Reflui irrigui: parla Zirattu |video

ALGHERO – Venerdi scorso, presso il salone di Sa Segada, si è svolto l’incontro organizzato dal Consorzio Bonifica della Nurra con gli agricoltori. Al centro l’annoso tema del riutilizzo dei reflui del depuratore. Ciò a seguito del problema dei problemi che riguardo la diffusa siccità visti i problemi dei bacini e le mutazioni del clima che causano poche precipitazioni concentrati in periodi sempre più ristretti. Oltre il direttore del Consorzio, Gavino Zirattu, intervistato da Algheronews, erano presenti il consigliere comunale Mario Nonne e poi il collega dell’aula Mimmo Pirisi oltre che i rappresentanti dei comitati di Maristella, Sa Segada, Guardia Grande e di quello Zonale della Nurra.

Nonostante siano trascorsi diversi anni dalla creazione e realizzazione della struttura di San Marco, il Consorzio e i suoi iscritti sono ancora in attesa che Abbanoa possa certificare l’uso dei reflui per irrigare i terreni. Ma, come ampiamente ribadito da Zirattu e anche dai produttori, tale utilizzo ci sarà solo se verrà palesata, scientificamente, la regolarità e bontà di tali acque, altrimenti niente. Del resto il valore delle produzione della Nurra e dell’agro algherese è eccellente e non deve essere avulsa da eventuali pubblictà negative. Mentre invece è impellente la creazione di marchi e manifestazioni che possano promuovere al meglio prodotti e attività del posto.

Nella foto l’incontro di venerdi a Sa Segada

S.I.

Tagli Sanità: Civile e Marino, che fare?

ALGHERO – Cresce la preoccupazione nella Sanità. Entro il 2017 ci saranno tagli per 100milioni. Una cifra enorme che, come sempre in questi casi, è legata a servizi che verranno ovviamente ridotti. Questo prevede la Rete che sarà attuata dal direttore generale dell’Ats. Per Fulvio Moirano in Sardegna ci dovranno essere solo 17 premierati e due dipartimenti di alta specializzazione (Dea di secondo livello) a Cagliari e Sassari. Poi ci saranno 6 ospedali di primo livello distribuiti sull’intero territorio regionale e poi altre strutture suddivise in ospedali di comunità, di base e di zona disagiata.

Questo, tradotto, significa che ci saranno diversi tagli, anche pesanti. Da tempo, ad esempio ad Alghero, c’è allarme sulla situazione e su quello che potrà accadere per la Sanità locale. La Riviera del Corallo dispone di due strutture, Marino e Civile, che spesso vengono ritenute eccessive a fronte dell’enorme buco regionale della Sanità e delle esigenze del territorio. D’altra parte i servizi, per carenza di personale e macchinari, sono sempre meno di qualità e i pazienti si trovano spesso ad affrontare problemi per le loro cure. Perciò ritorna ciclamente un’idea già più volte avanzata nel recente passato ma che ancora non ha trovato realizzazione: cedere il Marino e ampliare il Civile con una nuova ala moderna e capace di accogliere le esigenze dell’area vasta facente capo al centro catalano. Ciò in particolare vista la stagionalità della richiesta dei servizi che cresce nei mesi caldi.

Adesso la proposta di Rete della Sanità, targata assessore Arru e Moirano, dovrà approdare nel Consiglio Regionale. Qui ci sarà da scollinare sul voto dell’Aula che non è scontato. Infatti, anche su questo punto, ci sono diversi malumori. A partire dai sindacati che hanno già alzato la voce contro i tagli. Una razionalizzazione è necessaria, ma la Sardegna rischia di perdere nuovi importanti presidi. E anche ad Alghero, pur mancando dalle assisi ufficiali, a parte social e media, il tema resta centrale.

Nella foto l’Ospedale Marino

S.I.

