Sassari, Fortza Paris: Sciacca coordinatore

SASSARI – Si è svolta a Sassari l’assemblea degli attivisti e simpatizzanti del partito sardista e autonomista Fortza Paris. Dopo una costruttiva discussione sulla proiezione del partito per le prossime elezioni regionali e comunali, dopo l’individuazione dei punti programmatici inerenti questi due importanti appuntamenti, su proposta del vice Presidente Antonio Cardin, e alla presenza del coordinatore provinciale Gabriele Porqueddu, è stato eletto all’unanimità Aldo Sciacca come Coordinatore Cittadino per la città di Sassari.

A lui e ai suoi prossimi collaboratori è stato demandato l’onere di seguire la stesura del programma da portare in coalizione per le prossime elezioni comunali e la costituzione, con i vari incarichi, del nuovo direttivo che lo coadiuverà per tutto il mandato. Da parte tutti i membri di Fortza Paris Sardegna i migliori auguri per un proficuo lavoro per il bene dei sardi e della Sardegna.

Nella foto Sciacca e Cardin

S.I.

Voto, nasce Destra Democratica

ALGHERO – E’ nato in Sardegna un nuovo soggetto politico. Si chiama Destra Democratica Italiana e vuole inserirsi nel panorama politico sardo con proposte e progetti concreti per il rilancio della Sardegna e, in particolare, del nord ovest dimenticato e maltrattato da questa giunta regionale. In Destra Democratica è confluito il 60 per cento dei tesserati di Fratelli D’Italia, che hanno deciso di lasciare un partito nel quale non si riconoscevano più e creare un nuovo Movimento nazionale.

“A rendere possibile la nascita di Destra Democratica Italiana è stato il terremoto politico accaduto qualche mese fa all’interno di FdI con un folto nucleo di tesserati che non ha rinnovato l’iscrizione al partito ed è andato via sbattendo la porta. Il motivo della rottura è stato la mancanza di rinnovamento e i pochi spazi a disposizione di chi veramente voleva lavorare per una Sardegna e un’Italia migliori. Un partito che stava tornando indietro nel tempo e che ha ha spinto molti tesserati a ad allontanarsi: dal Lazio alla Lombardia passando per la Toscana e non ultima la Sardegna. E l’emorragia non è ancora finita. Cagliari, Olbia, Oristano, Sassari, Alghero e tante altre realtà locali hanno così deciso di dire basta a un partito che non vuole ascoltare la base e la gente. Abbiamo fatto di tutto per parlare con i vertici di Fratelli d’Italia, lamentando irregolarità e fatti di un certo peso, ma nonostante l’invio di raccomandate e pec certificate, non abbiamo mai ricevuto risposte, le poche volte che abbiamo avuto un contatto telefonico, hanno tergiversato. E chi chiedeva gli incontri rappresentava oltre la metà dei tesserati e quindi la maggioranza. Ovviamente esistono documenti che certificano tutto questo”.

“Dopo questo sfogo voluto e cercato da tutti gli ex tesserati, che mai hanno smesso di incontrarsi e di fare politica, si è deciso di dare vita a un nuovo movimento politico: Destra Democratica Italiana. Non tutti hanno il coraggio di intraprendere una nuova avventura, lasciando il certo per costruire da zero un nuovo progetto politico nazionale quando invece sarebbe stato più facile cavalcare l’onda e salire sul cavallo vincente. Niente di tutto questo, anzi più motivati che mai lavoreremo per individuare e valorizzare le sinergie necessarie alla ricostruzione economica, sociale e culturale della nostra nazione legate a ogni singola Regione. Ogni rivoluzione deve iniziare dal basso coinvolgendo i territori ,portando avanti la teoria federalista, la quale asserisce che il federalismo implichi un sistema costituzionale robusto e che incentiva la partecipazione democratica, I nostri tesserati sono interessati e entusiasti di questo nuovo soggetto politico pronto a stare con la gente per portare avanti le istanze di ogni singolo territorio”.

