Campus in Giunta, Fantato in Aula

SASSARI – È Simone Campus il nuovo assessore della giunta comunale del sindaco Nicola Sanna. Il consigliere comunale Pd, nel primo pomeriggio di ieri, ha firmato, per accettazione, il decreto di nomina del primo cittadino con il quale gli vengono attribuite le deleghe al Bilancio, tributi, programmazione, patrimonio e contratti. «Nell’ambito delle prerogative del sindaco – afferma Nicola Sanna – ho attribuito il nuovo incarico al consigliere Simone Campus, dopo aver riflettuto sull’opportunità politica del momento e sulla necessita di dare un quadro completo per l’attività. Nella scelta ho valutato le competenze specifiche e politiche che ci consentiranno di proseguire con ulteriore impegno nel governo della città».

Nato nel marzo del 1979, Simone Campus è consigliere comunale di Sassari dal 2010. Attualmente è componente della commissione bilancio e programmazione del Comune. È consulente di programmazione locale e sviluppo partecipativo e nel recente passato è stato direttore della Cna Sassari, la confederazione nazionale artigiani per le piccole e medie imprese. Da anni è impegnato nel sociale con una forte attività nello scoutismo cattolico. È, inoltre, giornalista pubblicista ed esperto di comunicazione di impresa. È sposato e ha una figlia di cinque anni. La sua nomina e le sue conseguenti dimissioni da consigliere comunale consentiranno l’ingresso nell’assemblea civica della prima dei non eletti, Maria Francesca Fantato, già assessora della prima giunta del sindaco Nicola Sanna con le deleghe alle Politiche educative giovanile e sport.

Nella foto Simone Campus e Nicola Sanna

S.I.

Pigliaru: nuovi assessori all’altezza

CAGLIARI – “Una squadra di governo rinnovata che ha davanti a sé una sfida ambiziosa, nel momento in cui la nostra azione riformista mostrerà la capacità di produrre sempre più risultati tangibili”. Con queste parole il presidente della Regione Francesco Pigliaru ha voluto presentare al Consiglio regionale, richiedendo espressamente di fare comunicazioni a cui far seguire il dibattito, diversamente dal passato, la nuova formazione della sua Giunta. Di questa, con il giuramento in Aula, ora fanno parte Barbara Argiolas (Turismo, Artigianato e Commercio), Giuseppe Dessena (Cultura e Pubblica istruzione), Filippo Spanu (Affari generali e Personale), e Pier Luigi Caria (Agricoltura). In apertura delle dichiarazioni, il presidente Pigliaru ha ripreso le parole che la componente femminile dell’Aula ha affidato all’intervento della consigliera Annamaria Busia, in occasione dell’8 marzo, sottolineando l’importanza del tema e proponendo un lavoro comune sulle politiche di genere.

Da qui Francesco Pigliaru ha proseguito ripercorrendo il lavoro portato avanti sinora. Tra i passaggi fondamentali il Patto con il governo, che risponde all’esigenza di mitigare gli svantaggi dati dalla condizione di insularità, la riforma della sanità con la nascita dell’ATS, la legge di contrasto delle povertà estreme (REIS), la riforma degli Enti locali e la programmazione territoriale, il programma Iscol@, il risanamento di IGEA e il lavoro su vertenze come Alcoa e Eurallumina, la lotta alla peste suina, la ripresa di Abbanoa, la strada Sassari Olbia. “Abbiamo molto lavorato per risolvere situazioni di crisi ereditate dal passato e affrontato riforme strutturali e progetti strategici essenziali per la Sardegna, che nel passato non si è avuto il coraggio di affrontare”, ha spiegato il Presidente della Regione “Come tutti gli interventi strutturali, questi non cercano un consenso facile e tempestivo, non producono risultati immediatamente tangibili. Eppure questi risultati arriveranno, e in tempi ragionevoli per aiutare la Sardegna a uscire da una lunga crisi e per ricostruire nei cittadini la fiducia nella politica, nella sua capacità di cambiare in meglio le cose attraverso riforme coraggiose, profonde, anche faticose, perché non si può cambiare la realtà senza toccare privilegi e rendite di posizione.”

