“Puc e Parco, il futuro di Alghero non può essere deciso senza Alghero”

ALGHERO – “Il nuovo Piano Urbanistico Comunale e la proposta di riforma della rete ecologica regionale, con le possibili conseguenze sull’assetto e sulla gestione del Parco Regionale di Porto Conte, sono due questioni diverse ma accomunate da una responsabilità: le decisioni che verranno assunte avranno effetti duraturi sul futuro di Alghero e del suo territorio. Per questo è necessario che su entrambe si apra un confronto pubblico, trasparente e realmente partecipato, prima che le scelte diventino definitive. PUC: conoscere le scelte e discutere il modello di città Gli elaborati del nuovo PUC risultano già predisposti. È quindi necessario che vengano messi pienamente a disposizione della comunità e che la loro presentazione non si limiti a un adempimento formale. Il PUC non riguarda soltanto norme urbanistiche e destinazioni d’uso, ma definisce il modello di Alghero dei prossimi decenni: il rapporto tra ambiente e sviluppo, costa e territorio interno, centro urbano e borgate, residenza e turismo, servizi, mobilità e attività produttive. La città deve quindi poter conoscere le scelte, valutarne gli effetti e contribuire alla discussione. Porto Conte: Alghero deve essere protagonista La stessa attenzione deve essere riservata alla proposta di riforma della rete ecologica regionale e alle conseguenze che potrà avere sul Parco di Porto Conte. C’è un punto che non può essere messo in secondo piano: Porto Conte è Alghero. Il territorio del Parco è interamente compreso nel Comune di Alghero ed è una componente fondamentale del patrimonio ambientale, paesaggistico, storico e culturale della città. Non è quindi possibile immaginare modifiche al suo assetto, alla sua gestione o al suo ruolo all’interno della rete ecologica regionale senza riconoscere la centralità di Alghero nel processo di confronto e di decisione. Centralità di Alghero non significa chiusura o rivendicazione localistica. Significa riconoscere che la comunità, il Comune e le realtà che vivono quotidianamente quel territorio devono avere un ruolo effettivo nelle scelte che lo riguardano. Il Parco non può essere considerato soltanto una porzione di territorio sulla quale intervenire attraverso decisioni assunte altrove. È parte integrante dell’identità e del futuro della città. Per questo Alghero deve essere protagonista e non semplice destinataria di decisioni già assunte. Non si tratta di essere pregiudizialmente favorevoli o contrari a una riforma. Si tratta di conoscere nel dettaglio le proposte e comprenderne gli effetti, prima di assumere qualsiasi decisione. Nel territorio di Porto Conte convivono tutela della natura, aziende, attività economiche, turismo e importanti realtà culturali. La tutela ambientale e lo sviluppo non devono essere messi in contrapposizione: la sfida è costruire un sistema capace di proteggere il patrimonio naturale, valorizzare il territorio e promuovere un turismo sostenibile, producendo benefici per la comunità. Particolare attenzione dovrà essere riservata anche al futuro delle Grotte di Nettuno e della Grotta Verde, alle modalità di gestione e tutela, alle responsabilità istituzionali e alle ricadute economiche per il Comune, il Parco e il territorio. Le proposte Per questo Stefano Campus, già consigliere comunale di Alghero dal 1994 al 2002, propone: -per il PUC, la piena accessibilità degli elaborati e l’avvio di un percorso pubblico di informazione, ascolto e partecipazione, discutendo non solo le singole previsioni ma anche il modello complessivo di città; -per il Parco di Porto Conte, la pubblicazione integrale della proposta di riforma della rete ecologica regionale, della documentazione tecnica e di ogni modifica prevista per assetto e gestione del Parco; -un confronto pubblico ad Alghero, anche attraverso il Consiglio comunale, con Regione, Comune, Parco, associazioni ambientaliste e culturali, mondo scientifico, operatori economici e cittadini; -il riconoscimento della centralità di Alghero, affinché Comune e comunità locale siano pienamente coinvolti nelle decisioni che riguardano Porto Conte e il futuro del suo territorio; -che nessuna scelta definitiva venga assunta senza un confronto preventivo e trasparente con la comunità algherese. «Il PUC riguarda il futuro dell’intera città e Porto Conte è una parte fondamentale dell’identità di Alghero. Per questo chiediamo che la comunità algherese non venga chiamata semplicemente a prendere atto di decisioni già definite. Alghero deve essere protagonista delle scelte sul proprio territorio. La partecipazione non può arrivare quando tutto è già deciso. Il confronto deve avvenire prima, quando le scelte possono ancora essere discusse e migliorate. Porto Conte è Alghero. E il futuro di Alghero non può essere deciso senza Alghero.»

