Medici di base: “Dalla Giunta risposte concrete”

SASSARI – L’assessorato regionale alla Salute ha approvato la richiesta della Asl di Sassari di incremento del tetto massimo di assistiti per i medici di famiglia, per assicurare assistenza medica in tutti i centri della provincia in cui le sede è ancora vacante.

“L’incremento del tetto massimo di assistiti che ciascun medico di famiglia dei distretti della ASL di Sassari può prendere in carico passerà da 1500 a 1800 unità” – comunica Michele Pais, presidente del Consiglio regionale della Sardegna – “Questo provvedimento, su base della adesione volontaria dei medici, già adottato in altre realtà, sarà ora esteso ai centri della provincia di Sassari dell’Anglona, del Mejlogu, del Coros, della Nurra, del Villanova in cui la sede del medico di base è tutt’ora scoperta, con l’obiettivo di garantire l’assistenza sanitaria di base a quei pazienti che ne sono rimasti privi a seguito del pensionamento o del trasferimento del proprio medico di famiglia. L’auspicio è la massima adesione da parte dei medici in servizio”.

“Con questo provvedimento, insieme all’assegnazione delle nuove sedi ai medici di base, al finanziamento delle borse di studio specialistiche, voluti dal presidente Solinas e dall’assessore Nieddu, si fa fronte alla necessità di garantire massima assistenza sanitaria in tutti i centri della Sardegna e si continua a lavorare per rafforzare l’assistenza sanitaria” – conclude Pais – “La pandemia ha dimostrato quanto fondamentale sia il ruolo dei medici di famiglia come presidio territoriale, per questo va valorizzato e potenziato”.

Buona la prima stagione della spiaggia accessibile

ALGHERO – Al via le operazioni di smontaggio della  “spiaggia facile”. L’ area  allestita dall’ Amministrazione comunale di Alghero nella spiaggia libera di San Giovanni, per che l’estate appena trascorsa ha  dotato l’arenile di  45 moduli passerella in legno modulare amovibile, 8 parapetti angolari in legno per facilitare il passaggio delle carrozzine fino ai lettini o sedie, 8 passerelle triangolari in legno per facilitare le manovre delle carrozzine, una bacheca lignea dove riportare le regole in uso nell’area, un deposito per la sedia job e un bagno dedicato alle persone con disabilità, conclude per questa stagione il suo compito.

Le attrezzature verranno smontate e preservate dalle mareggiate invernali per poi riprendere la loro funzione all’ inizio della prossima estate.

“Siamo molto soddisfatti della risposta che c è stata da parte dell’ utenza, abbiamo dato un primo segnale e l’area è stata utilizzata moltissimo, possiamo e dobbiamo in futuro solo migliorare” dichiara l’Assessore all’Ambiente Andrea Montis. Fondamentale il contributo delle associazioni locali di volontariato  Carovana del Sorriso, Polisoccorso Alghero, Avo, Misericordia che per tutta la stagione hanno offerto gradita e fondamentale assistenza.  “Ci teniamo, per ora, a ringraziare di cuore tutte le associazioni e i volontari che hanno partecipato all’ iniziativa – aggiunge il delegato all’Ambiente – hanno reso un servizio eccezionale che ha suscitato l’ unanime apprezzamento della comunità e delle persone più bisognose”.

Insieme all’Assessore al Demanio Giovanna Caria, Montis volge un ringraziamento anche all’ Associazione Ttriskell che ha contribuito fattivamente, dotando l’area di una sedia Job ad uso degli utenti che è stata utilissima,  e all’Associazione Sardegnaaccessibile che non ha fatto mancare il suo apporto e i suoi suggerimenti.

