Treno Idrogeno, agro algherese: “Presi in giro, traditi e sbeffeggiati da Porta Terra e Regione”

ALGHERO – “Benvenuti ad Alghero dove tutti i conquistatori possono venire a fare incetta di voti per poi lasciare in braghe di tela la città. Ma la colpa non è del cittadino che incolpevolmente, forse anche superficialmente, crede nel nuovo “conquistadores” in cerca di voti, ma è della politica locale che forse in maniera scientifica approfitta costantemente dell’ignavia di una città silente abituata a non difendersi e a farsi conquistare. Ecco, quello che abbiamo sentito ieri in conferenza stampa è proprio questo”. Così il Comitato Zonale Nurra che intervenire nuovamente sul progetto del Treno a idrogeno censurando e criticando fortemente il comportamento del sindaco Cacciotto, assessore Marinaro e ciò alla luce della conferenza stampa di lunedi con l’assessore regionale Piu che ha confermato, in maniera decisa e netta, l’avanzamento del progetto.

“L’assessore Regionale ai Lavori Pubblici Antonio Piu, che ringraziamo per la determinazione e la franchezza con la quale chiarisce la posizione della Regione Sardegna, spazza ogni dubbio sul prosieguo del progetto “Treno a Idrogeno” chiarendo senza mezzi termini che la decisione è stata presa anni fa, che la maggioranza di centro sinistra prosegue in piena continuità con l’ex amministrazione regionale Solinas appoggiando l’opera e tira dritto nel proseguire senza se e senza ma” e denunciano dal Comitato “l’amministrazione Cacciotto, eletta con i voti di una coalizione di centro sinistra allargato, ha posto nel suo programma elettorale una chiara opposizione al progetto “Treno Idrogeno” che gli ha garantito il sostegno di una buonissima parte delle associazioni ambientaliste, di quella parte dell’elettorato di sinistra che ancora crede nella partecipazione come valore fondante, oltre che di tutti i partiti che appoggiavano il progetto della “Metro-tranvia” con visione e di ispirazione del Partito Democratico”.

“Ma, ricordiamo ai più, che il Sindaco Cacciotto e da qualche mese anche il consigliere Moro e la consigliera Podda, sono dello stesso partito dell’Assessore Antonio Piu. Non fanno tutti parte della stessa coalizione di centro sinistra che ha vinto le elezioni sia in città che in Regione? Vorremmo pensare che è un corto circuito istituzionale ma ci viene da dire che è l’ennesima presa in giro bella e buona, perché delle parole spese dalla politica cittadina in campagna elettorale, nei tavoli di confronto, nel consiglio comunale aperto e nella commissione speciale l’assessore regionale ne fa carta straccia e chiarisce a tutti che la politica locale non ha margini di manovra e nulla conta rispetto a decisioni prese in altre sedi» incalzano dal Comitato”.

“Risparmiateci per cortesia la pantomima dei lavori ad ogni costo per non perdere i fondi ottenuti con il PNNR e con i Fondi di Coesione perché nessuno ha mai contestato l’opera nella sua idea di collegamento strutturale tra le città dell’Area Metropolitana e l’aeroporto di Alghero ma si sta cercando di far capire l’inutilità di questa scelta progettuale così come concepita e strutturata, che non da vere risposte alla mobilità del territorio spendendo inutilmente una valanga di quattrini. Evitate anche il piagnisteo sugli attacchi ambientalisti che possono compromettere l’opera perché, è bene ricordare, sono quegli stessi valori “ambientali” usati in campagna elettorale per conquistare il terreno elettorale, riproposti ogni tanto all’occorrenza in qualche progetto, ma che poi nei fatti non si mettono in pratica. Alghero città di conquista, agro territorio di nessuno, politica locale piegata al supremo bene di partito, cittadini sbeffeggiati per aver posto in essere il loro diritto di “pensare” e diritti negati. Tant’è!”

