Azione Alghero: Bruno naviga a vista

ALGHERO – “Dopo anni di navigazione a vista, l’amministrazione Bruno non ha ancora ben colto il concetto di “programmazione”, né ha ancora ben chiaro come utilizzare adeguatamente la forza attrattiva di un grande evento, sia nazionale sia mondiale, sprecando cosi opportunità enormi per la città. Ci si aspetterebbe che queste eventi , oltre a costituire passerelle idonee a garantire la tanto agognata visibilità mediatica agli amministratori, garantissero attesi, adeguati e duraturi ritorni economici alla città”. Cosi il movimento politico Azione Alghero. attraverso i componenti del direttivo Maurizio Papa, Gianni Murru, Loredana giordano, Pino Pibiri, Daniela Montisci, che fotografa l’attuale situazione politica cittadina.

“Con il Giro d’Italia, il campionato del mondo del tennis in carrozzina prima e col rally domani, gli eventi di spalla, cioè quelle manifestazioni che portano la città verso l’evento clou, si sono limitati ad iniziative che hanno principalmente coinvolto la collettività locale e si sono rivelati poco idonei ad attrarre turismo sia interno sia esterno. Lo sforzo fatto da tutta la collettività ha dimostrato che la Alghero dei cittadini c’era. Tutti hanno risposto con entusiasmo alla sfida di migliorare l’immagine della città e presentarla nella sua veste migliore e in molti hanno contribuito volontariamente a supportare l’evento. Ma passata la festa quello che continua a lasciare interdetti è la mancanza di una adeguata e strutturata politica di promozione, tale da garantire nei mercati di riferimento la necessaria visibilità di Alghero e del suo territorio e la crescita dei flussi turistici. Nonostante l’impiego di consistenti risorse pubbliche poco o niente è stato destinato a fare una delle poche cose indispensabili e si è fatto affidamento esclusivo al ritorno d’immagine, passeggero ed effimero, garantito dai media, prioritariamente al grande evento e solo incidentalmente al territorio ospitante”.

“Ci chiediamo se questo sia il frutto di precise scelte o all’insipienza e alla inadeguatezza dell’amministratore di turno. Una risposta in realtà la abbiamo: per qualcuno è meglio raccogliere consensi nel breve termine con interventi di facciata e popolari piuttosto che investire su iniziative e azioni che avrebbero nel medio e lungo termine ben altri e più proficui riscontri. Ma si sa, il medio e lungo termine non vanno a braccetto con le esigenze di consenso di quella politica di piccolo cabotaggio, quella che agisce in funzione delle successive elezioni, quella che naviga a vista, appunto. A questa impietosa situazione si aggiungano le disavventure amministrative e la paralisi del Consiglio Comunale, che per l’esigenza di garantire la maggioranza viene convocato sempre più raramente in funzione della presenza di due consiglieri distanti da Alghero per ragioni personali, sono così rallentati in maniera esponenziale i tempi di reazione ai problemi enormi della città (sanità , aeroporto, crisi economica e sociale, solo per citarne alcuni). Se la politica per prima non reagisce adeguatamente , anzi dorme, la città muore”.

Nella foto il centro storico di Alghero

S.I.

Porti, grandi eventi e speranze

ALGHERO – Quando si scrive che Alghero sta perdendo tempo prezioso ci sono fulgidi esempi sotto gli occhi. Ogni giorno. Con località turistiche che, fino pochi anni fa, seguivano la Riviera del Corallo considerata come modello per l’attrazione dei grandi flussi di visitatori e le potenzialità per sviluppare anche settori di alto livello, legati pure al lusso. Basta pensare a San Teodoro o Villasimius. La prima per un crescente e oramai consolidato richiamo del “turismo di massa” con punte di eccellenza su quello giovanile grazie ai locali e discoteche che offrono una programmazione di livello internazionale, commerciale e anche di musica di qualità, e poi Villasimius. Anche in questo caso, grazie ad un sindaco capace e lungimirante, Gianluca Dessi, il centro marittino ha “messo la freccia” riguardo un altro settore: la nautica. Comparto in estrema crescita con importanti investimenti, che arrivano pure dal Medio Oriente, che cercano luoghi dove creare ricchezza e dar vita ad una portualità moderna e finalizzata ad attrarre gli amanti, spesso “ricconi”, del mare.

