Caos sanità, Centrodestra: “La Todde riferisca subito in Commissione”

CAGLIARI – “Abbiamo chiesto al presidente del Consiglio regionale, Piero Comandini, la convocazione urgente della VI Commissione, affinché l’assessore ad interim della Sanità, Alessandra Todde, possa riferire sul caos conseguente alla recente sentenza della Corte costituzionale (n.198/2025) e alla successiva comunicazione del Direttore generale dell’Assessorato, oltre che su quali azioni la Giunta intenda intraprendere per restituire serenità e stabilità all’intero sistema sanitario sardo”. Così hanno detto i capigruppo della minoranza, Paolo Truzzu, Angelo Cocciu, Antonello Peru, Umberto Ticca e Stefano Schirru.

Sanità della Todde bocciata: “Atti illegittim, anche il passaggio del Marino”

ALGHERO – «La sentenza n. 198 della Corte Costituzionale ha determinato un effetto chiarissimo: i commissari delle aziende sanitarie sarde, compresi quelli dell’ASL di Sassari e dell’AOU di Sassari, sono decaduti di diritto, essendo venuta meno la norma che ne aveva giustificato la nomina».
Lo dichiara Michele Pais, consigliere comunale della Lega e già presidente del Consiglio regionale della Sardegna, che richiama anche quanto formalmente riconosciuto dall’Assessorato regionale alla Sanità.
«Con nota del 27 dicembre – sottolinea Pais – il direttore generale dell’Assessorato della Sanità, Giovanni Oppo, prendendo atto della sentenza della Corte Costituzionale, ha dichiarato decaduti i commissari e ha assegnato la gestione delle aziende all’ordinaria amministrazione, in capo ai direttori sanitari e amministrativi, richiamando l’articolo 3, comma 6, del decreto legislativo n. 502 del 1992».
Un passaggio che però non risolve, ma anzi aggrava il problema. «Al netto della stessa legittimità di tale atto amministrativo, sulla quale esistono forti e fondati dubbi – precisa Pais – la norma citata è chiarissima: ai direttori è attribuita esclusivamente l’ordinaria amministrazione, con esclusione esplicita di qualsiasi atto di riorganizzazione strutturale».
Ed è proprio qui che si innesta il nodo dell’ospedale Marino di Alghero. «Il trasferimento del Marino dall’AOU di Sassari all’ASL di Sassari – spiega l’esponente leghista – costituisce a tutti gli effetti una riorganizzazione strutturale, che comporta il passaggio di funzioni, personale, rapporti giuridici e obbligazioni. Atti che, in questo quadro, non possono essere legittimamente adottati».
Pais parla senza mezzi termini di un pasticcio amministrativo di proporzioni enormi. «Non siamo di fronte soltanto a un problema di straordinaria amministrazione: anche atti apparentemente ordinari rischiano di essere travolti da profili di nullità, con conseguenze gravissime».
L’allarme sale ulteriormente: «Andare avanti facendo finta che non sia successo nulla, come se la Corte Costituzionale non si fosse pronunciata, configurerebbe un comportamento doloso, certamente valutabile in sede giudiziaria. Nessuno può fingere di non sapere che è intervenuta una pronuncia che ha modificato in modo profondo il quadro giuridico precedente».
Il monito finale è netto: «Chi oggi si avventurasse a sottoscrivere atti di questo tipo si esporrebbe a responsabilità patrimoniali dirette e personali. Norma e buon senso imporrebbero di fermarsi immediatamente».
E l’affondo politico: «Tutto questo è il risultato del pressapochismo e della smania della giunta Todde di spartirsi poltrone e potere, senza alcuna attenzione alle ricadute amministrative, giuridiche e finanziarie. Un modo irresponsabile di governare che rischia di fare danni enormi alla sanità sarda».

Partito Socialista: “Gli Aeroporti sardi devono restare pubblici”

CAGLIARI – “Ci sono scelte che segnano una linea. E la privatizzazione degli aeroporti sardi è una di quelle. Il Partito Socialista Italiano – Federazione della Sardegna – si oppone con decisione all’ipotesi di affidare la gestione dei nostri scali a un unico soggetto privato. Non si tratta solo di un passaggio societario, ma di una resa politica su un bene pubblico essenziale.

