4 corsie: travolte e uccise 2 donne

ALGHERO – Ancora morti sulle strade della Sardegna. Una scia di sangue che sembra non avere fine. Nel tardo pomeriggio di oggi, intorno alle 17, due auto si sono scontrate e una coppia di donne sassaresi ha perso la vita, mentre una bambina è rimasta ferita.

La dinamica vede una Hyundai Matiz di color celeste mettallizato rallentare e poi fermarsi per un problema. Questo al chilometro 20, dunque proprio all’inizio della 4 corsie. Qui ad un certo punto è arriva a velocità sostenuta una Renault Scenic di color marrone che ha travolto la piccola utilitaria. Il devastante impatto ha causato la morte quasi immediata di due persone e il ferimento di altre quattro.

Sul posto sono giunti immediatamente i soccorsi.
Tra cui vigili del fuoco, 118 e polizia stradale. La bambina è stata trasportata in elicottero al pronto soccorso, mentre gli altri tramite ambulanze nel nosocomio di Sassari. Visto il notevole traffico si è creata una fila lunghissima a seguito della chiusura della strada causa la presenza delle due auto protagoniste del tragico incidente.

Nella foto l’incidente di questo pomeriggio

G.V.

Rapina all’aeroporto: altri 4 arresti

ALGHERO – Alle ore 01.40 del 19 settembre 2015, una banda composta da almeno sei soggetti, col volto travisato da passamontagna e una delle quali armata di una mazza da cantiere, si presentava nello spazio antistante l’accesso centrale dell’aeroporto di Alghero – Fertilia a bordo di due furgoni, risultati in seguito rubati alla Nivea S.p.A.. In quei momenti, almeno cinque di questi soggetti, con l’uso di un furgone e l’utilizzo della mazza, infrangevano la vetrata, accedendo così alla hall e, dopo aver minacciato alcune persone presenti nell’aeroporto, con grande spregiudicatezza riuscivano ad imbragare la colonnina bancomat e a caricarla su uno dei furgoni, allontanandosi indenni con un bottino di 160mila euro circa.

Le indagini, che nel frattempo erano già in corso grazie all’osmosi investigativa con i militari dell’Arma di Ferrara, i quali da diversi mesi stavano monitorando due dei soggetti coinvolti (Bararu Mitica, rumeno classe 1971 e Busuioc Ciprian, rumeno classe 1970) permettevano di individuare immediatamente gli ulteriori componenti del sodalizio criminale e poi di raccogliere una serie di elementi risultati fondamentali, a poche ore dal colpo, per la loro identificazione e il loro successivo fermo di polizia giudiziaria, consentendo anche il recupero di parte del denaro provento della rapina. Infatti, oltre a Bararu e Busuioc, venivano sottoposti a fermo anche: Spiridon Jenica, rumeno classe 1971, Llulla Agron, albanese classe 1981, Gheorghe Alecu, rumeno classe 1968, Dessì Giuseppe, sassarese classe 1952. Tuttavia, i primi accertamenti consentivano di stabilire che qualcuno dei componenti del sodalizio partecipante alla rapina era riuscito a guadagnarsi la fuga.

L’attività d’indagine – coordinata dal Sostituto Procuratore Dott. Mario Leo – è pertanto proseguita nei mesi scorsi, analizzando dati, ricostruendo dinamiche, collegamenti tra i soggetti coinvolti e individuando tracce che hanno permesso di raccogliere molti elementi utili per rafforzare l’impianto accusatorio e scoprire il coinvolgimento di altre persone. Infatti, delle sei persone sottoposte a fermo il 19 settembre 2015, soltanto due erano rimaste in carcere: si tratta di Llulla Agron, nei confronti del quale fin da subito erano stati riscontrati gravi indizi di colpevolezza a suo carico, e di Busuioc Ciprian, il quale era stato anche trovato in possesso di un documento d’identità falso. Per quanto riguarda gli altri, Gheorghe Alecu e Spiridon Jenica erano in procinto di lasciare il carcere poiché terminate le esigenze cautelari, Bararu Mitica era stato rilasciato a seguito di pronuncia del Tribunale del Riesame e Giuseppe Dessì era stato rilasciato in quanto ritenuto aver avuto un ruolo marginale nella vicenda e aver fornito solo supporto logistico alla banda.

