“Canile, Caccciotto non dà risposte: basta, siamo preoccupati”

ALGHERO – “I volontari del Canile Primavera desiderano aggiornare le oltre 8.200 persone che hanno aderito alla Petizione per l’Acquisto del Canile di Alghero da parte del Comune, consegnata ufficialmente al Sindaco di Alghero, Raimondo Cacciotto, il 5 settembre 2025.

In quella occasione, il Sindaco si era impegnato personalmente a fornire un riscontro entro 30 giorni dalla consegna, manifestando disponibilità e attenzione al tema.

L’incontro e l’assenza di risposte concrete

Con ampio anticipo rispetto alla scadenza del termine concordato, il Comitato dei Volontari ha chiesto conferma dell’appuntamento di aggiornamento.

Solo il 6 ottobre, il Sindaco ha comunicato che l’incontro si sarebbe tenuto il giorno successivo, 7 ottobre, con l’Assessore all’Ambiente Raniero Selva, delegato – a suo dire – alla gestione della vicenda.

Durante tale incontro, tuttavia, l’Assessore ha dichiarato di non poter fornire alcun aggiornamento, precisando che “la palla era nelle mani del Sindaco”. O, in alternativa: la questione era gestita dal sindaco.

L’incontro si è dunque concluso senza alcuna informazione utile né elementi concreti circa l’avanzamento delle procedure amministrative relative all’acquisto del compendio immobiliare di Pala Pirastru.

Ad oggi, nessuna comunicazione ufficiale è pervenuta ai volontari, né risultano atti formali che diano seguito agli impegni assunti.

Le dichiarazioni diffuse a mezzo stampa in questi mesi, prive di riscontri amministrativi e giuridici, non possono sostituire atti concreti né chiarire le reali intenzioni dell’Amministrazione comunale.

Preoccupazioni e appello al Sindaco

La mancanza di risposte e la gestione interlocutoria di una questione così rilevante destano forte preoccupazione.

Già nel luglio 2024, una delegazione del Comune – accompagnata da soggetti non meglio identificati – aveva visitato il canile, prospettando ipotesi di acquisizione e investimenti di entità non chiarita.

Da allora, nessun passo formale è stato compiuto, mentre il futuro del canile e dei circa 500 animali ospitati rimane incerto.

Il Comitato, pur continuando a riconoscere al Sindaco Cacciotto la responsabilità diretta e la possibilità di intervenire, chiede con fermezza una presa di posizione chiara e definitiva.

Dopo mesi di attesa, riteniamo che i tempi siano maturi per una decisione politica esplicita e per l’avvio concreto delle procedure di acquisizione.

A questo punto, non sono più credibili ulteriori rinvii o motivazioni tecniche: la questione è interamente politica e riguarda la volontà dell’Amministrazione di dare seguito a un impegno pubblico e a un’aspettativa collettiva.

Oltre 8.200 cittadini attendono una risposta chiara: se l’Amministrazione intenda o meno procedere con l’acquisto del Canile Primavera e quali siano le tempistiche previste.

Chiediamo quindi al Sindaco di chiarire pubblicamente e formalmente le intenzioni dell’Amministrazione, e di confermare l’impegno assunto, affinché sia possibile garantire continuità al servizio e tutela ai nostri amici a quattro zampe.

Il silenzio, in questa fase, non è più accettabile. Serve una decisione, un atto e una data”.

Comitato Spontaneo dei Volontari del Canile Primavera, portavoce, Andrea Salis

“Cap d’Any, capovolta dell’Amministrazione: avanti col modello del Centrodestra”

ALGHERO – “Dopo un anno, l’Amministrazione Cacciotto smentisce se stessa e torna al modello di Capodanno su tre giornate, lo stesso impostato dal centrodestra negli anni precedenti”, dichiara il vice coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia, Alessio Auriemma che interviene sugli eventi del Capodanno che, al contrario di alcune dichiarazioni delle scorse settimane, in capo alla compagine del sindaco Cacciotto, si è confermato lo schema di proposta ideato e realizzato dal Centrodestra. 

“Solo dodici mesi fa, la sinistra aveva criticato quel formato. Tra i più critici c’era proprio Graziano Porcu, che aveva definito il capodanno in tre giornate un “regalo a chi voleva lucrare”. Oggi invece lo ripropone integralmente. Una retromarcia politica che dimostra come sinistra e 5stelle non abbiano una linea propria, ma vivano di improvvisazioni.”

