Tirrenia: prezzi alle stelle

CAGLIARI – “Nonostante le promesse di Renzi e Onorato dal palco della Leopolda, con tanto di ringraziamenti a Francesco Pigliaru, i prezzi della Tirrenia restano ancora troppo alti ed incompatibili con le aspirazioni turistiche della nostra terra”. Lo ha dichiarato Ugo Cappellacci, coordinatore di Forza Italia, che con un video pubblicato su Facebook ricorda anche le numerose interrogazioni presentate dal gruppo azzurro al presidente della Regione, ancora rimaste senza risposta.

“Contrariamente a quanto annunciato, il prezzo per i residenti non è di 14 euro, ma arriva a 76,42 euro per andata e ritorno: solo 4 euro in meno dei non residenti. Insomma – evidenzia l’esponente azzurro- siamo ben lontani sia dagli annunci del palco renziano sia da un minimo di continuità territoriale compiuta. Ci chiediamo che fine abbia fatto la verifica triennale della convenzione e soprattutto quali siano le iniziative di una giunta regionale addormentata da tre anni. Dopo il nostro ricorso vittorioso davanti ai giudici costituzionali – ricorda il forzista- la Sardegna ha ottenuto il diritto di stare al tavolo in cui si prendono le decisioni in materia di collegamenti marittimi, ma evidentemente Pigliaru si è seduto solo per chiedere ‘quanto zucchero nel caffè?’ agli interlocutori”.

“Hanno abbandonato la battaglia per la flotta sarda, ingiustamente sanzionata dall’Unione Europea, con una decisione assurda contro la quale noi abbiamo presentato un ricorso abbandonato dai baroni di villa Devoto. La Sardegna deve essere liberata dal sistema Tirrenia – ha concluso Cappellacci- e chi ha disertato questa battaglia deve andare a casa”.

Nella foto un nave Tirrenia

S.I.

Bosa: droga nelle scuole

BOSA – Continua il servizio di controllo straordinario del territorio Marghine – Planargia disposto dal Questore di Nuoro Massimo Alberto Colucci per contrastare lo spaccio e il consumo di stupefacenti nelle scuole. Nei giorni scorsi, personale del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Macomer, coadiuvato dall’impiego di unità cinofile della Questura di Oristano, ha replicato una serie di controlli in diversi istituti scolastici presenti in Bosa, al fine di contrastare il consumo di sostanze stupefacenti tra giovanissimi. “In uno degli istituti monitorati sono stati rinvenuti apprezzabili quantità di sostanza vegetale di colore verde verosimilmente marijuana che verrà sottoposta ad accertamenti tecnici presso il Gabinetto Provinciale della Polizia Scientifica. I controlli proseguiranno anche nei prossimi giorni tra gli studenti con lo scopo di arginare tale fenomeno”.

Nella foto la droga recuperata

P.S.

Rubano droga dal Tribunale: arrestati

SASSARI – Scacco matto degli inquirenti. I carabinieri hanno arrestato due autisti, uno della Procura e uno del Tribunale di Sassari, in flagranza di reato mentre “rubavano” di un chilo di cocaina sequestrata dalle forze dell’ordine e custodita nell’ufficio Corpi di reato del Tribunale della città. Nei guai sono finiti Mauro Nicola Cuccuru, autista e addetto dell’ufficio Corpi di reato del Tribunale, e Danilo Martini, autista della Procura. I provvedimenti restrittivi sono scattati all’interno di un’indagine coordinata dal sostituto procuratore Giovanni Porcheddu, e seguita personalmente dal procuratore Gianni Caria, svolta dal Reparto operativo Nucleo investigativo dei carabinieri di Sassari, diretto dal capitano Antonio Maria Pinna, con la collaborazione della sezione Polizia Giudiziaria della Procura. L’indagine è nata da una segnalazione del Tribunale su ammanchi fra i corpi di reato in deposito. I carabinieri hanno monitorato la situazione con appostamenti e pedinamenti dei due sospetti.

Nella foto il Tribunale

Gli arrestati:

Stadio Cagliari: firma in Regione

CAGLIARI – Anche la Regione protagonista del percorso verso la realizzazione del nuovo stadio a Cagliari. Oggi l’Assessore della Programmazione e del Bilancio Raffaele Paci, il Presidente del Cagliari Calcio Tommaso Giulini e il Presidente della Sfirs Paolo Sestu hanno sottoscritto un MoU (Memorandum of Understanding) in cui la Regione si impegna a mettere a disposizione un finanziamento a condizioni agevolate – attraverso la Sfirs con i fondi Jessica – che sarà attivato nel caso in cui sarà la stessa società del Cagliari Calcio ad aggiudicarsi l’affidamento dell’incarico per la costruzione il nuovo stadio.

