“Centro Anziani resti pubblico”

ALGHERO – “Da tempo stiamo chiedendo di capire dal Sindaco come si vuole procedere per gestire al meglio “Casa Serena” da tempo stiamo chiedendo alla commissione competente di effettuare un sovralluogo per accertarci personalmente della situazione del complesso ma non abbiamo ricevuto nessuna risposta in merito”. E’ Mimmo Pirisi, capogruppo del Partito Democratico a ritornare su un altro delicato tema che ha visto anche la tragedia della morte di un’anziana a seguito della caduta dentro la struttura [Leggi]

Ma Pirisi evidenzia che “oggi veniamo a sapere dell’ennesima delibera esplorativa per soggetto non ancora identificati per una possibile gestione o ancora più grave vendita della struttura, precisando che siamo aperti a valutare tutto riteniamo che almeno tre punti vadano mantenuti: mantenimento della proprietà pubblica, nell’ipotesi di gestione deve essere garantito il mantenimento e la crescita occupazionale attuale senza mettere a rischio le attuali forze lavoro (per non incorrere in situazioni simili ad altri appalti tipo scuolabus) e infine dovranno essere migliorati i servizi agli ospiti e la struttura adeguata a tutte le normative vigenti senza dover aumentare le rette agli ospiti presenti e a quelli futuri”.

Nella foto Mimmo Pirisi

S.I.

Allarme sanitario: chiudere centro

SASSARI – “Le immagini riguardanti il centro di accoglienza di Sassari, trasmesse su Rete 4 -Dalla Vostra Parte, mostrano ancora una volta quanto sia precaria e superficiale la gestione del continuo flusso migratorio che investe la Sardegna”. Cosi “Noi con Salvini Sardegna” riguardo la condizione in cui si trova lo spazio che a Sassari ospita gli stranieri sbarcati in Sardegna.

“Se la palazzina che prima ospitava 14 famiglie, sgomberata perchè fatiscente, è stata poi adibita a centro di accoglienza per quasi duecento clandestini con l’avallo della Prefettura su adeguatezza e agibilità, è evidente che qualcuno abbia agito senza criterio. Ci chiediamo pure se siano sotto controllo le condizioni di igiene e salute dei clandestini ospitati nel centro, in modo da non mettere in pericolo la salute dei cittadini del quartiere. Le autoritá competenti intervengano subito sgomberando il centro e mettendo in sicurezza la struttura”.

Nella foto centro profughi

S.I.

Aeroporto: venerdi incontro

ALGHERO – “L’effetto negativo di tanti mesi d’incertezza e immobilismo è già stato pesantissimo, ma il futuro dell’aeroporto di Alghero, storica porta di accesso alla Sardegna, non promette niente di buono senza un’adeguata programmazione”. Cosi da Sant’Anna riguardo l’aeroporto. “L’imminente chiusura della base Ryanair aggraverà ancora la già precaria situazione economica, con ripercussioni innegabili sul diritto alla mobilità dei sardi e il rischio di un definitivo tracollo del sistema turistico, pesantemente ridimensionato anche nella stagione estiva in larghi settori dei servizi extra-alberghieri. Così cento Sindaci sardi, i vertici delle associazioni di categoria e le organizzazioni sindacali dei lavoratori chiamano a raccolta i cittadini, gli imprenditori, i partiti politici e con una lettera-invito indirizzata agli Europarlamentari sardi, ai Senatori e Deputati eletti nelle circoscrizioni della Sardegna, al Presidente del Consiglio Gianfranco Ganau e a tutti i Consiglieri regionali, li sensibilizzano a partecipare alla manifestazione pubblica in programma venerdì 7 ottobre 2016 (Piazza Lo Quarter ad Alghero, ore 15) per capire quali sono le strade percorribili e attuabili nell’immediato e decidere insieme quali azioni il territorio intende assumere”.