Ma, in questo caso, come in altri, il turismo va a braccetto con lo sport ed è così che proprio il comune costiero del sud Sardegna, grazie alla presenza, come gestori del porto, e in questo caso organizzatori, di Marina di Villasimius (del gruppo Marinedi), che ospita un vero grande evento velico di caratura mondiale: il prestigioso GC32 Racing Tour che arriverà in Sardegna alla fine di giugno. Sarà la prima volta che un tale appuntamento internazionale farà tappa nell’Isola. La Lega Navale Italiana di Villasimius fornirà l’assistenza tecnica per organizzare l’evento e la regata vera e propria e pochi giorni fa la Lega Navale ha organizzato un importante evento dedicato alle derive della classe O’pen Bic. La GC32 Villasimius Cup si svolgerà dal 28 giugno al 1 luglio e sarà il secondo evento della classe quest’anno dopo la tappa di debutto. “L’obiettivo del comune è la promozione dell’area attraverso lo sport. Questa per noi è una degli migliori opportunità di far conoscere la “Polinesia del Mediterraneo”, un paradiso di vento e vita, la nostra Villasimius”, cosi il sindaco Gianluca Dessi. E, invece, qui ad Alghero, siamo ancora fermi a contare lungo la linea dell’orizzonte quante barche, nelle stupende sere di bella stagione, vanno a fare calamari.

Nella foto il porto di Villasiumius

S.I.

Turismo: app su Alghero |video

ALGHERO – Nel mondo di oggi, com’è noto, essere informati è tutto. Ancora di più quando si tratta di settori che fanno della programmazione il loro “core business” come il Turismo. Per questo l’intuizione dell’algherese Kevin Sunch è sicuramente vincente e soprattutto molto utile. Non lo diciamo noi, ma è il successo che sta avendo a certificare la bontà dell’invenzione. “Alghero Info”, questo il nome dell’app che fornisce dettagli su quanto offre il territorio facente capo alla Riviera del Corallo.

Un’applicazione gratuita, scaricabile dal Google Play Store e anche dall’app store presente in tutti gli smartphone. Dentro si può trovare un po’ di tutto rispetto alle utilità di un turista, ma non solo. Infatti ci sono gli orari degli autobus urbani, che spesso non trovano indicazione nelle stesse fermate, e anche ristoranti, negozi, eventi da seguire e tanto altro. Insomma un’app che, visti i tempi d’oggi e la carenza nelle informazioni turistiche a livello locale, può sopperire ai servizi offerti dagli enti preposti. E per parlarci di questa idea abbiamo intervistato proprio Kevin Sunch che, visti anche gli studi e le sue esperienza lavorative all’estero, abbiamo chiesto un commento sulla situazione del turismo.

Nella foto e video Kevin Sunch

S.I.

Turismo: 2,9 milioni di arrivi annuali

CAGLIARI – Il 2016 è stato un anno record per il turismo sardo: 2,9 milioni di arrivi, con una permanenza media di 4,6 giorni, una crescita del 10,5 per cento negli arrivi e del 9 per cento nelle presenze. Un altro elemento importante: rispetto al 2015, la crescita a doppia cifra anche dei mesi di spalla alla stagione balneare, cioè marzo, aprile, maggio, settembre e ottobre e con arrivi soprattutto di stranieri. “Sono numeri positivi – è il commento dell’assessore del Turismo, Artigianato e Commercio Barbara Argiolas – ma non possiamo considerarli un punto di arrivo, semmai un punto di partenza: cresciamo anche perché stiamo sfruttando la congiuntura internazionale favorevole. È pertanto prioritario lavorare sin da oggi sul 2018, nello specifico sulla governance, il sistema turismo e sul consolidamento di prodotti e offerta da affiancare al balneare”.

