Barracelli, salta la Commissione: critiche

“Ancora una volta la maggioranza non è in grado di garantire il numero legale e così salta la quinta commissione convocata per la designazione del comandante dei Barracelli.  Sono sempre più evidenti e oramai sotto gli occhi di tutti i problemi del cdx che sostiene Conoci. Mentre, infatti, il Sindaco continua a rinviare qualunque azione, restando fermo e immobile come suo costume, la sua coalizione si dilania in scontri interni sempre più aspri.  La commissione richiesta, come ha tenuto a precisare il presidente Mulas, dall’assessore Montis va così deserta, perché come già successo nell’ultimo consiglio comunale e come spesso sta avvenendo in commissione, la maggioranza non ha i numeri.  Anche ieri nella sesta commissione, convocata per discutere del regolamento delle entrate, la maggioranza si è presentata senza il numero legale e solo per senso di responsabilità abbiamo garantito noi il numero, permettendo lo svolgimento dei lavori. Commissione bilancio di ieri che, peraltro, si è conclusa senza che il regolamento entrate presentato dall’assessora Caria fosse messo in votazione, con l’assessora oramai pubblicamente sfiduciata dalla sua stessa maggioranza e in particolare dal gruppo di Forza Italia che l’aveva a suo tempo indicata.  Le distanze e le frizioni interne alla maggioranza paiono insanabili e non possono essere, ulteriormente, mascherate dal senso di responsabilità dell’opposizione. O il sindaco risolve, subito e senza continuare a farli patire alla città, i problemi interni, che da tempo stanno lacerando irreversibilmente un’alleanza che aveva come unico collante la ricerca della vittoria elettorale, oppure levi il disturbo.  D’altronde considerato il modo assente e pressoché invisibile con cui ha svolto il suo incarico in questi due anni, i cittadini non si accorgeranno della differenza se dovesse prendere atto che la sua esperienza (se mai fosse iniziata…) è finita e rassegnasse le dimissioni”.
Gabriella Esposito
Mario Bruno
Pietro Sartore
Raimondo Cacciotto  
Ornella Piras  
Valdo Di Nolfo 
Beniamino Pirisi

Ospedali algheresi, mancano 30 medici: è emergenza

ALGHERO – “La fragilità della sanità algherese è testimoniata dalla carenza di personale medico che pesa sulle due strutture ospedaliere. Mancano ben 22 dirigenti medici, di cui 2 in radiologia, 3 in Dialisi, 4 in Ortopedia, 4 in Chirurgia, 3 in Medicina, 3 al Pronto soccorso e 3 in Pediatria) e a questa voragine sanitaria si somma la carenza di 8 dirigenti medici del Presidio Ospedaliero Unico Alghero-Ozieri”. Cosi i partiti e gruppo di maggioranza ovvero Fratelli d’Italia, Forza Italia, Udc, Riformator, Psd’Az e Gruppo Misto.

“Si rischia la chiusura di Reparti strategici. Ma anche il centro Covid + dell’Ospedale Marino di Alghero è in gravissimo affanno, posto che i 4 dirigenti medici assegnati provvisoriamente dovranno rientrare presso le strutture di provenienza. E’ una situazione di precarietà preoccupante che deve essere affrontata immediatamente dai vertici della sanità sarda. Ma anche la politica algherese, senza distinzione di casacche, deve accendere i fari su queste carenze che rischiano di ripercuotersi in modo pesante sulla salute degli algheresi”.

“Crediamo fermamente che sia indispensabile convocare in tempi brevissimi la Commissione sanità del Comune di Alghero, convocando le figure apicali del Presidio Ospedaliero Unico Alghero-Ozieri affinché possano riferire sulla delicata situazione in atto. Siamo e saremo sempre convinti che la salute dei nostri cittadini deve essere tutelata prescindendo da logiche di schieramento.

“Non possiamo più accettare una situazione del genere, la mancanza di medici e personale sanitario non può garantire un servizio efficiente. A breve convochero’ la commissione Sanità per evidenziare le criticità che oggi ci sono nei nostri ospedali. La politica è responsabile di trovare soluzioni”, cosi il presidente della commissione Sanità Christian Mulas che, da tempi non sospetti, è sempre in prima linea in difesa della sanità cittadina.

