Professori e Pd: fallimento su tutto

ALGHERO – “Siamo sconcertati e preoccupati per le ultime notizie legate al comparto del trasporto aereo. L’Europa ha bocciato, ancora una volta, un bando prodotto dalla Giunta Pigliaru”. E’ Forza Italia-Alghero, attraverso il suo gruppo consigliare a rincarare la dose sulle responsabilità dei gravi problemi ai voli da e per la Sardegna.

“Una nuova ed ennesima manifestazione della totale incapacità di amministrare la Sardegna da parte dei professori indicati dal centrosinsitra e in particolare dal Partito Democratico. Proprio quest’ultimo partito è il primo e unico responsabile del disastro nel trasporto aereo nell’Isola e ora pure del blocco dei voli della continuità da e per Alghero. Un fatto inaudito e gravissimo vista l’impossibilità alle persone di muoversi e dunque negando il primario diritto alla mobilità dei sardi”. Per questo ha ancora più senso la battaglia portata avanti dai consiglieri regionali e da tutto il partito di Forza Italia finalizzata al riconoscimento degli handicap derivanti dal mancato riconoscimento del principio di insularità”.

“Nel frattempo che il prossimo governo nazionale e isolano, che non saranno di sicuro dello stesso colore degli attuali, recepiscano tali istanze, siamo costretti a subire l’asineria dei professoroni che dovevano risolvere tutti i problemi della Sardegna. Hanno fallito su tutto, tranne che nella precisa e puntuale spartizione di potere e poltrone. Un modus operandi molto bene ripreso dagli attuali amministratori di Alghero. Del resto il dna è il medesimo e noi, come tutti gli algheresi, ce ne siamo accorti, purtroppo”.

Nella foto un velivolo Ryanair

S.I.

Piano Bonifica, vincoli e incertezze

ALGHERO – Si è svolto sabato 15 Ottobre nell’ufficio del Sindaco Mario Bruno il tanto atteso confronto tra i progettisti del Piano di Valorizzazione della Bonifica e i tecnici incaricati dal Comitato Zonale Nurra di studiare la parte riguardante il vincolo idrogeologico e redigere l’osservazione presentata a seguito dell’adozione del Piano. “Questo secondo incontro tra amministrazione e comitati – fanno sapere per il Comitato Zonale Nurra, il Presidente Daniele Dore, per il gruppo di lavoro, i coordinatori Tiziana Lai e Donatella Manunta – ha dato modo di approfondire nei dettagli una delle tematiche più importanti del piano, le ormai famose aree sottoposte a vincolo idrogeologico denominate zone H3*.

“l’Ing. Fabio Cambula tecnico incaricato dall’amministrazione di redigere il piano di dettaglio del PAI, che di fatto andrà a variare le norme attuali del Piano di Assetto Idrogeologico Regionale della nostra zona, ha illustrato il suo operato nel rilevare il territorio confermando quello che tutti temevano, cioè che i tanto discussi canali di bonifica sono stati considerati di fatto come fiumi veri e propri e, come tali, soggetti a vincoli più restrittivi rispetto ai canali. Il tecnico alla nostra domanda ha risposto che non sono stati incrementati i livelli di pericolo rispetto ai piani regionali precedenti”.

“Il Geologo Dott.Manca e l’Ingegnere idraulico Dott.Fadda, incaricati dal Comitato Zonale Nurra, hanno spiegato nel dettaglio quanto rilevato con l’osservazione presentata a loro firma, hanno contestato il ragionamento che ha portato a considerare i canali come fiumi fatto dai tecnici incaricati dall’amministrazione ed a supporto di quanto dichiarato, hanno specificato una serie di dati tecnici derivanti sia dallo studio del territorio che dalla documentazione reperita negli archivi storici degli enti della Regione. Hanno inoltre specificato che sia l’osservazione sia quanto sottolineato in riunione è stato rilevato sulla documentazione resa pubblica fino ad oggi dall’amministrazione e che si attende il deposito del piano di dettaglio che non è stato consegnato al Comitato nonostante una formale richiesta”.

