Centrodestra in pole, primi incontri

ALGHERO – Primi, piccoli o grandi che siano lo vedremo a giorni, passi verso la definizione del quadro politico regionale. Le elezioni politiche, fissate per adesso per il 4 marzo, hanno dato una smossa alle varie forze in campo. E’ in particolare il Centrodestra, vista anche la sua posizione minoritaria in seno alla massima assise isolana, ad aver voglia di voto e soprattutto di rivincita. Questo anche alla luce di tutti i sondaggi che, come l’ultimo di ieri sera diffuso nel programma de La 7 “Piazza Pulita”, danno la coalizione guidata da Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni al 36%, mentre il Partito Democratico con altri arriva al 29,5% e i 5 Stelle raggiungono il 27%.

Dunque, il vento sembra spirare forse verso l’area che proprio oggi, venerdi 17 novembre, ha deciso di realizzare a Cagliari un’interessante convegno su “Insularità, specialità, autonomia”. Sul palco i big isolani Ugo Cappellacci (Forza Italia), Giorgio Oppi (Udc), Pietro Fois (Riformatori), Angelo Carta (Psd’Az), Salvatore Deidda (Fdi), Marcello Orrù (Mcs), Marco Di Gangi (Epi). Ma nono solo, essendo organizzato dal coordinamento sardo degli azzurri interverranno anche l’eurodeputato Salvatore Cicu e tutto il gruppo consigliare regionale tra cui l’onorevole algherese Marco Tedde.

E’ evidente che questo “scatto in avanti” non può che avere riflessi anche negli altri Comuni dove sono all’orizzonte delle scadenze elettorali, come ad esempio Alghero. L’anno che sta per iniziare è, probabilmente, il più importante degli ultimi tre lustri. Infatti sono attese tre scadenze fondamentali: politiche, regionali e comunali. Non necessariamente con quest’ordine, di sicuro saranno mesi cruciali per il futuro del territorio considerando che poi si voterà anche a Sassari e più avanti a Porto Torres. Ciò alla luce della grave crisi, in tutti i settori, che attanaglia il Nord-Ovest dell’Isola che, è evidente, necessità di una sorta di “elettroshock” per poter ritornare in vita.

E in vista di questo periodo molto caldo e fondamentale, anche nella Riviera del Corallo si sono tenuti i primi incontri di “coalizione”. Ancora niente di ufficiale e senza alcuna definizione formale, però si sta già andando oltre qualche estemporaneo caffè. Pare si siano già incontrati un paio di volte i rappresentanti di Forza Italia, Riformatori, Energie per l’Italia (Azione Alghero) e sembra anche con Fratelli d’Italia. Insomma inizierebbe a delinearsi quella che dovrebbe essere la “coalizione” di centrodestra. Probabile che nei prossimi giorni ci saranno anche altri incontri con anche Psd’Az, Ncd, Udc e poi le civiche. Per adesso sono i primi passi, ma, come sempre, sono le scadenze elettorali a dettare i tempi, altrimenti, se fosse per i “ritmi messicani” algheresi, tutto sarebbe sempre e perennemente rinviato al futuro che verrà.

Nella foto gli onorevoli azzurri Peru, Pittalis, Tedde, Cicu e Cappellacci

S.I.

Martedi nero per Bruno e Alghero

ALGHERO – “È stagione di temporali quindi una grandinata come quella che si è abbattuta sul neo sindaco del PD Mario Bruno, era prevedibile, anche se non di questa intensità. La stampa, naturalmente senza volerlo, in una sola edizione ha fatto emergere la sintesi della amministrazione Bruno: bugie annunciate e verità nascoste”. Sono la segreteria del Psd’Az, Maria Grazia Salaris (Ncd), Stefano Lubrano (Patto Civico) e il direttivo dell’Udc a commentare due notizie molto gravi riguardanti il sindaco e dunque anche l’intera città. Sulle vicende giudiziarie a breve sicuramente ci saranno degli sviluppi per comprendere meglio quale sarà il futuro dell’iter che comunque non può non avere dei riflessi negativi sull’azione amministrativa. Mentre la chiusura della sede della Generalit è forse la cosa più nefasta accaduta negli ultimi anni, ma lo è ancora di più l’occasione mancata di utilizzo della sua presenza.

