Regione, Finanziaria da 8miliardi

CAGLIARI – Una Finanziaria di sviluppo, che punta a potenziare la ripresa rafforzando fortemente il tessuto economico, sociale e lavorativo della Sardegna, con particolare attenzione all’istruzione. Con il via libera definitivo del Consiglio regionale decolla la manovra per il 2018: poco meno di 8 miliardi di euro, niente esercizio provvisorio di bilancio, tasse al minimo per dare ossigeno a famiglie e imprese, un Piano per il lavoro per tutte le categorie in difficoltà, Fondo unico per gli Enti locali confermato e l’incremento del 50% del Reis, il reddito di inclusione sociale.

“Questa è la Finanziaria della ripresa: intercetta, rafforza e amplifica i segnali positivi che stanno arrivando”, dice il presidente della Regione Francesco Pigliaru. “Ed è la Finanziaria del lavoro e del sociale: con LavoRas e con l’aumento del Reis vogliamo dare risposte alle categorie più deboli della società, garantendo assistenza ai poveri, intervenendo sulle emergenze e nello stesso tempo creando occasioni di lavoro per i giovani e i meno giovani, per garantire quell’inclusione che è un aspetto fondamentale e imprescindibile della nostra manovra. E poi, un grande investimento sull’istruzione, dalla scuola all’Università per assicurare ai nostri giovani quella formazione indispensabile a costruire una realtà lavorativa solida. Quindi diamo risposte immediate a chi è in difficoltà ma teniamo lo sguardo lungo sul futuro con gli investimenti per le nuove generazioni per innescare meccanismi virtuosi di crescita e sviluppo”.

Approvata dalla Giunta regionale lo scorso 17ottobre, la manovra è stata volutamente lasciata aperta al contributo del Consiglio per le modifiche considerate prioritarie. E così ai 156 milioni stanziati dalla Giunta per l’istruzione con il potenziamento di Iscol@, la lotta alla dispersione scolastica e il finanziamento del settore universitario se ne sono aggiunti con gli emendamenti di maggioranza altri 17 e 200mila euro per borse di studio Ersu, fitto casa, borse di specializzazione mediche, finanziamento delle università di Cagliari e Sassari. Ai 346 milioni stanziati per il Sociale, una delle principali priorità dell’esecutivo, se ne sono aggiunti altri 24,1 per portare il Reis stabilmente da 30 a 45 milioni di euro, per finanziare con 5 milioni le leggi di settore e garantire il funzionamento di centri antiviolenza, educazione alimentare e reddito di libertà.

Grande, costante, particolare attenzione al tema centrale: il lavoro. E così, come promesso dalla Giunta, sta prendendo forma LavoRas, piano straordinario da 127milioni che si snoderà principalmente attraverso cantieri e bonus occupazionali. “Con LavoRas vogliamo dare risposte a tutte le categorie in difficoltà, ai giovani e ai meno giovani, a chi sta cercando lavoro e a chi l’ha perso anche in età già avanzata, alle donne per garantire servizi che permettano loro di potersi inserire con serenità nel mondo del lavoro”, dice Pigliaru. “Oltre a LavoRas, ci sono 41,2 milioni per le politiche di salvaguardia, 22,2 per le politiche di conciliazione e 103,1 per le politiche attive in essere. Un totale di 323 milioni e mezzo a cui aggiungere 70 all’anno per 2019 e 2020”.