Trasformare in merce ciò che è essenziale alla vita di una Regione insulare significa abdicare alla responsabilità politica. Il trasporto aereo in Sardegna non è un lusso, è diritto alla mobilità, presidio territoriale, continuità economica e sociale.

Affidare le chiavi di questo sistema a un unico soggetto privato, peraltro già in posizione dominante negli scali di Olbia e Alghero, significa creare un oligopolio che risponde al mercato, non ai cittadini. I fondi finanziari internazionali non conoscono le urgenze di un malato che deve partire, né quelle di una piccola impresa che ha bisogno di collegamenti certi per sopravvivere. Producono dividendi, non garanzie. Producono utili perché non sono società che possono andare in perdita, producono utili dopo che sono state investite ingenti quantità di risorse pubbliche.

Come Socialisti diciamo con chiarezza: gli aeroporti devono restare pubblici. Al pari della sanità, della scuola, delle infrastrutture vitali per la collettività. La logica del profitto non può sostituire la logica del servizio.

Ci chiediamo con preoccupazione quale sia oggi la posizione reale della Regione Sardegna.
Non ci risulta che l’ipotesi di privatizzazione fosse inclusa negli accordi di programma sottoscritti a inizio legislatura. E se non era in quegli accordi, non può essere decisa senza un confronto politico chiaro e trasparente.

“Non ci risulta che l’ipotesi di privatizzazione fosse inclusa negli accordi di programma sottoscritti a inizio legislatura. A meno che – e ci scuserà la Presidente – non fossimo tutti distratti da qualche turbolenza di troppo e ci sia sfuggita la voce “svendita degli aeroporti” nel testo.

Per questo chiediamo alla Presidente della Regione Alessandra Todde, di sospendere ogni decisione e convocare con urgenza una riunione con le forze di maggioranza, perché un’operazione di tale portata non può consumarsi nel silenzio delle stanze societarie.

Inoltre, la partecipazione regionale oggi ridotta a poche percentuali è del tutto simbolica: non consente né di orientare né di controllare nulla. Chiediamo che la Regione aumenti in modo sostanziale la propria quota societaria, sia nello scalo di Cagliari, sia in quelli di Olbia e Alghero, per esercitare una funzione pienamente pubblica, non marginale.

Se la Sardegna intende avere voce, deve possedere strumenti. Chi ha le quote, decide. Chi non le ha, guarda.

Il PSI non è contrario per ideologia, ma per visione: un’isola come la nostra non può cedere ciò che la tiene collegata al resto del mondo”.

Gianfranco Lecca

Segretario regionale Partito Socialista 

“Sanità sarda, atti a rischio annullamento: chi ne risponde?”

CAGLIARI – ”La sanità sarda opera oggi in una condizione di vuoto istituzionale estremamente pericolosa, senza direttori generali pienamente legittimati e con una catena decisionale affidata a soluzioni provvisorie. In questo contesto, il rischio che gli atti adottati vengano annullati o dichiarati nulli non è un’ipotesi teorica, ma uno scenario concreto e altamente realistico. Se oggi qualcuno firmasse una delibera di spesa, una nomina o un atto di riorganizzazione, la possibilità che domani quell’atto venga travolto da ricorsi o pronunce giudiziarie appare tutt’altro che remota, anzi prevedibile. Chi risponderebbe delle conseguenze amministrative, contabili e operative?

Chi si assumerebbe la responsabilità di aver esposto il sistema sanitario a una paralisi annunciata? La sanità non può essere governata nell’incertezza giuridica. Agire senza una guida pienamente legittimata significa mettere a rischio la validità stessa delle decisioni assunte e scaricare il prezzo sui cittadini e sui professionisti. Questo è un allarme istituzionale che chiama direttamente in causa la responsabilità politica della presidente Alessandra Todde. La Sardegna non può permettersi una sanità sospesa, con atti destinati a essere contestati. Il tempo dell’ambiguità è finito”, lo ha dichiarato Ugo Cappellacci, deputato e presidente della Commissione Affari Sociali e Salute della Camera.

