Olio tunisino, si di Soru: assurdo

CAGLIARI – E’ difficile da credere. Ma a quanto pare non è una bufala. Anzi, senza forse, proprio non lo è: L’eurodeputato, leader e segretario regionale del PD Renato Soru ha votato “Sì” (insieme a diversi altri parlamentati europei) alla legge che prevede l’apertura delle frontiere a delle quote dell’olio tunisino .

“Sarebbe bello sapere da Renato Soru, europarlamentare del Pd che ha votato a favore dell’importazione dell’olio tunisino senza dazi, a danno del nostro olio, se gli ulivi sardi siano belli solo da piantare a Tiscali o per impreziosire la propria villa al mare”, così Paolo Truzzu consigliere regionale di An-Fratelli d’Italia che continua “o forse anche quelli erano ulivi tunisini? Oh Renato, spremi almeno le meningi anche se non te lo chiede l’Europa!”

Una scelta assurda che lascia perplessi su quello che oggi, anzi da diverso tempo, e’ diventata certa politica. L’allora presidente del governo regionale che ha “regalato” ai sardi il famigerato Ppr che, oltre a cancellare l’edilizia (e indotto), ha ingessato l’agro vista la normativa stringente che, tra l’altra, erige a simil patrimonio dell’Unesco anche gli alberi d’ulivo oggi, in sede europea, lo vediamo asserire positivamente ad un provvedimento che rappresenta una mazzata per i produttori olivicoli locali. Nonostante tante belle parole e soprattutto (finte?) crociate per i sardi ecco cosa accade: ci troviamo davanti a delle scelta (non parole, ma votazioni) contro i sardi. Noi tutti dobbiamo tutelare il paesaggio, in pochi altri ammirarlo. Soliti due pesi, due misure.

Nella foto Soru

S.I.

Soru non molla. Lai gli scrive

ALGHERO – Ci stanno provando in tutti i modi ma, come già accaduto quand’era presidente della Regione, Renato Soru è un osso duro. La sua testardaggine (a volte un pregio) è nota. Ma la condizione di emergenza in cui si trova la Sardegna, i problemi dei dem in diversi comuni e il rapporto non produttivo con la Giunta Pigliaru stanno facendo saltare i nervi anche ai più calmi. E anche in questo caso, nonostante tutti ma proprio tutti i big del Partito Democratico gli abbiano prima fatto intendere e poi detto in maniera chiara (anche tramite i media regionali di riferimento) di lasciare la segreteria, lui non ne vuole sentire. E allora addirittura, a pochi mesi dalle importanti elezioni amministrative, dove ricordiamo si voterà a anche a Cagliari e Olbia, non resta che calare gli assi. Ed è così che Silvio Lai, già segretario (da tutti ritenuto uno dei migliori a svolgere quel compito) scrive una lettera aperta indirizzata proprio all’ex-editore dell’Unità e patron di Tiscali.

“Caro Renato, é ora di dirci la verità.
L’idea che tu facessi il segretario era sbagliata. Sono tra quelli che ha fatto questo errore, pure essendo tra gli ultimi a cambiare idea sulla tua candidatura, ma la verità é che l’ho fatto anche io.
Ricordi perché dicevo che era un errore che tu volessi candidarti? Forse non lo ricordi perché la memoria delle cose scomode é più difficile, ma io ero molto preoccupato allora.
Innanzitutto ti dicevo che c’era una generazione nuova che poteva assumersi questo impegno come nel resto d’Italia, nel Pd e nel Governo, e che aveva speso del tempo assumendosi responsabilità politiche. Era questa la strada, risorse nuove, senza vincoli istituzionali, dotati di tempo libero e in grado di mettersi in sintonia con quei giovani che al Pd mancano e che tu non potevi portare, anche perché impegnato a Bruxelles in una impresa da lungo attesa dalla sinistra sarda.
In secondo luogo ti dicevo che il rischio era quello di riportare il partito indietro di 12 anni, al 2003, alle divisioni interne del centrosinistra, alla rottura che esisteva sin dalla tua candidatura e che, nonostante la massima lealtà nel periodo di governo regionale da parte di tutti, non ha evitato che, con le elezioni anticipate da te, si arrivasse alla sconfitta più dura nella storia del centrosinistra, con 53 consiglieri di maggioranza contro 27 di minoranza in consiglio regionale.
Ti dicevo, Renato, che avevamo pacificato tutto il Pd con la vittoria alle regionali e la tua candidatura, da me cercata e voluta, alle elezioni europee, e che dovevamo curare questa unità con una pagina nuova non con un libro già letto.
Tu mi rispondesti che avresti unito il Partito, persino che non ti saresti candidato se non fosse stata una candidatura largamente unitaria, ma anche di fronte al fatto che questo non è avvenuto, che erano molti, soprattutto i giovani della mozione Civati a dirti di no, i dirigenti del Pd a cui hai chiesto sostegno e che oggi dileggi, ti hanno confermato il sì a alla candidatura e sostenuto per eleggerti segretario.

