“Turismo golfistico, l’Amministrazione abbia coraggio e apra un tavolo”
ALGHERO – “Non possiamo continuare a rassegnarci all’idea che ad Alghero, appena finisce settembre, tutto debba chiudere i battenti”. A lanciare l’allarme è Donato Capuano, Portavoce cittadino di Alghero Sardegna al Centro, che interviene con forza sul tema della destagionalizzazione.
Secondo il rappresentante algherese del movimento guidato da Antonello Peru, la Riviera del Corallo ha tutte le carte in regola per smettere di guardare con invidia a mete come la Spagna o il Portogallo. “Mentre a Malaga o nell’Algarve il turismo corre tutto l’anno grazie al golf, producendo miliardi di indotto, da noi gli hotel si svuotano e i lavoratori stagionali finiscono in Naspi. È un controsenso, perché abbiamo più ore di sole della Costa del Sol e un patrimonio naturale e archeologico unico al mondo”.
La proposta del Portavoce Donato Capuano è concreta: puntare sul turismo golfistico come reale motore economico per i mesi di spalla. “Un golfista spende mediamente tre volte più di un turista balneare e viaggia proprio tra ottobre e maggio. Creare strutture di qualità non significa cementificare: la nostra idea è riqualificare volumetrie già esistenti e usare esclusivamente acque reflue depurate per il verde, rispettando l’ambiente”.
L’obiettivo finale è chiaro: attirare visitatori che, oltre al green, vogliano scoprire le nostre cantine, il centro storico e siti come Palmavera o Anghelu Ruju. “Chiediamo che si apra subito un tavolo tecnico qui ad Alghero tra amministrazione e categorie produttive. Dobbiamo avere il coraggio di fare sistema per garantire voli costanti su Alghero tutto l’anno e dare finalmente stabilità ai nostri giovani e alle nostre imprese”.
“Degrado, abbandono e pericolo in pieno centro ad Alghero: urge un intervento”
ALGHERO – Il Presidente della Commissione Ambiente del Comune di Alghero, Christian Mulas, interviene con decisione sulla grave situazione di degrado dell’immobile situato tra via XX Settembre, via Fratelli Kennedy e Piazza Sulis, riportando l’attenzione su una criticità che da troppi anni attende risposte concrete.
“Parliamo di un edificio abbandonato e pericolante dichiara Mulas che continua a rappresentare uno sfregio al decoro urbano e un potenziale rischio per la sicurezza dei cittadini. Una situazione che non può più essere tollerata, soprattutto perché insiste in una delle aree più rappresentative e frequentate del centro storico”.
Il Presidente evidenzia come la problematica non sia nuova: “Già nei mesi scorsi un gruppo politico cittadino aveva denunciato con forza questo stato di abbandono. A fronte di quelle segnalazioni, ad oggi non e cambiato nulla. Questo atteggiamento attendista non è più accettabile”.
A preoccupare ulteriormente sono le condizioni del marciapiede antistante, che presenta segni evidenti di cedimento, e dell’area verde prospiciente l’ingresso su Piazza Sulis, oggi ridotta a spazio incolto e ricettacolo di rifiuti.
“È indispensabile un cambio di passo immediato prosegue Mulas . Occorre attivare tutte le verifiche tecniche necessarie, coinvolgere i Vigili del Fuoco e adottare senza indugio provvedimenti efficaci per eliminare ogni rischio per la pubblica incolumità e porre fine a questo degrado”.
Infine, il richiamo alle responsabilità: “I proprietari devono essere messi nelle condizioni di intervenire, ma anche obbligati a farlo. Il rispetto delle norme sulla sicurezza e sul decoro urbano non è negoziabile. Il centro storico di Alghero merita attenzione, tutela e azioni concrete, non silenzi e rinvii”.
“Come Commissione Ambiente conclude continueremo a vigilare con determinazione affinché si arrivi rapidamente a una soluzione definitiva e si restituisca dignità a un’area strategica della città”.
“Nuovi immobili, attuare un percorso trasparente: no a sprechi e scelte già scritte”
Addio a Giulio Spanu, il ricordo del sindaco Cacciotto
“Volo Alghero-Cagliari, ma non provano nessuna vergogna?”
