Dispersione acqua e crisi agricoltura, persi 30milioni: la Nurra è un caso

CAGLIARI – La grande sete della Sardegna, alimentata dalla siccità ma soprattutto dalle gravi inefficienze del sistema idrico regionale, costa ogni anno decine di milioni di euro all’agricoltura e all’allevamento dell’Isola. A pesare come un macigno è un dato su tutti: oltre il 51% dell’acqua disponibile si perde lungo una rete colabrodo, trasformando l’emergenza climatica in una crisi strutturale. Un’emorragia economica che nel 2025 ha colpito in maniera particolare, il Nord Sardegna e che trova un simbolo nella Nurra, l’area più colpita dalla sete nell’ultimo anno, dove le perdite superano i 30 milioni di euro solo nel 2025 a cui si aggiungono ulteriori 10 milioni dell’indotto. La siccità non è più un evento straordinario ma rappresenta una piaga costante e quantificabile considerato che vale l’80% del valore economico dei danni delle calamità naturali, tra effetti del cambiamento climatico e della cattiva gestione della risorsa idrica.
INCONTRO NORD SARDEGNA. È questo il quadro emerso a Sassari, nel secondo incontro territoriale del percorso promosso da Coldiretti in un ciclo di confronti nei territori che sta facendo emergere con forza criticità ormai non più rinviabili e la necessità di scelte strutturali
CASO NURRA. Emblematico, in questo senso, il caso della Nurra dove si contano perdite per 30 milioni di euro, tra produzioni perse e colture mai messe a dimora a causa delle restrizioni sull’uso dell’acqua. Qui si aggiungono altri 10 milioni dell’indotto. Numeri che raccontano una situazione senza precedenti: 940 ettari di mais non sono stati coltivati: nessuna semina è stata possibile; dei 700 ettari di erba medica-foraggera, il 70% è andato perso; sui 1.150 ettari di vigneto si registra una perdita del 30% della produzione; sull’olivicoltura, 50% di produzione in meno su 350 ettari coltivati; le ortive, normalmente estese su 600 ettari, sono state azzerate; tra carciofo e frutteti, su 220 ettari, il 40% delle produzioni è stato perso.
LE CAUSE. Sotto la lente di ingrandimento di Coldiretti Nord Sardegna c’è la dispersione delle reti che pesa come una condanna. Ridurre drasticamente – o addirittura azzerare – questa percentuale significherebbe superare gran parte delle criticità legate alla siccità, abbattendo i danni economici e riducendo drasticamente anche il ricorso ai ristori pubblici.
FOIS. “La priorità assoluta è mettere mano alle reti idriche – sottolinea il presidente di Coldiretti Nord Sardegna, Antonello Fois – perché non è accettabile continuare a perdere metà dell’acqua disponibile mentre agricoltori e allevatori sono costretti a rinunciare alle produzioni”. Nel Nord Sardegna, prosegue Fois “la situazione è diventata insostenibile. La Nurra è il simbolo di una crisi che riguarda tutta l’Isola. Le imprese stanno pagando un prezzo altissimo e la Regione deve dare una risposta immediata, non più rinviabile. Serve una programmazione forte, strutturata, che metta al centro gli investimenti sulle reti e la gestione della risorsa – continua – altrimenti si continua a incidere sempre di più sulla tenuta delle imprese, sulla fiducia dei giovani agricoltori e sulla permanenza delle famiglie nei territori rurali, alimentando spopolamento e una crescente richiesta di interventi pubblici”.
LOCCI. Sulla stessa linea il direttore di Coldiretti Nord Sardegna, Marco Locci, che rimarca come il risparmio idrico sia direttamente collegato alla competitività delle aziende. “Ogni metro cubo d’acqua risparmiato – spiega – è nuovo reddito per le imprese agricole. Ogni giorno di ritardo sulla risoluzione del problema significa veder chiudere qualche azienda o vedere un giovane perdere la speranza di restare nel comparto o investirci. Senza agricoltura i territori si desertificano”. Locci sottolinea anche i sacrifici affrontati dagli agricoltori nel 2025: “Alle aziende è stato chiesto di scegliere quali colture salvare e quali sacrificare. Una decisione drammatica, che ha fatto calare la produzione di cibo, fondamentale non solo per il consumo interno ma anche per le esportazioni”.
INVASI: MINIMI STORICI. A rendere ancora più critico il quadro sono i livelli degli invasi. Nel Nord Sardegna ci sono solo 30 milioni di metri cubi; in Baronia si assiste allo sversamento a mare di alcuni invasi importanti per via di lavori in atto, nel Sulcis si è in continua sofferenza. Nello specifico solo nel Nord Sardegna, sottolinea Coldiretti, si contano: Nel Temo: 22,3 milioni di metri cubi su una capienza di 77,6; Cuga: appena 5 milioni su 20,4 potenziali; Bidighinzu: 2,1 milioni su 10,9. Numeri che spiegano perché, oggi, fare agricoltura in questi territori significhi lavorare in condizioni di emergenza permanente.
ANBI. All’appuntamento a Sassari sono presenti tutti i presidenti e amministratori dei Consorzi di bonifica della Sardegna e dai vertici di Anbi regionale. Per Gavino Zirattu “Quello che succede nel Nord Sardegna quest’anno, in particolare nella Nurra, non è un episodio sporadico ma una costante e rappresenta lo spaccato di tutta la Sardegna – dice il presidente Anbi – Ci sono tre cose da fare immediatamente, lavorare su manutenzione delle reti e sui contattori; completare le interconnessioni tra i bacini e analizzare il territorio per capire se si ha necessità di fare invasi. Senza le dighe in Sardegna non avremmo avuto acqua”.

