“Disservizi nell’Ascot di via degli Orti, diverse lamentele”

ALGHERO – “Molti cittadini ci segnalano un grave disservizio che sta interessando l’importante servizio
Ascot di via degli Orti, qualora quanto lamentato corrisponda a verità l’Asl è invitata a porvi
rimedio immediatamente, considerato che molti cittadini non hanno ancora il loro medico di
base . In molti lamentano che gli orari non vengono sempre rispettati e che, in alcune
giornate, il servizio termina in anticipo, lasciando persone in fila da ore senza poter ricevere
assistenza. Prima Alghero chiede alla ASL di verificare immediatamente se ci siano mancanze
nell’organizzazione e di individuare una soluzione concreta. Questo servizio oggi più che mai,
deve essere potenziato, perché i disguidi ricadono su chi ha bisogno di cure”.

Massimiliano Fadda, Coordinamento Prima Alghero

“Stalli disabili bloccati e frizioni nel Palazzo, situazione vergognosa”

ALGHERO –  «È davvero vergognoso che un regolamento pensato per garantire un diritto concreto alle persone con disabilità, dopo un lungo e responsabile percorso istituzionale, rischi di rimanere bloccato per conflitti e contrapposizioni interne agli uffici comunali». A dichiararlo è il consigliere comunale del PSd’Az, Christian Mulas intervenendo con fermezza sulla situazione relativa al Regolamento per gli stalli riservati alle persone con disabilità.
La Commissione consiliare ha lavorato con serietà e responsabilità, insieme alla Presidente e ai commissari, portando avanti un lavoro intenso che ha richiesto mesi di confronto.
Le date parlano chiaro: Commissione il 19 marzo 2026, proposta per il Consiglio comunale l’11 aprile 2026 e approvazione definitiva in Consiglio comunale il 19 giugno 2026.
«Dopo tutto questo lavoro sottolinea il consigliere  non è accettabile che un regolamento approvato dall’organo consiliare possa incontrare ostacoli nella fase della sua attuazione. Ancora più grave è che, a distanza di mesi dall’approvazione, diverse pratiche relative a richieste presentate da persone con disabilità importanti risultino ancora bloccate».
«Stiamo parlando di cittadini con disabilità e famiglie che hanno necessità concrete, non di pratiche burocratiche qualsiasi. Le beghe interne devono rimanere nelle stanze. Non possono e non devono essere pagate dai cittadini, tantomeno dalle persone con disabilità.»
Il punto, secondo il consigliere, è soprattutto uno: non si può bloccare un diritto che riguarda persone con disabilità importanti e le loro famiglie.
La possibilità di avere stalli numerati e regolamentati non è un dettaglio burocratico, ma uno strumento concreto di tutela, autonomia, sicurezza e dignità per chi vive quotidianamente condizioni di particolare difficoltà.
«Non mi interessano le rivalità personali, le contrapposizioni o le dinamiche interne alla Polizia municipale. Mi interessa che il regolamento venga applicato e che le pratiche vengano esaminate e definite. Se esistono problemi organizzativi, divergenze o conflitti tra colleghi, devono essere affrontati e risolti da chi ha la responsabilità degli uffici. Non può essere il cittadino disabile a pagare il prezzo di queste situazioni.»
Per questo il consigliere chiede formalmente l’intervento della Segreteria comunale, affinché venga fatta chiarezza sullo stato delle pratiche e venga garantito il corretto funzionamento della macchina amministrativa.
«Chiedo alla Segreteria comunale di intervenire e di mettere ordine in una situazione che rischia di diventare paradossale. Il Consiglio comunale ha fatto la propria parte e ha approvato il regolamento. Adesso gli uffici devono metterlo in pratica, senza muri personali, senza veti e senza ulteriori ritardi.»
Il consigliere chiede inoltre di conoscere quante siano attualmente le richieste rimaste inevase, da quanto tempo siano ferme e quali siano le ragioni che ne impediscono la definizione, soprattutto nei casi riguardanti persone con disabilità particolarmente gravi.
«Non possiamo accettare che una persona che ha già dovuto affrontare difficoltà enormi debba anche combattere contro la burocrazia per ottenere uno strumento che dovrebbe garantirle maggiore autonomia e sicurezza. Il regolamento è stato approvato: ora deve essere applicato.»
Il consigliere conclude annunciando che sta valutando la presentazione di un’interrogazione urgente in Consiglio comunale, per chiedere conto dello stato di attuazione del regolamento, del numero delle pratiche attualmente bloccate, delle eventuali criticità organizzative e dei tempi necessari affinché gli stalli numerati possano diventare finalmente operativi.
«Dopo mesi di lavoro istituzionale e dopo l’approvazione definitiva del regolamento, non sono più accettabili rinvii. I diritti delle persone con disabilità non possono aspettare le beghe degli uffici.»
Chiude la nota Christian Mulas Consigliere comunale PSd’Az