Nella foto i capigruppo di Fdi Mulas e Riformatori Bamonti

Punta Giglio, l’Udc difende l’operato del Parco

ALGHERO – Il direttivo cittadino dell’Udc Alghero, preso atto del dibattito costruttivo apertosi in città in relazione alla ristrutturazione e rivalorizzazione del compendio di Punta Giglio, plaude all’interessamento del comitato spontaneo costituitosi a difesa di quella parte del territorio in argomento, «dal quale si evince la sensibilità di attenzione verso le bellezze naturalistiche storiche ed architettoniche del nostro territorio espresso ultimamente anche attraverso diversi comunicati a mezzo stampa. Si desidera, comunque, evidenziare che dalla lettura della documentazione resa pubblica giorni addietro dall’Ente Parco – sottolineano in una nota i dirigenti – si evince che la vicenda amministrativa, il cui percorso inizia nel luglio 2017, viene gestita dal Demanio dello Stato in quanto proprietario. Alla concretizzazione di quanto previsto dal bando, nel luglio 2017 veniva stipulata a Cagliari apposita convenzione tra l’Agenzia del Demanio – Direzione Regionale Sardegna e l’Amministrazione Comunale di Alghero. «Sarebbe stato ragionevole ed opportuno far osservazioni in merito alla tutela ambientale in quella fase. Siamo convinti che il bene demaniale sarebbe stato più utile se trasferito in capo al Parco per un miglior uso pubblico e per una visione naturalistica, storica e paesaggistica d’insieme con tutto il resto del territorio. Purtroppo tutto questo non è avvenuto sebbene richiesto, sin dal lontano 2008 dall’allora Presidente del Parco dottor Antonello Usai e la disponibilità dichiarata dall’allora sottosegretario Cossiga. Il continuo cambio delle amministrazioni locali, nazionali e del Parco, non ha consentito di realizzare l’obbiettivo che l’amministrazione del Parco si era proposta ma l’Udc ritiene ancora oggi che l’affidamento del compendio militare di Punta Giglio al Parco Regionale di Porto Conte sarebbe stata la soluzione migliore». L’Udc ritiene, infine, che il Consiglio di amministrazione del Parco, per quanto di sua competenza e tramite la propria direzione ha svolto appieno le sue funzioni di vigilanza e salvaguardia ambientale entrando nel merito del progetto, richiedendone una drastica rimodulazione con una forte attenzione all’ambiente derivante dall’eccessivo carico antropico previsto nel progetto iniziale presentato in conferenza dei servizi dalla cooperativa dove erano presenti anche i rappresentanti del Comune di Alghero, i rappresentanti della Soprintendenza Archeologica delle belle arti e paesaggio, l’ufficio di tutela del paesaggio regionale, il corpo forestale della Regione nonché i rappresentanti della cooperativa aggiudicataria del bando attivato dal Demanio dello Stato. Non si comprende perché oggi ci si scagli, spesso strumentalmente, solo contro il Parco che ha svolto diligentemente il suo compito, quando la proprietà del compendio ex militare è in capo al Demanio dello Stato che ha gestito in “senso privatistico” il proprio bene attivando apposita convenzione con l’amministrazione comunale allora in carica, e le autorizzazioni urbanistiche sono state rilasciate dal comune di Alghero sulla base della conferenza dei servizi ove erano presenti tutte le amministrazioni summenzionate. Ora a meno di estenuanti contenziosi amministrativi e richieste di rifusione di onerosi danni sia a livello amministrativo che contabile sembra del tutto improbabile se non impossibile ritornare indietro. Il Parco di Porto Conte come si può desumere è stato sempre presente: viene spontaneo chiedersi dove fossero gli altri che oggi protestano in maniera più o meno condivisibile o strumentale”.

