“Dall’Ospedale al Territorio”, incontro di Maestrale con l’ex-ministro Lorenzin

ALGHERO – È aperto a tutta la cittadinanza l’incontro pubblico “Dall’Ospedale al Territorio”, che
vedrà la partecipazione della senatrice ed ex Ministra della Salute Beatrice Lorenzin, lunedì 11
maggio alle ore 18 nella sala conferenze del Quarter ad Alghero.
L’iniziativa, organizzata dall’Associazione Maestrale, con il sostegno della Fondazione di Sardegna,
nell’ambito della scuola di formazione “Laboratori Sardegna”, pone al centro la questione del
diritto alla salute e dell’integrazione socio-sanitaria, in un momento strategico per la futura
organizzazione dei servizi territoriali algheresi.
Si parlerà di ospedali, Civile e Marino, e di servizi territoriali nell’ambito del distretto
sociosanitario, a cominciare dalla Casa di Comunità che nasce in via degli Orti.
Accanto a Beatrice Lorenzin interverranno esponenti delle istituzioni e del sistema sanitario:
Giuseppe Gambale Direttore dell’Ufficio CCM e Prevention Hub del Ministero della Salute,
Francesca Piras Direttore Generale delle Politiche Sociali della Regione Sardegna, Carla Fundoni
Presidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale, i parlamentari Marco Meloni e
Silvio Lai.
Particolare rilievo avrà il lavoro del Laboratorio Sanità, che in questi mesi ha coinvolto medici,
operatori, cittadini e studenti delle quinte classi del Tecnico Roth di Alghero, in un percorso
partecipativo volto a raccogliere esperienze, criticità e proposte, con le visite alle strutture algheresi
e gli incontri con la direttrice del presidio Anita Giacconi e con la direttrice del distretto sanitario
Antonella Bifulco. Un contributo che sarà portato direttamente all’attenzione del dibattito pubblico,
a testimonianza di un metodo che unisce competenze professionali e coinvolgimento civico.
Programmati anche gli interventi di Antonio Lorenzo Spano (Direttore Generale ASL Sassari),
Salvatore Lorenzoni (Ordine dei Medici di Sassari) e Gianluca Chelo (Ordine delle Professioni
Infermieristiche), per un confronto concreto sulle prospettive della sanità territoriale. Coordina
Mario Bruno, socio fondatore dell’Associazione Maestrale.

“Da rifiuto a ricchezza, Alghero risolve il problema posidonia”

