ALGHERO – “In merito al comunicato diffuso dall’Associazione Punta Giglio Libera – Ridiamo Vita al Parco APS, riteniamo doveroso intervenire per ristabilire una rappresentazione corretta del lavoro svolto negli anni dal Consiglio Direttivo del Parco di Porto Conte e dall’intera struttura dell’Ente”, Lo hanno dichiarato Raimondo Tilocca, Lina Bardino e Adriano Grossi già membri del Direttivo del Parco di Porto Conte che rivendicano l’evidente crescita dell’Ente con sede a Casa Gioiosa grazie anche alla guida del direttore Mariani che, entrò in carica, durante l’amministrazione Bruno per poi essere confermato dalla successiva compagine di Centrodestra.
“Le affermazioni secondo cui il Parco sarebbe stato trasformato in una “macchina orientata alla valorizzazione economica” o addirittura identificato con una singola figura direttiva risultano profondamente ingenerose e non corrispondenti alla realtà amministrativa e istituzionale dell’Ente. Il Parco di Porto Conte non è mai stato governato da un “uomo solo al comando”. Le scelte strategiche, programmatiche e politiche sono sempre state assunte collegialmente dal Consiglio Direttivo e dall’Assemblea del Parco, organi composti da persone competenti, attente e fortemente impegnate nella tutela e nello sviluppo equilibrato del territorio. Il Direttore ha svolto, come previsto dalla legge, funzioni gestionali e attuative, dando esecuzione agli indirizzi deliberati dagli organi dell’Ente.
Attribuire oggi a una sola figura responsabilità, meriti o indirizzi politici significa non conoscere — o volutamente ignorare — il funzionamento di un ente pubblico complesso quale è un Parco regionale.
Respingeremo sempre una visione del Parco concepito come una “gabbia di vetro”, separata dalla comunità e sottratta alla vita del territorio. Un’area protetta moderna non può limitarsi alla sola conservazione passiva. Deve invece saper integrare tutela ambientale, educazione, ricerca, fruizione sostenibile, comunicazione ambientale e crescita culturale ed economica della comunità che la ospita.
In questi anni il Parco di Porto Conte ha saputo costruire servizi, attività educative, progettualità, mobilità sostenibile, valorizzazione ambientale e opportunità di lavoro, accrescendo la conoscenza e il rispetto del patrimonio naturale senza mai rinunciare alla propria missione primaria di tutela.
Parlare di visitatori, educazione ambientale, attrattori naturalistici, servizi sostenibili e valorizzazione del territorio non significa “commercializzare” il Parco, ma renderlo vivo, frequentato, conosciuto e quindi maggiormente tutelato. Un Parco chiuso, isolato e privo di relazione con il territorio rischia invece di diventare marginale e incapace persino di sostenere economicamente le proprie attività di conservazione.
Siamo convinti che la vera sfida del futuro non sia contrapporre tutela e sviluppo, ma mantenerli in equilibrio attraverso una gestione seria, competente e lungimirante. Il Parco deve continuare a essere un presidio ambientale forte, ma anche un motore culturale e sociale capace di contribuire alla crescita sostenibile del territorio e alla diffusione di una moderna cultura ambientale.
Per questo respingiamo letture ideologiche e semplificazioni che non rendono giustizia al lavoro svolto negli anni dal Direttivo, dai lavoratori, dai tecnici e da tutti coloro che hanno contribuito alla crescita del Parco di Porto Conte”, cosi chiudono Raimondo Tilocca, Lina Bardino e Adriano Grossi, già membri del Direttivo del Parco di Porto Conte