“La costruzione del nuovo stadio di calcio è un investimento importante per la città e l’intera regione, non solo dal punto di vista sportivo ma anche per la riqualificazione della città in chiave di attrazione turistica – dice Paci – La presenza all’interno del Campionato di serie A del Cagliari Calcio, che rappresenta l’intera Sardegna, è un attrattore turistico importante e la costruzione del nuovo stadio e dei servizi annessi sicuramente contribuirà a valorizzare l’area e a migliorare la qualità della vita dei cittadini. Ecco perché la Regione garantisce disponibilità, per quanto le compete, a supportare questo percorso. La copertura del fabbisogno finanziario da parte di un soggetto privato di un’opera così complessa può essere infatti realizzata anche con finanziamenti agevolati di natura pubblica, per accorciare e ottimizzare i tempi di avvio e realizzazione del progetto”

“È importante per il Cagliari Calcio poter contare anche sul supporto concreto della Regione Sardegna per la realizzazione del nuovo stadio – sostiene il Presidente Giulini. La Società sta lavorando affinché il sogno possa diventare realtà: dare a tutti i nostri tifosi una nuova casa, moderna ed accogliente. Un progetto notevole e ambizioso, per realizzarlo ci sarà davvero bisogno del sostegno di tutti i soggetti coinvolti. Ritengo che il documento firmato oggi rappresenti un esempio concreto di come sia possibile fare sistema tra pubblico e privato e dell’importanza del gioco di squadra”.

Nella foto la firma in Regione

S.I.

Voto di scambio: arrestato sindaco

PALAU – La Guardia di Finanzia ha arrestato il sindaco e il vicesindaco del comune di Palau. Ad entrambi è contestato il reato di induzione indebita a dare o promettere utilità (art. 319 quater del Codice penale) che punisce il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio che, abusando della sua qualità o dei suoi poteri, induce taluno a dare o a promettere indebitamente, a lui o a un terzo, denaro o altra utilità. Tradotto è accusato del così detto “voto di scambio”.

Il primo cittadino Francesco Pala e la sua vice, Maria Piera Pes, sono entrambi sono stati posti ai domiciliari. L’indagine di polizia giudiziaria era iniziata a seguito della denuncia di una dipendente del Comune gallurese, che aveva segnalato delle anomalie nella gestione della macchina amministrativa comunale. Le fiamme gialle avrebbero, grazie alle intercettazioni telefoniche e ambientali, episodi della stessa specie e irregolarità nella gestione degli appalti pubblici da parte del Comune gallurese. Le indagini sono tuttora in corso e sono coordinate personalmente dal procuratore capo Fiordalisi.

Nella foto Francesco Pala

S.I.

Campus in Giunta, Fantato in Aula

SASSARI – È Simone Campus il nuovo assessore della giunta comunale del sindaco Nicola Sanna. Il consigliere comunale Pd, nel primo pomeriggio di ieri, ha firmato, per accettazione, il decreto di nomina del primo cittadino con il quale gli vengono attribuite le deleghe al Bilancio, tributi, programmazione, patrimonio e contratti. «Nell’ambito delle prerogative del sindaco – afferma Nicola Sanna – ho attribuito il nuovo incarico al consigliere Simone Campus, dopo aver riflettuto sull’opportunità politica del momento e sulla necessita di dare un quadro completo per l’attività. Nella scelta ho valutato le competenze specifiche e politiche che ci consentiranno di proseguire con ulteriore impegno nel governo della città».

Nato nel marzo del 1979, Simone Campus è consigliere comunale di Sassari dal 2010. Attualmente è componente della commissione bilancio e programmazione del Comune. È consulente di programmazione locale e sviluppo partecipativo e nel recente passato è stato direttore della Cna Sassari, la confederazione nazionale artigiani per le piccole e medie imprese. Da anni è impegnato nel sociale con una forte attività nello scoutismo cattolico. È, inoltre, giornalista pubblicista ed esperto di comunicazione di impresa. È sposato e ha una figlia di cinque anni. La sua nomina e le sue conseguenti dimissioni da consigliere comunale consentiranno l’ingresso nell’assemblea civica della prima dei non eletti, Maria Francesca Fantato, già assessora della prima giunta del sindaco Nicola Sanna con le deleghe alle Politiche educative giovanile e sport.

