Maggioranza Cacciotto contro il trasferimento del Serd: “Venga riportato in via Degli Orti”

ALGHERO – “Contrarietà al trasferimento del Serd di Alghero e richiesta di ripristino presso la
sede di Via degli Orti nel rispetto del modello di sanità territoriale previsto dal DM 77/202”, questo l’oggetto dell’ordine del giorno a firma del presidente della commissione sanità Christian Mulas e dei gruppo consiliari di maggioranza Noi Riformiamo Alghero, Orizzonte Comune, Partito Democratico e Futuro Comune, ovvero la forza politica, in dote a Europa Verde, che esprime, tra gli altri, anche il sindaco Cacciotto. Assenti, tra i firmatari, 5 Stelle e Avs denotando dunque una differente visione su tale atto che sarà discusso, e votato, in Consiglio Comunale.

Queste le richieste della maggioranza alla guida del Comune di Alghero: “Richiedere formalmente alla ASL n.1 di Sassari: una relazione tecnica dettagliata che giustifichi la scelta del trasferimento; o la dimostrazione della piena coerenza del provvedimento con quanto previsto dal DM 77/2022 e con il modello di assistenza territoriale vigente” e inoltre “a sollecitare l’attivazione immediata di un tavolo istituzionale di confronto tra ASL, Amministrazione comunale, Commissione consiliare competente e rappresentanze del territorio; a chiedere la sospensione del provvedimento di trasferimento nelle more di un approfondimento tecnico e politico condiviso; a richiedere il ripristino del SERD presso la sede di via degli Orti, o altra struttura nel rispetto del modello territoriale previsto dalla normativa nazionale e a tutela della dignità e dei diritti delle persone più fragili.

E chiudono i firmatari “La sanità territoriale rappresenta un pilastro fondamentale della coesione sociale e della tutela della salute pubblica, non può arretrare. Non può farlo sulla pelle dei pazienti più vulnerabili”.

 

Nella foto il Palazzo della Sanità ad Alghero dove l’Asl ospitava il Serd poi trasferito in viale Primo Maggio, presso il Marino

 

ORDINE DEL GIORNO SU SPOSTAMENTO DEL SER.D ALGHERO 3 MARZO 2026

“Le assemblee elettive non sono ornamenti: la Sardegna vuole un tavolo sul 41-bis”

ALGHERO – “Il sottosegretario alla Giustizia di Fratelli d’Italia Delmastro è venuto in Sardegna per parlare di referendum e di giustizia, con toni che vorrebbero essere rassicuranti. È legittimo. Ma resta il fatto che sul 41-bis – materia su cui esercita una delega diretta – continua a non affrontare nel merito le questioni sollevate dalle istituzioni sarde.
Come ha dichiarato anche il nostro deputato del Movimento 5 Stelle Mario Perantoni, il confronto non può essere sostituito da dichiarazioni davanti alle telecamere. Il tema è serio e merita risposte politiche, non spostamenti di attenzione.
In questi mesi il tema non è stato agitato per polemica. È stato affrontato nelle sedi istituzionali. Il Consiglio regionale ha approvato una mozione, quasi all’unanimità, con cui si chiede l’apertura di un tavolo di confronto con il Governo. Non una presa di posizione simbolica, ma un atto formale che impegna la Regione a chiedere chiarezza e dialogo.
Anche il Consiglio comunale di Alghero ha discusso e approvato una mozione chiara, esprimendo contrarietà alla destinazione di detenuti in regime di 41-bis nelle carceri della Sardegna. È stata una scelta politica assunta in aula, con un voto, assumendoci una responsabilità pubblica davanti alla città.
Il punto non è negare la necessità della lotta alla criminalità organizzata. Il punto è il metodo e la portata delle scelte. Quando decisioni che incidono in modo rilevante su un territorio – anche per la presenza di detenuti appartenenti a clan criminali di particolare pericolosità – vengono percepite come unilaterali, senza un confronto preventivo con chi rappresenta quella comunità, si apre una questione politica che riguarda il rapporto tra Stato e autonomie.
Le assemblee elettive non sono luoghi ornamentali. I Consigli comunali e il Consiglio regionale rappresentano direttamente le comunità e hanno una loro dignità istituzionale che merita rispetto. Quando votano un atto, non stanno facendo propaganda: stanno esercitando un mandato democratico.
Aprire un tavolo di confronto non significa arretrare sul piano della legalità o della sicurezza. Significa riconoscere che le istituzioni sarde hanno pieno titolo a essere ascoltate su scelte che incidono sul loro territorio.
La dignità delle istituzioni passa anche da qui: dal riconoscimento reciproco, dal confronto leale e dalla volontà di discutere nel merito, non di aggirare il tema. Ed è questo che oggi continuiamo a chiedere”.
Giusy Piccone per il Movimento 5 stelle