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Corallium Rubrum, riprendere percorso per certificazione Unesco |video

ALGHERO – Ieri, come detto, presentazione del progetto “Viva Corallium Rubrum”. Protagonista dell’iniziativa anche l’Area Marina Protetta Capo Caccia Isola Piana. Realtà fondamentale per la tutela e gli studi scientifici riguardanti il mare algherese e non solo. E, durante l’incontro di ieri, è stato il direttore Mariano Mariani a ribadire l’importanza di questo progetto anche in un’ottica più ampia di inserimento nel percorso di riconoscimento del “Corallo di Alghero” come patrimonio dell’Umanità e dunque attivare quanto previsto per ottenere la certificazione Unesco. Iniziativa avviata dall’Amministrazione Bruno e che sarebbe importante portare a compimento vista la valenza per tutto il territorio del vero corallo rosso di Alghero.

 

 

 

Viva Corallium Rubrum: Aquarium, Akenta e Amp: al via il progetto. Parla Simula |video

ALGHERO – Al via il primo test per il progetto di ripopolazione del corallo nei fondali di Alghero lanciato da Davide Simula, responsabile dell’Aquarium Rubrum: 30 innesti di corallo saranno posizionati nelle cantine subacquee dove viene affinato il vino l’Akènta Sub. Un progetto per promuovere la rinascita e diffusione del corallo nei fondali di Alghero, un test per verificare la possibilità di far crescere il corallo a diverse profondità nella baia di Alghero.

È questa la finalità alla base dell’iniziativa “Viva Corallium Rubrum”, promossa da Davide Simula, Direttore dell’Aquarium Rubrum, in collaborazione con la Cantina Santa Maria La Palma, l’esperto sub Michele Sanna – titolare del Diving Blue Service, il corallaro Agostino Cherchi e con il supporto del Parco Naturale di Porto Conte.

“Il nostro è un test che vuole trasformarsi in una sperimentazione più strutturata”, spiega Davide Simula “Il Corallium Rubrum è il grande simbolo di Alghero: come sappiamo, può riprodursi e diffondersi a diverse profondità, dai 5 metri – in grotta – sino ai 500. Noi vogliamo lavorare per verificare la possibilità di farlo crescere a profondità diverse, tra i 30 e 40 metri, all’interno di un contesto speciale: le gabbie utilizzate per affinare l’Akènta Sub, il vino subacqueo di Alghero e della Sardegna”.

“Siamo aperti alle sperimentazioni e a disposizione delle realtà produttive e creative del nostro territorio”, sottolinea Mario Peretto, Presidente della Cantina Santa Maria La Palma “Nel corso degli ultimi mesi Davide ci ha contattato illustrandoci questo progetto e chiedendo la possibilità di utilizzare le nostre cantine subacquee, almeno nella fase iniziale, in quanto utili per fornire un’adeguata protezione agli impianti di corallo. Siamo felici di poter dare il nostro contributo per un obiettivo così importante per la nostra Alghero”. Il primo test verrà realizzato a partire dal 29 settembre, giornata durante la quale una prima roccia con 30 talee di corallo verrà immersa all’interno di una delle cantine subacquee. Il progetto di posa e monitoraggio subacqueo del corallo sarà seguito da Michele Sanna, titolare del Diving Blue Service e “cantiniere subacqueo” dell’Akènta Sub, insieme al corallaro Agostino Cherchi.

Dopo i primi test, sottolinea Davide, si passerà a una seconda fase in collaborazione con Università regionali e nazionali con la regia del Parco naturale regionale di Porto Conte e nello specifico dell’Area Marina Protetta Capo Caccia Isola Piana, presente all’incontro, col direttore Mariano Mariani: “Oggi celebriamo due anni della partenza del progetto dell’Acqurium Rubrum, iniziativa che sta crescendo con un interesse sempre maggiore tra locali e turisti e questo grazie anche ad iniziative come questa che vedono interagire importanti realtà locali come, appunto, l’aquario con le Cantine di Santa Maria La Palma con la regia, e supporto scientifico, dell’Area Marina Protetta”, chiude Mariani.  Il progetto Corallium Rubrum Live sarà presentato con un evento aperto al pubblico nella serata di venerdì 7 ottobre, presso il museo Aquarium Rubrum.