ALGHERO – “Davvero la priorità della Sardegna sono voli stagionali di qualche settimana? Davvero questa è la pianificazione dei trasporti? Davvero questa è la politica turistica? Quando si usano risorse pubbliche per incentivare rotte aeree devono esserci studi pubblici sulla domanda; costi trasparenti; criteri chiari di assegnazione; controlli sui risultati. Altrimenti sono soldi buttati e regali alle compagnie aeree”. Così l’ex presidente della Giunta regionale sarda e già deputato, Mauro Pili, da sempre estremamente attento alle politiche dei trasporti, che all’indomani dell’annuncio dei collegamenti interni di Aeroitalia tra Cagliari e Alghero e Olbia, come anticipato da Algheronews [LEGGI, pone una serie di interrogativi. Per Mauro Pili si tratta semplicemente di “rotte che il mercato non aprirebbe, tutti voli campati per aria solo per poche settimane tra luglio e agosto, due volte a settimana, nell’ambito di bandi-barzelletta per le nuove rotte e degli incentivi al traffico aereo”. Secondo Pili alla base dell’attivazione delle tratte annunciate ieri, non ci sarebbe «nessuno studio di mercato, nessuna analisi dei flussi, nessuna valutazione costi-benefici. Infine la chiusura netta indirizzata alla politica regionale: “non provano nessuna vergogna”.
Uniti per la Todde, entra l’ex-assessore Satta. Di Nolfo capogruppo
CAGLIARI – Cresce il gruppo consiliare regionale “Uniti per la Todde”: la civica della presidente Alessandra Todde, esponente dei 5 Stelle, incassa l’ingresso dell’ex-assessore all’agricoltura Gianfranco Satta, eletto coi progressisti di Zedda e transitato nel “Gruppo Misto ” e ora approdato con la sua “associazione Cantiere Riformista” nell’aggregazione della governatrice, che in questo modo si rafforza nel perpetuo “braccio di ferro” col Partito Democratico.
Non è l’unica novità, infatti con l’ingresso in Giunta di Sebastian Cocco (Affari Generali) è l’algherese Valdo Di Nolfo a diventare il nuovo capogruppo di Uniti per la Todde. L’altro componente, è Giuseppe Frau, vice-presidente del Consiglio Regionale. Un nuovo e importante compito per l’esponente del centro catalano che indubbiate lo carica di responsabilità verso la massima assise isolane e di conseguenza in relazione al collegio da cui è stato eletto, in primis Alghero.
“Basta liti e baruffe, la maggioranza è paralizzata: Cacciotto ne prenda atto”
ALGHERO – Il gruppo consiliare di Forza Italia – Marco Tedde, Giovanna Caria, Antonello Peru, Lina Bardino e Nina Ansini – interviene con preoccupazione sullo scontro interno alla maggioranza in merito alla gestione della posidonia.
«Assistiamo ormai quotidianamente a liti da pollaio che stanno minando il cammino della maggioranza e, soprattutto, l’azione amministrativa in città. Uno spettacolo poco edificante che, nei fatti, sta paralizzando settori importanti dell’Amministrazione comunale, impedendo risposte tempestive ed efficaci ai problemi reali di Alghero».
Nel merito della vicenda, gli esponenti azzurri sottolineano: «Non possiamo non rilevare come il Presidente della Commissione Ambiente Christian Mulas stia cercando, con senso di responsabilità istituzionale, di richiamare l’attenzione su un tema serio come l’utilizzo improprio di mezzi pesanti nella rimozione della posidonia, a tutela del nostro litorale».
«A fronte di ciò – prosegue Forza Italia – si registrano nei suoi confronti sterili attacchi che appaiono come una vera e propria excusatio non petita, che finisce per trasformarsi, come al solito, in una accusatio manifesta: una difesa d’ufficio dell’Assessore Selva che conferma, anziché smentire, le criticità politiche evidenziate».
«Il punto politico è evidente: mentre il Presidente Mulas solleva questioni di merito e chiede chiarezza, altri consiglieri scelgono di spostare il confronto su un piano strumentale, evitando di entrare nel cuore del problema. Un atteggiamento che non aiuta la città e che alimenta soltanto confusione e immobilismo».
L’affondo finale è rivolto al vertice dell’Amministrazione: «Riteniamo che il Sindaco Raimondo Cacciotto debba esercitare fino in fondo il proprio ruolo. Non è più tempo di restare alla finestra. È necessario prendere in mano le redini della maggioranza, decidere, tracciare una direzione chiara, guardare lontano e fissare obiettivi concreti».
