POLITICA
Mafie o non mafie, Alghero rischia di perdere la sua identità
ALGHERO – Una città in preda a una perenne crisi di nervi. Appena si toccano argomenti delicati, si scatenano le tifoserie, come se si stesse parlando di calcio. Del resto, ormai, anche la politica e, più in generale, la condizione socio-economica locale diventano motivo di scontro da bar e da social. Niente di più. Mai, o quasi, un ragionamento serio, approfondito e di buon senso.
Coloro che stanno in sella si sentono subito toccati e scatta il mood della «lesa maestà», mentre gli altri, pochi, perché in generale si preferisce tacere, sorvolare o, meglio, minimizzare quando si tratta di temi scottanti, partono all’attacco, a testa bassa.
Se ben tre Procuratori della Repubblica (Pintus, Mammone e Patronaggio) e alcuni quotidiani, tra cui il Fatto, tra l’altro di chiara area sinistra-5 Stelle, fanno emergere a tutte lettere il problema delle infiltrazioni mafiose, è evidente che qualcosa c’è. E questo qualcosa va oltre ciò che vediamo tutti i giorni e che solo degli stolti non possono comprendere. In particolare, un centro storico divenuto un bazaar: invasione dei tavolini, doppi e tripli poligoni, insegne di tutti i colori e tipologie, offerte merceologiche discutibili, ristoranti che trasformano il loro dehor (pubblico) in balera, etc, etc. Senza considerare amche gli effetti su decoro, pulizia, consumi dell’elettricità [leggi], dell’acqua e altro che causa questo sconsiderato carico antropico.
Certo, questo non vuol dire in maniera univoca che vi siano degli illeciti e, tantomeno, delle collusioni o presenze «mafiose». D’altra parte, però, emerge come l’assenza di strumenti pianificatori abbia causato una condizione di generale snaturamento di quello che era e sarebbe dovuto rimanere l’Alguer Vella, soprattutto avrebbe potuto generare un terreno meno permeabile a eventuali infltrazioni. Come ripetono da anni gli esperti del settore (magistrati, inquirenti, giornalisti, etc), la mancanza di chiari e vigenti strumenti pianificatori può agevolare l’arrivo di capitali opachi.
Come sanno anche i bambini, senza nuove aree di sviluppo e crescita e senza la creazione di nuovi hotel e servizi, la parte antica della città, ma anche altre zone, sono divenute una sorta di «albergo diffuso», creando un’offerta caotica e senza regole, dove, tra l’altro, come ripetuto alla nausea dagli amministratori da anni, vige molto «nero».
Se a questo aggiungiamo il fatto che si è passati da una classe imprenditoriale basata principalmente su imprenditori edili e commercianti locali a una sempre più orientata verso ristorazione, negozi di chincaglierie e intrattenimento, con un’offerta notturna sempre più sacrificata a favore dell’immancabile binomio spiaggia-cena e poi tutti a nanna, il quadro è fatto.
Che lo dicano i procuratori, sicuramente sulla base di elementi fondati, o che emerga dalle evidenze, Alghero sta perdendo il suo volto, con il centro storico, e non solo, ormai sempre più snaturato. Senza un cambio di rotta repentino e totale, si rischia di non poter più tornare indietro e di lasciare ai posteri una città dai numeri di presenze record, ma senza più un’identità, sempre più povera e con sempre meno algheresi.
Nella foto Piazza Civica di Alghero
“Alghero comunità sana, basta gettare discredito”
ALGHERO – “Dobbiamo lavorare tutti insieme per rendere Alghero impermeabile alla criminalità, che sia organizzata o di fattispecie comune. La sicurezza e la legalità sono una priorità ed è comprensibile che ci sia una forte volontà di proteggere la comunità. Credo sia altrettanto necessario mantenere un approccio equilibrato e responsabile, fondamentale per collaborare efficacemente con la Procura e le forze dell’ordine e, allo stesso tempo, tutelare la nostra comunità, la credibilità delle istituzioni e l’immagine di una città che non può essere sistematicamente e ripetutamente identificata con fenomeni criminali in assenza di elementi oggettivi che lo dimostrino e generalizzando il concetto a discredito dei tanti cittadini onesti”. Lo afferma il Sindaco di Alghero Raimondo Cacciotto sul delicato tema evidenziato dal Procuratore Generale di Cagliari Luigi Patronaggio, anche a seguito delle riflessioni dell’ex Procuratrice Generale di Sassari Maria Gabriella Pintus.