ALGHERO – Da rifiuto a ricchezza dalle prospettive tutte da scoprire, in un virtuoso processo di riconversione green delle strategie del Consorzio. La posidonia oceanica in esubero che da sempre si accumula sulle spiagge del Mediterraneo troverà finalmente una nuova vita grazie all’impianto per il trattamento realizzato nel sito CIPSS di San Marco ad Alghero. Tutto è finalmente pronto e da oggi, 5 maggio, i primi carichi di posidonia raccolti nelle spiagge della Riviera del Corallo vengono trattati con la tecnologia del soil washing. L’impianto – realizzato con fondi del PNRR – potrà operare fino a ventimila tonnellate di posidonia spiaggiata in esubero ogni anno. Il processo di ripulitura sarà in grado di recuperare la frazione organica lavata, costituita da residui di posidonia oceanica e sabbia, consentendo di riportare quest’ultima sulle spiagge e risolvere così una grossa emergenza ambientale: in passato, infatti, la rimozione della posidonia per la fruizione dei litorali aveva come conseguenza la perdita della sabbia, bene prezioso che grazie all’impianto di trattamento potrà adesso essere restituita immediatamente all’ambiente.
Il futuro della posidonia, invece, potrà prendere diverse strade. Una parte sarà destinata all’ingegneria naturalistica e utilizzata come barriera per l’erosione costiera e la salvaguardia dell’ambiente, ripristinando la funzione fondamentale e naturale di questo residuo vegetale; potrà inoltre essere utilizzato come substrato vegetale in agricoltura e infine, i materiali trattati e ripuliti potranno essere trasformati in pannelli fonoassorbenti usati in diversi ambiti, dagli studi di registrazione agli ambienti domestici, dai teatri ai locali pubblici. Non sono escluse, inoltre, nuove applicazioni in ambiti e mercati differenti, per i quali sono in corso interlocuzioni con Università ed enti di ricerca. L’impianto sarà inoltre in grado di operare anche su diecimila tonnellate annue di rifiuti provenienti dallo spazzamento stradale, con il recupero delle sabbie e dei materiali di scarto da riutilizzare principalmente nel settore dell’edilizia. Si tratta dell’unico impianto di questo tipo in Italia totalmente End of Waste, con il recupero del prodotto in uscita che non è più considerato un rifiuto, e l’unico in Sardegna gestito da un ente pubblico.
Nella fase di avviamento l’impianto di San Marco raccoglierà i materiali recuperati nel litorale algherese, ma è intenzione del CIPSS allargare lo sguardo sulle coste di tutto il nord Sardegna. L’impianto è costituito da un capannone di circa 1800 metri quadri, da una linea industriale capace di trattare, in completa automazione, diverse tipologie di rifiuti non pericolosi e in grado di ricavarne materie prime differenziate e di qualità, certificate CE, e un impianto di trattamento dell’acqua di processo che consente di ricircolare circa l’80% dell’acqua necessaria al lavaggio dei rifiuti e contenere quindi considerevolmente i consumi idrici.
Entro l’estate sarà inoltre pronto l’impianto di stoccaggio, con una capacità di 14.400 tonnellate di posidonia, che permetterà di liberare spazi sui litorali e lavorare in maniera continuativa i materiali.
«Il completamento dei lavori rappresenta un passaggio strategico per rafforzare la nostra capacità di rispondere alle sfide ambientali e promuovere modelli di sviluppo sostenibile. Siamo particolarmente soddisfatti di portare avanti questo progetto per rispondere ad un’esigenza concreta del territorio, con l’obiettivo di coniugare tutela ambientale e uso responsabile delle risorse naturali. Questo importante risultato è il frutto dell’impegno costante di tutta la struttura, che desidero ringraziare per il grande lavoro svolto», commenta la presidente del CIPSS Simona Fois.
«L’apertura dell’impianto – afferma il sindaco Raimondo Cacciotto – è un’ottima notizia che premia il meritorio lavoro svolto dal Comune di Alghero negli anni della gestione della posidonia spiaggiata. L’assessorato all’Ambiente fa un lavoro importante e meticoloso che coniuga tutela ambientale e fruibilità dei litorali per arrivare, come in questo caso, alla costruzione di una filiera virtuosa in sinergia con le istituzioni del territorio».

“Vie intitolate a Liguria e Porto Torres, chiediamo a loro se ci sistemano strade e verde”

ALGHERO – Alla fine non resta che affidarci all’ironia. Non sempre, ma in certi casi, forse, può anche funzionare. Del resto quanto l’agire normale e formale non trova corrispondenze, allora farsi qualche risata, anche su situazioni poco felici, diventa una probabile soluzione.

Ed è così che, per l’ennesima volta, un residente algherese si affida ai social per segnalare una criticità già evidenziata in passato, ma che non ha visto ancora un intervento risolutore. Niente di trascendentale, ma evidentemente, straordinario, seppur più che ordinario.
“Questa sono via Liguria e via Porto Torres, sono lì da una cinquantina d’anni, ma mi chiedo, queste due vie sono di competenza della Regione Liguria e del Comune di Porto Torres? La domanda mi sorge spontanea, perché se in 50 anni le amministrazioni di Alghero non sono riuscite a realizzare  il marciapiede (oltre a eliminare le erbacce e riportare un po’ di decoro ndr) perché non chiedono a questi due enti di pensarci loro? Se rispondono di no basta cambiare il nome delle vie, magari via Olmedo e via Villanova , io dico che lo fanno subito”.
Oltre alla nota ironica, anzi sardonica, emerge l’ennesima situazione sotto gli occhi di tutti e soprattutto in una zona di grande transito, anche turistico, eppure da anni, anche qui, pare di transitare a fianco ad una foresta,  un’area abbandonata col pericolo che questo rappresenta non essendoci pure un passaggio pedonale, oltre che una minore visibilità per gli automobilisti. Insomma, vanno bene le quasi quotidiane manifestazioni che impegnano gli operai comunali, ma probabilmente sarebbe indispensabile intervenire su tutte queste diffuse situazioni al fine di sistemare al meglio decoro, verde  e dunque accoglienza per residenti e villeggianti.

