Ricciao per hobby, multa da mille euro

BOSA – A seguito di una segnalazione ricevuta nel pomeriggio odierno relativamente alla pesca illegale di ricci, il personale dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Bosa si è recato in località Managu per verificare l’informazione ricevuta. Giunti in loco, i militari della Guardia Costiera hanno individuato una persona sospetta intenta a fare immersioni subacquee. Dopo pochi minuti hanno visto riemergere il pescatore abusivo con al seguito una sacca contenente 164 ricci. Colto sul fatto, il trasgressore ha dichiarato che non era a conoscenza del fermo pesca per questa specie marina.

Si è proceduto, quindi, a elevare una sanzione amministrativa pari a 1000 euro e a sequestrare l’attrezzatura illegale utilizzata per la pesca dell’echinoderma. Il Comandante dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Bosa, Tenente di Vascello Francesco Bernardi, ringrazia pubblicamente il segnalante chiedendo che, chiunque in futuro abbia contezza di situazioni similari, lo comunichi il prima possibile alla Guardia Costiera.

In questo periodo in cui le risorse marine sono sempre più fragili già per i cambiamenti climatici e per l’arrivo di specie aliene, bisogna prendere coscienza che se non vogliamo l’estinzione di determinati esseri viventi acquatici, è di preminente importanza la tutela del patrimonio biologico, in particolare nei periodi della riproduzione. Nessun cittadino si può ritenere esente da colpe se non segnala gli illeciti o, peggio ancora, se consuma la specie ittica vietata. È ulteriormente doveroso rimarcare che solo gli interventi mirati, anche e soprattutto a seguito di segnalazioni da parte dei cittadini, possono nei limiti del possibile evitare che i furbetti distruggano l’ecosistema marino per puro interesse personale.

Nella foto il materiale sequestrato dalla Guardia Costiera di Bosa

S.I.

Sardegna, è allarme cavalcavia

ALGHERO – Occhi puntati sui cavalcavia in Sardegna. Sono tanti, troppi, quelli in pessime condizioni che meritano un urgente intervento di riqualificazione. E all’indomani della tragedia accaduta a Genova, il Codacons concentra la sua attenzione sullo stato delle infrastrutture sul territorio e per la Sardegna indica un manufatto che necessiterebbe di verifiche e indagine per accertarne il livello di sicurezza. Si tratta del cavalcavia sulla strada statale 131, “Mesu Mundu”, già oggetto di una protesta dei sindaci. L’associazione dei Consumatori ha deciso di inoltrare una diffida al prefetto di Sassari perché disponga “un blocco “temporaneo per alleggerire il traffico sul viadotto a rischio”.

Il Codacons chiede, in particolare, il blocco dei mezzi pesanti su questo viadotto per 30 giorni, così da dare modo ai tecnici di provvedere alle necessarie verifiche sullo stato e la sicurezza della struttura. Inoltre sollecita l’impiego del genio militare “per realizzare a stretto giro le verifiche necessarie insieme ai gestori, così da minimizzare l’impatto sul traffico”. Ma, come detto, non è solo in questo tratto, infatti ci sono diverse porzioni delle strade nell’Isola che sono in condizioni critiche.

Nella foto il cavalcavia lungo la strada per Ittiri-Sassari

S.I.

Guardia Costiera: Ferragosto sottotono

BOSA – I venti provenienti dai settori settentrionali, aventi avuto origine nel Golfo del Leone, hanno dato luogo a condizioni di mare molto mosso, a tratti agitato, lungo le coste della Planargia e del Montiferru. È stata questa, secondo la Guardia Costiera, la principale causa della scarsa affluenza di bagnanti sulle spiagge della Sardegna occidentale. Se per i più il Ferragosto è stato, contrariamente alle previsioni di pioggia, un momento per godere della naturale elioterapia, di contro il tratto marino di Porto Alabe ha visto l’afflusso di surfisti esperti che, approfittando delle onde alte circa 2-2,5 metri, hanno voluto trascorrere una giornata di festa più movimentata del solito, cavalcando le onde del litorale tresnuraghese e magomadese. Un po’ di agitazione ci è stata quando, attorno alle 14:30, una tromba d’aria ha spazzato via diversi ombrelloni nella spiaggia meridionale di Bosa marina.