“Le delusioni vanno affrontate, senza smettere di sognare o perdere la speranza in quello che stiamo facendo, mantenendo la voglia di agire e andare avanti – hanno spiegato Gianfranco Langella e Andrea Sechi , ex dirigente ed ex tesoriere cittadino del partito Fratelli d’Italia, rappresentanti dei principali tesserati del partito nella provincia di Sassari – Siamo rimasti delusi dalla gestione delle problematiche all’interno del partito da parte dei dirigenti regionali e nazionali. Più della metà dei tesserati di Sassari hanno deciso di lasciare il partito di Giorgia Meloni, considerato una nave senza comandante, privo di regia, organizzazione e obiettivi. E’ nata cosi la voglia di continuare un pensiero di destra , senza appartenere alle vecchie logiche di partito imposte dai dirigenti regionali e nazionali di Fratelli d’Italia. Destra Democratica Italiana nasce da una speranza per chi ancora crede nella vera politica di destra _ hanno concluso Sechi e Langella _. Come si faceva un tempo, a contatto con la gente per ascoltare le voci di chi non può urlare e confrontarsi con chi ha idee e progetti. Destra Democratica sarà un partito aperto a tutti che guarda al rinnovamento”. Il presidente Andrea Sechi, il vice Pierfrancesco Saddi e il segretario nazionale Gianfranco Langella insieme a tutto il direttivo nazionale e regionale presenteranno Destra Democratica Italiana domenica 11 Novembre ad Alghero nella sala congressi del Polisoccorso in via Liguria 14/16 alle ore 10.

Nella foto Gianfranco Langella

S.I.

Privilegi onorevoli, tagliare col passato

ALGHERO – “Negli ultimi 10 anni uno dei temi che ha caratterizzato il dibattito politico nell’opinione pubblica è dato dal costo che i cittadini sono chiamati a sostenere per mantenere lo Stato, le Regioni e gli Enti Locali. Spesso ci si è trovati difronte a importi enormi e ingiustificati per le più svariate voci che nulla avevano a che vedere con l’effettiva responsabilità dovute alle cariche pubbliche ricoperte o a benefit fuori luogo come regalìe e orpelli di ogni genere”. Cosi i consiglieri comunali Emiliano Piras e Maria Grazia Salaris e l’ex-sindaco Stefano Lubrano sul tema dei privilegi e pensioni che potrebbero scattare se passasse la legge in discussione nel Consiglio Regionale. Dunque i tre esponenti sono in linea con quanto chiesto dalla Lega, tramite nota firmata da Michele Pais e Dario Giagoni [Leggi]

“Nonostante quindi il tema della spesa pubblica sia dibattuto come e, forse, più dei mondiali di calcio continuiamo a leggere di spese assurde e fra queste si distingue il maldestro tentativo dei consiglieri regionali sardi di auto-riconoscersi un’integrazione ai fini pensionistici, con validità retroattiva che consentirebbe a chi oggi siede sulle poltrone da consigliere regionale di aggiungere benefici a quelli importanti già oggi riconosciuti, aggravando, pare, di ulteriori 6 milioni di euro la spesa pubblica regionale solo per questa norma. E’ evidente che sono atti come questo a alimentare il conflitto tra cittadini e quel tipo di politica, che si traduce sempre più in rifiuto, in allontanamento da quello che invece dovrebbe essere il principale valore di una comunità libera, ovvero la partecipazioni e il confronto civico con le istituzioni”.

“Crediamo non vi sia giustificazione alcuna, abbiamo la piena convinzione che quasi tutti i consiglieri regionali si siano voluti attribuire “certezze” economiche future forse pensando al proprio domani, pieno di incertezze, dimenticandosi ancora una volta che il loro ruolo, pagato lautamente, è quello di lavorare per il domani, possibilmente roseo, dei sardi. Bisogna avere il coraggio di rompere con il passato, perché, se è vero che fare politica a volte comporta sacrifici, la grande sfida sta nel sapere interpretare il proprio ruolo di buon amministratore al pari di un buon padre di famiglia”.

Nella foto Maria Grazia Salaris

S.I.

Pd-Bruno, rapporto sotto esame

ALGHERO – Dire che ci sono due Pd, se non tre, è forse esagerato. Certamente nelle ultime settimane si sono acuite le differenze tra il partito con sede in via Mazzini e gruppo consigliare. Senza dimenticare anche la presenza dell’arcinoto gruppo “bruniano” che, siamo certi, prima o poi (pare molto presto) farà ritorno “a casa”. Le differenze tra segreteria e rappresentanti in via Columbano sta proprio nei rapporti con l’Amministrazione e in particolare, ovviamente, col sindaco.

Se le parole di Daga, tramite Facebobok, fanno emergere l’esistenza di un rapporto politico e ancora di più affettivo tutt’ora in forze (“Mario Salis è una delle persone più serie ed equilibrate che esistano in questa città. Se faccio ancora politica è perché esistono persone come lui”), d’altra parte è evidente che l’outing dello stesso consigliere [Leggi] fa venire fuori, oltre la sofferenza rispetto al momento e a chi in questi anni si è approfittato dell’arrivo di ben due Commissari, una volontà di andare fino a fine mandato a prescindere dai risultati raggiunti, fino ad oggi quasi inesistenti.