“Il grande paradosso della Nurra: piove tanto, ma il Cuga piange”

SASSARI – Centro Studi Agricoli, Nurra, la grande sete e il paradosso dell’acqua buttata. Mentre il Cuga piange, Sassari regala 13 milioni di metri cubi al mare. Due pesi due misure, l acqua depurata di Sassari vietato invasarla mentre quella di Putifigari viene immensa direttamente nel Cuga, come mai?

​Reportage del Centro Studi Agricoli tra Caniga e l’invaso. Piana e Ruggiu denunciano la follia: “Il Cuga è fermo al 26%, ma la Regione vieta di invasare i reflui depurati della città. Però quelli di Putifigari sì. Due pesi e due misure che costano milioni”.

​SASSARI – Siamo a gennaio, il calendario segna inverno pieno e la Protezione Civile annunciava l’apocalisse d’acqua. Eppure, sulle sponde del Cuga, l’unica cosa che fischia è il vento. Di pioggia vera, quella che riempie gli invasi e salva i raccolti, nemmeno l’ombra. In questo scenario di siccità annunciata, il Centro Studi Agricoli ha deciso di andare a vedere le carte, o meglio, i tubi. Il presidente Tore Piana e il suo vice Stefano Ruggiu hanno compiuto un viaggio breve ma istruttivo tra Caniga e la diga, svelando quello che ha tutto il sapore di un suicidio idrico assistito dalla burocrazia.

La prima tappa è a Molafà, località Caniga, valle del depuratore di Sassari. Qui scorre un fiume, ma non è quello della natura, è quello della tecnologia: acqua depurata, limpida, pronta all’uso. Sono circa 15 milioni di metri cubi l’anno. Un tesoro. E dove finisce questo tesoro? Invece di essere pompato verso gli assetati campi della Nurra, scivola via verso Porto Torres, dritto in mare.

«Noi oggi, in questo momento, ci ritroviamo a valle del depuratore comunale di Sassari a Caniga, che produce 15 milioni di litri di acqua all’anno, che possono essere interamente utilizzati nel comparto e che invece per nove mesi all’anno vengono riversati in mare».

La denuncia di Tore Piana è lapidaria. L’acqua c’è, è certificata idonea per l’agricoltura dagli enti preposti, ma la Regione permette di usarla col contagocce, solo un paio di mesi estivi l’anno. Il resto? Spreco puro. «La regione quest’anno, proprio a causa della siccità, ha già stanziato circa 8 milioni di euro, per gli indennizzi a causa dei danni per mancate irrigazioni, quindi veramente non riusciamo a capire come mai la regione non autorizzi di poter invasare questa importante risorsa».

Spostandosi qualche chilometro più in là, la realtà presenta il conto. Il bacino del Cuga, polmone idrico del nord-ovest, è un malato terminale: «Purtroppo sì, al 20 Gennaio , siamo al 26% di capienza, ma guardate bene, è ancora un rigagnolo questo lago», osserva amaro Stefano Ruggiu, agricoltore di orti e nella Nurra e vice Presidente del centro studi agricoli.

Le allerte meteo non hanno portato sollievo. L’acqua non entra. O meglio, ne entra poca e naturale, mentre quella artificiale e sicura di Sassari viene respinta e gettata a Mare

Ruggiu fa i conti della serva: «In queste condizioni, con 15 milioni di metri cubi all’anno di acqua che sversa a mare attraverso il rio mannu il comune di Sassari, se anziché poter utilizzare solo tre mesi, avessimo accumulato 12 mesi nel bacino del Cuga , beh, anziché al 26%, forse a quest’ora sarebbero stati al 40/50% di percentuale di riempimento della capienza massima del lago».

Ma è qui che la vicenda assume i contorni della farsa. Perché se a Sassari è vietato (o quasi) buttare l’acqua nel Cuga, a qualcun altro è permesso. Gli esponenti del CSA indicano un ruscello che alimenta il lago. «Quella è acqua che sta affluendo dagli scarichi del depuratore di Putifigari», nota Ruggiu. E qui Piana perde la pazienza diplomatica: «Se è vietato buttare, riempire, invasare i reflui di Sassari lo dovrebbe essere anche per quelli di Putifigari. O al contrario, se quelli di Putifigari sono consentiti, anche quelli di Sassari». La logica non fa una piega. Se l’acqua depurata è buona per un comune, lo è per tutti. Se inquina, inquina per tutti. La via di mezzo è solo arbitrio.

