Ryanair, c’è poco da festeggiare: tagli annuali o addio al vettore (e sardi più isolati)

ALGHERO – Mentre si festeggiava, ecco la doccia fredda. Per alcuni, piuttosto prevedibile, per altri, forse no, visto che parevano palesare un futuro sfavillante per il Nord Ovest Sardegna e in particolare per Alghero. Così pare non essere, almeno se restiamo nell’annoso ambito dei collegamenti aerei. Questione tutt’ora irrisolta che pesa come un macigno sulla vita socio-economica di questo territorio.

“I presidenti delle Regioni Friuli Venezia Giulia, Calabria, Abruzzo, Sicilia ed Emilia Romagna hanno già abolito l’addizionale municipale per tutto l’anno, ottenendo una crescita del traffico a doppia cifra, nuovi aeromobili e nuove basi, a sostegno di un’enorme crescita della connettività a tariffe basse, del turismo durante tutto l’anno e dell’occupazione locale”, scrivono dai vertici Ryanair.

Nel 2024 – prosegue la nota – Ryanair ha presentato al Governo sardo una proposta di investimento che porterebbe oltre 2 milioni di passeggeri aggiuntivi all’anno (+40% di crescita), 4 aeromobili aggiuntivi (un investimento di 400 milioni di dollari) e una nuova base nel Nord Sardegna (con la creazione di oltre 900 posti di lavoro locali). Tuttavia, questa significativa opportunità di crescita potrà concretizzarsi solo se la Sardegna ripristinerà la propria competitività abolendo l’addizionale municipale per tutto l’anno”

“A causa dell’approccio fatto di mezze misure del Governo sardo – aggiunge la nota -, che arriva decisamente troppo tardi, dal momento che i programmi invernali delle compagnie aeree sono già stati definiti, Ryanair registrerà solo una crescita limitata questo inverno, tra cui un aumento delle frequenze nazionali da Cagliari a Milano Malpensa (da un volo giornaliero a due voli giornalieri) e Venezia (da otto a dieci voli settimanali)”.

Proposta di Spanu: “Costruire una piattaforma economica unica del Nord Sardegna”

PORTO TORRES – “La proposta: una politica industriale comune e un Piano per l’Attrazione degli Investimenti che metta a sistema porti, aeroporti, aree industriali, logistica, nautica, energia, turismo, ricerca e formazione, utilizzando pienamente la ZES Unica e portando a compimento il percorso per l’operatività delle zone franche portuali previste dalla normativa.

«Dobbiamo superare la divisione economica tra Nord-Est e Nord-Ovest e iniziare a ragionare come Sardegna del Nord.

Le imprese non ragionano per confini amministrativi. Valutano infrastrutture, porti, aeroporti, energia, aree disponibili, fiscalità, semplificazione, competenze, costi logistici e accesso ai mercati».

Lo sostiene Bastianino Spanu, indicando nell’Economia del Mare uno dei principali terreni sui quali costruire una nuova politica industriale della Sardegna del Nord.

«Abbiamo Porto Torres con il suo porto industriale e commerciale, il retroporto e le grandi aree produttive; Olbia e Golfo Aranci con la loro forza portuale; la Gallura con uno dei sistemi nautici e turistici più importanti del Mediterraneo; gli aeroporti di Alghero e Olbia; Sassari con università, ricerca, formazione e servizi avanzati; l’Asinara e un patrimonio ambientale e turistico straordinario.

Presi separatamente sono asset importanti. Integrati possono diventare una piattaforma economica di scala mediterranea.

Non vogliamo unificare i territori.

Vogliamo unificare la loro forza economica».

Secondo Spanu, il salto di qualità deve avvenire attraverso la specializzazione delle diverse aree e la costruzione di filiere comuni.

«Non dobbiamo fare tutto dappertutto.

Porto Torres può rafforzare industria, logistica, portualità e retroporto.

Olbia e la Gallura possono consolidare nautica, cantieristica, refitting, servizi e turismo internazionale.

Sassari e Alghero possono rafforzare ricerca, formazione, servizi avanzati e connessioni aeroportuali.

La nautica deve dialogare con la manifattura e la cantieristica. I porti con la logistica e le aree industriali. Gli aeroporti con turismo ed export. L’industria con energia, innovazione ed economia circolare. L’Università con le competenze richieste dalle imprese.

