“Rifiuti, sbagliati tempi e modi”

ALGHERO – “Amministrare la “cosa pubblica” e’ indubbiamente compito arduo , difficile e faticoso ed e’ altrettanto vero che per farlo non basta la sola dichiarata disponibilita’ quanto competenza, capacita’, conoscenza e studio tanto studio. Negli ultimi mesi, dopo una tormentata vicenda, che ha visto il passaggio dell’appalto ad altra societa,’ ci si era illusi che potessero e dovessero trovare superamento tutte le criticita’ del recente passato che avevano visto Alghero offesa e degradata da una situazione in cui il decoro urbano e l’ordine in termini di pulizia erano diventati una chimera. ebbene gia’ oggi , come in altre circostanze, ci si trova a rimpiangere il passato”. Cosi Donatella Marino, consigliere comunale dellì’Udc, che, dopo la Commissione Ambiente degli scorsi giorni, mette a nudo quelle che sono le criticità del servizio evidenziando che sarebbe stato meglio diluire gli interventi in più tempo.

“Lunedi’ 4 giugno si e’ tenuta la riunione della commissione nel corso della quale si e’ discusso delle criticita’ in atto conseguenti alle procedure relative alla raccolta differenziata e al “porta a porta”. Ci preme fare alcune considerazioni rispetto a quanto programmato perche’ si registrano in continuazione segnalazioni e proteste sui tempi, sui modi, sui mezzi e sui risultati di tali procedure. Una programmazione dilatata nel tempo avrebbe consentito anche alla societa’ di gestione di fornire ai cittadini luoghi strumenti e tempi piu’ consoni al miglioramento del servizio. nelle orgate la situazione e’ di indescivibile confusione in quanto vi si riversano tutti coloro che non sanno come ottemperare ai tempi di prelievo dei rifiuti.

“Diventando delle discariche a cielo aperto. all’assessore e’ stato fatto presente che l’umido viene prelevato ogni due giorni e che diventano tre o quattro se ci sono ponti o feste di mezzo . nel centro storico oltre che a gravare il numero piu’ consistente di attivita’ di ristorazione , ci sono unita’ immobiliari ( di chi ha investito nella nostra citta’) che non hanno ne’ terrazzini, ne’ spazi interni od esterni per tenere per oltre due giorni i rifiuti riferibili all’umido. Non vi è informazione. Sono stati informati i cittadini circa l’impossibilita’ di far uso delle oasi ecologiche poste in citta’ perche’ prive di autorizzaziione paesaggistica? Perché questa sarebbe una grande soluzione per smaltire la spazzatura soprattutto per chi viene in città per pochi giorni. Basterebbe un veloce sovralluogo per verificare che dalla passeggiata bousquet lungo tutto il lido fino alla pineta di Maria Pia, non ci sono contenitori o cestini per la raccolta diffrenziata. E non andiamo oltre.

“L’assessore ha promesso che si attiverà per rendere il servizio al meglio e lo spero. Vorrei ricordare che non si tratta di sterili polemiche ma di attenta “politica dell’ascolto”. Una miglior organizzazione avrebbe consentito il superamento di quelle criticita’ che per un servizio delicato come la raccolta differenziata e il porta a porta non sono assolutmente accettabili. a breve si entrera’ nel pieno della stagione estiva che come da tradizione vede triplicare o quasi la popolazione quindi ci chiediamo se l’amministrazione ha dato il giusto peso alle criticita’ a cui si andra’ incontro. Trovo pretestuoso e inaccettabile giustificare il mancato funzionamento del servizio riconducendo ai soli cittadini la responsabilita’ di cio’ che accade. Proviamo almeno a recuperare i ritardi con interventi mirati a rendere piu decoroso e dignitoso un servizio che tutto puo’ essere meno che tardivo ed improvvisato”.

Nella foto i cassonetti a Sant’Anna che diventano spesso una mini-discarica

S.I.

Rifiuti, troppe falle: evitare deriva

ALGHERO – “Mi preme segnalare che, ad appena un anno dall’avvio, il Servizio di Igiene Urbana mostra in tutta evidenza la sua incapacità di reggere i ritmi imposti dal Capitolato Speciale d’Appalto predisposto dall’amministrazione comunale”. Cosi l’ex-sindaco Tonino Baldino che scrive all’attuale Primo Cittadino Mario Bruno chiedendogli, sostanzialmente, di rivedere l’intero impianto gestionale in materia di rifiuti viste le diffuse criticità e problematicità.

