“Mafie ad Alghero, Tedde chiede al Sindaco di fare ciò che sta già facendo da due anni”

ALGHERO – “Basta un sussulto e ciclicamente torna l’argomento sicurezza. E, altrettanto ciclicamente, Marco Tedde ripropone la stessa uscita, arrivando questa volta a chiedere al Sindaco Raimondo Cacciotto di “uscire dal silenzio” su un tema sul quale è intervenuto pubblicamente più e più volte, oltre che in Consiglio comunale. Una ricostruzione talmente distante dalla realtà che sarebbe sufficiente ripercorrere le cronache degli ultimi due anni per rendersene conto.

Sul tema della sicurezza il Sindaco è intervenuto pubblicamente in circa una ventina di occasioni, affrontando tanto gli episodi contingenti quanto le questioni più generali relative al presidio del territorio, al rafforzamento delle forze dell’ordine e della Polizia locale, alla prevenzione e alla necessità di mantenere alta l’attenzione rispetto a qualsiasi possibile fenomeno criminale. Evidentemente Forza Italia era impegnata in altro anziché ascoltare, se oggi arriva a chiedere al Sindaco esattamente ciò che il Sindaco ha già fatto e continua a fare.

Non emerge, peraltro, alcun elemento sostanzialmente nuovo dagli articoli giornalistici pubblicati in questi giorni rispetto a un quadro di ipotesi, preoccupazioni e percezioni sul quale si discute ormai da mesi e rispetto al quale le istituzioni competenti stanno mantenendo alta l’attenzione. Proprio per questo sarebbe opportuno affrontare una materia tanto delicata con equilibrio, evitando di trasformarla ogni volta nell’occasione per l’ennesima polemica politica.

In questi due anni sono stati diversi gli incontri del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica dedicati ad Alghero e al territorio, uno dei quali, pochi mesi fa, anche alla presenza del Procuratore della Repubblica. Il Sindaco ha mantenuto costanti interlocuzioni con la Prefettura e con le forze dell’ordine, ha chiesto formalmente al Ministero dell’Interno un rafforzamento degli organici delle forze di Polizia, sottodimensionati rispetto alle esigenze di una città turistica come Alghero, e l’Amministrazione ha sottoscritto con la Prefettura il protocollo per la prevenzione amministrativa antimafia nei settori turistico-alberghiero e della ristorazione. A questo si aggiunge il protocollo con la Guardia di Finanza per rafforzare i controlli e il presidio della legalità economico-finanziaria.

Sono atti, interlocuzioni e prese di posizione pubbliche che raccontano un’Amministrazione tutt’altro che silenziosa o distratta. Raccontano, al contrario, un lavoro continuo che viene portato avanti senza allarmismi e senza sottovalutazioni, nel rispetto delle competenze e delle valutazioni della Prefettura, della Magistratura e delle forze dell’ordine.

La sicurezza della comunità è un tema troppo serio per essere utilizzato come argomento da riproporre ciclicamente a seconda della convenienza politica del momento. Se lo stesso Tedde sostiene oggi che occorrano equilibrio e responsabilità, dovrebbe essere il primo ad applicare questi principi, evitando di inventare un “silenzio del Sindaco” che semplicemente non esiste.

Meno propaganda e più responsabilità: è questo che ci aspetteremmo da chi ha ricoperto importanti ruoli istituzionali e conosce perfettamente la delicatezza di questi argomenti. L’Amministrazione continuerà a fare la propria parte e a collaborare con tutte le istituzioni competenti, mantenendo alta la guardia e tutelando contemporaneamente Alghero da rappresentazioni allarmistiche che non trovano riscontro nelle valutazioni finora espresse dagli organismi preposti.”

F.to Consigliere Giampietro Moro
Consigliera Beatrice Podda
Gruppo Europa Verde

“Mafie ad Alghero: senza esagerare, ma la preoccupazione è forte”

ALGHERO – “Gli articoli pubblicati nelle ultime ore dal Fatto Quotidiano e da La Nuova Sardegna affrontano un tema che nessuno può permettersi di sottovalutare: il rischio che organizzazioni criminali cerchino spazi di penetrazione nel tessuto economico di Alghero. Massima attenzione, dunque, e nessuna sottovalutazione. Ma proprio perché si parla di mafia, camorra e criminalità organizzata occorrono rigore e responsabilità nell’uso delle parole.

Alcuni passaggi delle ricostruzioni giornalistiche descrivono Alghero come una sorta di «colonia governata da clan d’origine campana» e di una città che sarebbe stata sostanzialmente venduta a famiglie legate alla camorra. Sono affermazioni forti che se non vengono accertate rischiano ssolo di restituire l’immagine deformata di una città ormai perduta.

Eppure sono proprio le parole virgolettate delle autorità giudiziarie e istituzionali riportate negli stessi articoli a suggerire una lettura molto più prudente. Il procuratore di Sassari Armando Mammone lancia giustamente un appello alla collaborazione dei cittadini e invita chi conosca fatti penalmente rilevanti a riferirli alla magistratura. Ma aggiunge una frase non secondaria: «I segnali li cogliamo pure noi, ma coi segnali non si fanno processi».