Completare con risultati forti il grande investimento in riforme fatto in questi anni è il primo dei tre compiti che Francesco Pigliaru ha assegnato alla sua Giunta rinnovata, citando tra le priorità la lotta contro la dispersione scolastica e quella contro lo spopolamento, la rete ospedaliera, la piena attuazione del Patto e l’operatività della nuova continuità territoriale, le politiche di destagionalizzazione per il turismo, l’apertura dei cantieri a La Maddalena. Al secondo punto, continuare l’azione riformatrice, a partire dall’Urbanistica “in dirittura d’arrivo”, la riforma della Regione, il piano per le zone interne, l’agricoltura di precisione e la finanza pubblica, evidenziando come sul tavolo aperto con il Governo ci siano ancora “questioni su cui non cederemo di un passo, in particolare sugli accantonamenti.” Terzo compito è l’inclusione sociale. “Abbiamo puntato molto sulle politiche attive per il lavoro, ma le politiche nazionali che avrebbero dovuto essere un complemento essenziale delle nostre politiche regionali non sono state all’altezza delle aspettative”, ha detto Francesco Pigliaru. “È giunto il momento di intervenire per garantire maggiore inclusione sociale nell’immediato, con politiche sul lavoro e sul welfare: azioni e strumenti sono già pronti ad essere messi in campo.”

“Vogliamo avere un’azione di governo e legislativa all’altezza della sfida, con una maggioranza più forte, coesa e aperta alle migliori energie e proposte di quest’Aula, perseguendo la maggiore inclusione possibile: non credo alle corse in solitario”, ha dichiarato Francesco Pigliaru. “Condividere chiare priorità e lavorare duro insieme come una vera squadra per raggiungere gli obiettivi che alimentino speranza e fiducia, evitando conflitti, incomprensioni, miope litigiosità interna. Questo è il messaggio alla nostra maggioranza e il migliore contributo che possiamo dare come centro sinistra per combattere la deriva populista e demagogica. Questa concretezza, questo pragmatismo devono essere la fonte di ispirazione del nostro agire collettivo nei prossimi due anni.”

Nella foto il presidente Pigliaru e l’ex-segretario del Pd Soru

S.I.

Nasce Centristi per la Sardegna

CAGLIARI – Con le adesioni nei consigli comunali di Cagliari, Quartu, l’ex sindaco della terza città della Sardegna, Davide Galantuomo, Sestu, il giovane consigliere Gianluca Usai e della Città metropolitana, si inizia a radicare nel territorio il movimento politico Centristi per la Sardegna, emanazione del progetto nazionale Centristi per l’Europa promosso da Pier Ferdinando Casini e guidato dal ministro dell’ambiente, Gian Luca Galletti e dal presidente della Bicamerale per gli affari Regionali ed ex ministro della funzione pubblica, Gianpiero D’Alia.

Federico Ibba, consigliere comunale del capoluogo, nominato negli scorsi mesi coordinatore regionale del movimento, annuncia la presenza di liste e di candidati a sindaco nei principali centri che andranno al voto in primavera come Selargius, popoloso comune dell’area metropolitana di Cagliari ed il capoluogo di provincia di Oristano. L’obbiettivo, specifica Ibba, “è quello di creare le condizioni di riaggregare gli elettori moderati e gli amministratori che credono nei valori del popolarismo europeo contribuendo a costruire una casa non preconfezionata a Roma o a Bruxelles ma che sia espressione di movimenti civici dai quali cresca una nuova classe dirigente”. Continua Ibba: “Nessuna alleanza precostituita con partiti o coalizioni che ricalcano quella del governo nazionale, valutiamo caso per caso il nostro sostegno privilegiando i movimenti e partiti che fanno parte della famiglia dei popolari europei ma ad una sola condizione: liste e sindaci con un forte segno di rinnovamento e discontinuità col passato”.

