Protezione Civile, urge inchiesta

CAGLIARI – “Sulla Protezione civile serve una commissione d’inchiesta, dopo la pessima gestione dell’emergenza e le allerta rosse non attendibili diramate in questi mesi”. Lo dice il consigliere regionale dei Riformatori sardi, Michele Cossa. [Leggi]

“Vogliamo capire – dice Cossa – se la funzione principale della Protezione civile della Sardegna è quella di scaricare la responsabilità sui sindaci. L’assessore della difesa dell’ambiente dovrebbe essere più attenta e meno supponente. I sardi sono soli davanti all’emergenza. BisognaIntervenire subito prima di dover piangere qualche vittima. Non è più tempo di approssimazione. Se la maggior parte dei comuni non hanno un piano di protezione civile è perché hanno bisogno di aiuto e di sostegno da parte della regione. In caso contrario avremo inutili piani fotocopia, e non strumenti tarati sul rischio specifico dei luoghi”.

Nella foto Nuoro sotto la neve di questi giorni

S.I.

Vasche e depuratori: Abbaona si sveglia

ALGHERO – “Va verso la definizione una delle più complicate e controverse questioni tecnico-gestionali delle reti idriche e fognarie di Alghero: l’avvio al funzionamento dei quattro vasconi ideati anni addietro in città per raccogliere le acque di prima pioggia, ma progettati e realizzati all’interno di un sistema misto di acque bianche e nere come quello presente nel sottosuolo algherese”, cosi fanno sapere dall’amministrazione Bruno e aggiungono sarà Abbanoa, con gli opportuni accorgimenti e modifiche, a prendere in carico nei prossimi mesi le opere e gestirle, d’intesa con il comune. Nel frattempo proseguono alcune ricognizioni sulle condotte, sul sistema di sfiori e il ciclo depurativo, così da avviare interventi mirati con l’obbiettivo di alleggerire il deflusso delle acque meteoriche nella parte bassa della città nel tentativo di prevenire gli abituali fenomeni di allagamento sulla via Garibaldi.

“Tutti temi oggetto del tavolo operativo convocato nei giorni scorsi a Cagliari, alla presenza dei vertici di Abbanoa – l’Amministratore Alessandro Ramazzotti e il direttore generale Sandro Murtas – accompagnati dai tecnici di area e dai responsabili di settore, col sindaco Mario Bruno, l’assessore alle Opere pubbliche e manutenzioni Raimondo Cacciotto e i dirigenti alla Pianificazione e Sviluppo economico, Sviluppo del territorio e Sostenibilità ambientale, Guido Calzia, Michele Saglioni e Giovanni Spanedda. Sul tavolo la progettazione già affidata da Abbanoa del rifacimento dello scarico a mare del Mariotti e il completamento dell’impianto di depurazione San Marco con la realizzazione del quarto sedimentatore: opere già finanziate, in attesa dell’affidamento e il successivo avvio dei lavori. Parallelamente proseguono in città gli interventi concordati tra Comune e Abbanoa e previsti all’interno del “Progetto Alghero”, il piano degli investimenti di manutenzione straordinaria sulle condotte fognarie di gran parte del centro storico, a cui si aggiungono alcuni lavori in altri quartieri cittadini”.

“Si tratta di interventi importanti e invasivi, non più rimandabili stante l’estrema precarietà delle condotte, la cui tempistica è stata concertata con commercianti, organizzazioni imprenditoriali e residenti. Lavori che interesseranno con più lotti funzionali tutti i mesi invernali fino alla prossima primavera, per poi riprendere dopo l’estate 2017. Tra i numerosi interventi già realizzati, sostituita integralmente la vecchia condotta costruita con canala in muratura sulla Piazza Civica. Già fissata ad Alghero per il 17 febbraio, alla presenza dei vertici Abbanoa, la prossima riunione operativa che – tra le altre cose – fisserà le tappe dell’avvio a regime delle vasche di Piazza Sulis, Piazzale della pace, San Giovanni e Mariotti”.

Nella foto Piazza Sulis dove sotto il parcheggio è presente uno dei vasconi di raccolta

S.I.