“Sanità sarda, c’è grande preoccupazione: cambiare subito rotta”

ALGHERO  – “La situazione della sanità sarda suscita una preoccupazione sempre più diffusa. La recente sentenza della Corte Costituzionale, che ha bocciato il commissariamento delle ASL, non può essere archiviata come un semplice rilievo tecnico: rappresenta un segnale serio e allarmante che impone una riflessione urgente sulla direzione intrapresa dal sistema sanitario regionale.
Scelte come l’allontanamento dell’Università dall’Ospedale Marino e la chiusura dell’Ufficio Invalidi civili di Alghero, hanno già alimentato tensioni nei territori e colpito in modo particolare le fasce più fragili della popolazione.
E ora a destare forte preoccupazione è soprattutto l’impatto concreto e immediato che la sentenza potrà avere su malati, disabili, anziani e famiglie, già oggi costretti a confrontarsi con difficoltà crescenti nell’accesso alle cure e al riconoscimento dei diritti.
La Sardegna ha bisogno di scelte fondate su competenza, ascolto e rispetto delle istituzioni, non di interventi calati dall’alto o giuridicamente fragili.
È necessario fermarsi, valutare con serietà gli errori compiuti e assumersi la responsabilità di ricostruire un sistema sanitario che metta davvero al centro i cittadini e i territori.
La preoccupazione è grande, ma proprio per questo è indispensabile avviare un cambio di rotta chiaro, credibile e condiviso”
Alberto Bamonti
Consigliere comunale – Gruppo Noi Riformiamo Alghero

“Sanità della Todde, improvvisazione e occupazione di poltrone”

ALGHERO – “La sentenza della Corte Costituzionale che ha cassato le norme volute dalla presidente Todde sulla governance della sanità certifica un fallimento politico clamoroso e senza attenuanti. Quelle leggi – dichiarate oggi illegittime – sono state lo strumento con cui la Giunta regionale ha realizzato un vero e proprio poltronificio, commissariando le ASL, licenziando direttori generali, direttori sanitari e amministrativi, e occupando la sanità con logiche di potere e spartizione politica. Non siamo di fronte a un inciampo tecnico, ma a una scelta deliberata, bocciata nel merito dalla Consulta, che ha prodotto caos amministrativo, instabilità gestionale e ritardi gravissimi. La sanità sarda è stata trasformata in un campo di battaglia politica, e oggi i risultati sono sotto gli occhi di tutti: aziende sanitarie paralizzate e cittadini lasciati senza risposte. Ora che quelle norme sono state espunte dall’ordinamento, la presidente Todde non ha più alibi. Esiste una sola strada possibile, giuridicamente e politicamente: rinominare immediatamente i direttori generali illegittimamente esclusi dal governo della sanità regionale, restituendo alle ASL una guida stabile, competente e legittimata.
Ogni altra soluzione sarebbe un accanimento politico e un’ulteriore presa in giro ai danni dei sardi.
I commissariamenti hanno già dimostrato tutta la loro inefficacia: hanno rallentato decisioni, bloccato processi organizzativi e aggravato le difficoltà di un sistema sanitario già in sofferenza.
La sanità ha bisogno di scelte rapide, responsabilità chiare e competenze vere, non di regolamenti di conti interni al campo largo fra M5S e PD, non di occupazione delle poltrone, non di improvvisazione normativa. La salute dei cittadini non è un terreno di propaganda né una merce di scambio politica.
La Corte Costituzionale ha messo un punto fermo. Ora la politica faccia il suo dovere: ripristinare la legalità, porre fine al caos e restituire dignità e funzionalità alle ASL sarde. La Todde sta esponendo la Sanità sarda al rischio dell’esercizio dei poteri sostitutivi da parte dello Stato, non escluso il commissariamento da parte del Consiglio dei ministri. Ogni ulteriore ritardo sarebbe una responsabilità diretta e gravissima della presidente Todde e della sua Giunta”, lo ha dichiarato il consigliere nazionale di Forza Italia Marco Tedde.