Giunta Bruno vero punteruolo rosso

ALGHERO – Passeggiando per Alghero è ormai impossibile ignorare i danni devastanti prodotti dal pericoloso insetto del punteruolo rosso. La moria di palme, uno dei simboli della Riviera del Corallo, continua a preoccupare soprattutto per la velocità con la quale le piante soccombono su tutto il territorio comunale, a causa di un parassita che non ha antagonisti naturali e contro il quale occorrono urgenti interventi straordinari. Ben diversa è la realtà dei fatti. E’ Forza Italia Alghero a commentare l’azione sul verde del centrosinistra al governo di Alghero che tante polemiche sta sollevando. Il Comune di Alghero, infatti, sembra aver deciso di combattere questa “guerra” con “le pistole ad acqua” anziché con i fucili e l’artiglieria pesante. Ecco come a novembre rispondeva, stizzito e seccato, il Sindaco Bruno alla preoccupata lettera sui danni causati da punteruolo rosso, a firma del Consigliere Regionale Marco Tedde.

«Sono sempre più preoccupanti i dati sulla lotta al nefasto insetto, che sta rischiando di assumere le dimensioni di una piaga biblica. Fino al settembre 2013 il Comune di Alghero poteva contare su una squadra dedicata a contrastare il pericoloso insetto e che oggi, invece, dispone solo di 4 unità a progetto che si occupano della manutenzione di tutto il verde urbano, il cui contratto scadrà nel maggio 2015». Pronta, sarcastica, fuori luogo e molto poco istituzionale, la risposta di Bruno: «Carissimo Onorevole, ti ringrazio per la premura con la quale m’intrattieni sulle problematiche del punteruolo. Voglio rassicurarti sul fatto che il Comune sta intervenendo con la massima attenzione e cura. I trattamenti, effettuati da personale specializzato, avvengono con regolarità su tutte le palme di proprietà pubblica e in particolare nelle aree “rosse”, cioè quelle più pregiate».

Una risposta che si commenta da sola. Tutto sotto controllo secondo il primo cittadino. Gli esiti “della massima attenzione e cura” di cui parla il Sindaco sono sotto gli occhi di tutti. È sufficiente guardarsi attorno, aprire il giornale, leggere i siti d’informazione, navigare sui social network per prendere tristemente atto che la realtà è un’altra. Numerose sono le foto di cittadini, visitatori e turisti che mostrano impietosamente l’inesorabile fine di una pianta che è ed è stata parte integrante del patrimonio naturalistico di Alghero. Ciò che si vede stride in modo imbarazzante con le rassicurazioni del Sindaco e con quanto da lui dichiarato circa il fatto che “i trattamenti avvengono con regolarità”

“Ma la beffa è sempre dietro l’angolo, Così il Sindaco delle palme morte e senza chioma, vero alleato del punteruolo rosso insieme alla sua maggioranza, del dileggio e dello “sfottò”, non trova nient’altro di meglio da fare che emettere un’ordinanza, – n. 1 del 14/01/2015 -, con la quale obbliga i cittadini algheresi proprietari di palme, ad effettuare a proprie spese la rimozione ed la distruzione delle palme irrimediabilmente compromesse o trattamenti di prevenzione e risanamento, minacciando che chi non rispetterà l’obbligo verrà sanzionato anche penalmente. Siamo sicuri che, minacce a parte, gli algheresi faranno come sempre la loro parte. Lo siamo molto meno dell’Amministrazione Comunale, vero punteruolo rosso di questa città”.

Nella foto un incontro di Forza Italia Alghero

S.I.

“L’amministrazione investe sul verde”

ALGHERO – “Chi vuol fare polemica trova sempre il motivo per farlo. Soprattutto quando nel farlo tenta di nascondere le proprie responsabilità. Sarebbe, infatti, troppo semplice voltare lo sguardo indietro per constatare le discutibili scelte del passato in tema di verde urbano, potature e gestione del patrimonio alberato”. Rispondono i capigruppo di maggioranza (Moro, Loi, Sartore, Fadda e Oggiano) alla denuncia di Ncd, Psd’Az e Patto Civico riguardo l’allarme del taglio delle palme sane [Leggi]

“Fino a poco tempo fa mancava un censimento dettagliato di tutte le alberature, nessun piano organico di interventi per far fronte alle tante criticità, ma perfino nessuna calendarizzazione dei lavori ordinari. Insomma, alle polemiche sterili di chi non ha altri argomenti rispondiamo con i fatti: un primo intervento di 450mila euro, a cui si aggiungono circa 260mila euro già inseriti nel bilancio di previsione all’attenzione del consiglio comunale. E lo si fa con competenza e il lavoro continuo dell’amministrazione e dell’ufficio tecnico, varando un importante programmazione stagionale e pluriennale nel solco del decoro ambientale e dell’economicità. Si consideri inoltre che per mantenere un patrimonio palmicolo come quello di Alghero servirebbero circa 30 mila euro al mese _sine die_, cioè con una prospettiva votata all’infinito considerando che il protocollo di intervento è finalizzato al contenimento e quindi alla convivenza con l’insetto”.

