Torralaba, minaccia di morte la madre per denaro: arrestato

Nel corso della mattinata di sabato 21 febbraio i Carabinieri della Stazione di Torralba, con il
supporto dei colleghi del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Bonorva, hanno
arrestato in flagranza di reato un uomo poiché ritenuto responsabile del reato di maltrattamenti
contro familiari o conviventi commesso ai danni della madre.
L’intervento è in particolare scaturito a seguito di una richiesta di aiuto pervenuta al Numero
Unico di Emergenza 112 da parte della donna, la quale segnalava di essere stata poco prima
minacciata di morte dal figlio, che pretendeva insistentemente la consegna di denaro,
verosimilmente da destinare al gioco d’azzardo.
Giunti tempestivamente presso l’abitazione della donna, i militari dell’Arma hanno prontamente
bloccato l’uomo nonostante lo stesso mantenesse, anche alla presenza dei Carabinieri, un
atteggiamento intimidatorio e minaccioso nei confronti della madre.
I successivi accertamenti hanno consentito di appurare che i maltrattamenti hanno avuto inizio
da alcuni anni protraendosi sino ad oggi con reiterati episodi di minacce e ingiurie, nonché in un
episodio di violenza fisica.
Al termine delle formalità di rito, su disposizione della Procura della Repubblica di Sassari che
coordina e dirige le indagini, l’arrestato è stato trattenuto presso le camere di sicurezza della Compagnia Carabinieri di Bonorva, in attesa della celebrazione dell’udienza di convalida che ha
avuto luogo nel corso della mattinata odierna.
A conclusione dell’udienza l’arresto è stato convalidato e nei confronti dell’uomo è stata disposta
la misura degli arresti domiciliari.
Per il principio della presunzione d’innocenza, la colpevolezza della persona sottoposta alle
indagini sarà definitivamente accertata solo se interverrà sentenza irrevocabile di condanna.

Basket, Under 17: Pallacanestro Alghero ancora trionfante

ALGHERO – Per il 3° anno consecutivo la Pallacanestro Alghero porta a casa il più importante titolo regionale giovanile maschile: quello degli Under 17 Eccellenza.
Ieri sera, in un Palamanchia gremito in ogni ordine di posto, con tantissimi ragazzi e ragazze sugli spalti, la squadra di coach Mastropietro ha dato vita a una partita intensa e combattuta. Nonostante gara 1 fosse stata dominata dalla SAP con un vantaggio di 50 punti, questa volta entrambe le formazioni hanno offerto uno spettacolo straordinario.
Tutti i protagonisti in campo hanno dato il massimo, regalando al pubblico giocate spettacolari e meritati applausi. Il punteggio finale di 92-72 fotografa correttamente l’andamento di una gara vibrante e di alto livello.
Ora si guarda avanti, in attesa del proseguimento del campionato con un impegnativo girone interregionale che vedrà la Pallacanestro Alghero affrontare, con gare di andata e ritorno, una squadra della Toscana, una del Lazio, una della Campania e ben due delle Marche — trasferte tutt’altro che semplici da raggiungere dalla Sardegna.
I gironi interregionali Under 17 e Under 19 della Federazione Italiana Pallacanestro per la stagione 2025-26 comportano infatti notevoli oneri economici per le società, tra costi di trasferta, tasse gara e spese di tesseramento. Per chi deve affrontare cinque trasferte fuori regione, i costi rischiano di diventare insostenibili.
Nonostante ciò, la Pallacanestro Alghero si gode questo straordinario traguardo e ricorda che, grazie alla programmazione, all’impegno di dirigenti, genitori, sponsor e atleti, può fregiarsi di un titolo conquistato per tre anni consecutivi — un risultato che premia il lavoro, la passione e la continuità del progetto sportivo

Bosa, strade provinciali (compresa quella per Alghero) troppo pericolose

BOSA  – La Consigliera comunale di Bosa Simona Cadoni, Capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale, ha formalmente inviato una nota al Presidente della Provincia di Oristano e congiuntamente al Sindaco di Bosa, per proporre un sopralluogo congiunto volto a verificare le condizioni della viabilità provinciale in Planargia a seguito delle avverse condizioni meteoclimatiche registrate negli ultimi due mesi e che tuttora stanno proseguendo.