“L’Amministrazione comunale, e ritengo anche i sindaci che mi hanno preceduto, non sono mai stati indifferenti al tema della sicurezza”, spiega. In proposito, il Sindaco ribadisce quanto affermato più volte, anche davanti al Consiglio Comunale. “Secondo quanto confermato durante i Comitati Provinciali per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, la città di Alghero gode di un’elevata qualità della vita, sia in termini di sicurezza che di vivibilità, elementi che contribuiscono alla coesione sociale e all’attrattività del territorio. Affermare questo non significa abbassare la guardia. Al contrario, l’Amministrazione comunale ha posto fin dal suo insediamento particolare attenzione al presidio del territorio e alla sicurezza urbana”.
Un impegno che passa innanzitutto attraverso la collaborazione con le istituzioni dello Stato. “Abbiamo un’interlocuzione costante con la Prefettura e con le forze dell’ordine e partecipiamo attivamente ai Comitati Provinciali per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica. È questa la strada che riteniamo più seria ed efficace: fare fino in fondo la nostra parte, essere pronti a cogliere qualsiasi eventuale segnale e mettere le istituzioni competenti nelle condizioni di intervenire laddove emergano elementi concreti. A settembre 2025 abbiamo inoltre inviato una formale richiesta, reiterata più volte, al Ministero dell’Interno affinché vengano rafforzati gli organici delle forze di Polizia, oggi sottodimensionati rispetto alle esigenze di un territorio a forte vocazione turistica come quello di Alghero”. Il Comune di Alghero e la Prefettura hanno inoltre sottoscritto il protocollo d’intesa “Prevenzione amministrativa antimafia. Iniziative nel settore turistico-alberghiero e della ristorazione”, che prevede l’effettuazione sulla Banca Dati Nazionale Antimafia di controlli più estesi e approfonditi sui titolari di licenze comunali nei settori interessati. In aderenza alle direttive del Ministero dell’Interno, il protocollo definisce uno stabile modello di collaborazione finalizzato a rafforzare l’azione amministrativa di prevenzione e contrasto di eventuali fenomeni di riciclaggio, usura, estorsione e, più in generale, dei tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata. “ Utilizziamo gli strumenti che sono nella disponibilità dell’Amministrazione per rafforzare la prevenzione e costruire, insieme agli organismi dello Stato, una rete capace di intercettare eventuali segnali. Non possiamo sottovalutare il fenomeno né tantomeno negarlo, ma ogni considerazione, per uscire dal campo delle ipotesi, delle teorie e delle percezioni, deve essere sostenuta da elementi concreti, da denunce e dalle risultanze delle indagini”. A questo si aggiunge il protocollo sottoscritto tra Comune di Alghero e Guardia di Finanza, finalizzato a rafforzare i controlli e le azioni di prevenzione in materia di tributi locali e sostegni pubblici, consolidando ulteriormente il presidio di legalità economico-finanziaria sul territorio. “La nostra è una comunità sana e rispetto alla possibile penetrazione della criminalità organizzata occorre una vigilanza costante. Pur comprendendo le preoccupazioni delle cittadine e dei cittadini, del tutto legittime e condivisibili quando ciclicamente la nostra città viene tirata in ballo su questo tema, ritengo che il miglior approccio debba essere guidato dalla fiducia nelle istituzioni. Fiducia nella Prefettura, nei Carabinieri, nella Polizia di Stato, nella Guardia di Finanza, nella Magistratura e in tutti coloro che quotidianamente operano per garantire la sicurezza della nostra comunità. È proprio perché facciamo concretamente la nostra parte che rivendichiamo anche il dovere di tutelare Alghero da rappresentazioni che rischiano di trasformare ipotesi e percezioni in una realtà accertata che, allo stato attuale, non trova riscontro nelle conclusioni delle autorità