Regione: agenda commissioni

CAGLIARI – Riprenderanno domani i lavori delle commissioni permanenti del Consiglio regionale. In mattinata, alle 12,00, si riunirà la Prima Commissione “Autonomia” guidata da Francesco Agus (Sel), per l’esame delle parti di competenza della manovra finanziaria 2017-2019 e del P/139 (Modifiche al sistema di valutazione dei dirigenti del sistema Regione e criteri attuativi dell’art. 8 bis – L.R. 31/1998).

Nel pomeriggio, alle 16,00, sono invece convocate la Quarta e la Quinta. All’ordine del giorno della Commissione “Governo del territorio”, presieduta da Peppino Pinna (Udc), il parere di competenza sulla manovra finanziaria 2017-2019. Il parlamentino delle “Attività Produttive” guidato da Luigi Lotto (Pd) si occuperà invece della difficile situazione finanziaria del Consorzio di bonifica di Oristano e dei ruoli irrigui notificati alle imprese agricole. In programma l’audizione dei sindaci dei Comuni di Oristano, Arborea, San Nicolò d’Arcidano, Uras, Marrubiu, e dei rappresentanti delle Unione di comuni dei “Fenici”, “Bassa valle del Tirso e Grighine” e del “Terralbese”. I lavori della Quinta commissione proseguiranno nei giorni successivi con l’esame del Testo Unico sul Turismo.

Mercoledì 15 febbraio si riuniranno la Seconda e la Terza. A partire dalle 10.00, la Commissione “Bilancio” presieduta da Franco Sabatini (Pd) proseguirà l’esame della manovra finanziaria 2017 mentre alle 11,00 si riunirà la Commissione “Lavoro, cultura e formazione professionale” presieduta da Gavino Manca (Pd). La seduta sarà dedicata alle audizioni dei sindacati Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil sulla vertenza Sky e dei rappresentanti del Consorzio Zir “Predda Niedda” di Sassari sulle problematiche lavorative. Per giovedì 16 febbraio alle 9,30, infine, è convocata la seduta della Commissione Sanità guidata da Raimondo Perra (Psi). In programma le audizioni dell’assessore alla Sanità Luigi Arru e dei rappresentanti di “Fish Sardegna Onlus” e Aism Sardegna sulla situazione del Centro Sclerosi Multipla dell’Ospedale Binaghi di Cagliari.

Nella foto il Consiglio Regionale

S.I.

Grenache du monde: bella edizione

CAGLIARI – Grenaches du monde, bilancio lusinghiero per la quinta edizione organizzata dalla Regione grazie al lavoro dell’agenzia regionale LAOR: la formula “itinerante”, una novità per il concorso enologico nato in Francia per mettere a confronto i Cannonau da tutto il mondo, si è rivelata una scelta azzeccata per fornire a produttori di 7 paesi e agli oltre 100 delegati delle giurie una fotografia il più ampia possibile della varietà produttiva, enogastronomica, storica e culturale della nostra isola. Se infatti il concorso vero e proprio e le sue iniziative collaterali si sono svolte nell’arco di tre giorni tra Nuoro, Alghero e Cagliari, nell’anno intercorso tra l’investitura ricevuta a Saragozza e l’edizione sarda, il percorso di avvicinamento al concorso ha coinvolto tutte le zone produttive del Cannonau in uno sforzo corale mirato a cambiare l’approccio alla promozione del Cannonau Doc di cui “Grenaches du monde” rappresenta la prima tappa.

