Bufera sulla Continuità, Confcommercio infuriata: “Basta incertezze”

ALGHERO – L’ufficialità è arrivata con la nota stampa di ieri pomeriggio, confermando le voci che già al mattino si rincorrevano durante il vertice al Ministero dei Trasporti con Enac e Regione: Aeroitalia lascia la continuità territoriale sarda. Un addio che apre uno scenario di profonda incertezza per la mobilità dell’Isola, costringendo le istituzioni a riassegnare ben cinque rotte chiave — Cagliari e Olbia verso Roma e Milano, oltre alla tratta Alghero-Fiumicino — in un quadro strategico già reso fragile dall’instabilità del collegamento su Milano dal Riviera del Corallo.

Un quadro preoccupante su cui interviene con fermezza il presidente di Confcommercio Sardegna, Sebastiano Casu:

«Accogliamo questa notizia con grandissimo rammarico e profondo disappunto. Non si tratta soltanto dell’uscita di un singolo vettore, ma dell’ennesimo strappo alla trama economica e sociale della Sardegna. Vedere le nostre rotte principali di nuovo nel limbo significa gettare nello sconforto imprese, lavoratori e famiglie che chiedono solo di poter viaggiare e programmare senza l’angoscia costante del domani».

La decisione del vettore accende i riflettori su un modello di trasporto aereo che continua a mostrare il fiato corto. La ciclica emergenza dei bandi, le gare deserte e i frequenti cambi di rotta delle compagnie dimostrano come la continuità territoriale sarda necessiti di una riforma profonda e strutturale, capace di superare la logica delle soluzioni tampone per garantire stabilità nel tempo.

«La rabbia tra gli operatori economici è tanta — prosegue Casu — perché chi fa impresa nel turismo, nel commercio e nei servizi non può operare in un contesto di perenne incertezza. Tuttavia, piangersi addosso non serve a nulla: ora dobbiamo rimboccarci le maniche e pretendere risposte immediate. La mobilità non è un privilegio concedibile a intermittenza, ma un diritto costituzionale irrinunciabile per la nostra insularità».

Nei prossimi mesi la priorità assoluta sarà evitare che il riassetto delle rotte si traduca in un impoverimento dei voli o in un impennata dei costi per i passeggeri. Il tessuto produttivo sardo non può permettersi isolamenti temporanei o tagli alle frequenze proprio nella fase di pianificazione delle prossime stagioni.

«Faccio un appello accorato e risoluto alla Regione, al Ministero e all’Enac — conclude il presidente di Confcommercio Sardegna — ci si sieda subito a un tavolo propositivo per riassegnare i collegamenti nel minor tempo possibile. Serve una regia forte e autorevole per individuare soluzioni rapide, sostenibili e definitive. Confcommercio è pronta a fare la propria parte con idee concrete e contribuendo alla formazione di scelte che siano frutto di una reale concertazione capaci di dimostrare con i fatti che i sardi meritano rispetto.»

Posidonia, ad Alghero sole le briciole: “La Giunta Todde chiarisca”