Serd, l’affondo di Mulas: “Trasferito senza confronto e contro la riforma sanitaria”

ALGHERO – “Il Presidente della Commissione Consiliare Sanità, Christian Mulas, interviene con fermezza ancora una volta contro la decisione della ASL n.1 di Sassari di trasferire il SERD di Alghero da Via degli Orti ai locali dell’ex Guardia Medica in Viale Primo Maggio presso Ospedale Marino.
La motivazione fornita dall’ASL per mezzo stampa “al fine di consentire la conclusione dei lavori
del PNRR previsti nel poliambulatorio di Via degli Orti” appare fragile e poco convincente. Se la
ragione fosse esclusivamente tecnica, legata agli interventi PNRR, perché è stato trasferito soltanto
il SERD e non gli altri servizi presenti nella medesima struttura? È legittimo ritenere che si sia di
fronte a una decisione già programmata, accompagnata da una spiegazione costruita
successivamente.
Ancora più grave è il metodo: nessun coinvolgimento preventivo del Sindaco, Autorità sanitaria
locale, né della Commissione Sanità. Un atto assunto unilateralmente, senza confronto istituzionale
e senza una valutazione pubblica dell’impatto sui pazienti.
Nel comunicato dell’ASL si parla di interlocuzioni con l’Amministrazione comunale per la ricerca
di locali alternativi. Si precisa, non risulta alcuna richiesta formale relativa al trasferimento del
SERD. L’unica richiesta avanzata al Sindaco riguardava spazi per i servizi veterinari, circostanza
che rende ancora più opaca l’intera vicenda.
Il quadro normativo è chiaro: il Decreto Ministeriale 77/2022 stabilisce che i Servizi per le
Dipendenze sono parte integrante della rete territoriale, collocati nei Distretti e nelle Case della
Comunità, secondo un modello fondato sulla prossimità e sull’integrazione sociosanitaria.
La riforma nazionale punta a rafforzare l’assistenza territoriale, non a ricondurla in ambito
ospedaliero. Collocare stabilmente il SERD in un contesto ospedaliero rappresenta una scelta in
evidente controtendenza rispetto agli indirizzi nazionali. Il mancato finanziamento diretto tramite
PNRR non costituisce un vincolo normativo e non può essere utilizzato come giustificazione per
uno spostamento che altera il modello organizzativo previsto dalla riforma.
Il SERD è un presidio strategico che segue un’utenza fragile e vulnerabile, purtroppo in costante
aumento. Il Presidente della Commissione Consiliare Sanità, dichiara:

“Le dipendenze da sostanze sono sempre più diffuse. È fondamentale non ghettizzare questi
pazienti ma aiutarli concretamente. Lo spostamento deciso dall’ASL non va in questa direzione.
Trasferire il servizio in un contesto ospedaliero rischia di aumentare lo stigma, di rendere più
difficile l’accesso e di interrompere percorsi terapeutici delicati. Non possiamo permettere che
scelte organizzative penalizzino proprio chi ha più bisogno di sostegno.”
Lo spostamento comporta criticità evidenti:
• maggiore difficoltà di accesso;
• rischio di frammentazione della continuità terapeutica;
• possibile compromissione della privacy in un contesto ad alta affluenza;
• indebolimento dell’integrazione con i servizi sociali comunali e il terzo settore.
A pagare le conseguenze di questa decisione saranno i pazienti e le loro famiglie su una questione
così delicata non possono esserci ambiguità. Si chiede formalmente:
• la trasmissione di una relazione tecnica dettagliata che giustifichi la scelta;
• la dimostrazione della coerenza della decisione con il DM 77/2022;
• l’attivazione immediata di un tavolo istituzionale di confronto;
• la sospensione del provvedimento.
E soprattutto si chiede il ripristino del SERD nella sede di Via degli Orti, nel rispetto del modello
territoriale previsto dalla normativa nazionale e, soprattutto, della dignità e dei diritti delle persone
più fragili.
La sanità territoriale non può arretrare. Non sulla pelle dei pazienti.
Sono pronto ad una petizione di firme per riportare il Ser.D in via degli Orti presso palazzo della
Sanità”.

