POLITICA
“Il Puc non può essere un Piano di pochi”
“Il Puc non può essere fatto senza condivisione”
ALGHERO – “Portare il PUC direttamente in aula per il voto, saltando un reale percorso di condivisione con la città, significa espropriare gli algheresi del diritto di decidere sul proprio futuro», sostiene Campus. «Per questo motivo torniamo a chiedere una discussione aperta, trasparente e capace di incidere sulle scelte finali. I cittadini devono poter valutare i documenti con i tempi giusti, prima che le decisioni diventino definitive. L’accelerazione percepita sull’iter consiliare rende non più rinviabile il coinvolgimento delle realtà. Chiediamo fermamente che per il PUC venga adottato lo stesso identico percorso democratico e partecipativo che ha caratterizzato il Piano Strategico Comunale “Alghero 2020”, occasione in cui i cittadini e il ricco mondo associativo sono stati coinvolti attivamente. Al centro delle rivendicazioni vi è la richiesta di massima accessibilità agli elaborati tecnici prodotti dagli uffici. Tutti gli atti, nessuno escluso, devono essere pubblici e accessibili», incalza Campus, evidenziando la necessità che «partiti, organizzazioni sindacali, associazioni, comitati di quartiere e rappresentanze delle borgate» possano esaminare il materiale senza che l’operazione si riduca a «un semplice adempimento burocratico. Rivolgo un invito a tutti i partiti, ai consiglieri comunali, sindacati, comitati di quartiere e associazioni affinché si uniscano a questa richiesta e pretendano un confronto aperto ed un percorso partecipato con tutta la città. Il futuro del nostro territorio deve essere deciso insieme ad Alghero, non sopra la testa dei cittadini”
Stefano Campus, ex-consigliere comunale
“La difesa del Pd conferma l’assenza di garanzia di Pirisi”
ALGHERO – “Il Partito Democratico tenta di spostare il problema su un terreno che nessuno ha mai posto. Nessuno ha chiesto a Mimmo Pirisi di rinnegare la propria appartenenza politica, di cancellare la propria storia o di sospendere la militanza nel PD. Il punto è un altro, ed è squisitamente istituzionale: il presidente del Consiglio comunale deve saper distinguere il proprio ruolo politico da quello di garante dell’intera assemblea. Come insegna il celebre principio riferito alla moglie di Cesare, “non basta essere imparziali, ma bisogna anche apparire tali”. “Non è in discussione il diritto di Pirisi di fare politica, ma l’opportunità dei suoi comportamenti. A cominciare dalla partecipazione alla consegna della lettera con cui il PD ha chiesto la revoca dell’assessora alla Cultura Raffaella Sanna, un’iniziativa politica di parte che ha coinvolto direttamente il presidente dell’assemblea cittadina che ha assunto il ruolo di controfigura del segretario del PD Daga. Ma soprattutto dalla successiva presa di posizione pubblica, sottoscritta insieme al vicesegretario del PD Giovanni Idda, con la quale Pirisi è entrato apertamente in polemica con i capigruppo dell’opposizione, schierandosi nella controversia politica e replicando alle nostre critiche come un dirigente di partito. È questo il comportamento che contestiamo e che non può essere liquidato con una generica rivendicazione del diritto alla militanza politica”. “Il presidente del Consiglio non è un semplice esponente della maggioranza. È chiamato a garantire tutti i consiglieri, a tutelarne le prerogative e a preservare l’autonomia dell’assemblea. Non basta rivendicare in modo sterile di averlo fatto nei due anni e mezzo trascorsi: occorre dimostrarlo anche nei comportamenti e, soprattutto, nelle situazioni che mettono alla prova la sua terzietà”. “La difesa del PD, dunque, non cancella la questione. Semmai la rende ancora più evidente. Le istituzioni non possono diventare la proiezione degli equilibri interni dei partiti, né il presidente del Consiglio può trasformarsi nel difensore d’ufficio delle scelte del proprio partito e nell’interlocutore polemico dell’opposizione. Pirisi ha tutto il diritto di continuare a fare politica, ma deve avere altrettanto chiaro che la presidenza del Consiglio comunale impone responsabilità e comportamenti coerenti con la funzione di garanzia che gli è affidata”. “Chiediamo pertanto a Pirisi di recuperare pienamente il ruolo istituzionale che ricopre, evitando ulteriori sovrapposizioni tra la sua attività politica e la presidenza dell’assemblea. Non è una questione personale, né una disputa sulla sua appartenenza al PD. È una questione di rispetto delle istituzioni, dell’opposizione e di tutti i consiglieri comunali. La terzietà non si proclama: si dimostra”.