“Il mancato rispetto del trattamneto giuridico a favore di alcuni lavoratori storici; il frequenste ripetersi delle inadempienze nella regolarità dello spazzamento manuale e la non sostituzione dei vecchi contenitori per lo smaltimento dei famarci scaduti, sono le più vistose carenze osservate dai cittadini”.

“Questioni sufficienti ad evidenzaire che l’apparato di vigilanza da parte degli uffuci comunali, nei confronti della ditta appaltatrice, non funziona e quantomeno necessita di essere potenziato e migliorato; l’impresa appaltatrice si trova giàin uno stato di sofferenza gestionale, oramai destinato a cronicizzarsi se non verranno assunti adeguati e tempestivi provvedimenti. Sono tutti fattori che danneggiano la buona immagine della città e che non conducono a premio il notevole impegno che codesta Amministrazione sta riponendo nel settore”.

“Alla luce di tali fatti e incontrvertibile che la modifica della modalità di esecuzione dei servizi di raccolta dei rifiuti, di cui alla delibera G.m. n.244/2017, costiturebbe una forzatura -quantomeno sotto l’aspetto economico della gestione aziendale – imposta alla impresa e che la stessa non sembra in grado di garantire nonostante le premialità che potranno venire riconosciute dell’ampliamento del Servizio Pap. Ne sarebbe accettabile che l’impresa debba realizzare economie a discapito del corretto trattamento economico di alcuni dipendenti, in violazione del Contratto Nazionale per i lavoratori del settore”.

“Si profila, cosi, la possibile maggiorazione del canone mensile da corrispondere alla ditta appaltatrice il cui conseguente effetto non potrà che essere l’inevitabile innalzamento della relativa tassa comunale a carico dei cittadini. Non rimane che confidare in un Suo diretto intervento affinchè codestra Ammnsitrazione Comunale non debba rendersi complice di una tale deriva”.

Nella foto Tonino Baldino

S.I.

Aeroporto, strada indecente: pressing

ALGHERO – Non si contano le segnalazioni da parte di parte dei mezzi d’informazione, Algheronews in primis [Leggi] riguardo le pessime condizioni del collegamento viario che conduce all’aeroporto. Un’arteria totalmente al buio, senza alcun decoro e con gli asfalti distrutti. Neanche fosse una stradina di campagna è in condizione poco dignitose per essere l’arteria che collega all’aeroporto del territorio.

Sul tema si registra il nuovo intervento da parte del sindaco di Alghero Mario Bruno. “Siamo fiduciosi che i competenti uffici della Regione sblocchino con tempestività le somme programmate e la Provincia confermi le tempistiche di esecuzione delle opere concordate, si tratta infatti di lavori urgenti e non più rimandabili. Sarebbe un bel segnale di attenzione nei confronti del territorio, della sicurezza e del turismo”. Lo dice il sindaco di Alghero, Mario Bruno, in riferimento alle precarie condizioni della Strada Provinciale 44, soprattutto nel tratto ricompreso tra la variante del Calich e l’aeroporto internazionale, già al centro di numerose segnalazioni, sollecitazioni ed incontri promossi dal Comune di Alghero. “Proprio in occasione dell’ultima riunione svoltasi negli uffici di Porta Terra, – fanno sapere dal Comune – il dirigente ai lavori Pubblici della Provincia di Sassari, l’arch. Giovanni Milia, ha rassicurato il sindaco e l’assessore all’Urbanistica circa lo stato di attuazione degli interventi di competenza provinciale programmati sulla viabilità del territorio algherese”.

Mario Bruno e Alessandro Balzani avevano chiesto di poter procedere con la massima celerità in particolar modo per la SP 44: era stato lo stesso dirigente di Palazzo Sciuti a confermare l’inserimento dei lavori di risagomatura della sede stradale, rifacimento del tappetino di asfalto nei tratti più usurati, con il ripristino della relativa segnaletica orizzontale all’interno delle opere previste nel “Patto per la Sardegna” e finanziate dal Fondo per lo Sviluppo e la Coesione. “Interventi che, salvo imprevisti, dovranno essere eseguiti e conclusi entro l’estate. Nelle scorse settimane intanto, un primo intervento di riasfaltatura sulla Strada Statale 291 dir del Calich, poco prima dell’incrocio per lo scalo aeroportuale, ha permesso di eliminare i pericolosi avvallamenti presenti in prossimità dei due ponti, riportando il livello dell’asfalto in condizioni ottimali. In allegato uno scatto con gli operai a lavoro sulla Statale 291 di competenza Anas”.