Nella foto un incontro del movimento centrista

S.I.

Provincia Sud Sardegna: follia pura

CAGLIARI – Dopo aver assurdamente stabilito la sede a Carbonia, la provincia del Sud Sardegna apre una “sede operativa” a Cagliari, e questo dopo aver dotato il commissario, proprio all’indomani del suo insediamento, di una sorta di ufficio di gabinetto. Spese ingiustificate alla luce delle residue competenze delle province, la cui inutilità non è stata certo annullata dal referendum costituzionale. Lo denuncia il consigliere regionale dei Riformatori, Michele Cossa.

«Il nuovo servizio – attacca Cossa – sarà dotato di un ufficio protocollo e “una minima dotazione di uffici tecnico-amministrativi di primo orientamento alle istanze dell’utenza”. Prevedibile a questo punto l’attivazione servizi analoghi anche nel Sarcidano, nel Medio Campidano e nel Sarrabus. Insomma, mentre la Sardegna muore e i suoi giovani migliori sono costretti a fuggire in Spagna e in Polonia per trovare lavoro, il centro sinistra che governa la Sardegna continua a buttare via i soldi dei contribuenti inventando servizi inutili e nuova burocrazia, solo per giustificare la propria esistenza.

Come dimostrano peraltro le incredibili richieste fatte dallo stesso commissario nel corso di una imbarazzante audizione nella commissione Autonomia : la provincia del Sud sardegna si troverebbe sotto organico, e quindi servono soldi per nuove assunzioni. Follia pura. Anziché incentivi alle aziende vogliono continuare la politica di sprechi, assistenzialismo e clientelismo che li caratterizza. Un insulto a tutti coloro che si guadagnano il pane tutti i giorni senza chiedere nulla a nessuno, e vengono vessati dal fisco e dalla ottusità della burocrazia. Lo spreco dei soldi dei contribuenti, insomma, non si ferma. Anzi: continua inarrestabile, con la connivenza della Regione».

Nella foto Michele Cossa

S.I.

Invasione pomodori cinesi: allarme

CAGLIARI – L’invasione di pomodoro cinese, che nel 2016 ha visto sbarcare in Italia circa 100 milioni di chili di concentrato, con un aumento del 43%: quantità pari a circa il 20% della produzione nazionale in pomodoro fresco equivalente, penalizza anche le piccole produzioni sarde. Nell’isola, infatti, sono 320 mila, in media, i quintali di pomodoro da industria che si producono, prodotti in circa 400 ettari distribuiti tra il Medio Campidano e l’Oristanese. I produttori sono 70, riuniti tutti nella cooperativa Arpos, presieduta da Priamo Picci con sede a Sanluri. Lo scorso anno è stata una stagione straordinaria con un aumento di produzione (370mila quintali) comunque la metà rispetto a 25 anni fa quando invece i quintali erano circa 700 mila. “C’è qualche azienda in Italia che produce quanto tutta l’isola – spiega Priamo Picci -. Abbiamo la terra e il clima adatto per triplicare la produzioni”.

Tutto il pomodoro sardo oggi è trasformato dall’industria Casar, 10 mila dei quali sono destinati al marchio Io sono sardo, che garantisce la certificazione di filiera e tracciabilità. “In Sardegna abbiamo scelto di puntare sull’alta qualità del prodotto – spiega il presidente dell’Arpos Priamo Picci – grazie ad un accordo di filiera. Il pomodoro che conferiamo all’industria ha solo un margine del 10 per cento di scarto. Nulla rispetto alle percentuali che si riscontrano anche nel resto d’Italia”. La filiera Io sono sardo, nata nel 2011, sta crescendo di anno in anno e garantisce un buon margine ai produttori. In cinque anni sono passati dalla lavorazione di 500 quintali a 10mila. Il prodotto è venduto soprattutto nei mercati di Campagna Amica e nei negozi affiliati sardi e nazionali. Da quest’anno inizierà la vendita (piccole quantità) in Svizzera, Germania e Norvegia.

