Appalto rifiuti, occhi puntati su assunzioni: “Rispettare graduatorie e territorialità”

ALGHERO – «La nuova ditta che ha vinto l’appalto per il servizio di nettezza urbana ad Alghero deve partire da un principio non negoziabile: il pieno rispetto della graduatoria esistente, sottoscritta e condivisa con le organizzazioni sindacali, a tutela dei lavoratori stagionali».

Lo dichiara Michele Pais, consigliere comunale della Lega, intervenendo sulla delicata fase di transizione successiva alla chiusura di Alghero Ambiente.

«Parliamo di lavoratori che da anni garantiscono un servizio essenziale alla città, spesso in condizioni di precarietà, e che hanno maturato esperienza, anzianità e aspettative legittime – prosegue Pais –. Ignorare la graduatoria significherebbe cancellare accordi sindacali già firmati e aprire la strada a corsie preferenziali di dubbia correttezza, che non possono e non devono trovare spazio».

Secondo il consigliere comunale le assunzioni, siano esse a tempo determinato o indeterminato, devono avvenire nel rispetto di criteri chiari e verificabili, fondati sull’anzianità di servizio e sulla trasparenza delle procedure. «Nessuno deve essere scavalcato, nessuno deve essere penalizzato in questa fase di passaggio. È una questione di serietà istituzionale e di rispetto verso i lavoratori».

Pais evidenzia inoltre un secondo aspetto fondamentale: «Anche per gli stagionali è necessario garantire, come già avviene attraverso i principi applicati dall’Aspal, il criterio della territorialità. Il lavoro ad Alghero deve dare priorità agli algheresi, soprattutto in un settore strategico come quello dell’igiene urbana».

Infine, l’esponente della Lega rivolge un appello diretto alla nuova ditta e all’Amministrazione comunale affinché si apra un confronto immediato con i sindacati. «Condivido la richiesta di un incontro urgente avanzata dalla Fiadel. Servono scelte responsabili, politiche e amministrative, che diano certezze a chi oggi vive nell’incertezza. La tutela del lavoro e il rispetto degli accordi non sono una concessione, ma un dovere. Di certo, ditta e Amministrazione sappiano che la mia attenzione sul tema sarà massima, portando ogni disfunzione in Consiglio comunale e in ogni altra sede opportuna. Sul diritto al lavoro e sulle condizioni di trattamento dei lavoratori non si scherza».

Aou di Sassari, settimana di incontri per il nuovo Direttore Ponti

SASSARI – Una settimana intensa di appuntamenti, incontri e confronti con il personale sanitario, amministrativo, universitario e i sindacati, all’insegna dell’ascolto, della condivisione e della costruzione di una visione comune.

Si è aperto così il mandato di Serafinangelo Ponti, nuovo direttore generale dell’Azienda ospedaliero universitaria di Sassari, che ha voluto presentarsi alla comunità aziendale, accompagnato da Alberto Mura, direttore amministrativo e da Luciana Mameli, direttrice sanitaria.

«Non credo nelle decisioni calate dall’alto – ha spiegato Ponti – Al centro del progetto c’è la costruzione di una visione condivisa, fondata su una parola chiave: “noi”. I documenti non devono essere pezzi di carta, ma strumenti vivi. Le scelte vanno costruite insieme, confrontandoci, assumendoci tutti la nostra parte di responsabilità».

Un percorso di dialogo ha trovato uno dei suoi momenti centrali nell’incontro avvenuto i giorni scorsi nell’aula Magna dell’Università con  il Magnifico Rettore Gavino Mariotti e i vertici delle strutture sanitarie e amministrative, nel segno della piena integrazione tra Azienda e Ateneo, considerata un valore strategico irrinunciabile.

«I nostri interessi principali – ha sottolineato il Rettore – si riflettono in una forte coesione tra le parti, perché la sanità riguarda prima di tutto i cittadini. Questo è un luogo di confronto sulle politiche strategiche che riguardano sia l’Università sia l’Azienda. L’integrazione tra università e azienda ospedaliera è un patrimonio costruito in decenni di lavoro e va difeso e rafforzato».