Secondo i dati estratti dal Sired, il sistema informativo di raccolta ed elaborazione dati fornito dalla Regione Sardegna alle Province ed alle strutture ricettive, gli arrivi toccano dunque una quota record nel 2016. La permanenza media di 4,6 giorni ha generato 13 milioni e mezzo di presenze nelle strutture ricettive isolane. La crescita è del 10,5 per cento negli arrivi e del 9 per cento nelle presenze. Sommando l’andamento degli ultimi tre anni il mercato turistico isolano ha recuperato esattamente il 30 per cento di flussi rispetto al 2013: la media è esattamente del dieci per cento in più all’anno (+9% del 2014 su 2013, +11% del 2015 su 2014 e +10% nel 2016 sul 2015). Se i flussi 2016 sono stati superiori a quelli del 2015 in tutti i mesi, ciò che risalta è che, a parte i mesi più caldi, dove il riempimento delle strutture è quasi al limite della loro capacità (e gli aumenti seppure sensibili non sono a due cifre), a crescere sono soprattutto marzo (+23% di arrivi e +20% di presenze rispetto al 2015), ottobre (+21% e +22,7%), settembre (+16% e +10,4%), novembre (+13% e +14,6%) e anche maggio e giugno (rispettivamente +10% e +12% di presenze). E i mesi primaverili e autunnali sembrano essere quelli preferiti dagli stranieri, che a maggio, ottobre e settembre sorpassano gli italiani.

La quota dei turisti provenienti dall’estero si avvicina al pareggio con quella dei viaggiatori in arrivo dalla Penisola: sei milioni e mezzo di presenze straniere (derivanti da oltre un milione e 300 mila arrivi) in Sardegna nel 2016 (+8), contro sette milioni di presenze italiane (derivanti da oltre un milione e mezzo di arrivi), che proseguono nel trend di crescita avviato l’anno passato, dopo che i primi anni del decennio avevano registrato un calo in calo: l’aumento rispetto al 2015 è di oltre il dieci per cento. “– I dati – osserva l’assessora Argiolas – ci dicono che i mesi di spalla sono di maggior interesse per il mercato estero: i prodotti di riferimento su cui è necessario continuare a lavorare sono quelli incentrati sul turismo attivo, l’outdoor, il turismo religioso, quello enogastronomico, il congressuale, i borghi in modo che questi segmenti che ora sono ancillari rispetto al balneare possano diventare effettivi attrattori di vacanza”.

Cresce tutto il sistema ricettivo. Il comparto alberghiero ha registrato due milioni e 100 mila arrivi per un totale di presenze che ha sfiorato quota dieci milioni: la crescita è del 9 per cento negli arrivi e 8 per cento nelle presenze rispetto al 2015. Ancora più eclatante la crescita del comparto extra-alberghiero, dove sono state registrati 680 mila arrivi, che con una permanenza media di cinque giorni, hanno generato quasi tre milioni e mezzo di presenze. L’aumento è del 14 per cento negli arrivi e 11,5 per cento nelle presenze. A questi numeri vanno aggiunti i quasi duecentomila pernottamenti nelle strutture complementari. Da sempre, di gran lunga, la Lombardia è il primo mercato italiano (e assoluto) per la Sardegna: ha fatto registrare 280 mila arrivi che hanno generato un milione e 800 mila presenze (+9,7% e +6,7%). Seguono i sardi stessi con quasi un milione e 100 mila presenze. Terzo e quarto mercato nazionale sono Lazio e Piemonte, rispettivamente con quasi 800 mila presenze e con 613 mila presenze. In proporzione al 2015, le regioni che hanno aumentato maggiormente i flussi verso l’Isola sono Veneto, passato da 431 mila a 483 mila presenze (+12%), e la Sicilia, passata da 79 mila a 93 mila (+18%).

