ALGHERO – «Pulire le aree pubbliche è ordinaria amministrazione. Lasciarle sporche per tre anni, invece, non lo è». Leggo con interesse il comunicato dell’opposizione sulla bonifica e sulla rimozione dei rifiuti dalla banchina del Calich. Una cosa è certa: se oggi discutiamo di un’area finalmente ripulita, significa che il problema esisteva ed era necessario intervenire.
L’opposizione definisce la pulizia di un’area pubblica «ordinaria amministrazione». Vero. Ma proprio perché è ordinaria amministrazione, mi chiedo perché quell’area sia rimasta per circa tre anni in quelle condizioni, trasformandosi di fatto in un deposito di rifiuti.
Il lavoro di un’amministrazione non consiste soltanto nel risolvere i problemi, ma anche nel renderne conto ai cittadini, spiegando quali interventi vengono effettuati e quali risultati vengono raggiunti. Allo stesso modo, è giusto che l’opposizione vigili, segnali e controlli l’operato della maggioranza.
E, a proposito di comunicazione, permettetemi un piccolo sorriso: mi dispiace ricordare ai colleghi dell’opposizione che quando eravamo noi a governare, gli interventi dell’amministrazione venivano puntualmente comunicati e valorizzati. Evidentemente, quando si cambia posto in aula, cambia anche il modo di guardare i comunicati stampa.
Ringrazio comunque i capigruppo dell’opposizione per la stima e per l’attenzione che dedicano al lavoro della Commissione Ambiente. Il compito dei consiglieri, degli assessori e dell’amministrazione è ascoltare le segnalazioni, intervenire e cercare di risolvere i problemi. Il compito della minoranza è controllare e incalzare chi governa.
Oggi gli applausi, quindi, li faccio io ai colleghi dell’opposizione: grazie per il ruolo di sentinelle che svolgete. Continuate a vigilare, perché il controllo dell’opposizione può essere uno stimolo utile per la maggioranza.
Ma una cosa deve essere chiara: il lavoro della Commissione Ambiente e dell’assessorato è tutelare il territorio, difenderlo e intervenire quando ci sono situazioni che ne compromettono il decoro e l’ambiente.
Il Calich non è un luogo qualsiasi. È un’area che merita attenzione, tutela e interventi concreti.
Per questo considero una notizia importante la rimozione dei rifiuti e dei relitti e la bonifica della banchina. Non è una festa per aver fatto semplicemente il proprio dovere: è il risultato di un intervento che restituisce dignità e decoro a un’area pubblica.
E una precisazione va fatta: ordinaria amministrazione è pulire. Non può diventare ordinaria amministrazione lasciare un’area pubblica per anni in condizioni di degrado.
Alla fine, comunque, possiamo essere tutti d’accordo su una cosa: un’area pubblica bonificata è una vittoria per tutti, maggioranza e opposizione, perché appartiene ai cittadini.
Quindi grazie all’opposizione per lo stimolo e per la vigilanza.
Noi continueremo a fare la nostra parte: voi continuate a controllare. È esattamente così che dovrebbe funzionare la politica.
Christian Mulas Presidente della Commissione Consiliare Ambient
POLITICA
“Oramai con l’Amministrazione Cacciotto ogni intervento ordinario è un evento”
ALGHERO – «Ad Alghero siamo arrivati al paradosso: la rimozione di rifiuti e relitti da un’area pubblica viene raccontata come un risultato amministrativo da celebrare. Bene che la banchina del Calich sia stata ripulita, ma pulire le aree pubbliche e rimuovere i rifiuti è un’attività ordinaria dell’amministrazione comunale, non un fatto eccezionale».
A sostenerlo è il centrodestra algherese.
«Se la pulizia di un’area diventa una notizia – proseguono i capigruppo – significa che qualcosa non sta funzionando. E il problema non è certamente la singola operazione al Calich, che salutiamo positivamente. Il problema è un servizio di igiene urbana che continua a mostrare criticità sempre più evidenti e rispetto al quale l’amministrazione Cacciotto sembra intervenire troppo spesso soltanto dopo le segnalazioni e al fine di celebrare l’ovvio».
Secondo il centrodestra, «il sindaco Cacciotto e l’assessore Selva dovrebbero garantire che questi interventi rientrino nella normale attività di gestione e controllo del territorio. Non è normale dover aspettare la segnalazione di un’associazione o di un cittadino per ottenere la pulizia di un’area pubblica».
