Lavoro clinico in co-terapia: formazione per psicoterapeuti, psichiatri e neuropsichiatri

SASSARI – “Il lavoro clinico in co-terapia: un campo relazionale condiviso”: e’ il tema del corso di formazione organizzato dalla Asl di Sassari e che punta a fornire strumenti pratico-clinici a psicoterapeuti, psichiatri e neuropsichiatri all’interno di un ambiente
che permetta ai partecipanti di acquisire nuove competenze che consentano agli operatori di lavorare in situazioni complesse (paziente, coppia, famiglia o gruppo), anche in lavori di coppia.

Il corso, organizzato dalla Struttura complessa di Formazione, Ricerca e Cambiamento Organizzativo di Ares e dal Servizio Psichiatrico Diagnosi e Cura (Spdc) della Asl di Sassari, si svolgerà in due moduli il 24 e 25 ottobre e 21e 22 novembre 2022, presso l’ex Ospedale San Camillo di Sassari (scala A, III piano).

“Avere la possibilità di lavorare in coppia, anche tra professionisti di differenti servizi, permette di allargare gli orizzonti ermeneutici nella logica di una maggiore inclusività tra servizi diversi e modalità operative differenti, senza perdere lo sguardo sul contesto clinico grazie alla co-presenza di un altro terapeuta”, spiega Donato Posadinu, Direttore del Spdc di Sassari.

Il corso sarà condotto dal psicoterapeuta Sergio Guido La Rosa, formatore di fama internazionale; ha una durata complessiva di 32 ore, e’ accreditato Ecm ed è rivolto ai dipendenti della Asl di Sassari, delle altre Aziende Sanitarie regionali e a professionisti esterni.

Marco Tedde: Neurologia di Ozieri, si eviti chiusura

CAGLIARI – “Si eviti la chiusura di Neurologia di Ozieri”. Il consigliere regionale di FI Marco Tedde, membro della Commissione sanità, interviene sulla sospensione dei ricoveri presso la Neurologia di Ozieri ed il trasferimento dei degenti presso il reparto di Neurologia di Sassari  a far data dal 31 ottobre 2022, a causa della penuria di medici. “Una situazione preoccupante, dovuta alla ben nota carenza di medici, che rischia di cancellare una unità operativa inaugurata nel 2016 dopo anni di attesa e ingenti investimenti -ricorda Tedde-.” L’attività era stata già sospesa nel mese di giugno per mancanza di personale medico e delle minime condizioni per il normale funzionamento della struttura complessa. Dopo quasi tre mesi di sospensione, dal  19 settembre erano ripresi i ricoveri dei pazienti presso il reparto di Neurologia. “E’ ben noto che la carenza di personale medico risale a cause ed errori del passato, ma occorre oggi trovare soluzioni, anche temporanee, nell’attesa di misure strutturali. Non possiamo governare la Sardegna con la testa rivolta all’indietro  -chiude Tedde-.” 

Asl Sassari, presentata la bozza dell’Atto Aziendale

SASSARI – Presentazione della bozza dell’Atto Aziendale, modifica dei confini dei Distretti socio sanitari, specialistica ambulatoriale e Continuità territoriale. Sono questi i
temi trattati oggi durante la Conferenza Socio Sanitaria della Asl di Sassari, riunitasi nella Sala Langiu, del Comando della Polizia municipale della città di Sassari.

Alla riunione, presieduta dal presidente della Conferenza Gianfranco Soletta, ha partecipato una nutrita rappresentanza di amministratori del territorio. “La stesura congiunta di questo Atto, redatta prima dell’invio delle linee guida regionali, punta a ridare la forza ai territori, dove l’assistenza sanitaria viene erogata”, ha detto il
presidente Soletta, che ad inizio lavori ha rimarcato come: “Ci lasciano perplesse le linee guida regionali che mantengono inalterata l’impostazione della riforma Arru che per quanto criticata e osteggiata viene adesso confermata. Pertanto, chiederemo che per alcuni aspetti riguardanti la gestione dei servizi sanitari, già discussi con la
Regione, tra cui il mantenimento delle funzioni centralizzate all’Ares togliendo autonomia alle Asl,  siano rivisti dai vertici regionali”. D’accordo con questa impostazione gli altri sindaci, con in testa il Sindaco di Sassari,
Nanni Campus.

