Piano Bonifica, Bruno rassicura

ALGHERO – “Si è tenuto questa mattina a Porta Terra il secondo incontro con il Sindaco e i progettisti del Piano di Conservazione e Valorizzazione della Bonifica di Alghero sollecitato dai Comitati di borgata di Maristella, Guardia Grande – Corea e Sa Segada – Tanca Farrà. “Sabato scorso si è svolto il primo appuntamento dove i tecnici hanno fatto il punto della situazione riguardo l’iter del documento. Tonina Desogos, nell’occasione, aveva chiesto al Sindaco un cronoprogramma che prevedesse date certe per gli ultimi adempimenti da seguire prima dell’approvazione definitiva. Oggi tale cronoprogramma è arrivato puntualmente”, cosi dai comitati.

“A tal proposito stamattina – fanno sapere dai comitati – ci sono state rassicurazioni anche riguardo le Osservazioni presentate dai singoli cittadini e che avranno delle risposte nel prossimo incontro. Il nuovo PAI invece sarà portato a ottobre in Consiglio Comunale per approvazione. Sarà anche predisposta un’assemblea pubblica a Guardia Grande per esporre alla popolazione il nuovo Piano. Ricordiamo che il Piano di Conservazione e Valorizzazione della Bonifica di Alghero è frutto di un lavoro congiunto tra Comitati di Borgata di Maristella, Guardia Grande – Corea e Sa Segada – Tanca Farrà, il PD di Alghero, l’Assessorato Regionale agli Enti Locali e l’Amministrazione Comunale”.

“L’assenza di uno solo di questi attori non avrebbe consentito nemmeno l’avvio dell’iter. Siamo fiduciosi che la nuova spinta impressa dal Sindaco Mario Bruno su sollecitazione dei Comitati di Borgata possa rivelarsi quel colpo di reni necessario per chiudere il prima possibile il documento più importante della storia dell’agro algherese degli ultimi 40 anni”.

Nella foto il sindaco coi tecnici del Puc e Bonifica Zoagli e Peghin

S.I.

Nuovo Porto e nautica: è ora |video

ALGHERO – Una delle tante progettualità attese per il rilancio del territorio è la riqualificazione del porto di Alghero. Un tema che ha rischiato di finire nel dimenticatoio. Sia per la mancanza di una regia politica locale all’altezza che potesse comprendere il valore di questa infrastruttura, sia in termini sociali che economici e dunque di posti di lavoro, che per l’inerzia delle Istituzioni regionali. Per fortuna i due attori principali oggi ancora in corsa, Consorzio del Porto di Alghero e Marina di Alghero, non hanno mollato e dopo un periodo in cui erano messi in antitesi, anche per alcune incomprensioni cavalcate da certa politica, hanno finalmente fatto sintesi. La strada è ancora lunga e il rischio di nuovi ostacoli è sempre dietro l’angolo, ma almeno c’è l’importante novità che i due soggetti privati si stanno confrontando e andranno a produrre un unico progetto di riqualificazione unico. Questo sarà sottoposto all’attenzione della Regione che ne valuterà la bontà, riconoscendo questa volta, si spera, “l’interesse pubblico” e anche il diritto di prelazione nella gara che comunque dovrà essere attuata.

Insomma si vede una luce in fondo al tunnel e per Alghero non può trattarsi che di un ottima notizia. I tempi non sono certo brevi, ma se tutto va bene entro due anni dovrebbero iniziare i primi lavori di sistemazione, ammodernamento e crescita dello scalo marittimo principale della Riviera del Corallo. Di questo e di tanto altro, in particolare dello sviluppo del settore della nautica e delle sua potenzialità, abbiamo parlato col presidente del Consorzio, Giancarlo Piras.