Polemiche Guardia Medica, “la Asl si scusa: è in creazione un modello migliore di assistenza”

ALGHERO – “In merito alla segnalazione di una cittadina algherese che il primo maggio si è recata presso la Guardia Medica di Alghero, la Direzione Aziendale della Asl di Sassari, precisa quanto segue: Nella prospettiva di creazione della Casa di Comunità della città di Alghero, all’inizio del mese di marzo la Asl di Sassari ha trasferito la Guardia Medica di Alghero dall’ospedale Civile al piano terra dello stabile di via degli Orti, sede del Distretto socio sanitario e, a breve, sede della Casa di Comunità. In seguito alla segnalazione, la Direzione aziendale in accordo con il Distretto, ha provveduto, sin dal fine settimana, ad allestire, seppur in via provvisoria, un’area dedicata alla sala d’attesa della Guardia medica, al fine di garantire condizioni di riparo idonee, specialmente alla fascia di popolazione più fragile. Attualmente nello stabile di via degli Orti sono in fase di ultimazione i lavori di riqualificazione del I e del II piano, che a breve andranno ad ospitare la Casa di comunità. La Asl di Sassari si scusa con i cittadini per i disagi che l’intervento in corso potrebbe aver generato, ma assicura che i lavori sono fondamentali per garantire maggiore sicurezza a pazienti e operatori, ma soprattutto sono indispensabili per creare un modello organizzativo di assistenza di prossimità, dove i professionisti lavorano in modalità integrata e multidisciplinare, in strutture di facile accesso per i cittadini con bisogni di assistenza sanitaria e socio-sanitaria a valenza sanitaria. Nella Casa di comunità troveranno spazio, in un’unica struttura, tutti i servizi territoriali rivolti al cittadino, come la specialistica ambulatoriale, il servizio di Continuità assistenziale (Guardia Medica e Guardia Turistica), ma anche il servizio di assistenza primaria garantito dal Medico di medicina generale e dal Pediatra di libera scelta, oltre al Servizio Consultoriale, e agli sportelli amministrativi, come il Punto Unico di Accesso e il Cup, e tanto altro”.

Asl di Sassari

“Alghero, Guardia Medica senza sala d’attesa: grave criticità ad Alghero”

ALGHERO – “Si segnala una situazione di grave criticità presso il servizio di Guardia Medica attualmente operativo in via degli Orti. Numerosi cittadini, tra cui persone anziane e fragili, sono costretti ad attendere all’esterno della struttura, in piedi e senza alcuna copertura o sala d’attesa, esposti alle intemperie e a condizioni climatiche spesso avverse. Tale condizione appare particolarmente preoccupante considerando che gli utenti si rivolgono al servizio in condizioni di salute già compromesse.

È doveroso sottolineare con forza l’elevata professionalità, la dedizione e il senso di responsabilità del personale sanitario in servizio. Medici infermieri e operatori, pur operando in condizioni logistiche difficili, garantiscono assistenza con umanità, competenza e grande attenzione verso i pazienti, attenendosi scrupolosamente alle direttive ricevute. Il loro impegno rappresenta un punto di riferimento fondamentale per la comunità e merita pieno riconoscimento.

Alla luce di quanto esposto, si chiede un intervento urgente da parte dell’Azienda Sanitaria affinché vengano adottate soluzioni immediate e adeguate, tra cui l’allestimento di una sala d’attesa o di uno spazio coperto, la revisione delle modalità di accesso al servizio, attenzione prioritaria alle persone anziane e vulnerabili.

Garantire condizioni dignitose di accesso alle cure è un dovere imprescindibile e un segno concreto di rispetto verso cittadini e operatori sanitari.

Si auspica un riscontro tempestivo e un intervento concreto per risolvere una situazione che, allo stato attuale, risulta non sostenibile”.

Alberto Bamonti consigliere comunale Gruppo Noi Riformiamo Alghero. 