Le nuove disposizioni della Regione Sardegna sulla gestione della posidonia spiaggiata, contenute nella deliberazione del 28 ottobre scorso, sollevano una questione che non può essere ignorata.
Per il triennio 2026-2028 la Regione ha previsto 700 mila euro all’anno, attribuendo priorità agli interventi di movimentazione temporanea e riposizionamento della posidonia sulla stessa spiaggia. La rimozione permanente e il conferimento agli impianti di recupero vengono invece finanziati soltanto in presenza di risorse residue.
Una scelta che appare in contraddizione con gli investimenti pubblici sostenuti dalla stessa Regione.
Ad Alghero, nella zona industriale di San Marco, è stato realizzato un impianto per il trattamento e il recupero della posidonia, un progetto fortemente voluto e sostenuto, durante il precedente mandato amministrativo, dall’allora assessore all’Ambiente Andrea Montis. Un progetto nato per superare la gestione emergenziale del fenomeno e trasformare un problema ambientale in una concreta opportunità di recupero e valorizzazione.
Parliamo di circa 5 milioni di euro di finanziamento PNRR per l’impianto principale e di ulteriori 1.875.000 euro stanziati dalla Regione Sardegna per l’area di messa a riserva, destinati al Consorzio Industriale Provinciale di Sassari. Un investimento pubblico complessivo di quasi 7 milioni di euro per un sistema con una capacità di trattamento di circa 20.000 tonnellate annue, in grado di recuperare la sabbia, separare i materiali estranei e valorizzare la componente vegetale.
Non si tratta, peraltro, di una tipologia di impianto nuova per la Sardegna. La stessa Regione ha infatti autorizzato due strutture di questo genere: una a Quartu Sant’Elena, operativa già dal 2015 e della quale anche il Comune di Alghero si è avvalso negli anni, e l’altra proprio ad Alghero, realizzata attraverso importanti investimenti pubblici. Entrambi gli impianti sono inseriti nella pianificazione regionale dei rifiuti. Un elemento che rende ancora più evidente la contraddizione: la Regione ha riconosciuto e sostenuto questa tipologia di infrastrutture, contribuendo anche economicamente alla realizzazione di quella algherese, mentre oggi le nuove disposizioni rischiano di disincentivarne l’utilizzo, relegando il conferimento agli impianti di recupero a una soluzione residuale.
Eppure, oggi, l’infrastruttura non riesce ancora a esprimere pienamente le proprie potenzialità. Alle difficoltà autorizzative e gestionali si aggiunge una collaborazione istituzionale che troppo spesso non appare all’altezza delle esigenze delle amministrazioni comunali. Servirebbe un maggiore accompagnamento da parte delle strutture regionali, con un approccio orientato alla soluzione dei problemi, non all’aggravamento delle difficoltà.
Non si chiede di derogare alle norme ambientali o di ridurre i controlli, ma di lavorare insieme ai territori affinché gli investimenti pubblici possano diventare realmente operativi.
C’è poi un elemento politico che rende la vicenda ancora più significativa. Il 12 agosto 2026 il Consiglio regionale ha approvato l’Ordine del giorno n. 84/XVII, impegnando la Giunta a prevedere criteri di premialità per i Comuni che adottano sistemi sostenibili di gestione della posidonia, valorizzando proprio il recupero della sabbia e la separazione di plastiche, microplastiche e altri materiali.
A distanza di poco più di due mesi, la Giunta adotta criteri che collocano il conferimento agli impianti di recupero in una posizione economicamente subordinata. Una contraddizione sulla quale è necessario fare chiarezza.
Nessuno mette in discussione l’importanza di mantenere la posidonia sulle spiagge quando svolge la sua funzione naturale di protezione dall’erosione costiera. Ma non tutti i litorali presentano le stesse caratteristiche e non tutte le situazioni possono essere affrontate nello stesso modo. Quando la rimozione è necessaria, il recupero attraverso impianti specializzati deve essere una soluzione concretamente sostenuta.
Non possiamo finanziare la realizzazione di infrastrutture strategiche e poi non creare le condizioni affinché possano essere utilizzate. Un impianto non si realizza per essere inaugurato, ma per funzionare.
Quello di San Marco potrebbe diventare un riferimento per l’intero Nord Sardegna, ben oltre le esigenze della sola città di Alghero. Ma per farlo serve una strategia regionale coerente, che valorizzi gli investimenti già realizzati.
Se l’atteggiamento non cambierà a tutti i livelli istituzionali e amministrativi, il rischio concreto è che un’infrastruttura nata per diventare un fiore all’occhiello della gestione ambientale della Sardegna finisca per trasformarsi in un investimento pubblico incapace di esprimere il proprio potenziale, fino a diventare un progetto fallimentare.
Sarebbe un esito inaccettabile. Chiunque abbia responsabilità nei percorsi amministrativi, autorizzativi e gestionali necessari al funzionamento dell’impianto deve assumersi fino in fondo il proprio ruolo. Se, nonostante i finanziamenti concessi e il percorso autorizzativo intrapreso, l’impianto dovesse rimanere inutilizzato o sottoutilizzato per ritardi o responsabilità amministrative, sarebbe legittimo chiedere un approfondimento agli organi competenti, a partire dalla Corte dei Conti, sul corretto impiego delle risorse pubbliche.
La Regione chiarisca dunque questa impostazione e spieghi come intenda dare attuazione all’indirizzo espresso dal Consiglio regionale con l’Ordine del giorno n. 84.
Rivolgiamo infine un appello agli attuali amministratori di Alghero, ai Comuni del territorio e alla Città Metropolitana di Sassari affinché si facciano parte attiva, stimolando e sollecitando la Regione a prendere seriamente in considerazione questa vicenda. È necessario aprire un confronto istituzionale e chiedere risposte concrete, promuovendo una strategia condivisa che riconosca nell’impianto di San Marco un’infrastruttura a servizio dell’intero territorio metropolitano e del Nord Sardegna. In gioco non c’è soltanto il futuro di un impianto, ma il valore di un importante investimento pubblico e un’opportunità ambientale ed economica per un’area molto più vasta. Su questa partita sarebbe importante che il territorio facesse sentire una voce comune, al di là delle appartenenze politiche.
La tutela delle spiagge, il contrasto all’erosione e il recupero dei materiali non sono obiettivi alternativi. Sono parti di un’unica strategia ambientale. E la Regione deve finalmente dimostrare di crederci, anche attraverso le proprie scelte”.

