Urbanistica si cambia, sardi per lavoro e sviluppo

SASSARI – ” Il 24 febbraio il Popolo Sardo ha scelto da chi farsi governare e lo ha fatto attribuendo a Christian Solinas un consenso straordinario, 15% in più dell’avversario che è arrivato secondo: Massimo Zedda”. Cosi Giancarlo Acciaro segretario politico della sezione Futuro e Indipendenza del Psd’Az di Sassari.

“È evidente che i Sardi, con quei 364.000 voti, hanno voluto premiare sia Solinas che il suo Programma Elettorale; ed in quel Programma vi era chiaramente scritto che si sarebbe proceduto a redigere una nuova legge Urbanistica ed a fare una battaglia per “regionalizzare” le Soprintendenze”.

“La volontà popolare ha quindi certificato la bontà delle idee e dei programmi della coalizione di Centro Destra, Autonomista e Civica, a trazione Sardista. Pertanto le posizioni di qualche associazione ambientalista, peraltro le stesse sostenute da quel Centro Sinistra che è stato sonoramente sconfitto, sono da considerare rispettabilissime, ma fortemente minoritarie tra il Popolo Sardo e quindi, hanno un valore puramente accademico. Questa è la Democrazia, tutto il resto è pura demagogia spicciola, improduttiva e forviante”.

“La Sezione Sardista di Sassari, Futuro è Indipendenza, invita il Governatore Christian Solinas e l’Assessore Quirico Sanna a tenere la barra dritta e percorrere fino in fondo la strada delle riforme annunciate. Siamo il Partito che si propone di condurre la Sardegna all’Indipendenza seguendo un processo condiviso e democratico, a tal fine non può spaventarci la totale assunzione di responsabilità su materie come la protezione del territorio e dell’ambiente della Nazione Sarda”.

“I Sardi non sono secondi a nessuno in fatto di tutela delle nostre peculiarità e valori territoriali, e non lo sono soprattutto rispetto a qualche burocrate Italiano, magari nominato in virtù delle più classiche spartizioni di potere”:

“Siamo convinti che l’onestà e la professionalità non siano valori in capo solo a chi risiede e decide a Roma, ma piuttosto qualità intrinseche nelle persone umane, a qualsiasi territorio essi appartengano. A tal proposito siamo certi che i Soprintendenti che guideranno i nuovi istituti di tutela, di cui si doterà la Regione Sardegna, saranno donne e uomini di alta caratura morale e intellettuale, che eserciteranno il loro ruolo nel rispetto delle leggi, della tutela del bene paesistico e della “valorizzazione del bello”.

“La nostra Regione sta pagando un prezzo salatissimo per l’eccesso di burocrazia, di lacci e laccioli che esprime il PPR, una norma che ha frenato l’economia di uno dei settori che creano maggior volano economico: l’edilizia, sia pubblica che privata.”

“È sufficiente leggere i report periodici sul calo degli occupati e dei fallimenti nel comparto delle costruzioni, che puntualmente diramano istituti specializzati ed associazioni di categoria, per rendersi conto di quanto sia indispensabile mettere rimedio a tutto ciò che crea ostacoli allo sviluppo ed alla crescita economica della Sardegna, predisponendo una nuova legge urbanistica”.

“Ecco perché la posizione del Gruppo di Intervento Giuridico non può essere pregiudizievole a prescindere, da loro ci aspettiamo contributi migliorativi nel merito delle proposte che si metteranno in campo. Solo un’azione di confronto e, perché no, di critica sui contenuti, rendono credibile il lavoro di chi non dovrebbe svolgere compiti politici, altrimenti a questo genere di associazioni non gli resta che una sola strada: presentarsi alle prossime competizioni regionali e farsi giudicare dall’elettorato”.

Nella foto un incontro del Psd’Az col Presidente Solinas

S.I.