La Germania si conferma, come ogni anno, il principale bacino di flussi europei per la Sardegna: quasi 290 mila arrivi tedeschi che hanno generato 1 milione e 740 mila presenze, nuovo record di presenze per il quinto anno di fila. L’aumento è del 14,5 per cento negli arrivi e 11,5 per cento nelle presenze. Da anni anche la Francia è in continua crescita, ma mai come nel 2016: gli arrivi d’Oltralpe sono stati quasi 250 mila e hanno generato 1 milione e 200 mila presenze, cifra mai raggiunta (+24%). Allo stesso modo anche la Svizzera è in continuo aumento di arrivi (150 mila) e presenze (760 mila) da anni con una tipologia di turista che lascia tanto sul territorio. In proporzione agli abitanti la Svizzera è di gran lunga il primo Paese per flussi per l’Isola. Tra gli stranieri seguono i britannici con oltre 500 mila presenze (+9% dopo una flessione l’anno scorso) e un altro paese di lingua tedesca, l’Austria con 255 mila presenze. Poi la Spagna. Il dato più eclatante di crescita, tra i Paesi europei, è quello della Polonia, oggi nono mercato per la Sardegna con 170 mila presenze e cresciuto addirittura del 55 per cento. Nell’est europeo bene anche Russia con 125 mila presenze e la Repubblica ceca con 123 mila. Tra i mercati extraeuropei si segnalano gli Stati Uniti, 15esimo mercato, con 65 mila presenze, poi Australia con 26 mila, Brasile con 22 mila e Cina con ventimila.

Le “vecchie” province crescono tutte, tranne quella di Sassari, che comunque rimane stabile sui livelli del 2015 (per le vicende legate all’aeroporto di Alghero). La più visitata è la Gallura con 5 milioni e 300 mila presenze (+14% rispetto al 2015), segue quella di Cagliari con oltre 3 milioni di visitatori (+6%), Sassari con 2 milioni, Nuoro con 1 milione e 310 mila che, insieme al Medio Campidano (+16%, grazie a 110 mila presenze), fa registrare l’aumento più sensibile (+15%), Ogliastra con 900 mila (+3%), Oristano con 600 mila (+10%), Sulcis-Iglesiente con 275 mila (+14%).

“L’urgenza – conclude Barbara Argiolas – ora è quella di creare un sistema Sardegna vero, strutturato, con risorse, che possa contare su un modello di governance e su una strategia definita anche con l’apporto degli aeroporti e dei porti e col confronto con le associazioni di categoria. Per ora la Sardegna è posizionata grazie al balneare e i segnali incoraggianti che arrivano da questi dati ci indicano che dobbiamo continuare a lavorare in stretto raccordo con gli enti locali e gli imprenditori per anticipare l’inizio della stagione, definire prodotti di qualità ed esperienze di viaggio che siano vendibili fuori dall’isola e rafforzino quel turismo sostenibile che per la Regione è uno snodo strategico dello sviluppo. Possiamo consolidare e rafforzare la crescita del comparto solo lavorando in un’ottica di rete, programmando e diversificando la nostra offerta nei vari periodi dell’anno”.

Nella foto l’assessore Argiolas

S.I.

Mondiale Rally: primo tavolo

ALGHERO – “Via al countdown per la partenza del Rally Italia Sardegna 2017, Fia World Rally Championship (8-11 giugno) che quest’anno conferma quartier generale, parco assistenza e sala stampa nella città di Alghero”. Cosi dall’amministrazione Bruno rispetto al grande evento motoristico giunto alla quarta edizione. Manifestazione che avrebbe dovuto già produrre nel tempo un solido di giro d’affari per tutta la città, e non solo il riempimento di qualche hotel, ma è evidente che c’è ancora tanto da lavorare soprattutto in termini di programmazione (già molto tardivo il primo tavolo il 9 maggio) ed appuntamenti aggiuntivi utili a chiamare almeno per una settimana i turisti.

