“Il Parco è cresciuto grazie ad una visione che coniuga sviluppo a tutela, no ai talebanismi”

ALGHERO – “In merito al comunicato diffuso dall’Associazione Punta Giglio Libera – Ridiamo Vita al Parco APS, riteniamo doveroso intervenire per ristabilire una rappresentazione corretta del lavoro svolto negli anni dal Consiglio Direttivo del Parco di Porto Conte e dall’intera struttura dell’Ente”, Lo hanno dichiarato Raimondo Tilocca, Lina Bardino e Adriano Grossi già membri del Direttivo del Parco di Porto Conte che rivendicano l’evidente crescita dell’Ente con sede a Casa Gioiosa grazie anche alla guida del direttore Mariani che, entrò in carica, durante l’amministrazione Bruno per poi essere confermato dalla  successiva compagine di Centrodestra.

“Le affermazioni secondo cui il Parco sarebbe stato trasformato in una “macchina orientata alla valorizzazione economica” o addirittura identificato con una singola figura direttiva risultano profondamente ingenerose e non corrispondenti alla realtà amministrativa e istituzionale dell’Ente. Il Parco di Porto Conte non è mai stato governato da un “uomo solo al comando”. Le scelte strategiche, programmatiche e politiche sono sempre state assunte collegialmente dal Consiglio Direttivo e dall’Assemblea del Parco, organi composti da persone competenti, attente e fortemente impegnate nella tutela e nello sviluppo equilibrato del territorio. Il Direttore ha svolto, come previsto dalla legge, funzioni gestionali e attuative, dando esecuzione agli indirizzi deliberati dagli organi dell’Ente.

Attribuire oggi a una sola figura responsabilità, meriti o indirizzi politici significa non conoscere — o volutamente ignorare — il funzionamento di un ente pubblico complesso quale è un Parco regionale.

Respingeremo sempre una visione del Parco concepito come una “gabbia di vetro”, separata dalla comunità e sottratta alla vita del territorio. Un’area protetta moderna non può limitarsi alla sola conservazione passiva. Deve invece saper integrare tutela ambientale, educazione, ricerca, fruizione sostenibile, comunicazione ambientale e crescita culturale ed economica della comunità che la ospita.

In questi anni il Parco di Porto Conte ha saputo costruire servizi, attività educative, progettualità, mobilità sostenibile, valorizzazione ambientale e opportunità di lavoro, accrescendo la conoscenza e il rispetto del patrimonio naturale senza mai rinunciare alla propria missione primaria di tutela.

Parlare di visitatori, educazione ambientale, attrattori naturalistici, servizi sostenibili e valorizzazione del territorio non significa “commercializzare” il Parco, ma renderlo vivo, frequentato, conosciuto e quindi maggiormente tutelato. Un Parco chiuso, isolato e privo di relazione con il territorio rischia invece di diventare marginale e incapace persino di sostenere economicamente le proprie attività di conservazione.

Siamo convinti che la vera sfida del futuro non sia contrapporre tutela e sviluppo, ma mantenerli in equilibrio attraverso una gestione seria, competente e lungimirante. Il Parco deve continuare a essere un presidio ambientale forte, ma anche un motore culturale e sociale capace di contribuire alla crescita sostenibile del territorio e alla diffusione di una moderna cultura ambientale.

Per questo respingiamo letture ideologiche e semplificazioni che non rendono giustizia al lavoro svolto negli anni dal Direttivo, dai lavoratori, dai tecnici e da tutti coloro che hanno contribuito alla crescita del Parco di Porto Conte”, cosi chiudono Raimondo Tilocca, Lina Bardino e Adriano Grossi, già membri del Direttivo del Parco di Porto Conte

Conoci a Cacciotto: “No a derive radicali e ideologiche nella gestione del Parco e della Città”

ALGHERO – “Il dibattito aperto sul passato e sul futuro del Parco di Porto Conte impone ancora una volta  una riflessione chiara e delle scelte precise: la tutela ambientale può o non può trasformarsi in un’ideologia del divieto permanente?

