“Alghero ha bisogno di scelte e idee”

ALGHERO – Spesso, forse troppo spesso, oramai la politica viene tutta etichettata molto negativamente ed inserita in un unico calderone. “Tanto sono tutti uguali”, il commento più diffuso. Ma se in linea di massima questo adagio può anche trovare diversi riscontri, ci sono delle eccezioni che forse confermano la regola, ma certamente possono anche far ben sperare. E la puntata che ha chiuso il primo ciclo di 10 puntate di “Cosa succede in città”, rotocalco di approfondimento ideato e curato da Stefano Idili insieme a Roberto Lampis, ha visto accendersi qualche luce in fono al tunnel.

Nunzio Camerada, Emiliano Piras e Raniero Selva, ospiti del format di Catalan Tv, hanno dato vita ad un dibattito che ha fatto emergere diversi e importanti spunti legati a quello che può e deve essere il presente e il futuro di Alghero. Tutto ciò senza dimenticare un passato glorioso che ha caratterizzato proprio la Riviera del Corallo. Questo perchè non ci si può rassegnare ad un presente inedito, caratterizzato da chiusure preconcette e personalismi legati visione oramai superato dal tempo e che poco hanno a che fare col vero bene comune.

Un periodo molto difficile per la crisi globale che in territori già in difficoltà ha inciso in maniera devastante. Proprio per questo ci sarebbe stato bisogno di idee e scelte anche tranchat come alcune proposte che sono emerse durante la trasmissione a partire da quella che, è oggettivo, prima o poi, visto anche il ridimensionamento demografico, sociale ed economico di Alghero, accadrà ovvero l’unione di porzioni politiche che apparentemente dovrebbero stare in antitesi ma che, viste la condizione di emergenza, potrebbero (anzi, per alcuni, dovrebbero), governare insieme. Ma non, attenzione, come hanno commentato alcuni “senza idee, appiccicati da vecchi schemi e unicamente per coltivare il proprio orticello e salvare il proprio futuro politico, ma uniti da idee fondamentali per il rilancio della città”. E queste, ad esempio, possono essere la realizzazione di strutture ricettive e servizi a Maria Pia, la creazione di un nuovo porto e poi piani straordinari per il verde, commercio e soprattutto e turismo. Ovviamente, come emerso a “Cosa succede in città”, per adesso siamo nel campo solo delle (buone) intenzioni, ma ai protagonisti non si può certo obiettare che non siano grandi conoscitori del tessuto sociale. E ciò, in un troppo lungo periodo marziano, è già una grande conquista.

Nella foto un momento della puntata di “Cosa succede in città”

P.S.