I capigruppo di opposizione del centrodestra
Marco Tedde – Forza Italia
Raffaele Salvatore – UDC
Michele Pais – Lega
Alessandro Cocco – Fratelli d’Italia
Massimiliano Fadda – Prima Alghero
Giovanna Caria – Riformatori Sardi
“Amministrazione Cacciotto ostaggio delle segreterie sassaresi”
“La priorità del Centrosinistra di Cacciotto e’ la spartizione delle poltrone”
ALGHERO – “Il campo largo che si era presentato agli algheresi come l’alternativa per il futuro della città sta dimostrando che la sua vera priorità è la spartizione del potere. Da settimane assistiamo a sceneggiate tra assessori, trattative infinite e un rimpasto che non arriva. Una maggioranza paralizzata dalle proprie contraddizioni, incapace di trovare una sintesi e di occuparsi dei problemi di Alghero. Non è un incidente di percorso, ma il risultato di un progetto politico nato con l’unico obiettivo di impedire la vittoria del centrodestra, mettendo insieme tutto e il contrario di tutto, senza una visione condivisa della città.
Oggi, a Porta Terra, quelle contraddizioni presentano il conto. Ogni gruppo rivendica il proprio spazio, ogni componente difende le proprie posizioni e il sindaco resta intrappolato in una trattativa che sembra non avere fine. Nel frattempo, le opere pubbliche accumulano ritardi e i progetti strategici restano in attesa. I partiti discutono di poltrone, mentre Alghero perde tempo e opportunità. Raimondo Cacciotto non può nascondersi dietro le tensioni della maggioranza. È il sindaco, non il mediatore delle ambizioni dei partiti. Dunque faccia il sindaco, e spieghi ai cittadini quale progetto tenga ancora insieme questa coalizione e quali risultati intenda garantire, perché la stabilità non consiste nel conservare gli equilibri di potere, ma nel governare e produrre risultati.
Noi denunciamo una situazione che non può più essere liquidata come normale dialettica politica. Alghero ha bisogno di un’amministrazione capace di governare. Cacciotto smetta di inseguire gli equilibri interni e dica chiaramente se esiste ancora un progetto per la città o se è rimasta soltanto la necessità di conservare il potere. Perché, oggi, a pagare il prezzo di tutto questo sono gli algheresi”
Riformatori Alghero
“La Maggioranza Cacciotto sbaglia regolamento sugli stalli rosa”
“L’è tutto sbagliato, l’è tutto da rifare”
Parcheggi rosa, il regolamento si arena in Consiglio comunale. Le osservazioni tecniche e giuridiche di Forza Italia e dell’opposizione di centrodestra costringono il sindaco Cacciotto e la Giunta a ritirare il provvedimento.
Alghero, 30 ottobre 2026 – Il regolamento sugli stalli rosa, presentato pochi giorni fa come un risultato di civiltà e attenzione verso le famiglie, è arrivato in Consiglio comunale con una serie di criticità tecnico-giuridiche che ne hanno impedito l’approvazione e costretto il sindaco Cacciotto e la Giunta a ritirarlo dalla discussione. È evidente che le baruffe per le poltrone all’interno del centro – sinistra hanno prodotto effetti destabilizzanti.