“Come prima notizia la richiesta di rinvio a giudizio per Bruno e compagni nell’inchiesta cagliaritana per l’appropriazione di una quota molto rilevante di fondi pubblici del gruppo consiliare di cui facevano parte. Vicenda che pende come una spada di Damocle sulla testa di Bruno da inizio mandato e che, seppure sempre taciuta dal sindaco, ne mina inevitabilmente la serenità e, pensiamo, anche la credibilità. Fu proprio lui, infatti, a chiedere alla Barracciu di fare un passo indietro, ritirando la sua candidatura alla presidenza della regione, in quanto anche per lei era in corso un’indagine per peculato. La richiesta arrivo’ da tutto il Partito Democratico proprio nell’interesse della comunità sarda e per salvaguardare la Regione Sardegna”.

“Naturalmente, noi siamo garantisti, sono tutti innocenti sino a prova contraria ma si sa che proprio il suo partito, il PD, e lui stesso hanno fatto della questione morale e della trasparenza un elemento che, per chi riveste cariche pubbliche, deve precedere, e di molto, qualunque pronunciamento definitivo della magistratura. Oggi più che mai per ridare credibilità alle istituzioni che si rappresentano il sindaco Bruno avrebbe dovuto dare un segnale forte facendo un passo indietro rassegnando le dimissioni anche per affrontare la situazione e difendersi di fronte ai magistrati da cittadino comune”.

“Poi, come seconda, la notizia-annuncio che lascia tutti a bocca aperta: le lettere del sindaco ai suoi colleghi capi di stato e presidenti, che probabilmente mai leggeranno la missiva, per protestare contro la chiusura della sede della Generalitat de Catalunya. Protesta in se giusta e giustamente motivata che tuttavia difficilmente farà cambiare idea al governo di Madrid. Fatto sta che il nostro sindaco, anche in questo caso, piuttosto che “aprire” qualcosa, come lui forse auspicava, deve celebrare l’ennesima “chiusura” da quando è iniziata la sua sfortunata avventura amministrativa. Per la verità ha iniziato lui stesso chiedendo e ottenendo la chiusura dell’ufficio del Giudice di Pace, poi però è stato preso ad esempio ed i suoi stessi amici si sono messi al lavoro, col suo zelante aiuto, per chiudere l’aeroporto e l’ospedale della nostra città, in attesa di mettere nel mirino ulteriori obiettivi”.

“Dopo due notizie così, giustamente, non poteva mancare l’ormai consueto secondo “annuncio” quotidiano, ovvero lotta dura e senza paura ai ricchi cittadini algheresi rei di evadere le imposte sugli affitti. E così la faccia soddisfatta di Mario Bruno annuncia, dalle pagine del giornale, “guerra ai furbetti che affittano case in nero”. Chissà cosa avranno pensato del loro sindaco gli algheresi a proposito di furbizia dopo aver letto delle inchieste cagliaritane. Di sicuro Mario Bruno non avrà gradito gli sfortunati incroci di notizie che hanno fatto si che i suoi fantasiosi annunci quotidiani questa volta abbiano sbattuto il muso contro la realtà delle inchieste che avanzano. Insomma per il neo sindaco PD di Alghero un black tuesday coi fiocchi. Ma lui lo sa, domani è un altro giorno, i martedì neri passano e la memoria dei cittadini sbiadisce, così almeno spera”.

Nella foto Mario Bruno

S.I.

Regione, Peru (rieletto) vice-Ganau

CAGLIARI – La seduta è stata aperta dal presidente del Consiglio regionale Gianfranco Ganau che, dopo le formalità di rito, ha annunciato la votazione (chiamata nominale e scrutinio segreto) per l’elezione del vice presidente del Consiglio. Prima ha però ha concesso la parola al capogruppo di Forza Italia, Pietro Pittalis, che intervenendo sull’ordine dei lavori ha rivolto l’invito affinché il presidente della Regione, Francesco Pigliaru, riferisca in Aula, nella prima riunione utile, sulle risultanze del recente incontro avuto a Palazzo Chigi con il presidente del Consiglio dei ministri, Paolo Gentiloni.

La segretaria dell’assemblea, Daniela Forma (Pd), ha quindi proceduto con le due chiamate nominali e a conclusione dello spoglio, il presidente Ganau ha comunicato l’esito dello scrutinio (Antonello Peru, 28 voti; Stefano Tunis (Fi), 2 voti; Pietro Cocco (Pd), 1 voto) ed ha proclamato Antonello Peru (Fi) vice presidente del Consiglio regionale, in sostituzione di Ignazio Locci (Fi) dimessosi in seguito alla sua elezione a sindaco di Sant’Antioco.