L’intervento dei militari della Guardia Costiera di Bosa, sia a mare che a terra, è stato comunque volto, come già annunciato dal Comandante nei giorni scorsi, sempre a garantire la sicura balneazione e l’utilizzo della risorsa marina nella maggior sicurezza possibile. I pattugliamenti costieri proseguiranno anche nei prossimi giorni con le medesime modalità e con gli stessi scopi già annunciati in precedenza.

Il comandante, Tenente di Vascello Francesco Bernardi, tiene ulteriormente a raccomandarsi affinché tutti utilizzino responsabilmente la risorsa marina valutando le proprie condizioni fisiche e le condizioni del mare che, per giovedì e venerdì dovrebbero essere favorevoli, ma che da sabato 18 agosto dovrebbero nuovamente tendere al peggioramento.

Nella foto la Guardia Costiera di Bosa

S.I.

Bosa, pesca di frodo con nasse

BOSA – Durante l’attività di pattugliamento volta a garantire la sicurezza della balneazione, nell’ambito del più ampio programma “Mare sicuro 2018”, il personale della Guardia Costiera di Bosa a bordo del Battello veloce A63 ha rinvenuto in località Sa Lumenera due segnali da pesca irregolari ai quali erano vincolate 17 nasse di diverse dimensioni: tredici di circa 80 cm e quattro di circa 50 cm.

Visto il basso fondale dove sono state rinvenute (circa 10 metri), è presumibile che il pescatore di frodo volesse catturare molluschi o piccoli crostacei. Durante questo periodo di maggior affluenza di bagnanti e turisti, saranno intensificati i controlli principalmente volti a garantire una balneazione sicura, senza tuttavia tralasciare l’importanza delle altre attività di cui il Corpo delle Capitanerie di Porto/Guardia Costiera è competente.

Il Comandante della Guardia Costiera di Bosa, Tenente di Vascello Francesco Bernardi, coglie l’occasione per raccomandarsi affinché tutti i bagnanti utilizzino la risorsa marina con estremo rispetto, ponendo attenzione alla tutela della propria ma anche dell’altrui sicurezza, valutando in primo luogo le condizioni meteo ma ancor di più il proprio stato di salute. Molto importante è anche l’indicazione data dall’assistente bagnante con l’ausilio delle bandierine: bandierina rossa (balneazione pericolosa) o bandierina gialla (balneazione sconsigliata) o bandierina bianca (balneazione tranquilla).

Nella foto le nasse sequestrate

S.I.

Ricci, abusivi: Regione parte civile

CAGLIARI – “Come Regione siamo pronti a costituirci parte civile in eventuali processi a carico dei pescatori abusivi di riccio di mare. La tutela dell’ambiente e delle specie che lo abitano è un dovere civico che dobbiamo impegnarci a mettere in atto per le generazioni che verranno. Si può infatti fare la raccolta dei ricci, nei periodi e nei modi stabiliti dalle norme, così da rispettare il prodotto e tutto l’ecosistema marino. Come istituzione difenderemo gli interessi e il patrimonio di tutti i sardi, incaricando l’ufficio legale della Regione per chiedere il massimo delle pene previste e il massimo del risarcimento danni agli eventuali trasgressori”. Lo ha detto l’assessore dell’Agricoltura, con delega su Pesca e Acquacoltura, Pier Luigi Caria accogliendo i diversi inviti giunti in questi giorni dagli operatori del comparto e dai numerosi portatori di interesse coinvolti a vario titolo nella pesca e nella salvaguardia della specie. Proprio a inizio settimana, e dopo il sequestro da parte della Guardia di Finanza di 31 chilogrammi di polpa di riccio (corrispondente ad almeno 25mila esemplari prelevati) l’associazione ambientalista WWF ha deciso di costituirsi parte civile contro i bracconieri del mare.

“Come Assessorato – ha proseguito Caria – abbiamo modificato a inizio 2018, in stretta collaborazione con i pescatori e i loro sindacati, le norme sui quantitativi da raccogliere, le giornate di lavoro e le ore in cui si può stare in mare. Abbiamo riorganizzato dopo tanti anni un comparto importante per le economie dell’Isola, che ha il nemico principale nei pescatori di frodo. L’augurio è che, proprio in occasione delle vacanze ferragostane, i tanti cittadini e turisti che affolleranno i nostri centri costieri rispettino le regole, perché la Regione è e sarà sempre al fianco delle forze dell’ordine che faranno di tutto, con grande senso del dovere, per garantire la legalità”.