Nella foto e video Giancarlo Piras

4 corsie bloccata dal Ppr di Soru

SASSARI – “Nella impaziente attesa di una risposta di Pigliaru all’interrogazione presentata nel marzo scorso per conoscere a che punto è la procedura per la costruzione del tratto che da Alghero porta ad Olmedo della strada Sassari-Alghero, i cui lavori avrebbero dovuto iniziare nella primavera del 2016, oggi le notizie portate dal sindaco Bruno ci tranquillizzano parzialmente.” Così l’ex sindaco di Alghero e attuale consigliere regionale di Forza Italia Marco Tedde commenta l’ennesimo annuncio del sindaco Bruno secondo il quale i lavori inizieranno nel 2018. “Così come ci tranquillizzò nel 2015 -ricorda Tedde- allorché il Ministero per i Beni Culturali e la Commissione tecnica V.I.A. diedero parere negativo perché il progetto era in contrasto col PPR di Soru e Bruno.

“E nel 2016, quando il CIPE rinviò a nuova istruttoria il progetto: un modo garbato per decretarne la bocciatura temporanea. Ora Bruno annuncia che il termine per la spendita dei 125 milioni di euro è prorogato al 31 dicembre 2018: cosa peraltro risaputa. Che a novembre verrà consegnato il progetto del tracciato definitivo, a seguire arriverà l’approvazione del Consiglio superiore dei lavori pubblici e entro la fine di dicembre ci sarà la definitiva conferenza di servizi. E successivamente si arriverà alla V.I.A., già negata nel novembre del 2015. L’ennesimo “cronoprogramma amatoriale” -denuncia Tedde- che serve solo a spargere etere e ad allontanare le responsabilità del blocco dell’iter progettuale ascrivibile al famigerato PPR di Soru, alla cui approvazione un mansueto Bruno partecipò attivamente.

“E’ infatti risaputo che il vero problema sta nel fatto che il progetto sarebbe in contrasto con le prescrizioni del PPR relative alle opere da realizzarsi nella fascia costiera. Continueremo a vigilare sull’iter progettuale, anche se siamo ragionevolmente certi che saranno necessari ulteriori rinvii e altra nebulizzazione di etere mediatico. Ma continueremo anche a denunciare i ritardi provocati alla crescita della Sardegna dal PPR che è la colonna portante delle politiche ambientali radicali e ottuse del centrosinistra sardo -chiude Tedde-.”

Nella foto strada 4 corsie in realizzazione

S.I.

Agro a secco: acqua non potabile

ALGHERO – Dal ufficio stampa del Sindaco di Alghero fanno sapere che l”‘Assl di Sassari – Servizio Igiene degli Alimenti e della Nutrizione – a seguito delle analisi sui campionamenti di Abbanoa, ha rilevato la non conformità delle acque destinate al consumo diretto nella rete di distribuzione delle acque potabili nelle zone di Santa Maria La Palma, Sa Segada, Arenosu, Tanca Farrà, Baratz, Monte Pedrosu, Corea, Zirra, incrocio Sant’Imbenia, Porticciolo, Gutierrez, e tutte le zone servite dal serbatoio Monte Siseri, nel comune di Alghero”.

“I controlli hanno rilevato presenze non conformi di manganese, ferro, cloruri, torbidità. Il sindaco Mario Bruno ha firmato, a titolo precauzionale, la conseguente ordinanza di divieto all’uso alimentare dell’acqua quale bevanda e per la preparazione degli alimenti. Non vi sono invece controindicazioni per l’uso dell’acqua per il lavaggio della frutta e verdura e per gli usi igienici, compresa l’igiene personale”.

“Il sindaco ha dato contestuale mandato all’ente gestore, Abbanoa, di effettuare tutte le procedure che si ritenessero idonee al fine di rilevare le cause della non conformità, adottando immediatamente ogni possibile misura al fine di limitare al massimo i disagi nell’agro e garantire nel più breve tempo possibile l’erogazione dell’acqua secondo i requisiti di potabilità”.

Nella foto una parte dell’agro di ALghero

S.I.

Flop Continuità, Pigliaru inadeguato

CAGLIARI – “Qualcuno si chiede perché oggi il tema dell’insularità è al centro dell’agenda politica di Forza Italia. La risposta è semplice: perché la Giunta Pigliaru ha completamente fallito nel campo del trasporto aereo e ha isolato la Sardegna!”. Così il consigliere regionale di Forza Italia Marco Tedde commenta lo stop alla continuità territoriale da Alghero e Olbia verso Roma e Milano imposto da Bruxelles.