“Rifiuti di plastica, Cacciotto trovi un’area lontano da abitazioni e dal Parco”

ALGHERO – «La filiera della plastica è nuovamente in crisi. Dopo lo stop dello scorso novembre, di nuovo CoRePla, il consorzio di filiera, deve affrontare l’emergenza legata all’invasione della plastica cinese. La plastica vergine proveniente dalla Cina arriva a prezzi con cui il materiale riciclato europeo fatica a competere. Il riciclato non trova sbocchi sufficienti e così gli impianti si saturano e i ritiri rallentano. Questa emergenza colpisce soprattutto le isole e riguarda così anche Alghero». Lo dichiara Alessandro Cocco, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale.

«Tutto questo, però, non può trasformarsi nell’alibi per scegliere qualsiasi area di stoccaggio. Da Santa Maria La Palma arrivano segnalazioni molto chiare: cattivi odori durante la notte, finestre che devono restare chiuse e comprensibile preoccupazione dei residenti per la salubrità dell’aria. Una borgata abitata non può diventare il punto di sfogo dell’emergenza».

«Già lo scorso novembre Alghero aveva affrontato la stessa crisi ricorrendo al Palacongressi. Proprio quell’esperienza avrebbe dovuto suggerire di predisporre per tempo alternative più adeguate nel caso il problema si fosse ripresentato. Pensiamo, per esempio, all’area di San Marco».

«Chiediamo quindi al Sindaco di individuare immediatamente un sito temporaneo più idoneo e realmente distante dalle abitazioni. Nel frattempo servono controlli puntuali sulla situazione ambientale e tutte le misure necessarie per limitare i disagi. Pur comprendendo l’emergenza generale non accettiamo che a pagarne il prezzo siano ancora una volta i cittadini»

Usi Civici, “Mancano le mappe, trasparenza dimezzata”

ALGHERO – “Abbiamo letto con interesse la riflessione dell’Assessore alle Finanze e al Demanio sull’Alghero dei prossimi decenni. È una visione ambiziosa: ricerca, imprese, università, famiglie, scuola, agricoltura, ambiente, sport, patrimonio pubblico, innovazione e qualità della vita dovrebbero diventare parti di una stessa strategia. Non abbiamo difficoltà a condividere l’obiettivo. Anzi, proprio perché prendiamo sul serio questa idea di futuro, riteniamo necessario porre una domanda: su quale conoscenza del territorio e del patrimonio pubblico stiamo costruendo questa nuova Alghero?

Perché la programmazione strategica non comincia dai finanziamenti, dai progetti o dai cantieri. Comincia dalla conoscenza. Conoscere significa sapere quali beni appartengono al patrimonio pubblico, quale sia il loro regime giuridico, quale sia la loro storia, quali siano i vincoli che li riguardano e quali procedure siano state seguite nel tempo per modificarne la destinazione o il regime. La questione diventa ancora più importante quando parliamo di terre civiche, che non sono semplicemente immobili comunali da valorizzare, ma beni caratterizzati da una particolare funzione e disciplina.

Non lo diciamo soltanto noi. Il TAR Sardegna, nella sentenza n. 683/2024, ha respinto il ricorso del Comune di Alghero contro la Regione nella vicenda relativa al Piano di valorizzazione e recupero delle terre civiche. Il Tribunale ha ritenuto legittime le richieste istruttorie della Regione e ha evidenziato la necessità di un’istruttoria completa e precisa, anche in ragione della complessa evoluzione storica e giuridica delle aree. Ma c’è un passaggio che dovrebbe far riflettere chiunque abbia a cuore la qualità dell’amministrazione pubblica. Il TAR ha rilevato che il Piano comunale era stato predisposto senza accertare compiutamente la corrispondenza delle terre civiche allo stato di fatto e di diritto attuale, ritenendo tale verifica un presupposto fondamentale per l’approvazione del Piano.