Si è passati, dunque, alla votazione per la nomina del garante regionale dell’adolescenza e dell’infanzia e dopo le due chiamate dei consiglieri si è proceduto con lo spoglio che ha avuto il seguente esito: Grazia Maria De Matteis, 35 voti; Federico Palomba, 12 voti e Maria Grazia Olla, 3 voti.

Il presidente Ganau ha quindi proclamato Grazia Maria De Matteis, nuovo garante regionale dell’adolescenza e dell’infanzia, ed ha dichiarato aperta la discussione sul testo unificato n. 2-5-9 che, con la modifica alla legge statutaria n.1\2013, introduce la doppia preferenza di genere per l’elezione del Consiglio regionale.

Nella foto Antonello Peru

S.I.

Inchiesta Fondi: terremoto politico

ALGHERO – L’inchiesta sui “Fondi ai gruppi” rappresenta un vero e proprio terremoto politico. Non (solo) per l’entità delle pene che sono già stata assegnate ai primi condannati e quello che saranno affibbiate a breve, ma perché è oggettivo che questa “bubbone” giudiziario una volta esploso avrà un impatto deflagrante sulle carriere dei politici ritenuti responsabili. Certo la prescrizione non è molto lontana, anche se già entro metà dicembre arriverà la decisione del Gup sulla conferma, o meno, del “rinvio a giudizio”, ma resta la gravità del reato di un uso illegale di soldi pubblici. Non molto lontano da quella che fu “Tangentopoli”. Per questo in molti paragonano, con le dovute e ovvie differenze, l’azione di Marco Cocco a quella del suo ex-collega Antonio Di Pietro e il suo famoso, o meglio famigerato, pool di “Mani Pulite”.

Erano altri anni e un’altra Italia, ma resta la similitudine dell’uso fuori legge di somme di denaro non proprie e soprattutto del tramonto di una classe dirigente di politici che fino ad allora avevano fatto il bello e il cattivo tempo. Certo nel caso dei “Fondi ai gruppi” la colpa non è solo nell’uso specifico, ma nella mancata giustificazione e certificazione di esso che comunque doveva essere connesso a fine coevo a scopi politici e non altri. Insomma, come spiegato recentemente da illustri rappresentanti del mondo togato, senza “pezze giustificative” e motivazioni chiare ed evidenti, connesse all’attività di consigliere regionale, la condanna è praticamente certa.

Anche per questo gli “effetti tellurici” di tale azione del Tribunale di Cagliari col supporto dei Carabinieri e Guardia di Finanza non potranno che essere molto potenti. Del resto tra gli esponenti rientranti nell’inchiesta ci sono moltissimi big. Un elenco bipartisan. Centro, destra, sinistra e poi anche la civica isolana Progetto Sardegna e componenti di altri gruppi che si sono trovati a governare proprio quando è esplosa la vicenda. A quanto risulta dagli elementi a disposizione Ornella Piredda, ovvero la dipendente regionale che tramite un esposto ha attirato le attenzioni della Magistratura, era stata anche messa all’angolo per aver provato ad avvisare alcuni dei politici dell’uso improprio dei soldi a disposizione dei gruppi. Nonostante questo non ci fu un rallentamento di tale “allegro andazzo”. Per questo si parla di “peculato aggravato e continuato”.

Di fatto, volenti o nolenti, questa vicenda, come appunto accadde ad inizio anni ’90, ovviamente in scala minore, andrà a rappresentare una rivoluzione in ambito politico. Già a livello nazionale le reiterate vicende giudiziarie, oltre che il naturale trascorrere del tempo, stanno “mancando in cantina” quasi un’intera classe politica e anche a livello locale sarà così. Del resto come dicono alcuni illustri commentatori politici: senza interventi esterni è molto difficile che il “sistema” si auto-rinnovi e che qualcuno decida di passare la mano. E ciò anche quando ci sono pendenze molto gravi come quella dell’uso illegale dei fondi ai gruppi.

Nella foto Antonio Di Pietro e Marco Cocco

S.I.