Per l’assessore della Programmazione e Bilancio Raffaele Paci, che ha fatto gli onori di casa insieme al collega del Turismo Francesco Morandi, non ci sono dubbi. “Siamo felici – dice – di aver ospitato una manifestazione internazionale così importante, che ci ha permesso di portare in una vetrina internazionale il nostro vino Cannonau, prodotto d’eccellenza e simbolo dell’identità della Sardegna: puntiamo moltissimo sull’agroalimentare di alta qualità, un settore di forte richiamo che può e deve diventare il nuovo volano di sviluppo dell’economia di tutta la regione. Ma Grenaches du Monde ci ha dato un’altra occasione preziosa, mostrare la nostra splendida Sardegna in tutto il mondo, con i suoi paesaggi, il suo mare, le zone interne, le tradizioni, l’artigianato e, appunto, l’agroalimentare: uno spot eccezionale per una terra che ha potenzialità enormi, qualità unica, prodotti introvabili altrove. Facciamoli conoscere, questi prodotti. E facciamoci conoscere: portiamo la Sardegna nel mondo, dimostriamo che la nostra offerta è davvero esclusiva, attiriamo i turisti, convinciamoli a tornare. Abbiamo tutte le carte in regola per farlo”.

“Non finisce qui”, assicura Maria Ibba, direttrice dell’agenzia Laore che ha curato l’aspetto organizzativo del concorso su mandato dell’Assessorato dell’Agricoltura. “Il lavoro di questi mesi sta già dando frutti importanti: il press tour di ottobre e l’incontro dei consorzi di tutela di novembre a Jerzu hanno gettato le basi per rapporti che porteranno a iniziative comuni sul Cannonau con gli altri paesi del Mediterraneo. Stamattina, prima della partenza, i delegati dei consorzi stranieri hanno incontrato i tecnici di Laore per preparare la partecipazione a progetti in ambito comunitario”, dice. “Confrontarci in più occasioni negli ultimi mesi ci ha permesso di definire gli elementi di comunanza tra i territori coinvolti che serviranno a valorizzare le specificità locali: nei dodici mesi che ci porteranno all’edizione 2018 in Catalogna, contiamo di fare nuovi e ulteriori passi avanti”.

Quasi di “rivoluzione copernicana” per il settore vitivinicolo sardo parla Marcello Usala, presidente del Consorzio di tutela del Cannonau Doc e delle cantine Antichi poderi di Jerzu. “Ringraziamo la Regione che ha voluto portare in Sardegna il concorso, ma anche il consorzio francese CIVR che ci ha dato un esempio concreto di come l’apertura, la condivisione e il lavoro in rete siano molto più proficui della logica dell’orticello e del particolare che spesso ha azzoppato la crescita della viticoltura, un settore economico strategico e di grandissima qualità: lo dicono le medaglie vinte anche quest’anno”. Per Usala non c’è tempo da perdere in “polemiche di bassa lega sulle location della fase finale della manifestazione, il calendario è stato concordato in un anno di continuo confronto tra Regione e Consorzio e i fatti ci hanno dato ragione: il successo ben oltre le previsioni e l’alta partecipazione dei produttori sardi è stata innescata proprio dal coinvolgimento di tutti i territori negli appuntamenti di questi mesi”. Ma il lavoro prosegue: “Nei tre giorni del concorso ho parlato e incontrato amministratori locali e produttori che vogliono continuare in questa direzione già da lunedì, perché lavorando insieme possiamo essere più forti e portare crescita e sviluppo a tutto il comparto”.

Nella foto uno degli incontri della manifestazione

S.I.

Un etto di droga: arresto a Sassari

SASSARI- Continua senza sosta il lavoro dei Carabinieri di Sassari per contrastare il degrado e lo spaccio di sostanze stupefacenti nel centro storico. Proprio in quest’ottica i militari della Compagnia Carabinieri di Sassari hanno arrestato un giovane sassarese, già noto alle Forze dell’ordine, per detenzione ai fini di spaccio di hashish e marijuana.

Nei giorni scorsi, i Carabinieri avevano notato diversi conosciuti tossicodipendenti aggirarsi negli stretti vicoli intorno a via San Carlo e, nel corso di un mirato servizio, hanno così individuato il sassarese M. P., di 27 anni, che camminava con fare sospetto in quella zona. Subito raggiunto dai Carabinieri, il giovane ha evidenziato un atteggiamento nervoso e irrequieto, facendo così insospettire il personale dell’Arma che, effettuando una perquisizione personale e locale, ha rinvenuto un perfetto “kit da spacciatore”, composto da un “panetto” di circa 80 grammi di hashish, 20 grammi di marijuana già confezionati e suddivisi in dosi, un bilancino di precisione e altro vario materiale utile al confezionamento della droga. Per il giovane sono quindi scattate le manette e, nel corso della direttissima presso il Tribunale di Sassari, dopo la convalida è stata disposta nei suoi confronti la misura dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

Nella foto il Comando Provinciale dei Carabinieri

P.S.

