“Posidonia, Daga insulta gli imprenditori: inaccettabile”
ALGHERO – «Le esternazioni social dell’assessore Daga contro alcuni operatori del settore nautico sono gravi e inaccettabili. Definire le loro proteste “spicciole”, “strumentali” e “infantili” significa insultare giovani imprenditori che chiedevano semplicemente di poter lavorare». Lo dichiara Alessandro Cocco, capogruppo di Fratelli d’Italia, intervenendo sulla vicenda della posidonia accumulata nell’area di San Giovanni.
«Parliamo di sei imprese che dopo aver investito e garantito servizi e occupazione, nelle scorse settimane hanno denunciato la mancata programmazione della rimozione della posidonia, che impediva l’operatività delle attività e creava danni economici concreti».
«Il fatto che l’assessorato all’Ambiente sia intervenuto nottetempo dimostra che quelle rimostranze erano fondate. Gli imprenditori avevano ragione. E invece di riconoscerlo, Daga ha scelto di attaccarli con il solito tono arrogante».
Per Cocco «chi rappresenta l’istituzione deve ascoltare chi lavora e cercare soluzioni. Non deridere pubblicamente chi produce, paga tasse, crea posti di lavoro e prova a tenere alta la qualità dell’offerta turistica algherese. Spiace che l’assessore Daga, invece di occuparsi del bilancio comunale – e purtroppo i risultati si vedono – trovi il tempo di improvvisarsi commentatore social e intervistatore i colleghi assessori che lavorano».
«Questa vicenda – conclude Cocco – conferma che l’amministrazione Cacciotto è ideologicamente contro lo sviluppo e le imprese».
“Opere pubbliche e impianti sportivi, la Giunta Cacciotto accumula ritardi e fa propaganda”
ALGHERO – I Consiglieri di Forza Italia si sono recati in via XX Settembre per verificare lo stato dei lavori della nuova palestra geodetica presso l’Istituto Comprensivo n. 1.
“Finalmente i lavori sono partiti, ma è bene ristabilire la verità amministrativa e politica: quest’opera non nasce oggi. È stata ideata, progettata e finanziata dalla precedente amministrazione di centrodestra con l’allora assessore Antonello Peru. L’attuale Giunta arriva con grave ritardo e tenta maldestramente ancora una volta ad intestarsi un risultato che ha trovato già incardinato in un procedimento di opera pubblica”, dichiarano Tedde, Peru, Ansini e Bardino.
Secondo Forza Italia, la narrazione della Giunta Cacciotto non corrisponde alla realtà dei fatti. “Già nel giugno 2025 l’amministrazione annunciava l’affidamento e l’immediata esecuzione dell’opera. A distanza di quasi un anno, i lavori risultano avviati solo di recente. Questo non è efficientamento amministrativo: è ritardo mascherato da comunicazione”.
Resta inoltre aperto il tema del completamento dell’intervento. “La palestra geodetica rappresenta solo una parte dell’opera. Manca ancora il secondo lotto, relativo agli spogliatoi, senza il quale la struttura rischia di restare incompleta e meno funzionale per studenti, società sportive e cittadini”.
Forza Italia contesta anche il metodo comunicativo dell’amministrazione: “Da due anni assistiamo a una continua operazione di autocelebrazione su opere pubbliche progettate e finanziate da altri. La città ha bisogno di cantieri conclusi, non di comunicati trionfalistici. Servono tempi certi, atti chiari e programmazione, non propaganda”.
“Chiediamo all’amministrazione Cacciotto di dire pubblicamente quando sarà completato il primo lotto, e quando partirà il secondo lotto degli spogliatoi. Alghero non può permettersi opere a metà né ritardi scaricati sulla precedente amministrazione quando, in realtà, proprio quella amministrazione aveva già creato le condizioni per realizzarle”, concludono i rappresentanti di Forza Italia Tedde, Bardino, Ansini e Peru.
