“Fusione Aeroporti: Alghero anello debole, silenzio da Di Nolfo e Buo (Sogeaal)”

ALGHERO – Marco Tedde, Giovanna Caria, Antonello Peru, Lina Bardino e Nina Ansini, del gruppo di Forza Italia nel Consiglio comunale di Alghero, interviene sulla deliberazione della Giunta regionale n. 12/3 del 16 marzo 2026, relativa all’adozione del Term Sheet non vincolante per l’integrazione industriale degli aeroporti sardi. Si tratta di un passaggio di grande rilevanza strategica, che apre alla possibile creazione di una holding unica del sistema aeroportuale regionale. Un processo che può rappresentare un’opportunità, ma che, per come si sta delineando, presenta elementi di forte criticità, soprattutto per l’aeroporto di Alghero
“Lo scalo Riviera del Corallo, infatti, rischia concretamente di configurarsi come il “vaso di coccio tra vasi di ferro”, all’interno di un sistema caratterizzato da equilibri societari e finanziari fortemente sbilanciati. Una prospettiva che non può essere accettata e che impone una presa di posizione chiara e tempestiva.
Pur trattandosi di un documento non vincolante, il Term Sheet approvato dalla Giunta regionale delinea una precisa volontà politica e apre un percorso che, se non governato con attenzione, potrebbe determinare effetti penalizzanti per il territorio del Nord-Ovest della Sardegna.
Per questo motivo, il gruppo di Forza Italia in Consiglio comunale chiede che vengano definite sin da subito garanzie tecniche, strutturali e funzionali a tutela dell’aeroporto di Alghero. Garanzie che dovranno riguardare il mantenimento e lo sviluppo dei livelli di traffico, la certezza degli investimenti, il presidio delle rotte strategiche e un ruolo effettivo e non marginale all’interno della futura governance.
Non può esserci alcuna integrazione che si traduca, nei fatti, in una redistribuzione penalizzante delle risorse o in una progressiva marginalizzazione dello scalo algherese.
Preoccupano, inoltre, i numerosi elementi di incertezza che caratterizzano l’intera operazione: risultano ancora pendenti contenziosi rilevanti e il perfezionamento del progetto è subordinato a una pluralità di autorizzazioni da parte degli organi competenti, tra cui Governo, Autorità Antitrust, Ministero dei Trasporti e Corte dei Conti.
In questo quadro, registriamo con preoccupazione l’assenza di prese di posizione chiare da parte dei rappresentanti istituzionali del territorio: siamo in attesa di interventi da parte del consigliere regionale del territorio e del componente del consiglio di amministrazione espresso dall’esponente regionale, che su una partita così strategica non possono limitarsi a restare alla finestra.
Allo stesso modo, riteniamo indispensabile conoscere la posizione del Sindaco di Alghero su questa operazione. Ma anche del sindaco Metropolitano. È fondamentale che la città, le forze politiche e sociali trovino una sintesi e che questa venga rappresentata con autorevolezza proprio dai primi cittadini che oggi esercitano il ruolo di sterili comparse.
Serve una voce chiara e unitaria che esprima le priorità del territorio e indichi con forza gli obiettivi irrinunciabili per il futuro dello scalo di Alghero.
Forza Italia Alghero conferma un approccio responsabile e costruttivo: siamo pronti a sostenere ogni percorso che rafforzi il sistema aeroportuale sardo, ma solo a condizione che vengano garantiti equilibrio, trasparenza e pari dignità tra gli scali. Alghero non può e non deve essere il punto debole del sistema”.

Molentargius ha il Piano del Parco: sviluppo equilibrato e dinamico, senza ideologismi

CAGLIARI – È stato presentato a Cagliari, nella sede del Parco naturale regionale Molentargius-Saline (Sala Helmar Schenk dell’edificio Sali Scelti) il Piano del Parco, strumento operativo fondamentale per la gestione e la pianificazione di una delle zone umide più rilevanti del Mediterraneo. “Con questo Piano consegniamo allo straordinario patrimonio del Molentargius una visione e un orizzonte condiviso. Non un semplice strumento di governo, ma un progetto che tiene insieme tutela e sviluppo, memoria e futuro. È il risultato di un lavoro paziente e rigoroso dell’Ente Parco, che ha saputo costruire una proposta solida, fondata sulla conoscenza e capace di dialogare con il territorio e le sue comunità.”