Intanto, “questa mattina, alla presenza del sindaco Mario Bruno (assessore al Turismo ad interim ndr), si è riunito il Comitato organizzativo per verificare gli interventi logistici in corso di realizzazione e definire gli ultimi aspetti. Presenti tutti i referenti dei settori dell’Amministrazione coinvolti, gli assessori Antonello Usai, Raniero Selva, Marisa Castellini e Ornella Piras, il dirigente del settore Sviluppo del Territorio Michele Saglioni, il comandante della Polizia locale Guido Calzia, l’amministratore dell’Alghero In House Filiberto Costa, il direttore del Parco regionale di Porto Conte, Mariano Mariani, il direttore della Fondazione Alghero Paolo Sirena con Salvatore Mulas e il Presidente dell’Automobile Club Sassari Giulio Pes”.

“Numerosi anche quest’anno gli eventi collaterali alla gara che animeranno la città. Al fine di concertare con gli operatori commerciali e gli imprenditori le varie attività e impostare le azioni di animazione territoriale è prevista una riunione per la giornata di venerdì 12 maggio, alle ore 14,30 presso la sala conferenze a Lo Quarter. All’incontro promosso dall’Amministrazione e dall’Aci sono chiamati a partecipare tutti i commercianti”.

Nella foto il tavolo sul rally con assessori, organizzatori e funzionari

S.I.

Turismo: Primavera nei Borghi sardi

SASSARI – Paesaggio urbano e naturalistico, cultura, arte, tradizioni, enogastronomia di qualità: è la ricetta di “Sardegna_2017 – Primavera nei borghi di eccellenza”, manifestazione che dal 5 maggio al 18 giugno coinvolgerà gli otto Comuni sardi che dal 2009 partecipano al progetto Borghi di eccellenza. L’ha presentata stamattina a Sassari l’assessora regionale del Turismo, Artigianato e Commercio Barbara Argiolas, insieme ai sindaci e ai rappresentanti di città e paesi coinvolti: Castelsardo, Aggius, Bosa, Galtellì, Gavoi, Laconi, Oliena e Sardara Turismo sostenibile. “Questa prima edizione della Primavera nei borghi di eccellenza – ha detto Argiolas – inserito nel progetto Borgo Italiano nell’Anno nazionale dei Borghi lanciato dal Mibact nasce dalla collaborazione tra Regione e amministrazioni locali. L’obiettivo è contribuire a consolidare un segmento legato ad una domanda di turismo culturale e esperienziale”.

L’occasione è importante, ha evidenziato l’esponente della Giunta: “la valorizzazione dei borghi rappresenta per la Regione una strategia per uno sviluppo turistico sostenibile e uno strumento contro lo spopolamento delle zone interne: sono progetti culturali di comunità che coniugano paesaggio urbano e naturalistico, storia, cultura e enogastronomia. Ancillari nei mesi estivi al turismo balneare, ad eccezione dei borghi marinari, se accompagnati da una buona programmazione possono contribuire ad accrescere una domanda di vacanza legata alla qualità della vita capace di attrarre nuovi flussi anche nei mesi di spalla.

Il calendario. Per otto weekend dal 5 maggio al 18 giugno, “Sardegna_2017 – Primavera nei borghi di eccellenza” proporrà iniziative e percorsi legati alle produzioni tipiche, alle attività all’aria aperta, alla riscoperta del patrimonio culturale e architettonico. Questo il calendario: si parte con Bosa (dal 5 al 7 maggio), poi toccherà a Galtellì e Laconi (12-14 maggio); nella seconda metà del mese si fa tappa nel cuore dell’isola con Gavoi (19-21 maggio) e Oliena (26-28 maggio); poi puntata al nord con Aggius (2-4 giugno) e a sud con Sardara (9-11 giugno). Chiusura a Castelsardo nel fine settimana dal 16 al 18 giugno.

