“Consulenze d’oro per il canile, hanno gettato la maschera”

ALGHERO – “La Determinazione n. 2695 del Comune di Alghero, con la quale viene approvato l’avviso per un incarico di consulenza sul futuro del Canile Primavera, merita, a mio avviso, un approfondimento che va ben oltre la normale polemica politica.
Parliamo di 30 mila euro all’anno, con una possibile prosecuzione fino a 36 mesi, per una consulenza destinata a incidere sulle strategie future del Canile Primavera.
Ma è soprattutto il modo in cui è stato costruito il profilo professionale richiesto a destare i miei interrogativi.
La determina parla di:
“specifici e rari titoli professionali”
rilasciati da:
“organismi accreditati da Accredia”
nel:
“settore cinofilo avanzato”
e prevede addirittura di poter procedere:
“prescindendo dal titolo universitario”.
Si tratta di requisiti talmente particolari che ho iniziato a verificare se caratteristiche professionali così specifiche, nella loro combinazione, fossero già pubblicamente presenti prima ancora che venisse adottata la determina.
Non lo so ma vedremo, si sa che sul web rimane tutto, per sempre.

Prima voglio verificare date, documenti e fonti.
Perché, se un’Amministrazione costruisce un avviso pubblico con requisiti così particolari, deve poter spiegare chi li ha individuati, quando sono stati individuati e soprattutto sulla base di quale istruttoria.
C’è anche un altro elemento sul quale voglio vederci chiaro: Accredia.
Che cos’è esattamente? Qual è la sua funzione? Quali organismi accredita? E, soprattutto, che attinenza concreta hanno le sue funzioni con quanto affermato nella determina comunale?
Ho già verificato che Accredia non è un istituto di formazione, ma l’ente che accredita gli organismi di certificazione, anche delle persone, secondo specifiche norme.
La stessa banca dati Accredia mostra inoltre che, nel settore delle competenze cinofile, esistono più organismi accreditati.
Proprio per questo voglio capire perché nella determina si faccia riferimento a questa particolare tipologia di certificazione, come siano stati individuati i requisiti e quale sia il percorso istruttorio che ha portato a definirli “specifici e rari”.
E qui emergono anche questioni direttamente legate all’articolo 7, comma 6, del D.Lgs. 165/2001.
La norma impone condizioni precise per il ricorso a professionalità esterne: la verifica dell’impossibilità oggettiva di utilizzare risorse interne, la particolare e comprovata specializzazione, la natura temporanea dell’incarico e il divieto di rinnovo.
E allora mi chiedo come si concili tutto questo con una:
“opzione di prosecuzione per complessivi 36 mesi”.
Voglio inoltre capire in base a quale specifica previsione di legge si ritenga possibile prescindere dal titolo universitario, visto che la deroga prevista dall’articolo 7 riguarda fattispecie determinate e non consente genericamente di sostituire la specializzazione universitaria con una qualsiasi certificazione professionale.
E poi c’è la ricognizione interna.
Il Comune sostiene che un avviso rivolto a tutto il personale dipendente sia andato deserto e da questo deduce la:
“totale assenza di analoghe professionalità all’interno dell’Ente”.
Anche questo dovrà essere verificato con attenzione.
Perché un avviso interno andato deserto in pieno agosto non equivale automaticamente alla dimostrazione dell’impossibilità oggettiva di utilizzare professionalità interne.

E qui arrivo alle responsabilità

Se emergerà che determinati requisiti sono stati inseriti senza un’adeguata istruttoria, sulla base di informazioni non sufficientemente verificate o senza una motivazione realmente idonea a sostenerli, non riterrò sufficiente attribuire genericamente la responsabilità all’Amministrazione.
Ci sono persone che hanno istruito, redatto e sottoscritto quell’atto.
E chi esercita una funzione amministrativa ha il dovere di verificare prima di impegnare risorse pubbliche e di pubblicare un avviso.
Non basta fidarsi di informazioni ricevute o magari acquisite sul web da qualche profilo social.
Un buon funzionario e un buon dirigente verificano.