Nella foto uno dei tanti sequestri della Forestale

S.I.

Alghero, ancora banconote false

ALGHERO – Nel corso degli ultimi giorni si è registrato, complice la presenza di un notevole flusso turistico, il fenomeno della spendita di banconote false, che ha interessato in due distinti episodi esercizi commerciali del Comune di Alghero e di Olmedo. Le banconote falsificate sono da euro 100 e, come verificato, le stesse sono di buona fattura per consistenza della carta, presenza delle parti in rilievo e dei principali segni antifrode e per i numeri seriali che sono diversi, anche se solo nelle ultime tre cifre. Questo presuppone una maggiore attenzione da parte dei falsari e di chi effettua la spendita. Entrambi gli esercizi commerciali erano privi di sistemi di controllo di banconote ed in entrambi i casi l’acquisto è stato effettuato in un momento di maggior confusione per la presenza di numerosi avventori.

Nel caso di acquisti con banconote di grosso taglio è pertanto consigliato agli esercenti pubblici particolare attenzione nell’esame delle stesse, in modo da non ricevere banconote false che in ogni caso devono essere consegnate alle forze di polizia. Se una persona abbia dei dubbi sulla legittimità di una banconota in suo possesso non deve tentare di spenderla, perché tale comportamento costituirebbe un reato; deve invece farla esaminare da addetti agli sportelli delle banche commerciali o degli uffici postali o delle Filiali della Banca d’Italia.

Sul sito internet dell’Arma dei Carabinieri c’è una pagina apposita che spiega come comportarsi nel caso una persona trovi la banconota falsa. E anche dei consigli utili per capire se sono contraffatte o meno. Primo fra tutti: tenere la banconota controluce e osservare il registro recto-verso; la filigrana, il filo di sicurezza microscritto. Pagina web di interesse:
http://www.carabinieri.it/cittadino/consigli/tematici/banconote-e-monete-false/banconote-euro

Serra di marijuana, arresto ad Alghero

ALGHERO – Nel corso di attività di incremento della prevenzione e repressione del fenomeno connesso ai reati di criminalità diffusa e detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, il Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Alghero ha proceduto all’arresto di un 41enne del posto che aveva realizzato all’interno della sua abitazione una coltivazione di cannabis indica. All’interno dell’immobile sono state trovate 138 piante di marijuana dell’altezza da 2 a 110 centimetri, materiale per la coltivazione, taniche di fertilizzante, sistemi di areazione, due bilancini di precisione, materiale vario per il confezionamento e 107 grammi di infiorescenze di marijuana già pronte per l’immissione nel mercato illegale della riviera del corallo.

Sono stati inoltre sequestrati 3 impianti di coltivazione idroponica indoor, comprensivi di grove box, kit di illuminazione, timer per la temporizzazione, deumidificatore, ventilatore e fertilizzanti dove le piante erano minuziosamente catalogate per grandezza e tipologia e fatte crescere in modo da avere sempre a disposizione per il periodo estivo un quantitativo in grado di soddisfare la richiesta di stupefacente del mercato locale. Nel corso della perquisizione domiciliare è stata trovata la somma contante di 900 euro ritenuta provento dell’illecita attività di spaccio e 180 ml di metadone di cui l’algherese dovrà giustificare il possesso. L’arrestato è stato associato alla casa circondariale di Sassari Bancali, in attesa udienza di convalida.

Nella foto della piante di marijuana

S.I.

Embolia e infarto, soccorsi dal cielo

OLBIA – Sono stati cinque gli interventi effettuati ieri dall’elicottero di stanza a Olbia, tre i pazienti trasportati con volo notturno. Un primo intervento è stato effettuato, intorno alle 9, per un paziente di Palau, trasportato al Santissima Annunziata di Sassari. Poco dopo le 12 un secondo paziente è stato portato da Olbia ancora al Santissima Annunziata, quindi, intorno alle 16, altro intervento, stavolta ad Arzachena. In serata (alle 19.09) l’elisoccorso è stato attivato per un paziente con arresto cardiaco complesso, soccorso e trasferito da Palau al Giovanni Paolo II di Olbia. L’intervento si è concluso poco prima delle 22. Dalle 22.27 alle 2.11 il mezzo è stato di nuovo impegnato per il trasporto e ritorno di due pazienti, in contemporanea, entrambi con embolia gassosa da decompressione rapida. Dall’ospedale di Olbia sono stati trasferiti alla camera iperbarica dell’ospedale Marino di Cagliari.