“Il Sindaco ha chiesto un nuovo confronto sul piano di dettaglio del PAI impegnando i tecnici dell’ufficio urbanistica alla pubblicazione degli elaborati entro 10 giorni, in modo da poter accelerare l’iter di adozione della variante al PAI che vorrebbe portare in aula al più presto. L’ufficio di progettazione con i tecnici Architetto Peghin e Architetto Zoagli hanno specificato di aver concordato con l’Assessorato all’Urbanistica in sede di copianificazione di poter togliere il vincolo di pianificazione H3* lasciando sulle aree che saranno identificate a rischio esondazioni solo i vincoli Pai”.

“Analizzando le criticità emerse durante il confronto tra i presenti è doveroso evidenziare le posizioni assunte dai comitati che rappresentano il territorio: il Comitato Zonale Nurra ha ribadito che è certamente necessario avere la massima tutela per l’incolumità pubblica, ma avendo come fondamento rilevazioni topografiche corrette e rispondenti alla realtà, altrimenti si rischia di rendere vano l’intento di valorizzazione economica del territorio. Crediamo infatti che il territorio abbia necessità di uno strumento di programmazione economica come il Piano di Valorizzazione ma chiediamo di utilizzare il giusto metodo affinché non si vincolino inutilmente parti di territorio importanti per le produzioni agricole e, così come specificato nell’osservazione presentata, di porre in essere le adeguate procedure amministrative; gli altri comitati presenti chiedono invece di andare avanti spediti perché è necessario dotare il territorio del Piano dichiarandosi soddisfatti dell’eliminazione del vincolo H3* accontentandosi così di avere i “soli” vincoli Pai”.

“Quindi di fatto tutto rimandato al prossimo appuntamento tra una settimana quando ci si confronterà dopo aver visto e studiato il nuovo piano di dettaglio del Pai per capire quali vincoli porterà sui nostri terreni agricoli. E’ certo però che i rappresentati del Comitato Zonale Nurra, del gruppo di lavoro ed i tecnici incaricati hanno ribadito durante il confronto che sono disponibili ad andare fino in fondo in tutte le sedi opportune per tutelare gli interessi economici del territorio della bonifica oggetto del Piano di Valorizzazione”.

Nella foto un incontro sulla Bonifica del Comitato Zonale

S.I.

Caos aerei, prorogare continuità

ALGHERO – “La rimessa in discussione da parte di Bruxelles del pacchetto dei collegamenti aerei da e per la Sardegna impone una riflessione politica e un immediata reazione del Consiglio Regionale. La situazione più difficile rimane quella di Alghero e Olbia per la totale assenza di servizi”. Cosi la Sinistra Italiana Alghero sul caos nei trasporti aerei con i gravi problemi legati allo stop al bando sulla continuità territoriale.

“Non può essere leso in questo modo il diritto dei sardi alla mobilità. Sinistra Italiana chiede che il Governo Regionale si adoperi per una proroga che consenta il ripristino dei vettori in tutti gli aeroporti della Sardegna”. E ancora. “Le scelte sulla mobilità incidono fortemente sui diritti più generali dei cittadini e per questa ragione Sinistra Italiana invita i soggetti istituzionali coinvolti di concentrarsi su questi aspetti e di agire in modo chiaro e trasparente nei confronti dei sardi e in particolar modo dei territori interessati”.

Nella foto Maria Graziella Serra di Sinistra Italiana

S.I.