Emergenze Italia, cultura retrograda

ALGHERO – L’ondata di maltempo ha causato disagi e purtroppo anche tragedie con morti e feriti rimasti sepolti dalla valanga di neve. Freddo, gelate a cui si aggiungono le interminabili scosse del terremoto. Questo in centro Italia. Ma anche nel resto del territorio nazionale, Sardegna compresa, non mancano i problemi. Tralasciando l’eccezionalità degli eventi atmosferici e naturali, c’è una evidente carenza di pianificazione (correlata al parco uomini e mezzi) che pesa in maniera grave e tangibile. Da qui, tante polemiche. Per fare chiarezza abbiamo chiesto a Manuel Carta Presidente Esculapiani Ex Commissario Croce Rossa Italiana – Alghero Esperto in Protezione Civile e Calamità Educatore in Comunità Terapeutica di fare un commento per Algheronews.it sulla situazione generale e in particolare sugli organismi competenti in materia. Si a livello nazionale che locale [Leggi]

La Protezione Civile (che abbrevieremo con la sigla P.C.), è il coordinamento delle azioni delle istituzioni, enti, corpi che intervengono in caso di eventi calamitosi, catastrofi in genere, maxiemergenza, a livello locale, provinciale, regionale e nazionale, al fine di garantire l’incolumità delle persone, dei beni e dell’ambiente. Questo è uno dei primi punti problemati, cioè fermarsi a livello nazionale. Abbiamo la cultura di asserire “qui non è mai successo, quindi….possiamo omettere questa procedura, tanto…”. Se mai succederà un intervento interdisciplinare, internazionale, con l’intervento di varie unità di soccorso che, oltre a non avere una lingua comune, non hanno una procedura d’interento unificata e congiunta. Ad esempio possiamo ricordare la caduta dell’aereo francese al confine con l’italia. Come si interfacciano le due nazioni nel coordinamento congiunto? Ma torniamo a livello nazionale. Nella P.C. si interfacciano una serie di enti, come il Dipartimento Nazionale di Protezione Civile, le Regioni, le Prefetture, i Sindaci, i Vigili del Fuoco, le Forze dell’Ordine, le Forze Armate, le Associazioni di Volontariato come la Croce Rossa Italiana, CISOM e altre realtà di associazionismo. Il Sindaco, prima autorità di protezione civile sul territorio Comunale, è supportato da una Struttura Comunale di Protezione Civile, attiva sia in fase di normalità che in fase di emergenza e di post-emergenza. Questa struttura si chiama COC (Centro Operativo Comunale). Il COC deve avere in mano il PPCC (Piano di Protezione Civile Comunale), ma se questo PPCC non è redatto in maniera minuziosa e dettagliata, succede che quando si va in emergenza, si va nel pallone e si prendono decisioni fatali. Un piano di emergenza (o PPCC) è l’insieme delle procedure operative di intervento per fronteggiare una qualsiasi calamità attesa in un determinato territorio. Il piano d’emergenza recepisce il programma di previsione e prevenzione, ed è lo strumento che consente alle autorità di predisporre e coordinare gli interventi di soccorso a tutela della popolazione e dei beni in un’area a rischio. Ha l’obiettivo di garantire con ogni mezzo il mantenimento del livello di vita” civile” messo in crisi da una situazione che comporta gravi disagi fisici e psicologici. Si sono manifestate ora, due problematiche non da poco che mandano in contrasto le normali regole d’intervento e di diffusione informativa, cioè: in caso di neve, si consiglia di rimanere in casa e non uscire; in caso di terremoto, si consiglia di uscire e non rientrare in casa. Ma se come in questo caso, ci sono forti nevicate e il terremoto, il cittadino deve uscire o rimanerci a casa? E’ tutto scritto, in teroria, sul PPC che da la possibiltà appunto in emergenza, a non doversi inventare una strategia d’intervento, appunto perché all’interno ci sono tutte le varianti e danno modo al COC, quindi alla struttura comunale di protezione civile, di conseguenza al Sindaco, di sollevare la propria responsabilità da eventuali decisioni di fortuna. Il PPC va aggiornato anualmente e controllato da ingegneri, geologi, disaster manager ed esperti in protezione civile. Infatti, molti comuni, si avvalgono della professionalità e preparazione di queste figure professionali, per redigere un PPCC serio ed efficace. Viene fatto questo? Assolutamente NO, o in rarissimi casi. Quindi un comune in emergenza, come quello di Fonni, ha un piano di emergenza serio e dettagliato? Ha un COC serio e preparato, oppure ha comuni cittadini o il comandante della Municipale, che hanno letto due o tre norme e si sono adattati? Il Responsabile Regionale di Protezione Civile, deve essere una persona di ampie capacità tecniche, con una preparazione nella medicina delle catastrofi, disastrologia, maxiemergenze, geologia. Il curriculum del responsabile regionale sardo, ha esperienza come tecnico forestale (allego curriculum https://www.regione.sardegna.it/documenti/1_13_20141230103140.pdf), con una conoscenza basica dell’inglese, dove l’accento sardo, il lessico a malapena elementare la fa da padrone. Mi chiedo se nel 2017, la preparazione di una regione autonoma, isolata come la Sardegna, con le enormi difficoltà in ambito d’incendio boschivo, urbanistico, culturale, idrogeologico, deve
avere a capo, una persona rispettabilissima, ma che non ha mai fatto neanche una missione in un sisma, in una alluvione, in una maxiemergenza e nella gestione di esse. Oggi la nuova frontiera del terrorismo è data da un attacco NBCR (Nucleare Batteriologico Chimicho Radiogeno), un attacco informatico, pandemico, climatico. Questo è quello che si studia oggi, figuriamoci se ci si può permettere una preparazione tale in una regione che fa da porto e casa di terroristi islamici. Quante simulazioni di evaquazione vengono fatte nelle città e nei paesi? Quanto viene collaudato questo piano di protezione civile? Si insegna ai bambini a scuola la cultura della prevenzione, dell’educazione civica, il reciclo, cosa fare in caso di…, primo soccorso, hanno mai provato una evaquazione dall’istituto? Queste sono le domande che un comune deve farsi, prima di chiedere aiuto alla regione e riversare le proprie frustazioni e insuccessi in campo di protezione civile. La mia non vorrei che sia una accusa gratuita nei confronti ne del responsabile di protezione civile, ne nei confronti del sindaco di Fonni o chissà chi, ma solo un’accusa alla nostra imperitura cultura retrograda, lenta, abituata ad essere sufficiente, senza abitudine ad investire nelle proprie forze, nella propria preparazione, al clientelismo politico.

