“Ad Alghero la Tari costa meno di Cagliari, Sassari e Olbia”

ALGHERO – «In questi giorni ho letto dichiarazioni secondo cui le imprese sarebbero state utilizzate come un “bancomat” per finanziare il servizio di igiene urbana. È un’affermazione che può colpire l’opinione pubblica, ma che merita di essere verificata alla luce dei dati.

Partiamo da un elemento che, nel dibattito di queste settimane, è stato quasi completamente ignorato: le tariffe per le utenze domestiche rimangono sostanzialmente invariate. In un contesto in cui l’inflazione si attesta intorno al 2,9% e nel quale è fisiologico registrare un incremento dei costi per un servizio che viene potenziato, ritengo che questo sia un risultato importante.

Per le utenze non domestiche è previsto un incremento medio vicino al 13%. È un dato reale e nessuno lo ha mai negato. Ma credo sia doveroso fornire ai cittadini e agli operatori economici un quadro completo.

Per questo ho confrontato, categoria per categoria, le tariffe di Alghero con quelle applicate a Sassari, Cagliari e Olbia.

  È un confronto costruito sulla base dei documenti ufficiali disponibili: per Alghero ho utilizzato le tariffe TARI 2026 approvate oggi dal Consiglio comunale, mentre per Sassari, Cagliari e Olbia ho preso a riferimento le tariffe 2025, essendo le più recenti pubblicate dai rispettivi Comuni. Non è quindi un confronto perfettamente omogeneo dal punto di vista temporale, ma rappresenta oggi il miglior termine di paragone disponibile e consente comunque di collocare le tariffe di Alghero nel contesto dei principali Comuni sardi.

Il risultato è molto chiaro: nella quasi totalità delle categorie economiche le attività di Alghero continuano a pagare meno rispetto agli altri principali Comuni sardi.

In numerosi casi la differenza supera il 30% e, per alcune categorie, arriva addirittura a superare il 200% Vuol dire che le tariffe applicate negli altri Comuni sono quasi tre volte superiori a quelle previste ad Alghero.

Naturalmente esistono anche alcune eccezioni, che ho evidenziato con la stessa trasparenza. Ma il quadro complessivo racconta una realtà ben diversa da quella descritta in questi giorni da una opposizione strumentale.

Vorrei inoltre ricordare che il nuovo Piano Economico Finanziario accompagna un contratto di servizio profondamente rafforzato.
Non stiamo pagando gli stessi servizi di ieri: il nuovo appalto prevede un potenziamento in diversi ambiti, con particolare attenzione alle utenze non domestiche, all’estensione e al miglioramento delle prestazioni e al decoro urbano, aspetti che cittadini e imprese chiedevano da tempo.

Le critiche fanno parte del confronto politico e sono sempre legittime. Ma credo che su temi così delicati sia doveroso evitare slogan e semplificazioni.

Io continuerò a confrontarmi sui fatti, sui numeri e sui documenti approvati dal Consiglio comunale, perché è questo il modo più serio di fare politica e di rispettare cittadini e imprese.»

Luca Madau, consigliere comunale Partito Democratico

“Rifiuti, stangata dalla Giunta Cacciotto sulle imprese algheresi”

ALGHERO – «La vera notizia delle tariffe TARI 2026 è la stangata sulle utenze non domestiche: per molte attività economiche gli aumenti arrivano al 13%. È un colpo diretto a imprese, commercianti, artigiani, pubblici esercizi e attività produttive». Alessandro Cocco, capogruppo di Fratelli d’Italia Alghero, interviene dopo il dibattito in Consiglio comunale.
«Colpire le imprese significa colpire l’intera economia cittadina. Quegli aumenti si trasformano in maggiori costi per le imprese, minori investimenti, e prezzi più alti per le famiglie. È una scelta politica che penalizza tutti, al di là delle mistificazioni dell’amministrazione Cacciotto».
Per Cocco «sulle utenze domestiche, invece, la Giunta prova il gioco delle tre carte tra quota fissa e quota variabile: prima sposta il peso da una parte, poi dall’altra, tentando di rendere meno evidente l’aumento reale. Ma alla fine ad Alghero si paga di più senza vedere un servizio migliore».
Fratelli d’Italia ricorda che «il Comune dispone di un avanzo di 8 milioni. Frutto di una pessima capacità di programmare e spendere le risorse disponibili».
«La soluzione era quindi evidente: utilizzare quei margini per contributi ai cittadini, come fece il centrodestra nel 2020, compensando gli aumenti e restituendo risorse alle famiglie algheresi».
«Alghero ha bisogno di uno scossone fiscale – conclude il capogruppo cittadino di FdI –. Quando il bilancio lo consente, bisogna sempre abbassare tariffe, imposte e addizionali. Le risorse devono tornare nelle tasche di chi lavora e produce, non restare ferme nei bilanci del Comune».

