Musei, Mostre, Teatro, Concerti: le nuove regole d’accesso

ALGHERO – “Alghero con i suoi musei, le aree archeologiche, la bellezza delle fortificazioni storiche e l’inestimabile splendore della Grotta di Nettuno col ricco patrimonio ambientale collegato, a cui si affianca una ricca programmazione artistica e culturale, si prepara ad accogliere visitatori da ogni parte d’Europa e garantire le migliori condizioni per ospitare un consistente flusso di turismo interno. Anche il graduale ritorno alla libera fruizione dei luoghi della cultura ed alle manifestazioni musicali è un primo passo verso una normalità che induce grande ottimismo per la stagione estiva alle porte”. Lo dichiara il presidente della Fondazione Alghero, Andrea Delogu. Dal prossimo 1° aprile 2022, con l’entrata in vigore del decreto-legge 24 marzo 2022, n.24, che stabilisce la fine dello Stato di Emergenza Nazionale, cambiano infatti le modalità di accesso e fruibilità ai luoghi della cultura e dello spettacolo. La Riviera del Corallo, in virtù delle mutate condizioni, riabbraccia il primo grande evento identitario dall’8 al 17 aprile 2022, la Setmana Santa a l’Alguer.

MUSEI, MOSTRE, PARCHI ARCHEOLOGICI.
Dal 1° aprile 2022, per l’accesso al MŪSA – Museo Archeologico Alghero (lunedì chiuso / martedì h.16-19 / mercoledì 10-13 / giovedì 16-19 / venerdì 10-13 / sabato 16-19 / domenica 10-13), al MACOR – Museo del Corallo (lunedì h.16-19 / martedì chiuso / mercoledì 16-19 / giovedì 10-13 / venerdì 16-19 / sabato 10-13 / domenica 16-19), al Sistema di fortificazioni urbane, così come ai siti archeologici di Palmavera e Anghelu Ruju, alla Grotta di Nettuno (tutti i giorni dalle 10:30-15:30 ultimo turno di visita) e ad altri luoghi della cultura non è più richiesto il possesso del green pass rafforzato, né di quello base. Resta l’obbligo di utilizzo di mascherine chirurgiche.
TEATRO E CONCERTI.
AL CHIUSO: dal 1° al 30 aprile 2022 per la partecipazione agli spettacoli che si svolgeranno al chiuso è richiesto il possesso del cosiddetto green pass rafforzato e l’obbligo di indossare le mascherine FFP2.

ALL’APERTO: dal 1° al 30 aprile 2022 per la partecipazione agli spettacoli che si svolgono all’aperto è richiesto il possesso del cosiddetto green pass base e l’obbligo di indossare le mascherine FFP2.

Ass. Cabirol e Catalan Tv, spazio agli eventi in algherese

ALGHERO – Da domani, mercoledì 30 marzo, inizia la collaborazione tra l’Associazione Culturale Cabirol e Catalan tv. Sarà incentrata su contenuti in algherese, per la programmazione di una serie di appuntamenti rivolti alla promozione della lingua, attività per la quale l’Associazione basa la propria attività circa quindici anni.