Così l’assessora regionale della Difesa dell’Ambiente, Rosanna Laconi, che ha aperto la presentazione ufficiale del Piano del Parco naturale regionale Molentargius–Saline, approvato con deliberazione della Giunta regionale n. 66/15 del 17 dicembre 2025. L’incontro si è svolto alla presenza del Presidente del Parco Stefano Secci, dell’assessore degli Enti locali Francesco Spanedda e dei rappresentanti dei Comuni del Parco – Cagliari, Quartu Sant’Elena, Selargius, Quartucciu — insieme ai progettisti e ai referenti tecnici che hanno contribuito alla definizione del Piano.

“Il sito di Molentargius – ha dichiarato l’assessore Spanedda – può essere preso a esempio per un modo diverso di pianificare, fondato sulla capacità di leggere e accompagnare le trasformazioni. Qui più che altrove è evidente come l’intreccio tra processi naturali e antropici rappresenti un aspetto ormai irrinunciabile della pianificazione. Il nostro obiettivo è valorizzare questo equilibrio dinamico, superando l’idea di un paesaggio statico e costruendo strumenti capaci di guidare lo sviluppo senza snaturare i luoghi. È così che restituiamo al territorio il suo valore, mettendolo al centro delle politiche pubbliche presenti e future.”

Il Piano del Parco rappresenta lo strumento fondamentale di governo e pianificazione di uno dei sistemi umidi più rilevanti del Mediterraneo: un compendio ambientale di circa 1.600 ettari che integra ecosistemi di acqua dolce e salata, habitat di eccezionale valore naturalistico e un patrimonio storico-culturale di grande rilievo. Il Parco di Molentargius, riconosciuto a livello internazionale nell’ambito della Convenzione di Ramsar, è uno dei principali siti europei per la sosta e la nidificazione dell’avifauna: ospita oltre 120 specie e una presenza stabile del fenicottero rosa. Nel corso della presentazione sono stati illustrati gli elementi qualificanti del Piano: la nuova organizzazione territoriale, la zonizzazione, le misure di tutela e le azioni per la valorizzazione delle saline e per una fruizione sostenibile del Parco. Il documento disciplina in modo organico vincoli, destinazioni d’uso, accessibilità e servizi, riconducendo a un quadro unitario una realtà storicamente complessa sotto il profilo gestionale.

La pianificazione approvata introduce una struttura territoriale chiara e funzionale, articolata in tre macro-ambiti: aree di rilevante interesse naturalistico, dedicate alla tutela più stringente degli habitat; aree di fruizione sociale, orientate all’accoglienza e alla valorizzazione; aree di connessione, in cui sono ammesse attività compatibili con l’equilibrio ecosistemico.

Particolare rilievo è stato attribuito al lavoro svolto dall’Ente Parco e dal gruppo di progettazione, che ha consentito di superare criticità storiche, rafforzando la coerenza tra obiettivi, zonizzazione e norme tecniche e garantendo un’impostazione fondata su solide basi scientifiche e su un articolato processo di valutazione ambientale.

“Non si tratta soltanto di un atto di pianificazione, ma di una vera strategia di sistema: il Piano coniuga tutela della biodiversità e sviluppo, valorizza le vocazioni del territorio e crea le condizioni per nuove opportunità economiche compatibili, dalla filiera del sale al turismo ambientale, fino alla ricerca scientifica. Il Molentargius è un’infrastruttura ecologica strategica per l’area vasta cagliaritana. Con questo Piano rafforziamo il suo ruolo, rendendolo un modello avanzato di integrazione tra ambiente, città e sviluppo, capace di generare valore per i territori e per le comunità”, ha concluso l’assessora Laconi.