Il resto del pomodoro sardo trasformato da Casar viene venduto per il 70 per cento nell’isola, il 25 nel resto d’Italia circa il 5 per cento all’estero. I dati sull’invasione dei concentrati cinesi ed esteri in Italia va a braccetto con i prodotti che si trovano negli scaffali dei negozi che sono a metà prezzo rispetto ai prodotti di qualità sardi. “Siamo riusciti a ritagliarci una buona posizione sul mercato con un prodotto certificato e di qualità – afferma Picci -. Certo non possiamo concorrere con certi prezzi presenti sul mercato. Vendiamo il pomodoro già a prezzi risicati (12,20 al quintale), fermi da tre anni. Se dovesse scendere ulteriormente saremmo costretti a produrre sotto i costi di produzione: il nostro è un prodotto sano e garantito. Facciamo una attenta e severa produzione e selezioniamo il prodotto già sul campo”. Negli ultimi anni si sta assistendo ad un crescendo di navi che dalla Cina sbarcano fusti di oltre 200 chili di peso con concentrato di pomodoro da rilavorare e confezionare come italiano poiché nei contenitori al dettaglio è obbligatorio indicare solo il luogo di confezionamento, ma non quello di coltivazione del pomodoro. Un commercio che va reso trasparente con l’obbligo ad indicare in etichetta l’origine degli alimenti che attualmente vale in Italia solo per la passata di pomodoro, ma non per il concentrato o per i sughi pronti.

“Tutti i prodotti devono avere una etichetta che riporti l’origine della materia prima. Il problema è sempre lo stesso – sottolinea il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu –. Che si parli di riso, grano o pomodoro, i nostri prodotti di altissima qualità, certificati e genuini si ritrovano a dover concorrere con prodotti di cui non si conosce l’origine e i metodi di produzione e trasformazione. La conseguenza è che si riducono le coltivazioni locali a vantaggio di prodotti importati. In questo modo si abbandonano le terre, perdiamo posti di lavoro e ci ritroviamo con prodotti che fanno male anche alla salute”. La Cina ha conquistato il primato nel numero di notifiche per prodotti alimenti irregolari perché contaminati dalla presenza di micotossine, additivi e coloranti al di fuori dalle norme di legge, da parte dell’Unione Europea, secondo una recente elaborazione sulla base della Relazione sul sistema di allerta per gli alimenti relativa al 2015. Su un totale di 2967 allarmi per irregolarità segnalate in Europa, ben 386 (15%) hanno riguardato il gigante asiatico.

Nella foto una cassetta di pomodori

S.I.

Giunta Pigliaru: “saranno fumosi”

CAGLIARI – “Una lettera di mandato ai nuovi assessori? E per tre anni che cosa ha ispirato l’azione della giunta regionale?” Lo ha dichiarato Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia, commentando durante la tappa a Cabras del tour #zainoinspalla insieme al sindaco Cristiano Carrus la, non meglio precisata lettera, che dovrebbe guidare l’azione della giunta regionale dopo il rimpasto annunciato dal presidente Pigliaru. “In questi anni la giunta di centro-sinistra ha cancellato la continuità aerea per le rotte minori, si è fatta soffiare oltre due miliardi dallo Stato centrale, ha chiuso le scuole nei piccoli centri, ha riesumato il PPR di Soru per poi approvare una leggina edilizia che, fatto sorprendente solo per l’assessore, ha solo aumentato il contenzioso”.

“E’ solo un circolo di presunti intellettuali che discute del migliore mondo possibile e intanto manda in malora l’esistente. La sberla del voto referendario, che ha punito l’unico presidente della storia che ha rinnegato l’Autonomia, non è bastata e si pensa di riparare tutto solo con un giro di poltrone. Forse servirà a far quadrare i numeri, ma la crisi della giunta Pigliaru è un’irrimediabile mancanza di idee, di progetti e soprattutto di coraggio politico. La Giunta dei “saranno fumosi” torni a fare pure a fare convegni perché la Sardegna non si può permettere altri due anni di una truppa tutta teoria e zero pratica”.