“Se si considera quindi che ad oggi l’insetto non è eradicabile, che nel tempo sviluppa anche resistenza ai prodotti, si capisce che una amminsitrazione responsabile faccia un’attenta riflessione per evitare il rischio di sperperare grandi risorse pubbliche senza certezza del risultato. Quello che si sta facendo è molto chiaro: programmazione degli interventi fitosanitari contro il punteruolo per la salvaguardia delle zone della città di pregio e a più alta densità palmicola, mentre si procede con nuove piantumazioni di alberi perenni autoctoni ad alto fusto nelle zone più compromesse e in altre aree verdi e viali della città dove mancano completamente alberi e arbusti. Il tutto inserito in un piano complessivo che prevede interventi diffusi in gran parte dei quartieri cittadini con circa 2200 potature e 500 piantumazioni di alberi e arbusti, e il recupero della fruibilità dei parchi e dei giardini. A cui si aggiungono gli interventi di tutela delle pinete e dei litorali sabbiosi. Alghero investe nel verde e nell’ambiente: la dimostrazione di quanto l’amministrazione creda in questo è facilmente comprensibile dando uno sguardo alle imminenti assunzioni. Quattro delle ventisette figure che rafforzeranno l’ente nel breve periodo saranno giardinieri. E anche questo è in netta controtendenza rispetto al passato!”

Nella foto i banchi della maggioranza

S.I.

“Usai sbaglia sapendo di sbagliare”

CAGLIARI – “L’amministrazione algherese sbaglia nello sminuire le criticità che derivano dalla inapplicabilità del Piano Sviluppo Rurale alle aziende agricole algheresi, con perdita conseguente di qualche milione di euro di risorse. Credo sia più utile guardare in faccia la realtà e non nascondere la testa sotto la sabbia.” Così il vice capogruppo di Forza Italia Marco Tedde replica all’amministrazione di Alghero che ha dichiarato che comunque le aziende algheresi non avrebbero potuto concorrere ai bandi 4.1 e 4.2 -scaduti a metà mese- perché questi bandi richiederebbero progetti già accantierati, e che le stesse aziende potranno comunque partecipare ai bandi per ottenere le ingenti risorse del Piano di Sviluppo Rurale. “Sbaglia in primo luogo perché indica tra le beneficiarie le sole aziende con progetti già accantierati. Ebbene, -precisa Tedde- i bandi a valere sulle sottomisure 4.1 e 4.2 citate dall’amministrazione Bruno dispongono di fatto che proprio il cosiddetto “accantieramento” pre domanda è motivo di esclusione dal finanziamento stesso. E questa è l’interpretazione che danno anche gli uffici regionali. Le aziende devono, semmai, possedere progetti “cantierabili”: per quanto assonanti, i due termini indicano delle fattispecie distinte ben note ai tecnici del settore; meno, forse, all’amministrazione Bruno. Per progetto cantierabile si intende un progetto corredato di ogni parere, nulla-osta, autorizzazione e concessione tali da consentire l’immediato avvio dei lavori. L’ agro di Alghero non ha avuto, e tutt’ora non possiede, progetti cantierabili perché ancora, -denuncia l’ex sindaco- non dispone di un PUC e, nonostante le promesse che ormai si susseguono dal marzo 2016, di un Piano di Valorizzazione. Questi sono i fatti.