“E questo è solo l’ennesima puntata di una telenovela di scarsa qualità che in tema di accessibilità ha ridotto la Sardegna in brache di tela. A partire dalla sospensione del bando sulla continuità delle rotte minori dell’ottobre del 2014, che ha costretto i passeggeri che utilizzavano quelle rotte a saturare i voli per Roma e Milano rendendo difficile il reperimento dei posti. Per continuare con il mancato varo del piano di incentivi low cost che ha fatto scappare Ryanair -denuncia l’ex sindaco di Alghero- ha fatto perdere all’aeroporto di Alghero 340 mila passeggeri nel 2016 e ha ulteriormente contribuito alla saturazione dei voli su Roma e Milano. Per poi giungere al fallimento di luglio del bando sulla continuità territoriale da Cagliari per Roma e Milano 2. E, oggi, alla bocciatura di Bruxelles del bando sulla continuità territoriale da Alghero e Olbia verso Roma e Milano, che fa rischiare alla Sardegna la procedura di infrazione per aiuti di stato illegittimi. Una vera e propria “Caporetto dei cieli” che certifica l’inadeguatezza di Pigliaru e della sua Giunta ad affrontare i delicati problemi del traffico aereo”.

“E adesso rimaniamo in attesa delle censure che la Commissione Europea verosimilmente proporrà contro il recente bando per la destagionalizzazione da 40,8 milioni di euro, i cui contenuti rientrano proprio nella fattispecie di aiuti di stato vietati dal Trattato in quanto possono partecipare alla gara solo imprese operanti nel campo pubblicitario collegate a vettori aerei. In una parola, vengono dati soldi pubblici alle compagnie aeree per effettuare voli senza passare attraverso il test dell’operatore in economia di mercato. Concretizzando il chiaro paradigma degli aiuti di stato. Che per di più vengono corrisposti sulla base dei passeggeri che sbarcano negli aeroporti sardi nei mesi di spalla, compresi quelli residenti.

“Insomma, un disastro totale che sta isolando sempre più la Sardegna e sta creando danni difficilmente riparabili alle imprese e alle famiglie sarde. Chiediamo a Pigliaru, per l’ennesima volta, di fermarsi un attimo a riflettere sulle conseguenze sulla Sardegna di un isolamento sempre più incipiente, di prendere in mano le redini dei trasporti e di aprire un tavolo al quale possano partecipare anche le opposizioni che sicuramente saranno in grado di offrire buoni spunti e suggerimenti tecnici per limitare i danni e avviare una nuova stagione del trasporto aereo -chiude Tedde-.”

Nella foto l’onorevole Marco Tedde

S.I.

Sanità, 1° livello: rinvio e incertezze

ALGHERO – “Alghero Dea di Primo Livello dal 1° gennaio 2018, senza monitoraggio. Parola mantenuta”. Queste le parole di Mario Bruno martedi sera dopo la chiusura dei lavori del Consiglio Regionale in cui si è iniziato a discutere della “Rete Ospedaliera” predisposta e realizzata dall’assessore Arru. Un’esultanza, a quanto pare, fuori luogo, infatti, come fanno sapere le opposizioni regionali, che hanno chiesto il rinvio del voto definitivo, ottenendolo, questo sarà utile per omogeneizzare e trattare congiuntamente discussione su eventuali 1º livello di Alghero-Ozieri (con istituzione immediata livello e eliminazione monitoraggio) e Lanusei. A questa richiesta il centrosinistra ha votato contro, ma è stato battuto.

Quindi, verosimilmente, è più che probabile che la maggioranza che sostiene il Presidente Pigliaru voglia mantenere il monitoraggio (ovvero verificare se Alghero può mantenere il primo livello in base, ad esempio, alle nascite che, come noto, sono a picco). Inoltre, a differenza sempre di quanto scritto dal Sindaco, non c’è alcuna data precisa per l’attuazione del “Primo Livello”. Del resto, come detto giustamente, anche dall’esperto radiologo, Salvatore Costantino [Leggi], per raggiungere quel risultato occorre che venga realizzata la rianimazione per cui occorrono tempi molto lunghi. Dunque, nostro malgrado, l’esultanza di Mario Bruno appare alquanto azzardata. La prossima settimana, alla ripresa dei lavori in Consiglio Regionale, sapremo quale sarà il destino della sanità algherese.

