Alghero e la sua identità

ALGHERO – Rimanere indietro non è una cosa bella, per arrivare primi è necessario raggiungere la cultura. Noi in qualità di Sardi nati ad Alghero e avanzata-rimasta quella parte culturale linguistica filo catalana che dal 1948 ad oggi pur avendo la Sardegna uno statuto speciale definito zoppo da qualche amministratore italiano rispondiamo che la nostra cultura è avanti di millenni, forse qualche amministratore italiano scorda che sui banchi di scuola è stato imposto di scrivere e leggere in italiano, forse si dimentica che l’italiano è stato inserito fra le tante forme dialettali della penisola, ed oggi qualcuno viene a dire che la Sardegna è zoppa. Se l’Italia con la riforma della scuola avesse lasciato il bilinguismo sui banchi di scuola in Sardegna, oggi ogni sardo parlerebbe e scriverebbe nella lingua nativa. Oggi Alghero ha una sua grafia sia essa corretta o deforme perché col tempo, fra polemiche e processi per aver annunciato in algherese in aeroporto, sempre ad Alghero, (Rafael Caria), sempre oggi con la legge (Regione Sardegna) che dà ad Alghero la possibilità di studiare la lingua a scuola, l’unico problema è che forse le scuole non hanno interesse ad insegnare l’Algherese benché la Regione Sardegna abbia messo a disposizione lo scorso anno 350.000,00 euro. Purtroppo le scuole non pronte o forse disattente non hanno colto l’opportunità, che sicuramente ne avrebbe tratto beneficio di immagine e prestigio. L’insegnamento dell’algherese oggi è trasmesso da associazioni (senza scopo di lucro), per pura passione per il territorio, non sempre riconosciuto l’impegno, uno sforzo oneroso per i volontari insegnanti ma ben gratificante quando le sale sono piene di spettatori auditori, che ascoltano in lingua poesie, canzoni e prose teatrali, che la Sardegna sia zoppa? Si, a parte la lingua è zoppa caro amministratore italiano perché la politica, miope in primis la politica sarda non ha legiferato, per molte opportunità che avrebbero dato alla Sardegna uno sviluppo maggiore e non rendere la Sardegna un’isola isolata dal resto dell’Europa, con il suo spicciolo turismo e con le poche promesse elargite.

L’Alguer i la seva identitat.
Quedar-se enrere no és bo, per arribar primer cal arribar a la cultura. Nosaltres com a sards nascuts a l’Alguer i avançats-aquella part cultural lingüística procatalana va romandre, des del 1948 fins avui malgrat tenir Sardenya un estatut especial definit coix per alguns administradors italians responen que la nostra cultura està milers d’anys per davant, potser alguns administradors italians obliden que l’escriptura i la lectura en italià s’han imposat als pupitres de l’escola, potser obliden que l’italià s’ha inclòs entre les moltes formes dialectals de la península, i avui dia. algú ve a dir que Sardenya és coixa. Si Itàlia amb la reforma escolar hagués deixat el bilingüisme als bancs de les escoles de Sardenya, avui cada sard parlaria i escriuria en la seva llengua materna. Avui l’Alguer té una lletra pròpia, sigui correcta o deformada perquè amb el pas del temps, enmig de polèmiques i judicis per anunciar a l’Alguer a l’aeroport, encara a l’Alguer, (Rafael Caria), encara avui amb la llei (Regió de Sardenya) que atorga a l’Alguer la possibilitat d’estudiar la llengua a l’escola, l’únic problema és que potser les escoles no tenen cap interès a ensenyar l’alguerès tot i que la Regió de Sardenya va disposar l’any passat de 350.000,00 euros. Malauradament, les escoles que no estaven preparades o potser desateses no van aprofitar l’ocasió, que sens dubte se n’haurien beneficiat en imatge i prestigi. L’ensenyament de l’Alguer d’avui es transmet per associacions (sense ànim de lucre), per pura passió pel territori, el compromís no sempre és reconegut, un esforç costós per als voluntaris ensenyats però molt gratificant quan les sales estan plenes d’espectadors auditors, que escoltar poemes, cançons i prosa teatral en la llengua, que Sardenya és coixa? Sí, a banda de l’idioma, estimat administrador italià, és coix perquè la política, miop sobretot, la política sarda no ha legislat, per moltes oportunitats que haurien donat a Sardenya un major desenvolupament i no fer de Sardenya una illa aïllada de la resta. d’Europa, amb el seu petit turisme i amb les poques promeses fetes