“Con questa scelta – prosegue Auriemma – la Giunta di sinistra sconfessa anche la linea della capogruppo 5 Stelle e della sinistra più radicale, che si era detta contraria ai grandi eventi e ai grandi nomi. Oggi, invece, sceglie tre  nomi importanti, non economici, e un format già rodato, che ha reso Alghero punto di riferimento per il Capodanno in Sardegna ai tempi del centrodestra.”

“C’è però un dettaglio non trascurabile: mentre Olbia ha annunciato il suo artista già a inizio ottobre, Alghero arriva con oltre un mese di ritardo. Un errore di programmazione che riduce drasticamente l’effetto promozionale e le possibilità di prenotazione per gli operatori economici, che si trovano ancora una volta a dover lavorare senza certezze.”

“Insomma, dopo un anno perso a causa dell’ideologia, e dopo alcuni comunicati stampa surreali, che hanno scoraggiato gli investimenti, la sinistra torna alle scelte del centrodestra. Speriamo che questo basti. Peccato solo che, anche quando copia, riesca ad arrivare tardi.”

“Protezione Civile esclusa dal 4 Novembre, Cacciotto chiarisca”

ALGHERO – Il consigliere comunale della Lega, Michele Pais, ha depositato un’interrogazione per chiedere chiarimenti all’amministrazione comunale sulla mancata partecipazione della Protezione Civile alla cerimonia del 4 novembre, Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate.
“Dispiace profondamente che ad Alghero si verifichino simili situazioni – dichiara Pais –. La Protezione Civile rappresenta una componente fondamentale del sistema di sicurezza e solidarietà del nostro Paese, ed è presente in tutte le cerimonie ufficiali che si tengono in Italia per commemorare i Caduti e celebrare l’unità nazionale. La loro esclusione è un segnale di disattenzione e di scarso rispetto verso chi ogni giorno opera, spesso in silenzio, per la sicurezza e il benessere della collettività.”
Nell’interrogazione, il consigliere leghista chiede se corrisponda al vero che la Protezione Civile non sia stata invitata o coinvolta nella cerimonia e, in caso affermativo, quali siano le motivazioni di tale scelta. Pais sollecita inoltre l’amministrazione a ripristinare, per il futuro, la consueta partecipazione dei volontari alle celebrazioni del 4 novembre, “in linea con quanto avviene in tutto il territorio nazionale, dove la presenza della Protezione Civile è un gesto simbolico di riconoscenza e di unità tra le diverse componenti dello Stato”.
“Non comprendiamo come sia potuto accadere – conclude Pais –. La giornata del 4 novembre dovrebbe unire, non dividere. È una ricorrenza di memoria e gratitudine, alla quale nessuno che serva lo Stato e la comunità dovrebbe essere escluso.”

“Grazie alle nostre politiche, in Sardegna abbiamo il record di occupati”

CAGLIARI – “I dati diffusi dalla Banca d’Italia confermano che la Sardegna sta vivendo una fase di crescita concreta e diffusa, trainata da settori strategici come il turismo, l’agroalimentare e gli investimenti pubblici. Il dato più significativo riguarda l’occupazione: il tasso è salito al 58,6%, con un incremento di 1,5 punti percentuali rispetto ai primi sei mesi dello scorso anno.
Questo risultato – sottolinea l’assessora del Lavoro, Desirè Manca – non è casuale, ma è il frutto di un percorso chiaro e di misure mirate volte a sostenere l’occupazione stabile, la formazione professionale e la competitività delle imprese. Le nostre politiche per il lavoro stanno incidendo in modo concreto, favorendo l’incontro tra domanda e offerta e creando opportunità reali, soprattutto per le categorie di lavoratori che hanno più bisogno di essere sostenute per entrare o rientrare nel mercato del lavoro.”
“Gli interventi che stiamo attuando oggi – prosegue l’esponente della Giunta – rappresentano un investimento sul domani: per il lavoro, per i giovani e per l’intero tessuto produttivo regionale. Continueremo a sostenere chi crea valore e occupazione, perché solo con più lavoro di qualità potremo garantire una Sardegna più forte, dinamica e giusta.
La crescita dell’occupazione, unita al rafforzamento del potere d’acquisto delle famiglie e alla fiducia delle imprese – conclude l’assessora – dimostra che la Sardegna sta costruendo le basi di un futuro più solido e sostenibile.”