Gli appuntamenti andranno in onda il mercoledì alle 21,15 e in replica la domenica pomeriggio.  Domani andrà in onda la terza edizione andata in scena il 23 ottobre 2010 del Premio Pino Piras, la fortunata manifestazione organizzata con il prezioso contributo del Comune di Alghero e della Fondazione Alghero, che ha determinato la nascita di una nuova schiera di autori algheresi che hanno abbracciato la composizione in catalano di Alghero. Alla serata del Teatro Civico presentata da Antonio Luvinetti  hanno partecipato Franca Masu con Salvatore Maltana, Roger Soler, Mark Harris, la premiata dell’edizione per il miglior brano in algherese,  Yasmin Bradi, e poi l’ospite Piero Sidoti, che ha pubblicato in quell’anno  l’album Genteinattesa, con gli arrangiamenti di Antonio Marangolo e le prefazioni di Lucio Dalla e Massimo Cotto, lavoro che gli è valso la targa Tenco 2010.  E poi ancora due figure straordinarie della musica popolare algherese, Berto Calaresu e Pietro Ledda, a raccontare con parole e musica pezzi di storia di Alghero e di quell’angolo di Muralla dei cosiddetti Tupamaros. Premio alla carriera per Angelo Maresca, altra figura della canzone algherese a cui l’organizzazione ha voluto attribuire un riconoscimento, e a Enrico Valsecchi, storico, giornalista.  Protagonisti della serata anche Zaira Zingone, giovane voce che si è esibita con il musicista Graziano Solinas;  Mario Mulas con il maestro Mauro Uselli. Il Premio, conformato sulla nuova attitudine delle nuove rassegne per la ricerca di nuovi autori, ha costituito un esempio di rara qualità artistica che ha saputo coniugare la tradizione e tracciare un nuovo solco dei giovani autori. Organizzato in collaborazione con la cantante Claudia Crabuzza, sul palco del “Pino Piras” si sono approcciati alla composizione in lingua Davide Casu, Zaira Zingone, Yasmin Bradi.

La stessa Claudia Crabuzza che ha intrapreso un lungo percorso che l’ha portata a vincere la prestigiosa Targa Tenco con il miglior album in lingua ( 2016) Com un Soldat. Musica dal vivo, video, testimonianze, la ricetta del Premio ha ottenuto consensi a scena aperta soprattutto nelle parti in cui vengono proposti gli aspetti dell’identità algherese, sia quelli più raffinati che quelli provenienti dalla cultura popolare.  Spettacolo di assoluta qualità, il premio Pino Piras ha dimostrato di poter rappresentare un evento eccezionale per la programmazione culturale algherese. Una miscela di grandi nomi, di artisti internazionali e di personaggi della musica popolare algherese sotto il segno del ricordo dedicato al grande artista, Pino Piras, della città di Alghero. La programmazione continua ogni mercoledì con altre edizioni del Premio, con la riproposizioni delle tra edizioni de La Nostra Cançó, con la commedia País de Alegries, con altre documentazioni riguardanti la canzone algherese.

Consulta Regionale per il Cinema: nuovi componenti

CAGLIARI – Sono stati nominati i nuovi componenti sostitutivi della Consulta Regionale per il Cinema, dopo le dimissioni per motivi personali di due rappresentati.  La Consulta è l’Organo di consulenza tecnica della Regione per le questioni attinenti al cinema, all’interno delle “Norme per lo sviluppo del cinema in Sardegna”. I componenti sono stati nominati dalla Giunta regionale tra persone di riconosciuta e documentata competenza, previo parere della competente Commissione consiliare, da rendersi entro trenta giorni.

La Consulta Regionale del Cinema è adesso è composta dall’ l’Assessore regionale della Pubblica Istruzione, Andrea Biancareddu, da Paolo Angioni, componente, autore cinematografico (Presidente), Mauro Cagnina, componente, produttore, distributore, ed esercente, Guglielmo Aru, componente, esponente delle associazioni di cultura cinematografica operante nel territorio, Nevina Satta, componente, Direttore della Fondazione Sardegna Film Commission e Giovanna Maria Branca, componente, esperto in materia di cinema scelto tra docenti universitari di ruolo in discipline cinematografiche o tra critici cinematografici iscritti alle organizzazioni di categoria. I nuovi componenti resteranno in carica per la durata della legislatura.

Agermanament Alghero-Tarragona, si prepara la festa per i 50 anni

Alghero, 26 marzo 2022 – Alghero si prepara ad un altro grande evento della tradizione folkloristica catalana che la vedrà unita alla città di Tarragona nelle celebrazioni del cinquantesimo anniversario del gemellaggio tra le due città. L’appuntamento è per le celebrazioni entro quest’anno, quando saranno passati esattamente cinquant’anni da quel 22 settembre 1972, giorno della firma dell’atto di gemellaggio siglato al Palazzo Municipale di Tarragona tra i sindaci Ricardo Vilar Giux e Giovanni Maria Pinna.