Questa è politica industriale».

Ma per competere con le grandi piattaforme del Mediterraneo, secondo Spanu, occorre utilizzare fino in fondo anche gli strumenti già disponibili.

«La ZES Unica deve diventare una leva concreta della politica di attrazione degli investimenti della Sardegna del Nord.

Non deve essere considerata semplicemente come un incentivo, ma come uno strumento attraverso il quale offrire agli investitori procedure più semplici, tempi più competitivi e condizioni favorevoli per realizzare nuovi insediamenti produttivi.

E contemporaneamente dobbiamo affrontare definitivamente il tema delle zone franche portuali.

La normativa nazionale ha previsto zone franche anche a Porto Torres e Olbia.

È arrivato il momento di verificare e completare tutti gli atti necessari affinché queste opportunità possano tradursi, dove ne ricorrano le condizioni normative e doganali, in strumenti realmente operativi per lo sviluppo».

Per Spanu la combinazione tra porto, retroporto, ZES e zona franca potrebbe diventare particolarmente interessante per attrarre attività produttive orientate ai mercati internazionali.

«Il porto del futuro non può essere soltanto il luogo nel quale una merce arriva e riparte.

Dobbiamo creare le condizioni perché intorno ai porti possano svilupparsi logistica, lavorazioni, assemblaggio, trasformazione, manutenzione e servizi, generando valore aggiunto e occupazione sul territorio.

È questa la differenza tra avere un porto e costruire un’economia portuale».

Da qui la proposta di realizzare un Piano per l’Attrazione degli Investimenti della Sardegna del Nord.

«Dobbiamo presentarci agli investitori con un unico portafoglio delle opportunità: aree industriali disponibili, porti, aeroporti, infrastrutture logistiche, energia, ZES, opportunità connesse alle zone franche, incentivi, competenze e tempi autorizzativi.

E poi dobbiamo andare sui mercati.

Non possiamo aspettare che gli investitori scoprano la Sardegna del Nord. Dobbiamo andare noi a cercarli.»

Spanu richiama anche i modelli europei nei quali territori con differenti specializzazioni hanno costruito piattaforme economiche integrate.

«La lezione che arriva dai grandi sistemi industriali e portuali europei è semplice:

le specializzazioni non vanno cancellate, vanno integrate.

Non proponiamo nuovi enti, nuove sovrastrutture o nuovi confini amministrativi.

Proponiamo una politica industriale comune della Sardegna del Nord».

La conclusione è netta.

«La competizione del futuro non sarà tra Porto Torres e Olbia, tra Sassari e la Gallura o tra Nord-Ovest e Nord-Est.

Sarà tra grandi piattaforme territoriali capaci di offrire contemporaneamente infrastrutture, porti, aeroporti, aree produttive, energia, fiscalità, semplificazione, competenze e accesso ai mercati.

Le identità devono rimanere.
Le specializzazioni devono crescere.
Ma l’economia deve diventare una.

Porti, aeroporti, ZES, zone franche, industria, nautica, turismo, energia, università e ricerca devono entrare nella stessa strategia.

Per troppo tempo abbiamo ragionato come territori confinanti.

È arrivato il momento di ragionare come un sistema economico.

La Sardegna del Nord non ha bisogno di nuovi confini.

Ha bisogno di una politica industriale comune e degli strumenti per competere nel Mediterraneo”

 

Bastianino Spanu, Porto Torres Avanti

“Dal Governo Meloni 8milioni alla Sardegna per banda larga e rete telematica”

ROMA – “L’approvazione da parte del CIPESS dell’incremento del Programma Operativo Complementare della Regione Sardegna, con oltre 8,5 milioni di euro di nuove risorse statali destinate allo sviluppo della Banda Ultra Larga, della rete telematica regionale e a interventi per l’occupazione rappresenta un risultato importante per l’isola. Si tratta di risorse concrete che confermano l’attenzione del Governo nei confronti della Sardegna e che sono frutto anche del costante impegno del sottosegretario Alessandro Morelli, che ringrazio per il lavoro svolto.”
Lo dichiara Alberto Di Rubba, deputato e commissario della Lega Sardegna.
“La Sardegna ha enormi potenzialità, ma per crescere ha bisogno di infrastrutture moderne, connessioni digitali efficienti e investimenti capaci di creare occupazione e trattenere i giovani sul territorio. Interventi come questo vanno nella direzione giusta perché rafforzano la competitività dell’isola, sostengono le imprese e contribuiscono a ridurre quei divari che ancora oggi penalizzano cittadini e tessuto produttivo. Come Lega continueremo a lavorare affinché la Sardegna possa contare su un’attenzione costante da parte del Governo sui grandi dossier strategici dell’isola. Continueremo a portare nelle sedi istituzionali le esigenze del territorio, trasformando le risorse in opportunità concrete per famiglie, imprese e comunità locali” – conclude Di Rubba.

