Tedde e Caria, “Un teatro tenda per implementare gli eventi”. Location ideale? Anfiteatro di Maria Pia

ALGHERO – «Un teatro tenda di ultimissima generazione per ospitare grandi eventi, facendo di Alghero un riferimento in Sardegna e in particolare nel Nord Ovest». Lo propongono Marco Tedde e Giovanna Caria, candidati consiglieri regionali di Forza Italia a sostegno di Paolo Truzzu presidente della Regione.
Secondo i due esponenti azzurri «il teatro tenda potrebbe essere posizionato in corrispondenza di viale Aldo Moro, nell’ampia area verde inutilizzata, inserita in un contesto urbano dotato di importanti aree di sosta. Sarebbe un altro tassello per fare di Alghero la capitale sarda della cultura e dei grandi eventi».

Una proposta più volte riportata e avanzata dalla testata giornalistica Algheronews e anche dall’operatore culturale e giornalista Stefano Idili che, tramite social e pure in maniera ufficiale, ha reso nota, da anni, tale esigenza per Alghero e ciò per evidenti motivi in primis legati alle condizioni meteoclimatiche, ma non solo, anche per arricchire l’offerta di spettacoli, manifestazioni ed eventi. Struttura che si potrebbe realizzare nell’area centrale dell’anfiteatro di Maria Pia luogo che già possiede spazi per parcheggi, servizi e che dovrebbe essere valorizzato per garantire un offerta che vada oltre il singolo concerto estivo, ma che possa anche permettere di fruire di aree giochi per bambini, punti ristoro aperti più ore, spazi sportivi e magari location per proporre musica dal vivo, tutto questo a due passi dal mare.

Per Tedde e Caria «oggi questa prospettiva è frenata proprio dalla mancanza di strutture indoor in grado di ospitare eventi e spettacoli con determinate esigenze». I due rappresentanti politici algheresi citano a esempio il musical “Notre-Dame de Paris”, che necessita di almeno 1500 persone a replica. «Il nuovo teatro tenda porterebbe nell’isola grandi produzioni, convention, convegni, eventi sportivi e televisivi – proseguono – offrendo ai sardi la possibilità sin qui negata di assistere a nuove tipologie di spettacoli. Coinvolgendo il tessuto economico locale, ma senza trascurare il ritorno d’immagine a livello nazionale e internazionale. Amplierebbe anche l’attrattività del territorio, costringendo le compagnie low cost ad incrementare voli e tratte».

Zone 30 km, “Si applichi il Piano Nazionale per la Sicurezza”

ALGHERO – Sullo scambio di vedute tra Nizzi e Salvini intervengono Marco Tedde e Giovanna Caria, candidati di Forza Italia. “Crediamo che in relazione all’istituzione del limite di 30 km orari sul territorio comunale, non si possa fare a meno di rilevare che questo limite è una delle misure chiave del Piano Nazionale per la Sicurezza Stradale 2030 elaborato dal Ministero dei Trasporti. La “città 30” rappresenta un modello sempre più diffuso nelle città europee e non sorprende che alcune città italiane, tra le quali Olbia, abbiano adottato questa politica, supportata peraltro da linee guida internazionali. Riteniamo evidente che la scelta di imporre direttive contro il limite di velocità, limita fortemente il diritto dei sindaci di governare i loro territori e di rendere vivibili e attraenti i centri urbani. Sarebbe apprezzabile una rivisitazione intelligente delle linee programmatiche del ministero non in linea con il diritto – dovere dei sindaci di amministrare i propri territori e con le scelte di mobilità intraprese dalle diverse amministrazioni locali, anche al fine di evitare inutili contenziosi giudiziari.

La direttiva ministeriale ci pare sbilanciata e ci piacerebbe che tenesse in maggiore considerazione la primaria esigenza di garantire l’incolumità dei cittadini e la sicurezza stradale. La sicurezza di pedoni, ciclisti e automobilisti è una priorità di tutti i sindaci, i quali sono i soggetti più adatti nel valutare le esigenze di mobilità e sicurezza dei cittadini.