Oggi, grazie ad un rinsaldato rapporto tra l’Amministrazione comunale di Alghero e le Istituzioni Catalane, la città è nel pieno di un percorso di collaborazione che stringe legami in grado di  favorire  la  valenza turistica ed economica legata alle collaborazioni culturali messe in atto per merito della sinergia con la Generalitat de Catalunya di Alghero.

Il Sindaco di Alghero Mario Conoci e il Sindaco di Tarragona Pau Ricomà i Vallhonrat stanno avviando in questi giorni le interlocuzioni preparatorie alle celebrazioni, di comune accordo sulla valenza da attribuire ad un appuntamento che ha avuto un portata storica: l’agermanament è stato siglato infatti  dodici anni dopo il Retrobament del 1960 e nel pieno del regime franchista.

“Un sentimento di fratellanza e affetto che vogliamo intensificare, cogliendo l’occasione delle celebrazioni, riguardo alle quali siamo pronti  a programmare le migliori iniziative possibili per fare di questa ricorrenza un appuntamento ugualmente indimenticabile tanto quanto quello di cinquant’anni fa”, ha scritto Mario Conoci a Pau Ricomà i Vallhonrat.

Sarà un programma di appuntamenti culturali e di spettacolo che toccherà le due città, che Comune di Alghero e Fondazione Alghero vogliono pianificare sul solco dell’esperienza del 33° Aplec Internacional dell’Adifolk,  la rassegna folkloristica più famosa al mondo svoltasi ad Alghero a fine settembre 2021, con una straordinaria risposta sul piano della partecipazione e del riscontro turistico ed economico.

Il proposito è quello ripetere la grande festa di piazza, coinvolgendo le parti delle esibizioni che l’emergenza sanitaria ha negato l’anno scorso, ovvero i Castels, le torri umane che  costituiscono la più spettacolare delle tradizioni catalane,  dichiarati Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dall’UNESCO, e  Tarragona ha al riguardo una tradizione consolidata, con  quattro colles  ( gruppi ) di castellers.

Svolta storica, il Catalano di Alghero insegnato all’Università

ALGHERO – Una novità assoluta a livello universitario, che introduce per la prima volta nel corso di Laurea Magistrale di Lettere i  laboratori di algherese, sardo, di sassarese e gallurese a scelta dello studente. I laboratori linguistici  hanno preso il via presso  il Dipartimento di Scienze Umanistiche e Sociali dell’Università degli Studi di Sassari, e avranno la durata di   30 ore. Sono aperti al territorio e verranno erogati in modalità mista: in presenza e online.

La partecipazione è  a chiunque voglia iscriversi, oltre agli studenti iscritti al curriculum di Lingue e culture della Sardegna della Laurea magistrale di Lettere, filologia moderna e industria culturale (LM14). Sarà rilasciato un attestato di frequenza dal Dipartimento di Scienze Umanistiche e Sociali.

Il corso di algherese tenuto dal dott. Francesc Ballone  è iniziato  mercoledì 23 marzo; per partecipare ai laboratori di algherese è necessario inviare una mail a fballone@uniss.it. Le lezioni potranno essere seguite anche online ogni mercoledì, dalle 18:00 alle 19:30 e ogni venerdì, dalle 15:00 alle 16:30.

Per iscriversi, tutti gli interessati sono invitati a mettersi in contatto via e-mail con il docente del laboratorio linguistico prescelto, oppure con il referente scientifico del curriculum di Lingue e culture della Sardegna, il prof. Dino Manca (dinomanca@uniss.it). Il Dipartimento di Scienze Umanistiche e Sociali dell’Università degli Studi di Sassari lo ha fatto con il curriculum di Lingue e culture della Sardegna.

Setmana Santa a l’Alguer, ritornano le processioni

ALGHERO – Dopo il lungo stop obbligato dalla pandemia, Alghero si prepara a rivivere uno dei momenti più identitari ed intimi della sua tradizione, tra le vie della città ed il calore della sua gente. Ritornano le Processioni in occasione della Setmana Santa a l’Alguer e le celebrazioni religiose alla presenza dei fedeli. In via di predisposizione, in collaborazione tra la Diocesi Alghero-Bosa, la Confraternita della Misericordia, l’Amministrazione Comunale e la Fondazione Alghero, gli itinerari delle Processioni e il calendario delle celebrazioni previste dall’8 al 16 aprile 2022, che saranno noti a breve con il tradizionale materiale di comunicazione ed illustrati con una conferenza stampa che sarà convocata nei prossimi giorni.