Alghero: realtà virtuale al Quarter con Elio Germano

ALGHERO – “Segnale d’Allarme – La mia battaglia VR”, con la regia di Elio Germano e Omar Rashid, è una suggestiva performance che sfrutta le straordinarie potenzialità della realtà virtuale e prevede il coinvolgimento attivo del pubblico in sala. Lo spettacolo, in programma al Quarter domenica 4 dicembre in due diverse fasce orarie, alle 16 e alle 20, è un monologo che porta a riflettere e a porsi domande su vari temi: il consenso, il libero pensiero, l’affabulazione, la dittatura.
E’  un segnale d’allarme quello che Elio Germano lancia contro l’informazione fatta solo di opinioni, la tecnologia che rischia di essere veicolo di pura distrazione di massa e una cultura mainstream che finisce per fagocitare sistematicamente la nicchia, sottraendole anche le opportunità concesse dalla tecnologia. È una feroce e allucinata narrazione in cui un attore, o forse un comico, ipnotizzatore non dichiarato, manipola gli spettatori in un crescendo di autocompiacimento, fino a giungere,al termine del suo show, a una drammatica imprevedibile svolta. Portatore di un muto volere collettivo diffuso nell’aria, l’artista da figura autorevole si farà a poco a poco sempre più autoritario, evocando lo spettro di un estremismo di ritorno travestito da semplice buon senso.

⠀Lo spettacolo tratto dalla performance teatrale “La mia battaglia”,  in cui l’attore sarà visibile solo nella realtà virtuale e non fisicamente, si potrà vivere in maniera estremamente coinvolgente grazie ad appositi supporti visivi che saranno forniti dall’organizzazione.

Per informazioni sull’evento è possibile consultare il sito Alghero Turismo e procedere alla prenotazione su questo link bit.ly/SegnalidiAllarme_ElioGermano

Grande riconoscimento per Rifugio di Mare, promozione per Alghero

ALGHERO – La Borsa Italiana del Turismo Cooperativo e Associativo, riunita quest’anno a Prato, ha affrontato temi di grande attualità nell’ambito del turismo cooperativo: dal ruolo dei Parchi alle strategie di marketing, dalla promozione del territorio al turismo lento. Particolare attenzione è stata rivolta alla sostenibilità, all’innovazione e alle ricadute sul territorio. Il turismo cooperativo è una realtà in evoluzione, capace di rispondere alle nuove esigenze dei viaggiatori e fornire soluzioni etiche e sostenibili alla fase post Covid. Numerose le testimonianze di cooperative attive da anni, che hanno raccontato come creare attività capaci di valorizzare le aree protette, di creare inclusione sociale e di valorizzare le specificità territoriali.

Ed è proprio per raccogliere l’innovazione portata dalle cooperative e per spingerle a raccontarsi che nasce il Premio Bitac. Per il secondo anno il Premio Bitac premia una realtà basata in Sardegna. Nel 2021 a vincere il Premio era stata un’altra realtà sarda: il Parco Museo S’abba frisca di Dorgali. Il calcolo delle probabilità era nettamente a sfavore della Sardegna, che tuttavia ha vinto ancora grazie al partenariato pubblico-privato che ha dato vita al Rifugio di Mare e al MAPS di Punta Giglio, Alghero.

Desideriamo ringraziare i nostri soci della prima ora, che hanno creduto in noi quando il progetto di riqualificazione dell’ex batteria SR 413 era ancora sulla carta; i nuovi soci, che hanno voluto diventare parte di quest’avventura; e naturalmente Banca Etica, una banca cooperativa, che ci ha dato le risorse per finanziare questa idea e trasformarla in realtà”. Queste sono state le parole della rappresentante della Cooperativa presente alla premiazione. Una cosa è certa: per il secondo anno di fila un progetto che interessa il territorio sardo si dimostra il più interessante a livello nazionale nell’ambito del turismo cooperativo. Un dato non trascurabile, soprattutto per chi disegna un ritratto dell’isola basato più sulle lacune che sulle eccellenze.