La bozza dell’Atto Aziendale è stata illustrata dal Direttore generale della Asl n.1, Flavio Sensi, che ha parlato di “un documento moderno e ambizioso, che punta a ridare dignità ai territori e alle professionalità”. Durante la presentazione è stato affrontato il tema di comunità che andrebbe ad implementare il servizio di Medicina generale, dell’esigenza di attivare nei vari Comuni gli Ambulatori di prossimità, presidiati da infermieri Asl, che possano diventare dei punti di riferimento per la popolazione.

Durante l’incontro, a cui hanno preso parte il Direttore Sanitario della Asl, Vito La Spina, e i responsabili del Distretti socio sanitari di Sassari, Piero Delogu, e di Alghero, Marco Guido, il Direttore del Dipartimento di Prevenzione, Franco Sgarangella, e le Organizzazioni sindacali, il Dg Sensi ha illustrato la configurazione della Direzione
Aziendale e dell’area amministrativa a supporto della Direzione, della riorganizzazione delle Strutture ospedaliere di Alghero e Ozieri. Tra i temi trattati anche la specialistica ambulatoriale, l’assistenza de distretto socio sanitari e i loro confini, riqualificazione delle strutture sanitarie di Ittiri e Thiesi. Nei prossimi giorni la bozza del documento, illustrata oggi, verrà condivisa con i sindaci, i quali dovranno fornire le eventuali osservazioni

“Fallimento sanità algherese, oculistica in uno sgabuzzino”

ALGHERI – “Ormai e sotto gli occhi di tutti il dramma di una sanità fatta solo di proclami e passerelle, il fallimento è chiaro, le criticità sono tante, la farmacia territoriale aperta solo mezza giornata alla settimana, chirurgia operatoria chiusa, pronto soccorso allo stremo delle forze per la mancanza di medici, tempi lunghi di attesa e insostenibili per visite e prestazioni specialistiche. Oggi il problema è reparto di oculistica. Quest’ultimo situato al secondo piano dell’Ospedale Civile, il pseudo reparto di circa 30 metri quadri,con una sala d’attesa piccolissima con un paio di poltrone donate dall’associazione Rotary Club e non comprate dalla stessa azienda sanitaria , questo fa capire tutto ed evidenzia una scarsa programmazione aziendale. La sala d’attesa della dimensione di uno stanzino può ospitare cinque pazienti alla volta che devono condividere lo stesso spazio con il personale infermieristico e medico, spesso viene anche adibita anche come magazzino per attrezzatura della sala operatoria. L’unico servizio igienico sanitario situato all’interno di questo reparto,è utilizzato con i pazienti uomini e donne,infermieri e medici, ma non può essere utilizzato da un diversamente abile con carrozzina perché l’entrata del bagno è troppo stretta e non né permette il passaggio. Il servizio di oculistica che fino a qualche anno fa vantava circa 3200 interventi all’anno, oggi a malapena né garantisce circa un migliaio e quando gli permettono di fare le sedute operatorie,può garantire 3 sedute alla settimana per circa 44 interventi alla settimana con il limite di utilizzo ore 14, con il rischio che oltre questo orario il personale non garantisce la presenza, situazione questa non si verificava quando il servizio era dislocato presso dell’Ospedale Marino. Tra l’altro lo stato delle sale operatorie è precaria che non da l’idea che al loro interno possano essere rispettati i parametri igienico sanitarie previste delle norme. Mi pongo la domanda a questo punto: se le sale operatorie dell’ospedale Civile possono essere utilizzate per gli interventi dell’oculistica nonostante la situazione su riferita, perché quelle dell’Ospedale Marino no? Non mi pare queste decisioni prese dall’Antropologo da poltrona siano conseguenza di sopralluoghi e verifiche sul campo della reale situazione che versano la nostre strutture ospedaliere cittadine abbandonate e citate solo con proclami sulla stampa”