Per l’agricoltura oltre ai 344 milioni della Giunta ci sono i 20 per le calamità del settore non ovicaprino che si aggiungono ai 25 statali e ai 45 per l’ovicaprino, e finanziamenti per apicoltori, cavallini della Giara, allevamento, bandi per la pesca e lotta durissima alla peste suina africana che si vuole completamente eradicare in tempi brevi. 10milioni in più vanno a Cultura e Sport oltre ai 73 della Giunta per la valorizzazione dei Giganti di Mont’e Prama ma anche per le industrie creative, le residenze artistiche e un piano straordinario di scavi archeologici. Altri 5 milioni destinati all’Ambiente con i 627 stanziati dalla Giunta: con un piano di investimento da 17 milioni saranno acquistati moderni mezzi multiuso per il potenziamento del sistema regionale della protezione civile. E poi bonifiche dei siti inquinati, gestione dei rifiuti, contrasto all’erosione costiera. 55 milioni vanno al Turismo per l’allungamento della stagione, l’attivazione di sistemi di iperconnessione con i visitatori e la valorizzazione in chiave turistica dei tratti identitari dell’isola. Con 50 milioni per l’edilizia si lavorerà a un piano di manutenzione degli alloggi Area, all’efficientamento energetico degli edifici pubblici e a nuovi progetti di housing sociale. La politica per i trasporti può contare su 554 milioni, più 3,4 per ripianare il debito Arst: fra le priorità, oltre alla continuità territoriale aerea e marittima, la mobilità urbana, le reti ciclabili, l’interconnessione fra hub portuali e aeroportuali, il potenziamento e l’integrazione dei trasporti su ferro e gomma.

Alla Sanità sono destinati 3 miliardi e 488 milioni: oltre a garantire i Lea, saranno riorganizzate le cure territoriali, attuate la riforma della rete ospedaliera e il piano di riqualificazione e riorganizzazione del sistema. Per innovazione, sviluppo tecnologico, internazionalizzazione, metanizzazione e mobilità elettrica ci sono 134 milioni. Fra gli altri emendamenti principali ricordiamo 26 milioni per i lavori pubblici nei comuni, 3,7 milioni per l’acquisto di sangue destinato alle trasfusioni, 2,3 milioni all’anno per tre anni per il contratto integrativo di medici di famiglia e pediatri. Ancora, il piano neve da 1,5 milioni con 500mila euro all’anno per tre anni ai comuni montani per lo sgombero, 8 milioni all’anno per tre anni al Teatro Lirico di Cagliari, 100mila euro per l’azzardopatia, 200mila euro per l’acquisto di defibrillatori per scuole e palestre, 6,6 milioni per quest’anno e 7 ciascuno per 2019 e 2020 per garantire la continuità territoriale con le isole minori, 400mila euro quest’anno e 500mila ciascuno per i prossimi due per l’abbattimento dei costi di trasporto da e verso le isole minori dei non residenti.

“Abbiamo mantenuto le promesse, non andare in esercizio provvisorio, varare un piano per il lavoro e dare risposte forti sul sociale, l’istruzione e l’agricoltura. Ringrazio tutto il Consiglio regionale, la nostra maggioranza ma anche l’opposizione per il contributo che ha dato durante il dibattito. Anche quest’anno abbiamo scelto di portare in Aula una Finanziaria aperta, non blindata, perché fosse un momento di confronto, di elaborazione e, soprattutto, di scelte condivise per favorire lo sviluppo e l’inclusione di tutti i sardi. Ricordo che abbiamo deciso di non aumentare le tasse, tenendole al minimo e rinunciando di fatto a incassare 230 milioni per lasciarne 130 alle famiglie e 100 alle imprese. Stiamo lavorando molto e con grande impegno e serietà per centrare obiettivi che possono cambiare il futuro della Sardegna e dei nostri giovani, e questa Finanziaria è un tassello fondamentale di questo percorso”.

Nella foto la conferenza stampa di ieri

S.I.

Esposito, scuse o vada in Tribunale

ALGHERO – Non si placano le polemiche relative ai risultati ottenuti dalle manifestazioni predisposte dall’amministrazione Bruno e Fondazione Meta per fine anno. A questo, come noto, si collega un ulteriore passaggio, ovvero la nota a firma dell’assessore Gabriella Esposito [Leggi], che ha fatto infuriare gli ex-amministratori di centro-destra che sono stati tirati in ballo da una frase che, già lo stesso ex-assessore Michele Pais ha annunciato condurrà ad una denuncia [Leggi]. Stesso discorso per gli altri ex-assessori Mario Conoci e Maria Grazia Salaris che, attraverso una lettera aperta (pubblicata qui di seguito integralmente), illustrano la loro posizione, non nascondendo sdegno e ulteriore denuncia.

S.I.