“Giunta Solinas immobile, fa propaganda”

CAGLIARI – “È in atto in questi giorni un tentativo mediatico da parte degli assessori della giunta Solinas che governa la regione, che per mascherare la propria inefficienza e immobilismo, spacciano le cose promosse o definite dalla precedente giunta di centro-sinistra come propri risultati”. Cosi il gruppo consigliare del Partito Democratico in Regione.

“Basterebbe citare la realizzazione della videosorveglianza in 370 comuni, il rifacimento della flotta bus dell’arst, il passaggio al contratto regionale dei dipendenti Forestas, la scontistica per il trasporto degli studenti, I fondi per l’allungamento della pista dell’aeroporto di Olbia, per tacciarli di evidente falso. La verità è che nonostante le roboanti dichiarazioni sulla volontà di intervenire con riforme strutturali importanti nel campo degli Enti locali, della Sanità, dell’urbanistica, sinora non sono stati in grado di produrre alcun atto all’attenzione del Consiglio e dell’intera Regione”.

“Impegnati a litigare per le nomine nei vari enti regionali ed incapaci di governare le principali vertenze. Sono inadeguati al ruolo importante che I Sardi gli hanno affidato e non sarà appropriandosi del lavoro altrui che riusciranno a mascherare a lungo questa verità”.

Nella foto il Consiglio Regionale

S.I.

Beni Comuni, si firma anche ad Alghero

ALGHERO – “Domenica 18  e lunedì 19 agosto Sinistra in Comune sarà in piazza Pino Piras dalle ore 18.00 per raccogliere le ultime firme necessarie alla presentazione della Legge di Iniziativa Popolare (LIP) per la modifica del Codice Civile e introdurre la categoria dei beni comuni. Stefano Rodotà fu incaricato nel 2007 di presiedere una Commissione con il compito di redigere uno schema di disegno di legge per la riforma delle norme del Codice civile in materia di beni pubblici. Le intuizioni della Commissione, interrotta nel 2008 dalla caduta del governo Prodi, possono ora trovare un nuovo spazio di elaborazione nel progetto – lanciato dopo la morte di Rodotà – di una legge di iniziativa popolare a cura del “Comitato Popolare di Difesa dei Beni Comuni, Sociali e Sovrani Stefano Rodotà”. Cosi Sinistra un Comune riguardo l’attività messa in atto dal movimento anche ad Alghero.

“Occorrono 50.000 firme per portare una legge di iniziativa popolare in Parlamento. Sul sito generazionifuture.org si possono trovare tutti i dettagli su come e dove firmare, oltre che l’illustrazione del testo – che chiede la modifica del Capo II del Titolo I e III del Codice civile e la revisione dell’articolo 810 per inserire la categoria dei beni materiali e immateriali e introdurre la distinzione tra beni comuni, beni pubblici, beni privati”.

Nella foto Alghero

S.I.

Comune da ricostruire, massimo impegno

ALGHERO – “E’ vero, lo abbiamo detto e scritto diverse volte, in questi ultimi anni, che la condizione in cui versava il Comune era disastrosa e disastrata, in particolare la situazione economica, ma non potevamo lontanamente avvicinarci, neanche nella peggiore delle ipotesi, a quanto stiamo verificando in questi giorni“. Parole che, seppure non diffuse ufficialmente, sono riportabili a più di un commento emerso in questi giorni dai vari incontri in particolare da quello di Forza Italia.

Partendo da questo presupposto abbiamo voluto sentire l’assessore che più di ogni altro ha il compito di far “quadrare i conti” e soprattutto di dare la possibilità all’Ente di poter investire, crescere e non aver grossi problemi dal punto di vista finanziario. “La situazione non è certo rosea, ma già dai primi giorni stiamo garantendo massimo impegno per attuare una generale verifica e iniziare a programmare rispetto a quello che abbiamo prefissato in campagna elettorale”, così Giovanna Caria, delegata alle finanze, bilancio, patrimonio e demanio. Deleghe pesanti. “Si, sicuramente sono settori che richiedono grande responsabilità e attenzione, ma è per questo che ci siamo proposti e siamo pronti ad affrontare questa sfida che, sicuramente, non sarà facile, ma siamo certi che potremmo raggiungere quanto delineato nel programma dell’amministrazione”.

