Sassari, si è dimesso il Sindaco

SASSARI- Primi effetti della batosta elettorale subita dal Centrosinistra. A Sassari si sono dimessi il sindaco Nicola Sanna, che era candidato con il Pd e l’assessore ai Lavori pubblici Ottavio Sanna, in lizza con Partito dei Sardi, entrambi ‘bocciati’ dagli elettori. “Le elezioni di domenica – commenta il sindaco – rappresentano una svolta storica per il popolo sardo. Le politiche nazionaliste e più reazionarie promosse dalla Lega Nord hanno trovato proseliti presso un quarto degli elettori sardi e un’altra metà circa non è più interessata alla partecipazione politica e democratica”.

Anche per l’assessore Sanna un addio dettato dalla delusione per l’esito del voto: era candidato nella circoscrizione di Sassari con il PdS che non ha superato lo sbarramento del 5% e quindi non ha ottenuto nessun seggio nel Consiglio regionale. ”Ringrazio chi mi ha votato credendo in me e nella mia proposta. Evidentemente il lavoro fatto in questi anni non è servito ad avere il giusto riconoscimento”, ha commentato. Riflessi che potrebbero esserci anche in altri comuni della Sardegna dove si vota a maggio a partire da Alghero dove la batosta per il Centrosinistra è stata pure superiore e molto più marcata riguardo a Sassari.

Nella foto il sindaco dimissionario Sanna

S.I.

10.480 a 5035, Centrosinistra ko

ALGHERO – 10.480 a 5035. Ad Alghero il Centrodestra doppia il Centrosinistra. Una batosta epocale che è ancora più significativa se si pensa che la compagine governativa dal 2014 ad oggi è proprio quella che subisce tale pesante sconfitta. Mentre, la parte avversa, pur non gestendo il potere da diversi anni, si è riaffermato come prima alleanza sociale e politica cittadina. Del resto, come già emerso in altri commenti sul voto, il Centrodestra è sempre stata prima coalizione ad Alghero. A parte due ballottaggi (con Lubrano e poi Bruno) non ha vinto, ma, anche in questi casi, durante le elezioni a sindaco, al primo turno il Centrodestra avete ottenuto più preferenze.

Discorso a parte per i 5 Stelle che sono sempre più calo. Nonostante siano al Governo Nazionale e abbiano visto un periodo florido, salvo gli ultimi mesi con primi evidenti segni di difficoltà, nella Riviera del Corallo le elezioni di questa domenica segnano un dato inferiore a quello registrato nel 2012 dal candidata a sindaco Giorgia di Stefano. Ma stiamo parlando di un’altra era quando il movimento di Grillo era agli esordi e non certo ramificato come ora, però, nonostante questo, pure nella Riviera del Corallo, registra un notevole ridimensionamento. Per alcuni questo è il risultato di un’azione locale di opposizione non troppo dura, per altri le cause sono da ricercare nella mancate risposte a livello nazionale, fatto sta che 5 Stelle sono passati dal 40% delle politiche al 10% delle regionali.

Tutti ragionamenti che si sarebbero fatti comunque, ma con alle porte le Comunali vengano rafforzati e amplificati. Del resto a breve, anzi brevissimo, si farà sintesi sui vari candidati a sindaco che non potranno non prescindere da queste analisi e in particolare dal voto delle regionali che, volenti o nolenti, lascerà strascichi positivi o meno per tutte le forze ed esponenti in campo per l’altra fatidica sfida del 26 maggio.

Nella foto i banchi del Centrosinistra algherese

S.I.

Record Fi (Alghero) e Pd (Sassari)

ALGHERO – Partito Democratico e Forza Italia. Sassari e Alghero. Due comuni, due storie opposte. Da una parte il Pd, nonostante il forte vento contrario, nel capoluogo turritano tiene e si assesta al 17,5%, mentre nella Riviera del Corallo, nonostante sia organico e pure sostenitore dell’attuale maggioranza, ha subìto un tonfo memorabile tale da aprire un serio ragionamento sul presente e futuro del partito fermandosi al 7,35%.

