Aerei, finalmente il taglio delle tasse: ora Alghero non ha più scuse per allungare la stagione

ALGHERO – “La norma prevede l’abbattimento della tassa nei tre aeroporti sardi nel periodo invernale, dal 1º novembre al 31 marzo, per l’aeroporto di Alghero, anello debole del sistema aeroportuale sardo, l’esenzione si estende anche ai mesi di aprile e maggio”, così l’assessore regionale al Turismo, Franco Cuccureddu, riguardo il tanto agognato taglio alle tasse aeroportuali. Una decisione attesa e richiesta da più parti al fine di poter permettere, finalmente, una vera e seria destagionalizzazione con la definizione di una pianificazione di voli nei mesi tra novembre e marzo che, ad oggi. non ha più scuse. Ora la palla passa alla Sogeaal, a F2i e anche alla Regione, oltre che ai territori, con Alghero in testa, al fine di attare delle iniziative che vadano oltre gli annunci.
“La norma è sperimentale per le “winter” 2026/27 e 2027/28, ed ha lo scopo di consentire alla Sardegna di competere alla pari con le altre aree del Mediterraneo, che la tassa non l’hanno mai avuta e con le 5 regioni italiane che l’hanno già “eliminata”. L’eliminazione della tassa è un fattore necessario ma non certo sufficiente per rendere la Sardegna competitiva nel mercato turistico anche nei mesi invernali.
Serve, infatti, adeguare l’offerta ricettiva e di servizi, strutturare nuovi prodotti turistici, grandi eventi compresi, promuoverli efficacemente nei target e nei mercati più adatti. Siamo consapevoli delle difficoltà ma siamo fortemente impegnati per far sì che siano sempre più in Sardegna i lavoratori a tempo indeterminato nel comparto del turismo e della ristorazione. Le importanti crescite percentuali delle presenze in media (+40% in soli due anni) e bassa stagione (+32% nel 2025 rispetto al 2023) sono molto incoraggianti in questo senso”.

“Turismo: città piene, ma incassi e giro d’affari in picchiata”

SASSARI – «Il fenomeno è molto preoccupante – afferma Tore Piana, piccolo imprenditore e attento osservatore delle realtà locali – perché, pur registrando un numero di turisti superiore rispetto agli anni precedenti, il fatturato di ristoranti, pizzerie e locali è drasticamente diminuito. Si consuma come se ci fosse la metà della gente.»
Sempre più spesso si assiste a scene che fino a pochi anni fa erano impensabili: una pizza divisa in due, un primo in due, un secondo in due e, in alcuni casi, perfino un caffè condiviso. La giustificazione più frequente è “siamo a dieta”, ma la realtà, nella maggior parte dei casi, è un’altra: il potere d’acquisto delle famiglie e dei turisti si è ridotto sensibilmente.
«Questa situazione – continua Tore Piana – sta diventando insostenibile per molte attività della ristorazione. Avere i tavoli pieni non significa necessariamente lavorare bene: se lo scontrino medio continua a diminuire, tanti locali rischiano di non riuscire a coprire i costi di gestione.»
Le difficoltà non riguardano solo la ristorazione, ma coinvolgono l’intera economia locale. È un segnale che non può essere sottovalutato. La Sardegna ha bisogno di un turismo che generi valore per il territorio e consenta alle imprese di lavorare con dignità. Se aumenta il numero dei visitatori ma diminuiscono i consumi, il rischio è quello di mettere in seria difficoltà uno dei settori più importanti della nostra economia. Quindi la riflessione che faccio è : serve incentivare il numero dei turisti in Sardegna o aumentare il livello di qualità del turismo in Sardegna?

Ma quale “overtourism”…

ALGHERO – Da una parte si festeggia per i numeri record, dall’altra emergono sempre più forti le lamentele e per la massiccia presenza turistica ed eccessivo carico antropico. Da tempo si discute, non solo qui, sui benefici del turismo. E’ evidente che ci sono e sono tanti. Ma, invece di invocare lo spettro del pseudo “overtourism” ci si dovrebbe porre un quesito: se io possiedo una casa dove possono risiedere al massimo 10 persone, perchè ne invito 100? In questo caso è evidente che avrei dei problemi per l’accesso a tutti i servizi,  in primis quelli igienici.