“Lettera aperta all’assessora Gabriella Esposito

Gentile assessora, dopo aver riflettuto qualche giorno e aver fatto passare la festività della befana, le scriviamo pubblicamente sul suo comunicato post capodanno. Appena letto il suo documento abbiamo preferito non assumere nessuna iniziativa di impulso ma piuttosto abbiamo pensato fosse meglio, appunto, far passare qualche giorno e rileggere a freddo, e far rileggere anche a terze persone più distaccate dalle vicende politiche algheresi, il suo documento. Come potrà immaginare non possiamo condividere la ricostruzione storica delle attività culturali e degli eventi che lei propone nel suo scritto. Tuttavia ciò che ci ha sorpreso è stata una frase, buttata lì come nulla fosse, con la quale lei insinua, anzi afferma, che chi ha amministrato in passato lo ha fatto offuscando l’immagine della città, cito testualmente, “per piccoli ma ricchi tornaconti personali”. Una frase che se non dimostrata è una diffamazione.

Quindi delle due l’una, o lei è un grado di dimostrare ciò che afferma, ed in tal caso la invitiamo a formulare alle autorità competenti una denuncia dettagliata con nomi e fattispecie concrete, oppure, avendo lei, per così dire, superato i limiti del normale dibattito politico, coinvolgendo la onorabilità di persone ben identificate, dovrebbe semplicemente avere l’umiltà di chiedere scusa. Avere la forza di chiedere scusa quando si sbaglia non è indice di debolezza ma piuttosto il modo per recuperare quella forma civile, da lei abbandonata, di condurre il dibattito politico, anche aspro, che forse per la consapevolezza delle difficoltà della vostra amministrazione lei non è stata, purtroppo, in grado di mantenere.

Ha coinvolto così, senza guardarsi attorno, con una accusa diffamante, persone che non sono state mai nemmeno sfiorate da indagini giudiziarie o perquisizioni domiciliari, per le quali mai è stato chiesto un rinvio a giudizio e quindi nemmeno mai sottoposte a processi di alcun tipo. Ha accusato persone che non si sono mai rinchiuse in un’isola dorata senza accorgersi di ciò gli accadeva intorno, persone, forse le sembrerà strano, che vivono onestamente e non certo dalla politica o da suoi derivati, persone che finita l’attività pubblica sono tornate alle loro occupazioni tutt’altro che ricche. Prima di accusare altri è quindi sempre meglio interrogare se stessi, ad esempio dare una occhiata al proprio percorso di vita, chiedersi se si è mai vissuto di stipendi derivanti esclusivamente dalla politica o dalla vicinanza a qualche politico del cui cerchio magico si fa parte, ed ancora se ci si è mai rinchiusi in un’isola felice costruita ad hoc con fondi pubblici dentro un altra isola reale, carica, invece, di problemi veri e irrisolti. Eviteremmo al suo posto di dare lezioni sia di buona amministrazione che di moralità. Come dice il proverbio, non vorremmo si trattasse del tipico caso nel quale si guarda la pagliuzza nell’occhio del vicino senza vedere la trave nel proprio.

Quella sua affermazione così grave, tuttavia, è indicativa della difficoltà che avete nel condurre un confronto sereno e nell’accettare e ribattere alle critiche così come farebbe chi invece è sicuro di aver bene operato e, soprattutto, di dire la verità senza sopravvalutare, a fini propagandistici, la propria attività ritenendola l’unica mai avvenuta. Insomma non avete scoperto voi l’acqua calda.

Questo modo di pensare denota, comunque, lo stesso atteggiamento che il suo sindaco e la vostra amministrazione assumono ormai per ogni attività, o presunta tale, che mettete in atto. Pensate cioè di aver letteralmente “inventato”, o portato per la prima volta ad Alghero, azioni, iniziative o opere che invece esistevano molti anni prima che voi riceveste la responsabilità di amministrare la città e che vi erano sfuggite, impegnati come eravate nel costruire la mitologica carriera politica di una sola persona. Spesso invece, purtroppo, avete persino disperso un patrimonio di esperienze e di attività che aspettavano solo di essere proseguite o portate a compimento. Avete dimostrato, voi si, di amministrare con un livore ed un astio fuori luogo, rivolto persino contro la sempre più demotivata struttura amministrativa del comune, costituita da persone che vanno valorizzate e non mortificate. Avevate, lo ricordano tutti, persino annunciato lo scioglimento della Fondazione Meta identificandola quale carrozzone. Naturalmente non siete riusciti a dare seguito nemmeno all’annuncio di quello scioglimento e allora, dimenticando e snaturando le finalità della fondazione, la avete trasformata, voi si, in un carrozzone e nell’ennesimo strumento di propaganda nelle mani del sindaco e della maggioranza tutta.