Nella foto Simone Campus e Nicola Sanna

S.I.

Pigliaru: nuovi assessori all’altezza

CAGLIARI – “Una squadra di governo rinnovata che ha davanti a sé una sfida ambiziosa, nel momento in cui la nostra azione riformista mostrerà la capacità di produrre sempre più risultati tangibili”. Con queste parole il presidente della Regione Francesco Pigliaru ha voluto presentare al Consiglio regionale, richiedendo espressamente di fare comunicazioni a cui far seguire il dibattito, diversamente dal passato, la nuova formazione della sua Giunta. Di questa, con il giuramento in Aula, ora fanno parte Barbara Argiolas (Turismo, Artigianato e Commercio), Giuseppe Dessena (Cultura e Pubblica istruzione), Filippo Spanu (Affari generali e Personale), e Pier Luigi Caria (Agricoltura). In apertura delle dichiarazioni, il presidente Pigliaru ha ripreso le parole che la componente femminile dell’Aula ha affidato all’intervento della consigliera Annamaria Busia, in occasione dell’8 marzo, sottolineando l’importanza del tema e proponendo un lavoro comune sulle politiche di genere.

Da qui Francesco Pigliaru ha proseguito ripercorrendo il lavoro portato avanti sinora. Tra i passaggi fondamentali il Patto con il governo, che risponde all’esigenza di mitigare gli svantaggi dati dalla condizione di insularità, la riforma della sanità con la nascita dell’ATS, la legge di contrasto delle povertà estreme (REIS), la riforma degli Enti locali e la programmazione territoriale, il programma Iscol@, il risanamento di IGEA e il lavoro su vertenze come Alcoa e Eurallumina, la lotta alla peste suina, la ripresa di Abbanoa, la strada Sassari Olbia. “Abbiamo molto lavorato per risolvere situazioni di crisi ereditate dal passato e affrontato riforme strutturali e progetti strategici essenziali per la Sardegna, che nel passato non si è avuto il coraggio di affrontare”, ha spiegato il Presidente della Regione “Come tutti gli interventi strutturali, questi non cercano un consenso facile e tempestivo, non producono risultati immediatamente tangibili. Eppure questi risultati arriveranno, e in tempi ragionevoli per aiutare la Sardegna a uscire da una lunga crisi e per ricostruire nei cittadini la fiducia nella politica, nella sua capacità di cambiare in meglio le cose attraverso riforme coraggiose, profonde, anche faticose, perché non si può cambiare la realtà senza toccare privilegi e rendite di posizione.”

Completare con risultati forti il grande investimento in riforme fatto in questi anni è il primo dei tre compiti che Francesco Pigliaru ha assegnato alla sua Giunta rinnovata, citando tra le priorità la lotta contro la dispersione scolastica e quella contro lo spopolamento, la rete ospedaliera, la piena attuazione del Patto e l’operatività della nuova continuità territoriale, le politiche di destagionalizzazione per il turismo, l’apertura dei cantieri a La Maddalena. Al secondo punto, continuare l’azione riformatrice, a partire dall’Urbanistica “in dirittura d’arrivo”, la riforma della Regione, il piano per le zone interne, l’agricoltura di precisione e la finanza pubblica, evidenziando come sul tavolo aperto con il Governo ci siano ancora “questioni su cui non cederemo di un passo, in particolare sugli accantonamenti.” Terzo compito è l’inclusione sociale. “Abbiamo puntato molto sulle politiche attive per il lavoro, ma le politiche nazionali che avrebbero dovuto essere un complemento essenziale delle nostre politiche regionali non sono state all’altezza delle aspettative”, ha detto Francesco Pigliaru. “È giunto il momento di intervenire per garantire maggiore inclusione sociale nell’immediato, con politiche sul lavoro e sul welfare: azioni e strumenti sono già pronti ad essere messi in campo.”