«Dalla fine di dicembre – dichiara Cadoni – il nostro territorio è stato interessato da ripetute allerte per rischio idrogeologico e idraulico. Il picco si è registrato nel gennaio scorso con il cosiddetto ciclone “Harry”, che ha provocato frane, smottamenti, mareggiate e restrizioni della carreggiata in diversi tratti stradali. Anche nel mese di febbraio si stanno verificando ulteriori episodi di maltempo, con effetti evidenti lungo le coste occidentali e nel territorio di Bosa».

Particolarmente preoccupante, sottolinea la Capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio Comunale, è la situazione di alcune arterie provinciali strategiche per i collegamenti della Planargia, tra cui la SP 292 e la SP 35, che attraversano più comuni e che presentano oggi cedimenti delle banchine, dissesti del manto stradale, restringimenti e criticità legate all’instabilità dei versanti. A ciò si aggiungono i recenti fenomeni di erosione e cedimento registrati in località Turas e l’innalzamento del livello del fiume Temo, che hanno richiesto limitazioni e chiusure temporanee.

«Pur riconoscendo l’impegno della struttura Provinciale – prosegue Cadoni – ho proposto a sindaco di Bosa di potermi adoperare, stante i forti legami di affinità politica e valoriale che mi legano all’attuale Presedente della Provincia, per sollecitare un momento di verifica diretta sul campo. Con questo spirito ho proposto un sopralluogo congiunto, così da constatare lo stato dei luoghi e concordare, compatibilmente con le risorse disponibili, un calendario di priorità tra i diversi interventi necessari».

L’iniziativa, si inserisce in uno spirito di collaborazione istituzionale finalizzato a tutelare la sicurezza dei cittadini, dei pendolari, delle attività economiche e dei mezzi di soccorso che quotidianamente percorrono le strade provinciali del territorio.

«La sicurezza della viabilità – conclude Cadoni – non può essere oggetto di sterili contrapposizioni politiche. Serve un’azione coordinata e tempestiva per ripristinare condizioni adeguate di sicurezza e programmare interventi strutturali nei tratti maggiormente compromessi. Serve dialogo, impegno e collaborazione da parte di tutti coloro che, a vario titolo, rivestono un incarico istituzionale per delega popolare. Il sopralluogo congiunto può rappresentare il primo passo concreto in questa direzione».

Sanità, proposta di Michele Pais: “Ad Alghero un centro di fertilità”

ALGHERO –  “Un centro di fertilità all’interno del reparto di Ginecologia dell’ospedale di Alghero, capace di offrire tutte le principali tecniche di fecondazione assistita e diventare un punto di riferimento per l’intero territorio regionale, oggi sguarnito. È la proposta del consigliere comunale della Lega Michele Pais, che rilancia il tema della natalità e del sostegno concreto alle coppie.
Secondo Pais, la struttura complessa di Ginecologia e Ostetricia di Alghero possiede già le competenze necessarie per ambire a un ruolo di eccellenza. In particolare, sottolinea come il direttore, il dottor Mario Farina insieme al suo staff, abbiano le capacità e l’esperienza per guidare la realizzazione di un centro altamente specializzato pubblico, unico in Sardegna, in grado di rispondere a una domanda sanitaria sempre più crescente.
A rafforzare la proposta vi sono anche gli investimenti già effettuati sulla struttura ospedaliera di Alghero, che oggi dispone di spazi e dotazioni adeguate per ospitare un servizio di procreazione medicalmente assistita all’altezza delle esigenze dell’intera Sardegna. Un patrimonio infrastrutturale che, secondo il consigliere leghista, va valorizzato e messo pienamente a sistema.
“La denatalità è una delle emergenze più gravi che stiamo vivendo – evidenzia Pais – e troppo spesso non viene affrontata con strumenti adeguati. Oggi si diventa genitori sempre più tardi, e questo incide inevitabilmente sulla fertilità. Per questo è fondamentale che il sistema sanitario pubblico sia pronto a 0sostenere le coppie, offrendo servizi accessibili, qualificati e all’avanguardia”.
La proposta punta quindi a rafforzare l’offerta sanitaria regionale, evitando che molte coppie siano costrette a spostarsi fuori dalla Sardegna o rivolgersi a centri privati altamente costosi, per accedere a trattamenti di procreazione medicalmente assistita.
“Investire su un centro di fertilità pubblico ad Alghero – conclude Pais – significa non solo migliorare i servizi sanitari, ma anche dare una risposta concreta a un problema sociale sempre più urgente, sostenendo il desiderio di genitorialità di tante famiglie e valorizzando gli enormi investimenti già realizzati sulla struttura ospedaliera algherese che le danno un respiro regionale e non solo territoriale