 

Messaggio al mondo della scuola di Padre Mauro Maria Morfino

ALGHERO –  “A tutti voi, cari Amici e Amiche che vivete con entusiasmo, con impegno e (forse) con un po’ di preoccupazione questo inizio della Scuola, desidero far giungere un ricordo affettuoso e un augurio cordiale.

Accingendomi a scrivervi queste righe di saluto e di augurio, non ho potuto fare a meno di oltrepassare la soglia di una splendida, ricchissima e sempre generosa amica: l’etimologia. Ritornare alle origini, anche dei termini più usati, giornalieri e perciò, talvolta, “scontati” e quasi logori, aiuta a scorgere una luce nuova, un guizzo di inedito, una comprensione ulteriore. L’etimologia dei termini aiuta a intravedere il loro cuore ardente, la loro forza inesausta, la loro perenne attualità.

Penso al vocabolo che, più di tutti, è comprensivo di tutto ciò che voi vivete e abitate: scuola. Deriva dal greco σχολή, che originariamente significava “libero e piacevole impiego delle proprie forze”, soprattutto interiori, indipendentemente da ogni bisogno, scopo pratico e utilità. Per il mondo latino era otium: un tempo libero dalle occupazioni della vita sociale e politica; tempo che poteva essere dedicato agli studi, alla conoscenza, all’apprendimento senza altri “fastidi” o impegni. Solo più tardi indicherà anche un luogo fisico dove ci si impegna nello studio.

Scuola, quindi, dove l’accento non è tanto sull’utilità pratica, “finalizzata” dello studio, sulla sua necessaria obbligatorietà quanto, piuttosto, sulla libertà e la piacevolezza di questa attività e sulla dimensione interiore, sulla sua intima connessione con le motivazioni profonde, esistenziali, spirituali del cuore. Scuola come tempo dedicato alle cose amate, desiderate, appassionanti. Scuola come filosofia, come amore del conoscere e del sapere, come acconsentimento e compimento di ciò che si ama, come tempo liberato per ciò che si predilige.

Oggi, soprattutto nelle nostre latitudini, la Scuola è vissuta più come obbligo che come diritto, più come imposizione che spazio di crescita appassionata attraverso cose amate e stimate e, perciò, difese. Credo, quindi, che il primo impegno della Scuola oggi – anzi la prima vera, improcrastinabile riforma scolastica – sia quello di riuscire a recuperare il significato originario della parola scuola come scholè e della parola studenti come filosofi. Dobbiamo restituire alla scuola il suo autentico e ineludibile significato di scholè, luogo dell’otium, in cui si vive l’amore del sapere.

E’ chiaro che non si può obbligare nessuno ad amare il sapere, ad essere filosofo, innamorato della sapienza, proprio perché lo studio è amore e non dovere: nessuno può obbligare a studiare così come nessuno può obbligare ad amare! Platone l’aveva enunciato con chiarezza a chi si cimentava nell’ardua arte dell’insegnare: “Non devi iniziare gli alunni allo studio con la forza della costrizione, ma come se giocassero, così che tu possa meglio comprendere le tendenze e le inclinazioni di ciascuno”.

Fare Scuola, significa per i docenti saper fare innamorare gli studenti, farli diventare filosofi per farli diventare umani, preferendo movenze “socratiche”, capaci di introdurre nella ricerca, nella scoperta, nella costruttività creativa, aiutando a partorire più che ad affibbiare pacchetti preconfezionati di saperi, di nozioni, di regole. Ma si sa: per indurre altri ad amare occorre amare, essere innamorati. Il matematico e filosofo Federigo Enriques, da par suo, raccomandava: “Se il nostro pensiero e le nostre parole debbono muovere l’attività del discepolo, bisogna che qualcosa di vivo che è in noi passi nello spirito di lui come scintilla di fuoco ad accendere altro fuoco”.