Stefano Campus Già Consigliere comunale di Alghero (1994-2002)

“Secal e non solo: chi decide oramai sono gli uffici, politica messa all’angolo”

ALGHERO – “L’avevo detto. L’avevo detto al sindaco, a diversi esponenti dell’attuale maggioranza e, soprattutto, lo avevo scritto pubblicamente quando ancora c’era tutto il tempo per evitare che la vicenda SECAL arrivasse al punto in cui è arrivata oggi. Lo sapevano bene anche coloro che avevano condiviso con me l’esperienza amministrativa. Avevo detto chiaramente quale fosse l’impostazione del dirigente che per anni ha seguito i rapporti tra Comune e SECAL. E avevo anche agito di conseguenza, arrivando, durante la mia amministrazione, a disporre la sua rimozione da quella posizione nell’ambito della rotazione degli incarichi dirigenziali, prevista dalla legge e indicata dall’Autorità nazionale anticorruzione come misura di prevenzione dei rischi corruttivi. Non era una questione personale. Era una scelta amministrativa inserita in un preciso quadro normativo e, insieme, la conseguenza di una valutazione sul funzionamento della macchina amministrativa e sulla necessità che le scelte politiche venissero assunte dalla politica. Poi quel dirigente è stato immediatamente rimesso al suo posto. E oggi vediamo gli effetti di quella scelta. Perché quando si rimette una determinata persona nella posizione dalla quale ha sempre sostenuto una determinata linea, non ci si può poi stupire se quella linea torna a manifestarsi. E quella linea sulla SECAL viene da lontano. Già nei documenti di programmazione della amministrazione precedente alla mia compariva l’ipotesi della chiusura della società. Poi, il 14 marzo 2024, arrivò una proposta del dirigente di deliberazione di Giunta con un titolo che diceva già tutto: “Società in house SECAL Srl interamente partecipata dal Comune di Alghero: scioglimento della società e messa in liquidazione. Proposta al Consiglio comunale.” Quella proposta arrivò proprio alla vigilia della rotazione dirigenziale che avevo disposto e che avrebbe riguardato anche il settore finanziario. Io allora la buttai nel cestino e dissi pubblicamente che quella non era una casualità ma un frutto avvelenato  e rancoroso che maturava subdolamente da anni. Oggi quella stessa impostazione torna a presentarsi. E allora la responsabilità politica non può essere scaricata sul dirigente. Perché quel dirigente è stato rimesso lì dall’attuale sindaco. La responsabilità di chi governa una città è anche quella di sapere cosa accade dentro la propria macchina amministrativa, di governarla e, quando necessario, di intervenire. Non può esistere un Comune nel quale un solo dirigente finisca per diventare il punto di riferimento determinante di interi settori dell’amministrazione, mentre la politica sembra limitarsi ad assecondarne le scelte. Un Comune non può essere governato da un solo dirigente. E soprattutto il sindaco non può rinunciare al proprio ruolo di guida politica e amministrativa dell’amministrazione. L’assessore competente, invece, sembra essersi ritagliato un ruolo molto più semplice: scrivere post, fare dichiarazioni sui social e produrre elucubrazioni sulla città, provare a piazzare improbabili consulenti, mentre le decisioni vere  maturano altrove.  Ma la questione più grave oggi riguarda i lavoratori della SECAL. Perché mentre si discute del destino della società, ci sono lavoratori che il 7 settembre non hanno ricevuto lo stipendio che avrebbero dovuto ricevere. E non interessa sapere se qualcuno lo abbia poi ricevuto qualche giorno dopo. Uno stipendio che deve arrivare il 7 deve arrivare il 7. Chi lavora e vive del proprio stipendio organizza la propria vita, paga le proprie scadenze e sostiene la propria famiglia contando su quella data. Il ritardo non diventa meno grave perché qualche giorno dopo arriva il bonifico. E questi lavoratori non hanno alcuna responsabilità per quello che sta accadendo. Hanno lavorato. Hanno continuato a farlo. E lo hanno fatto in una società che svolge per il Comune una funzione delicatissima: riscuotere le entrate dell’ente. E mentre la SECAL lavora per far entrare risorse nelle casse comunali, oggi ci troviamo nella situazione paradossale in cui la società non dispone delle risorse necessarie per pagare puntualmente i propri dipendenti. Sono ormai pubbliche le notizie relative alla situazione finanziaria della società e ai crediti che SECAL vanta nei confronti del Comune. Se queste somme spettano alla società, il Comune deve pagare. Non può essere la SECAL a pagare il prezzo delle difficoltà, delle rigidità o delle decisioni assunte dentro la macchina comunale. E soprattutto non possono pagarlo i lavoratori. Questa è la cosa più grave e più vergognosa. Perché siamo di fronte a un’amministrazione che ama parlare di famiglie, di family friendly, di tutela del lavoro e di attenzione alle persone. Le famiglie, però, non si difendono con i post. I lavoratori non si difendono con gli slogan. Si difendono facendo arrivare lo stipendio quando deve arrivare. E allora la responsabilità politica dell’attuale amministrazione è evidente. È stata una scelta dell’attuale amministrazione rimettere quel dirigente al suo posto. Ed è una responsabilità dell’attuale amministrazione dire agli algheresi se intenda davvero rilanciare la SECAL oppure lasciarla scivolare progressivamente verso una situazione nella quale la sua chiusura possa essere presentata, molto presto, come inevitabile. Perché una cosa la dico già oggi: non c’è nulla di imprevedibile. Se si rimette al suo posto chi ha manifestato per anni una precisa impostazione sulla SECAL, non ci si può sorprendere quando quella stessa impostazione torna a produrre i suoi effetti. E temo che la SECAL non sarà l’unico ambito nel quale saremo costretti ad assistere alle conseguenze delle scelte dirigenziali e alle NON scelte del sindaco. Ora l’attuale amministrazione, oltre a pagare puntualmente gli stipendi, deve spiegare agli algheresi chi governa davvero questa città”.