Direttivo Udc Alghero

Ufficio Europa, Conoci accoglie nostra proposta

ALGHERO – “Apprendiamo con soddisfazione che il sindaco Conoci ha accolto le nostre sollecitazioni per la creazione di una struttura comunale, una sorta di “Ufficio Europa”, attrezzata per partecipare ai bandi e per predisporre progetti per intercettare le straordinarie risorse finanziarie che a breve arriveranno dall’UE. Partecipando anche alla programmazione della futura Città Metropolitana di Sassari. E’ peraltro recente la notizia secondo la quale nella ripartizione delle risorse 2021 -2027 la Sardegna solo per fondi strutturali potrà contare su 2 miliardi e 625 milioni di euro. A queste ingenti risorse si sommeranno i fondi del Recovery fund. Il Comune di Alghero deve potersi inserire in modo autorevole e collaborativo all’interno della governance multilivello che mette in comunicazione la UE e gli uffici delle pubbliche amministrazioni isolane. Occorre agire rapidamente affinché il Comune di Alghero possa contare su una struttura con un Dirigente e collaboratori dotati della necessaria formazione e di sufficiente esperienza per proiettare l’Amministrazione nello spazio UE e che abbia la capacità di tessera una tela che comprenda strategie locali, quelle regionali e quelle dell’unione Europea. Ingentissime risorse che devono essere intercettate e spese bene per realizzare in tempi rapidi un futuro migliore per la Alghero dei prossimi decenni, con opere pubbliche strategiche e sostenendo gli investimenti e la crescita delle imprese isolane. Ma anche costruendo per i cittadini algheresi una sorta di “finestra” sull’ Unione Europea, per consentire loro di accedere in tempi rapidi a flussi di informazioni e di conoscenza della programmazione europea nelle politiche legate alla istruzione, cultura, giovani, ambiente e turismo”

Nunzio Camerada – Forza Italia
Nina Ansini – UDC
Monica Pulina – Gruppo Misto
Giovanni Monti – Gruppo Misto
Giuliano Tavera – PSD’Az

NextGenEu, lettera a Draghi degli ex-Sindaci

ALGHERO – Lettera dell’Associazione Nazionale degli ex Sindaci – “Gruppo ’93” per ricordare l’anno 1993 in cui fu approvata la legge n. 81 per l’elezione diretta del sindaco da parte dei cittadini, inviata al Presidente Draghi, per l’elaborazione del Next generation EU nel documento programmatico (PNRR) affinchè sia coerente agli indirizzi europei. Tra i firmatari anche l’ex-sindaco di Alghero Mario Bruno.

