Località balnreare green, Alghero al top grazie anche al Parco di Porto Conte e Amp

ALGHERO – Parco di Porto Conte e Area Marina Protetta di Capo-Caccia Isola Piana contribuiscono all’importante riconoscimento della città di Alghero che conquista la prima posizione in Italia come migliore destinazione balneare “green”. Alghero al top fra le principali destinazioni marino-balneari italiane in ambito “green”. Lo certifica l’Osservatorio Panorama Turismo – Mare Italia JFC (centro di ricerca specializzato sul turismo delle destinazioni balneari) con il suo rapporto annuale 2022 dal titolo “MODE, TENDENZE E PREVISIONI DELLE VACANZE AL MARE 2022”. I risultati dello studio mettono a disposizione di tutta la filiera dell’offerta turistica balneare italiana, indicazioni utili ad operatori privati ed agli amministratori pubblici. La ricerca dedica anche una sezione alle classifiche riguardanti le migliori destinazioni nazionali: da quelle più rilassanti e tranquille, a quelle più adatte alle famiglie con bambini, a quelle più divertenti e di tendenza ed, infine, a quelle più attente ai temi dell’ambiente e della sostenibilità ambientale. Un aspetto, quello delle preferenze per un turismo “green”, che il centro di ricerca ha voluto approfondire per la prima volta nel rapporto 2022 data la crescente attenzione dei turisti, nazionali ed internazionali, per i temi ambientali. La rilevazione è stata effettuata lasciando agli intervistati la possibilità di indicare la destinazione (per ogni singola classifica), in maniera aperta e libera, permettendo in tal modo di delineare le classifiche parziali e quella complessiva dell’estate 2022.

Ed è proprio sui temi “green” che Alghero conquista la prima posizione scavalcando molte rinomate destinazioni classificatesi fra le prime venti, come Sabaudia (seconda), Jesolo (quarta), Cesenatico (settima), Cefalù (tredicesima), e ben prima di altre tre note destinazioni sarde come Orosei (quindicesima), La Maddalena (diciannovesima), Santa Teresa di Gallura (ventesima). “Non può essere un caso che Alghero abbia conquistato questo prestigioso risultato, decimo posto complessivo, su oltre cento destinazioni italiane e primo posto come “destinazione green”- commenta il Presidente del Parco di Porto Conte Raimondo Tilloca.- E’ evidente come sia maturato un forte convincimento negli intervistati che la nostra città riesca a coniugare in modo equilibrato e sostenibile la tutela del nostro inestimabile patrimonio ambientale con una adeguata offerta di servizi destinati alla fruizione ambientale e naturalistica come quella su cui sta puntando da tempo il Parco di Porto Conte: percorsi e ciclovie per il trekking, il biking, le passeggiate, le visite guidate ed escursioni di mare e di terra all’interno del territorio protetto. Chi fa turismo è estremamente sensibile alla presenza di parchi ed aree marine protette ed alla loro fruibilità, alla conservazione della bellezza del paesaggio e ad una vivibilità fatta di un corretto rapporto tra ospiti presenti nella località e spazi disponibili”.

“Questi fattori devono essere concreti e percepiti realmente dai visitatori. Se Alghero ha conquistato questo importante risultato “green”, quindi, è perché è riuscita concretamente a dimostrare di essere una città turistica marino-balneare dove tutto il contesto ambientale presenta una elevata qualità, adeguati itinerari e servizi per la fruizione naturalistica, grande attenzione alla sostenibilità. Un risultato importante per la città ed anche un riconoscimento per le attività del Parco, quindi, che premia il lavoro di questi anni e che ci conforta nel portare avanti con decisione le molte altre progettualità che stiamo realizzando e che completeremo entro la prossima stagione 2023”.

Bastioni di Alghero, rinasce anche il Solaio

ALGHERO – Dopo la spiaggia cittadina di San Giovanni, rinasce anche il Solaio. “Un area, questa si, secondo me, che potrebbe essere utilizzata per i nostri musicisti della tradizione senza problema alcuno”, commenta l’assessore Andrea Montis titolare della delega all’Ambiente è in prima linea per ridare dignità ad alcuni importanti e attrattivi tratti di litorale.