Nel corso degli incontri il direttore generale ha avuto modo di conoscere, nella sala riunioni al settimo piano dell’ospedale Santissima Annunziata, anche il personale sanitario e amministrativo, ribadendo il senso del suo mandato: «Questa è un’azienda giovane, nata nel 2007, ma con una storia importante. Il nostro obiettivo è farne un punto di riferimento per i cittadini e per il futuro della sanità. Il vero valore aggiunto è il senso di appartenenza: quando una persona sente di far parte di qualcosa, riesce a fare grandi cose».

Particolare attenzione è stata poi dedicata alle sfide che attendono il sistema sanitario, a partire dall’invecchiamento della popolazione e dall’aumento delle cronicità.

Un altro pilastro del nuovo corso è l’umanizzazione, intesa non solo come attenzione al paziente, ma come cultura organizzativa: «L’umanizzazione non è uno slogan. Vuol dire mettere davvero il cittadino al centro, ma anche sostenere chi lavora ogni giorno in azienda: medici, infermieri, tecnici, amministrativi. Se il lavoratore è messo nelle condizioni di lavorare bene, anche il paziente riceve una cura migliore».

Forte anche il richiamo al ruolo dell’Aou come luogo di formazione, ricerca e crescita culturale che rappresenta il motore della sanità di domani: «Dobbiamo offrire non solo un lavoro, ma una prospettiva di professione e di vita. Dobbiamo essere attrattivi, creare un ambiente in cui si venga volentieri a lavorare».

E’ emersa inoltre la volontà di proseguire su una strada fatta di programmazione, visione strategica e attenzione alla qualità, anche attraverso un utilizzo mirato delle risorse e delle opportunità di finanziamento per infrastrutture, tecnologie e sviluppo dei servizi. Il dottor Ponti ha sottolineato: «Dobbiamo costruire una vera comunità e avviare un percorso di crescita culturale dell’azienda con una direzione strategica sempre presente».

Nei prossimi giorni i vertici aziendali faranno visita ai reparti ospedalieri e ai dipendenti dislocati nelle diverse strutture sanitarie e amministrative. Incontri che avviano un nuovo percorso che punta a rafforzare l’identità dell’Azienda ospedaliero universitaria di Sassari come grande ecosistema di cura, ricerca e formazione, fondato su alcuni pilastri chiave: efficienza e umanità, integrazione tra università e sanità, innovazione culturale e capacità di fare squadra, passando dall’ io al noi.

“Arriva il Carnevale, fondi dalla Regione per allungare la stagione: plauso a Cuccureddu”

ALGHERO – “Orizzonte Comune esprime apprezzamento per la pubblicazione del bando relativo al Cartellone del Carnevale 2026, primo dei tredici cartelloni dedicati ai grandi eventi turistici previsti per il prossimo anno e finanziati attraverso la Legge Regionale 7/1955.

L’iniziativa si inserisce coerentemente in una strategia di programmazione strutturata e lungimirante, portata avanti dall’Assessorato regionale del Turismo guidato dall’Assessore Franco Cuccureddu, che punta a valorizzare le manifestazioni identitarie e culturali della Sardegna come leva di sviluppo economico e turistico durante tutto l’anno”, cosi dalla nota del partito guidato regionalmente proprio da Franco Cuccureddu.

«La pubblicazione del bando sul Cartellone del Carnevale – dichiara Marco Colledanchise, consigliere comunale di Alghero – conferma un metodo di lavoro basato su programmazione, chiarezza e visione strategica. Il Carnevale non viene considerato solo come evento locale, ma come parte integrante di un progetto regionale capace di rafforzare l’attrattività della Sardegna anche nei periodi tradizionalmente meno turistici».

Particolarmente significativa è la scelta dell’Assessorato di affiancare al sostegno economico, fino al 50% delle spese ammissibili, un’azione di promozione unitaria degli eventi, attraverso strumenti di marketing e comunicazione coordinati, sia tradizionali che digitali, sulla scia del positivo riscontro ottenuto con le manifestazioni di Capodanno.