La Sardegna, al contrario, si dimostra capace di esprimere realtà di alto livello, riconosciute su scala nazionale. In questo caso, a essere premiata è stata la collaborazione fra pubblico e privato.

Le ricadute sul territorio. Il Rifugio di Mare e il MAPS nascono dal bando “Cammini e Percorsi” dell’Agenzia del Demanio. La Cooperativa Il Quinto Elemento ha investito sul restauro di un bene pubblico in stato di abbandono, ottenendo in cambio la gestione degli immobili restaurati. Le ricadute positive sul territorio comprendono la riqualificazione delle aree abbandonate, rese più accessibili dalla creazione di nuovi servizi; l’occupazione annuale di figure professionali del territorio; l’indotto dei fornitori scelti fra le aziende locali.

Quello che ci interessa non è soltanto promuovere la nostra attività, ma dare un impulso alla destinazione Alghero nel suo complesso” hanno affermato gli esponenti della cooperativa, aggiungendo; “questa è una località turistica già apprezzata, che merita un’attenzione speciale per poter vivere 365 giorni all’anno grazie al turismo di prossimità e a quello sportivo/outdoor”.  Un biglietto da visita importante per la città catalana e per la Sardegna intera, che per il secondo anno di fila sale alla ribalta nazionale.

 

104 donne uccise in Italia, una vergogna inaudita

ALGHERO – Spesso si legge e si sente echeggiare l’allarme rispetto all’aumento  di criminalità e insicurezza nelle strade e città italiane. Salvo poi scoprire che l’unico aumento, sempre costante negli ultimi anni, è quello dei drammi all’interno della famiglia e in particolare tra uomo e donna in quello che viene denominato “femminicidio”.

Per lungo tempo è stato detto e ribadito che era indispensabile che le donne, quasi sempre mogli e compagne, dovessero denunciare gli atteggiamenti persecutori e pure più gravi da parte della persona con con cui si convive. Ma neanche questo, dati alla mano, è bastato. Sono, ad oggi, già 104 le donne uccise dall’uomo che avevano scelto come compagno. Una tragedia senza fine e con numeri sempre in aumento che vede anche una solida quota parte di donne che avevano denunciato alle forze dell’ordine la condizione di paura.

Certo, è solo tramite una rivoluzione sociale, come ha detto una dirigente della Polizia in tv in queste ore, che se ne può uscire. A partire dalle scuole. Divulgando e diffondendo rispetto e soprattutto cancellare l’atavica “gabbia mentale” che vede l’uomo lascito da una donna trasformarsi nel “brutto anatroccolo” di una società sempre più basata sull’estetica, sull’apparire e sulle apparenze. Ciò che va trasmesso, ai più giovani soprattutto, è che la violenza va rigettata, sempre, ancora di più nei confronti di una donna e che, la vita, può andare avanti anche se non, obbligatoriamente, in coppia, ma rispettando le altre, gli altri e se stessi.

Violenza contro la donne, Regione impegnata in contrasto e prevenzione

CAGLIARI – “Il rispetto reciproco, il rifiuto della violenza, il contrasto verso ogni forma di discriminazione, brutalità e sopruso sono un impegno e una responsabilità per tutti, che insieme al rafforzamento dei diritti, in particolare di quelli delle donne, rappresentano un traguardo da raggiugere e conquistare per rendere la nostra società moderna, inclusiva, libera. La violenza non è un destino, dobbiamo andare oltre lo stigma dell’irreversibilità. La strada da fare è ancora tanta, ma la violenza si può combattere offendo alle vittime un’alternativa, attraverso una rete di protezione e assistenza che le accompagni in un percorso di affrancamento e liberazione”. Lo ha detto il Presidente della Regione, Christian Solinas alla vigilia della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, rivolgendo un pensiero a tutte le donne, in particolare alle donne sarde.