Psr e agro algherese: tempi biblici

CAGLIARI – “L’eco del noto mantra dell’amministrazione algherese “non perderemo neppure un euro del PSR” ancora riecheggia sulla campagna algherese, mentre le nostre aziende agricole continuano a soffrire una posizione di svantaggio legata ai ritardi dell’amministrazione locale.” Così il consigliere regionale di Forza Italia Marco Tedde commenta il fatto che le principali misure strutturali del Piano di Sviluppo Rurale, quelle in grado di migliorare e ammodernare le aziende agricole rendendole, di fatto, più competitive nei mercati di riferimento, sono state bandite dalla Regione Sardegna ma gli imprenditori agricoli algheresi non possono raccoglierne i frutti finanziari per la mancata approvazione della variante al PRG relativa all’utilizzo dei terreni in agro.

“Superato lo scoglio della “cantierabilità”, non più richiesta dagli ultimi e più recenti bandi, rimane per le aziende dell’agro algherese il problema di ultimare i lavori eventualmente finanziati entro una tempistica stringente, non compatibile con i tempi dell’amministrazione locale. Le imprese agricole algheresi, ancora una volta, non possono beneficiare di buona parte delle agevolazioni delle quali dispongono i loro i competitors di altri territori. E’ dal marzo del 2016, infatti, -commenta l’ex sindaco di Alghero- che l’amministrazione di Alghero ha adottato la variante al PRG pomposamente denominata “Piano di Valorizzazione e Conservazione della Bonifica”. Uno strumento di pianificazione territoriale che, almeno in parte, potrebbe sciogliere i vincoli di inedificabilità del Piano Paesaggistico di Soru che tanti danni ha fatto alla Sardegna. Variante la cui approvazione definitiva è paralizzata dall’assenza di un assessore che, comunque, aveva dimostrato competenza e impegno, ma anche da scelte tecniche opinabili e contrastanti con la normativa regionale oltre che con il buon senso. Fin dall’origine contestate da Forza Italia. La mancata approvazione della variante impedisce l’autorizzazione di progettualità nell’agro e, di conseguenza, l’opportunità di fruire dei finanziamenti europei destinati al sostegno dell’agricoltura.”

Secondo Tedde non si può dimenticare che l’Assessorato regionale dell’Agricoltura è stato in più occasioni oggetto di aspre critiche in virtù dei ritardi con cui stava e sta attuando il Programma di Sviluppo Rurale. “Ebbene, l’amministrazione algherese non è riuscita a fare tesoro di queste inadempienze per porre rimedio all’impasse normativa causata dal PPR e dalla mancata approvazione della variante al PRG denominata “piano di valorizzazione”. Dimostrando ancora una volta –commenta Tedde-, di essere incapace di affrontare e risolvere i problemi veri che devono affrontare i suoi cittadini. Crediamo sia arrivato finalmente il momento che il sindaco doti la pianificazione urbanistica di una guida assessoriale. O meglio ancora–chiude Tedde- ammetta la incapacità della sua amministrazione di sciogliere i nodi che bloccano la crescita dell’agro e attui le proposte già fatte dal gruppo consiliare di Forza Italia con puntuali emendamenti.”

Nella foto l’onorevole Tedde in Consiglio Regionale

S.I.

Alghero: città di orti o orti di città?

ALGHERO – “La recente realizzazione, ad Alghero, nel parco intitolato a Gian Marco Manca, di un orto urbano, ad opera di un’associazione cittadina che ha in uso quegli spazi, offre lo spunto per discutere, nel dettaglio, questa valida attività che, anno dopo anno, prende sempre più piede nelle nostre città.

L’agricoltura urbana, giova ricordarlo, rientra in un ampio spettro di attività ricomprese nel termine polivalente di Agricivismo, generalmente impiegato per descrivere l’impiego delle attività agricole in zone urbane, al fine di migliorare la vita civica e la qualità ambientale/paesaggistica nel contesto cittadino.

