Parcheggio di Punta Giglio, Mulas e il Parco chiedono se è tutto legittimo

ALGHERO – Dopo la segnalazione, tramite nota stampa, arriva anche l’interrogazione. La firma è sempre di Christian Mulas, presidente della commissione Ambiente, che chiede delucidazioni immediate sul neonato parcheggio alle pendici del compedio forestale di Punta Giglio. Area sempre al centro di polemiche, ma in maniera alternata.  Tale intervento vede anche la missiva del Parco di Porto Conte che col direttore Giulio Plastina chiede alla Forestale se vi siano irregolarità e se tutto quanto realizzato è a norma oppure no. Qualora non lo fosse, sono pronti a scattare i provvedimenti del caso. Certamente, anche questa vicenda, a prescindere da eventuali reponsabilità, evidenzia un diffuso lassismo nei vari interventi che si stanno realizzando nel territorio comunale di Alghero.

 

INTERROGAZIONE CONSILIARE  Realizzazione di una nuova area destinata a parcheggio in località Punta Giglio richiesta di chiarimenti su autorizzazioni, procedimento amministrativo, tutela ambientale e trasformazione di un’area precedentemente destinata a fascia tagliafuoco. Il sottoscritto Christian Mulas, Consigliere comunale e Presidente della Commissione consiliare Ambiente, Area Marina Protetta e Parco di Porto Conte, PREMESSO CHE nelle ultime ore sono state segnalate importanti trasformazioni di un’area situata in località Punta Giglio, con la realizzazione di un’ampia superficie apparentemente destinata a parcheggio; nell’area risultano essere stati realizzati o installati elementi propri di un’area di sosta, tra cui segnaletica stradale, illuminazione, delimitazioni e altre opere funzionali alla fruizione del parcheggio; sarebbero inoltre stati effettuati interventi di movimentazione del terreno, sistemazione dell’area, modifiche alla vegetazione e alla macchia mediterranea, spostamento di pesanti dissuasori in cemento e realizzazione o modifica di un accesso direttamente dalla viabilità esistente; tale trasformazione desta particolare attenzione in quanto l’area interessata sarebbe stata precedentemente individuata e utilizzata anche in relazione alla fascia tagliafuoco realizzata alle pendici del compendio forestale di Punta Giglio, intervento che aveva assunto anche una funzione di sicurezza antincendio e di riduzione della sosta incontrollata delle autovetture lungo la strada; appare pertanto necessario comprendere se la nuova sistemazione abbia interessato, modificato, ristretto o eliminato, anche solo parzialmente, la precedente fascia tagliafuoco, e quali siano oggi le condizioni della stessa e la sua effettiva funzionalità ai fini della prevenzione e sicurezza antincendio; ATTESO CHE: Punta Giglio non può essere considerata una zona franca. La questione non riguarda soltanto la realizzazione di un parcheggio, ma il modo in cui viene governato un territorio di straordinario valore ambientale e sottoposto a specifici vincoli di tutela. Se esiste un progetto regolarmente autorizzato, se sono stati acquisiti tutti i pareri e se tutte le procedure sono state rispettate, sarà sufficiente mettere gli atti a disposizione del Consiglio comunale e della cittadinanza. Ma se, al contrario, emergessero interventi realizzati senza i necessari titoli o senza il rispetto delle procedure previste, sarà necessario individuare con chiarezza chi ha autorizzato, chi ha eseguito e chi avrebbe dovuto controllare. La tutela dell’ambiente, la sicurezza antincendio e la trasparenza amministrativa non possono essere principi applicati a seconda delle circostanze. CONSIDERATO CHE il Comune di Alghero ha pubblicato un avviso pubblico per manifestazione di interesse finalizzato all’individuazione di aree da destinare a parcheggi a servizio del litorale, comprendendo, per quanto risulta, anche le zone di Fertilia e Porticciolo; desta particolare interesse verificare se l’area oggi trasformata in parcheggio a Punta Giglio sia ricompresa tra quelle oggetto della manifestazione di interesse e, in caso affermativo, quale sia stato l’iter seguito dall’Amministrazione per la sua individuazione e destinazione; la trasformazione di un’area naturale o precedentemente destinata ad altra funzione in un parcheggio di rilevanti dimensioni non può prescindere dalla verifica della compatibilità urbanistica, paesaggistica, ambientale, forestale e di sicurezza dell’intervento; Punta Giglio ricade in un contesto di particolare pregio naturalistico e ambientale e interessato da specifici regimi di tutela, compreso il sistema della Rete Natura 2000; proprio per la particolare sensibilità ambientale del sito, occorre verificare se gli interventi realizzati fossero soggetti a Valutazione di Incidenza Ambientale (VIncA) o ad altri procedimenti di valutazione, autorizzazione o nulla osta; appare altresì necessario verificare quale sia stato il ruolo del Parco di Porto Conte, dell’Area Marina Protetta e degli altri enti competenti nella fase preventiva rispetto alla realizzazione dell’intervento; è stato inoltre