Christian Mulas, presidente della commissione ambiente del Comune di Alghero

“Porto Torres merita stabilità: avanti con la continuità amministrativa, no agli esperimenti politici”

PORTO TORRES – “Porto Torres si trova in una fase decisiva della propria storia amministrativa ed economica. Nei prossimi anni si giocheranno partite fondamentali: risorse da intercettare, cantieri da chiudere, investimenti da consolidare, opportunità industriali e turistiche da trasformare in lavoro reale.

In questo contesto, la città non può permettersi improvvisazioni. Non è il momento di esperimenti politici, di alleanze costruite all’ultimo minuto o di progetti senza radicamento amministrativo. È il momento della responsabilità, della competenza e della continuità.

La continuità amministrativa non significa immobilismo. Significa portare a compimento ciò che è stato avviato, correggere con serietà ciò che va migliorato e garantire stabilità istituzionale in una fase strategica per il futuro della città.

Porto Torres ha bisogno di governo, non di prove tecniche.
Ha bisogno di credibilità verso investitori, imprese e istituzioni sovracomunali.
Ha bisogno di una guida solida, capace di assumersi decisioni chiare.

La priorità resta il lavoro, l’emergenza abitativa, il rilancio produttivo dell’area industriale, la piena valorizzazione del porto e del patrimonio turistico e culturale. Il futuro non si costruisce con slogan, ma con responsabilità. Porto Torres merita serietà. Porto Torres merita stabilità”.

Porto Torres Avanti

“Taglio tasse aeroporti, impegno concreto di Orizzonte Comune”

ALGHERO – “A seguito di diversi comunicati effettuati da esponenti dei partiti di opposizione nel comune di Alghero, come coordinamento di Orizzonte Comune Alghero, informiamo gli stessi e tutta la cittadinanza  dell’impegno preso a livello regionale da Orizzonte Comune sulla mitigazione della tassa aeroportuale a livello regionale sul sistema aeroportuale e, in particolare, con un impegno sull’aeroporto di Alghero che darà ulteriore sviluppo al nostro territorio. La proposta è articolata con queste specificità:
Abbattimento per tutti gli aeroporti sardi della cosiddetta tassa, a carico di tutti i passeggeri, nei 5 mesi invernali con un ulteriore abbattimento della stessa di ulteriori 3 mesi  (aprile-maggio-ottobre) per l’aeroporto di Alghero che risulta essere ancora il più debole nel sistema aeroportuale sardo.
Vogliamo inoltre sottolineare che, aldilà delle mistificazioni fatte da “qualcuno” il 2026 si apre con l’aeroporto di Alghero che segna una ulteriore crescita nel mese di gennaio in totale controtendenza rispetto agli altri aeroporti sardi: Alghero registra un +2,6% mentre Cagliari segna un trend negativo del -1,7% e Olbia un preoccupante -5%.
Il coordinamento algherese esprime un plauso ai propri rappresentanti in regione per il lavoro che stanno proficuamente svolgendo anche per il nostro territorio”.
Coordinamento Orizzonte Comune

Parco, incontro dell’onorevole Di Nolfo: “Più partecipazione, risorse e collegialità”