Mario Conoci, Fdi e già sindaco di Alghero

“Maggioranza Cacciotto a pezzi, anche dal Pd attacchi e richiesta dimissioni del segretario Daga”

ALGHERO  «Quello che sta accadendo all’interno della maggioranza che governa Alghero non può più essere derubricato a normale dialettica politica. Siamo ormai davanti ad una vera e propria sfiducia politica nei confronti dell’assessore Enrico Daga, che non è soltanto un componente della Giunta Cacciotto, ma anche il segretario cittadino del Partito Democratico, principale azionista politico della compagine che governa la città». Lo dichiarano congiuntamente i rappresentanti del centrodestra in Consiglio comunale Michele Pais (Lega), Marco Tedde (Forza Italia), Alessandro Cocco (Fratelli d’Italia), Raffaele “Lelle” Salvatore (UDC), Massimiliano Fadda (Prima Alghero) e Giovanna Caria (Riformatori).

«Il dato politicamente clamoroso è che questa volta le accuse più pesanti non arrivano dall’opposizione, ma direttamente dai banchi della maggioranza: dal consigliere del PD Sartore e dai consiglieri Mulas e Colledanchise. Ma anche il mea culpa proveniente dalla capogruppo del PD, Gabriella Esposito, in ordine all’esposizione del Partito Democratico al pubblico ludibrio dalla vicenda Daga-Sanna, ha arricchito la censura all’atteggiamento tenuto dall’amministrazione e dall’intera maggioranza. Così come non ha esitato di parlare di “brutta figura” sulla medesima vicenda da parte del capogruppo di Base popolare, Gianni Martinelli, chiedendo chiarezza di quanto successo.

In particolare, sulla vicenda Secal, Sartore e Mulas hanno espresso valutazioni durissime sulla gestione della questione, mettendo apertamente in discussione l’adeguatezza dell’azione amministrativa dell’assessore competente.

Parole che hanno un peso politico enorme proprio perché provengono da chi questa amministrazione la sostiene e dovrebbe garantirne la tenuta.

Ancora più delicata è poi la questione sollevata dal consigliere Colledanchise, relativa ad una determina per l’affidamento di una consulenza esterna da decine di migliaia di euro in materia di “benessere animale”, provvedimento successivamente e immediatamente ritirato dall’Amministrazione comunale.