Scelta anche l’immagine che affiancherà la comunicazione, grazie al prezioso contributo del Liceo Artistico “F.Costantino” di Alghero, che ha prodotto un nuovo splendido risultato dal titolo “Palma e Croce”. L’immagine che rappresenta i riti 2022 è opera di Martina Pintore, classe 4B. La studentessa si è ispirata alla cultura della palma in Sardegna “Sa pramma pintada” e al rito del Desclavament, la cerimonia più suggestiva del Venerdì Santo. Le antiche tecniche d’intreccio delle palme e i numerosissimi simboli che, dal Medioevo, fungevano da Biblia pauperum ed erano utilizzati da predicatori per insegnare il Vangelo agli analfabeti, assumono nel suo elaborato forma, vigore e simbolismi. Al centro della composizione appare il Cristo “intrecciato” in croce – simbolo della passione, morte, resurrezione e invito evangelico a imitare Gesù accettando mestamente anche la sofferenza. Ai lati, le scale rimandano al momento più intenso e drammatico del rito del Desclavament con il quale la collettività rivive il doloroso momento della Deposizione. In basso si scorge il Golgota, il luogo del Calvario fuori dalle mura di Gerusalemme che in tale immagine assume una forte valenza semiotica e racconta l’incontro dell’uomo con la Fede. Secondo e terzo classificato gli studenti Pietro Sechi 3A e Margherita Pinna 3B.

“La città di Alghero, ritrova, da secoli, nei riti della Settimana Santa tutta la sua identità. Un evento immutato, che conserva orgogliosamente la sua impronta catalana diventando il più importante dei momenti di fede in Sardegna durante il periodo pasquale. Ritorniamo a vivere la passione popolare e ad essere partecipi di uno  dei più bei momenti della storia culturale della città, ma tenendo presente e sempre in primo piano il senso di responsabilità e del mantenimento delle precauzioni che l’emergenza sanitaria ancora presente ci impone”, afferma il Sindaco Mario Conoci.

“Tra fede e tradizione, Alghero e gli algheresi si preparano ad accogliere i turisti da ogni parte d’Europa. Con la Settimana Santa e la Pasqua, infatti, prendono avvio una lunga serie di manifestazioni di carattere internazionale, grandi eventi sportivi e musicali che animeranno la lunga stagione estiva della Riviera del Corallo nel segno della cultura. Un’occasione in più per visitare i musei cittadini ed i tanti siti naturalistici che impreziosiscono il territorio” dichiara il presidente della Fondazione Alghero, Andrea Delogu.

Pani tipici della tradizione algherese, presentazione libro

ALGHERO – Sabato 26 marzo alle ore 18 ad Alghero si terrà la prima presentazione del libro “Pani tipici della tradizione algherese” recentemente edito da Delfino editore curato dal professor Giovanni Antonio Farris con autori A. Budruni, A. Demelas, A. D. Obinu, M. Sanna e da G. Fancello, G. Izza, A.M. Lauro, M. Mariani e A. Masia. L’incontro organizzato dalla libreria Il Labirinto Mondadori e dall’editore Delfino con il patrocinio del Comune di Alghero e della Fondazione Alghero si terrà presso la sala conferenze della Fondazione Alghero, secondo piano, largo Lo Quarter. Dopo il saluto delle istituzioni e degli organizzatori, la presentazione sarà coordinata dal professor G. Antonio Farris. Intervengono gli autori e l’editore. Con l’occasione sarà allestita una MOSTRA DEI PANI TIPICI DI ALGHERO a cura del Panificio Cherchi, con degustazione guidata.