Nella foto Manuel Carta

“Maltempo, Spano fa marketing”

CAGLIARI – “Dopo avere attaccato i Sindaci per la scarsa diligenza nell’affrontare l’emergenza neve, adesso l’assessore Spano corregge il tiro e parla di “difetto di comunicazione”. Ma sbaglia per la seconda volta. Il problema vero, invece, è l’eccesso di comunicazione. Cioè la smania di fare marketing trascurando le azioni concrete.” Così il vicecapogruppo di Forza Italia Marco Tedde commenta le ultime dichiarazioni dell’assessore Spano nell’ambito delle polemiche sull’emergenza neve.

“Eppure nel dicembre del 2014, in un convegno sul sistema di Protezione Civile, l’assessore dell’ambiente aveva dichiarato che i “Comuni non sarebbero più stati soli davanti alle emergenze”. “Invece, mentre i sindaci hanno cercato di affrontare le emergenze con i pochi mezzi e uomini a disposizione, e col prezioso contributo di tanti volontari, la Regione si è preoccupata di fare marketing, -denuncia Tedde- magnificando immediati e risolutivi interventi e risoluzione di situazioni emergenziali che, invece, erano inesistenti. E’ questa la verità. La solita smania di fare annunci ha distolto l’amministrazione regionale dall’impegno sulle cose concrete. Auspichiamo –chiude il consigliere regionale algherese- che l’assessore prenda atto che questi errori marchiani e questa “gassosa mediatica” non debbono ripetersi. La politica e il governo della regione non possono essere surrogati dal marketing aggressivo che è oramai la costante di questa Giunta regionale.”

Italia, un paese senza Stato

ALGHERO – Orune, Pattada, Fonni, Buddusò, tanti altri centri della Sardegna bloccati da giorni a causa della neve e del gelo. Fortunatamente non non si debbono registrare catastrofi come quelle avvenute in Abruzzo, dove hanno perso la vita diverse persone che si trovavano nell’Hotel Rigoplano. Un tragedia, questa, tra le più terribili di sempre anche perchè causata da un’evidente lacuna dei soccorsi e ciò non può che far aumentare rabbia e dolore per le tante, troppe, vite perse. Tutto questo nel 2017 in Italia, Europa. Uno Stato e una Comunità Continentale che non riescono a tutelare la vita delle proprie popolazione evidenzia quanto siano entità, spesso, inutili rispetto ai compiti primari per cui sono preposte. Razzisti nei confronti della propria gente.