“Lo sviluppo territoriale passa per la qualità dei collegamenti”

ALGHERO – L’incontro che si è svolto nel pomeriggio di ieri tra ConfturismoConfcommercio e Geasar-Sogeaal, ha segnato un punto di svolta fondamentale per la strategia di sviluppo territoriale dell’isola. Al centro del dibattito, il ruolo degli scali di Alghero e Olbia come veri e propri “motori di crescita” in grado di trasformare la mobilità in valore economico per l’intero sistema territoriale. Per una collaborazione che nasce tra i migliori auspici. Il rafforzamento del legame tra gli scali di Alghero e Olbia non rappresenta, infatti, solo una sinergia operativa, ma la nascita di un vero e proprio “unico aeroporto a due piste”. Questa visione strategica supera la vecchia logica della competizione tra aeroporti per abbracciare quella della massa critica: un’unica porta d’accesso al Nord Sardegna che permette di presentarsi ai vettori con una forza contrattuale decisamente più consistente.

Il legame tra aeroporti e territorio è stato il tema cardine dell’intervento di Silvio Pippobello, amministratore delegato di Geasar e Sogeaal ai numerosi imprenditori presenti all’incontro. Pippobello ha sottolineato come la gestione sinergica dei due scali non sia solo un’operazione industriale, ma una necessità per competere sui mercati internazionali. “Gli aeroporti non sono più semplici infrastrutture di transito, ma i principali terminali delle relazioni economiche e culturali di un territorio,” ha affermato “La sfida del 2026 è consolidare un sistema aeroportuale unico per il Nord Sardegna che possa garantire stabilità operativa e investimenti infrastrutturali ambiziosi. Solo attraverso una programmazione integrata dei voli e dei servizi possiamo offrire alle compagnie aeree un interlocutore solido e al territorio una connettività che duri tutto l’anno, abbattendo finalmente le barriere della stagionalità.”

La posizione che individua una necessaria collaborazione è stata rafforzata da Stefano Visconti, che nella doppia veste di presidente della Camera di Commercio di Sassari e di Federalberghi Nord Sardegna, ha evidenziato l’impatto diretto di una gestione aeroportuale efficiente sulla salute delle imprese locali. “Il successo delle nostre strutture alberghiere è strettamente correlato alla capacità di attrazione degli scali di Alghero e Olbia,” ha dichiarato”I dati record che abbiamo registrato non sarebbero possibili senza un lavoro di squadra con Sogeaal e Geasar. Gli imprenditori chiedono che questo legame si rafforzi ulteriormente: lo sviluppo territoriale passa per la qualità dei collegamenti. La nostra missione è far sì che il turista che atterra in Sardegna trovi un sistema pronto ad accoglierlo non solo in aeroporto, ma in ogni anello della catena del valore, garantendo ricadute positive dirette per le imprese del commercio e del turismo.”