Nella foto un recente sovralluogo presso l’ospedale civile

S.I.

Crisi Sanità e Bruno indifferente

ALGHERO – Il circolo di Alghero di Sinistra Italiana “prende atto che il Consiglio Regionale ha iniziato una interlocuzione con le comunità e con i cittadini sardi, recependo alcune proposte di modifica della rete ospedaliera. Ci è sembrato opportuno e doveroso intervenire con la presente lettera aperta per segnalare alcune questioni strettamente collegate alla necessità di garantire nel nostro territorio i servizi sanitari che nell’ultimo periodo, invece, hanno subito un importante peggioramento. Si segnala come l’obiettivo principale dell’attuale direttore generale dell’ATS sia stato e sia quello dell’abbattimento delle liste di attesa”.

“Ad oggi, però, su tale questione nulla è cambiato anzi si è manifestato un ulteriore aumento dei tempi di attesa principalmente per gli esami diagnostici ad alta tecnologia, le visite specialistiche di varia natura e per gli interventi programmati. Il criterio di riorganizzazione della rete ospedaliera, posto come prioritario, non può a nostro avviso derivare solo dalla necessità di ridurre le spese senza nessun vantaggio per l’utenza e per l’assistenza sanitaria che non viene in alcun modo rafforzata. Infatti, non è stata programmata la rete dei servizi sanitari sul territorio né tanto meno si è ancora intervenuti sulla rete dell’emergenza e si attende da un anno la nomina del direttore dell’Areus (Azienda per l’emergenza-urgenza )”.

“Si prende atto della, finalmente manifestata, volontà di mantenere Alghero-Ozieri come ospedali di primo livello ma risulta incomprensibile come nonostante tali dichiarazioni si stia intervenendo stravolgendo le attuali strutture ospedaliere cittadine. Ci si riferisce, in particolare, alla decisione – evidentemente mai abbandonata – di trasferire dal Marino in una struttura priva dei requisiti legali necessari, il reparto di ortopedia, declassando il complesso operatorio e radiologico del Marino (oggetto di importanti opere di edilizia sanitaria) a salette per piccoli interventi chirurgici ambulatoriali e di day surgery”.

“Lo stravolgimento dell’Ospedale Marino, in atto da un po’ di tempo, non pare rispondere a nessun interesse di tipo sanitario trattandosi di struttura di eccellenza dedicata da anni alla cura e alla riabilitazione delle malattie osteo-articolari ed essendo un centro ortopedico traumatologico riconosciuto in ambito regionale. Il tutto nell’indifferenza del Sindaco e della sua Giunta, evidentemente troppo preoccupati a far quadrare i numeri di una maggioranza inesistente”.

Nella foto un incontro di Sinistra Italiana

S.I.

“Ex-Caserma, arroganza e impunità”

ALGHERO – “Arroganza, faccia tosta e impunità. Queste alcune delle definizioni che potrebbero calzare a pennello se attribuite all’amministrazione Bruno in relazione alla gestione dell’ex-caserma di via Simon. Immobile, come ripetuto più volte, dal valore immenso sia storico che patrimoniale (diversi milioni di euro). Per ottenerlo le Giunte Tedde intrapresero un vero braccio di ferro con la Provincia di Sassari riuscendo poi ad entrarne in possesso”. Cosi il gruppo consigliare di Forza Italia-Alghero riguardo l’ultima polemica nata in seno all’utilizzo della struttura che insiste tra via Simon e Piazza Pino Piras.

“Ma, ovviamente, non era nelle intenzioni di quelle amministrazioni di centrodestra trasformare quel prezioso immobile in luogo per fare “feste tra amici”. E’ stato uno dei sostenitori e frequentatori di quegli spazi, messi a disposizione di alcune associazioni dall’amministrazione Bruno, mentre difendeva l’operato di “Respublica” sui social, a palesare il fatto ci sia un uso privato di spazi pubblici, altro che “cosa pubblica” proprio l’opposto. Inutile che i protagonisti ripetano ogni volta che “ognuno può andarci e partecipare alle riunioni”.