“Ci rivolgiamo con determinazione e responsabilità a chi rappresenta le Istituzioni chiedendo un autorevole e concreto interessamento, affinché si assumano quelle decisioni in grado di far ripartire lo scalo, rilanciare la società di gestione e assicurare una prospettiva più certa ai lavoratori, agli imprenditori, ai cittadini” scrivono Sindaci, imprese e sindacati.

Nella foto l’aeroporto

S.I.

Scuolabus: mamma dai carabinieri

ALGHERO – Non stanno rispettando il rispetto del capitolato che prevede il porta a porta: è questa la denuncia da parte di diverse mamme di Sa Segada che stanno subendo le modifiche al servizio scuolabus. Modifiche che avrebbero dovuto migliorare il servizio ma che fino ad ora hanno prodotto soltanto disagi. Tra le critiche delle ultime ore fatte emergere dal sito delle borgate di Alghero: “Si offre il servizio porta a porta a chi è fortunato ad avere l’ingresso di casa su strada asfaltata. Chi invece lo ha su strada bianca, nulla. Questa la trovo una grande disparità, oltre ad avere crateri sulla strada abbiamo anche disservizi nei servizi (pagati)!” Tutto questo nonostante le rassicurazioni giunte dal Sindaco Bruno e assessore Esposito [Leggi].

E ancora viene denunciato che “qualche bambino scende dal pulmino e prende la bicicletta per arrivare fino a casa, eccolo il porta a porta!”, ma non solo “stanno forse aspettando che ci asfaltino le strade, hanno paura di rovinarsi i pulmini nuovi. Ma io dico, allora non partecipate a una gara d’appalto per un servizio da espletare nelle campagne”. Una condizione assurda. “Che vergogna, meno male che ci avevano garantito un servizio migliore, almeno lasciarci quello che avevamo!” Nell’attesa che i funzionari della motorizzazione, ai quali pare sia stata affidata la responsabilità della risoluzione del problema, trovino il tempo per i sopralluoghi, una mamma si è rivolta al comando dei Carabinieri di Santa Maria la Palma per verificare se ci siano o meno gli estremi per un’ipotesi di reato.

Nella foto i mezzi del servizio scuolabus

S.I.

Dramma lavoro: Bruno conferma

ALGHERO – Com’era lecito attendersi, i dati sul lavoro diffusi attraverso un articolo di Algheronews [Leggi] hanno sollevato un polverone in città. Piazze reali e virtuali nella giornata di ieri hanno avuto come oggetto principale dei discorsi questo tema. Anche se quanto emerso attraverso i numeri dell’Agenzia Regionale del Lavoro è Lapalissiano, al netto dei servi sciocchi che pur senza occupazione difendono l’indifendibile, la stragrande maggioranza degli algheresi ha accolto con rabbia la conferma del disastro occupazionale nella Riviera del Corallo.

45%, del totale della popolazione attiva residente ad Alghero (tra i 15 e i 64 anni), tra gli iscritti a quello un tempo denominato “Ufficio di Collocamento” in viale Sardegna alla Petraia. Un’emorragia di posti di lavoro che anche il sindaco Mario Bruno non ha potuto che confermare. Con dei passaggi poco rilevanti (morti e stagionali) e in maniera contorta, come spesso accade quando si parla di comunicazione. Attraverso un post su facebook, nel pomeriggio di ieri, il Primo Cittadino ha commentato (anche senza citare la fonte) l’articolo di Algheronews avvalorando quanto scritto anche nei termini della gravità della situazione generale. Commento, non si sa perchè, se non forse per i consigli dell’imponente macchina comunicativa, cancellato nel giro di pochi minuti.