Il volume oggetto della presentazione è il risultato di un lungo lavoro di approfondimento e ricerca sulla tradizione della panificazione dal punto di vista scientifico, culturale, antropologico.
Il pane nella cultura mediterranea non è soltanto alimento ma rito e momento di incontro e condivisione, alimento fondamentale nei riti della vita, pagani e religiosi. La spiccata vocazione cerealicola, un’economia prevalentemente agro-pastorale, l’isolamento territoriale hanno fatto si che la Sardegna, posta al centro del Mediterraneo, fosse sicuramente la regione del mondo a possedere il più alto numero di tipi tradizionali di pane, sia da tavola che cerimoniali. La molteplicità di tipi e sottotipi di pani tradizionali, di tecniche decorative, di modellazioni e forme non si riscontra soltanto tra zone diverse dell’isola ma anche tra paesi geograficamente vicini. Le donne sarde, depositarie da sempre del rito della panificazione, erano le artefici straordinarie della preparazione di questo prezioso e insostituibile alimento che costituiva anche un momento di grande socialità tra le persone di una comunità in ogni stagione della vita. Diversi tipi di sfarinati: la semola di grano duro, d’orzo, di altri cereali e in un passato di estrema povertà anche di ghiande. Poi arrivano gli anni 60 e il vento della modernità porta un po’ ovunque in Sardegna ad abbandonare via via usi e conoscenze della tradizione: dal tipo di forno utilizzato, all’uso del lievito madre, al tipo di cereale utilizzato. Molte conoscenze e la memoria di una cultura plurisecolare legata all’arte panaria famigliare a un certo punto rischiava di essere perduta per sempre. Tuttavia verso la fine degli anni ‘90 qualcosa iniziò a cambiare. Diversi panificatori della Sardegna, sensibili ad alcuni risultati Tecnico-scientifici sui grani e sul recupero e riproposizione del lievito madre svolti sia da tecnici di Laore e Agris Sardegna che da ricercatori dell’Università di Sassari e della Porto Conte Ricerche, hanno riproposto a famiglie e artigiani la reintroduzione dei pani tipici, quelli che avevano segnato la vita delle famiglie per centinaia di anni, ottenuti con gli sfarinati di grano duro coltivato in Sardegna e con l’uso del lievito madre.

“Oggi è in atto un sempre più vivo e vivace lavoro di recupero di quell’arte: nascono progetti di filiera corta, e il  mercato stesso si sta trovando a dover rispondere ad una domanda sempre più esigente di consumatori attenti e sensibili. La tradizione torna ad essere un valore, un elemento di distinzione e motivo di competitività. Anche ad Alghero i pani tradizionali subirono la stessa sorte come nel resto dell’isola. Nel corso di qualche decennio si è persa non solo la memoria dei pani tipici algheresi ma anche i loro nomi. Solo alcuni anziani ricordavano il Pa punyat, il Pa orit, la Coca, la Semoleta e altri. Spesso era un ricordo sbiadito risalente alla loro infanzia. Tuttavia, proprio come nel resto dell’isola, anche ad Alghero è in atto quello che potremmo definire un ritorno alle origini, un recupero della memoria e della tradizione”, cosi dagli organizzatori.

Incontri dell’Ute, il mito di Medea e Parco sul falco pescatore

ALGHERO – Martedì 15 marzo alle ore 16.30 presso la Sede di Via Sassari, 179,  la dottoressa Emma Fenu  ,Scrittrice, Presidente dell’Associazione “Cultura al femminile “, autrice di Romanzi e Saggi , esperta di scrittura creativa, terrà la seguente conferenza: “Il Mito di Medea nella letteratura contemporanea”. Giovedì 17 marzo alle ore 16.30 presso la Sede di Via Sassari, 179, la Dottoressa Antonella Derriu, responsabile del  CEAS del Parco di Porto Conte , Area Marina Protetta, terrà la seguente conferenza: “Un affezionato del Parco: il Falco Pescatore”

Florinas, murales per divulgare la cultura: scadono termini

FLORINAS – Giungono al termine i lavori artistici  culturali promossi dell’Amministrazione Comunale di Florinas in collaborazione con l’A.P.S. TNT Global Art, che hanno bandito un concorso di idee per la realizzazione di Opere Pittoriche Murales.