Per questo non mi fermerò alla stampa, e con me altri.

Sto ricostruendo l’origine dei requisiti, le date, le fonti, le professionalità che possono possederli e il percorso amministrativo che ha portato alla loro individuazione.
E se emergeranno profili che meritano di essere sottoposti agli organismi competenti per le verifiche di legge, non avrò alcuna esitazione a farlo.
Perché questa vicenda non riguarda soltanto una consulenza.
Riguarda come è stata costruita.
Riguarda chi ha scritto quell’atto.
Riguarda chi lo ha verificato e sottoscritto.
E riguarda, naturalmente, chi ha assunto politicamente la responsabilità di questa scelta.

HANNO GETTATO LA MASCHERA.

Adesso voglio vedere quale “benessere” c’è dietro quei 30 mila euro. E ancora c’è l’acquisto del canile che aspetta, servirà aspettare l’esperto?”

Mzrio Conoci, ex sindaco di Alghero

“Canile, dalla Maggioranza Cacciotto, ancora nuove consulenze d’oro”

ALGHERO  – «Prima hanno sbandierato la riduzione di circa 100mila euro sul prezzo di acquisto del canile. Ora scopriamo che la sinistra vuole usare quei soldi nell’ennesimo spreco: una consulenza esterna da 30mila euro l’anno con possibilità di prosecuzione fino a tre anni, pagata dagli algheresi».

Così il Coordinamento cittadino di Fratelli d’Italia Alghero interviene sulla determinazione n. 2695 del Comune, relativa all’incarico di alta consulenza tecnico-scientifica sul benessere animale.

«È inaccettabile che con la scusa del benessere animale – dichiara Alessandro Cocco, capogruppo consiliare di Fratelli d’Italia – la sinistra cerchi il pretesto per affidare incarichi esterni costosi e fumosi. La determina solleva interrogativi pesanti: requisiti estremamente particolari, possibilità di prescindere dal titolo universitario, durata potenzialmente triennale e un oggetto amplissimo che mette insieme canile, aree di sgambamento, colonie feline e linee guida strategiche».

Mario Conoci aggiunge: «Avevano promesso concretezza sul canile. Invece, mentre l’acquisizione deve ancora essere completata, costruiscono una consulenza che rischia di costare quasi quanto il risparmio annunciato. Hanno gettato la maschera: più che occuparsi davvero del Canile Primavera, sembrano interessati a costruire l’ennesima operazione opaca».

Fratelli d’Italia chiede «il ritiro immediato della determina, lo stop a questo spreco di denaro pubblico e la ricostruzione dell’intero percorso su basi trasparenti: oggetto chiaro, durata realmente temporanea, requisiti proporzionati e una verifica interna effettiva».

41-Bis, la Maggioranza Cacciotto contro il Governo

ALGHERO – “Con gli ultimi trasferimenti, sono circa 185 i detenuti al 41-bis oggi presenti nell’Isola: più di uno su quattro rispetto al totale nazionale. E con il previsto potenziamento di Badu ’e Carros si potrebbe arrivare a circa 250, vale a dire circa un terzo del totale nazionale.
Nessuno mette in discussione il 41-bis quale strumento di contrasto alla criminalità organizzata, né il fatto che anche la Sardegna debba contribuire al sistema penitenziario nazionale. Quello che contestiamo è la sproporzione e il metodo con cui questa scelta viene portata avanti, senza un reale coinvolgimento della Regione e degli Enti Locali.
La gestione del 41-bis richiede personale specializzato, elevati standard di sicurezza e produce ricadute anche sul sistema sanitario regionale, sulla logistica e sull’organizzazione dei servizi. Tutto questo in una Sardegna che presenta già una forte concentrazione di istituti penitenziari.
L’insularità non può diventare un criterio per concentrare nell’Isola funzioni di interesse nazionale, mentre la Costituzione impone alla Repubblica di rimuoverne gli svantaggi.
Chiediamo quindi al Ministero della Giustizia e al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria massima trasparenza sui numeri, sui criteri adottati, sui trasferimenti futuri e sulle risorse previste per personale, sicurezza e sanità.
Serve un fronte unitario con Regione, Città Metropolitana ed Enti Locali perché la Sardegna non venga considerata una soluzione logistica, ma un territorio da coinvolgere e rispettare nelle decisioni che la riguardano.

