“Acquisto sede Aspal, soddisfazione da Pirisi”

ALGHERO – “Sono estremamente soddisfatto dell’acquisto della sede ASPAL di
Alghero, un risultato raggiunto grazie ai fondi del Piano Nazionale di
Ripresa e Resilienza (PNRR). Questo investimento rappresenta un
importante passo avanti per la nostra città, permettendoci di mantenere
e migliorare i servizi essenziali per i cittadini e le imprese.

Il voto unanime del Consiglio Comunale dimostra la condivisione di
questo progetto da parte di tutte le forze politiche, e ci impegna a
continuare a lavorare per lo sviluppo economico e sociale di Alghero.

Grazie a questo acquisto, risparmieremo circa 40 mila euro all’anno di
fitti, che saranno reinvestiti in servizi essenziali e sociali per la
città, a beneficio dei nostri cittadini.

L’ASPAL offre servizi fondamentali per l’orientamento, la formazione e
l’inserimento lavorativo, e con questo acquisto garantiamo la continuità
e il miglioramento di questi servizi per i nostri cittadini.”

Il Presidente del Consiglio Mimmo Pirisi

“Dopo un anno e mezzo, Cacciotto e’ bocciato dalla sua stessa Maggioranza”

ALGHERO –  I gruppi consiliari di Forza Italia, UDC, Lega, Fratelli d’Italia e Prima Alghero, per voce dei rispettivi capigruppo Marco Tedde, Lelle Salvatore, Michele Pais, Alessandro Cocco e Massimiliano Fadda rilevano come, dopo 18 mesi di amministrazione, il giudizio più severo sulla Giunta Cacciotto arrivi dal cuore stesso della maggioranza.
Le dichiarazioni di Mario Bruno sono politicamente inequivocabili e, anche nel tentativo di mascherare il giudizio, fotografano una situazione di profonda inadeguatezza dell’attuale esecutivo cittadino. Mentre sulla sanità, l’assenza totale di una visione sul nuovo ospedale e il ripiegamento su soluzioni parziali per le strutture esistenti certificano la mancanza di una prospettiva regionale per un presidio fondamentale per Alghero e il territorio.
Non meno significativa è l’ammissione di difficoltà sul fronte delle opere pubbliche, tutte progettate e finanziate dalle precedenti amministrazioni. Parlare oggi di “sblocco” equivale a riconoscere che, dopo un anno e mezzo di governo, quei cantieri sono fermi. Una responsabilità che non può essere scaricata sugli uffici, ma che viene attribuita al sindaco e alla giunta.
Il passaggio più rilevante resta proprio la richiesta di un “rafforzamento” della Giunta. Tradotto dal linguaggio politichese, significa ammettere che l’attuale squadra -compreso l’assessore del PD con responsabilità sulle strutture sportive- non funziona, non incide e non produce risultati adeguati. Un elemento vistoso, con un sindaco costretto spesso a sostituirsi ai suoi assessori. Una valutazione che assume un peso ancora più decisivo proprio perché formulata dalla figura più autorevole del Partito Democratico cittadino.
A rafforzare questo quadro si aggiungono le dichiarazioni del consigliere Emiliano Piras, esponente di spicco delle forze centriste, che in Aula ha parlato apertamente di sprechi e scelte prive di utilità, confermando una frattura interna ormai evidente.
Dopo 18 mesi, la realtà è inequivocabile: la Giunta Cacciotto manca di una guida politica forte né offre una direzione riconoscibile alla città. O si cambia radicalmente passo, oppure si prende atto di un fallimento ormai certificato anche dalla stessa maggioranza”

Caos sanità, Centrodestra: “La Todde riferisca subito in Commissione”

CAGLIARI – “Abbiamo chiesto al presidente del Consiglio regionale, Piero Comandini, la convocazione urgente della VI Commissione, affinché l’assessore ad interim della Sanità, Alessandra Todde, possa riferire sul caos conseguente alla recente sentenza della Corte costituzionale (n.198/2025) e alla successiva comunicazione del Direttore generale dell’Assessorato, oltre che su quali azioni la Giunta intenda intraprendere per restituire serenità e stabilità all’intero sistema sanitario sardo”. Così hanno detto i capigruppo della minoranza, Paolo Truzzu, Angelo Cocciu, Antonello Peru, Umberto Ticca e Stefano Schirru.