Su una cosa quindi siete bravissimi, peraltro non senza grande dispendio di energie, ovvero la propaganda fine a stessa. Per concludere, gentile assessora, saranno gli algheresi a farsi un giudizio e ad esprimersi sull’operato amministrativo di ognuno, nel frattempo però eviti di farsi prendere la mano addentrandosi in accuse prive di fondamento che portano inevitabilmente dal campo politico a quello giudiziario. Noi rimarremo in quello politico. La salutiamo”.

Mario Conoci – Maria Grazia Salaris

Voto, Pd-Maninchedda: è rottura

ALGHERO – Il matrimonio tra Partito Democratico e Partito dei Sardi non s’ha da fare. Almeno a livello nazionale, con probabili riflessi anche in Regione, c’è la rottura o meglio la mancata condivisione di un percorso utile a garantire al movimento di Maninchedda (almeno) un posto sicuro in Parlamento. Da tempo, chi segue i fatti della politica, sa che il seggio certo doveva essere quello del Nuorese e Ogliastra. E sarebbe stato lo stesso ex-assessore regionale della Giunta Pigliaru e già consigliere regionale con le maggioranze di Soru e Cappellacci a chiedere di essere inserito in lista. Ma, come detto, l’accordo è saltato.

Del resto c’erano malumori in entrambe le parti. In casa dem, a parte l’apertura del segretario Cucca, c’è stato l’aut-aut di Soru che ha parlato del rapporto tra “costi e benefici” rispetto all’imbarcarsi candidati di altri partiti minori. Mentre la base del Pds vedeva (giustamente) non positivamente trovare spazio in un partito “romano” e non, come annunciato dalla stampa, in un cosi detto “polo sardo” che potesse presentarsi anche alle politiche.

Ed è la stessa forza politica che si dichiara indipendentista (anche se poi governa in Regione con partiti nazionalisti) a fare chiarezza con un documento reso pubblico a seguito di un vertice tenutosi ad Oristano. “Il Partito dei Sardi ritiene dunque che il tempo non sia maturo per una alleanza col Pd alle elezioni politiche italiane, perché non sono maturate le condizioni per trasformarle in un evento nazionale sardo. Il Direttivo Nazionale dà mandato al Segretario di continuare nell’azione di dialogo con le forze indipendentiste e democratiche interessate a far sentire la voce del popolo sardo, a far sentire la voce dell’obiezione nazionale della coscienza sarda, e costruire la convergenza nazionale dei sardi.

Nella foto Paolo Manichedda

S.I.

Arru chieda scusa e si dimetta

SASSARI – “Il coordinamento provinciale e comunale di Energie per l’Italia, guidato da Elena Vidili e Alessio Paganini, attaccano l’assessore Arru dopo il recente articolo apparso sulla Nuova Sardegna. Sassari e provincia, negl’ultimi tempi, sono state oggetto di situazioni pericolose proprio per la presenza massiccia di extracomunitari”. Cosi i coordinamenti cittadino e provinciale di Energie per l’Italia rispetto alle frasi dell’assessore Arru e in generale alla “linea” di parte del Partito Democratico e Sinistra di puntare a ripopolare la Sardegna coi migranti.