Colledanchise è arrivato ad affermare pubblicamente che quella procedura “sembrava cucita addosso a qualcuno”, utilizzando espressioni di una gravità tale da non poter essere semplicemente ignorate o fatte passare sotto silenzio.

Se un consigliere appartenente alla maggioranza ritiene di avere elementi tali da prospettare possibili profili di rilevanza penale, è evidente che siamo ben oltre una semplice divergenza politica. Naturalmente non spetta a noi stabilire se esistano responsabilità penali, né anticipare valutazioni che competono esclusivamente agli organi preposti. Ma proprio per la gravità delle affermazioni pronunciate, è indispensabile che venga fatta immediata e completa chiarezza sulla vicenda. A fronte di dichiarazioni di tal fatta, assunte a verbale, è fondamentale che il Segretario compia ogni atto necessario e conseguente per non incorrere essa stessa in un possibile reato omissivo”

Il quadro che emerge è quello di una maggioranza in evidente stato di decozione politica, attraversata da contraddizioni e accuse interne ormai impossibili da nascondere.

E a nulla servono i tentativi del sindaco Cacciotto di minimizzare ciò che sta accadendo. Anzi, continuare a farlo rischia soltanto di aggravare una situazione politica già compromessa.

Qui non siamo davanti a diverse sensibilità su una scelta amministrativa. Si contesta la gestione della Secal, viene messa in discussione l’adeguatezza politica e amministrativa di un assessore e vengono formulate pesantissime osservazioni sulle modalità di un affidamento pubblico successivamente ritirato.

A questo punto la domanda è inevitabile e non può più essere elusa:

l’assessore Enrico Daga gode ancora della fiducia della maggioranza che sostiene il sindaco Cacciotto?

E, soprattutto, il Partito Democratico continua ad avere fiducia nel proprio segretario cittadino nella sua veste di assessore, dopo che proprio da un autorevolissimo consigliere del PD sono arrivate contestazioni così nette sulla gestione di una delle vicende amministrative più delicate di questi mesi?

Non bastano più sorrisi, dichiarazioni rassicuranti o tentativi di mettere la polvere sotto il tappeto.

La maggioranza deve assumersi la responsabilità delle parole pronunciate dai propri consiglieri.

Una cosa, però, appare ormai evidente: il problema della Giunta Cacciotto non è più l’opposizione. Il problema è la sua stessa maggioranza.

Una maggioranza che ormai si accusa, si smentisce e si sfiducia dall’interno, mentre il Sindaco continua inutilmente a tentare di rappresentare alla città una normalità politica che, semplicemente, non esiste più».

 

“Secal e non solo: ad Alghero oramai decidono gli uffici, la politica è in catalessi”

ALGHERO – Esplode anche in Consiglio Comunale il “caso Secal”. Bordate non solo dai banchi dell’opposizione con Fratelli d’Italia, Riformatori e Forza Italia in prima linea a denunciare una situazione a dir poco paradossole ovvero la società partecipata che, ancora una volta si trova a vantare un credito (oltre 500mila euro) nei confronti dell’Amministrazione Cacciotto, ma anche dalla stessa maggioranza, in particolare Christian Mulas e Pietro Sartore.

Nell’occhio del ciclone, in particolare, l’assessorato alle Finanze. “Non è possibile che l’organismo atto a incamerare i denari per far funzionare la macchina amministrativa e dunque a fare fare tutto quello che i cittadini richiedono, tra cui anche le perenni feste e festicciole, manifestazioni varie”, così i consiglieri intervenuti e ancora “lasciare senza denari un ente così importante è da irresponsabili considerando che sono a rischio stipendi e pagamenti dei fornitori, altro che potenziamento, bisogna finirla con gli slogan, si deve avere rispetto di chi lavora per il Comune di Alghero, ancora di più in un ente così centrale per il suo funzionamento”.