“Sanità, la Manca si sostituisce a Bartolazzi, compagine Todde allo sbando”

CAGLIARI – “L’Assessora regionale al Lavoro Desirè Manca ha deciso di aprire a Sassari uno sportello
sanitario per raccogliere le segnalazioni dei cittadini sui disservizi ospedalieri.
Un’iniziativa che, più che una trovata sociale, somiglia a una dichiarazione politica
sconfessando pubblicamente, di fatto, il collega di giunta con delega alla Sanità.
La Manca, nominata per occuparsi di lavoro, formazione e politiche sociali, si è così ritagliata
un ruolo parallelo, dandosi il ruolo da “assessora ombra” alla sanità, con il risultato di
lanciare un messaggio chiaro: “se non lo fai tu, lo faccio io”.
Una frase che suona più come una pugnalata istituzionale, che come una mano tesa.
Il paradosso è che la stessa maggioranza, quella che dovrebbe muoversi compatta, si
scopre ora in piena fibrillazione interna. Lo testimoniano le dichiarazioni del consigliere
regionale Di Nolfo, che ha definito l’iniziativa della Manca “un’ingerenza che non fa bene
all’armonia della Giunta” e ha invitato la collega a “tornare a fare l’assessora al Lavoro”,
lasciando ad altri il compito di curare, letteralmente, la sanità.
La verità, tra il serio e il faceto, è che se ogni assessore inizia a sostituirsi all’altro, presto
servirà uno sportello anche per le crisi d’identità politiche e, mentre si litiga sulle
competenze, i cittadini continuano a fare la fila nei pronto soccorso e non certo per colpa
loro.
C’è chi parla di ascolto dei cittadini e chi di protagonismo personale, ma una cosa è certa,
la coesione della Giunta Todde mostra più crepe che risultati e la Sardegna non può
permettersi una sanità, ma neanche una politica fatta di doppi ruoli e di ruoli doppiati.
Forse serve urgentemente una cura anche per la maggioranza”.

 

Piero Maieli, consigliere regionale Forza Italia 

“Dipendenti comunali, Cacciotto sblocchi subito le risorse regionali”

ALGHERO  – “Anche la Corte dei Conti con una recentissima deliberazione ha ritenuto che le risorse regionali destinate alla contrattazione decentrata non sono soggette ai limiti di spesa previsti dalla vigente normativa nazionale per il personale, perché non sono risorse dell’ente locale. Ora i Comuni, compreso Alghero, non hanno più giustificazioni nel blocco del pagamento delle risorse previste per i dipendenti degli enti locali dalla Legge regionale n. 182023 (Legge di stabilità 2024), che ammontano complessivamente a 52 milioni di euro per il triennio 2024-2026: 10 milioni per il 2024, 12 milioni per il 2025 e 30 milioni a partire dal 2026. Peraltro, anche il Consiglio Comunale di Alghero aveva approvato ad aprile un ordine del giorno proposto dal centrodestra civico sardista cittadino (primo firmatario Tedde) per l’attuazione delle norme che equiparano i dipendenti della regione e degli enti locali, che ha indubbiamente costituito un notevole passo avanti che rende giustizia a una categoria di lavoratori pubblici che costituisce la colonna portante dei servizi offerti alle nostre comunità. Siamo convinti che occorre scrivere la parola “fine” a questa pesante disparità di trattamento che si consuma tra i dipendenti dei comuni e quelli della Regione. Una ingiustizia che favorisce lo spopolamento e provoca la fuga dei primi verso altre soluzioni lavorative. Il Sindaco di Alghero si attivi nell’immediatezza per incontrare le rappresentanze sindacali dei lavoratori del Comune per il necessario confronto. I lavoratori dei Comuni hanno atteso anche troppo”, lo ha dichiarato il Consigliere nazionale di Forza Italia Marco Tedde.