Auspichiamo che il dibattito sul tema si sposti su altri ambiti. In particolare sulla sensibilizzazione e l’importanza del rispetto delle regole della strada, sulla vivibilità dei centri urbani e sulla correlazione tra sicurezza di pedoni e ciclisti e la velocità del traffico automobilistico.
Forza Italia auspica un superamento delle contrapposizioni ideologiche, affinchè l’attenzione si sposti sul principale obiettivo di salvare vite umane e di migliorare i nostri centri urbani.
Partendo da questo criterio guida, le azioni da intraprendere non devono essere spinte da azioni legate alla campagna elettorale ma da esigenze di sicurezza e salute delle persone sulle quali Governo e Parlamento devono lavorare per poter dare risposte concrete ai cittadini.

Via Fratelli Accardo Artigiani, primi interventi

ALGHERO – Avviati nei giorni scorsi i primi interventi di sistemazione parziale della Via Fratelli Accardo Artigiani, la strada cittadina recentemente acquisita al patrimonio demaniale di Alghero grazie al forte interessamento dell’Amministrazione comunale, che ha così sanato un problema che da decenni determinava forti disagi ai residenti. Gli iniziali lavori riguardano la rimozione di detriti e infestanti, il livellamento della sede stradale con lo spargimento di materiale idoneo, così da eliminare buche e avvallamenti. In seguito i competenti uffici comunali completeranno l’intervento includendo le necessarie opere infrastrutturali e di asfaltatura nella programmazione del 2024. In allegato una immagine.

“Tassa di imbarco, Truzzu faccia valere la nostra autonomia”

ALGHERO – Marco Tedde e Giovanna Caria intervengono sul tema dell’addizionale comunale sui diritti di imbarco dei passeggeri sugli aeromobili. Una tassa molto criticata dalle compagnie low cost che garantiscono investimenti miliardari nell’ipotesi di sua abolizione. “Auspichiamo che appena eletto Truzzu contratti col Governo l’approvazione di una norma che facendo valere l’autonomia speciale della Sardegna abolisca la tassa sul territorio sardo. Anche corrispondendo allo Stato una contropartita finanziaria per compensare i mancati introiti.” I due esponenti di Forza Italia segnalano che il Friuli Venezia ha di recente seguito questa strada, attraendo investimenti di Ryanair per circa 100 milioni di euro, ottenendo dallo Stato la trasformazione della tassa da statale a regionale e abolendola. Crediamo sia evidente che liberando le low cost dall’onere di questa tassa, che incide in maniera considerevole sul costo del biglietto ma i cui proventi arrivano in proporzione residuale ai comuni sede di aeroporto, le compagnie low cost sarebbero spinte ad aumentare in maniera considerevoli i voli -chiudono i due esponenti politici-”

Pronto Soccorso di Alghero, Asl: precisazione e tutti i dati

SASSARI – In merito agli articoli pubblicati in questi giorni sul Pronto Soccorso dell’ospedale Civile di Alghero, la Direzione della Asl di Sassari precisa quanto segue: Per una giusta analisi degli accessi al pronto soccorso è necessaria l’analisi del Triage, il sistema utilizzato per selezionare i soggetti arrivati al Pronto Soccorso in base alla gravità delle patologie riportate: l’accesso alle cure al Ps avviene infatti sulla base della gravità delle condizioni dei pazienti; dopo una prima valutazione il grado di urgenza di ogni paziente è rappresentato da un codice colore assegnato al suo arrivo nella struttura ospedaliera.

1. Codice Bianco (nessuna urgenza): indica un soggetto che non necessiterebbe del Pronto Soccorso e potrebbe rivolgersi al proprio medico.

2. Codice Verde: il soggetto riporta delle lesioni che non interessano le funzioni vitali ma vanno curate:.

3. Codice Giallo (urgenza): indica una compromissione parziale delle funzioni dell’apparato circolatorio o respiratorio, ma non c’è un immediato pericolo di vita

4. Codice Rosso (emergenza): indica un soggetto con almeno una delle funzioni vitali (coscienza, respirazione, battito cardiaco) compromessa ed è in pericolo di vita;

5. Codice Nero (paziente deceduto).

Nel corso del 2023 il Pronto Soccorso dell’ospedale Civile di Alghero ha registrato 24.233 accessi, di cui:
581 codici rossi (il 2,3%), con accesso diretto alle cure
9.072 codici gialli (37,4%), con un tempo medio d’attesa di 36 minuti
13.244 codici verdi (54%), con un tempo medio d’attesa 102 minuti
1.331 codici bianchi (5,4%), con un tempo medio d’attesa di 186 minuti

