Patto Pd-Bruno: conferenza stampa

ALGHERO – Come già anticipato, domani ci sarà l’attesa sigla del “patto” tra Partito Democratico e Mario Bruno. E’ la Federazione provinciale di Sassari del Pd ad informare che domani, sabato 4 novembre alle ore 17.00 ad Alghero presso la sede del circolo in via Mazzini 99 si terrà una conferenza stampa. L’incontro verterà sulla crisi al Comune di Alghero e sarà tenuta dal segretario regionale, il senatore Luigi Cucca, dal segretario provinciale Gianpiero Cordedda e dal segretario cittadino Mario Salis, saranno presenti il Sindaco di Alghero Mario Bruno, i consiglieri Comunali Enrico Daga, Mimmo Pirisi, e altri dirigenti del partito. Nell’occasione è prevedibile che verranno illustrati dettagli e motivazioni del “patto” tra dem catalani, Bruno e altre forze di sinistra presenti in Consiglio.

Nella foto un incontro del Pd

S.I.

Ma quale Puc? Curedda gela il Pd

ALGHERO – L’arena preferita dalla politica algherese, ovvero facebook, riporta già le prime polemiche e battibecchi sull’accordo tra Pd e Bruniani. O meglio sulla volontà di ridare nuova linfa alla coalizione di centrosinistra. I dem algheresi, capitanati da Salis, Daga e Pirisi, lo dicono da sempre e l’hanno anche riportato negli ultimi comunicati stampa: tutto si basa sui punti programmatici. E in particolare su atti di grande rilevanza a partire da Puc. L’idea è quella di farlo realizzare al grande progettista catalano Joan Busquets. Quello della passeggiata che, grazie all’intuizione del grande politico che fu Mino Sasso e la capacità amministrativa di Marco Tedde, resta una delle ultime e principali opere realizzate ad Alghero. L’idea del Pd di via Mazzini è quella di rilanciare attraverso un grande urbanista, qual è Busquets, la concezione stessa dello sviluppo della città.

Ma a frenare subito su tale iniziativa arrivano commenti sui social del leader dei bruniani Vittorio Curedda che gelano, di fatto, i propositi del Pd. “Ma cosa Puc”, commenta il consigliere comunale su un post del collega dell’opposizione Nunzio Camerada, “in tredici? Senza il più ampio coinvolgimento del Consiglio Comunale, rimarrà una chimera per i prossimi vent’anni”. E all’esponente forzista che evidenzia che allora era meglio neanche parlarne addirittura inserendolo come primo punto programmatico dell’accordo replica sempre Curedda, “Nunzio, qualcosa si doveva per scrivere, per peggio, meglio un luogo comune buono per tutte le stagioni e per qualsiasi maggioranza. Tranquillo, rimarrà il Prg ancora per vent’anni”.

Realismo o pessimismo? La verità, come sempre, sta nel mezzo. Certamente Bruno e i suoi si erano candidati e avevano vinto le elezioni proprio per raggiungere anche tale obiettivo e non svolgere solo, quasi esclusivamente, l’ordinario. Ed è proprio il Pd a ricordare come stanno le cose. Certamente se questa non è una falsa partenza, poco ci manca. Ma, come già anticipato da Algheronews, [Leggi saranno gli stessi rappresentanti del Pd, domani alle 17 nella sede di via Mazzini, a illustrare nei dettagli la loro posizione su questo e sugli altri temi in ballo.

Nella foto il consigliere comunale di maggioranza Vittorio Curedda

S.I.

Insularità, domenica raccolta firme

ALGHERO – Domenica mattina dalle 10:30 alle 13:00, in via Tarragona n°2 fronte Piazza della Mercede, è programmata la raccolta firme per l’iniziativa denominata “Insularità in Costituzione”. L’obiettivo della proposta, avanzata dai Riformatori Sardi, è quello di ottenere che la condizione ineludibile di isola venga riconosciuta e inserita nella nostra Costituzione così da assicurare azioni specifiche a favore della Sardegna, il cui sviluppo economico e sociale è evidentemente ostacolato da problemi geografici di natura oggettiva. «Si punta a un referendum che abbia come obiettivo il riconoscimento dell’insularità – spiega Nicola Salvio, coordinatore dei Riformatori di Alghero – e per farlo è necessario il sostegno di tutti». Nella giornata di domenica è prevista la partecipazione del Sindaco di Alghero Mario Bruno.

Nella foto i rappresentanti dei Riformatori Sardi Andrea Montis e Nicola Salvio

S.I.