“Fino a 10 miliardi per 100mila alloggi, da Governo Meloni risposta concreta a emergenza abitativa”

ALGHERO – “Esprimiamo grande soddisfazione per l’approvazione del Piano Casa, un intervento di ampio respiro che affronta con serietà e concretezza una delle questioni nazionali più urgenti. Mettere in campo fino a 10 miliardi di euro per rendere disponibili, nei prossimi dieci anni, oltre 100 mila alloggi tra edilizia popolare e abitazioni a prezzi calmierati significa dare una risposta concreta e strutturale all’emergenza abitativa”. Così i deputati di Fratelli d’Italia Mauro Rotelli e Barbara Polo. “Particolarmente significativo – spiegano – è l’impegno per il recupero di migliaia di alloggi popolari oggi inutilizzati: fino a 60 mila abitazioni che potranno finalmente essere restituite a famiglie e cittadini in difficoltà, valorizzando al tempo stesso il patrimonio esistente. Rilevante anche l’apertura agli investimenti privati, accompagnata da procedure più snelle, ma con un vincolo chiaro: destinare la maggior parte degli interventi, almeno il 70%, a chi ha davvero bisogno e a prezzi ridotti rispetto ai valori di mercato. Il Piano, inoltre, non guarda soltanto alle fasce più fragili – aggiungono – ma offre una prospettiva anche a tanti italiani che, pur lavorando e contribuendo ogni giorno, faticano ad accedere a un’abitazione. Ringraziamo il Governo Meloni per aver messo al centro il diritto alla casa con un intervento concreto, sostenibile e di lungo periodo, capace di ridurre il disagio abitativo e restituire dignità e prospettive a migliaia di famiglie italiane”, concludono gli onorevoli Rotelli e Polo.

“Mercato Primo Pescato, un’occasione persa”

ALGHERO – Il Mercato del Primo Pescato non è un’idea sbagliata o un tentativo fallito. È un progetto vero, concreto, che esiste ancora negli uffici comunali e che va semplicemente ripreso e portato avanti.
Quella struttura, inaugurata nel 2007 quando ero assessore, nasceva con un’idea precisa: dare valore alla piccola pesca, vendere il pescato fresco e offrire qualcosa in più alla città e ai turisti.
Il progetto prevedeva spazi dedicati alla griglieria, per un servizio immediato: compri il pesce e lo mangi sul posto. Il tutto completato da spazi esterni fronte mercato con tavoli e da una terrazza sopra, sempre con tavoli. Un’idea semplice, ma forte, legata alla nostra identità e alla filiera corta.
Doveva essere gestito dagli stessi operatori del mercato. Non era facile, perché mettere tutti d’accordo non è mai semplice, ma proprio per questo servivano regole chiare e controlli veri.
Negli anni, però, tutto questo non è mai stato portato avanti. Gli spazi non sono stati realizzati come previsto e la struttura, piano piano, si è deteriorata. E questo è il punto: siamo stati i primi a pensare questo modello, ma non siamo stati capaci di portarlo fino in fondo.
A questo si aggiunge un altro problema evidente: la mancanza di controlli. Il Comune doveva vigilare, intervenire, sanzionare quando serviva. Non è stato fatto. E così si è arrivati a utilizzi impropri delle attrezzature e degli spazi, che dovevano servire solo ed esclusivamente per la vendita del proprio pescato. Celle frigo utilizzate per altro, ghiaccio che usciva dalla struttura e finiva all’esterno, senza regole chiare.
Non può funzionare così.
Una struttura pubblica non si può lasciare in mano a tutti senza regole. E non si può nemmeno pensare che il Comune paghi sempre senza avere in cambio ordine, rispetto e un servizio adeguato.
Serve rimettere ordine. Serve una gestione chiara. Serve qualcuno che controlli ogni giorno e faccia rispettare le regole. E soprattutto serve riprendere quella progettazione che già esiste, per ridare dignità a uno spazio che dovrebbe rappresentare il primo pescato e la nostra tradizione.
Lo abbiamo già dimostrato in città: quando ci sono regole e controlli, le cose funzionano.
Qui non servono nuove idee. L’idea c’è già. Va solo applicata.
A supporto di quanto esposto, allego copia dei progetti di ristrutturazione del Mercato del Primo Pescato elaborati dal Comune in quel periodo, nei quali erano previsti spazi dedicati alla griglieria.
Il Mercato del Primo Pescato non è solo un edificio. È lavoro, è turismo, è identità.
E lasciarlo così com’è oggi non è più accettabile”.
Gianfranco Langella (Destra Democratica)

Montagne di posidonia, litorale inagibile: “Nessuna risposta da Porta Terra, chiudiamo le aziende”