Il Dup è passato. Una presa d’atto formale, per adesso, visti i tempi stretti, ma con la prossima scadenza di novembre, come conferma l’assessore, ci saranno inseriti in maniera più sostanziosa ed evidente le nostre progettualità. La riqualificazione del “Centro anziani” di viale della Resistenza, come noto, è una priorità. Ma non solo. “C’è da mettere mano al patrimonio immobiliare cercando di valorizzarlo e dove possibile metterlo a regime anche in connessione con le proposte e progettualità dei privati” e poi le partecipate.

“Anche in questo caso sapevamo di dover andare incontro ad una situazione di estrema difficoltà, ma la realtà è ben peggiore”. Dai conti in rosso della Fondazione Meta, dove a quanto pare la condizione finanziaria è da incubo, per passare ai noti problemi riguardo i tributi con la presenza ereditata, anch’essa, della Step, e l’urgenza di rafforzare la Secal e poi la società In-House, anche in questo caso la condizione economica è molto complicata. Altro tasto dolente la riorganizzazione del personale.

“Per adesso, stiamo lavorando in emergenza, considerando anche l’assenza di un nuovo segretario generale (Canessa è in ferie in vista della fine del suo mandato ndr) e la necessità di riorganizzare il personale e gli uffici, ci siamo insediati da un mese circa e abbiamo dovuto fare di corsa i primi provvedimenti, Dup compreso, ma, come detto, non stiamo rinunciando a programmare già importanti e attesi interventi come per il Cra (per cui sono stati recuperati altri fondi dalla Regione), la nuova caserma dei vigili del fuoco (che nascerà alla Scaletta come da progetto delle passate amministrazioni Tedde ndr) e poi tanto altro, ma, andiamo per gradi”.

Nella foto l’assessore Giovanna Caria

S.I.

Pd chiama 5 Stelle: non votare e fermare la Lega

ALGHERO – “La crisi di governo aperta dal ministro dell’Interno con la richiesta di “pieni poteri” pone il Partito Democratico di fronte a due possibilità: prepararsi a fare una durissima opposizione a un governo guidato da Matteo Salvini, insieme a tutte le forze politiche che decideranno di mantenersi nel perimetro costituzionale e democratico, oppure, insieme a quelle stesse forze, provare a disinnescare l’ordigno a orologeria che il capo della Lega sta da tempo posizionando sotto ai pilastri della nostra architettura democratica e che ora ha spregiudicatamente attivato”. Cosi il segretario del Partito Democratico di Alghero Mario Salis che rende note le posizioni dei dem catalani le quali sono in linea con quelle di Renzi volte a fare un “accordo” con i 5 Stelle per evitare di andare ad elezioni.

“Dare per scontato che il Movimento 5 Stelle non voglia o non sia in grado di far parte di questo perimetro democratico-liberale senza andare prima a verificarlo con la serietà, la buona volontà e anche la gravità che la delicata situazione ci impone, oltre che un manifesto pregiudizio, agli occhi della Storia potrebbe rivelarsi un errore politico di cui, un giorno, saremo chiamati a rispondere. Sono ben consapevole delle differenze che ci separano dai 5S e ricordo anch’io le continue offese, le umiliazioni e il fuoco di fila a base di demagogia e fake news che ci hanno riservato fin qui. Allo stesso modo, sono altrettanto consapevole delle violente differenze che separavano i monarchici dai repubblicani, i socialisti dai democristiani, gli azionisti dai comunisti. Differenze che non impedirono a quelle forze di coalizzarsi e collaborare per la salvezza e il riscatto del Paese.

