ROMA, 14 GENNAIO 2026. “Il collega Perantoni osanna la politica sanitaria della presidente Todde? Gli posso dare due consigli: il primo è fare un bel giro negli ospedali sardi, il secondo è seguire l’esempio di Giuseppe Conte, che almeno ha avuto il pudore di non citarla ad esempio e durante i suoi interventi alla Camera preferisce scagliarsi contro la Sicilia. Del resto il leader dei Cinquestelle è il primo a doversi vergognare per aver indicato per la Sardegna un assessore romano che è uscito sbattendo la porta e denunciando, in anticipo rispetto al verdetto della Consulta sui commissariamenti illegittimi, che il campo largo pensa solo alle poltrone.” Così Ugo Cappellacci, presidente della commissione Affari Sociali e Salute della Camera, replica alle affermazioni del deputato del movimento cinquestelle, Perantoni. “Per quanto riguarda il passato – prosegue Cappellacci-, rispondo del mio operato e non per altri: durante la mia presidenza la Sardegna fu la prima regione del meridione a uscire dal piano di rientro sanitario, riconquistando la sua autonomia decisionale. In quegli anni fummo tra i primi ad avviare la digitalizzazione con il fascicolo sanitario elettronico e ad adottare le procedure di acquisto centralizzate per evitare gli sprechi. Non abbiamo tagliato neppure un posto letto. Al contrario, abbiamo rinforzato presidi strategici per la nostra Isola. Negli stessi anni i governi nazionali dei suoi alleati tagliavano 37 miliardi al diritto alla salute. A quasi metà del suo mandato invece l’attuale presidente ha visto proprio nella riforma sanitaria la terza legge cassata dalla Corte Costituzionale. Anche in questo siamo distanti – ha concluso Cappellacci-: noi davanti alla Consulta difendevamo i diritti dei sardi e l’autonomia, lei la sua poltrona e quella dei commissari delle ASL.”