«Questa impostazione – sottolinea Sergio Grimaldi, del coordinamento provinciale di Orizzonte Comune – dimostra come una politica regionale seria possa sostenere i territori, valorizzarne le specificità e allo stesso tempo costruire un’immagine forte e riconoscibile della Sardegna. È una direzione che condividiamo e che riteniamo strategica per la crescita dell’Isola».

“Orizzonte Comune ribadisce il proprio sostegno a un modello di sviluppo turistico fondato sulla qualità, sulla continuità degli eventi e sulla collaborazione tra Regione, enti locali e operatori, convinta che questa linea possa produrre benefici concreti e duraturi per le comunità sarde”.

 

Nella foto Sergio Grimaldi e Marco Colledanchise

“Piu ad Alghero, sul porto è corto-circuito: bisogna fare chiarezza”

ALGHERO – “Alla luce della conferenza stampa di qualche giorno fa ad Alghero in cui ha partecipato l’assessore dei Lavori Pubblici Antonio Piu, un elemento appare subito evidente: il rappresentante della Giunta regionale ha di fatto attribuito al Comune di Alghero la responsabilità dei lavori sul porto, precisando che è stato richiesto al Comune il Piano Regolatore Portuale e che, finché questo non sarà approvato, “rimane tutto aperto”.

Una dichiarazione che contribuisce ad aumentare la confusione nel dibattito, soprattutto dopo quanto affermato oggi sulla stampa dal presidente del Consorzio del Porto, Giancarlo Piras, il quale sostiene che il Piano Regolatore Portuale “sarebbe stato predisposto dalla passata amministrazione comunale e trasferito per competenza alla Regione”. Proprio Piras – nominato presidente del Consorzio del Porto nel 2006 – è certamente tra coloro che meglio conoscono la storia, le criticità e le trasformazioni dell’infrastruttura.

È utile ricordare che già nel 2008 venne predisposto un Piano Particolareggiato del Porto a firma dello studio tecnico allora incaricato. Un documento che prevedeva perfino la costruzione di un nuovo molo a nord, sacrificando la spiaggia di San Giovanni. Un esempio lampante di come, negli anni, siano stati prodotti elaborati costosi e inadatti, lontani dalle reali esigenze del territorio.

A questo punto è necessario fare chiarezza. Se un piano esiste davvero, si indichi dove si trova, cosa contiene e perché non è ancora stato discusso e approvato. E soprattutto, visto che è argomento di questi giorni, quali sono le tempistiche e le modalità con cui si intende finalmente rendere operativo il molo di sopraflutto?

Si faccia dunque piena trasparenza. Quali strumenti urbanistici sono effettivamente stati predisposti? Quali mancano? E quali saranno i passi concreti per far funzionare il molo di sopraflutto e programmare finalmente il futuro del porto di Alghero?”.

Riformatori Sardi Alghero

Danni maltempo, la Todde e Salvini seguono la situazione

CAGLIARI – Questa mattina la presidente della Regione, Alessandra Todde, ha avuto un colloquio con il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, per aggiornarlo sugli effetti e sulle conseguenze del maltempo che ha colpito in questi giorni la Sardegna. Nel corso della conversazione, la presidente ha ringraziato il ministro per la disponibilità dimostrata.

La presidente è in costante contatto con la Protezione civile, con l’assessora regionale alla Difesa dell’Ambiente, Rosanna Laconi, impegnata direttamente nel coordinamento degli interventi, e con gli amministratori locali dei territori maggiormente colpiti, con i quali è stata condivisa la piena disponibilità ad affrontare congiuntamente le criticità emergenti. Tutte le strutture operative della Regione sono al lavoro per garantire la sicurezza della popolazione e del territorio e per ridurre al minimo i disagi per i cittadini.