Nella giornata di venerdì 26 gennaio scorso, in cui si e’ registrato l’episodio di danneggiamento di cui si parlato sugli organi di stampa, che, grazie alla professionalità degli operatori in servizio, non ha registrato danni ne’ alle persone ne’ alle cose, si sono registrati 71 accessi, di cui:
1 codice rosso,
35 codici gialli, con un tempo medio d’attesa di 27 minuti
33 codici verdi, con un tempo medio d’attesa 149 minuti

Quella di venerdì 26 gennaio è stata una giornata di particolare afflusso di codici gialli: circa il 50% degli accessi complessivi della giornata, che ha richiesto un impegno particolare al personale in sevizio (due medici, tre infermieri, un oss e due ausiliari per turno).

Nella fascia oraria dalle 10.30 alle 17.30 si sono registrati 48 accessi, di cui:
19 codici gialli, (tra questi un bambino di un anno arrivato alle ore 15.07 con una crisi respiratoria)
1 codice rosso, un paziente pediatrico di un anno, arrivato alle 17.19, con una grave crisi respiratoria in corso
Oltre a 28 codici verdi: tra questi, alle ore 10.48, e’ stato registrato un paziente con una ferita al dito e al gomito, responsabile del danneggiamento, segnalato alle forze dell’ordine.
Il paziente in questione al suo arrivo al Pronto Soccorso e’ stato immediatamente valutato e medicato, prima di avviarlo verso il percorso ortopedico, era però necessario che il medico in servizio lo prendesse in carico per suturare le ferite. A
Alle 14 il paziente, al cambio turno, e’ stato rivalutato dal personale, ed e’ stato chiamato alle 17 per esser visto dal medico. L’arrivo però del codice rosso pediatrico pochi minuti dopo il suo ingresso e una rivalutazione urgente di un codice giallo che richiedeva anche la consulenza chirurgica, ha ulteriormente posticipato la presa in carico del paziente che è andato in escandescenza, costringendo il personale sanitario in servizio a contattare le forze dell’ordine.

“Si ricorda alla popolazione che i codici verdi avrebbero potuto trovare adeguata risposta anche rivolgendosi al Servizio di continuità assistenziale, come dal proprio medico di medicina generale o pediatra o dalla Guardia Medica. L’occasione è propizia per ricordare che il Servizio Sanitario Regionale per il trattamento delle urgenze prevede l’integrazione di diverse figure: i lunghi tempi d’attesa citati nell’articolo sono conseguenza di un uso improprio del Sistema sanitario Regionale. È opportuno non ricorrere al Pronto Soccorso per ottenere visite per disturbi di lieve entità: in questo caso bisogna rivolgersi al Medico di Medicina Generale (o al Pediatra di libera scelta) nelle ore diurne, alla Guardia Medica in quelle notturne”, dichiara Giovanni Sechi, responsabile del Pronto Soccorso dell’ospedale Civile di Alghero.

In questi giorni la Asl ha formalmente incaricato i titolari direttori delle Sc di Medicina e chirurgia di accettazione e urgenza (Pronto soccorso), stabilizzando una situazione di precariato persistente da diversi anni. Questa scelta strategica, insieme al rinforzamento del personale professionale e di misure straordinarie per la gestione di temporanei afflussi massicci di codici gialli o rossi, eviterà ragionevolmente lunghe attese anche per i codici di priorità inferiore che comunque dovrebbero esser gestiti dai Medici di medicina generale o dalle Guardie mediche, anche questi in via di potenziamento.

Forza Italia: “Porta Terra proroghi le concessioni balneari”

ALGHERO – “A pochi mesi dall’inizio della stagione turistica, il comparto balneare non ha ancora ricevuto rassicurazioni sulla prosecuzione delle attività». A lanciare l’allarme sono Marco Tedde e Giovanna Caria, candidati alle prossime Elezioni Regionali del 25 febbraio con Forza Italia.