Nella foto la strada per l’Aeroporto

S.I.

Agro e non solo, rifiuti fuori controllo

ALGHERO – Nonostante le varie rassicurazioni e pure un clima oramai quasi rassegnato restano diffusi problemi nel servizio di raccolta dei rifiuti. Sono oramai mesi che i disagi sono all’ordine del giorno con le cosi dette “Oasi Ecologiche” che sono diventate delle vere “Oasi inquinanti”. Le lamentele, rispetto a tale specifico problema, giungono dalle periferie, campagne e agro, mentre nel certo città restano costanti le segnalazioni nei disservizi per il ritiro della differenziata.

“Per quanto mi e ci riguarda il libro dei sogni ascoltato ieri non corrisponde alla realtà che percepiscono e vivono gli abitanti di Maristella che ribadisco per la “genialata” di qualcuno si trovano a vedere la Borgata trasformarsi in discarica”, cosi Tonina Desogos presidente del Comitato di Maristella che continua, “in Commissione è emerso che le tre oasi posizionate in città per iniziare a funzionare necessitano di autorizzazione paesaggistica mentre per le oasi delle borgate ancora deve essere presentato il progetto”.

“Pertanto perché togliere in una borgata come Maristella i cassonetti dalle vie? Perché se ancora non si è pronti?
Perché questa ennesima discriminazione tra abitanti che pagano tariffa intera che in città si vedono i rifiuti ritirati porta a porta mentre in borgata devono portarli in quella discarica”. Insomma nonostante la politica, almeno certa, pare distratta e lontana dalle problematiche quotidiane, i cittadini si trovano impelagati in diverse negative questioni.

Nella foto la condizione dei contenitori a Guardia Grande

S.I.

Forestas, Pirisi: tutelare i lavoratori

ALGHERO – “Il Consiglio regionale deve attivarsi nei tempi più rapidi per evitare che il contenzioso infinito con il personale dell’agenzia Forestas porti a una nuova ondata di scioperi (il primo è già stato indetto per il 14 giugno) nel pieno della campagna antincendi, con le prevedibili e gravissime conseguenze che potrebbero derivarne”. A ritornare sul tema riguardante i lavoratori forestali della Sardegna è il capogruppo consiliare dei Riformatori Sardi per l’Europa, Attilio Dedoni.

Ma sulla stessa lunghezza d’onda dell’esponente oristanese, è anche il capogruppo del Partito Democratico di Alghero, Mimmo Pirisi il quale “sollecita il Partito regionale e provinciale affinché si chiuda questa vertenza e si scongiurino gli scioperi previsti per metà mese che potrebbero causare danno proprio in periodo di antincendio”

Del resto stiamo parlando di 7000 dipendenti. Dunque un’enormità nell’Isola che, anche dal punto di vista occupazionale, va tutelata. “Da tempo questi lavoratori e sindacati chiedono il passaggio in Regione ed ora sono con un altro contratto parallelo, ma è indispensabile che queste figure siano inserite nell’organigramma del massimo Ente Isolano, questo sia, come detto, per garantire un futuro certo a questi lavoratori che soprattutto per essere pronti ad affrontare la stagione estiva col rischio incendi sempre alto”. E chiude Pirisi, “per questo, il Consiglio Regionale, deve al più presto affrontare il tema e risolverlo a favore dei dipendenti”.

Nella foto la Regione

S.I.

Abbanoa, Consiglio Regionale con Tedde

CAGLIARI – Nella giornata di ieri il Consiglio Regionale non ha avuto dubbi e si è schierato compatto con Marco Tedde. Nella querelle, sfociata per conto di Abbanoa in termini giudiziari, con una denuncia addirittura annunciata sulle pagine del sito dell’ente che si occupa del servizio idrico, la massima assise isolana ha espresso solidarietà all’onorevole algherese. Ma non solo. Ha chiesto al Presidente Ganau che venisse subito affrontato il tema altrimenti si sarebbe occupata l’Aula. Il tema è stato discusso è tutti i partiti e i rispettivi esponenti hanno sostenuto in toto le tesi di Tedde e del suo lavoro rispetto al lavoro di Abbanoa.

“Un grazie sentito a tutti i colleghi che con il loro voto in Consiglio regionale hanno tutelato il diritto dovere mio e di tutti i consiglieri regionali di esercitare quotidianamente l’azione di controllo nei confronti degli atti della Giunta Regionale, degli enti e delle società partecipate.” Così il vice capogruppo di Forza Italia ha commentato il voto di censura del Consiglio regionale contro Abbanoa che ha avviato e minacciato azioni giudiziarie contro le mozioni e le interrogazioni di Tedde che accendono i riflettori sugli atti del monopolista del sistema idrico in Sardegna.