13.016 algheresi è senza lavoro su un totale di 44.00 abitanti (dato sugli abitanti assolutamente allarmante visto che, ad esempio, Olbia sta superando i 60.000). E, come scrive lo stesso Bruno, quando lui è arrivato a Sant’Anna il dato era molto inferiore e superava i 12.000. In campagna elettorale più volte disse che se ci fosse stato un solo disoccupato in più si sarebbe dimesso subito, ecco siamo, purtroppo davanti, diverse centinaia di persone in più senza lavoro. Senza considerare che molti algheresi, come ricordano anche i tecnici regionali, non sono iscritti all’Ufficio del Lavoro ma sono senza occupazione. Inoltre, questo dato è aggiornato al 31 dicembre 2015 dunque, com’è evidente, l’annualità in corso registrerà sicuramente un netto peggioramento. Per farla breve, è certo che il dato reale super il 50%. E questo in generale è un dramma, ma ancora di più per una località turistica dalle mille risorse e ricchezze con porti, aeroporto, parco terrestre e marino, uffici, negozi, mercati, borgate, musei, fondazione culturale, storia e tradizione unici, non può che rappresentare un totale fallimento politico e amministrativo.

Nella foto Bruno dal video della campagna elettorale

S.I.

bruno-lavoro

Ecco i manager della sanità sarda

CAGLIARI – “Norme e riforme devono trovare uomini e donne adatti per portarle avanti: noi abbiamo scelto quelli giusti per cambiare la sanità sarda”. Così il Presidente della Regione, Francesco Pigliaru, ha presentato ieri alla stampa, con l’assessore della Sanità, Luigi Arru, i nuovi manager delle Aziende sanitarie e ospedaliere della Regione: Fulvio Moirano per la Asl di Sassari e poi Ats, Antonio D’Urso per la guida dell’Azienda ospedaliero universitaria di Sassari, Graziella Pintus per l’Azienda Brotzu e Giorgio Sorrentino, per l’Azienda ospedaliero universitaria di Cagliari. Presente anche il presidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale, Raimondo Perra.

“E’ un risultato di cui, come Giunta, siamo orgogliosi, e che arriva dal grande lavoro portato avanti dall’assessorato, dalla nostra maggioranza in Consiglio regionale, dalla Commissione sanità”, ha proseguito il presidente Pigliaru. “Ringraziamo chi ha lavorato come commissario nelle Asl in questo lungo periodo, in una situazione certamente non facile. E ringraziamo chi porta ora qui la sua professionalità e lo fa con entusiasmo. La capacità di attrarre competenze essenziali per crescere è il segno di quella società aperta che la Sardegna sta dimostrando di essere.” Arru ha aggiunto che, facendo gioco di squadra, “abbiamo portato a casa un obiettivo impegnativo, dopo un percorso scosceso, ma affrontato sempre con grande intesa con il Presidente. Siamo soddisfatti – ha detto l’Assessore – per le scelte e non c’è stata alcuna preclusione per manager sardi: in questa fase occorreva qualcuno che fosse già pronto per la sfida del piano di rientro e dell’incorporazione delle Asl”. Presentando Antonio D’Urso (“individuato per la grande esperienza in processi di fusione”), Arru ha ricordato l’importante lavoro del commissario Giuseppe Pintor e i risultati raggiunti.

Il direttore generale della Asl di Sassari, Fulvio Moirano, entrerà ufficialmente in servizio dal 15 ottobre: “So che sarà impegnativo – ha detto – ma mi piacciono le sfide. La Sardegna non è una Regione cosiddetta canaglia, ma ha un forte disavanzo abbinato a una bassa qualità dei Lea (livelli essenziali di assistenza). Non sono venuto qui per tagliare, credo che i bilanci si mettano a posto riorganizzando le reti di offerta dei servizi. Sarà importante portare a casa la riforma della rete ospedaliera e le cure sul territorio”. Prenderà ufficialmente la guida dell‘Aou di Sassari dal 14 ottobre Antonio D’Urso e, come Moirano, ha un contratto per cinque anni. “Non ho timore di affrontare questa nuova esperienza – ha detto ai giornalisti – né paura, ma rispetto e voglia di mettere a disposizione della comunità i miei valori professionali e le mie competenze”.