competenti. Alghero non è un Far West e non è una città senza regole. È una città bella, sicura, aperta e ospitale, con una buona qualità della vita, nella quale la stragrande maggioranza delle persone vive, lavora e fa impresa onestamente. Anche la reputazione della nostra comunità è un patrimonio collettivo che abbiamo il dovere di difendere. Vigilare senza abbassare mai la guardia e tutelare l’immagine della città e l’onorabilità dei cittadini onesti non sono due obiettivi contrapposti, ma due facce della stessa responsabilità istituzionale”. Allo stesso tempo, il Sindaco invita a evitare la diffusione di notizie prive di riscontri oggettivi, che possono condurre a conclusioni affrettate e ricostruzioni infondate. È il caso, riportato da un giornale nazionale nei giorni scorsi, dell’accenno al ristorante limitrofo alla Casa Manno, dove è in corso il procedimento per la realizzazione di una importante opera di ampliamento degli spazi del già museo dedicato all’illustre politico algherese. I lavori sono stati affidati e inizieranno a breve, essendo stato scelto di evitare disagi nel pieno della stagione estiva nel cuore del centro storico. “Come Sindaco, confermo la mia piena disponibilità all’ascolto e al confronto con tutte le cittadine e tutti i cittadini, nella consapevolezza che la tutela della comunità rappresenta il primo dovere di chi amministra. Manteniamo alta la guardia di fronte a qualsiasi possibile fenomeno criminale, ma chiedo che sia difesa e tutelata l’integrità delle persone che ogni giorno vivono, lavorano e investono onestamente nella nostra città. Si agisca contro i criminali, si denunci se si è a conoscenza di elementi utili alle indagini, ma la si smetta una volta per tutte di gettare discredito sull’intera comunità perché questo non contribuisce alla soluzione dei problemi, ma rischia soltanto di generare tensioni, divisioni e un danno ingiustificato alla città e ai cittadini onesti e per bene”, conclude.
“Mafie ad Alghero, Tedde chiede al Sindaco di fare ciò che sta già facendo da due anni”
Sul tema della sicurezza il Sindaco è intervenuto pubblicamente in circa una ventina di occasioni, affrontando tanto gli episodi contingenti quanto le questioni più generali relative al presidio del territorio, al rafforzamento delle forze dell’ordine e della Polizia locale, alla prevenzione e alla necessità di mantenere alta l’attenzione rispetto a qualsiasi possibile fenomeno criminale. Evidentemente Forza Italia era impegnata in altro anziché ascoltare, se oggi arriva a chiedere al Sindaco esattamente ciò che il Sindaco ha già fatto e continua a fare.
Non emerge, peraltro, alcun elemento sostanzialmente nuovo dagli articoli giornalistici pubblicati in questi giorni rispetto a un quadro di ipotesi, preoccupazioni e percezioni sul quale si discute ormai da mesi e rispetto al quale le istituzioni competenti stanno mantenendo alta l’attenzione. Proprio per questo sarebbe opportuno affrontare una materia tanto delicata con equilibrio, evitando di trasformarla ogni volta nell’occasione per l’ennesima polemica politica.
In questi due anni sono stati diversi gli incontri del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica dedicati ad Alghero e al territorio, uno dei quali, pochi mesi fa, anche alla presenza del Procuratore della Repubblica. Il Sindaco ha mantenuto costanti interlocuzioni con la Prefettura e con le forze dell’ordine, ha chiesto formalmente al Ministero dell’Interno un rafforzamento degli organici delle forze di Polizia, sottodimensionati rispetto alle esigenze di una città turistica come Alghero, e l’Amministrazione ha sottoscritto con la Prefettura il protocollo per la prevenzione amministrativa antimafia nei settori turistico-alberghiero e della ristorazione. A questo si aggiunge il protocollo con la Guardia di Finanza per rafforzare i controlli e il presidio della legalità economico-finanziaria.