Fare Scuola, significa per chi è studente, sapersi fidare e affidare, lasciarsi contagiare dalla bellezza, lasciarsi con-vincere da ciò che è buono, appassionarsi per la verità, perché “la verità vi farà liberi” (Giovanni 8,32). Soprattutto, fare Scuola, per uno studente, è integrare e integrarsi: la forma più alta di apprendimento è quella che conduce ad un presente e ad un futuro insieme, ad una storia condivisa, dove la propria storia e il potenziamento di se stessi diventa storia vera e un “di più” di vita solo quando si sguscia fuori dal proprio striminzito cerchio magico e si incomincia a dar spazio ad altro-da-sé.

Fare scuola, per docenti, studenti e genitori ma per l’intera società, è crescere nella consapevolezza condivisa di ciò che l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) trent’anni orsono (1993), consegnava alla riflessione comune: favorire, in ogni modo, l’apprendimento di alcune “competenze per la vita/Life Skills” che portano a comportamenti positivi e di adattamento che rendono l’individuo capace di far fronte efficacemente alle richieste e alle sfide della vita di tutti i giorni. Le competenze per la vita rendono la persona capace di trasformare le conoscenze, gli atteggiamenti ed i valori in reali capacità, cioè sapere cosa fare e come farlo. Dieci le competenze fondamentali: consapevolezza di sé; gestione delle emozioni; gestione dello stress; comunicazione efficace; relazioni efficaci; empatia; pensiero creativo; pensiero critico; prendere decisioni; risolvere problemi.

Vi auguro di vivere la Scuola come luogo che favorisca e faciliti l’apprendimento libero, piacevole e appassionato, prendendosi vicendevolmente cura dell’e-ducazione di tutte e di ciascuna persona. Uno spazio vitale che aiuti ogni singola persona a divenire consapevole e a disvelare pienamente il proprio potenziale di unicità e di irripetibilità in tutte le sue dimensioni.

Di cuore, a tutti: buon anno scolastico!

 

*Vescovo di Alghero-Bosa

“Neuropsichiatria infantile ad Alghero non chiude”

SASSARI – “L’ambulatorio di neuropsichiatria infantile di Alghero non subirà alcuna chiusura”. Attualmente nella struttura e’ presente una neuropsichiatra, assunta a tempo determinato con un contratto a progetto, che  risulta esser vincitrice di un concorso nella Asl Gallura e terminerà il suo rapporto con l’Asl di Sassari il 16 ottobre. La notizia l’aveva diffusa a mezzo stampa il capogruppo e segretario cittadino dei Riformatori Sardi Alberto Bamonti, poi è arrivata la smentita dei vertici dell’Azienda Sanitaria di Sassari.

“Tuttavia, poiché il Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze Zona Nord (cui afferiscono i servizi di Neuropsichiatria infantile) ha competenza sia per la Asl di Sassari che per la Asl Gallura, la neuropsichiatra permarrà ad Alghero fino a quando sarà reclutato un altro specialista. Pertanto, gli accessi programmati non subiranno alcuna modifica.  La responsabile del Servizio di Neuropsichiatria infantile, di concerto con la Direzione della Asl di Sassari, ha peraltro già avviato le procedure per la sostituzione della dottoressa, così da garantire ai pazienti  la continuità assistenziale e consentire alla neuropsichiatra di prendere servizio nella sua nuova sede di lavoro, solo dopo essere stata sostituita”.

“Inoltre sono state avviate le procedure per la sostituzione della Logopedista andata in pensione a fine estate e per l’inserimento della figura del Neuropsicomotricista, sino ad ora assente, che andrà a completare, ad Alghero, il percorso di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione dei disturbi neurologici, psichiatrici, psicologici e neuropsicologici dell’età evolutiva (dalla nascita ai 18 anni)”, cosi chiudono dall’Asl.