Christian Mulas presidente della commissione consiliare della sanità

Cinghiali, nessuna disattenzione al problema: massimo impegno

ALGHERO – A lavoro sul nuovo piano provinciale di contenimento dei cinghiali. Il Parco di Porto Conte insieme alla Provincia di Sassari, gestore dello stesso e insieme ai servizi veterinari, Agenzia Forestas e Corpo Forestale stanno mettendo a punto tutte le modifiche per rendere più snelle ed efficienti le attività. Nessun lassismo o desiderio di trascurare una problematica quella dei cinghiali, ma impegno e volontà di ridurre i disagi di automobilisti e agricoltori comunque sempre nel perimetro del rispetto di norme e regolamenti . Si replica così dalla direzione del Parco di Porto Conte ai comitati di borgata che denunciano una situazione esplosiva, ma che invece non è assolutamente diversa da quella vissuta in tutte le zone del territorio regionale e nazionale. E soprattutto tirando fuori dati e statistiche di 14 anni fa, ossia del 2008, quando al contrario di cosa succedeva in tutta la Sardegna, a Porto Conte si avviava il primo piano di contenimento di concerto con tutti gli attori istituzionali competenti. È innegabile che tanto lavoro è stato fatto grazie anche al contributo di oltre 50 coadiutori che in quasi tre lustri hanno ridotto di quasi duemila unità i capi di cinghiale presenti nell’ areale di Porto Conte, ma è altrettanto vero che trattandosi di animali elusivi e con grandi capacità di far danni anche con pochi esemplari l’attività di contenimento deve essere ancora più incisiva tenendo tuttavia ben presente l’etologia della specie. Sono in corso già da settimane incontri coordinati dalla Provincia di Sassari con i servizi veterinari e l’Agenzia Forestas per mettere a punto il nuovo piano quinquennale. E non appena terminerà l’attività antincendio, cioè entro il mese, di concerto con il corpo forestale ripartiranno le attività di contenimento.

Magomadas, preoccupa lo spettro dei fanghi

CAGLIARI – “A distanza di due anni dal sequestro preventivo dell’impianto di Magomadas che si occupa di smaltimento di fanghi reflui, la Regione Sardegna ha prorogato per altri cinque anni la Valutazione di impatto ambientale che consente alla Geco Srl tale attività nel territorio dell’Oristanese.

La Giunta, stando alle notizie pubblicate dalla stampa in questi giorni, con l’approvazione della proroga dell’efficacia temporale della Delib.G.R. n. 16/25 del 28.3.2017, relativa alla procedura di Verifica di assoggettabilità alla V.I.A., per il “Progetto di installazione di un impianto di rifiuti speciali non pericolosi mediante essiccazione e pirogassificazione”, in comune di Magomadas, sembrerebbe non tenere in considerazione la delicatezza della questione”.

La popolazione è preoccupata e teme la riattivazione dell’impianto per il trattamento dei fanghi balzato alle cronache in questi anni, situato in un territorio di alto pregio ambientale rinomato per le colture identitarie come la storica Malvasia Doc, la cui produzione coinvolge ben sette Comuni della Planargia e in particolare il Comune di Magomadas.

Alla luce di un tale provvedimento ci chiediamo quali siano le intenzioni della Giunta per far sì che il territorio di Magomadas venga tutelato e valorizzato, dal momento che non si sta impedendo, nemmeno in via cautelare e in attesa della fine dell’inchiesta, che in determinati territori possano trovare sede impianti così impattanti”.

Così il consigliere regionale del Movimento 5 stelle Alessandro Solinas ha presentato un’interrogazione al Presidente della Regione e all’assessore regionale all’Ambiente per conoscere le reali intenzioni della Giunta. Il consigliere pentastellato, già il 18 dicembre 2019, presentò una prima interrogazione in merito.

“Aver consentito una proroga di cinque anni significa non preoccuparsi del futuro di un territorio che mette al centro della propria economia l’agricoltura e la produzione di eccellenza.