Tale apporto positivo si concretizza, soprattutto nell’ambito sociale, in quanto costituisce una valida occasione di aggregazione, intergenerazionale ed interetnica, per il tempo libero, offre la possibilità di svolgere attività motoria, funge da ruolo terapico per l’assistenza e la cura di pazienti affetti da patologie di natura psicofisica ed apporta il rafforzamento della solidarietà, della comunità e del mutuo sostegno, non da ultimo, peraltro, garantendo un parziale sostegno economico ai fruitori, altresì ricoprendo il fondamentale ruolo di presidio del territorio e della sua difesa da attività degradanti.
Ancora, all’agricoltura urbana viene ascritta la possibilità di offrire un valore aggiunto culturale inteso come riscoperta della memoria rurale, di quella storica, una valida occasione di stimolo per lo spirito creativo, l’educazione ad un rapporto rivolto più alla cura che non allo sfruttamento del suolo.
Attraverso l’attività agricola e il valore ambientale di cui è investita, inoltre, è possibile la rigenerazione degli spazi residuali urbani, la gestione funzionale degli spazi verdi pubblici, l’educazione ambientale.
L’Agricivismo si propone, quindi, in ultima istanza, come un valido metodo per recuperare il mondo agricolo, utilizzando gli elementi del paesaggio rurale che tocca la città, per ingentilire l’urbanizzazione dispersa.

All’interno di tali molteplici attività, riconducibili all’agricoltura urbana, pare doveroso annoverare l’orto sociale; un’attività in grado di impiegare risorse proprie dell’agricoltura al fine di promuovere azioni terapeutiche, di riabilitazione, di inclusione sociale e lavorativa, di ricreazione, di servizi utili per la vita quotidiana e di educazione. In sostanza, un’azione di ponte tra politiche agricole e politiche sociali, formative, sanitarie, della giustizia, in un processo di progressivo, sebbene non semplice, di avvicinamento.

In questa ottica, l’agricoltura sociale, si impone all’attenzione come modello alternativo di welfare, nel quale, si realizza il connubio tra sviluppo sociale e sviluppo economico del territorio, sulla base di processi di sviluppo locale capaci di promuovere l’inclusione sociale e, insieme, di accrescere la dotazione territoriale dei servizi.

Fatte queste premesse, vien da rivolgere un sentito grazie a chi si adopera, seppur in maniera circostanziata, per diffondere questa pratica urbana così virtuosa, soffermandoci, almeno per ora, sullo spirito che guida l’iniziativa, senza entrare nel merito degli spazi e delle modalità con le quali questa viene operata e che saranno, probabilmente, oggetto di una successiva e più approfondita disamina.

La predetta opera riporta, inoltre, alla memoria, un progetto di tre anni fa (ottobre 2014) a firma della Giunta cittadina di Alghero e denominato “Orti Urbani e gestione sociale degli spazi pubblici e aree verdi” il cui comunicato così recitava: “ Diverse aree di proprietà comunale saranno messe a disposizione degli aventi diritto per attività di orticultura senza scopo di lucro, ad uso proprio dei concessionari o della loro famiglie”.
I lotti di terreno allora individuati per dare avvio alla lodevole iniziativa consistevano, secondo le intenzioni della Giunta comunale, in 389 mq tra via Costa e via Degli Orti, in circa 1.100 mq in località il Carmine, nella porzione di terreno di mq 600 tra via Mazzini e via XX Settembre e in un’area di 891 mq presso la scuola elementare di via Corsica.
Quali siano state le sorti di questa felice intuizione, allo stato, non è dato sapere.

Certo è che, ad ogni plauso che l’amministrazione cittadina rivolge ad un privato che ad essa, di fatto, si sostituisce nella gestione della cosa pubblica, dovrebbe corrispondere uno schiaffo (virtuale), rivolto al proprio indirizzo, per non averne saputo cogliere anzitempo e proficuamente le opportunità.