“Sbaglia anche perché continua a recitare (dal “famoso” marzo 2016) l’ormai noto mantra, intellettualmente disonesto, del “non perderemo neppure un euro del PSR”. Eppure –precisa il consigliere regionale- sarebbe sufficiente verificare sul sito istituzionale della Regione per rendersi conto di come non in euro bensì in milioni di euro (circa 100 per la precisione) può computarsi l’impegno di spesa per i primi bandi del PSR datati appena dicembre 2016. Impegno di spesa che, alla luce della impossibilità di partecipare ai bandi, non riguarda le aziende del territorio di bonifica algherese.” – ma il consigliere regionale algherese attacca con ulteriori precisazioni- “Sbaglia, ancora, perché guarda all’immediato prossimo futuro senza apparente contezza dei tempi tecnici di adozione e approvazione di uno strumento urbanistico, di definizione di un progetto e di autorizzazione all’esecuzione (cantierabilità) dello stesso. Ci piacerebbe essere smentiti dai fatti, ma sono tempi troppo lunghi per avere la ragionevole certezza di essere pronti per i prossimi bandi a valere sulle sottomisure 4.1 e 4.2 (se questi dovessero rimanere invariati). Insomma, -chiude Tedde- sbaglia sapendo, purtroppo, di sbagliare ma, soprattutto, sbaglia nel ritenere che gli algheresi siano distratti e di corta memoria”.

Nella foto Marco Tedde

S.I.

Psr, Tedde fa inutile allarmismo

ALGHERO – “Criticità pari a zero nell’allarme lanciato dall’On. Tedde sul Piano di Sviluppo Rurale. Nessun rischio di restare fuori dalle opportunità di finanziamento del Piano di Sviluppo Rurale. Le sottomisure 4.1 e 4.2 dei Psr sono dedicate a progetti già autorizzati e accantierati e non riguardano l’iter del Piano di Piano di Sviluppo delle aree di bonifica algheresi. Si tratta di finanziamenti che vanno a coprire progetti per dotazioni infrastrutturali al di fuori della copianificazione in corso”. Cosi l’assessore all’Urbanistica Antonello Usai sull’annoso dell’assenza del Piano di Sviluppo delle Borgate che sta bloccando da tempo la realizzazione di qualsiasi tipo di servizio e insediamento anche in connessione l’attività delle aziende agricole.

“Dall’entrata in vigore del PPR ( 2006) ad oggi, di fatto, al Comune di Alghero non è infatti pervenuta alcuna richiesta di autorizzazione su questa eventuale opportunità. Il tema del Piano di Valorizzazione dell’agro segue un percorso a sé che si avvia invece a fornire tutte le opportunità alle imprese: mercoledì prossimo, 1 Febbario, c’è il via libera al completamento della copianificazione attivata con la Direzione Generale della Pianificazione dell’Assessorato agli Enti locali. Un risultato importante nel rispetto dei tempi che consentirà alle aziende agricole algheresi di usufruire pienamente delle opportunità offerte dai bandi del Piano di Sviluppo Rurale per il miglioramento e adeguamento delle dotazioni aziendali, costruzioni ristrutturazioni o ampliamenti dei fabbricati aziendali, efficentamento energetico, energie rinnovabili, sviluppo e occupazione. Si chiude con soddisfazione una fase decisiva di copianificazione con la Regione che proseguirà a stretto giro con il passaggio in giunta e commissione prima dell’approdo in Consiglio Comunale”.

“Nel frattempo proseguirà il lavoro di aggiornamento del PAI richiesto dalla Regione e fermo al 2005. Non si perderà un euro per le imprese agricole algheresi: c’è il sostanziale via libera rilasciato dagli uffici cagliaritani all’adozione del Piano-stralcio sulla bonifica nelle more dell’aggiornamento del Piano di Assetto Idrogeologico, così come richiesto dal Comune per accelerare i tempi e non perdere totalmente le opportunità di sviluppo e investimento offerte dal PSR. L’allarme lanciato dall’On Tedde è quindi ingiustificato: le imprese potranno quindi aderire alle opportunità della regione con i bandi di prossima pubblicazione, per cui non esiste alcun motivo per coltivare campagne allarmistiche”.

Nella foto Antonello Usai

S.I.