“Agricoltura fanalino di coda per la Todde, inaccettabile”

CAGLIARI – “Il Sulcis Iglesiente continua a pagare un prezzo altissimo in termini di attenzione istituzionale e di concretezza delle politiche regionali per l’agricoltura. È inaccettabile che, a fronte di un intervento presentato come strategico per il rilancio del comparto agricolo sardo, proprio uno dei territori più fragili dell’Isola risulti tra i più penalizzati dalla graduatoria provvisoria del bando SRD01 “Investimenti produttivi agricoli per la competitività delle aziende agricole”.
Lo denuncia il consigliere regionale Gianluigi Rubiu, primo firmatario dell’interrogazione presentata insieme ai colleghi del gruppo, con la quale si chiede alla Presidente della Regione e all’Assessore dell’Agricoltura di chiarire le ragioni di una graduatoria che, a fronte di una dotazione finanziaria importante, ha accolto solo una quota esigua delle domande presentate.
“Il dato più grave è che nel Sulcis Iglesiente risultano accolte soltanto due domande. Un risultato che fotografa con chiarezza la totale insufficienza dell’azione della Giunta e la drammatica marginalizzazione di un territorio che invece avrebbe bisogno di risposte immediate, risorse adeguate e una visione davvero attenta ai bisogni delle imprese agricole” dichiara Rubiu.
Per il consigliere di Fratelli d’Italia, l’esito della graduatoria è in evidente contraddizione con i continui proclami della maggioranza sull’attenzione prioritaria verso l’agricoltura, i territori e le aziende. “Si parla di centralità dell’agricoltura, ma nei fatti si producono esclusioni, disparità territoriali e nuove delusioni per imprenditori che hanno investito, programmato e creduto nelle opportunità del bando”, aggiunge Rubiu. L’interrogazione chiede alla Giunta di spiegare se siano state valutate rimodulazioni delle risorse, economie o ulteriori stanziamenti per ampliare il numero delle domande finanziate e consentire l’accoglimento di tutte le istanze ammissibili e meritevoli. “Non possiamo accettare che una misura definita strategica si trasformi nell’ennesimo annuncio smentito dai fatti”, afferma il consigliere. “Il Sulcis Iglesiente non può restare ai margini delle attenzioni della Regione, soprattutto in un settore come l’agricoltura che rappresenta presidio di sviluppo, lavoro e dignità per intere comunità. Serve una correzione immediata di rotta: meno propaganda, più atti concreti”, conclude Rubiu.

“Alghero-Linate, uno dei tanti veri fallimenti della Giunta Todde”

CAGLIARI – “A gennaio avevo definito un fallimento il bando sulla continuità territoriale Alghero-Linate e avevo invitato l’assessora ai Trasporti a non liquidare la vicenda con la promessa di una semplice proroga. Avevo detto che quella non era una soluzione e che il rischio era quello di trascinare il nord ovest della Sardegna in una situazione di continua incertezza. Purtroppo è esattamente ciò che sta accadendo.

Oggi la Regione si trova costretta a ripartire da zero con la procedura di affidamento della continuità territoriale sulla Alghero-Linate. Dopo il primo bando andato deserto, anche il secondo è stato revocato in seguito ai rilievi della Commissione europea, che hanno imposto di ripartire con una nuova procedura e di rinviare l’avvio del servizio al 1° febbraio 2027. Il risultato è che siamo arrivati al terzo tentativo di assegnare la stessa rotta nell’arco di un anno e, nel frattempo, la Regione ha dovuto chiedere al Ministero un’ulteriore proroga dell’attuale regime per evitare un’interruzione del collegamento.