Tennis Alghero, riqualificazione a Maria Pia: campo coperto e pickleball

ALGHERO – Sono iniziati da alcuni giorni i lavori di riqualificazione dell’impianto di tennis di Maria Pia. Un campo coperto, due campi da pickleball, tra gli sport emergenti più praticati e tra i primi in Sardegna, lo sport n. 1 negli Stati Uniti tra gli  over 55, pavimentazioni, una pista di atletica per la preparazione atletica degli agonisti e non agonisti e  degli allievi della scuola di avviamento allo sport :  oltre 300 mila euro di investimento da parte dell’Amministrazione del Sindaco Raimondo Cacciotto, reperiti dalla Regione Sardegna fin dall’insediamento  per uno dei tanti interventi in programma per la riqualificazione generale dell’impiantistica sportiva in città.

“È il segno di una programmazione che abbiamo avviato per restituire allo sport cittadino tutta l’attenzione che merita. Questo è solo uno degli esempi di un’opera pensata, progettata e affidata con il nostro impegno a dare risposte allo sport e alle società sportive cittadine”, afferma il Sindaco Raimondo Cacciotto. L’Amministrazione, su impulso dell’Assessore all’Impiantistica sportiva e Demanio Enrico Daga,  ha impresso un cambio di prospettiva per l’impianto sportivo, in considerazione anche dei risultati raggiunti dalla società tennistica che a pieno titolo, con questa nuova iniziativa potrà disputare in case le gare di Serie A. “L’obiettivo dell’Amministrazione – spiega Francesco Marinaro, Assessore alle Opere Pubbliche – è quello di ammodernare l’area sportiva, compreso l’adeguamento generale alle norme di prevenzione incendi. In particolare, l’intervento tiene   conto delle norme relative all’abbattimento delle barriere architettoniche, di contenimento energetico, e delle norme in materia di pubblica sicurezza”. “In maniera costante, le iniziative messe in campo si stanno concretizzando progressivamente – conclude l’Assessore Daga  – grazie al lavoro e all’impegno degli uffici che stanno producendo risultati efficaci che presto saranno visibili e di grande utilità alle società sportive”.

Maestrale, Sanità, Aeroporto, Cacciotto: intervista con Mario Bruno | video

ALGHERO – Dall’associazione Maestrale all’attività del Partito Democratico fino alle questioni della compagine Cacciotto , nonostante non abbia un incarico amministrativo diretto, Mario Bruno è sempre in prima linea riguardo le vicende che riguardano Alghero. E ciò, anche se ovviamente non arriva alcun asserzione, anche in vista dei non troppo lontani appuntamenti elettorali, in particolare le elezioni per il rinnovo del Parlamento che, apparentemente appaiono non vicine, ma in realtà sono quasi dietro l’angolo: fra un anno e 3 mesi, circa.

Ma non solo questo. Infatti è lo stesso dirigente regionale del Partito Democratico, dopo aver risposto alle varie domande, tra cui le annose e irrisolte questioni, che vedono l’amministrazione Cacciotto impegnata su più fronti, dalla sanità ai trasporti alle opere pubbliche, a soffermarsi sulla necessità di “rafforzare l’esecutivo Cacciotto”. Che, tradotto dal politichese, potrebbe voler dire, come noto,  “rimpasto”.  Non prima di sottolineare l’avvicinarsi dello storico traguardo, per il sindaco Cacciotto, della definitiva adozione del Piano Urbanistico Comunale.

Parola che agli amministratori degli ultimi anni piace poco, ma così sarà. Con l’innesto, almeno pare, di Gabriella Esposito e forse pure di altri esponenti, si mormora di Alberto Bamonti e pare pure un altro rappresentante in capo ad Orizzonte Comune. Non esclusi anche mutamenti in seno alle così dette “partecipate”. Chi lascerà il posto al sole in Giunta o altro? Ancora non pare sia stato definito. Una cosa è certa: gli algheresi attendono, con sempre maggiore apprensione e impazienza, le risposte annunciate in campagna elettorale. Non è facile, ma tant’è.