“La ricorrenza di domani – evidenzia il Presidente Solinas – non deve essere solo l’occasione per ricordare i dati drammatici di un fenomeno che affligge tutti i paesi del mondo, ma deve essere anche il momento per riflettere e per mettere in campo tutte quelle iniziative utili a combattere la violenza e offrire alle donne un’alternativa di vita libera, di crescita personale e professionale, di riscatto. Occorre, in questo senso, uno sforzo unanime di tutte le Istituzioni”. “La Regione rinnova il suo impegno in una battaglia di civiltà per la difesa dei diritti delle donne con misure di contrasto e prevenzione – prosegue il Presidente – Sul territorio opera attivamente, attraverso i centri antiviolenza e le case d’accoglienza, per assicurare alle donne vittime di maltrattamenti ascolto e accoglienza”.

Sono stati, a questo proposito, raddoppiati i finanziamenti destinati a queste strutture, che devono far fronte a un significativo aumento delle richieste di aiuto (2 milioni di euro contro il milione dell’anno precedente), sono state stanziate risorse per le spese legali e per l’inserimento lavorativo, e dato piena attuazione al reddito di libertà. Il Tavolo regionale di Coordinamento della rete contro la violenza di genere è già al lavoro per rafforzare la rete di sostegno a tutela delle vittime, ma anche per promuovere iniziative di sensibilizzazione verso la cittadinanza.

Per dire no alla violenza di genere, l’Assessorato regionale del lavoro ha scelto un’immagine simbolo, che sarà declinata sui canali di comunicazione digitali della Regione Sardegna. Una panchina rossa, sulla spalliera una frase della poetessa Alda Merini “Siamo state amate e odiate, adorate e rinnegate, baciate e uccise, solo perché donne” per ricordare quelle morti assurde avvenute tra le mura domestiche, dopo mesi, anni di abusi vissuti, a volte, in silenzio. Negli ultimi cinque anni, in Sardegna ci sono stati 18 femminicidi, il 40% nella Città metropolitana di Cagliari. Un terzo delle vittime era di nazionalità straniera. A uccidere sono in maggioranza i partner o gli ex. Più precisamente, sono 7 le vittime nei Comuni dell’hinterland di Cagliari, 6 erano di Sassari, due di Oristano, due del Sud di Sardegna e una di Nuoro.

“Ogni anno – afferma l’assessore della Programmazione e del Lavoro, Giuseppe Fasolino – il 25 novembre ci confrontiamo con dati impietosi che ci ricordano che il femminicidio è un problema di tutti, un’emergenza sociale. Non basta una giornata di sensibilizzazione, perché ogni tre giorni una donna viene uccisa per mano di un uomo. Deve proseguire e aumentare l’impegno delle Istituzioni e la consapevolezza dei cittadini per costruire una cultura che rigetti con forza ogni tipo di maltrattamento nei confronti delle donne. Perché il contrasto alla violenza è una responsabilità di tutti noi. In questa occasione vogliamo ricordare anche le vittime delle guerre. La violenza di genere, compresa quella sessuale, infatti, è uno strumento di guerra molto diffuso, anche se invisibile alla cronaca. Lo stupro, il traffico di esseri umani e gli abusi sessuali diventano, infatti, una strategia di controllo e umiliazione nei contesti di guerra. Un pensiero speciale va alle donne ucraine, colpite da una violenza inattesa e crudele, e alle donne iraniane, che da tempo protestano contro la repressione e l’uso del velo come forma di oppressione

Romanzo su Alghero e mostra d’arte, fratelli Morittu a Lo Quarter

ALGHERO – Si terrà martedì 29 novembre, presso Lo Quarter ad Alghero, un doppio evento culturale, ad opera dei fratelli algheresi Antonio e Mauro Morittu.   Alle ore 18:00, presso la Sala Conferenze al terzo piano, ci sarà la presentazione di “Aligvria”, romanzo storico ambientato ad Alghero. All’incontro sul libro, scritto da Antonio Morittu, parteciperanno, oltre allo stesso autore, Federico Mura (revisore dei testi), Giuseppe Tanda (Guida Turistica e Ambientale) e Mauro Morittu (Illustratore). Lo scrittore, guida turistica e appassionato della storia di Alghero e della Sardegna, ha voluto, con questo romanzo, ripercorrere in maniera letteraria le vicende del passato della città catalana, dalle origini genovesi sino al presente.