«Per questo – sottolineano – vogliamo ringraziare il presidente della Commissione Ambiente che sta svolgendo opera di supplenza rispetto alle carenze dell’amministrazione. È un lavoro che va riconosciuto, ma che non può diventare la regola».
Il punto, infatti, è proprio questo: la fisiologia dell’amministrazione non può essere trasformata in patologia dalla sua mancata attuazione.
«Non possiamo applaudire ogni volta che vengono rimossi dei rifiuti, eliminato un relitto o ripulita un’area. Queste sono attività che devono essere programmate, controllate ed eseguite con continuità. Diventano eccezionali soltanto quando, per negligenze o carenze nella gestione, non vengono effettuate nei tempi dovuti».
Per il centrodestra «è arrivato il momento di cambiare questo ritornello. Meno propaganda sugli interventi che dovrebbero essere ordinari e più capacità di prevenire il degrado, controllare il territorio e garantire un servizio di igiene urbana all’altezza di una città come Alghero».
«Il decoro della città non può dipendere dalla capacità dei cittadini o delle associazioni di individuare e segnalare ciò che l’amministrazione dovrebbe già conoscere. Il sindaco e la Giunta hanno il dovere di governare il servizio, non di intervenire soltanto quando il problema è diventato visibile a tutti.»
«La supplenza politica può contribuire a far emergere le criticità, ma la responsabilità di risolverle resta in capo alla programmazione del sindaco Cacciotto e della sua Giunta»
Noi Riformiamo Alghero cresce e si organizza: coordinatore in vista
ALGHERO – “Si è tenuto nei giorni scorsi l’incontro del gruppo politico Noi RiformiAmo Alghero con i sostenitori del Movimento e con i rappresentanti presenti in Amministrazione, all’interno della maggioranza del Comune di Alghero”, cosi dal movimento rappresentato in consiglio comunale da Emiliano Piras e Alessandro Loi e in giunta dall’assessore Maria Grazia Salaris.
“L’incontro è stato l’occasione per fare un bilancio della prima parte del mandato amministrativo, analizzando il lavoro svolto e il contributo del nostro gruppo all’azione di governo della città, e per aprire un confronto sulle prospettive future. Nel corso della riunione si è dato avvio alla costituitizione del coordinamento cittadino, snello e aperto al contributo di tutti coloro che vorranno contribuire con impegno e apporto di idee”.
“Il coordinamento avrà come primo obiettivo nei prossimi giorni la nomina di una figura di coordinatore che avrà il compito di continuare a far crescere e strutturare Noi RiformiAmo Alghero in città.
Il coordinamento lavorerà per analizzare e proporre quelli che dovranno essere gli obiettivi prioritari dell’Amministrazione per Alghero, mettendo al centro idee, proposte concrete e una visione riformista e liberale per il futuro della città, anche in relazione alla rappresentanza scaturita dal risultato elettorale e alle successive evoluzioni intervenute all’interno del gruppo consiliare originario”.
“Riforma del Parco anti-democratica, Cacciotto non può esautorare il Consiglio Comunale”
ALGHERO – “Con la nuova proposta di legge il Comune di Alghero passa dal 100% al 52% della rappresentanza nell’Assemblea del Parco. Ma soprattutto viene completamente escluso il Consiglio comunale, e con esso la rappresentanza democratica della maggioranza e dell’opposizione.
Parliamo di oltre 5.000 ettari del territorio di Alghero e di un ente chiamato ad assumere decisioni importanti sulla sua pianificazione.
Ci viene prospettata una maggiore efficienza attraverso un’Assemblea più ristretta. Io continuo a preferire la fatica della democrazia ad una pericolosa efficienza senza controllo.
Il Consiglio comunale è l’espressione diretta dei cittadini: dentro ci sono maggioranza e opposizione, persone democraticamente elette per rappresentare sensibilità diverse e per esercitare quella funzione di controllo e proposta che è parte essenziale della democrazia.
E lo dico da ex sindaco: non vorrei che il Sindaco fosse tentato di considerare questa modifica come una comoda occasione per fare a meno dell’opposizione e, perché no, persino della maggioranza. Sarebbe una tentazione sbagliata. Perché questa riforma, così come esclude l’opposizione, esclude anche i consiglieri di maggioranza. Come fossero un fastidio da silenziare.