Perciò lascia perplessi apprendere che da una parte si lavora (spendendo anche enormi e sempre più esorbitanti cifre) in promozione, eventi e manifestazioni e dall’altra emergono sempre più lacune nei servizi primari (parcheggi, raccolta rifiuti, alloggi, energia elettrica, traffico, spiagge, centro storico, sanità, etc). Come ogni cosa è evidente che ci vuole equilibrio, buon senso, capacità e soprattutto una vera visione sull’oggi e soprattutto sul domani. Altrimenti ai vantaggi del turismo corrisponderà sempre meno una crescita del benessere per la popolazione, anzi, potrebbero aumentare sempre di più i disagi che andrebbero ad incidere in maniera definitiva sule positività nel vedere la propria città “piacevolmente invasa”.

Su questo tema sono interessanti le parole dell’imprenditore della ristorazione, intrattenimento e del sistema ricettivo Minio Fonnesu: “La massa basso spendente che ha invaso Alghero questo anno è sotto gli occhi di tutti gli operatori, purtroppo ad Alghero prolificano le attività che, a prescindere dalla dubbia proprietà, hanno fatto del junk food il loro core business. La domanda che ci dobbiamo porre è:
Ci dovremo tutti adeguare o c’è la speranza di un riposizionamento verso una fascia media dell’utente?
Ai posteri l’ardua sentenza”.

A prescindere dalle diverse e rispettabili opinioni è sempre utile ascoltare chi ha esperienza e lavora, da anni, nel settore di riferimento e, sempre amando la propria terra e lavorando per essa, si pone seri dubbi. Perchè solo gli stolti hanno le certezze. E dunque, per chiudere, altro che “overtourism”…un territorio cresce veramente (senza lasciare indietro nessuno) solo quando i residenti stanno bene e poi, di conseguenza, anche i turisti. Altrimenti il turismo diventa esclusivamente un “economia da paese povero”.

Stefano Idili

Record Turismo, non è tutto rose e fiori: la verità di Stefano Lubrano sulle presenze (pt1)

ALGHERO – E’ l’ex-sindaco e imprenditore del sistema ricettivo Stefano Lubrano ad analizzare e fare una sintesi oggettiva dei dati pubblicati in questi giorni dall’assessore regionale al Turismo Franco Cuccureddu. Una “fotografia” che, al netto di un evidente e comprovato aumento degli arrivi e presenze, mette a fuoco e cristallizza un aspetto che, da settimane, è sulla bocca di tutti: tutto questa massa di persone crea una ricaduta positiva, strutturata e diffusa per il territorio? La risposta è nei numeri. E, sicuramente, non rappresenta una realtà così “rose e fiori” come in certi casi palesata e narrata.
“In questi giorni di piena estate, l’Assessore Regionale al Turismo presenta e commenta i dati su arrivi e presenze nel sistema ricettivo sardo per il 2025. La prassi si ripete con tempi e modalità solite: si sfrutta il clima estivo e l’attenzione più bassa per esaltare ciò che serve alla propria propaganda”, così Stefano Lubrano che continua “proviamo ad abbassare il volume del racconto, come quando si guarda una partita di calcio senza il commento del telecronista (soprattutto se di parte!)”
“Utilizzando esclusivamente i dati pubblicati dall’Assessore, vediamo cosa emerge davvero: l’esplosione delle strutture ricettive: negli ultimi due anni le strutture registrate in Sardegna sono passate da 27.525 a 52.147. (Tralasciamo l’evidente errore riportato dall’Assessore che parla di una crescita del 40,1%, quando in realtà è dell’89,45%).
L’effetto CIN (Codice Identificativo Nazionale): questo quasi raddoppio non è una “creazione da zero”, ma l’effetto dell’obbligo per tutte le tipologie ricettive a livello nazionale di richiedere e ottenere il CIN. La misura ha costretto ad emergere dall’economia sommersa migliaia di appartamenti e ville prima non censiti.
Presenze vs Strutture: la verità dei numeri: se le strutture registrate crescono dell’89,45% e le presenze dichiarate aumentano, sul 2024 e 2023, per percentuali tra il 16% e il 34% non siamo di fronte a un boom turistico! Siamo semplicemente difronte a un fenomeno che prima esisteva nel sommerso e che oggi viene finalmente conteggiato nei dati ufficiali.
La composizione del mercato sardo: Le locazioni private sono cresciute del 113%, passando da 21.591 a ben 46.024. 9 strutture su 10 (88,26%) oggi in Sardegna sono quindi appartamenti privati destinati a locazione breve.
Solo l’11,74% (appena 6.123 strutture) rappresenta l’offerta tradizionale: hotel, villaggi, B&B tradizionali, campeggi e agriturismi.  In sintesi: prima di lasciarsi andare a toni trionfalistici — magari per giustificare costose campagne di comunicazione — la politica dovrebbe analizzare i numeri con più prudenza e trasparenza”, chiude Lubrano
Stefano Idili