Iscola: nuovi bandi per edifici

CAGLIARI – C’è ancora tempo per partecipare ai sei bandi del piano di edilizia scolastica Iscol@ della Regione ancora aperti, Asse I “Scuole del nuovo millennio”, per realizzare scuole sicure, belle e in linea con l’esigenze della didattica moderna. Il prossimo bando Iscol@ – in scadenza il 17 febbraio – riguarda il concorso di progettazione per la scuola di Jerzu. Commissionato dall’Unione dei Comuni della Valle del Pardu e dei Tacchi d’Ogliastra meridionale, attraverso il concorso sarà selezionato il miglior progetto per la riqualificazione dell’immobile.

Prorogato al 20 febbraio l’appalto della Provincia di Cagliari per la progettazione della ristrutturazione dell’Istituto Tecnico “Pietro Martini” di via Sant’Eusebio a Cagliari. Nella stessa data scade il bando per il concorso di progettazione dell’Unione dei Comuni Alta Marmilla, per conto del Comune di Ales per ammodernare, razionalizzare e ampliare l’Istituto Comprensivo che accoglierà anche gli alunni dei Comuni di Curcuris, Gonnoscodina, Morgongiori, Pau, Simala, Villa Verde. Il 28 febbraio scadranno i termini per gli ultimi tre bandi. Si tratta della nuova scuola dell’infanzia e primaria della borgata Ottava di Sassari, degli istituti superiori del polo di Monte Attu a Tortolì e dell’Istituto Comprensivo di Bono, edificio destinato ad accogliere circa 500 alunni in 25 sezioni.

Nella foto l’interno di una scuola

S.I.

Sbs ai Ferraresi: Pigliaru soddisfatto

CAGLIARI – “Tutti gli imprenditori seri che sono disposti a investire risorse ed energie sulla nostra agricoltura sono i benvenuti. A maggior ragione quando, come in questo caso, si tratta di imprenditori che lavorano alla frontiera dell’alta tecnologia per l’agricoltura di precisione. Nella tecnologia è infatti il futuro di un’agricoltura più ricca, più produttiva, capace di aumentare e mettere in sicurezza il reddito di chi ci lavora, di entrare con successo nei mercati internazionali, di creare lavoro attraendo giovani istruiti verso un settore che può coniugare in modo straordinario tradizione e modernità.” Sono le parole del presidente della Regione Francesco Pigliaru, che esprime soddisfazione per l’esito positivo della vicenda del compendio aziendale di Bonifiche Sarde SPA in liquidazione, acquistato da Bonifiche Ferraresi.

“Abbiamo sempre detto che agricoltura e agroalimentare sono il nostro volano per lo sviluppo diffuso, per tutta la Sardegna e in particolare per le zone interne”, prosegue il presidente della Regione. “Noi possediamo le produzioni di eccellenza che i mercati ricchi chiedono, ma per entrarci serve una soglia dimensionale adeguata e tecnologie capaci di rendere competitive le nostre produzioni. Il rilancio di grandi compendi come questo mostrano la grande, diffusa fiducia nelle potenzialità dell’agricoltura sarda. E la messa in rete con le piccole aziende – conclude Francesco Pigliaru -, permette varietà di offerta e valorizzazione delle specifiche eccellenze.”

Nella foto le aziende delle Bonifiche Ferraresi

S.I.