Al via la costruzione del nuovo ospedale di San Gavino

SAN GAVINO – “Oggi non posiamo solo concretamente la prima pietra per il nuovo ospedale di San Gavino, un’opera importante per il territorio del Medio Campidano e al servizio di tutto il sistema sanitario regionale, ma è lo stesso ospedale, atteso da oltre vent’anni, a essere simbolicamente la prima pietra di una sanità sarda che guarda al futuro delle cure e dell’assistenza anche attraverso nuove strutture all’avanguardia, sia sul piano concettuale, sia per ciò che riguarda le dotazioni tecnologiche”. Lo dichiara il Presidente della Regione, Christian Solinas, che oggi, a San Gavino Monreale, ha inaugurato l’avvio dei lavori di realizzazione del nuovo presidio ospedaliero. “L’Isola – spiega il Presidente – ha bisogno di nuovi ospedali che rendano più efficiente ed efficace l’impiego delle risorse materiali e umane-professionali a nostra disposizione, un tema, questo, divenuto ancora più centrale con la pandemia, che ha messo a nudo le carenze di un sistema sanitario nazionale indebolito da decenni di mancata programmazione sulla formazione dei medici e dal blocco del turnover”.

“La maggior parte degli ospedali della Sardegna – prosegue il Presidente – ha più di cinquant’anni e una concezione ormai superata dai moderni standard d’edilizia sanitaria, gli stessi che vediamo invece richiamati nel progetto del nuovo ospedale di San Gavino, finanziato con 68,4 milioni di euro dal Fondo di sviluppo e coesione: una struttura con uno sviluppo orizzontale a blocchi, tra loro connessi e un’organizzazione ottimale dei servizi e dei percorsi interni pensati sulla base di criteri più funzionali rispetto al passato, mettendo al centro il benessere dell’utenza e di chi lavora all’interno del presidio”.

“La realizzazione di nuove strutture ospedaliere in Sardegna consentirà la riqualificazione dei vecchi presidi e di attuare una razionalizzazione che porterà benefici ovunque nell’Isola. Per questo nella nostra agenda – sottolinea il Presidente – abbiamo indicato quattro nuovi ospedali, che dovranno avere una posizione baricentrica rispetto ai territori e caratteristiche tali da renderli facilmente e rapidamente accessibili”.

Il nuovo presidio ospedaliero di San Gavino Monreale sorgerà su un’area di 99mila metri quadri, non distante dall’attuale ospedale. L’area, di pertinenza esclusiva del nuovo ospedale, è dedicata alle infrastrutture, ai-percorsi di viabilità specifici e differenziati e ai parcheggi per il personale gli utenti ed i pazienti nella misura di 484 posti auto per 14.765 metri quadri. Un’ampia porzione (52.260 metri quadri) è destinata alle aree verdi ed è inoltre prevista la realizzazione di un’elisuperfice per l’atterraggio e la partenza  degli aeromobili di soccorso.

L’infrastruttura di rilievo Regionale, la cui realizzazione rientra in un cronoprogramma di 26 mesi, avrà una superfice totale di circa 32.124 metri quadri ed una capacità ricettiva di 215 posti letto e 28 posti tecnici tra dialisi e Obi (Osservazione breve intensiva), sarà dotata di 6 sale operatorie e 4 sale parto, una terapia intensiva/rianimazione e semintensiva, un Centro trasfusionale e Centro prelievi, la Diabetologia, il day hospital medico oncologico, oltre alla Cardiologia con Unità idi terapia intensiva cardiologica (UTIC), e Neurologia con stroke unit, i reparti di Ostetricia, Ginecologia, Pediatria, Chirurgia Generale, Ortopedia, il day surgery e week surgery, la Medicina Generale, la lungodegenza e la riabilitazione.

Il nuovo ospedale si presenterà come un edificio a sviluppo orizzontale su 5 livelli (1 seminterrato e 4 livelli fuori terra), costituito da 3 corpi tra loro connessi e contigui.

Il corpo centrale che si sviluppa intorno a una corte, ospiterà le aree di degenza, mentre i due corpi laterali ospiteranno sul lato est tutti gli spazi di accoglienza, accettazione e i servizi ambulatoriali, e sul lato ovest le aree di emergenza, diagnostica e alte tecnologie (Blocco Operatorio, Terapie Intensive, Blocco Parto).

