Igiene urbana, Mulas: necessario check con la Ciclat

ALGHERO – “Come segnalato in consiglio Comunale ritengo ci sia l’esigenza di effettuare uno specifico check periodico circa i servizi previsti nel capitolato d’appalto relativo all’igiene urbana, attualmente affidato alla Ciclat e che l’azienda ha assunto l’impegno di fornire ai cittadini”. Cosi Christian Mulas in consiglio comunale riguardo la necessità di verificare l’azione dell’azienda appaltatrice che si occupa della pulizia della città.

“L’esigenza nasce dalle numerose segnalazioni di cittadini che evidenziano sempre più frequentemente disservizi sulla cui causa e natura sarebbe opportuno vigilare. Poiché gli oneri sostenuti dagli algheresi per il servizio di igiene urbana sono importanti, chi ha vinto l’appalto dovrebbe garantire sempre le migliori condizioni di decoro per la nostra città”.

“Si tratta di accertarsi periodicamente e frequentemente se, oltre al principale servizio legato alla raccolta dei rifiuti, anche tutti gli altri servizi contrattualmente previsti siano eseguiti con le modalità, le frequenze e nei luoghi previsti. Tra le cose da verificare si suggerisce di accertarsi se sia stato attuato il posizionamento delle antenne GPS previste per verificare i passaggi degli operatori ecologici, se si intervenga sulla rimozione delle gomme da masticare da marciapiedi e piazze, se i controllori passino regolarmente”.

“Altra fondamentale verifica è quella relativa alle unità lavorative impegnate realmente nello svolgimento del servizio: l’organico previsto dovrebbe essere di 90 dipendenti, mentre mi consta che gli operatori realmente operativi a causa delle assenze siano mediamente una sessantina”.

“Vorrei anche segnalare la situazione delle telecamere che sono posizionate sulle isole ecologiche, facendo presente che negli uffici del comando della polizia municipale non sarebbe presente alcuna documentazione relativa alle suddette telecamere e al loro posizionamento in proprietà private.
In sintesi si chi di dovere a verificare la piena corrispondenza dei servizi previsti nel capitolato
con quelli effettivamente resi dall’impresa al fine di garantire la loro piena adeguatezza a quanto contrattualmente stabilito”.

Parchi, Porto Conte e Asinara si rafforza legame

ALGHERO – Nuova tappa nel percorso di collaborazione tra l’Azienda Speciale Parco di Porto Conte – Ente gestore del Parco di Porto Conte e dell’Area Marina Protetta Capo Caccia – Isola Piana – ed il ParcoNazionale dell’Asinara. Ieri mattina a Porto Torres incontro nella sede dell’area protetta marina e terrestre dell’Asinara,  alla presenza della Commissaria governativa Gabriela Scanu, del direttore Vittorio Gazale e, per l’Ente Parco di Porto Conte, del Presidente Raimondo Tilloca e del direttore Mariani Mariani. Dando seguito ad una serie di progetti comuni già avviati, le due aree protette del Nord-Ovest della Sardegna hanno posto le basi per una più ampia ed articolata collaborazione in un’ottica di area vasta metropolitana centrata sull’importanza della tutela e della valorizzazione del patrimonio ambientale anche ai fini di un nuovo modello di sviluppo  turistico sostenibile.

Tra i temi trattati durante la mattinata di lavori grande spazio è stato riservato al potenziamento delle azioni congiunte riguardanti la “tutela e la conservazione”. A tal proposito una particolare attenzione è stata riservata alla definizione di un progetto internazionale di collaborazione da avviare in tempi brevissimi sul “falco pescatore”, alla luce della recente nidificazione avvenuta all’interno del Parco di Porto Conte. Grazie anche alle passate iniziative di collaborazione fra i due Parchi, sono stati recepiti e discussi i risultati emersi nel corso del recentissimo seminario svoltosi a Casa Gioiosa a cui hanno partecipato i massimi esperti del settore (dal presidente del Parco nazionale dell’Arcipelago toscano, nonché presidente di Federparchi, Giampiero Sammuri, all’ornitologo Jean Marie Dominici del Parco regionale della Corsica, a Fernando Spina riferimento apicale dell’ISPRA per quanto riguarda l’avifauna migratrice). Altro tema condiviso da potenziare con azioni convergenti quello del Marchio di qualità ambientale che già oggi vede come protagoniste circa 100 imprese del territorio del Nord-Ovest della Sardegna beneficiarie del Marchio, equamente distribuite fra i due Parchi. Entro questo quadro si è concordato che il Marchio di qualità debba rappresentare il filo conduttore di un progetto comune che i due Parchi porteranno alla attenzione della Provincia di Sassari per la partecipazione ad un bando regionale sull’innovazione nel settore del turismo sostenibile in scadenza il prossimo 31 ottobre. Si è, inoltre, affrontato l’argomento dell’ “educazione ambientale” a supporto dell’attività scolastica in questo delicato momento fortemente condizionato dal COVID-19.