Fondi Province: Erriu contro Roma

CAGLIARI – “La scelta del governo di perseverare nell’esclusione della Sardegna dal riparto dei fondi a favore della Città Metropolitana e delle Province conferma una precisa e unilaterale volontà, che non ho difficoltà a definire persecutoria, e una plateale ingiustizia che obbliga ad una opposizione ferma e unanime”. Lo afferma l’assessore degli Enti Locali Cristiano Erriu, in riferimento alla esclusione della Sardegna dal riparto dei 900 milioni annui stanziati dallo Stato come contributo agli Enti Locali, che fanno mancare alla Città Metropolitana di Cagliari e alle quattro province sarde complessivi 22 milioni di euro all’anno. “Bene hanno fatto quanti non hanno dato l’intesa sul testo proposto in conferenza unificata, e un ringraziamento va al presidente dell’Anci Nazionale Decaro per aver colto l’iniquità di questa disposizione”, aggiunge Erriu. “Siamo di fronte a un’ingiustizia tanto più grave, in quanto successiva al risultato perseguito con la legge regionale 2 del 2016, con cui abbiamo ridotto le province sarde, razionalizzandone le funzioni in coerenza con la volontà popolare e raggiungendo un sensibile risparmio di spesa pubblica”.

“Il paradosso – conclude l’esponente della Giunta – è che gli tutti gli enti locali intermedi della Sardegna, i più disastrati d’Italia e tutti con bilancio in disequilibrio, sarebbero chiamati a contribuire, con oltre 102 milioni di euro all’anno e per sempre, al risanamento del debito pubblico dello Stato, con buona pace del principio di leale collaborazione. Lo Stato centrale, insomma, se fosse confermata questa linea, si comporterebbe come un Robin Hood al contrario, che mette le mani in tasca alla povere Province”. Sulle Province sarde si sommano tagli che negli anni hanno riguardato tutte le pubbliche amministrazioni e altri specifici rivolti solo alle Province. Alla prima categoria appartengono la decurtazione del Fondo sperimentale di riequilibrio (avvenuta con il D.L. 95/2012), che aveva operato una prima riduzione che ammontava per le Province della Sardegna a oltre 47 milioni di euro, e quella del D.L. 66 del 2014 (la cosiddetta “seconda spending review”), che ha operato un ulteriore taglio che per le province sarde ammonta a 21 milioni euro annui.

A queste decurtazioni va aggiunta quella operata con la Legge di Stabilità 2015 (L.190/2014), che aveva introdotto (sotto forma di contributo delle Province al ripiano del debito pubblico dello Stato) un ulteriore taglio di 1 miliardo nel 2015, 2 miliardi nel 2016 e 3 miliardi nel 2017, e la cui quota parte riferita alla Sardegna è di 102 milioni di euro. Quest’ultima decurtazione, che inizialmente era stata concepita come transitoria, è stata poi resa definitiva. Successivamente, però, lo Stato è tornato sui suoi passi: nella consapevolezza che tagli definitivi così incisivi avrebbero portato all’impossibilità di mantenere gli equilibri di bilancio e la stessa sopravvivenza degli Enti, ha reintrodotto un contributo (nella Finanziaria 2017 e sempre in via definitiva) di complessivi 900 milioni di euro annui: 250 milioni di euro per le Città Metropolitane e 650 milioni di euro per le Province. La quota parte del contributo spettante alla Sardegna sarebbe dovuta essere di circa 22 milioni di euro. Ed è quanto la Regione chiede le venga riconosciuto.

Da notare che, mentre la norma che introduce il contributo (il comma 438 dell’articolo 1 della legge di Stabilità 2017) si riferisce genericamente alle Province e alle Città Metropolitane delle Regioni, il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri fa invece riferimento alle sole Regioni a statuto ordinario. Le conseguenze, anche in termini di impugnativa, sono gravi: essendo stato un atto amministrativo e non legislativo a introdurre il principio, se la disposizione non dovesse essere modificata, la Regione non potrà impugnarla direttamente davanti alla Corte Costituzionale, ma dovrà impugnare il Dpcm in prima battuta presso il Tar del Lazio e successivamente proporre ricorso incidentale presso la Suprema Corte.

Nella foto l’assessore Erriu

S.I.