Poi ti dicevo che la tua elezione a segretario avrebbe portato ad un conflitto con la Giunta, perché non avresti resistito alla tentazione dell’ex presidente che bacchetta il suo ex assessore, non avresti resistito alla tentazione di riportare in auge le politiche della tua giunta per confrontarle con quelle di quella attuale, non avresti resistito a bacchettare i singoli assessori come se fossero nominati da te. È così é successo.
Soprattutto, ti dicevo, un capo corrente, come te, non deve fare il segretario perché avrà sempre la tentazione di rafforzare la sua corrente a scapito di altre, usando la sua funzione. È così é stato.
Siamo tornati indietro di 10 anni, si confrontano le politiche attuali con le tue, in un mondo che sta uscendo dalla crisi, non che era in espansione come in quegli anni, confrontiamo gli attuali assessori con i tuoi.

É stato un errore, oggi possiamo dirlo davanti ai fatti, non hai unito il Pd sardo con la tua candidatura, e i risultati delle primarie, con una affluenza già non entusiasmante, sono stati quelli di un partito diviso a metà 52% per te, 48% non per te, e poi non lo hai unito dopo la tua elezione.
Abbiamo diviso dunque il partito e bruciato una nuova generazione.
Per che cosa? Non ne è valsa la pena.

Chiedi su quali cose ci sono differenze tra noi? Dispiace che non te ne sia accorto e spero che queste parole ti aiutino, ma non serve neanche cercare gli argomenti specifici. Quando in una relazione, anche tra due persone, quando in una impresa, in una associazione, sparisce la fiducia i legami si spezzano e si cambia. La coppia si separa, la proprietà cambia il consiglio di amministrazione, i soci cambiano il proprio presidente, gli elettori cambiano il governo. Non c’è un solo perché c’è che é mancata la fiducia, si è rotto un rapporto che consente di affidarsi, di affidare la propria volontà, i propri desideri, le proprie cose ad un altro. La colpa non è mai solo da una parte, come tu tenti di far credere, la colpa è di entrambi ma quando succede si tenta di ricucire, altrimenti si prende atto, per non peggiorare la situazione.
Se un’azienda ha un amministratore delegato che non può prendere decisioni, l’azienda fallirà, se il Pd non ha un segretario con dei dirigenti che ne sostengono le azioni, il Pd non farà passi avanti.

Ora sei in difficoltà e lo capisco. Ma ti invito a riflettere su questo.
Non puoi pensare di tenere in ostaggio un partito restando segretario senza poter mai portare un argomento in discussione negli organismi e decidere, non appartiene al tuo stile e alle tue qualità.
Non puoi fare il segretario dimezzato che sta lì impedito nel guidare perché ha perso la fiducia della maggioranza dei suoi rappresentanti negli organismi, ad attendere che qualche cosa succeda. Non puoi neanche continuare a farlo accusando la correntocrazia, che non vedevi prima, quando sono gli stessi ai quali hai chiesto di essere candidato, nè puoi continuare a dire che solo gli elettori possono eleggere il segretario del Pd, impedendo tu di dare la parola agli elettori.

Infatti questa é una decisione che sta solo nelle tue mani. Nel Pd, come in un comune o in una regione, quando il rapporto di fiducia nel segretario, come nel sindaco o nel presidente viene meno, si ritorna al voto. Sta nelle tue mani perché questo si può fare subito se tu lo decidi, o si fa dopo una lunga e penosa agonia che richiede una rottura dentro gli organismi. Si può essere egoisti e non prendere atto, si può essere generosi e chiedere rapidamente una verifica agli elettori.
Si può però persino fare un passo in avanti. Si decida oggi quando fare il congresso, a luglio, a settembre, si decida che si va verso una nuova generazione, scegliamo insieme questa strada e apriamo il Pd alla generazione che doveva prenderlo in mano due anni fa, quando ti abbiamo eletto.
Sarebbe un atto di generosità del quale avranno qualcuno di cui ricordarsi, piuttosto che ricordarsi di qualcuno perché ha impedito che loro assumessero le responsabilità della loro generazione”.