Per l’avvio del cantiere esprime soddisfazione anche l’assessore della Sanità, Mario Nieddu: “Gli ospedali da soli, però, non possono esaurire la risposta che deriva dalla complessità dei bisogni di assistenza e cura dei cittadini. Il Covid ci ha mostrato tutti i limiti di un modello sanitario nazionale fortemente ospedalocentrico, dove l’ospedale è individuato come l’unico luogo in cui è possibile ricevere risposte ai bisogni di salute, qualunque essi siano. È necessario, invece, restituire agli ospedali una vocazione di luogo di cure ad alta intensità e per farlo occorre potenziare il territorio attraverso la realizzazione delle strutture intermedie che abbiano una funzione di filtro e consentano di gestire in maniera efficace le malattie croniche, impendendo che queste arrivino alla fase acuta, e le patologie a bassa complessità, alleggerendo così il carico sugli ospedali. Per raggiungere questo obiettivo abbiamo approvato e stiamo portando avanti un piano per la realizzazione di 13 Ospedali di Comunità, 50 Case della Comunità e 16 Centrali operative territoriali, attraverso un investimento di 293 milioni di euro dal Pnrr e Pnc, cofinanziato dalla Regione. Un obiettivo che non si esaurisce con la declinazione della Missione 6 del Pnrr sul nostro territorio, ma che prevede la realizzazione di altre strutture attraverso diverse linee di finanziamento. Abbiamo gettato le basi e stiamo lavorando per restituire ai sardi un sistema sanitario di alto livello, moderno, in grado di garantire sempre risposte a tutta la popolazione”.

“Neuropsichiatria ad Alghero a rischio chiusura”

ALGHERO – “Ricevo con molta preoccupazione l’accorato appello di numerosi genitori, i cui bambini sono seguiti presso l’ambulatorio di neuropsichiatria infantile di Alghero, in ansia perché l’attuale neuropsichiatra in servizio nella sede di via Raffaele Sanzio prenderà servizio ad Olbia, ove è vincitrice di concorso. I genitori temono per la continuità del servizio, dato che non hanno ricevuto alcuna rassicurazione circa la nomina di un nuovo specialista”. Lo segnala Alberto Bamonti dei Riformatori Alghero.

“Per loro è fondamentale che sia garantita la continuità delle sedute terapeutiche, scongiurando, ad ogni costo, una possibile sospensione che pregiudicherebbe i preziosi progressi fatti fino ad ora. Manca anche la figura della neuropsicomotricista. È doveroso affrontare con estrema urgenza la questione con l’immediato intervento dei vertici della ASL, per ridare la giusta serenità alle famiglie ed il necessario supporto terapeutico ai bambini, che hanno il diritto di continuare il loro percorso nella struttura ambulatoriale di Alghero”.

“Al suddetto quadro, si aggiunge anche la necessità di potenziare il servizio attualmente erogato, infatti, al momento c’è solo una logopedista in servizio, dal momento che l’altra è andata in pensione questa estate, per anzianità lavorativa raggiunta. Di fronte ad una problematica che investe la salute dei minori abbiamo l’obbligo di dare risposte immediate seguite da azioni concrete”.