“Abbanoa non è una Repubblica indipendente franca dai controlli del Consiglio regionale ricorda l’ex sindaco di Alghero-. E dovrà rispondere del pagamento della sanzione di 680 mila euro inflittale dall’Antitrust per comportamenti aggressivi e vessatori nei confronti dei sardi. Non le è concesso di nominare il Direttore Generale in assenza di procedure selettive conformi a legge e in difetto del controllo analogo di EGAS. Non le è consentito di demansionare in assenza di controllo 207 lavoratori. Così come è da censurare per l’iscrizione in bilancio circa 700 milioni di crediti in buona parte prescritti, e quindi inesigibili, mentre nel frattempo ha avviato pratiche per un prestito obbligazionario di 180 milioni nonostante in bilancio esponga questi ingenti crediti. E non può pretendere che non accendiamo i riflettori del Consiglio regionale sullo stato di degrado dei potabilizzatori del Nord Sardegna, che pongono a rischio la potabilità della risorsa idrica e l’integrità delle condutture”.

“Così come non può pensare che facciamo spallucce davanti allo scandalo del mancato funzionamento del sistema informativo pagato circa 6 milioni di euro. Continueremo a svolgere il nostro dovere nell’interesse dei sardi, con la consueta pacatezza e determinazione e senza temere intimidazioni, forti anche del pronunciamento della massima assise rappresentativa della Sardegna che ha riaffermato l’esistenza di norme costituzionali a favore degli atti di controllo dei rappresentanti dei sardi”, chiude Tedde.

Nella foto il Consiglio Regionale

S.I.

Indennità, zero risposte: protesta

SASSARI – “A distanza di 3 mesi dalla precedente lettera inviata ai vertici ATS e alle rappresentanze politiche della regione Sardegna , siamo spiacenti di constatare che come organizzazione sindacale non solo non abbiamo ottenuto alcuna risposta ma – anzi- la problematica del mancato pagamento delle indennità per i festivi infrasettimanali si sia estesa a macchia d’olio anche alle aziende ospedaliero universitarie come quella di Sassari”. Cosi il Segretario Provinciale Nursing Up, Alessandro Nasone riguardo le mancate risposte sul tema del pagamento delle indennità dei festivi.

“In un periodo nel quale i professionisti sanitari vivono sulla loro pelle i tagli, la mancanza di posti letto e il malcontento dell’utenza, ecco che loro stessi rientrano tra le voci della spesa sanitaria da sacrificare.
Parliamo di palesi forzature della normativa poiché è chiaro a tutti che il parere ARAN 1795 del 7 agosto 2015 addotto dalle direzioni aziendali a sostegno del mancato pagamento del compenso per lavoro straordinario (o all’equivalente riposo compensativo) non si riferisca al personale del comparto sanità bensì a quello del comparto Regioni, Enti e Autonomie locali.

“La fondatezza della nostra richiesta, ovvero del pagamento delle indennità come avvenuto fino ad ora, è da individuarsi nelle disposizioni contrattuali appositamente taciute, ovvero: L’Art. 44, comma 12 – CCNL – Area Comparto Sanità del 01.09.1995 che cita testualmente: “Per il servizio di turno prestato per il giorno festivo compete un’indennità di L. 30.000 lorde se le prestazioni fornite sono di durata superiore alla metà dell’orario di turno, ridotta a L. 15.000 lorde se le prestazioni sono di durata pari o inferiore alla metà dell’orario anzidetto, con un minimo di 2 ore. Nell’arco delle 24 ore del giorno festivo non può essere corrisposta a ciascun dipendente più di un’indennità festiva”; l’Art. 9, comma 1 – CCNL – Area Comparto Sanità del 20.09.2001 che riporta in aggiunta: “Ad integrazione di quanto previsto dall’ art. 20 del CCNL 1 settembre 1995 e 34 del CCNL 7 aprile 1999, l’attività prestata in giorno festivo infrasettimanale dà titolo, a richiesta del dipendente da effettuarsi entro trenta giorni, a equivalente riposo compensativo o alla corresponsione del compenso per lavoro straordinario con la maggiorazione prevista per il lavoro straordinario festivo”.