Eroina, cocaina e hashish: due arresti ad Alghero

ALGHEEO -Nel corso del pomeriggio di sabato 27 dicembre 2025, ad Alghero, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Sassari, supportati dal personale dello Squadrone Eliportato Cacciatori Sardegna e dai militari della Compagnia di Alghero, hanno arrestato in flagranza di reato un uomo poiché resosi responsabile dei reati di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi.
In particolare i militari dell’Arma, a conclusione di una rapida attività investigativa, sono intervenuti presso l’abitazione dell’uomo e, a seguito di un’approfondita perquisizione, hanno rinvenuto il seguente materiale che era occultato all’interno di armadio della camera da letto:

Espletate le formalità di rito, lo stupefacente, il materiale e il denaro contante sono stati sottoposti a sequestro mentre l’arrestato, su disposizione della Procura della Repubblica di Sassari che coordina e dirige le indagini, è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Sassari in attesa dell’udienza di convalida.
Nel medesimo contesto i Carabinieri hanno eseguito un’ulteriore perquisizione presso l’abitazione di un altro indagato che permetteva di scovare 145 grammi di marijuana, 2 grammi di hashish, un bilancino elettronico di precisione e 5070 euro in banconote di diverso taglio, verosimilmente provento dell’attività di cessione al dettaglio delle sostanze stupefacenti.
In questo caso l’uomo è stato deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Sassari in quanto ritenuto responsabile di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti
Per il principio della presunzione d’innocenza, la colpevolezza delle persone sottoposte alle indagini sarà definitivamente accertata solo se interverrà sentenza irrevocabile di condanna.

Sanità della Todde bocciata: “Atti illegittim, anche il passaggio del Marino”

ALGHERO – «La sentenza n. 198 della Corte Costituzionale ha determinato un effetto chiarissimo: i commissari delle aziende sanitarie sarde, compresi quelli dell’ASL di Sassari e dell’AOU di Sassari, sono decaduti di diritto, essendo venuta meno la norma che ne aveva giustificato la nomina».
Lo dichiara Michele Pais, consigliere comunale della Lega e già presidente del Consiglio regionale della Sardegna, che richiama anche quanto formalmente riconosciuto dall’Assessorato regionale alla Sanità.
«Con nota del 27 dicembre – sottolinea Pais – il direttore generale dell’Assessorato della Sanità, Giovanni Oppo, prendendo atto della sentenza della Corte Costituzionale, ha dichiarato decaduti i commissari e ha assegnato la gestione delle aziende all’ordinaria amministrazione, in capo ai direttori sanitari e amministrativi, richiamando l’articolo 3, comma 6, del decreto legislativo n. 502 del 1992».
Un passaggio che però non risolve, ma anzi aggrava il problema. «Al netto della stessa legittimità di tale atto amministrativo, sulla quale esistono forti e fondati dubbi – precisa Pais – la norma citata è chiarissima: ai direttori è attribuita esclusivamente l’ordinaria amministrazione, con esclusione esplicita di qualsiasi atto di riorganizzazione strutturale».
Ed è proprio qui che si innesta il nodo dell’ospedale Marino di Alghero. «Il trasferimento del Marino dall’AOU di Sassari all’ASL di Sassari – spiega l’esponente leghista – costituisce a tutti gli effetti una riorganizzazione strutturale, che comporta il passaggio di funzioni, personale, rapporti giuridici e obbligazioni. Atti che, in questo quadro, non possono essere legittimamente adottati».
Pais parla senza mezzi termini di un pasticcio amministrativo di proporzioni enormi. «Non siamo di fronte soltanto a un problema di straordinaria amministrazione: anche atti apparentemente ordinari rischiano di essere travolti da profili di nullità, con conseguenze gravissime».
L’allarme sale ulteriormente: «Andare avanti facendo finta che non sia successo nulla, come se la Corte Costituzionale non si fosse pronunciata, configurerebbe un comportamento doloso, certamente valutabile in sede giudiziaria. Nessuno può fingere di non sapere che è intervenuta una pronuncia che ha modificato in modo profondo il quadro giuridico precedente».
Il monito finale è netto: «Chi oggi si avventurasse a sottoscrivere atti di questo tipo si esporrebbe a responsabilità patrimoniali dirette e personali. Norma e buon senso imporrebbero di fermarsi immediatamente».
E l’affondo politico: «Tutto questo è il risultato del pressapochismo e della smania della giunta Todde di spartirsi poltrone e potere, senza alcuna attenzione alle ricadute amministrative, giuridiche e finanziarie. Un modo irresponsabile di governare che rischia di fare danni enormi alla sanità sarda».