Ex-Ostello di Fertilia al Comune: idea “Social Housing”

ALGHERO – L’Amministrazione comunale compie un importante passo verso l’acquisizione al patrimonio pubblico dell’ex Ostello della Gioventù di Fertilia, immobile di proprietà di Fintecna S.p.A. La proposta di deliberazione approvata questa sera dal Consiglio comunale con i voti favorevoli della maggioranza, autorizza il Comune a procedere all’acquisizione dell’edificio, considerato di particolare interesse storico, architettonico e identitario per Fertilia e per l’intero territorio algherese. Tra le ipotesi avanzate per la futura valorizzazione dell’immobile vi è quella di sperimentare nuove forme di social housing, attraverso un modello abitativo alternativo e complementare rispetto agli strumenti tradizionali dell’edilizia residenziale pubblica.
“La forte vocazione turistica del nostro territorio porta con sé innumerevoli lati positivi ma anche ripercussioni che ci impongono delle riflessioni” dichiara il Sindaco Raimondo Cacciotto. “Uno degli effetti è senza dubbio la carenza di alloggi destinati agli affitti di lungo periodo e l’aumento dei prezzi di vendita delle case. L’acquisizione dell’ex Ostello di Fertilia potrebbe consentirci di sperimentare una strada nuova, attraverso un progetto di social housing rivolto a quella domanda abitativa che oggi fatica a trovare risposte nel mercato ordinario. Non pensiamo certamente che un singolo intervento possa risolvere un problema così complesso: si tratta di un primo progetto sperimentale, al quale intendiamo affiancare altre iniziative, diversificando gli strumenti a disposizione dell’Amministrazione per affrontare una delle esigenze più sentite dai nostri concittadini
Nella foto l’ex-ostello di Fertilia

Nuovo Stadio Gigi Riva, arriva la candidatura per i Campionati Europei di calcio

CAGLIARI – Il sindaco Massimo Zedda ha inviato la documentazione richiesta al presidente della FIGC Giovanni Malagò. Nuovo Stadio Gigi Riva, arriva la candidatura per i Campionati Europei di calcio del 2032

Dopo l’approvazione di ieri, giovedì 30 luglio, in Consiglio comunale sul pubblico interesse del nuovo stadio di Cagliari, il sindaco Massimo Zedda ha inviato questa mattina la candidatura dell’impianto e della città a ospitare i Campionati Europei di calcio del 2032.

La documentazione necessaria, richiesta con nota ufficiale dalla Federazione Italiana Gioco Calcio l’8 giugno, è stata inviata al presidente della FIGC Giovanni Malagò,

Usi Civici, l’allarme di Punta Giglio Libera: “Occorre fare chiarezza”