Grazie, quindi, agli ulteriori elementi raccolti, gli investigatori sono stati in grado innanzitutto di riportare in carcere Bararu Mitica (rintracciato a Padova), Gheorghe Alecu e Spiridon Jenica ma anche di individuare – grazie alle investigazioni scientifiche condotte con la collaborazione del RIS di Cagliari – ulteriori tre persone individuate quali responsabili della rapina e finora sconosciute. Si tratta di Andries Neculai, rumeno classe 1988, individuato a La Maddalena, e di ulteriori due soggetti, sempre di nazionalità rumena, irreperibili sul territorio nazionale e per i quali sono state attivate le procedure di ricerca in ambito internazionale. In conclusione, della banda composta da nove individui, oggi sei di essi risultano essere in carcere, due sono attivamente ricercati in ambito internazionale e l’ultimo, Giuseppe Dessì, resta libero in attesa del processo.

Nella foto la banda mentre porta via il bancomat

S.I,

Sogeaal: chiesti danni a Borlotti

ALGHERO – “Con riferimento al comunicato del Signor Borlotti con cui diffonde notizia del provvedimento assunto nella giornata odierna dal Gup del Tribunale di Sassari, che ha respinto la richiesta di rinvio a giudizio formulata dalla Procura della Repubblica (non certo da Sogeaal) a carico dei signori Umberto Borlotti, Pittalis Camillo e Gazzotti Ivano, per i reati di truffa aggravata e continuata ed abuso di ufficio, la Sogeaal S.p.a. precisa quanto segue”. Cosi il Consiglio d’Amministrazione della Sogeaal composto da Carlo Luzzati, Mauro Giorico e Massimo Tavolacci.

“La Società prende atto della decisione del Giudice per l’Udienza preliminare
e attende di leggere le motivazioni della decisione, che dovranno essere depositate entro i prossimi novanta giorni, riservandosi sin d’ora di proporre, d’intesa col Pubblico Ministero procedente, impugnazione avverso detta decisione”.

“Fermo quanto sopra, il pronunciamento odierno in ambito penale non modifica in alcun modo il giudizio della Società sulle condotte del Signor Borlotti sotto il profilo gestionale, ancora oggetto di una causa civile di risarcimento danni pendente davanti alla Corte di Appello di Sassari, etico e morale”.

Nella foto l’aeroporto di Alghero

S.I.

Processo Borlotti: fatto non sussiste

ALGHERO – “Apprendo con piacere dal mio legale, Avv. Franco Luigi Satta, che questa mattina la Dott.ssa Serra, GUP del Tribunale di Sassari , chiamata ad esprimersi circa la richiesta di rinvio a giudizio nei miei confronti e di altri soggetti per una serie di delitti ipotizzati dalla Procura della Repubblica di Sassari (a seguito della denuncia presentata dalla Sogeaal) ha emesso la seguente sentenza: “si dispone il non luogo a procedere perché il fatto non sussiste”. Si mette così fine ad una serie di calunnie, accuse infondate, discrediti e attacchi originati dalla Sogeaal nei miei confronti”. Cosi Umberto Borlotti già direttore generale della Sogeaal sulla lunga e infinita querelle con la società di gestione.

“Con quest’ultima sentenza posso affermare, senza tema di essere smentito, che le accuse mosse fin ora dai vertici della società nei miei confronti su mala gestio, utilizzo improprio di denaro e di carte di credito aziendali, abuso d’ufficio per pagamento di servizi non resi alla società, arbitraria computazione di premi e bonus retributivi a sè stesso e altri collaboratori sono state sempre smontate e risultate non infondate e non veritiere. Sugli stessi capi, appena archiviati in sede penale, si era già espresso il Tribunale Civile di Sassari rigettando completamente le richieste risarcitorie avanzate dalla Sogeaal in quanto è stato ritenenuto corretto il mio operato. Al contrario va avanti, ed oggi si rafforza, la procedura penale da me promossa contro il Presidente Dr Carlo Luzzatti per diffamazione a mezzo stampa”.