DestiMed, Parco di Porto Conte protagonista nella promozione dell’ecoturismo: convegno a Nuoro

ALGHERO – DestiMed Plus, Parco di Porto Conte protagonista per la promozione dell’ecoturismo in Sardegna. Progetto di caratura internazionale che ha visto coinvolte realtà di Italia, Spagna, Francia, Croazia, Grecia e Albania. Valorizzazione del turismo esperienziale che utilizza principalmente la bicicletta per conoscere le eccellenze del territorio facente capo ad Alghero

Nei giorni scorsi si è tenuto a Nuoro un importante evento dal titolo “Ecoturismo nel Mediterraneo e in Sardegna: come fare? – Una giornata per condividere esperienze e visioni internazionali e locali verso la Strategia Regionale per l’Ecoturismo in Sardegna”. La giornata è stata promossa dall’Assessorato della Difesa dell’Ambiente – Servizio sostenibilità Ambientale valutazione strategica e sistemi informativi in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali dell’Università degli studi di Sassari.

L’evento dedicato a enti pubblici, imprese e associazioni e a tutte le persone che operano e si dedicano alla filiera dell’ecoturismo e alle tematiche della conservazione e fruizione responsabile della natura e della cultura, della economia circolare e della mobilità sostenibile, ha visto la partecipazione anche del Parco Naturale Regionale di Porto Conte.

Dopo una prima parte del convegno incentrata su l’ecoturismo nell’area del Mediterraneo e le future strategie per sviluppare anche in Sardegna questo settore che, secondo la definizione dell’International Ecotourism Society, è “un modo responsabile di viaggiare in aree naturali, conservando l’ambiente e sostenendo il benessere delle popolazione locale”, nella seconda parte della giornata sono state protagoniste le esperienze di Ecoturismo in Sardegna.

Tra quelle più interessanti quella che ha visto coinvolto il Parco di Porto Conte nell’ambito del Progetto DestiMED PLUS con il supporto dell’Assessorato della Difesa dell’Ambiente e dello SVASI, partner di un progetto finalizzato a migliorare l’integrazione tra conservazione della biodiversità e la promozione e qualificazione dell’offerta e della domanda ecoturistica che ha coinvolto 9 siti pilota localizzati in Aree Protette nel Mediterraneo, in nazioni come Italia, Spagna, Francia, Croazia, Grecia e Albania, e supportare queste destinazioni nello sviluppo dell’ecoturismo su scala regionale.

Il Parco di Porto, nella sua funzione di cabina di regia, in collaborazione con alcune aziende in possesso della certificazione del Marchio di qualità della rete dei Parchi, ha elaborato un pacchetto di ecoturismo nel territorio dell’area protetta e del Comune di Alghero, prodotto che è stato successivamente testato dai partner del progetto e da esperti del settore con risultati eccellenti. “Il format proposto, unico nel suo genere in Sardegna, valorizza un turismo di tipo esperienziale che utilizza prevalentemente le biciclette a pedalata assistita per immergersi nel territorio del Parco, conoscere le sue eccellenze paesaggistiche, naturalistiche, culturali e agroalimentari, con la particolarità della valutazione dell’impronta ecologica di tutto il pacchetto relativamente agli aspetti legati alla ricettività , all’alimentazione, alla mobilità e alle attività svolte”, cosi dall’Ente Parco riguardo l’importante progetto.

Progetto Aquila a Life, ritorna in Sardegna una specie scomparsa

CAGLIARI – Con l’ultimo rilascio a luglio, nel territorio tra Bosa e Montresta, tutti gli esemplari di aquila del Bonelli sono in volo nei cieli della Sardegna, come previsto nel progetto “Aquila a life”: “Nel 2022, grazie al progetto comunitario, sono arrivate in Sardegna sette aquile dalla Spagna (cinque) e dalla Sicilia (due), poi rilasciate in Planargia – ha ricordato l’assessore della Difesa dell’ambiente, Gianni Lampis – Nell’area di rilascio, selezionata da Ispra e Forestas, è stata predisposta un’apposita grande voliera di pre-ambientamento, dove gli esemplari sono stati costantemente monitorati ed ‘allenati’ alla vita in natura, trascorrendo, prima del rilascio, un periodo di ambientamento all’interno della voliera, gestita dagli uomini di Forestas. Da liberi vengono monitorati grazie a speciali trasmettitori Gps, così da poter intervenire in caso di necessità e identificare gli habitat e i siti idonei per questa specie”.

Il progetto di reintroduzione dell’aquila del Bonelli in Sardegna prende il via nel 2018 e, finora, ha completato il rilascio in natura di 33 esemplari: 13 sono tuttora monitorati via Gps, mentre di 9 si sono persi i segnali Gps.