Ed è proprio in questo contesto che si colloca l’azione formale della nostra Associazione. Già in data 3 agosto 2026 abbiamo presentato una formale richiesta di accesso agli atti per poter conoscere gli allegati alla deliberazione comunale n. 61, richiamati dall’atto stesso come sue parti integranti e sostanziali: la relazione tecnica, la tabella riepilogativa e le sette tavole cartografiche. Si tratta di documentazione depositata presso il Servizio Demanio e Patrimonio, ma incredibilmente non pubblicata sull’Albo Pretorio insieme alla deliberazione.

Ad oggi, le nostre richieste sono rimaste senza risposta, avvolte dal silenzio degli uffici. Per questa ragione, ci apprestiamo a inviare un formale sollecito e una diffida tramite Accesso Civico Generalizzato, indirizzata anche alla Segretaria Generale in qualità di Responsabile della Trasparenza. Chiediamo che le mappe siano rese immediatamente pubbliche e che i termini per le osservazioni dei cittadini siano congelati e fatti ripartire solo dal momento della reale ed effettiva trasparenza delle carte.

Perché vogliamo conoscere questi documenti? Non per una curiosità burocratica. Perché se il patrimonio pubblico è uno dei pilastri della nuova strategia di sviluppo di Alghero, i cittadini devono poter conoscere esattamente quale patrimonio viene amministrato, con quale ricostruzione documentale e sulla base di quali presupposti giuridici e territoriali. Ed è qui che la domanda diventa inevitabile: come possiamo programmare il futuro di un patrimonio che non siamo ancora messi nelle condizioni di conoscere integralmente?

Riteniamo siano domande di buona amministrazione. L’Assessore scrive che “la programmazione strategica è fatta da persone, prima ancora che opere”. Siamo d’accordo. Ma aggiungiamo una cosa: la buona amministrazione è fatta anche di conoscenza, istruttorie, documenti, competenze, trasparenza e responsabilità.

Prima della valorizzazione viene la conoscenza del bene. Prima della trasformazione viene la certezza del suo regime giuridico. Prima della programmazione viene l’istruttoria. E solo dopo possono venire gli investimenti, i progetti e i cantieri. Questa non è una visione alternativa allo sviluppo. È una diversa idea di sviluppo: uno sviluppo che non considera il territorio soltanto come un insieme di asset da mettere a sistema, ma come il patrimonio sul quale costruire il futuro della comunità.

Perché una città veramente attrattiva non è soltanto quella nella quale qualcuno desidera venire. È quella nella quale chi già ci vive può avere fiducia nelle istituzioni, nel territorio che amministrano e nelle scelte che vengono fatte sul patrimonio collettivo. La nostra idea di Alghero parte da qui: conoscere prima di valorizzare, tutelare prima di consumare, programmare prima di trasformare. E soprattutto: misurare la distanza tra ciò che un’amministrazione dichiara di voler essere e ciò che concretamente riesce ad amministrare.

Questo è il confronto che proponiamo. Non contro la visione. Per una visione all’altezza di Alghero”.

Punta Giglio Libera – Ridiamo Vita al Parco

Sicurezza urbana, la Giunta approva “Scudo 2026”: 250mila euro per la videosorveglianza