Gravi problemi, come detto, per cui ci sarebbe dovuta essere un’attenta programmazione, pianificazione delle azioni e pronto intervento degli organismi preposti, in primis la Protezione Civile. Realtà che, però, devono essere coordinate e attivate nel migliore dei modi dal Governo centrale. Ma, a dramma avvenuto, si sente ripetere il solito ritornello: è un evento eccezionale. Non accadeva da almeno 30 anni. L’Italia, un paese tra i primi al mondo, può ancora essere governata col torcicollo da una classe politica (tutta: destra, sinistra, centro, grillini, etc) totalmente inadatta? D’altra parte i governanti sono solo lo specchio della società civile. Ed è questo il punto. Oramai esiste un’enorme questione culturale. Stiamo perdendo le persone migliori e le forze fresche che scappano, vanno fuori a lavorare. Inoltre la natalità è sotto zero. A questi dati demografici si aggiunge il fatto che non esista più una vera scuola politica nelle sedi, associazioni, partiti che, anche se perfettibile, faceva da “filtro” tra la piazza (oggi anche virtuale) e le istituzioni. In Italia la politica mette bocca su tutto. Rarità nel mondo occidentale almeno in relazione all’Europa e al Nord America. Dunque coloro che vengono scelti e votati hanno un ruolo che va ben oltre i compiti assegnati in tutte le altre democrazie. La politica decide su ogni aspetto, dunque, nel caso specifico anche su chi deve guidare la Protezione Civile o chi deve essere il commissario straordinario al terremoto (Vasco Errani, leader del Pd e già presidente della Regione Emilia-Romagna). Salvo poi accorgerci che sarebbe stato meglio avere dei tecnici. Ma quali tecnici?

L’Italia, con le sue appendici isolane (e sempre più isolate come nel caso della Sardegna), è un paese sempre più povero. Sia economicamente, che (soprattutto) culturalmente. Si trova sempre più scoperto nei ruoli chiave che nei momenti di emergenza, ad esempio, sono richiesti per guidare i vari processi. In tutto questo s’innesta l’obbligo del rispetto ai regolamenti di un’Europa che è palesemente stufa di aver al proprio interno uno Stato che non rispetta i patti e chiede sempre di andare oltre le norme. Certamente terremoto e nevicate record sono casi eccezionali, ma entrambi gli accadimenti erano prevedibili. O meglio, il maltempo era arcinoto che sarebbe arrivato in questi giorni e con anche un’intensità molto rilevante. Per quanto riguarda il sisma è oramai evidente che larghe porzioni del territorio nazionale devono essere definitivamente sgomberate, da abitazioni e attività, perchè a serio rischio crolli. E poi sono mesi, anche oggi, che gli esperti dicono che ci saranno nuove scosse.

Scelte non facili, ovvio. Infatti per prendere queste decisioni, anche impopolari, occorre uno Stato. Ma in Italia, per diversi motivi, alcuni accennati nell’articolo, lo Stato non c’è. Tanto meno l’Europa. Un popolo oramai sempre col cappello in mano: dal Re ai tedeschi, agli Usa ed Europa. Nonostante abbia una ricchezza immensa nel suo patrimonio artistico e naturalistico non riesce ad alzarsi e camminare sulle proprie gambe. In ogni settore, a partire dalla vera industria ovvero il Turismo, occorre perennemente un sostegno esterno. Rari gli esempi virtuosi. Un paese così non può andare avanti. O meglio, andrà avanti, ma è destinato a perdere la sua vera cultura, tradizione, lingue, arte, storia, insomma l’essenza, lo spirito. Del resto, sono proprio molti degli attuali politicanti che stanno tentando di farci capire che dobbiamo alzare bandiera bianca indicandoci come unico futuro il ripopolamento dello Stivale e Isole dai flussi migratori esteri. Ma l’esempio della Francia, evidentemente, non insegna niente. Italia, povera Patria, un paese senza Stato.

Nella foto l’Hotel Rigoplano dove sono morte diverse persone per il mancato sgombero della struttura

S.I.

Buoncammino, nuovo ex-Marino?