Se questa proroga non dovesse essere concessa nei tempi necessari, tra la fine di ottobre e l’inizio di febbraio la rotta potrebbe rimanere priva degli oneri di servizio pubblico. In quel periodo verrebbero meno le tutele previste per i residenti e le compagnie sarebbero libere di determinare le tariffe. Sarebbe un colpo pesantissimo per chi utilizza questa tratta ogni giorno, come lavoratori, studenti, famiglie, persone che devono spostarsi per motivi sanitari e tutto il sistema economico del nord ovest della Sardegna.

Al di là delle spiegazioni fornite dalla Regione sulla diversa interpretazione delle norme europee, resta un fatto difficilmente contestabile. Dopo mesi di lavoro siamo ancora senza un affidamento definitivo e con una procedura che deve ripartire da capo. È questo il vero fallimento politico della Giunta Todde, che continua a rincorrere le emergenze invece di prevenirle.

La continuità territoriale non può essere amministrata di proroga in proroga. Parliamo di un servizio essenziale che richiede programmazione, preparazione e capacità di gestire per tempo anche gli aspetti più complessi delle procedure. Quando, a distanza di mesi, ci si ritrova ancora senza una soluzione stabile, significa che qualcosa non ha funzionato”.

Aldo Salaris, consigliere regionale e coordinatore regionale dei Riformatori Sardi

Crisi Nobento, Forza Italia alla Todde: “La Regione salvaguardi azienda e lavoratori”

ALGHERO – Tedde, Peru, Bardino e Ansini: “Non basta manifestare vicinanza come fanno in modo improduttivo esponenti regionali del Campo largo. Regione e Comune devono mettere in campo un’azione immediata per salvaguardare azienda e occupazione”.
La situazione finanziaria e produttiva della Nobento desta forte preoccupazione e impone alle istituzioni un cambio di passo immediato. Siamo di fronte a una realtà imprenditoriale che negli anni ha rappresentato un patrimonio importante per Alghero e per il territorio, creando occupazione, competenze e valore e costruendo un percorso industriale che merita di essere salvaguardato e rilanciato.
Il gruppo consiliare di Forza Italia, composto da Marco Tedde, Antonello Peru, Lina Bardino e Nina Ansini, esprime innanzitutto piena vicinanza alle lavoratrici e ai lavoratori della Nobento, alle loro famiglie e all’intera azienda. Ma proprio perché siamo preoccupati per il futuro occupazionale, riteniamo che non sia sufficiente la solidarietà.
“È inutile piangere sul latte versato – sottolineano i consiglieri di Forza Italia – o limitarsi a manifestare vicinanza quando una situazione di crisi è ormai esplosa in tutta la sua evidenza. La solidarietà è importante, ma non produce da sola soluzioni. Oggi servono capacità di governo, responsabilità e soprattutto un intervento istituzionale concreto”.
La crisi della Nobento presenta diversi elementi di fragilità: la situazione finanziaria, le difficoltà legate alla continuità produttiva, la necessità di garantire liquidità e prospettive industriali e, soprattutto, l’incertezza che rischia di gravare sul futuro di centinaia di lavoratrici e lavoratori.
Ma proprio per questo sarebbe sbagliato considerare la Nobento esclusivamente attraverso la lente della crisi attuale. L’azienda possiede un patrimonio industriale, professionale e umano che non può essere disperso. Il suo percorso ha dimostrato nel tempo capacità imprenditoriale, investimenti, innovazione e una significativa capacità di creare occupazione.
“È da qui che bisogna ripartire – proseguono Tedde, Peru, Bardino e Ansini –. Occorre una focalizzazione chiara sulle potenzialità della Nobento e sulla possibilità di accompagnarla fuori dalla fase di difficoltà. Se vogliamo davvero stare al fianco dei lavoratori, dobbiamo stare al fianco dell’azienda. Non esiste tutela dei lavoratori senza tutela della capacità produttiva e della continuità aziendale.”
Per questo Forza Italia chiede al Sindaco di Alghero di assumere immediatamente un ruolo attivo e di farsi promotore di un confronto con la Regione Sardegna, affinché la vertenza Nobento venga affrontata ai massimi livelli istituzionali, analogamente a quanto avvenuto e avviene per altre importanti realtà industriali dell’Isola.
La Regione deve mettere in campo tutti gli strumenti di propria competenza per comprendere fino in fondo la situazione dell’azienda, favorire il confronto tra proprietà, lavoratori e organizzazioni sindacali, individuare eventuali strumenti finanziari e industriali disponibili e soprattutto costruire, insieme all’impresa, un percorso credibile di rilancio.
“Non chiediamo interventi assistenziali – concludono i consiglieri azzurri – ma un’azione istituzionale seria per accompagnare un’impresa che ha dimostrato di avere potenzialità e che oggi deve essere messa nelle condizioni di superare la fase di difficoltà e proseguire il proprio cammino. Stare con la Nobento significa stare con i suoi lavoratori. Difendere l’azienda significa difendere l’occupazione.”
Alghero non può permettersi di assistere passivamente all’indebolimento di una delle sue realtà produttive più importanti. È il momento che Comune e Regione assumano fino in fondo le proprie responsabilità e trasformino la solidarietà in azioni, strumenti e risultati concreti.

