POLITICA
“Secal e non solo: dopo gli schiaffi di Sartore, Cacciotto e Daga non possono tacere”
“Maggioranza Cacciotto unita, nessuna crisi: affrontiamo problemi irrisolti da anni”
ALGHERO – “Una coalizione che governa una città non è un organismo chiamato a votare sempre e comunque all’unisono, né una realtà nella quale i consiglieri debbano rinunciare alle proprie valutazioni. Il confronto, anche quando è franco e anche quando riguarda atti dell’Amministrazione, fa parte della responsabilità politica di chi governa.
Quello che conta è cosa succede dopo. E quando una criticità viene rilevata, viene discussa nelle sedi opportune e, se necessario, un provvedimento viene modificato o ritirato. Questo significa esercitare responsabilmente il governo della città, non essere una maggioranza “a pezzi”.
Ci sembra invece che il centrodestra abbia una particolare difficoltà a distinguere il confronto politico dalla crisi politica. Progetto Alghero è una coalizione ampia, composta da forze diverse, che ha vinto le elezioni e che sostiene il sindaco Raimondo Cacciotto. In questi due anni ha affrontato problemi e assunto decisioni, spesso su questioni complesse e lasciate irrisolte per anni.
Il giudizio sul lavoro di questa Amministrazione non può essere costruito selezionando singoli episodi e trasformandoli, attraverso dichiarazioni politiche, in una presunta sfiducia al sindaco o alla Giunta.
Va misurato sui fatti: sulle risorse reperite e investite, sulle opere avviate, sui servizi, sulla programmazione, sulla capacità di intervenire sulle criticità e di costruire una prospettiva per la città.
È su questo che Progetto Alghero intende essere giudicata. E continueremo a discutere, anche al nostro interno, perché governare significa anche avere il coraggio di confrontarsi e, quando serve, correggere il tiro. L’opposizione faccia il proprio mestiere, come è giusto che sia. Ma non spetta all’opposizione stabilire quando una maggioranza è unita, quando è in crisi o quale debba essere il rapporto tra le forze che la compongono. Questo lo decidono gli elettori e, soprattutto, lo dimostrano quotidianamente il lavoro e i risultati dell’Amministrazione. Progetto Alghero non ha bisogno di dichiarare ogni giorno di essere una maggioranza: lo dimostra continuando a governare”.
Maggioranza Consiliare del sindaco Cacciotto
“Tari più cara, servizio peggiore: e meno male che la tassa doveva diminuire…”
ALGHERO – “Da circa dieci anni ai cittadini di Alghero viene ripetuto che l’aumento della raccolta differenziata avrebbe prodotto benefici concreti anche sulle bollette dei rifiuti. Il principio sembrava semplice: differenziare di più, ridurre il conferimento in discarica, evitare le pesanti ecotasse regionali e, di conseguenza, pagare meno. Gli algheresi hanno accettato il passaggio dai cassonetti stradali al sistema porta a porta, modificando radicalmente le proprie abitudini e consentendo alla città di superare il 70% di raccolta differenziata. Dopo tutti questi anni, però, è arrivato il momento di porre una domanda politica precisa: dove sono finiti i vantaggi economici promessi? La TARI non è diminuita in maniera significativa e i costi complessivi del servizio sono addirittura aumentati. Ogni volta vengono chiamati in causa l’incremento delle spese di gestione, i trasporti, il trattamento dell’umido, lo smaltimento delle diverse frazioni e il peso dell’evasione. Motivazioni che possono anche avere una loro fondatezza, ma che non possono diventare l’alibi permanente per chiedere sempre nuovi sacrifici ai cittadini e alle imprese. L’assessore all’Ambiente Raniero Selva, già titolare dello stesso incarico durante la Giunta Bruno, conosce perfettamente questa vicenda. Fu proprio in quegli anni che venne avviata la trasformazione del sistema di raccolta. Oggi, nuovamente alla guida dell’assessorato con la Giunta Cacciotto, ha il dovere politico di spiegare quali risultati economici abbia realmente prodotto il porta a porta e perché