Questa iniziativa è stata possibile grazie all’idea condivisa di riprendere e consolidare il prezioso lavoro di divulgazione e valorizzazione del patrimonio culturale e storico. Un plauso a tutti gli artisti che hanno partecipato al concorso di pittura realizzando progetti di grande spessore. Fondamentale il lavoro svolto dai Maestri che hanno già realizzato buona parte delle Opere prescelte e premiate. La Giuria composta, dal Prof. Giovanni Fiora (Presidente Centro Arte e Cultura Giuseppe Biasi di Sassari), Prof. Alessandro Lobino (Docente di Storia dell’Arte), Mario Pittalis (Artista – Pittore), Gianmario Angius (Consigliere Comunale) e  Davide Caputo (Consigliere Comunale), ha scelto con attenzione e critica i bozzetti che sono poi stati realizzati. Il primo premio è andato a Mario Gaspa il secondo a Ettore Spada il terzo a Franco Farina. Premio della giuria popolare a Danilo Carta. Con orgoglio possiamo dire che l’ iniziativa storica, culturale e sociale è stata di grande interesse,come detto in precedenza tali iniziative possono essere d’aiuto per lo sviluppo di un’offerta turistica.

Oggi possiamo dire che, nel nostro piccolo, siamo riusciti a mettere in pratica quanto detto e il Comune di Florinas ha compiuto  un significativo passo per lo sviluppo del turismo culturale. Non è retorico dire che iniziative culturali di varia natura e interesse, possono essere d’aiuto per lo sviluppo di un’offerta turistica che guardi alle zone interne, con territori relativamente distanti dal mare, ma ricche di tradizioni e di cultura. Questo è il caso del paese Florinas e di tutto il territorio che, da tempo, opera affinché siano realizzati gli obiettivi della destagionalizzazione della presenza dei vacanzieri e per offrire nuove e diverse “emozioni” alla scoperta di mete turistiche innovative. E’ una sfida aperta da tempo e le nostre Comunità devono essere in grado di raccogliere i frutti dell’impegno profuso. Se il fine dell’arte e della conoscenza del Patrimonio culturale e di vita, intesi nel senso più ampio del termine,  è quello di dare insegnamenti al presente, allora pensiamo che il concorso di idee “Giovanni Tolu Luoghi e fatti della storia passata e presente di Florinas”, dedicato al territorio e alla comunità di Florinas, ha suscitato la forma più preziosa di stimolo al cambiamento positivo dei nostri tempi:  in una parola ha suscitato ”Emozioni” capaci di dare a tutti e a tutte le energie e l’entusiasmo  per proseguire. Lo sforzo messo in campo dal Comune di Florinas per rilanciare una nuova ripresa di attività culturale in questo difficile momento post Pandemia merita un caloroso ringraziamento che va esteso a tutti coloro che, a vario titolo, hanno reso possibile la manifestazione;  il ringraziamento va all’Amministrazione Comunale che ha creduto e supportato in tutto gli artisti. Il Sindaco Enrico Lobino e gli Assessori tutti hanno seguito con interesse, sensibilità e passione le fasi della realizzazione delle Opere. Questa la dichiarazione del sindaco: “La rivalutazione dei Centri Storici, la lotta allo spopolamento, la destagionalizzazione del turismo e l’incentivazione del turismo rurale può nascere anche da piccoli gesti ed opere di questo tipo che raccontano usi e costumi del paese e gesta di persone importanti”.

Els dies bons, presentació del llibre a la Torre de Sulis

Nella settimana dell’8 marzo il mondo sembra puntare sulle qualità e le eccellenze delle donne, anche se per un periodo di tempo limitato. Quest’anno non stiamo solo mettendo in evidenza una realtà come la forza delle donne, ma stiamo anche rivendicando come le giovani donne siano il catalizzatore della nostra società.