L’incontro si è concluso con l’impegno comune di avviare tavoli tecnici periodici per monitorare i flussi e co-progettare le strategie di crescita e collaborazione, confermando che l’aeroportualità è il pilastro su cui poggia il futuro della Sardegna. In questo schema, la crescita di Alghero è considerata un pilastro imprescindibile.

Open Day al Liceo Fermi, gli studenti si raccontano con arte e attività

ALGHERO – Open day al Liceo Scientifico e delle Scienze Umane “E.Fermi” di Alghero, sabato
17 gennaio e sabato 31 gennaio, dalle 16 alle 19. L’Istituto sarà una grande “agorà” dove i nostri studenti si racconteranno attraverso mostre, eventi, rappresentazioni e attività di laboratorio.
Grazie ai fondi del PNRR sono stati realizzati un’aula tematica di scienze umane per
poter lavorare anche per classi parallele, un nuovo laboratorio, e tutte le classi sono
state implementate con schermi touch e attrezzature all’avanguardia (visori, droni,
etc.). Tra le attività proposte nelle aule del liceo scientifico, e delle scienze umane, i
ragazzi potranno trovare un Incubatore d’impresa che è anche un’aula
tecnologicamente moderna. Si tratta dell’ “Aula 4.0” nata dalla collaborazione di
Fondazione Sardegna ed altri enti, dove, durante l’anno scolastico, vengono ospitati
imprenditori ed esperti del territorio, che, con il loro supporto, guidano i nostri studenti
verso la realizzazione delle loro idee.

Sarà possibile fare gli scienziati per un giorno con le attività proposte nei laboratori di
Chimica, Biologia, Fisica. Il laboratorio di Fisica, rinnovato grazie ai fondi del PNRR e della Fondazione
Sardegna, si presenta quest’anno come un ambiente all’avanguardia, progettato per
rendere l’apprendimento scientifico interattivo e coinvolgente. Gli studenti potranno
sperimentare con i kit tematici, le schede Arduino e Makey Makey, approfondendo la
programmazione e l’elettronica attraverso la costruzione e il controllo di circuiti e
sensori. Una delle novità di quest’anno è la sezione dedicata all’analisi sperimentale
delle leggi della fisica, con strumenti digitali per la raccolta e l’elaborazione dei dati
relativi a fenomeni fisici. Il laboratorio è organizzato in un’aula modulare, pensata per
favorire il lavoro di gruppo e adattarsi alle diverse esigenze didattiche, garantendo un
ambiente accogliente e stimolante. Non mancherà l’uso di visori per la realtà aumentata,
che permetterà di esplorare concetti fisici complessi attraverso simulazioni immersive.
Inoltre, l’umanoide Nao, protagonista di collaborazioni con il museo MUSA e della
NAO Challenge Nazionale, offre un’esperienza unica nel campo della robotica. Gli
spazi modulari favoriscono collaborazione e creatività, creando un ambiente ideale per
l’apprendimento scientifico.

È possibile scoprire i Progetti europei, le esperienze di Erasmus, e ancora, le competizioni di filosofia, scienze, chimica e matematica Anche quest’anno la scuola ha ospitato le facoltà scientifiche e ingegneristiche dell’Università di Cagliari, consolidando l’azione di formazione orientativa sul
territorio. Il Liceo Fermi è anche una scuola inclusiva che accoglie gli alunni stranieri
promuovendo la mobilità studentesca all’interno dei processi di internazionalizzazione.
Durante l’Open day gli studenti avranno informazioni sulle attività dedicate al mondo
delle lingue come le certificazioni di lingua inglese e alle iniziative extracurriculari
(teatro, laboratori musicali, scacchi, diritto e cittadinanza, attività sportive, educazione
alla salute e partecipazione a concorsi).

Sogeaal ricorda ancora il volo per Parigi (dal 18 aprile)

ALGHERO – Transavia France e SOGEAAL S.p.A. annunciano l’apertura della nuova rotta internazionale tra Parigi Orly e Alghero.