E soprattutto perché le regole non si fanno pensando a chi governa oggi: si fanno pensando anche a quando si sarà all’opposizione. Prima o poi i ruoli cambiano, e ciò che oggi può sembrare conveniente domani può pesare proprio su chi quella scelta l’ha avallata.
Per questo il Sindaco non può far finta che questa riforma gli stia passando sopra la testa solo perché si tratta di una legge regionale. Oltre 5.000 ettari del Parco ricadono esclusivamente nel territorio di Alghero e il Comune passa dal 100% al 52% della rappresentanza, quindi il 48% verrà sparito fuori città. Mi auguro quindi che il Sindaco non voglia far pensare che questa vicenda non lo riguardi.
Sarebbe grave se gli stesse passando sopra la testa; sarebbe altrettanto grave se facesse “finta” che gli stia passando sopra la testa.
Il problema, dunque, non è soltanto quel 48% di rappresentanza che Alghero perde, già di per sé grave, Il problema è che Alghero perde la rappresentanza del suo Consiglio comunale.
L’Assemblea può anche essere più snella. Ma si può farlo senza cancellare la rappresentanza: ad esempio garantendo la presenza e il diritto di voto ai componenti della Commissione Ambiente, mantenendo la proporzione tra maggioranza e opposizione. Mi pare, peraltro, che questa proposta sia stata avanzata dal presidente della Commissione. Può essere una buona base di partenza.
Meno componenti, se necessario. Mai meno democrazia.
E su una modifica così importante della governance del Parco, il Sindaco, prima che lo facciano altri, ha il dovere di portare la proposta in Consiglio comunale, perché venga discussa pubblicamente da chi è stato eletto dai cittadini di Alghero e non solo da una assemblea, quella regionale, certamente autorevole, ma che per la gran parte dei suoi componenti conosce Alghero e il suo territorio da 250 km di distanza”.
Alghero, Futuro Nazionale in piazza per incontrare e ascoltare i cittadini
“Campo Pino Cuccureddu, finanziamenti grazie al Centrodestra”
«La Giunta Cacciotto ha una memoria selettiva. Quando finalmente un’opera arriva alla gara, dimentica volentieri chi ha lavorato per ottenere le risorse che la rendono possibile. Ma sui 450 mila euro per il Pino Cuccureddu la storia è scritta negli atti: quei soldi arrivano dalla Regione sulla base della legge regionale 17 del 2023 e sono stati ottenuti grazie al lavoro politico e istituzionale che abbiamo svolto quando eravamo in Regione». Lo affermano i consiglieri comunali Marco Tedde, di Forza Italia, e Michele Pais, della Lega. «Siamo naturalmente soddisfatti – proseguono – che finalmente si proceda verso la riqualificazione dell’impianto. Ma sarebbe opportuno che l’amministrazione comunale racconti tutta la storia e avesse l’onestà intellettuale di dare a ciascuno il suo. I 450 mila euro non sono una conquista della Giunta Cacciotto e non sono comparsi oggi: sono risorse regionali del 2023 che abbiamo chiesto, seguito e perorato fino a ottenerle». «Dalla convenzione di finanziamento – sottolineano Tedde e Pais – sono trascorsi più di due anni. È vero che nel frattempo sono stati adottati alcuni atti, ma il dato politico resta: per arrivare alla procedura di gara si è dovuto attendere fino alla primavera del 2026. Il progetto di fattibilità è stato approvato soltanto nel novembre 2025 e quello esecutivo il 6 marzo 2026. La decisione a contrarre è dell’8 aprile 2026. «La domanda che rivolgiamo alla Giunta è quindi semplice: perché ci è voluto tutto questo tempo per trasformare un finanziamento già ottenuto per Alghero in un’opera concretamente cantierabile?».
«Ora che il procedimento è arrivato alla gara – concludono Tedde e Pais – ci auguriamo che nessuno pensi di mettere il cappello politico sull’intera operazione. Amministrare significa portare avanti le opere, ma anche riconoscere il lavoro di chi ha trovato le risorse e costruito i presupposti per realizzarle.
Il campo Pino Cuccureddu è di Alghero. I 450 mila euro sono della Regione. Ma il merito politico di averli ottenuti appartiene a chi li ha chiesti, li ha sostenuti e li ha portati a casa. La Giunta Cacciotto non riscriva la storia e smetta di mettere il cappello sopra il risultato di altri: dia a ciascuno il suo.»