Signor Presidente,
gli ex Sindaci firmatari di questa lettera sono i primi a essere consapevoli dello sforzo che le istituzioni ad ogni livello stanno facendo per affrontare la più grave crisi sanitaria, economia e sociale che ci sia stata in Italia dal secondo dopoguerra. In particolare la nostra solidarietà va ai Sindaci delle città (metropolitane, medie, piccole e piccolissime) che ogni singolo giorno sono chiamati in prima persona a rispondere alle esigenze sempre più complesse dei loro concittadini. A un anno dall’inizio della pandemia, siamo tuttavia alla vigilia di un evento storico. L’Unione Europea ha finalmente adottato una linea di ripresa per tutti i Paesi membri fatta di indirizzi condivisi e di risorse per investimenti paragonabili solo a quelle del cosiddetto “Piano Marshall”. Il Governo italiano sta elaborando in coerenza con il Recovery Plan e il Next Generation EU un suo proprio documento programmatico (PNRR) per dare applicazione coerente agli indirizzi europei. Siamo certi dell’impegno di tutte le istituzioni nel non perdere l’occasione di rilanciare e riformare il Paese in una logica di innovazione, di sostenibilità (ambientale, sociale ed economica) e di riduzione delle diseguaglianze. Ci rivolgiamo a Lei, Signor Presidente, per esprimerLe un timore, che, per la nostra esperienza temiamo sia ancora attuale. Il timore è che la filiera della “Governance istituzionale” italiana non sia all’altezza della condivisione e coesione richieste per una scrittura e un’applicazione coerente ed efficace del PNRR. Troppe volte abbiamo visto negli ultimi anni, anche quando eravamo protagonisti della vita pubblica delle nostre città, i Comuni che non si confrontano fra loro, le Regioni che non dialogano con le Città Metropolitane e che ad ogni occasione (spesso fittizia) si distinguono dalle indicazioni del Governo Nazionale. Per non dire dei piccoli Comuni abbandonati a se stessi (senza risorse né tecniche, né economiche) per la cancellazione, colpevole, di un Ente di Area Vasta. A noi non piace, Signor Presidente, parlare in astratto della seppur necessaria riforma della Pubblica Amministrazione, tantomeno accettare l’idea che in Italia vi sia ovunque inefficienza e incompetenza perché sappiamo che non è così, sia nel settore pubblico che in quello privato, anzi. Il problema è che quelle competenze vengono spesso inutilizzate e separate fra loro da norme di legge e abitudini culturali desuete, che antepongono il rispetto di se stesse, il controllo, il diritto di veto, la logica della sospensiva, all’efficacia dell’azione e alla sua verifica. Proprio per questo pensiamo che l’applicazione del PNRR sia l’occasione 2 non perdibile per rendere più efficiente la governance amministrativo-istituzionale del Paese: da Roma fino a tutte le città, i paesi, i territori che, con le persone che li abitano, devono diventare i veri protagonisti della ripresa e della resilienza. Chi altrimenti? La pandemia ha accentuato contraddizioni e discriminazioni più antiche: una crescente diseguaglianza sociale ed economica, una disoccupazione giovanile e femminile che ci priva delle migliori risorse e competenze, una troppo scarsa integrazione e omogeneità delle condizioni di benessere tra i territori, un mondo dei servizi pubblici essenziali arretrato e non omogeneo (basti pensare ai 20 diversi sistemi sanitari italiani), la mancanza di molte infrastrutture fisiche e digitali indispensabili alla coesione territoriale e sociale. A queste carenze ormai croniche la pandemia ha aggiunto il nuovo bisogno dei cittadini, divenuto sempre più urgente per anziani, donne, bambini, di avere servizi efficienti di prossimità. A tutto ciò il PNRR dovrà saper rispondere ripensando il sistema delle città e dei territori, se non lo si vuole ridurre all’ennesimo aiuto distribuito erga omnes (sui soggetti piuttosto che sui progetti), peraltro in netto contrasto con le scelte europee. Il PNRR seguirà una logica di sussidiarietà, progettando soluzioni il più vicino possibile a dove i bisogni si manifestano, o una logica di direttive nazionali forti e uguali per tutti? Noi pensiamo che sia indispensabile applicare il principio della “Sussidiarietà verticale” (come da Trattato della Comunità europea) e che le politiche nazionali saranno tanto più forti ed efficaci quanto più potranno articolarsi, declinarsi, adattarsi alle tante diverse realtà territoriali italiane. Realtà che compongono ormai un quadro molto variegato di difficoltà e potenzialità diffuse ovunque, facendoci superare, come molti studiosi sostengono, la storica netta separazione tra Nord e Sud, rispetto a una realtà composta di “tanti Nord e tanti Sud” presenti ovunque sul territorio nazionale. Su questi temi abbiamo aperto un confronto con valenti ed esperti giuristi italiani e ne è emersa una “proposta” che viene illustrata in dettaglio nel documento che Le alleghiamo e che qui possiamo sintetizzare come segue. I territori italiani saranno o non saranno i veri protagonisti di una ripresa sostenibile del Paese. Perché lo siano è necessario che i loro rappresentanti partecipino da subito alla elaborazione e definizione del PNRR, altrimenti si produrrà una distonia dannosa alla sua efficace applicazione. Nello stesso tempo, è difficile e sbagliato pensare che, senza una Cabina di Regia unica e nazionale si possa garantire la necessaria coerenza realizzativa delle linee guida europee e delle priorità italiane. La coniugazione tra coerenza e articolazione, tra responsabilità e partecipazione, dovrebbe essere il valore aggiunto del PNRR nei prossimi 3 mesi. Questa “partecipazione” deve coinvolgere le Regioni ma non può limitarsi al solo confronto con le Regioni, che spesso hanno rappresentato un diaframma anziché un agente facilitatore della filiera istituzionale. Non immaginiamo che debba essere ulteriormente moltiplicata l’esperienza, non sempre positiva, della figura del “Commissario straordinario” con pieni poteri, né nazionale né territoriale. Al contrario, noi riteniamo che nella presentazione dei progetti sia necessario e doveroso (anche costituzionalmente) responsabilizzare i Sindaci che sono di fatto i portavoce dei bisogni delle loro comunità e i registi delle risposte che vengono fornite dall’amministrazione pubblica ai cittadini. In una parola, Signor Presidente, noi pensiamo che possa essere utilmente replicato ed esteso un modello simile a quello applicato a Genova nella vicenda della ricostruzione del Ponte Morandi. Quel modello prevede che i Sindaci e le “Conferenze di servizio” siano i responsabili dei progetti da realizzare, che non possano intervenire sospensive mentre i lavori sono in corso, che vi sia una certificazione pubblica e trasparente della coerenza tra il progetto approvato e la sua realizzazione. Siamo consapevoli dei rischi di infiltrazione malavitosa che la sussidiarietà può comportare, non solo nel Mezzogiorno. Ma senza questo allentamento del controllo ex ante, bilanciato da maggiori responsabilità penali ex post, riteniamo sia impossibile, fuori dal settore delle grandi opere pubbliche nazionali, estendere ai territori l’innovazione dei servizi, la transizione ecologica e la crescita economica sostenibile che l’Europa ci chiede. La ringraziamo davvero, Signor Presidente, per l’attenzione che ci ha riservato e le auguriamo, nel pieno rispetto e apprezzamento del ruolo che ha svolto e che sta svolgendo, un buon lavoro.