A partire dal 18 aprile 2026, il collegamento Parigi Orly – Alghero sarà operato con due voli settimanali, il martedì e il sabato, con tariffe a partire da 39 euro a tratta.

Questi voli si aggiungono alla novità assoluta del collegamento Amsterdam–Alghero e rafforzano ulteriormente la presenza di Transavia presso l’Aeroporto di Alghero – Riviera del Corallo per la stagione estiva 2026. La compagnia low-cost del Gruppo Air France-KLM collegherà infatti per la prima volta lo scalo di Alghero con l’aeroporto cittadino di Parigi-Orly, ampliando il proprio network dalla Francia e affiancando la nuova rotta da e per Amsterdam, operativa anch’essa a partire da aprile 2026.

La nuova rotta rappresenta un’importante opportunità che contribuirà allo sviluppo turistico e all’internazionalizzazione del territorio attraverso ulteriori connessioni con mercati strategici e ad alta vocazione turistica come quello francese, offrirà ai residenti sardi un collegamento diretto, frequente ed economicamente accessibile verso Parigi, con ricadute positive anche in termini di mobilità, relazioni culturali e opportunità professionali.

Siamo molto lieti di inaugurare questa nuova rotta tra Parigi-Orly e Alghero, che rafforza ulteriormente la presenza di Transavia nel bacino del Mediterraneo. La Sardegna è una destinazione estremamente attrattiva, che unisce una straordinaria bellezza naturale, un ricco patrimonio culturale e un forte appeal sia per il turismo leisure sia per i viaggi di visita a parenti e amici. Con l’apertura di questo collegamento diretto, offriamo ai nostri clienti un accesso più semplice al nord dell’isola, continuando al contempo ad ampliare il nostro network da Orly con destinazioni perfettamente in linea con le aspettative dei nostri passeggeri” ha dichiarato Julien Mallard, Vice Direttore Commerciale, Transavia France

La nuova rotta arricchisce il portfolio voli dell’aeroporto di Alghero, a conferma dell’impegno del management e della compagnia Transavia nel rafforzare la connettività aerea su Alghero e nel Nord Sardegna, connettendo l’isola alla Francia oltreché alle principali destinazioni europee” ha commentato Fabio Gallo, General Manager di Sogeaal S.p.A..

I voli sono disponibili per la vendita a partire da oggi, consentendo ai passeggeri di pianificare con anticipo i propri viaggi e la stagione estiva 2026.

“Scuola di volo ITA Airways, opportunità per Alghero: Todde assente”

ALGHERO –  «La Regione Sardegna non può restare immobile mentre altre realtà si muovono con decisione. La candidatura della Regione Calabria con l’aeroporto di Crotone, dimostra che l’opportunità è concreta e immediata. Sarebbe assai grave se dalla Regione Sardegna non fosse partita alcuna manifestazione di interesse». Così Michele Pais interviene sull’annuncio di ITA Airways relativo alla creazione di una nuova Scuola di Volo nazionale, erede della storica scuola Alitalia, con il coinvolgimento diretto delle Regioni.
«Alghero – ricorda Pais – è stata la prima scuola di volo Alitalia. Per oltre 25 anni ha formato centinaia di piloti di linea e decine di tecnici specializzati, costruendo una tradizione aeronautica che appartiene alla nostra storia e alla nostra identità. Una realtà chiusa nel 2006, ma mai dimenticata».
Secondo Pais, la riapertura della Scuola di Volo rappresenterebbe «un’occasione strategica per rilanciare lo scalo di Alghero, ma soprattutto offrire ai giovani sardi opportunità di lavoro altamente qualificato e generare sviluppo economico e sociale stabile». «Parliamo – prosegue – di formazione d’eccellenza, di professionalità tecniche, di piloti, istruttori e maestranze che già hanno lavorato nella scuola di volo Alitalia e che sarebbero pronti a tornare ad Alghero, portando competenze preziose e immediatamente spendibili».
Pais chiama in causa direttamente la Giunta regionale e, in particolare, l’assessore del Lavoro: «Invece di perseverare con “cantieri oss sanitari”, che producono solo ulteriore precariato e finiscono per comprimere i diritti di chi ha vinto un concorso, le risorse europee vadano finalmente indirizzate alla creazione di lavoro vero, stabile e ad alto valore aggiunto».
«La Sardegna – sottolinea – ha tutte le carte in regola per diventare un polo aeronautico di livello internazionale. La Scuola di Volo ITA Airways ad Alghero potrebbe integrarsi perfettamente con il progetto IFTS dell’Aeronautica Militare di Decimomannu, completando una filiera formativa e produttiva unica nel suo genere, capace di attrarre investimenti, competenze e giovani talenti. Sono presenti hangar e spazi sia nella parte militare che in quella civile immediatamente utilizzabili».
Pais conclude con un appello netto: «Ricandidare l’aeroporto di Alghero non è solo opportuno, è una scelta di visione. L’assessorato regionale del lavoro smetta di inseguire politiche assistenzialistiche e di facciata, e punti su lavoro qualificato, tecnologia e formazione avanzata. Difendere la nostra tradizione aeronautica significa costruire futuro, investire sui giovani, integrarsi con la scuola e le Università sarde in una logica di sistema che oggi risulta assente nelle strategie regionali».