ALGHERO – Due ore di confronto aperto e ragionato, ospitate nella sala “Cici Peis” della Fondazione Laconi ad Alghero: l’incontro pubblico promosso dall’onorevole regionale Valdo Di Nolfo sul futuro del Parco Naturale Regionale di Porto Conte ha registrato una partecipazione ampia e qualificata. Sala gremita, interventi di spessore e un dibattito durato quasi due ore, alla presenza del sindaco di Alghero, Raimondo Cacciotto, e del presidente del Parco, Emiliano Orrù. «L’idea emersa con forza – ha sintetizzato nelle conclusioni l’onorevole Di Nolfo – è quella di una comunità funzionale e istituzionalizzata: la necessità di una governance più snella, più autorevole e più collegiale, capace di funzionare davvero e di includere tutti gli attori coinvolti: Comune di Alghero, Regione Sardegna, Città Metropolitana di Sassari e Agenzia Forestas».

Il contributo fondamentale è arrivato dai numerosi interventi: hanno infatti preso la parola associazioni ambientaliste, operatori economici, rappresentanti dell’Università di Sassari e di Forestas, comitati di borgata, cittadine e cittadini. Un dibattito percepito come necessario e condiviso, che segna l’avvio di un percorso concreto di partecipazione.

La volontà sottolineata pubblicamente dall’unico consigliere regionale di Alghero è quella di inserire questo momento partecipativo nel percorso della nuova legge quadro sui parchi naturali regionali, su cui si sta già lavorando a Cagliari. «Dopo l’importante lavoro messo in campo dall’Assessorato regionale all’Ambiente il disegno di legge entrerà nella Commissione competente e sarà lì che lavoreremo con serietà e confronto – ha spiegato Di Nolfo –. La governance del territorio verrà rilanciata: il Comune di Alghero manterrà la maggioranza nell’assemblea e continuerà a esprimere il presidente del Parco. Su questo non c’è alcun dubbio».

In chiusura, il ringraziamento a chi si impegna per il territorio: «Chi ha un ruolo istituzionale ha il dovere di farlo. Ma il mio plauso va in particolare a chi, senza incarichi pubblici, sceglie ogni giorno di dedicare tempo ed energie alla propria comunità. È da qui che si costruisce il futuro del Parco». L’incontro di Alghero segna dunque l’inizio di un percorso politico istituzionale e partecipativo che punta a restituire centralità al territorio, rafforzando il ruolo di Alghero nella guida del Parco e aprendo una nuova fase di lavoro condiviso con la Regione.

“Sanità, atto aziendale votato nel silenzio: Cacciotto difende Todde e non Alghero”

ALGHERO – «Si continua a discutere di criticità sanitarie locali, ma Cacciotto evita il vero nodo politico: l’atto aziendale che ridefinisce il futuro dell’Ospedale Marino è stato approvato senza alcun coinvolgimento della città e senza che se ne conoscano i contenuti» dichiara Alessandro Cocco, capogruppo di Fratelli d’Italia.
Nei mesi scorsi il sindaco e la maggioranza avevano assunto impegni chiari davanti alla Commissione Sanità e alla città, promettendo trasparenza e il coinvolgimento di tutti per la massima condivisione delle scelte sul nuovo assetto del Marino, sottratto dalla Presidente Todde all’AOU.
Nulla di tutto questo è avvenuto. Nessuno in Consiglio comunale conosce o ha avuto modo di conoscere l’atto aziendale, quali siano le previsioni organizzative, i livelli prestazionali garantiti, il destino dei reparti e dei servizi che, sotto la gestione AOU, avevano raggiunto standard importanti.
«È impossibile verificare se verranno mantenuti i livelli assistenziali costruiti negli anni precedenti. Stiamo parlando del futuro di un’eccellenza ospedaliera e si procede nel buio più totale» prosegue Cocco.
«Cacciotto continua a difendere le scelte grilline – afferma il capogruppo di Fratelli d’Italia –, in spregio al declamato coinvolgimento delle forze politiche e della cittadinanza. Oggi, paradossalmente, neppure il Partito Democratico e i Progressisti sostengono più convintamente le scelte della Todde in materia sanitaria, mentre ad Alghero si tace».
«Per questo rivolgiamo ancora una volta un appello alle forze civiche che compongono l’amministrazione Cacciotto e che nei mesi scorsi avevano espresso perplessità sulla retrocessione del Marino all’ASL: è il momento di prendere posizione con coerenza e pretendere che Alghero sia realmente coinvolta nelle scelte che riguardano il proprio ospedale. Non bastano dichiarazioni generiche di attenzione: servono atti formali, richieste ufficiali di trasparenza e la pubblicazione integrale dell’atto aziendale.» conclude il capogruppo Cocco.

