Fondi gruppi: chieste altre 14 condanne

ALGHERO – Si è conclusa con la richiesta di condanna di tutti i 14 imputati rimasti a processo a Cagliari per la prima tranche dell’inchiesta sull’utilizzo dei fondi ai gruppi politici del Consiglio regionale della Sardegna dal 2004 al 2009, la requisitoria del pubblico ministero Marco Cocco. Il magistrato ha chiesto per i 14 ex-consiglieri regionali, accusati di peculato, pene dai due anni ai due mesi sino a un massimo di sette anni. Dei 20 politici indagati iniziali, il numero si era ridotto a 14 dopo una condanna in abbreviato, due assoluzioni, due posizioni stralciate e la morte di un ex consigliere ovvero l’ex-sindaco ed esponente politico algherese Pino Giorico. Nel dettaglio dei nomi: Giuseppe Atzeri 7 anni; Mariolino Floris 5 anni; Maria Grazia Caligaris 5 anni; Oscar Cherchi 4 anni; Sergio Marracini 4 anni; Raffaele Farigu 4 anni; Carmelo Cachìa 4 anni; Tore Serra 4 anni; Alberto Randazzo 3 anni; Vittorio Randazzo 3 anni; Tore Amadu 3 anni; Giommaria Uggias 2 anni e due mesi; Raimondo Ibba 2 anni e due mesi; Pierangelo Masia 2 anni e due mesi.

Va avanti, dunque, speditamente l’inchiesta sui “fondi ai gruppi regionali” che vede coinvolta buona parte della classe politica sarda che ha governato per gli ultimi 20 anni in particolare con ruoli apicali in seno al Consiglio Regionale. Di un altra tranche, della medesima indagine, fa parte, com’è noto, anche l’attuale sindaco di Alghero Mario Bruno, anch’esso accusato di peculato, oltre che altri esponenti di primo livello isolano come Giorgio Oppi, Silvio Lai, Ignazio Artizzu, Giacomo Spissu, Sergio Milia e tanti altri per un totale di circa 80 politici. Per il Primo Cittadino del centro catalano è attesa entro il mese di giugno la decisione del Pm Marco Cocco che può essere la richiesta di condanna o l’archiviazione. Visto l’andamento processuale è molto probabile che la prima ipotesi sarà quella percorsa anche nel caso di Bruno ciò visto il suo ruolo di tesoriere del gruppo consigliare di Progetto Sardegna, ma non è escluso che gli elementi portati a prova della sua condotta dentro la legge possano far prendere una svolta positiva e far terminare questo incubo che pesa anche nel percorso amministrativo cittadino.

Nella foto Marco Cocco

S.I.

“Sbarco a Porto Torres è solo business”

SASSARI – «L’arrivo a Porto Torres di 600 clandestini è un business che arrichirà le cooperative a discapito dei sardi. Questo sbarco costerà ogni mese oltre 750 mila euro. Ci si chiede perché si trovano i soldi quando si tratta di migranti, mentre ancora non ci sono per i sardi costretti a dormire su una panchina o marciapiede». Così Pietro Serra, presidente di Alternativa Futura per l’Italia.

«Nonostante il parere contrario della maggioranza dei sardi, la Giunta Regionale fa orecchie da mercante e continua ad obbedire ai diktat di Renzi e Alfano», prosegue il leader dell’AFI. «Questo business si aggira tra i 613.800,00 € e i 762.600,00 € al mese. Soldi della comunità europea e dunque anche italiani, nonché sardi. Quanto sta avvenendo è uno scandalo senza precedenti che pone seri pericoli per il futuro nell’ambito della sicurezza».

«E basta – conclude -, al piagnisteo finto e ipocrita ad ogni strage di migranti, se coloro che si battono il petto sono i primi ad invitare taluni a salpare e mettere in pericolo la vita di donne e bambini. Riappropriamoci piuttosto delle nostre radici, cultura e identità. Non abdichiamo alla nostra storia in nome del perbenismo. Svegliamoci finché siamo in tempo. Pattugliamo le coste libiche e respingiamo le partenze».

Nella foto una barca con emigrati dall’Africa

S.I.