La Storia ci pone talvolta di fronte a richieste sgradite, oltre che difficili. La differenza tra un partito che pone l’interesse del Paese davanti all’interesse di parte, prediligendo una visione politica e sociale a lungo termine, capace di traguardare gli anni e le decadi e non solo le settimane e i mesi, sta tutta nel modo in cui a quelle richieste risponde. Allo stesso tempo, avere la forza, il coraggio e l’umiltà diassumersi la responsabilità di governare gli eventi, piuttosto che subirli, è quel che caratterizza l’impegno politico e distingue un partito da un club cinefilo”.

“Credo sia infatti giunto il tempo di ammettere che la strategia dei pop corn non è più eticamente sostenibile, perché quello che stiamo guardando è un film dell’orrore dove i protagonisti sono persone vere. Un film in cui a centinaia muoiono nel mare nostrum – uomini, donne, bambini – mentre sui social media altri uomini e donne, avvelenati e quotidianamente aizzati come cani rabbiosi, gioiscono e a loro volta inveiscono contro degli sventurati con frasi qui irripetibili. Un film in cui salvare vite è diventato reato e protestare in piazza vietato. Un film in cui la vera sicurezza, frutto del controllo del territorio da parte delle forze dell’ordine e della promozione dei valori umani, viene sbeffeggiata. Un film in cui l’Italia non cresce, l’economia ristagna, l’Iva aumenta al 25% e la colpa viene sempre data a qualcun altro, possibilmente straniero o, in sua assenza, al Pd. Un film in cui i diritti umani vengono

rimessi in discussione e in cui si erodono a poco a poco le conquiste sociali di donne, omosessuali, bambini, portatori di disabilità. Un film in cui i buoni sentimenti sono diventati un disvalore e, mentre si baciano madonnine e vangeli, si rinnegano spudoratamente quegli stessi valori cristiani a cui ci si appella. Insomma, un film che non ci piace e che, sfortunatamente, non è nemmeno un film. È la realtà.

Ma adesso basta. Se c’è un momento giusto, prima che sia troppo tardi, per sparigliare le carte e per mandare all’aria i piani dinamitardi di chi non gradisce i confini imposti dalla democrazia liberale, dalla Carta Costituzionale e dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, quel momento è adesso. Naturalmente un qualsiasi accordo di resistenza con i 5S, ammesso che a loro interessi (ed è proprio ciò che andrebbe al più presto verificato), non potrebbe prescindere da questi sei assiomi: 1. L’azzeramento dell’attuale classe dirigente del Movimento, dimostratasi inadeguata e collusa con le istanze disumane e illiberali di matrice salviniana; 2. L’abrogazione dei due cosiddetti decreti sicurezza; 3. La rimodulazione del reddito di cittadinanza sul modello del reddito di inclusione, che offre maggiori garanzie di giustizia ed efficacia sociale; 4. Il mantenimento degli 80 euro, che, come i lavoratori ben sanno, non sono di Renzi  ma di chi se li ritrova in busta paga: uomini e donne con uno stipendio medio di 1000/1100 euro al mese per i quali 960 euro in più all’anno possono fare la differenza; 5. La sterilizzazione dell’aumento dell’Iva, che andrebbe a comprimere

ulteriormente consumi ed economia gravando, tanto per cambiare, sulle

spalle di chi ha meno; 6. Una piattaforma politica lungimirante fondata su un concreto e radicale ambientalismo, dando il massimo impulso alla cosiddetta green economy

(perché se non avremo più un pianeta su cui vivere, tutte le altre considerazioni non avranno la minima importanza), e su una rinnovata visione

sociale che ponga la persona umana al centro dell’agire politico.

Immagino già le possibili obiezioni a questa proposta. Ad alcune credo di aver già

risposto. Ma ce n’è almeno un’altra, la più insidiosa, che non ho ancora affrontato.