Aina Fullana, appena 25enne, è un chiaro esempio di questa ondata energica e rivitalizzante che cambierà il paradigma della letteratura catalana. Laureata in Lingua e Letteratura Catalana all’Università delle Isole Baleari, il suo primo romanzo, Els dies bons (I bei giorni), ha vinto il Premio Valencia dell’Istituto Alfons el Magnànim per la narrativa nel 2021. E che dire di Aina Fullana che fa risuonare il suo nome e il suo lavoro ovunque?

L’autrice, con uno stile di lettura realistico e agile, ci introduce dentro il pensiero di un tossicodipendente e sottolinea il bisogno umano di cercare, nonostante le avversità più cruente, i giorni buoni.

L’autrice crea un mondo in cui i personaggi condividono i loro problemi, ci trascendono e ci sfidano: i pensieri di un tossicodipendente, le paure di una donna disprezzata e intrappolata in un matrimonio instabile, i problemi di una giovane donna alienata da un mondo che non sa come gestirlo emotivamente… Els dies bons (I bei giorni) sono, dopotutto, lo specchio di una società che cambia, in cui le donne hanno alzato la voce e occupato più spazio. E cosa dovrebbero dirci?

Per rispondere a questa domanda vi invitiamo alla presentazione del libro Els dies bons alla Torre de Sulis, ad Alghero, sabato prossimo, 12 marzo, alle 18.

All’evento parteciperanno l’autrice, Aina FullanaVittorio Nonis della Libreria Il Labirinto; GustauNavarro, responsabile dell’Ufficio di Alghero della Generalitat de Catalunya; e Arantxa Llàcer, professoressa di catalano all’Università di Sassari.

Organizza: Generalitat de Catalunya Ofici de l’Alguer, Libreria Il Labirinto, Institut Ramon Llull.

Con il sostegno del Municipio di Alghero, della Fondazione Alghero e dell’Associazione Culturale Alghenegra.

 

PRESENTACIÓ A L’ALGUER

DEL LLIBRE “ELS DIES BONS”, D’AINA FULLANA

Dissabte, dia 12, a les 18h, presentació del llibre a la Torre de Sulis

La setmana del 8 de març el món sembla posar el focus en les qualitats i excel·lències de les dones, ni que sigui per un període de temps limitat. Aquest any no solament remarquem una realitat com la fortalesa femenina, sinó que també reivindiquem com les dones joves són el catalitzador de la nostra societat.

L’Aina Fullana, amb solament 25 anys, és l’exemple clar d’aquesta onada enèrgica i revitalitzadora que canviarà el paradigma de les lletres catalanes. Graduada en Llengua i Literatura Catalanes a la Universitat de les Illes Balears, la seva primera novel·la, Els dies bons, va guanyar l’any 2021 el Premi València de la Institució Alfons el Magnànim de narrativa. I què té Aina Fullana que fa que el seu nom i la seva obra sonin a tot arreu? L’autora, amb un estil realista i de lectura àgil, ens introdueix en el pensament d’un drogoaddicte i remarca la necessitat humana de cercar, malgrat les adversitats més cruentes, els dies bons.

L’autora crea un món en què els personatges ens comparteixen els seus problemes, ens traspassen i ens interpel·len: els pensaments d’un addicte, els temors d’una dona menystinguda i atrapada en un matrimoni inestable, els problemes d’una jove alienada d’un món que no sap gestionar emocionalment… Els dies bons és, al capdavall, el mirall d’una societat canviant, en què les dones han anat alçant la veu i ocupant més espais. I què ens han de dir?

Per respondre aquesta qüestió us convidem el proper dissabte, dia 12 de març, a les 18h, a la presentació del llibre Els dies bons a la Torre de Sulis, a l’Alguer.

L’acte comptarà amb la presència de l’autora, l’Aina Fullana; del Vittorio Nonis de la llibreria Il Labirinto; del Gustau Navarro, responsable de l’Ofici de l’Alguer de la Generalitat de Catalunya; i de l’Arantxa Llàcer, docent de català de la Università degli Studi di Sassari.

Aquest acte ha estat possible gràcies al suport del Municipi de l’Alguer, la Fondazione Alghero i de l’Associació Cultural Alghenegra.