Sono atti, interlocuzioni e prese di posizione pubbliche che raccontano un’Amministrazione tutt’altro che silenziosa o distratta. Raccontano, al contrario, un lavoro continuo che viene portato avanti senza allarmismi e senza sottovalutazioni, nel rispetto delle competenze e delle valutazioni della Prefettura, della Magistratura e delle forze dell’ordine.
La sicurezza della comunità è un tema troppo serio per essere utilizzato come argomento da riproporre ciclicamente a seconda della convenienza politica del momento. Se lo stesso Tedde sostiene oggi che occorrano equilibrio e responsabilità, dovrebbe essere il primo ad applicare questi principi, evitando di inventare un “silenzio del Sindaco” che semplicemente non esiste.
Meno propaganda e più responsabilità: è questo che ci aspetteremmo da chi ha ricoperto importanti ruoli istituzionali e conosce perfettamente la delicatezza di questi argomenti. L’Amministrazione continuerà a fare la propria parte e a collaborare con tutte le istituzioni competenti, mantenendo alta la guardia e tutelando contemporaneamente Alghero da rappresentazioni allarmistiche che non trovano riscontro nelle valutazioni finora espresse dagli organismi preposti.”
“Mafie ad Alghero: senza esagerare, ma la preoccupazione è forte”
ALGHERO – “Gli articoli pubblicati nelle ultime ore dal Fatto Quotidiano e da La Nuova Sardegna affrontano un tema che nessuno può permettersi di sottovalutare: il rischio che organizzazioni criminali cerchino spazi di penetrazione nel tessuto economico di Alghero. Massima attenzione, dunque, e nessuna sottovalutazione. Ma proprio perché si parla di mafia, camorra e criminalità organizzata occorrono rigore e responsabilità nell’uso delle parole.
Alcuni passaggi delle ricostruzioni giornalistiche descrivono Alghero come una sorta di «colonia governata da clan d’origine campana» e di una città che sarebbe stata sostanzialmente venduta a famiglie legate alla camorra. Sono affermazioni forti che se non vengono accertate rischiano ssolo di restituire l’immagine deformata di una città ormai perduta.
Eppure sono proprio le parole virgolettate delle autorità giudiziarie e istituzionali riportate negli stessi articoli a suggerire una lettura molto più prudente. Il procuratore di Sassari Armando Mammone lancia giustamente un appello alla collaborazione dei cittadini e invita chi conosca fatti penalmente rilevanti a riferirli alla magistratura. Ma aggiunge una frase non secondaria: «I segnali li cogliamo pure noi, ma coi segnali non si fanno processi».
Lo stesso procuratore generale Luigi Patronaggio richiama l’attenzione sul divario tra illegalità percepita e dati giudiziari e parla di presenza di capitali e attività illecite «percepita dalla gran parte della popolazione di Alghero», alla quale tuttavia «non corrisponde un rilevante numero di denunce e quindi di procedimenti penali».
Ancora più esplicita è stata l’ex Prefetto di Sassari, Grazia La Fauci, della quale lo stesso Fatto Quotidiano ricorda le parole pronunciate appena due mesi fa: «Non ci sono prove che confermino l’infiltrazione di criminalità organizzata ad Alghero». Sono precisazioni fondamentali.
Ipotesi investigative e fatti giudiziariamente accertati non sono la stessa cosa. È esattamente questa prudenza che traspare dalle parole virgolettate di magistrati e autorità dello Stato. Ed è la stessa prudenza che dovrebbe caratterizzare chi quelle parole le racconta, le titola e le utilizza nel dibattito pubblico. Nessuno può minimizzare.