Tutto questo ha un prezzo, e non lo paga la Regione, ma chi lavora la terra. L’anno scorso l’agricoltura della Nurra è andata «allo sfascio» a causa della mancanza di acqua irrigua , Sono stati promessi 8 milioni di indennizzi che nessuno ha ancora visto. Se non piove – e non sta piovendo – fra tre mesi serviranno altri 10 milioni di euro per coprire i nuovi danni.

Spendiamo milioni per risarcire la siccità, mentre buttiamo a mare l’acqua che potrebbe evitarla. «Una cosa assurda, una cosa che non trova giustificazioni assolute», chiude Piana. E come dargli torto? In Sardegna, a quanto pare, è più facile trovare i soldi per i funerali dell’agricoltura che il buon senso per tenerla in vita.

Come Associazione agricola Centro studi agricoli , chiediamo urgentemente alla Regione Sardegna ed in particolare all’assessore regionale all agricoltura Agus e a quello Lavori Pubblici Più , di autorizzare l invaso nel bacino del Cuga dei reflui di Sassari al pari di quelli di Putifigari , in questo modo si garantirebbe la disponibilità idrica irrigua anche nel caso di annata e annate di siccità e si eviterebbero blocchi produttivi nella Nurra e le casse della regione risparmierebbero oltre 10 milioni di euro anno,  per indennizzare gli agricoltori tutti gli anni che si dovesse presentare la siccità , concludono Tore Piana e Stefano Ruggiu

 

Ufficiale: la Giunta Todde reintegra Sensi all’Asl di Sassari

CAGLIARI – La Giunta regionale prende atto della sentenza del TAR Sardegna n. 8 del 15 gennaio 2026, che accoglie il ricorso del dott. Flavio Sensi e dispone il suo reintegro nell’incarico di Direttore generale della ASL n. 1 di Sassari. La Direzione generale della Sanità è incaricata di notificare la deliberazione agli interessati e di curare tutti gli atti esecutivi conseguenti. Il provvedimento è dichiarato immediatamente esecutivo al fine di garantirne l’efficacia.

“Abbiamo delegato l’educazione dei sentimenti agli algoritmi”

ALGHERO – “La tragedia di La Spezia rappresenta uno squarcio brutale nel velo di normalità della nostra quotidianità e ci costringe a guardare dritto negli occhi una realtà in cui la vita umana sembra aver smarrito il suo vero valore.

Oggi, ci troviamo di fronte a un nichilismo che non è solo assenza di regole, ma una profonda mancanza di senso. È quel vuoto che riduce l’altro a un oggetto, a una proiezione della propria rabbia o, peggio, della propria noia, poiché dove non c’è risonanza emotiva, il dolore altrui non viene percepito come tale, ma come un dato neutro, un rumore di fondo.

Il disagio giovanile oggi non è più un fenomeno di marginalità sociale classica, ma un vuoto esistenziale che attraversa ogni classe sociale, nutrito da una cultura dell’apparire e dal dominio della Tecnica. In questo scenario, l’essere umano conta solo in funzione della sua immagine o della sua forza prestazionale, e i sentimenti, considerati “irrazionali” e improduttivi, vengono espulsi dall’orizzonte quotidiano. In questo contesto, l’idea che l’inasprimento delle pene sia l’unica soluzione appare come una risposta parziale e quasi rassegnata. Un modo meschino di lavarsi la coscienza. Perché come spesso accade, la legge interviene sempre quando il fallimento è già avvenuto e una vita è già stata spezzata; la giustizia, dunque, può sanzionare l’atto, ma non può nulla contro la “morte del cuore” che lo ha preceduto.