“Immobili agro, accolte mie istanze”

CAGLIARI – “Quando finalmente, dopo due interrogazioni, la Giunta aveva accolto le richieste mie e del gruppo di Forza Italia ed aveva inserito nel disegno di legge di stabilità, che verrà discusso a breve in Consiglio regionale, le norme tese a regolarizzare la posizione di tante famiglie algheresi che da decenni detengono in concessione immobili e terreni provenienti dalla riforma agraria, la Presidenza del consiglio ne ha deciso lo stralcio, ritenendole norme intruse.” Così il vicecapogruppo di Forza Italia commenta la risposta positiva data dall’Assessore Erriu all’ultima interrogazione con la quale Tedde chiedeva di procedere alla regolarizzazione delle posizioni di centinaia di algheresi che, pur detenendo case e terreni provenienti dalle leggi di riforma agraria sulla base di concessioni scadute, hanno da tempo maturato uno stato meritevole di tutela per aver sempre gestito questi beni con attenzione e diligenza, assumendo a proprie spese ogni intervento di manutenzione necessario, impiegando risparmi e risorse familiari importanti. Risposta poi contraddetta dalla inaspettata decisione della Presidenza del Consiglio.

“La risposta positiva dell’Assessore Erriu ci aveva lasciati moderatamente soddisfatti –sottolinea l’ex sindaco di Alghero- perché, se pur arrivata con forte ritardo, costituiva una notizia che tranquillizzava tanti algheresi fortemente preoccupati per il rischio di perdere la casa o il terreno sui quali hanno investito i risparmi di una vita. Ora ci prepariamo a presentare alcuni emendamenti tesi a reintrodurre in aula le norme stralciate, e ad alleggerire la posizione dei detentori in regola con i canoni e le indennità di occupazione, ai quali comunque –denuncia il consigliere regionale algherese- veniva ingiustamente chiesto il pagamento di sei o dodici mensilità a seconda che detengano case o immobili ad uso diverso. Non possiamo accettare –chiude Tedde- che queste norme lungamente attese vengano cancellate per le faide del centrosinistra.”

Nella foto Marco Tedde

S.I.

Alghero: convegno sulla posidonia

ALGHERO – Venerdì 3 febbraio, presso l’Aula Magna del Dipartimento di Architettura, nello stabile dell’ex-Asilo Sella ad Alghero, dalle ore 15.30, si terrà un convegno dal titolo “Posidonia oceanica, una risorsa chiamata problema”. L’incontro è organizzato dal Circolo Terrestri Alghero, neonato gruppo culturale che con questo appuntamento, di fatto, inaugura il suo ciclo di eventi dedicato all’approfondimento delle più importanti tematiche locali e regionali. E’ risaputo che la Posidonia spiaggiata per certi versi sia considerata da alcuni come un vero problema se non addirittura, come nel recente passato, rifiuto speciale. Il cambiamento dei costumi quotidiani, degli stili di vita, delle esigenze ha, infatti, via via, trasformato questa indiscutibile risorsa in un ostacolo allo sviluppo turistico e alla salubrità urbana.

Eppure la presenza di tale vegetale marino era nota fin dall’antichità: fonti accreditate farebbero risalire addirittura il nome della città Alghero alle banquettes di Posidonia, comunemente ma impropriamente chiamate, per l’appunto, alghe. Si cercherà di fare chiarezza, pertanto, sulle azioni da intraprendere al fine di rispondere ad esigenze mutevoli nel tempo e nello spazio dei differenti portatori d’interesse. Si discuterà con chi, a livello accademico, professionale e imprenditoriale, ha affrontato approfondite ricerche sull’organismo e sul sistema costiero, sulla normativa e sugli aspetti tecnico-applicativi che ci permetteranno di affacciarci al futuro con, si spera, meno timore. Il dibattito, a conclusione degli interventi programmati, cercherà di far emergere con maggiore forza le contraddizioni che convivono attorno a questo partecipato argomento e delineare nuovi scenari risolutivi.

titolo: POSIDONIA OCEANICA – una risorsa chiamata problema

relatori:
Ferdinando Manconi, Dott. Agronomo libero professionista
Alessandra Casu, UNISS, Professore Associato in Urbanistica
Sergio Ginesu, UNISS, Professore Ordinario in Geografia fisica e Geomorfologia
Andrea Cossu, UNISS, Professore Associato in Ecologia
Mario De Luca, Biologo Marino
Mario Tocci, UNISS, Avvocato e Docente di Diritto Amministrativo
Vincenzo Pascucci, UNISS, Professore Ordinario in Geologia stratigrafica e sedimentologica
Giulia Dessole, Dott.ssa in Pianificazione e Politiche per la Città, l’Ambiente e il Paesaggio
Elia Orrù, Coop. Acanthus, Dott. Agronomo

moderatore:
Stefano Idili, Direttore di Algheronews

organizzatori:
Circolo Terrestri Alghero

partner privati e pubblici:

Università degli Studi di Sassari
Coldiretti Sardegna
Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Provincia di Sassari

Giorno Memoria: grave dimenticanza

ALGHERO – “Ero combattuto se scrivere, o meno, queste poche righe, alla fine ha prevalso il senso di responsabilità che deve contraddistinguere ogni persona che siede tra i banchi delle istituzioni, a tutti i livelli. Sono rammaricato che Alghero, in particolare l’amministrazione della mia città, pare dimenticarsi (salvo iniziative autonome) del Giorno della Memoria”. Così il consigliere e dirigente del Partito Democratico Enrico Daga che punta il dito sull’assenza da parte del Comune di Alghero di manifestazioni o appuntamenti in ricordo di una delle più grande tragedie dell’umanità. [Leggi]

“Un data che dovrebbe restare per sempre impressa nei ricordi di tutti noi, dai bambini agli adulti, per quella che è stata la peggiore tragedia dell’umanità: la shoah. Lo sterminio delle popolazioni ebraiche e in generale delle minoranze che rappresenta un simbolo per trovare, sempre, un argine ai soprusi “dell’uomo sull’uomo”, nella società del presente e del futuro, a tutte le latitudini”.

“Fa ancora più male assistere a questa inerzia nonostante Alghero sia governata da una compagine che a parole si professa di centro-sinistra. Pare non sia stato organizzato alcun appuntamento di rilievo, neanche qualche manifestazione con scuole, Università (che risiede proprio nel quartiere ebraico), e altri “luoghi” simbolo che, però, vengono utilizzati spesso, da molti amministratori e realtà ad essi contigue, per la presentazione di libri e incontri spesso anche sul tema della “shoah”. È bizzarro giungere alla sua commemorazione con una città “spenta”, distratta, sempre più impegnata in dibattiti di piccolo cabottaggio, dallo sguardo corto. Un peccato per una città con velleità da capitale della cultura dalla storia, tradizioni e ricchezze immense che, su temi di grande respiro internazionale, pare sempre più chiusa in se stessa”.

Nella foto Enrico Daga

S.I.

“Minatori di Olmedo presi in giro”

CAGLIARI – “Assieme al sindaco di Olmedo, ad alcuni assessori ed alla responsabile di Forza Italia cittadina Isoni oggi ho incontrato i lavorati della miniera di Olmedo che manifestano per salvaguardare l’attività estrattiva ed il loro posto di lavoro.” E’ Marco Tedde, Vicecapogruppo di Forza Italia in Consiglio Regionale a dichiararlo. “Occorre tenere alta la guardia e far capire alla Regione che il territorio è vigile e reattivo. E che pretende le medesime attenzioni che la Giunta regionale presta alle crisi industriale del sud dell’isola”, sottolinea con forza l’ex sindaco di Alghero.

“La Regione tratta la vicenda di Olmedo come una crisi di serie “B”. vecchio concessionario ha avuto la sfrontatezza di riconsegnare la miniera e le sue pertinenze in condizioni disastrose nel silenzio complice della Regione. E nel bando per il nuovo affidamento della concessione –denuncia Tedde- nemmeno un cenno è stato fatto in riferimento alla tutela della forza lavoro. La cosa più tragica è che nel bilancio di metà mandato della Giunta Pigliaru si dichiara con una straordinaria faccia tosta che “un anno fa la Miniera di Olmedo era chiusa e adesso, grazie all’azione di scouting della Regione, il sito è pronto a ripartire. I lavoratori non meritano di essere presi in giro. Così come non lo merita il territorio. Continueremo a stare al fianco di chi attende di poter riprendere a lavorare in miniera, -chiude il consigliere regionale algherese- sollecitando la Regione ad adempiere ai suoi compiti.”

Nella foto l’incontro dell’onorevole Tedde coi minatori e amministratori del posto

S.I.