Pesca, fermo biologico: “Settore in ginocchio, la Todde intervenga”

ALGHERO – “Alla luce delle gravi criticità emerse a seguito della proroga del fermo biologico disposto dal Ministero, che sta mettendo in ginocchio l’intera filiera ittica sarda, dai pescatori agli armatori, dai commercianti ai ristoratori, si chiede alla Presidente Todde un intervento immediato.
È necessario affrontare con urgenza una situazione che rischia di compromettere la sopravvivenza economica di centinaia di lavoratori e imprese del settore, già penalizzati da una gestione priva di programmazione e da ritardi nei pagamenti dei fermi pesca.
Dobbiamo fare un appello forte e deciso: la Sardegna non può più aspettare. Ogni giorno di silenzio significa barche ferme, famiglie senza reddito e un pezzo di identità che rischia di scomparire. È il momento di agire, ora”.
Alberto Bamonti consigliere comunale Gruppo Noi Riformiamo Alghero 

“Hospice Ploaghe, passerella politica: progetto nasce con Centrodestra e direttore Sensi”

CAGLIARI – “È difficile restare indifferenti davanti all’ennesima “passerella politica” costruita su un lavoro altrui. L’inaugurazione dell’Hospice “San Giovanni Battista” di Ploaghe, presso l’ex Fondazione omonima, è un traguardo importante per la sanità del nord Sardegna.
Ma è giusto ricordare che questo risultato nasce da un lungo percorso avviato nel 2022 dalla precedente Direzione della ASL di Sassari, con il sostegno concreto della precedente Giunta regionale.
Fu in quegli anni che vennero chiesti e ottenuti i finanziamenti e i rifinanziamenti necessari per dare vita al progetto, poi inserito tra gli interventi di edilizia sanitaria strategica.
Le risorse, programmate nel biennio 2022-2023, permisero di avviare lavori complessi di ristrutturazione e adeguamento tecnologico, seguiti con attenzione e competenza dall’allora Direzione Generale.
I lavori, inizialmente previsti in conclusione per ottobre 2024, sono stati prorogati a metà 2025 a causa di imprevisti tecnici, ma la determinazione e la professionalità di chi ha guidato l’ASL in quegli anni hanno garantito che il progetto giungesse finalmente a compimento.
Oggi l’Hospice “San Giovanni Battista”, insieme a quello di Sorso, rappresenta il primo presidio di cure palliative residenziali del nord Sardegna ed è una risposta concreta al bisogno di assistenza e dignità per i pazienti e le loro famiglie nei momenti più delicati della vita. È un’opera che parla di umanità, competenza e pianificazione, non certo di improvvisazione.
Mi sarei aspettato che, in occasione dell’inaugurazione venisse riconosciuto, con onestà intellettuale, il contributo di tutti coloro che hanno reso possibile la realizzazione di questa importante opera.
Non si chiede nulla di più e nulla di meno, solo il giusto riconoscimento del lavoro svolto da chi ha creduto e investito in questa iniziativa sin dal principio”.

Piero Maieli, consigliere regionale Forza Italia

La ZES Unica è un’occasione storica: Porto Torres deve saperla cogliere | proposte

PORTO TORRES – Il Movimento politico “Porto Torres Avanti”, ancora una volta, dà una “sveglia” alle varie istituzioni, amministrazione comunale in primis, al fine di ridare dignità al centro portuale e in generale al territorio che, da troppi anni, a parte le “vampate” estive, in particolare nei litorali, soffre di una diffusa stagnazione economia e troppa ignavia rispetto alle grandi scelte per attivare un vero rilancio. In questo solco il movimento guidato dal capogruppo consiliare Bastianino Spanu diffonde un “documento – manifesto” riguardo alcune rilevanti priorità e urgenze.

UNA STRATEGIA DI RILANCIO TERRITORIALE

La rinascita economica di Porto Torres passa da una visione integrata: porto, industria, turismo e innovazione devono tornare a dialogare all’interno di una strategia unitaria. In questo quadro, la Zona Economica Speciale (ZES) rappresenta un’opportunità strategica e irripetibile per Porto Torres. Le agevolazioni fiscali e procedurali previste per le ZES possono e devono essere utilizzate per attrarre investimenti produttivi, rilanciare le aree industriali dismesse e rafforzare il ruolo del porto come hub logistico e commerciale del Nord Sardegna. La sfida è trasformare la ZES in motore reale di sviluppo, non in una semplice etichetta amministrativa: uno strumento concreto al servizio del territorio, delle imprese e dei cittadini. Per questo proponiamo l’avvio di una grande azione di marketing territoriale, collegata alla pianificazione ZES e al potenziamento delle infrastrutture portuali, capace di restituire alla città una posizione centrale nel sistema produttivo regionale.