Maggioranza Consiliare (Sindaco Cacciotto) Alghero

Festa dell’Unita, le parole di Idda e Montalto

ALGHERO – «Adesso siamo al paradosso. Il partito di maggioranza in Regione e nella nostra città sceglie Alghero per svolgere la festa della Unità. La politica regionale ed evidentemente nazionale premia Alghero riconoscendole un ruolo di primo piano nella accoglienza di manifestazioni varie in questo caso politiche e culturali e di svago. In un qualsiasi posto del mondo tutti sarebbero fieri di questo riconoscimento alla nostra città che non è merito di una parte politica ma della sua intera struttura sociale ed imprenditoriale. Ci chiediamo se si fosse scelta la città di Olbia sono sicuro che tutte le forze politiche di quella città sarebbero state felici di accogliere la manifestazione. Non è in ballo una parte della politica ma la credibilità di una città». Così Idda e Montalto replicano a muso duro alle opposizioni dopo la polemica sulla Festa dell’Unità, in programma ad Alghero dall’8 settembre.

«Il centro destra Algherese invece di blaterale minacce e di porre questioni di lana caprina dovrebbe secondo il nostro modestissimo parere essere felice della scelta che può ben criticare per altro e non per le volgari argomentazioni che abbiamo sentito. Potrebbero pensare di fare la loro festa e nessuno avrebbe da ridire sulla scelta degli spazi. Del resto, ci sia permesso, non vi pare originale che negli spazi demaniali del Porto di Alghero si facciano feste varie, dai fuochi di San Giovanni a quelle della salciccia, che vi insista per tre mesi ed oltre una giostra che occupa grandi spazi con il beneplacito degli organi competenti, e dovrebbero essere rifiutati alla politica quasi che questa abbia la peste come se fosse una cosa sporca; non pensate che siamo di fronte ad una discriminazione tale da censurare come anti costituzionale. Alghero ha la fama di farsi degli autogol terribili, di farsi considerare una città di mediocre intelligenza che vede solo pettegoli e persino accondiscendente se non connivente con forze delinquenziali».
«La morale di questa vicenda ci sembra che si possa racchiudere nella conferma che Alghero è proprio la città del “cane dell’ortolano” il che ci riempie il cuore di tristezza. Il centro destra si prepari ad intervenire ai dibattiti, al divertimento che il popolo di Alghero sarà capace di mostrare anche in questa occasione e non faccia ridere tutta la Sardegna e dintorni! Del resto sarebbe come se Bari non fosse felice che le manifestazioni per incensare il Governo si svolgano in quella città con occupazione degli spazi del Porto! Nel merito della manifestazione si può discutere ma i Baresi saranno felici di ospitarla in quanto porrà quella città al centro dell’interesse del nostro paese. Chiaramente poi ogni critica sul merito delle iniziative è sempre gradita, ma smettetela di voler male alla nostra città» chiudono Giovanni Idda e Claudio Montalto, autorevoli esponenti del Partito Democratico ad Alghero.

Forza Italia con Noi Riformiamo Alghero: “Mascia dimentica Alghero”