Doppia preferenza, domani il voto

CAGLIARI – Domani Martedi 14 Novembre finalmente approderà in aula la discussione sulla doppia preferenza di genere. Il movimento Meglio in Due chiama a raccolta gli oltre 200 Comuni della Sardegna che hanno aderito alla Mobilitazione in favore della Doppia Preferenza e tutte le associazioni e Reti di Donne che in questi mesi si sono uniti alla Battaglia. “ Non possiamo permetterci un altro 2013, un’altra richiesta di voto segreto, altri giochi al rinvio magari con emendamenti vari per allungare i tempi o strategie simili. Dalle parole si deve necessariamente passare ai fatti e quindi votare palesemente per l’introduzione della Doppia Preferenza di Genere. Noi saremo lì ad osservare e insieme a noi ci saranno gli oltre 200 Comuni che hanno aderito alla nostra battaglia e tutti i gruppi e associazioni. Pensate di poter venire meno alle promesse fatte, ai proclami pro doppia preferenza, pro parità, pro democrazia?” dichiarano le coordinatrici del movimento Meglio in Due Carla Poddana, Elena Secci, Lucia Tidu.

“Il percorso è stato lungo e tortuoso ma non ci siamo mai arrese perché crediamo fortemente in questa lotta; Meglio in Due nasce per dare gambe alla battaglia di democrazia per l’introduzione della doppia preferenza di genere nella legge elettorale Regionale Sarda. Abbiamo coinvolto l’intero territorio Sardo bussando alle porte dei 377 comuni della Sardegna. Il motivo di questa scelta risiede nel fatto che nel 2013 una legge dello Stato ha introdotto la doppia preferenza di genere per i Comuni sopra i 5.000 abitanti, permettendo loro di sperimentare questo strumento di riequilibrio di genere. I dati dimostrano che le percentuali di eletti donne/uomo stanno cambiando consentendo di iniziare un cammino verso la rimozione di quegli ostacoli che limitano una paritaria partecipazione alla vita politica .

Quindi abbiamo ritenuto che i Comuni dovevano essere i testimoni della forza di questo strumento di democrazia paritaria e potevano insieme a noi scuotere e convincere il Consiglio Regionale affinchè adeguasse la Legge elettorale Regionale introducendo la doppia preferenza di genere.” “Abbiamo inviato a ogni comune della Sardegna una Mozione nella quale si chiedeva all’assemblea di sostenere la battaglia per l’introduzione della doppia preferenza di genere. Approvando la mozione hanno sottoscritto insieme al movimento Meglio in Due un appello rivolto al Presidente del Consiglio e al Presidente della Regione, con richiesta di inserimento in calendario l’introduzione della doppia preferenza di genere. I comuni che hanno aderito sono stati tantissimi e le mozioni così approvate sono arrivate come un fiume in piena dentro il palazzo regionale. Non si poteva rimanere sordi di fronte alla quasi totale assenza di donne all’interno del nostro consiglio regionale ; e questo è stato il nostro modo per scuotere le coscienze e arrivare con la forza dell’intera Sardegna dentro il palazzo che sembrava avesse dimenticato il problema.

La battaglia viene da lontano, tante tra le persone che animano Meglio in Due quattro anni fa assistevano alle sedute del Consiglio Regionale in occasione della discussione e approvazione della legge elettorale regionale statutaria. Le mobilitazioni di allora, delle tantissime donne impegnate attivamente nel mondo politico, delle associazioni e delle commissioni pari opportunità di tutti i livelli, erano volte a rimarcare la necessità, il diritto e il dovere di votare e quindi introdurre nella legge elettorale regionale la doppia preferenza. Ma ben lontani da questo mondo, sordi alle richieste e poco propensi ad applicare la Costituzione o lo Statuto Speciale della Regione Sardegna, o consultare le leggi elettorali degli altri stati o delle altre Regioni ; i nostri Politici nel 2013 decisero che non vi era nessuna necessità di introdurre un meccanismo che permettesse di “conseguire l’equilibrio tra uomini e donne nella rappresentanza” e non vi fosse necessità di “promuovere condizioni di parità nell’accesso alla carica di consigliere regionale” (Cit. art. 16 statuto speciale regione Sardegna), e con una richiesta di VOTO SEGRETO fatta da un Consigliere Regionale, riuscirono a sopprimere l’articolo che conteneva l’emendamento sulla doppia preferenza di genere.