ALGHERO – “La deliberazione n. 61 approvata dal Consiglio comunale di Alghero viene presentata come una svolta storica nella gestione degli usi civici. L’Associazione Punta Giglio Libera – Ridiamo Vita al Parco ritiene invece che questa decisione meriti un approfondimento molto più rigoroso e un vero confronto pubblico. Dietro la parola “regolarizzazione” si nasconde una scelta che potrebbe modificare in modo permanente il regime di tutela di alcuni dei luoghi più rappresentativi della costa di Alghero. Per questo riteniamo indispensabile che la città conosca fino in fondo gli effetti della deliberazione n. 61. Tra le aree interessate figurano anche alcuni dei luoghi più rappresentativi del paesaggio costiero algherese: la spiaggetta dei Bastioni Cristoforo Colombo, l’Oglia, l’Uglietta e la storica scogliera del “Riservato”. Luoghi che appartengono alla memoria collettiva degli algheresi, dove intere generazioni hanno imparato a nuotare, trascorso le estati e costruito ricordi di famiglia. Non sono semplicemente particelle catastali: sono parte dell’identità della città. Il “Riservato” rappresenta oggi un esempio di come un luogo identitario possa trasformarsi profondamente nel tempo. La presenza di un’attività privata in concessione sul demanio marittimo ha modificato la percezione e le modalità di fruizione di quella storica scogliera. È allora inevitabile chiedersi quale futuro immaginiamo per luoghi come l’Oglia e l’Uglietta. Se il regime degli usi civici viene rimosso anche da queste aree, quale ulteriore garanzia resterà a tutela della loro destinazione collettiva? Chi può assicurare ai cittadini che domani non possano essere interessate da trasformazioni analoghe, compatibilmente con gli strumenti urbanistici e le eventuali autorizzazioni previste dalla legge? Gli usi civici non impediscono ogni intervento, ma rappresentano una tutela ulteriore dei beni comuni. Rinunciarvi significa rinunciare a una garanzia che il legislatore riconosce come strettamente connessa alla protezione dell’ambiente, del paesaggio e dell’interesse della collettività. Per questo motivo ci chiediamo se sia davvero nell’interesse della collettività eliminare il vincolo civico da aree costiere sottoposte a una fortissima pressione turistica, trasferendolo sulla Pineta di Maria Pia, un’area già interessata da molteplici forme di tutela ambientale e paesaggistica. Il Comune sostiene che tale scelta rappresenti una compensazione idonea. L’Associazione pone invece una domanda molto semplice: quale tutela aggiuntiva riceve la Pineta di Maria Pia rispetto a quella di cui già gode oggi? La Corte costituzionale, con la sentenza n. 178 del 2023, ha ribadito che gli usi civici non costituiscono un semplice retaggio del passato, ma rappresentano un istituto pienamente attuale, strettamente connesso alla tutela dell’ambiente, del paesaggio e dei beni comuni. Per questo motivo riteniamo che ogni trasferimento debba essere valutato con il massimo rigore, dimostrando in modo puntuale che il beneficio pubblico perseguito sia realmente equivalente alla tutela che si intende rimuovere e che l’interesse della collettività risulti effettivamente incrementato. Se il trasferimento non determina un effettivo incremento della tutela ambientale, ma comporta la perdita del regime civico su beni costieri di straordinario valore pubblico, è doveroso interrogarsi sull’effettiva equivalenza dell’operazione. Vi è inoltre un aspetto che merita particolare attenzione. Nel Piano di Valorizzazione del 2021 il Comune qualificava diverse particelle come occupate da terzi senza titolo valido e richiamava l’obbligo previsto dall’art. 22 della L.R. n. 12/1994 di promuovere le azioni di recupero dei terreni comunali gravati da uso civico abusivamente occupati. Nello stesso documento, tuttavia, per molte di quelle aree veniva già prospettato il futuro trasferimento del diritto di uso civico. Per questo chiediamo all’Amministrazione di chiarire pubblicamente: • quali azioni di recupero siano state concretamente avviate tra il 2021 e il 2026; • perché, per ciascuna particella interessata, si sia ritenuto di privilegiare il trasferimento del diritto di uso civico rispetto alle azioni di recupero previste dalla legge; • quali valutazioni abbiano portato a individuare la Pineta di Maria Pia come area di compensazione, escludendo altre aree pubbliche di grande valore naturalistico. L’Associazione ritiene che sarebbe stato più coerente valutare il trasferimento dei diritti di uso civico sulle aree pubbliche di Punta Giglio. Si tratta di beni che, allo stato attuale, risultano ancora suscettibili di alienazione nell’ambito della programmazione patrimoniale comunale. L’apposizione del regime degli usi civici ne avrebbe invece rafforzato la tutela, attribuendo loro il carattere di beni collettivi inalienabili e destinati permanentemente all’interesse della comunità. Questa vicenda non riguarda soltanto aspetti catastali o amministrativi. Riguarda il futuro della costa di Alghero, dei suoi beni comuni e della possibilità per le generazioni future di continuare a considerarli un patrimonio collettivo. Per queste ragioni l’Associazione elaborerà un dossier tecnico-giuridico sulla deliberazione n. 61 e valuterà la presentazione di osservazioni alla Regione Sardegna nell’ambito del procedimento di autorizzazione al trasferimento dei diritti di uso civico. Gli usi civici non appartengono all’Amministrazione comunale, né a una maggioranza politica. Appartengono alla comunità di Alghero e rappresentano una delle più antiche forme di tutela dei beni comuni. Prima di modificarne il regime, la città ha il diritto di conoscere, discutere e comprendere fino in fondo le conseguenze di questa scelta. La tutela dei beni comuni non può essere considerata un ostacolo allo sviluppo. È la condizione che garantisce che lo sviluppo rimanga nell’interesse della collettività. Gli usi civici rappresentano una delle più antiche e moderne forme di protezione del patrimonio pubblico: modificarne il regime significa assumere una responsabilità verso le generazioni future. Per questo chiediamo che ogni scelta sia accompagnata dalla massima trasparenza, da un confronto pubblico e da un istruttoria che dimostri, senza margini di dubbio, il reale beneficio per la comunità di Alghero”.