Tedde e Caria rimarcano come l’assenza di una normativa nazionale che regoli l’assegnazione delle concessioni demaniali marittime scadute il 31 dicembre 2023, abbia portato diverse amministrazioni a differire la data di scadenza delle concessioni in essere al 31/12/2024, così come stabilito dalla legge sulla concorrenza del 2022.
«La città di Alghero, da sempre in prima linea nell’accoglienza turistica, vive nell’attesa perchè, a tutt’oggi, non è stata adottata alcuna delibera che formalizzi la proroga delle concessioni demaniali – sottolineano gli azzurri algheresi – Nonostante il clima di incertezza normativa e giurisprudenziale, l’Amministrazione Comunale potrebbe assumersi la responsabilità di deliberare le proroghe per dare continuità ai servizi offerti dai nostri concessionari a beneficio del turismo e del territorio. Trattasi di una proroga “tecnica”, in linea con quanto stanno facendo altre amministrazioni in tutta Italia, necessaria affinché gli attuali concessionari possano esercitare l’attività per l’anno 2024. Forza Italia – concludono i due esponenti politici – sostengono gli operatori balneari perchè gli stabilimenti rappresentano decenni di lavoro e la storia di generazioni di famiglie che hanno fatto impresa e turismo in Italia. Parliamo di un segmento su cui si basa una parte importante dell’offerta turistica, fondamentale per l’economia della nostra regione e, in generale, di tutto il Paese».

Restyling bastioni, hotel di pregio e rinnovato alberghiero: si può (ri)fare

ALGHERO – Web e social e più in generale la tecnologia, a parte troppe e diffusi usi distorsivi, hanno portato alle nostre vite straordinari vantaggi. Ed è cosi che, anche per il dibattito quotidiano, possono giungere importanti contribuiti. Accade talvolta, magari guardando vecchi filmati e immagini, di apprendere di quanto fossimo avanti pur essendo indietro dal punto di vista temporale.

E’ il caso di certi lontani scatti che riguardano Alghero che, tra l’altro, sono divenute cartoline storiche in vendita sulle più note piattaforme di e-commerce. Nel caso specifico il focus è sul centro della città ovvero piazza Sulis. In particolare ci sono alcuni ricordi fotografici che mettono bene in evidenza proprio questo aspetto: in un luogo dove quando c’è il troppo pieno del sistema idrico-fognario si assiste a delle obbrobriose fuoriuscite verso il mare, diversi decenni fa si prendeva il sole e si faceva il bagno.

Sdraio, ombrelloni, cabine per cambiarsi e perfino una passerella. Siamo, all’incirca negli anni ’60. E tutto questo prendeva forma sotto i bastioni, proprio davanti l’allora hotel Esit. Non solo per le condizioni meteo-climatiche che lo permettevano, con la presenza naturale i una lingua di arenile, ma anche grazie alla possibilità e visione, allora piuttosto naife, di utilizzare quel tratto di litorale in termini di offerta balneare e dunque anche turistica.

All’epoca il turismo era agli albori e la Riviera del Corallo era pioniera nell’attrarre i primi flussi. Questo grazie all’aeroporto, ma anche alle sue, ovviamente, già presenti bellezze naturalistiche. Ma non solo. Proprio anche per la “visione” di alcuni amministratori che, ad esempio, posero Alghero al centro di grandi manifestazioni internazionali legate al cinema, prima, e ad altre arti (tra cui la musica) poi, e ovviamente connesse con obiettivi di attrattività turistica.

Tra le condizioni di allora da ripercorrere, ci sarebbe sicuramente la revisione della struttura che da tempo ospita l’alberghiero. E’, o almeno lo era fino un paio di anni fa, pensiero diffuso, da destra a sinistra come emerse dal patto per il Nord-Ovest definito con l’allora governatore Soru e Amministrazione col Tedde di Centrodestra e poi finito nel dimenticatoio, che quello stabile potesse ritornare ad essere un hotel di grande pregio con l’anticipato avvio della realizzazione di un nuovo plesso scolastico magari alla fine di via Xx Settembre, vicino le altre strutture formative, oppure in altro luogo come nei pressi della chiesa del Don Bosco.

Con project financing o meno si potrebbe ripristinare un processo virtuoso coi privati che sarebbero a disposizione, tramite bandi, gare e quant’altro, a dare avvio a queste progettualità con al centro, non solo la rinascita di un 5 stelle in pieno centro, ma anche, e soprattutto, il rilancio dell’alberghiero che, come tristemente emerso dalle cronache, sta subendo perfino un processo di ridimensionamento e tagli. E tutto questo in un luogo tra i primi a fare turismo e con, almeno dovrebbe, una leadership nel settore della ristorazione.