riferito della presenza sul posto del Corpo Forestale, che avrebbe effettuato rilievi e accertamenti, circostanza che, se confermata, rende ancora più importante conoscere l’esito degli eventuali controlli effettuati; RILEVATO CHE la realizzazione di un parcheggio di tali dimensioni, con opere accessorie, accessi, segnaletica e illuminazione, non appare riconducibile a una semplice attività di manutenzione ordinaria dell’area, rendendo necessario conoscere quale sia il titolo amministrativo e progettuale alla base delle opere realizzate; TUTTO CIÒ PREMESSO INTERROGA IL SINDACO E LA GIUNTA per sapere: se l’Amministrazione comunale fosse preventivamente a conoscenza della realizzazione del nuovo parcheggio in località Punta Giglio; chi abbia richiesto, proposto o autorizzato la trasformazione dell’area in parcheggio e quale soggetto ne sia l’attuale gestore o utilizzatore; se esista un progetto formalmente presentato relativo alla realizzazione del parcheggio e, in caso affermativo, di conoscere gli estremi del progetto, il soggetto proponente, la data di presentazione e gli uffici/enti che lo hanno esaminato; quale sia il titolo amministrativo, urbanistico, edilizio o altro titolo autorizzativo sulla base del quale sono state realizzate le opere; se siano state acquisite tutte le autorizzazioni, concessioni, nulla osta e pareri previsti dalla normativa vigente; se sia stata convocata una Conferenza di Servizi e, in caso affermativo: in quale data; da quale amministrazione; quali enti siano stati invitati; quali enti abbiano partecipato; quali determinazioni siano state assunte; se sia stata presentata o richiesta la Valutazione di Incidenza Ambientale (VIncA) e, qualora non fosse necessaria, sulla base di quale valutazione tecnica e normativa sia stata esclusa; se il Parco di Porto Conte sia stato preventivamente informato del progetto e coinvolto nel procedimento, e se abbia espresso pareri, autorizzazioni o nulla osta; se siano stati interessati, per quanto di competenza, Corpo Forestale, enti competenti in materia di prevenzione incendi, uffici paesaggistici e ambientali e quali siano stati gli eventuali pareri o prescrizioni espressi; se gli interventi abbiano interessato la precedente fascia tagliafuoco di Punta Giglio, modificandone superficie, larghezza, tracciato o funzionalità; in caso affermativo, chi abbia autorizzato la modifica o l’eliminazione, anche parziale, della fascia tagliafuoco e quali siano oggi le misure alternative adottate per garantire la sicurezza antincendio dell’area; se siano stati effettuati sbancamenti, movimenti di terra o interventi sulla vegetazione e sulla macchia mediterranea e, in caso affermativo, con quale autorizzazione; chi abbia autorizzato lo spostamento dei dissuasori in cemento precedentemente presenti nell’area; chi abbia autorizzato la realizzazione o modifica del nuovo accesso dalla strada e se siano state effettuate le necessarie verifiche sulla sicurezza della viabilità; chi abbia autorizzato e realizzato l’illuminazione e la segnaletica stradale installate nell’area; se l’area oggi destinata a parcheggio sia ricompresa nell’avviso pubblico per manifestazione di interesse relativo all’individuazione di aree destinate a parcheggi a servizio del litorale di Alghero, e quale sia stato l’esito della procedura relativamente a tale area; se esista un contratto, una convenzione, una concessione o altro accordo tra il Comune e il soggetto che utilizza o gestisce l’area; se siano stati effettuati sopralluoghi da parte degli uffici comunali prima, durante o dopo la realizzazione delle opere e quali risultanze siano emerse; se l’Amministrazione sia a conoscenza degli eventuali accertamenti effettuati dal Corpo Forestale e, qualora tali accertamenti siano stati trasmessi al Comune, quale sia il loro esito; infine, se il Sindaco e la Giunta intendano acquisire e rendere disponibili al Consiglio comunale tutti gli atti relativi alla realizzazione del parcheggio, comprese autorizzazioni, progetti, pareri, verbali della Conferenza di Servizi, eventuale documentazione VIncA, nulla osta del Parco e ogni altro atto amministrativo connesso alla trasformazione dell’area. SI CHIEDE INOLTRE che l’Amministrazione chiarisca come sia stato possibile passare, in un arco temporale estremamente breve, da un’area precedentemente interessata dalla funzione di fascia tagliafuoco a una superficie di parcheggio di rilevanti dimensioni, dotata di accessi, segnaletica e illuminazione, indicando con precisione tutti i passaggi amministrativi che hanno consentito tale trasformazione. Si chiede, infine, che la questione venga portata all’attenzione della Commissione consiliare Ambiente, e Parco di Porto Conte, affinché possano essere esaminati gli atti e ascoltati, per quanto di competenza, gli enti e i soggetti coinvolti nel procedimento. Christian Mulas Consigliere comunale e presidente della commissione Ambiente Presidente della Commissione consiliare Ambiente, Area Marina Protetta e Parco di Porto Conte.