Sassarese: no invasione clandestini

SASSARI – “Riteniamo assurdo che, in concomitanza dell’avvio della stagione estiva, il Governo e le Prefetture stiano facendo arrivare nelle prossime ore circa 600 migranti nel porto di Olbia o in alternativa a Porto Torres”. È quanto dichiarano Luigi Todini e Dario Giagoni, Coordinatori provinciali rispettivamente di Sassari e della Gallura del Movimento Noi con Salvini. “Siamo seriamente preoccupati per l’arrivo di nuovi immigrati nelle nostre coste – proseguono Todini e Giagoni – proprio quando stanno per giungere turisti, non solo dalla penisola, ma da tutta Europa. Si creerebbe sicuramente un danno economico per le nostre imprese operanti nel settore turistico, oltre che recare disagi sotto il profilo della sicurezza e ordine pubblico”.

“Non sia hanno ancora notizie certe della nazionalità degli immigrati ed è assurdo e inaccettabile che, a causa di un’immigrazione senza regole e senza controllo, si possano correre rischi di poterci ritrovare in casa nostra eventuali terroristi che potrebbero colpire nei nostri territori proprio perché meta di centinaia di migliaia di turisti provenienti da tutta Europa”. “Chiediamo che le nostre Autorità tengano alta l’attenzione su due aspetti, terrorismo e salute pubblica. Riteniamo sia necessario prevenire nei porti, all’arrivo stesso degli immigrati, il controllo sistematico da parte delle forze dell’ordine circa l’identità dei soggetti, e da parte degli operatori sociosanitari in merito alla presenza di eventuali casi di malattie contagiose”.

“Intendiamo proporre anche un’altra riflessione semplice e banale – proseguono Todini e Giagoni – in quanto siamo rammaricati nel sentire che per gli immigrati “non ci sono problemi economici” mentre quando si parla di aiutare i nostri concittadini ci viene risposto “che non ci sono disponibilità finanziarie”. “A questo proposito avremmo preferito che i 35 euro più iva al giorno destinati agli immigrati venissero messi a disposizione dei nostri disoccupati e giovani. Dobbiamo preoccuparci prima delle famiglie che hanno uno sfratto esecutivo e delle situazioni di povertà dei nostri concittadini”. “Plauso e pieno appoggio a chiunque si spenda per aiutare il prossimo, che ne ha davvero bisogno, ma non comprendiamo il motivo per cui, il prossimo da aiutare, non sia mai il “nostro vicino di casa”.

“Stiamo andando verso l’estinzione – incalzano Todini e Giagoni – e le statistiche parlano di una popolazione in diminuzione nonostante l’aumento del numero degli immigrati. Il governo Italiano e Sardo sono corresponsabili e dovrebbero intervenire per cercare di invertire questa rotta. L’arrivo entro l’anno di altri immigrati in tutta l’Isola, non faranno che accelerare il processo di sostituzione etnica dei sardi con gli africani”. “Annunciamo che saremo presenti nei Porti del Nord Sardegna previsti per lo sbarco – concludono Todini e Giagoni – durante l’arrivo degli extracomunitari e non mancherà la nostra battaglia per la difesa dei nostri confini”.

Nella foto un barcone con i profughi

S.I.

Alghero: arrestato pregiudicato rumeno

ALGHERO – Nella serata di sabato scorso, gli agenti dell’Ufficio di Polizia di Frontiera di Alghero-Fertilia, in seguito all’intensificazione dei controlli in aeroporto, soprattutto sui passeggeri in partenza e arrivo dalle località estere, hanno proceduto a delle verifiche più approfondite nei confronti di un cittadino rumeno, che è risultato avere a suo carico un ordine di carcerazione.

Durante i controlli effettuati prima dell’imbarco sull’aeromobile diretto ad Otopeni (Romania), Z.I., 31 anni, cittadino rumeno, con diversi precedenti di polizia per reati contro il patrimonio, è stato tratto in arresto e successivamente portato presso il carcere di Bancali. Il predetto, già destinatario di un provvedimento di carcerazione temporaneamente sospeso, emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, e poi ripristinato dallo stesso ufficio giudiziario, una volta notificato il provvedimento è stato accompagnato presso il citato istituto di pena dove sconterà una pena residua di 3 mesi e 28 giorni.