Nessuno mette in discussione la necessità di proteggere ecosistemi fragili e patrimoni naturalistici. E il parco lo fa.  Ma un Parco non può essere concepito solo come uno spazio separato dalla vita dell’uomo, bloccato dentro una cultura del limite, spesso, fine a sé stesso, dove ogni attività economica viene considerata una minaccia.

L’ambiente deve essere tutelato per consentire alle persone di vivere meglio, non per impedire alle comunità di crescere, lavorare e costruire futuro. Per questo appare francamente surreale leggere le accuse rivolte a chi, negli ultimi anni, ha contribuito a rendere il Parco più fruibile, più organizzato, più conosciuto e capace di generare servizi, occupazione, educazione ambientale e sviluppo sostenibile.

Definire tutto questo come una deriva “mercantile” significa avere una visione profondamente distorta della realtà. Parlare di mobilità sostenibile, servizi, valorizzazione territoriale, presenze turistiche controllate e crescita dell’indotto non vuol dire “svendere” la natura. Vuol dire costruire un equilibrio moderno tra tutela ambientale ed economia.

La verità è che attorno a certi temi si è ormai consolidata una categoria di “professionisti dell’ambientalismo”,  sempre pronta a trasformare ogni progetto, ogni intervento e ogni idea di sviluppo in un’emergenza ideologica permanente. Una visione che finisce per considerare l’uomo un problema da contenere anziché una risorsa da responsabilizzare. È un approccio vecchio, astratto e incompatibile con le esigenze di un territorio che ha bisogno di tutela ambientale ma anche di lavoro, investimenti e prospettive. Il Parco è giusto che non sia considerato una gallina dalle uova d’oro ed è ancora più giusto che non lo sia solo per pochi professionisti.

Preoccupa inoltre che nel documento degli ambientalisti si attribuisca  al Sindaco Raimondo Cacciotto e alla sua maggioranza una condivisione di questa impostazione radicale. Per questo sarebbe opportuno che il Sindaco chiarisse pubblicamente se davvero condivide un modello fondato esclusivamente su vincoli, restrizioni e ostilità verso ogni forma di sviluppo territoriale.

Alghero non ha bisogno di un Parco-museo immobile e chiuso dentro una visione dogmatica della conservazione. Ha bisogno di un Parco moderno, capace di coniugare ambiente, sviluppo, lavoro e qualità della vita.

L’attività avviata a Punta Giglio, la valorizzazione e la fruibilità della Grotta di Nettuno e della Grotta Verde, così come le numerose iniziative ospitate a Casa Gioiosa, e tante altre,  rappresentano esempi concreti di come tutela ambientale e sviluppo possano convivere in modo intelligente. Sono strumenti preziosi di educazione, promozione e diffusione della cultura del rispetto verso l’ambiente che, allo stesso tempo, generano opportunità, attrattività e crescita per un territorio che va ben oltre i confini stessi del Parco.

La vera sostenibilità non è fermare l’uomo. È consentire all’uomo di vivere il territorio con equilibrio, rispetto e intelligenza”