Gli incendi, le intimidazioni e ogni altro episodio criminale verificatosi nel territorio devono essere investigati fino in fondo. Se esistono investimenti sospetti, si rafforzino i controlli sulla provenienza dei capitali. Se imprenditori e cittadini hanno subito pressioni o minacce, denuncino, con la certezza di trovare nello Stato e nelle sue istituzioni, ma anche e soprattutto nel tessuso sociale algherese, protezione e sostegno. Se esistono tentativi di infiltrazione nel tessuto economico o nelle attività legate al turismo, magistratura e forze dell’ordine devono poter disporre di tutti gli strumenti necessari per individuarli e contrastarli.
Ma tutto questo è profondamente diverso dal rappresentare Alghero come una città già nelle mani della camorra.
Alghero è una città con migliaia di imprenditori, commercianti, lavoratori e famiglie che operano onestamente e che non meritano di vedere la propria comunità descritta come un territorio conquistato dalla criminalità organizzata.
Una rappresentazione di questo tipo rischia di gettare un’ombra ingiustificata sull’intero tessuto economico e sociale algherese, proprio nel momento in cui Alghero registra numeri turistici di assoluto rilievo.
Per questo rivolgiamo un invito alla cautela anche a chi gestisce la comunicazione pubblica e politica. Un titolo ad effetto può durare un giorno; il danno reputazionale arrecato a una città può durare anni.
Dobbiamo difendere il buon nome di Alghero senza nascondere i problemi né abbassare la guardia. Dobbiamo pretendere che i problemi vengano raccontati per quello che sono, distinguendo sempre i fatti accertati dalle ipotesi investigative, gli elementi di allarme dalle conclusioni giudiziarie, la percezione dalla prova. Su mafia e criminalità organizzata non possono esserci sottovalutazioni né zone d’ombra. Ma neppure suggestioni, generalizzazioni o processi mediatici.
L’invito che rivolgiamo a tutti gli algheresi è di prestare massima attenzione, garantire massima collaborazione con magistratura e forze dell’ordine e tolleranza zero verso qualsiasi tentativo di infiltrazione. Insieme ad altrettanta fermezza nel respingere una rappresentazione di Alghero come città conquistata dalla camorra che, allo stato delle risultanze riportate dalle stesse autorità, non trova riscontro in accertamenti giudiziari”.
Il Coordinamento cittadino Fratelli d’Italia Alghero
“Mafie ad Alghero, Cacciotto faccia sentire la sua voce”
ALGHERO – «Le parole della magistratura meritano rispetto e attenzione, ma non devono diventare motivo di allarme o, peggio ancora, essere lette per costruire un’immagine distorta di Alghero. La nostra città è una realtà sana, laboriosa, accogliente, nella quale migliaia di famiglie lavorano ogni giorno e nella quale la stragrande maggioranza degli operatori economici opera nella legalità». Lo afferma il consigliere nazionale di Forza Italia Marco Tedde, intervenendo sul dibattito seguito alle dichiarazioni del procuratore generale di Cagliari Luigi Patronaggio e della già procuratrice generale di Sassari Maria Gabriella Pintus. «Le istituzioni e la magistratura fanno bene a tenere alta l’attenzione su ogni possibile fenomeno di criminalità e sulle eventuali infiltrazioni nell’economia. È un dovere che condividiamo pienamente. Ma la lettura delle loro parole non devono trasformare episodi criminali, che purtroppo possono verificarsi in qualsiasi città, in una rappresentazione che faccia apparire Alghero come una città nella quale la criminalità organizzata sarebbe ormai insediata. Non è questo ciò che risulta dalle dichiarazioni delle autorità competenti». Tedde richiama anche le parole pronunciate poche settimane fa dalla prefetta di Sassari Grazia La Fauci, che aveva chiarito come non vi fossero prove di infiltrazioni mafiose ad Alghero. «È un’affermazione istituzionale importante – sottolinea Tedde – e credo debba essere tenuta nella giusta considerazione. Significa che bisogna vigilare, prevenire e controllare, ma anche evitare letture allarmistiche che rischiano di danneggiare l’immagine della città e, con essa, il lavoro di migliaia di famiglie e imprese». «Proprio per questo – aggiunge – credo sia arrivato il