Discorso invertito per gli azzurri. Ad Alghero Forza Italia, grazie alla truppa capitanata da Marco Tedde, diventa quasi un caso nazionale con un risultato che, ad oggi, è un vero record per l’intero stivale (16,12%). Mentre a Sassari, nonostante si sia candidato anche il coordinatore provinciale (Alivesi, fermatosi a 500 voti), il risultato è tra i più bassi in assoluto con un misero 5,7%.

Due storie, due città, che a breve avranno pure delle nuove amministrazioni le quali non potranno che operare al meglio per superare l’attuale impasse e periodo difficoltà rappresentate anche da questi “incroci particolari” tra i maggiori partiti e ciò per delle evidenti “influenze” esterne che, spesso, non riescono ad agire per il bene delle rispettive comunità. In entrambi i casi non potranno non aprirsi dei ragionamenti che non è chiaro (ancora) a cosa condurranno, di sicuro avranno degli effetti sulla nuova composizione regionale e in particolare sulla definizione degli aspetti per le elezioni comunali.

S.I.

Centrodestra al top. Tracollo Pd

ALGHERO – Passano gli anni, le amministrazioni e nonostante il Centrosinistra governi e abbia governato per lungo tempo, Alghero è e resta una città di Centrodestra. Lo dicono i numeri. In soli due esponenti, Marco Tedde e Michele Pais, si raggiungerebbero ad oggi i voti per una vittoria elettorale alle Comunali (quasi 7mila). Senza considerare le altre forze politiche della coalizione che da domani andranno a governare in Sardegna che hanno, comunque, confermato un buon riscontro elettorale.

Questo nonostante Alghero sia governata ancora (manca un mese e mezzo alla fine della consiliatura) dal Centrosinistra cosi come la Regione negli ultimi 5 anni. Solitamente, in questi casi, l’azione amministrativa incide anche sul dna sociale e dunque politico di una comunità, ma non è cosi per la Riviera del Corallo. Del resto anche l’attuale compagine con a capo il sindaco Bruno non avrebbe vinto le elezioni senza l’apporto dei voti e del consenso di una colonna storica del Centrodestra qual è l’Udc che poi, dopo essersi reso conto dell’incompatibilità col resto degli alleati e Primo Cittadino, ha virato per l’opposizione rientrando nell’alveo del Centrodestra.

A rafforzare questa situazione è la totale debacle del Partito Democratico che ad Alghero finisce per essere il quinto partito con solo il 7, 35%. Un risultato pessimo per i dem catalani che dovranno al più presto cambiare rotta e decidere “cosa fare da grandi”. Per adesso, è evidente, le scelte degli ultimi anni non hanno pagato con anche la mancanza di risposte a livello locale nonostante il noto “accordo sui temi” col Sindaco. Ad oggi, col mandato alla fine, non è stato raggiunto alcun obiettivo, se non il tracollo dello stesso partito. Mentre, al contrario, l’area civica riferibile ai bruniani raccoglie comunque un buon bottino di voti seppur attestandosi molto indietro ai due big di Centrodestra che, come detto, da soli hanno (oggi) la vittoria delle Comunali in tasca.

Nella foto una manifestazione del Centodestra Sardista algherese

S.I.