Mario Conoci

Camper al Porto, le parole di Piras

ALGHERO – “Come ogni estate torna di moda il tema della sosta dei camper ad Alghero. Un argomento che va affrontato con equilibrio, rispettando le norme e tutelando sia i residenti che il turismo dei “camperisti”. Va ricordato che il Codice della Strada equipara i camper alle autovetture per quanto riguarda il parcheggio; così come è chiaro che gli stessi non possono “campeggiare” in un area di sosta qualsiasi. In relazione a ciò che ho premesso, qualsiasi limitazione deve essere motivata e accompagnata da alternative concrete e previste dalle norme. Attualmente il Piano Paesaggistico Regionale della Sardegna non consente la realizzazione di aree sosta camper nella fascia costiera, quindi aree sosta camper non possono essere realizzate ad una distanza dal mare inferiore ai 300 metri, andando ampiamente contro la logica di un servizio che, in una località come Alghero sarebbe necessario in ambito urbano o limitrofo, e non in aperta campagna o distante da altri servizi. Questo crea una situazione di stallo: il Comune non può vietare la sosta senza offrire aree pubbliche attrezzate, e all’interno di questo quadro normativo non può realizzarle in luoghi strategici, come per esempio, tra gli altri che si possono pensare, nel parcheggio viale I Maggio fianco Hotel Oasis. Il turismo itinerante in camper rappresenta una risorsa importante per il territorio, che non va demonizzato, ma regolato. Nel nostro comune abbiamo anche il problema legato alla sosta in area portuale, dove vige il divieto di sosta, ma la competenza dei controlli spetta alla guardia costiera. Ribadendo l’importanza che il turismo “camperistico” rappresenta per la nostra isola, anche per il fatto che ha un indotto che va ampiamente al di là dell’alta stagione, é necessario che la Regione elabori delle misure che regolamentino il settore, quali per esempio l’obbligo di compilazione di un formulario con cadenza e luogo di carico-scarico delle acque bianche e nere, con l’intento di monitorare flussi e impatti sull’ambiente; l’istituzione di una tassa di sbarco dedicata, i cui proventi siano reinvestiti nella creazione e manutenzione di aree sosta pubbliche. Solo con delle soluzioni concrete possiamo evitare conflitti, garantire servizi adeguati e valorizzare un turismo sostenibile e rispettoso del nostro territorio”.

Cesare Emiliano Piras Consigliere Comunale

Aeroporto-Alghero, collegamenti del ‘900: interlocuzioni Porta Terra-Regione

ALGHERO – L’Amministrazione comunale di Alghero con il Sindaco Raimondo Cacciotto  è al lavoro da mesi, in stretto raccordo con la Regione Sardegna e con ARST,  in diretta relazione con l’Assessora Regionale dei Trasporti Barbara Manca, e i vertici dell’azienda ARST. L’obbiettivo è il miglioramento e il potenziamento di un servizio ritenuto strategico per la mobilità dei residenti e per l’accoglienza dei visitatori.

In particolare, sono due le iniziative che concretamente congiuntamente si stanno portando avanti: la prima riguarda la riapertura già da questa estate del punto informazioni e biglietteria in Via Catalogna, come presidio fondamentale di supporto ai fruitori del servizio; la seconda riguarda la proposta di attivazione di una nuova linea diretta Aeroporto –  Alghero Centro.

L’ attuale linea ALFA, garantisce già il collegamento tra lo scalo e la città, ma svolge al contempo una funzione di trasporto pubblico locale tra Fertilia e Alghero, con fermate multiple che non sempre risultano compatibili con gli orari dei voli e con le esigenze di rapidità e comfort richieste da un’infrastruttura aeroportuale in costante crescita. Alla luce dell’incremento dei flussi turistici e del rafforzamento delle politiche regionali di sviluppo dell’aeroporto, l’Amministrazione ritiene necessaria l’implementazione del servizio esistente attraverso un collegamento più diretto, frequente ed efficiente tra il centro di Alghero e lo scalo. La proposta prevede l’istituzione di una linea dedicata, con percorso diretto tra il centro città e l’aeroporto, con frequenza almeno ogni 30 minuti nelle ore diurne e corse calibrate sugli orari dei voli, tariffa adeguata e una chiara riconoscibilità del servizio.