“I problemi di Alghero non si risolvono con siparietti e auto-interviste”
ALGHERO – “Le 6 aziende giovanili operanti nell’area portuale di sottoflutto esprimono perplessità per il siparietto auto propagandistico inscenato da due assessori in area portuale. Una esilarante autointervista degna di ben altri palcoscenici. Un siparietto imbarazzante, teso all’autoincensamento per le operazioni di gestione della posidonia spiaggiata che meriterebbero ben altre sottolineature. Una esibizione che getta discredito sull’amministrazione. Auspichiamo che nel futuro gli assessori recuperino serietà restituendo dignità all’Amministrazione e al sindaco che non meritano di essere coinvolti in queste rappresentazioni. Nell’interesse di Alghero e degli algheresi auspichiamo anche che il sindaco intervenga su questi fatti piuttosto singolari, che rappresentano un modo di amministrare la città che gli algheresi non meritano, e faccia in modo che non abbiano più a ripetersi”
Simar srls di Simula Michele e Caneo Fabiana
Sea soul di Moccia Gianluca
Overboard di Martiri Salvatore
Sailing for living srls di Dario Delogu e Falchi Giulio
Sun e Sea di Simula Michele
Jet Ski di Luca Bonato
Storico “Triplete” per la Pallacanestro Alghero: l’U13 Femminile conquista il titolo regionale
Pnrr, Mascia mette al sicuro fondi e progetti per Sassari
SASSARI – «Non dare avvio agli interventi e sospendere ogni attività che comporti dei costi per la ristrutturazione dell’edificio vincolato di via Zara, l’ampliamento e la ristrutturazione dell’edificio non vincolato che ospita i Servizi sociali, la dismissione della diga di Bunnari basso e la progettazione delle opere di sistemazione idraulica». È l’atto di indirizzo con cui la giunta comunale mette in sicurezza le casse di Palazzo Ducale anche dinanzi al rischio che le opere indicate vengano definanziate a causa della impossibilità di rispettare i tempi di rendicontazione previsti dal Pnrr.
Il Comune di Sassari ha beneficiato di una pluralità di finanziamenti per interventi infrastrutturali coperti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. Una parte non potrà essere conclusa e rendicontata entro il 30 giugno, motivo per cui il governo potrebbe assumere provvedimenti di definanziamento pari all’intero ammontare assegnato a quegli interventi. Una parziale copertura potrà essere garantita dall’utilizzo della quota libera dell’avanzo di amministrazione, pari a 6 milioni e 662 mila euro, che vede tra la sue destinazioni anche quelle di finanziamento di spese di investimento.
L’atto di indirizzo licenziato dall’esecutivo su proposta del sindaco Giuseppe Mascia ha tenuto conto, nell’individuare le opere da sospendere, la fase amministrativo-esecutiva in cui si trovano, il valore economico dell’impegno che ricadrebbe sul Comune in caso di definanziamento, la strategicità dell’intervento rispetto alla complessiva azione dell’amministrazione in carica e la possibilità di accedere ad altre fonti di finanziamento. Fatte tutte le valutazioni del caso con il supporto della direzione generale e dei dirigenti dei vari settori, sono risultate maggiormente a rischio le tre opere già citati, il cui valore è rispettivamente di 6 milioni e 400 mila euro, 8 milioni di euro e 7 milioni e 400 mila euro.
«La scadenza del 30 giugno per la rendicontazione non consente il completamento nei tempi richiesti e proseguire senza certezze esporrebbe il Comune al rischio di definanziamento totale dell’intervento, con l’obbligo di sostituire integralmente le risorse con fondi propri», spiega l’assessore al Bilancio, Giuseppe Masala. «Abbiamo deciso di fare una cosa diversa, di chiedere all’Unità di missione del Ministero dell’Interno la rimodulazione delle linee di finanziamento, riportando queste opere alle loro fonti originarie – prosegue Masala – perciò la sospensione non è che una misura cautelativa». Nel frattempo, assicura l’assessore, «il Comune sta portando avanti regolarmente tutti gli altri interventi già avviati, tra i quali il palazzetto dello sport di via Kennedy, le ciclovie e il recupero dell’immobile di corso Vittorio Emanuele, che rispettano i tempi di rendicontazione richiesti». Perché secondo lui, «proteggere gli equilibri di bilancio dell’ente e garantire la realizzazione delle opere sono i due obiettivi che questa amministrazione persegue insieme, senza sacrificarne uno in nome dell’altro»