Infatti, c’è chi potrebbe giudicare azzardato l’accostamento con la stagione della

Resistenza. Qualcuno potrebbe stimare esagerate le mie considerazioni e sostenere

che non c’è alcun ordigno esplosivo collocato sotto i pilastri del nostro edificio democratico-costituzionale. A questa obiezione non risponderò, perché la risposta l’ha già data Matteo Salvini chiedendo, come ho virgolettato in apertura, che gli elettori gli diano pieni poteri. Ben sapendo che, in una democrazia liberale, i poteri non possono e non devono mai essere pieni. In una democrazia che sia davvero tale, tutto il delicato equilibrio si fonda sulla separazione dei poteri esecutivo, legislativo e giudiziario e su un sistema di bilanciamento interno ed esterno a ciascuno dei poteri. Inoltre, come scrisse Giovanni Spadolini venticinque anni fa, “in democrazia chi ha la maggioranza ha il governo, non il potere”. Un vicepremier e ministro dell’interno che chiede al popolo pieni poteri sta lanciando un segnale forte e chiaro. Un segnale che, d’altronde, col suo sovranismo rabbioso e populista, ci sta inviando da tempo. “Sono preoccupato”, ha dichiarato recentemente Papa Francesco riferendosi al sovranismo imperante, “perché si sentono discorsi che assomigliano a quelli di Hitler nel 1934”. Somiglianze che dovrebbero spingerci a mettere da parte ogni riserva basata su orgoglio, pregiudizi e convenienze di questa o di quella componente. Dovrebbero invece renderci saldi nell’azione, pur nel rispetto del pluralismo interno (che è un nostro valore), e farci assumere le responsabilità che la Storia ci richiede, cogliendo le occasioni che le circostanze ci offrono e facendo del nostro meglio per farle fruttare a unico beneficio della democrazia, dei diritti umani e sociali e della Repubblica italiana”.

Nella foto un incontro del Pd

S.I.

Crisi Governo e voto, politica in moto

ALGHERO – Non potrà non avere degli effetti anche nella politica locale, la crisi del governo centrale. L’inizio delle nuove amministrazioni regionali e territoriali e soprattutto il caldo record di questa estate poteva rendere ancora più soporifero tale periodo. E chissà, pure, per quanto. Ma sono gli accadimenti oltre Tirreno, volenti o nolenti, a dare una smossa. A tutti, ma partendo da chi, come mormorano da mesi le piazze reali e virtuali, potrebbe essere candidato alle prossime, e pare imminenti, elezioni politiche.

Oggi, a Roma, ci sarà la conferenza dei capigruppo che deciderà la “road map” della crisi. Ma, a parte qualche strenuo tentativo di allungare i tempi ed allontanare le urne (passaggio che solitamente penalizza chi lo sostiene), con poco credibili sintonie tra, ad esempio, Renzi, Boschi e parte dei 5 Stelle (quella più radicale e di sinistra), pare che entro i prossimi mesi si voterà.

E anche nella Riviera catalana d’Italia, com’è normale, ci sono da tempo ragionamenti su chi potrà essere in lizza per un posto in Parlamento. Occhi puntati, ovviamente, sui big e dunque nel Centrodestra si parla di Marco Tedde, mentre nel campo avverso di Mario Bruno (in questo modo si paleserebbe una sfida attesa da tempo). Ovviamente anche i 5 Stelle si giocherebbero le proprie carte con qualche rappresentante già in attivato nel gruppo storico presente in città. Questo per fare un’estrema sintesi, ma è noto che Alghero, durante le elezioni, offre sempre il peggio di se con una pletora di candidati utile a non avere eletto mai un rappresentante o comunque meno di quelli che potrebbe e soprattutto vorrebbe l’elettorato. La speranza è che, almeno questa volta, si possa fare sintesi sui nomi con maggiore possibilità di essere eletti.

Ovviamente non bisogna dimenticare che nei vari schieramenti, a livello locale, ci sono le giuste aspettative dei principali partiti coi rispettivi candidati. E dunque in primis la Lega e il Partito Democratico e pure Forza Italia e Fratelli d’Italia oltre che quella che sarà la principale aggregazione di Sinistra. Tradotto: ci saranno diversi candidati che si contenderanno uno scranno nella massima assise nazionale. Che sia ottobre, dicembre, febbraio o aprile, è certo che il panorama politico è atteso da elezioni che paiono essere, visti i vari aspetti, tra le più importanti di sempre.