momento che anche l’Amministrazione comunale assuma una posizione chiara. Il Sindaco deve uscire dal silenzio e parlare alla città. Deve farlo in prima persona, con parole nette, trasparenti e inequivocabili, per tranquillizzare gli algheresi e per rappresentare all’esterno ciò che Alghero è realmente: una città ordinata, laboriosa, accogliente, nella quale le famiglie lavorano, gli imprenditori investono e le istituzioni presidiano il territorio». «Non chiediamo al Sindaco di minimizzare nulla – conclude Tedde –. Al contrario, gli chiediamo di ribadire che su ogni fenomeno criminale bisogna mantenere alta la guardia e che le istituzioni devono essere sempre pronte a collaborare con le forze dell’ordine e con la magistratura. Ma contemporaneamente deve essere chiaro che Alghero non può essere raccontata attraverso la lente della criminalità organizzata quando le stesse istituzioni non hanno riscontrato elementi che consentano di definirla una città infiltrata dalla mafia». «Servono vigilanza e prevenzione, ma anche equilibrio e responsabilità. Il silenzio, in questo momento, non aiuta. Il Sindaco parli e dica con chiarezza agli algheresi e a chi ci guarda da fuori che Alghero è una città sana, che non ha paura, che non abbassa la guardia e che continua a difendere il proprio tessuto sociale ed economico
“Impianti sportivi, 25 punti luce non nascondono caos e disagi”
ALGHERO – «Ancora una volta l’Amministrazione comunale sceglie la propaganda per coprire l’assenza di una strategia e di risposte concrete sui problemi della città».
Ad intervenire sono i capigruppo del centrodestra Marco Tedde (Forza Italia), Raffaele Salvatore (UDC), Michele Pais (Lega), Alessandro Cocco (Fratelli d’Italia), Massimiliano Fadda (Prima Alghero) e Giovanna Caria (Riformatori Sardi).
«I 25 nuovi punti luce a LED a Maria Pia possono essere certamente utili – sottolineano – ma non possono diventare l’ennesima occasione per celebrare un’Amministrazione che, sugli impianti sportivi, continua a mostrare una preoccupante confusione».
«Mentre si festeggiano i nuovi lampioni – proseguono – restano senza risposte le questioni relative alla gestione del Campo Rugby di Maria Pia, sulla quale abbiamo chiesto precise verifiche, alla piscina coperta, con un cantiere da tempo in sostanziale abbandono, e agli affidamenti delle aree del Pala Congressi, sui quali chiediamo trasparenza».
«E resta irrisolta anche la vicenda della copertura del Tennis Club, fondamentale per consentire alla squadra di Serie A di giocare ad Alghero. In caso di pioggia, la mancata copertura rischia di costringere il Tennis Club a chiedere una deroga per disputare le partite a Porto Torres. Una situazione francamente incredibile».
«Quanto al Palamanchia, i lavori, del valore di circa 75 mila euro, sono stati conclusi soltanto pochi giorni fa dopo ben due anni di durata. Ma ancora non è stata rilasciata certificazione antincendio. Due anni per un intervento di dimensioni ridotte: un dato che evidenzia le difficoltà dell’Amministrazione nella programmazione e nella gestione delle opere pubbliche».
Per i capigruppo «siamo davanti a una cortina fumogena di annunci e comunicati che finisce per nascondere i problemi reali. La propaganda non può sostituire la gestione e 25 punti luce non possono essere utilizzati per raccontare una realtà che, negli impianti sportivi, è ben diversa».
Il centrodestra continuerà quindi «a verificare e controllare ogni affidamento, ogni concessione e ogni intervento sul patrimonio sportivo comunale, chiedendo trasparenza, rispetto delle regole e tutela dei beni pubblici».
«Non ci interessano le passerelle – concludono – ma impianti funzionanti, cantieri conclusi, strutture manutenute, concessioni trasparenti e soprattutto la possibilità per i nostri ragazzi di fare sport in strutture adeguate. Alghero merita un’Amministrazione che risolva i problemi, non che li nasconda dietro una continua e fumogena campagna di propaganda»
“Tari, dopo la stangata alle imprese, Cacciotto colpisce i cittadini attivi”
ALGHERO – «Dopo la stangata TARI sulle imprese, l’Amministrazione Cacciotto riesce a colpire anche i cittadini che si sono messi a disposizione della città».