5 Stelle vogliono la scuola di volo Ita Airways all’aeroporto di Fenosu

CAGLIARI – «Sento il dovere di intervenire sulla vicenda della scuola di volo ITA Airways e sulla proposta di candidare l’aeroporto di Fenosu come sede delle attività formative», dichiara Alessandro Solinas (M5S), Presidente della Commissione Bilancio. «Si tratta di un’occasione da non perdere per la Sardegna. La Giunta regionale ha già manifestato ufficialmente il proprio interesse ad ITA Airways per approfondire il progetto e avviare il necessario confronto perché la scuola possa trovare spazio sull’isola».
Negli ultimi anni su Fenosu si è scritto molto. Non sono mancate proposte e manifestazioni di interesse, pubbliche e private, per rilanciare uno scalo inattivo da troppo tempo. Da quasi nove anni l’aeroporto è nelle mani di un soggetto privato che lo ha acquistato dagli enti pubblici proprietari, senza però avviare alcuna reale attività di rilancio. Le iniziative annunciate non si sono mai concretizzate e la narrazione costante della proprietà non è mai stata accompagnata da investimenti adeguati né ha mai avuto alcun tipo di riscontro reale.
«Ogni prospettiva di rilancio si è scontrata con il controllo esercitato da un soggetto privato su un bene demaniale dato in concessione dallo Stato», prosegue Solinas. «Durante una recente audizione in Commissione Trasporti è emerso un quadro allarmante: l’attuale proprietà ha ammesso di non disporre dei mezzi materiali per operare lo scalo e, nonostante ciò, ENAC si appresta a rinnovare la concessione a fronte del rispetto di alcune prescrizioni».
L’aeroporto di Fenosu è un bene pubblico costato 22 milioni di euro, con un enorme potenziale di sviluppo oggi completamente inespresso. «Parliamo di una struttura tenuta di fatto ostaggio», afferma Solinas, «con il rifiuto di qualsiasi interessamento da parte di soggetti istituzionali o privati ricambiato con richieste economiche sproporzionate e speculative».
«Mi chiedo come ENAC abbia potuto consentire fino ad oggi questa situazione», aggiunge il Presidente della Commissione Bilancio, «il rischio di degrado e perdita di valore si è poi fatto più concreto per via del rilascio nel 2023 di una concessione ventennale».
La politica del territorio e la Giunta regionale hanno espresso chiaramente la volontà di includere Fenosu nelle strategie di sviluppo aeroportuale regionali. «Poter contare su uno scalo immediatamente operativo e su un gestore capace di sostenere progetti di sviluppo sarebbe fondamentale», conclude Solinas. «Oggi, invece, rischiamo che l’unica utilità dell’aeroporto resti la produzione di fieno, come purtroppo accade».
«Intensificheremo le interlocuzioni con ENAC, tramite l’assessora Barbara Manca, affinché vengano fissati paletti chiari e venga garantita una gestione seria e con prospettive. Se necessario, anche attraverso la revoca della concessione. Un bene pubblico deve generare sviluppo e crescita per il territorio, non semplicemente una plusvalenza a spese della collettività».

 

Nella foto l’aeroporto di Fenosu

Treno Idrogeno, agro algherese: “Presi in giro, traditi e sbeffeggiati da Porta Terra e Regione”

ALGHERO – “Benvenuti ad Alghero dove tutti i conquistatori possono venire a fare incetta di voti per poi lasciare in braghe di tela la città. Ma la colpa non è del cittadino che incolpevolmente, forse anche superficialmente, crede nel nuovo “conquistadores” in cerca di voti, ma è della politica locale che forse in maniera scientifica approfitta costantemente dell’ignavia di una città silente abituata a non difendersi e a farsi conquistare. Ecco, quello che abbiamo sentito ieri in conferenza stampa è proprio questo”. Così il Comitato Zonale Nurra che intervenire nuovamente sul progetto del Treno a idrogeno censurando e criticando fortemente il comportamento del sindaco Cacciotto, assessore Marinaro e ciò alla luce della conferenza stampa di lunedi con l’assessore regionale Piu che ha confermato, in maniera decisa e netta, l’avanzamento del progetto.