A evidenziare le carenze dell’atto sono stati il gruppo consiliare di Forza Italia e gli altri rappresentanti dell’opposizione di centrodestra, che hanno sollevato una serie di rilievi sulla correttezza tecnica e sulla tenuta giuridica del regolamento. Rilievi che hanno reso inevitabile il ritiro del provvedimento.
Il titolo di questa vicenda non può che essere: “L’è tutto sbagliato, l’è tutto da rifare”. Perché non è accettabile che un regolamento comunale, dopo essere stato elaborato dagli uffici, condiviso con l’assessorato competente e approvato in Commissione consiliare, arrivi in aula senza gli indispensabili presupposti tecnici e giuridici.
Il problema, purtroppo, non riguarda soltanto questo episodio. Troppo spesso, in Consiglio comunale arrivano provvedimenti che presentano lacune, imprecisioni e carenze nella loro impostazione tecnica e politica, elementi che possono comprometterne la legittimità e la validità.
Un regolamento come quello sugli stalli rosa, che incide concretamente sulla mobilità e sulla vita quotidiana delle famiglie, avrebbe meritato ben altra attenzione. La finalità è certamente condivisibile, ma la bontà dell’obiettivo non può sostituire la correttezza degli atti amministrativi. Servono regole chiare, giuridicamente solide e concretamente applicabili.
Forza Italia rivolge pertanto al sindaco Cacciotto un invito che è, prima di tutto, una precisa richiesta di responsabilità politica: si faccia carico di correggere un metodo di lavoro che troppo spesso porta in Consiglio comunale provvedimenti incompleti, approssimativi e privi dei necessari presupposti tecnico-giuridici. Non è più tollerabile che il Consiglio comunale venga chiamato a esaminare atti che presentano carenze così evidenti da compromettere la loro tenuta giuridica e che sia il confronto in aula, grazie alle puntuali osservazioni di Forza Italia e del centrodestra, a far emergere ciò che avrebbe dovuto essere verificato molto prima.
Chiediamo al sindaco di assumere direttamente la responsabilità di questa situazione, di pretendere dagli assessorati e dagli uffici un rigoroso controllo preventivo degli atti e di garantire che in Consiglio arrivino soltanto provvedimenti adeguatamente istruiti, tecnicamente corretti e giuridicamente sostenibili. Governare una città significa anche saper amministrare con competenza, metodo e rispetto delle istituzioni. Non bastano gli annunci, le conferenze stampa e la presentazione di iniziative con finalità condivisibili: servono atti amministrativi solidi, perché è su quelli che si misura la qualità di un’amministrazione.
Forza Italia continuerà a svolgere con determinazione il proprio ruolo di controllo e di opposizione, senza fare sconti quando sono in gioco la correttezza degli atti e l’interesse della città. Non siamo disponibili a fare da notaio a provvedimenti carenti né ad avallare superficialità amministrative. Al sindaco e alla Giunta chiediamo un cambio di passo concreto: meno propaganda e più competenza amministrativa, meno liti per le poltrone e annunci e più atti fatti bene. Alghero merita un’amministrazione all’altezza delle responsabilità che le sono state affidate.
Lo hanno dichiarato Marco Tedde, Antonello Peru, Lina Bardino e Nina Ansini del Gruppo consiliare di Forza Italia – Alghero
Il Pd con Pirisi: “Può essere garante anche facendo politica”
ALGHERO – “Il Partito Democratico di Alghero respinge le contestazioni rivolte in aula al presidente del Consiglio comunale Mimmo Pirisi, alle quali si è fatto ricorso mettendo in discussione il suo ruolo di garante dell’assemblea per il fatto di continuare a svolgere attività politica all’interno del Partito Democratico.
È bene chiarire una volta per tutte un principio: fare il presidente del Consiglio comunale non significa smettere di fare politica, rinnegare la propria appartenenza o mettere da parte la propria storia. Non esiste alcuna norma che imponga a chi ricopre questo incarico di sospendere la propria attività politica o di rinunciare a un ruolo nel proprio partito.