Il territorio dell’Oristanese pesantemente colpito dagli incendi del luglio 2021 che hanno penalizzato olivicoltori e produttori di vino merita rispetto e tutela, e non è ammissibile che in un momento in cui ancora non si è provveduto al completamento del processo di ricostruzione delle campagne ridotte in cenere, venga autorizzata la presenza di un eventuale nuovo pericolo”. 

Infrastrutture e collegamenti, Solinas: procediamo con progetti

CAGLIARI – “Oggi acceleriamo in maniera significativa il processo di efficientamento e modernizzazione infrastrutturale cominciato all’inizio della Legislatura e volto ad affrontare in maniera decisa e concreta quel gap infrastrutturale che è anche causa di mancato sviluppo per la Sardegna e, indirettamente, di esodo giovanile e spopolamento dei territori”. Lo ha detto il Presidente della Regione Christian Solinas che oggi ha firmato un Protocollo d’intesa con il Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili (Mims), Enrico Giovannini, l’Amministratore Delegato di Anas Spa, Aldo Isi, e l’Amministratrice delegata di RFI, Vera Fiorani (entrambe società del Polo Infrastrutture del gruppo Ferrovie dello Stato Italiane) per lo sviluppo della mobilità ferroviaria e stradale in Sardegna.

Nello specifico, il Protocollo prevede la costituzione di un Gruppo di lavoro per definire un piano di possibili interventi volti a migliorare la mobilità ferroviaria e stradale sarde in un’ottica di intermodalità, potenziando i collegamenti tra le città, le aree produttive e i porti. “La costituzione di un tavolo di lavoro ad hoc  che coinvolge i soggetti istituzionali direttamente interessati allo sviluppo delle infrastrutture  – prosegue il Presidente Solinas – è un altro significativo passo che ci avvicina agli obiettivi prefissati, in primis quello di dotare la nostra Isola di collegamenti sicuri e vie di accesso efficienti che dai territori più interni e marginali portino alla costa e all’asse viario principale, ma anche incidere sulla mobilità ferroviaria e stradale in un’ottica di intermodalità, potenziando i collegamenti tra le città, le aree produttive, i centri nevralgici sardi e i porti”.

Il Gruppo di lavoro dovrà monitorare e facilitare l’effettiva realizzazione delle opere ferroviarie e stradali già previste e finanziate; procedere a eventuali aggiornamenti progettuali; identificare ulteriori azioni da intraprendere nel prossimo futuro per migliorare i collegamenti ferroviari e stradali tra le diverse aree dell’Isola, nel rispetto dei criteri di sostenibilità economica, sociale e ambientali fissati dal Ministero nelle linee-guida recentemente adottate. Il Gruppo di lavoro dovrà completare le attività entro sei mesi, anche per valutare l’eventuale utilizzo del Fondo Sviluppo e Coesione 2021-2027 e di fondi nazionali.

“Con questo Protocollo si affronta in modo serio il tema del ritardo infrastrutturale di cui soffre la Sardegna per assicurare sistemi di mobilità moderni e all’altezza delle legittime aspettative delle persone e delle imprese”, ha detto il Ministro Giovannini. “Il potenziamento della rete ferroviaria, i collegamenti con i porti e l’adeguamento della rete viaria sono elementi indispensabili per accelerare lo sviluppo dell’economia della Sardegna nel rispetto della tutela dell’ambiente, elemento irrinunciabile per assicurare la sua sostenibilità nel tempo. Alla Sardegna va dedicata un’attenzione particolare per migliorare l’accessibilità, anche se il solo Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza di competenza del Mims – ricorda il Ministro – assegna già oltre 1,2 miliardi di euro alla Sardegna, destinati al potenziamento delle ferrovie e ad aumentare la sicurezza delle strade attraverso sistemi di controllo innovativi e tecnologici (458 milioni), al settore idrico (203.2 milioni), al rinnovo del parco autobus (138 milioni), all’acquisto di nuovi treni (15,2 milioni), alla mobilità ciclistica (42,4 milioni), all’efficientamento energetico dell’edilizia residenziale pubblica (56,3 milioni), alla rigenerazione urbana (42,2 milioni), al potenziamento dei porti (170 milioni) e alle ferrovie storiche (62 milioni), agli interventi per le aree interne (4,2 milioni), alle zone economiche speciali (10 milioni)