Alghero, Tedde più votato. Lega primo partito

ALGHERO – Gli spunti che offriranno queste elezioni sono infiniti, ma da qualcosa si deve partire e non può che essere da coloro che sono stati i più votati. E, ancora una volta, ad essere incoronato “Re di Alghero” è Marco Tedde con Forza Italia che, nonostante sia uscente da un’esperienza di opposizione alla Giunta Pigliaru, dunque da 5 anni dove non ha potuto in alcun modo intervenire nei processi amministrativi regionali e locali, è riuscito ad ottenere il primato della città con 2,386 voti. Segue, staccato di pochissimo, Michele Pais della Lega con 2116. Poi Raimondo Cacciotto (civica di Zedda) con 2057. Mentre per quanto riguardo i partiti la Lega supera Forza Italia e si assesta prima. Da considerare che, in vista delle comunali, dati alla mano, solo i due primi partiti, trainati dai rispettivi leader, riuscirebbero a portare alla vittoria la propria coalizione ovvero il Centrodestra.

ELEZIONI REGIONALI: risultati ad Alghero

Lega: 17,78% (3423 preferenze)
Forza Italia: 16,12% (3105)
Futuro Comune: 12,14% (2337)
Movimento 5 Stelle: 10,09% (1942)
Partito Democratico: 7,35% (1416)

CONSIGLIERI PIU’ VOTATI*

Marco Tedde (Forza Italia): 2386
Michele Pais (Lega): 2116
Raimondo Cacciotto (Futuro Comune): 2057
Laura Giorico (Forza Italia): 734
Lelle Salvatore (Udc): 654
Nadia De Santis (Movimento 5 Stelle): 647
Alberto Zanetti (Riformatori Sardi): 605
Gavino Tanchis (Partito dei Sardi) 565
Alessandra Casu (Futuro Comune): 540
Maria Ausilia Loddo (Partito dei Sardi): 510
Alma Cardi (Partito Democratico): 437
Gianfranco Langella (Fortza Paris): 410
Giusy Piccone (Campo Progressista): 361
Gianni Cherchi (Cristiano Popolari Socialisti): 315
Natacha Lampis (Autodeterminatzione): 259
Antonio Moro (Psd’Az): 251
Gianfranco Ganau (Partito Democratico): 248
Elena Fonnesu (Sardegna 20Venti): 242
Umberto Borlotti (Sardi Liberi): 203
Maria Antonietta Calvia (Psd’Az): 153

*dati da Catalan Tv


Voto, Solinas stacca Zedda. Crollo 5 Stelle

ALGHERO – Primi dati ufficiali che emergono dalle varie sezioni in fase di scrutinio. Un “testa a testa” confermato tra Solinas e Zedda, anche se la forbice a favore di quest’ultimo è sempre più ampia. Tradotto cresce il margine di vantaggio del presidente candidato del Centrodestra.

Mentre, viene confermato il crollo dei 5 Stelle che in un anno hanno perso circa il 20%. D’altra parte potrebbero essere il primo partito, anche se ancora i dati delle forze politiche sono ovviamente lontani dall’essere ufficiali.

Ad Alghero viene confermato questo trend anche se, come detto, dalle prime sezioni scrutinate emerge un netto vantaggio di Solinas su Zedda che tiene rispetto a Desogus. Tra i partiti Forza Italia e Lega sono quelli che stanno ottenendo più preferenze, poi 5 Stelle. Mentre Pd e altri partiti di sinistra sono molto staccati.

S.I.

Regionali, affluenza record: già al 45%

ALGHERO – Vola il dato sull’affluenza. Come sempre in questi casi, ognuno, in attesa dell’esito finale, ritiene che questo sia un segnale utile alla vittoria della propria parte politica ma, in realtà, numeri alla mano, solitamente, questo dato significa che molti scontenti,che solitamente disertano le urne, hanno scelto, invece, di dare un segnale. Oltre che, come noto, l’alta affluenza viene identificata come un assalto ai seggi anche da parte del cosi detto “popolo moderato”.