FIRME DEGLI EX SINDACI: Giuliano Pisapia (Milano) Nicola Sanna (Sassari) Sergio Cofferati (Bologna) Enzo Bianco (Catania) Mario Bruno (Alghero) 4 Marco Alessandrini (Pescara) Gianfranco Burchiellaro (Mantova) Enrico Campedelli (Carpi) Valentino Castellani (Torino) Monica Chittò (Sesto San Giovanni) Massimo Cialente (L’Aquila) Paolo Corsini (Brescia) Sergio Daniel (Varedo) Simeone Di Cagno Abbrescia (Bari) Antonella Ferrario (Ceriano Laghetto) Lillo Firetto (Agrigento) Daniela Gasparini (Cinisello Balsamo) Oriano Giovanelli (Pesaro) Marco Mairaghi (Pontassieve) Giuseppe Manni (Bresso) Vidmer Mercatali (Ravenna) Carlo Novarino (Moncalieri) Paolo Perazzoli (San Benedetto del Tronto) Massimo Pironi (Riccione) Claudio Pistoni (Sassuolo e Fiorano) Roberto Poli (Casalfiumanese) Francesco Prina (Corbetta) Maurizio Roi (Lugo) Gaetano Sateriale (Ferrara) Roberto Scanagatti (Monza) Luigi Spagnolli (Bolzano) Fabio Sturani (Ancona) Tiziano Tagliani (Ferrara) Elena Torri (Lizzano in Belvedere) Walter Vitali (Bologna) Paolo Zanotto (Verona)

Tributi, FI: aiutare imprese e famiglie

ALFHERO – Il difficile contesto emergenziale e le importanti e sempre più preoccupanti ricadute negative sul tessuto economico impongono l’adozione di misure volte a consentire alle imprese e alle famiglie algheresi di poter far fronte agli obblighi tributari senza essere vessati. I nostri contribuenti debbono essere posti nelle condizioni di non subire azioni esecutive onerose e che avrebbero l’unico effetto di aumentare esponenzialmente la crisi di liquidità dell’intero sistema economico cittadino. Per questo Forza Italia chiede una modifica del regolamento comunale sulle entrate che proprio in conseguenza dell’aggravarsi della crisi economica a seguito del perdurare della pandemia preveda :

Un aumento del numero massimo di rate dalle attuali 72 sino a 120 al fine di consentire ai contribuenti una più agevole ripartizione delle somme dovute. La possibilità di presentare piani straordinari, assimilabili alle cosiddette conciliazioni o concordati fiscali basate su una proposta asseverata da un professionista che ne attesti la fattibilità e la convenienza per le parti.

Eliminazione della discrezionalità del funzionario in ordine alla “valutazione economica” della rateazione
Eliminazione dell’obbligo di presentazione di apposita garanzia bancaria o assicurativa
di far usufruire delle rateizzazioni anche a chi, per motivazioni legate alla crisi economica o a momentanee difficoltà, sia decaduto da precedenti piani di rateizzo
L’eliminazione delle SANZIONI in tutti i casi in cui non vi sia chiarezza sull’applicazione del tributo

L’adeguamento della normativa comunale alla riforma in materia IMU ( legge 160/2019) estendendola a tutte le annualità ancora accertabili, prevedendo che non esistano più casi di mancata presentazione della dichiarazione a “pena di decadenza”, e ricomprendendo tutti i casi in cui sussistendo le condizioni previste dalla normativa per accedere alle agevolazioni, la mancata presentazione della dichiarazione non fa perdere il diritto all’agevolazione, ma comporta solo l’applicazione della sanzione di 50 euro per omessa presentazione della dichiarazione. Secondo Forza Italia in questo difficile contesto emergenziale che sta provocando importanti ricadute negative sul comparto economico, l’Amministrazione e la politica tutta debbono stare al fianco dei cittadini