“L’assessore Regionale ai Lavori Pubblici Antonio Piu, che ringraziamo per la determinazione e la franchezza con la quale chiarisce la posizione della Regione Sardegna, spazza ogni dubbio sul prosieguo del progetto “Treno a Idrogeno” chiarendo senza mezzi termini che la decisione è stata presa anni fa, che la maggioranza di centro sinistra prosegue in piena continuità con l’ex amministrazione regionale Solinas appoggiando l’opera e tira dritto nel proseguire senza se e senza ma” e denunciano dal Comitato “l’amministrazione Cacciotto, eletta con i voti di una coalizione di centro sinistra allargato, ha posto nel suo programma elettorale una chiara opposizione al progetto “Treno Idrogeno” che gli ha garantito il sostegno di una buonissima parte delle associazioni ambientaliste, di quella parte dell’elettorato di sinistra che ancora crede nella partecipazione come valore fondante, oltre che di tutti i partiti che appoggiavano il progetto della “Metro-tranvia” con visione e di ispirazione del Partito Democratico”.

“Ma, ricordiamo ai più, che il Sindaco Cacciotto e da qualche mese anche il consigliere Moro e la consigliera Podda, sono dello stesso partito dell’Assessore Antonio Piu. Non fanno tutti parte della stessa coalizione di centro sinistra che ha vinto le elezioni sia in città che in Regione? Vorremmo pensare che è un corto circuito istituzionale ma ci viene da dire che è l’ennesima presa in giro bella e buona, perché delle parole spese dalla politica cittadina in campagna elettorale, nei tavoli di confronto, nel consiglio comunale aperto e nella commissione speciale l’assessore regionale ne fa carta straccia e chiarisce a tutti che la politica locale non ha margini di manovra e nulla conta rispetto a decisioni prese in altre sedi» incalzano dal Comitato”.

“Risparmiateci per cortesia la pantomima dei lavori ad ogni costo per non perdere i fondi ottenuti con il PNNR e con i Fondi di Coesione perché nessuno ha mai contestato l’opera nella sua idea di collegamento strutturale tra le città dell’Area Metropolitana e l’aeroporto di Alghero ma si sta cercando di far capire l’inutilità di questa scelta progettuale così come concepita e strutturata, che non da vere risposte alla mobilità del territorio spendendo inutilmente una valanga di quattrini. Evitate anche il piagnisteo sugli attacchi ambientalisti che possono compromettere l’opera perché, è bene ricordare, sono quegli stessi valori “ambientali” usati in campagna elettorale per conquistare il terreno elettorale, riproposti ogni tanto all’occorrenza in qualche progetto, ma che poi nei fatti non si mettono in pratica. Alghero città di conquista, agro territorio di nessuno, politica locale piegata al supremo bene di partito, cittadini sbeffeggiati per aver posto in essere il loro diritto di “pensare” e diritti negati. Tant’è!”

Ciclone Harry, Forza Italia: “Subito 30milioni dalla Regione, la Todde non tentenni”

CAGLIARI – “Ciclone Harry, Forza Italia: Variazione di bilancio immediata minimo di 30 milioni destinati alla situazione emergenziale attuale. La Giunta Todde si assuma le sue responsabilità”. Il Gruppo consiliare di Forza Italia chiede alla Presidente Alessandra Todde e alla maggioranza di inserire immediatamente nella finanziaria ora in discussione in Commissione Bilancio e a breve in Aula, affinché si stanzino subito almeno 30 milioni di euro per affrontare i danni causati dal ciclone Harry in Sardegna.
“Con dighe piene, rischio esondazioni e territori colpiti in modo diffuso, non si possono accettare rinvii o rassicurazioni di facciata. I danni a infrastrutture, campagne e attività produttive sono evidenti e richiedono risposte immediate”.
“Ogni ritardo nella finanziaria sarà una scelta politica precisa, di cui la Giunta Todde dovrà assumersi piena responsabilità. Servono risorse ora, non annunci e la Sardegna non si può permettere un’inerzia di chi governa”