Associazione Punta Giglio Libera – Ridiamo Vita al Parco

“Campo boe, ok la salvaguardia della posidonia, ma non sacrifichiamo la nautica”

ALGHERO – “Le modifiche al disciplinare sono un primo passo positivo, ma non basta. Resta il rischio che molti proprietari di imbarcazioni scelgano altri porti, come Argentiera Stintino etc.. con gravi ripercussioni per cantieri nautici, rimessaggi, marina, ristoranti e attività commerciali.

La tutela della Posidonia è fondamentale, ma deve essere compatibile con la salvaguardia dell’economia locale. Alghero non può permettersi di perdere un settore strategico come la nautica da diporto. Servono regole equilibrate e un confronto costante con chi vive e lavora sul mare”

Alberto Bamonti consigliere comunale Gruppo Base Popolare Alghero.

Posidonia, Piano di Gestione della Regione Sardegna

CAGLIARI – La Giunta regionale, su proposta dell’assessora della Difesa dell’Ambiente Rosanna Laconi, ha approvato gli indirizzi operativi per la predisposizione del primo Piano regionale di gestione della Posidonia oceanica, dando attuazione alla legge regionale n. 1 del 2020 e avviando un percorso organico per la tutela e la gestione sostenibile delle spiagge della Sardegna.

Il provvedimento rappresenta un passaggio strategico nelle politiche regionali di conservazione degli ecosistemi costieri e si inserisce nell’attuazione del Programma Regionale di Sviluppo 2024-2029 e del Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO) 2026-2028, che individuano proprio nella redazione del Piano uno degli obiettivi prioritari per la salvaguardia del patrimonio costiero.

“Per troppo tempo la gestione della Posidonia è stata affrontata quasi esclusivamente come un’emergenza stagionale. Con questo provvedimento cambiamo prospettiva: la Regione si dota degli strumenti per governare il fenomeno in modo organico, fondando le decisioni su conoscenze scientifiche, monitoraggio e pianificazione. È un cambio di metodo prima ancora che di strumenti,” ha sottolineato l’assessora Laconi.

La Posidonia oceanica, infatti, non costituisce un rifiuto, ma un elemento naturale fondamentale per l’equilibrio degli ecosistemi marini e costieri. I depositi che si formano lungo gli arenili svolgono un ruolo essenziale nella difesa delle spiagge dall’erosione, nella mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici e nel mantenimento della biodiversità. Per questo motivo la loro gestione richiede criteri scientifici omogenei, pianificazione e soluzioni differenziate in relazione alle caratteristiche dei singoli litorali.

La delibera assegna al Servizio Tutela della Natura e Politiche Forestali il coordinamento delle attività necessarie alla redazione del Piano e dispone la verifica del suo inquadramento rispetto alle procedure di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) e di Valutazione di Incidenza Ambientale (VIncA), affinché tutte le future scelte siano pienamente coerenti con la normativa ambientale e con gli obiettivi di sostenibilità.

Per garantire una gestione integrata del progetto sarà istituito, presso il Servizio Tutela della Natura e Politiche Forestali della Direzione generale della Difesa dell’Ambiente, un Ufficio di Piano composto da professionalità multidisciplinari del Sistema Regione, con il coinvolgimento di ARPAS, della Direzione generale degli Enti Locali e degli altri soggetti istituzionali che potranno contribuire allo sviluppo del Piano. Sul piano tecnico-scientifico è inoltre previsto il supporto del CNR-IAS di Oristano, attraverso una specifica convenzione operativa nell’ambito dell’accordo quadro già in essere tra la Regione Sardegna e il Consiglio Nazionale delle Ricerche.