“Credo che la Proprietà della Sogeaal debba prendere atto di questi comportamenti e rimuovere immediatamente l’attuale management per danni erariali provocati alle casse di una partecipata Regionale, quindi pubblica, per il comportamento, oserei dire persecutorio, adottato dalla società nei miei confronti, ed oggi verso altri dipendenti aziendali privi di colpe. Mi riservo nei prossimi giorni di convocare una conferenza stampa dove illustrerò una serie di atti di interesse pubblico e per commentare il comportamento dei vertici aziendali attuali”.

Nella foto Umberto Borlotti

S.I.

Topi e blatte: è allarme ad Alghero

ALGHERO – Non bastava la crisi, il taglio dei voli, l’assenza di eventi, la mancanza di turisti, il caos dei tavolini e le montagne di rifiuti a questo, e tanto altro, si aggiunge anche l’invasione di topi e blatte. Sono già giorni che commercianti e residenti in particolare del centro di Alghero che segnalano ad Algheronews la presenza record di insetti e animali. Senza considerare l’altra invasioni ovvero quella degli insetti, mosche su tutti, che è evidente in ogni zona della Riviera catalana e questo danneggia il lavoro di esercizi di ristorazione.

Ciò ha causato anche problemi oggettivi ad alcune attività che hanno visto i propri clienti essere letteralmente presi d’assalto dai ratti mentre si trovavano a consumare qualche drink nel dehor del locale. Uno dei tanti episodi che però ha aumentato la rabbia del titolare, già su tutte le furie per i gravi problemi del servizio di igiene urbana, che ha annunciato “una denuncia contro il Comune di Alghero e in particolare l’amministrazione in carica”.

Nella foto alcuni topi sulla strada

S.I.

Incendi: oggi è da allarme rosso

CAGLIARI – Domani è atteso un forte maestrale ed è prevista allerta per pericolo incendi nel sud-ovest e nel nord-est della Sardegna. La situazione sarà seguita con la puntuale attenzione dal Sistema regionale di protezione civile. Al contempo si invita la popolazione a segnalare ai numeri di emergenza l’avvistamento di incendi e a seguire le misure di autoprotezione per evitare situazioni di pericolo. Le norme di autoprotezione sono scaricabili anche sul sito istituzionale della Regione o sulla pagina della Protezione civile, digitando “sardegnaprotezionecivile”.

Nelle strutture ricettive i turisti trovano le informazioni sui comportamenti di prevenzione e tutela che possano evitare danni all’ambiente e alle persone. Appello, infine, agli operatori delle campagne: evitare lavorazioni con attrezzature che possano provocare incendi. I numeri di emergenza sono 1515 per contattare il Corpo forestale in caso di incendi boschivi, il 115 per i Vigili del Fuoco, il 118 per l’Emergenza sanitaria, il 112 per i Carabinieri e il 113 per la Polizia di Stato.

Link diretto ai bollettini di previsione di pericolo di incendio:
http://www.sardegnaambiente.it/index.php?xsl=2273&s=20&v=9&nodesc=1&c=7093.
Link diretto alle misure di autoprotezione:
http://www.sardegnaambiente.it/documenti/20_282_20160412140951.pdf​

Nella foto un incendio

S.I.

Alghero: ancora ladri in profumeria

ALGHERO – Ancora ladri in azione nel pieno centro di Alghero. Dopo averci tentato sabato scorso, questa notte ignoti si sono introdotti in un negozio di profumi e accessori di via Sassari. L’attività, proprio davanti alla pasticceria “Ciro”, è stata presa di mira ancora una volta. Forse per un furto su commissione riguardo i prodotti presenti al suo interno e la loro messa in vendita nel “mercato nero”.

Pare che a far scappare i ladri, già dentro il locale, sia stato qualche vicino che proprio verso le 3 di notte stava rientrando nella sua abitazione a pochi passi dalla rivendita. In pochi istanti i ladri, appena si sono resi conto di essere osservati, si sono dileguati. Sul posto, anche questa mattina, le forze dell’ordine che hanno raccolto i rilievi per provare a risalire ai responsabili.