Rottamazione Quinquies e accesso ai servizi digitali: ecco tutte le informazioni | video

ALGHERO  Nell’ottica di rendere sempre più semplice l’accesso ai servizi offerti da Secal, la società, come comunicato nei giorni scorsi, ha inoltre implementato un nuovo software dedicato alla gestione della Rottamazione Quinquies, finalizzato a semplificare e velocizzare le procedure per la definizione agevolata dei carichi tributari. La procedura potrà essere attivata fino al prossimo 24 luglio. Accedendo al sito internet di Secal e autenticandosi tramite SPID, i contribuenti potranno consultare la propria posizione tributaria attraverso l’apposita sezione dedicata alla definizione agevolata e verificare gli eventuali carichi rottamabili, con la possibilità di aderire al piano di rateizzazione previsto dalla normativa, fino a un massimo di 36 rate.

Il servizio, che riprende una modalità operativa già adottata dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione, riguarda il pagamento della TARI relativa agli anni dal 2016 al 2018 e all’annualità 2024, secondo quanto previsto dalla normativa vigente. Tra le novità introdotte, sempre al fine di rendere più rapide ed efficienti le procedure amministrative e, allo stesso tempo, di agevolare la cittadinanza attraverso servizi sempre più accessibili e digitali, figura inoltre il nuovo servizio di prenotazione online degli appuntamenti con gli uffici di Secal. Attraverso il sito internet della società, inserendo il proprio indirizzo e-mail, sarà possibile fissare un appuntamento per ricevere assistenza e informazioni in materia di tributi gestiti dalla società con sede a Sant’Anna.

ECCO IL VIDEO DEL DOTT. MARCO SPIRITO CON TUTTE LE INFORMAZIONI

“San Martino, altro che rilancio: smontaggio e vendita macchinari”

SASSARI –  “Ogni giorno che passa si allontana la possibilità di vedere ripartire lo storico stabilimento dell’Acqua San Martino. Quello che sta accadendo è estremamente preoccupante: dopo lo smontaggio dei macchinari di imbottigliamento, già denunciato mesi fa, oggi emerge un nuovo fatto che rischia di compromettere definitivamente qualsiasi prospettiva di rilancio.”

A dichiararlo è Tore Piana, che torna sulla vicenda dello storico marchio sassarese.
“Secondo le informazioni in nostro possesso – afferma Piana – alcuni dei macchinari, appartenenti alla società di leasing proprietaria, sarebbero stati venduti separatamente a un’importante azienda del Nord Sardegna operante nel settore dell’imbottigliamento delle acque minerali. Se questa notizia fosse confermata, significherebbe che lo stabilimento viene smantellato pezzo dopo pezzo, rendendo sempre più difficile una futura riattivazione.”
Anche l’interessamento manifestato nei mesi scorsi da un importante imprenditore sardo del settore delle farine e delle granaglie, che aveva valutato l’acquisto o la gestione dello stabilimento, sembrerebbe essere definitivamente sfumato.
“Nel frattempo – prosegue Piana – dalla Città Metropolitana di Sassari, che dovrebbe predisporre il bando per l’affidamento della gestione dello stabilimento, continua a non arrivare alcun segnale. Regna un silenzio incomprensibile mentre un patrimonio industriale della città rischia di scomparire definitivamente.”
L’Acqua San Martino è assente dal mercato da mesi. È sparita dagli scaffali, dai ristoranti e dalle tavole delle famiglie sassaresi, nonostante fosse uno dei marchi più conosciuti e apprezzati del territorio.
“I cittadini di Sassari – sottolinea Piana – hanno sempre dimostrato un forte legame con l’Acqua San Martino. Se tornasse in commercio, sono convinto che verrebbe nuovamente scelta e acquistata da migliaia di consumatori. Per questo è ancora più grave assistere all’inerzia delle istituzioni.”
Resta infine aperta anche la questione occupazionale. Dopo il temporaneo intervento della Regione Sardegna che aveva consentito una provvisoria stabilizzazione dei lavoratori, oggi sul loro futuro non si conosce più nulla.