Con accordi chiari e ben definiti il privato dovrebbe occupare ogni anno diverse unità che andrebbero a diplomarsi nei vari rami delle proposta didattica dell’Ipsar che, è oggettivo, con una nuova struttura andrebbe ad avere nuova vita. Mentre il sistema ricettivo locale andrebbe a giovarsi di un nuovo asset che, come detto, magari potrebbe contribuire anche a riqualificare gli splendidi bastioni che oggi vedono alcune porzioni piuttosto ammalorate. Anche in questo caso, a parte la cartolina dell’articolo, esisteva un progetto di una ventina di anni fa che prevedeva il posizionamento di una passerella pedonale con anche illuminazione con fari, magari colorati, posizionati a livello dell’acqua e puntati verso il fondale, che potrebbe abbellire l’immagine già unica del tratto verso il mare dell’Alguer Vella. Tutte cose che si possono (ri)fare.

Foto: dal web cartoline di Alghero archiviate da Mouse Arti Grafiche

Viabilità, il Comune di Alghero istituisce una “Zona di Particolare Rilevanza Urbanistica”

ALGHERO – Il Comune di Alghero, per venire incontro alle esigenze dei residenti e dei commercianti, istituisce in via sperimentale, con la delibera di Giunta nr.18, la Zona di Particolare Rilevanza Urbanistica, come previsto dal nuovo Codice della Strada in vigore. Si tratta dell’area adiacente alla Zona a Traffico Limitato del centro storico, delimitata dalle vie Sassari, La Marmora, Nuoro, Piazza della Mercede, via Giovanni XXIII, XX Settembre, Carducci e via Gramsci. Sarà così possibile ampliare gli stalli riservati a chi nel centro cittadino ci vive e lavora, alleggerendo il traffico veicolare. La richiesta di istituzione di nuovi parcheggi era stata più volte al centro del confronto con l’Amministrazione comunale che ha accolto le richieste del comitato di cittadini e rappresentanti degli operatori commerciali.

Sanità, al Marino un ambulatorio di Endocrinologia

SASSARI – Un ambulatorio di Endocrinologia di primo e secondo livello, in grado di fornire un percorso di diagnosi e cura di alta specializzazione per la popolazione del territorio. È stato aperto questa mattina, all’ospedale Marino di Alghero, e allargherà l’offerta sanitaria dell’Aou di Sassari, rafforzando i percorsi di collaborazione con le strutture territoriali già presenti.

L’ambulatorio, che fa parte della struttura complessa di Endocrinologia e malattie della nutrizione e del ricambio diretta dal dottor Mario Palermo, si trova al terzo piano della struttura di viale Primo Maggio. L’apertura dei locali questa mattina è avvenuta alla presenza dell’assessore regionale della Sanità, Carlo Doria, del direttore generale dell’Aou di Sassari, Antonio Lorenzo Spano e del direttore di Endocrinologia Mario Palermo. ACCESSO. Sarà aperto al pubblico dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 17,30. Per accedere all’ambulatorio sarà necessario prenotare attraverso il Centro unico di prenotazione.

ASSISTENZA E FORMAZIONE. Nell’ambulatorio saranno operativi due medici, tre infermieri e 2 medici specializzandi. La presenza di queste ultime due figure conferma l’Endocrinologia sassarese quale punto formativo dei giovani medici, in linea con la mission aziendale che – oltre alle funzioni di assistenza – svolge anche attività di didattica e di ricerca. All’interno dell’ambulatorio infatti, come già avviene in quelli delle stecche bianche di Sassari, sarà fatta la formazione per gli specializzandi in endocrinologia e in scienze dell’alimentazione, oltreché per gli studenti del Corso di laurea in Medicina.

OBIETTIVI. L’apertura dell’ambulatorio ha l’obiettivo di allargare l’offerta di endocrinologia e rafforzare i percorsi di diagnosi e terapia, in collaborazione anche con la rete territoriale degli specialisti e dei medici di medicina generale del Nord Ovest della Sardegna, di cui Alghero rappresenta il centro più popoloso dopo Sassari.

Secondo l’assessore regionale della Sanità l’apertura dell’ambulatorio completa il percorso dell’ospedale algherese, a vocazione traumatologica e ortopedica, con un servizio di Endocrinologia che, tra i vari settori, segue anche quello delle patologie osteometaboliche, in considerazione del fatto che l’osteoporosi ha una elevata incidenza nella popolazione sarda.