Nella foto la profumeria oggetto dei tentativi di furti

S.I.

Scontro auto-moto, grave 20enne

ALGHERO – Bruttissimo incidente ad Alghero. Alla fine di via Giovanni 23esimo dove si innesta con viale della Resistenza si è registrato uno scontro violentissimo tra un grossa moto e una monovolume Qashqai. La Kawasaky condotta da un ventenne algherese stava infilando la strada che conduce verso Scala Piccada quando si è trovato davanti l’auto che aveva già quasi completato la curva sulla sua sinistra in direzione mare verso l’arteria che conduce poi al Balaguer.

Il forte impatto ha fatto volare il centauro oltre il veicolo a cui ha distrutto quasi tutto l’anteriore e parabrezza e poi è atterrato sull’asfalto causandosi diverse e gravi ferite ma per fortuna non così tanto da metterne in pericolo la vita. In particolare la gamba sinistra finita tra moto, macchina e asfalto ha avuto la peggio e lo stesso per diverse parti del corpo.

In pochi minuti si sono fermati alcuni passanti che hanno contribuito a immobilizzare il ferito e tranquillizzare l’autista dell’auto scioccato per quanto avvenuto, anche se non riportato alcun danno fisico. Poi è arrivata l’Ambulanza Medicalizzata che ha caricato sulla barella il ferito e lo ha portato a tutta velocità verso l’ospedale. Dopo un po’ di tempo sono arrivate le forze dell’ordine, ma meno male nel frattempo, come detto, alcune persone avevano già pensato a garantire la viabilità. I Vigili erano impegnati in un altro incidente stradale avvenuto poco prima.

Nella foto l’incidente

S.I.

Finti carabinieri rubano 10mila euro

SASSARI – Nella giornata odierna, presso la Stazione Carabinieri di Sassari, è stata presentata una denuncia per truffa ad opera di sedicenti Carabinieri. Nei giorni scorsi, infatti, un’anziana donna è stata dapprima contattata da un sedicente avvocato, il quale richiedeva 5.000 euro in contanti quale risarcimento per un presunto sinistro stradale provocato dal figlio della vittima, sottoposto nella circostanza a fermo da parte dei Carabinieri. In seguito, nel corso di una seconda telefonata, la signora ha ricevuto conferma del fatto da parte di un ignoto interlocutore, qualificatosi come Maresciallo dei Carabinieri che, rassicurandola, le comunicava inoltre che avrebbe mandato un proprio collega a ritirare il denaro utile a risarcire il danno e far sì che il figlio potesse essere così rilasciato.

Dopo alcuni minuti, si presentava presso l’abitazione della donna un individuo, in abiti civili e senza alcun distintivo di riconoscimento, il quale, presentandosi come Carabiniere in borghese, riusciva a farsi consegnare circa 10.000 euro in oggetti d’oro e 100 euro in contanti. Le indagini sono tuttora in corso ma, spiegano i militari del Comando Provinciale dell’Arma di Sassari, l’episodio descritto è solo l’ultimo di una serie di truffe perpetrate in tutto il territorio nazionale. Dall’attività di monitoraggio del fenomeno è emerso che i malviventi operano spesso in coppia, mettendo in atto, ai danni di persone anziane, condotte criminose come quella descritta oppure anche di altro genere: entrambi si qualificano come appartenenti all’Arma, per lo più senza mostrare segni distintivi, adducendo esigenze connesse con controlli di polizia, al fine di introdursi all’interno delle abitazioni degli anziani, per poi derubarli.