Obiettivo, anticipare l’apertura della stagione. “Questi progetti – ha detto ancora Argiolas – nascono dall’impegno delle amministrazioni locali che la Regione coordina e mette in rete per supportare l’allungamento della stagione. La Regione vuole aumentare le presenze nell’isola nei mesi di aprile, maggio e ottobre attraverso iniziative che come questa, puntano sulla qualità della vita, la sostenibilità e il rapporto con le comunità. Per il 2017 l’evento è rivolto prevalentemente al un mercato interno, sardi e turisti già presenti nell’isola, ma già dopo l’estate vogliamo iniziare a lavorare sul prossimo anno, dialogando con le associazioni degli albergatori, gli aeroporti e i porti per presentare una offerta chiara e programmata che possa essere di interesse per i mercati nazionale e internazionale”. Il bello della primavera. Gli amministratori locali presenti alla partecipazione hanno presentato i ricchissimi calendari di eventi dei propri territori. Tutti concordi: in primavera i borghi sardi offrono il meglio di sé.

Nella foto la locandina che presenta l’evento

S.I.

Dati record 2016: è giallo |video

ALGHERO – Negli scorsi giorni sono stati diffusi su un quotidiano regionale dei dati sulla stagione turistica 2016. Tra i vari numeri sono apparsi quelli sulle presenze dell’anno passato. Alghero, secondo questo articolo, basato su cifre, a quanto pare divulgate dall’amministrazione e consegnati alla Regione, avrebbe registrato una stagione record. Questo a fronte del taglio di numerosi collegamenti aerei, del costo alle stelle delle navi e di una stagione che ha visto evidentemente una compressione come mai visto in passato divenendo molto più breve e con centrandosi quasi esclusivamente nell’arco di 40 giorni, tra fine luglio e agosto. E’ l’ex-assessore al Turismo Mario Conoci che, già a ridosso di tale divulgazione, qualche giorno addietro, ha commentato tale notizia palesando tutti i dubbi del caso e chiedendo ai consiglieri di verificare le responsabilità di quella che è stata definita una “comunicazione pilotata e poco attendibile su cui è necessario indagare e scoprire le responsabilità”, ha detto Conoci.

Nella foto e video Mario Conoci

“Porto e turismo: Bruno taccia”

ALGHERO – “Sarei stato volentieri in silenzio, ma leggere troppe scorrettezze diffuse dell’amministrazione Bruno in cui si parla del fallimento dei sistemi turistici locali omettendo di evidenziare il maggior responsabile del loro loro tracollo e del turismo del territorio in generale (il sindaco Bruno), mi ha fatto sobbalzare sulla sedia”. E’ Enrico Daga, consigliere comunale del e dirigente regionale del Pd a commentare le parole del sindaco in merito a turismo e portualità. Dichiarazioni che hanno fatto sobbalzare sulla sedia chi le ha lette, compreso lo stesso Daga, non per altro, perchè su crociere, turismo e soprattutto portualità Alghero, a parte i flussi costanti e solidi, ha fatto un pauroso salto all’indietro con la destagionalizzazione (vero e unico sbocco per creare economia, sviluppo e lavoro) che è ritornata ad essere quasi un’utopia.

Ma è Daga ad entrare ne merito. “Quando con Tore Frulio e Gavino Sini ho incontrato il presidente dell’autorità portuale delle Baleari Joan Gual per impostare il lavoro del quale si sta appropriando, egli era sicuramente impegnato a fare post su Facebook. Cosi’ come dev’essere stato particolarmente “affacendato”, in occasione del Sea Trade, allorquando, pur essendo lui particolarmente atteso per sancire ufficialmente il frutto del lavoro di altri, ha bidonato i nostri benefattori senza colpo ferire. Invano abbiamo provato a sostituirlo con altri rappresentanti del territorio, ma, come si sa, anche fuori dalle nostre mura non tira buona aria e hanno declinato”.