“C’è poco da festeggiare, Sardegna ultima in Italia per l’export: è tracollo”

CAGLIARI – “Nel giorno in cui la presidente della Regione diffonde un lungo messaggio di auguri rivendicando risultati e ‘lavoro continuo’, i dati ufficiali sull’export sardo raccontano una realtà diametralmente opposta.” È quanto emerge dall’articolo pubblicato oggi sul blog di Ugo Cappellacci (www.ugocappellacci.it), che analizza i numeri diffusi da ISTAT ed elaborati da Confartigianato. “Nel primo semestre 2025, le esportazioni manifatturiere della Sardegna registrano un calo del 17,5%, collocando l’Isola all’ultimo posto in Italia. Ancora più grave il dato relativo alle micro, piccole e medie imprese: –29,8%, a fronte di una media nazionale del –1,2%. Il quadro appare ancora più significativo se confrontato con l’andamento nazionale. Mentre la Sardegna arretra, l’Italia cresce e conquista un risultato storico: ha superato il Giappone ed è oggi il quarto esportatore mondiale di beni, subito dopo Cina, Stati Uniti e Germania, una posizione certificata anche dall’OCSE.

“Il sorpasso – si legge nell’articolo – è stato possibile grazie alla struttura produttiva italiana: distretti industriali radicati, filiere integrate, piccole e medie imprese competitive nei settori chiave del manifatturiero. Un modello che, pur tra difficoltà, regge gli shock internazionali e continua a creare valore.” La Sardegna, invece, va nella direzione opposta. “Ed è qui che il problema diventa politico – sottolinea Cappellacci – perché quando il Paese cresce e un territorio arretra, non siamo di fronte a una crisi globale, ma a una crisi di sistema regionale: scelte mancate, assenza di una politica industriale, PMI lasciate sole e un’insularità riconosciuta a parole ma non governata nei fatti.” Il crollo dell’export colpisce il cuore produttivo dell’Isola e anticipa effetti negativi su occupazione, autonomia economica e capacità competitiva. “L’economia reale non si governa con i comunicati – conclude Cappellacci – ma con strategie che sostengano chi produce e lavora. Quando l’Italia sale e la Sardegna scende, la responsabilità non è del mondo. È di chi governa.”

La CGIL sarda contro la privatizzazione degli Aeroporti: “La Todde sbaglia”

CAGLIARI – “Stupisce apprendere che la Regione avrebbe scritto alla Camera di Commercio di Cagliari e Oristano per partecipare alla holding che verrebbe costituita al fine di gestire i tre aeroporti sardi in seguito all’ipotizzata cessione delle quote della Camera di Commercio sulla scia di un processo di privatizzazione e concentrazione che l’amministrazione pubblica dovrebbe invece rigettare”: così il segretario generale della Cgil Sardegna Fausto Durante, che conferma la contrarietà all’operazione già più volte espressa.

“La nostra opinione era e resta negativa – spiega il segretario – e non può certo essere ribaltata dall’ipotesi di ingresso della Regione nella holding, tramite cessione dei privati di una parte residuale di quote. Anzi, sarebbe piuttosto singolare se la Regione avallasse un processo che favorisce il passaggio dalla mano pubblica a soggetti privati del controllo degli aeroporti della Sardegna”.