“Mafie ad Alghero, Cacciotto faccia sentire la sua voce”

ALGHERO – «Le parole della magistratura meritano rispetto e attenzione, ma non devono diventare motivo di allarme o, peggio ancora, essere lette per costruire un’immagine distorta di Alghero. La nostra città è una realtà sana, laboriosa, accogliente, nella quale migliaia di famiglie lavorano ogni giorno e nella quale la stragrande maggioranza degli operatori economici opera nella legalità». Lo afferma il consigliere nazionale di Forza Italia Marco Tedde, intervenendo sul dibattito seguito alle dichiarazioni del procuratore generale di Cagliari Luigi Patronaggio e della già procuratrice generale di Sassari Maria Gabriella Pintus. «Le istituzioni e la magistratura fanno bene a tenere alta l’attenzione su ogni possibile fenomeno di criminalità e sulle eventuali infiltrazioni nell’economia. È un dovere che condividiamo pienamente. Ma la lettura delle loro parole non devono trasformare episodi criminali, che purtroppo possono verificarsi in qualsiasi città, in una rappresentazione che faccia apparire Alghero come una città nella quale la criminalità organizzata sarebbe ormai insediata. Non è questo ciò che risulta dalle dichiarazioni delle autorità competenti». Tedde richiama anche le parole pronunciate poche settimane fa dalla prefetta di Sassari Grazia La Fauci, che aveva chiarito come non vi fossero prove di infiltrazioni mafiose ad Alghero. «È un’affermazione istituzionale importante – sottolinea Tedde – e credo debba essere tenuta nella giusta considerazione. Significa che bisogna vigilare, prevenire e controllare, ma anche evitare letture allarmistiche che rischiano di danneggiare l’immagine della città e, con essa, il lavoro di migliaia di famiglie e imprese». «Proprio per questo – aggiunge – credo sia arrivato il momento che anche l’Amministrazione comunale assuma una posizione chiara. Il Sindaco deve uscire dal silenzio e parlare alla città. Deve farlo in prima persona, con parole nette, trasparenti e inequivocabili, per tranquillizzare gli algheresi e per rappresentare all’esterno ciò che Alghero è realmente: una città ordinata, laboriosa, accogliente, nella quale le famiglie lavorano, gli imprenditori investono e le istituzioni presidiano il territorio». «Non chiediamo al Sindaco di minimizzare nulla – conclude Tedde –. Al contrario, gli chiediamo di ribadire che su ogni fenomeno criminale bisogna mantenere alta la guardia e che le istituzioni devono essere sempre pronte a collaborare con le forze dell’ordine e con la magistratura. Ma contemporaneamente deve essere chiaro che Alghero non può essere raccontata attraverso la lente della criminalità organizzata quando le stesse istituzioni non hanno riscontrato elementi che consentano di definirla una città infiltrata dalla mafia». «Servono vigilanza e prevenzione, ma anche equilibrio e responsabilità. Il silenzio, in questo momento, non aiuta. Il Sindaco parli e dica con chiarezza agli algheresi e a chi ci guarda da fuori che Alghero è una città sana, che non ha paura, che non abbassa la guardia e che continua a difendere il proprio tessuto sociale ed economico

“Impianti sportivi, 25 punti luce non nascondono caos e disagi”

ALGHERO – «Ancora una volta l’Amministrazione comunale sceglie la propaganda per coprire l’assenza di una strategia e di risposte concrete sui problemi della città».

Ad intervenire sono i capigruppo del centrodestra Marco Tedde (Forza Italia), Raffaele Salvatore (UDC), Michele Pais (Lega), Alessandro Cocco (Fratelli d’Italia), Massimiliano Fadda (Prima Alghero) e Giovanna Caria (Riformatori Sardi).

«I 25 nuovi punti luce a LED a Maria Pia possono essere certamente utili – sottolineano – ma non possono diventare l’ennesima occasione per celebrare un’Amministrazione che, sugli impianti sportivi, continua a mostrare una preoccupante confusione».

«Mentre si festeggiano i nuovi lampioni – proseguono – restano senza risposte le questioni relative alla gestione del Campo Rugby di Maria Pia, sulla quale abbiamo chiesto precise verifiche, alla piscina coperta, con un cantiere da tempo in sostanziale abbandono, e agli affidamenti delle aree del Pala Congressi, sui quali chiediamo trasparenza».

«E resta irrisolta anche la vicenda della copertura del Tennis Club, fondamentale per consentire alla squadra di Serie A di giocare ad Alghero. In caso di pioggia, la mancata copertura rischia di costringere il Tennis Club a chiedere una deroga per disputare le partite a Porto Torres. Una situazione francamente incredibile».