“Tali disposizioni contrattuali sono state arbitrariamente trascurate dall’ ARAN che raffrontandole con alcune sentenze della corte di Cassazione come, ad esempio, la n. 14308 del 19.06.2014, ha escluso, di fatto, l’ipotesi di cumulo delle due indennità (di turno e per l’attività prestata nel giorno festivo) relativamente ai contratti del personale del comparto delle Regioni e delle Autonomie Locali. Nostro malgrado, le aziende sarde hanno recepito tale direttiva senza il dovuto senso critico che l’occasione avrebbe meritato, riducendo l’intera faccenda all’ennesimo taglio inflitto ai lavoratori. Assistiamo dunque impotenti alla mortificazione del personale turnista e alla sua demotivazione che apre innanzi a noi scenari preoccupanti di fuga dai turni”.

“Ciò che ci inquieta, inoltre, è l’assenza di risposte alla nostra azione, quasi a voler privare i turnisti non solo dei diritti sanciti contrattualmente ma anche di una comunicazione efficace tra i lavoratori e le aziende.
Riteniamo che queste ultime, in particolar modo quelle sarde che hanno affrontato cambiamenti epocali, si reggano anche grazie al lavoro e allo spirito di abnegazione che muove i professionisti sanitari, i quali svolgono il proprio servizio anche nei giorni festivi, rinunciando alla propria vita al di fuori degli ospedali e dei luoghi di cura in generale per il bene del cittadino”.

“E’ auspicabile, dunque, che tali professionisti vengano incentivati e motivati anche economicamente, dal momento che il nuovo CCNL non ha fornito loro l’adeguato riconoscimento in termini di retribuzione. Ci affidiamo ai vertici ATS e AOU e ai rappresentanti politici della regione Sardegna affinché chiariscano, in maniera legittima, il valore che essi vogliono attribuire al personale, consci del fatto che debba essere pesata con giusta bilancia la vita sociale e familiare di migliaia di professionisti turnisti”.

Nella foto Alessandro Nasone

S.I.

Niente voto, Comuni commissariati

CAGLIARI – La Giunta, su proposta dell’assessore degli Enti locali Cristiano Erriu – ai sensi del combinato disposto dell’art. 85, comma 3, del D.P.R. 16 maggio 1960, n.570 e degli articoli 2, comma 1, e 5 bis della legge regionale 7 ottobre 2005, n.13 e successive modificazioni e integrazioni – ha nominato i commissari straordinari dei cinque Comuni sardi nei quali non sono state presentate liste di candidati per le Elezioni amministrative del prossimo 10 giugno.

Si tratta di:Putifigari: Giovanna Dedola, dirigente della Regione in quiescenza; Ortueri: Giovanni Maria Retanda, attuale commissario del Comune di Chiaramonti; Magomadas: Paolo Puddu, attuale commissario dello stesso Comune; Austis: Maria Domenica Porcu, attuale commissario dello stesso Comune; Sarule: Felice Corda, già commissario straordinario di Orgosolo. Il presidente della Regione Francesco Pigliaru disporrà con propri decreti le nomine dei cinque commissari straordinari, che saranno effettive a decorrere dall’11 giugno 2018 e sino all’insediamento degli organi ordinari a norma di legge.

Nella foto Putifigari

S.I.

Psr, altri 61milioni. Alghero riesce?

CAGLIARI – L’assessorato all’Agricoltura ha definito la rimodulazione del Piano di sviluppo rurale 2014-2020. Lo ha fatto al termine del confronto con le associazioni agricole che hanno partecipato in questi mesi al Tavolo verde istituito dalla Regione. La somma complessiva da riprogrammare ammonta a circa 61 milioni di euro. I dettagli della ridefinizione del Psr sono stati illustrati in mattinata dall’assessore dell’Agricoltura Pierluigi Caria alla Commissione “Attività Produttive” del Consiglio regionale. «All’unanimità si è deciso di puntare su alcune misure che avevano bisogno di essere rafforzate o su altre la cui dotazione finanziaria era insufficiente – ha spiegato Caria – in particolare si è deciso di intervenire sulla misura 6.1 (Primo insediamento in agricoltura) con 10 milioni di euro e sui progetti integrati di filiera con ulteriori 15 milioni. Le altre somme andranno invece agli interventi per la difesa del suolo (13 milioni), agli investimenti nelle aziende agricole (10 milioni), ai Gal (5 milioni) e alla tutela delle razze rare (3 milioni)».