A rincarare la dose Christian Mulas. “Se una società interamente pubblica viene lasciata senza liquidità, qualcuno deve assumersi la responsabilità, ci sono 18 lavoratori, fornitori, servizi, etc, chi sta permettendo tutto questo? Chi è che vuole cancellare la Secal a vantaggio, magari, di un’azienda privata per i tributi”, e ancora “se questa amministrazione ci tiene alla Secal, paghi subito quanto dovuto, perchè la volontà politica è questa, perciò bisogna capire se oggi c’è la politica oppure chi decide per essa sono gli uffici, i dirigenti, funzionari, e non solo nella Secal, ma anche negli altri settori e questo non va bene, la politica deve riapprioparsi del suo ruolo, sennò a cosa ci candidiamo a fare se poi decidono gli uffici'”, chiude l’esponente del Psd’Az

“La Giunta Cacciotto soffoca la Secal: basta, bisogna internalizzare il servizio”

ALGHERO – «Quello che sta accadendo ancora una volta alla SECAL dimostra che è arrivato il momento delle scelte definitive. Non si può continuare a tirare a campare, sperando ogni volta che le cose, prima o poi, vadano meglio».
Lo dichiara Michele Pais, consigliere comunale della Lega, intervenendo sulla nuova situazione di difficoltà della società che gestisce le entrate del Comune di Alghero.
«Oggi apprendiamo che il Comune avrebbe nuovamente accumulato un debito di oltre 500 mila euro nei confronti della SECAL e che i lavoratori sarebbero ancora in attesa dello stipendio di agosto. Una situazione che non può più essere considerata episodica, perché si ripete e dimostra l’esistenza di un problema strutturale».
«SECAL è stata costituita quasi vent’anni fa e da troppo tempo i suoi dipendenti vivono una condizione di incertezza e precarietà. Lavoratori che hanno maturato esperienza e professionalità nella gestione dei tributi comunali e che non possono continuare a essere appesi a un filo, interrogandosi periodicamente persino sulla puntualità degli stipendi».
Ma per Pais la questione non riguarda soltanto i lavoratori.
«In questi mesi abbiamo visto cosa è accaduto sul fronte dei rapporti con i contribuenti: pignoramenti dei conti correnti, procedure aggressive e avvisi tributari contestati dai cittadini. Una gestione che sta producendo problemi contemporaneamente su entrambi i fronti: da una parte i cittadini, dall’altra i lavoratori. È evidente che questo modello non sta funzionando come dovrebbe».
«La necessità di riportare stabilmente all’interno della sfera pubblica comunale le funzioni fondamentali dell’accertamento tributario è una battaglia che porto avanti da anni. Già nel 2019 una mozione della Lega chiedeva espressamente la reinternalizzazione del servizio di accertamento tributario. E all’insediamento dell’attuale Amministrazione avevo nuovamente indicato la necessità di affrontare definitivamente il problema SECAL, anziché rinviarlo. E lo dico da chi è stato un promotore 20 anni fa della società. Ma in un ventennio le situazioni mutano, e con esse le soluzioni».
«Invece, pervicacemente, come purtroppo è accaduto su troppe questioni, l’Amministrazione ha preferito perseverare senza affrontare alla radice il problema. Governare significa anche avere il coraggio di scegliere. Non significa aspettare che esploda l’ennesima emergenza per poi tamponarla e ricominciare da capo».
Da qui la proposta.
«È necessario predisporre immediatamente un vero piano di internalizzazione del servizio di accertamento dei tributi all’interno del Comune di Alghero, verificandone modalità organizzative, personale, tempi, costi e sostenibilità.
L’obiettivo deve essere quello di riportare direttamente nell’Amministrazione una funzione pubblica così delicata, costruendo un rapporto più diretto, equilibrato e trasparente tra Comune e contribuente e, nello stesso tempo, individuando una soluzione che possa finalmente garantire stabilità ai lavoratori che da troppi anni vivono nell’incertezza, con procedure di stabilizzazione già praticate in passato. Io saprei certamente come fare».
«Peraltro qualora emergesse l’impossibilità tecnica o organizzativa di gestire integralmente anche la fase della riscossione, potrà essere valutata l’eventuale esternalizzazione della sola riscossione. Ma deve essere un’ipotesi residuale, non il punto di partenza».
Pais annuncia quindi un’iniziativa in Consiglio comunale.
«Predisporrò un ordine del giorno che impegni Sindaco e Giunta alla predisposizione di un piano concreto di internalizzazione, con tempi e modalità certe.
Lo dobbiamo ai cittadini, che hanno diritto a un sistema tributario efficiente ma anche equo e rispettoso. E lo dobbiamo ai dipendenti SECAL, ai quali, dopo quasi vent’anni, abbiamo il dovere etico e politico di offrire finalmente una prospettiva di stabilità.
Basta soluzioni provvisorie. Basta tirare a campare e pensare solo a concerti, feste in piazza e altre attivita di intrattenimento e svago. Tutto bello, ma c’è dell’altro. È arrivato il momento che l’amministrazione comunale si confronti con i problemi seri della città. Cosa che finora non ha fatto».