Il segretario ricorda infatti che “oggi nella società di gestione dell’aeroporto di Cagliari la maggioranza delle quote societarie è in capo a un ente pubblico, la Camera di commercio di Cagliari e Oristano. Da quanto è dato sapere, nella futura holding le quote di tale ente verrebbero cedute a un soggetto privato, il fondo di investimento F2i”. Ecco, per il sindacato qui c’è già una questione preliminare insormontabile: “Non siamo favorevoli a questo passaggio di gestione e controllo dal pubblico al privato, per giunta in un settore strategico come quello del trasporto aeroportuale”. Val la pena ricordare infatti, a differenza di quanto a volte viene affermato, che F2i non è controllato da Cassa Depositi e Prestiti, che detiene solo il 14% del capitale ma, al contrario, la maggioranza delle azioni del fondo è detenuta da casse di previdenza, fondazioni bancarie e banche, fondi sovrani”.

Secondo la Cgil ci sarebbe da chiedersi perché mai la Regione dovrebbe partecipare con una quota marginale a una holding di soggetti che hanno il profitto e la logica del mercato come stelle polari, non certo la tutela degli interessi dei cittadini e dei lavoratori sardi, a cui nessuno ha mai ritenuto di spiegare quali vantaggi la Sardegna avrebbe da questa operazione e come si migliorerebbe il diritto alla mobilità, oggi compromesso dalla voracità delle compagnie aeree e dall’assenza di certezze determinata da un’idea di continuità territoriale sbagliata e penalizzante per l’Isola.

E ancora, aggiunge il segretario: “Chi improvvisa improbabili similitudini con esperienze come Aeroporti di Puglia, dovrebbe sapere che la Regione Puglia è azionista al 99,59 per cento della società aeroportuale regionale e che le restanti quote dello zero virgola appartengono a Camera di Commercio Brindisi Taranto, Città Metropolitana di Bari e amministrazioni comunali e provinciali di Brindisi e Foggia”. Non c’è nulla che accomuna l’assurdo disegno di privatizzazione di cui si sta parlando in Sardegna con un modello che è al 100% pubblico.

“In attesa che si chiariscano tutti gli aspetti relativi al processo di integrazione degli aeroporti di Olbia e Alghero, processo in corso di svolgimento, ribadiamo quindi un punto per noi fondamentale – conclude Durante – ovvero che la Regione Sardegna deve avere voce in capitolo nella gestione e nel controllo degli aeroporti e deve assicurare il coordinamento e gli indirizzi delle politiche dei trasporti, che non possono essere affidati a soggetti privati”.

Nuovo volo, la Sogeaal collega Alghero con l’Albania: “Grande impulso a turismo e lavoro”

ALGHERO – “Wizz Air, una delle compagnie aeree leader in Italia e scelta da quasi 21 milioni di passeggeri nel Paese quest’anno, e SOGEAAL, società di gestione dell’aeroporto di Alghero, rafforzano la loro partnership e annunciano una nuova connessione dalla città nel nord della Sardegna verso Tirana”, cosi dalla Sogeaal che annuncia un nuovo collegamento estivo, in questo caso con l’Albania. Certamente, pur essendo una notizia  in positiva, non può ritenersi un volo che allunga la stagione, ma al contrario va ad implementare le tratte del periodo estivo. In questo caso, come per le altre tratte effettuate da Wizz Air,  ancora con un paese dell’est Europa. 

“Il nuovo collegamento, operato due volte a settimana (mercoledì e domenica), prenderà il via durante la prossima stagione estiva, il 24 giugno 2026, andando ad inaugurare i collegamenti tra il Nord-Ovest della Sardegna e la capitale albanese. Tutti i voli della tratta saranno operati dalla famiglia Airbus A321neo, impareggiabile per comfort del passeggero e riduzione delle emissioni1. I biglietti per la nuova rotta sono disponibili su wizzair.com e tramite l’app ufficiale di WIZZ, alla tariffa minima di 19,99€”.