“Nonostante le difficoltà – ha aggiunto l’assessore Lampis – si tratta di un risultato significativo, soprattutto considerando il tasso di insuccesso di alcuni tentativi in altri territori italiani, che ha portato nuovamente in Sardegna esemplari di una specie scomparsa da alcuni decenni, almeno dalla fine degli anni Ottanta. Un risultato ottenuto grazie all’attività coordinata di enti e istituzioni, come Ispra, Grefa fauna, Forestas e Corpo forestale, E-distribuzione. La collaborazione con la società elettrica è stata fondamentale per applicare misure di adeguamento e messa in sicurezza delle linee elettriche, per limitare il rischio di morte per elettrocuzione. Infatti, almeno cinque esemplari di aquile rilasciate sono morte folgorate sui tralicci, facendo dell’elettrocuzione la prima causa di morte in Sardegna per questa specie”.

Grazie al costante monitoraggio degli spostamenti delle aquile, realizzato in collaborazione da Forestas e Ispra, si possono comprendere meglio sia il comportamento che le abitudini, contribuendo a migliorare le conoscenze riguardo la biologia e l’ecologia di questa specie. Per esempio, la propensione, nei primi anni di vita, a frequentare zone umide, dove le aquile si stabiliscono per lunghi periodi e trovano diversità e abbondanza di prede, confermando l’incapacità di predare animali di grandi dimensioni e prediligendo cornacchie, uccelli aquatici e, più raramente, altri rapaci come la poiana.

“Il progetto punta alla stabilizzazione degli esemplari, in modo che si possano formare le prime coppie e possano iniziare a riprodursi sin dal prossimo anno. Inoltre, proseguirà il lavoro di individuazione dei migliori habitat e dei siti idonei nell’Isola, che consentirà anche di adeguare e proteggere le linee elettriche, evitando altri casi di elettrocuzione”, ha concluso l’esponente della Giunta Solinas.

Comune, Parco e Forestas: piena sintonia su progetti e iniziative

ALGHERO – Amministrazione comunale e Agenzia Forestas continuano la collaborazione per le iniziative e gli interventi sul territorio. Il programma ad ampio raggio prosegue, nel solco della collaborazione avviata con efficacia nell’agro di Alghero nel mese di gennaio 2021 con opere emergenziali straordinarie di contrasto agli effetti delle esondazioni dei canali, in continuità con l’accordo per gli interventi di tutela e valorizzazione del patrimonio boschivo tra cui la Pineta di Maria Pia.  Oggi a Porta Terra si è sottolineata e intensificata la collaborazione anche con  il Parco di Porto Conte. Chiarite e messe da parte senza alcun problema le incomprensioni generatesi alcune settimane fa in riferimento alla gestione dei percorsi interni all’area del Parco di Porto Conte, l’incontro di oggi è servito anche per gettare le basi per il rinnovo della convenzione tra Forestas e Parco.  Grande cordialità  con il dott. Giovanni Caria, presente all’incontro insieme al Direttore Generale Maurizio Mallocci e con i funzionari del settore.   “Ringrazio Forestas che ha accolto il mio invito ad Alghero per questo incontro che ha appianato uno degli  aspetti della nostra collaborazione che va avanti con risultati importanti e che continua con nuove iniziative”, afferma il Sindaco Mario Conoci. “L’interesse comune – precisa –   è quello di tutelare e far fruire in maniera sicura i beni naturalistici del nostro territorio”. Soddisfazione per l’esito dell’incontro, da parte del Presidente del Parco Raimondo Tilloca e del Direttore, Mariano Mariani.

 

Regione, tutela patrimonio boschivo: 90mila euro ad Alghero

Cagliari, 4 luglio 2022 – “Nel bilancio regionale 2022 è previsto uno stanziamento di 10 milioni di euro a favore delle Amministrazioni comunali in tema di patrimonio boschivo e nei giorni scorsi è stata approvata la ripartizione della somma destinata ad aumento, manutenzione e valorizzazione del patrimonio boschivo sui terreni in prossimità di aree interessate da gravi forme di deindustrializzazione, di cave dismesse, di impianti di incenerimento di rifiuti solidi urbani o di produzione di energia da fonte fossile”. Lo ha detto l’assessore regionale della Difesa dell’ambiente, Gianni Lampis, riferendosi alla delibera che ripartisce 4 milioni di euro ai Comuni, mentre gli altri 6 milioni sono destinati a quelli che hanno subito una rilevante diminuzione degli occupati nel settore della forestazione.