Direttore generale dell’Azienda Brotzu, dopo esserne stata il commissario per oltre due anni, Graziella Pintus ha ricordato il percorso di incorporazione degli ospedali Businco e Microcitemico, concluso lo scorso anno. “Non è stato semplice – ha detto – ma abbiamo raggiunto risultati rilevanti: dall’aumento dei trapianti al punto di accesso di Pronto soccorso pediatrico e, a breve, completeremo il trasferimento della chirurgia pediatrica”. Anche il direttore generale dell’Aou di Cagliari, Giorgio Sorrentino, ha illustrato per grandi linee il lavoro fatto in questi anni da commissario: “presto concluderemo il trasferimento del Pronto soccorso al Policlinico, abbiamo un reparto di emodinamica all’avanguardia e una rianimazione finalmente unificata e da undici posti. Vogliamo e possiamo valorizzare ancor più l’Azienda universitaria e, quanto fatto finora, ha concluso, si è reso possibile grazie alla collaborazione degli operatori della sanità”.

Nella foto i manager della sanità

S.I.

Quanto costa il Puc agli algheresi?

ALGHERO – “Sperando di sbagliare, neanche questa amministrazione riuscirà ad approvare il PUC. Nonostante il tanto decantato “cronoprogramma” di Mario Bruno prevedesse l’approvazione del Piano Urbanistico Comunale entro l’estate 2016, le recenti affermazioni del sindaco spostano tale limite entro la fine del mandato. Una vera e propria presa in giro“. I Riformatori Sardi puntano i riflettori su un tema che, come un fiume carsico, appare e scompare, ovvero il Puc. Questione che, al netto delle solite promesse e annunci, ancora non veda alcuna approvazione, ma solo un enorme esborso di denaro per le casse comunali e dunque per gli algheresi.

“A questo punto ci domandiamo quanto sia realmente convinto il sindaco Bruno di riuscire nell’impresa, considerato che la maggioranza di governo è, ad oggi, numericamente in vantaggio di soli due consiglieri rispetto alla minoranza e che, potrebbe essere, tra loro siedano persone costrette ad astenersi dalla votazione di approvazione del Piano Urbanistico Comunale (sempre che il sindaco non abbia qualche asso nella manica tra le opposizioni dove qualche forza politica lo potrebbe sostenere)”.

“Siamo inoltre curiosi, a nome della collettività, di sapere quanto stia costando agli algheresi la mancata approvazione del Puc, strumento che determina lo sviluppo della città nel futuro con importantissimi effetti socio-economici, oggi più che mai attesi e necessari, la cui redazione, ricordiamo, venne assegnata all’Architetto Emilio Zoagli nel lontano 1994. «In tempi brevi deve essere approvato il nuovo Puc, che deve essere un Puc giusto», così era scritto nel programma elettorale del candidato sindaco Mario Bruno. Gli algheresi riflettano”.

Nella foto un incontro dei Riformatori Sardi

S.I.

Alghero: disoccupazione al 45%

ALGHERO – Come si usa dire: i nodi vengono sempre al pettine. Ed è così che, come ripetiamo da mesi, se non si creano le condizioni per delle serie ricadute economiche nei vari settori e in particolare dai comparti primari, quali turismo e commercio, la situazione generale, già precaria, diventa molto preoccupante. Al netto delle parole che spesso non riescono a rappresentare al meglio la durezza della realtà, Alghero è dentro un tunnel da cui non si vede ancora la via d’uscita. L’assenza di politiche virtuose atte a creare progetti utili ad implementare l’economia e dunque i posti di lavoro e soprattutto il drastico calo di arrivi e presenze pesa come un macigno. A questo si aggiungono azioni e provvedimenti assurdi e fuori dal tempo come il regolamento dei suoli pubblici e le azioni restrittive contro i locali oltre la miriade di sanzioni che non ha fatto altro che creare un oggettivo clima di terrore in un periodo già molto difficoltoso. Insomma l’opposto di quello che dovrebbe essere una località turistica.