Bonifiche Ferraresi compra Sbs

CAGLIARI – La Bonifiche Ferraresi ha acquistato il compendio aziendale di Bonifiche Sarde SPA in liquidazione. Nel pomeriggio a Cagliari davanti al notaio incaricato è stata apposta la firma, che chiude una vicenda complicata e dall’esito non scontato, dopo un decennio di inutili tentativi di vendita. Un lieto fine che va persino oltre le aspettative visto che tutti i dipendenti verranno immediatamente riassorbiti, rimessi al lavoro e contemporaneamente seguiranno corsi di aggiornamento per riqualificare le diverse professionalità. “Siamo molto soddisfatti, finalmente viene restituita alla produzione un’importante area per l’agricoltura grazie a un operatore che porterà tecnologia, investimenti, innovazione e darà sicurezza di occupazione a 26 dipendenti – ha detto il vicepresidente della Regione Raffaele Paci che ha seguito tutta l’operazione – Vogliamo rimettere a valore e in produzione i tanti terreni agricoli della Sardegna anche di proprietà regionale, quello di oggi lo consideriamo un primo, fondamentale passo all’interno di un progetto più ampio che riguarda un settore strategico per la Sardegna e la sua economia”.

LA PIÙ GRANDE AZIENDA AGRICOLA ITALIANA – Bonifiche Ferraresi, società guidata dall’amministratore delegato Federico Vecchioni, la più grande azienda agricola italiana per superficie agricola utilizzata, ha accettato tutte le condizioni contenute nell’ultimo bando, a cominciare dal prezzo di vendita: 9 milioni e mezzo di euro per diventare proprietari di un’azienda con strutture e stalle, magazzini, uffici e terreni (573 ettari tra Arborea e Terralba e altri 429 ettari di provenienza Laore in concessione per 15 anni, in due corpi fondiari tra Marrubiu, Terralba e Arborea) attrezzature e, appunto, 26 dipendenti tutti riassorbiti nella nuova azienda, che ha già annunciato altri importanti investimenti. “Abbiamo sempre ritenuto la Regione Sardegna una delle regioni vocate per sviluppare tutte le filiere di produzione biologiche previste dal nostro piano industriale – ha affermato Federico Vecchioni, Amministratore Delegato di Bonifiche Ferraresi, che ha proseguito – Come già fatto per le nostre aziende presenti in provincia di Ferrara e di Cortona, i nostri investimenti saranno diretti sia all’introduzione dei più avanzati sistemi di lavorazione attraverso agricolture di precisione sia, al contempo, all’avvio di nuove coltivazioni sempre nel pieno rispetto della tradizione agricola, così come ai servizi per un network agricolo nazionale. “La nostra azienda non rappresenta solo un’impresa agricola che produce lavoro e ricchezza per i territori di riferimento, ma si propone anche come promotrice delle migliori pratiche agricole e tecnologie applicate”.

“Con l’intervento di Bonifiche Ferraresi siamo di fronte a un piano industriale che vuole anche creare rete, creare filiera, che non si contrappone agli operatori locali anzi servirà per far crescere tutto quanto il sistema – sottolinea Paci – Parliamo di agricoltura che possa entrare con i nostri prodotti nella grande distribuzione e dunque c’è bisogno di operatori con una dimensione importante che facciano però anche da traino per i nostri piccoli. Questo è l’obiettivo del nostro intervento e la Regione starà molto attenta affinché ci sia una crescita complessiva di tutto il settore. Siamo poi molto felici che questa operazione abbia permesso a 26 lavoratori di tornare immediatamente operativi: un enorme risultato anche per noi che abbiamo seguito giorno dopo giorno questa vicenda. Certezze non ce n’erano, il bando parlava di 8 lavoratori almeno, invece Bonifiche Ferraresi li ha ripresi tutti e subito, farà seguire loro percorsi formativi anche per prepararli all’uso delle nuove tecnologie che verranno utilizzate. Una bella pagina – conclude il Vicepresidente della Regione – Sia i lavoratori che i sindacati sono molto soddisfatti di questo investimento perché vedono finalmente l’opportunità di riprendere a lavorare e a produrre”.

Nella foto il tavolo tra Giunta Pigliaru e Bonifiche Ferraresi

S.I.