“Chiedo alla Città Metropolitana di Sassari, alla Regione Sardegna e a tutti gli enti coinvolti – conclude Tore Piana – di fare immediata chiarezza. I sassaresi hanno il diritto di sapere se esiste ancora un progetto per salvare lo stabilimento oppure se si è deciso, nel silenzio generale, di cancellare definitivamente uno dei marchi storici dell’industria agroalimentare del nostro territorio. Ogni ulteriore ritardo rischia di trasformare una crisi industriale in una definitiva occasione perduta per Sassari e per il nord della Sardegna.”

“Aerei, altro che 30milioni a F2i: abbattere le tasse”

ALGHERO – “Piano Nazionale Aeroporti, Tedde (Forza Italia): sì al modello Puglia e all’integrazione del sistema sardo, no ai 30 milioni per acquistare una quota irrilevante della holding aeroportuale. Golden power del Governo all’orizzonte?
Alghero, 22 giugno 2026 – “Il nuovo Piano Nazionale degli Aeroporti 2026-2035, presentato a maggio dal MIT, compie una scelta strategica che condividiamo pienamente: superare la logica dei singoli scali e promuovere sistemi aeroportuali integrati, prescindendo dalla integrazione societaria, individuando nella Sardegna un unico sistema regionale e indicando espressamente il “modello Puglia” come esperienza di riferimento. In sintesi, un sistema aeroportuale integrato consiste nel coordinamento tra più aeroporti che operano come una rete, condividendo strategie, investimenti e programmazione dei servizi. I suoi elementi essenziali sono la specializzazione funzionale degli scali, la pianificazione unitaria delle rotte e delle infrastrutture, l’integrazione con gli altri sistemi di trasporto e una governance coordinata. L’obiettivo è valorizzare le vocazioni di ciascun aeroporto, evitare duplicazioni e aumentare l’efficienza e la competitività dell’intero sistema territoriale.” Lo dichiara il consigliere nazionale di Forza Italia Marco Tedde.“Il modello pugliese dimostra che la cooperazione tra aeroporti, la programmazione unitaria e le politiche di incentivazione del traffico aereo producono risultati straordinari. La Puglia è passata, in poco più di quindici anni, da circa 4 milioni a oltre 11 milioni di passeggeri annui, con una crescita eccezionale dei flussi turistici, degli investimenti e dell’occupazione legata al settore aeroportuale e al turismo.”
“L’esempio pugliese ci insegna che l’integrazione aeroportuale non si realizza con operazioni finanziarie prive di efficacia, ma attraverso una visione strategica, investimenti nelle infrastrutture, incentivi alle compagnie aeree e una forte politica di attrazione dei flussi turistici.”
Per questo motivo, secondo Tedde, “dobbiamo distinguere nettamente tra il principio dell’integrazione del sistema aeroportuale sardo, che condividiamo e sosteniamo, e l’operazione azzardata proposta dalla Giunta Todde di investire 30 milioni di euro per acquisire una quota del 9,25% della futura holding aeroportuale».
“Si tratta di un investimento economicamente e politicamente sbagliato. Con 30 milioni di euro la Regione acquisterebbe una partecipazione del tutto minoritaria, priva di reali poteri di indirizzo e di governo della futura società. In altre parole, i sardi spenderebbero una somma ingente di denaro pubblico senza ottenere alcuna capacità di incidere sulle scelte strategiche del sistema aeroportuale regionale.”
Per Forza Italia, invece, quelle risorse “dovrebbero essere destinate a una misura molto più utile e produttiva: l’abbattimento dell’addizionale comunale sui diritti d’imbarco, una leva che in altre realtà italiane ha consentito di attrarre nuove rotte, incrementare gli investimenti delle compagnie low cost e aumentare significativamente i flussi turistici”.
“L’integrazione degli aeroporti in Puglia ha generato più collegamenti, più turisti, più occupazione e maggiore competitività del territorio. La Sardegna deve guardare con attenzione a quel modello, replicandone le buone pratiche e investendo le risorse pubbliche in strumenti capaci di generare sviluppo e non nell’acquisto di quote societarie senza alcun peso e potere effettivi.”
Tedde aggiunge inoltre che “l’operazione delineata nel term sheet della Todde solleva anche seri interrogativi sotto il profilo del rispetto delle norme europee. L’impiego di ingenti risorse pubbliche per acquisire una partecipazione minoritaria, priva di effettivi poteri di governance e di un adeguato ritorno economico, rischia di essere sottoposto alla lente di ingrandimento delle istituzioni europee per la possibile configurazione di aiuti di stato”.
“Per queste ragioni – conclude Tedde – auspichiamo che il Governo nazionale e il Consiglio dei Ministri esercitino con la massima attenzione i poteri di valutazione previsti dall’ordinamento, compresi quelli richiamati nel term sheet attraverso la procedura di Golden Power, affinché venga impedita un’operazione scellerata, priva di reale utilità pubblica, che rischia di sperperare 30 milioni di euro dei contribuenti sardi senza garantire alcun beneficio concreto per il sistema aeroportuale regionale.”
“Il Piano Nazionale degli Aeroporti indica una strada chiara: integrazione, programmazione e sviluppo. La Sardegna deve seguire l’esempio della Puglia, investendo sulle infrastrutture, sulla competitività e sull’attrazione dei vettori, non in un’operazione finanziaria che rischia di tradursi in un costoso e inutile“