Lo stesso procuratore generale Luigi Patronaggio richiama l’attenzione sul divario tra illegalità percepita e dati giudiziari e parla di presenza di capitali e attività illecite «percepita dalla gran parte della popolazione di Alghero», alla quale tuttavia «non corrisponde un rilevante numero di denunce e quindi di procedimenti penali».

Ancora più esplicita è stata l’ex Prefetto di Sassari, Grazia La Fauci, della quale lo stesso Fatto Quotidiano ricorda le parole pronunciate appena due mesi fa: «Non ci sono prove che confermino l’infiltrazione di criminalità organizzata ad Alghero». Sono precisazioni fondamentali.

Ipotesi investigative e fatti giudiziariamente accertati non sono la stessa cosa. È esattamente questa prudenza che traspare dalle parole virgolettate di magistrati e autorità dello Stato. Ed è la stessa prudenza che dovrebbe caratterizzare chi quelle parole le racconta, le titola e le utilizza nel dibattito pubblico. Nessuno può minimizzare.

Gli incendi, le intimidazioni e ogni altro episodio criminale verificatosi nel territorio devono essere investigati fino in fondo. Se esistono investimenti sospetti, si rafforzino i controlli sulla provenienza dei capitali. Se imprenditori e cittadini hanno subito pressioni o minacce, denuncino, con la certezza di trovare nello Stato e nelle sue istituzioni, ma anche e soprattutto nel tessuso sociale algherese, protezione e sostegno. Se esistono tentativi di infiltrazione nel tessuto economico o nelle attività legate al turismo, magistratura e forze dell’ordine devono poter disporre di tutti gli strumenti necessari per individuarli e contrastarli.

Ma tutto questo è profondamente diverso dal rappresentare Alghero come una città già nelle mani della camorra.

Alghero è una città con migliaia di imprenditori, commercianti, lavoratori e famiglie che operano onestamente e che non meritano di vedere la propria comunità descritta come un territorio conquistato dalla criminalità organizzata.

Una rappresentazione di questo tipo rischia di gettare un’ombra ingiustificata sull’intero tessuto economico e sociale algherese, proprio nel momento in cui Alghero registra numeri turistici di assoluto rilievo.

Per questo rivolgiamo un invito alla cautela anche a chi gestisce la comunicazione pubblica e politica. Un titolo ad effetto può durare un giorno; il danno reputazionale arrecato a una città può durare anni.

Dobbiamo difendere il buon nome di Alghero senza nascondere i problemi né abbassare la guardia. Dobbiamo pretendere che i problemi vengano raccontati per quello che sono, distinguendo sempre i fatti accertati dalle ipotesi investigative, gli elementi di allarme dalle conclusioni giudiziarie, la percezione dalla prova. Su mafia e criminalità organizzata non possono esserci sottovalutazioni né zone d’ombra. Ma neppure suggestioni, generalizzazioni o processi mediatici.

L’invito che rivolgiamo a tutti gli algheresi è di prestare massima attenzione, garantire massima collaborazione con magistratura e forze dell’ordine e tolleranza zero verso qualsiasi tentativo di infiltrazione. Insieme ad altrettanta fermezza nel respingere una rappresentazione di Alghero come città conquistata dalla camorra che, allo stato delle risultanze riportate dalle stesse autorità, non trova riscontro in accertamenti giudiziari”.

Il Coordinamento cittadino
Fratelli d’Italia Alghero

“Mafie ad Alghero, Cacciotto faccia sentire la sua voce”