ALGHERO – «Prendiamo atto delle giuste sollecitazioni avanzate dal gruppo “Noi riformiamo Alghero” sulle competenze della Città Metropolitana di Sassari e condividiamo la necessità di intervenire senza ulteriori rinvii». Lo affermano Tedde, Bardino, Peru e la consigliera metropolitana di minoranza Nina Ansini, che individuano tre priorità sulle quali è necessario passare rapidamente dalle parole ai fatti. «La prima riguarda il ripristino immediato dell’illuminazione della strada provinciale 44 che conduce all’aeroporto, rimasta al buio da troppo tempo dopo il furto dei cavi. Una situazione non più tollerabile su uno dei principali collegamenti con lo scalo e con la città». «La seconda – prosegue Ansini – è la manutenzione e il decoro delle rotatorie della Strada dei Due Mari e di Porto Conte, veri biglietti da visita per chi arriva ad Alghero. Non possiamo chiedere agli operatori turistici di investire sull’immagine della città e poi accogliere i visitatori in un contesto trascurato». «La terza riguarda la realizzazione della rotatoria di Santa Maria la Palma, strategica soprattutto per la sicurezza. Il progetto non può rimanere nei cassetti: occorre definire tempi e modalità per renderlo operativo». Il Gruppo di Forza Italia richiama quindi alle proprie responsabilità le amministrazioni del Campo Largo, sia ad Alghero sia nella Città Metropolitana di Sassari. «È necessario dirlo con chiarezza: il Campo Largo, che governa il Comune di Alghero e la Città Metropolitana, si sta caratterizzando per una propaganda sterile, mentre continua a sottrarsi agli impegni assunti con i cittadini durante la campagna elettorale. Gli annunci non bastano e non possono sostituire i risultati». «In questo quadro – aggiunge – è doveroso ricordare l’onestà intellettuale del gruppo “Noi riformiamo Alghero”, che amministra insieme al sindaco Cacciotto. Le sollecitazioni rivolte alla Città Metropolitana sono legittime, ma devono essere accompagnate da una chiara assunzione di responsabilità politica anche all’interno della maggioranza comunale e da incisive sollecitazioni al sindaco Cacciotto. Chi governa deve contribuire a risolvere i problemi, non limitarsi a denunciarli quando le responsabilità ricadono su altri livelli istituzionali». Le parole di Forza Italia si inseriscono nel solco della denuncia già avanzata da Marco Tedde, che aveva con onestà intellettuale richiamato l’attenzione sulle condizioni del collegamento tra l’aeroporto e Alghero, segnalando illuminazione assente, vegetazione incolta, segnaletica inadeguata e generale degrado. «Pur nella chiarezza delle nostre posizioni – conclude Forza Italia – vogliamo collaborare e mettere a disposizione i nostri numeri di minoranza, sia nel Consiglio comunale di Alghero sia nella Città Metropolitana, per unirli a quelli della maggioranza e favorire la soluzione dei problemi. La sicurezza e il decoro del territorio vengono prima delle appartenenze politiche. La collaborazione, però, deve essere concreta, trasparente e orientata ai risultati». «Come rappresentante di Alghero nell’ente metropolitano – conclude Nina Ansini – vigilerò e solleciterò affinché si passi finalmente dagli annunci agli interventi. Il Nord-Ovest della Sardegna merita risposte concrete e tempestive, non ulteriori rinvii»

Caria alla Salaris: “Che fine ha fatto il Centro Diurno?”

ALGHERO – “La storia raccontata da una mamma algherese e riportata in questi giorni dalla stampa locale dovrebbe farci vergognare tutti, ma soprattutto dovrebbe interrogare chi ha la responsabilità politica dei servizi sociali. La sua denuncia è la prova provata di quanto sia grande e concreta la necessità di servizi per le persone con disabilità e per le loro famiglie.

Non stiamo parlando di una famiglia che chiede un privilegio, ma di una persona con disabilità e di una madre caregiver che, dopo sedici anni di assistenza h24, ha dovuto trasferirsi in Veneto per trovare quella che dovrebbe essere una normalità, quindi un pulmino, una giornata al centro, educatori, OSS, volontari, socialità e inclusione.

Da anni mi batto perché Alghero possa dotarsi di un Centro diurno per le persone con disabilità e ho sollecitato più volte l’Amministrazione arrivando a presentare un ordine del giorno nel marzo 2025 per l’istituzione di un Centro Diurno a Villa Maria Pia, con la richiesta che il tema fosse affrontato con la massima priorità. Oggi quella testimonianza ci ribadisce che la necessità è urgente.