CAGLIARI – “Una città che non ha senso della propria identità e del proprio futuro economico strategico, perde opportunità e rinuncia a valorizzare i propri gioielli”. E’ quanto sostiene il deputato dei Riformatori Pierpaolo Vargiu, che ha rivolto una interrogazione urgente al ministro Guardasigilli Orlando per chiedere perché il carcere di Buoncammino non sia stato ancora restituito alla città.

“Da più di due anni è stato completato il trasferimento dei detenuti ad Uta. Nel febbraio dello scorso anno, il Ministro Orlando, ha promesso al Sindaco Zedda, ma soprattutto alla città di Cagliari, che i 15.000 mteri quadrati dell’ex carcere sarebbero presto ritornati alla città per poter concorrere a creare nuove opportunità di sviluppo e di occupazione. Da allora, un altro anno è trascorso –continua Vargiu- e l’ex carcere si riempie di piccoli uffici ministeriali, rischiando di diventare un nuovo “caso Ospedale Marino”, disperato biglietto da visita di una città che sta morendo. Non vorremmo, -conclude Vargiu- che il mancato trasferimento dell’ex carcere ai sardi sia invece dovuto ad inadempienza del Sindaco e del Presidente della Regione non abbiano ancora fatto sapere al Ministero perché ritengono strategica la disponibilità del fabbricato per il futuro della città”.

Nella foto il carcere di Buoncammino

S.I.

INTERROGAZIONE

Il sottoscritto deputato Pierpaolo Vargiu, considerato che:
Oltre due anni or sono, in data 23 novembre 2014, è stata completata la dismissione del carcere di Buoncammino, struttura ubicata in uno dei siti più suggestivi della città di Cagliari;
tale complesso edilizio, il cui nucleo originario risale addirittura al 1855, è stato ultimato nel 1897 in assetto urbanistico assai simile all’attuale e rappresenta una delle cubature cittadine più imponenti, occupando una superficie coperta di circa 15.000 metri quadri;
originariamente, la sede carceraria si trovava in un sito decentrato rispetto allo sviluppo urbano della città di Cagliari, al di fuori delle mura del quartiere direzionale di Castello, in vicinanza di tutti i presidi militari e della Piazza d’Armi;
attualmente, le caratteristiche della espansione della città di Cagliari conferiscono al colle di Buoncammino e all’ex carcere un fascino che coniuga la sua importanza storica e identitaria con la componente paesaggistica, in una posizione panoramica, tra le più spettacolari in città;
nella definizione del futuro sviluppo strategico della città, appare assolutamente indispensabile la riqualificazione dello stabile ex carcerario e la sua destinazione ad usi coerenti alla nuova vocazione economica di Cagliari;
in tal senso si sono peraltro espressi in passato sia il Presidente della Regione, che il Sindaco della città che, sin dal 2014, hanno sottolineato il fondamentale valore aggiunto per Cagliari rappresentato dalla riqualificazione e dal riutilizzo a fini economici e culturali dell’ex carcere;
in data 20 febbraio 2015, nel corso di una giornata di studio svoltasi nell’Aula Magna della facoltà di Architettura di Cagliari, il sindaco Zedda ha nuovamente ribadito la necessità della riqualificazione a fini turistici e culturali della struttura, “perché non ci fosse il rischio di un nuovo caso ex Ospedale Marino”!
Il Ministro della Giustizia, Orlando, rispondendo durante un question time alla Camera ad una precedente interrogazione, da me presentata in data 19.12.2015, lasciava invece intendere che ci fosse il rischio che la struttura potesse essere utilizzata dall’Agenzia del Demanio, “al fine di consentire risparmi in affitti alla P.A. per 200.000 euro/anno”;
In data 18.02.2016, effettivamente l’Agenzia del Demanio, alla presenza del Prefetto di Cagliari e del Provveditore alle Carceri ha inaugurato, presso alcuni locali all’uopo ristrutturati dell’ex carcere, la nuova sede della Commissione Territoriale per il riconoscimento della Protezione internazionale;
In data 27.02.2016, il Ministro della Giustizia Orlando, ospite a Cagliari ad un convegno sulla legalità, in presenza del Sindaco Zedda, contraddicendo precedenti proprie affermazioni dichiarava pubblicamente: “il carcere di Buoncammino verrà restituito alla città, non c’è alcuna ragione che ci porti a non restituirlo alla collettività. Devono essere gli Enti locali a decidere cosa farne” (vedi Unione Sarda del 29.02.2016).
Interroga il ministro della Giustizia per sapere:
se corrisponda al vero che una parte dell’edificio dell’ex carcere di Buoncammino sia attualmente occupata da uffici periferici dell’amministrazione centrale e –nel caso- da quali uffici sia occupato e quali siano i tempi previsti per il trasferimento in altra sede di tali uffici;
se esista una richiesta specifica di assegnazione della struttura dell’ex carcere di Buoncammino da parte della Regione Sardegna e del Comune di Cagliari e –nel caso esistesse- quale sia la futura destinazione del sito proposta dalla Regione Autonoma della Sardegna e dal Comune di Cagliari;
se, conseguentemente a quanto dichiarato dal Ministro Guardasigilli in occasione della sua visita a Cagliari del 27.02.2016, siano state effettivamente avviate le pratiche per il trasferimento alla Regione Autonoma della Sardegna e al Comune di Cagliari dell’ex Carcere di Buoncammino e quali siano i tempi prevedibili per il completamento dell’azione di trasferimento