Minatori: incontro in Regione

CAGLIARI – Un tavolo di confronto sul completamento delle ultime fasi utili alla ripresa dell’attività estrattiva della miniera di Olmedo sarà convocato quanto prima dalla Regione. Lo ha detto l’assessora dell’Industria, Maria Grazia Piras, incontrando questa mattina le rappresentanze sindacali. Nel corso dell’incontro, l’esponente della Giunta Pigliaru ha riassunto i termini della vicenda che riguarda il sito minerario per l’estrazione della bauxite e ha illustrato gli interventi attuati dall’assessorato per consentire il riavvio produttivo e la salvaguardia dei posti di lavoro.

“Dopo l’abbandono della società che aveva in concessione il sito, la Regione ha compiuto tutti i passi previsti per la ricerca di un nuovo concessionario, assicurando nel contempo ai lavoratori la cassa integrazione. A maggio dello scorso anno, quando cioè è stata affidata la concessione – ha detto l’assessora Piras – i nostri uffici hanno lavorato, insieme all’azienda, per completare le procedure di competenza regionale. Si tratta di procedure lunghe – ha sottolineato l’assessora – ma necessarie, trattandosi di una miniera. La nuova società concessionaria, nel frattempo, è andata avanti: ha aperto una posizione Inps, sta per dotare di certificazione i macchinari, e ne ha acquistato di nuovi, e ha assunto i primi cinque lavoratori per la custodia e il mantenimento della miniera”.

“In sede di valutazione della proposta, alla società è stata riconosciuta una capacità economica e una struttura tecnica tali da garantire la ripresa dell’estrazione del minerale. Ora – aggiunge l’assessora Piras – riteniamo opportuno e urgente incontrare l’imprenditore. All’inizio della prossima settimana convocherò i rappresentanti della società per un incontro al quale parteciperanno anche le rappresentanze sindacali. Chiediamo che si inizi ad attuare subito il piano delle attività, compreso il programma occupazionale”.

Nella foto una protesta dei minatori

S.I.

Tentato omicidio: arresto ad Olbia

OLBIA – Nel serata di ieri Personale del Commissariato di Olbia ha tratto in arresto un uomo resosi responsabile di tentato omicidio, omissione di soccorso e guida sotto l’influenza dell’alcool. Il tutto è accaduto in Piazza Terranova Pausania nei pressi del Comune. Un uomo di 42 anni, alla guida di una Fiat Panda, ha volontariamente investito un 40enne, con il quale poco prima aveva avuto un accesa discussione, scaturita per futili motivi. La pattuglia della Polizia di Stato del Commissariato P.S. di Olbia giunta sul posto, ha trovato la vittima, che è stata subito trasportata presso l’Ospedale Civile di Olbia da un ambulanza del 118.

Mentre gli agenti svolgevano i primi accertamenti, sono stati avvicinati da un uomo che ha dichiarato di essere il responsabile dell’investimento. Il giovane ha giustificato il suo gesto affermando di essere stato offeso e provocato dalla vittima. Gli agenti, in quel frangente si sono resi conto che l’uomo presentava la classica sintomatologia degli assuntori di bevande alcoliche, pertanto lo hanno sottoposto al test etilometrico che risultava positivo. Quindi gli agenti operanti hanno tratto in arresto l’uomo che è stato accompagnato presso le camere di sicurezza del Commissariato a disposizione dell’Autorità Giudiziaria in attesa del procedimento di convalida previsto per la mattinata odierna.

Nella foto la polizia

S.I.

Barracelli: ripristinare fondi subito

CAGLIARI – “Le migliaia di volontari che, spesso spendendo anche di tasca loro, contribuiscono in modo determinante per proteggere il patrimonio ambientale della Sardegna non possono essere tratta così. Le compagnie dei barracelli sono un patrimonio enorme che rischia di essere cancellato a causa dei tagli contenuti nella legge finanziaria. È assolutamente necessario ripristinare i fondi che la giunta ha eliminato”. Lo ha affermato il consigliere regionale dei Riformatori sardi Michele Cossa.

Nella foto Cossa e i Riformatori

S.I.