Lo dichiarano i capigruppo del centrodestra algherese Alessandro Cocco per Fratelli d’Italia, Marco Tedde per Forza Italia, Raffaele Salvatore per UDC–Patto per Alghero, Michele Pais per Lega, Massimiliano Fadda per Prima Alghero e Giovanna Caria per Riformatori Sardi, intervenendo sul caso Cittadinanza Attiva.
«La TARI di quest’anno arriva senza gli sconti dovuti ai cittadini attivi perché nel 2025 la Giunta non ha attivato il procedimento, nonostante le ripetute sollecitazioni del centrodestra. Il risultato dell’inadempienza dell’amministrazione Cacciotto è che chi ha contribuito alla cura di spazi pubblici, aree verdi e beni comuni si vede recapitare la bolletta a prezzo pieno».
«È l’ennesimo esempio dell’incapacità politica e amministrativa di questa giunta: non si riesce a tenere in piedi buone pratiche utili ai cittadini come la cittadinanza attiva, nel frattempo si aumentano i costi a carico delle attività economiche. È il paradosso di una sinistra che parla di partecipazione, ma non riesce neppure a garantire gli effetti concreti degli strumenti partecipativi».
«Il sindaco spieghi ai cittadini perché lo scorso anno il procedimento non sia stato attivato e come si intenda rimediare. Non bastano bandi pubblicati in ritardo o annunci di facciata: serve subito procedere con gli sconti in bolletta, anche attraverso lo stanziamento di risorse di bilancio».
«Chi partecipa alla cura della città non può essere trattato come un contribuente qualunque da spremere. La cittadinanza attiva va sostenuta e non può subire la disorganizzazione e i ritardi di questa giunta».
Alessandro Cocco – Fratelli d’Italia
Marco Tedde – Forza Italia
Raffaele Salvatore – UDC–Patto per Alghero
Michele Pais – Lega
Massimiliano Fadda – Prima Alghero
Giovanna Caria – Riformatori Sardi
“Strade ruruali e agro, l’Amministrazione Cacciotto perde il bando regionale”
ALGHERO – ” Quando dalla Regione arrivano finanziamenti a fondo perduto in grado di coprire interamente le spese di realizzazione dell’opera pubblica, lasciarsi sfuggire l’occasione non può essere considerato un semplice incidente di percorso. È quanto emerge dalla pubblicazione della graduatoria relativa all’Intervento
“Strade Rurali” inserito nel Complemento di Sviluppo Rurale della Sardegna.
I numeri delle graduatorie finali sono chiari: su 250 proposte presentate da diversi territori dell’Isola, tra
Comuni, Unioni di Comuni, Comunità Montane e Consorzi di Strade Vicinali, la Regione ha selezionato 57
interventi ammessi a finanziamento, con contributi fino a 900 mila euro ciascuno, destinati alla
riqualificazione e alla messa in sicurezza delle strade rurali.
Scorrendo gli elenchi delle richieste di finanziamento, però, emerge un’assenza che non passa inosservata: il
Comune di Alghero non figura tra le domande di finanziamento presentate. Non risulta una scheda
progettuale, né una proposta, né una candidatura da parte dell’Amministrazione comunale guidata dal
sindaco Raimondo Cacciotto. Una mancata partecipazione che, secondo il Comitato 221 di Futuro Nazionale,
rappresenta un grave passaggio a vuoto politico e amministrativo.
Il movimento contesta una gestione ritenuta opaca e disattenta, soprattutto alla luce della natura del bando,
che prevedeva una copertura integrale delle spese, senza imporre all’Ente comunale alcun esborso diretto.
Per Futuro Nazionale, rinunciare a un’opportunità di questo tipo significa produrre un danno concreto a un
territorio che vive anche di agricoltura, aziende rurali, borgate e famiglie che da anni convivono con strade
dissestate, buche, difficoltà di accesso e problemi di sicurezza.