ALGHERO – “A distanza di alcuni giorni dal comunicato stampa diffuso giovedì 24 aprile, le sei imprese giovanili del turismo nautico tornano a denunciare una situazione ormai fuori controllo.
Al grido d’aiuto lanciato pubblicamente non è seguita alcuna risposta da parte dell’amministrazione. Nessun riscontro, nessun confronto, nessuna soluzione. Solo un silenzio assoluto che oggi si traduce, nei fatti, nell’impossibilità di lavorare.
Le criticità denunciate restano tutte irrisolte.
In particolare, la massiccia presenza di posidonia spiaggiata lungo la spiaggia di San Giovanni continua a impedire qualsiasi operatività: l’accumulo, aggravato dalla conformazione del molo di sottoflutto, rende impossibile installare il camminamento previsto dalla concessione e costringe clienti e operatori a muoversi in condizioni inaccettabili, affondando nella sabbia e nella posidonia fino alle ginocchia dopo ogni mareggiata.
Questo comporta conseguenze gravissime, a partire dalla
impossibilità di garantire accesso sicuro ai servizi per proseguire con la
perdita di credibilità verso i turisti e danni economici concreti e quotidiani. A ciò si aggiungono seri rischi per la sicurezza di lavoratori e clienti e la triste compromissione dell’immagine turistica della città.
Siamo ostaggi di una totale assenza di coordinamento amministrativo: non esiste un interlocutore chiaro, non è definito chi debba intervenire per la rimozione della posidonia e non esiste alcuna programmazione. Alle imprese viene persino richiesto, impropriamente, di farsi carico della pulizia della spiaggia, nonostante le concessioni riguardino esclusivamente spazi limitati e non attribuiscano alcuna competenza sulla gestione dell’arenile, con costi di smaltimento insostenibili.
Restano inoltre irrisolte altre criticità strutturali già segnalate, come il mancato allaccio alla rete idrica, bloccato da procedure amministrative incomplete nonostante ripetuti incontri e solleciti.
Il risultato è che oggi sei aziende gestite da giovani, che complessivamente garantiscono circa 25 posti di lavoro e che hanno sostenuto investimenti per circa un milione di euro, si trovano nell’impossibilità concreta di operare, produrre servizi e sostenere i propri collaboratori.
Siamo davanti a una situazione paradossale.
Giovani imprenditori che hanno investito, lavorato e creduto nel territorio si sentono oggi come accusati di qualcosa che non conoscono. Viviamo una condizione kafkiana: è come essere imputati in un processo di cui ignoriamo completamente i contenuti e le accuse. E questo stato di incertezza e abbandono ci sta conducendo verso il fallimento.
Non possiamo lavorare e garantire servizi. E, purtroppo, non possiamo pagare i nostri collaboratori.
E tutto questo all’inizio della stagione turistica.
Per questo motivo, quello che rivolgiamo oggi è un ultimo, estremo appello all’amministrazione.
Chiediamo un intervento immediato sulla gestione della posidonia, la definizione chiara delle responsabilità e la risoluzione delle criticità che da anni bloccano le nostre attività. Chiediamo risposte concrete, non promesse.
Stiamo seriamente valutando la chiusura delle nostre aziende. Non per scelta, ma perché messi nell’impossibilità di operare.
In assenza di un riscontro tempestivo, saremo costretti ad avviare le procedure di cessazione delle nostre attività, con conseguenze gravi per l’occupazione, per i servizi turistici e per l’immagine dell’intero territorio.

Simar srls di Simula Michele e Caneo Fabiana

*Sea soul di Moccia Gianluca

*Overboard di Martiri Salvatore

*Sailing for living srls

*Sun e Sea di Simula Michele

*Jet Ski di Luca Bonato

Sardegna, ecco il calendario scolastico: ’26-27. Si parte il 16 settembre

CAGLIARI – È stata fissata per il 16 settembre 2026 la campanella di inizio delle lezioni per tutte le scuole di ogni ordine e grado della Sardegna. L’ultimo giorno è fissato invece per l’8 giugno 2027, ad eccezione delle scuole dell’infanzia che termineranno il 30 giugno. I giorni di lezione saranno complessivamente 204 (203 nel caso in cui si festeggi il Santo Patrono in un giorno della settimana).

Lo ha stabilito la Giunta regionale che, su proposta dell’assessora della Pubblica Istruzione Ilaria Portas, ha approvato il calendario scolastico 2026-2027.