“Vogliamo avere un’azione di governo e legislativa all’altezza della sfida, con una maggioranza più forte, coesa e aperta alle migliori energie e proposte di quest’Aula, perseguendo la maggiore inclusione possibile: non credo alle corse in solitario”, ha dichiarato Francesco Pigliaru. “Condividere chiare priorità e lavorare duro insieme come una vera squadra per raggiungere gli obiettivi che alimentino speranza e fiducia, evitando conflitti, incomprensioni, miope litigiosità interna. Questo è il messaggio alla nostra maggioranza e il migliore contributo che possiamo dare come centro sinistra per combattere la deriva populista e demagogica. Questa concretezza, questo pragmatismo devono essere la fonte di ispirazione del nostro agire collettivo nei prossimi due anni.”

Nella foto il presidente Pigliaru e l’ex-segretario del Pd Soru

S.I.

Nasce Centristi per la Sardegna

CAGLIARI – Con le adesioni nei consigli comunali di Cagliari, Quartu, l’ex sindaco della terza città della Sardegna, Davide Galantuomo, Sestu, il giovane consigliere Gianluca Usai e della Città metropolitana, si inizia a radicare nel territorio il movimento politico Centristi per la Sardegna, emanazione del progetto nazionale Centristi per l’Europa promosso da Pier Ferdinando Casini e guidato dal ministro dell’ambiente, Gian Luca Galletti e dal presidente della Bicamerale per gli affari Regionali ed ex ministro della funzione pubblica, Gianpiero D’Alia.

Federico Ibba, consigliere comunale del capoluogo, nominato negli scorsi mesi coordinatore regionale del movimento, annuncia la presenza di liste e di candidati a sindaco nei principali centri che andranno al voto in primavera come Selargius, popoloso comune dell’area metropolitana di Cagliari ed il capoluogo di provincia di Oristano. L’obbiettivo, specifica Ibba, “è quello di creare le condizioni di riaggregare gli elettori moderati e gli amministratori che credono nei valori del popolarismo europeo contribuendo a costruire una casa non preconfezionata a Roma o a Bruxelles ma che sia espressione di movimenti civici dai quali cresca una nuova classe dirigente”. Continua Ibba: “Nessuna alleanza precostituita con partiti o coalizioni che ricalcano quella del governo nazionale, valutiamo caso per caso il nostro sostegno privilegiando i movimenti e partiti che fanno parte della famiglia dei popolari europei ma ad una sola condizione: liste e sindaci con un forte segno di rinnovamento e discontinuità col passato”.

Nella foto un incontro del movimento centrista

S.I.

Provincia Sud Sardegna: follia pura

CAGLIARI – Dopo aver assurdamente stabilito la sede a Carbonia, la provincia del Sud Sardegna apre una “sede operativa” a Cagliari, e questo dopo aver dotato il commissario, proprio all’indomani del suo insediamento, di una sorta di ufficio di gabinetto. Spese ingiustificate alla luce delle residue competenze delle province, la cui inutilità non è stata certo annullata dal referendum costituzionale. Lo denuncia il consigliere regionale dei Riformatori, Michele Cossa.

«Il nuovo servizio – attacca Cossa – sarà dotato di un ufficio protocollo e “una minima dotazione di uffici tecnico-amministrativi di primo orientamento alle istanze dell’utenza”. Prevedibile a questo punto l’attivazione servizi analoghi anche nel Sarcidano, nel Medio Campidano e nel Sarrabus. Insomma, mentre la Sardegna muore e i suoi giovani migliori sono costretti a fuggire in Spagna e in Polonia per trovare lavoro, il centro sinistra che governa la Sardegna continua a buttare via i soldi dei contribuenti inventando servizi inutili e nuova burocrazia, solo per giustificare la propria esistenza.

Come dimostrano peraltro le incredibili richieste fatte dallo stesso commissario nel corso di una imbarazzante audizione nella commissione Autonomia : la provincia del Sud sardegna si troverebbe sotto organico, e quindi servono soldi per nuove assunzioni. Follia pura. Anziché incentivi alle aziende vogliono continuare la politica di sprechi, assistenzialismo e clientelismo che li caratterizza. Un insulto a tutti coloro che si guadagnano il pane tutti i giorni senza chiedere nulla a nessuno, e vengono vessati dal fisco e dalla ottusità della burocrazia. Lo spreco dei soldi dei contribuenti, insomma, non si ferma. Anzi: continua inarrestabile, con la connivenza della Regione».

Nella foto Michele Cossa

S.I.