 “L’aeroporto di Alghero rappresenta un’infrastruttura strategica per l’intero Nord-Ovest della Sardegna e il suo sviluppo deve essere accompagnato da servizi di mobilità adeguati, efficienti e all’altezza del ruolo che questo scalo riveste per il territorio”, sottolinea l’Assessore alla Mobilità Roberto Corbia. “Su questo tema abbiamo aperto già da mesi un confronto con la Regione e con ARST, grazie anche al supporto del consigliere regionale Valdo Di Nolfo, che ringraziamo per la collaborazione e l’attenzione dimostrata. L’obiettivo è potenziare il servizio a partire dal collegamento tra l’aeroporto e la città, implementando il servizio oggi svolto dalla linea ALFA, che rappresenta una base importante ma non sufficiente a garantire, soprattutto nei periodi di maggiore afflusso turistico, un servizio rapido, frequente e pienamente rispondente alle esigenze di residenti e visitatori”

Aeroporto-Alghero, Bamonti: “Subito una navetta”. Resta l’indecenza del collegamento stradale

ALGHERO – “Dopo il caos sui bus sovraffollati e sulle corse insufficienti da e per l’aeroporto di Alghero, è ora di attivare un servizio navetta, con collegamento diretto, tra Alghero centro e l’aeroporto, servizio fondamentale per cittadini, lavoratori e turisti”, cosi Alberto Bamonti consigliere comunale Gruppo Noi Riformiamo Alghero che, come sottolineato più volte in questi anni da Algheronews e, nuovamente, in questi giorni dallo stesso Bamonti e da Forza Italia, è indispensabile realizzare un sistema di trasporti tra scalo aeroportuale e Alghero degno di una località turistica, moderna e accogliente.
“Un servizio navetta diretta dedicato, consentirebbe spostamenti più rapidi ed efficienti, migliorando l’accoglienza turistica e riducendo traffico e disagi.  Una città internazionale come Alghero deve poter garantire servizi moderni e collegamenti adeguati con il proprio scalo aeroportuale. Rivolgiamo quindi un appello alla Regione Autonoma della Sardegna affinché sostenga concretamente questa iniziativa e si attivi per rendere operativo il servizio”.
E, come detto più volte, tra le emergenze c’è anche da illuminare e riqualificare (verde, segnaletica, etc), il collegamento viario tra l’aeroporto e il centro abitato che, ad oggi, pare più in linea con un tratto stradale indegno per quello che invece dovrebbe essere: buio, insicuro e con poca cartellonistica e informazioni.
Nella foto di questi giorni la strada buia e senza segnaletica che collega l’Aeroporto ad Alghero

Orizzonte Comune, incontro mensile con Cacciotto: report

ALGHERO – “Sempre all’insegna della buona politica non urlata, concreta, costruttiva e partecipata, si è svolto il consueto incontro mensile tra il Sindaco di Alghero Raimondo Cacciotto ed i vertici di Orizzonte Comune Alghero. Il Coordinamento cittadino di OC, nell’intento di fare la propria parte nella conduzione della città, soprattutto come compagine attenta alle problematiche cittadine da tradurre in progettualità concrete e realizzabili, ha illustrato diverse proposte ed idee da appuntare nel ricco calendario programmatorio del Sindaco.  Durante l’incontro sono stati affrontati e analizzati diversi punti, alcuni dei quali piuttosto importanti in quanto coinvolgono la “trama viva e debole” della città e che aspettano soluzioni da anni. Il riferimento specifico è alla situazione abitativa algherese, da anni avviata su una dicotomia inconciliabile dove, da una parte si assiste alla endemica carenza di appartamenti destinati al mercato degli affitti lunghi e dall’altra ad una sempre più larga fetta di alloggi destinati agli affitti brevi che nel breve e medio periodo rischiano di estromettere dalla città i nuclei socialmente deboli, costretti a cercare cittadinanza nei comuni circostanti. Insomma una città che da una parte attrae flussi turistici sempre più importanti e dall’altra periferizza e disperde i propri cittadini – fasce deboli spesso formate da nuclei monoreddito, nuclei con un solo genitore con figli a carico, ecc. Partendo da questo siffatto contesto, si è approfondita la proposta presentata dal consigliere di OC Marco Colledanchise di istituire un Fondo di Garanzia a beneficio e tutela del mercato degli affitti lunghi, tale da incentivare e tutelare maggiormente i possessori di appartamenti per metterli a disposizione dei tanti nuclei cittadini in cerca di alloggio.  Grazie a questa proposta sollecitata dalla compagine di OC il Comune ha avviato con i propri Uffici una serie di valutazioni volte a rendere operativo un “costituendo” Fondo di Garanzia affitti sostenuto anche da un’altra formula di sostegno, indirizzata anche a giovani coppie, conosciuta come “Rent to Buy” (una particolare forma di contratto che unisce la locazione di un immobile a un futuro acquisto), misura peraltro già sperimentata e operante in diverse realtà del continente.  Nell’affrontare il tema degli appalti nel settore delle manutenzioni si è concordato sul fatto che la Società Partecipata del Comune In House, proprio per la capacità professionale acquisita nel corso degli anni e per la innegabile economicità dei servizi offerti, andrebbe maggiormente potenziata soprattutto nel settore amministrativo per rendere ancor più efficiente e concorrenziale il servizio nei confronti dei competitor presenti nel territorio del nord Sardegna. Si sono messe sul piatto anche alcune bozze inerenti altre problematiche che il coordinamento di O.C. Alghero si è riservato di sviluppare e presentare nel breve periodo. Il coord. Orizzonte Comune Alghero”