Concludo con una riflessione: è davvero possibile parlare di orti urbani ad Alghero? La città si colloca, di fatto, già in un contesto territoriale agricolo; ne è testimonianza non solo la toponomastica ma anche la presenza di orti residuali all’interno del tessuto urbano oltre che la prossimità, senza soluzione di continuità, con il contiguo agro. Questo dovrebbe condurci a riflettere con maggiore attenzione circa le politiche da impiegare per il rilancio della nostra agricoltura e per la gestione degli spazi verdi interstiziali in maniera proficua e lungimirante senza farci attrarre, necessariamente, dalle “mode” del momento ma raccogliendo tutte le energie del territorio e le sue potenzialità in una felice amalgama che possa, questo si, assolvere a molteplici e svariate funzioni che vadano dal sociale, al ricreativo finanche al produttivo. Ad maiora!”

Dottore Agronomo Ferdinando Manconi (Circolo Terrestri)

Porto Torres, Puc e Pul fantasma

PORTO TORRES – “Progettista, soldi e progetti ma né il PUC né il PUL ci sono ancora. Spesi decine di migliaia di euro per redarli e siamo ancora fermi e nessuno ne parla. Ci sono state iniziative ed incontri con diverse osservazioni presentate da cittadini e professionisti ma l’attuale Amministrazione ancora non procede”. E’ Ilaria Faedda, segretario cittadino di Porto Torres del Psd’Az a puntare i riflettori su una delle tante questioni che anche nel centro turritano l’amministrazione attuale di 5 Stelle non ha ancora definito.

“Il PUL, Piano di Utilizzo dei Litorali, è stato presentato dall’attuale Amministrazione nell’aprile di quest’anno presso il Museo del Porto alla presenza di alcuni operatori turistici locali. Molto meno recente la presentazione del PUC, Piano Urbanistico Comunale, che è stato presentato nel dicembre 2014 e le relative osservazioni approvate nel giugno del 2016, ma ancora nessuno dei due è approdato in Consiglio Comunale per la delibera e approvazione finale”.

“Siamo convinti che entrambi siano strumenti fondamentali per una programmazione reale dello sviluppo di Porto Torres, utili a fare decollare la vera industria turistica del territorio. L’attuazione del PUC e del PUL portera’ uno sviluppo turistico e l’attrazione di nuovi investimenti per la città. Dunque posti di lavoro. Senza programmazione infatti, Porto Torres, continuerà a perdere spazi di sovranità territoriale, credibilità istituzionale e mancanza di fiducia dei cittadini. L’unica cosa in crescita continuerà ad essere la disperazione della gente, la mancanza di lavoro e la povertà culturale”.

“E’ necessario, pertanto, abbandonare inerzia e immobilismo per fare in modo che il Consiglio Comunale adotti definitivamente il Piano Urbanistico Comunale e si doti di un Pul che valorizzi il nostro litorale. Solo rendendo efficaci gli atti di programmazione e pianificazione territoriale si creano le opportunità per una reale crescita economica e nuova occupazione! Tutto questo nel più breve tempo possibile!”

Nella foto Ilaria Faedda, segretario cittadino del Psd’Az

S.I.

“Crack Trasporti, Pd servile con Ue”

CAGLIARI – “Il senatore Lai capovolge la realtà per coprire la codardia della Giunta regionale: noi abbiamo sempre difeso i diritti dei sardi, loro hanno tenuto un atteggiamento servile e ora rischiano di isolare la Sardegna”. Così Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia replica alle dichiarazioni del senatore del PD. “Anzitutto – ricorda Cappellacci- il presidente Pigliaru ha cominciato questo disastro con le sue mani, senza bisogno dell’Unione Europea: non solo non ha proseguito il nostro progetto per la tariffa unica, ma il 6 Ottobre 2014 ha chiesto e ottenuto la cancellazione della continuità per Verona, Napoli, Bologna e Torino (CT2). Questa sarebbe la linea di uno che difende il diritto alla mobilità dei sardi? Così facendo, ha fatto sballare la disponibilità dei posti per Roma e Milano, dove nel frattempo era entrata in vigore la nuova CT1 varata da noi. La CT1 ha dato risultati ottimi, come ammesso perfino dallo stesso Lai in Commissione davanti all’ENAC in un raro intervallo di lucidità politica.