2. COMPETENZA E CONTINUITÀ AMMINISTRATIVA

Il rilancio non può fondarsi sull’improvvisazione. Serve continuità amministrativa e competenza nei ruoli di governo della città, perché solo una guida esperta, coerente e radicata può garantire risultati concreti e duraturi.

Porto Torres ha bisogno di una classe dirigente capace di visione strategica, in grado di dialogare con la Regione, il Consorzio Industriale e le imprese, e di rappresentare con autorevolezza gli interessi del territorio nei tavoli decisionali regionali e nazionali.

La politica deve tornare ad essere strumento di costruzione, non di scontro.

Non servono maghi né improvvisazioni: servono competenze, metodo e responsabilità.

3. ECONOMIA REALE E LAVORO

La priorità è creare lavoro stabile e dignitoso. Proponiamo un piano di rilancio dell’economia locale che punti su:

• Valorizzazione delle aree industriali dismesse, con nuovi insediamenti produttivi sostenibili;

• Incentivi per le imprese che assumono giovani e investono sul territorio;

• Partenariati pubblico-privati (PPP) per infrastrutture, servizi e manutenzioni urbane;

• Promozione turistica e culturale integrata, con la valorizzazione dei siti storici, archeologici e identitari di Porto Torres come leva di crescita e occupazione qualificata;

• Formazione e innovazione tecnologica per costruire competenze e nuove opportunità di impiego.

4. UNITÀ DEL TERRITORIO

Il rilancio di Porto Torres non può avvenire in solitudine. È necessario un patto territoriale che coinvolga istituzioni, imprese, associazioni e cittadini, un’alleanza civica per ricostruire fiducia e coesione sociale.

La politica locale, il mondo imprenditoriale, l’associazionismo e soprattutto i cittadini turritani devono credere che il cambiamento è possibile. Solo insieme possiamo restituire a Porto Torres il ruolo e il prestigio che merita nel panorama regionale.

5. IDENTITÀ E AUTONOMIA

Come Movimento Autonomista, crediamo nell’autogoverno e nella responsabilità dei territori. Porto Torres deve poter decidere sul proprio futuro, pianificare il proprio sviluppo e valorizzare le proprie risorse senza dipendere da scelte calate dall’alto. Autonomia significa capacità di visione, responsabilità nelle scelte e orgoglio dell’appartenenza.

6. CONCLUSIONI

Il futuro di Porto Torres dipenderà dal coraggio con cui sapremo agire oggi. Abbiamo il dovere di restituire alla città una prospettiva concreta di crescita e di benessere collettivo. Il Movimento Autonomista Porto Torres Avanti si assume questo impegno con serietà, passione e competenza, pronto a rappresentare un punto di riferimento politico e civico per una nuova stagione di sviluppo.

La priorità è creare lavoro stabile e dignitoso. Proponiamo un piano di rilancio dell’economia locale che punti su:
– Valorizzazione delle aree industriali dismesse, con nuovi insediamenti produttivi sostenibili;
– Incentivi per le imprese che assumono giovani e investono sul territorio;
– Partenariati pubblico-privati (PPP) per infrastrutture, servizi e manutenzioni urbane;
– Promozione turistica e culturale integrata, con la valorizzazione dei siti storici, archeologici e identitari di Porto Torres come leva di crescita e occupazione qualificata;
– Formazione e innovazione tecnologica per costruire competenze e nuove opportunità di impiego.

Cosa è la ZES Unica

La Zona Economica Speciale Unica (ZES Unica), istituita con il Decreto-Legge 124/2023 (convertito nella Legge 162/2023), unifica in un’unica area amministrativa tutte le precedenti ZES regionali del Mezzogiorno. Comprende otto regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna. L’obiettivo è stimolare la crescita economica, favorire nuovi investimenti produttivi e migliorare la competitività delle imprese già insediate. La gestione è affidata alla Struttura di Missione ZES Unica presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, con il supporto dell’Agenzia per la Coesione Territoriale.

Le agevolazioni previste

Le imprese che investono in aree ZES possono accedere a importanti incentivi economici e procedurali:
– Credito d’imposta ZES Unica: fino al 45% del valore dell’investimento in beni strumentali;
– Semplificazioni amministrative tramite lo Sportello Unico Digitale (S.U.D. ZES);
– Procedure accelerate per nuovi insediamenti e riconversioni industriali;
– Investimento minimo: 200.000 euro per l’accesso alle agevolazioni;
– Priorità nei programmi di cofinanziamento europei e PNRR.