l’impegno dei cittadini non si sia tradotto in una riduzione concreta delle bollette. Adesso si vorrebbero eliminare anche i grandi mastelli condominiali, obbligando ogni famiglia a utilizzare ed esporre il proprio contenitore. Una decisione che rischia di amplificare i problemi e di trasformare le nostre strade in una vera e propria giungla di mastelli. Molte persone escono presto per andare al lavoro e non possono rimanere a casa ad aspettare il passaggio degli operatori per ritirare immediatamente il contenitore. Quali saranno le conseguenze per il decoro urbano, per la sicurezza dei pedoni e per l’immagine turistica di Alghero? Come avevo già denunciato in un precedente articolo, il sistema attuale costringe praticamente ogni cittadino a realizzare un piccolo ecocentro dentro casa. Tra contenitori per l’umido, la plastica, la carta, il vetro e il secco residuo, una famiglia può arrivare a sacrificare diversi metri quadrati della propria abitazione, anche cinque, soltanto per conservare i rifiuti in attesa dei giorni stabiliti per il ritiro. Oltre a pagare una TARI sempre più pesante, siamo quindi obbligati a mettere gratuitamente a disposizione del servizio pubblico una parte della nostra casa, selezionando, conservando ed esponendo personalmente tutti i rifiuti. Continuando di questo passo, manca soltanto che i cittadini vengano assunti direttamente dalla ditta incaricata della raccolta. Ormai separiamo ogni materiale, lo conserviamo in casa, puliamo i contenitori, rispettiamo giorni e orari, portiamo fuori i mastelli e dobbiamo anche preoccuparci di ritirarli immediatamente. Se dobbiamo sostituirci progressivamente a ogni fase del servizio, perché continuiamo a pagare cifre così elevate per quello che troppo spesso si dimostra un vero disservizio? Non tutti, inoltre, dispongono degli spazi necessari. Ci sono famiglie che vivono in piccoli appartamenti, persone anziane e abitazioni senza balconi, cortili o ripostigli. Questa è la politica che chiediamo: una politica capace di conoscere la vita reale delle persone, non di imporre soluzioni studiate sulla carta e poi scaricarne interamente il peso sulla collettività. Non basta sbandierare il raggiungimento del 73% di raccolta differenziata, perché quella percentuale è soprattutto il risultato dell’impegno quotidiano degli algheresi. L’Amministrazione renda pubblici e comprensibili i numeri: quanto costava il servizio prima del porta a porta e quanto costa oggi? Quanto è stato effettivamente risparmiato evitando le ecotasse? Quanto si ricava dal recupero dei materiali differenziati? Qual è il costo reale dello smaltimento delle singole frazioni? Quanto pesa l’evasione e quali azioni concrete sono state intraprese per recuperare le somme non versate? Anche il principio del “pagare tutti per pagare meno” è corretto, ma deve essere accompagnato da controlli seri. Non è accettabile che chi differenzia, rispetta le regole e paga regolarmente la TARI debba compensare per anni chi evade. Il nuovo appalto viene presentato come uno strumento capace di migliorare il servizio e mantenere stabili le tariffe, ma dopo dieci anni non possiamo più accontentarci della promessa di non pagare ancora di più. Se la raccolta differenziata funziona e produce risparmi, questi benefici devono essere restituiti alle famiglie e alle imprese. Questa non è una polemica personale, ma una precisa richiesta politica di trasparenza, efficienza e rispetto. Fra pochi giorni vedremo quali saranno gli effetti delle nuove decisioni e in quali condizioni si presenterà la città. Il timore è che, ancora una volta, invece di risolvere i problemi, si finiscano per scaricare ulteriori incombenze, disagi e responsabilità sui cittadini. Differenziare è un dovere civico, ma organizzare adeguatamente il servizio e utilizzare correttamente le risorse della TARI sono doveri dell’Amministrazione. Gli algheresi hanno fatto e continuano a fare la propria parte. Ora la politica faccia finalmente la sua”.