E allora è inevitabile chiedersi: quali sono le priorità dell’assessorato ai Servizi sociali? Se, come sostiene l’Amministrazione, si sta lavorando sul Centro diurno di via Tarragona, chiediamo all’assessora a che punto sia oggi, concretamente, quel progetto. Quali sono i passaggi già compiuti, quali quelli ancora da compiere e quali sono i tempi previsti per arrivare finalmente all’attivazione del servizio”

Riformatori Sardi Alghero

TARI 2026, in fase di ultimazione l’invio delle bollette

ALGHERO – Sono ancora in corso le attività di invio delle bollette TARI relative all’annualità 2026. Dopo la trasmissione tramite e-mail e PEC nei confronti dei soggettiche hannocomunicatoi recapiti, in questi giorni si ultimeranno le consegne delle bollette in formato cartaceo, tramite il servizio postale. Si tratta della tassa sui rifiuti relativa all’annualità in corso, la cui scadenza è fissata al 30 settembre 2026. Il pagamento è possibile in un unica soluzione o dilazionato fino al 31 dicembre 2026. La SECAL invita a registrarsi sul sito istituzionale, inserendo il proprio indirizzo e-mail e i dati anagrafici. La Secal ricorda inoltre che, nell’ambito dell’attività di compliance tributaria avviato dalla società, si invitano i contribuenti a verificare la propria posizione tributaria e, soprattutto, a regolarizzare eventuali discordanze nei dati, o registrando posizioni non comunicate, evitando così di incorrere in eventuali sanzioni legate agli adempimenti tributari e ai relativi pagamenti. L’invito, pertanto, è a utilizzare gli strumenti messi a disposizione da SECAL per mantenere aggiornata la propria posizione e adempiere correttamente agli obblighi tributari.

“Riabilitazione al Marino, un’eccellenza da valorizzare e potenziare”