Pd, Bruno e sinistra: pace fatta

ALGHERO – “Forte volontà di rilancio dell’azione politica della coalizione di centrosinistra e sovranista in tutta la provincia ed in particolare nella città di Alghero e apertura a quelle forze politiche autonomiste, di sinistra e moderate disponibili a condividere e ridisegnare un progetto politico”. Cosi il documento diffuso dalla segreteria provinciale che, di fatto, sancisce la pace tra il Pd e i bruniani. Infatti basta vedere le sigle (alcune ancora da trovare rappresentanza in consiglio), Partito Democratico, Partito dei Sardi, Mdp-Campo progressista, Democratici per Alghero e Sinistra civica e Lista per Alghero per comprendere, che è ritornato il sereno. Almeno per adesso. Infatti ci sono ancora da definire gli assetti e soprattutto da raggiungere gli obiettivi che, restando sempre a tale documento, paiono difficili da realizzare se non utopici. Del resto non mancano solo molti mesi alla fine della consiliatura.

“È questo in estrema sintesi l’esito della riunione che martedì sera si è svolta nei locali della sede del Partito Democratico di Alghero. Un incontro che è servito a riunire, per la prima volta, intorno allo stesso tavolo quell’alleanza che era venuta meno alle elezioni amministrative del 2014. Un confronto al quale hanno dato un interessante ed utile contributo tutti i soggetti presenti. Da parte di tutti è emersa infatti la necessità di superare le divisioni, mantenute in questi ultimi anni, e di guardare tutti insieme e uniti alle importanti sfide elettorali dei prossimi mesi a livello nazionale, regionale e locale. Parte importante del confronto è stato incentrato sulla situazione politica al Comune di Alghero dopo le dimissioni del Sindaco Mario Bruno, lo svolgimento del congresso cittadino del Partito Democratico e il documento di sintesi approvato in quella occasione”.

“Il centrosinistra sovranista prende d’atto dell’insuccesso dell’alleanza politica scaturita dal voto alle elezioni 2014, e dalla conclusione dell’esperienza che vedeva insieme forze politiche di sinistra, liste civiche Udc e Upc. Oggi ci sono le condizioni perché, con il contributo di tutte le forze politiche e civiche che si riconoscono nel centrosinistra sovranista, ci possa essere una responsabilità comune e un rilancio dell’azione politico programmatica dell’amministrazione comunale. Fondamentale é partire dalla condivisione programmatica: il varo del Piano Urbanistico, del Piano dei litorali e del piano delle borgate, la riscossione dei tributi, la razionalizzazione degli immobili pubblici, la revisione profonda della governance delle partecipate, sono nodi imprescindibili per uno sviluppo della città al servizio del nord-ovest dell’isola come lo sono scelte strategiche sul modello di sviluppo e sugli strumenti necessari, dal parco, al porto e all’aeroporto. L’obiettivo comune é quello di un rilancio economico e sociale di Alghero che può e deve diventare un centro strategico per lo sviluppo dell’intero territorio del Nord della Sardegna”.

“Tutto ciò può avvenire meglio se a governare la città nel proseguo della legislatura vi sarà un Sindaco, con una maggioranza politica in consiglio comunale, in relazione con il governo regionale e del territorio, e non un commissario. E’ pertanto su queste basi è stato chiesto al Sindaco di rivedere e valutare il ritiro delle sue dimissioni in quanto modificato il quadro politico che le hanno generate. Un Sindaco che senta profonda la responsabilità di condividere le scelte e relazionarsi per una fase totalmente nuova e con un progetto di governo condiviso con le liste civiche e le forze politiche che si riconoscono nel centrosinistra sovranista di Alghero e della provincia di Sassari”.

Nella foto il segretario provinciale Cordedda, quello cittadino Salis e il senatore Silvio Lai

S.I.

Sfida 5 Stelle: stop orge elettorali

ALGHERO, 02 novembre 2017 – Liti e alleanze, giochi di potere e posizioni prese a convenienza. Fra dimissioni e “incoronazioni” il fiume della politica spazza via le esigenze di un’intera comunità e fagocita tutto nel segno del solo interesse personale. “All’orizzonte già si palesano coalizioni minestrone, figlie delle orge cui partecipano partiti e partitini che si uniscono con il fine ultimo del vincere le elezioni, non certo del governare – attaccano Porcu e Ferrara -. Sia chiaro a tutti: Alghero è stata commissariata due volte su due nel corso delle scorse legislature, sappiamo bene che il rischio, considerata la situazione attuale del sindaco, è che sia commissariata ancora. Se non dovesse succedere la città galleggerá in un pericoloso e inutile limbo amministrativo”.