Entrambi i Parchi hanno un Centro di educazione ambientale certificato dalla Regione Sardegna (CEAS) e gli stessi CEAS potrebbero  svolgere un ruolo nella produzione di contenuti didattici e nella somministrazione degli stessi in remoto anche alla luce delle recenti novità che hanno introdotto nel mondo della scuola al livello nazionale il tema della educazione ambientale come parte integrante dei programmi scolastici. Sulla possibile ed auspicabile “svolta green” dei territori, i due Parchi hanno condiviso una comune strategia di azione per il potenziamento della sperimentazione e applicazione di soluzioni innovative di produzione di energia da fonti rinnovabili, al fine di diventare due aree completamente autonome senza emissioni di carbonio. Con attenzione al moto ondoso quale fonte di produzione energetica, data la potenzialità del Nord-Ovest della Sardegna quale più importante sito, per condizioni meteo-climatiche, al livello euro-mediterraneo.

“Il nostro obiettivo – hanno sottolineato Gabriela Scanu e Raimondo Tilloca – è quello di definire in maniera più puntuale e con accordi di lavoro molto operativi la nostra collaborazione in un’ottica di aria vasta metropolitana, mettendo a fattore comune le nostre competenze e strutture,  anche al fine di cogliere al meglio le opportunità che ci verranno offerte dal prossimo ciclo della programmazione europea (2021-2027) ed anche per formulare un nostro contributo progettuale per l’attuazione del “Recovery Fund”. Insomma un lavoro comune che dovrà continuare a produrre sempre più frutti, grazie alla volontà di ragionare sempre più come un unico territorio”.

Pulizia arenili e contenitori artistici

ALGHERO – E’ iniziata sabato scorso la pulizia dei litorali dai rifiuti  trasportati sulle spiagge dalle ultime mareggiate. Le operazioni di raccolta sono iniziate dalla zona di San Giovanni, verso Nord in direzione Fertilia. Per il recupero dei rifiuti depositati sull’arenile in questi giorni, l’Amministrazione ha chiesto alla ditta incaricata della pulizia  delle spiagge di intervenire anche in questo periodo non prettamente stagionale ed in particolar modo a seguito dei fenomeni che scaricano sui nostri litorali ingenti quantitativi di rifuti di origine antropica. Rifiuti di ogni genere, dal legno alla plastica, che ciclicamente il mare riporta verso terra, luogo da cui nascono i comportamenti che rendono il mare sempre più inquinato.

“L’iniziativa voluta dall’Assessorato all’Ambiente abbraccia quel concetto per cui le spiagge possano  e debbano, al di la’ delle iniziative di tipo volontario, essere oggetto di pulizia durante tutto il corso dell’anno. La pulizi degli arenili è anche quella che non riguarda  certo  solo le foglie di posidonia, che durante il periodo autunnale e invernale svolgono la loro funzione a difesa dei fenomeni di erosione”, spiega l’Assessore Andrea Montis.  Intanto si pensa di migliorare l’iniziativa, con il  posizionamento lungo le spiagge algheresi di strutture adatte alla raccolta  da parte di tutti, specialmente da parte di chi, durante le abitudinarie passeggiate invernali in spiaggia, possa avere  la possibilità di conferire quanto rinvenuto. 

Parco, Amp e Scout: Rispetta tua Madre

ALGHERO – Si è tenuto ieri l’evento “Rispetta tua Madre” organizzato dal CEAS #PortoConte, il Centro di Educazione Ambientale alla Sostenibillità del #ParcodiPortoConte e dell’Area Marina Protetta Capo Caccia – Isola Piana, nell’ambito del progetto #ResilientiReattivi finanziato dall’Assessorato Difesa Ambiente della Regione #Sardegna.