Come beneficiari sono stati individuati i Comuni ricompresi nei siti del Sulcis Iglesiente, di Tossilo-Ottana, di Porto Torres, Siniscola e altri Comuni ubicati in diverse aree del territorio regionale interessate da gravi forme di deindustrializzazione riferite al comparto estrattivo (industria mineraria).

“Le Amministrazioni comunali – ha aggiunto l’assessore Lampis – potranno eseguire lavori di manutenzione forestale, come interventi selvicolturali per la gestione delle foreste, rimboschimenti e imboschimenti anche per riqualificazione ambientale e salvaguardia del territorio, interventi finalizzati alla realizzazione di sistemi verdi e della rete ecologica regionale o locale, lavori di realizzazione e manutenzione di sentieri, piste ciclopedonali destinate alla fruizione delle aree forestali e rurali, lavori fitosanitari nel settore forestale, opere di prevenzione del rischio incendi e interventi di salvaguardia e ripristino del patrimonio forestale danneggiato da eventi atmosferici o da incendi, lavori di ingegneria naturalistica, con impiego prevalente di materiale vegetale vivo, e di sistemazione idraulico forestale”.

I 4 milioni di euro sono stati così ripartiti tra i Comuni: Alghero 90.000 euro; Arbus 80.000; Ballao 57.000; Bolotana 70.000; Borore 67.000; Buggerru 67.000; Calasetta 62.000; Carbonia 90.000; Carloforte 77.000; Domusnovas 77.000; Fluminimaggiore 70.000; Furtei 62.000; Gadoni 57.000; Giba 63.000; Gonnesa 77.000; Gonnosfanadiga 80.000; Guspini 85.000; Iglesias 90.000; Lula 70.000; Macomer 85.000; Masainas 63.000; Muravera 77.000; Narcao 77.000; Noragugume 53.000; Nuxis 67.000; Orani 70.000; Ottana 95.000; Perdaxius 63.000; Piscinas 53.000; Porto Torres 160.000; Portoscuso 124.000; Posada 63.000; San Gavino Monreale 77.000; San Giovanni Suergiu 77.000; San Vito 80.000; Santadi 80.000; Sant’Anna Arresi 63.000; Sant’Antioco 82.000; Sarule 67.000; Sassari 90.000; Seui 70.000; Seulo 57.000; Siliqua 80.000; Silius 63.000; Siniscola 85.000; Sinnai 90.000; Teulada 80.000; Tratalias 53.000; Villacidro 85.000; Villamassargia 77.000; Villaperuccio 63.000; Villaputzu 80.000; Villasalto 60.000. I lavori oggetto del contributo devono essere avviati dalle Amministrazioni entro 12 mesi dalla notifica del provvedimento regionale di impegno delle risorse assegnate.

“La Sardegna è la seconda regione italiana per estensione di superfici boscate e questo nostro patrimonio assume particolare valore perché si distingue da quello delle altre regioni italiane, dando vita a una ricca varietà di paesaggi. Rappresenta un importante occasione di sviluppo economico per i territori, anche con concrete finalità occupazionali”, ha concluso l’esponente della Giunta Solinas.

I falchi pescatori nati a Capo Caccia hanno preso il volo | foto + video

ALGHERO – Conclusa la terza stagione riproduttiva della famiglia di falchi pescatori che hanno messo su casa lungo le falesie della penisola di Capo Caccia. I piccoli si sono involati dopo essere stati, nella scorse settimane, inanellati e grazie al posizionamento di rilevatori satellitari sarà possibile monitorare i loro spostamenti. E nei limiti del possibile intervenire qualora fossero in difficoltà.

Si sono involati nei giorni scorsi i giovani nati nel 2022 della coppia di falchi pescatori che hanno messo su “casa” lungo le falesie della penisola di Capo Caccia, all’interno del Parco naturale regionale di Porto Conte e dell’Area marina protetta Capo Caccia-Isola Piana. Anche la terza stagione riproduttiva dunque, può dirsi conclusa positivamente. I giovani falchi nelle scorse settimane sono stati inanellati e gli è stato posto un rilevatore satellitare che consentirà di monitorare i loro spostamenti e nei limiti del possibile intervenire qualora fossero in difficoltà. L’obbiettivo del monitoraggio è ottenere il maggior numero di informazioni sull’etologia di questa specie che proprio nel primo anno di vita detiene un tasso di mortalità piuttosto alto dovuto a molteplici fattori che, grazie alle informazioni circa i loro spostamenti, si sta cercando di discriminare in modo abbastanza puntuale.