«Quanto al Palamanchia, i lavori, del valore di circa 75 mila euro, sono stati conclusi soltanto pochi giorni fa dopo ben due anni di durata. Ma ancora non è stata rilasciata certificazione antincendio. Due anni per un intervento di dimensioni ridotte: un dato che evidenzia le difficoltà dell’Amministrazione nella programmazione e nella gestione delle opere pubbliche».

Per i capigruppo «siamo davanti a una cortina fumogena di annunci e comunicati che finisce per nascondere i problemi reali. La propaganda non può sostituire la gestione e 25 punti luce non possono essere utilizzati per raccontare una realtà che, negli impianti sportivi, è ben diversa».

Il centrodestra continuerà quindi «a verificare e controllare ogni affidamento, ogni concessione e ogni intervento sul patrimonio sportivo comunale, chiedendo trasparenza, rispetto delle regole e tutela dei beni pubblici».

«Non ci interessano le passerelle – concludono – ma impianti funzionanti, cantieri conclusi, strutture manutenute, concessioni trasparenti e soprattutto la possibilità per i nostri ragazzi di fare sport in strutture adeguate. Alghero merita un’Amministrazione che risolva i problemi, non che li nasconda dietro una continua e fumogena campagna di propaganda»

“Tari, dopo la stangata alle imprese, Cacciotto colpisce i cittadini attivi”

ALGHERO – «Dopo la stangata TARI sulle imprese, l’Amministrazione Cacciotto riesce a colpire anche i cittadini che si sono messi a disposizione della città».

Lo dichiarano i capigruppo del centrodestra algherese Alessandro Cocco per Fratelli d’Italia, Marco Tedde per Forza Italia, Raffaele Salvatore per UDC–Patto per Alghero, Michele Pais per Lega, Massimiliano Fadda per Prima Alghero e Giovanna Caria per Riformatori Sardi, intervenendo sul caso Cittadinanza Attiva.

«La TARI di quest’anno arriva senza gli sconti dovuti ai cittadini attivi perché nel 2025 la Giunta non ha attivato il procedimento, nonostante le ripetute sollecitazioni del centrodestra. Il risultato dell’inadempienza dell’amministrazione Cacciotto è che chi ha contribuito alla cura di spazi pubblici, aree verdi e beni comuni si vede recapitare la bolletta a prezzo pieno».

«È l’ennesimo esempio dell’incapacità politica e amministrativa di questa giunta: non si riesce a tenere in piedi buone pratiche utili ai cittadini come la cittadinanza attiva, nel frattempo si aumentano i costi a carico delle attività economiche. È il paradosso di una sinistra che parla di partecipazione, ma non riesce neppure a garantire gli effetti concreti degli strumenti partecipativi».

«Il sindaco spieghi ai cittadini perché lo scorso anno il procedimento non sia stato attivato e come si intenda rimediare. Non bastano bandi pubblicati in ritardo o annunci di facciata: serve subito procedere con gli sconti in bolletta, anche attraverso lo stanziamento di risorse di bilancio».

«Chi partecipa alla cura della città non può essere trattato come un contribuente qualunque da spremere. La cittadinanza attiva va sostenuta e non può subire la disorganizzazione e i ritardi di questa giunta».

Alessandro Cocco – Fratelli d’Italia
Marco Tedde – Forza Italia
Raffaele Salvatore – UDC–Patto per Alghero
Michele Pais – Lega
Massimiliano Fadda – Prima Alghero
Giovanna Caria – Riformatori Sardi

Blackout ad Alghero, troppe attività nel Centro Storico e impianti obsoleti: intervista | video

ALGHERO – L’estate dei blackout. E ad Alghero anche quella dell’esplosione, la seconda in appena due anni, di una cabina Enel. Non una cabina qualsiasi, ma quella principale a servizio del centro storico. Un episodio che riaccende i riflettori su un problema ormai strutturale e che, soprattutto nel cuore della stagione turistica, sta mettendo in difficoltà famiglie, imprese e attività commerciali.
Non è soltanto una questione di interruzioni della corrente elettrica. Dietro i blackout c’è un sistema che mostra da tempo segnali di sofferenza e una rete che, secondo Franco Peana, segretario regionale Ugl Chimici e componente della direzione nazionale del settore Energia, avrebbe bisogno di interventi, potenziamenti e programmazione.

È proprio a lui, forte della sua esperienza nel settore, abbiamo deciso di rivolgerci per capire cosa si nasconda dietro le reiterate sospensioni dell’erogazione elettrica e quali siano le ragioni di una situazione che continua a ripetersi. I disagi, infatti, non riguardano soltanto il centro storico. A pagare il prezzo dei blackout sono famiglie, imprese, ristoranti, negozi e attività ricettive, con conseguenze che possono diventare particolarmente pesanti in piena estate. E c’è poi l’agro, dove l’interruzione dell’energia elettrica finisce per avere un’ulteriore conseguenza: l’indisponibilità dell’acqua.