“Rugby Alghero, campo pubblico o campo sotto tutela politica?”

ALGHERO – “Il campo da rugby comunale deve poter essere utilizzato dalle due società cittadine, secondo regole chiare e uguali per tutti. È una questione di principio e di onestà intellettuale. Ad Alghero, invece, l’unico campo attrezzato per questo sport sembra essere diventato un vero e proprio feudo.

Sembrava che tutto si stesse finalmente risolvendo, tanto che le due società algheresi erano state convocate dagli uffici del Comune lo scorso 10 settembre per trovare un accordo, con l’obiettivo dichiarato di arrivare a un calendario condiviso. Il risultato è invece a dir poco sconcertante: nessun calendario, nessuna soluzione, tutti a casa. Chi doveva decidere, ancora una volta, non ha deciso.

A questo punto, dopo l’ennesima presa in giro, ci si domanda chi stia realmente decidendo sul Campo Rugby. Perché, dopo oltre un anno, a giudicare da come viene gestita questa vicenda, sembrerebbe che tutto debba fare i conti con qualche delicato equilibrio politico di maggioranza.

E, lo ribadiamo ancora una volta, non è una questione di Amatori Rugby contro Alguer Rugby. È una questione di come l’Amministrazione comunale gestisce un bene pubblico. Il sindaco, che è il primo responsabile di questa situazione, deve smetterla di nascondersi dietro gli uffici. Se per modificare il calendario servono nuovi atti amministrativi, li faccia adottare da chi ne ha la competenza. Se il problema è politico, lo affronti chi ha ricevuto dagli algheresi la responsabilità di governare.

Perché, a questo punto, viene difficile non chiedersi se a pesare siano anche rapporti familiari e personali che coinvolgono alcuni esponenti della maggioranza e il management dell’Amatori Rugby. Ed è proprio per questo che l’Amministrazione dovrebbe avere un solo modo per fugare ogni dubbio, dimostrando con i fatti di essere terza, imparziale e di considerare il Campo Rugby per quello che è, un bene pubblico, non il feudo di qualcuno”.

Riformatori Sardi Alghero

“Chi ha autorizzato la distruzione del Parco Tarragona? Chi pagherà i danni?”

ALGHERO – «Non è in discussione il diritto delle associazioni cittadine a organizzare eventi e manifestazioni. È in discussione, invece, la capacità dell’Amministrazione comunale di autorizzare, controllare e gestire correttamente l’utilizzo del patrimonio pubblico».

I consiglieri comunali di Forza Italia Marco Tedde, Antonello Peru, Lina Bardino e Nina Ansini intervengono sui gravi danni provocati al parco Tarragona in occasione di uno spettacolo organizzato da un’associazione regolarmente autorizzata dalla Giunta comunale.

«Numerosi cittadini – sottolineano i consiglieri azzurri – ci hanno segnalato con indignazione le condizioni in cui sono stati lasciati i giardini pubblici del Tarragona. Per l’allestimento dello spettacolo sono stati collocati direttamente sul prato una tenda da circo, camion e una roulotte di notevoli dimensioni. Sono stati inoltre conficcati nel terreno picchetti per l’ancoraggio delle strutture. Come documentano le fotografie in nostro possesso, anche mezzi pesanti sono stati fatti transitare e parcheggiare direttamente sul manto erboso».
Il risultato è evidente: il prato, recentemente riqualificato con risorse pubbliche, risulta pesantemente danneggiato, con una parte significativa del lavoro appena realizzato compromessa.
«La questione non è quindi lo spettacolo – precisano Tedde, Peru, Bardino e Ansini – ma l’assenza di quelle necessarie cautele che un’Amministrazione dovrebbe garantire quando concede l’utilizzo di un bene pubblico. Se un parco appena riqualificato può essere sottoposto a questo tipo di sollecitazioni senza adeguate protezioni e senza controlli durante l’evento, è evidente che qualcosa nel sistema di gestione e vigilanza non ha funzionato».
E il paradosso, secondo Forza Italia, è ancora più evidente perché la riqualificazione del parco Tarragona era stata presentata dalla stessa Amministrazione come uno degli interventi qualificanti della propria azione amministrativa.
«Da una parte si spendono risorse dei cittadini per riqualificare un’area verde, dall’altra non si è in grado di proteggerla quando viene concessa per lo svolgimento di una manifestazione. Così il lavoro viene vanificato e si rischia di dover spendere nuovamente denaro pubblico per riparare danni che potevano essere evitati».
«È l’ennesima dimostrazione – concludono i consiglieri di Forza Italia – di una gestione troppo spesso caratterizzata dalla propaganda e troppo poco dalla cura concreta dei beni della città. Il patrimonio comunale non può essere trattato come un bene disponibile senza regole e senza controlli».
Forza Italia chiede quindi all’Amministrazione comunale di chiarire quali prescrizioni siano state impartite agli organizzatori, quali controlli siano stati effettuati prima e durante lo svolgimento dello spettacolo, chi abbia autorizzato il transito e la sosta dei mezzi sul manto erboso e, soprattutto, chi sosterrà i costi necessari per il ripristino del parco.
«I cittadini hanno già pagato la riqualificazione. Non sarebbe accettabile che debbano pagare una seconda volta anche per rimediare a danni che una vigilanza adeguata avrebbe potuto evitare».