Fisco light, proposta di Conoci-Caria

ALGHERO – Lavoriamo con intensità utilizzando lo strumento regolamentare per stare al fianco delle nostre imprese in una stagione difficile sul piano economico, nella quale risulta quanto mai difficile fare fronte alle incombenze tributarie. In un ottica di alleggerimento del peso della fiscalità locale sui contribuenti, si muove il lavoro svolto dall’assessorato guidato da Giovanna Caria, alla quale ho chiesto di predisporre una proposta, da presentare al Consiglio Comunale, che ampli la possibilità di rateizzare le somme dovute per i tributi comunali. 120 rate (10 anni) anziché le attuali 72, in linea con quanto anche l’agenzia delle riscossioni sta facendo. Accordando, peraltro, il beneficio della rateizzazione anche a soggetti precedentemente decaduti dall’agevolazione. Prevedendo, inoltre, l’introduzione di criteri più flessibili sulle garanzie, rese obbligatorie dalla legge, da prestare all’amministrazione per l’ammissione alla rateizzazione; flessibilità sia sulla tipologia della garanzia che sui tempi di presentazione. Poche modifiche, semplici e chiare, che rappresentano la linea sin qui espressa dalla nostra amministrazione di vicinanza al nostro comparto economico. Alleggerire il più possibile il peso dei tributi per renderli sostenibili sempre nel rispetto delle norme nazionali sulla finanza locale. Sono certo che le questi a direzione sarà fatta propria sia dalle forze politiche che dal Consiglio Comunale. Il momento che viviamo va affrontato con il massimo dell’attenzione verso le nostre imprese e la nostra amministrazione non si vuole sottrarre dall’esercizio di questo dovere. Apprendo, tra l’altro, con soddisfazione che Forza Italia, e sicuramente tutte le altre forze politiche della maggioranza, condivida questa scelta alla quale in queste settimane abbiamo lavorato con impegno ed efficacia affinché approdi nei prossimi giorni in Consiglio Comunale.

Mario Conoci, Sindaco di Alghero

Crisi maggioranza, Conoci immobile: ora basta

ALGHERO – “L’immobilismo elevato a valore, lo stare fermi e il non decidere come unica virtù. Mesi di attese e di rimandi, evitando di prendere decisioni e di fare scelte per evitare di sbagliare. Questa è la rappresentazione di questi 21 mesi di amministrazione Conoci, che hanno completamente paralizzato la città”. Cosi Pietro Sartore consigliere comunale della lista civica Per Alghero riguardo la crisi politica in seno alla maggioranza alla guida di Alghero.

“La cosa che lascia stupefatti è che anche ora che i nodi sono, inevitabilmente, venuti al pettine, il sindaco continui imperterrito nel tentativo di restare fermo, muto, immobile, convinto che i problemi si risolvano da soli e sperando di poter non essere notato, quasi fosse un piccolo geco che si schiaccia sul muro nel disperato tentativo di mimetizzarsi e nascondersi. Nel frattempo, mentre lui si preoccupa unicamente di cercare qualcuno (chi l’ha preceduto, l’opposizione, la parte critica della sua stessa maggioranza…) su cui scaricare le proprie responsabilità, il tempo passa e sempre più numerose sono le urgenze che non vengono affrontate. Dall’ordinaria amministrazione con una città sporca, con la viabilità impazzita e le strade che sembrano bombardate (come opposizione abbiamo da tempo proposto un investimento di almeno un milione di euro per il rifacimento degli asfalti…) alla prospettiva futura”.

“Bisogna dedicare alla programmazione un’attenzione non solo di facciata, è necessario dotare il comune di un ufficio programmazione capace di reperire risorse dall’UE, bisogna riprendere a progettare opere pubbliche e portare avanti quelle progettate dalle amministrazioni precedenti. Ci sono quasi 30 milioni di opere pubbliche già in itinere, ma sono spesso ferme al palo o addirittura bloccate a causa di contenziosi tra il comune e le ditte appaltatrici; senza dimenticare i 15 milioni di opere legate a progetti della rete metropolitana, progetti di cui però si è persa traccia.

“Sono necessari oggi più di ieri interventi di sostegno per le attività produttive, settore che l’amministrazione continua a trascurare e, senza voler parlare di piano del commercio, ancora si attendono le proposte sui mercati e sul regolamento del suolo pubblico, di cui gli esponenti del centrodestra continuano a farfugliare da oramai due anni. Davanti alla necessità di ripartire però Conoci e i suoi fedelissimi impegnano il tempo del governo solo per cercare di mantenere il potere e non per far crescere la città”.