“Oggi – spiega Stefano Secci, presidente del Parco naturale regionale Molentargius-Saline – disponiamo finalmente di un quadro unitario, certo e condiviso per il governo di un sistema ricco, articolato e complesso come quello di Molentargius, dove intervengono diversi livelli di tutela ambientale e di competenze amministrative.

“Il Piano fa proprie e valorizza le esperienze e le attività portate avanti in questi anni, ricomponendole in un quadro unitario. In pratica consentirà di dare nuovo slancio ai numerosi progetti già in corso, mettendoli a sistema all’interno di una visione organica e rafforzandone l’efficacia.

“Con i prossimi strumenti, come il Regolamento del Parco e il Piano di sviluppo economico si aprirà una fase operativa che permetterà di orientare e sostenere attività compatibili, valorizzando le vocazioni del territorio e contribuendo alla sua sostenibilità anche sul piano economico”.

 

 

Marino e Aeroporto, “Alghero marginalizzata”. Assessorato Ambiente, “Confermo sfiducia”

ALGHERO – Maretta in Consiglio Comunale. Durante la seduta, oltre alcune segnalazioni “piccate” giunte dai banchi dell’opposizione, in particolare con la reiterata richiesta (che giunge oramai da mesi) di avere risposte ai diversi “accessi agli atti”, è stato il consigliere comunale Christian Mulas ad alzare il livello della temperatura. Ma non solo. Infatti si è anche registrato l’attacco di Colledanchise che ha acccusato Pais e Cocco di “svolgere il loro ruolo con lo scopo di ingolfare i lavori dell’Aula”. A quel punto Cocco ha chiesto una replica per “fatto personale”, ma il tempo era scaduto, almeno così aveva segnalato il presidente Pirisi, a quel punto gli ultimi due hanno avuto un forte scontro verbale.

Mulas, come da nota inviata alla stampa, prima di lasciare l’Aula per impegni personali (aveva avvisato la maggioranza dal giorno prima) si è soffermato sull’ospedale Marino, denunciando un continuo “declassamento della struttura sanitaria di viale Primo Maggio” e poi, passaggio importante dal punto di vista politico, evidenziando “una mancanza di collaborazione tra assessorato all’ambiente, la commissione e il consiglio: segnalo il fatto che da oramai troppo tempo c’è uno sfilacciamento nei rapporti tra assessorato all’ambiente e la commissione da me presieduta. Situazione che crea problemi non solo dal punto vista amministrativo ma anche politico. Mi appello al sindaco che intervenga”.

E in conclusione non ha risparmiato un ulteriore passaggio sull’Aeroporto di Alghero: “nonostante i proclami e gli strombazzamenti mediatici, Alghero ha quasi 100 voli in meno rispetto ad Olbia. A poco o niente servono eventi di vario genere, perchè il nostro scalo merita maggiore attenzione alla luce anche della definita unica proprietà stabilita dall’attuale Giunta regionale. Per questo chiediamo che Alghero ritorni ad essere centrale per i trasporti e la creazione di attività all’interno dello stesso aeroporto. e non per altro”.

Nella foto il sindaco Cacciotto e il capogruppo Mulas discutono a inizio mandato mentre si stavano definendo gli assetti di Giunta e Partecipate

“Degrado, abbandono e pericolo a Villa Maria Pia, sede del Consiglio Comunale”