Referedum, gazebo per il “SI” in piazza Pino Piras ad Alghero

ALGHERO – Si terrà questa sera alle ore 16:00 in Piazza Pino Piras il gazebo informativo promosso da Fratelli d’Italia Alghero nell’ambito della campagna “Sì Riforma”.

All’iniziativa prenderanno parte amministratori locali e dirigenti del partito, insieme al neo commissario cittadino On. Mauro Rotelli, deputato e presidente della VIII Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei Deputati.

“L’appuntamento nasce con l’obiettivo di entrare nel merito della riforma, analizzandone contenuti, finalità e ricadute concrete senza paraocchi ideologici. Un momento di confronto aperto, pensato per offrire ai cittadini informazioni puntuali e strumenti utili a una valutazione consapevole, al di là delle contrapposizioni di parte”.

“Durante il pomeriggio sarà distribuito materiale informativo e sarà possibile dialogare direttamente con i rappresentanti presenti, in uno spazio di ascolto e approfondimento. Fratelli d’Italia Alghero invita la cittadinanza e gli organi di informazione a partecipare”, cosi da Fratelli d’Italia Alghero

Pd: “nessuno strappo”, ma forse è peggio. Todde, dimissioni entro marzo?

CAGLIARI – Mentre si rincorrono voci di una possibile interruzione anticipata dell’esperienza governativa della Todde, arriva la relazione della direzione del Partito Democratico che, ancora una volta, ribadisce la sua ferma posizione: nessuno strappo, “ma una scelta coerente di responsabilità istituzionale, fondata sul rispetto delle pronunce giurisdizionali, sulla tutela dell’interesse pubblico e sulla necessità di garantire stabilità amministrativa”.

Parole che, come già emerso nella precedente Giunta coi dem assenti, non è che siano da meno rispetto un paventato “strappo”, anzi. Di fatto si ritiene che alcune delibere approdate nell’esecutivo (e approvate) possano sottostare a vizi di forma, dunque di legittimità, come indicato da tutto il Partito Democratico.

Niente di nuovo sotto il sole. Il punto di svolta sarà la sentenza della Corte d’Appello sulla decadenza della Todde che, come emerso ieri, arriverà entro fine marzo. Ma, come detto, ci potrebbe essere una mossa che andrebbe a sparigliare le carte: dimissioni della Governatrice, elezioni con lei ricandidata a presidente.

Il Centrodestra, a quanto emerge da alcuni rumors sarebbe pronto con Pietro Pittalis ai nastri di partenza. Ma, come noto, in politica può succedere tutto e il suo contrario. Dunque, la verità ce la saprà comunicare il tempo. Per adesso, come detto dagli stessi suoi alleati, “la Direzione sottolinea che la coesione della coalizione richiede reciprocità, confronto preventivo e piena collegialità nelle decisioni, come da regole istituzionali oltre che politiche. In questo contesto dunque, dopo due anni di legislatura, occorre promuovere un fase nuova”. Una fase nuova, appunto. Tradotto significa: verifica e rimpasto, se non peggio. Una cosa è certa, il malumore serpeggia e non è detto che tali passaggi siano sufficienti a placarlo, a quel punto la mossa della Todde, e Conte, potrebbe aprire nuovi scenari. O meglio antichi.