Sempre nell’ambulatorio del Marino, infatti, la struttura di Endocrinologia attiverà anche un percorso per le patologie osteometaboliche, a supporto della specialistica di Ortopedia.

«Prosegue il nostro progetto di valorizzare la struttura dell’ospedale Marino – afferma il direttore generale Antonio Lorenzo Spano – che sarà a supporto dell’intero ospedale e del territorio. E’ questa una dimostrazione tangibile che gli impegni presi vanno avanti e proseguiranno anche nei prossimi mesi, con investimenti che puntano a dare una sanità migliore al territorio».

«Rafforziamo l’offerta di diagnosi e cura endocrinologica – afferma il direttore della struttura complessa di Endocrinologia dell’Aou di Sassari, dottor Mario Palermo che ha ringraziato l’assessore regionale e il direttore generale dell’Aou per l’indispensabile contributo e collaborazione offerte per l’apertura dell’ambulatorio -. Il nostro ospedale si avvicina al territorio e potenzia la collaborazione con le strutture territoriali. Un passo avanti nella salute dei cittadini di quest’area». Il dottor Palermo quindi ha voluto ringraziare lo staff dei servizi tecnici dell’Aou, il personale amministrativo e infermieristico.

LE VISITE. Nell’ambulatorio saranno fatte visite specialistiche di endocrinologia, malattie della nutrizione del ricambio, saranno attivati percorsi diagnostici terapeutici intraospedalieri e territoriali integrati, attività di prelievo di sangue, test diagnostici. Saranno attivati, poi, percorsi integrati endocrino chirurgici, in collaborazione con le strutture di Chirurgia aziendali ed extra aziendali, per la terapia dei pazienti affetti da patologie endocrine passibili di terapia chirurgica.

La struttura di Endocrinologia svolge ogni anno oltre 22 mila prestazioni, avviando i pazienti a percorsi dedicati alla cura delle varie patologie endocrine e della tiroide in particolare. All’ospedale Regina Margherita di Alghero si stima possano essere seguiti oltre un migliaio di pazienti residenti ad Alghero e nei territori limitrofi.

“I detenuti fanno richieste per le colonie, ma vengono lasciati ad Alghero”

ALGHERO – In questi mesi si è venuta a creare una situazione paradossale nel carcere di Alghero, alcuni detenuti delle carceri Campane vengono trasferiti nelle tre colonie penali della Sardegna mentre altri sono stati portati ad Alghero, tutti avevano risposto positivamente ad un interpello per andare a lavorare nelle colonie sarde e per questa destinazione erano stati ritenuti idonei, e quindi trasferiti per “accoglimento istanza”. Il lavoro nelle colonie era stato scelto per poter avere la possibilità di lavorare e aiutare le loro famiglie, tutte di modeste condizioni. Tutti i detenuti sapevano di andare in colonia.

La destinazione era stata decisa in partenza perché trasferire queste persone ad Alghero?

I detenuti apprendono solo al loro arrivo dove sono giunti e fanno notare il grave disagio che stanno subendo, avevano risposto ad un appello per lavorare nelle colonie ed invece si trovano in una realtà dove non c’è lavoro.
Successivamente il CR di Alghero invia alla Colonia di Mamone una nota dove venivano riportate le caratteristiche dei singoli detenuti aggiungendo l’idoneità al lavoro.
La colonia rispondeva dichiarando che non erano in possesso dei requisiti richiesti.
Il Carcere di Alghero chiedeva allora che i detenuti potessero rientrare nelle carceri di provenienza. La risposta del PRAP affermava che i trasferiti dovevano rimanere dov’erano e che della loro situazione se ne dovesse parlare solo trascorso un “congruo” periodo di tempo. Si ha la sensazione di una presa in giro nei confronti dei detenuti.
Sono persone e non pacchi postali, persone che hanno moglie e figli, avevano chiesto e accettato di venire in Sardegna solo perché pensavano di poter aiutare le loro famiglie contando sulla differenza di retribuzione tra le Colonie e il carcere. Col trasferimento ad Alghero si trovano senza lavoro quindi più poveri e senza il conforto dei cari che ora devono affrontare costi molto elevati per poter fare i colloqui. Chiedono di poter tornare nelle loro regioni e non gli viene concesso. E’ necessario e urgente sbloccare questa situazione. Ci appelliamo al Dap e al Provveditore affinché possano intervenire quanto prima per sanare questa situazione.