La distinzione è semplice e non dovrebbe nemmeno essere oggetto di polemica: un conto è l’appartenenza politica, un altro è l’esercizio delle funzioni istituzionali. L’imparzialità si dimostra attraverso il comportamento, il rispetto delle regole e la capacità di garantire a tutti i consiglieri pari dignità e possibilità di esprimersi. Non attraverso una presunta astensione dalla vita politica.
E su questo il percorso di questi due anni e mezzo parla chiaro. Il presidente Pirisi ha condotto i lavori dell’aula con equilibrio, garantendo il confronto tra maggioranza e opposizione e rispettando le prerogative di tutti i gruppi consiliari. È questo il dato concreto dal quale partire, non la sua legittima attività politica.
Mimmo Pirisi ha una storia politica e amministrativa importante, fatta di impegno, militanza e partecipazione alla vita della comunità. Pensare che debba rinnegare questo percorso, o addirittura rinunciare al proprio ruolo nel Partito Democratico, per essere considerato un presidente super partes significa avanzare una pretesa che non trova fondamento nelle regole delle istituzioni democratiche.
Il PD non accetta che si confonda deliberatamente il piano politico con quello istituzionale. Il presidente del Consiglio deve essere garante di tutti nell’esercizio delle proprie funzioni, ma resta una persona libera di avere idee, appartenenze e un impegno politico.
A Mimmo Pirisi chiediamo di continuare a svolgere il proprio incarico con la stessa serietà ed equilibrio dimostrati finora, senza farsi condizionare da polemiche strumentali e senza dover giustificare la propria appartenenza politica.
Il Partito Democratico sarà al suo fianco nel difendere il rispetto delle istituzioni, l’autonomia della politica e il diritto di ciascuno a non dover rinnegare la propria storia per ricoprire un incarico pubblico”
AeroItalia lascia la Sardegna? “E’ disastro Todde”
ALGHERO – Altra pessima notizia per la continuità territoriale da e per la Sardegna: AeroItalia potrebbe lacciare l’Isola. Nonostante proclami, annunci, montagne di soldi per gli “eventi”, etc, resta irrisolta la questione primaria dei trasporti. “Un’allarme sconvolgente, peraltro che avevo ampiamente denunciato, commenta Michele Pais e continua “Aereoitalia, l’unica compagnia resasi disponibile a gestire la continuità territoriale in Sardegna, è pronta ad abbandonare l’isola e a denunciare la Regione. Altro che “modello Todde”. Modello “disastro Todde”!
Crisi a Porta Terra, allarme rientrato: il rimpasto si farà entro l’Immacolata
ALGHERO – Quando oramai le cose parevano precipitare, con addirittura si vociferava di imminenti dimissioni dell’assessore e segretario del Pd Enrico Daga e dell’assenza dei dem in Consiglio (oggi, alle 17), spunta l’accordo: subito dopo l’Anci, via col rimpasto. Così, almeno, secondo i rumors che giungono dal Palazzo e dintorni. L’incontro nazionale dell’associazione dei Comuni si terrà a fine novembre, subito dopo, salvo ulteriori inciampi o novità, Cacciotto dovrebbe procedere col rinnovo della Giunta e non solo. Infatti pare che saranno coinvolte anche le partecipate, ma, come detto, a dover lasciare il proprio posto per fare spazio ad nuove nomine sono: Raffaella Sanna (delega alla Cultura in quota Pd), Francesco Marinaro (Lavori Pubblici, Verde, Manuntenzioni, in capo a Base Popolare) e poi Raniero Selva (ambiente, nominato da un accordo tra Giampietro Moro e Christian Mulas con la previosione, già pattuita, di fare solo metà mandato). Senza dimenticare che, tra l’altro, ci sarebbe in agenda anche il Puc e, ovviamente, quanto sopra non slegato da questo importante tema.