Nella foto mezzi pesanti dentro il Parco Tarragona

“L’Assessorato al Bilancio vuole affossare la Secal”

ALGHERO– «Ill Comune di Alghero ha nuovamente maturato un debito di oltre 500mila euro nei confronti di Secal e i dipendenti non hanno ancora ricevuto lo stipendio di agosto.  Per la terza volta in due anni di Amministrazione Cacciotto siamo davanti a una situazione gravissima». Lo dichiara Fratelli d’Italia Alghero che torna sul tema.

 

«Da tempo l’Amministrazione parla di rafforzamento di Secal, ma davanti a questi episodi quelle dichiarazioni sono soltanto slogan vuoti. Una partecipata strategica per il Comune, che si occupa di riscossione e servizi fondamentali, non può essere lasciata ciclicamente in difficoltà per ritardi, blocchi o mancati pagamenti da parte dell’Ente».

 

Per il capogruppo consiliare Alessandro Cocco «il paradosso è ancora più grave perché tutto questo avviene nonostante l’ottimo lavoro portato avanti dal direttore e dagli uffici della partecipata, che dal rilancio messo in campo dalla giunta Conoci ha garantito risultati importanti e un trend di riscossione in crescita».

 

«Stupisce, ma fino a un certo punto, il silenzio colpevole del CdA e dei partiti che governano Secal e l’Amministrazione comunale. Così come è ormai evidente l’inconsistenza dell’assessorato al Bilancio, che su questa partita è sempre stato completamente assente».

 

Fratelli d’Italia chiede «che il sindaco e l’Amministrazione chiariscano subito i motivi del debito: perché le fatture non vengano autorizzate, quando saranno pagate e quando i dipendenti riceveranno lo stipendio».

«Qui non si parla di polemica politica, ma di lavoratori, famiglie, fornitori e servizi. Secal va rafforzata con atti concreti, non con comunicati. Chi lavora deve essere pagato e il Comune deve onorare i propri impegni

“Porta Terra non paga la Secal, grave sofferenza finanziaria”

ALGHERO – “S.E.C.AL. in sofferenza, Comune debitore e stipendi in ritardo, Tedde (Forza Italia): Il Comune socio unico è colpevolmente inadempiente: il Sindaco riferisca subito
Alghero, 13 settembre 2026- La S.E.C.AL. è in grave sofferenza finanziaria e gli stipendi relativi al mese di agosto non sono stati corrisposti. Un ritardo che colpisce i lavoratori e impone immediate spiegazioni da parte del Comune di Alghero. S.E.C.AL. è interamente partecipata dal Comune, che ne è socio unico e controllore. La società svolge inoltre una funzione strategica, gestendo attività di accertamento e riscossione delle entrate comunali. Lo stesso Comune, però, risulta debitore della propria partecipata per somme maturate a fronte di prestazioni regolarmente rese. Il mancato pagamento sta determinando una crisi di liquidità che rischia di compromettere la continuità aziendale, il pagamento delle retribuzioni e, di conseguenza, la regolare gestione del servizio di riscossione. Il paradosso è evidente: il Comune non paga la società che controlla, la società entra in sofferenza e questa situazione può riflettersi sulla capacità dell’ente di incassare le risorse necessarie a finanziare i servizi. Il Sindaco, in qualità di rappresentante del socio unico, deve riferire immediatamente in Consiglio comunale e chiarire l’ammontare complessivo del debito del Comune nei confronti della S.E.C.AL. Ma anche quali somme e fatture risultino scadute e non pagate e da quanto tempo persistano i ritardi nei pagamenti e quali conseguenze abbia prodotto il mancato trasferimento delle risorse sulla gestione della società. Il Sindaco non può considerare la vicenda una questione interna alla società. S.E.C.AL. è una società interamente comunale: il Comune è socio unico, controllore e, allo stesso tempo, debitore. La priorità è tutelare i lavoratori e impedire che la crisi finanziaria comprometta un servizio essenziale. Con il rischio concreto che la Secal sia costretta ad adire il Tribunale contro il comune, chiedendo il pagamento delle somme dovute e il risarcimento dei danni derivanti dal grave inadempimento. Il Comune paghi ciò che deve e il Sindaco riferisca subito in Consiglio”, Lo ha dichiarato Marco Tedde, Capogruppo di Forza Italia, Consiglio comunale di Alghero-