“Continuità’ Aerea, soluzioni tampone danneggiano Alghero”

La vicenda legata al prossimo bando per il collegamento tra Alghero Milano Linate Airport deve indurre la politica regionale ad una riflessione più ampia sul futuro complessivo della continuità territoriale aerea della Sardegna.

Il punto non è semplicemente garantire un collegamento tra due aeroporti.

Il vero tema è comprendere se il sistema costruito sino ad oggi sia realmente capace di rispondere alle esigenze di mobilità dei cittadini sardi e, allo stesso tempo, di accompagnare lo sviluppo economico e turistico di un’isola che continua a pagare il peso strutturale della propria insularità.

Non può passare inosservato il fatto che il nuovo regime della continuità territoriale sia ormai operativo sulla gran parte delle tratte previste, mentre proprio il collegamento che riguarda Alghero resta ancora sospeso in una fase di transizione che impone evidenti approfondimenti.

Questo non deve essere letto soltanto come un ritardo amministrativo.

È il segnale che probabilmente alcuni meccanismi costruiti sino ad oggi meritano una revisione più attenta, soprattutto quando ci si confronta con un settore complesso e altamente competitivo come quello del trasporto aereo.

La continuità territoriale non può essere interpretata esclusivamente come una misura di tutela sociale destinata ai residenti.

Per la Sardegna essa rappresenta una vera infrastruttura economica strategica.

Significa consentire alle imprese di operare in condizioni competitive, significa permettere al sistema turistico di programmare investimenti, significa favorire la destagionalizzazione e significa garantire ad interi territori pari opportunità di crescita rispetto ad altre aree del Paese.

Un aeroporto come quello di Alghero non serve soltanto una città.

Serve un intero territorio, il nord ovest della Sardegna, migliaia di lavoratori del comparto turistico, attività produttive, operatori economici e una parte significativa del sistema dell’accoglienza regionale.

Per questa ragione sarebbe auspicabile che su questa partita vi fosse una maggiore attenzione da parte di tutti i rappresentanti del territorio presenti nel Consiglio Regionale della Sardegna, in particolare da parte di coloro che sostengono l’attuale maggioranza di governo regionale.

Su temi come trasporti e continuità territoriale non dovrebbero esistere appartenenze politiche contrapposte.

Esiste esclusivamente l’interesse generale della Sardegna.

Occorre aprire un confronto serio che coinvolga istituzioni, operatori del settore, territori interessati e rappresentanze economiche, con l’obiettivo di costruire un sistema più moderno, più efficiente e soprattutto maggiormente aderente alle reali esigenze dell’isola.

 

 

La Sardegna non ha bisogno di soluzioni temporanee o di procedure costruite esclusivamente dentro gli uffici.

Ha bisogno di una strategia stabile e di una continuità territoriale finalmente pensata come strumento di sviluppo.

Perché garantire il diritto a muoversi significa, oggi più che mai, garantire anche il diritto della Sardegna a crescere.