Uno dei due malviventi si qualifica come appartenente all’Arma e l’altro come dipendente del Comune e/o di aziende che erogano servizi (luce, acqua, gas, rifiuti, ecc.); entrambi si presentano nell’abitazione delle vittime con la scusa di effettuare dei controlli per poi asportare denaro e oggetti di valore; i malviventi propongono la sottoscrizione di abbonamenti a riviste non autorizzate riconducibili, tra l’altro, all’Arma dei Carabinieri, dietro corrispettivo di denaro. Nel caso in cui, spiegano i Carabinieri, qualcuno dovesse trovarsi in presenza di una condotta simile a quelle descritte è necessario chiamare immediatamente il numero d’emergenza 112 e rappresentare l’accaduto. I Carabinieri veri sono sempre riconoscibili in quanto indossano l’uniforme o, se in abiti civili, sono dotati di appositi distintivi e documenti di riconoscimento.

Nella foto il comando provinciale dei Carabinieri

S.I.

Piazza di spacciato nigeriana: 3 arresti

SASSARI – A conclusione di una complessa e articolata attività d’indagine, condotta dai Carabinieri della Compagnia di Sassari a partire dal gennaio scorso, sono state eseguite tre ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di altrettanti soggetti di nazionalità nigeriana, resisi responsabili di spaccio aggravato e continuato di sostanze stupefacenti.

I provvedimenti restrittivi emessi dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Sassari sono stati emessi a seguito delle indagini – coordinate dal Sostituto Procuratore dott. Mario Leo – effettuate per diversi mesi dai militari dell’Arma nel centro storico, precisamente nella zona tra Piazza Mazzotti e la parte bassa del Corso, dove era stato notato un frequente viavai di noti tossicodipendenti. Sono stati necessari lunghi appostamenti per individuare con precisione il luogo in cui avvenivano gli scambi e le dinamiche della cessione dello stupefacente, per giunta in un contesto ambientale ostile agli investigatori, caratterizzato da un non facile accesso e dalla presenza di “vedette” in grado di dare l’allarme al passaggio di forze di polizia.

La “centrale dello spaccio” è stata infatti individuata nella stretta via Infermeria San Pietro, dove gli occupanti dell’immobile erano in grado di monitorare a distanza le vie d’accesso e riconoscere gli acquirenti prima di farli entrare nell’abitazione. La prassi era sempre la stessa: dopo aver aperto la porta blindata che proteggeva l’ingresso, veniva effettuato un primo controllo sulla strada, facendo attenzione a tenere ben chiuso un cancello in ferro posto a ulteriore protezione dell’immobile. Dopo aver identificato l’acquirente quale persona “già conosciuta”, solo in assenza di ulteriori sospetti o anomalie, veniva allora consentito l’ingresso. Per uscire si seguiva la medesima procedura: anche in tal caso era necessario assicurarsi che non vi fossero improvvisi ingressi indesiderati.

Nel corso dei servizi di osservazione appositamente predisposti, i Carabinieri in borghese della Compagnia di Sassari, una volta compreso il meccanismo, sono riusciti a fare una serie di riscontri e avere così la prova materiale che le tante visite a domicilio non erano affatto casuali. Chi si recava in quell’abitazione lo faceva con l’unico scopo di approvvigionarsi dello stupefacente e per farlo era disposto a pagare in contanti ovvero anche a cedere beni personali, come computer e cellulari.

Nella giornata di ieri l’operazione di sevizio è stata portata a termine. Dopo aver individuato idonei nascondigli, i militari dell’Arma sono restati in attesa per diverse ore e, alla prima occasione utile, quando un potenziale acquirente ha bussato alla porta dell’abitazione e gli occupanti, eseguite le verifiche di routine, hanno aperto, hanno fatto ingresso nei locali prima che gli interessati riuscissero a chiudere la porta. Nel corso della perquisizione, sono stati rinvenuti e sequestrati circa 12 grammi di eroina e quasi 5000 euro in contanti, frutto di tutta la droga spacciata in precedenza. Espletate le formalità di rito, per i coniugi Humphery Enogterie (classe 1989) e Sofia Tony (classe 1986) e per il loro complice Williams Oboasoah (classe 1988) si sono quindi aperte le porte del carcere di Bancali, dove i tre dovranno restare a disposizione dell’Autorità Giudiziaria con l’accusa di spaccio aggravato e continuato in concorso tra loro: risultano infatti essere almeno 8 gli episodi di spaccio documentati dai Carabinieri.

Nella foto i carabinieri in azione

S.I.