Invasione pomodori cinesi: allarme

CAGLIARI – L’invasione di pomodoro cinese, che nel 2016 ha visto sbarcare in Italia circa 100 milioni di chili di concentrato, con un aumento del 43%: quantità pari a circa il 20% della produzione nazionale in pomodoro fresco equivalente, penalizza anche le piccole produzioni sarde. Nell’isola, infatti, sono 320 mila, in media, i quintali di pomodoro da industria che si producono, prodotti in circa 400 ettari distribuiti tra il Medio Campidano e l’Oristanese. I produttori sono 70, riuniti tutti nella cooperativa Arpos, presieduta da Priamo Picci con sede a Sanluri. Lo scorso anno è stata una stagione straordinaria con un aumento di produzione (370mila quintali) comunque la metà rispetto a 25 anni fa quando invece i quintali erano circa 700 mila. “C’è qualche azienda in Italia che produce quanto tutta l’isola – spiega Priamo Picci -. Abbiamo la terra e il clima adatto per triplicare la produzioni”.

Tutto il pomodoro sardo oggi è trasformato dall’industria Casar, 10 mila dei quali sono destinati al marchio Io sono sardo, che garantisce la certificazione di filiera e tracciabilità. “In Sardegna abbiamo scelto di puntare sull’alta qualità del prodotto – spiega il presidente dell’Arpos Priamo Picci – grazie ad un accordo di filiera. Il pomodoro che conferiamo all’industria ha solo un margine del 10 per cento di scarto. Nulla rispetto alle percentuali che si riscontrano anche nel resto d’Italia”. La filiera Io sono sardo, nata nel 2011, sta crescendo di anno in anno e garantisce un buon margine ai produttori. In cinque anni sono passati dalla lavorazione di 500 quintali a 10mila. Il prodotto è venduto soprattutto nei mercati di Campagna Amica e nei negozi affiliati sardi e nazionali. Da quest’anno inizierà la vendita (piccole quantità) in Svizzera, Germania e Norvegia.

Il resto del pomodoro sardo trasformato da Casar viene venduto per il 70 per cento nell’isola, il 25 nel resto d’Italia circa il 5 per cento all’estero. I dati sull’invasione dei concentrati cinesi ed esteri in Italia va a braccetto con i prodotti che si trovano negli scaffali dei negozi che sono a metà prezzo rispetto ai prodotti di qualità sardi. “Siamo riusciti a ritagliarci una buona posizione sul mercato con un prodotto certificato e di qualità – afferma Picci -. Certo non possiamo concorrere con certi prezzi presenti sul mercato. Vendiamo il pomodoro già a prezzi risicati (12,20 al quintale), fermi da tre anni. Se dovesse scendere ulteriormente saremmo costretti a produrre sotto i costi di produzione: il nostro è un prodotto sano e garantito. Facciamo una attenta e severa produzione e selezioniamo il prodotto già sul campo”. Negli ultimi anni si sta assistendo ad un crescendo di navi che dalla Cina sbarcano fusti di oltre 200 chili di peso con concentrato di pomodoro da rilavorare e confezionare come italiano poiché nei contenitori al dettaglio è obbligatorio indicare solo il luogo di confezionamento, ma non quello di coltivazione del pomodoro. Un commercio che va reso trasparente con l’obbligo ad indicare in etichetta l’origine degli alimenti che attualmente vale in Italia solo per la passata di pomodoro, ma non per il concentrato o per i sughi pronti.

“Tutti i prodotti devono avere una etichetta che riporti l’origine della materia prima. Il problema è sempre lo stesso – sottolinea il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu –. Che si parli di riso, grano o pomodoro, i nostri prodotti di altissima qualità, certificati e genuini si ritrovano a dover concorrere con prodotti di cui non si conosce l’origine e i metodi di produzione e trasformazione. La conseguenza è che si riducono le coltivazioni locali a vantaggio di prodotti importati. In questo modo si abbandonano le terre, perdiamo posti di lavoro e ci ritroviamo con prodotti che fanno male anche alla salute”. La Cina ha conquistato il primato nel numero di notifiche per prodotti alimenti irregolari perché contaminati dalla presenza di micotossine, additivi e coloranti al di fuori dalle norme di legge, da parte dell’Unione Europea, secondo una recente elaborazione sulla base della Relazione sul sistema di allerta per gli alimenti relativa al 2015. Su un totale di 2967 allarmi per irregolarità segnalate in Europa, ben 386 (15%) hanno riguardato il gigante asiatico.

Nella foto una cassetta di pomodori

S.I.