Una situazione che appare difficile da accettare e ancora più difficile da giustificare dopo anni nei quali, secondo Peana, sono mancate scelte, interventi e un adeguato potenziamento delle reti e delle professionalità necessarie a gestirle. Il tutto mentre il centro storico continua a essere caricato di attività sempre più energivore: ristoranti, pizzerie, gelaterie, negozi, B&B, case vacanza e altre realtà che hanno trasformato l’Alguer Vella nel principale polo della vita commerciale e turistica cittadina.
Ed è proprio qui che il problema energetico si intreccia con quello della pianificazione urbana e commerciale. Perché i blackout, così come altri effetti collaterali che stanno progressivamente modificando il volto del centro storico, dall’invasione dei tavolini alla proliferazione di attività spesso di bassa qualità, non possono essere considerati fenomeni isolati.

A pesare, secondo questa lettura, è anche l’assenza di un moderno Piano del Commercio e, più in generale, di una programmazione dei servizi e dello sviluppo urbanistico capace di distribuire diversamente funzioni e investimenti sul territorio. Maria Pia e l’intera cintura periurbana, ad esempio, potrebbero rappresentare aree nelle quali favorire nuovi insediamenti e attività, evitando di concentrare tutto nel cuore della città.
Il risultato, oggi, è quello di un centro storico sottoposto a una pressione crescente, una sorta di assalto all’“Alguer Vella” che produce conseguenze sempre più evidenti. Tra queste ci sono anche i blackout e, come risposta alle emergenze, la comparsa dei generatori: ingombranti, rumorosi e impattanti, proprio nel cuore della città turistica.

L’esplosione della cabina Enel è dunque soltanto l’ultimo campanello d’allarme. La domanda, a questo punto, è se si continuerà a intervenire soltanto quando la rete va in crisi o se, finalmente, si deciderà di programmare il futuro energetico e urbanistico di Alghero prima che sia l’emergenza a imporre le scelte.

Stefano Idili

 

“Altro che notti di qualità, spiagge trasformate in pattumiere”

Quando manca il rispetto, finisce tutto. Anche le feste». È la denuncia del presidente della Commissione consiliare Ambiente Christian Mulas, che questa mattina stigmatizza con fermezza le condizioni in cui sono state lasciate alcune delle spiagge di Alghero dopo i festeggiamenti di Ferragosto.
«Quello che ci siamo trovati davanti stamattina è una vergogna denuncia Mulas . Le nostre spiagge, che dovrebbero essere un patrimonio da custodire e rispettare, sono state trasformate da alcuni incivili in una discarica a cielo aperto. Rifiuti, sporcizia e materiali abbandonati ovunque: è un vero e proprio delitto contro la natura, contro la nostra città e contro tutti gli algheresi».
Particolarmente grave, sottolinea il presidente della Commissione Ambiente, la situazione riscontrata nella spiaggia di San Giovanni e nella pineta, dove sono stati lasciati rifiuti e sono stati arrecati danni agli spazi pubblici.
«È inaccettabile che dopo una giornata di festa siano gli operatori ecologici a dover intervenire per rimediare ai comportamenti di persone che evidentemente non hanno alcun rispetto per il bene comune. Questa mattina diversi operatori sono al lavoro per ripulire e sistemare i danni provocati da veri e propri maleducati che, dopo essersi divertiti sulle nostre spiagge, hanno pensato bene di lasciare dietro di sé una montagna di rifiuti».
Mulas rivolge quindi un appello alla cittadinanza e a tutti coloro che frequentano il litorale algherese: «Le spiagge non sono proprietà di qualcuno, sono di tutti. Rispettarle significa rispettare noi stessi, i nostri figli e il futuro della nostra città. Non possiamo accettare che il divertimento di pochi si trasformi nel disagio e nel lavoro degli altri».
«Ringrazio gli operatori ecologici che anche oggi, mentre molti stanno ancora trascorrendo la giornata di Ferragosto, sono impegnati a ripristinare il decoro delle nostre spiagge. Ma non possiamo continuare a pensare che la soluzione sia sempre e soltanto pulire ciò che altri sporcano. Serve più educazione, più senso civico e, dove necessario, maggiori controlli e sanzioni».
Il presidente conclude con un messaggio netto: «Alghero merita rispetto. Il mare, la pineta, le spiagge e l’ambiente non possono essere trattati come una discarica dopo una festa. Divertirsi è un diritto, sporcare e vandalizzare no. Quello che è successo dopo Ferragosto non deve diventare la normalità».