“Il campo da rugby sia gestito con regole certe e trasparenza”

ALGHERO  – “Non siamo più di fronte a una semplice controversia tra società sportive. C’è una questione amministrativa che il Comune non ha ancora risolto e che riguarda il possesso di un impianto pubblico che la stessa Amministrazione ha riconosciuto essere privo di titolo”.
Lo affermano Marco Tedde, Antonello Peru, Lina Bardino e Nina Ansini, consiglieri comunali di Forza Italia.
“Con la deliberazione della Giunta n. 368 del 17 novembre 2025 il Comune ha certificato che il Campo Rugby è ‘attualmente detenuto senza titolo’, disponendo le necessarie verifiche anche sui rapporti patrimoniali con l’Ente. A distanza di mesi, però, la vicenda resta aperta. Prima di qualsiasi nuovo affidamento, anche provvisorio, occorre quindi che siano chiariti i rapporti con il Comune e che siano applicate le regole previste per la gestione degli impianti sportivi”.
Anche la riunione del 10 settembre conferma la difficoltà di una soluzione affidata semplicemente al confronto tra le due società. L’Amatori Rugby ha ribadito la disponibilità a far utilizzare il campo all’Alguer rugby esclusivamente per le partite ufficiali, mentre l’Alguer Rugby 2024 ha chiesto al Comune di predisporre il calendario per l’uso.
“Ma il dato più significativo è un altro: il funzionario comunale ha verbalizzato di non poter predisporre autonomamente un nuovo calendario perché questo avrebbe comportato la modifica di precedenti atti amministrativi, tra cui la deliberazione n. 368/2025 e la determinazione n. 3384/2025. È la conferma che la questione non può essere risolta con una soluzione di fatto”.
Forza Italia richiama inoltre la vicenda della Commissione consiliare convocata sulla gestione degli impianti sportivi, alla quale molti consiglieri di maggioranza non hanno partecipato.
“È un atteggiamento che lascia perplessi. Soprattutto perché, mentre ad alcuni operatori economici della città vengono applicati regolamenti e vincoli con grande rigore, negandogli la possibilità di utilizzare il suolo pubblico, sul patrimonio sportivo comunale sembra prevalere una gestione molto più elastica. Le regole devono valere per tutti: è una questione di imparzialità e di tutela del patrimonio pubblico”.
“Vanno inoltre valutate nelle sedi appropriate eventuali situazioni di sovrapposizione tra interessi pubblici e privati. E la procedura di partenariato pubblico-privato già avviata per la riqualificazione e la futura gestione dell’impianto dovrà garantire piena parità tra tutti gli operatori”.
“Per questo chiediamo al sindaco di intervenire in tempo reale per sciogliere i nodi di questa antica questione. Preavvisiamo sin d’ora che, qualora non dovessimo ricevere una risposta concreta entro pochi giorni, saremo nostro malgrado costretti a segnalare questo singolare modo di gestire la cosa pubblica agli organismi deputati alla tutela dei beni e del patrimonio pubblico e alla verifica di eventuali responsabilità per danno erariale.”
“Non chiediamo privilegi per nessuno. Chiediamo che il Campo Rugby, come ogni altro bene pubblico, sia gestito secondo regole certe e uguali per tutti”.