ALGHERO – “Il Gruppo consiliare di Forza Italia denuncia con forza una situazione gravissima di degrado e pericolo per la pubblica incolumità a Villa Maria Pia. Nel lato destro dell’edificio è presente una pericolosissima buca, profonda e priva di qualsiasi segnalazione o protezione, che rappresenta un rischio concreto per cittadini, bambini e automobilisti. Un’insidia inaccettabile, ignorata dall’Amministrazione. Il tutto è reso ancora più grave dalla presenza di una vera e propria discarica abusiva, con rifiuti accumulati senza controllo, che trasforma l’area in un indecoroso punto di abbandono. Ma ciò che rende questa vicenda ancora più scandalosa è un fatto preciso: Villa Maria Pia è la sede delle riunioni del massimo consesso cittadino, il Consiglio Comunale.
Siamo quindi di fronte a un paradosso intollerabile: il luogo simbolo della democrazia cittadina, dove si assumono le decisioni per Alghero, è circondato da degrado, rifiuti e pericoli non segnalati. Un’immagine indegna che rappresenta plasticamente il livello di abbandono in cui versa la città.
Forza Italia chiede interventi immediati e non procrastinabili, a partire dalla messa in sicurezza urgente della buca. Proseguendo con la bonifica e rimozione della discarica abusiva e
l’individuazione delle responsabilità per questa situazione vergognosa.
Non è più accettabile che neppure la sede del Consiglio Comunale venga tutelata. Se questo è lo stato dei luoghi istituzionali, è facile immaginare cosa accade nel resto della città. L’Amministrazione intervenga subito. Il tempo delle giustificazioni è finito”.

Gruppo Consiliare Forza Italia Alghero

Stazione autobus via Zirano, arrestato giovane con marijuana

SASSARI – Nel corso del pomeriggio di lunedì 16 marzo 2026, a Sassari, i Carabinieri della Sezione
Radiomobile della locale Compagnia hanno arrestato in flagranza di reato un giovane poiché
ritenuto responsabile dei reati di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio e porto di
armi od oggetti atti ad offendere.
In particolare i militari dell’Arma, nell’ambito dei quotidiani servizi di controllo del territorio
finalizzati alla prevenzione dei reati in genere, hanno proceduto al controllo del ragazzo presso
l’autostazione degli autobus di via Padre Zirano. I Carabinieri infatti notavano che il giovane,
alla loro vista, era diventato particolarmente agitato e pertanto hanno eseguito un’attenta
perquisizione personale rinvenendo, all’interno di un marsupio in possesso del giovane, 135
grammi di sostanza stupefacente del tipo marijuana, già suddivisa in due involucri. L’ispezione
ha inoltre permesso di recuperare un pugnale della lunghezza complessiva di 22,5 centimetri, di
cui 12 centimetri di sola lama.
Quanto rinvenuto è stato sottoposto a sequestro mentre il giovane, espletate le formalità di rito,
è stato condotto presso il proprio domicilio in regime degli arresti domiciliari in attesa
dell’udienza di convalida, come disposto dalla Procura della Repubblica di Sassari che dirige e
coordina le indagini.

Per il principio della presunzione d’innocenza, la colpevolezza della persona sottoposta alle
indagini sarà definitivamente accertata solo se interverrà sentenza irrevocabile di condanna.

“Alghero, potature e verde: è necessario avere maggiore attenzione”