Si vedrà, per adesso, già alle 19.00 il dato ha quasi raggiunto quello finale delle scorse elezioni che alle 22 fu del 52,28%. Mentre appena oltre le 19.00 di oggi, la cifra è intorno al 45%. Dunque, quasi certamente alla chiusura si arriverà oltre al 60%. Dalle 22 in poi ci saranno gli exit-poll che hanno dimostrato di non essere sempre così precisi (ovvero sono i dati sulle persone sentite oggi all’uscita dei seggi), mentre domattina dalle 6.30 lo spoglio con subito i dati ufficiali che saranno analizzati anche dalla diretta curata da Algheronews e Alghero Channel, condotta dal giornalista e operatore culturale, direttore Stefano Idili, insieme a vari ospiti, che sarà diffusa sulle rispettive piattaforme web e varie pagine facebook.

Questa l’affluenza registrata nelle singole circoscrizioni alle ore 19.00:

CAGLIARI 45,25% – numero votanti 222.794

CARBONIA IGLESIAS: 42% – numero votanti 49.407

MEDIO CAMPIDANO: 40,41% – numero votanti 36.272

NUORO: 43,36% – numero votanti 61.121

OGLIASTRA: 44,46% – numero votanti 23.477

OLBIA TEMPIO: 43,47% – numero votanti 57.687

ORISTANO: 41,87% – numero votanti 62.529

SASSARI: 44,28% – numero votanti 130.555

Regionali, affluenza h.12 al 14,80%

ALGHERO – Oggi, finalmente, il voto. Le attese elezioni regionali che vedranno le prime informazioni utili relative ai dati sull’affluenza in tre momenti 12:45, alle 19:45 e infine alle 22:45. In corrispondenza di questi orari, i dirigenti della Presidenza saranno a disposizione dei giornalisti nella sala stampa allestita al primo piano della Torre della sede della Regione, in viale Trento a Cagliari.

Ecco il primo dato sull’affluenza alle urne nelle elezioni regionali di oggi, domenica 24 febbraio: a mezzogiorno ha votato il 14,80% degli elettori. Dato in crescita rispetto al 2014 che era del 14,50%

Per quel che riguarda i dati relativi allo spoglio, lunedì 25 febbraio i dirigenti della Presidenza saranno disponibili in sala stampa a intervalli di un’ora, a partire dalle ore 9:00.Gli aggiornamenti sui dati, oltre che in sala stampa, saranno pubblicati nel sito RAS, al link https://www.regione.sardegna.it/speciali/elezioniregionali2019/affluenza.html

Il Presidente è eletto con un sistema maggioritario: chi ha più voti viene eletto, senza ballottaggio. I 60 membri del Consiglio regionale sono eletti con un sistema proporzionale con soglie di sbarramento e premio di maggioranza.

ARTICOLO SULLE ELEZIONI REGIONALI IN AGGIORNAMENTO

Regionali domenica, come si vota

ALGHERO – Domenica 24 febbraio, in occasione delle elezioni per il rinnovo del Presidente e del Consiglio regionale della Sardegna, i cittadini si confronteranno con una novità: potranno esprimere sino a due voti di preferenza per i candidati consiglieri nelle liste circoscrizionali. Se decideranno di approfittare di questa possibilità – concessa attraverso l’introduzione della doppia preferenza di genere nella legge elettorale regionale – i due voti dovranno essere collegati a due candidati di genere diverso della stessa lista.

Nell’unica scheda elettorale di colore verde che gli verrà consegnata assieme alla matita copiativa, gli elettori potranno esprimere il proprio voto anche per uno dei candidati alla carica di governatore, per le 24 liste ammesse e per i circa 1.440 aspiranti consiglieri per un totale di 60 posti nell’Assemblea sarda. I candidati a consigliere algheresi sono 24. Un numero abnorme vista la possibilità di elezione che non può andare oltre, mantenendosi molto larghi, le 3 o 4 unità tra maggioranza e opposizioni. La scorsa legislatura ha visto eletto solo il consigliere regionale Marco Tedde tra le file dell’opposizione di Centrodestra, mentre in maggioranza a fine mandato è subentrato nel gruppo del Pd Raimondo Cacciotto. Entrambi ricandidati anche a questa tornata.

