Ecco la legge “salva-balneari”

CAGLIARI – “Con la legge regionale 23 aprile 2015, n. 8 (Norme per la semplificazione e il riordino di disposizioni in materia urbanistica ed edilizia e per il miglioramento del patrimonio edilizio), sono state introdotte disposizioni in materia urbanistica ed edilizia”. Questo il testo della legge utile a salvare i balneari sardi redatta dal gruppo regionale di Forza Italia con primo firmatario Marco Tedde. “A far data dal 31 dicembre 2016, alcune di queste norme avranno un negativo e diretto impatto sulle imprese sarde titolari di concessioni balneari. L’articolo 17 della legge regionale n. 8 del 2015, nel modificare l’articolo 10 bis della legge regionale n. 45 del 1989, prevede che nell’ambito dei litorali urbani, così come individuati dal comma 2, lettera a), e “inseriti o contigui a grandi centri abitati, caratterizzati da un’alta frequentazione dell’utenza durante tutto l’anno e da interventi edilizi ed infrastrutturali tali da aver profondamente alterato gli originari caratteri di naturalità”, nei comuni sprovvisti di Piano di utilizzo dei litorali (Pul) il posizionamento di strutture a servizio della balneazione è ammesso nella fascia dei 300 metri per una durata non superiore ai novanta giorni”.

“L’articolo 43 della legge regionale n. 8 del 2015, al comma 1, fa decorrere l’efficacia di detta modifica dal 31 dicembre 2016. L’applicazione di questa norma produrrà, quindi, i suoi effetti a partire dalla stagione balneare 2017, nel corso della quale gli operatori titolari di concessioni balneari nei comuni che non si sono dotati del PUL potranno installare le strutture al servizio della balneazione solo per novanta giorni contro i 12 mesi di cui di fatto hanno goduto fino a oggi. L’applicazione delle norme in commento finirà per ridurre drasticamente il periodo di apertura delle strutture balneari con sede nei comuni sprovvisti di Pul impedendo agli operatori di poter svolgere l’attività e lavorare al di fuori dei mesi di altissima stagione con pesantissime conseguenze sull’occupazione e sulle capacità di sopravvivenza delle imprese medesime, costrette a fare a meno dei ricavi relativi ai periodi di spalla fondamentali per la copertura dei costi fissi d’esercizio e per il loro equilibrio economico-finanziario. È nota l’importanza che il comparto dei balneari riveste per l’economia sarda, in un quadro in cui il comparto turistico, settore portante del sistema economico isolano, deve far fronte all’accresciuta competitività del mercato globale che pone sfide sempre più insidiose con gli altri sistemi turistici del Mediterraneo”.

“Nelle more della revisione del quadro normativo statale in materia di rilascio di concessioni di beni demaniali marittimi con finalità turistico-ricreative, da queste considerazioni nasce la necessità di garantire pari opportunità a tutti i litorali urbani della Sardegna sino alla conclusione delle procedure di evidenza pubblica che si svolgeranno secondo la nuova normativa, assicurando un identico periodo di apertura a prescindere dall’approvazione del PUL la cui dotazione da parte degli enti locali spesso sconta i negativi effetti di processi politico-amministrativi lunghi e complessi incompatibili con le tempistiche imposte dal mercato alle imprese turistiche. Peraltro, pare oltremodo punitivo far ricadere sugli imprenditori i danni derivanti dai ritardi delle classi politiche locali e applicare norme afflittive nei confronti di una categoria che produce reddito e occupazione che, in nessun modo, può direttamente incidere sul processo di formazione e approvazione del Pul. La presente proposta di legge regionale con l’articolo 1 è tesa, quindi, a rimuovere i pesanti vincoli introdotti dall’articolo 17 della legge regionale n. 8 del 2015 che, nel modificare l’articolo 10 bis della legge regionale n. 45 del 1989, prevede che nell’ambito dei litorali urbani, nei comuni sprovvisti di PUL, il posizionamento di strutture a servizio della balneazione è ammesso per una durata non superiore ai novanta giorni”.

“Per semplificare la procedura di individuazione dei litorali urbani prevede anche un termine per il conferimento dell’esecutività della deliberazione di Giunta regionale che individua i litorali urbani. Col medesimo articolo viene delineata una disciplina transitoria che troverà applicazione nelle more della revisione del quadro normativo in materia di rilascio di concessioni di beni demaniali marittimi con finalità turistico-ricreative. Si prevede, infatti, che sulla base della nuova normativa i comuni rilasceranno, modificheranno e rinnoveranno le concessioni, applicando procedure di evidenza pubblica subordinando il rilascio di nuove concessioni ai pagamento di un indennizzo parametrato al 90 per cento del valore aziendale dell’impresa insistente sull’area oggetto della concessione. Con l’articolo 2 viene abrogato l’articolo 43 della legge regionale n. 8 del 2015 che, al comma 1, prevede che le disposizioni di cui all’articolo 17 regolanti il posizionamento delle strutture a servizio della balneazione in assenza di Pul entrano in vigore dal 31 dicembre 2016 e che, al comma 2, dispone che in via transitoria il permesso di costruire per la realizzazione delle strutture di cui al comma 1 non può avere durata superiore a quella della stagione balneare. Gli articoli 3 e 4 prevedono rispettivamente la norma finanziaria di insussistenza di nuovi o maggiori oneri per il bilancio regionale e l’entrata in vigore”.

Nella foto Tedde e i colleghi in Regione

S.I.