Il Piano sarà accompagnato da attività di studio, monitoraggio, sperimentazione, comunicazione e partecipazione rivolte ai territori e ai portatori di interesse, con l’obiettivo di costruire un modello di gestione condiviso e fondato sulle migliori conoscenze tecnico-scientifiche disponibili. Per la sua realizzazione la Regione ha destinato risorse pari a 4 milioni di euro nel triennio 2026-2028, già previste nel bilancio regionale.

“Le nostre spiagge sono un patrimonio ambientale ed economico che richiede equilibrio nelle scelte. Il Piano nasce proprio per offrire ai Comuni e a tutti i soggetti coinvolti criteri chiari, uniformi e aggiornati, capaci di tutelare gli ecosistemi costieri senza trascurare le esigenze delle comunità e della fruizione del littorale,” dice ancora l’assessora Rosanna Laconi.

Con l’approvazione degli indirizzi operativi, la Regione avvia un percorso condiviso e su base scientifica per la gestione della Posidonia oceanica, confermando l’impegno a coniugare tutela ambientale, sviluppo turistico e resilienza costiera nell’ambito delle politiche regionali di adattamento ai cambiamenti climatici.

“Dati sbagliati sul lavoro, l’assessore Manca dovrebbe dimettersi”

ALGHERO – “Le dichiarazioni dell’assessora regionale del Lavoro Desirè Manca davanti a decine di studenti meriterebbero le dimissioni immediate. Non si tratta di una semplice imprecisione, ma di errori gravi su dati che dovrebbe conoscere.»
È durissimo l’intervento del consigliere comunale della Lega Michele Pais dopo l’incontro in un istituto scolastico superiore, durante il quale l’assessora ha sostenuto che nel 2024 la Sardegna avesse una disoccupazione giovanile oltre il 55%, femminile oltre il 60% e generale sopra il 23%.
«Il fatto è grave. I dati ufficiali del 2024 indicano invece circa il 23% di disoccupazione giovanile, il 10% femminile e il 10,2% generale. Dati sempre alti, ma quelli catastrofici della Manca non trovano riscontro nella realtà. Diffondere numeri errati su questi temi è inaccettabile. Roba da ritiro immediato della delega. Non si possono diffondere dati inesistenti su un tema così delicato.»
Pais critica anche il danno istituzionale.
«Che figura fanno Giunta e Regione davanti ai cittadini? Come possono essere credibili se non conoscono i dati del settore?»
Ancora più grave, secondo Pais, il contesto.
«Queste affermazioni sono state fatte in una scuola, davanti a studenti che dovrebbero vedere competenza e serietà. Che fiducia possono avere nella politica?»
«Lo stesso Assessore che invece non tocca i temi sul lavoro povero e precario, dell’abbandono scolastico e delle persone inattive, che sono i veri drammi della Sardegna.
La Sardegna merita amministratori preparati. Su temi così importanti non si può sbagliare: se non si conoscono i dati, si dovrebbe trarne le conseguenze e dimettersi.»

“Aeroporto, basta slogan: Cacciotto si attivi per tagliare l’addizionale”

Fratelli d’Italia Alghero rilancia con forza la proposta di abolizione dell’addizionale comunale sui diritti d’imbarco, attraverso l’emendamento presentato in Consiglio regionale. Una misura concreta per rendere più competitivo il sistema aeroportuale sardo, rafforzare i collegamenti, attrarre nuove rotte e sostenere turismo, imprese e occupazione.»

«L’addizionale grava oggi per circa 7 euro su ogni passeggero in partenza. Si tratta di un costo che incide sulla competitività delle destinazioni turistiche, condiziona le strategie delle compagnie aeree e penalizza in particolare gli aeroporti che operano in un mercato più difficile, come quello di Alghero. La proposta deve essere discussa senza pregiudizi: il nostro territorio non può permettersi di restare in silenzio.»