ALGHERO – “Intervengo come Presidente della Commissione Ambiente per esprimere una riflessione che vuole essere costruttiva e propositiva, nell’interesse della città e del suo patrimonio verde.
Gli interventi sul verde pubblico di Alghero in atto in questi giorni suscitano più di una domanda. A fronte di centinaia di aiuole prive di alberature diffuse in tutta la città, di aree che necessitano riqualificazione e di spartitraffico spesso trascurati, appare difficile comprendere come la priorità possa essere rappresentata dal taglio di piante già esistenti. È quanto accaduto, ad esempio, agli oleandri arborei di Via Cagliari, agli olmi di piazzetta Pasqual Gall e agli arbusti ornamentali dello spartitraffico di via Giovanni XXIII.
In una città a forte vocazione turistica, che deve necessariamente adattarsi alle sfide poste dai cambiamenti climatici, il verde urbano rappresenta una risorsa strategica, non solo in termini di decoro ma soprattutto come strumento fondamentale per contrastare l’isola di calore urbano, fenomeno destinato ad intensificarsi nei prossimi anni.
A ciò si aggiunge un ulteriore elemento di riflessione: gli interventi sono stati realizzati nel mese di marzo, periodo particolarmente delicato per il ciclo vegetativo delle piante e per la fauna ad esse connessa. Si tratta infatti di una fase generalmente sconsigliata per operazioni impattanti come abbattimenti e potature drastiche afferma
È possibile che tali interventi rispondano a esigenze tecniche specifiche, come la sostituzione di esemplari pericolanti o la gestione di specie problematiche. Tuttavia, da quanto emerge anche dalla documentazione disponibile, non sempre risultano evidenti condizioni tali da giustificare interventi così incisivi. Questo contribuisce a generare nella cittadinanza una percezione di frammentarietà e mancanza di una visione complessiva.
Il punto centrale non è quindi muovere critiche, ma stimolare una maggiore attenzione e una pianificazione più chiara e condivisa. Alghero deve ambire a gestire il proprio verde come una vera infrastruttura urbana: un sistema organico, pianificato e capace di coniugare sicurezza, sostenibilità ambientale e qualità della vita.
In quest’ottica, gli interventi sul verde avrebbero maggiore senso se inseriti all’interno di un Piano del Verde strutturato, ponderato e partecipato, che definisca obiettivi di medio e lungo periodo e orienti in modo coerente le azioni sul territorio.
In attesa di questo strumento, che auspichiamo possa essere avviato quanto prima dagli assessorati competenti, si propone anche un cambio di prospettiva: non “tagliare”, ma “prendersi cura”. Non concentrare le risorse prevalentemente sull’eliminazione del verde, ma sulla sua valorizzazione e sul miglioramento complessivo degli spazi urbani.
Molte aiuole cittadine versano oggi in stato di abbandono e sono diventate micro discariche; lo stesso vale per aree di grande valore come la pineta e la zona di Cuguttu-Maria Pia, dove il problema dei rifiuti è ormai evidente. Intervenire in queste realtà, restituendole alla fruizione di cittadini e turisti, rappresenterebbe un segnale concreto di attenzione e cura.
Le azioni che la comunità si attende vanno in questa direzione: più qualità, più visione, più rispetto per il patrimonio verde. Le piante non sono un elemento accessorio del paesaggio urbano, ma una componente essenziale della nostra città, da tutelare, valorizzare e gestire con responsabilità e competenza”.
Christian Mulas, presidente della commissione Ambiente
Nella foto le alberate totalmente “rase al suolo” di via Sassari, zona Scalo Tarantiello

Nervi tesi in Consiglio, Cocco a Colledanchise: “Impari a rispettare i ruoli”

“Abbiamo letto di tutto: “rissa sfiorata”, “caos”, ecc. Facciamo un po’ di chiarezza e diciamo la verità, che ultimamente non va tanto di moda. Mi è stato negato un diritto previsto dal regolamento. L’art. 65 dice chiaramente che se in Aula vieni chiamato in causa personalmente e ti vengono attribuite intenzioni o dichiarazioni non veritiere hai diritto a intervenire. È quello che è successo, quando un consigliere un po’ inesperto mi ha accusato di presentare proposte e interrogazioni per fare ostruzionismo. Ovviamente una sciocchezza. In tutto ciò il diritto di intervenire mi è stato negato. Da lì è nato, fra me e Pirisi, un confronto acceso. Ma politico. Niente di più. Il punto però è un altro, ed è anche più interessante.
In maggioranza c’è chi si lamenta perché noi facciamo troppe interrogazioni. Cioè perché facciamo opposizione. Perché controlliamo. A me questa cosa fa sorridere. Noi studiamo gli atti, facciamo domande, portiamo temi in aula. È esattamente quello per cui siamo stati eletti. Se questo dà fastidio, il problema non è l’opposizione. C’è chi la politica la vive come una responsabilità e chi la vive come un fastidio. Oggi c’è troppo nervosismo in maggioranza. Imparino a rispettare i ruoli, a rispettare il regolamento – senza interpretazioni di comodo, come abbiamo fatto noi durante lo scorsa consiliatura, quando il Presidente Salvatore ha rispettato sempre le prerogative delle opposizioni”.
Alessandro Cocco, capogruppo Fratelli d’Italia Alghero