Orizzonte Comune Alghero

“Altro che Isola dimenticata, dal Ministero dei Trasporti quasi 6 miliardi”

ROMA – “Fa sorridere chi parla di una Sardegna dimenticata, ignorando i 5,8 miliardi di euro di investimenti già messi in campo dal MIT e da ANAS per la rete infrastrutturale dell’isola: 2,7 miliardi destinati alle strade e 1,9 miliardi alle ferrovie. A queste risorse si sommano ulteriori investimenti per trasporto pubblico locale, porti, rete idrica, edilizia statale e aeroporti: cifre che rappresentano un vero e proprio Piano Marshall. Si aggiungono inoltre le nuove gare europee per garantire la continuità territoriale marittima tra Sardegna e penisola sulle tratte Genova-Porto Torres, Civitavecchia-Arbatax-Cagliari e Napoli-Cagliari-Palermo. In una fase segnata dall’aumento dei costi del carburante e dalle difficoltà che colpiscono autotrasportatori, famiglie e imprese, il Governo continua a garantire collegamenti, servizi e investimenti concreti. Inoltre, il MIT – insieme a Regione Sardegna, Enac e le compagnie aeree – ha bloccato per tutto il 2026 il rincaro delle tariffe sui voli in continuità territoriale dovuto all’aumento del costo del jet fuel, tutelando così cittadini, lavoratori e imprese dell’isola. L’insularità non si promuove con slogan o polemiche pre-elettorali, ma con risorse reali, infrastrutture e continuità territoriale. Ed è esattamente ciò che il MIT sta facendo per la Sardegna”, lo dice in una nota il deputato e viceministro al MIT Edoardo Rixi.

“Aeroporto, bene Bamonti: troppi disservizi nei trasporti e strada buia e pericolosa”