Rifiuti, la Giunta Mascia decide di conferire a Tossilo: “Chiediamo garanzie alla Regione”
SASSARI – «Al via la convenzione con il Consorzio Industriale di Macomer per il conferimento del 60% dei rifiuti indifferenziati raccolti nel territorio comunale di Sassari al termovalorizzatore di Tossilo, anche per non inficiare le operazioni tecniche di collaudo dell’impianto, ma resta aperto il confronto con la Regione al fine di ridefinire il contributo richiesto dalla nostra città e dal nostro territorio in funzione dell’impatto economico di questa scelta contenuta nel Piano regionale dei rifiuti». È la sintesi della delibera licenziata dalla giunta Mascia su proposta del vicesindaco e assessore alla Transizione ecologica, alla Salvaguardia del territorio e al Decoro urbano, Pierluigi Salis. Il via al conferimento all’impianto di Tossilo comporterà un aumento dei costi per lo smaltimento dei rifiuti che per il 2026 si aggirerà intorno al mezzo milione di euro. «La copertura sarà assicurata dalla revisione nel Piano economico finanziario della Tari, ma l’auspicio è che questo sacrificio venga compensato da Cagliari», afferma Salis, che insieme al sindaco Giuseppe Mascia già un mese fa aveva rappresentato molto chiaramente la situazione all’assessorato regionale. A quella richiesta fatta a nome del territorio era seguita la lettera sottoscritta dai 28 Comuni del Nord Ovest Sardegna che conferiscono alla discarica consortile di Scala Erre, nel territorio comunale di Sassari. «Rimandare l’avvio dei conferimenti dei rifiuti a Tossilo sino alla stipula della convenzione contenente le clausole a tutela dei Comuni conferenti, modificare la pianificazione regionale in accordo con il Nord Sardegna e valutando l’impatto socio-economico sul territorio, chiarire la ripartizione dei flussi dei rifiuti dell’intero ambito regionale da avviare a Tossilo, che attualmente sembra determinare un grave e iniquo danno al territorio del Nord Sardegna», erano state le richieste del territorio. L’apertura dimostrata dalla Regione e le modifiche allo schema di convenzione apportate dal Consorzio Industriale di Macomer hanno indotto Sassari a non defilarsi. Ma le istanze rivolte all’assessora regionale Rosanna Laconi e alla struttura dell’assessorato restano. «Il Piano regionale di gestione dei rifiuti considera preferibile la creazione di un Ambito territoriale ottimale unico regionale, che consentirebbe una tariffa unica regionale, almeno per l’indifferenziata, e l’istituzione di un ente unico di governo a cui i Comuni parteciperanno obbligatoriamente, scegliendo la forma di gestione, le tariffe e il controllo», è la premessa contenuta nella delibera approvata da Palazzo Ducale, in cui si rileva che in prospettiva il termovalorizzatore di Tossilo è il riferimento per il Centro Nord Sardegna, ossia i bacini di Sassari, Olbia-Tempio, Nuoro e Ogliastra e che, in attesa che il processo si completi, alcune delle problematiche che caratterizzeranno questa fase transitoria andranno ulteriormente approfondite. «C’è necessità di una puntuale programmazione gestionale ed economica dei conferimenti dei rifiuti al termovalorizzatore di Tossilo, anche prevedendo una diversa distribuzione dei flussi da conferire, così da tenere conto del sovra costo a carico del Sassarese», ribadiscono Mascia e Salis. «L’avvio dell’indifferenziata a Tossilo fa lievitare i costi di smaltimento a carico dei contribuenti del Sassarese», aveva detto il sindaco a suo tempo, spiegando che «questo incremento è determinato dalle differenze tariffarie tra i diversi impianti di smaltimento del territorio regionale e quella applicata a Tossilo». Sassari aveva parlato di rincari che «incidono in maniera iniqua sui diversi territori e sui costi di gestione dei rifiuti, ricadenti inevitabilmente sulla Tari a carico dei cittadini». Motivo per cui «il conferimento a Tossilo di una parte dei rifiuti indifferenziati altera l’equilibrio economico del nuovo contratto di gestione del complesso di Scala Erre, basato su una diversa programmazione dei flussi dei rifiuti – era stato sottolineato – rendendo necessaria una rimodulazione del Piano economico finanziario della discarica e l’inevitabile aumento della tariffa di conferimento per coprire i costi fissi che l’impianto sostiene a prescindere».