Coordinamento Noi Riformiamo Alghero

“AeroItalia lascia l’Isola, Todde e Manca si devono dimettere”

ROMA – Aeroitalia annuncia l’uscita dalla continuità territoriale sarda e indica gennaio 2027 come possibile termine per concludere il rapporto con la Regione. È un fatto gravissimo, che dà la misura delle conseguenze di una gestione tardiva e inadeguata. Forza Italia aveva lanciato l’allarme già a maggio, ma Todde e Manca avevano liquidato le nostre preoccupazioni sul caro carburante come “fake news”. Oggi la compagnia annuncia che non ci sono più le condizioni economiche per proseguire il servizio. Le rassicurazioni non bastano: la Sardegna rischia di perdere un vettore e ha diritto di sapere come la Regione intenda garantire i collegamenti. Pietro Pittalis, segretario regionale di Forza Italia, e Marco Tedde, già sindaco di Alghero e consigliere nazionale del partito, chiedono alla Giunta di assumersi le proprie responsabilità. “Le dichiarazioni di Intrieri descrivono una situazione che la Regione avrebbe dovuto affrontare da mesi. Aeroitalia riferisce di aver sostenuto 18,4 milioni di euro di extracosti per il carburante, a fronte dei 2,6 milioni riconosciuti nei conteggi regionali con ENAC per il periodo aprile-settembre. Riferisce inoltre che i circa 20 milioni promessi a maggio per Aeroitalia e ITA Airways non sono stati erogati. Sono dati che richiedono un’immediata verifica, ma che non possono essere liquidati con un generico richiamo agli obblighi contrattuali. L’articolo 1467 del Codice civile consente di chiedere la risoluzione di un contratto quando eventi straordinari e imprevedibili rendono eccessivamente onerosa la prestazione. Spetterà alle sedi competenti verificare se ne ricorrano i presupposti. La stessa norma permette alla controparte di evitare la risoluzione offrendo un’equa modifica delle condizioni contrattuali. La Regione avrebbe dovuto utilizzare questo spazio per cercare tempestivamente un riequilibrio, anziché lasciare che la situazione arrivasse a questo punto. Ora non c’è più tempo da perdere. Chiediamo alla presidente Todde e all’assessora Manca di convocare immediatamente Aeroitalia, chiarire la situazione finanziaria e contrattuale, verificare le risorse effettivamente disponibili e concordare un percorso che garantisca la continuità dei collegamenti. Occorre coinvolgere MIT ed ENAC e aprire subito un confronto con la Commissione europea per individuare soluzioni compatibili con le regole comunitarie. La Regione deve inoltre chiarire quale piano abbia predisposto per assicurare i voli qualora Aeroitalia concluda il rapporto a gennaio. Non bastano rassicurazioni: servono un calendario, impegni precisi e garanzie verificabili per i passeggeri. La continuità territoriale non è una questione contabile né un problema tra la Regione e una compagnia aerea. È un diritto dei sardi. Dopo aver sottovalutato gli allarmi, Todde e Manca non possono ora limitarsi a prendere atto dell’uscita di Aeroitalia. Devono impedire che le conseguenze dei loro ritardi ricadano sui cittadini. La Sardegna non può permettersi di restare isolata”