Condizione, che i più avveduti evidenziano da mesi, ma che taluni amministratori sembrano prendere sotto gamba o addirittura non vedere. Ma, come dicevamo, i problemi poi vengono sempre a galla. Ed è cosi che, vista la stagione sempre più ridotta, molti lavoratori algheresi non riusciranno a prendere la “disoccupazione”. Contributo mensile che per molti permetteva di andare avanti nei mesi invernali. Riflessi negativi che però non si fermano qui ma sono evidenti nelle scelte di alcune attività del centro città, bar, alimentari, negozi e anche note pasticcerie che chiuderanno a breve per riaprire, se va tutto bene, in primavera. Insomma un vero disastro. L’opposto rispetto alla tanto decantata destagionalizzazione. Proposito che fino qualche anno fa era raggiungibile grazie ai maggiori collegamenti aerei e anche alle politiche turistiche e proposte culturali in bassa stagione. Oggi invece siamo all’anno zero. Chi governa la città dovrebbe prendere atto della grave condizione in cui si trova Alghero. Non si può fare come gli struzzi. Da tempo si dice che sarebbero stati autunno e inverno drammatici eppure poco o niente si è fatto per cambiare rotta. Anzi, la politica sembra sempre più distaccata dai problemi reali, mentre le azioni devono essere indirizzate a un solo obiettivo: creare occasioni per evitare l’emorragia dei posti di lavoro.

Il sindaco aveva detto che avrebbe controllato giorno per giorno il contatore degli occupati. Ecco allora ricordiamo al Primo Cittadino che secondo i dati ufficiali della Regione la disoccupazione ad Alghero è al 45%. La popolazione è scesa a 44.082 abitanti (Olbia invece sta per superare i 60.000), mentre il totale delle persone in cerca di lavoro, nella fascia d’età tra 15 e 64 anni (che sono 29.247), è di 13.016 (mentre il totale degli iscritti in cerca di lavoro riguardante il Centro Dati facente capo ad Alghero è di 18.397). Dati, questi, al 31 dicembre 2015, mentre l’anno in corso, secondo i primi numeri registrati, sarà ancora peggiore. Un vero dramma sociale. Non è chiaro cosa attende ancora la politica tutta a prendere atto che così non si può più andare avanti. Il rischio di raggiungere un punto di non ritorno è dietro l’angolo.

Nella foto il centro storico di Alghero

S.I.

Scuole: zero antincendio? Allarme

ALGHERO – “Mentre il Sindaco e la sua Giunta continuano a riempire i media con fiumi di comunicati stampa autocelebrativi, la situazione dei servizi in Città continua a precipitare verticalmente. A giugno di quest’anno avevo già denunciato la perdita del finanziamento certo di circa 500 mila euro di fondi statali sul progetto “scuola fatti bella”, per il semplice fatto che il comune si fosse “dimenticato” di presentare domanda. Risorse necessarie come l’acqua, per procedere alla messa in sicurezza dei plessi scolastici cittadini, invece l’ Amministrazione e la maggioranza che la sostiene mi avevano risposto, in maniera volgare e dispregiativa (dandomi del kamikaze e “trullalero”) che quelle risorse non servivano (sic!!!) posto che, asserivano, di li a breve sarebbe partito il faraonico intervento “iscol@” che avrebbe riammodernato l’intero patrimonio edilizio scolastico algherese”. E’ Michele Pais, consigliere comunalene leader di Forza Italia Alghero, a porre l’accento su un’altra questione molto delicata andando a svelare quello che potrebbe essere un nuovo caso in seno all’amministrazione.

“Ad oggi, purtroppo, solo due le certezze: la perdita del finanziamento statale (per conclamata e malcelata incapacità) e il fatto che del fantomatico progetto iscol@ non se ne veda neanche l’ombra. Intanto, giusto per sottolineare quanto non servisse il finanziamento orgogliosamente perso dalla amministrazione, una situazione gravissima e di estremo pericolo, risulta interessi molti plessi scolastici cittadini. Mi riferisco alla notizia secondo la quale nelle scuole materna, elementari e medie di Via Malta, della Pietraia, dove studia qualche centinaio di bambini, pare che da oltre due anni, sia inefficiente il servizio antincendio obbligatorio per legge, oltre che per oggettiva indispensabilità”.