Grandi eventi identitari, l’elenco finanziato dalla Regione

CAGLIARI – È stato pubblicato il bando relativo al Cartellone degli Grandi Eventi Identitari (GEI). Si tratta del quarto dei 13 cartelloni nei quali è articolato il programma dei grandi eventi per il 2026, a valere sulla Legge Regionale 7/1955.

Potranno presentare istanza, entro il prossimo 5 marzo, gli organismi pubblici, in forma singola o associata, che organizzano le dieci manifestazioni iscritte nel registro regionale dei Grandi Eventi Identitari, di matrice religiosa o laica:

Festa di Sant’Efisio, Festa di San Francesco di Lula, Festa del Redentore, Festa di Sant’Antioco Martire, Patrono di Sardegna, Edizione della Cavalcata Sarda, Discesa dei Candelieri, Festa di San Simplicio, Festa di San Costantino Ardia di Sedilo, La Sartiglia e San Salvatore di Sinis, Corsa degli Scalzi. Mentre Alghero non è inclusa perchè non ha un evento identitario che risalga almeno a 100 anni. Le settimane sante sono escluse da tale finanziamento. Resta il fatto che è piuttosto assurdo che Alghero non abbia sviluppato o meglio recuperato un evento identitario al fine, oltre che culturale e turistico, di reperire ulteriori finanziamenti e creare maggiore attrattività.

“Queste manifestazioni – afferma l’assessore del Turismo, Franco Cuccureddu – la cui concessione del contributo avviene in modo strutturale, costituiscono per l’antica tradizione, per la reputazione internazionale, per il costante sostegno finanziario, una base stabile di grandi avvenimenti territoriali con un forte richiamo turistico, che coinvolgono diverse aree della Sardegna, costiere e dell’interno, ed abbracciano tutte le stagioni dell’anno”.

L’Assessorato regionale del Turismo, artigianato e commercio potrà finanziare i progetti presentati nel limite massimo del 50% delle spese ammissibili e comunque fino ad un massimo di duecentocinquantamila euro. Per le azioni di promozione e comunicazione la spesa obbligatoria minima è del 20% del contributo concesso.

“Aeroporti: senza tutele, lavoro, servizi e una vera CT non c’è sviluppo”

CAGLIARI – “I dati sul traffico aereo negli aeroporti sardi confermano una crescita significativa, con oltre 11 milioni di passeggeri nell’ultimo anno. Un risultato positivo che dimostra la centralità strategica del trasporto aereo per la Sardegna”. Lo dichiara Claudia Camedda, segretaria generale della Fit Cisl, commentando i numeri relativi agli scali di Cagliari, Olbia e Alghero. “Dietro questi record – afferma Camedda – c’è il lavoro quotidiano di migliaia di addetti del settore. È quindi indispensabile che alla crescita dei passeggeri corrispondano investimenti strutturali, rafforzamento degli organici e condizioni di lavoro stabili, superando precarietà e stagionalità”.

Per lil sindacato “non è accettabile celebrare i numeri senza affrontare il tema della qualità dell’occupazione e della sostenibilità del sistema. Servono scelte chiare su infrastrutture, servizi e lavoro, a partire dal personale di terra e dall’indotto. Resta inoltre prioritaria – per la segretaria generale della Fit – la continuità territoriale: il trasporto aereo non può essere governato solo da logiche di mercato. È necessario aprire un confronto immediato con la Regione, i gestori aeroportuali e le compagnie aeree per trasformare questa crescita in sviluppo reale e strutturale per la Sardegna e diritti e migliori condizioni per lavoratrici e lavoratori che – conclude Camedda -, giornalmente, contribuiscono al raggiungimento dei risultati positivi degli scali sardi”.