La severità della punizione può servire da deterrente o da risarcimento morale, ma non ha il potere di riempire il deserto affettivo e valoriale in cui molti ragazzi crescono privi di bussole emotive. Abbiamo delegato l’educazione dei sentimenti agli algoritmi e all’efficienza dei dispositivi, trasformando il successo materiale nell’unico metro di giudizio. Abbiamo smesso di insegnare ai giovani a “sentire” la differenza tra il bene e il male, lasciandoli soli nel mare aperto di un presente assoluto, privo di prospettive future.

Bisogna avere il coraggio di ragionare sul vuoto della nostra società, sulla scuola che spesso si limita a istruire senza educare, e su quanto manchi una presenza adulta capace di essere testimone di senso. Senza un investimento profondo sulla capacità di ascoltare il silenzio che precede la tempesta, continueremo a trovarci attoniti davanti a fatti di sangue che sono l’ultimo atto di una tragedia iniziata molto prima. La vera sfida è costruire un tessuto di comunità dove la vita torni a essere percepita come un bene indisponibile e prezioso, sottraendola alla banalità di un male che nasce nel momento esatto in cui smettiamo di riconoscerci”.

Giancarlo Balbina

Bamonti riporta tutti sul “Pianeta Terra”: lavoro, sociale e famiglia è un fallimento

ALGHERO – Non accade spesso, ma ogni tanto si. Il ritorno sul Pianeta Terra, come detto alcuni giorni addietro dal consigliere Piras, non può che fare bene ad una classe politica che si trova ad affrontare un periodo piuttosto particolare per la città che rappresenta. Tante, anzi tantissime le aspettative da una maggioranza ampia, anzi ampissima. La strada è ancora lunga, ma gli algheresi chiedono risposte. E non solo per l’ordinario, sempre più straordinario, ma pure per macro-temi che, al netto di slogan e annunci, vedono, ad esempio sul tema della famiglia, una realtà nera, nerissima.

A puntare i riflettori sul tema è stato nell’ultima seduta del consiglio comunale Alberto Bamonti. “Ad Alghero abbiamo registrato appena 120 nascite e questo non è solo un dato demografico, ma è il segnale evidente di una crisi profonda” e ancora l’esponente di maggioranza  “oggi creare una famiglia è quasi impossibile: mancano lavoro stabile, salari adeguati e la possibilità concreta di acquistare una casa. Le responsabilità ricadono in gran parte sui governi degli ultimi trent’anni, che hanno ignorato le politiche familiari, ma anche la classe dirigente politica e imprenditoriale locale ha le sue colpe. In città si è scelto di puntare sulla speculazione immobiliare e sulla precarietà lavorativa, invece che su residenza, giovani e futuro”.

“Norme edilizie sempre più restrittive e prezzi fuori controllo hanno reso la casa un bene irraggiungibile. Un tempo si costruiva per i figli, oggi è diventato impensabile. Il lavoro, spesso stagionale e sottopagato, spinge i giovani ad andare via. Chi resta è spesso un’eccezione. Senza politiche serie su casa, lavoro e famiglie, Alghero continuerà a svuotarsi e invecchiare. Le 120 nascite non sono un caso, ma il risultato di scelte precise che stanno condannando la città al declino”.

In chiusura, per Bamonti, come anche auspicato da più parti e in generale da chi ha veramente a cuore il presente e futuro di Alghero, “serve un cambio di rotta immediato con l’attivazione delle aree 167 per edilizia residenziale pubblica e convenzionata, su cui ho fatto un accesso agli atti,  può rappresentare il primo segnale concreto per garantire il diritto alla casa, soprattutto a giovani coppie e famiglie”. E non solo, diremmo, ma anche con interventi sul sociale di grande rilevanza a partire dal sostegno delle fasce più deboli e dei giovani, anche immettendo denari e creando struttura come un centro di aggregazione sociale che, nonostante le belle parole, manca.