Dopo tre anni e mezzo di annunci a vuoto, dopo aver fatto del “ce lo chiede l’Europa” il loro primo comandamento, il PD e i suoi alleati rischiano di isolare la Sardegna perché non sa scrivere un bando e perché non sa far valere le ragioni dei sardi di fronte all’Unione Europea perché ha sempre mantenuto un atteggiamento servile, sottomesso e perché ha sempre sacrificato gli interessi dei sardi per difendere la propria fazione di partito. Del resto, è stato l’assessore Careddu a dire poche settimane fa che, grazie al proficuo dialogo con Bruxelles, la nuova CT1 era a buon punto e quelle parole sembrano quelle di chi ha trovato un accordo, non di chi sta portando avanti una battaglia. Se c’è qualcuno che in questi anni si è schierato dalla parte di tutti gli antagonisti esterni, dall’Unione Europea a Tirrenia, e contro i sardi, pur di andare contro la fazione opposta, è proprio il PD e il senatore Lai.

Hanno pensato solo a contestare e una volta arrivati alla guida della Regione non hanno saputo fare nulla, hanno disfatto e non hanno concretizzato nulla. Dov’erano loro quando la UE ha bloccato la flotta sarda, che ha trasportato centinaia di migliaia di persone con prezzi calmierati, con agroalimentare sardo a bordo? Loro tifavano la Sardegna. Del resto è dal palco della Leopolda che il loro leader Renzi in coppia con l’armatore Onorato annunciava ‘la nuova continuità marittima’ e sappiamo tutti come è andata a finire. Quell’immagine è sufficiente – ha concluso Cappellacci- per capire chi difende i sardi dalla UE, dal sistema Tirrenia e da qualsiasi altro attacco esterno da chi prima si inginocchia e poi fa la sceneggiata”.

Nella foto il coordinatore di Forza Italia

S.I.

Bonifica e Ppr, Nonne fa outing

ALGHERO – Inutile nasconderlo, il Piano della Bonifica ha oramai assunto un’importanza che va ben oltre la tanto attesa e agognata liberazione dell’agro dai vincoli del Ppr prodotto dall’amministrazione regionale guidata da Renato Soru. Il dispositivo, già di fatto bocciato dalla Regione [Leggi], attraverso una scelta dell’assessorato condotto da Cristiano Erriu, oggi è ritornato in auge. Non solo, come detto, per le pluriennali esigenze delle borgate, ma perchè è certo che il capogruppo del Pd Mimmo Pirisi per poter continuare nel salvataggio del sindaco lo ha sicuramente posto come paletto. Uno dei tanti, ma probabilmente uno dei più importanti.

Ma a palesare il malumore sulle congenite incapacità dell’ammministrazione Bruno, anche a produrre questo atto urbanistico, non è Pirisi, impegnato a provare a far quadrare il cerchio per non far finire anticipatamente la consigliatura, ma è il consigliere eletto nella lista del sindaco, Mario Nonne. “Alcuni amici mi telefonano chiedendo come mai ero assente all’ incontro tenutosi ad Alghero con l’amministrazione comunale e i tecnici redattori del piano. Avendo avuto un contrattempo non mi è stato possibile parteciparvi”, scrive Nonne viste le voci di una sua assenza come forma di “protesta”.

“Comunque mi risulta che l’agro era ben rappresentato. Tuttavia per rispondere agli amici e non solo, seguo passo passo l’iter del (Pdb) a tutt’oggi siete tutti al corrente dei problemi che derivano da errori cartografici e valutazioni errate di tipo Idraulico indicando un canale di scolo fatto a suo tempo dall’Etfas (oggi Laore) come fiume. Di conseguenza vincolando decine di poderi dal Pai (Piano di assetto idrogeologico) già ingessato da troppo tempo dal Ppr”. E dunque lo stesso Nonne, ritenuto vicino al consigliere regionale Lotto, a capo della cordata atta a salvare Bruno, reputa una condanna per il territorio proprio l’atto targato Pd e soprattutto Soru.