 

Relazione della Direzione del Partito Democratico. “La Direzione regionale del Partito Democratico della Sardegna ribadisce lo spirito unitario che è parte del codice genetico, della storia e del percorso coerente del PD e la piena volontà di difendere e rafforzare il campo largo e progressista, nato in Sardegna e oggi esperienza positiva in molte città dell’isola, da Cagliari a Sassari, da Nuoro ad Alghero con sindaci differenti per appartenenza e proposta politica.
L’assenza dalla Giunta degli assessori PD sulle nomine in sanità non rappresentano uno strappo politico ma una scelta coerente di responsabilità istituzionale, fondata sul rispetto delle pronunce giurisdizionali, sulla tutela dell’interesse pubblico e sulla necessità di garantire stabilità amministrativa.
Il Partito Democratico respinge con fermezza ogni ricostruzione che attribuisca alle proprie scelte logiche di spartizione o rivendicazioni di ruolo: non sono mai stati posti temi di appartenenza ad un partito, ma esclusivamente questioni di metodo, competenza e correttezza giuridica. La Direzione sottolinea che la coesione della coalizione richiede reciprocità, confronto preventivo e piena collegialità nelle decisioni, come da regole istituzionali oltre che politiche. In questo contesto dunque, dopo due anni di legislatura, occorre promuovere un fase nuova, un bilancio di metà mandato sui risultati importanti che si sono raggiunti come su quelli ancora da raggiungere nei prossimi tre anni sulle politiche per gli enti locali, per i trasporti interni e la continuità, sul lavoro e la scuola, sull’agricoltura e la transizione ecologica e digitale, su casa, giovani e innovazione che rappresentano i pilastri del contrasto della glaciazione demografica. Cosi come devono essere oggetto di confronto e verifica il metodo di lavoro della coalizione a livello regionale e locale, in vista delle prossime scadenze elettorali amministrative, da Tempio a Porto Torres, a Quartu e, nel 2027 a Carbonia, Oristano e Olbia, dove occorre uniformità del campo progressista pur nelle differenze e integrazioni locali.
Da parte sua il PD rafforzerà e rilancerà la campagna di ascolto ampia e strutturata sui bisogni dei cittadini e dei territori sulla sanità e sulle politiche di sviluppo, di welfare e per i giovani e sugli obiettivi più attesi per i prossimi tre anni, avviata a novembre con i laboratori democratici, per portare la loro voce in Consiglio Regionale.
Per il PD sardo le prossime settimane, hanno come essenziale priorità politica la campagna referendaria, con l’impegno a contribuire alla vittoria del NO in Sardegna e nel Paese.
Sono settimane nelle quali si potrà lavorare per un confronto per possa consentire di rafforzare le basi unitarie.
La lealtà del PD al progetto progressista è piena e convinta, senza dubbi o scorciatoie che non sono condivisibili, e ha la sua priorità nel primario interesse nella tutela dell’interesse delle cittadine e dei cittadini sardi e della qualità delle istituzioni.
Il PD sarà presente sabato a Cagliari alla manifestazione contro l’estensione del 41bis in piazza palazzo alle 11 in quella che ricorda i 4 anni dell’invasione dell’Ucraina convocato per le 16.
La direzione regionale approva all’unanimità la relazione del segretario integrata con i contributi provenienti dal dibattito e sintetizzati nel presente documento”.

“Conte un Marziano a Cagliari sulle macerie della Todde”

CAGLIARI – “Conte atterra come un marziano sulle macerie di due anni della presidente Todde”. Così Ugo Cappellacci, presidente della commissione Affari Sociali e Salute della Camera dei deputati, commenta le dichiarazioni dell’ex presidente del Consiglio in visita a Cagliari. “La ‘sintesi’ di cui parla è stata espressa efficacemente da un suo uomo di fiducia, l’ex assessore Bartolazzi, quando ha detto che la Giunta Todde pensa solo alle poltrone. Si ergono a difensori della Costituzione quando si parla di referendum ma la violano sistematicamente quando si tratta di occupare i vertici delle ASL, nonostante la sentenza della Consulta che ha dichiarato l’illegittimità delle norma sui commissariamenti e il successivo pronunciamento nella stessa direzione dei giudici amministrativi. Perfino il segretario regionale del PD ha paventato che tale condotta possa ‘esporre l’amministrazione regionale come gli esponenti giunta a rischi legali ed economici’. Altro che cambiamento – ha concluso Cappellacci- con il movimento cinquestelle si consuma un’occupazione sistematica del potere, da far impallidire la vituperata Prima Repubblica.”