 

Nella foto il consigliere comunale Alberto Bamonti in Aula

Sanità, Sardegna penultima in Italia

CAGLIARI – Nel monitoraggio ufficiale del Ministero della Salute tramite gli indicatori del Nuovo Sistema di Garanzia (NSG) fotografa profonde differenze tra le Regioni.  Nel 2023 (ultimo anno disponibile) ben 8 Regioni risultano non adempienti ai LEA non raggiungendo la soglia minima di 60 punti su 100 in almeno una delle tre macro-aree: prevenzione, distrettuale e ospedaliera.

Inoltre, sommando i punteggi ottenuti nelle tre macro-aree, a fronte di un punteggio medio di 226 punti su 300, esistono divari molto marcati, secondo il report effettuato dalla Fondazione Gimbe.

In particolare in Sardegna nel 2023 a fronte di un punteggio medio nazionale di 226 punti, il punteggio totale degli adempimenti della Regione ai Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) è di 192. La regione, adempiente secondo il Nuovo Sistema di Garanzia (NSG), ha registrato nelle tre aree monitorate (prevenzione collettiva e sanità pubblica, assistenza distrettuale ed assistenza ospedaliera) 65 punti per l’area della prevenzione ovvero 33 punti in meno rispetto alla Prov. Autonomia di Trento e al Veneto che sono in prima posizione; 67 punti per l’area distrettuale ovvero 29 punti in meno rispetto al Veneto che è in prima posizione; 60 punti (penultima regione) per l’area ospedaliera ovvero 37 punti in meno rispetto alla Prov. Aut. di Trento che è in prima posizione.

“Il fabbisogno sanitario nazionale – ha spiegato il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta – viene ripartito alle Regioni in base alla popolazione residente, in parte pesata per età. Per finanziare i LEP sanitari, invece, le risorse pubbliche dovrebbero coprire i costi necessari per garantirli in modo uniforme su tutto il territorio nazionale. E allora – ha aggiunto – vista l’impossibilità di finanziare i costi effettivi dei LEP sanitari con l’attuale disponibilità di risorse, l’Esecutivo rinuncia a definirli e imbocca la scorciatoia di equipararli ai LEA, con il solo scopo di accelerare l’autonomia differenziata. Una scorciatoia che renderebbe giuridicamente accettabili le diseguaglianze regionali nell’esigibilità del diritto alla tutela della salute.

Scuola, Regione commissariata. L’assessore Portas ribadisce il suo “no”

CAGLIARI – Le Regioni Sardegna, Toscana, Emilia-Romagna e Umbria ribadiscono il loro parere contrario al dimensionamento scolastico voluto dal Governo. Oggi a Palazzo Chigi sono stati sentiti dal Consiglio dei Ministri i presidenti De Pascale e Proietti e le assessore Portas e Nardini, delegate dai presidenti Todde e Giani per discutere in merito alla decisione presa dal Governo di adottare il potere sostitutivo con la nomina di un commissario.

“In questi mesi la Regione Sardegna ha lavorato attivamente per cercare di riprogrammare la rete scolastica in accordo con i territori e le conferenze provinciali – spiega l’assessora alla Pubblica Istruzione della Regione Sardegna Ilaria Portas –. Nell’ultimo triennio nella nostra regione sono state già accorpate 36 autonomie scolastiche e un ulteriore taglio di 9 istituti sarebbe stato deleterio per realtà già in sofferenza. Nonostante la riorganizzazione della rete scolastica non preveda la chiusura di plessi e il trasferimento di alunni, l’assenza di un dirigente risulterebbe un colpo durissimo per le scuole sarde, che spesso già oggi, con la situazione attuale, registrano plessi in numero superiore a dieci e distribuiti in un territorio vasto e poco omogeneo”.