Alle ore 16:00, invece, presso la Sala Espositiva al piano terra, sarà Mauro Morittu ad inaugurare una mostra artistica dal titolo “Prospettive Nascoste”, visitabile fino alle ore 20:00. L’artista, docente dell’istituto secondario di primo grado “Maria Carta” di Alghero, presenta una selezione di opere in cui le dimensioni della realtà vengono scomposte e stravolte, avvalendosi anche dell’uso di QR code e di collocazioni insolite nello spazio espositivo. La mostra è a cura di Elena Calaresu, con allestimento di Fabiano Alciator.  L’evento gode del patrocinio della Fondazione Alghero ed è organizzato dalla casa editrice algherese Aleguora.

Cantina Santa Maria La Palma e Aou insieme per le donne: la cantina dona

ALGHERO – Aiutare le donne che hanno subito una ricostruzione del seno. È questo lo spirito che ha guidato la Cantina Santa Maria La Palma nel progetto Akènta Rosé Special Edition, realizzato insieme alla Senologia multidisciplinare aziendale coordinata (Smac) dell’Aou di Sassari.

La cantina ha prodotto un’edizione limitata del vino Akènta Rosé, la cui vendita ha finanziato l’acquisto di un dermopigmentatore, uno strumento necessario per realizzare dei tatuaggi medici per la ricostruzione dell’areola e del capezzolo.

Un macchinario prezioso, che sarà molto utile per concludere il processo di cura di tante donne. Grazie alla solidarietà di tanti cittadini che hanno acquistato la bottiglia Akènta Rosé Run e alla generosità della Cantina Santa Maria La Palma, dalla prossima settimana la Smac sarà dotata di un dermopigmentatore subito operativo. Martedì 29 novembre alle 11.30 nella sala convegni della Cantina Santa Maria La Palma si terrà la conferenza stampa di consegna del macchinario, alla presenza dei vertici della cantina e dell’Aou di Sassari. Durante la conferenza stampa verrà descritto il progetto e sarà possibile conoscere ulteriori dettagli.

Sistema dunale, Montis: fondi di bilancio e progetti

ALGHERO – Su proposta dell’assessore all’Ambiente Andrea Montis, la Giunta ha deliberato l’avvio di un’attività di progettazione di interventi a salvaguarda del sistema dunale di Maria Pia, stanziando 20.000 euro reperiti dall’Assessorato guidato da Giovanna Caria.

Gli interventi prevedono la riqualificazione degli habitat antedunali, dunali e retrodunali, l’eliminazione delle cause di degrado, la realizzazione di interventi di ingegneria naturalistica e di accessi attrezzati e l’eliminazione delle specie vegetali invasive, estranee al nostro territorio mediante interventi di asportazione manuale, razionalizzazione del carico turistico, creazione di accessi strutturati in legno e/o plastica riciclata, posa di staccionate, chiusura di accessi impropri, collocazione di pannelli informativi e di divieto.

“Si sta per aprire una fase importantissima del settennato Europeo con cui vengono stanziate risorse apposite. – ha affermato l’Assessore Montis – E’ necessario, pertanto, avviare la progettazione per la salvaguardia del sistema dunale di Maria Pia. Noi siamo pronti con progetti che posano essere candidati. Guardiamo al sistema dunale ma pensiamo anche ad un progetto che possa analizzare le problematiche dei fenomeni erosivi analizzando la situazione dei nostri fondali  delle praterie di posidonia presenti e del loro stato di salute.” – ha concluso il delegato dell’Amministrazione Conoci.

Fondi alle Università decentrate, 971mila euro ad Alghero

CAGLIARI – Le sedi Universitarie decentrate della Sardegna potranno usufruire per l’anno accademico 2022/2023 di un fondo di 8 milioni di euro. Lo ha deciso la Giunta Regionale, che ha ripartito la dotazione finanziaria a favore delle sedi Universitarie decentrate, il Consorzio per la promozione degli studi universitari nella Sardegna centrale di Nuoro, il Consorzio UNO di Oristano e l’Università di Sassari per i corsi universitari avviati presso le sedi suburbane di Alghero e Olbia e il Consorzio Polo universitario Olbia quale nuovo ulteriore beneficiario del Fondo a favore delle sedi universitarie decentrate della Sardegna a partire dal 2021.