ALGHERO – «Le parole della magistratura meritano rispetto e attenzione, ma non devono diventare motivo di allarme o, peggio ancora, essere lette per costruire un’immagine distorta di Alghero. La nostra città è una realtà sana, laboriosa, accogliente, nella quale migliaia di famiglie lavorano ogni giorno e nella quale la stragrande maggioranza degli operatori economici opera nella legalità». Lo afferma il consigliere nazionale di Forza Italia Marco Tedde, intervenendo sul dibattito seguito alle dichiarazioni del procuratore generale di Cagliari Luigi Patronaggio e della già procuratrice generale di Sassari Maria Gabriella Pintus. «Le istituzioni e la magistratura fanno bene a tenere alta l’attenzione su ogni possibile fenomeno di criminalità e sulle eventuali infiltrazioni nell’economia. È un dovere che condividiamo pienamente. Ma la lettura delle loro parole non devono trasformare episodi criminali, che purtroppo possono verificarsi in qualsiasi città, in una rappresentazione che faccia apparire Alghero come una città nella quale la criminalità organizzata sarebbe ormai insediata. Non è questo ciò che risulta dalle dichiarazioni delle autorità competenti». Tedde richiama anche le parole pronunciate poche settimane fa dalla prefetta di Sassari Grazia La Fauci, che aveva chiarito come non vi fossero prove di infiltrazioni mafiose ad Alghero. «È un’affermazione istituzionale importante – sottolinea Tedde – e credo debba essere tenuta nella giusta considerazione. Significa che bisogna vigilare, prevenire e controllare, ma anche evitare letture allarmistiche che rischiano di danneggiare l’immagine della città e, con essa, il lavoro di migliaia di famiglie e imprese». «Proprio per questo – aggiunge – credo sia arrivato il momento che anche l’Amministrazione comunale assuma una posizione chiara. Il Sindaco deve uscire dal silenzio e parlare alla città. Deve farlo in prima persona, con parole nette, trasparenti e inequivocabili, per tranquillizzare gli algheresi e per rappresentare all’esterno ciò che Alghero è realmente: una città ordinata, laboriosa, accogliente, nella quale le famiglie lavorano, gli imprenditori investono e le istituzioni presidiano il territorio». «Non chiediamo al Sindaco di minimizzare nulla – conclude Tedde –. Al contrario, gli chiediamo di ribadire che su ogni fenomeno criminale bisogna mantenere alta la guardia e che le istituzioni devono essere sempre pronte a collaborare con le forze dell’ordine e con la magistratura. Ma contemporaneamente deve essere chiaro che Alghero non può essere raccontata attraverso la lente della criminalità organizzata quando le stesse istituzioni non hanno riscontrato elementi che consentano di definirla una città infiltrata dalla mafia». «Servono vigilanza e prevenzione, ma anche equilibrio e responsabilità. Il silenzio, in questo momento, non aiuta. Il Sindaco parli e dica con chiarezza agli algheresi e a chi ci guarda da fuori che Alghero è una città sana, che non ha paura, che non abbassa la guardia e che continua a difendere il proprio tessuto sociale ed economico

“Impianti sportivi, 25 punti luce non nascondono caos e disagi”

ALGHERO – «Ancora una volta l’Amministrazione comunale sceglie la propaganda per coprire l’assenza di una strategia e di risposte concrete sui problemi della città».

Ad intervenire sono i capigruppo del centrodestra Marco Tedde (Forza Italia), Raffaele Salvatore (UDC), Michele Pais (Lega), Alessandro Cocco (Fratelli d’Italia), Massimiliano Fadda (Prima Alghero) e Giovanna Caria (Riformatori Sardi).

«I 25 nuovi punti luce a LED a Maria Pia possono essere certamente utili – sottolineano – ma non possono diventare l’ennesima occasione per celebrare un’Amministrazione che, sugli impianti sportivi, continua a mostrare una preoccupante confusione».

«Mentre si festeggiano i nuovi lampioni – proseguono – restano senza risposte le questioni relative alla gestione del Campo Rugby di Maria Pia, sulla quale abbiamo chiesto precise verifiche, alla piscina coperta, con un cantiere da tempo in sostanziale abbandono, e agli affidamenti delle aree del Pala Congressi, sui quali chiediamo trasparenza».

«E resta irrisolta anche la vicenda della copertura del Tennis Club, fondamentale per consentire alla squadra di Serie A di giocare ad Alghero. In caso di pioggia, la mancata copertura rischia di costringere il Tennis Club a chiedere una deroga per disputare le partite a Porto Torres. Una situazione francamente incredibile».

«Quanto al Palamanchia, i lavori, del valore di circa 75 mila euro, sono stati conclusi soltanto pochi giorni fa dopo ben due anni di durata. Ma ancora non è stata rilasciata certificazione antincendio. Due anni per un intervento di dimensioni ridotte: un dato che evidenzia le difficoltà dell’Amministrazione nella programmazione e nella gestione delle opere pubbliche».

Per i capigruppo «siamo davanti a una cortina fumogena di annunci e comunicati che finisce per nascondere i problemi reali. La propaganda non può sostituire la gestione e 25 punti luce non possono essere utilizzati per raccontare una realtà che, negli impianti sportivi, è ben diversa».

Il centrodestra continuerà quindi «a verificare e controllare ogni affidamento, ogni concessione e ogni intervento sul patrimonio sportivo comunale, chiedendo trasparenza, rispetto delle regole e tutela dei beni pubblici».

«Non ci interessano le passerelle – concludono – ma impianti funzionanti, cantieri conclusi, strutture manutenute, concessioni trasparenti e soprattutto la possibilità per i nostri ragazzi di fare sport in strutture adeguate. Alghero merita un’Amministrazione che risolva i problemi, non che li nasconda dietro una continua e fumogena campagna di propaganda»

“Tari, dopo la stangata alle imprese, Cacciotto colpisce i cittadini attivi”

ALGHERO – «Dopo la stangata TARI sulle imprese, l’Amministrazione Cacciotto riesce a colpire anche i cittadini che si sono messi a disposizione della città».

Lo dichiarano i capigruppo del centrodestra algherese Alessandro Cocco per Fratelli d’Italia, Marco Tedde per Forza Italia, Raffaele Salvatore per UDC–Patto per Alghero, Michele Pais per Lega, Massimiliano Fadda per Prima Alghero e Giovanna Caria per Riformatori Sardi, intervenendo sul caso Cittadinanza Attiva.