“Il Puc non si ferma, sbagliato creare alllarmismo perchè sarà approvato da un certo colore politico”

ALGHERO – “È da 30 anni che Alghero aspetta il suo Piano Urbanistico Comunale.
Siamo a un momento di svolta.
L’entrata in aula del PUC nelle prossime settimane non significa che il progetto sia definitivo e non modificabile; anzi, al contrario, chi ha amministrato questa città in passato dovrebbe saperlo bene…L’adozione è il passaggio fondamentale per mettere sul tavolo una proposta concreta, organica e definita, sulla quale tutta la città e i portatori di interesse potranno confrontarsi e discutere all’interno di un percorso di partecipazione strutturato.
Capisco bene la paura di molti che questo strumento venga finalmente adottato… Ma è proprio per questo che non possiamo fermarlo.
Provare a creare allarmismo soltanto perché si tratta di uno strumento che sarà approvato da un certo colore politico, lo trovo risibile e imbarazzante.
A discapito di “facce buffe” e polemiche strumentali, crediamo vivamente che questa maggioranza riuscirà a raggiungere il risultato che si è prefissata. Il PUC non è di una parte… È di Alghero”.
Anna Arca Sedda (Alleanza Verdi e Sinistra)
Nella foto l’assessore all’Urbanistica Corbia (Avs), Anna Arca Sedda (Avs), sindaco Cacciotto (Europa Verde/Avs) e Gianni Occhioni (Avs)

Centrodestra: plauso all’onestà intellettuale di Colledanchise

ALGHRO – “Esprimiamo apprezzamento per le parole pronunciate dal consigliere di centrosinistra Marco Colledanchise sulla vicenda dell’Alguer Rugby e del campo di Fertilia. Il suo intervento dimostra un’onestà intellettuale che condividiamo, tanto più perché proviene da un esponente della stessa maggioranza. Avere il coraggio di denunciare le contraddizioni della propria amministrazione è un segnale di serietà politica. Da una parte c’è una società che ha investito risorse proprie, lavoro e impegno nel recupero del campo di Fertilia; dall’altra un’amministrazione che propaganda la rinascita dell’impianto senza riconoscerne il contributo. Nel frattempo, l’Alguer Rugby continua a denunciare l’assenza di spazi stabili per allenarsi a Maria Pia e l’impossibilità di accedere a Fertilia. Una situazione che chiama direttamente in causa l’amministrazione Cacciotto. Ancora più discutibile è il comportamento dell’assessore Enrico Daga, il cui modo di fare politica appare sempre più contraddittorio e lontano dal rispetto istituzionale. Dopo gli atteggiamenti vessatori nei confronti della collega Sanna e i dipendenti dell’eco centro e le polemiche sulle operazioni immobiliari che hanno sollevato interrogativi politici e amministrativi, oggi sembra rivolgere la propria attenzione proprio contro una società sportiva che ha contribuito, anche economicamente, al recupero di un impianto pubblico. Servono risposte chiare anche sulla mancata assegnazione di spazi adeguati a Maria Pia. Colledanchise ha avuto il merito di porre queste questioni dall’interno della maggioranza. Noi le rilanciamo dall’opposizione: lo sport ha bisogno di rispetto, trasparenza e regole uguali per tutti, non di passerelle e riconoscimenti distribuiti selettivamente.