ALGHERO – “La Riabilitazione dell’Ospedale Marino Regina Margherita di Alghero, dedicata alla presa in carico di pazienti con disabilità di origine ortopedica e neurologica, rappresenta oggi un importante punto di riferimento per il territorio e una realtà che merita di essere valorizzata e ulteriormente potenziata.
Un risultato reso possibile grazie al lavoro quotidiano e alla professionalità di medici fisiatri, fisioterapisti, terapisti occupazionali, personale infermieristico e OSS, che garantiscono ai pazienti percorsi assistenziali e riabilitativi personalizzati, accompagnandoli nelle diverse fasi del recupero.
A sottolinearlo è il presidente della Commissione Sanità Christian Mulas, che evidenzia come il reparto abbia mantenuto un’attività a pieno ritmo durante tutta l’estate, garantendo continuità assistenziale e percorsi riabilitativi a pazienti provenienti da tutto il territorio.
«La Riabilitazione del Marino ha messo la quinta marcia sottolinea Mulas  e i numeri dell’attività dimostrano concretamente la qualità del lavoro svolto quotidianamente dai professionisti. Siamo davanti a una vera eccellenza sanitaria, che deve essere sostenuta, valorizzata e messa nelle condizioni di continuare a crescere».
Secondo Mulas, la crescita della Riabilitazione si inserisce in un quadro più ampio di sviluppo dei servizi dell’Ospedale Marino, dove anche l’attività ortopedica continua a rappresentare un presidio importante per il territorio, nonostante la disponibilità attuale di una sola sala operatoria, che oggi opera a mezzo servizio.
«È importante sottolineare  aggiunge il presidente della Commissione Sanità che l’attività dell’ospedale non può essere valutata guardando soltanto alle singole criticità. Al Marino ci sono professionalità, competenze e servizi che stanno crescendo e che devono essere messi nelle condizioni di esprimere tutto il loro potenziale. Anche l’attività ortopedica, pur dovendo oggi fare i conti con una sola sala operatoria che lavora a mezzo servizio, rappresenta un elemento fondamentale per la risposta sanitaria del territorio».
PERCORSI RIABILITATIVI ORTOPEDICI E NEUROLOGICI
L’attività del reparto è rivolta a persone che presentano una riduzione o perdita delle capacità motorie e funzionali conseguente a patologie neurologiche, interventi chirurgici, traumi o patologie dell’apparato muscolo-scheletrico.
La presa in carico parte dalla valutazione fisiatrica, attraverso la quale vengono definiti i bisogni riabilitativi della persona, la prognosi funzionale, gli obiettivi e il programma riabilitativo più appropriato.
Il percorso non riguarda quindi soltanto il recupero del movimento e della forza, ma più complessivamente il raggiungimento del massimo livello possibile di autonomia nelle attività della vita quotidiana e di partecipazione sociale.
Accanto ai percorsi ortopedici assume particolare rilievo la riabilitazione neurologica, rivolta in particolare ai pazienti con esiti di ictus e ad altre condizioni neurologiche che determinano disabilità motorie e funzionali.
L’attività comprende inoltre la presa in carico di pazienti con amputazione d’arto, attraverso percorsi personalizzati finalizzati al recupero funzionale e dell’autonomia e, quando indicato, alla preparazione alla protesizzazione e al successivo addestramento all’utilizzo della protesi.
NUOVO ECOGRAFO: TECNOLOGIA AL SERVIZIO DELLA RIABILITAZIONE
Un ulteriore passo avanti è arrivato alla fine di luglio 2026, quando il reparto ha ricevuto in dotazione, grazie all’intervento della Direzione della ASL di Sassari, un nuovo ecografo di ultima generazione.
L’ecografia rappresenta uno strumento di crescente importanza anche in Medicina Fisica e Riabilitativa. Consente infatti lo studio dinamico di muscoli, tendini e altre strutture dell’apparato muscolo-scheletrico e può supportare il fisiatra sia nella valutazione clinico-funzionale sia nell’esecuzione di procedure interventistiche ecoguidate.
«L’arrivo del nuovo ecografo rappresenta un segnale concreto di attenzione verso il Marino e verso la Riabilitazione – aggiunge Mulas –. È una tecnologia che consentirà di ampliare ulteriormente le possibilità di valutazione e trattamento dei pazienti. L’ecografo sarà a breve collaudato e potrà entrare pienamente nell’attività del reparto».
POSTI LETTO OCCUPATI E UN TEAM MULTIPROFESSIONALE
Un dato particolarmente significativo riguarda anche l’occupazione dei posti letto: il reparto registra attualmente la piena occupazione dei posti disponibili, a conferma di una domanda assistenziale importante e della necessità di continuare a investire nella struttura.
La Riabilitazione può contare su un team composto da medici specialisti in Medicina Fisica e Riabilitativa, compresa la direttrice della struttura, 14 fisioterapisti e 2 terapisti occupazionali, oltre al personale infermieristico e agli OSS impegnati quotidianamente nell’assistenza ai pazienti.