“Non è così – fa sapere il segretario Mario Salis – noi abbiamo sempre detto che questo quadro stava in piedi unicamente perchè connesso a risposte che crediamo siano indispensabili per i cittadini come il Piano della Bonifica e la definizione del Puc, altrimenti, ovviamente, cesserebbero i presupposti”. Il tempo è sempre meno. Mancando pochi mesi alla fine del mandato (da aprile la macchina amministrativa si andrà a fermare) è difficile pensare di raggiungere tutti gli obiettivi che sono alla base dell’accordo tra Pd e Bruno e suoi sostenitori, però Salis, a quanto pare, resta ottimista, seppur molto critico per quanto non fatto fino ad oggi.

D’altra parte i consiglieri, invece, come commentano i più sui social, paiono diventati i più convinti difensori dell’Amministrazione, delle sue azioni e di conseguenza del Sindaco. Per alcuni questo atteggiamento nasce dal fatto di non voler dare nessuna attenuante a quello che sarà l’esito dell’intera consiliatura e soprattutto di questi ultimi mesi e ancora di più del voto, per altri unicamente perchè si avvicinano le elezioni. Vedremo, per adesso il tempo inesorabile scorre e le scadenze sono dietro l’angolo: esito processo ai fondi, regionali e poi comunali. Mesi che, vista l’attuale generale condizione critica, saranno decisivi per un eventuale ritorno di Alghero a città di rilievo o al suo declassamento a località stagionale e periferica.

Nella foto del 2016 un incontro del Pd in via Mazzini coi vari rappresentanti e anche il Sindaco

S.I.

Lega, Cds non firmi legge pensioni

CAGLIARI – “Il centrodestra ritiri le firme dalla proposta di legge per la pensione complementare ai consiglieri regionali. Per noi questa è una posizione irrinunciabile anche in funzione delle prossime alleanze di governo”. A far esplodere il caso, con evidenti ripercussioni sui rapporti interni alla coalizione, sono i vertici regionali della Lega. “La proposta di legge 555 del 16 ottobre scorso prevede un sistema di previdenza complementare in favore dei consiglieri regionali, il buon senso ne consiglia il ritiro o la modifica radicale”, è la posizione espressa per il partito di Matteo Salvini dal vicecoordinatore per la Sardegna, Dario Giagoni, e dal coordinatore regionale per gli Enti locali, Michele Pais. Per loro è anzitutto una questione di opportunità e di tempi.

“Mancano tre mesi alle elezioni e sta finendo un mandato legislativo tra i peggiori mai conosciuti dalla Sardegna – attaccano – Nessuna emergenza sarda ha trovato soluzione, anzi si sono aggravate e, in un momento di disperazione, i sardi non possono accettare una scelta del genere”. Per Giagoni e Pais è discutibile già il principio, ma c’è un altro problema. “L’inefficienza del governo regionale ad approvare leggi in favore dei cittadini si trasforma nell’unanime efficienza del parlamento sardo quando si tratta di legiferare e trovare ingenti risorse economiche nell’interesse dei consiglieri regionali – è la bordata – Il centrodestra non può e non deve cascare in una trappola architettata dalla sinistra di governo: ne prenda le distanze o proponga modifiche che escludano la retroattività, che costerebbe alle casse regionali 6milioni di euro”.

Nella foto Michele Pais (Lega)

S.I.

Plauso a Daga, attacco a Salis

ALGHERO – “Dopo la valanga di fango, per avere portato in porto la costruzione di una controllata apertura di credito verso le politiche e gli atti conseguenti del Sindaco Bruno e la sua rinnovata compagine, che settori locali del PD mi hanno riversato per lungo tempo: leggo con interesse alcune affermazioni, intrise della più classica autocritica, di un importante Dirigente locale di quello che resta il mio partito di appartenenza, il PD!” Così il dirigente locale dei drm Franco Santoro riguardo lo “sfogo” di Enrico Daga e in generale sulla situazione del partito e in particolare della gestione dello stesso da parte del segretario cittadino Salis.

“Ne prendo atto e mi auguro che questa importante riflessione rimuova quel muro, ottuso e fuori dalla realtà e dal gestire un importante gruppo politico, da troppo tempo tenuto in ostaggio da un Segretario che lo sta isolando e soffocando, per motivi che poco hanno a che fare con le regole democratiche del nostro partito. Come si può ignorare la richiesta del Consigliere Nasone, formalizzata al capogruppo Pirisi, di far parte del gruppo consigliare?”