“Sanità, Pd, 5 Stelle e Sinistra: è guerra di poltrone, danno per i sardi”

CAGLIARI – “La spaccatura nella maggioranza non è più soltanto una dinamica interna: è diventata un danno concreto per i sardi. Dopo due anni e mezzo di legislatura, ciò che emerge non sono riforme o
risultati, ma tensioni continue e scontri SOLO sulle nomine. E mentre si litiga, la Sardegna resta
ferma.” Lo dichiara il consigliere regionale Alberto Urpi, intervenendo sull’ennesima frattura in Giunta in occasione della nomina dei direttori generali delle ASL di Cagliari e Olbia e della protesta del
Partito Democratico che ha disertato la seduta.

“Il quadro che si presenta ai cittadini è sconfortante. In Sardegna, parlare di sanità significa ormai
parlare quasi esclusivamente di nomine, ricorsi, sentenze, e contrapposizioni politiche. Ma fuori
dai palazzi la realtà è ben diversa: pazienti che attendono mesi per una visita, pronto soccorso
sotto pressione, territori che chiedono servizi e certezze. È su questo che dovremmo concentrare
ogni energia.”

Urpi denuncia una deriva che rischia di svuotare la politica del suo ruolo. “Quando i protagonisti
della legislatura diventano i direttori generali e non le riforme, significa che la politica ha perso
centralità. Non è una questione personale, ma di metodo e di visione. Il compito della Giunta non
è gestire equilibri interni, ma governare i problemi e dare risposte.”
“Qualcuno deve dirlo con chiarezza: ai sardi non interessa il nome del direttore generale di turno.
Interessa avere una sanità che funzioni, tempi certi per le prestazioni, servizi efficienti in ogni
territorio. Interessa il diritto alla salute, non la cronaca delle nomine.”
“Basta con una stagione fatta di polemiche e paralisi. È il momento di cambiare passo, di
riportare al centro le priorità reali della Sardegna. La presidente Todde e la Giunta assumano fino
in fondo la responsabilità

“41bis e infiltrazioni mafiose, non pregiudicare il carcere di Alghero”

ALGHERO – Il dibattito sviluppatosi in Sardegna dalla fine del 2025 sul possibile trasferimento nell’isola di circa 250 detenuti sottoposti al regime di cui all’articolo 41 bis dell’ordinamento penitenziario impone una riflessione seria e responsabile anche da parte della comunità algherese.
Alghero non è un territorio marginale in questa discussione. È, insieme a Lanusei, l’unica città sarda ad avere un istituto penitenziario di dimensioni significative inserito nel proprio tessuto urbano. E a pochi chilometri dal nostro centro abitato opera la Casa Circondariale di Sassari–Bancali, che ospita da oltre dieci anni circa 90 detenuti in regime di 41 bis, con la prospettiva di un possibile incremento fino a 120 unità.
Questo significa che il tema non nasce oggi.
Prima di dividere il dibattito in uno scontro ideologico tra favorevoli e contrari al trasferimento dei detenuti 41 bis, è necessario porsi una domanda: dov’erano, negli ultimi dieci anni, le istituzioni che oggi si dichiarano preoccupate? Quali azioni concrete sono state messe in campo per monitorare e prevenire eventuali tentativi di infiltrazione mafiosa nel nostro territorio, considerata la presenza stabile di detenuti di altissimo profilo criminale a pochi chilometri da Alghero?
Il rischio che la Sardegna diventi un luogo di concentrazione del carcere duro è un tema legittimo, che coinvolge questioni di sicurezza, organizzazione penitenziaria, impatto sociale e reputazione dell’isola. Ma per Alghero il cuore del problema è anche un altro.
La Casa di Reclusione di Alghero è storicamente un istituto destinato a detenuti maschi in regime di media sicurezza con pena definitiva. Negli ultimi venticinque anni era stata indirizzata a diventare un modello di formazione e reinserimento: laboratori professionali, percorsi scolastici, una sezione dell’istituto alberghiero e il Polo Universitario Penitenziario in collaborazione con l’Università di Sassari.
Un’eccellenza.
Negli ultimi dieci anni, però, questo progetto è stato progressivamente ridimensionato: laboratori smantellati, impianti lasciati all’abbandono, infrastrutture tecnologiche disattivate, riduzione delle attività formative. Contestualmente, il profilo dei detenuti trasferiti ad Alghero si è progressivamente discostato da quello funzionale a un centro di formazione per adulti, con un aumento di presenze problematiche e meno inclini a intraprendere percorsi di studio o di qualificazione professionale.
Il rischio concreto è che il carcere di Alghero, da istituto modello, diventi un semplice “carcere contenitore”, funzionale a liberare spazi in altre strutture per far fronte alla riorganizzazione dei circuiti di alta sicurezza e del 41 bis.
Questo scenario non può lasciare indifferente la città.
Alghero deve rivendicare con forza il proprio ruolo all’interno del sistema penitenziario regionale e nazionale. Non con posizioni ideologiche o strumentali, ma con una proposta chiara: rilanciare con decisione la vocazione formativa e rieducativa del nostro istituto.
Chiediamo che l’amministrazione penitenziaria e tutte le istituzioni coinvolte investano nuovamente in:
formazione professionale qualificata;
percorsi scolastici e universitari strutturati;
laboratori moderni e tecnologie avanzate;
personale specializzato e progetti di reinserimento in collaborazione con il territorio.
Un carcere moderno e produttivo non rappresenta un pericolo per la comunità, ma può diventare una risorsa capace di generare lavoro per il personale penitenziario, opportunità per il terzo settore, collaborazione con imprese locali e occasioni professionali per i giovani laureati del nostro territorio.
La scelta che si pone oggi non è “contro” qualcuno o qualcosa. È una scelta “per” Alghero: per un modello di carcere coerente con la sua storia, con la sua funzione e con l’interesse della comunità.
È su questo che chiediamo all’amministrazione comunale una presa di posizione netta, lungimirante e costruttiva”, chiude la nota Christian Mulas consigliere comunale e presidente della V Commissione Consiliare del comune di Alghero