«La TARI di quest’anno arriva senza gli sconti dovuti ai cittadini attivi perché nel 2025 la Giunta non ha attivato il procedimento, nonostante le ripetute sollecitazioni del centrodestra. Il risultato dell’inadempienza dell’amministrazione Cacciotto è che chi ha contribuito alla cura di spazi pubblici, aree verdi e beni comuni si vede recapitare la bolletta a prezzo pieno».

«È l’ennesimo esempio dell’incapacità politica e amministrativa di questa giunta: non si riesce a tenere in piedi buone pratiche utili ai cittadini come la cittadinanza attiva, nel frattempo si aumentano i costi a carico delle attività economiche. È il paradosso di una sinistra che parla di partecipazione, ma non riesce neppure a garantire gli effetti concreti degli strumenti partecipativi».

«Il sindaco spieghi ai cittadini perché lo scorso anno il procedimento non sia stato attivato e come si intenda rimediare. Non bastano bandi pubblicati in ritardo o annunci di facciata: serve subito procedere con gli sconti in bolletta, anche attraverso lo stanziamento di risorse di bilancio».

«Chi partecipa alla cura della città non può essere trattato come un contribuente qualunque da spremere. La cittadinanza attiva va sostenuta e non può subire la disorganizzazione e i ritardi di questa giunta».

Alessandro Cocco – Fratelli d’Italia
Marco Tedde – Forza Italia
Raffaele Salvatore – UDC–Patto per Alghero
Michele Pais – Lega
Massimiliano Fadda – Prima Alghero
Giovanna Caria – Riformatori Sardi

“Strade ruruali e agro, l’Amministrazione Cacciotto perde il bando regionale”

ALGHERO – ” Quando dalla Regione arrivano finanziamenti a fondo perduto in grado di coprire interamente le spese di realizzazione dell’opera pubblica, lasciarsi sfuggire l’occasione non può essere considerato un semplice incidente di percorso. È quanto emerge dalla pubblicazione della graduatoria relativa all’Intervento
“Strade Rurali” inserito nel Complemento di Sviluppo Rurale della Sardegna.
I numeri delle graduatorie finali sono chiari: su 250 proposte presentate da diversi territori dell’Isola, tra
Comuni, Unioni di Comuni, Comunità Montane e Consorzi di Strade Vicinali, la Regione ha selezionato 57
interventi ammessi a finanziamento, con contributi fino a 900 mila euro ciascuno, destinati alla
riqualificazione e alla messa in sicurezza delle strade rurali.
Scorrendo gli elenchi delle richieste di finanziamento, però, emerge un’assenza che non passa inosservata: il
Comune di Alghero non figura tra le domande di finanziamento presentate. Non risulta una scheda
progettuale, né una proposta, né una candidatura da parte dell’Amministrazione comunale guidata dal
sindaco Raimondo Cacciotto. Una mancata partecipazione che, secondo il Comitato 221 di Futuro Nazionale,
rappresenta un grave passaggio a vuoto politico e amministrativo.
Il movimento contesta una gestione ritenuta opaca e disattenta, soprattutto alla luce della natura del bando,
che prevedeva una copertura integrale delle spese, senza imporre all’Ente comunale alcun esborso diretto.
Per Futuro Nazionale, rinunciare a un’opportunità di questo tipo significa produrre un danno concreto a un
territorio che vive anche di agricoltura, aziende rurali, borgate e famiglie che da anni convivono con strade
dissestate, buche, difficoltà di accesso e problemi di sicurezza.
A rendere la vicenda ancora più significativa è il risultato ottenuto, invece, dai soggetti privati del territorio.
Mentre il Comune è rimasto fuori dal bando di finanziamento, diversi Consorzi di strade vicinali presenti nel
territorio rurale algherese si sono attivati autonomamente, predisponendo la documentazione necessaria e
presentando le proprie richieste alla Regione.
Il risultato è stato positivo: Carrabuffas, San Quirico, La Rucchetta, la Pussetta e Punta Moro sono entrati tra
i 57 interventi ammessi a finanziamento, ottenendo il massimo contributo previsto, per un importo
complessivo di 1,5 milioni di euro.
Cinque interventi da 300 mila euro ciascuno che dimostrano, da un lato, la fondatezza delle richieste
provenienti dal territorio e, dall’altro, mettono in evidenza il mancato ruolo dell’Amministrazione comunale.
Secondo il Comitato 221 di Futuro Nazionale, il successo dei consorzi privati conferma che l’agro algherese
aveva pieno titolo per accedere alle risorse disponibili e che una programmazione pubblica più attenta
avrebbe potuto intercettare ulteriori fondi a beneficio di altre zone rurali.
Il punto politico, per Futuro Nazionale, è proprio questo: non tutte le aree dell’agro dispongono di strutture
autonome, consorzi organizzati o capacità amministrativa sufficiente per partecipare da sole a un bando
regionale. Per questo il Comune avrebbe dovuto svolgere il suo ruolo, partecipando al bando di
finanziamento in favore delle strade rurali prive di Consorzi Vicinali.
Il rischio, ora, è che una parte importante del comparto agricolo resti esclusa dagli interventi di
riqualificazione, mentre solo alcune realtà, grazie alla propria capacità organizzativa, potranno beneficiare
delle risorse regionali. Una disparità che, secondo il Comitato 221, poteva essere evitata con una
partecipazione diretta e tempestiva del Comune.
Per queste ragioni Futuro Nazionale chiede chiarezza e annuncia una richiesta di interpello rivolta ai vertici
dell’Amministrazione comunale. Il sindaco Raimondo Cacciotto e l’assessore alla Programmazione Strategica Enrico Daga dovranno spiegare pubblicamente per quali ragioni il Comune di Alghero non abbia partecipato all’avviso regionale sulle strade rurali.
Una risposta attesa dagli agricoltori, dagli operatori economici e dai residenti delle campagne algheresi, che chiedono di conoscere non solo le motivazioni della mancata candidatura ma anche quali strumenti
alternativi l’Amministrazione intenda ora utilizzare per intervenire sulla viabilità dell’agro.
Il Comitato 221 di Futuro Nazionale chiede inoltre di sapere se esistano risorse già individuate nel bilancio
comunale, quali siano le priorità dell’Amministrazione per le strade rurali e quali tempi siano previsti per dare
risposte concrete a un territorio che da anni attende interventi strutturali.
Non si può parlare di attenzione alle borgate, all’agricoltura e alle campagne solo nelle dichiarazioni
pubbliche – sottolinea il Comitato 221 di Futuro Nazionale – e poi restare assenti quando si aprono bandi
capaci di finanziare al 100% interventi necessari e attesi. I consorzi privati hanno dimostrato che intercettare quelle risorse era possibile. Ora il Comune spieghi perché Alghero è rimasta fuori dal bando di finanziamento e come intende recuperare questa occasione mancata. Per Futuro Nazionale Alghero, la vicenda rappresenta un banco di prova sulla capacità dell’Amministrazione di programmare, presidiare le opportunità regionali e difendere gli interessi delle aree rurali. Perché la manutenzione delle strade dell’agro non è solo una questione di viabilità, ma riguarda la sicurezza, il lavoro, la competitività delle aziende agricole e la qualità della vita di chi abita e produce nelle campagne algheresi”.