“Come evitare di invitare presso la sede del PD l’Onorevole Regionale di Alghero, per usare la sua forza per il bene di Alghero e il centro sinistra da cui proviene? Spero che il seme della ragione usato per dare servizio, nei limiti che la compagine del Sindaco fatica a superare, prevalga per dare la carica finale di questa stagione politica, avendo almeno la certezza che una parte di noi abbia fatto consapevolmente la propria parte. Franco Santoro, membro della direzione cittadina PD”.

S.I.

“Soffro come un leone in gabbia”

ALGHERO – L’avvicinarsi del voto non può che fungere, tra le altre cose, anche da percorso epifanico. Una chiarezza che l’esito delle elezioni contribuirà a dare ancora in maniera più netta, ma nel frattempo la fine del dei vari mandati amministrativi, in particolare quello locale, non potrà non offrire un ritorno ad un periodo meno sfuocato e più trasparente tra i vari schieramenti, dopo un periodo nebuloso, forse, mai visto. In questo solco, senza dimenticare la difficile situazione che attraversa Alghero, si inserisce il commento di Enrico Daga, consigliere comunale e dirigente locale del Pd, ma soprattutto imprenditore e operatore turistico, che tra le righe scrive delle parole non da sottovalutare e che anzi fanno emergere diversi aspetti che, lui stesso non nega, riguardo una generale insofferenza verso la condizione politica e sociale che attraversa Alghero.

Il tutto parte dalle presunte voci di un candidatura alle regionali a cui Daga commenta: “Il mio è un silenzio imbarazzato, avvilito, intriso di pudore e buona volontà, quello di chi sa di compiere quotidianamente una funzione che non gli è propria (la stampella), per una ragione superiore. Quale sia la ragione è semplice da dedurre: ho deciso di mettere i miei interessi politici personali in disparte, sacrificando contemporaneamente il mandato ricevuto da quasi 3700 persone, per non dare alla città l’ennesimo commissario. So che molte di loro lo hanno apprezzato, altre meno, e le capisco”.

“In altre parole: teorizzo che l’esperienza Bruno debba compiere il suo percorso fino alla fine del mandato, perché questo, gli Algheresi, hanno decretato col voto del lontano 2014. Forse sarò colui che pagherà politicamente il pezzo più alto ma, credo, di aver contribuito, con questo gesto, a fare chiarezza, in una città famosa per l’interruzione anticipata delle consiliature. Interruzioni premature alle quali anch’io ho talvolta ho contribuito, che non hanno fatto altro che avvantaggiare i più scaltri, i più furbi. Solo oggi ho capito di essere stato oggetto di scambi fatti in camere segrete. Molti di noi sono stati calpestati, usati, talvolta sacrificati in ragione della gestione del potere dalle solite lobbies di peracottari della politica locale che da sempre effettuano scorribande in questa città e che la tengono ferma, quasi sotto sequestro”.

“Esperienze, dicevo, che mi hanno aiutato a maturare, politicamente. Ho imparato che a volte basta attendere per scoprire quale dev’essere la strada da imboccare. Con questo spirito, questa volta, ho voluto che non ci fossero alibi. Desidero fortemente che gli Algheresi decidano se questa esperienza andrà salvata e se da questa esperienza si ripartirà o, viceversa, se sarà bene affidare il nostro futuro in altre mani. Ecco perché sono in silenzio, e un po’ spettatore, sulle questioni locali. Taccio, e soffro. Rifletto. Aspetto giugno, come un leone in gabbia”.

Nella foto Enrico Daga

S.I.

Dagli eventi e hotel al degrado |video

ALGHERO – Da simbolo degli eventi, luogo dove realizzare hotel, intrattenimento, sport, servizi e tanto altro a luogo del degrado, abbandono e indicatore dell’incapacità politica. Anche Mario Conoci, esponente del Partito Sardo d’Azione, presente con tutti i partiti della coalizione di Centrodestra Sardista alla manifestazione di ieri, commenta la pessima condizione della struttura e soprattutto quello che sarebbe potuto essere se il Centrodestra avesse governato anche questi ultimi anni, come detto, un luogo dove creare economie, sviluppo e dunque tanti posti di lavoro nel rispetto dell’ambiente, cosa che oggi manca totalmente.