Gianfranco Langella, Futuro Nazionale
Maggioranza e Giunta ai ferri corti, le parole del sindaco Cacciotto
“Puc e Parco, il futuro di Alghero non può essere deciso senza Alghero”
ALGHERO – “Il nuovo Piano Urbanistico Comunale e la proposta di riforma della rete ecologica regionale, con le possibili conseguenze sull’assetto e sulla gestione del Parco Regionale di Porto Conte, sono due questioni diverse ma accomunate da una responsabilità: le decisioni che verranno assunte avranno effetti duraturi sul futuro di Alghero e del suo territorio. Per questo è necessario che su entrambe si apra un confronto pubblico, trasparente e realmente partecipato, prima che le scelte diventino definitive. PUC: conoscere le scelte e discutere il modello di città Gli elaborati del nuovo PUC risultano già predisposti. È quindi necessario che vengano messi pienamente a disposizione della comunità e che la loro presentazione non si limiti a un adempimento formale. Il PUC non riguarda soltanto norme urbanistiche e destinazioni d’uso, ma definisce il modello di Alghero dei prossimi decenni: il rapporto tra ambiente e sviluppo, costa e territorio interno, centro urbano e borgate, residenza e turismo, servizi, mobilità e attività produttive. La città deve quindi poter conoscere le scelte, valutarne gli effetti e contribuire alla discussione. Porto Conte: Alghero deve essere protagonista La stessa attenzione deve essere riservata alla proposta di riforma della rete ecologica regionale e alle conseguenze che potrà avere sul Parco di Porto Conte. C’è un punto che non può essere messo in secondo piano: Porto Conte è Alghero. Il territorio del Parco è interamente compreso nel Comune di Alghero ed è una componente fondamentale del patrimonio ambientale, paesaggistico, storico e culturale della città. Non è quindi possibile immaginare modifiche al suo assetto, alla sua gestione o al suo ruolo all’interno della rete ecologica regionale senza riconoscere la centralità di Alghero nel processo di confronto e di decisione. Centralità di Alghero non significa chiusura o rivendicazione localistica. Significa riconoscere che la comunità, il Comune e le realtà che vivono quotidianamente quel territorio devono avere un ruolo effettivo nelle scelte che lo riguardano. Il Parco non può essere considerato soltanto una porzione di territorio sulla quale intervenire attraverso decisioni assunte altrove. È parte integrante dell’identità e del futuro della città. Per questo Alghero deve essere protagonista e non semplice destinataria di decisioni già assunte. Non si tratta di essere pregiudizialmente favorevoli o contrari a una riforma. Si tratta di conoscere nel dettaglio le proposte e comprenderne gli effetti, prima di assumere qualsiasi decisione. Nel territorio di Porto Conte convivono tutela della natura, aziende, attività economiche, turismo e importanti realtà culturali. La tutela ambientale e lo sviluppo non devono essere messi in contrapposizione: la sfida è costruire un sistema capace di proteggere il patrimonio naturale, valorizzare il territorio e promuovere un turismo sostenibile, producendo benefici per la comunità. Particolare attenzione dovrà essere riservata anche al futuro delle Grotte di Nettuno e della Grotta Verde, alle modalità di gestione e tutela, alle responsabilità istituzionali e alle ricadute economiche per il Comune, il Parco e il territorio. Le proposte Per questo Stefano Campus, già consigliere comunale di Alghero dal 1994 al 2002, propone: -per il PUC, la piena accessibilità degli elaborati e l’avvio di un percorso pubblico di informazione, ascolto e partecipazione, discutendo non solo le singole previsioni ma anche il modello complessivo di città; -per il Parco di Porto Conte, la pubblicazione integrale della proposta di riforma della rete ecologica regionale, della documentazione tecnica e di ogni modifica prevista per assetto e gestione del Parco; -un confronto pubblico ad Alghero, anche attraverso il Consiglio comunale, con Regione, Comune, Parco, associazioni ambientaliste e culturali, mondo scientifico, operatori economici e cittadini; -il riconoscimento della centralità di Alghero, affinché Comune e comunità locale siano pienamente coinvolti nelle decisioni che riguardano Porto Conte e il futuro del suo territorio; -che nessuna scelta definitiva venga assunta senza un confronto preventivo e trasparente con la comunità algherese. «Il PUC riguarda il futuro dell’intera città e Porto Conte è una parte fondamentale dell’identità di Alghero. Per questo chiediamo che la comunità algherese non venga chiamata semplicemente a prendere atto di decisioni già definite. Alghero deve essere protagonista delle scelte sul proprio territorio. La partecipazione non può arrivare quando tutto è già deciso. Il confronto deve avvenire prima, quando le scelte possono ancora essere discusse e migliorate. Porto Conte è Alghero. E il futuro di Alghero non può essere deciso senza Alghero.»