Marco Di Gangi, responsabile regionale del Dipartimento Turismo di Fratelli d’Italia Sardegna, dichiara: «Abolire l’addizionale significa investire concretamente sul futuro di Alghero e dell’intera Sardegna. Diverse Regioni hanno già dimostrato che ridurre il costo di accesso al territorio favorisce l’apertura di nuove rotte, aumenta il traffico passeggeri e contribuisce a destagionalizzare i flussi turistici. Alghero deve essere protagonista di questa battaglia e non limitarsi ad assistere alle decisioni degli altri.»

«Chiediamo al sindaco Raimondo Cacciotto e alla sua maggioranza di assumere una posizione chiara e di promuovere una mobilitazione istituzionale a sostegno della proposta, coinvolgendo il Consiglio comunale e le categorie economiche e produttive del territorio» aggiunge Alessio Auriemma.

Dello stesso avviso anche Alessandro Cocco, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale: «Su una questione così importante per il futuro economico del Nord-Ovest della Sardegna non bastano dichiarazioni di principio. Servono iniziative concrete, atti formali e una forte pressione politica affinché l’emendamento venga approvato. Ci aspettiamo inoltre un convinto sostegno da parte del consigliere regionale del territorio, Valdo Di Nolfo, la cui assenza su questo tema appare francamente incomprensibile.»

«Fratelli d’Italia chiede quindi all’Amministrazione comunale di portare la questione all’attenzione del Consiglio comunale e di sostenere pubblicamente l’emendamento presentato dal consigliere regionale Paolo Truzzu. L’aeroporto di Alghero non si difende con gli slogan o con le dichiarazioni di circostanza: si difende eliminando gli ostacoli che ne limitano la competitività e creando le condizioni per attrarre nuove compagnie, nuove rotte e maggiori opportunità di sviluppo per tutto il territorio» concludono i dirigenti di Fratelli d’Italia Alghero.