Una mattinata rivolta ai gruppi Scout della città di #Alghero, dedicata alla sensibilizzazione sulle cause e gli effetti dei cambiamenti climatici: attraverso giochi e attività ludiche, i giovani partecipanti hanno affrontato temi oggi quanto mai attuali come quelli del riciclo e dello smaltimento dei rifiuti, del risparmio idrico e dell’energia visibile e invisibile.

Parco e Amp, grande interesse per nidificazione falchi

ALGHERO – Il Parco regionale di Porto Conte e l’Area marina protetta  Capo Caccia – isola Piana chiamano a Casa Gioiosa i migliori esperti nazionali e internazionali per studiare le migliori strategie di gestione presente e futura per la conservazione del falco pescatore. La recente nidificazione assolutamente spontanea di una coppia di falchi pescatori è un evento assolutamente eccezionale che ha acceso i riflettori su Porto Conte. Riflettori già accesi peraltro dall’altrettanto recentissimo avvistamento e successiva nidificazione dell’avvoltoio capovaccaio,anche questo evento assolutamente straordinario nel panorama italiano. Due eventi che portano le aree protette algheresi nell’elité dei parchi più biodiversi nell’ambito dell’avifauna marina. Ieri a Casa Gioiosa erano presenti il presidente del Parco nazionale dell’arcipelago toscano nonché presidente di Federparchi Giampiero Sammuri che, oltre ad essere un punto di riferimento dei parchi italiani, è ornitologo e studioso da quasi vent’anni del falco pescatore, e tra i  protagonisti della reintroduzione in Toscana del rapace pescatore.

Oltre a lui in collegamento da remoto hanno partecipato Jean Marie Dominici del Parco regionale della Corsica, un punto di riferimento internazionale per la gestione del falco pescatore nell’area del Mediterraneo occidentale. Presenti inoltre, il riferimento apicale per l’area dell’avifauna migratrice dell’Istituto superiore per la ricerca e protezione ambientale Fernando Spina. E’ stata quindi l’occasione per tracciare l’esperienza italiana e corsa nella gestione della specie, ma anche raccontare cosa negli anni ha comunque fatto il Parco regionale di Porto Conte per favorire il ritorno alla nidificazione del falco pescatore, grazie ad uno specifico progetto dai costi ridottissimi avviato già dal 2012. Erano presenti anche il direttore del Parco nazionale dell’Asinara Vittorio Gazale, già direttore del Parco di Porto Conte all’epoca dell’avvio del primo progetto di gestione del falco pescatore. Dopo i saluti del presidente del Parco di Porto Conte Raimondo Tilloca, a coordinare i lavori il direttore Mariano Mariani che ha poi formalmente insediato il neo tavolo tecnico interistituzionale che dovrà lavorare ad un progetto di ampio respiro che consenta quindi di creare nuove condizioni ambientali per la crescita delle riproduzioni e far si che, da specie estivante, il falcopescatore ritorni ad essere a pieno titolo nidificante.

“Questi due eventi eccezionali del 2020 con due riproduzioni concluse con successo sue due specie fino ad oggi solo di passaggio in Sardegna testimoniano semmai ci fosse bisogno che Porto Conte e Capo Caccia possiedono un ruolo di non poco conto nel panorama conservazionistico dell’avifauna migratrice-ha riferito il direttore Mariano Mariani- non possiamo dunque sottrarci alla responsabilità di continuare a garantire le migliori condizioni affinchè queste specie possano continuare a fare casa nel nord ovest della Sardegna ed insieme ai partner corsi, toscani e i colleghi del vicino parco nazionale dell’Asinara dobbiamo creare una triangolazione virtuosa in questo particolare momento storico.” Nel corso dell’incontro sono state illustrate anche le migliori tecniche di monitoraggio che oggi grazie alla tecnologia si possono mettere in campo per garantire sorveglianza sugli areali di riproduzione e mitigare i disturbi antropici. Tra le curiosità che sono emerse nel seminario c’è senz’altro quella del maschio di falco pescatore che si è riprodotto a Porto Conte. Ebbene lo stesso esemplare da giovane pullo era stato salvato in Corsica perché caduto dal nido, grazie al costante monitoraggio nella riserva di Scandola. E grazie a quel salvataggio e successivo inanellamento si è potuti arrivare all’evento riproduttivo in Sardegna.