ALGHERO – Un investimento da 250 mila euro per ampliare il sistema di videosorveglianza e rafforzare il controllo del territorio. La Giunta Cacciotto ha approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica “SCUDO 2026”, con il quale il Comune di Alghero partecipa alla procedura di finanziamento del Ministero dell’Interno dedicata al potenziamento dei sistemi di videosorveglianza. Il piano prevede 16 nuove postazioni per complessive 88 telecamere, distribuite tra Alghero e Fertilia. L’investimento ammonta complessivamente a 250 mila euro: 220 mila euro saranno richiesti attraverso il contributo ministeriale, mentre il Comune parteciperà con 30 mila euro di risorse proprie, già accantonate dall’Amministrazione. «Con questo intervento andiamo incontro a un’esigenza di maggiore controllo del territorio fortemente sentita dalla nostra comunità e proseguiamo lungo una direzione sulla quale abbiamo investito fin dall’inizio del mandato – dichiara il Sindaco Raimondo Cacciotto –. In questi due anni abbiamo lavorato per rafforzare il Comando della Polizia Locale, incrementando l’organico, rinnovando mezzi e attrezzature, investendo sulla formazione e introducendo nuovi strumenti tecnologici. Sono entrate in funzione la stazione mobile e le body cam, abbiamo potenziato la presenza degli agenti nelle ore serali e notturne e avviato il Progetto Decoro per garantire un presidio più capillare del centro storico. Ora vogliamo estendere ulteriormente la capacità di controllo della città attraverso una rete di videosorveglianza più moderna e diffusa». Le nuove postazioni sono state individuate in diversi punti strategici del territorio. A Fertilia interesseranno la rotatoria tra la SS 127 bis, la SS 291, via Zara e via dell’Istria e l’area tra via Pola, lungomare Rovigno e piazza San Marco. Ad Alghero il progetto coinvolge viale Burruni; viale Primo Maggio e gli incroci con via del Libeccio, via Lido e via Liguria; via Don Minzoni nelle intersezioni con via Fleming, via Corsica, via Calaresu e via Azuni; l’area tra via Simon Mossa, via Vittorio Emanuele e la nuova circonvallazione; la zona di Carrabuffas; piazza Sulis; il Mirador Giuni Russo; l’intersezione tra via Giovanni XXIII e via De Gasperi; piazza della Mercede; piazza Sventramento; piazza Civica e l’area tra via XX Settembre, via Cagliari e via Giovanni XXIII. Parallelamente, la I Commissione consiliare sta lavorando alla redazione del regolamento sulla videosorveglianza, che definirà una disciplina organica per l’utilizzo degli impianti e consentirà, nel rispetto della normativa sulla tutela dei dati personali, di regolare anche la possibilità per i privati di mettere le registrazioni dei propri sistemi a disposizione delle autorità competenti.

«Vogliamo offrire alla città un servizio sempre più prossimo e capillare, mettendo gli operatori nelle condizioni di lavorare con strumenti adeguati e aumentando la nostra capacità di presidio – prosegue il Sindaco Cacciotto –. La tecnologia può dare un contributo importante alla prevenzione, all’accertamento degli illeciti e al lavoro quotidiano della Polizia Locale e delle Forze dell’ordine. Penso anche al contrasto dei reati ambientali e dell’abbandono dei rifiuti, un problema particolarmente sentito ad Alghero e sul quale stiamo intervenendo con tutti i mezzi a nostra disposizione».

“Gli algheresi hanno bisogno di opere realizzate, non di post e propaganda”

ALGHERO – «Sulla copertura del campo la verità è una sola: i lavori dovevano essere conclusi il 3 luglio e ancora non sono iniziati».