Vide così la luce la legge statutaria 12 novembre 2013 n. 1 che consegnò all’intera Regione Sardegna una legge che NON prevedeva l’istituto della Doppia preferenza di Genere. In quell’occasione vi era stata l’opportunità e il dovere di introdurre questa importante modifica alla legge elettorale. Il voto segreto ha dato modo a una parte consistente della nostra politica che precedentemente si era dichiarata favorevole, di votare contro e mettersi al riparo, grazie all’anonimato così ottenuto, da qualsiasi responsabilità. La richiesta del voto segreto rappresenta una volontà chiara di non voler affrontare apertamente la questione e di volersi sottrarre a qualsiasi contraddittorio. Il dato sconcertante delle ultime elezioni Regionali della nostra Sardegna ci dimostra che siamo ben lontani dall’equilibrio di genere. Forse uno studio più approfondito della tematica avrebbe potuto arricchire i politici di allora di nozioni fondamentali. Non era una lotta di poche donne, non era una “riserva indiana”, non era una richiesta di agevolazione o facilitazione nel raggiungimento della carica. Anni e anni di sperimentazione in altri stati di meccanismi come la doppia preferenza, se conosciuti da quella parte del mondo politico che ha votato NO, avrebbero consegnato nelle mani di quella stessa politica uno strumento di democrazia. Per questo motivo abbiamo voluto riprendere in mano la battaglia pensando di coinvolgere i Comuni come veri testimoni dell’importanza di questo strumento di democrazia paritaria, e lottare con loro e per loro, per consegnare alla Sardegna una legge elettorale Regionale differente che rispetti la parità di genere e la democrazia.

Le diversità dei due generi non può essere altro che ricchezza per le nostre comunità; la collaborazione, la dialettica e lo scontro intellettuale di due mondi non può che produrre una sintesi politica e non solo, che rappresenti una spinta propulsiva verso una vera e reale democrazia e verso una crescita delle nostre comunità. Garantire la parità in democrazia significa anche riconoscere all’altra parte dell’universo un ruolo attivo. Un cambiamento non solo delle percentuali di presenza uomo e donna, ma anche e soprattutto un cambio di passo su tantissime tematiche e problematiche delle proprie comunità. Abbiamo manifestato, promosso convegni e azioni forti a sostegno della battaglia, abbiamo girato la Sardegna per sensibilizzare e coinvolgere l’intero territorio per questa lotta; siamo state convocate dal Presidente del Consiglio l’Onorevole Ganau nel mese di Dicembre 2016, dal Presidente della Commissione Riforme on. Agus e in questo lunghissimo anno di comunicati, spesso botta e risposta tra noi e gli organi istituzionali abbiamo ricevuto rassicurazioni sull’iter che avrebbe portato a una rapida discussione in aula. I tempi non sono stati rapidi, ma ora finalmente ci siamo. Questo Consiglio Regionale può finalmente riscattarsi e fare la cosa giusta. Non chiediamo altro che il rispetto delle tante promesse e delle dichiarazioni fatte e il riconoscimento per la Sardegna di un meccanismo di riequilibrio di genere che possa consegnare nelle mani dei Sardi uno strumento vero di democrazia paritaria. Il nostro scopo era quello di far entrare con forza il tema nell’agenda politica Sarda, un tema che era stato accantonato o trattato come se fosse di serie B, ma non lo è assolutamente e i fatti ci danno ragione. La nostra lotta è servita a risvegliare questa tematica e fare in modo che in tanti volenti o nolenti ne parlassero o venissero interrogati sulla loro posizione a riguardo. Questo scuotere le menti è forse il più bel risultato che potessimo ottenere anche alla luce del fatto che in tanti alle prossime elezioni avranno maggiore consapevolezza a seconda di quello che verrà deciso il 14 dell’importanza del proprio voto.

Nella foto le tre firmatarie della nota

S.I.

“Balzani è del Partito Democratico”

ALGHERO – “L’ingegnere Alessandro Balzani, per quanto io veda poco, stava seduto spesso al mio fianco nelle riunioni che il segretario del PD cittadino convocava nella sede di via Mazzini 99”. E’ il componente del Partito Democratico di Alghero, già membro della segreteria cittadina, Franco Santoro ad evidenziare quello che è già emerso nella querelle politica di questi giorni ovvero che la nomina dell’assessore all’Urbanistica, Alessandro Balzani, è ascrivibile direttamente al Pd e nello specifico al circolo algherese di via Mazzini.