«Alghero ha bisogno di un’Amministrazione che governi e che sappia disegnare il futuro di Alghero assieme ad una maggioranza coesa e responsabile. E non di una maggioranza divisa e impegnata in continue schermaglie interne, incapace di dare risposte e visione alla città»
“La Todde (condannata a pagare una sanzione) ha poco da festeggiare, pensi a governare”
CAGLIARI – “Alessandra Todde non è stata dichiarata decaduta, ma resta il fatto politico e istituzionale: è stata ritenuta responsabile di gravi violazioni in materia di trasparenza nella gestione della campagna elettorale ed è stata condannata a una sanzione pecuniaria di 40 mila euro. Non proprio un attestato di correttezza, ma il riconoscimento di una condotta che ha violato regole poste a tutela della trasparenza democratica. Ora però il punto è un altro. Se per gli orrori compiuti sul terreno del rispetto delle regole se la cava pagando una sanzione, per gli orrori compiuti nel governo della Sardegna il conto lo stanno già pagando i sardi, ogni giorno, sulla propria pelle. Per questo sarebbe il caso che la presidente uscisse finalmente dallo spogliatoio della propaganda e scendesse in campo. Perché la Sardegna non può più permettersi un governo fermo, confuso e inconcludente. Non basta sopravvivere politicamente: bisogna dimostrare di essere all’altezza del compito. E finora, purtroppo, la distanza tra il clamore degli annunci e la povertà dei risultati è sotto gli occhi di tutti. Chi ha responsabilità di governo non può cavarsela sempre con una narrazione autoassolutoria. La trasparenza non è un dettaglio burocratico, così come governare non è un esercizio di comunicazione. La Sardegna ha bisogno di serietà, capacità e decisioni. E soprattutto di una guida che governi davvero, invece di limitarsi a restare in carica.” Lo ha dichiarato Ugo Cappellacci, deputato e presidente della Commissione Affari Sociali e Salute della Camera.
“Referendum: rispetto pieno per il voto, ma il risultato rallenta il giusto processo”
ALGHERO – Il consigliere nazionale di Forza Italia, Marco Tedde, interviene sull’esito del referendum, prendendo atto con senso istituzionale del risultato espresso dai cittadini. «Ha vinto il No, e in democrazia il verdetto delle urne si rispetta. Viva il No, perché rappresenta la volontà popolare, che è e resta sovrana». «Non posso tuttavia nascondere – prosegue Tedde – il mio rammarico per un esito che non condivido. La riforma oggetto del referendum rappresentava un passaggio importante per dare piena attuazione al principio del giusto processo, ancora oggi non compiutamente realizzato». Tedde evidenzia però un elemento di fondo: «Nel massimo rispetto del voto dei cittadini, è evidente che questo risultato contiene un errore di prospettiva, perché finisce per bloccare o rallentare un processo riformatore necessario. Un percorso che dovrà essere comunque riavviato con determinazione, perché il tema del giusto processo non può essere archiviato». Il consigliere nazionale sottolinea anche una responsabilità politica: «È altrettanto evidente che il fronte del Sì non è riuscito a spiegare fino in fondo le ragioni della riforma. Probabilmente per il tentativo ben riuscito dei sostenitori del NO di creare due robuste, ma dannose, gabbie ideologiche che hanno gettato una coltre di nebbia sul testo e sugli obbiettivi della riforma. Diversamente, non si comprenderebbe un esito che, seppur legittimo, va oggettivamente nella direzione opposta rispetto all’esigenza di rendere la giustizia penale più equa ed efficiente». «Rivolgo un sincero augurio al fronte del No – aggiunge – ma senza dimenticare che molte delle riforme oggi osteggiate affondano le loro radici in un lungo percorso politico e culturale che, in passato, ha visto ampi settori della sinistra sostenerle. Proprio per questo, oggi non ci si può nascondere dietro un dito: serve coerenza e serve assumersi la responsabilità di indicare come si intenda affrontare i nodi irrisolti della giustizia». «Il rispetto per la volontà dei cittadini – conclude Tedde – è il fondamento della nostra democrazia. Proprio per questo, pur nel dissenso, è doveroso accettarne l’espressione e continuare a lavorare per riforme che garantiscano davvero equilibrio tra accusa e difesa e piena attuazione del giusto processo»