 

Marco Di Gangi

Responsabile Regionale Dipartimento Turismo Sardegna

Fratelli d’Italia

Volo con New York: cibo, turismo lento e 5 Stelle. Grande occasione per l’Isola

OLBIA – Non può che essere una giornata storica, quella di ieri, per la Sardegna. Grazie al lavoro dell’assessore regionale Cuccureddu, dell’aeroporto di Olbia e della sua amministrazione Comunale, guidata dal sindaco Nizzi, oltre che degli stakeholder del territorio gallurese, si è arrivati ad un passaggio che, se sarà colto in tutte le sue positività, potrebbe veramente cambiare la prospettiva dello sviluppo e dell’attrattività dell’Isola, o almeno parte di essa, nei prossimi anni.  Del resto le parole del delegato al turismo della Regione sono chiare e non lasciano alcuna interpretazioni o, peggio, sogni: “la Delta Airlines ha un profilo di clientela molto elevato e la Sardegna è in grado di soddisfare le loro esigenze”, bene, molto bene. Anche se, ed è un elemento di grande importanza per chi ne può fare vanto, ” i turisti che provengono dagli Stati Uniti cercano in Sardegna gli hotel a 5 stelle della Costa Smeralda”, tipologia di offerta piuttosto assente, ad esempio, ad Alghero, così come in altri territori.

E questo è un gap che, col tempo, sta pesando in maniera decisiva sulla crescita economica e dunque benessere dei residenti del territorio facente capo alla Riviera del Corallo: numeri elevati, ma non altrettanta ricaduta economica. Continuare a non realizzare nuove e moderne strutture ricettive, per la costa Nord-Ovest della Sardegna è un fatto che incide sempre più negativamente.  Ma, come ha detto lo stesso Cuccureddu, sempre i turisti americani, “pur avendo le Bahamas a un’ora di volo, ma cercano anche altro, sono affascinati dalle “blue zone”, dallo stile di vita, dall’alimentazione e dal turismo lento”. Le porte della “Grande Mela” sono spalancate, ora chi sarà più bravo ne trarrà dei vantaggi, agli altri, come spesso in questi casi, arriveranno le briciole o neanche queste.

“Camper ad Alghero, problema serio: ascoltateci”

ALGHERO – “Si sta consumando una sterile contrapposizione sul tema della “sosta camper”, senza che vi sia stato un reale confronto con le aziende del settore o con le associazioni di categoria, come FAITA Sardegna.
Ad oggi, il problema legato alla presenza incontrollata dei camper è serio e non più rinviabile. Da anni segnaliamo questa criticità e, durante la stagione estiva, le tre strutture associate di Alghero — la nostra – Camping Glamping Village Torre del Porticciolo – , il Mariposa e il Laguna Blu — hanno più volte dovuto richiedere l’intervento delle forze dell’ordine durante le ore notturne, affinché gli ingressi delle rispettive strutture non si trasformassero di fatto in aree di sosta abusive.
In diverse occasioni, anche nel nostro caso, abbiamo assistito a un rimpallo di responsabilità. Desidero tuttavia ringraziare la Forestale di Alghero e i Carabinieri, che più volte sono intervenuti riportando la situazione alla normalità. In alcuni casi, davanti alla nostra struttura erano parcheggiati anche 15 camper.
La situazione è ormai evidente: l’area portuale e alcuni dei luoghi di maggior pregio della costa rischiano di trasformarsi in discariche a cielo aperto. Una parte minoritaria di camperisti, non rispettando le regole — dallo scarico illecito delle acque nere all’abbandono improprio dei rifiuti nei cestini pubblici — provoca un danno d’immagine a un’intera categoria e, più in generale, al territorio.
L’introduzione di una tassa di sbarco è una proposta che abbiamo avanzato più volte, senza che venisse realmente presa in considerazione. Un’altra soluzione potrebbe essere quella adottata in Corsica, con una sorta di passaporto del camperista, da far timbrare presso un campeggio villaggio o un’area di sosta autorizzata, così da certificare il corretto scarico dei reflui. In assenza di tale certificazione, dovrebbe essere prevista una sanzione.
Le soluzioni esistono. Serve però la volontà concreta di affrontare il problema, coinvolgendo chi opera quotidianamente nel settore e conosce da vicino le criticità del territorio”
Lorenzo Carboni (Camping Porticciolo e Faita)

“Alghero All Seasons: si parla di sistema, ma ognuno va per conto suo”

ALGHERO – «Il protocollo d’Intesa per la destagionalizzazione turistica della destinazione Sardegna Nord Ovest rappresenta una scelta interessante. Il confronto tra istituzioni, sistema aeroportuale e imprese è necessario, perché il potenziamento dei mesi invernali è una delle sfide strutturali del nostro turismo». Lo dichiara Marco Di Gangi, responsabile regionale del Dipartimento Turismo di Fratelli d’Italia, e Alessandro Cocco, capogruppo di Fratelli d’Italia nel Consiglio comunale di Alghero .