Un sostegno importante alle sedi universitarie che, sottolinea il Presidente della Regione, Christian Solinas, rappresentano un presidio di formazione di importanza vitale per i territori e che aiutano i nostri giovani a prepararsi alle professioni, offrendo loro la possibilità di mantenere in Sardegna il loro patrimonio di cultura.

Per quanto riguarda le sedi di Nuoro e di Oristano è stato previsto che i due Consorzi universitari debbano comunicare agli uffici della Direzione generale della Pubblica Istruzione i dati previsionali e i dati rendicontali sia dei rispettivi oneri gestionali, amministrativi e organizzativi, sia degli oneri didattici che gravano sulle Università degli Studi di Cagliari e di Sassari.

L’Assessore della Pubblica Istruzione Andrea Biancareddu ha proposto inoltre  alla Giunta di estendere le spese ammissibili degli oneri didattici.  Per questo lo stanziamento annuale è  ripartito in base a specifici  criteri per l’anno accademico 2022/2023.

Al Consorzio Universitario di Nuoro andranno, per la promozione degli studi universitari, 2 milioni e 774 mila euro, quale quota forfettaria per i corsi universitari istituiti presso la sede di Nuoro, di cui 1 milione e 61 mila euro per gli oneri didattici ed 1 milione e 713 mila euro per gli oneri gestionali, amministrativi e organizzativi. Inoltre la quota per gli oneri didattici di 227 mila euro sarà ripartita a favore dell’Università degli Studi di Cagliari e per 833 mila euro a favore dell’Università degli Studi di Sassari.

Al Consorzio Universitario UNO di Oristano verrà erogato un fondo di  2 milioni e 596 mila euro quale quota forfettaria per i corsi universitari istituiti presso la sede di Oristano, di cui 1 milione e 62 mila euro per gli oneri didattici e 1 milione e 533 mila euro per gli oneri gestionali, amministrativi e organizzativi. La quota per gli oneri didattici sarà ripartita per 532 mila euro a favore dell’Università degli Studi di Cagliari e per 529 mila euro a favore dell’Università degli Studi di Sassari. Al Consorzio Polo universitario di Olbia quale quota forfettaria per gli oneri gestionali, amministrativi e organizzativi dei corsi universitari istituiti dall’Università degli Studi di Sassari presso la sede di Olbia sono stati destinati 1 milione e 102 mila euro. Ancora, 971 mila euro sono stati destinati a favore dell’Università degli Studi di Sassari quale quota forfettaria per gli oneri didattici dei corsi universitari istituiti presso la sede di Alghero e 555 mia euro sono stati invece erogati a favore dell’Università degli Studi di Sassari quale quota forfettaria per gli oneri didattici dei corsi universitari istituiti presso la sede di Olbia.

L’Assessore Biancareddu poi, dopo diverse interlocuzioni con i consorzi e gli atenei, ha deciso di ampliare la sfera di ammissibilità della spesa connessa agli oneri didattici. Al fine di rendere i servizi agli studenti di qualità sono state riconosciute le spese connesse a viaggi di studio e di istruzione per gli studenti, la realizzazione di attività didattica integrativa in forma di seminari, convegni e attività didattiche proprie degli atenei e dagli stessi previste nell’offerta didattica di ciascun corso

Governo Meloni sostiene Einstein Telescope, Pais: ottimo, avanti con l’iter

CAGLIARI – “Molto soddisfatto per la scelta del Governo di sostenere la candidatura della Sardegna a ospitare l’Einstein Telescope, come richiesto fortemente dalla Regione Sardegna”, cosi il presidente Michele Pais che continua “insieme ai sindaci del nuorese abbiamo manifestato la forte contrarietà alla realizzazione del parco eolico tra Bitti e Lula. L’area di Sos Enattos, infatti, è stata individuata proprio grazie all’eccezionale “silenzio” sismico che la caratterizza e che la rende pertanto ideale allo studio delle onde gravitazionali”.

“L’Einstein Telescope rappresenta un’opportunità straordinaria per la nostra Regione con ricadute in ambito industriale e un volume di investimenti superiore ai 4 miliardi di euro. Le Istituzioni regionali faranno sentire la propria voce e difenderemo con ogni strumento questo importante progetto che la Sardegna deve cogliere”.