Nella foto Silvio Lai

S.I.

“Colpevole? Careddu mi quereli”

SASSARI – «Se come dice Lalla Careddu sono colpevole di averle affibbiato brutte parole, perché non querela? Perché non dimostra che si tratta autenticamente di un mio post e procede a tutelarsi? Inoltre dove si parla di lei nel post che mi viene addebitato solo perché ha una mia foto, mentre lei scriveva pubblicamente a Sergio Scavio, ex consigliere Sel, che aveva come foto utente la mia?».
Il giorno dopo le polemiche su Pietro Serra, è lo stesso leader di Alternativa Futura per l’Italia a prendere le distanze dalla consigliera comunale Lalla Careddu.

«Ho ribadito più volte di non conoscerla – prosegue Serra -, e intendo ripeterlo. Da un anno sono oggetto di attenzioni moleste da parte della stessa e non ne capisco i motivi. Le divergenze politiche sono un conto, l’odio personale è altro. Le ho chiesto diverse volte di ignorarmi e lasciarmi in pace. E’ stato invano. Tuttavia, nonostante il pregiudizio di certa stampa, è apparso chiaro a tutti coloro che mi conoscono che si tratta di un falso». E incalza: «Ho una pagina con oltre 12.700 fan che cresce di giorno in giorno. A questi si aggiungono 4 account che ogni giorno ricevono centinaia di richieste d’amicizia, dunque non è improbabile che qualcuno, magari legato alla sua area politica, possa essersene impossessato e abbia scritto ciò. Ipotesi comunque fantasiosa, visto che non si parlava di lei con nome e cognome, e ancor peggio mettendo in mezzo figli o nipoti al fine di esasperare gli animi. Salvo poi chiamare le testate giornalistiche e far la vittima di un post, ribadisco falso, che denota il profondo odio della stessa consigliera e di suo fratello Marco Careddu, nei miei confronti. Fatto che mi ha costretto a presentare in Questura un’ammonizione per stalking visto che dopo la pubblicazione su Facebook ho ricevuto centinaia di minacce e insulti dalla quale non si è dissociata e ha dato manforte. Perciò non mi sento al sicuro e qualora accadesse qualcosa ho la tutela possa esser individuato il responsabile, o meglio i responsabili, visto che nei giorni scorsi Sergio Scavio si spacciava per me nel proprio account».

«Probabilmente i motivi sono da ricercare in vecchie ruggini dovute alle proteste di alcuni segretari AFI – conclude -, che hanno ribadito il concetto dell’assegnazione case popolari ai sassaresi e poi extracomunitari. Non ultimo il comunicato sulla richiesta di chiusura del campo nomadi, che, guarda caso, vede Lalla Careddu responsabile comunale della commissione area sosta dei rom».

Nella foto Pietro Serra

“Strade dell’agro come mulattiere”

ALGHERO – “Le strade dell’agro algherese versano in un tale stato di degrado e abbandono che definirle tali è inappropriato, “mulattiere” sarebbe il termine più adatto da utilizzare. La strada che porta alla borgata di Santa Maria La Palma è un percorso ad ostacoli, piena di buche grandi come crateri o rialzi, veri e propri dossi dovuti alle radici degli alberi”. L’ennesima denuncia sullo stato pessimo delle strade nel territorio algherese arriva questa volta da Alessandra Maletesta dei Riformatori Sardi.

“Questa situazione, figlia del totale abbandono da parte delle varie amministrazioni comunali nei confronti dell’agro algherese, causa un forte disagio agli abitanti nonché una situazione di costante pericolo. Come se non bastasse, con il maltempo, quasi ogni settimana, i semafori dell’incrocio di Santa Maria La Palma (uno dei più importanti della zona) vanno in tilt e si bloccano per giorni e giorni. A semafori spenti l’incrocio in questione diventa estremamente pericoloso in quanto la visuale è praticamente assente e per riuscire a vedere le vetture che provengono dalle varie direzioni occorre impegnare l’incrocio stesso, con i rischi conseguenti”.