Futuro Nazionale Alghero

Esplode il caso di Ferragosto, “Maxi parcheggio a Punta Giglio nel silenzio totale”

ALGHERO – “In qualità di presidente della Commissione consiliare Ambiente, Area Marina Protetta e Parco di Porto Conte, ritengo doveroso chiedere piena chiarezza su quanto mi è stato segnalato in queste ore a Punta Giglio, dove sarebbe stata realizzata una nuova e ampia area destinata a parcheggio.
Secondo le segnalazioni ricevute, nell’area sarebbero stati effettuati sbancamenti, interventi sulla vegetazione e sulla macchia mediterranea, movimentazione di materiali, spostamento di pesanti dissuasori in cemento e la realizzazione di un nuovo accesso direttamente sulla strada.
Mi è stato inoltre riferito che il Corpo Forestale sarebbe stato visto sul posto per effettuare rilievi e accertamenti.
Se quanto segnalato dovesse essere confermato, si tratterebbe di una situazione che merita immediati e approfonditi accertamenti, soprattutto considerando il particolare regime di tutela ambientale che interessa Punta Giglio.
Le domande sono semplici e legittime: esiste un progetto? Chi ha autorizzato i lavori? Sono state acquisite tutte le autorizzazioni previste? È stata effettuata, laddove necessaria, la Valutazione di Incidenza Ambientale? Il Parco di Porto Conte è stato preventivamente informato e coinvolto?
Bisogna infatti considerare che l’area ricade all’interno di un Sito di Importanza Comunitaria (SIC), oggi Zona Speciale di Conservazione (ZSC), inserito nella Rete Natura 2000, dove la normativa prevede un livello di tutela particolarmente stringente.
In questo specifico sito sono presenti habitat comunitari di particolare pregio, tra cui gli arbusteti con palma nana, habitat 5330, e le praterie mediterranee ricche di piante erbacee e bulbose, habitat prioritario 6220. Si tratta di elementi ambientali che impongono particolare attenzione a qualsiasi intervento che possa incidere sul suolo, sulla vegetazione e sugli equilibri naturali dell’area.
Non sono contrario agli investimenti, alle attività imprenditoriali o alla valorizzazione turistica del territorio. Al contrario, credo che sviluppo e tutela possano e debbano convivere. Ma gli investimenti privati devono rispettare le norme, i vincoli ambientali e le procedure previste dalla legge.
Nel Parco non possono esistere zone franche, né regole diverse a seconda di chi interviene.
«Un anno fa riflettori accesi, oggi un silenzio che va chiarito»
Non posso inoltre non evidenziare una circostanza.
Appena un anno fa, l’apertura della fascia tagliafuoco alle pendici del compendio forestale di Punta Giglio fu accompagnata da una forte comunicazione pubblica e dal coinvolgimento del Parco di Porto Conte. Quell’intervento aveva consentito anche di creare uno spazio per la sosta, contribuendo a ridurre la presenza pericolosa delle auto lungo la strada.
Oggi, invece, ci troviamo di fronte alla segnalazione della realizzazione di un ulteriore parcheggio senza che, per quanto mi risulta allo stato attuale, vi sia stata analoga informazione pubblica o un preventivo coinvolgimento del Parco.
Non intendo emettere sentenze né sostituirmi agli organi di controllo. Chiedo semplicemente che siano le istituzioni competenti a verificare e chiarire ogni aspetto della vicenda.
Per questo chiederò che vengano accertati:
il titolo in base al quale sono stati eseguiti gli interventi;
l’eventuale progetto;
tutte le autorizzazioni e i nulla osta necessari;
gli eventuali adempimenti ambientali, compresa la Valutazione di Incidenza laddove prevista;
