ALGHERO – «Ancora una volta la Giunta Todde dimostra di non avere il senso delle priorità. Mentre si sprecano risorse in consulenze, propaganda e annunci, vengono sospese provvidenze fondamentali destinate alle persone con disabilità e con gravi limitazioni dell’autonomia.»
È la dura presa di posizione di Michele Pais, dopo la determinazione con cui la Regione ha disposto la sospensione, per l’annualità 2026, dell’Avviso pubblico *”Sine Limes 2″*, che finanzia i buoni servizio destinati alle persone più fragili. La determinazione prevede infatti la sospensione fino a un massimo di 120 giorni, rinviando l’apertura delle domande e, di fatto, l’accesso ai benefici.
«Le motivazioni addotte sono esclusivamente di carattere burocratico e organizzativo: revisione della disciplina, adeguamento della modulistica, problemi istruttori e necessità di acquisire pareri amministrativi. In altre parole, è la Regione a non essere pronta, ma a pagare il prezzo dell’inefficienza saranno le persone più deboli e le loro famiglie.»
«È inaccettabile che la disorganizzazione della Regione venga scaricata su cittadini che ogni giorno affrontano enormi sacrifici per garantire assistenza ai propri cari. Dietro quei buoni servizio non ci sono numeri o pratiche amministrative: ci sono persone non autosufficienti, famiglie già provate e operatori che svolgono un servizio essenziale.»
Pais sottolinea come il provvedimento sospenda l’efficacia delle finestre temporali previste per il 2026, rinviando sia la presentazione delle domande sia le successive fasi della misura.
«Ma c’è un fatto ancora più grave, che rischia di produrre un danno economico enorme proprio ai destinatari della misura. L’avviso pubblico originario, di validità triennale, stabiliva chiaramente per il 2026 l’eleggibilità delle spese a partire dal 1° giugno 2026 e la presentazione delle domande dal 22 luglio 2026. Con il provvedimento di sospensione, invece, la Regione arriva perfino a stabilire che l’eleggibilità delle spese decorrerà dal futuro avviso di riapertura, del quale oggi non esiste né una data né un testo. Questo significa stravolgere completamente la natura del rimborso, lasciando le famiglie nell’incertezza assoluta e facendo gravare su di loro il rischio che le spese sostenute in questi mesi non siano più riconosciute. È una scelta incomprensibile e profondamente ingiusta.»
«La Regione avrebbe dovuto programmare per tempo le modifiche necessarie, evitando qualsiasi interruzione di uno strumento così importante. Quando si parla di servizi destinati ai più fragili non possono esistere ritardi, improvvisazione o giustificazioni burocratiche.»
«Le responsabilità politiche sono chiarissime e hanno nomi e cognomi. La Presidente Alessandra Todde, che mantiene l’interim della Sanità e dell’Assistenza sociale, non può sottrarsi alle proprie responsabilità. Ma altrettanto evidente è la responsabilità dell’Assessora al Lavoro Desirè Manca, competente per Sardegna Lavoro e per la piattaforma attraverso la quale vengono presentate le domande. Non è accettabile che due assessorati non riescano a coordinarsi, scaricando sulle persone con disabilità e sulle loro famiglie le conseguenze della propria inefficienza»