“Le precedenze non sono chiare a tutti; la SS291 (per intenderci quella che da Sassari prosegue per Fertilia) ha la precedenza sulla SP55bis (che prosegue per Porto Conte), cosa che crea fraintendimenti tra gli automobilisti che vi transitano. Ricordando agli amministratori che gli abitanti dell’agro non sono cittadini di serie B, noi Riformatori chiediamo un immediato intervento di ripristino delle strade, le quali continuano a deteriorarsi andando ad accentuare l’ormai disastrosa situazione e li invitiamo inoltre, al fine di risolvere il problema dell’incrocio, di valutare la proposta di realizzare una rotatoria”.

“Considerato che è brutta abitudine della classe politica locale ricordarsi dell’agro solo in tempo di elezioni, ovvero quando fanno comodo quei 3.000 voti che potrebbero fare la differenza, vogliamo sperare, come promesso a più riprese dall’Assessore Cherchi nei vari incontri già avuti con i comitati di borgata, che i lavori richiesti vengano realizzati quanto prima e non restino solo un annuncio da conferenza stampa o da campagna elettorale”.

Nella foto la strada di Santa Maria La Palma in totale degrado e abbandono

S.I.

Scuola politica e Giunta: incontro

ALGHERO – “Giornata di lavoro quella programmata sabato 12 marzo presso il Municipio della città di Alghero (via Columbano) per i partecipanti alle scuole di formazione politica di Alghero e Cagliari, quest’ultima aderente alla rete internazionale delle scuole di partecipazione, unica in Sardegna e composta da quindici studenti universitari impegnati principalmente sui temi della rigenerazione urbana nei comuni dell’isola. Entrambe alla fine del ciclo biennale di lezioni frontali, per i partecipanti alla scuola di Alghero il lavoro proseguirà con uno stage formativo sui temi dell’amministrazione della città e una giornata in Consiglio regionale”. Così da Sant’Anna che annunciano l’ennesimo incontro slegato dall’assise principale dove si discutono e votano gli atti cosa oramai attesi da mesi dagli algheresi viste le tante problematiche ancora irrisolte [Leggi]

“S’inizia alle ore 10 con l’incontro con la stampa, nel corso del quale verrà illustrato il lavoro compiuto nell’ultimo biennio di operatività e i risultati raggiunti, alla presenza del Sindaco di Alghero e la Giunta comunale. A seguire (ore 11) la partecipazione alla seduta della Consulta per lo Sviluppo Economico e per il Lavoro con la relazione del Segretario generale del Comune di Alghero, dr. Luca Canessa, già direttore della Scuola delle Autonomie locali, sul tema delle politiche di Cittadinanza attiva programmate dall’Amministrazione negli ambiti del baratto amministrativo, sponsorizzazioni di aree verdi e immobili comunali e il progetto Bike to Work, per la prima volta in Italia rivolto anche agli studenti di università e scuole”.

“Lavori che proseguiranno nel pomeriggio (dalle 15,30) col confronto tra Sindaco, Giunta del Comune di Alghero e Consiglieri comunali con gli iscritti alle due Scuole di formazione per amministratori locali di Alghero e Cagliari sui temi della partecipazione, l’utilizzo dei social network nella comunicazione politico-amministrativa e negli enti pubblici, il gioco d’azzardo, le tematiche sulla multiculturalità e quelle sul funzionamento dei comitati di quartiere”.

Nella foto una parte della Giunta Bruno

S.I.

Due Consigli. Alghero nel limbo

ALGHERO – Riunioni, consulte, incontri, presentazioni, conferenze stampa, commissioni e consigli comunali. Tutto molto bello e interessante, ma Alghero, oramai da troppo tempo, attende degli atti. Delibere. Scelte, anche radicali, sul proprio presente, prima che diventi passato. Inutile fare il solito elenco di questioni che meritano delle prese di posizione chiare e che una volta attivate potrebbero, almeno si spera, dare ossigeno ad un tessuto sociale asfittico. Bene il bando su Surigheddu ma, per adesso, è solo un documento con finalità esplorative che non sposta molto in avanti l’asticella riguardo le impellenti necessità del territorio.