“Sanità senza guida e senza visione, ad Alghero 8 mila cittadini restano senza medico”

ALGHERO – “I dati sulla crisi della sanità sarda, certificati dal rapporto della Fondazione Gimbe, descrivono un quadro allarmante e senza precedenti: negli ultimi cinque anni in Sardegna sono spariti 4 medici di famiglia su 10 (–40,3%), il peggior dato a livello nazionale.
Secondo le stime, a fronte di un fabbisogno di circa 1.120 medici di medicina generale, oggi ne risultano in servizio appena 669: ne mancano all’appello oltre 450. Questo significa che circa 540-600 mila cittadini sardi sono di fatto senza un medico di famiglia, costretti a enormi difficoltà anche per ottenere una semplice prescrizione o una visita”

“Non siamo di fronte a un fenomeno imprevedibile, ma al risultato diretto di mancata programmazione e, soprattutto, di una grave assenza di gestione politica del sistema sanitario regionale. Una crisi annunciata, ignorata troppo a lungo. Ad Alghero 8000 pazienti sono costretti a rivolgersi alle ASCOT (Ambulatori Straordinari di Comunità Territoriale) che sono ambulatori medici a cui possono accedere gratuitamente i pazienti privi di medico di medicina generale, che sono costretti a prescrivere su ricetta rossa, senza poter accedere alla cartella clinica del paziente. Questo crea fortissimo disagio tra i medici che non conoscono i pazienti.

“Oggi, purtroppo, la sanità sarda è priva di una guida pienamente operativa. L’interim in capo alla Presidente della Regione non consente quella presenza costante, quella capacità di analisi e quella visione strategica indispensabili per affrontare una situazione così complessa. Senza una regia forte, i problemi si aggravano fino a diventare strutturali”.

“Le conseguenze ricadono pesantemente sui cittadini: famiglie intere senza medico, liste d’attesa sempre più lunghe, difficoltà quotidiane nell’accesso alle cure, disagi enormi soprattutto per anziani e persone fragili. È un diritto fondamentale, quello alla salute, che viene progressivamente compromesso.
Le misure tampone adottate finora – incarichi provvisori, aumento del numero massimo di assistiti, ambulatori straordinari – si stanno rivelando del tutto insufficienti. Senza un piano serio su formazione, reclutamento e semplificazione burocratica, il sistema continuerà a perdere pezzi.
Per Forza Italia Alghero è indispensabile un cambio di passo immediato, con la emarginazione della guerra delle poltrone e la individuazione di una guida politica piena e competente della sanità regionale, che possa varare una programmazione strutturale e di lungo periodo anche con il rafforzamento concreto della medicina territoriale e del ruolo del medico di famiglia”.

“Non è più tempo di scaricabarile, di rinvii né di gestione emergenziale. La Sardegna ha bisogno di responsabilità, competenza e scelte coraggiose. Marco Tedde, Giovanna Caria, Antonello Peru, Lina Bardino e Nina Ansini -del Gruppo di Forza Italia nel Consiglio comunale di Alghero – denunciano con forza questo stato di cose e chiedono un intervento immediato per restituire efficienza e dignità al sistema sanitario regionale. Il diritto alla salute dei cittadini non può essere sacrificato sull’altare dell’improvvisazione e del “poltronificio” del Campo Largo che oggi domina in Regione”

“Fusione Aeroporti, Alghero non sia marginalizzata: subito un Consiglio aperto”

ALGHERO – Sanità, lavoro e mobilità: le priorità dell’agenda politica. Non da oggi, purtroppo. Ma queste sono le primarie esigenze per i sardi e, nello specifico, per i residenti del Nord Ovest Sardegna e ciò a seguito di tematiche che ancora devono trovare delle esaustive soluzioni, anche aderendo a quanto recita  la Costituzione.  In particolare rispetto ad una vera, e ancora mai attuata, continuità territoriale. Per questo asset come l’aeroporto diventano centrali per determinare un serio benessere della popolazione o, purtroppo, il contrario. Senza considerare che l’infrastruttura di Nuraghe Biancu è anche la prima “industria” del territorio, in particolare in termini di posti di lavoro e reddito creato.