il coinvolgimento e l’informazione del Parco di Porto Conte;
le modalità con cui sono stati effettuati gli interventi sulla vegetazione e sulla macchia mediterranea;
lo spostamento dei dissuasori in cemento;
la realizzazione del nuovo accesso stradale;
la destinazione effettiva e le modalità di utilizzo dell’area adibita a parcheggio.
Se tutto è regolare, sarà sufficiente renderlo chiaro attraverso gli atti, i progetti e le autorizzazioni.
Se, invece, dovessero emergere irregolarità, sarà necessario intervenire e individuare le eventuali responsabilità.
Punta Giglio è un patrimonio ambientale della collettività. La trasparenza non può essere un optional e la tutela dell’ambiente non può essere a geometria variabile.
Come presidente della Commissione consiliare Ambiente, Area Marina Protetta e Parco di Porto Conte continuerò a svolgere il mio ruolo con serietà e nel solo interesse del territorio e dei cittadini.
Su Punta Giglio chiederò che venga fatta piena luce, senza pregiudizi ma anche senza silenzi”
Christian Mulas
Presidente della Commissione consiliare Ambiente, Area Marina Protetta e Parco di Porto Conte

“Tasse aerei, nuovo fallimento della Todde: il taglio deve essere strutturale”

CAGLIARI – “Ryanair lo scrive nero su bianco, e i numeri sono impietosi: mentre Friuli Venezia-Giulia, Calabria, Abruzzo, Sicilia ed Emilia-Romagna abolivano l’addizionale comunale ottenendo crescita a doppia cifra, nuovi aeromobili e nuove basi, la Sardegna si è accontentata di una sospensione stagionale e parziale, decisa solo in questi giorni. Il risultato lo mette agli atti la stessa compagnia: capacità in calo ad Alghero e a Olbia proprio nell’inverno che avremmo dovuto conquistare, e un beneficio quasi nullo sulla stagione autunno-inverno 2026/2027”. A dichiararlo il capogruppo regionale di Fratelli d’Italia Paolo Truzzu. Il motivo è tanto semplice quanto imbarazzante: le rotte e la programmazione invernale delle compagnie aeree si decidono con mesi di anticipo, non ad agosto inoltrato.

“Il Consiglio regionale ha approvato la sospensione dell’addizionale, dopo due anni di richieste, a stagione ormai definita e il provvedimento non produce nulla di concreto perché arriva a giochi fatti. Non lo diciamo noi per partito preso: lo certifica Ryanair stessa, quando parla di un “approccio fatto di mezze misure” arrivato “decisamente troppo tardi” per intercettare la programmazione invernale dei vettori” continua Truzzu. È la fotografia più chiara dell’incapacità della Giunta di fare una programmazione seria: si rincorre l’emergenza invece di anticiparla, e si scopre che decidere in ritardo equivale, nei fatti, a non aver deciso affatto. E adesso la “collanina di perline” di cui ha parlato la Presidente Todde resterà purtroppo al collo dei sardi per sua responsabilità. “Per noi non è una sorpresa, è la cronaca di un errore annunciato. In Consiglio avevamo chiesto l’abolizione totale dell’addizionale, stanziando i 36 milioni necessari a coprirla per intero con largo anticipo rispetto ai tempi di programmazione dei vettori. La maggioranza ha scelto la scorciatoia: 18,2 milioni in tre anni, sospensione solo nei mesi di bassa stagione, un compromesso che ho votato perché meglio di niente, ma che avevo già definito allora “ancora insufficiente”, primo passo, non un traguardo. Ora sappiamo che è stato anche un passo tardivo, che ci consegna un inverno con incrementi marginali, qualche frequenza in più su Milano e Venezia da Cagliari, mentre Alghero e Olbia avranno meno voli”.