“La situazione è ormai pesante, vedasi la guerriglia urbana dei mesi scorsi avvenuta a Sassari presso il centro di accoglienza del Pime – dichiara il coordinatore comunale Alessio Paganini, – oggi per fortuna gli animi si sono calmati ma si tratta di una calma apparente dichiara il coordinatore provinciale Elena Vidili, – la fiamma è ancora molto alta, se poi Arru butta benzina sul fuoco con le sue dichiarazioni, ecco che una situazione circoscritta alla sola città di Sassari, può estendersi a tutta L’isola. È per noi inaccettabile che un assessore della Regione Sardegna, dichiari apertamente che per invertire la tendenza al drammatico calo di nascite bisogna favorire l’immigrazione, aiutando e investendo affinché si crei per loro un lavoro”.

“Ma dove sono i cittadini Sardi? Perché la Regione Sardegna, visto che ha la copertura economica per investire sui migranti, non utilizza tali risorse per dare l’opportunità ai cittadini disoccupati che abitano l’isola? Perché dobbiamo essere trattati come cittadini di serie B? La Sardegna vanta una disoccupazione altissima (soprattutto quella giovanile) viste le sue dichiarazioni, dovrebbe avere una natalità elevata, più povertà più figli, almeno è questo che succede nel resto del mondo”.

“Continua, dichiarando che la Germania, Locomotiva d’Europa ha lo stesso nostro problema, in controtendenza la Francia che grazie alle loro politiche a sostegno della natalità, stanno vivendo un vero e proprio boom di nascite. Energie per L’Italia parte da questo, politiche importanti a sostegno delle nascite in Sardegna, la Regione deve lavorare su questo e non puntare sui migranti. Investiamo sui tanti giovani che vorrebbero farsi una famiglia ma non riescono, uno perché non hanno un lavoro e due perché le condizioni di lavoro spesso non ti permettono di pensare minimamente a mettere al mondo un figlio”.

“Ma per il nostro assessore, modificare le condizioni di lavoro ai Sardi non porterebbero benefici sulle nascite: meglio usare le risorse su chi viene da altri paesi. Siamo ancora fermi a quando anni fa sentivamo i nostri politici dichiarare che gli extra comunitari sono una risorsa, infatti Arrù non usa giri di parole: sono disposti a fare i lavori sporchi e umilianti, offendendo la dignità di queste persone”.

“I coordinatori di Energie per L’Italia chiedono che l’assessore Arru, chieda scusa in primis a tutti quei Sardi che non hanno un lavoro o che per sopravvivere, sono andati via dall’isola, che poi si dimetta dal suo incarico perché le sue idee non sono compatibili con quelle del popolo che gli ha dato fiducia in cabina elettorale. Come si può pensare di investire sull’immigrazione senza aver prima pensato ad investire sui Sardi?”

“Ormai è noto l’astio di questa giunta Regionale targata Partito Democratico nei confronti della Sardegna, si veda ad esempio, la riforma della Sanità e sul fronte dei trasporti (nodo essenziale per lo sviluppo economico dell’Isola) con il depotenziamento studiato a tavolino dell’aeroporto di Alghero, concludono i coordinatori di Energie per l’Italia”.

Nella foto il battesimo a Sassari di Epi alla presenza di Stefano Parisi

S.I.

Ripopolare coi migranti: abberrante

CAGLIARI – “Idea stupida è aberrante”. Così Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia, commenta le dichiarazioni dell’assessore Arru, secondo il quale i migranti sarebbero una risorsa per ripopolare la Sardegna. “Anziché aiutare le famiglie sarde ad avere i mezzi economici per mantenere un figlio si pensa alla sostituzione di un popolo con un altro. Si dimentica anche – prosegue l’esponente azzurro- che migliaia di giovani sardi ancora oggi lasciano la nostra terra per proseguire il proprio progetto di vita”.

“La risposta della Giunta a questi temi è inaccettabile [Leggi] anche nei confronti degli stessi migranti, che dovrebbero avere un diritto a “non migrare” come ricordava Giovanni Paolo II. Invece vengono ridotti a “materia prima” di un business cinico e senza scrupoli che vede la realizzazione, anche in Sardegna, di vere e proprie ‘fabbriche dell’immigrazione’. I sardi ricordino bene le parole dell’assessore Arru, che confermano quelle di altri suoi colleghi. La linea politica del PD è quella di rendere perpetua un’immigrazione senza criteri e senza controlli e addirittura di portarla alla conseguenza estrema di una sostituzione etnica. Ecco perché – ha concluso Cappellacci- dobbiamo mandare a casa subito chi vuole svendere il futuro dei nostri figli e della nostra terra”.