Stefano Campus Già Consigliere comunale di Alghero (1994-2002)
“Secal e non solo: chi decide oramai sono gli uffici, politica messa all’angolo”
ALGHERO – “L’avevo detto. L’avevo detto al sindaco, a diversi esponenti dell’attuale maggioranza e, soprattutto, lo avevo scritto pubblicamente quando ancora c’era tutto il tempo per evitare che la vicenda SECAL arrivasse al punto in cui è arrivata oggi. Lo sapevano bene anche coloro che avevano condiviso con me l’esperienza amministrativa. Avevo detto chiaramente quale fosse l’impostazione del dirigente che per anni ha seguito i rapporti tra Comune e SECAL. E avevo anche agito di conseguenza, arrivando, durante la mia amministrazione, a disporre la sua rimozione da quella posizione nell’ambito della rotazione degli incarichi dirigenziali, prevista dalla legge e indicata dall’Autorità nazionale anticorruzione come misura di prevenzione dei rischi corruttivi. Non era una questione personale. Era una scelta amministrativa inserita in un preciso quadro normativo e, insieme, la conseguenza di una valutazione sul funzionamento della macchina amministrativa e sulla necessità che le scelte politiche venissero assunte dalla politica. Poi quel dirigente è stato immediatamente rimesso al suo posto. E oggi vediamo gli effetti di quella scelta. Perché quando si rimette una determinata persona nella posizione dalla quale ha sempre sostenuto una determinata linea, non ci si può poi stupire se quella linea torna a manifestarsi. E quella linea sulla SECAL viene da lontano. Già nei documenti di programmazione della amministrazione precedente alla mia compariva l’ipotesi della chiusura della società. Poi, il 14 marzo 2024, arrivò una proposta del dirigente di deliberazione di Giunta con un titolo che diceva già tutto: “Società in house SECAL Srl interamente partecipata dal Comune di Alghero: scioglimento della società e messa in liquidazione. Proposta al Consiglio comunale.” Quella proposta arrivò proprio alla vigilia della rotazione dirigenziale che avevo disposto e che avrebbe riguardato anche il settore finanziario. Io allora la buttai nel cestino e dissi pubblicamente che quella non era una casualità ma un frutto avvelenato e rancoroso che maturava subdolamente da anni. Oggi quella stessa impostazione torna a presentarsi. E allora la responsabilità politica non può essere scaricata sul dirigente. Perché quel dirigente è stato rimesso lì dall’attuale sindaco. La responsabilità di chi governa una città è anche quella di sapere cosa accade dentro la propria macchina amministrativa, di governarla e, quando necessario, di intervenire. Non può esistere un Comune nel quale un solo dirigente finisca per diventare il punto di riferimento determinante di interi settori dell’amministrazione, mentre la politica sembra limitarsi ad assecondarne le scelte. Un Comune non può essere governato da un solo dirigente. E soprattutto il sindaco non può rinunciare al proprio ruolo di guida politica e amministrativa dell’amministrazione. L’assessore competente, invece, sembra essersi ritagliato un ruolo molto più semplice: scrivere post, fare dichiarazioni sui social e produrre elucubrazioni sulla città, provare a piazzare improbabili consulenti, mentre le decisioni vere maturano altrove. Ma la questione più grave oggi riguarda i lavoratori della SECAL. Perché mentre si discute del destino della società, ci sono lavoratori che il 7 settembre non hanno ricevuto lo stipendio che avrebbero dovuto ricevere. E non interessa sapere se qualcuno lo abbia poi ricevuto qualche giorno dopo. Uno stipendio che deve arrivare il 7 deve arrivare il 7. Chi lavora e vive del proprio stipendio organizza la propria vita, paga le proprie scadenze e sostiene la propria famiglia contando su quella data. Il ritardo non diventa meno grave perché qualche giorno dopo arriva il bonifico. E questi lavoratori non hanno alcuna responsabilità per quello che sta accadendo. Hanno lavorato. Hanno continuato a farlo. E lo hanno fatto in una società che svolge per il Comune una funzione delicatissima: riscuotere le entrate dell’ente. E mentre la SECAL lavora per far entrare risorse nelle casse comunali, oggi ci troviamo nella situazione paradossale in cui la