Nella foto uno degli elicotteri del soccorso

S.I.

Droga a Ozieri, decine di arresti

OZIERI – I Carabinieri della Compagnia di Ozieri, in collaborazione con personale dei reparti del Nucleo Cinofili di Abbasanta e del 10° Nucleo Elicotteri Carabinieri di Olbia, al termine di una complessa attività di indagine durata circa 13 mesi, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, agli arresti domiciliari ed con obbligo di dimora emessa dal Tribunale di Sassari, su richiesta di quella Procura, nei confronti di 19 soggetti, residenti in Ozieri, Bultei ed Anela, ritenuti responsabili, a vario titolo e in concorso tra loro, di tentata estorsione, minaccia, detenzione e vendita di sostanze stupefacenti del tipo marijuana e cocaina
a.
Le indagini, condotte dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Ozieri e coordinate dalla Procura della Repubblica di Sassari, hanno permesso di fare luce sulle attività criminali degli arrestati che, da Ozieri, si recavano in Bultei dove acquistavano grosse quantità di sostanza stupefacente e, dopo averla trasportata con proprie autovetture, successivamente la “tagliavano” e rivendevano ad Ozieri. L’attività investigativa si è estrinsecata attraverso una serie di appostamenti finalizzati all’individuazione delle cessioni di stupefacenti, documentati anche con fotografie e videoriprese. Col trascorrere dei mesi sono quindi stati identificati i vari spacciatori, con non poche difficoltà, anche in considerazione di un contesto ambientale ostile agli investigatori, caratterizzato da un non facile accesso alle strade interessate e dalla presenza di “vedette” in grado di dare l’allarme al passaggio delle forze di polizia.

Le investigazioni hanno appurato che il “modus operandi” degli arrestati consisteva nell’acquisto dello stupefacente da alcuni fornitori fuori città, per rivenderlo successivamente nella piazza di Ozieri ai consumatori del luogo servendosi di una fitta rete di spacciatori che venivano attivati all’arrivo della droga con messaggistica telefonica. La divisione dello stupefacente avveniva in orari notturni nei vicoli e nelle piazze del centro storico, luoghi poco frequentati, ove davano appuntamento agli acquirenti.

Con servizi di osservazione e pedinamento è stato possibile documentare i vari passaggi dell’illecito business, dall’acquisto della droga alla vendita diretta. L’attività investigativa ha permesso, inoltre, di accertare un caso di tentata estorsione poiché mediante minaccia un indagato ha compiuto atti idonei volti a costringere altro indagato a pagargli un debito accumulato inerente lo spaccio di stupefacente da lui fornito.

Le ipotesi investigative, tradotte in richiesta di misura cautelare dalla Procura della Repubblica di Sassari, sono state condivise dall’Ufficio del GIP che ha emesso il provvedimento restrittivo odierno con cui è stata disposta la custodia in carcere per Fabrizio Dessì, 36enne di Ozieri, Dario Bertulu, 37enne di Ozieri, Adriano Sanna, 19enne di Ozieri, i fratelli Giovanni Maria e Lorenzo Sini, 30enne e 22enne di Ozieri Angelo Brau, 34enne di Bultei, Giacomo Mellino, 27enne di Anela, Graziano Mellino, 49 di Bultei e Paolo Bianchina, 37enne di Ozieri. E un’altra decina di persona ha subito dei provvedimenti restrittivi come i domiciliari e l’obbligo di dimora. Nel corso delle investigazioni è stato eseguito un arresto – in flagranza di reato – , sono stati sequestrati alcuni etti di sostanza stupefacente ed identificati 35 consumatori di sostanze stupefacenti che saranno segnalati alla Prefettura di Sassari.

Nella foto i Carabinieri

S.I.

Droga, chiusa maxi-operazione

OZIERI – Dalle prime luci dell’alba, i Carabinieri della Compagnia di Ozieri stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Tribunale di Sassari, su richiesta di quella Procura che ha coordinato le indagini, nei confronti di 19 indagati, responsabili a vario titolo ed in concorso di detenzione e spaccio di stupefacenti, minaccia e tentata estorsione. I dettagli dell’operazione saranno resi noti nel corso di un incontro con la stampa che si terrà alle ore 10.30 odierne presso la sede del Comando Provinciale Carabinieri di Sassari.

S.I.