Sgombero famiglie algheresi, Mulas: trovare subito una soluzione

ALGHERO –  Non un giorno, neanche 10 giorni o settimane, ma dieci anni. Questo il periodo di residenza di nuclei familiari di Alghero in uno stabile pubblico occupato. Struttura c0munale in uso all’Azienda Sanitaria. Dopo questo enorme lasso di tempo, è arrivata la richiesta di sgombero. Un’azione che non poteva non creare polemiche non per altro, visto anche il periodo tra i più difficili di sempre che stiamo vivendo come ripetuto ogni giorno anche dai rappresentanti politici. Sulla spinosa questione è intervenuto Christian Mulas che, anche da Presidente della Commissione Sanità, ha posto il problema in Consiglio Comunale chiedendo un’immediata ordinanza del Sindaco Conoci per stoppare lo sgombero in attesa di trovare, si presume, una sistemazione agli algheresi occupanti tra cui anche alcuni bambini con problemi di salute.  “Occupare uno stabile, pubblico o privato che sia, è un reato grave, non si giustifica il reato di occupazione abusiva. Bisogna subito sgombrare il campo dagli equivoci, però non è possibile non considerare gli aspetti
sociali che vivono le famiglie quando accadano queste vicende Giudiziarie, ci portano a pensare le difficoltà
che vivono quando fanno queste azioni estreme non giustificate. E’ il caso delle due famiglie che vivono da
quasi 10 anni in via Tarragona. Una struttura pubblica utilizzata diversi anni fa dall’Azienda Sanitaria locale
che a quanto appreso dalla documentazione emersa in questa ore ne chiede nuovamente la disponibilità
tramite intervento del Comune di Alghero”, cosi Christian Mulas, capogruppo dell’Udc.

“Ed è cosi che ci troviamo con le forze dell’ordine che si trovano a dover predisporre, entro un mese dall’avviso, di uno sgombero a due famiglie che risiedono da quasi 10 anni in uno stabile pubblico. Risiedono, perchè le persone che ci vivono all’interno hanno la residenza, ma non solo, hanno tutti gli allacci ai servizi riconosciuti . Ed oggi, nel periodo più difficile di sempre, tra pandemia, crisi economica sociale e sanitaria, aumenti di energia elettrica, e tutti i prodotti, assistiamo ad uno sgombero esecutivo nei confronti di due famiglie che oltre a non avere reddito hanno 4 minori di cui due in condizioni di disabilità. Io comprendo tutto e ripeto la legge va sempre rispettata, ma mi chiedo,
perchè oggi? Perchè in 10 anni non è stato fatto niente per aiutare queste famiglie e in generale tutte le
famiglie che sono senza casa? Perchè da troppi anni non si riesce costruire una casa popolare? Perchè vista tale emergenza non si parla con qualche benevolo impresario che, magari a condizioni economiche ottimali, possa mettere a disposizione un alloggio? Certo, questa sarebbe solo un pezza ad un problema sempre più crescente che vede un numero sempre maggiore di famiglie in estrema difficoltà, che chiedono aiuto ai servizi Sociali. Oggi sarebbe opportuno fermare subito questo sgombero in attesa che si possa trovare una soluzione a queste famiglie e che oggi vivono il dramma di questa vicenda, tra l’altro colpita recentemente da un gravissimo lutto. Si parla sempre di volere il bene comune e dei nostri concittadini, questo è un esempio per far emergere come priorità proprio questa volontà.”

Camping abusivi, “sentenza storica, il Comune deve confiscare”

ALGHERO – “Il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità una risoluzione storica che sancisce un punto di svolta nella gestione del territorio e del nostro patrimonio ambientale. Vogliamo fare i complimenti a tutti i Consiglieri presenti in aula che, approvando la proposta delle Consigliere Alivesi e Di Maio del Movimento 5 stelle, hanno ridato dignità non solo alla massima Istituzione cittadina ma all’intera collettività algherese che per decenni ha dovuto accettare uno scempio in uno dei luoghi di maggior pregio nella baia di Porto Conte.

La risoluzione approvata, infatti, impegna il Sindaco e l’Amministrazione comunale a proseguire l’iter per la confisca dei campeggi abusivi di Sant’Imbenia e di Sant’Igori, facendo seguito alle sentenze e ai disposti normativi in tema di lottizzazione abusiva. Ci auguriamo che la sensibilità dimostrata in questa occasione possa essere non un caso sporadico ma una vera presa di coscienza sul ruolo svolto dalla politica a favore del bene collettivo”

Maria Antonietta Alivesi e Giusy Di Maio 

Portavoce M5S nel Consiglio comunale di Alghero