società non dispone delle risorse necessarie per pagare puntualmente i propri dipendenti. Sono ormai pubbliche le notizie relative alla situazione finanziaria della società e ai crediti che SECAL vanta nei confronti del Comune. Se queste somme spettano alla società, il Comune deve pagare. Non può essere la SECAL a pagare il prezzo delle difficoltà, delle rigidità o delle decisioni assunte dentro la macchina comunale. E soprattutto non possono pagarlo i lavoratori. Questa è la cosa più grave e più vergognosa. Perché siamo di fronte a un’amministrazione che ama parlare di famiglie, di family friendly, di tutela del lavoro e di attenzione alle persone. Le famiglie, però, non si difendono con i post. I lavoratori non si difendono con gli slogan. Si difendono facendo arrivare lo stipendio quando deve arrivare. E allora la responsabilità politica dell’attuale amministrazione è evidente. È stata una scelta dell’attuale amministrazione rimettere quel dirigente al suo posto. Ed è una responsabilità dell’attuale amministrazione dire agli algheresi se intenda davvero rilanciare la SECAL oppure lasciarla scivolare progressivamente verso una situazione nella quale la sua chiusura possa essere presentata, molto presto, come inevitabile. Perché una cosa la dico già oggi: non c’è nulla di imprevedibile. Se si rimette al suo posto chi ha manifestato per anni una precisa impostazione sulla SECAL, non ci si può sorprendere quando quella stessa impostazione torna a produrre i suoi effetti. E temo che la SECAL non sarà l’unico ambito nel quale saremo costretti ad assistere alle conseguenze delle scelte dirigenziali e alle NON scelte del sindaco. Ora l’attuale amministrazione, oltre a pagare puntualmente gli stipendi, deve spiegare agli algheresi chi governa davvero questa città”.
Mario Conoci, Fdi e già sindaco di Alghero
“Maggioranza Cacciotto a pezzi, anche dal Pd attacchi e richiesta dimissioni del segretario Daga”
ALGHERO «Quello che sta accadendo all’interno della maggioranza che governa Alghero non può più essere derubricato a normale dialettica politica. Siamo ormai davanti ad una vera e propria sfiducia politica nei confronti dell’assessore Enrico Daga, che non è soltanto un componente della Giunta Cacciotto, ma anche il segretario cittadino del Partito Democratico, principale azionista politico della compagine che governa la città». Lo dichiarano congiuntamente i rappresentanti del centrodestra in Consiglio comunale Michele Pais (Lega), Marco Tedde (Forza Italia), Alessandro Cocco (Fratelli d’Italia), Raffaele “Lelle” Salvatore (UDC), Massimiliano Fadda (Prima Alghero) e Giovanna Caria (Riformatori).
«Il dato politicamente clamoroso è che questa volta le accuse più pesanti non arrivano dall’opposizione, ma direttamente dai banchi della maggioranza: dal consigliere del PD Sartore e dai consiglieri Mulas e Colledanchise. Ma anche il mea culpa proveniente dalla capogruppo del PD, Gabriella Esposito, in ordine all’esposizione del Partito Democratico al pubblico ludibrio dalla vicenda Daga-Sanna, ha arricchito la censura all’atteggiamento tenuto dall’amministrazione e dall’intera maggioranza. Così come non ha esitato di parlare di “brutta figura” sulla medesima vicenda da parte del capogruppo di Base popolare, Gianni Martinelli, chiedendo chiarezza di quanto successo.
In particolare, sulla vicenda Secal, Sartore e Mulas hanno espresso valutazioni durissime sulla gestione della questione, mettendo apertamente in discussione l’adeguatezza dell’azione amministrativa dell’assessore competente.
Parole che hanno un peso politico enorme proprio perché provengono da chi questa amministrazione la sostiene e dovrebbe garantirne la tenuta.
Ancora più delicata è poi la questione sollevata dal consigliere Colledanchise, relativa ad una determina per l’affidamento di una consulenza esterna da decine di migliaia di euro in materia di “benessere animale”, provvedimento successivamente e immediatamente ritirato dall’Amministrazione comunale.
Colledanchise è arrivato ad affermare pubblicamente che quella procedura “sembrava cucita addosso a qualcuno”, utilizzando espressioni di una gravità tale da non poter essere semplicemente ignorate o fatte passare sotto silenzio.