“Ennesimo atto incendiario e intimidatorio”, solidarietà da Martinelli, Bamonti e Mulas
ALGHERO – “Esprimiamo la nostra piena e sincera solidarietà ai due imprenditori di Villanova con importanti investimenti anche ad Alghero che, all’alba di oggi, sono stati vittime di un grave atto intimidatorio.
Secondo i primi riscontri effettuati dai Carabinieri, l’incendio sarebbe di probabile matrice dolosa. Gli elementi finora emersi rendono ancora più grave quanto accaduto: prima dell’incendio, infatti, i veicoli sarebbero stati spostati e posizionati strategicamente verso una scarpata.
Condanniamo con fermezza e senza esitazione questo vile gesto, che colpisce non soltanto gli imprenditori coinvolti, ma l’intera comunità di Villanova e il principio di sicurezza e legalità che deve essere garantito a tutti.
Siamo vicini agli imprenditori e alle loro famiglie in questo momento difficile e confidiamo nel lavoro delle Forze dell’ordine affinché possano essere accertate rapidamente le responsabilità e ricostruita con chiarezza la dinamica dei fatti.
Villanova non deve sentirsi sola. Di fronte a episodi di questa gravità, istituzioni e comunità devono restare unite nel condannare ogni forma di intimidazione e nel difendere con forza chi lavora e investe nel nostro territorio”.
I consiglieri comunali di Alghero
Gianni Martinelli
Christian Mulas
Alberto Bamonti
“Spopolamento, lavoriamo da anni con modelli virtuosi, eventi e ulteriori iniziative”
ALGHERO – “Lo spopolamento è un fenomeno socio-economico globale. Presentarlo come un problema risolvibile in quattro mosse è abbastanza irrealistico, come se esistesse un interruttore per invertire la tendenza sulle nascite dall’oggi al domani.
C’è invece chi ritiene che processi così complessi possano risolversi con gli slogan “meno tasse locali, più abitazioni accessibili, servizi più efficienti, lavoro stabile e nuove opportunità per i giovani; poi però non ci dicono come si fa a far coincidere i desideri universali (lavoro, casa, meno tasse) senza portare a paragone esempi concreti e virtuosi, e con quali risorse attuarli, tenendo conto che gli Enti Locali subiscono dai Governi tagli ai trasferimenti in continuazione.
Noi invece riteniamo che le amministrazioni locali possano lavorare nel perimetro di propria competenza attuando politiche familiari in grado di dare risposte nel medio e lungo termine.
Tra le iniziative a favore delle famiglie vogliamo ricordare le tariffe agevolate per mensa scolastica e scuolabus, i contributi per i centri estivi e centri sportivi, da quest’anno il bonus nuovi nati, il potenziamento del programma “Family Friendly” con il supporto del nostro ufficio politiche familiari. Da evidenziare le attività avviate dall’Amministrazione del Sindaco Raimondo Cacciotto con l’accordo con la Fondazione Bruno Kessler, basato sulla people strategy, con l’obiettivo ambizioso di rendere il nostro territorio maggiormente attrativo e far nascere ad Alghero e nel Nord Ovest della Sardegna un distretto dell’innovazione nel Mediterraneo, costruito attorno alla qualità della vita, alla ricerca, alla tecnologia e al benessere delle persone. Un’alleanza questa che offre ai ricercatori, agli imprenditori dell’innovazione di scegliere dove vivere, lavorare, produrre ricerca e benessere.
Sul fronte della casa, è da rilevare la forte immissione di risorse per il contributo sugli affitti da parte della Regione Sardegna, ne è esempio lo stanziamento del 2026 relativo alle domande del 2025, di gran lunga superiore agli anni precedenti, che ha consentito di intervenire a favore del crescente bisogno di tante famiglie costrette a fare i conti con i bilanci assottigliati dagli aumenti generalizzati del costo della vita.