Tutela della Pelosa, al via gli espropri

STINTINO – Un nuovo tassello si aggiunge al progetto di tutela e valorizzazione della spiaggia delle Pelosa. Nei giorni scorsi si è chiusa positivamente la conferenza di servizi convocata dal Comune di Stintino per la valutazione degli approfondimenti richiesti dai vari enti coinvolti. Sono arrivati, infatti, i pareri favorevoli di Arpas, dell’Autorità di bacino e del Servizio del Genio civile di Sassari dell’assessorato regionale dei Lavori Pubblici. Nel verbale redatto dal responsabile del procedimento per il Comune di Stintino, l’architetto Paolo Greco, si legge che l’Agenzia regionale per la protezione dell’Ambiente della Sardegna ha espresso «parere favorevole per gli interventi previsti nel progetto definitivo esaminato, rimandando alla fase di progettazione esecutiva il recepimento delle indicazioni».

L’Autorità di bacino ha espresso parere favorevole specificando che l’approvazione «deve intendersi ai soli sensi e per gli effetti di quanto prescritto dalle norme di attuazione del Pia della Regione Autonoma della Sardegna».

Il Servizio del Genio civile di Sassari, infine, ha specificato che è rilasciata autorizzazione «unicamente ai soli fini idraulici e ai sensi e per i soli effetti del regio decreto numero 523 del 1904». La chiusura della conferenza di servizi da il via libera al prossimo passaggio che sarà l’approvazione del progetto esecutivo dei lavori per l’eliminazione della strada asfaltata che taglia in due le dune della Pelosa. «In questo percorso tortuoso, il progetto si compone nei suoi vari tasselli e arriva alla fase cruciale – afferma il sindaco di Stintino Antonio Diana – quella esecutiva. Tutti i pareri tecnici sono stati acquisiti e gli ostacoli superati. Resta adesso la fase delicata degli espropri». Con l’approvazione del progetto definitivo, infatti, si potrà dare il via al procedimento di apposizione dei vincoli preordinati all’esproprio, oltre 70, su alcune porzioni di terreno e particelle che vedono diversi comproprietari. L’obiettivo è andare in gara per l’appalto dei lavori entro l’estate 2021.

Posidonia a San Marco, firma storica: Conoci e Montis |video

ALGHERO – Una giornata storica che poteva arrivare anche prima. Un progetto, quello del posizionamento della posidonia a San Marco, che, se avviato alcuni anni addietro avrebbe visto l’iniziativa già operativa da tempo.”Non abbiamo inventato niente – ha però precisato l’assessore Andrea Montis vero regista tecnico e politico di questo progetto – abbiamo visto cosa accadeva in altri luoghi virtuosi e abbiamo cercato di fare lo stesso”. Certo, burocrazia e Covid non hanno aiutato e anzi hanno allungato l’iter, ma, come annunciato questa mattina dalla Provincia (Pietro Fois), Comune (Sindaco Conoci e assessore Monti), Asi (Salvatore Demontis) e Asa (Alberto Zanetti e Vittorio Cadau), finalmente si è arrivata alla firma di un accordo senz’altro cruciale per la soluzione, si spera e presuma, definitiva della “questione posidonia”.

Per nessuno è un problema, ma certamente va gestita per due principali motivi: uno ambientale, l’altro turistico. Il primo per garantire l’azione di tutela dei litorali sabbiosi, il secondo per permettere la fruizione nei mesi caldi delle spiagge. Gli obiettivi degli attori seduti al tavolo questa mattina sono questi e ciò anche grazie al lavoro dei tecnici Madau, Mulas e Zara. Insomma un passaggio fondamentale per Alghero che vedrà nell’arco di pochi anni tutta la posidonia eccedente essere stoccata nell’impianto nell’area all’ingresso di Alghero in attesa della realizzazione dell’impianto per il recupero della stessa per diversi usi. Per la prima fase sono già disponibili 600mila, occorrono in totale 5milioni per completare l’opera.