Campo Boe, il Tar conferma la correttezza del percorso del Parco di Porto Conte

ALGHERO – Prosegue il percorso di sviluppo del sistema dei campi boe dell’Area Marina Protetta “Capo Caccia – Isola Piana”. Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha infatti rilasciato il nulla osta alle prime modifiche del Disciplinare di gestione, frutto del confronto sviluppato nelle ultime settimane con le associazioni dei diportisti, gli operatori del settore e tutti i portatori di interesse. Le modifiche approvate recepiscono alcune delle osservazioni emerse durante il percorso di ascolto avviato dal Parco e riguardano, in particolare, il reinserimento del poligono destinato al libero ancoraggio all’interno della baia di Porto Conte, nei pressi del Moletto Finanza, e la revisione delle condizioni meteo marine previste per l’utilizzo delle boe, con la correzione di un limite tecnico relativo all’intensità del vento che risultava eccessivamente restrittivo. Un risultato ottenuto grazie anche alla proficua collaborazione con la struttura tecnica del MASE, avviata sin dal mese di maggio dal nuovo direttore, dott. Giulio Plastina. Parallelamente, davanti al Tribunale Amministrativo Regionale, in relazione al ricorso, con annessa richiesta di sospensiva, presentato da alcune attività commerciali contro il Disciplinare Attuativo – Anno 2026 del DM Ministero Ambiente 2002 – Istitutivo dell’Area Marina Protetta , alla Camera di Consiglio di oggi 29 luglio, la istanza di sospensiva è stata riunita al merito fissato per l’Udienza Pubblica del 20 gennaio 2027 (considerate anche le recenti sopraggiunte modifiche): pertanto, almeno fino a quella data, il Disciplinare Attuativo 2026 continua ad essere pienamente efficace ed a trovare applicazione. Con l’occasione deve ribadirsi come il metodo adottato dall’Ente per la predisposizione ed approvazione del Disciplinare 2026 e delle sue recenti modifiche, sia fondato sul dialogo con le categorie economiche e sulla ricerca di un equilibrio tra la tutela dell’ambiente e le esigenze di chi opera quotidianamente all’interno dell’Area Marina Protetta. Una collaborazione evidenziata anche in questi giorni da numerose imprese che operano in Area Protetta, che hanno manifestato la loro totale fiducia nell’operato dell’Azienda Speciale. Il Parco sottolinea inoltre come il nuovo Disciplinare 2026 non abbia comportato alcuna limitazione alle attività economiche autorizzate: Tutti gli operatori commerciali che hanno presentato richiesta sono stati autorizzati a svolgere la propria attività anche per la stagione in corso e, per diverse categorie, risultano ancora disponibili spazi rispetto ai contingenti massimi previsti. Un elemento che dimostra come il sistema sia stato costruito per garantire contemporaneamente la salvaguardia degli ecosistemi marini e la piena operatività delle imprese. Prosegue intanto a pieno regime la gestione del sistema attraverso l’App dedicata alle prenotazioni, che superata la fase di test, sta registrando un’adesione superiore alle aspettative con più di 600 prenotazioni. A supporto degli utenti è stato inoltre attivato un servizio di assistenza e informazione direttamente in mare, operativo quotidianamente nelle ore centrali della giornata, che fornisce indicazioni, supporto nelle prenotazioni e assistenza sull’utilizzo degli ormeggi. Attività affiancata anche da uscite di tecnici interni alla Amp che proprio in questi giorni stanno provvedendo ad opere di piccola manutenzione sulle vecchie boe di Punta del Dentul. Col completamento a maggio scorso del percorso avviato nel 2019 con il finanziamento regionale PAF e successivamente ampliato con il progetto finanziato nel 2023 con fondi PNRR, il Parco è in grado, già in questo primo anno di operatività, di proseguire il percorso di ascolto con operatori autorizzati, associazioni dei diportisti e tutti i portatori di interesse, con l’obiettivo di affinare ulteriormente il sistema. Cala per cala, insieme agli Enti competenti, saranno valutate tutte le possibili migliorie nella distribuzione delle boe e nell’organizzazione degli spazi destinati sia all’ormeggio sia al libero ancoraggio, sempre nel pieno rispetto delle praterie di Posidonia oceanica. Tra gli ulteriori interventi previsti ed in fase di condivisione con la Capitaneria, l’installazione di cavi carrozzati nelle aree più a ridosso della costa. Si tratta di una soluzione innovativa che consentirà alle imbarcazioni di ormeggiare esclusivamente su fondali sabbiosi privi di Posidonia oceanica, contribuendo così alla salvaguardia degli habitat marini. L’intervento permetterà inoltre di incrementare la sicurezza della balneazione e, previa autorizzazione degli Enti competenti, di avvicinare gli ormeggi alla costa rispetto agli attuali limiti di 200 metri, migliorando la fruibilità delle spiagge senza compromettere gli equilibri ambientali. Il giudizio amministrativo sul Disciplinare dell’Amp proseguirà nel mese di ottobre con l’udienza di merito. In quella sede il Parco illustrerà le ragioni che, nel corso degli ultimi otto anni e attraverso il lavoro dei diversi Consigli Direttivi, hanno portato alla costruzione di un sistema di regole progressivamente evoluto, capace di coniugare conservazione del patrimonio naturale, sicurezza della navigazione e sviluppo delle attività economiche. «Dopo la odierna udienza del TAR e pur in attesa della sentenza definitiva, deve ribadirsi la correttezza del percorso intrapreso – dichiara il presidente Emiliano Orrù –. Abbiamo sempre lavorato con un obiettivo preciso: proteggere un patrimonio naturale straordinario senza penalizzare chi da quel patrimonio trae il proprio lavoro. Lo dimostra il fatto che tutti gli operatori che hanno presentato domanda sono stati autorizzati a operare e che, in diverse categorie, sono ancora disponibili spazi rispetto ai limiti previsti dal Disciplinare. Le modifiche approvate dal Ministero dimostrano inoltre che il sistema è dinamico e può essere migliorato attraverso il confronto. Continueremo ad ascoltare operatori, diportisti, associazioni e istituzioni perché crediamo che il dialogo sia la strada giusta per rendere questo progetto sempre più efficace. L’Area Marina Protetta è un patrimonio di tutti. Non può diventare terreno di contrapposizione politica. La tutela dell’ambiente è un valore condiviso e il progetto dei campi boe è il risultato di un percorso costruito nel tempo, al quale hanno contribuito, con sensibilità diverse, tutti i Consigli Direttivi del Parco e tutte le amministrazioni che si sono succedute. Oggi è il momento di abbassare i toni, guardare avanti e continuare a collaborare. Solo lavorando insieme potremo migliorare ulteriormente questo sistema e consegnare alle future generazioni un’Area Marina Protetta sempre più tutelata, fruibile e capace di creare sviluppo sostenibile per tutto il territorio»