“Gli algheresi non stanno pensando di certo a presenziare ad assemblee su temi scelti da realtà tutte connesse al mondo della sinistra, spesso comunista e dunque relative a scenari arcaici, superato e bocciato dalla storia. Gli algheresi stanno pensando a come andare avanti, come trovare lavoro per i proprie figli e come salvare le proprie attività e aziende. La vera realtà di Alghero che cozza con l’irrealtà di “Respublica” come divulgato da locandina apparsa su facebook, dunque visionabile da tutti, autorità comprese, dove viene scritto a chiare lettere che “tutti i venerdi ci saranno degli appuntamenti per autofinanziarisi nelle spese delle utenze e certificati di sicurezza”. Adesso, noi comprendiamo quasi tutto, ma questa sembra proprio una presa per i fondelli. Mentre il sindaco Bruno, in Consiglio, qualche mese fa, aveva detto che tutto era in regola e sicuro, oggi i compagni ammettono che devono recuperare soldi per “utenze e certificati di sicurezza”.

“A questo punto ci domandiamo se tutto il resto sia in regola, visto che di fatto è prevista mescita e somministrazione di cibi e bevande. Questo per non creare disparità tra tutte le attività e aziende che appena “alzano la serranda” sono sommerse da tasse e tributi (i più salati tra l’altro proprio comunali). Del resto sarebbe indegno, vergognoso e ignobile professare libertà, uguaglianza e fraternità poi comportarsi in maniera opposta proprio verso i propri concittadini”.

Nella foto il gruppo consigliare di Forza Italia

S.I.

Rifiuti, costi record e disservizi

ALGHERO – “Ore 14.15 al mercato civico, foto gentilmente offerta da un cittadino stanco di pagare tariffe tari esorbitanti. Quattro milioni di euro in più all’anno per un appalto ancora inadeguato, un sistema di raccolta che non risponde a quanto contenuto nel capitolato: assurdo”. E’ Monica Pulina, consigliere comunale di opposizione, che punta i riflettori su una questione che viene ciclicamente messa in ombra dalla diffusa propaganda volta a mettere sotto il tappeto la sporcizia. Questo nel vero senso della parole. Come, appunto, ieri è stato immortalato fuori dal mercato civico. In pieno centro storico ancora problemi nella raccolta dei rifiuti con montagne di cassette e tanto altro sul marciapiede all’ingresso della struttura commerciale. Ma non solo questo, infatti le attività commerciali sono sul piede di guerra per la metodologia adottata da Ciclat e Alghero Ambiente per ritirare l’immondizia.

Nella foto la montagna di rifiuti fuori dal mercato

S.I.

Insularità, 15mila firme per i sardi

CAGLIARI – Per i referendari inizia una fase nuova: abbiamo bisogno di tutti! Partiti, sindacati, associazioni, mondo dell’impresa, della cultura del volontariato: è l’occasione per dimostrare che i sardi sanno essere uniti! Per il Movimento Referendario “Insularità in Costituzione”, si chiude oggi la fase iniziata venti giorni fa: abbiamo già raccolto 18.000 firme, è stato raggiunto e superato l’obiettivo minimo, che ci consente di dire che i sardi voteranno nella prossima primavera! Lo ha dichiarato con soddisfazione il Presidente del Comitato Promotore, Roberto Frongia, che ha aggiunto: “E’ stata davvero una fase entusiasmante, portata avanti con determinazione e passione da gruppi di volontari e amministratori locali volenterosi, che si sono appoggiati in larga parte alla piccola struttura dei Riformatori, spendendo pochi euro. Ma da oggi, la nostra sfida cambia marcia: vogliamo che il progetto dell’insularità sfondi in tutta la Sardegna e diventi realmente una battaglia di tutti, nella quale non ci sia alcun copyright, una battaglia intorno alla quale si uniscano tutti i sardi. L’obiettivo è così importante e centrale per la nostra isola che non ci possono essere primogeniture, né gelosie, né diserzioni!”.