Ed è cosi che, tramite facebook, spiega: “Come me era membro della segreteria cittadina, quindi dirigente a pieno titolo del PD algherese. Come me il dott. Balzani ha rinnovato la tessera ragion per cui, oggi l’assessore Balzani è iscritto come me al PD. Salvo espulsioni, la sua e la mia e tanti altri che ricoprono incarichi locali e provinciali. Altro che segretario unitario, che afferma di pensare al bene dei cittadini, inizi dai suoi iscritti”. Parole che, ovviamente, sono opposte a quanto ribadito anche recentemente dal segretario Salis e ciò manifesta, ancora, le posizioni differenti che ci sono all’interno dei dem locali.

Nella foto (a destra) Franco Santoro

S.I.

Patto con Bruno su temi centrali

ALGHERO – “Il PD di Alghero, a seguito del ritiro delle dimissioni del Sindaco e della formazione di una nuova Giunta di cui prende atto, conferma pur non essendo direttamente impegnato con propri rappresentanti nell’esecutivo appena costituito, e non considerandosi parte integrante della maggioranza in quanto in questo momento impegnati in una fase di confronto programmatico leale e fattivo, con la volontà di proseguire lungo il percorso avviato durante il recente Congresso cittadino e confermato nei successivi incontri fra tutti i rappresentanti del centro-sinistra algherese e con lo stesso Sindaco”. Cosi il Segretario del Pd Mario Salis, i consiglieri comunali Enrico Daga e Mimmo Pirisi sul rapporto con l’amministrazione Bruno in relazione ai nuovi sviluppi.

“In particolare il PD di Alghero lega la propria posizione politica di voler contribuire, nell’interesse della città, alla conclusione del mandato amministrativo, scongiurando ipotesi di commissariamento, a un forte patto politico programmatico che dia senso e compiutezza alla nuova fase politica nata dallo sfaldamento della maggioranza elettorale. A questo fine e in questa esclusiva logica, il PD intende convocare urgentemente ad un incontro i protagonisti politici e lo stesso Sindaco, per riprendere e sviluppare i temi accennati nelle riunioni precedenti che ne sono l’elemento qualificante”.

Nella foto Pirisi, Salis e Daga

S.I.

Politiche, Ferrara non è candidato

ALGHERO – “Il Meetup Alghero (Area M5S),apprende con sommo stupore che la stampa pur non conoscendo le regole fondamentali del regolamento interno del Movimento 5 Stelle,attribuisce una futura carica di eletto in Parlamento all’attuale consigliere comunale algherese Roberto Ferrara”. Cosi Meetup Alghero (Area M5S) riguardo l’articolo pubblicato da Algheronews [Leggi] in cui si riportava “Per 5 Stelle non è escluso che possa essere inserito nelle liste dei pentastellati l’attuale capogruppo consigliare Roberto Ferrara”. Dunque, come accade da sempre in concomitanza delle scadenze elettorali si fanno dei nomi. Ma non si è considerato che i grillini, anche in questo, sono “particolari” e attingono alle candidature in un modo che, a quanto risulta, non è chiaro neanche a loro stessi. Certamente, come spiegato bene dal Meetup Alghero, non posso partecipare alle elezioni “portavoce” eletti e ancora in carica.

“Rammentiamo che alcune regole del nostro non statuto, – scrivono dal Meetup rappresentato anche da Enza Silanos – prevedono che i consiglieri in carica, non possono assolutamente dimettersi, per concorrere a qualsiasi altra corsa alle poltrone. Inoltre vi sono degli step da considerare e da superare come punti cardine, per potersi candidare. I candidati vengono scelti da attivisti iscritti e certificati tramite piattaforma on line, la base decide, perché ricordiamo che il Movimento 5 Stelle non è un partito, non è una segreteria di partito,ne una redazione giornalistica”.

“La presunta candidatura del consigliere Ferrara Roberto citata da Alghero news, doveva essere immediatamente smentita dal Movimento algherese, per non lasciare spazio a critiche di meri interessi dettati da personalismi poltronistici. Purtroppo così non è stato e abbiamo atteso due giorni prima di scrivere detto comunicato,attendendo la smentita del consigliere”.