“Se la notizia fosse confermata (anche se dalle informazioni in mio possesso risulterebbe certa) sarebbe un fatto gravissimo che chiamerebbe a responsabilità aggravata Sindaco Bruno e assessore Esposito, posto l’enorme pericolo che da tale omissione deriverebbe. Un fatto capace di gettare un’ombra scurissima sulla reale sicurezza e fruibilità di tutti i plessi scolastici cittadini e che confermerebbe l’enorme capacità distruttiva di questa amministrazione, i cui danni creati in soli due anni non risultano neanche più enucleabili, per quanti sono e per quanto gravi sono.

“Intanto, stante la gravità della denuncia, nei prossimi giorni presenteremo una Interrogazione consiliare all’Amministrazione nonché una analoga segnalazione a Prefettura e Autorità giudiziaria perché svolgano le opportune verifiche”. Mi auguro di essere smentito. Ma qualora non lo fossi, mi attendo non il solito comunicato stampa farcito di balle, maleducazione e arroganza, ma una immediata variazione al bilancio per l’istantanea messa in sicurezza delle scuole e le contestuali dimissioni dell’assessore competente”.

Nella foto Michele Pais

S.I.

Caso Barracelli: lettere e denunce

ALGHERO – E’ guerra anche nella compagnia barracellare. Dopo la denuncia all’amministrazione di agosto [Leggi], in questi giorni, nello specifico in data 27 settembre, è stata inviata una lettera al presidente del Consiglio Matteo Tedde, al prefetto Pietro Giardina e alla responsabile del servizio Enti Locali Cristina Malavasi in cui gli operatori ambientali in sintesi disconoscono la nomina di Riccardo Paddeu a comandante e non accettano da lui alcuna direttiva o indicazione.

Fatto piuttosto grave e, anche questo, forse mai accaduto che qualifica il momento che sta attraversando il Comune di Alghero. E questo non è eccessivo se si considerano le parole messe nero su bianco nella missiva in esame a partire da un punto fermo: “certo è che l’organico della Compagnia che all’inizio di quest’anno, in assenza di disdetta, si è automaticamente rinnovata per altri tre anni, consta in 23 elementi”. Ma, nonostante questo “Padddeu continua a firmare come Comandante (dimenticando che, se mai lo fosse, sarebbe un facente funzioni e ancora solo per qualche settimana)”, questo si legge nel documento a cui si aggiungono ulteriori passaggi che mettono in cattiva luce e non riconoscono l’operato del nuovo comandante fino a sottolineare che “l’unica cosa che invece avrebbe dovuto fare, ovvero convocare l’assemblea per ascoltarci tutta, ancora non l’ha fatta”. Oltre questo anche accuse di volere realizzare un piano per sciogliere la compagnia e farne “una più aderente alle sue esigenze.

Oggi, sabato 1 ottobre, inizia il nuovo anno per la compagnia che si rivolge direttamente al presidente del Consiglio Matteo Tedde. “Ci sarebbe ancora tanto da dire – scrivono – ma ci limitiamo a ricordarle che adesso inizia il nuovo anno barracellare e con esso il triennio di durata in carica della compagnia. Il Consiglio Comunale sarà perciò chiamato a breve a scegliere il nuovo comandante effettivo che avrà grado di capitano tra una terna di nomi eletta a scrutinio segreto dall’assemblea dei barracelli. Per tale motivo risulta urgente chiarire chi sia il Comandante ad interim ma soprattutto chi siano i legittimati attivi e passivi ad individuare la terna di nomi da sottoporre al Consiglio Comunale”. Insomma un’altra patate bollente per l’amministrazione o meglio per la maggioranza che sostiene Bruno che si trova a decidere su una questione spinosa che vede, come molte altre (igiene urbana, scuola bus, suoli pubblici, Meta, Parco, etc) l’intervento della Magistratura.

Nella foto il consiglio comunale

S.I.