«È proprio il lavoro di squadra a fare la differenza – sottolinea Mulas –. La qualità di un reparto di riabilitazione non dipende soltanto dalle tecnologie, ma soprattutto dalle persone che vi lavorano. Fisiatri, fisioterapisti, terapisti occupazionali, infermieri e OSS svolgono quotidianamente un lavoro fondamentale, spesso complesso, accompagnando pazienti fragili in percorsi che possono essere lunghi e impegnativi».
La terapia occupazionale rappresenta una componente importante del percorso riabilitativo, in particolare nei pazienti con maggiore compromissione funzionale. Il suo obiettivo è favorire il recupero dell’autonomia nelle attività della vita quotidiana e consentire alla persona di utilizzare al meglio le capacità recuperate o residue.
Particolarmente significativa è l’attività dedicata alla neuroriabilitazione: attualmente 15 pazienti con esiti di ictus sono inseriti nei percorsi riabilitativi del reparto, accanto ai pazienti con problematiche ortopediche e alle persone che necessitano di programmi riabilitativi a maggiore complessità.
UN PERCORSO DEDICATO ALLE PERSONE CON AMPUTAZIONE D’ARTO
Tra le attività avviate assume particolare importanza il percorso riabilitativo rivolto alle persone con amputazione d’arto.
La riabilitazione della persona amputata è un processo complesso che accompagna il paziente nelle diverse fasi del recupero: dalla cura e preparazione del moncone al recupero delle capacità motorie e dell’autonomia, fino alla protesizzazione, quando indicata, e all’addestramento al corretto utilizzo della protesi.
«La protesi non è semplicemente un dispositivo che viene applicato spiega Mulas . Il paziente deve essere accompagnato in un percorso riabilitativo che gli consenta di imparare a utilizzarla in maniera efficace, integrandola progressivamente nello schema corporeo e nelle attività della vita quotidiana. È un lavoro complesso che richiede competenze specifiche, tempo e un approccio multiprofessionale».
Quando necessario, anche il sostegno psicologico può rappresentare una componente importante del percorso, accompagnando la persona nel processo di adattamento alla nuova condizione e nel recupero dell’autonomia personale, familiare e sociale.
NUOVI PRESIDI PER UN ULTERIORE SALTO DI QUALITÀ
La Direzione generale ha già approvato l’arrivo di nuove strumentazioni e presidi destinati a implementare ulteriormente i percorsi riabilitativi.
Secondo Mulas, tuttavia, è necessario proseguire su questa strada e programmare ulteriori investimenti nelle tecnologie e negli ausili in grado di migliorare la qualità, l’intensità e la personalizzazione dei trattamenti.
«Se vogliamo continuare a garantire un’assistenza riabilitativa di alto livello, dobbiamo mettere il reparto nelle condizioni di lavorare con strumenti adeguati alla complessità dei pazienti. Ci sono presidi e tecnologie che consentirebbero di compiere un ulteriore salto di qualità».
Tra le necessità individuate figurano strumentazioni per la valutazione e l’esercizio isocinetico, carrozzine e ausili adeguati alle differenti esigenze funzionali, deambulatori, sistemi per la verticalizzazione e tecnologie avanzate di supporto al recupero neuromotorio, oltre agli ulteriori dispositivi necessari per completare e potenziare i percorsi riabilitativi.
«INVESTIRE SUL MARINO SIGNIFICA INVESTIRE SUL TERRITORIO»
Per il presidente della Commissione Sanità è quindi necessario guardare alla Riabilitazione e, più in generale, all’Ospedale Marino, con una prospettiva di crescita.
«Il mio appello è rivolto alla Direzione affinché continui a investire sul Marino e, in particolare, sulla Riabilitazione conclude Christian Mulas . Qui abbiamo professionalità, competenze, un reparto che lavora a pieno regime e una domanda assistenziale importante. Non possiamo limitarci a mantenere ciò che abbiamo: dobbiamo investire per far crescere questa eccellenza».
«Allo stesso tempo  prosegue Mulas  dobbiamo continuare a sostenere la crescita dei servizi dell’ospedale e intervenire sulle criticità che ancora ne limitano le potenzialità. Anche l’attività ortopedica, con una sola sala operatoria attualmente operativa a mezzo servizio, ha bisogno di condizioni adeguate per poter rispondere pienamente alle esigenze della popolazione».
Valorizzare la Riabilitazione dell’Ospedale Marino significa garantire un servizio di qualità non soltanto ad Alghero, ma a tutto il territorio. Una realtà nella quale competenze professionali, lavoro multiprofessionale, tecnologie e presa in carico globale della persona concorrono a un unico obiettivo: favorire il massimo recupero possibile dell’autonomia e della qualità della vita.
«Il dato più importante  conclude Mulas  è che abbiamo un reparto pienamente operativo, con i posti letto occupati, professionisti altamente qualificati e percorsi che rispondono a bisogni assistenziali complessi. È da questa base solida che dobbiamo partire per costruire il futuro della Riabilitazione e dell’intero Marino».