Rifiuti abbandonati e decoro, 40 percettori dell’Rdc al lavoro

ALGHERO – Il Comune di Alghero impiega 40 percettori del reddito di cittadinanza (sugli oltre 1000 che prendono l’Rdc) con il progetto “L’Alguer lluenta – Una mano lava l’altra”. “In un periodo in cui le critiche più frequenti al reddito di cittadinanza riguardano il mancato impiego dei percettori, il Comune di Alghero con l’Assessorato all’Ambiente e l’Assessorato ai Servizi Sociali riesce ad occuparne 40 per proseguire le attività del progetto L’Alguer lluenta -una mano lava l’altra.” – così il Sindaco Mario Conoci. Ad illustrare il particolari dell’importante iniziativa è l’Assessore all’Ambiente Andrea Montis – “I 40 percettori sono impegnati nella riqualificazione di aree con la raccolta di rifiuti abbandonati, la pulizia degli ambienti ed il posizionamento di attrezzature, sorveglianza e manutenzione di isole ecologiche ed altre strutture del sistema di raccolta differenziata, e nel supporto all’organizzazione di eventi di educazione ambientale. Nella fase iniziale, il progetto ha visto i partecipanti acquisire contenuti di carattere generale inerenti gli aspetti normativi sulla privacy, sicurezza sul lavoro, fattori di rischio e misure di prevenzione individuali e collettive con particolare riferimento all’attività che sarà espletata nel corso del progetto, nonché in merito alla normativa nazionale e comunale afferenti gli aspetti tecnici delle attività da svolgere tra cui: estirpazione delle erbe infestanti, pulizia strade e sentieri agrari, pulizia spiagge, pulizia strade urbane ed extra urbane, raccolta rifiuti e fogliame dalle strade e sentieri, pulizia dai rifiuti nel perimetro di corsi d’acqua, supporto nella organizzazione e gestione di giornate per la sensibilizzazione dei temi ambientali. Le attività in cui sono impegnati i precettori del reddito – prosegue Montis – rappresentano un  momento di promozione del processo di inclusione sociale, in quanto potranno sviluppare competenze e professionalità attraverso una nuova esperienza di lavoro. Non è da considerare secondario l’aspetto economico e di risparmio per le casse comunali che potrà così coprire parte di quei servizi ad oggi non coperti e per cui invece sarebbero diversamente necessarie ulteriori risorse.”.
“Voglio ringraziare i settori, sociale e ambiente per esser riusciti a mettere in piedi questi progetti che, aldilà delle apparenze, non sono per niente di facile avvio a causa delle criticità che le norme di attuazione del reddito di cittadinanza contengono e che vanno sicuramente rimosse.” – chiude il primo cittadino

Sbarca all’aeroporto con 48 ovuli di droga: arrestato

ALGHERO – Nei giorni scorsi, nel corso dei consueti servizi di prevenzione e repressione del traffico illecito di sostanze stupefacenti, il personale del Commissariato di Pubblica sicurezza di Alghero, ha proceduto all’arresto di un insospettabile corriere sudamericano. A seguito di perquisizione, è stato trovato in possesso 687 grammi di cocaina suddivisi in 48 “ovuli” preliminarmente ingeriti.

Gli agenti algherese, insospettiti dai recenti e frequenti viaggi dell’uomo, con brevi soggiorni, senza alcun apparente valido motivo, hanno deciso di effettuare un approfondito controllo all’arrivo dell’aeroporto di Alghero. Lo straniero, che ha immediatamente manifestato un certo nervosismo al controllo di Polizia, ha confermato i forti sospetti.