Il paradosso è ancora più amaro se lo si guarda dentro la cornice più ampia: una variazione di bilancio da oltre due miliardi di euro, la più consistente mai vista in Sardegna, raccontata dalla maggioranza come “epocale” e che Frtaelli d’Italia ha già bollato per quello che è: un’occasione storica persa. Due miliardi spesi come rattoppi, senza una visione strategica capace di dare vero slancio alla crescita dell’Isola. Sui trasporti aerei ne è la controprova plastica: non è mancata solo la quantità delle risorse, è mancato il tempismo. E in questo settore, il tempismo è tutto. “La Sardegna non può permettersi di continuare a rincorrere le altre regioni con un anno di ritardo, decidendo a stagione ormai chiusa. Continueremo a chiedere che la sospensione diventi abolizione piena e strutturale, approvata con l’anticipo necessario a essere davvero utile prima che la prossima programmazione dei vettori ci trovi, ancora una volta, fuori tempo massimo” conclude Truzzu.

“Le mezze misure della Todde non servono, Ryanair tagli i voli: fallimento”

ALGHERO – “Nel giro di pochi giorni arrivano tre bocciature pesantissime sulla politica dei trasporti della Giunta Todde. Prima il “contrordine compagni” -per dirla con Guareschi- relativo alla rimozione dell’investimento di 30 milioni di euro destinati all’integrazione dei tre aeroporti sardi. Poi il fallimento del bando per la continuità territoriale e la terza pubblicazione. Ora arriva Ryanair a dire che la riduzione parziale dell’addizionale d’imbarco legiferata ieri è una mezza misura e non basta a rilanciare la connettività della Sardegna». Lo affermano Pietro Pittalis e Marco Tedde, esponenti di Forza Italia, secondo i quali «non siamo davanti a episodi isolati, ma a tre fallimenti ravvicinati che certificano una gestione approssimativa e dannosa del settore dei trasporti da parte della Giunta Todde». «Siamo sempre stati favorevoli all’eliminazione dell’addizionale comunale sui diritti d’imbarco – sottolineano gli azzurri – perché ridurre il costo del trasporto aereo è fondamentale per la competitività della Sardegna, per i passeggeri e per la destagionalizzazione. Ma proprio per questo avevamo evidenziato che una misura parziale, frammentata e arrivata tardivamente rischiava di non produrre gli effetti sperati». «Oggi – proseguono– arriva Ryanair a confermarlo in modo inequivocabile demolendo l’iniziativa. La compagnia sostiene che l’abolizione soltanto per alcuni mesi non è sufficiente e chiede l’eliminazione dell’addizionale per tutto l’anno. E mette sul tavolo una proposta che, secondo quanto dichiarato dalla stessa compagnia, vale oltre 2 milioni di passeggeri aggiuntivi all’anno, quattro nuovi aeromobili, una nuova base nel Nord Sardegna e oltre 900 posti di lavoro». «Al di là delle valutazioni che spettano alla Regione sulla proposta di Ryanair – aggiungono Pittalis e Tedde – un dato politico è evidente: mentre la Sardegna avrebbe bisogno di una strategia aggressiva per recuperare competitività e connettività, la Giunta sceglie una misura parziale che arriva peraltro quando i programmi invernali dei vettori sono già stati definiti». «E i primi effetti sono già sotto gli occhi di tutti. Ryanair annuncia una crescita limitata nel prossimo inverno, mentre la capacità complessiva in Sardegna continuerà a diminuire, con riduzioni ad Alghero e Olbia. È un segnale che la Giunta non può ignorare, soprattutto quando si parla continuamente di destagionalizzazione». «Ma questo è soltanto l’ultimo episodio – continuano gli esponenti azzurri -. Prima abbiamo assistito alla rinuncia dell’investimento di 30 milioni di euro destinati all’integrazione dei tre aeroporti sardi, un’operazione che nella “visione” della Todde avrebbe dovuto rappresentare un passaggio strategico per il sistema aeroportuale regionale. Poi abbiamo avuto il fallimento del bando per la continuità territoriale, con la gara per Alghero-Linate andata deserta per la seconda volta e la necessità di ripartire con una nuova procedura. Ora Ryanair ci dice che anche la misura sull’addizionale è insufficiente e non consente di sbloccare gli investimenti annunciati». «Tre fallimenti nel giro di pochi giorni – insiste Tedde – non possono essere liquidati come semplici contrattempi amministrativi. Sono il sintomo di una gestione politica e amministrativa che non sta funzionando». Secondo gli esponenti di Forza Italia, «la vicenda dell’addizionale dimostra inoltre quanto fosse fondata la nostra denuncia sul vaso di Pandora di problemi ancora aperti: il rapporto con lo Stato e il ristoro del relativo minor gettito, il trasferimento effettivo dei 6,50 euro al passeggero, gli obblighi per i vettori, la misurazione dei risultati e le ricadute sulla continuità territoriale».