“Chenamos in Carrela”, Villanova due giornate tra olio e vino, agnello e pane
VILLANOVA MONTELEONE – Olio, vino, agnello, lievito madre e pane rituale per un fine settimana imperdibile al Ceas di Monte Minerva: il 16 e 17 maggio arrivano il secondo e il terzo atto delle “Giornate del cibo” di Chenamos in Carrela. Due nuovi appuntamenti promossi dalla Pro Loco di Villanova Monteleone in cui il cibo diventa uno strumento per costruire ponti, contrapponendo la bellezza della condivisione alla violenza cieca delle guerre. Il percorso a cura di Tommaso Sussarello stavolta porta il cuore dell’identità pastorale sarda a incontrarsi con le raffinate suggestioni della cucina orientale, offrendo una riflessione profonda che unisce gastronomia e culture. Sabato 16 maggio, a partire dalle 10, il percorso esperienziale dedicato alla “Pecora Regina” sarà condotto dallo chef Fabio Zago, dall’imprenditore locale Antioco Marras e da Sussarello. I tre esploreranno l’uso creativo e tradizionale della carne ovina con un focus sul cosiddetto “Anzone ’Errile”, l’agnello ormai maturo, svezzato a erba, che regala carni e sapori profondamente diversi dall’agnellino da latte, recuperando un’antica tradizione sarda del consumo primaverile. Traendo ispirazione dalla cucina persiana e indiana, ma con radici saldamente piantate nel territorio, il piatto simbolo sarà una rivisitazione del Biryani, sostituendo il riso con “Succu”, la pastina tipica del Logudoro. Il pranzo a tema sarà riservato agli invitati. Sempre in mattinata sono in programma laboratori per bambini con il CEAS, mentre nel pomeriggio, a partire dalle 15.30, l’attenzione si sposta sull’analisi sensoriale. Si parte con poesia e musica grazie alla performance “L’Ulivo Padre” del poeta e drammaturgo Bernardo De Muro che, accompagnato al flauto da Martina Porcheddu, col suo elogio dell’olio d’oliva renderà omaggio al pregiato prodotto del territorio. Si prosegue con i laboratori guidati di Luciana Putzolu per imparare a riconoscere l’olio di qualità in compagnia di APOS, l’Associazione olivicoltori della Sardegna. “Dal vigneto al calice” sarà invece il laboratorio di degustazione sul vino con la Cantina Santa Maria La Palma guidati da Loredana Marchi. Dopo le visite guidate “Alla scoperta di Minerva”, al Rosetto antico e alle vicine Domus de Janas, la serata si concluderà con l’apericena nel Giardino della biodiversità e con la musica da ballo del noto fisarmonicista Antonio Tanca.
Domenica il focus si sposterà sull’arte della panificazione tra lievito madre e pane rituale. Alle 10 Antonio Farris, presidente dell’Accademia sarda del lievito madre, condurrà i partecipanti nel viaggio “Dal grano al pane” e tra i segreti della fermentazione naturale. Le maestre della Pro Loco di Olmedo, Mariella Pinna e Maria Talia Tidore, sveleranno i segreti della decorazione del pane, un’arte antica che presuppone precisione e pazienza. Sono in calendario laboratori con il CEAS e le degustazioni a tema “Non solo Pane” con lo chef Zago. Alle 15.30 Antonio Farris condurrà i presenti nel nuovo percorso esperienziale “Dall’impasto alla cottura del pane nel forno a legna”. Il calendario è impreziosito da degustazioni, visite guidate “Alla scoperta di Minerva” e dal brindisi di chiusura. La manifestazione è inserita all’interno del programma di “Chenamos in carrela” 2026, è organizzata dalla Pro Loco in collaborazione con il Comune di Villanova Monteleone e rientra nel circuito “Salude&Trigu” della Camera di Commercio di Sassari. I posti disponibili per le degustazioni e i laboratori del pane sono a numero limitato ed è necessaria la prenotazione.
“Lungomare Dante, degrado e abbandono nei bastioni di Alghero”
ALGHERO – “Il lungomare Dante, uno dei luoghi simbolo di Alghero e tra i più frequentati da cittadini e visitatori, versa oggi in una situazione di degrado e pericolosità inaccettabile”. È la denuncia del Coordinamento cittadino della Lega di Alghero, con Giorgio Gadoni, Marco Lombardi, Salvatore Carta, Gabriella Fadda e Sarah Boette, che puntano il dito contro lo stato di abbandono della passeggiata a mare. “Marciapiedi dissestati, parapetti mancanti o deteriorati, transenne improvvisate e aree interdette rappresentano ormai il biglietto da visita che la c
ittà offre ai turisti e ai residenti. Una situazione che non solo mortifica l’immagine di Alghero, ma costituisce anche un serio pericolo per la sicurezza pubblica”, dichiarano gli esponenti della Lega.
“È inconcepibile che una delle passeggiate più belle e frequentate della città sia lasciata in queste condizioni, proprio all’inizio della stagione turistica. Le immagini parlano da sole: muri parapetto
danneggiati, ringhiere assenti o arrugginite, tratti chiusi con semplici transenne e nastro segnaletico. Una città trascurata, che dà il senso dell’abbandono e della mancanza di programmazione”.