La Giunta Todde “buca” il bando “nuove rotte”

ALGHERO – “I 10 milioni di euro stanziati con la variazione di bilancio per il bando
sulle nuove rotte aeree rischiano di restare lettera morta per un’altra stagione”. A dichiararlo il
capogruppo regionale di Fratelli d’Italia Paolo Truzzu. Le risorse sono arrivate in ritardo, la gara
non è stata ancora bandita e si attende ora il via libera dell’Unione Europea: il risultato è che il
bando potrà essere pubblicato solo quando la programmazione dell’estate 2027 sarà già chiusa
dalle compagnie aeree. La stagione invernale, va detto, è già stata programmata: senza il bando
regionale. “Ancora una volta l’assessore Manca e la giunta Todde dimostrano di non avere alcuna
contezza dei tempi dell’aviazione commerciale” continua Truzzu. “Ancora una volta la mancanza di
visione strategica della giunta Todde si fa sentire e blocca lo sviluppo regionale bloccando di fatto
al “check in” i trasporti aerei dell’isola. “Le compagnie aeree programmano le rotte con oltre un
anno di anticipo: chi governa la Sardegna dovrebbe saperlo. Invece si arriva sempre in affanno, si
perdono le finestre utili e si dilapidano risorse che il centrodestra aveva lasciato in eredità a questa
amministrazione”. “Non è un dettaglio tecnico: significa un’estate 2027 con meno collegamenti,
meno turisti e meno opportunità per le imprese sarde. Su questo la giunta Todde ha fallito ancora”
conclude Truzzu.

“Strade ruruali e agro, l’Amministrazione Cacciotto perde il bando regionale”

ALGHERO – ” Quando dalla Regione arrivano finanziamenti a fondo perduto in grado di coprire interamente le spese di realizzazione dell’opera pubblica, lasciarsi sfuggire l’occasione non può essere considerato un semplice incidente di percorso. È quanto emerge dalla pubblicazione della graduatoria relativa all’Intervento
“Strade Rurali” inserito nel Complemento di Sviluppo Rurale della Sardegna.
I numeri delle graduatorie finali sono chiari: su 250 proposte presentate da diversi territori dell’Isola, tra
Comuni, Unioni di Comuni, Comunità Montane e Consorzi di Strade Vicinali, la Regione ha selezionato 57
interventi ammessi a finanziamento, con contributi fino a 900 mila euro ciascuno, destinati alla
riqualificazione e alla messa in sicurezza delle strade rurali.
Scorrendo gli elenchi delle richieste di finanziamento, però, emerge un’assenza che non passa inosservata: il
Comune di Alghero non figura tra le domande di finanziamento presentate. Non risulta una scheda
progettuale, né una proposta, né una candidatura da parte dell’Amministrazione comunale guidata dal
sindaco Raimondo Cacciotto. Una mancata partecipazione che, secondo il Comitato 221 di Futuro Nazionale,
rappresenta un grave passaggio a vuoto politico e amministrativo.
Il movimento contesta una gestione ritenuta opaca e disattenta, soprattutto alla luce della natura del bando,
che prevedeva una copertura integrale delle spese, senza imporre all’Ente comunale alcun esborso diretto.
Per Futuro Nazionale, rinunciare a un’opportunità di questo tipo significa produrre un danno concreto a un
territorio che vive anche di agricoltura, aziende rurali, borgate e famiglie che da anni convivono con strade
dissestate, buche, difficoltà di accesso e problemi di sicurezza.
A rendere la vicenda ancora più significativa è il risultato ottenuto, invece, dai soggetti privati del territorio.
Mentre il Comune è rimasto fuori dal bando di finanziamento, diversi Consorzi di strade vicinali presenti nel
territorio rurale algherese si sono attivati autonomamente, predisponendo la documentazione necessaria e
presentando le proprie richieste alla Regione.
Il risultato è stato positivo: Carrabuffas, San Quirico, La Rucchetta, la Pussetta e Punta Moro sono entrati tra
i 57 interventi ammessi a finanziamento, ottenendo il massimo contributo previsto, per un importo
complessivo di 1,5 milioni di euro.
Cinque interventi da 300 mila euro ciascuno che dimostrano, da un lato, la fondatezza delle richieste
provenienti dal territorio e, dall’altro, mettono in evidenza il mancato ruolo dell’Amministrazione comunale.
Secondo il Comitato 221 di Futuro Nazionale, il successo dei consorzi privati conferma che l’agro algherese
aveva pieno titolo per accedere alle risorse disponibili e che una programmazione pubblica più attenta
avrebbe potuto intercettare ulteriori fondi a beneficio di altre zone rurali.
Il punto politico, per Futuro Nazionale, è proprio questo: non tutte le aree dell’agro dispongono di strutture
autonome, consorzi organizzati o capacità amministrativa sufficiente per partecipare da sole a un bando
regionale. Per questo il Comune avrebbe dovuto svolgere il suo ruolo, partecipando al bando di
finanziamento in favore delle strade rurali prive di Consorzi Vicinali.
Il rischio, ora, è che una parte importante del comparto agricolo resti esclusa dagli interventi di
riqualificazione, mentre solo alcune realtà, grazie alla propria capacità organizzativa, potranno beneficiare
delle risorse regionali. Una disparità che, secondo il Comitato 221, poteva essere evitata con una
partecipazione diretta e tempestiva del Comune.
Per queste ragioni Futuro Nazionale chiede chiarezza e annuncia una richiesta di interpello rivolta ai vertici
dell’Amministrazione comunale. Il sindaco Raimondo Cacciotto e l’assessore alla Programmazione Strategica Enrico Daga dovranno spiegare pubblicamente per quali ragioni il Comune di Alghero non abbia partecipato all’avviso regionale sulle strade rurali.
Una risposta attesa dagli agricoltori, dagli operatori economici e dai residenti delle campagne algheresi, che chiedono di conoscere non solo le motivazioni della mancata candidatura ma anche quali strumenti
alternativi l’Amministrazione intenda ora utilizzare per intervenire sulla viabilità dell’agro.
Il Comitato 221 di Futuro Nazionale chiede inoltre di sapere se esistano risorse già individuate nel bilancio
comunale, quali siano le priorità dell’Amministrazione per le strade rurali e quali tempi siano previsti per dare
risposte concrete a un territorio che da anni attende interventi strutturali.
Non si può parlare di attenzione alle borgate, all’agricoltura e alle campagne solo nelle dichiarazioni
pubbliche – sottolinea il Comitato 221 di Futuro Nazionale – e poi restare assenti quando si aprono bandi
capaci di finanziare al 100% interventi necessari e attesi. I consorzi privati hanno dimostrato che intercettare quelle risorse era possibile. Ora il Comune spieghi perché Alghero è rimasta fuori dal bando di finanziamento e come intende recuperare questa occasione mancata. Per Futuro Nazionale Alghero, la vicenda rappresenta un banco di prova sulla capacità dell’Amministrazione di programmare, presidiare le opportunità regionali e difendere gli interessi delle aree rurali. Perché la manutenzione delle strade dell’agro non è solo una questione di viabilità, ma riguarda la sicurezza, il lavoro, la competitività delle aziende agricole e la qualità della vita di chi abita e produce nelle campagne algheresi”.