“Oggi abbiamo approvato il nuovo calendario scolastico – afferma l’assessora Portas –, uno strumento di pianificazione importantissimo per le famiglie, per gli studenti e le studentesse e per tutti i lavoratori e le lavoratrici della scuola, che potranno organizzare e coniugare i propri tempi di vita personale e il lavoro con congruo anticipo. L’obiettivo – prosegue l’esponente della Giunta Todde – è garantire la continuità didattica e il diritto allo studio, assicurando il rispetto dei 200 giorni minimi di lezione previsti dalla legge, ma cercando al contempo un equilibrio che favorisca il benessere di ragazze e ragazzi e insegnanti, e il rispetto di tutte le festività e dei tempi di lavoro e ripresa di quali necessita la scuola. In questa cornice regionale comune, resta salvo il ruolo dell’autonomia scolastica: ogni istituto potrà infatti adattare il calendario alle esigenze specifiche del proprio territorio”.

Il calendario per l’anno scolastico 2026/2027 è stato predisposto tenendo conto delle seguenti festività fissate dalla normativa statale:

  • Tutte le domeniche;
  • 4 ottobre 2026 – Patrono d’Italia (L. 151/2025);
  • 1° novembre 2026 – Festa di tutti i Santi;
  • 8 dicembre 2026 – Immacolata Concezione;
  • 25 dicembre 2026 – Natale;
  • 26 dicembre 2026 – Santo Stefano;
  • 1° gennaio 2027 – Capodanno;
  • 6 gennaio 2027 – Epifania;
  • 29 marzo 2027 – Lunedì dell‘Angelo;
  • 25 aprile 2027 – Anniversario della Liberazione;
  • 1° maggio 2027 – Festa del Lavoro;
  • 2 giugno 2027 – Festa nazionale della Repubblica;
  • Festa del Santo Patrono (secondo la normativa vigente, se ricade in un giorno di lezione).

Sono individuate le seguenti ulteriori sospensioni:

  • Vacanze natalizie dal 23 al 31 dicembre 2026 e dal 2 al 5 gennaio 2027;
  • 9 febbraio 2027: Martedì Grasso;
  • Vacanze pasquali dal 25 marzo al 27 marzo 2027;
  • 30 marzo 2027 (martedì successivo al Lunedì dell’Angelo);
  • 28 aprile 2027: Sa Die de sa Sardigna;
  • 2 giorni a disposizione del Consiglio d’Istituto (1 nel caso in cui la Festa del Santo Patrono del Comune di pertinenza ricada nel periodo scolastico

Pilastro in degrado al Lido, al via i lavori di sistemazione | foto

ALGHERO – Come evidenziamo spesso, anche se non ce ne sarebbe bisogno, decoro e pulizia sono il primo biglietto da visita per una località turistica. Per questo è necessario garantire il massimo dell’attenzione per questi importanti aspetti: dal centro al periferia passando per il litorale. Alghero non può e non deve distinguersi in negativo, ma al contrario deve puntare sempre ad un livello ottimale per far stare bene per primi i propri cittadini e di conseguenza i villeggianti.

Circa un mese fa era stato il presidente della commissione ambiente Christian Mulas [leggi] a intervenire sulla necessità di mettere in sicurezza e riqualificare dei pilastri monumentali presenti lungo il Lido. Un tratto viario e una zona tra le più frequentate della Riviera del Corallo dove, appunto, insistono alcune “brutture” e condizioni di degrado a cui va trovata una sistemazione.

Tra questi, come detto, ci sino delle strutture murarie antiche che da troppo tempo era in condizioni critiche oltre che “impacchettate” con il canonico nastro bianco e rosso e transennamento. Un pugno nell’occhio, oltre che un eventuale pericolo per il crollo sul pavimento.

Trascorso un mese dalla richiesta di intervento di Mulas, l’Amministrazione si è data da fare. E, come si vede dall’immagine, sono iniziati i lavori di riqualificazione da parte degli operai comunali preposti. Se qui l’intervento è stato piuttosto celere, non si può dire lo stesso, come già abbondantemente segnalato, per le diffuse criticità presenti lungo i bastioni, nel centro storico e in alcune altre zone della città.

 

Nella foto gli operai comunali al lavoro nel pilastro a Lido