E, proprio per queste motivazioni,  tra gli organismi che guidano lo scalo e le Istituzioni locali, rispetto alla scelte che vengono fatte, occorrerebbe maggiore collegialità. Tanto da pensare anche ad un rientro del Comune di Alghero o ancora meglio della “Città Metropolitana” (se non fosse troppo sbilanciata verso Sassari), nell’azionariato della società che guida oramai non solo Alghero, ma anche Olbia e, salvo interventi terzi, anche Cagliari.

E proprio su questi epocali sviluppi, il capogruppo della lista civica centrista “Noi Riformiamo Alghero”, Gianni Martinelli, nella seduta consiliare di ieri, ha chiesto delucidazioni al sindaco Cacciotto con anche una richiesta formale di “realizzare, al più presto, un Consiglio Comunale aperto anche ai rappresentanti regionali, aeroportuali e agli operatori economici interessati, al fine di fare chiarezza e spiegare questi importanti passaggi che vedono coinvolto l’aeroporto di Alghero e dunque il nostro presente e futuro”, ha detto Martinelli.  Del resto, visti i chiari di Luna che corrono, “Alghero non può rischiare di diventare un aeroporto in subordine di Olbia che poi è in subordine di Cagliari ovvero divenire uno scalo con minore importanza  rispetto alla sua storia e soprattutto con minore centralità riguardo alla primarie esigenze del territorio in termini di mobilità, turismo e dunque economie, sviluppo e benessere”.

Sulla stessa lunghezza d’onda, il capogruppo della Lega, Michele Pais: “Olbia nasce come distaccamento da Alghero, ma oramai corriamo il rischio di essere noi staccati da tutti, per questo condivido la convocazione di un Consiglio Comunale aperto e soprattutto chiedo al sindaco Cacciotto di darci garanzie sul presente e sul futuro dello scalo che, ad oggi, anche nella “summer 2026″ registra quasi 100 voli in meno rispetto a Olbia”.

 

Nella foto Gianni Martinelli, ieri, in Consiglio Comunale

Sassari, chiusa una sala slot

SASSARI – La Polizia di Stato della Questura di Sassari, ai sensi dell’art.100 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, ha disposto la sospensione della Licenza, per 7 giorni, di una sala slot cittadina. Il provvedimento in esito di un’attività della Squadra di Polizia Amministrativa nell’ambito di servizi mirati al contrasto del gioco illegale. Nel corso di tali attività è stato effettuato un controllo che ha portato alla contestazione di violazioni amministrative relative alla mancata presenza del titolare o di un suo preposto per il controllo della sala, consentendo il possibile accesso a persone di minore età, infatti l’esercizio è risultato aperto al pubblico in orario non consentito dalle Ordinanze Comunali. Vista anche la presenza di persone pregiudicate all’ interno, il Questore della Provincia di Sassari dott. Filiberto Mastrapasqua ha ritenuto necessario adottare un provvedimento urgente di sospensione della Licenza, quale misura di prevenzione finalizzata ad impedire il protrarsi di situazioni potenzialmente pericolose. Il provvedimento, di natura non sanzionatoria ma preventiva, immediatamente esecutivo, prevede l’affissione all’esterno dell’Esercizio di un cartello recante la dicitura: “Chiuso per disposizione del Questore ex art. 100 Tulps” Qualora dovessero verificarsi ulteriori episodi analoghi, potrà essere adottata la più grave misura della revoca definitiva della Licenza.