La ZES Unica e la Sardegna

La Regione Sardegna rientra integralmente nel perimetro della ZES Unica. Il territorio di Porto Torres, per la sua posizione strategica, il porto industriale e la presenza di ampie aree produttive, è naturalmente candidato a diventare un nodo di riferimento del sistema ZES nell’isola.

Le opportunità per il Nord Sardegna includono:
– rilancio delle aree industriali e logistiche dismesse;
– potenziamento delle infrastrutture portuali e retroportuali;
– attrazione di imprese nei settori energia, transizione ecologica, logistica e manifattura;
– incentivi fiscali e semplificazione delle procedure per chi investe a Porto Torres.

La posizione del Movimento Autonomista “Porto Torres Avanti”

Il Movimento Autonomista Porto Torres Avanti considera la ZES Unica una leva determinante per il rilancio produttivo ed economico del territorio. Affinché lo strumento funzioni realmente, è necessario garantire governance competente e stabile, tempi certi e pieno riconoscimento del ruolo di Porto Torres nel perimetro operativo della ZES. Solo così la ZES Unica potrà tradursi in risultati concreti, attrarre investimenti, creare lavoro e restituire alla città il ruolo di capitale produttiva e logistica del Nord Sardegna.

La ZES Unica è un’occasione storica: Porto Torres deve saperla cogliere, con competenza, visione e unità d’intenti.”

“Abbanoa, non solo opere lumaca, ma pure lavoratori a rischio”

ALGHERO – “Serve un intervento immediato per tutelare i lavoratori impegnati nel servizio di depurazione”. È la richiesta avanzata dai capigruppo in Consiglio comunale di Alghero Michele Pais (Lega), Marco Tedde (Forza Italia), Alessandro Cocco (Fratelli d’Italia), Lelle Salvatore (Udc) e Massimiliano Fadda (Prima Alghero), che hanno formalmente chiesto la convocazione urgente del Consiglio comunale per discutere la situazione determinata dal nuovo bando pubblicato da Abbanoa.
Il gestore unico del servizio idrico, attraverso l’internalizzazione della gestione degli impianti di depurazione finora affidata ad Acciona, esclude alcune categorie di lavoratori – come il personale amministrativo e i dipendenti dei laboratori – e introduce criteri di selezione che rischiano di penalizzare proprio gli addetti che da anni garantiscono il servizio.
“Il requisito di almeno 18 mesi di esperienza continuativa nel settore della depurazione è un criterio arbitrario e privo di fondamento – spiegano i capigruppo – che finirebbe per escludere lavoratori con comprovata esperienza, molti dei quali assunti anche di recente per sostituire colleghi andati in pensione o trasferiti. Parliamo di oltre trecento unità che hanno maturato nel tempo professionalità e competenze specifiche, e che oggi rischiano di essere penalizzate da un passaggio di gestione che invece dovrebbe tutelarle.”
Per questo motivo, i consiglieri firmatari chiedono che il Consiglio comunale di Alghero si esprima con una risoluzione chiara a difesa dei lavoratori, sollecitando Abbanoa a rivedere i criteri del bando e la Regione Sardegna a intervenire con urgenza per evitare gravi ripercussioni sociali e occupazionali sul territorio.
“Ci auguriamo – proseguono Pais, Tedde, Cocco, Salvatore e Fadda – che la stessa posizione venga assunta anche dagli altri Consigli comunali del territorio, così da esprimere una voce unitaria e forte che costringa la Regione a intervenire immediatamente per modificare gli indirizzi di predisposizione del bando e tutelare i lavoratori coinvolti.”
“Ancora una volta – concludono i capigruppo – la presidente Todde si dimostra assente, o peggio, se avesse realmente condiviso gli indirizzi di questo bando che rischia di compromettere la stabilità occupazionale di centinaia di famiglie. Il Comune di Alghero deve farsi parte attiva e difendere chi, con impegno e responsabilità, garantisce ogni giorno un servizio essenziale per la comunità.”
Michele Pais (Lega), Marco Tedde (Forza Italia), Alessandro Cocco (Fratelli d’Italia), Lelle Salvatore (Udc), Massimiliano Fadda (Prima Alghero).