Michele Cossa, consigliere regionale dei Riformatori: “Essere “un’isola” può apparire a chi non ci vive una cosa pittoresca. La realtà è che comporta costi aggiuntivi che devono essere compensati in nome della coesione nazionale, con l’obiettivo di rendere uguali i punti di partenza di tutti i cittadini italiani. Siamo italiani e vogliamo diritti di cittadinanza uguali a tutti gli altri italiani: uguali i punti partenza, saranno diversi i punti di arrivo in rapporto alla capacità e al talento di ciascuno! Sia data ai sardi la possibilità di dimostrare il proprio valore, senza la partenza ad handicap dell’insularità!”

“Non si tratta soltanto di difendere la nostra Autonomia – ha aggiunto il coordinatore regionale dei Riformatori, Pietrino Fois- ma di interpretare una nuova stagione di Autonomia 4.0, che coniughi responsabilità e innovazione e rappresenti una vera rivoluzione culturale per l’intera Sardegna! La nostra cultura, la nostra storia millenaria e le nostre tradizioni rappresentano la consapevolezza della nostra identità che diventa il presupposto per l’abbandono del vecchio modello di sviluppo, basato sull’assistenza. I sardi non vogliono più ricevere il “pesce pescato da altri e regalato dallo Stato”, proseguendo un andazzo che mortifica ogni capacità di dimostrare quanto valiamo e ci condanna ad essere servi senza dignità. Vogliamo invece che siano azzerati gli attuali svantaggi strutturali legati all’insularità e che sia dunque finalmente consentito ai sardi di competere con pari punti di partenza e pari opportunità con tutti gli altri cittadini italiani!”

L’obiettivo finale –ha infine concluso il parlamentare dei Riformatori Pierpaolo Vargiu- può sembrare un sogno, ma non lo è affatto: vogliamo raccogliere 100.000 firme autenticate e certificate, un risultato mai ottenuto prima d’oggi in Sardegna nelle diverse campagne referendarie, che può certificare in modo inequivocabile che questa non è una battaglia di una parte politica, ma la madre di tutte le battaglie per tutti i sardi!
Da oggi dunque chiediamo a tutti un “cambio di passo”: la classe dirigente sarda sta aderendo in modo autorevole e massiccio, è il momento di contagiare a tutti i sardi il nostro entusiasmo, gridando con forza quanto “noi ci crediamo!”.

Sono poi intervenuti:
Enrico Altieri, già presidente della sezione tributaria della Corte di cassazione: “Si tratta di una iniziativa importante, perché incide sull’identità Costituzione della nostra nazione. Apre la strada a una serie di opportunità sinora negate, soprattutto sul piano della fiscalità di vantaggio”. Roberto Deriu, consigliere regionale del Pd: “Con questa iniziativa riprende vigore l’iniziativa riformatrice. Un ampio fronte proveniente da diverse aree politiche si riunisce per un obiettivo che potemmo definire in controtendenza, giacché nasce non per dividere me per unire, e si muove sul piano costituzionale, com’è corretto che sia.
Pietro Pittalis, consigliere regionale Forza Italia. “I referendum lombardo e Veneto del ottobre ci impongono di batterci per riaffermare la nostra specialità. Ringrazio i Riformatori per la lungimiranza che hanno avuto nel promuovere l’iniziativa, e vorrei richiamare anche la battaglia fatta nel parlamento europeo dal nostro europarlamentare Salvatore Cicu, che ha portato ad una importante risoluzione del parlamento europeo”.

Vanni Lobrano, docente di diritto romano presso l’Università di Sassari: “Iniziativa dal grandissimo significato costituzionale”. Maria Antonietta Mongiu, già presidente del Fai: “lavori amo perché la maggior parte della popolazione sia con noi. Se riusciremo, la battaglia sarà vinta”. Rita Dedola, Presidente ordine avvocati di Cagliari, che ha dichiarato: “Il traguardo di firme raggiunto conferma che avevamo visto lungo e giusto: in Sardegna è indispensabile una svolta culturale che individui un nuovo percorso di sviluppo, che unisca tutti i sardi, dando diritti di cittadinanza pari agli altri italiani. Anche lo smantellamento del sistema dei Tribunali a cui rischiamo oggi di assistere in Sardegna è figlio di una logica che rifiutiamo, non certo perché vogliamo assistenza statale, ma perché chiediamo che vengano calcolati e risarciti i maggiori costi per il buon funzionamento della Giustizia nell’Isola!” Franco Sabatini, consigliere regionale Pd: “Sono temi che per loro natura sono trasversali, ed è significativo che ci siano consiglieri regionali di diverse parti politiche. Accanto ad essa tuttavia è necessario mettere in campo una forte azione politica rivolta all’Europa”.