“E poi, se è tanto interessato alla nautica, perché non apre un confronto serio con la Regione per definire una volta per tutte procedimento per il rilancio del porto, anziché fare continuamente aria su materie che non conosce, di cui continua a riempirsi la bocca senza avere la minima cognizione di causa. Stendiamo un velo pietoso, che miseria…”. Del resto, proprio sul porto, il sindaco Mario Bruno, ad una sollecitazione sui social riguardo la latitanza della Regione e dell’amministrazione, lui rispose “tutti svegli”. Ecco, è passato un anno e tre mesi da quella risposta e i progetti del porto sono ancora nei cassetti degli uffici.

Nella foto Enrico Daga

S.I.

Turismo, case e b&b: Alghero al collasso

“Dal comparto della ricettività extra alberghiera, costituita dagli affittacamere, dai B&B e dalle case vacanze arrivano dati di segno opposto e fortemente negativi rispetto a quelli forniti del settore alberghiero.” Sono queste le prime battute di Marco Di Gangi, presidente dell’Associazione Domos che mette insieme poco meno di una quarantina di strutture extra – alberghiere. Dai negativi che evidenziano le lacune nelle politiche turistiche delle amministrazioni pubbliche che detengono la guida del comparto (Comune e Regione). “I dati positivi del comparto alberghiero ci confortano: il ruolo dei grandi tour operator e dei voli charter è in questo determinante ed evidenzia anche che le esigenze dei turisti che si rivolgono alle strutture alberghiere sono diverse da quelle di coloro che scelgono quelle extra – alberghiere. Questo evidenzia anche che Alghero, nonostante tutto, continua ad essere scelta ed apprezzata dai turisti, anche se c’è ancora molto lavoro da fare per migliorarne le perfomance”

Continua Di Gangi: “Il forte ridimensionamento dei collegamenti low cost, il caro traghetti, una continuità territoriale sempre più inadeguata, rispetto anche alle stesse esigenze dei residenti, e un sistema di trasporto pubblico locale da terzo mondo, concorrono in maniera determinante al ritorno ad un passato nel quale la stagione turistica iniziava nella tarda primavera e finiva con l’estate. La domanda è oggi concentrata in tre mesi: giugno, luglio ed agosto. Le eccezionali annate che fino al 2015 hanno visto l’affermazione di una reale destagionalizzazione dei flussi con una crescita importante degli arrivi e delle presenze e effetti decisamente positivi e diffusi per l’economia locale, sono solo un pallido ricordo.”

“Oggi leggendo il campione dei dati forniti dai nostri associati”, continua Di Gangi “ si conferma la tendenza negativa del 2016 che ha visto a consuntivo un calo medio delle prenotazioni attorno al 25%, con punte negative che in alcuni casi sono arrivate ad un meno 40%. L’andamento negativo delle prenotazioni per il 2017 si attesta ad oggi su un meno 20/25 %, perciò, considerando quanto già perso lo scorso anno, si prospetta uno scenario decisamente catastrofico, con perdite che complessivamente nei due anni si attestano attorno al 50%.”

“Non giova a rasserenare gli animi degli operatori il silenzio da parte del gestore dell’aeroporto Riviera del Corallo circa l’attivazione di eventuali nuove tratte e , più in generale su collegamenti aerei per il 2017. Un’attesa carica di aspettative, che però, finora, sono rimaste deluse. Questa situazione genera tensioni e frustrazioni ancora più forti se si considera che si verifica in una fase di crescita importante dei flussi turistici in altre aree della Sardegna e nel resto d’Italia. Se non vogliamo che questa situazione continui anche negli anni a venire si impone un netto cambiamento di passo: lo sviluppo del sistema dei trasporti e il sostegno del turismo dovrebbero costituire una priorità assoluta nell’agenda politica.”

Nella foto un incontro di Domos

S.I.