Nella foto la Questura di Sassari

S.I.

Nuoro shock: violenze anziani |video

NUORO – Nella mattinata odierna personale della Squadra Mobile, a seguito di articolata e protratta attività investigativa coordinata dal Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Nuoro dott. Giorgio Bocciarelli, ha dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP presso il Tribunale di Nuoro a carico di: Gianluca Porcu, nato a Nuoro nel 1978, operatore socio sanitario; Ignazio Poggiu, nato a Nuoro nel 1961, operatore socio sanitario; Video]

Ha altresì disposto la custodia domiciliare nei confronti di Rosanna Serra, nata e residente a Nuoro nel 1960, direttrice della struttura; L’ordinanza ha infine applicato a Maria Laura Cadau, nata a Silanus nel 1969, residente a Macomer, operatore socio sanitario, l’obbligo di dimora nel comune di Macomer; Genci Nikaj, nato in Albania nel 1969, residente a Nuoro, operatore socio sanitario, l’obbligo di dimora nel comune di Nuoro; Luciano Mulas nato a Sassari nel 1979, residente a Ittiri, infermiere, l’obbligo di dimora del comune di Ittiri;

Le persone sono tutte indagate per maltrattamenti continuati ed aggravati da lesioni gravi, abuso di potere, violazione dei doveri inerenti le funzioni, particolare crudeltà, minorata difesa delle parti offese in ragione dell’età avanzata e delle patologie degenerative. Gli abusi – opportunamente documentati anche da video – sono stati commessi ai danni di anziani ricoverati presso la casa di riposo Cooperativa Sociale l’Accoglienza sita in via Aosta n.1. Serra Rosanna è altresì indagata per violenza e minaccia nei confronti dei dipendenti della struttura affinché questi ultimi rendessero agli inquirenti dichiarazioni a lei favorevoli. La struttura era già stata sottoposta a sequestro preventivo dalla Squadra Mobile l’8.6.2015 in relazione ad una serie di gravi carenze igienico sanitarie, poi parzialmente eliminate. Nel corso dell’operazione sono state perquisite le diverse abitazioni degli indagati e la stessa struttura pubblica che hanno permesso di acquisire ulteriori riscontri, soprattutto documentali, in ordine ai fatti contestati.

Nella foto un frame del video raccolto dalla polizia

P.S.

Violenze su anziani: arresti a Nuoro

NUORO – La Squadra Mobile di Nuoro sta eseguendo sei ordinanze cautelari (2 di custodia cautelare in carcere, una agli arresti domiciliari e tre di obbligo di dimora) nei confronti della direttrice e di cinque operatori sanitari della struttura per anziani “L’Accoglienza” sita nel centro cittadino, “responsabili a vario titolo – come viene comunicato dalla Questura di Nuoro – di maltrattamenti e violenze ai danni dei degenti molti dei quali affetti da handicap o gravemente malati. In corso anche perquisizioni domiciliari nei confronti degli indagati i cui risultati saranno illustrati nel corso della conferenza stampa che si terrà presso la sala stampa della Questura di Nuoro alle ore 11.00.

Nella foto un centro anziani

P.S.

Barca scomparsa: ancora ricerche

CAGLIARI – Proseguono, sotto il coordinamento della Guardia Costiera di Cagliari, le ricerche di un’imbarcazione con 14 migranti a bordo, probabilmente partita dall’Algeria qualche giorno addietro. Durante la notte un mezzo navale della Capitaneria ha continuato a perlustrare l’area. A questo, alle prime luci dell’alba, si è aggiunta un’altra motovedetta della Guardia Costiera e una della Guardia di Finanza. In volo da stamattina anche l’areo Manta 2 (un Atr 42) che sta sorvolando tutta l’area. Informati delle operazioni in corso i mercantili in navigazione nell’area delle ricerche.

Nella foto l’imbarcazione rovesciata

S.I.