Marco Tedde – Forza Italia
Raffaele Salvatore – UDC
Michele Pais – Lega
Alessandro Cocco – Fratelli d’Italia
Massimiliano Fadda – Prima Alghero
Giovanna Caria – Riformatori Sardi

“Se AeroItalia abbandona la Sardegna, è il più grande disastro dei trasporti”

ALGHERO – «Se domani, nell’annunciata riunione a Roma presso l’Enac, Aeroitalia dovesse formalizzare la volontà di non proseguire i collegamenti in continuità territoriale da e per la Sardegna, si aprirebbe la strada al più grande disastro dei trasporti che la nostra Isola abbia mai conosciuto. Un rischio concreto, che impone a tutti responsabilità e la ricerca immediata di una soluzione». Lo dichiara Michele Pais, consigliere comunale della Lega ed ex presidente del Consiglio regionale, che rinnova l’appello al dialogo già formulato nei giorni scorsi.
«Silvio Lai ha colto con lucidità la gravità della situazione. La sua richiesta di un intervento diretto della presidente Todde rappresenta, sul piano politico, una sostanziale bocciatura della gestione dell’assessora Barbara Manca. Il richiamo ad abbassare i toni e a riaprire il confronto va nella stessa direzione della proposta che ho avanzato: abbandonare gli atteggiamenti muscolari e riunire tutti i protagonisti attorno a un tavolo, nell’esclusivo interesse della Sardegna e dei sardi».
«Gli spazi di manovra sono ormai strettissimi. Gli errori clamorosi della Regione nella programmazione e nella gestione della continuità territoriale hanno contribuito a portarci in questa condizione, che ci mette in una condizione di grande debolezza, ulteriormente aggravata dallo shock del costo del carburante. Una crisi straordinaria richiede risposte straordinarie. Limitarsi a evocare obblighi contrattuali e sanzioni, non basta a mettere al sicuro i collegamenti. Occorre avere prima una soluzione concreta, sostenibile e rispettosa delle regole, da costruire con il coinvolgimento dell’Enac e chiedendo il pieno supporto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, totalmente disponibile in tal senso».
Per Pais, «la presidente Todde deve assumere nella pienezza la responsabilità politica dei trasporti, come già avvenuto per la sanità. Deve partecipare personalmente alle riunioni e mettere in campo tutta la forza istituzionale e l’autorevolezza che il suo ruolo richiede. La richiesta che arriva dal PD di un suo coinvolgimento diretto conferma che questa vertenza ha bisogno di una guida al massimo livello, rispetto a quella inadeguata attuale».
«Oggi rivolgo un appello a tutte le forze politiche, di maggioranza e di opposizione: uniamoci per salvare il diritto alla mobilità dei sardi. Una volta messo al sicuro il servizio, affronteremo fino in fondo le responsabilità politiche. Ma adesso viene prima la Sardegna: dobbiamo difendere insieme un diritto la cui effettiva garanzia è oggi seriamente a rischio», conclude Pais

Campo di Fertilia, Colledanchise “smonta” Daga

ALGHERO – “Ho letto il post dell’assessore Enrico Daga sulla rinascita del campo di Fertilia. Bambini felici, emozioni, ringraziamenti. Una storia quasi perfetta.
Peccato che manchi un protagonista: l’Alguer Rugby.
 Già nell’aprile 2025 la società dichiarava pubblicamente di aver investito denaro, tempo e lavoro per contribuire alla bonifica e al recupero dell’impianto. Nessuno pretende che le venga attribuito ogni merito. Ma tra riconoscere il contributo di tutti e cancellarne uno dal racconto c’è una bella differenza.
Una dimenticanza? Può capitare.
 Il problema è che, nel frattempo, l’Alguer Rugby chiede da gennaio 2025 spazi regolari per allenarsi nel campo comunale di Maria Pia. Richieste, incontri, commissioni, un ricorso al TAR.
Ha potuto disputare partite a Maria Pia, certo. Ma ancora a ottobre 2026 denunciava l’assenza di una disponibilità stabile per gli allenamenti.
Un campo da rugby. Per allenarsi a rugby. Evidentemente, una questione amministrativa complicatissima.
 E a Fertilia? La società sostiene di aver contribuito ai lavori e oggi denuncia di non potervi più accedere, parlando perfino di lucchetti cambiati.
Sono accuse da verificare, non sentenze. Proprio per questo meritano risposte, non silenzi.
 Ricapitoliamo: a Maria Pia una società denuncia difficoltà per allenarsi; a Fertilia denuncia di essere stata esclusa; nella celebrazione pubblica del campo il suo nome non compare.
Una coincidenza è possibile. Tre circostanze insieme impongono almeno qualche domanda.
 Sono presidente della Commissione Sport e componente di questa maggioranza. E non considero la lealtà politica un obbligo a tacere.
Chiedo chiarezza sui lavori eseguiti, sulle risorse impiegate, sugli accordi per l’accesso a Fertilia e sugli spazi per allenarsi a Maria Pia.
Non una guerra tra società: regole trasparenti e rispetto per tutte.
 Perché la politica dovrebbe avere memoria soprattutto di chi lavora, non soltanto di chi compare nei ringraziamenti. Il merito non si trasferisce con un post. E la verità non cambia proprietario quando qualcuno decide di raccontarla diversamente”
Marco Colledanchise, capogruppo consiliare Orizzonte Comune