Nella riunione odierna a Palazzo Chigi la rappresentante della Regione ha evidenziato come la situazione territoriale, geografica, orografica della Sardegna e la sua fragilità relativa agli aspetti della mobilità, dello spopolamento e della connettività, rendano estremamente critico qualsiasi ulteriore taglio di servizi. E insieme ai rappresentanti delle altre Regioni inadempienti ha ribadito la contrarietà al commissariamento e la necessità di un ulteriore chiarimento del metodo di calcolo dei parametri utilizzati, facendo riferimento a numeri reali e non solo stimati “Abbiamo confermato al Consiglio dei Ministri la nostra volontà di mantenere le 232 autonomie scolastiche della Sardegna sottolineando quanto sia deleterio continuare a ragionare su una scuola basata solo su numeri e costi – conclude l’assessora Portas –. Continueremo a lavorare per una scuola basata sulla qualità e non sulla razionalizzazione dei costi perché la nostra regione ha un forte bisogno di puntare sulla qualità e la permanenza dei presidi esistenti per garantire un futuro alle nuove generazioni e non peggiorare gli indici di spopolamento e abbandono scolastico. Sulla scuola è necessario investire, non tagliare”.

Ex-Cotonificio: degrado, abbandono e pericolo a Sant’Agostino

ALGHERO – Da segnalazioni pervenute al movimento politico Destra Democratica Italiana, si porta all’attenzione pubblica una situazione di criticità strutturale lungo il perimetro e all’interno dell’area dell’ex cotonificio di Alghero, che merita una valutazione da parte degli organi competenti.

Dopo le numerose problematiche già emerse nel tempo all’interno dell’ex cotonificio e lungo via Marconi, la situazione continua a presentare elementi di degrado e fragilità. Anche in questi giorni sono giunte nuove segnalazioni da parte dei cittadini che frequentano e attraversano l’area, i quali riferiscono condizioni che richiedono attenzione sotto il profilo della sicurezza urbana.

Quello che inizialmente poteva apparire come un problema di lieve entità si è nel tempo evoluto in una criticità più articolata, con possibili ripercussioni per pedoni, residenti e animali.

In particolare, il muro di cinta che costeggia via Marconi presenta condizioni strutturali compromesse: il parapetto e diversi pilastri risultano ammalorati, con ferri d’armatura arrugginiti, calcestruzzo deteriorato e lesioni visibili a occhio nudo, elementi che rendono opportuna una verifica tecnica.

Ulteriore elemento di attenzione è rappresentato da un tratto di muro realizzato in blocchetti di cemento, lesionato e attualmente sorretto in modo provvisorio da alcuni ferri metallici, una soluzione temporanea che appare non risolutiva.

La situazione, confermata da residenti e passanti, riguarda un’area quotidianamente frequentata e, in caso di mancata manutenzione, potrebbe comportare disagi sia alla circolazione pedonale sia ai veicoli parcheggiati lungo la carreggiata.

Alla luce delle segnalazioni ricevute, Destra Democratica Italiana ritiene opportuno informare gli organi competenti affinché venga effettuata una valutazione tecnica approfondita e, se necessario, si proceda con interventi di messa in sicurezza e ripristino, a tutela del decoro urbano e della collettività”

Gianfranco Langella, Destra Demovrstica

Riqualificazione del Parco Manno: 190mila euro

ALGHERO – Il programma di riqualificazione del verde urbano della città continua e aggiunge elementi preziosi al lungo elenco di lavori  che l’Amministrazione del Sindaco Raimondo Cacciotto sta realizzando. Alberate, cura del verde, piantumazioni, riqualificazioni. In attesa degli imminenti affidamenti delle opere di sostituzione delle palme nelle diverse zone del centro e in via Garibaldi, iniziano i lavori di maquillage del Parco Manno. I giardini pubblici sono al centro di un progetto di manutenzione straordinaria che prevede il rifacimento della pavimentazione con abbattimento delle barriere architettoniche, implementazione giochi inclusivi, realizzazione area fitness riabilitativa e messa a dimora di nuove specie alberate. “Gli interventi programmati confermano l’indirizzo dell’amministrazione per rendere sempre più inclusivo il Parco Manno – spiega il Sindaco Raimondo Cacciotto – e non solo. Sul verde urbano della città è in corso un’ importante serie di investimenti che nel corso del 2026 vedranno la luce con notevoli cambiamenti e risultati positivi per il decoro.”