Purtroppo anche uno dei tre giovani nati a Porto Conte non ha superato la delicata fase della crescita nel nido restando vittima di una triste fatalità, statisticamente comune durante le fasi di crescita prima dell’involo. Grazie alla telecamera posta sul nido è stato possibile verificare quando il giovane falco ha iniziato a stare male: praticamente subito dopo un pasto fino al verificarsi di una caduta dal nido qualche ora dopo e  prima che potesse volare autonomamente. Il pullo è stato recuperato ormai esanime e trasferito per la perizia necroscopica al centro di recupero di Bonassai dell’Agenzia Forestas,  guidato dal medico veterinario Marco Muzzeddu. La mortalità giovanile è uno dei fattori maggiormente limitanti per gli uccelli rapaci. In particolare, per quanto riguarda il falco pescatore, il gruppo di progetto, sotto la direzione scientifica di Andrea Sforzi, che vede in partnership il Parco naturale regionale di Porto Conte con il Parco nazionale dell’Asinara, il Parco nazionale dell’Arcipelago toscano, il Parco regionale della Maremma e il Parco regionale di Migliarino San Rossore Massacciucoli, ha precisato che in Italia da quando questa specie ha ripreso a nidificare (anno 2011) il 62% dei pulli non supera il primo anno di vita e quelli che non arrivano all’involo, come nel caso di uno dei tre pulli di Porto Conte, sono il 19% dei nati. In pratica uno su cinque muore nel nido o cadendo dallo stesso prima di aver imparato a volare, per cause che si possono definire “naturali” (patologie congenite, traumi etc.).

Inoltre, grazie all’uso delle telecamere nel corso degli ultimi anni, quattro pulli caduti dal nido o in difficoltà sono stati recuperati ed uno di essi dopo essersi involato ha raggiunto il Mali. Invece le cause di morte dopo l’involo e nel primo anno di vita sono tutte da attribuire ad attività umane. Questo dato è più o meno in linea con analoghi studi sulla specie fatti in altre parti del mondo. Le attività di monitoraggio ora proseguiranno sia al nido dove, per qualche mese i giovani conviveranno con i genitori che li aiuteranno a cacciare e quindi alimentarsi definitivamente da soli, dopodiché inizierà la dispersione anche in territori lontani come l’Africa centro occidentale. E  il monitoraggio a quel punto sarà garantito dai rilevatori satellitari (gps) che scandaglieranno le loro rotte. Grazie alle immagini della telecamera è stato infine, possibile acquisire importanti informazioni sulla dieta di pesce che mamma e papà falco hanno somministrato ai loro piccoli. Ben 400 pesci di varie specie molte delle quali provenienti dal mare anziché dalla vicina laguna del Calich che invece viene prevalentemente utilizzato nel periodo non riproduttivo.

Giornata della Transumanza al Parco, tradizione, ambiente e turismo: grande valore |video

ALGHERO – Grande riscontro e apprezzamento per la “1a Giornata della Transumanza in Sardegna”. Evento di due giorni che si svolto nel Parco di Porto Conte e che avrà sicuramente un seguito. Commenti del Sindaco Conoci, del componente del Direttivo Grossi e del Direttore Mariani Si è chiuso, registrando un importante riscontro e apprezzamento, l’evento dedicato alla “1a Giornata della Transumanza in Sardegna”. Iniziativa realizzata dal Parco naturale regionale di Porto Conte nell’ambito del progetto europeo “CAMmini e BIOdiversità con l’obiettivo della “Valorizzazione Itinerari e Accessibilità per la Transumanza” del Programma Italia-Francia Marittimo 2014-2020, che ha come referente la Regione Sardegna e come partner l’Università di Sassari, la Regione Liguria, la Regione Toscana e la Collectivité de Corse. Un progetto che si pone l’obiettivo di riconoscere e valorizzare le vie della transumanza, attraverso la promozione di un modello economico basato sulla riscoperta di prodotti tradizionali, dei luoghi di produzione e degli itinerari collegati.