Il Comune di Alghero ha inoltre intrapreso un percorso di ampliamento dell’offerta abitativa per le fasce meno abbienti, con l’adesione al “Piano Città degli immobili pubblici”, lo strumento di pianificazione integrata che l’Amministrazione del Cacciotto intende utilizzare con l’obiettivo di costruire una visione integrata di sviluppo urbano attraverso il recupero e la rifunzionalizzazione degli immobili pubblici. Su questo solco si inserisce anche l’acquisizione al patrimonio pubblico dell’ex Ostello della Gioventù di Fertilia. Tra le ipotesi avanzate per la futura valorizzazione dell’immobile vi è infatti quella di sperimentare nuove forme di social housing, attraverso un modello abitativo alternativo in una città turistica come la nostra dove trovare un alloggio annuale sta diventando una chimera.
Sicuramente bisogna accelerare sulla costruzione di nuovi alloggi di edilizia residenziale pubblica, e fornire alle giovani coppie la possibilità di accedere a forme di edilizia agevolata; nel frattempo è in fase di predisposizione l’avviso per l’acquisto di immobili da destinare al fabbisogno della graduatoria degli aventi diritto ad un alloggio.
Stiamo perfezionando l’introduzione del quoziente familiare per sperimentare uno strumento che nel medio termine possa sostituire l’Isee, che da troppo tempo ormai non risponde più al principio di equita’ per quanto riguarda la fiscalità delle famiglie.
Non abbiamo interruttori da azionare, ma la più realistica delle cose da fare che ci caratterizza: lavorare con senso di responsabilità e impegno, con la consapevolezza che i problemi complessi richiedono da parte dello Stato interventi concreti, graduali e spesso faticosi.
Noi RiformiAmo Alghero
“Basta rinvii, il Governo rende diretta le elezioni di Province e Città Metropolitane”
ALGHERO – “Se continueranno i rinvii, siamo pronti alla mobilitazione Il Parlamento sta rimettendo mano alle regole della rappresentanza, modificando la legge elettorale nazionale. È il momento di dare risposta anche alla Sardegna: i sardi devono poter scegliere direttamente chi governa Province e Città metropolitane. È una questione di democrazia e di rispetto della nostra autonomia. Lo dichiara Antonello Peru, coordinatore regionale di Sardegna al Centro 20Venti, a nome del movimento, richiamando la proposta di modifica dello Statuto speciale approvata all’unanimità dal Consiglio regionale il 19 maggio scorso Sono passati quattro mesi. Non parliamo dell’iniziativa di un partito o di una maggioranza, ma della volontà espressa all’unanimità dall’intera Assemblea sarda. Una richiesta che riguarda la democrazia, il diritto dei cittadini di scegliere i propri rappresentanti e, soprattutto, il rispetto dell’autonomia che la Costituzione riconosce alla Sardegna. Il precedente esiste già. Il Parlamento qualche mese fà ha approvato la modifica dello Statuto del Friuli-Venezia Giulia, riconoscendo alla Regione la possibilità di disciplinare l’elezione diretta degli enti di area vasta. La Sardegna chiede esattamente lo stesso: pari autonomia, pari diritti. Sul ritorno all’elezione diretta di Province e Città metropolitane, nel tempo, si sono espresse favorevolmente quasi tutte le principali forze politiche nazionali. Il percorso si è fermato anche davanti al tema dei maggiori costi. La Sardegna supera anche questo ostacolo: chiede di esercitare la propria autonomia e di assumersene direttamente gli oneri. A questo punto, non ci sono più alibi. Non sarebbe comprensibile che il Parlamento trovi tempi e strumenti per modificare le regole della rappresentanza nazionale e lasci ferma una richiesta approvata all’unanimità dal Consiglio regionale della Sardegna. La proposta è in Parlamento, assegnata alla Commissione Affari costituzionali del Senato, presieduta da un senatore di Fratelli d’Italia. Chiediamo al Parlamento, e soprattutto alla maggioranza di centrodestra, di avviarne subito l’esame e approvare la modifica dello Statuto entro questa legislatura. Non chiediamo scorciatoie, ma ciò che è già stato riconosciuto al Friuli-Venezia Giulia: stessa autonomia, stessi diritti, stessa dignità istituzionale. Se questa richiesta continuerà a essere ignorata, Sardegna al Centro 20Venti promuoverà una mobilitazione in tutta l’Isola e, se necessario, porterà questa battaglia fino alle prossime elezioni politiche. L’autonomia non può valere a seconda della Regione che la rivendica. La Sardegna chiede parità. E sulla parità non siamo più disposti ad aspettare <Questo messaggio è stato modificato>