Inutile giustificare il tutto, in prospettiva, parlando di “centro-destra” o “centro sinistra” uniti (?) e pronti alla sfida: la scusa non regge. “Tedde è caduto per volontà di una forza interna al centro destra, Lubrano per mano del centro sinistra. Mentre addirittura ci sono personaggi che pur essendo nati politicamente in seno a centro sinistra o centro destra sono oggi promotori di unioni opposte alle loro radici, in barba a quelle ideologie che sbandierano ai quattro venti – proseguono i pentastellati -. In pieno guazzabuglio istituzionale è iniziata la corsa al mettere insieme più partiti possibile, che nel pre elezioni diverrà caccia disperata alla ricerca del più alto numero di candidati da lanciare nell’arena elettorale. Candidati preferibilmente imparentati con altri candidati presentati in liste d’aree contrapposte, in modo da diluire il più possibile il bacino di voti dei diretti concorrenti o candidati da venti voti o poco più garantendo, ancora una volta, una poltrona ai soliti noti”.

Graziano Porcu e Roberto Ferrara però non ci stanno. Lo dicono a gran voce, sperando di non rimanere inascoltati: “Ci ribelliamo a questo modo di fare politica, che non ci appartiene ma soprattutto è ormai anacronistico. Sfidiamo pubblicamente tutti i partiti a presentare una lista unica, 24 nomi, e un programma serio che possa essere attuato perché i cittadini di Alghero sono stanchi di aspettare d’essere governati, ci sono un’infinità di problemi da risolvere e meritano amministratori che si preoccupino realmente delle esigenze della comunità”

Nella foto il consigliere Ferrara mentre interviene in Consiglio

S.I.

Giunta in alto mare. Entra Carboni?

ALGHERO – Come anticipato da Algheronews [Leggi], questo sabato l’arrivo ad Alghero del segretario regionale del Pd, Luigi Cucca, insieme a diversi altri leader sardi e nazionali dei dem, battezzerà il “patto” tra Pd e bruniani. Un accordo, o meglio un passaggio, in ritardo di almeno un anno, se non di quattro. Ma, a parte le parole di circostanza e gli slanci legati alle solite questioni programmatiche, si deve fare i conti con almeno tre elementi: il tempo (poco, pochissimo), le capacità dei singoli (ad oggi, visti i risultati amministrativi, considerate quasi nulle) e soprattutto la definizione degli assetti. Su quest’ultimo aspetto, come ovvio, stanno emergendo le prime possibile conferme.

Per i Servizi Sociali pare che l’indicazione debba arriva da consigliere Alessandro Nasone. Non essendoci alle spalle nè un partito, nè un’associazione, ma solo la sua esperienza lavorativa, sembra che la scelta ricada su una professionista del settore. Dovrebbe essere una donna della zona di Sassari. Mentre l’altra casella libera, quella fondamentale, dell’Urbanistica vede crescere la quotazioni dell’ex-deputato, l’avvocato Francesco Carboni. Uomo di punta della sinistra locale potrebbe trovare anche la massima condivisione del Pd locale e ovviamente anche quella del sindaco, oltre che del suo entourage.

Resta ancora in ballo il cruciale assessorato al Turismo e Meta che, fatto assurdo e molto grave, è senza una guida da quasi 8 mesi. In lizza sembra Gabriella Esposito, ma su questo nome paiono esserci alcuni veti e soprattutto potrebbe arrivare l’indicazione diretta, o meno, dei dem algheresi. Stesso discorso per la presidenza della Meta. Probabile che, all’interno della rivisitazione generale, arriva un’altra indicazione sempre in quota Pd. Ma, la notizia più importante di queste ore che, seppur già annunciata sempre da questo sito, ma difficile da credere, è che molto probabilmente il sindaco dovrebbe ritirare le dimissioni e “chiudere” la crisi senza ancora avere una nuova Giunta definita e con i vari assessorati coperti. Inutile dire che, se cosi fosse, si tratterebbe di un’ennesimo clamoroso passo falso.

Nella foto l’ex-deputato Francesco Carboni

S.I.