Caria ha spiegato che la Giunta ha raccolto le richieste provenienti dal mondo giovanile per l’incremento dei fondi sul primo insediamento in agricoltura. «Con 10 milioni contiamo di soddisfare altre 300 domande – ha detto l’assessore – in questo modo potremo coprire oltre la metà delle richieste presentate con l’obiettivo finale di dare una risposta a tutti». Sollecitato dai consiglieri Pier Mario Manca (Pds) Gianluigi Rubiu (Udc), Gaetano Ledda (La Base) Mario Tendas e Valerio Meloni (Pd) sull’opportunità di procedere allo scorrimento delle graduatorie per evitare l’esclusione di alcune domande, Caria ha comunicato che è in atto una valutazione giuridica da parte dell’assessorato. «Se non fosse possibile potremmo decidere di ricorrere ad un secondo bando».

Caria ha poi consegnato alla Commissione la documentazione relativa alla situazione della spesa del Psr 2014/2020. Finora sono stati erogati poco più di 335 milioni di euro. «Siamo al terzo posto in Italia per spendita delle risorse. Prima di noi ci sono solo il Veneto e le Province Autonome di Trento e Bolzano ha sottolineato Caria, se ci riferiamo ai primi tre mesi dell’anno siamo addirittura primi. Per quanto riguarda le somme impegnate, la Regione ha programmato circa il 65% delle risorse disponibili (827 milioni su 1291)».

Nella foto l’agro algherese

S.I.

Dimissioni Pari Opportunità: replica

ALGHERO – “Trasparenza, collegialità, operatività. Sono i fondamenti con cui la neonata Commissione Pari Opportunità del Comune di Alghero ha operato nel suo primo anno di attività”. Replica, di fatto, da parte dell’amministrazione alle dimissioni di massa dalla Commissione Pari Opportunità degli scorsi giorni [Leggi] “Riunioni a porte aperte, verbali regolarmente approvati, convocazioni, resoconti e informazioni sulle attività svolte costantemente pubblicati nell’apposita pagina dedicata sul sito istituzionale dell’Ente. Composta da 21 membri grazie alla deroga regolamentare che ha consentito l’accoglimento di tutte le domande pervenute, la Commissione, voluta con forza dalla Giunta guidata dal sindaco Mario Bruno e dal Consiglio comunale, si riunisce regolarmente dal mese di marzo 2017 con cadenza mensile, portando avanti le attività con quattro gruppi di lavoro, ciascuno con una propria referente interna: Cultura ed Eventi, Lavoro e Diritti, Salute, Violenza di genere”.

E sempre dall’amministrazione fanno sapere che “è grazie all’impegno ed alla costanza dei gruppi di lavoro se si è giunti alla definizione di un programma d’intenti costituito da numerosi progetti, alcuni dei quali già realizzati, ma molti candidati, approvati e di prossima attuazione. Fondamentale la collaborazione instaurata con il Comitato Unico di Garanzia del Comune di Alghero, l’Ufficio delle Politiche Familiari e gli altri organi di Parità provinciali, con i quali si sono affrontati tutti i temi rientranti nell’ampia sfera della conciliazione vita-lavoro, fino all’organizzazione della conferenza nazionale che ha visto ospiti la Consigliera di Parità Provinciale, dott.ssa Maria Antonietta Sale e la Consigliera di Parità Nazionale, dott.ssa Francesca Bagni Cipriani, che ha esposto gli aggiornamenti sull’evoluzione della Risoluzione Europea in materi”a.

“Importante anche l’adesione al progetto che l’Azienda Tutela della Salute della Sardegna ha presentato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, volto alla prevenzione e contrasto alla violenza sulle donne, anche in attuazione della Convenzione di Istambul. Tra i progetti in itinere, cui la Commissione ha dato supporto e assistenza collaborando con associazioni del territorio ed enti nazionali, spiccano l’imminente apertura dei baby pit-stop in città, il progetto Allattamento al seno, l’Interruzione volontaria di gravidanza, il Progetto Endometriosi e la realizzazione del Centro Documentazione Donna”.

“Mi sento di ringraziare indistintamente tutte le componenti della Commissione che in questo primo anno di attività hanno dimostrato passione e impegno, dedicando il proprio tempo alla collettività. E’ proprio grazie al lavoro di tutte se è stato possibile elaborare progetti e proposte di sicuro impatto positivo sul territorio e i cittadini. Perché una città più giusta, che valorizza l’universo femminile col solo impegno a garantire pari opportunità tra generi, nel lavoro come nello svago, è simbolo di ricchezza sociale” sottolinea la presidente Speranza Piredda.

Nella foto l’insediamento della Commissione

S.I.