«La riduzione e soprattutto l’eliminazione dell’addizionale – precisano Pittalis e Tedde – non è una misura neutra, ma una scelta che produce effetti complessi e che, se non accompagnata da un impianto strutturale, rischia di generare squilibri. Nel caso di Alghero, in particolare, il problema è ancora più evidente: lo scalo del Nord Ovest, già penalizzato da una stagionalità più fragile e da una minore attrattività rispetto ad altri aeroporti, rischia di non beneficiare in modo pieno della misura se questa non è stabile e prevedibile. Le compagnie aeree programmano con largo anticipo le rotte e gli investimenti: una riduzione limitata nel tempo non consente di costruire nuove basi operative né di consolidare collegamenti strategici, con il risultato di lasciare proprio Alghero in una posizione di svantaggio competitivo rispetto ad altri aeroporti del Mediterraneo».

«La Regione ha stanziato 18,2 milioni di euro nel triennio, ma deve spiegare quale risultato concreto intenda ottenere da questo investimento. Se l’obiettivo è aumentare passeggeri, collegamenti e occupazione, bisogna mettere in campo strumenti capaci di produrre questi risultati. E oggi Ryanair ci dice che la misura adottata non è sufficiente». «C’è poi la questione Alghero-Linate – conclude Tedde – che rende il quadro ancora più preoccupante. La proroga ministeriale a ITA scade il 24 ottobre, la riduzione dell’addizionale dovrebbe partire il 1° novembre e il nuovo affidamento, secondo i tempi della procedura, non potrebbe partire prima del 1° febbraio 2027. La Regione deve spiegare cosa accadrà in quei mesi e soprattutto come l’azzeramento inciderà sulla tariffa, sulla compensazione al vettore e sull’equilibrio della nuova gara». «Dopo due anni e mezzo è arrivato il momento di prendere atto che così non si può andare avanti. Questi tre episodi suggeriscono un deciso cambio di marcia, ma suggeriscono soprattutto un cambio all’assessorato dei Trasporti. L’assessore ha dimostrato in questi due anni e mezzo di non essere adeguata alla complessità delle questioni che deve affrontare, né di avere le competenze e l’esperienza necessarie per governare i grandi problemi della mobilità e dei trasporti della Sardegna». «Non è una questione personale – precisano Pittalis e Tedde – ma una questione di responsabilità politica. Quando in un settore strategico come i trasporti si accumulano tre fallimenti di questa portata in pochi giorni, la Giunta deve avere il coraggio di cambiare passo e di cambiare guida. La Sardegna non può permettersi altri due anni e mezzo di approssimazione»

“Altro che destagionalizzazione, Ryanair tagli i voli su Alghero: fallimento della Todde”

ALGHERO – «Purtroppo avevamo ragione. La nota di Ryanair conferma e ripete esattamente le debolezze che avevamo evidenziato nel provvedimento della Giunta Todde sull’addizionale comunale sui diritti d’imbarco: una misura parziale, arrivata tardi e senza una vera strategia per aumentare stabilmente i collegamenti della Sardegna». Lo dichiara Michele Pais, già Presidente del Consiglio regionale ed esponente della Lega, tra i più duri critici del provvedimento della giunta Todde, critiche riprese da Ryanair, che parla espressamente di «mezze misure».

«Prima di stanziare risorse pubbliche sarebbe stato necessario un accordo quadro con le compagnie aeree, legando l’intervento a risultati concreti: nuove rotte, maggiori frequenze, aeromobili basati in Sardegna e prezzi più competitivi».
«Senza impegni e contropartite precise, misure di questo tipo rischiano di trasformarsi al massimo in un regalo alle compagnie aeree o alle società di gestione aeroportuale, pagato con risorse pubbliche, senza un ritorno certo per i cittadini in termini di nuovi collegamenti e tariffe più convenienti. Tutto in perfetto stile di poca trasparenza delle misure in materia aeroportuale della Giunta Todde, come evidenziato dalla Corte dei Conti».
Per Pais la criticità maggiore riguarda Alghero: «la cosa grave è che dopo questa misura farsa, Ryanair afferma che quest’inverno la capacità complessiva in Sardegna continuerà a diminuire, con riduzioni proprio ad Alghero. Oltre il danno, la beffa».
«Alghero continua ad essere condannata a diventare sempre più uno scalo stagionale, mentre la vera sfida è garantire voli e diritto alla mobilità dei sardi durante l’inverno.
Altro che successo della Regione, è un fallimento totale».
«La stessa Ryanair evidenzia infine che il provvedimento arriva troppo tardi, quando i programmi invernali delle compagnie sono già definiti»
«Insomma un vero e proprio provvedimento farsa»
«La Regione – conclude Pais – deve assumere una vera regia pubblica del sistema aeroportuale, realizzare una “rete aeroportuale sarda” come definito dal Ministero dei Trasporti, indirizzando la distribuzione del traffico e delle risorse finanziarie fra gli scali, nell’interesse dei sardi e non lasciandola esclusivamente alle strategie dei gestori, peggio che mai in regime di monopolio».