Secal, nuovo sistema telematico: la rottamazione dei tributi diventa più semplice

ALGHERO – Prosegue l’attività della Secal, in collaborazione con l’Amministrazione comunale, finalizzata a rafforzare il rapporto di informazione e collaborazione con i contribuenti, nonché a promuovere l’innovazione e la digitalizzazione dei servizi.

In questi giorni la società, con sede a Sant’Anna, ha acquisito un nuovo software dedicato a semplificare e velocizzare le procedure relative alla “Rottamazione Quinquies”.

Da oggi, accedendo al sito internet della Secal e autenticandosi tramite SPID, i contribuenti potranno verificare, attraverso l’apposita sezione dedicata alla definizione agevolata, la propria posizione tributaria e, in particolare, quella relativa ai carichi rottamabili, al fine di inserirli nella procedura di rateizzazione del debito, con la possibilità di suddividere l’importo fino a un massimo di 36 rate.

Il servizio, che riprende una modalità operativa già adottata dall’Agenzia delle Entrate, riguarda il pagamento della Tari relativa agli anni dal 2016 al 2018 e all’annualità 2024, secondo quanto previsto dalla normativa vigente.

I cittadini che presenteranno una posizione non regolare potranno quindi usufruire di questa opportunità direttamente da casa, attraverso il proprio computer, senza la necessità di recarsi presso gli uffici.

L’iniziativa ha l’obiettivo di rendere più rapide ed efficienti le procedure amministrative e, allo stesso tempo, di agevolare la cittadinanza attraverso servizi sempre più accessibili e digitali.

Restano comunque attivi tutti i canali di assistenza e i recapiti della Secal per fornire supporto agli utenti che dovessero riscontrare difficoltà nell’utilizzo della piattaforma o necessitare di ulteriori chiarimenti.

«La Secal ha scelto di effettuare un importante investimento tecnologico attraverso l’acquisto di un moderno software che, in linea con gli obiettivi fissati dall’attuale Presidenza e dal Consiglio di amministrazione, punta a offrire ai cittadini servizi sempre più semplici, efficienti e accessibili. Grazie a questa innovazione, sarà possibile verificare la propria posizione e procedere alla rateizzazione del debito direttamente da casa, in modo rapido e sicuro», dichiarano il presidente Piras e i consiglieri di amministrazione Paolino e Idda.

«Pur mantenendo invariata la piena disponibilità degli uffici e dei nostri recapiti telefonici per ogni esigenza informativa o assistenziale, continuiamo nel percorso di modernizzazione e semplificazione delle attività della società, con l’obiettivo di facilitare ulteriormente il disbrigo delle pratiche da parte degli utenti», concludono.