Nella foto l’onorevole Cappellacci

S.I.

Arru replica, ma non convince

CAGLIARI – “Di un ragionamento sul calo demografico (ormai ventennale), probabilmente non comprensibile per tutti, il consigliere Truzzu coglie un invito alla sostituzione etnica, vero chiodo fisso di una destra becera”. La replica dell’ assessore Luigi Arru è rivolta all’esponente di Fratelli d’Italia. [Leggi] “L’accoglienza ai migranti non è alternativa o in contrasto con le politiche per la famiglia e di sostegno all’occupazione giovanile, almeno per la Giunta Pigliaru. Ma è più facile fomentare le paure, creare una assurda contrapposizione tra Sardi e “stranieri”, alimentare il razzismo, perché di questo – miseramente – si tratta”.

C’è da considerare che questa proposta non è nuova da parte del centro-sinistra regionale, anzi. Infatti è già da mesi che, prima Soru, poi altri esponenti di una determinata area dell’attuale compagine governativa, ritornano puntualmente su tale tema sostenuto da certa stampa. Dunque, è ovvio che appare come questione preminente, quando invece quella predominate dovrebbe essere creare condizioni per lo sviluppo, a partire dai trasporti che invece attraversano una delle fasi peggiori di sempre. E poi infrastrutture e servizi per aumentare i turisti e non limitarli, come proposto dall’altra assessore soriano, la Argiolas. Sarà un caso? Chissà…

Nella foto l’assessore Arru

S.I.

“Arru è razzista contro i sardi”

CAGLIARI – “L’assessore regionale alla Sanità, della Giunta Pigliaru, è razzista nei confronti dei sardi.
In un colpo solo offende sardi, donne e pure gli immigrati”. Cosi il consigliere regionale Paolo Truzzu, rispetto all’intervista del delegato dell’esecutivo isolano, in cui, dal titolo del quotidiano, “I migranti risorsa per ripopolare l’Isola”, si ritorna sul tema della sinistra di arginare l’emorragia demografica con gli arrivi dal Nord-Africa.

“Spopolamento e denatalità si combattono, per lui, con l’accoglienza e il lavoro per gli immigrati. Peccato che come Assessore dovrebbe preoccuparsi di creare le condizioni ottimali per tutti senza distinzione: bianchi, neri, gialli e verdi. Peccato che come Assessore in questi 4 anni non abbia proposto un intervento che uno per la famiglia, ma anzi ha cancellato i pochi denari disponibili per le famiglie numerose. Peccato che il 90% degli immigrati che vorrebbe utilizzare per ripopolare la Sardegna siano uomini, e i bambini da che mondo è mondo li fanno le donne”.

“Una superficialità disarmante che dovrebbe farlo riflettere, chiedere scusa e presentare le dimissioni. Perché non rappresenta nessuno. Unica consolazione è che tra poco tornerà a fare il Medico, con grande sollievo e soddisfazione per tutti i sardi. La strategia sinistra di sostituire i sardi con un nuovo popolo senza identità, senza passato e che quindi si accontenterà di meno diritti è ormai dichiarata senza pudore. Fratelli d’Italia combatterà senza timore questo disegno che è ancora più spregevole in quanto nasconde dietro propositi umanitari la soluzione finale di disintegrare il tessuto sociale sardo”.

Nella foto l’onorevole Truzzu

S.I.

Elezioni, verso sfida Tedde-Ganau

ALGHERO – Trascorse le festività, chiusa la Legislatura, il termometro della politica inizia a segnare temperature di rilievo. In linea con la dilagante febbre di stagione, anche l’arte di governare sta entrando nel periodo di punta: campagna elettorale ed elezioni. La data, com’è noto, è domenica 4 marzo. Due mesi, che voleranno, e si vota. Ovviamente a tenere banco sono le possibile candidature. Già da qualche settimane si registra il più classico dei toto-nomi.