Alcuni si preparano a nuove elezioni, altri sono intenti da mesi nella arcinota “trattativa”, ma, nel frattempo, il Comune si trova con le medesime emergenze con l’aggravante del trascorrere del tempo. E’ evidente che sembra essere di trovarsi in un percorso amministrativo che non va oltre l’ordinario. Come delle enormi zavorre impediscono ad un imbarcazione di prendere il largo, cosi la riviera catalana da anni pare ferma o peggio arrovellarsi su stessa e sui medesimi problemi.

Il Consiglio è stato fissato per il 18 e 22 marzo. In agenda ci sono quasi una 50ina di punti. Per affrontarli tutti non basterebbe un anno di sedute. Quasi tutte mozioni, interrogazioni e ordini del giorno. Rare le delibere e gli atti amministrativi importanti. Mentre sul versante politico ieri si sono incontrati i vertici locali dell’Udc con Forza Italia. Allo stesso tempo sono sempre in atto le interlocuzioni tra Pd e porzioni della maggioranza e anche sindaco. Non si contano più i caffè e le varie riunioni tra forze politiche. Un racconto, in generale, che va avanti da diversi mesi. Troppi. Ed la protagonista, Alghero, pare finita nel dimenticatoio o peggio sospesa nel limbo.

Nella foto la sede del Municipio in via Columbano

S.I.

Project Cra: Consiglio esautorato

ALGHERO – “Project financing per il Centro Residenziale per gli Anziani: la Giunta comunale si appropria delle competenze del Consiglio, e la maggioranza dorme”. Ncd, Patto Civico e Psd’Az informano la cittadinanza riguardo un passaggio che altrimenti sarebbe, forse, passato inosservato e soprattutto che sottolinea ancora una volta la particolarità di questo periodo storico dove il Consiglio Comunale pare sia esautorato a favore delle Giunte e della struttura tecnica comunale.

“Evidenziamo la delibera della giunta guidata da Mario Bruno n.382 del 30.12.2015 con oggetto l’affidamento e la ristrutturazione del Centro Residenziale per Anziani (CRA). In particolare constatiamo che il contenuto di questa delibera non ha suscitato alcuna reazione presso i consiglieri comunali di maggioranza, che ancora una volta abdicano al proprio dovere di controllo sull’operato dell’ amministrazione comunale, dovere per cui sono stati eletti dalla nostra comunità. Il provvedimento oggetto della delibera da noi sopra riportata lascia davvero perplessi; in sostanza la Giunta intende ricorrere allo strumento del “project financing” per ristrutturare il CRA e per affidarne la gestione ai privati e dà mandato al dirigente competente di individuare un “promotore” cui affidare il tutto”.

“Segnaliamo che la pratica della finanza di progetto comporta passaggi tecnici e amministrativi molto lunghi, infatti il processo di affidamento non si ferma alla sola individuazione del promotore ma si sviluppa su ulteriori e successive proposte progettuali che si basano sul progetto vincitore, quello del “promotore” appunto, che deve essere considerato dal Consiglio comunale di pubblico interesse. Rileviamo un primo punto di grave criticità: non può infatti essere la Giunta comunale ad avviare questa tipologia di azione ma è competenza del Consiglio comunale. Infatti il CRA è un bene immobile di proprietà del Comune e il suo affidamento a terzi in qualsivoglia forma (vendita, affitto, concessione pluriennale) deve obbligatoriamente essere disposto dal Consiglio comunale e non dalla Giunta”.

“Oltre a questo grave errore, l’ennesimo, vi sono aspetti di merito che lasciano ancor più sgomenti. Non ritroviamo infatti, nella delibera di Giunta, alcuna indicazione su come impostare il bando, ed addirittura la politica abdica ai tecnici tali indicazioni. Saranno quindi i dirigenti ed i funzionari a stabilire che interventi fare sul CRA, le caratteristiche delle concessioni da rilasciare, l’aumento o meno delle rette per gli anziani?”