Se un consigliere appartenente alla maggioranza ritiene di avere elementi tali da prospettare possibili profili di rilevanza penale, è evidente che siamo ben oltre una semplice divergenza politica. Naturalmente non spetta a noi stabilire se esistano responsabilità penali, né anticipare valutazioni che competono esclusivamente agli organi preposti. Ma proprio per la gravità delle affermazioni pronunciate, è indispensabile che venga fatta immediata e completa chiarezza sulla vicenda. A fronte di dichiarazioni di tal fatta, assunte a verbale, è fondamentale che il Segretario compia ogni atto necessario e conseguente per non incorrere essa stessa in un possibile reato omissivo”
Il quadro che emerge è quello di una maggioranza in evidente stato di decozione politica, attraversata da contraddizioni e accuse interne ormai impossibili da nascondere.
E a nulla servono i tentativi del sindaco Cacciotto di minimizzare ciò che sta accadendo. Anzi, continuare a farlo rischia soltanto di aggravare una situazione politica già compromessa.
Qui non siamo davanti a diverse sensibilità su una scelta amministrativa. Si contesta la gestione della Secal, viene messa in discussione l’adeguatezza politica e amministrativa di un assessore e vengono formulate pesantissime osservazioni sulle modalità di un affidamento pubblico successivamente ritirato.
A questo punto la domanda è inevitabile e non può più essere elusa:
l’assessore Enrico Daga gode ancora della fiducia della maggioranza che sostiene il sindaco Cacciotto?
E, soprattutto, il Partito Democratico continua ad avere fiducia nel proprio segretario cittadino nella sua veste di assessore, dopo che proprio da un autorevolissimo consigliere del PD sono arrivate contestazioni così nette sulla gestione di una delle vicende amministrative più delicate di questi mesi?
Non bastano più sorrisi, dichiarazioni rassicuranti o tentativi di mettere la polvere sotto il tappeto.
La maggioranza deve assumersi la responsabilità delle parole pronunciate dai propri consiglieri.
Una cosa, però, appare ormai evidente: il problema della Giunta Cacciotto non è più l’opposizione. Il problema è la sua stessa maggioranza.
Una maggioranza che ormai si accusa, si smentisce e si sfiducia dall’interno, mentre il Sindaco continua inutilmente a tentare di rappresentare alla città una normalità politica che, semplicemente, non esiste più».
“Secal e non solo: ad Alghero oramai decidono gli uffici, la politica è in catalessi”
ALGHERO – Esplode anche in Consiglio Comunale il “caso Secal”. Bordate non solo dai banchi dell’opposizione con Fratelli d’Italia, Riformatori e Forza Italia in prima linea a denunciare una situazione a dir poco paradossole ovvero la società partecipata che, ancora una volta si trova a vantare un credito (oltre 500mila euro) nei confronti dell’Amministrazione Cacciotto, ma anche dalla stessa maggioranza, in particolare Christian Mulas e Pietro Sartore.
Nell’occhio del ciclone, in particolare, l’assessorato alle Finanze. “Non è possibile che l’organismo atto a incamerare i denari per far funzionare la macchina amministrativa e dunque a fare fare tutto quello che i cittadini richiedono, tra cui anche le perenni feste e festicciole, manifestazioni varie”, così i consiglieri intervenuti e ancora “lasciare senza denari un ente così importante è da irresponsabili considerando che sono a rischio stipendi e pagamenti dei fornitori, altro che potenziamento, bisogna finirla con gli slogan, si deve avere rispetto di chi lavora per il Comune di Alghero, ancora di più in un ente così centrale per il suo funzionamento”.
A rincarare la dose Christian Mulas. “Se una società interamente pubblica viene lasciata senza liquidità, qualcuno deve assumersi la responsabilità, ci sono 18 lavoratori, fornitori, servizi, etc, chi sta permettendo tutto questo? Chi è che vuole cancellare la Secal a vantaggio, magari, di un’azienda privata per i tributi”, e ancora “se questa amministrazione ci tiene alla Secal, paghi subito quanto dovuto, perchè la volontà politica è questa, perciò bisogna capire se oggi c’è la politica oppure chi decide per essa sono gli uffici, i dirigenti, funzionari, e non solo nella Secal, ma anche negli altri settori e questo non va bene, la politica deve riapprioparsi del suo ruolo, sennò a cosa ci candidiamo a fare se poi decidono gli uffici'”, chiude l’esponente del Psd’Az
“La Giunta Cacciotto soffoca la Secal: basta, bisogna internalizzare il servizio”
ALGHERO – «Quello che sta accadendo ancora una volta alla SECAL dimostra che è arrivato il momento delle scelte definitive. Non si può continuare a tirare a campare, sperando ogni volta che le cose, prima o poi, vadano meglio».