Nel centro-destra, a livello locale, si fa sempre più probabile la candidatura in Forza Italia del consigliere regionale ed ex-sindaco di Alghero, Marco Tedde. Possibile la sfida, per la Camera dei Deputati, con l’attuale presidente del Consiglio Regionale, del Partito Democratico, Gianfranco Ganau. Una sfida che potrebbe avere anche una valore simbolico connesso ad un giudizio generale rispetto agli ultimi anni di governo del territorio (Sassari e Alghero) tra due modi (e mondi) differenti di vedere lo sviluppo della Sardegna. Per 5 Stelle, ad ora, ci sono ancora in ballo le cosi dette “parlamentarie” ovvero l’auto candidatura dei cittadini. Per Alghero dovrebbero aver partecipato Enza Silanos, Tore Bussu e Daria Derriu. Ovviamente ancora manca l’ufficializzazione che arriverà entro il mese con la scadenza dei termini per la presentazione delle liste.

Intanto resta in primo piano la definizione degli assetti e dunque dei posti per i candidati dei partiti minori. Nel centro-destra la situazione pare piuttosto definita con spazi anche per Psd’Az, Riformatori, Centristi e poi anche per la Lega e Fratelli d’Italia. Mentre nel centro-sinistra paiono esserci più problemi. Non sembra risolto infatti il “nodo Pds”. Il partito di Maninchedda che, nonostante si dichiari indipendentista e abbia spesso affermato di definire un “polo dei partiti sardisti”, sta cercando una candidatura (sicura) tra le fila del Partito Democratico o comunque nell’area di centro-sinistra. Saranno giornate intense e ricche di spunti. Del resto, come detto più volte su Algheronews, sarà un anno fondamentale viste le tornate elettorali nazionale, regionale e locale.

Nella foto i consiglieri regionale Tedde (Forza Italia) e Ganau (Pd)

S.I.

Bandi parchi, qualcosa non quadra

ALGHERO – “Bandi per la concessione dei beni comunali: scarsa comunicazione e tempistiche ridotte all’osso, qualcosa non quadra. Anno nuovo, abitudini vecchie in seno all’Amministrazione comunale di Alghero. Nonostante quanto già accaduto in passato con la concessione e – visti i pessimi risultati – successiva revoca di alcuni Beni Comunali (vedi assegnazione impianti sportivi) l’Amministrazione comunale ci ricasca. L’oggetto in questione sono i bandi per l’avviamento della procedura di assegnazione in concessione dei due parchi urbani, il Baden Powell e il Rafael Caria”. Cosi i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle, Ferrara e Porcu, che, in maniera moderata, in linea con il clima generale della politica locale, segnalano una situazione che potrebbe, invece, apparire, molto grave.

“In nome della tanto evocata trasparenza, solo apparentemente sbandierata da questa Amministrazione in considerazione dei risultati, i portavoce in consiglio comunale del Movimento Cinque Stelle Roberto Ferrara e Graziano Porcu sostengono sia giusto che tutti i cittadini abbiano ben chiara la situazione, nello specifico la procedura che seguita in tutte le sue parti dimostra, ancora una volta, scarsa comunicazione e tempistiche ridotte all’osso. I bandi sono datati 27 dicembre 2017, nel pieno delle vacanze natalizie, mentre solo giovedì 4 gennaio 2018 la popolazione ne è stata informata tramite una nota stampa, ben 8 giorni dopo. Un tempo troppo esiguo per pubblicizzare un bando e rendere tutti edotti: perché gli amministratori hanno atteso tanto? Ma il fatto più grave da considerare è che la scadenza utile alla presentazione delle offerte è fissata per il prossimo 15 gennaio 2018, a soli sei giorni lavorativi dalla comunicazione dell’apertura dei bandi. Sei giorni insomma per effettuare il sopralluogo, preparare tutta la documentazione amministrativa, redigere il progetto, le relazioni tecniche, gli elaborati grafici, il piano economico e ottenere le fideiussioni bancarie. Mah”.