“Parcheggi, ospedali e non solo: problema irrisolto”, proposte da Langella

ALGHERO – “La questione dei parcheggi continua a rappresentare una delle principali criticità urbane della città di Alghero, con disagi che si ripresentano ciclicamente e che incidono sulla vivibilità, sull’accesso ai servizi essenziali e sull’economia locale.
Le problematiche sono note da tempo: carenza di stalli nelle zone centrali, difficoltà di accesso ai servizi pubblici, congestione nei giorni di mercato settimanale e una pressione crescente durante il periodo estivo, quando la popolazione cittadina aumenta sensibilmente.
Una delle situazioni più complesse riguarda l’area dell’Ospedale Civile di Alghero, dove i parcheggi risultano spesso insufficienti per garantire un accesso adeguato a pazienti, accompagnatori e operatori sanitari. Il problema si accentua in particolare il mercoledì, giorno del mercatino cittadino, quando la sosta diventa caotica e la circolazione subisce forti rallentamenti.
Durante la stagione estiva, inoltre, la pressione sulla sosta aumenta ulteriormente nella zona della Pietra e nelle aree adiacenti alle spiagge, quartieri caratterizzati dalla presenza di numerose seconde case. In questi mesi il numero degli abitanti del rione arriva di fatto a triplicarsi, rendendo del tutto insufficiente l’attuale dotazione di parcheggi.
Di fronte a una situazione ormai strutturale, Destra Democratica Italiana avanza una proposta concreta e sostenibile: la realizzazione di parcheggi multipiano nelle aree dove i parcheggi già esistono, in particolare nel comparto fronte ospedale.
La sopraelevazione degli stalli attuali consentirebbe di aumentare in modo significativo il numero dei posti auto senza consumare nuovo suolo, evitando ulteriore pressione sul territorio e senza sottrarre spazi pubblici alla collettività. Una soluzione che darebbe priorità a chi deve usufruire dei servizi ospedalieri, alleggerirebbe il carico nei giorni di mercato e risponderebbe in modo efficace ai picchi di affluenza estivi”.
Gianfranco Langella, Destra Democratica

“Il grande paradosso della Nurra: piove tanto, ma il Cuga piange”

SASSARI – Centro Studi Agricoli, Nurra, la grande sete e il paradosso dell’acqua buttata. Mentre il Cuga piange, Sassari regala 13 milioni di metri cubi al mare. Due pesi due misure, l acqua depurata di Sassari vietato invasarla mentre quella di Putifigari viene immensa direttamente nel Cuga, come mai?

​Reportage del Centro Studi Agricoli tra Caniga e l’invaso. Piana e Ruggiu denunciano la follia: “Il Cuga è fermo al 26%, ma la Regione vieta di invasare i reflui depurati della città. Però quelli di Putifigari sì. Due pesi e due misure che costano milioni”.

​SASSARI – Siamo a gennaio, il calendario segna inverno pieno e la Protezione Civile annunciava l’apocalisse d’acqua. Eppure, sulle sponde del Cuga, l’unica cosa che fischia è il vento. Di pioggia vera, quella che riempie gli invasi e salva i raccolti, nemmeno l’ombra. In questo scenario di siccità annunciata, il Centro Studi Agricoli ha deciso di andare a vedere le carte, o meglio, i tubi. Il presidente Tore Piana e il suo vice Stefano Ruggiu hanno compiuto un viaggio breve ma istruttivo tra Caniga e la diga, svelando quello che ha tutto il sapore di un suicidio idrico assistito dalla burocrazia.

La prima tappa è a Molafà, località Caniga, valle del depuratore di Sassari. Qui scorre un fiume, ma non è quello della natura, è quello della tecnologia: acqua depurata, limpida, pronta all’uso. Sono circa 15 milioni di metri cubi l’anno. Un tesoro. E dove finisce questo tesoro? Invece di essere pompato verso gli assetati campi della Nurra, scivola via verso Porto Torres, dritto in mare.