“Il Puc non può essere un Piano di pochi”

ALGHERO – “La Giunta Cacciotto annuncia di voler adottare il nuovo PUC entro dicembre. Ma su un Piano destinato a segnare il futuro della città per decenni, il confronto deve precedere il voto, non cominciare soltanto dopo». Così Fratelli d’Italia Alghero interviene sul percorso annunciato dall’Amministrazione.
«Il nostro partito è impegnato nell’analisi della documentazione pubblicata e stiamo rilevato diverse criticità che richiedono chiarimenti e approfondimenti. Prima ancora di discutere le singole norme, però, vogliamo sapere come e quando l’Amministrazione intenda coinvolgere cittadini, quartieri, borgate, professionisti e categorie economiche. La fase delle osservazioni dopo l’adozione è prevista dalla legge, ma non può sostituire una discussione preventiva sulle scelte del Piano».
«Condividiamo per questo l’appello lanciato in questi giorni a mezzo stampa da altri cittadini. La partecipazione non può ridursi alla possibilità di contestare un Piano già confezionato: occorre poter contribuire alla sua definizione».
«Si riprenda il lavoro iniziato durante l’Amministrazione Conoci, quando furono approvate le linee guida nel 2020 e il preliminare nel 2023, attraverso un percorso che aveva già coinvolto le realtà cittadine. La proposta attuale contiene disposizioni e scelte differenti rispetto a quegli atti, che meritano di essere discusse e approfondite».
«Giovedì incontreremo l’assessore Roberto Corbia. Chiederemo anzitutto di chiarire il metodo, chiedendo che sia garantita la disponibilità completa degli elaborati aggiornati, che siano definiti tempi adeguati per esaminarli e un calendario di confronti pubblici prima dell’adozione. Non basteranno alcune ristrette riunioni di commissione.  Con Fratelli d’Italia faremo la nostra parte, organizzando incontri con le realtà economiche, sociali e professionali, i quartieri e le borgate, per raccogliere osservazioni e proposte».
«Vogliamo che ogni scelta sia esaminata con la necessaria attenzione. Il PUC deve essere il Piano di Alghero, non quello di una maggioranza. E tutta Alghero deve poter contribuire a definirlo».

“Il Puc non può essere fatto senza condivisione”