Futuro Nazionale Alghero

Weekend di Ferragosto ad Alghero, più controlli della Guardia Costiera

ALGHERO – In occasione del Ferragosto, la Guardia Costiera di Alghero intensificherà i servizi di vigilanza e controllo lungo il litorale di giurisdizione, con l’obiettivo di garantire la sicurezza della navigazione, della balneazione e delle numerose attività che interesseranno il mare e le spiagge nella giornata di maggiore affluenza della stagione estiva. La vigilanza in mare sarà potenziata attraverso l’impiego delle motovedette CP 871 e CP 559 e con l’ausilio del battello veloce GC B153, che garantiranno una presenza costante e capillare nelle acque di competenza, con particolare attenzione alle zone maggiormente frequentate da bagnanti e unità da diporto. Parallelamente, saranno intensificati i controlli lungo il litorale, mediante l’impiego di pattuglie dedicate che provvederanno a vigilare sulle spiagge e sulle aree costiere maggiormente frequentate. L’attività di vigilanza sarà ulteriormente intensificata in occasione dello spettacolo pirotecnico serale previsto presso il molo di sopraflutto del porto di Alghero. Al fine di garantire le necessarie condizioni di sicurezza e assicurare la piena operatività del sorgitore, gli accessi al porto saranno controllati dal personale della Guardia Costiera e sarà consentito l’ingresso, nelle aree di competenza dell’Autorità Marittima, agli autoveicoli esclusivamente muniti di valido pass portuale, in conformità a quanto previsto dall’Ordinanza n. 77/2003. Tale misura, oltre a garantire la sicurezza connessa allo svolgimento dello spettacolo pirotecnico, è finalizzata a prevenire l’afflusso incontrollato di autovetture all’interno dello scalo e le conseguenti possibili situazioni di intralcio alla viabilità e alle attività portuali. La Guardia Costiera invita, pertanto, a chi non è in possesso del pass portuale a non raggiungere con la propria autovettura le aree portuali accessibili esclusivamente agli autorizzati e a utilizzare, per la sosta, le aree individuate e indicate dall’Amministrazione comunale di Alghero. Il Comandante dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Alghero, T.V. (CP) Gianluca De Luca, dichiara: «In occasione del Ferragosto abbiamo previsto un importante potenziamento dei servizi di vigilanza, con una presenza capillare in mare, lungo il litorale e all’interno dello scalo portuale. Si tratta di un ulteriore sforzo operativo necessario per garantire la sicurezza di cittadini, bagnanti e diportisti in una giornata caratterizzata da una particolare concentrazione di persone e attività. Rivolgo a tutti un invito alla prudenza e al rispetto delle disposizioni vigenti in materia di sicurezza della navigazione. La collaborazione di cittadini e visitatori è fondamentale per consentire a tutti di vivere serenamente il Ferragosto e contribuire, insieme agli operatori impegnati nei servizi, alla sicurezza di tutti.»