“Le valutazioni economiche riportate nel testo della delibera riportano costi annui per € 2.220.000 e ricavi annui per € 900.000; si stimano inoltre necessarie opere di ristrutturazione per € 2.000.000, il cui peso degli ammortamenti andranno a incrementare il costo annuo di almeno un ulteriore 20%. Ci chiediamo se tutta questa operazione tiene conto delle capacità di sostenere una maggiore retta annuale da parte di chi oggi risiede a Casa Serena, perchè di certo un privato che si trovi ad investire 2 milioni di euro e a sostenere quindi costi di gestione per almeno € 2.500.000 all’anno non può permettersi di chiudere bilanci in perdita, incassando € 900.000 cosi come accade oggi. Ricordiamo inoltre che il servizio è oggi assolto dalla cooperativa KCS il cui contratto scade a settembre 2016. Visto l’orientamento assunto con questa delibera da parte dell’amministrazione comunale ci ritroveremo senza un nuovo bando per la gestione del CRA per molto tempo ed assisteremo all’ennesimo valzer di proroghe, una prassi ormai consolidata da parte di chi oggi governa Alghero.

La funzione del sostegno sociale, in particolare modo per gli anziani è un dovere di una comunità e questo è ben chiaro non solo per una questione di coscienza ma anche per un obbligo normativo, visto che all’art 5, comma 2, dello statuto del Comune di Alghero si legge: “Il Comune opera per l’attuazione di un efficiente servizio di assistenza sociale, con speciale riferimento agli anziani, ai minori, agli inabili ed invalidi.”

“Ci chiediamo se prima di giungere alla sconclusionata idea di un project financing per intervenire sul CRA l’amministrazione comunale abbia verificato se vi siano altre strade che possano essere percorse come quelle di un finanziamento agevolato regionale e/o tramite la Cassa Depositi e Prestiti. Di certo i consiglieri comunali di maggioranza non stanno dando prova di assolvere al proprio compito di controllo, e laddove vengano loro espropriate precise competenze, tra l’altro su un aspetto di enorme rilievo sociale che coinvolge chi ha fatto crescere la nostra comunità, il nostro patrimonio di memoria e di storia, colpevolmente dormono”.

Nella foto l’ingresso del Centro Anziani

S.I.

Balneari, Bruno faccia subito il PUL

ALGHERO – Tra le tante urgenze riguardanti Alghero c’è quella dei balneari. La recente normativa, salvo un intervento in extremis da parte della Giunta Pigliaru, come richiesto dal consigliere Marco Tedde [Leggi], c’è il rischio che nei comuni senza Piano d’Utilizzo dei Litorali non si possa garantire le concessioni oltre 90 giorni in tutto l’anno.

Per tale motivo il gruppo consigliare di Forza Italia, composto da Michele Pais, Nunzio Camerada e Maurizio Pirisi, ha predisposto una mozione (l’ennesima che ci sarebbe da discutere nel prossimo Consiglio Comunale) riguardo il tema. Chiedendo, in primis, un vero atto di scelta politica atteso da anni e richiesto in passato dagli stessi rappresentanti politici che oggi governano Alghero: approvare il Pul prima del Puc.

I consiglieri scrivono al Sindaco e alla Giunta: “Provveda immediatamente alla definizione ed approvazione del Pul di Alghero stralciandolo dal più ampio PUC, e ciò al fine di scongiurare la certezza di pesantissimi danni economici in capo al comparto degli imprenditori balneari, nonché la riduzione dei servizi alla balneazione primi tra tutti quello legato alla sicurezza dei litorali e della balneazione; Sostenga l’iniziativa promossa dall’On. Marco Tedde tesa ad emendare la sopracitata normativa regionale al fine di rimuovere i pesanti vincoli introdotti dall’articolo 17 della legge regionale 23 aprile 2015, n. 8, che modifica l’articolo 10 bis della legge regionale n. 45 del 1989″.

Nella foto il consiglio

S.I.

Surigheddu: e il Piano Laore?

CAGLIARI – “Con una recentissima decisione la Regione ha indetto una indagine di mercato al fine di ottenere un quadro conoscitivo per orientare le scelte dell’amministrazione regionale nella alienazione delle aziende di Surigheddu e Mamuntanas. Non è chiaro se si tratti di una passo avanti o di uno indietro.” E’ il vice capogruppo di Forza Italia Marco Tedde ad intervenire sul tema.