Luce pubblica affidata a Zephiro

ALGHERO – Svolta nella pubblica illuminazione ad Alghero. Con il nuovo anno ha inizio il servizio di ammodernamento ed efficientamento in gran parte dei quartieri cittadini, dal centro alle periferie fino alle borgate. Affidato con convenzione Consip alla ATI Zephiro spa, con durata novennale, il servizio di gestione e manutenzione dell’illuminazione pubblica urbana. Il contratto prevede la sostituzione di tutti i corpi illuminanti esistenti, con altri di tecnologia a LED e comprende la manutenzione ordinaria e straordinaria di tutto l’impianto di Pubblica Illuminazione di proprietà della pubblica amministrazione, con servizio di reperibilità e pronto intervento H 24.

Al momento è in corso il censimento georeferenziato dei circa 5.000 pali e dei quadri elettrici della città, al termine del quale ciascun punto luce verrà evidenziato con un numero di serie, al fine di facilitarne l’identificazione. A partire dal centro storico il censimento proseguirà con rilievi puntuali nei vari quartieri e nelle borgate. “Il progetto – dichiara l’assessore ai Lavori pubblici e Manutenzioni Raimondo Cacciotto – rappresenta un deciso passo in avanti nella gestione efficiente dell’illuminazione pubblica e consentirà di effettuare importanti opere di manutenzione straordinaria agli impianti migliorandone la funzionalità e soprattutto l’affidabilità. La vetustà degli stessi, infatti, oltre a uno scarso livello prestazionale, comporta ingenti costi energetici facilmente riducibili con le odierne tecnologie”.

Da parte dell’assessorato un doveroso ringraziamento è indirizzato alla Società In house del Comune, che fino al dicembre scorso si è occupata della manutenzione di tutti i punti luce con un lavoro importante e in crescita nel corso del 2016. Non tutte le vie cittadine saranno coperte dall’illuminazione a Led: rimane una parte ancora gestita da Enel Sole, per via di un contratto già in essere, con cui è comunque in corso una interlocuzione per elevare allo stesso standard di qualità i punti luce e i quadri loro affidati. Si tratta della zona a sud di Alghero e nelle immediate vicinanze del centro storico, oltre alla borgata di Sa Segada. Segnalare eventuali disservizi è possibile tramite l’App Municipium, attiva da diversi mesi in città, oppure utilizzando il numero diretto 0799978666 o la mail: segnalazioni@comune.alghero.ss.it, avendo l’accortezza di indicare la posizione del palo/punto luce non funzionante, con riferimento alla via e numero civico più vicino.

Nella foto i bastioni di Alghero

S.I.

Marea di schiuma al Calik |foto

ALGHERO – “Chi dobbiamo ringraziare per questa bella schiuma bianca e marrone lungo il canale dello stagno a Fertilia? Grazie di cuore al responsabile”. Questa la domanda con amara ironia che si pone il noto medico della borgata giuliana, Salvatore Ruggiu, da poco in pensione, riguardo l’invasione di un’ondata di materiale verosimilmente inquinante nel molo all’ingresso dello stagno del Calik. Una segnalazione giunta anche da altri cittadini algheresi che forse può riguardare uno scarico non regolare nella laguna.