La prima giornata è stata dedicata alla comunicazione dei risultati della ricerca del DADU Dipartimento di Architettura, Design e Urbanistica dell’ Università di Sassari, della provincia di Nuoro e del Parco Regionale di Porto Conte, coordinati dalla Regione Sardegna. Hanno preso parte al dibattito il Sindaco del Comune di Alghero Mario Conoci, il componente del Consiglio Direttivo Adriano Grossi (con anche la dott.ssa Lina Bardino), il Direttore del Parco Mariano Mariani, la Dott.ssa Daniela Minetti, Regione Liguria, l’Arch. Giorgio Costa, Regione Sardegna, il Dott. Tonino Serusi, Provincia di Nuoro, Dott Roberto Busonera del Dipartimento di Architettura, Design e Urbanistica, il Dott. Daniele Visconti e il Dott. Valter Nunziatini, partners del Progetto CAMBIO VIA – Regione Toscana, l’Ingegner Enrico Rovida, Team Srl, il Dott. Lucio Floris, Insight Srl e l’Ingegner Antonio Serra, Espereal Technologies. La seconda giornata, invece, si è aperta con l’escursione presso l’Oasi Faunistica di Le Prigionette e presso la Villa romana di Sant’Imbenia.

“Un progetto di grande rilevanza che recupera una tradizione millenaria: la transumanza dei pastori che veniva dal luoghi più freddi a quelli più miti, dunque dal centro Sardegna verso la nostra costa, e che unisce i vari territori e soprattutto permette di recuperare specialità e tradizioni mettendo in relazione i valori immateriali e materiale di una fondante tradizione della nostra Isola, un progetto reso possibile dalla connessione di vari territori facenti parte dell’Interreg, dei i parchi di Porto Conte e dell’Asinara, Comune di Alghero, Regione e Università di Sassari”, cosi il Sindaco Mario Conoci

“Un tema antico ma di grandissima attualità. Un progetto attento ai temi della tradizione, della memoria storica e della sostenibilità ambientale. Un progetto che vuole fare conoscere i significati più profondi della transumanza reinterpretata anche come un chiaro esempio di come l’uomo viveva in perfetta armonia col territorio, armonia dura e difficile, che però consentiva di mantenere in equilibrio i rapporti uomo/ambiente che invece oggi sono entrati  clamorosamente in crisi – afferma Mariano Mariani – per il Parco di Porto Conte è un progetto importante che arricchisce l’offerta dell’Ecomuseo del Parco e rafforza le iniziative che da anni il Parco sta portando avanti per valorizzare la qualità dei prodotti e dei servizi locali in un’ottica di sostenibilità ed eccellenza delle produzioni  e per consolidare l’importanza di maturare una “coscienza di luogo” quanto più possibile ampia ed estesa. Sono proprio questi i principi che hanno ispirato la nostra partecipazione al progetto Cambio Via e che hanno orientato le azioni di nostra competenza.”

“Un altro importante evento che porta avanti il Parco di Porto Conte volto a ridare lustro alle tradizioni della Sardegna e in particolare alla transumanza e dunque agli itinerari che venivano percorsi dai pastori e che creavano un collegamento tra l’interno della Sardegna e la Nurra, una connessione che oggi ha anche un valore culturale, turistico, oltre che ambientale, da tramandare e far conoscere sia agli stessi sardi che anche ai visitatori andando ad ampliare la nostra offerta”, cosi chiude il componente del Consiglio Direttivo Adriano Grossi.

 

Operazione Mare Blu in Sardegna

Parte la quinta edizione della campagna social “Operazione Mare Blu”, promossa dalla senatrice Virginia La Mura, oceanografa e capogruppo del gruppo Cal nella commissione Ambiente di Palazzo Madama.

Per i mesi di luglio e agosto 2022, la senatrice raccoglierà tutte le segnalazioni foto e video dei cittadini che riguardano lo stato delle spiagge frequentate durante la stagione estiva.

Gli utenti potranno inviare i loro contributi su scarsa accessibilitàmancanza di servizi di informazione e sicurezzascorretta gestione dei rifiutipresenza di scarichi abusivi, non osservanza del divieto di balneazione e tutti gli altri problemi che compromettono una adeguata fruizione delle spiagge, contattando la senatrice attraverso il suo canale facebook @VirginiaLaMuraSenato.

“Nel corso di questi anni – spiega La Mura – ho tradotto le segnalazioni dei cittadini in atti parlamentari, grazie alla loro partecipazione abbiamo puntato il faro sul rispetto e la protezione di un bene comune importantissimo. Credo infatti che lo strumento informativo alla base di Operazione Mare Blu sia un buon metodo per rendere il beneficiario della spiaggia più consapevole del suo diritto di godere di una risorsa pubblica e di pretendere che venga rispettata e tutelata in quanto proprietà di tutti, cittadino e concessionario in uguale misura. Le spiagge e le coste hanno bisogno della nostra attenzione e cure, insieme possiamo creare un esempio virtuoso di tutela collettiva”.