Sette gli sfidanti per la presidenza della Regione: Massimo Zedda (Progressisti di Sardegna), Christian Solinas (centrodestra), Francesco Desogus (M5s), Mauro Pili (Sardi liberi), Andrea Murgia (Autodeterminatzione), Paolo Maninchedda (Partito dei Sardi), Vindice Lecis (Sinistra sarda). Non necessariamente, i candidati consiglieri per i quali si sceglie di votare dovranno appartenere a liste collegate a quella del presidente prescelto. L’elettore, dunque, può praticare i cosiddetto “voto disgiunto”.

Le operazioni di voto sono in programma dalle 6.30 alle 22 di domenica. Per votare occorre presentarsi al proprio seggio muniti della tessera elettorale e di un documento di riconoscimento. Qualora la tessera sia stata smarrita o si sia deteriorata, si può chiedere il duplicato o l’attestato sostitutivo rivolgendosi, anche nello stesso giorno di votazione, all’Ufficio elettorale del Comune di iscrizione nelle liste elettorali. Espresso il voto, la scheda deve essere ripiegata e consegnata assieme alla matita. A quel punto il presidente del seggio accerta che la scheda restituita sia piegata nel modo giusto e la deposita nell’urna. Lo scrutinio lunedì 25, a partire dalle ore 7.

Nella foto un seggio

S.I.


30mila euro di brochure: è spot

ALGHERO – Sono i consiglieri di Centrodestra Emiliano Piras e Maria Grazia Salaris a puntare i riflettori su una questione molto simile quella che ha visto l’intervento del Corecom a livello regionale riguardo la “propaganda” di fine mandato di Pigliaru. In quel caso fu segnalato l’uso ritenuto non corretto della comunicazione istituzionale che, di fatto, diventava pubblicità elettorale. Discorso simile pare la segnalazione, o meglio quasi denuncia, portata alla luce da Piras e Salaris.

“Mentre tutti sembrano distratti dalla campagna elettorale in corso per decidere chi sarà il nuovo governatore della Sardegna, il nostro Sindaco piuttosto che pensare alle problematiche della città, viene in mente per esempio mancata programmazione della stagione turistica ormai alle porte, che va di pari passo, ahinoi, con il disastro che i suoi compagni di viaggio di centro-sinistra hanno consumato nei confronti del nostro aeroporto”.

“Per non parlare del problema del centro residenziale anziani, la cui scelta di trasferimento all’ ex ostello della gioventù, oltre a non essersi rivelata adeguata alle esigenze degli anziani, che hanno passato tutto l’inverno senza i tanto promessi tunnel di comunicazione tra settori, comporterà un aggravio dei costi di gestione di oltre 200.000 € annui, preferisce cercare visibilità scagliandosi “nevroticamente” contro tutti quelli che non la pensano come lui, perfino con i vari ministri, che finalmente, dopo anni nei quali invece i suoi amici del PD non si sono mai visti, vengono in città per parlare dei problemi mai risolti”.

“Mentre succede tutto questo, sembra quasi passare sottotraccia la delibera relativa alla “relazione di fine mandato”, atto obbligatorio per legge, e fin qui tutto normale; se non che nel contenuto balza agli occhi che la stessa delibera prevede una spesa di ben 30.500 euro per pubblicare la sua relazione in una brochure da distribuire tappeto in tutta la città.
Riteniamo che questo gesto, fatto con i soldi dei cittadini, sia un atto gravissimo e superfluo, poiché suona molto di tentativo di alimentare la propria campagna elettorale in vista delle imminenti elezioni amministrative, con risorse e strumenti che non gli appartengono.
Se non verrà immediatamente modificato questo indirizzo, sarà nostra cura far convocare la commissione controllo e garanzia, e valutare anche se ci siano i presupposti per segnalare tutto ciò alla Corte dei Conti”.

Nella foto l’opposizione tra cui Piras e Salaris

S.I.