Nella foto Cappellacci

S.I.

Nuovi assessori: firme e deleghe

CAGLIARI – “Ho ricevuto oggi le dimissioni di Claudia Firino e di Francesco Morandi. Ne prendo atto e ringrazio entrambi per la serietà e l’impegno con cui hanno portato avanti il lavoro loro affidato. Avevamo deciso di procedere con le nomine dei nuovi quattro assessori martedì 7 per motivi di cortesia istituzionale. Venuti meno tali motivi, l’obbligo di garantire la continuità istituzionale ci ha portato ad anticipare i tempi rispetto a quanto precedentemente annunciato e apporre stasera la firma sui decreti. L’azione di governo della nostra Giunta, che con l’ingresso dei nuovi quattro assessori ritorna completa, proseguirà con determinazione secondo le linee stabilite dal programma elettorale e condivise con la nostra maggioranza.”

Sono le parole del presidente della Regione Francesco Pigliaru, che ieri pomeriggio ha formalizzato le nomine dei 4 assessori. Questi i nomi, già anticipati ieri sera dal presidente Pigliaru ai Capigruppo della maggioranza in Consiglio regionale: Barbara Argiolas (Pd) avrà la delega del Turismo, Artigianato e Commercio; Pierluigi Caria (Pd), guiderà l’assessorato dell’Agricoltura; Giuseppe Dessena, indicato dalla maggioranza consiliare ex SEL, andrà a ricoprire il ruolo di titolare della Cultura e Pubblica istruzione; Filippo Spanu, Capo di gabinetto della Presidenza, avrà l’assessorato degli Affari generali e Personale. La conferenza stampa per la presentazione dei nuovi assessori è fissata per lunedì 6 alle 10.30 a Villa Devoto.

Nella foto il Presidente Pigliaru

S.I.

Femminicidio: caso sconvolgente

CAGLIARI – “Il femminicidio avvenuto ieri ad Iglesias è la conferma che gli strumenti di prevenzione attualmente a disposizione per contrastare questo fenomeno sono insufficienti. Il problema ha superato di gran lunga il livello di guardia e nonostante gli sforzi e l’impegno per mantenere alta l’attenzione i casi di femminicidio e di violenza sulle donne si ripetono con una cadenza sempre più preoccupante.” Lo afferma il senatore del PD Silvio Lai.

“È evidente che si debba fare di più non solo dal punto di vista degli interventi legislativi ma anche della loro corretta e adeguata applicazione. È di questi giorni la condanna dell’Italia da parte della Corte europea dei diritti umani per un caso di violenza domestica per il quale, nonostante una denuncia, non si sarebbe agito con la necessaria rapidità per proteggere una donna e suo figlio. In questo caso il tragico epilogo ha portato all’uccisione del ragazzo e al ferimento della donna. Si deve dunque lavorare molto sulla prevenzione. Soprattutto se si tiene conto che spesso si tratta di situazioni nelle quali i segnali di potenziale pericolo possono essere individuati. Ma serve sicuramente anche creare le condizioni per far sì che i centri anti violenza possano svolgere adeguatamente la loro funzione, questo sia in termini di risorse economiche che degli strumenti a loro disposizione. Sulle misure di contrasto e prevenzione del femminicidio questo parlamento ha già dimostrato di riuscire a non dividersi. L’impegno e l’auspicio è che questo possa portare a breve ad ottenere risultati concreti in termini di tutela e sostegno delle potenziali vittime.”

Nella foto Federica Madau uccisa a coltellate dal marito Gianni Murru (ex-tabaccaio di Iglesias)

S.I.