“Nomine Sanità, Pd e Progressisti rompono con la Todde: e’ crisi nel campo largo”

CAGLIARI – Per una compagine che doveva rappresentare il “nuovo” e rompere con le logiche del passato, arenarsi, litigare e arrivare quasi alla rottura sulle nomine delle sanità, non è certo un bel vedere. Ma tant’è.  “La nomina dei direttori della Asl di Cagliari e Gallura da parte della Giunta Todde, destinata a generare nuovi ricorsi, e le significative assenze del Pd e dei Progressisti, in aperto dissenso, non fanno che certificare la crisi irreversibile di quello che fu l’inizio del ‘campo largo’, così il deputato di Fratelli d’Italia Salvatore Sasso Deidda che commenta il “caso politico” in seno alla Regione a guida Pd, 5 stelle e Sinistra.
“Questo esperimento politico sopravvive solo per la paura di crollare e dover affrontare nuove elezioni e la profonda crisi della maggioranza tiene bloccata la Sardegna, incapace di dare risposte concrete ai cittadini”.
“La Presidente Todde è ben consapevole di aver vinto per una manciata di voti e che, se si tornasse alle urne, la sua vittoria non solo non sarebbe assicurata, ma vedrebbe un esito opposto. Oggi è Presidente, Assessore della sanità e Commissaria per l’emergenza mal tempo e decide senza il partito di maggioranza relativa e gli alleati, nella settimana di ulteriore sentenza sulla famigerata decadenza. Non è una polemica di parte. Siamo solo spettatori di questo teatrino”

Direttori Asl, Atzori a Cagliari, Irione in Gallura: è rottura tra Todde e alleati

CAGLIARI – La Giunta, su proposta della Presidente della Regione e Assessora ad interim dell’Igiene e Sanità e dell’Assistenza Sociale, Alessandra Todde, ha adottato due delibere per la nomina dei Direttori Generali dell’Azienda socio-sanitaria locale n. 8 di Cagliari e dell’Azienda socio-sanitaria locale n. 2 della Gallura.

Per la Asl n. 8 di Cagliari è stato designato il dottor Aldo Atzori. Per la Asl n. 2 della Gallura è stato designato il dottor Antonio Irione. Per entrambi l’incarico avrà durata triennale, con decorrenza dal 23 febbraio 2026.

La riunione di Giunta ha visto l’assenza degli assessori del Partito Democratico e dei Progressisti palesando una netta presa di posizione contraria rispetto alle decisioni e indicazioni della presidente Todde che, di fatto, sul tema sanità si trova sempre più isolata rispetto agli alleati.