Crolli nei bastioni, al via i lavori di messa in sicurezza di alcuni pilastri

ALGHERO – A seguito dei test preliminari effettuati le scorse settimane, sono cominciate questa mattina le operazioni di manutenzione straordinaria e messa in sicurezza delle murature nel tratto compreso tra la Torre di San Giacomo e Las Tronas, lungo i Bastioni Cristoforo Colombo, e nel tratto del Lungomare Dante e Lungomare Valencia. Il sopralluogo operativo ha visto presenti la Direzione dei lavori, il responsabile unico del procedimento, il dirigente del Settore Opere pubbliche, l’Assessore Francesco Marinaro e i funzionari comunali. La verifica ha consentito di definire le modalità di esecuzione degli interventi, con particolare attenzione ai materiali, alle colorazioni, alle sigillature e alle tecniche da impiegare nel rispetto delle caratteristiche storiche e architettoniche del manufatto. I lavori riguarderanno il ripristino e il rinforzo dei maschi murari, con l’obiettivo prioritario di verificarne e garantirne le condizioni di sicurezza e, contestualmente, sarà effettuato il controllo della stabilità delle ringhiere. Il cantiere procederà per fasi successive, così da limitare le interferenze e salvaguardare, per quanto possibile, la fruizione degli spazi. Per ragioni di sicurezza sono vietati gli accessi al mare nelle aree interessate dalle lavorazioni. «Prendono avvio i lavori di manutenzione straordinaria definiti a seguito delle verifiche effettuate dalla Direzione dei lavori e dall’impresa in concerto con la Soprintendenza – dichiara l’assessore alle Opere pubbliche Francesco Marinaro.

“Si tratta di un intervento particolarmente delicato, che prevede l’impiego di tecniche innovative, tra cui l’inserimento di barre in fibra di carbonio, per garantire maggiore solidità e durata alle murature. Operiamo su un bene di grande valore storico e paesaggistico e ogni lavorazione deve quindi essere eseguita con la massima attenzione, nel rispetto delle indicazioni condivise con la Soprintendenza». L’intervento sui Bastioni rientra nel più ampio programma avviato dall’Amministrazione Cacciotto per rafforzare la sicurezza, la manutenzione e il decoro degli spazi pubblici. Nel centro storico sono previsti anche lavori sull’acciottolato e sul lastricato nei punti maggiormente deteriorati, anche a causa del passaggio di mezzi pesanti in un tessuto urbano non concepito per sostenerne il transito frequente. «Stiamo inoltre lavorando alla formazione di operai che possano dedicarsi in maniera specifica alla manutenzione delle pavimentazioni storiche – prosegue Marinaro –. Il nostro obiettivo è quello di restituire a tutta la città un elevato livello di decoro e sicurezza. La stessa attenzione riguarda infatti gli altri quartieri, dove stiamo avviando le riparazioni delle buche, il ripristino dei marciapiedi e il rifacimento della segnaletica, mentre a breve prenderà avvio il programma degli asfalti».

Strada aeroporto buia, 2 Mari indecorosa e attesa rotatoria: Piras da’ la sveglia a Mascia

ALGHERO – “La Città Metropolitana di Sassari deve tornare ad avere maggiore attenzione sui progetti che riguardano Alghero e in particolare sulla cura della viabilità e delle strade provinciali di sua competenza.
Chiediamo che venga immediatamente previsto il ripristino dell’illuminazione della Strada Provinciale 44 che porta all’aeroporto, ormai al buio da troppo tempo, a seguito del furto dei cavi.
Chiediamo inoltre che venga data dignità alla rotatoria della “strada dei due mari” che rappresenta l’ingresso della nostra città e il primo biglietto da visita per chi arriva in nave e in aereo; una rotatoria che oggi versa in condizioni di incuria e che merita decoro e manutenzione.
Infine, chiediamo la realizzazione della rotatoria di Santa Maria La Palma, il cui progetto giace da tempo nei cassetti di Palazzo Sciuti.
Un’opera che era già stata oggetto di finanziamento quando la Città Metropolitana era ancora Provincia e che aveva già visto la variante urbanistica approvata dall’amministrazione comunale precedente. Non si può continuare a rinviare un’opera strategica per la sicurezza di residenti e turisti.
Crediamo che dopo diversi mesi di rodaggio dalla sua nascita, per la città metropolitana siano ampiamente maturi i tempi per poter dare risposte al territorio del Nord-Ovest della Sardegna”

Noi RiformiAmo Alghero