Dal successivo esame radiologico all’addome si è rilevata la presenza di numerosi corpi estranei: 48 gli ovuli di cocaina ingeriti. L’uomo pertanto è stato dichiarato in stato di arresto e, ultimati gli adempimenti di rito, trasportato nella Casa Circondariale di Sassari a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. L’Autorità Giudiziaria ha così convalidato l’arresto disponendone la restrizione presso il carcere sassarese di Bancali.

Piccola pesca, Parco di Porto Conte e Amp Capo Caccia – Isola Piana: dialogo, responsabilità e incontro

ALGHERO – Massima disponibilità al dialogo da parte della direzione dell’area marina protetta che stamattina ha incontrato i rappresentanti delle cinque unità di pesca (su un totale di 23 unità autorizzate ad operare all’interno della AMP) riunitesi nel Comitato Cigarellu e protagoniste di una manifestazione di protesta davanti a Casa Gioiosa. Il Direttore nel corso dell’incontro con il Comitato, dopo aver ascoltato e preso atto delle ragioni della protesta dei pescatori e della richiesta di “immediata” riapertura della pesca interdetta nella baia di Porto Conte dal 1 settembre al 1 marzo, ha ribadito le motivazioni dell’operato della AMP e delle azioni che sono già state portate all’attenzione del Ministero dell’Ambiente (oggi MiTE – Ministero della transizione ecologica) e della Regione Sardegna a seguito dell’incontro del mese di giugno con l’Assessore all’Agricoltura Gabriella Murgia, competete in materia di pesca. Piena è la consapevolezza dei disagi che la interruzione della pesca determina per gli operatori economici e per le loro famiglie e proprio per questo motivo è stato sottolineato come, sulla base degli accordi intervenuti con gli operatori della piccola pesca professionale nel corso dell’incontro con l’Assessore Murgia, sia già stata portata alla attenzione dei competenti uffici regionali una misura, da inserire nella prossima manovra “OMNIBUS” (più volte slittata) a valere sul bilancio regionale, finalizzata alla compensazione dei minori redditi per i pescatori professionali laddove siano introdotti divieti all’esercizio della pesca nelle aree marine protette sarde. Massima disponibilità della direzione a continuare e seguire questa misura, confidando in una celere approvazione del provvedimento da parte del Consiglio regionale. Sulle ragioni ambientali è stato ribadito come l’interruzione parziale della pesca si sia resa necessaria, non solo per assicurare un periodo di riposo biologico a molte specie nel periodo di sviluppo ed in particolare del polpo, ma per assicurare, come impongono i competenti uffici ministeriali, il mantenimento di un certo equilibrio fra lo sforzo di pesca (numero di imbarcazioni autorizzate) e la dimensione della AMP (e l’AMP di Alghero è una delle più piccole per estensione al livello nazionale) avendo dovuto autorizzare, in deroga, l’attività di pesca a quelle imprese (una decina), costituite dopo l’istituzione dell’AMP (2002) che non avrebbero avuto titolo per pescare all’interno dell’area marina protetta. Grazie alla deroga va ribadito che oggi possono operare all’interno della AMP 23 imbarcazioni contro la decina che aveva titolo ad operare in passato. Rispondendo alle richieste dei pescatori la direzione della AMP ha anche confermato che il divieto di pesca nella baia Porto Conte sarà esteso a fare data dal 1 gennaio 2023 anche per la pesca sportiva/ricreativa nel medesimo tratto di mare della baia di Porto Conte e per il medesimo periodo temporale di sei mesi all’anno. Nessuna volontà di mettere in crisi un comparto importante per l’economia e la storia di Alghero, ma l’esigenza di rispettare le regole basilari per mantenere vitale un’area marina protetta . Il dialogo proficuo aperto da diversi mesi con l’associazione Banchina Millelire è servito proprio a definire e condividere le migliori soluzioni che sono state portate alla attenzione delle istituzioni per salvaguardare le specie e consentire ai pescatori di avere un aiuto al reddito, come peraltro già successo a proposito della interruzione della pesca del riccio. Per fare il punto sulla difficile situazione che attraverso il comparto della piccola pesca è stato anche ribadito l’impegno della Direzione ad organizzare a breve un incontro con tutte le unità di pesca che operano all’interno della AMP.