Alghero chiama, Roma risponde: intervista a Pirovano

ROMA – Con l’Intervista a Paolo Pirovano, segretario del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, inizia la lunga serie delle interviste che costantemente verranno  pubblicate sul nostro sito all’interno della rubrica che si chiamerà “Alghero chiama,  Roma risponde”. Non ci potevamo esimere di parlare di contratto di lavoro dei giornalisti.

Segretario Pirovano,  secondo Lei è vero che quello che abbiamo ottenuto è stato il migliore rinnovo contrattuale?

Dire che questo era il migliore rinnovo contrattuale che si poteva ottenere è un insulto al buon senso e alla realtà dei numeri e dei fatti.

Ci spieghi il perché iniziando dagli “aumenti”

Gli aumenti non incideranno sugli istituti (né straordinari, né notturni) ma solo sul trattamento di fine rapporto, il TFR. Gli aumenti sono scattati dal 1 luglio 2014, la seconda tranche sarà in busta paga da maggio del prossimo anno. Lo stesso trattamento del praticante spetterà ai pubblicisti delle redazioni decentrate. I collaboratori, ex articolo 2, avranno un unico aumento di 12 euro solo dal 1 gennaio 2015. I corrispondenti ex articolo 12 avranno un aumento di 15 euro con la stessa decorrenza.

Che cosa è l’apprendistato professionalizzante?

Nella  nuova figura “Apprendistato professionalizzante” per praticanti dai 18 ai 29 anni la stravaganza o la “fregatura” non risiede solo nella forma ma anche e soprattutto nella sostanza. Il trattamento economico e normativo è lo stesso del praticante. Per i primi nove mesi il minimo viene aumentato del 10% e di un ulteriore 5% fino alla concorrenza dei 36 mesi complessivi. Dal 37.mo mese viene versato il minimo previsto per il redattore con meno di 30 mesi sino “alla naturale maturazione dei 30 mesi di anzianità professionale”. In aggiunta è prevista l’indennità redazionale spettante al redattore con meno di 30 mesi. Significa che un collega percepirà il minimo del redattore con più di 30 mesi  solo dopo 66 mesi:  sono 5 anni e mezzo! Per i primi 36 mesi sarà “apprendista” e successivamente percepirà quanto previsto per il redattore con meno di 30 mesi. Tutto ciò se avrà superato l’esame e se gli verrà fatto firmare un contratto giornalistico.

Passiamo all’indennità di preavviso

L’indennità di preavviso prima era differenziata in base alle qualifiche e andava da 7 a 13 mesi. Ora è unificata in 8 mesi.

Che mi dice delle nuove assunzioni?

Chi ha una anzianità professionale superiore ai 30 mesi riceverà per tre anni la retribuzione del redattore con meno di 30 mesi. Coloro i quali non hanno invece i 30 mesi riceveranno la retribuzione del redattore con meno di 30 mesi e, forse, l’indennità redazionale,  ma il minimo tabellare di riferimento sarà quello del praticante con più di 12 mesi, maggiorato del 18%. Sostanzialmente un salario di ingresso.

Insomma, un contratto devastante?

Aggiungerei vergognoso: il periodo di praticantato raddoppia e per tre anni una testata potrà avere un giornalista a costi molto ridotti; i giornalisti rimasti senza lavoro in caso di assunzione guadagneranno meno dei loro colleghi di pari anzianità; sul resto stendiamo un velo pietoso.

 

Eppure di questo contratto se ne parla in toni trionfalistici?

Non sanno che cosa dicono o mentono sapendo di mentire. Chi si è reso complice di questo scempio sta pontificando sui giornalisti e sul loro futuro, rendendosi responsabile di alto tradimento nei confronti della categoria

Quale è secondo Lei la verità?

Semplice, le sorti della professione giornalistica per troppi mandati sono state riposte nelle mani di un vertice sindacale che non è stato capace di comprendere le profonde trasformazioni del mondo dell’informazione che stava portando alla perdita di migliaia di posti di lavoro. E questa, per un sindacato, è una colpa gravissima.

 

Elisabetta Palmisano