«Ancora una volta l’assessore Daga sceglie la strada dei voli pindarici, delle divagazioni e delle medaglie appuntate sui social, invece di fornire risposte precise sui problemi concreti dell’amministrazione. Ma sul Tennis Club Alghero la verità è una sola e non può essere nascosta dietro comunicati, post e parole crociate: i lavori della copertura del campo dovevano essere conclusi entro il 3 luglio e, a oggi, non sono nemmeno iniziati». Lo affermano i consiglieri comunali di Forza Italia Marco Tedde, Antonello Peru, Lina Bardino e Nina Ansini, intervenendo sulle dichiarazioni dell’assessore agli impianti sportivi Enrico Daga.
«Il richiamo al parere del CONI del 17 maggio 2024 – osservano gli esponenti azzurri – è soltanto fumo negli occhi. Quel parere riguardava l’inserimento delle opere all’interno della struttura sportiva e non l’omologazione dei campi per le competizioni di Serie A. L’omologazione per le gare federali compete alla FITP, che stabilisce requisiti tecnici precisi, compresa l’altezza della copertura».
«La domanda, quindi, è semplice: prima di aggiudicare i lavori, il Comune ha verificato con la Federazione che la struttura prevista fosse effettivamente compatibile con l’attività di Serie A? Se non lo ha fatto, siamo di fronte a una grave carenza di programmazione e a un errore tecnico marchiano. Se invece lo ha fatto, Daga chiarisca pubblicamente quale sia il parere della Federazione».
Ma c’è un problema ancora più evidente: «Al di là delle giustificazioni e delle responsabilità che l’assessore tenta ingenerosamente di scaricare sul Tennis Club -nonostante l’atteggiamento cavalleresco della società sportiva- resta un dato incontrovertibile: il cantiere è in ritardo e la copertura non è stata neppure avviata. E non risulta che procedano regolarmente nemmeno gli altri interventi previsti, mentre al Tennis Club da mesi non si vedono operai e neppure una presenza costante dell’impresa aggiudicataria».
«Questo significa – aggiungono Tedde, Peru, Bardino e Ansini – che il problema non riguarda soltanto l’omologazione della copertura. Riguarda la capacità dell’amministrazione di controllare il cantiere, rispettare i cronoprogrammi e garantire la consegna di un’opera nei tempi stabiliti».
E le conseguenze rischiano di ricadere direttamente sul Tennis Club Alghero e sulla sua attività agonistica. «Se la struttura non sarà disponibile e conforme ai requisiti federali, il Tennis Club potrebbe essere costretto a chiedere alla FITP le necessarie autorizzazioni per disputare le proprie gare in altra sede, come il campo coperto di Porto Torres, con tutti i disagi e i costi che ne deriverebbero. E il discredito che ricadrebbe sull’amministrazione».
«Daga – concludono i consiglieri di Forza Italia – dovrebbe finalmente iniziare a fare l’assessore e smettere di fare il confuso social media manager dell’amministrazione comunale. Una sovraesposizione quotidiana sui social non può sostituire il lavoro amministrativo, né può trasformare i ritardi in risultati o le criticità in successi. Anzi, questa comunicazione propagandistica rischia ormai di creare problemi alla stessa amministrazione e alla maggioranza che la sostiene. Come peraltro confessato da suoi autorevoli esponenti.»

«Riteniamo sia arrivato il momento che il sindaco Cacciotto prenda in mano le redini della Giunta, riporti ciascun assessore alle proprie responsabilità e indirizzi Daga, una volta per tutte, verso un orientamento amministrativo e politico che finora sembra mancargli. Gli algheresi non hanno bisogno di altri post: hanno bisogno di opere realizzate, tempi rispettati e risposte vere». Lo hanno dichiarato Marco Tedde, Antonello Peru, Lina Bardino e Nina Ansini del Gruppo consiliare Forza Italia Alghero

“Fusione Aeroporti, zero vantaggi per i sardi: stoppare l’operazione”

CAGLIARI – «Quanto sta emergendo conferma i dubbi che abbiamo sollevato sin dall’inizio sull’operazione aeroporti. La domanda resta senza risposta: qual è il reale vantaggio per la Regione e soprattutto per i sardi?». Lo dichiara Michele Pais, esponente della Lega ed ex Presidente del Consiglio regionale, commentando le notizie sull’acquisizione, da parte della Guardia di Finanza su delega della Procura regionale della Corte dei Conti, di documentazione relativa al futuro dello scalo di Cagliari-Elmas e all’integrazione dei tre aeroporti sardi.

«Già in occasione della parifica del rendiconto erano emersi rilievi e interrogativi della Procura contabile sull’operazione, sull’impiego delle risorse regionali e sul ruolo del pubblico nella futura governance. Lo abbiamo denunciato dall’inizio: l’operazione appariva fumosa sotto il profilo dell’interesse pubblico».
Pais richiama in particolare i numeri: «Non si comprende perché la Regione dovrebbe investire 30 milioni di euro per acquisire appena il 9,25% della futura holding, rimanendo fortemente minoritaria, senza che nell’equity dell’operazione trovino adeguato riconoscimento gli oltre 200 milioni di euro investiti negli anni dalla Regione nel sistema aeroportuale sardo».
«Siamo favorevoli a una rete aeroportuale sarda, come indicato dal Piano Nazionale degli aeroporti del Mit, capace di coordinare Cagliari, Olbia e Alghero nell’interesse dell’Isola. Ma una cosa è costruire un sistema integrato al servizio della Sardegna, altra è un’operazione finanziaria nella quale il pubblico mette le risorse mentre controllo e capacità di indirizzo rischiano di finire prevalentemente nelle mani dei privati».
Secondo Pais, anche il rinvio al 2027 dello stanziamento regionale dei 30 milioni conferma la fondatezza delle perplessità sollevate dall’opposizione: «La Giunta Todde, a seguito delle nostre ripetute denunce e confermate dalle perplessità della Corte dei Conti, è stata costretta a fermarsi in un’operazione ormai conclusa dalla sottoscrizione dell’accordo da parte della Presidente Todde. Un fatto gravissimo e rappresenta la superficialità con cui questa Giunta affronta temi così importanti. Non si capisce quale fosse l’interesse perseguito, se quello pubblico pare essere molto debole. Prima di impegnare un solo euro dei sardi bisogna spiegare quale beneficio concreto ne ricaveranno i sardi e la Sardegna. E finora nessuno l’ha spiegato, a differenza degli interessi privati che sono ben chiari».