L’investimento  è di 190 mila euro, per lavori affidati nei giorni scorsi e prossimi all’accantieramento. Il tempo utile per ultimare tutti i lavori compresi nell’appalto è fissato in giorni 90 giorni decorrenti dalla consegna dei lavori. Nei tre mesi di lavoro l’impresa esecutrice dovrà rinnovare la pavimentazione con cemento architettonico dei principali percorsi pedonali e riqualificare le aree ludiche mediante l’inserimento di nuove attrezzature sia ludiche che per lo sport, nonché mettere a dimora essenze per il miglioramento della biodiversità, con l’inserimento di specie autoctone in sostituzione di quelle alloctone. Si realizzerà inoltre un percorso fitness rivolto alla riabilitazione di soggetti con difficoltà motoria e verrà implementata l’area giochi esistente attraverso l’installazione di giochi inclusivi. “Si interviene su tre fronti  – afferma l’Assessore alle manutenzioni Francesco Marinaro – sia nell’area ludica,  in continuazione del percorso già intrapreso e concluso nel giugno 2024, con il quale si è realizzata l’area attrezzata, sia con interventi non rinviabili, quali la riqualificazione della viabilità interna, in  stato di degrado tale da essere, in diversi tratti, difficilmente percorribile da persone con disabilità ma altrettanto critico per le persone normodotate e infine con la piantumazione di nuove essenze”. Per l’intervento, l’Amministrazione Comunale è beneficiaria di un contributo per la “gestione e manutenzione dei parchi urbani” di alla Legge di stabilità 2023, il cui importo complessivo del contributo ammonta a 140 mila euro completamente finanziato dalla Regione Sardegna e integrato da un contributo di cofinanziamento da parte dell’Ente pari a 50 mila euro, per un totale di 190 mila euro.

“Rottamazione delle cartelle comunali: un’opportunità per le famiglie”

ALGHERO – “La legge n. 199/2025, cosiddetta Finanziaria 2026, prevede all’art. 1, commi da 102 a 110, la possibilità per i Comuni di introdurre forme di definizione agevolata dei tributi locali, offrendo ai contribuenti strumenti concreti per regolarizzare la propria posizione debitoria e, al contempo, garantendo agli enti locali nuove e certe entrate.
La definizione agevolata consente l’estinzione dei debiti senza sanzioni, interessi (anche di mora), somme aggiuntive e aggio, con la possibilità di pagamenti rateali. È inoltre riconosciuta ai Comuni la facoltà di introdurre autonomamente misure di definizione agevolata che prevedano l’esclusione o la riduzione di sanzioni e interessi, anche in presenza di accertamenti in corso o contenziosi tributari.
A livello statale, la cosiddetta “rottamazione-quinquies” delle cartelle emesse dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione consente già ai contribuenti di regolarizzare i propri debiti fiscali e contributivi pagando esclusivamente l’imposta o il contributo dovuto, con piani rateali fino a 54 rate bimestrali. La normativa offre ai Comuni la possibilità di adottare strumenti analoghi per i tributi locali, assicurando ai cittadini un trattamento equo e uniforme.
L’adesione del Comune di Alghero a tali misure rappresenterebbe un gesto di grande responsabilità sociale, capace di dare respiro a molte famiglie e imprese che, pur in difficoltà, desiderano adempiere ai propri obblighi. Allo stesso tempo, l’Ente potrebbe contare su entrate programmate, certe e sostenibili, migliorando la capacità di pianificazione finanziaria e rafforzando il rapporto di fiducia con la comunità.
Cogliere le opportunità offerte dalla legge di bilancio significa investire nel benessere dell’intera collettività, favorendo l’emersione del gettito, riducendo il contenzioso e promuovendo una fiscalità più giusta e solidale.
Si auspica pertanto che il Comune di Alghero valuti con attenzione l’introduzione della definizione agevolata dei tributi locali, nell’interesse dei cittadini e dello sviluppo armonico della comunità”.
Christian Mulas consigliere comunale (Psd’Az)