 

INTERVISTA CON MARIO BRUNO

“Sanità, colpo da ko per l’Armata Brancaleone che governa la Sardegna”

CAGLIARI – “Un’ennesima sonora bocciatura per il ‘Poltronificio Todde’. Un colpo da ko per l’Armata Brancaleone che sgoverna la Sardegna da quasi due anni, proprio mentre la maggioranza di centrosinistra sta litigando per le nomine dei direttori delle aziende sanitarie che, come attestato dalla Consulta, ha sostituito illegittimamente. La presidente Todde finora ha evidenziato improvvisazione amministrativa e sciatteria istituzionale. Faccia un regalo ai sardi: si dimetta”. Così Corrado Meloni, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, ha commentato l’odierna sentenza della Corte costituzionale.
“L’avevamo detto ripetutamente: il sistema della spoil system non è previsto dalle leggi e la fretta di cacciare i dg delle Asl, nominati dalla precedente Giunta regionale, ha distratto i legislatori dilettanti del Campo largo. La fame di poltrone ha prevalso sul buon senso e sull’esigenza di buona sanità che arriva da ogni angolo dell’Isola”, ha aggiunto Meloni.
“Non chiedevamo alla Giunta di risolvere in pochi mesi problemi stratificati da anni nella sanità sarda, ma almeno di provarci con politiche serie. Invece si è scelto di occuparsi delle poltrone, forzando le regole. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: dati sempre peggiori, cittadini che hanno paura di ammalarsi perché sanno che la loro Regione non riesce a curarli e, come avevamo previsto, una leggina spazzata via dalla Corte Costituzionale. Il sistema resta inchiodato e a pagare il prezzo di questa improvvisazione saranno ancora una volta i sardi.”, cosi Umberto Ticca, consigliere regionale dei Riformatori Sardi.

“Sanità, illegittimi i commissariamenti della Todde: rischio caos”

CAGLIARI –  “La sentenza della Corte costituzionale che boccia il commissariamento delle aziende sanitarie della Sardegna certifica, nero su bianco, il fallimento politico e amministrativo della Giunta guidata da Alessandra Todde. La Consulta è chiarissima: non si può usare lo strumento del commissariamento per mandare a casa i manager senza una vera riforma del sistema. Esattamente ciò che questa Giunta ha fatto, dimostrando improvvisazione, superficialità e totale mancanza di visione. Ora il rischio è gravissimo: caos istituzionale, incertezza sulle nomine, contenziosi milionari a carico dei cittadini sardi. Un disastro annunciato, che pagheranno ancora una volta pazienti, operatori sanitari e territori. Adesso basta.

Basta giocare sulla pelle dei sardi.

Basta usare la sanità come terreno di propaganda e regolamenti di conti politici. La sanità è solo l’ultimo tassello di un fallimento più ampio che attraversa i principali settori strategici dell’Isola:

– energia, gestita senza una visione chiara e stabile;

– servizi essenziali, segnati da continue difficoltà e assenza di programmazione;

– trasporti, sempre più inadeguati e penalizzanti per cittadini e imprese.

La Sardegna è oggi ostaggio dell’improvvisazione e dell’incompetenza. La presidente Todde prenda atto di questo fallimento complessivo e abbia il coraggio di liberare la Sardegna da una gestione che sta producendo solo incertezza, conflitti istituzionali e danni concreti. Del resto, da chi non è stata neppure capace di presentare correttamente il rendiconto delle spese elettorali, cosa ci si poteva davvero aspettare? I sardi meritano serietà, competenza e rispetto. Non esperimenti sulla loro pelle.” Così Ugo Cappellacci, deputato e presidente della Commissione Affari sociali e Salute della Camera commenta la sentenza della Consulta sui commissariamenti delle ASL sarde.