenuto un esempio gestionale, grazie soprattutto alla direzione di Gianfranco Russino, è praticamente scomparsa dai radar delle successive amministrazioni e in particolare di quell’attuale. La prova di questo è anche nei mezzi a disposizione dell’Amp, un gommone e una grossa imbarcazione per monitorare il fondale, abbandonati, il primo dentro gli spazi delle officine comunali dietro il Mariotti, l’altro ancora in acqua, nel molo di sottoflutto con la chiglia, e non solo, completamente compromessa. A parte l’evidente segnale di abbandono delle attività, c’è anche un possibile danno erariale viste le somme pubbliche usate per acquistare questi mezzi.

Senza considerare il personale. Oramai praticamente a disposizione dell’Amp non c’è più nessuno. Tutti trasferiti in altri settori. E pensare che fino pochi anni fa, insisteva una bella sede all’interno di Porto Conte Ricerche al fine anche di tenere vivo il rapporto con il mondo accademico e soprattutto il Parco di Porto Conte. Niente di tutto questo. Dietro una presunto accorpamento, reputato totalmente errato dalle opposizioni, tra Parco e Area Marina, pare celarsi il declino e il tramonto di una colonna dell’ambiente del Comune di Alghero. Realtà che, oltre i dettami di tutela e salvaguardia, avrebbe potuto anche creare importanti introiti legati al turismo ambientale e anche al diving. Senza considerare la Grotta Verde. Luogo di estremo valore storico, archeologico e ambientale da tempo lasciato a se stesso. Anche in questo caso, non si contano gli annunci di ripresa dei lavori e apertura. Tutte grandi occasioni perse che stanno riducendo Alghero da potenziale importante cittadina del Mediterraneo a piccolo paesello di frontiera.

Nella foto le imbarcazione dell’Area Marina Protetta abbandonate

S.I.