«Gli aeroporti, soprattutto in un’Isola, non sono una normale attività commerciale: garantiscono diritto alla mobilità, turismo, sviluppo delle imprese e collegamenti con l’Italia e l’Europa. Devono quindi essere gestiti avendo come primo parametro l’utilità sociale e territoriale».
«Il principio è semplice: gli aeroporti sardi devono essere utili prima di tutto ai sardi, prima ancora di produrre utili per i privati. Il profitto è legittimo, ma non può prevalere sull’interesse collettivo quando sono in gioco infrastrutture strategiche costruite anche grazie a ingenti risorse pubbliche».
«Servono trasparenza sugli atti, chiarezza sulla valutazione economica degli scali e garanzie sul controllo pubblico. Se deve nascere una rete aeroportuale unica – conclude Pais – deve servire a migliorare collegamenti, frequenze, competitività e diritto alla mobilità, garantendo equilibrio fra Cagliari, Olbia e Alghero. Prima viene l’interesse dei sardi, poi tutto il resto»

“Alghero registra record di presenze, ma a crescere (demograficamente e non solo) è Olbia”

«Il caso Olbia deve far riflettere seriamente anche Alghero. Mentre una città sarda supera, tra residenti e domiciliati, quota 111 mila abitanti, rafforza servizi, economia, turismo e capacità attrattiva, Alghero continua a perdere residenti e rischia il progressivo indebolimento demografico». Lo dichiarano i capigruppo del centrodestra algherese Raffaele Salvatore per UDC–Patto per Alghero, primo firmatario dell’ordine del giorno, Alessandro Cocco per Fratelli d’Italia, Marco Tedde per Forza Italia, Michele Pais per Lega, Massimiliano Fadda per Prima Alghero e Giovanna Caria per Riformatori Sardi.
«I dati pubblicati su Olbia sono impressionanti: 61.739 residenti ufficiali, 111.482 abitanti considerando i domiciliati, una crescita dei residenti del 15,61% dal 2008 al 2025. Anche sul fronte dei servizi turistici il dato è notevole: i posti letto extralberghieri passati da 2.630 nel 2017 a oltre 23 mila nel 2026. Sono numeri che raccontano una città che attrae lavoro, investimenti, servizi e presenze stabili, attraverso l’approvazione di strumenti regolatori e di programmazione importanti, oltre ad una cultura della crescita e dell’impresa».
«Alghero non può limitarsi a osservare. Lo spopolamento non riguarda più soltanto i piccoli centri, ma anche le città medie che non investono su casa, lavoro, servizi, famiglie, natalità, mobilità, impresa e infrastrutture. La demografia è il cuore dello sviluppo della città e determinerà il futuro della nostra comunità. Per questo chiediamo che venga discussa e approvata subito la proposta del centrodestra, primo firmatario Lelle Salvatore, per istituire una commissione speciale sulla crisi demografica e sulle politiche di crescita. Una sede stabile che ascolti categorie, imprese, famiglie, giovani, mondo della scuola, operatori economici e sociali, e individui soluzioni concrete per invertire definitivamente la rotta».
«Senza una strategia – concludono dal centrodestra algherese – Alghero rischia di arretrare. Servono politiche per attrarre residenti, trattenere giovani, sostenere la natalità, creare lavoro stabile e rendere la città vivibile tutto l’anno. Il Consiglio comunale affronti subito il tema: il futuro di Alghero non può essere rinviato».