“Grazie a questo nuovo collegamento diretto operato da Wizz Air, da questa estate, scoprire l’energia di Tirana è ancora più semplice per chi parte da Alghero. La capitale delle Aquile diventa una meta a portata di mano ed economicamente accessibile per tutti i viaggiatori in partenza dall’isola. Un servizio pensato per chi cerca comodità, efficienza e tariffe convenienti per raggiungere una delle destinazioni più affascinanti e in rapida crescita d’Europa. La compagnia aerea amplia così sempre di più l’offerta ai viaggiatori sardi con una rete di destinazioni sempre più ricca, accessibile e al più basso prezzo possibile”. 

“Il lancio della rotta Alghero-Tirana conferma l’importanza dello scalo sardo nella strategia di crescita di Wizz Air in Italia e il consolidamento della propria presenza sul territorio. La nuova rotta su Tirana si aggiunge infatti alle quattro rotte internazionali già operate da Wizz Air dall’Aeroporto (verso Bucarest, Budapest, Sofia e Varsavia), rafforzando ulteriormente la connettività della Sardegna e contribuendo allo sviluppo di una rete più ampia e accessibile, a beneficio di residenti, viaggiatori e operatori del settore turistico”.

Le previsioni natalizie per l’Aeroporto di Alghero

ALGHERO –  Durante le festività natalizie (dal 20 dicembre 2025 al 6 gennaio 2026), gli aeroporti del Nord Sardegna stimano un flusso di circa 114.000 passeggeri, in crescita del +2,5% rispetto allo scorso anno, per un totale di 836 voli ed un’offerta di oltre 153.000 posti per un totale di 20 collegamenti.

Nello specifico, lo scalo di Alghero prevede circa 47.000 passeggeri, per un totale di 352 movimenti.

Il Riviera del Corallo sarà collegato con Roma Fiumicino e Milano Linate operati da ITA Airways, e con Bergamo, Bologna, Milano Malpensa, Napoli e Pisa operati da Ryanair.

Per quanto riguarda lo scalo di Olbia, si stima un traffico di circa 67.000 passeggeri, per un totale di 484 voli.

Il Costa Smeralda sarà collegato con Roma Fiumicino operato da Aeroitalia e Volotea, con Milano Linate, operato da Aeroitalia, con Milano Malpensa di easyJet e con Torino, Verona e Venezia operati da Volotea. Inoltre, Bergamo e Bologna saranno servite sia da Ryanair che da Volotea.

Per quanto riguarda le capitali europee, da Olbia, grazie a Volotea, sarà possibile raggiungere Barcellona e Parigi Orly, novità della stagione invernale.

 

Mar de Plata Marina: un cantiere nautico sempre più moderno e sicuro

ALGHERO – Mar de Plata Marina, cantiere nautico di riferimento del Porto di Alghero e del Nord Ovest della Sardegna, ha avviato un importante progetto di rinnovamento delle proprie strutture, con l’obiettivo di migliorare l’efficienza operativa e garantire standard di sicurezza sempre più elevati.

In questi mesi sono in corso i lavori per la realizzazione della nuova pavimentazione del cantiere, un intervento fondamentale per rendere le aree operative più funzionali, resistenti e sicure, soprattutto durante le fasi di movimentazione e manutenzione delle imbarcazioni. La nuova pavimentazione consentirà una migliore disposizione degli spazi e una maggiore affidabilità nelle operazioni quotidiane integrando i sistemi di depurazione delle acque di lavaggio delle grosse imbarcazioni che non possono accedere a quello già esistente.

Il percorso di ammodernamento del cantiere era già iniziato lo scorso anno con l’acquisto di un travel lift da 70 tonnellate, un investimento strategico che ha permesso alla Mar de Plata Marina di ampliare i servizi offerti e di gestire in sicurezza anche imbarcazioni di grandi dimensioni. L’introduzione di questo mezzo ha rappresentato un passo decisivo verso l’innalzamento degli standard tecnologici e operativi del cantiere.

Grazie a questi interventi, la Mar de Plata Marina conferma il proprio impegno nel miglioramento continuo delle infrastrutture, nella tutela della sicurezza e nella qualità dei servizi offerti, rafforzando il proprio ruolo nel settore nautico e contribuendo allo sviluppo dell’economia locale e in particolare del Porto di Alghero.