Lo dichiara Michele Pais, consigliere comunale della Lega, intervenendo sulla nuova situazione di difficoltà della società che gestisce le entrate del Comune di Alghero.
«Oggi apprendiamo che il Comune avrebbe nuovamente accumulato un debito di oltre 500 mila euro nei confronti della SECAL e che i lavoratori sarebbero ancora in attesa dello stipendio di agosto. Una situazione che non può più essere considerata episodica, perché si ripete e dimostra l’esistenza di un problema strutturale».
«SECAL è stata costituita quasi vent’anni fa e da troppo tempo i suoi dipendenti vivono una condizione di incertezza e precarietà. Lavoratori che hanno maturato esperienza e professionalità nella gestione dei tributi comunali e che non possono continuare a essere appesi a un filo, interrogandosi periodicamente persino sulla puntualità degli stipendi».
Ma per Pais la questione non riguarda soltanto i lavoratori.
«In questi mesi abbiamo visto cosa è accaduto sul fronte dei rapporti con i contribuenti: pignoramenti dei conti correnti, procedure aggressive e avvisi tributari contestati dai cittadini. Una gestione che sta producendo problemi contemporaneamente su entrambi i fronti: da una parte i cittadini, dall’altra i lavoratori. È evidente che questo modello non sta funzionando come dovrebbe».
«La necessità di riportare stabilmente all’interno della sfera pubblica comunale le funzioni fondamentali dell’accertamento tributario è una battaglia che porto avanti da anni. Già nel 2019 una mozione della Lega chiedeva espressamente la reinternalizzazione del servizio di accertamento tributario. E all’insediamento dell’attuale Amministrazione avevo nuovamente indicato la necessità di affrontare definitivamente il problema SECAL, anziché rinviarlo. E lo dico da chi è stato un promotore 20 anni fa della società. Ma in un ventennio le situazioni mutano, e con esse le soluzioni».
«Invece, pervicacemente, come purtroppo è accaduto su troppe questioni, l’Amministrazione ha preferito perseverare senza affrontare alla radice il problema. Governare significa anche avere il coraggio di scegliere. Non significa aspettare che esploda l’ennesima emergenza per poi tamponarla e ricominciare da capo».
Da qui la proposta.
«È necessario predisporre immediatamente un vero piano di internalizzazione del servizio di accertamento dei tributi all’interno del Comune di Alghero, verificandone modalità organizzative, personale, tempi, costi e sostenibilità.
L’obiettivo deve essere quello di riportare direttamente nell’Amministrazione una funzione pubblica così delicata, costruendo un rapporto più diretto, equilibrato e trasparente tra Comune e contribuente e, nello stesso tempo, individuando una soluzione che possa finalmente garantire stabilità ai lavoratori che da troppi anni vivono nell’incertezza, con procedure di stabilizzazione già praticate in passato. Io saprei certamente come fare».
«Peraltro qualora emergesse l’impossibilità tecnica o organizzativa di gestire integralmente anche la fase della riscossione, potrà essere valutata l’eventuale esternalizzazione della sola riscossione. Ma deve essere un’ipotesi residuale, non il punto di partenza».
Pais annuncia quindi un’iniziativa in Consiglio comunale.
«Predisporrò un ordine del giorno che impegni Sindaco e Giunta alla predisposizione di un piano concreto di internalizzazione, con tempi e modalità certe.
Lo dobbiamo ai cittadini, che hanno diritto a un sistema tributario efficiente ma anche equo e rispettoso. E lo dobbiamo ai dipendenti SECAL, ai quali, dopo quasi vent’anni, abbiamo il dovere etico e politico di offrire finalmente una prospettiva di stabilità.
Basta soluzioni provvisorie. Basta tirare a campare e pensare solo a concerti, feste in piazza e altre attivita di intrattenimento e svago. Tutto bello, ma c’è dell’altro. È arrivato il momento che l’amministrazione comunale si confronti con i problemi seri della città. Cosa che finora non ha fatto».