“Così, mentre altre città già da tempo hanno approvato il bilancio di previsione, Alghero viaggia ancora in esercizio provvisorio e del bilancio preventivo non si conosce nulla, così come non si conoscono affatto (sempre che esistano…) le proposte del comune di Alghero per il Recovery plan.

“A questo punto l’ultima speranza è che almeno ora, che glielo chiede anche un pezzo importante della coalizione di cdx, Conoci dia un qualche segno di vita, risolva la crisi della sua maggioranza in tempi celeri e inizi a lavorare per la città o, se ciò non è possibile, con un sussulto di dignità, rassegni le sue dimissioni, senza insistere in questo eterno galleggiare.
La città non può continuare a restare senza governo nell’attesa che lui prenda coscienza di esserne il Sindaco”.

Crisi a Porta Terra, lunedi vertice. Conoci dimmissionario?

ALGHERO – Era prevedibile che il malcontento, giustificato o meno, sarebbe approdato in Consiglio. E così è stato. Alcune porzioni della maggioranza di Centrodestra Sardista, stravittoriosa alle elezioni comunali del 2019, hanno lasciato l’aula (virtuale, visto che ancora oggi, nonostante la Sardegna sia “Zona bianca”, il Consiglio si svolge in videoconferenza) facendo mancare i numeri alla maggioranza. Lavori sospesi, poi conclusi e seduta rinviata.

Forza Italia, con tre consiglieri su 4 (Musu si è smarcato) e il Gruppo Misto, in totale 5 consiglieri (Camerada, Spano, Argiolas, Pulina e Monti), hanno manifestato in maniera palese il loro, appunto, malcontento. Sentimento che è stato rafforzato anche da una missiva (non la prima) inviata al Sindaco Conoci. Diversi i temi toccati e che in generale evidenziano la necessità di adattare lo schema e le forze di Governo alle recenti, epocali trasformazioni a causa della pandemia. Disgrazia ancora non sconfitta e che, come in tutto il Mondo, ha creato dei gravi e nefasti effetti sul tessuto sociale ed economico. Certo, qui colpisce più duramente, come visto, alla luce delle ataviche problematiche che attanagliano questi territori.

“Se Forza Italia può essere rappresentata come la locomotiva di questa amministrazione, quello dell’ultima seduta consigliare può considerarsi il fischio della locomotiva, un avviso, un segnale”. Queste le parole, di ieri, del capogruppo azzurro Nunzio Camerada. A seguire le parole del Primo Cittadino: “Possono esserci, da parte delle forze politiche, giudizi non positivi su aspetti particolari. È comprensibile, fa parte del percorso della politica. Ma non accetto che venga sminuito il lavoro di 20 mesi dell’esecutivo, il lavoro di tutti, svolto nell’ultimo anno in condizioni di estrema difficoltà, senza precedenti, come si può immaginare. L’impegno a fare meglio c’è, si può fare meglio, certamente”.

Questo uno stralcio delle dichiarazioni di Conoci che, in estrema sintesi dice che se ci sono dei problemi riguardano tutte le forze politiche e dunque che i problemi vanno risolti insieme, altrimenti? Altrimenti può accadere quello che tutti, o quasi, vorrebbero evitare ovvero le elezioni, precedute dalle dimissioni del Sindaco. Lunedi ci sarà, salvo ulteriori rinvii, l’atteso incontro chiarificatore che, però, non è escluso che, vista una generale condizione di difficoltà tra le varie forze politiche, veda la presenza di Conoci da Sindaco dimissionario. Prima, però, ci sarà il weekend con i vari leader, a partire da Michele Pais, Marco Tedde, Antonello Usai, Pietrino Fois e via dicendo, impegnati nel perorare le rispettive cause che, se coincidenti potrebbero tracciare una percorso sereno per tutti, altrimenti, come detto, non restano che le scelte più drastiche.