Minaccia di morte l’ex: arrestato

SASSARI – Nel corso della serata di ieri, gli agenti della Sezione Volanti hanno tratto in arresto per resistenza a pubblico Ufficiale, D.R., 47enne sassarese con precedenti di polizia. I poliziotti, su segnalazione, sono intervenuti intorno alle 20,30 in via Bellini dove una donna riferiva di aver subito minacce di morte dall’ex compagno.

Sul posto, gli agenti hanno ascoltato le dichiarazioni della stessa che, disperata, ha raccontato dei maltrattamenti subiti nel corso degli anni dall’ex convivente, che nel frattempo si era già allontanato dalla zona. Dopo una serie di controlli, gli operatori hanno individuato l’uomo, un paio d’ore più tardi mentre si aggirava nuovamente nei pressi dell’abitazione dell’ex compagna.

L’uomo, in evidente stato di agitazione, si è mostrato subito ostile al controllo di polizia e, nonostante i diversi inviti alla calma, lo stesso è andato in escandescenza spintonando un poliziotto per cercare di fuggire. Immediatamente bloccato, l’uomo ha continuato ad inveire e scalciare contro i poliziotti che, dopo una breve colluttazione lo hanno ammanettato. I poliziotti hanno proceduto pertanto all’accompagnamento dello stesso presso le camere di sicurezza della Questura, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria in attesa del procedimento di convalida dell’arresto previsto per la mattinata odierna.

Nella foto il Tribunale di Sassari

P.S.

“Minacce di morte a giornalista”

ALGHERO – Da sempre la politica (nel senso più ampio della parola) mal sopporta la critica. Ma nell’era dei social oramai tutti si sentono n dovere dire qualcosa fin’anche ad arrivare a pesanti e gravi offese nei confronti di un giornalista. Categoria che, nonostante rappresenti il megafono della società, appare sempre più messa all’angolo con i propri diritti quasi inesistenti a fronte di chi decide quali siano i media giusti e quelli sbagliati. Ma tutto ciò, com’è noto, è legato agli andamenti ciclici della politica. Certamente arrivare ad augurare la morte e di più quasi profetizzarla è andare ben oltre. Ad esserne protagonista in negativo, come esploso in un caso regionale e nazionale, “è il coordinatore di Sinistra Ecologia e Libertà di Alghero Tore Marrosu”. (Come riportato da nota ricevuta in redazione, anche se non risulta che Marrosu sia mai stato coordinatore algherese di Sel). Rappresentante che recentemente è approdato in Sinistra Italiana. Qui di seguito pubblichiamo integralmente il documento inviatoci da Castedduonline, a firma del direttore Maurizio Bistrusso testata oggetto delle frasi del politico algherese.

“La redazione di Casteddu Online-Cagliari Online denuncia gravissime minacce di morte ricevute nelle ultime ore da parte di alcuni esponenti del partito Sel in Sardegna. Frasi inequivocabili, quelle pubblicate non in un profilo social qualsiasi ma nella bacheca di un deputato, l’onorevole Michele Piras. Minacce che portano la firma di Tore Marrosu, coordinatore di Sel ad Alghero: una chiara istigazione alla violenza. I nostri cronisti vengono minacciati con l’augurio di essere riempiti di botte sino a essere lasciati sull’asfalto come schiacciati da un’auto pirata (parole testuali). Ma non finisce qui: anche un candidato di Sel alle prossime elezioni comunali di Cagliari, Ninni Savona, ha minacciato pesantemente la nostra redazione con frasi del tipo “Voglio incontrarti in pubblico, con te farò il delinquente”. Dichiarazioni che non solo si commentano da sole, ma che sono particolarmente gravi se pronunciate da politici: il giornalismo libero messo in pericolo come ai tempi del fascismo, il giornalista che si permette di uscire dal coro deve essere addirittura eliminato fisicamente. Nella giornata di ieri hanno preso posizione sulla vicenda tutti i principali candidati a sindaco di Cagliari: Piergiorgio Massidda del polo civico Cagliari 2016, Antonietta Martinez del M5S, Paolo Casu di Onestamente per Cagliari, oltre al presidente regionale di Confcommercio Alberto Bertolotti e a tantissimi cittadini che ci hanno manifestato la loro solidarietà di fronte a questi attacchi ignobili che sfoceranno nelle prossime ore in due denunce penali alla Polizia e in Procura. Anche il coordinatore regionale di Sel, Luca Pizzuto, è stato costretto a intervenire con un comunicato per prendere le distanze dalla violenza inaudita espressa da iscritti al partito. Per questi motivi, la redazione di Casteddu Online-Cagliari Online chiede la pubblicazione di questa notizia su tutte le altre testate regionali e nazionali, denunciando in maniera decisa le gravi minacce ricevute. Un fatto gravissimo e un precedente pericoloso per chi fa informazione libera e senza vincoli di parte. Preoccupante per chi propone un giornalismo d’inchiesta che arriva a toccare interessi e situazioni a volte scomode e spesso imbarazzanti, ma sempre supportate da fatti e documenti. Chiediamo l’intervento dell’Ordine dei Giornalisti della Sardegna e del suo presidente Francesco Birocchi per stigmatizzare l’accaduto ed essere tutelati dalle minacce di morte indirizzate ai nostri giornalisti”.