Nella foto i ministri Di Maio, Salvini e il Premier Conte

S.I.

Valentina Usai alla Mercede Basket

ALGHERO – Dopo la stagione appena trascorsa in prestito ad Alghero, la società è felice di annunciare la firma dell’atleta Valentina Usai, guardia classe 2004, che era di proprietà dell’Ants Viterbo, e che arriva alla Mercede a titolo definitivo.

“Sono molto soddisfatto di questa scelta,  come già detto in precedenza, vogliamo continuare a lavorare sui giovani – commenta il GM Francesco de Rosa– Ho avuto modo, durante la stagione sportiva appena conclusa, di apprezzare le qualità e l’impegno di questa ragazza, sia in campionato che al Trofeo delle regioni, dove è stata anche la migliore realizzatrice del torneo nella percentuale dei tiri da 3″.

“Ringrazio vivamente la società Ants Viterbo per la disponibilità dimostrata, dando a Valentina la possibilità di arrivare da noi a titolo definitivo — Valentina farà parte del roster della prima squadra in serie B oltre a partecipare ai campionati giovanili Under 18 e Under 16, in bocca al lupo da tutta la società per questa nuova avventura”.

Nella foto una partita della Mercede

S.I.

Tassa Soggiorno e In-House: falsità in Aula, ecco la verità

ALGHERO – “Capiamo il senso di disagio che il consigliere di minoranza Mario Bruno stia provando nel suo nuovo ruolo, ma francamente ci meraviglia che da ex amministratore inciampi in consiglio comunale in strafalcioni di natura finanziaria, al solo scopo di creare confusione, o dare cattive informazioni”. Cosi il direttivo di Forza Italia Alghero che commenta quanto detto dall’ex-sindaco Bruno durante la discussione dell’ultima massima assise cittadina.

“Nell’ultimo consiglio comunale, il rappresentante di <Per Alghero> nel suo intervento, nel tentativo di criticare il programma dell’amministrazione del sindaco Conoci, e nello specifico il proposito di destinare parte delle risorse provenienti dall’imposta di soggiorno a fini turistici, si è lanciato in un’affermazione doppiamente bizzarra, ossia “che senza la destinazione della tassa di soggiorno a favore della Alghero in House la stessa sarebbe a rischio chiusura”. Niente di più falso”.

“Il consigliere di minoranza dovrebbe sapere (anche se è vero che l’ho ha sempre ignorato) che la tassa di soggiorno deve essere destinata a tutti quei servizi utili alla promozione turistica della città, così come nel contempo dovrebbe  ricordare che nel suo programma elettorale del 2014 vi era fra gli obiettivi (sic) la chiusura della Alghero in House, e dovrebbe ricordare, come lo ricordano i dipendenti della società, che aveva già previsto di spedirli, come un pacco postale, ad un’altra partecipata, la Multiss, allo scopo di liberarsi del problema, così come non dimenticano i dipendenti di essere stati messi in cassa integrazione da Bruno, prima che lo stesso, in un attimo di lucidità, si rendesse conto che senza la società che si occupa delle manutenzioni la città sarebbe andata allo sfascio”.

Nel programma di governo del sindaco Conoci, invece, c’è la chiara volontà di rafforzare il ruolo delle partecipate, sino a farle tornare dei bracci operativi e dei valori aggiunti della macchina comunale. Ma ancora più falso, ed in questo caso preoccupante, visto il ruolo ricoperto dal consigliere Bruno sino a un mese fa, è che lui dichiari che l’Alghero in House sia finanziata dalla tassa di soggiorno”.