«Proseguire nella destagionalizzazione avviata negli ultimi dieci anni – affermano Di Gangi e Cocco – è certamente la priorità strategica per continuare a supportare le imprese e l’occupazione durante tutto l’anno. Allo stesso tempo serve chiarezza sulle risorse economiche che verranno destinate al fondo, sui criteri di utilizzo dei fondi pubblici e privati, sulla scelta delle iniziative da finanziare, sugli strumenti di controllo e sulla governance reale del progetto e sulle responsabilità dei vari soggetti coinvolti.

Un programma che può incidere sulla promozione turistica e sui collegamenti aerei del Nord Ovest deve essere accompagnato dal massimo livello di trasparenza. L’accordo è invece ancora troppo nebuloso, anche e soprattutto per quanto riguarda il suo effettivo funzionamento, così da fugare i rischi di contestazioni da parte degli organismi di controllo europei».

Per Fratelli d’Italia, il punto non è solo aprire nuove rotte: «I collegamenti aerei sono certamente indispensabili, ma da soli non bastano. Se non si definiscono gli incentivi fiscali per l’apertura prolungata delle strutture ricettive, non si mettono gli operatori nelle condizioni di strutturare prodotti turistici, esperienze e pacchetti articolati, coinvolgendo anche i territori interni, promuovendo tutto ciò con mercati individuati sulla base di dati reali, Alghero e Olbia rischiano di restare due porte d’ingresso senza un vero viaggio organizzato alle spalle».

Di Gangi e Cocco sottolineano anche una criticità politica: «Il Nord Sardegna continua a parlare di sistema, ma procede con accordi separati, iniziative scollegate e una proposta invernale ancora troppo debole. Serve una strategia stabile che valorizzi identità, cultura, archeologia, ambiente, eventi, sport, enogastronomia e attrattori permanenti».

«Per questo – concludono Di Gangi e Cocco – riteniamo incomprensibile l’assenza di un riferimento forte al patrimonio archeologico e culturale, in particolare al sito Unesco delle domus de janas, riconosciuto nel 2025. Fratelli d’Italia sosterrà ogni iniziativa utile alla crescita del territorio, ma chiederà piena chiarezza su obiettivi, risorse e gestione».

“Alghero all seasons, bene: ma ora fatti e azioni concrete”

ALGHERO -. “La nascita del patto per la destagionalizzazione turistica di Alghero rappresenta un’ottima notizia per la città e può segnare una vera svolta rispetto al passato. Non siamo davanti a un semplice annuncio, ma a un cambio di metodo: istituzioni, aeroporto, sistema camerale e mondo delle imprese finalmente lavorano nella stessa direzione, con l’obiettivo di rendere Alghero una destinazione viva, attrattiva e raggiungibile anche nei mesi tradizionalmente più deboli”. Lo dichiara Marco Colledanchise, consigliere comunale ad Alghero del gruppo Orizzonte Comune, il gruppo di riferimento dell’assessore regionale del Turismo Franco Cuccureddu, commentando positivamente il percorso avviato per rafforzare la destagionalizzazione e il ruolo dell’aeroporto di Alghero.

“Per troppo tempo – prosegue Colledanchise – si è parlato di turismo tutto l’anno senza riuscire a incidere davvero sul nodo principale: i collegamenti aerei. Senza voli adeguati tra novembre e marzo, la destagionalizzazione resta uno slogan. Per questo considero molto importante il coinvolgimento di SOGEAAL, della Camera di Commercio, del Comune e delle rappresentanze economiche. È il segnale che Alghero vuole costruire una strategia seria, non episodica, capace di produrre benefici reali per il territorio”.