“Ancora una volta il Meetup Alghero (Area M5S),si fa carico di quanto dovrebbe spettare al consigliere ufficiale ed anche per questo e tutti gli altri motivi soppraesposti, riteniamo che il portavoce dimostra un’inadeguatezza al suo ruolo. Inadeguatezza che a maggior ragione vale a non ricoprire il ruolo di portavoce nazionale”.

Nella foto alcuni rappresentanti del Meetup Alghero

S.I.

Bruno-Pd-sinistra: Oggi le Comiche

ALGHERO – “Abbiamo assistito da spettatori inermi e da semplici cittadini a quest’ultimo triste atto della storia politica algherese. Una squadra di governo che tra ingressi, uscite e reintegri ha visto ruotare ben 13 assessori in tre anni e mezzo. Un record che è emblema del caos che ha pervaso e pervade questa consiliatura. Un teatrino consumato fra dimissioni presentate e ritirate, repentini cambi di rotta e di partito, alleanze e sinergie vere o presunte: fotografia perfetta di una situazione degenerata”.

“Nonostante tutto siamo purtroppo al cospetto di un morto che cammina. Siamo davanti alla rappresentazione ineluttabile di un fallimento reale, quello del Sindaco Mario Bruno. La situazione però non può essere limitata al solo livello locale ma è conseguenza di un discorso ben più ampio che coinvolge un’intera area politica: il cosiddetto Centrosinistra. Chi per anni e ancora oggi ha accusato noi del Movimento Cinque Stelle di inesperienza e incapacità amministrativa, alla prova dei fatti – Alghero, Sassari, la regione Sardegna e l’Italia – sta dimostrando una inadeguatezza inimmaginabile e i risultati in Sicilia dimostrano, in maniera inconfutabile, che i cittadini si sono stancati di questa inadeguatezza”.

L’analisi di Graziano Porcu e Roberto Ferrara, portavoce in Consiglio comunale del Movimento Cinque Stelle, si concentra poi su Alghero e si fa più specifica, profonda: “Il Partito Democratico algherese scrive che non entrerà in maggioranza ma garantirà un appoggio esterno mentre il suo capogruppo in Consiglio, Pirisi, in un comunicato congiunto con il consigliere Nasone – ex UPC, Gruppo Misto ed ora presumiamo PD – e non con il suo compagno di partito Daga, alla faccia delle giravolte spaziali, sostiene testualmente che una nuova maggioranza di centrosinistra garantirà il proseguimento della consiliatura, tant’è che si è dimesso dall’incarico di presidente della Commissione di Garanzia e Controllo, istituzionalmente presieduta da un membro della minoranza. A questo punto non possiamo non chiederci come possa una forza politica divisa al suo interno da mille correnti sostenere che il suo intento è quello di unire il Centrosinistra?”

Intanto l’attività consiliare è praticamente ferma da più di due anni ed oggi riparte con una nuova pseudo nuova maggioranza che non ha nessuna base programmatica reale: “Parlano del Puc, ma a un anno e mezzo dalla fine di questo mandato elettorale non può che essere una sonora presa in giro verso i cittadini. Parlano di opere finanziate e pronte a partire, cercando di farci credere che servono i politici per portare avanti normali atti tecnici e amministrativi. La realtà e che ad Alghero, consapevole del fatto che il centrosinistra ha perso ogni credibilità risultando ormai penalizzato in vista di una qualsiasi tornata elettorale il PD, pur di galleggiare, si è inventato un appoggio esterno con assessore di riferimento, un atto che entrerebbe di diritto, se non ci fosse da piangere, in una possibile riedizione del programma Oggi le Comiche”

Nella foto il candidato a sindaco del Movimento 5 Stelle, Graziano Porcu

S.I.

Flop e mancate promesse di Bruno

ALGHERO – “La capacità di Bruno di fare annunci fine a se stessi per nascondere il vuoto programmatico e l’incapacità di amministrare è oramai proverbiale. Dai tempi del delineare “il futuro a colori” che Mario Bruno e la sua coalizione proponevano per la città, tanta acqua è passata sotto i ponti, pure troppa, e con essa il libero flusso delle promesse mancate che hanno caratterizzato il mandato. Promettere a vanvera, secondo Bruno, fa guadagnare credibilità e consenso nel breve termine, perché gli elettori non hanno il tempo di verificare l’eventuale mancata attuazione. Ma gli algheresi hanno avuto il tempo di verificare sul campo, purtroppo, che le promesse non si sono concretizzate. Un sommario fact-checking, mette in rilievo l’abnorme serie patti non mantenuti e anche retromarce clamorose e annunci.