Ma continua Nonne, “il nuovo studio di adeguamento al Pai ultimato qualche mese fa non ha fatto altro che peggiorare la situazione aggiungendo altri due canali, pertanto sottoponendo ad ulteriori vincoli altri poderi”, e4 subito la reprimenda, condivisa dai residenti, “vai a vedere che la colpa è degli agricoltori che si sono stabiliti in un territorio una volta arido e totalmente incolto e oggi dopo aver versato sudore e sangue si trovano in condizioni di non poter stare al passo con i tempi, strutturare le aziende e renderle competitive più di quanto lo sono oggi”. Ed infine la notizia. “Per questi motivi se non dovessero cambiare le cose non voterò il piano. Ho votato con entusiasmo l’adozione del (Pdb) ma non farò mai qualcosa che non sia giusta e obbiettiva per tutti”.

Nella foto il Consigliere Nonne

S.I.

Che fine ha fatto Alghero?

ALGHERO – Che fine ha fatto Alghero? Fino pochi anni fa, il dibattito cittadino era catalizzato dalla costruzione, o meno, di nuovi hotel a Maria Pia, della realizzazione di campi da golf a Porto Conte, la gestione di immobili dal valore immenso come Caval Marì, Balaguer, ex-Caserma, il decollo del Parco e Amp, dell’ampliamento e ammodernamento del porto, della programmazione di grandi eventi artistici e sportivi, l’apertura della Grotta Verde, del cartellone degli spettacoli estivo, di fine anno e primavera, della 4 corsie e circonvallazione, dell’attivazione di scambi economici e commerciali con la Catalogna e soprattutto del tema dei temi: l’allungamento della stagione turistica dunque dell’aumento del benessere per aziende e famiglie. Invece, partendo dalla fine, nonostante faccia ancora caldo e alcuni facciano pure il bagno, la Riviera del Corallo, almeno dalla parte di chi guida i processi sociali e politici, pare entrata già in letargo. Non occorre molta fantasia: basterebbero 5/6 mesi come i due centrali estivi, per avere dei benefici tangibili e formidabili per tutto il territorio. Partendo dall’aumento dei collegamenti aerei e dunque a cascata incremento di arrivi, presenze ovvero posti di lavoro.

E invece, come detto, siamo passati dal discutere e anche scontrarsi su temi centrali e fondamentali come quelli elencati, ad essere impelagati nelle liti di una parte politica, nel caso specifico il centrosinistra, e in particolare dall’eterna querelle riguardante l’attuale sindaco e il suo ex-partito. O così dovrebbe essere, ma così non sembra. Questo alla luce degli interventi, oramai non più occulti, dei leader dem in suo favore. Certo tutti riconducibili all’area ambientalista e soriana, però sempre di Pd si tratta e anzi di colui che ha fatto il governatore, segretario, parlamentare europeo e pare nuovamente in corsa per il ruolo di presidente della Regione. Tutto bello e interessante per chi segue e scrive di politica, molto meno per i cittadini. Ciò palesa anche la condizione attuale di Alghero: i provvedimenti dell’ex-editore de L’Unità sono visti come il male assoluto (da quasi tutti) eppure oggi, questa porzioni, minuta, ma influente, lo vuole riportare in auge.