Esplode il caso di Ferragosto, “Maxi parcheggio a Punta Giglio nel silenzio totale”

ALGHERO – “In qualità di presidente della Commissione consiliare Ambiente, Area Marina Protetta e Parco di Porto Conte, ritengo doveroso chiedere piena chiarezza su quanto mi è stato segnalato in queste ore a Punta Giglio, dove sarebbe stata realizzata una nuova e ampia area destinata a parcheggio.
Secondo le segnalazioni ricevute, nell’area sarebbero stati effettuati sbancamenti, interventi sulla vegetazione e sulla macchia mediterranea, movimentazione di materiali, spostamento di pesanti dissuasori in cemento e la realizzazione di un nuovo accesso direttamente sulla strada.
Mi è stato inoltre riferito che il Corpo Forestale sarebbe stato visto sul posto per effettuare rilievi e accertamenti.
Se quanto segnalato dovesse essere confermato, si tratterebbe di una situazione che merita immediati e approfonditi accertamenti, soprattutto considerando il particolare regime di tutela ambientale che interessa Punta Giglio.
Le domande sono semplici e legittime: esiste un progetto? Chi ha autorizzato i lavori? Sono state acquisite tutte le autorizzazioni previste? È stata effettuata, laddove necessaria, la Valutazione di Incidenza Ambientale? Il Parco di Porto Conte è stato preventivamente informato e coinvolto?
Bisogna infatti considerare che l’area ricade all’interno di un Sito di Importanza Comunitaria (SIC), oggi Zona Speciale di Conservazione (ZSC), inserito nella Rete Natura 2000, dove la normativa prevede un livello di tutela particolarmente stringente.
In questo specifico sito sono presenti habitat comunitari di particolare pregio, tra cui gli arbusteti con palma nana, habitat 5330, e le praterie mediterranee ricche di piante erbacee e bulbose, habitat prioritario 6220. Si tratta di elementi ambientali che impongono particolare attenzione a qualsiasi intervento che possa incidere sul suolo, sulla vegetazione e sugli equilibri naturali dell’area.
Non sono contrario agli investimenti, alle attività imprenditoriali o alla valorizzazione turistica del territorio. Al contrario, credo che sviluppo e tutela possano e debbano convivere. Ma gli investimenti privati devono rispettare le norme, i vincoli ambientali e le procedure previste dalla legge.
Nel Parco non possono esistere zone franche, né regole diverse a seconda di chi interviene.
«Un anno fa riflettori accesi, oggi un silenzio che va chiarito»
Non posso inoltre non evidenziare una circostanza.
Appena un anno fa, l’apertura della fascia tagliafuoco alle pendici del compendio forestale di Punta Giglio fu accompagnata da una forte comunicazione pubblica e dal coinvolgimento del Parco di Porto Conte. Quell’intervento aveva consentito anche di creare uno spazio per la sosta, contribuendo a ridurre la presenza pericolosa delle auto lungo la strada.
Oggi, invece, ci troviamo di fronte alla segnalazione della realizzazione di un ulteriore parcheggio senza che, per quanto mi risulta allo stato attuale, vi sia stata analoga informazione pubblica o un preventivo coinvolgimento del Parco.
Non intendo emettere sentenze né sostituirmi agli organi di controllo. Chiedo semplicemente che siano le istituzioni competenti a verificare e chiarire ogni aspetto della vicenda.
Per questo chiederò che vengano accertati:
il titolo in base al quale sono stati eseguiti gli interventi;
l’eventuale progetto;
tutte le autorizzazioni e i nulla osta necessari;
gli eventuali adempimenti ambientali, compresa la Valutazione di Incidenza laddove prevista;
il coinvolgimento e l’informazione del Parco di Porto Conte;
le modalità con cui sono stati effettuati gli interventi sulla vegetazione e sulla macchia mediterranea;
lo spostamento dei dissuasori in cemento;
la realizzazione del nuovo accesso stradale;
la destinazione effettiva e le modalità di utilizzo dell’area adibita a parcheggio.
Se tutto è regolare, sarà sufficiente renderlo chiaro attraverso gli atti, i progetti e le autorizzazioni.
Se, invece, dovessero emergere irregolarità, sarà necessario intervenire e individuare le eventuali responsabilità.
Punta Giglio è un patrimonio ambientale della collettività. La trasparenza non può essere un optional e la tutela dell’ambiente non può essere a geometria variabile.
Come presidente della Commissione consiliare Ambiente, Area Marina Protetta e Parco di Porto Conte continuerò a svolgere il mio ruolo con serietà e nel solo interesse del territorio e dei cittadini.
Su Punta Giglio chiederò che venga fatta piena luce, senza pregiudizi ma anche senza silenzi”
Christian Mulas
Presidente della Commissione consiliare Ambiente, Area Marina Protetta e Parco di Porto Conte