Secondo il Coordinamento cittadino della Lega, “l’aspetto ancora più grave è che tutto questo avvenga mentre l’amministrazione comunale dispone di risorse economiche come mai in passato e, contemporaneamente, continua ad aumentare la pressione fiscale nei confronti dei cittadini. Più tasse, però, non corrispondono a maggiori servizi né a una migliore manutenzione urbana”.
“Alghero merita ben altro. Serve un intervento immediato di ripristino e messa in sicurezza del lungomare Dante, con lavori strutturali e non soluzioni provvisorie. Il decoro urbano e la sicurezza non possono essere considerati questioni secondarie, soprattutto in una città a forte vocazione turistica come la nostra”.
“La città non può continuare a essere amministrata inseguendo le emergenze. Occorrono attenzione, manutenzione costante e rispetto per cittadini e operatori turistici che ogni giorno lavorano per valorizzare Alghero”, concludono Giorgio Gadoni, Marco Lombardi, Salvatore Carta, Gabriella Fadda e Sarah Boette a nome del Coordinamento cittadino della Lega.
“All Seasons, la Città Metropolitana snobba ancora Alghero”
ALGHERO – “Accogliamo con favore l’idea di lavorare sulla destagionalizzazione e sul rafforzamento dei collegamenti aerei, obiettivi strategici per tutto il Nord Ovest della Sardegna. Tuttavia, nel Patto “Orizzonte Riviera del Corallo / Alghero All Seasons” emergono alcune criticità politiche e istituzionali che non possono essere ignorate.
La prima riguarda l’assenza, tra i firmatari, della Città Metropolitana di Sassari, che dovrebbe rappresentare il principale livello di coordinamento per una strategia di area vasta. Se si parla di un progetto che coinvolge l’intero Nord Ovest della Sardegna, è difficile comprendere perché manchi proprio l’ente deputato alla pianificazione e alla costruzione di una visione complessiva del territorio.
Allo stesso modo, colpisce l’assenza degli altri Comuni turistici del territorio, a partire da Castelsardo, e di tante realtà che beneficerebbero direttamente dell’aumento dei flussi turistici e del rafforzamento dei collegamenti aerei garantiti dall’aeroporto di Alghero.
Persino la denominazione del progetto, “Orizzonte Riviera del Corallo / Alghero All Seasons”, sembra privilegiare una dimensione esclusivamente algherese, senza valorizzare adeguatamente il carattere condiviso e sovracomunale che un’iniziativa di area vasta dovrebbe avere.
In questo quadro appare legittimo chiedersi perché debba essere il Comune di Alghero a destinare una quota dell’imposta di soggiorno al finanziamento di un progetto destinato a produrre ricadute economiche diffuse su tutto il territorio, senza che vi sia, almeno allo stato attuale, una partecipazione chiara e concreta degli altri enti locali.
Manca infatti un accordo realmente condiviso; manca una partecipazione economica degli altri Comuni; manca una governance ampia, rappresentativa e trasparente. Mancano, soprattutto, criteri chiari sulla distribuzione dei benefici e delle responsabilità.
La destagionalizzazione deve rappresentare una sfida comune, ma proprio per questo non può poggiare quasi esclusivamente sulle risorse del Comune di Alghero. Prima di impegnare parte degli introiti della tassa di soggiorno, sarebbe opportuno chiarire quali saranno i contributi della Città Metropolitana e degli altri Comuni turistici del Nord Ovest, affinché il progetto non si trasformi in un’iniziativa sostenuta economicamente da Alghero ma costruita per un beneficio territoriale molto più ampio.
Per ora pare di assistere più a un annuncio programmatico che a una strategia strutturata. Quali interventi concreti saranno attuati? Si pensa davvero che il solo incremento dei voli nella bassa stagione possa rendere il territorio realmente attrattivo? Senza servizi, programmazione, infrastrutture e una visione condivisa, il rischio è quello di costruire un progetto privo di solide basi.
Perché le idee e gli slogan funzionano solo se accompagnati da una visione realmente condivisa: non vorremmo che “Orizzonte Riviera” si trasformasse presto in un malinconico “Tramonto Riviera”, ben diverso dal suggestivo tramonto che gli algheresi sono abituati ad ammirare dai bastioni”.
Il Presidente di Iniziativa Alghero
Avv. Francesco Sasso