“Entro un anno – secondo il cronoprogramma – il Puc dovrà essere adottato in Consiglio comunale”. Dichiarazioni di Mario Bruno dopo l’approvazione delle linee guida, il 4 agosto 2015. Di anni ne sono passati e del Piano Urbanistico Comunale non si è visto nulla, se nonulteriori dichiarazioni. Due promesse mancate in una: commentando infatti l’approvazione delle linee guida diceva: “Il metodo del dialogo, della condivisione e della partecipazione caratterizzerà anche il futuro lavoro di progettazione dello sviluppo dellacittà”. Metodo che come si è potuto appurare è rimasto lettera morta.

Dal Puc al lavoro: all’indomani della sua elezione a sindaco, 9 giugno 2014, dichiarava: “Penso ai 12.600 disoccupati di Alghero, un’enormità. Un dato allarmante che sarà per noi l’indicatore primo della nostra azione: se quel numero lo troveremo notevolmente diminuito – a fine mandato – vuol dire che la nostra azione è stata incisiva, altrimenti no. Sappiamo bene com’è andata, il “contatore” dei disoccupati è aumentato secondo i dati ufficialidella Regione (i senza lavoro ad Alghero sono il 45%).

Ancora sul lavoro: “Restituiremo alla produzione il compendio di Surigheddu e Mamuntanas, attivando progetti modello nella filiera agroalimentare, che prevedano produzione, trasformazione, commercializzazione dei prodotti e didattica, in stretto rapporto con le scuole del territorio e dell’intera isola e coinvolgendo gli agricoltori locali. Ho già preso appuntamento con Luca Lotti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei Ministri e responsabile del Cipe, il Comitato interministeriale per la programmazione economica”. Forte dell’endorsement di Lotti in campagna elettorale, il suo presunto sostegno si è poi concluso freddamente con gli “scapellotti” pubblici del Ministro a Porta Terra il 5 maggio 2017. I 1.200 ettari di Surigheddu e Mamuntanas sono stati nel frattempo messi all’asta dalla Regione al migliore offerente, e verosimilmente le imprese locali non potranno partecipare.

Promesse sull’edilizia, che nelle dichiarazioni programmatiche avrebbe dovuto avere un ruolo fondamentale: “Un importante contributo – diceva – può venire da un’edilizia nuova e diversa: addensare, recuperare, ristrutturare, riqualificare i quartieri, riusare, ammodernare, rigenerare. Può dare più posti di lavoro, e posti di lavoro migliori e più qualificati. “Come si è potuto verificare, l’edilizia ad Alghero è morta. Nessun programma di rilancio e uffici desertificati.

Marea Gialla. Dichiarava ad inizio mandato: “Affronteremo il fenomeno della “marea gialla” individuando in tempi brevi il quadro delle possibili soluzioni, anche attraverso i rapporti con il Governo centrale, peraltro già attivati. Chiederemo alla Regione Sardegna di farsi carico del problema coordinando un apposito gruppo di lavoro di tecnici che coordini gli interventi di analisi e la ricerca delle soluzioni, stabilendo modi, linee di finanziamento e soprattutto tempi e scadenze precise nel breve periodo”. Dopo sei anni di inerzia, è bastato che Abbanoa rispettasse gli atti e facesse funzionare il depuratore e dirottasse le acque per l’irrigazione della Nurra, così come previsto nel progetto del depuratore e nel Piano di gestione del maggio del 2011.

Privatizzazione aeroporto, Sogeaal e Ryanair. Resta memorabile la giravolta sulla privatizzazione della società di gestione, dalla mattina alla sera del 31 di agosto 2016, Mario Bruno è passato da una posizione di contrarietà ad una di completo accordo alla privatizzazione della Sogeaal, con una virata di 180°, “degna di un velivolo dalle migliori performance” commentava così dall’opposizione Michele Pais nel settembre 2016. Indimenticabili per gli algheresi le avventure romane e i selfie con O’Leary che hanno segnato uno dei momenti più negativi del mandato di Mario Bruno. Auspichiamo che Bruno una volta per tutte interrompa il flusso di annunci e inizi a lavorare sul serio per risolvere i problemi degli algheresi”.

Circolo popolare europeo
Pasqualina Bardino