«Noi oggi, in questo momento, ci ritroviamo a valle del depuratore comunale di Sassari a Caniga, che produce 15 milioni di litri di acqua all’anno, che possono essere interamente utilizzati nel comparto e che invece per nove mesi all’anno vengono riversati in mare».

La denuncia di Tore Piana è lapidaria. L’acqua c’è, è certificata idonea per l’agricoltura dagli enti preposti, ma la Regione permette di usarla col contagocce, solo un paio di mesi estivi l’anno. Il resto? Spreco puro. «La regione quest’anno, proprio a causa della siccità, ha già stanziato circa 8 milioni di euro, per gli indennizzi a causa dei danni per mancate irrigazioni, quindi veramente non riusciamo a capire come mai la regione non autorizzi di poter invasare questa importante risorsa».

Spostandosi qualche chilometro più in là, la realtà presenta il conto. Il bacino del Cuga, polmone idrico del nord-ovest, è un malato terminale: «Purtroppo sì, al 20 Gennaio , siamo al 26% di capienza, ma guardate bene, è ancora un rigagnolo questo lago», osserva amaro Stefano Ruggiu, agricoltore di orti e nella Nurra e vice Presidente del centro studi agricoli.

Le allerte meteo non hanno portato sollievo. L’acqua non entra. O meglio, ne entra poca e naturale, mentre quella artificiale e sicura di Sassari viene respinta e gettata a Mare

Ruggiu fa i conti della serva: «In queste condizioni, con 15 milioni di metri cubi all’anno di acqua che sversa a mare attraverso il rio mannu il comune di Sassari, se anziché poter utilizzare solo tre mesi, avessimo accumulato 12 mesi nel bacino del Cuga , beh, anziché al 26%, forse a quest’ora sarebbero stati al 40/50% di percentuale di riempimento della capienza massima del lago».

Ma è qui che la vicenda assume i contorni della farsa. Perché se a Sassari è vietato (o quasi) buttare l’acqua nel Cuga, a qualcun altro è permesso. Gli esponenti del CSA indicano un ruscello che alimenta il lago. «Quella è acqua che sta affluendo dagli scarichi del depuratore di Putifigari», nota Ruggiu. E qui Piana perde la pazienza diplomatica: «Se è vietato buttare, riempire, invasare i reflui di Sassari lo dovrebbe essere anche per quelli di Putifigari. O al contrario, se quelli di Putifigari sono consentiti, anche quelli di Sassari». La logica non fa una piega. Se l’acqua depurata è buona per un comune, lo è per tutti. Se inquina, inquina per tutti. La via di mezzo è solo arbitrio.

Tutto questo ha un prezzo, e non lo paga la Regione, ma chi lavora la terra. L’anno scorso l’agricoltura della Nurra è andata «allo sfascio» a causa della mancanza di acqua irrigua , Sono stati promessi 8 milioni di indennizzi che nessuno ha ancora visto. Se non piove – e non sta piovendo – fra tre mesi serviranno altri 10 milioni di euro per coprire i nuovi danni.

Spendiamo milioni per risarcire la siccità, mentre buttiamo a mare l’acqua che potrebbe evitarla. «Una cosa assurda, una cosa che non trova giustificazioni assolute», chiude Piana. E come dargli torto? In Sardegna, a quanto pare, è più facile trovare i soldi per i funerali dell’agricoltura che il buon senso per tenerla in vita.

Come Associazione agricola Centro studi agricoli , chiediamo urgentemente alla Regione Sardegna ed in particolare all’assessore regionale all agricoltura Agus e a quello Lavori Pubblici Più , di autorizzare l invaso nel bacino del Cuga dei reflui di Sassari al pari di quelli di Putifigari , in questo modo si garantirebbe la disponibilità idrica irrigua anche nel caso di annata e annate di siccità e si eviterebbero blocchi produttivi nella Nurra e le casse della regione risparmierebbero oltre 10 milioni di euro anno,  per indennizzare gli agricoltori tutti gli anni che si dovesse presentare la siccità , concludono Tore Piana e Stefano Ruggiu