Campagna Amica: boom di vendite

SASSARI – Ci sono anche Gigi Camedda dei Tazenda e Gigi Sanna degli Istentales tra i firmatari della petizione a sostegno del mercato di Campagna Amica del Circo Massimo di Roma chiuso per burocrazia dal Comune. Il mercato romano è il simbolo di Campagna Amica, divenuta in pochi anni la più grande rete al mondo di vendita diretta sotto lo stesso brand, che ospitava anche le aziende terremotate del centro Italia. A Sassari, dove sono già circa mille le firme a sostegno del mercato, si proseguirà con il banchetto anche sabato all’Emiciclo, dove sarà presente Gigi Camedda storico componente dei Tazenda, e assiduo frequentatore dei mercati di Campagna Amica. In tutta Italia invece sono state raccolte 50mila firme anche attraverso la petizione su change.org #ilmercatononsitocca.

Durante la mattinata si raccoglieranno anche le firme per sostenere il riconoscimento della pizza italiana come patrimonio culturale immateriale dell’Unesco e si potranno degustare le fritelle offerte dell’agrimercato.
“I nostri mercati – spiega il presidente di Coldiretti Sassari Battista Cualbu – sono sinonimo di agricoltura sostenibile, di filiera corta, cibo a km0. Sono un patrimonio di tutta la comunità, un luogo in cui non solo compri sicuro ma dove conosci anche la storia e la cultura e l’identità del nostro territorio, dove dai un volto al produttore di ciò che mangi. E la grande solidarietà che stanno esprimendo in questi giorni i sardi firmando la petizione per difendere il mercato del Circo Massimo di Roma stanno a dimostrarlo”. Da un’indagine Campagna Amica su dati Ipr marketing emerge che negli ultimi 5 anni c’è stato un aumento record del 55%, più di 4 italiani su 10 nel 2016 hanno fatto la spesa dal contadino nei cosiddetti mercati degli agricoltori. Dato in netta controtendenza rispetto al calo dei consumi alimentari.

Si assiste ad una polarizzazione dei consumi con 1 italiano su 4 (24%) che con la crisi per risparmiare acquista solo i prodotti a prezzo più basso come conferma il boom dei discount alimentari mentre all’opposto per molti il cibo ha ormai un alto valore simbolico, perché incarna l’identità e promuove la distintività e nella sua scelta entrano in gioco anche valori etici e sociali. “La vendita diretta si deve implementare e non diminuire – afferma il direttore di Coldiretti Sassari Ermanno Mazzetti -. Sono luoghi fondamentali di scambio, di socialità, dove si crea economia locale. Inoltre hanno anche un valore didattico per i bambini e non solo: scoprono prodotti spesso prodotti sconosciuti, locali e di stagione. Per questo – è l’appello – invitiamo le tantissime persone che ogni sabato vengono all’Emiciclo ad avvicinarsi al gazebo istituzionale e firmare la petizione sia per il mercato che per la pizza patrimonio dell’Unesco”.

Nella foto Campagna Amica a Sassari

S.I.

Porto Torres, bonifiche: impegni

CAGLIARI – “Le bonifiche in Sardegna sono una priorità e l’iter amministrativo sta procedendo nel pieno rispetto delle norme di settore con l’impegno dei numerosi soggetti coinvolti. I procedimenti, molto complessi, hanno richiesto i dovuti tempi di approfondimento tecnico legati alla tipologia di interventi che hanno come obiettivo la messa in sicurezza e la bonifica di una vasta parte di territorio caratterizzato da un’importante contaminazione antropica. Abbiamo definito i prossimi impegni e le relative scadenze temporali al fine di procedere quanto più celermente possibile con il rilascio delle autorizzazioni previste, l’approntamento degli impianti e l’avvio delle attività di bonifica”. Lo dichiara l’assessore Spano a seguito del tavolo bonifiche di Porto Torres, convocato ieri a Cagliari, in cui erano presenti tutti i soggetti parte in causa nell’istruttoria. Nel mese di marzo la Regione convocherà la Conferenza di servizi per il Via (valutazione impatto ambientale) del progetto Nuraghe. Proseguiranno, sempre a marzo, i lavori inerenti alle altre istruttorie relative al Sin di Porto Torres. Il tavolo coordinato dalla Regione si riunirà nuovamente per la verifica della tempistica nel mese di aprile.

Nella foto alcune strutture abbandonate a Porto Torres

S.I.