A rendere la vicenda ancora più significativa è il risultato ottenuto, invece, dai soggetti privati del territorio.
Mentre il Comune è rimasto fuori dal bando di finanziamento, diversi Consorzi di strade vicinali presenti nel
territorio rurale algherese si sono attivati autonomamente, predisponendo la documentazione necessaria e
presentando le proprie richieste alla Regione.
Il risultato è stato positivo: Carrabuffas, San Quirico, La Rucchetta, la Pussetta e Punta Moro sono entrati tra
i 57 interventi ammessi a finanziamento, ottenendo il massimo contributo previsto, per un importo
complessivo di 1,5 milioni di euro.
Cinque interventi da 300 mila euro ciascuno che dimostrano, da un lato, la fondatezza delle richieste
provenienti dal territorio e, dall’altro, mettono in evidenza il mancato ruolo dell’Amministrazione comunale.
Secondo il Comitato 221 di Futuro Nazionale, il successo dei consorzi privati conferma che l’agro algherese
aveva pieno titolo per accedere alle risorse disponibili e che una programmazione pubblica più attenta
avrebbe potuto intercettare ulteriori fondi a beneficio di altre zone rurali.
Il punto politico, per Futuro Nazionale, è proprio questo: non tutte le aree dell’agro dispongono di strutture
autonome, consorzi organizzati o capacità amministrativa sufficiente per partecipare da sole a un bando
regionale. Per questo il Comune avrebbe dovuto svolgere il suo ruolo, partecipando al bando di
finanziamento in favore delle strade rurali prive di Consorzi Vicinali.
Il rischio, ora, è che una parte importante del comparto agricolo resti esclusa dagli interventi di
riqualificazione, mentre solo alcune realtà, grazie alla propria capacità organizzativa, potranno beneficiare
delle risorse regionali. Una disparità che, secondo il Comitato 221, poteva essere evitata con una
partecipazione diretta e tempestiva del Comune.
Per queste ragioni Futuro Nazionale chiede chiarezza e annuncia una richiesta di interpello rivolta ai vertici
dell’Amministrazione comunale. Il sindaco Raimondo Cacciotto e l’assessore alla Programmazione Strategica Enrico Daga dovranno spiegare pubblicamente per quali ragioni il Comune di Alghero non abbia partecipato all’avviso regionale sulle strade rurali.
Una risposta attesa dagli agricoltori, dagli operatori economici e dai residenti delle campagne algheresi, che chiedono di conoscere non solo le motivazioni della mancata candidatura ma anche quali strumenti
alternativi l’Amministrazione intenda ora utilizzare per intervenire sulla viabilità dell’agro.
Il Comitato 221 di Futuro Nazionale chiede inoltre di sapere se esistano risorse già individuate nel bilancio
comunale, quali siano le priorità dell’Amministrazione per le strade rurali e quali tempi siano previsti per dare
risposte concrete a un territorio che da anni attende interventi strutturali.
Non si può parlare di attenzione alle borgate, all’agricoltura e alle campagne solo nelle dichiarazioni
pubbliche – sottolinea il Comitato 221 di Futuro Nazionale – e poi restare assenti quando si aprono bandi
capaci di finanziare al 100% interventi necessari e attesi. I consorzi privati hanno dimostrato che intercettare quelle risorse era possibile. Ora il Comune spieghi perché Alghero è rimasta fuori dal bando di finanziamento e come intende recuperare questa occasione mancata. Per Futuro Nazionale Alghero, la vicenda rappresenta un banco di prova sulla capacità dell’Amministrazione di programmare, presidiare le opportunità regionali e difendere gli interessi delle aree rurali. Perché la manutenzione delle strade dell’agro non è solo una questione di viabilità, ma riguarda la sicurezza, il lavoro, la competitività delle aziende agricole e la qualità della vita di chi abita e produce nelle campagne algheresi”.
Futuro Nazionale Alghero