Ma non solo. Infatti sempre il rappresentante sardista commenta anche la nota del Sindaco Bruno. [Leggi]. “Il sindaco è nervosetto e parla a sproposito. Qualcuno gli dica che è in carica da 5 anni (e la città ne porta i segni) e che il Palazzo dei Congressi che ha ereditato era custodito e tenuto in buone condizioni. Durante il suo mandato, nel quale il comune aveva la responsabilità della custodia, invece è stato abbandonato e lasciato in mano a vandali e devastatori, ed oggi ci sono milioni di euro di danni”, e chiude Conoci, “stia tranquillo comunque perché non sarà l’opposizione a stabilire di chi è la responsabilità di questa devastazione. Noi segnaliamo il disastro altre autorità decideranno chi ne ha la responsabilità, e forse per questo è nervoso”.

Nella foto e video Mario Conoci, rappresentante Psd’Az

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Città Metro, meglio tardi che mai

ALGHERO – “Apprendo con soddisfazione che tutti i comuni della Rete Metropolitana (compresa Alghero) abbiamo capito che forse dovevamo insistere di più quando qualche anno fa, quando si discuteva di Città Metropolitane e il Partito Democratico di Alghero e il suo gruppo consiliare si battè per arrivare ad avere la Città Metropolitana senza però essere ascoltato”. E’ il capogruppo del Pd, Mimmo Pirisi, a commentare la notizia della decisione, oggettivamente tardiva, da parte dei sindaci del territorio di chiedere alla Regione l’istituzione anche a Sassari della Città Metropolitana.

“Ricordiamo bene quella vicenda e tutte le pressioni politiche che furono fatte al gruppo consiliare per votare quella Delibera che noi comunque non votammo anche andando contro le opinioni degli stessi consiglieri regionali, assessori e dirigenti del Pd. Ci presero per visionari e fuori dagli schemi, oggi tutti i comuni del Nord-Ovest ci ripensano, bene non so se arriveremo in tempo ma è giusto provarci”.

Nella foto Mimmo Pirisi

S.I,

L’illusionista e gioco delle 3 carte

ALGHERO – “Avete presente il gioco delle tre carte? E’ quel gioco in cui le carte vengono messe di dorso sul tavolo e il giocatore deve individuare, di solito, dove si trova la figura: se indovina raddoppia la posta diversamente perde tutto. Un gioco allettante ma in cui è impossibile poter vincere.
Anche nella nostra città, Alghero, abbiamo un mago dell’illusionismo, un vero e proprio professionista, capace di farci credere che i milioni destinati alla costruzione del nuovo CRA si siano nel frattempo moltiplicati, da 5 a 6, e questo nonostante non vi sia alcun atto deliberativo che renda immediatamente disponibili quei danari.
Una Regione sino ad ora matrigna, che ha messo in ginocchio il nostro territorio comprimendo le potenzialità del nostro trasporto aereo, declassando i nostri ospedali, grazie all’illusionista appare oggi come madre amorevole e premurosa, pronta ad aprire i cordoni della borsa per far fronte ad ogni nostra esigenza.
E ha del magico il recupero dell’Art 4 comma 2 della L.R. del 30 giugno 2011 n°12, che autorizza la vendita dell’immobile dell’ex Hotel Esit di Alghero di proprietà regionale, con vincolo di destinazione d’uso alberghiera, e consente che il ricavato venga utilizzato per la costruzione della nuova Scuola Alberghiera con annesso convitto.
Dopo ben 7 anni, a tre mesi dalla fine della legislatura regionale e a 7 dalla fine di quella comunale l’illusionista recupera questa legge ed è capace di farci credere che a breve avremo un nuovo albergo nel cuore della città e una nuova scuola da realizzare nell’area del vecchio CRA, pur non essendoci alcun atto deliberativo del Consiglio Comunale.
Un abilissimo gioco delle tre carte, che si ripete da quattro anni e mezzo. Per ogni promessa elettorale non mantenuta, lui apre subito un tavolo…anzi un tavolino, e vi fa scivolare sopra le tre carte: Siore e siori fatevi avanti, puntate sulla carta vincente. Tutti corrono a scoprire la carta che lui ha fatto intravedere come vincente, ma ogni volta è un bluff. Come per il centro congressi usato come deposito di ogni cosa fuorchè per il ruolo che gli compete e ora vandalizzato senza che il Comune se ne sia mai curato. Ma ora c’è il bando. Vedrete, quando si gireranno le carte scopriremo che anche questo è un bluff”.

Paola Correddu, medico algherese