Nella foto la firma di questa mattina a Porta Terra

Nei video le interviste al Sindaco e Assessore

Rifiuti, controlli anche delle Guardie Zoofile

ALGHERO – Le Guardie Zoofile, ufficialmente riconosciute dalla Regione Sardegna e autorizzate dalla Prefettura di Sassari, son già operative nel territorio Comunale di Alghero. Vigileranno sul rispetto delle norme in materia di benessere animale, sull’obbligo di mantenimento dei cani al guinzaglio, sull’obbligo di raccogliere le deiezioni canine ma anche in materia di rifiuti, abbandoni e uso scorretto dei cestini getta carte dove spesso vengono abbandonate buste intere di rifiuti domestici. L’Assessore all’Ambiente Andrea Montis ha incontrato gli uomini che  opereranno in città, al momento sono tre unità, “ricordando loro che il ruolo che rivestono è quello di fare da riferimento per i cittadini, verso i quali deve essere svolta una prioritaria azione di sensibilizzazione sulle norme di comportamento”.

All’incontro di venerdì era presente anche la Polizia Locale, con cui le Guardie dovranno anche coordinarsi in materia di sanzioni amministrative. Avranno infatti anche potere sanzionatorio per chi dovesse contravvenire alle regole derivanti da regolamenti comunali o norme in genere.

“Ad Alghero, igiene urbana in abbandono”

ALGHERO – “Alghero ormai sembra una discarica. Lo stato di progressivo abbandono sul fronte della nettezza urbana è sempre più palese. Montagne di immondizia che non vengono ritirate da giorni nelle isole ecologiche dell’agro, lo stato di perenne abbandono dell’isola ecologica di via delle Baleari, lo spazzamento sempre più saltuario per molte strade e marciapiedi. Tutto questo è oramai, tristemente, la normalità ad Alghero, con una situazione che peggiora vistosamente nei fine settimana”. Cosi i consiglieri comunali di Centrosinistra ad Alghero che intervengono sulla situazione dell’igiene urbana in città.

“Ieri i cumuli di mondezza in piazza dei Mercati hanno fatto bella mostra di sé per tutta la domenica, mentre i cestini strapieni sono una triste consuetudine incontrollata. In questi mesi sul piano del decoro la regressione è stata lenta, ma costante fino ad arrivare a livelli intollerabili. Ora è necessario invertire questa tendenza al più presto. L’amministrazione deve pretendere che la ditta svolga i servizi nel modo opportuno e controllare che i cittadini utilizzino le isole ecologiche nel modo corretto. Si riprenda lo spazzamento delle strade e il ritiro regolare dei rifiuti. Ora non vi è più neppure la scusa che siamo in estate e che la colpa sia da attribuire ai turisti”.

“Ci vuole più presenza e più controllo del territorio da parte dei nostri amministratori. L’assessore deve stare più in Alghero e più in strada, più attento e più presente, non a mezzo servizio e in perenne atteggiamento di vittima incompresa, per fare in modo che l’immagine della nostra città resti quella dei tramonti su Capocaccia e non diventi quella della spazzatura per le strade della nostra città e delle nostre borgate.”

Ambiente, pulizia caditoie, strade e cartellonistica

ALGHERO – Inizia il calendario di spazzamento invernale manuale e meccanizzato delle strade, rimodulato secondo la programmazione che entro la fine del mese di Ottobre prevede la predisposizione di divieti di sosta fissi su giornate programmate a partire da tutte quelle vie ove son presenti alberate che durante il periodo invernale rilasciano parecchio fogliame nella sede stradale. A tal fine il settore ambiente ha già proceduto ad ordinare la necessaria cartellonistica di divieto di sosta consistente in circa 200 cartelli e 100 pali di sostegno da installare. Con largo anticipo sul temine del 30 ottobre della stagione balneare, l’Assessorato all’Ambiente sta concludendo in questi giorni l’affidamento del servizio di riposizionamento degli incannicciati a protezione del litorale Algherese.

Prosegue intanto con un ulteriore intervento mirato la campagna di pulizia delle caditoie. L’Assessorato ha messo in opera lavori extra, oltre alla pulizia delle circa 1300  già avviata nelle scorse settimane e che prosegue anche secondo le segnalazioni dei cittadini. L’intervento specifico è in corso lungo tutta la rete delle acque bianche del Lungomare Barcellona. I lavori intervengono oltre che nei pozzetti di raccolta, anche nelle condotte sottostanti la passeggiata che risultano ostruite dagli apparati radicali della vegetazione.  Le attrezzature specifiche impiegate riescono a tagliare e rimuovere le ostruzioni e ripristinare la scorrevolezza delle condotte.