Nelle foto i partiti di Centrodestra Sardista (marzo 2018)

Fi, Misto, Udc e Psd’Az: lettera a Conoci


Carissimo Sindaco,
sono trascorsi due mesi e mezzo da quel 23 dicembre in cui la coalizione si incontrò in video conferenza in accoglimento della nostra richiesta dei primi di novembre. In quell’incontro che, seppur tardivo, noi abbiamo ritenuto di fondamentale importanza per la coesione della coalizione e per una rivitalizzazione dell’azione amministrativa offuscata dal periodo pandemico, emerse la necessità di avviare una riflessione che potesse costituire un vero e proprio tagliando sui risultati raggiunti e sulla definizione degli obbiettivi e percorsi amministrativi per andare incontro alle esigenze di Alghero in questa difficile fase della vita della nostra comunità. Furono anche evidenziate da più parti la voglia e la pressante esigenza di un coinvolgimento preventivo reale dei partiti nelle scelte e nelle dinamiche amministrative. Coinvolgimento che non può ovviamente ridursi ad informative postume. L’incontro, che noi ritenemmo positivo, si concluse con l’accordo che prevedeva che il Sindaco avrebbe formulato ai partiti una proposta su un metodo efficace di coinvolgimento e su contenuti che avrebbero dovuto essere posti alla base dell’azione amministrativa. Solo oggi, 9 marzo, hai ritenuto di convocarci, ma dobbiamo rilevare che i nodi relativi alle scelte per il proseguo della consiliatura non sono stati sciolti. E allora rilanciamo con forza l’esigenza di individuare tempi e modi di confronto per il rilancio dell’azione amministrativa che oggi stenta a trovare un passo adeguato alle esigenze della nostra comunità. E crediamo che alla base dei prossimi snodi non possa non esserci l’istituzione di un efficace Ufficio di programmazione che sostenga l’Amministrazione nella quotidiana opera volta alla predisposizione di progetti che possano consentirci di recuperare risorse comunitarie, statali e regionali. I fondi di coesione e il Recovery fund porteranno nelle casse regionali risorse ingentissime, dagli 8 ai 10 miliardi, la cui attribuzione “pro quota” ad Alghero potrà consentirci di disegnare un futuro proficuo per le nuove generazioni. Ufficio programmazione che dovrà contribuire anche alla efficace e tempestiva spendita dei fondi. E in questo contesto occorre una informativa puntuale e una preliminare condivisione sulle richieste da formulare alla Regione da parte della Rete Metropolitana per poter fruire dei fondi del Recovery. Così come occorre capire come investire i fondi stanziati dalla Regione per il Palazzo dei congressi, affinché ricevano un utilizzo immediatamente misurabile in termini di ricadute per la crescita economica del territorio. E E quali funzioni attribuire al complesso sistema di immobili pubblici in città e nell’agro, a partire da Surigheddu e Mamuntanas, dal Palacongressi stesso, dall’ex caserma dei Carabinieri per giungere al Tris Blu passando attraverso il Colle del Trò. Senza dimenticare la necessità di rafforzare il settore dell’edilizia per dare risposte rapide ai cittadini e alle imprese e per affrontare l’impatto dell’ecobonus del 110%. E per rafforzare le ricadute operative di queste riflessioni siamo convinti che sia necessario istituire delle Unità di progetto con Assessori e Dirigenti che affrontino i principali nodi amministrativi sul tappeto e lavorino per proiettare la nostra comunità verso i prossimi trenta anni, anche mettendo in campo politiche per i giovani e per integrare l’agro con la e nella città. Con un rinnovato protagonismo da mettere in campo in tema di sanità, specie in questo momento difficile in cui la pandemia ha fatto dimenticare la necessità di realizzare il nuovo ospedale e di attuare il primo livello. Ma questi sono solo limitati esempi di alcune tappe di un percorso che vorremmo fare assieme a te, mettendo contestualmente a punto un intelligente equilibrio di rappresentanza nell’esecutivo cittadino, basato sulle rinnovate esigenze non solo amministrative e permeato di competenze vere. Ciò che veramente crediamo occorra alla coalizione è il recupero dello spirito che ci ha condotti a vincere le elezioni amministrative, con il riconoscimento reciproco dei ruoli dei partiti e quelli del Sindaco stesso che noi riteniamo debba rivisitare la rotta della nave della coalizione della quale deve dimostrare di voler stare saldamente al comando. Rimaniamo, pertanto, in attesa di una proposta di metodo di confronto e di una ipotesi di programma contenente i concreti progetti da attuare fino alla fine del mandato, inseriti in un contesto di assetti amministrativi idonei a conseguirli. Siamo certi che il nostro ed il tuo obbiettivo sia il rapido e proficuo rilancio dell’azione amministrativa, nell’interesse di Alghero e degli Algheresi.
Con immutata stima

Firmato: Tedde e Camerada (Coordinatore e capogruppo FI), Tavera (segr. PSd’Az) Ansini UDC capogruppo) Pulina e Monti (Gruppo misto).