ALGHERO – Tedde, Peru, Bardino e Ansini, del gruppo di Forza Italia in consiglio comunale, intervengono sui disservizi sui trasporti da e verso l’aeroporto civile di Alghero. “Bene ha fatto il consigliere comunale del Campo Largo Bamonti ad attaccare la Todde sulle gravi problematiche che riguardano le tratte degli autobus da e verso l’aeroporto di Alghero-Fertilia.
Uno scalo che rischia seriamente di diventare un vaso di coccio fra vasi di ferro, penalizzato da una gestione regionale che continua a non attribuire al Riviera del Corallo la centralità strategica che merita nel sistema dei trasporti della Sardegna. E a dimostrarlo sono i fatti denunciati in queste ore dal sindacato Orsa: autobus sovraffollati, passeggeri lasciati a terra, corse insufficienti rispetto al crescente traffico aeroportuale e una totale mancanza di coordinamento tra gli orari dei voli e quelli del trasporto pubblico locale.
Disagi non più tollerabili per residenti, lavoratori e turisti, soprattutto in una fase in cui l’aeroporto di Alghero sta registrando un importante incremento di passeggeri e rappresenta uno snodo fondamentale per il nord-ovest della Sardegna e per l’intera economia del territorio.
È evidente che senza servizi adeguati, efficienti e programmati, ogni sforzo di crescita dello scalo rischia di essere vanificato. Non si può continuare a parlare di sviluppo turistico e di destagionalizzazione lasciando cittadini e visitatori senza collegamenti adeguati.
Per questo chiediamo l’immediata attivazione di corse aggiuntive nelle fasce orarie più critiche, un potenziamento strutturale dei collegamenti da e per l’aeroporto e soprattutto una programmazione seria e coordinata tra Regione, ARST e società di gestione aeroportuale, affinché gli orari dei bus siano realmente compatibili con gli arrivi e le partenze dei voli.
L’aeroporto di Alghero merita attenzione, investimenti e rispetto. Continuare a ignorarne le criticità significa penalizzare un intero territorio e compromettere le sue prospettive di crescita.

Alghero e Parco, gli ambientalisti plaudono a Cacciotto: “Bene così, prima di tutto la tutela”

ALGHERO – “Le recenti dichiarazioni dell’ex Direttore del Parco di Porto Conte Mariano Mariani, insieme alla successiva replica del Sindaco di Alghero Raimondo Cacciotto, aprono finalmente una riflessione pubblica che la nostra Associazione porta avanti da anni sul modello di gestione dell’Ente Parco e sul futuro stesso dell’area protetta. Non abbiamo mai negato il lavoro svolto, la capacità progettuale sviluppata nel tempo, la crescita della visibilità del Parco, il ruolo dei lavoratori e dei tecnici né l’importanza delle attività educative, culturali e di fruizione costruite negli anni. Sarebbe scorretto non riconoscere che il Parco, negli ultimi anni, abbia costruito una rete articolata di servizi, progetti, attività e iniziative. Ma proprio le parole dell’ex Direttore confermano con chiarezza ciò che l’Associazione denuncia da tempo: il Parco è stato progressivamente trasformato da presidio prioritariamente dedicato alla tutela ambientale in una macchina orientata alla valorizzazione economica, alla crescita continua dei servizi, all’aumento dei flussi e alla costruzione di un sistema sempre più dipendente dalla commercializzazione del proprio patrimonio naturale. Nella lunga narrazione di fine mandato emergono infatti con orgoglio: numeri di visitatori; attrattori; mobilità; servizi; autofinanziamento; crescita dell’indotto; aumento del personale; espansione organizzativa; valorizzazione turistica del territorio. Molto meno spazio viene invece dedicato a un principio fondamentale che dovrebbe rappresentare il cuore di ogni area protetta: il limite. Un Parco non nasce per inseguire una crescita continua dei numeri, dei flussi e delle attività economiche. Nasce per tutelare ecosistemi fragili, governare la pressione antropica e preservare il territorio anche quando questo significa porre limiti alla trasformazione e alla fruizione. Negli anni abbiamo assistito a una progressiva trasformazione culturale del Parco: da ente di tutela, a piattaforma permanente di valorizzazione economica territoriale. Punta Giglio, le Prigionette, le grotte, gli attrattori ambientali, i servizi turistici e la mobilità sono stati progressivamente inseriti dentro una logica di utilizzo sempre più intensivo del patrimonio naturale. Un modello che l’ex Direttore rivendica apertamente quando parla di: “Parco aperto tutto l’anno”; aumento costante dei visitatori; autofinanziamento; espansione delle attività; crescita della struttura stabile del personale. Ed è esattamente questo il punto che la nostra Associazione ha contestato fin dall’inizio. Perché riteniamo che il valore ambientale del Parco non possa essere trattato come una risorsa da mettere costantemente a reddito, quasi fosse una “gallina dalle uova d’oro”, attraverso un modello fondato sulla crescita continua della fruizione, sull’espansione dei servizi e degli attrattori e sul progressivo aumento della struttura organizzativa. Particolarmente preoccupante è il quadro economico e amministrativo emerso negli ultimi mesi. Lo stesso ex Direttore rivendica oggi una struttura composta da 18 dipendenti stabili a tempo indeterminato, mentre: i bilanci mostrano equilibri molto fragili; l’Ente dipende fortemente da trasferimenti pubblici e fondi progettuali; il Comune è dovuto intervenire con un contributo strutturale di 200.000 euro annui per garantire continuità operativa e copertura dei costi del personale; e il Parco continua a essere contabilmente e funzionalmente un ente prevalentemente ambientale. Per questo riteniamo che negli anni si sia progressivamente consolidato un modello sbilanciato verso la crescita organizzativa e strutturale dell’Ente, l’espansione stabile del personale, la valorizzazione economica del territorio e una crescente dipendenza dal sostegno pubblico, accompagnati da una gestione sempre più identificata con una singola figura direttiva. Ed è proprio su questo punto che le parole del Sindaco Raimondo Cacciotto assumono un significato politico e istituzionale particolarmente importante. Quando il Sindaco afferma che: “si è perso di vista il bene comune” e che: “fosse necessario un cambio alla direzione dell’Ente”, riconosce implicitamente un elemento che la nostra Associazione denuncia da tempo: un Parco non può identificarsi con una singola figura, né trasformarsi in uno spazio di leadership personale. La tutela ambientale non può dipendere da personalismi, da logiche di consenso o da un’idea di sviluppo permanente del territorio. Un Parco appartiene alla collettività e deve restare prima di tutto uno strumento di tutela ambientale, un presidio di equilibrio ecologico e un luogo del limite e della conservazione, non una piattaforma permanente di espansione economica e organizzativa. Per questo continueremo a chiedere trasparenza, equilibrio e sostenibilità, insieme a una piena chiarezza sul modello di gestione adottato e al rispetto della missione originaria dell’area protetta”