Secondo Colledanchise, l’utilizzo mirato di una quota dell’imposta di soggiorno per sostenere azioni di promozione, co-marketing, eventi e collegamenti nei mesi di bassa stagione può diventare uno strumento decisivo.

“L’imposta di soggiorno deve essere percepita non come un semplice prelievo, ma come una leva di investimento per generare nuova economia. Se una parte delle risorse viene destinata in modo trasparente ad aumentare i flussi turistici fuori stagione, il beneficio ricade su tutta la città: strutture ricettive, ristorazione, commercio, servizi, cultura, trasporti e occupazione. Più presenze nei mesi invernali significano più lavoro stabile, più attività aperte e una città meno dipendente dai soli mesi estivi”.

Colledanchise sottolinea però la necessità di accompagnare il patto con obiettivi chiari e verificabili. “Questa può essere una svolta vera, ma dovrà essere misurata sui risultati: nuovi voli o collegamenti confermati in inverno, crescita delle presenze nei mesi deboli, eventi capaci di generare pernottamenti, servizi aperti e una programmazione condivisa con gli operatori. La firma del patto è un punto di partenza, non di arrivo. Ora serve continuità, serietà amministrativa e capacità di fare sistema”.

Il consigliere comunale evidenzia anche il valore strategico del coordinamento tra il livello locale e quello regionale. “Il lavoro dell’assessore regionale Franco Cuccureddu sul turismo va nella direzione giusta: costruire una Sardegna più accessibile, più competitiva e meno legata alla sola stagione balneare. Alghero deve essere protagonista di questa visione, perché ha tutti gli elementi per diventare una destinazione forte anche fuori dall’estate: aeroporto, identità catalana, patrimonio storico, enogastronomia, ambiente, sport, cultura e qualità urbana”.

Conclude Colledanchise: “Accogliamo questa notizia con grande favore. Per Alghero è una svolta potenziale molto importante: adesso dobbiamo trasformarla in una svolta concreta. La sfida è far sì che l’aeroporto, la città e il territorio crescano insieme, creando nuove opportunità per imprese, lavoratori e cittadini. Questa è la strada giusta: lavorare uniti, investire bene le risorse e costruire un turismo che generi valore tutto l’anno”.

“Turismo: senza dialogo, non c’è sviluppo”

CAGLIARI  -” Come Gruppo Forza Italia vogliamo richiamare l’attenzione su una questione urgente, ormai sotto gli occhi di tutti ed ossia il sistema turistico, pilastro dell’economia regionale e nazionale
che sconta una crescente carenza di professionalità e, ancor più, una enorme distanza nel
dialogo tra imprese e istituzioni.
Parliamo di un comparto strategico, capace di generare occupazione, reddito e sviluppo
diffuso, soprattutto in territori dove le alternative sono limitate, e proprio per questo
meritevole di un approccio serio, equilibrato e responsabile.
Invece il dibattito pubblico rischia troppo spesso di scivolare in semplificazioni che non
aiutano a comprendere la complessità del fenomeno né a individuare soluzioni efficaci.
Le criticità esistono e vanno affrontate con determinazione: la stagionalità del lavoro, le
difficoltà nei collegamenti, il costo della vita nelle località turistiche e il disallineamento tra
domanda e offerta di competenze rappresentano nodi strutturali che richiedono politiche
attive e interventi mirati.
Però, senza un confronto stabile, concreto e continuo tra chi fa impresa e chi ha la
responsabilità di governo, ogni azione rischia di fallire.
Per tutti noi, ed infatti non coi prestiamo a questo gioco, non serve alimentare
contrapposizioni sterili né creare un clima di sfiducia che finisce per penalizzare un intero
settore; serve, piuttosto, un cambio di passo fondato su ascolto, collaborazione e visione.
Per noi, da sempre disponibili al dialogo costruttivo, siamo convinti che solo attraverso una
reale sinergia, tra imprese ed istituzioni, si possano costruire soluzioni efficaci e durature,
valorizzando il turismo come una delle principali leve di crescita e sviluppo”