“Turismo, vero fallimento di Bruno”

ALGHERO – “Sarà, anche se tardiva, sicuramente un’occasione che potrà favorire il mercato, a circuito chiuso, del ricettivo alberghiero che, diciamo la verità, aveva perso di consistenza negli anni in cui i voli Low cost la facevano da padrone. Ma resta comunque il fatto che questa tipologia di turismo si muove, a detta di molti specialisti del settore, all’interno di un sistema che lascia poco spazio alla libertà di movimento, alla decisione ed alla spesa dei visitatori”. E’ Andrea Montis, a nome del coordinamento cittadino dei Riformatori Sardi, a commentare la situazione ad Alghero rispetto al vero temi dei temi: il Turismo. E di conseguenza le tante occasioni mancate di sviluppo e l’avvio della stagione 2017 nelle stesse, pessime, condizione come quella dell’anno passato.

“Questi visitatori, infatti, nella maggior parte dei casi, saranno utili a riempire i grossi hotel capaci di offrire dei buoni pacchetti all- inclusive (pernottamento -colazione –pranzo- cena-spiaggia –ombrellone –mare-gita-animazione) e questo di sicuro è di per sé un significativo beneficio per l’economia cittadina. Si tratta però, a ben vedere, di benefici dimezzati in quanto, spesso e volentieri, nel caso degli Hotel maggiormente decentrati, i turisti che vi sono ospotati saranno generalmente poco inclini ad andare oltre ciò che già hanno pagato/pianificato, senza dunque allargare con altri giri di acquisti il circuito economico della loro presenza in città e nel territorio”.

Ne risentirà, ad esempio, ci chiediamo, quello straordinario veicolo di promozione che era il racconto dei luoghi da parte degli stessi visitatori ? Noi Riformatori pensiamo di si. Alghero, per sua conformazione storica, geografica e sociale, non si puo’ ridurre ad essere la Sharm El sheik della Sardegna, dove il turista, chiuso all’interno di una struttura recettiva, ignora completamente quale sia il contesto che lo circonda. Alghero merita di essere conosciuta per la sua storia, per la sua cultura, per la sua cucina etc e, perché no , magari, per quel luogo di “Movida caliente”, che fu la nostra fortuna un tempo ormai lontano inculcato nell’immaginario collettivo da Giuni Russo. E così non si puo’ non guardare con amarezza a tutto quel tessuto economico sociale e produttivo che negli ultimi anni è stato generato dall’arrivo dei turisti “Low coast”( B&b, case vacanze , affittacamere, nuove attività commerciali etc etc) e che oggi, senza delle politiche attive in materia di trasporti rischia di esser spazzato via.

“Se dunque oggi giustamente festeggiamo per il comparto alberghiero (grazie al ripristino dei Voli Charter) piangiamo per tutto il resto soprattutto a causa della mancanza di voli, capaci di dare ossigeno a quelle attività che bocheggiano ormai da tempo, verso le quali l’Amministrazione Comunale in carica non è riuscita a creare nessun tipo di diversivo o alternative quali quelle, magari, legate, ad esempio, nei periodi cosiddetti di spalla, ai mercati turistici interni che sino a pochi anni fa ci facevano apprezzare e perciò visitare da tutta una tipologia di turisti che oggi si riversano in luoghi con maggiori capacità organizzative ed attrattive”.

“Ed allora, a mo’ d’esempi: s’inventi la sagra dell’agliata, del Mangiar Blanc; se ne faccia una vera per il Bogamarì, una delle patate a Natale, il palio dei cavalli in Piazza Columbano, il lancio del Buric in Via Mazzini, Primavera in riviera e via seguendo con mille altre cose che si potrebbero fare anche a costi contenuti ma dai risvolti economici che potrebbero essere significativi e sorprendenti, tali comunque da offrire qualche opportunità in più ad un mercato e ad un’economia cittadina che languono e piangono”.

Nella foto Andrea Montis

S.I.