“Piano recupero immobili, positivo seguire linea tracciata da Fdi”

ALGHERO – “Prendiamo atto positivamente che la Giunta abbia deciso di muoversi nella direzione indicata da Fratelli d’Italia già lo scorso aprile, con la proposta di un Piano Città per il recupero e la rifunzionalizzazione del patrimonio immobiliare pubblico inutilizzato». Così Fratelli d’Italia Alghero interviene dopo l’indirizzo approvato dalla Giunta sul percorso promosso con l’Agenzia del Demanio.
«Il Piano Città è uno strumento importante, frutto del lavoro portato avanti a livello nazionale con l’Agenzia del Demanio, per mettere gli enti locali nelle condizioni di recuperare immobili pubblici abbandonati o sottoutilizzati, trasformandoli in servizi, funzioni urbane, spazi per la comunità, housing, cultura, formazione e sviluppo».
Per il Capogruppo consiliare di Fratelli d’Italia, Alessandro Cocco «Alghero ha un patrimonio immobiliare molto pesante, spesso inutilizzato, mentre continuano a esistere fabbisogni enormi e fitti passivi. Razionalizzare gli spazi, ridurre i costi, recuperare edifici e restituire funzioni pubbliche ai cittadini è esattamente l’approccio che chiediamo da mesi».
«Ora però bisogna procedere rapidamente e con metodo: definizione chiara del portafoglio degli immobili, individuazione delle funzioni previste, stima dei fabbisogni e pieno coinvolgimento degli altri enti istituzionali, a partire dalla Regione all’Università, insieme agli altri soggetti pubblici interessati».
«Proprio per questo avevamo chiesto che beni come l’ex Ostello di Fertilia fossero inseriti dentro una cornice organica di Piano Città, evitando interventi isolati e accelerazioni prive di una visione complessiva. Da ora in avanti servirà massima attenzione alle procedure, agli atti e alla qualità dell’istruttoria amministrativa».
«Fratelli d’Italia è disponibile a lavorare in modo costruttivo su un percorso serio, capace di trasformare il patrimonio pubblico da costo per la città a leva di rigenerazione, servizi e sviluppo. Ma servono atti concreti, tempi chiari e finalità precise per ogni immobile»

“L’Assessore dei miracoli e la copertura fantasma”

ALGHERO – “Da oltre quarant’anni frequento e vivo il Tennis Club Alghero, ma una storia di pura “distorsione dei fatti” come quella raccontata ieri dall’Assessore al più o meno tutto non l’avevo ancora mai sentita.
Sentir dichiarare che “al Tennis Club stiamo realizzando la copertura che Alghero aspettava da trent’anni” farebbe anche sorridere, se non fosse che, ad oggi, sul campo non c’è traccia nemmeno dell’inizio dei lavori.
Altro che cantiere vero!
Ma il capolavoro della narrativa politica si raggiunge quando l’Assessore giustifica i ritardi scaricando la colpa sul Club, reo — a suo dire — di aver richiesto modifiche al progetto per inserire delle sedute al coperto.
Siamo alle solite: si millantano successi e si inventano scuse.
La realtà è ben diversa e gli atti parlano chiaro:
Nessuna modifica o proroga è mai stata richiesta dal Tennis Club, né via PEC né per e-mail. Se poi si confondono le pratiche amministrative ufficiali con quattro chiacchiere davanti a una pizza, allora alzo le mani.
La verità sulla modifica del progetto è un’altra: il progetto iniziale era sbagliato e non avrebbe mai ottenuto l’omologazione dalla Federazione Italiana Tennis (FITP) in quanto non rispettava altezze e distanze minime.
L’impresa, anziché rispettare il cronoprogramma, ha chiesto una proroga fissando la nuova scadenza al 3 luglio. Scadenza ampiamente superata nel silenzio più totale.
Resta solo una certezza, triste per lo sport algherese: anche quest’anno, in caso di pioggia, la nostra squadra di A2 sarà costretta a giocare le partite di casa… fuori casa.
Dice l’Assessore che “resterà un’infrastruttura per i prossimi trent’anni”. Nel frattempo, per i prossimi trenta giorni (e chissà quanti altri mesi), resta solo la solita cortina di fumo. Ammettere ritardi ed errori sarebbe un atto di maturità e rispetto verso i cittadini e verso chi lo sport lo vive davvero ogni giorno. Ma si sa, ammettere la realtà non fa notizia; inventarsi i fatti ed i cantieri, invece, purtroppo sì”.
Andrea Delogu, segretario cittadino di Forza Italia