“Nel bando viene infatti menzionata l’intesa istituzionale sottoscritta nell’aprile del 2007 dalla Regione con l’amministrazione di centrodestra di Alghero e altri soggetti, che prevedeva l’utilizzo delle aziende a fini agricoli con contestuale inserimento di strutture ricettive a rotazione d’uso e centro benessere. Ma non viene richiamato il fondamentale progetto redatto da Laore nel 2009 in collaborazione con la Giunta Tedde che prevedeva la realizzazione di un polo turistico d’eccellenza caratterizzato da integrazione tra agroalimentare, sport e benessere. Il piano di fattibilità di Laore -prosegue l’ex sindaco di Alghero Marco Tedde- prevedeva la possibilità che il compendio potesse essere ceduto, «ma con il vincolo di destinarlo successivamente a fini agricoli, all’insediamento di strutture ricettive a rotazione d’uso con un centro benessere e alla realizzazione di importanti impianti sportivi” con previsione di importanti investimenti e di circa 200 posti di lavoro.

“Una dimenticanza -secondo Marco Tedde- che induce a pensare che quest’atto della Regione serva solo per annunciare un minimo di attivismo e tacitare Forza Italia, il cui gruppo in regione ha proposto una interrogazione, una mozione e alcuni emendamenti legislativi finalizzati ad avviare un progetto di rilancio su queste aziende abbandonate da oltre trenta anni. Continueremo a monitorare con attenzione l’azione della Giunta regionale sulle scelte relative a Surigheddu e Mamuntanas, e terremo il fiato sul collo di Pigliaru -chiude Tedde- affinchè la vendita del compendio di Surigheddu-Mamuntanas sia finalizzata alla realizzazione del progetto di Laore”.

Nella foto le strutture di Surigheddu

S.I.

Crisi Bruno: maggioranza in agitazione

ALGHERO – Il tempo passa, anzi vola. Sono già trascorsi diversi mesi dal momento in cui l’assessore Lelle Salvatore si dimise facendo accendere la spia rossa nella macchina dell’amministrazione Bruno. Segnale che, compiendo un errore madornale, non è stato colto per il suo reale valore. E il percorso, già difficile, si è ulteriormente complicato. Potremmo dire, continuando nella metafora, che alla falsa partenza è seguito un lungo periodo col freno a mano tirato e oggi l’auto è evidentemente in panne.

Dopo quel passaggio, in cui sarebbe stato opportuno fermarsi, fare un pit-stop e realizzare un restyling di giunta e partecipate, i consiglieri dello Scudo Crociato hanno traslocato nei banchi di minoranza facendo calare il numero di maggioranza a sole 13 unità (o 12 e mezzo, come dicono i maligni). Numero, per alcuni magico, ma alla prova dei fatti totalmente insufficiente per governare Alghero soprattutto in un periodo di grave crisi come quella attuale dove è evidente che la sua morsa si è allentata, ma la luce in fondo al tunnel è ancora molto lontana. Tutto questo dopo già due commissariamenti e un’altra amministrazione distaccata dalla realtà (le cui responsabilità sono anche correlabili all’attuale fallimento). Un lungo periodo di non-governo, o meglio di amministrazione non corrispondente alle reali e tante esigenze del territorio, che oggi pesa su tutti i comparti e settori della società algherese. Ogni giorno ci sono delle questioni che vengono sollevate e che evidenziano la difficoltà del momento.

In questo scenario l’unica ancora di salvataggio disponibile potrebbe essere rappresentata dal Partito Democratico. Non solo per un fatto numerico del Consiglio, ma anche per le tante porte che il “brand nazionale” potrebbe aprire facendo ripartire la macchina e togliendola dallo stallo attuale. Ma, anche in questo caso, siamo punto e a capo. I dem di via Mazzini sarebbero anche pronti a dare il loro sostengo ma restano immutate le condizioni che ancora non si sono verificate: azzeramento, ammissione del fallimento e soprattutto adeguamento del programma.

Anche Bruno sarebbe pronto, ma non paiono della stessa opinione ampie porzioni della sua maggioranza. Del resto azzeramento significa che tutti gli assessori dovrebbero dimettersi. Per alcuni ci sarebbe la riconferma, per altri no e si tratterebbe in questo caso di un’evidente bocciatura. Nessuno, ovviamente, vuole finire crocifisso per il fallimento generale. Il sindaco avrebbe rassicurato che tutto è apposto, però giungono segnali di fibrillazione e fermento da non sottovalutare e che non escludono la fine anticipata del mandato. Ipotesi che non sarebbe esclusa oramai neanche dallo stesso Primo Cittadino.

Nella foto i banchi della maggioranza in Consiglio

S.I.