Tra le barche è apparsa una chiazza chiara schiumosa che ha invaso il tratto di approdo in cui sono ormeggiate diverse barche. Subito è scattato l’allarme tra le persone che hanno visto foto e video sui social. Alcuni invocano una denuncia contro ignoti da produrre ai carabinieri. Probabile che venga attivata un’indagine per un nuovo episodio che pregiudica una zona di alto pregio ambientale da troppi anni in stato di abbandono e in attesa di una riqualificazione, comprendente anche il porto di Fertilia, che potrebbe dare nuovo smalto all’infrastruttura dotandola anche di servizi moderni e dunque anche più attenti all’ambiente.

Nella foto la marea di schiuma bianca e marrone all’ingresso del Calilk nel porto di Fertilia

S.I.

“Liti sinistra affondano Sanità”

CAGLIARI – “Dall’ultima delibera in materia della Giunta Pigliaru, datata febbraio 2016, attendiamo di discutere la ridefinizione della rete ospedaliera.” E’ il vice capogruppo di Forza Italia Marco Tedde ad intervenire sui ritardi nel ridisegno della rete ospedaliera regionale. “Purtroppo, anche nella delicata materia della sanità le liti del centrosinistra regionale hanno paralizzato la discussione di un importante progetto. Che noi non condividiamo, ma che vogliamo velocemente discutere e riformare. Non possiamo accettare –denuncia l’ex sindaco di Alghero- il pesante ridimensionamento della sanità di Alghero, Ozieri, Ittiri e Thiesi”.

“Non possiamo non reagire –sottolinea Tedde- al fatto che per negare il I livello ad Alghero e Ozieri è stato coniato furbescamente un acronimo NROR (Nodo Rete Ospedaliera Regionale), incoerente con le norme in vigore, che contrabbanda in modo levantino il mantenimento delle attuali discipline con qualche integrazione. Un acronimo che nei fatti, invece, tiene in freezer la sanità di questi territori per arrivare alla definitiva degradazione sul campo. E tutto ciò accade –denuncia Tedde- mentre per San Gavino Monreale e per il Sulcis Iglesiente è previsto un presidio di I livello, nonostante possiedano un bacino d’utenza inferiore a quello di Alghero – Ozieri, con tutte le discipline previste per questa classificazione”.

“Non possiamo accettare questa dequalificazione, ma vogliamo finalmente discuterne in modo franco e trasparente. E a tal fine –chiude il vice capogruppo di Forza Italia- sollecitiamo la Giunta Regionale affinché almeno per la sanità emargini le lotte intestine del centrosinistra.”

Nella foto l’ospedale civile

S.I.

Porto di Alghero a Dusseldorf

ALGHERO – “Alghero sarà presente dal 21 al 29 Gennaio al Salone Internazionale Nautico di Dusseldorf all’interno dello Stand della La nostra presenza unitamente ai porti di Bosa, Stintino, Porto Torres, Asinara, Oristano e Carloforte, oltre altri porti della Sardegna, vuole essere la conferma del percorso intrapreso di collaborazione fra i porti della costa Ovest della Sardegna per una promozione unitaria delle peculiarità dei territori interni. Questo naturalmente è il valore aggiunto alla promozione del nostro Porto e della nostra Città”. Giancarlo Piras, dalla direzione del Porto di Alghero, informa sulle attività del Consorzio dell’approdo del centro catalano.

“Da sempre sosteniamo che il Porto non deve essere solo un punto di arrivo e di accoglienza per il mondo della nautica ma anche il punto di partenza per la conoscenza delle realtà economiche e culturali delle quali il nostro territorio è ricco. Il Turismo Nautico è un settore in continua crescita e la Sardegna è diventata, da tempo, una realtà di attrattiva internazionale. In considerazione delle importanti offerte esistenti nel Mediterraneo, la nostra isola deve essere pronta ad affrontare la concorrenza mettendo in rete la bellezza indiscussa del mare e delle coste, la professionalità e servizi dei nostri porti, l’accoglienza e le bellezze storiche e culturali delle Città integrate con i porti stessi e le realtà dei territori limitrofi, in modo di fare conoscere la Sardegna che è ricca di storia, tradizioni, cultura ed economia artigianale, agricoltura, pastorizia ed eno/gastronomica”.

“In questa ottica, anche l’Assessorato al Turismo Regionale, ha deciso di supportare la nautica, comparto importantissimo nel mondo dei turismi, che certamente può dare oltre che il valore diretto al settore anche essere un forte promoter della nostra Isola con un ritorno economico alla Sardegna”.

Nella foto Giancarlo Piras

S.I.