Stefano Altea, avvocato, esperto di Diritto Europeo: “L’iniziativa referendaria avente oggetto la (re)introduzione del principio di insularità all’interno della Carta Costituzionale trae legittimazione giuridica dall’art. 1 lettera f della L.R. 17 maggio 1957, n. 20 che regolamenta le Norme in materia di referendum popolare regionale. Ai sensi dell’art. 1, lettera f, infatti, può essere indetto referendum popolare per esprimere parere su questioni di particolare interesse sia regionale che locale. E’ di tutta evidenza come la costituzionalizzazione del principio di insularità sia una questione di particolare interesse per la Sardegna per due motivi. Il primo risiede nella necessità di affermare le pari opportunità, il secondo riguarda la questione fondamentale per riaffermare la specialità della nostra Regione in ambito nazionale. A livello contenutistico il quesito referendario si presenta del tutto legittimo dal punto di vista della legalità costituzionale in quanto non mira a derogare l’iter naturale di revisione della Costituzione di cui l’art. 138 ma vuole rappresentare un importante stimolo per la Giunta Regionale al fine di intraprendere i percorsi istituzionali necessari per la presentazione di una proposta di Legge Costituzionale”.

Alessandra Zedda, consigliere regionale di Forza Italia: “L’affermazione del principio di insularità all’interno della Costituzione ci consentirà, nei confronti dell’Europa e del resto dell’Italia, una revisione totale sia del concetto di aiuto di stato, che di concorrenza. Questo determinerebbe un impatto fortissimo sulle potenzialità di sviluppo e potenziamento sia dei settori produttivi tradizionali che innovativi”.

Piero Comandini, consigliere regionale del PD: “Tanti problemi della Sardegna nascono proprio alla condizione di insularità, mai veramente riconosciuta; è un dato di fatto, siamo lontani dalla terra ferma è una condizione che non possiamo cambiare, ma possiamo, dobbiamo, abbiamo il diritto/dovere di farne un vantaggio.
Ecco perché ritengo che il referendum sia importante, perché sarà la voce di tutti i sardi, una voce unita e forte, perché il riconoscimento della nostra insularità ci darà la possibilità di liberarci dei tanti vincoli che altro non fanno che tenerci isolati. Il popolo sardo deve avere il giusto riconoscimento e la tutela che merita. Il referendum deve essere il punto di partenza per un nuovo grande Piano di Rinascita Regionale, sostenuto e riconosciuto a livello nazionale ed europeo”.

Domenico Gallus, consigliere regionale gruppo Psd’az, La base e sindaco di Paulilatino: “Nuovo protagonismo degli amministratori locali, su un tema di rilevanza straordinaria. Ho avuto i moduli da pochi giorni eppure mi sono reso conto che le persone aderiscono con entusiasmo. È un segnale da non sottovalutare. Marco Tedde, consigliere regionale Forza Italia: “Siamo cittadini diversamente comunitari, questo è il frutto dell’insularità. Che è anche un fattore culturale determinante.” Giuseppe Fasolino, consigliere regionale Forza Italia e sindaco di Golfo Aranci: “Fondamentale che il valore su cui noi qui presenti convergiamo non è l’appartenenza politica ma una battaglia comune per la nostra terra. Ma non dimentichiamo che il referendum è solo un punto di partenza”. Giovanni Pileri, coordinatore Riformatori Gallura: “Ci sono terrori come la Gallura dove l’insularità pesa più che altrove. La gente risponde immediatamente, e questo oggi è un fatto straordinario. Riconoscimento fondamentale per la ripresa della nostra economia”.

Nella foto l’incontro con la stampa dei referendari

S.I.