L’Associazione Punta Giglio Libera. Ridiamo Vita al Parco – APS

“Alghero totalmente impreparata ad accogliere gli eventi”

ALGHERO – “Alghero: tremila atleti in una città con servizi già limitati. Ci diranno che ne vale la pena “per il ritorno d’immagine”, ma traffico, caos e parcheggi introvabili ricadranno soprattutto su chi la città la vive ogni giorno.
Ogni volta che si organizza un grande evento sportivo, il racconto è sempre lo stesso: visibilità, turismo, promozione del territorio, ritorno economico. Un ritorno che spesso non sembra ripagare gli investimenti e le risorse messe in campo. Ma chi la città la abita davvero vive altro: viabilità paralizzata, servizi sotto pressione, spazi pubblici congestionati e una quotidianità resa più complicata.
Il problema non è lo sport, né l’idea di ospitare manifestazioni importanti. Il punto è capire quali siano le priorità in una città che da anni convive con limiti strutturali evidenti. In una realtà come Alghero, dove si discutono continuamente problemi legati a parcheggi, mobilità, manutenzione e servizi, è legittimo chiedersi se le risorse pubbliche non dovrebbero essere indirizzate prima di tutto verso ciò che migliora stabilmente la qualità della vita dei residenti.
Un evento dura pochi giorni. I problemi restano tutto l’anno.
Il “ritorno d’immagine” può avere un valore, ma non può diventare la risposta ai problemi della città. Perché l’immagine migliore di una città non nasce soltanto dagli eventi che ospita, ma dalla qualità dei servizi che offre a chi ci vive ogni giorno”

Francesco Sasso, presidente Iniziativa Alghero