Nello foto lo screen shot comprendente le minacce a Castedduonline

S.I.

Scuola occupata ridotta in macerie

ALGHERO – “Queste sono le condizioni della nostra scuola”. Così ha commentato l’articolo di Algheronews dello scorso 10 maggio [Leggi] il presidente del comitato di Sa Segada Antonio Zidda. Un’occupazione dello stabile pubblico che si protraeva da tempo e realizzatesi sotto gli occhi di tutti a partire dagli organi di polizia e amministrativi preposti alla tutela di ordine e sicurezza.

Ma, come spesso accade, il nostro articolo con l’ennesimo amaro commento dei residenti della zona ha sortito l’effetto voluto. Pochi giorni dopo, infatti, i carabinieri di Fertilia hanno comunicato agli occupanti che avrebbero dovuto lasciare l’immobile che, ricordiamo, è di proprietà della Laore ed era stato messo a disposizione del Comune di Alghero per ospitare una scuola (quasi 500 metri quadri di spazi). Però è divenuto luogo di occupazione da parte di una famiglia allargata di rom. Persone che fino allo sgombero dell’insediamento dell’Arenosu, vivevano in quell’area. Nello specifico, visto che sono cose arcinote da tutti, ma proprio tutti, si tratta di un nucleo familiare guidato da una persona con regolare lavoro essendo titolare di una fiorente attività ubicata nel comune catalano.

Un’occupazione che, per differenti motivi, a partire dal pessimo mantenimento dello stabile e soprattutto della disparità di trattamento rispetto alle tante famiglie algheresi che attendono un tetto da anni, ha sollevato polemiche e diverse segnalazioni anche a Sant’Anna fino a che, come detto, non c’è stata la presa di posizione delle forze dell’ordine locali. A quel punto, però è successo un fatto di una gravità unica e assurda: i militari si sono trovati davanti ad una scena apocalittica. Tutto quello che c’era da distruggere è stato annientato. A colpi di martelli e mazze sono ridotta in macerie qualsiasi cosa fosse presente in ogni stanza pure un bagno con vasca ad idromassaggio che evidenzia il grottesco di questa vicenda così come di altre legate a storie simili.

“A quanto pare chi ha vissuto qui fino pochi giorni fa ha voluto lasciare solo distruzione e macerie, ma la domanda che ci facciamo noi algheresi è questa: chi paga per tutti questi danni? Chi ha permesso che da un paio d’anni circa questa famiglia vivesse indisturbata in una struttura pubblica nel Comune di Alghero? Chi pagava luce, acqua, riscaldamento? E’ una vergogna che ad Alghero e nelle borgate possa accadere tutto questo, una vergogna”. Questo il commento intriso di rabbia e a tratti anche di rassegnazione da parte dei residenti a Sa Segada. Adesso l’immobile è ritornato nella proprietà della Laore e forse verrà consegnata alla borgata. E intanto resto lo sgomento per un’ennesima vicenda assurda per una località come Alghero.

Nella foto l’interno della scuola di Sa Segada

S.I.