“È vero che lui si è sempre poco e male occupato di numeri, è altresì vero che ha ben pensato di andarsene senza approvare il bilancio della partecipata mandando deserta l’assemblea regolarmente convocata sin da aprile, ma il bilancio dovrebbe conoscerlo ugualmente”.

“Se l’avesse letto saprebbe che Il contratto di servizio fra Comune di Alghero e la società Alghero in house prevede un corrispettivo annuo di circa 2.300.000 finanziato per circa 1.300.000 dagli introiti dei parcheggi a pagamento, per 822.000 dal contributo regionale (ottenuto grazie all’intervento dell’on Tedde) e per il residuo con utili di bilancio frutto della produttività della Alghero in House. Il totale come potrà vedere dal progetto di bilancio 2018, supera abbondantemente i 2.300.000 euro”.

“Insomma nessun provento della tassa di soggiorno va a finire nelle casse della partecipata che si occupa di manutenzioni e sarebbe quindi interessante che il consigliere Bruno, sempre che lo ricordi e lo sappia, dica invece come ha sinora impiegato i fondi della tassa di soggiorno”.

“Per il resto il consigliere Bruno stia tranquillo, Alghero in House non solo resterà in vita ma verrà ulteriormente efficientata e la tassa di soggiorno sarà destinata a promuovere la città di Alghero e lui se vorrà, anche dai banchi della minoranza, potrà contribuire con qualche idea di marketing all’amministrazione Conoci”.

Nella foto un incontro di Forza Italia Alghero

S.I.

Lega, tempo perso: meglio votare

ROMA – “Mai chiesto né chiederemo poltrone, lontani da qualsiasi ipotesi di rimpasto di governo”. Così la Lega riguardo la crisi politica che si è aperta a livello nazionale. “C’è la consapevolezza e la presa d’atto che, dopo le tante cose buone fatte, da troppo tempo su temi fondamentali per il Paese come grandi opere, infrastrutture e sviluppo economico, shock fiscale, applicazione delle autonomie, energia, riforma della giustizia e rapporto con l’Europa tra Lega e 5stelle ci sono visioni differenti”.

“Il voto di ieri sulla TAV ne è solo l’ultima, evidente, irrimediabile certificazione.
L’Italia ha bisogno di certezze e di scelte coraggiose e condivise, inutile andare avanti fra no, rinvii, blocchi e litigi quotidiani.
Ogni giorno che passa è un giorno perso, per noi l’unica alternativa a questo governo è ridare la parola agli Italiani con nuove elezioni”

Sassari-Olbia, subito il Commissario

ALGHERO – “La strada Sassari – Olbia deve essere completata in tempi brevi. L’infrastruttura è fondamentale per lo sviluppo del territorio del nord Sardegna, le cui legittime aspettative non possono più essere disattese”. Il Presidente del Consiglio regionale Michele Pais assicura il pieno sostegno dell’Assemblea ai sindaci del territorio che, manifestando il loro dissenso, si sono resi protagonisti di un’iniziativa di grande valenza politica e amministrativa.

Il Consiglio e la Giunta regionale – scrive Pais –  procederanno uniti su questo tema importante che deve essere portato avanti  con spirito  di concertazione e di servizio. “Ormai i tempi sono maturi per la nomina di un Commissario straordinario che ponga  all’attenzione del Governo l’assoluta necessità di procedere in tempi ragionevoli all’ultimazione dei lavori della strada Sassari – Olbia. Le ragioni di tale urgenza – aggiunge il presidente Pais – risiedono nella necessità di colmare quel deficit infrastrutturale che troppo a lungo ha costituito un freno per lo sviluppo economico sociale e turistico della Regione Sardegna. L’ultimazione di tale opera, infatti, favorirà la massima mobilità interna e di collegamento con i principali aeroporti di Alghero, Olbia e Cagliari e con i porti di Porto Torres, Cagliari, Olbia, Palau e Santa Teresa. Un salto di qualità per la nostra Sardegna “.

Nella foto il Presidente Pais

S.I.