Pd-Bruno: patto o tutti a casa

ALGHERO – Tutto è ancora molto labile e appeso da un filo, ma pare che questa volta il “patto” tra Pd e bruniani possa reggere. Il condizionale è d’obbligo e tra le due parti, o meglio tra le varie parti in campo, la fiducia reciproca è sempre ai minimi termini, però non c’è altra scelta. Il tempo stringe. Le scadenze elettorali si avvicinano e arrivare con quasi 4 anni quasi nulla sarebbe praticamente un suicidio. Per questo Bruno, a breve, come già previsto [Leggi], ritirerà le dimissioni. Di sicuro entro sabato, quando è previsto l’arrivo ad Alghero del segretario regionale del Partito Democratico, Luigi Cucca, che dovrebbe battezzare questa sorta di accordo.

Di cosa si tratta? Della reiterata promessa di non tradirsi. Entrando nello specifico di avere via libera in consiglio, da parte di entrambi i rappresentanti (Mimmo Pirisi ed Enrico Daga), a patto che vengano condivise le scelte programmatiche dei dem inserite nel programma e ribadite in questi mesi tramite incontri e comunicati. A partire da punti qualificanti come il Puc, Piano Bonifica, Porto e soprattutto da scelte strategiche legate alla revisione delle partecipate e delle rispettive mission. E poi tanto altro che ovviamente passa dalle cose ordinarie fino a scelte più importanti (compresi i posti i Giunta anche se, ad oggi, il Pd non dovrebbe entrare direttamente). Fin’anche al coinvolgimento di altre forze presenti in consiglio (si riparla dell’Upc) alla ricerca di un sostegno più ampio.

E qui sorge spontanea la domanda che in tanti si stanno facendo in questi giorni. C’era bisogno di attendere quasi tutta la consiliatura, e dunque far perdere quattro preziosi anni ad Alghero, per comprendere che era indispensabile ritornare al quadro “classico” dell’alleanza di centrosinistra, e dunque centrodestra? Evidentemente si. O meglio, tutto ciò fa comprendere che se dietro ruoli, partiti, movimenti, consiglieri, assessori e sindaci, non ci sono delle persone all’altezza, i risultati sono prevedibili e, come l’esempio di Alghero, pessimi. Tanto negativi da tentare e provare un’infinita di combinazioni pur di riuscire a governare, senza ottenere i risultati, fino ad arrivare all’estrema soluzione di ritornare ad (ri)allearsi con coloro che gliene hanno dette di tutti i colori. Ma del resto i bruniani, sindaco in testa, non hanno altre scelte: o accettano tali condizioni o vanno a casa.

Nella foto un incontro dell’anno scorso tra i rappresentanti del Pd,il sindaco Bruno con anche il senatore Lai ad Alghero

S.I.

Tedde sui temi caldi: intervista |video

ALGHERO – Sono diversi i temi caldi di questi giorni. A partire dalla sanità con l’approvazione dal Consiglio Regionale della Rete Ospedaliera. Atto che ha visto sollevarsi alcune polemiche in connessione con la mancanza di certezze riguardo i servizi da offrire a livello locale a partire dall’agognato Primo Livello. Ma ancora sul tavolo la questione dei trasporti, aeroporto e porto. E poi la politica locale con le dimissioni del sindaco Bruno che, visti gli sviluppi delle ultime ore, dovrebbero essere ritirate vista anche la definizione di una sorta di “patto di fine legislatura” col Partito Democratico. Su tutto questo abbiamo sentito il consigliere regionale di Forza Italia, Marco Tedde.

Nella foto e video l’onorevole Marco Tedde

Centrodestra, c’è voglia di primarie

ALGHERO – Cresce il fronte dei supporters delle primarie. Se nel Pd e centrosinistra è una metodologia oramai consolidata che, seppur con diversi aspetti da migliorare, è comunque servita per riportare al centro del dibattito proprio queste forze, nel centrodestra è ancora legata a scelte estemporanee e locali. Ed è così che in vista delle elezioni comunali che, comunque vada sono dietro l’angolo, sta aumentando la schiera di coloro che sono a favore di questa selezione per scegliere il candidato a sindaco.

I pionieri di questo sistema sono i Riformatori Sardi. Da tempo ritengono questo il modo migliore per indicare la persona utile per guidare la coalizione. Tra gli altri anche in Forza Italia non paiono esserci grandi contrarietà. Lo stesso vale per le altre forze come ex-Ncd, Lega, Udc e probabilmente anche Psd’Az e altre forze civiche. Fratelli d’Italia, almeno a livello cittadino, non le vedrebbe come scelta ottimale. Al netto di normali distinzioni, resta il fatto che si tratta di un passaggio democratico che darebbe maggiore credibilità a colui che sarà votato dai sostenitori del centrodestra.