Il circolo di via Mazzini, è vero, nei recenti tesseramenti ha fatto un grande exploit. In totale quasi 700 richieste di iscrizione. Però Alghero, fino a prova contraria, è composta da circa 40mila abitanti di cui intorno ai 27/28mila votano. Inoltre, come oramai sta emergendo in queste ore, dall’agognato e atteso (sempre da una parte minoritaria della città) congresso poco o niente accadrà. Salis sarà ancora segretario e d’altra parte il capogruppo consigliare Mimmo Pirisi continuerà ad appoggiare Bruno che, salvo altri accadimenti, come candidature e interventi esterni, manterrà la poltrona . Di fatto, molto rumore per nulla.

Una goccia in un mare che, come detto, fa discutere chi racconta la politica, ma non può diventare centrale per una città che era la terza in Sardegna. Oggi, quinta. Questo è uno dei tanti segnali della retrocessione e perfino del declino che attraversa il centro catalano. Non è questo lo spazio per puntare il dito contro nessuno e individuare colpe. Certo è che, come in ogni famiglia, le responsabilità sull’atteggiamento dei figli non può che ricadere sul padre e in questo caso il sindaco e chi lo circonda. Ma, come detto, non è preminente scovare il colpevole, ma fotografare la realtà che oggi è, purtroppo, molto offuscata o meglio in bianco e nero.

Ciò nonostante resta uno dei luoghi più frequentati della Sardegna e anche dell’intero sud Europa. Ma del resto lo straordinario fascino di Alghero non potrà mai essere scalfito. D’altra parte, guardando, come deve fare chi governa, il bicchiere mezzo vuoto, c’è ancora tanto da fare e soprattutto un margine immenso da colmare per creare ricchezza e benessere. E dunque è impellente ritornare a guardare in alto e non più in basso e indietro. Ma è probabile, purtroppo, che questo possa accadere solo con l’arrivo di “nuovi genitori” per Alghero. Per adesso assistiamo, inerti, ad un salto indietro di almeno 30 anni rappresentato al meglio da una scritta apparsa all’imbocco di Piazza Sulis.

Nella foto la scritta nel pieno centro storico di Alghero

S.I.

Crisi lavoro, clamorosa protesta

OLMEDO – I minatori della miniera di bauxite di Olmedo hanno raggiunto in cima al duomo di Sassari gli operai del Geoparco che occupano il tetto di San Nicola da cinque giorni. L’incontro fra i due presìdi di protesta unisce due vertenze fondamentali per il territorio: le tute arancioni di Olmedo da oltre un mese stanno occupando la miniera per chiedere che la Regione Sardegna trovi una soluzione alla lunga agonia del giacimento di bauxite.

Mentre i lavoratori ex Ati-Ifras, fino al 31 dicembre scorso impiegati come manutentori nei vari siti del parco geominerario, aspettano che il piano di ricollocamento proposto dalla Regione tre giorni fa diventi operativo, e chiedono che non lasci fuori nemmeno una persona delle 520 parcheggiate in disoccupazione da nove mesi. La delegazione di minatori guidata dai segretari generali della Filtcem Cgil Femca Cisl e Ugl Chimici, Gianfranco Murtinu, Luca Velluto e Simone Testoni, ha portato la solidarietà e pieno sostegno a gli Uomini dell’ex Ati-Ifras sul Duomo di Sassari. La promessa degli ex lavoratori Ati-Ifras è stata: “presto verremo in miniera, ed assieme, se non ci saranno risoluzioni positive uniremo le forze per farci sentire in maniera univoca”.

Successivamente, insieme ai loro rappresentanti sindacali i minatori, hanno incontrato il Prefetto di Sassari, Giuseppe Marani, a cui hanno riferito sulla situazione nel sito minerario e della loro condizione attuale. Il dottor Marani, ha ascoltato con attenzione quanto riportato dai rappresentanti sindacali, dimostrando di conoscere la situazione e acquisendo dettagli utili per monitorare il proseguo della vertenza, dichiarando la propria disponibilità a dialogare con le istituzioni preposte con il fine di individuare, al più presto, una soluzione positiva per i minatori ed il giacimento di Olmedo.

Nella foto la protesta dei lavoratori

S.I.