“A non voler pensare male è palese ci sia stata dell’approssimazione, sintomatica di una disattenzione generale per la cosa pubblica che, invece, richiederebbe rigorosa attenzione e tempistiche rodate al millesimo e anche qualcuno avesse avuto la fortuna di scovare uno dei due bandi nei meandri dell’albo pretorio, ci chiediamo: come sarà possibile preparare tutta la documentazione necessaria in soli undici giorni? Perché così poca pubblicità e tanta fretta? Perché non stabilire un termine di presentazione delle offerte più umano e ragionevole? Per ora lasciamo all’Amministrazione l’onere della risposta”.

Nella foto il Consiglio Comunale

S.I.

Natale e Cap d’Any: basta bugie

ALGHERO – “E’ stato già detto, ma è la pura verità: una volta martiri, altra volta supereroi. Tutto col solo fine di mettere il bavaglio a chiunque possa raccontare la realtà e osare criticare il grande manovratore. Ma, lo ripetiamo ancora, gli algheresi non sono stupidi e hanno visto che questo mese di dicembre col culmine del Capodanno è stato (purtroppo e ribadiamo purtroppo!) il peggiore degli ultimi vent’anni”. Cosi il gruppo consigliare e partito di Forza Italia-Alghero riguardo la polemiche nata in seguito del commento delle manifestazioni di fine anno finanziate dalla Fondazione Meta.

“Bruno e compagni hanno distrutto quanto costruito con grande fatica prima dall’Azienda Autonoma di Soggiorno e poi dalle amministrazioni successive, partendo da quelle lungimiranti di centro-destra, che hanno trasformato veramente il Cap d’Any in Capodanno di Sardegna con, in questo caso veramente, decine di migliaia di persone che “invadevano piacevolmente” la Riviera del Corallo. Ma incapacità politica mischiate a livore contro intrattenimento e comparto mercantile e turistico hanno prodotto il deserto urbano di queste settimane che, da sempre, dovrebbero rappresentare una boccata d’ossigeno per attività e dunque tessuto sociale. Invece di riempire di veleno i comunicati stampa, suggeriamo all’Assessore Esposito di farsi un giro e chiedere ai commercianti com’è andato il mese di dicembre”.

“Stesso discorso per le strutture ricettive che forse sono riuscite, nella sola notte del 31, a riempire i 1.000 posti letto a disposizione. Un’inerzia per una località turistica. Certo non per la sinistra regionale e locale che vuole limitare tutto, comprese le presenze turistiche. Detto questo, restiamo basiti da tanta furba cattiveria da parte del sindaco, suoi collaboratori scriventi e portavoce vari e soprattutto dell’assessora rediviva dopo mesi di panchina in attesa della definizione degli accordi col Pd. Inutile che si faccia fotografare coi giovani componenti del Cda di Meta, a cui va, insieme a tutti i lavoratori, il nostro sostegno e solidarietà per il grande impegno, e anche perché è noto che c’è la volontà dell’amministrazione di azzerare questo Cda per fare spazio a nomine targate Pd”.

“Ringraziamento che va anche alle Forze dell’Ordine, tutte, che hanno permesso lo svolgimento delle manifestazioni senza alcune problema di ordine pubblico o altro. Infine, viste le bugie di Bruno e compagni, è giusto ritornare a ribadire che per noi gli operatori culturali, associazioni e artisti locali e in generale quelli ospitati nelle varie manifestazioni sono tutti, o quasi, di grande caratura e capacità ed è per questo che meriterebbero una regia pubblica lungimirante, avveduta e preparata e non quella di piccole amministratici per cui la politica è una sorta di res privata.

“Chiudendo, lo ricordiamo ancora: noi abbiamo Alghero nel cuore e per questo continueremo a non tacere sulle nefandezze messe in atto contro la nostra città. Ah, un ultima cosa, ancora, il mese di eventi, risale esattamente a oltre 15 anni fa, quando Alghero, anche tutto il mese di dicembre, era effervescente, accogliente e pure sexy grazie agli operatori culturali, associazioni e artisti locali e non. E presto ritornerà ad essere così”.

Nella foto via Carlo Alberto tra Natale e Capodanno

S.I.