Certamente vanno definiti gli steccati all’interno in cui muoversi e vari dettagli. O perfino clausole. Come quella che ogni forza politica possa “candidare” una propria persona e che queste, se non scelte dall’elettorato, dovrebbero essere pronte a ricoprire ruoli preminenti dentro l’eventuale nuova amministrazione. Per adesso si tratta di rumors derivanti dai vari incontri tra i partiti che stanno iniziando a tracciare il percorso verso il voto. Ma, come detto, la voglia di primarie è sempre più diffusa tra l’area di centrodestra, moderata e autonomista che si candida a succedere a due mandati di centrosinistra alla guida della città.

Nella foto Salvio, Tedde, Di Gangi, Conoci e Pintus

S.I.

Lupi ad Alghero: scoperta l’acqua calda

ALGHERO – Era proprio necessario che ci dicessero che “esiste l’acqua calda”? Evidentemente si. Ed così, come spesso accade, ad Alghero. Il passaggio, per un incontro di partito e soprattutto per battezzare il passaggio dell’Ncd alla nuova denominazione (dovrebbe essere Alghero Alternativa Popolare), ha visto, solo a margine e per un aperitivo conviviale, la presenza di tutte le forze politiche cittadine con rappresentanze nazionali. Compreso il Pd con il consigliere comunale e dirigente, Enrico Daga. Questo, nel weekend, ha sollevato un (ennesimo), strumentale, polverone.

Un ennesima contro prova del fatto che Alghero, politicamente, ma dunque anche socialmente, ha fatto un salto indietro di diversi decenni. Non per gli scontri e polemiche che sono anche il sale di questo “circo”, ma per il velo, oramai una coperta di flanella, di ipocrisia che ricopre la Riviera catalana. Infatti, anche i bambini, sanno che gli ultimi tre governi nazionali targati Partito Democratico sono potuti restare al potere grazie ai voti di porzioni del centrodestra, e in particolare di Forza Italia (Ala di Verdini e proprio Ncd oggi Ap di Alfano). E ancora oggi, anche Gentiloni, senza questo appoggio, che tra l’altro sarà reiterato anche nelle imminenti votazioni in Sicilia e nelle prossime politiche, sarebbe già a casa. Dunque, scandalizzarsi e strumentalizzare la presenza di una rappresentanza del Pd locale alla visita dell’ex-ministro del Governo Renzi, Maurizio Lupi, è una qualcosa di cosi triste, patetico e sgradevole che qualifica i protagonisti dell’attuale “teatrino” che i social non fanno altro che enfatizzare e riportare ad “arena da bar”.

Altro discorso sono gli sviluppi algheresi e quello che, da tempo, sta accadendo a livello locale tra le varie forze in campo. E’ stato proprio l’attuale sindaco ad “aprire” a forze storiche del centrodestra tramite l’alleanza con l’Udc senza il quale la sinistra non avrebbe vinto le lezioni. Poi, come noto, il Pd è finito all’opposizione. Dopo una lunga e tormentata telenovela fatta di scontri, incontri, tavoli, riunioni e comunicati, i dem algheresi hanno ribadito per l’ennesima volta che non entreranno in maggioranza e soprattutto non andranno a ricoprire ruoli di governo [Leggi]. Detto questo, per ritornare alla “scoperta dell’acqua calda”, è noto a tutti che una componente del Pd locale (quella maggioritaria e non a casa di riferimento all’area ex-socialista) sia più “aperta” verso le forze moderate e questo non a parole e per vincere eventuali elezioni, come accaduto tra bruniani e centristi, ma sulle cose, sui temi, grandi e piccoli.

Ma, comunque, stiano sereni gli sbandieratori delle effigi rosse, ad Alghero si andrà (almeno in prima battuta) con le coalizioni classiche, centrosinistra e centrodestra (a parte ulteriori scomposizioni e i 5 Stelle). Così si ristabilirà una normalità che serve anche a rasserenare tutti e riportare al centro della vita politica e sociale le vere esigenze e istanze del territorio. Questo anche perchè la Sardegna ha un altro record: nel Pd isolano sono tutti renziani e la forza di Bersani e Pisapia non ha (ancora) attecchito. Con buona pace delle politiche dello stesso Renzi che di sinistra, a parte la foglia di fico dello “Ius soli”, hanno poco o niente. Ma, per (ri)scopire tutto questo ci voleva, ancora una volta, uno “straniero”. E allora, grazie onorevole Lupi per averci ricordato che esiste “l’acqua calda”.

Nella foto l’aperitivo post-incontro politico per la tappa dell’onorevole Lupi ad Alghero

S.I.