ALGHERO – “Portare il PUC direttamente in aula per il voto, saltando un reale percorso di condivisione con la città, significa espropriare gli algheresi del diritto di decidere sul proprio futuro», sostiene Campus. «Per questo motivo torniamo a chiedere una discussione aperta, trasparente e capace di incidere sulle scelte finali. I cittadini devono poter valutare i documenti con i tempi giusti, prima che le decisioni diventino definitive. L’accelerazione percepita sull’iter consiliare rende non più rinviabile il coinvolgimento delle realtà. Chiediamo fermamente che per il PUC venga adottato lo stesso identico percorso democratico e partecipativo che ha caratterizzato il Piano Strategico Comunale “Alghero 2020”, occasione in cui i cittadini e il ricco mondo associativo sono stati coinvolti attivamente. Al centro delle rivendicazioni vi è la richiesta di massima accessibilità agli elaborati tecnici prodotti dagli uffici. Tutti gli atti, nessuno escluso, devono essere pubblici e accessibili», incalza Campus, evidenziando la necessità che «partiti, organizzazioni sindacali, associazioni, comitati di quartiere e rappresentanze delle borgate» possano esaminare il materiale senza che l’operazione si riduca a «un semplice adempimento burocratico. Rivolgo un invito a tutti i partiti, ai consiglieri comunali, sindacati, comitati di quartiere e associazioni affinché si uniscano a questa richiesta e pretendano un confronto aperto ed un percorso partecipato con tutta la città. Il futuro del nostro territorio deve essere deciso insieme ad Alghero, non sopra la testa dei cittadini”

Stefano Campus, ex-consigliere comunale

 

“La difesa del Pd conferma l’assenza di garanzia di Pirisi”

ALGHERO – “Il Partito Democratico tenta di spostare il problema su un terreno che nessuno ha mai posto. Nessuno ha chiesto a Mimmo Pirisi di rinnegare la propria appartenenza politica, di cancellare la propria storia o di sospendere la militanza nel PD. Il punto è un altro, ed è squisitamente istituzionale: il presidente del Consiglio comunale deve saper distinguere il proprio ruolo politico da quello di garante dell’intera assemblea. Come insegna il celebre principio riferito alla moglie di Cesare, “non basta essere imparziali, ma bisogna anche apparire tali”. “Non è in discussione il diritto di Pirisi di fare politica, ma l’opportunità dei suoi comportamenti. A cominciare dalla partecipazione alla consegna della lettera con cui il PD ha chiesto la revoca dell’assessora alla Cultura Raffaella Sanna, un’iniziativa politica di parte che ha coinvolto direttamente il presidente dell’assemblea cittadina che ha assunto il ruolo di controfigura del segretario del PD Daga. Ma soprattutto dalla successiva presa di posizione pubblica, sottoscritta insieme al vicesegretario del PD Giovanni Idda, con la quale Pirisi è entrato apertamente in polemica con i capigruppo dell’opposizione, schierandosi nella controversia politica e replicando alle nostre critiche come un dirigente di partito. È questo il comportamento che contestiamo e che non può essere liquidato con una generica rivendicazione del diritto alla militanza politica”. “Il presidente del Consiglio non è un semplice esponente della maggioranza. È chiamato a garantire tutti i consiglieri, a tutelarne le prerogative e a preservare l’autonomia dell’assemblea. Non basta rivendicare in modo sterile di averlo fatto nei due anni e mezzo trascorsi: occorre dimostrarlo anche nei comportamenti e, soprattutto, nelle situazioni che mettono alla prova la sua terzietà”. “La difesa del PD, dunque, non cancella la questione. Semmai la rende ancora più evidente. Le istituzioni non possono diventare la proiezione degli equilibri interni dei partiti, né il presidente del Consiglio può trasformarsi nel difensore d’ufficio delle scelte del proprio partito e nell’interlocutore polemico dell’opposizione. Pirisi ha tutto il diritto di continuare a fare politica, ma deve avere altrettanto chiaro che la presidenza del Consiglio comunale impone responsabilità e comportamenti coerenti con la funzione di garanzia che gli è affidata”. “Chiediamo pertanto a Pirisi di recuperare pienamente il ruolo istituzionale che ricopre, evitando ulteriori sovrapposizioni tra la sua attività politica e la presidenza dell’assemblea. Non è una questione personale, né una disputa sulla sua appartenenza al PD. È una questione di rispetto delle istituzioni, dell’opposizione e di tutti i consiglieri comunali. La terzietà non si proclama: si dimostra”.

I capigruppo di opposizione del centrodestra
Marco Tedde – Forza Italia
Raffaele Salvatore – UDC
Michele Pais – Lega
Alessandro Cocco – Fratelli d’Italia
Massimiliano Fadda – Prima Alghero
Giovanna Caria – Riformatori Sardi