Partito Socialista: “Gli Aeroporti sardi devono restare pubblici”

CAGLIARI – “Ci sono scelte che segnano una linea. E la privatizzazione degli aeroporti sardi è una di quelle. Il Partito Socialista Italiano – Federazione della Sardegna – si oppone con decisione all’ipotesi di affidare la gestione dei nostri scali a un unico soggetto privato. Non si tratta solo di un passaggio societario, ma di una resa politica su un bene pubblico essenziale.

Trasformare in merce ciò che è essenziale alla vita di una Regione insulare significa abdicare alla responsabilità politica. Il trasporto aereo in Sardegna non è un lusso, è diritto alla mobilità, presidio territoriale, continuità economica e sociale.

Affidare le chiavi di questo sistema a un unico soggetto privato, peraltro già in posizione dominante negli scali di Olbia e Alghero, significa creare un oligopolio che risponde al mercato, non ai cittadini. I fondi finanziari internazionali non conoscono le urgenze di un malato che deve partire, né quelle di una piccola impresa che ha bisogno di collegamenti certi per sopravvivere. Producono dividendi, non garanzie. Producono utili perché non sono società che possono andare in perdita, producono utili dopo che sono state investite ingenti quantità di risorse pubbliche.

Come Socialisti diciamo con chiarezza: gli aeroporti devono restare pubblici. Al pari della sanità, della scuola, delle infrastrutture vitali per la collettività. La logica del profitto non può sostituire la logica del servizio.

Ci chiediamo con preoccupazione quale sia oggi la posizione reale della Regione Sardegna.
Non ci risulta che l’ipotesi di privatizzazione fosse inclusa negli accordi di programma sottoscritti a inizio legislatura. E se non era in quegli accordi, non può essere decisa senza un confronto politico chiaro e trasparente.

“Non ci risulta che l’ipotesi di privatizzazione fosse inclusa negli accordi di programma sottoscritti a inizio legislatura. A meno che – e ci scuserà la Presidente – non fossimo tutti distratti da qualche turbolenza di troppo e ci sia sfuggita la voce “svendita degli aeroporti” nel testo.

Per questo chiediamo alla Presidente della Regione Alessandra Todde, di sospendere ogni decisione e convocare con urgenza una riunione con le forze di maggioranza, perché un’operazione di tale portata non può consumarsi nel silenzio delle stanze societarie.

Inoltre, la partecipazione regionale oggi ridotta a poche percentuali è del tutto simbolica: non consente né di orientare né di controllare nulla. Chiediamo che la Regione aumenti in modo sostanziale la propria quota societaria, sia nello scalo di Cagliari, sia in quelli di Olbia e Alghero, per esercitare una funzione pienamente pubblica, non marginale.

Se la Sardegna intende avere voce, deve possedere strumenti. Chi ha le quote, decide. Chi non le ha, guarda.

Il PSI non è contrario per ideologia, ma per visione: un’isola come la nostra non può cedere ciò che la tiene collegata al resto del mondo”.

Gianfranco Lecca

Segretario regionale Partito Socialista 

Cap d’Any, da oggi i live in piazzale della Pace

ALGHERO – Conto alla rovescia per le magiche notti del Capodanno nella città di Alghero. Il Cap d’Any de l’Alguer 2025-2026 promette serate memorabili all’insegna della grande musica e del divertimento, una programmazione che abbraccia tutte le generazioni. Nel Piazzale della Pace si inizia lunedì 29 dicembre con l’atteso concerto di Raf. Martedì 30 dicembre tutta la piazza sarà per Kid Yugi e Low-Red. Mercoledì 31 dicembre a scaldare la notte più lunga dell’anno ci penserà Gabry Ponte. Le tre serate saranno accompagnate da una ricca programmazione musicale trasversale con dj set, musicisti emergenti, artisti locali e cover band. L’ingresso è libero e gratuito: apertura varchi dalle ore 20. In allegato il video con le dichiarazioni del presidente della Fondazione Alghero, Graziano Porcu, dal grande palco sul porto turistico della città.

“Sanità sarda, atti a rischio annullamento: chi ne risponde?”

CAGLIARI – ”La sanità sarda opera oggi in una condizione di vuoto istituzionale estremamente pericolosa, senza direttori generali pienamente legittimati e con una catena decisionale affidata a soluzioni provvisorie. In questo contesto, il rischio che gli atti adottati vengano annullati o dichiarati nulli non è un’ipotesi teorica, ma uno scenario concreto e altamente realistico. Se oggi qualcuno firmasse una delibera di spesa, una nomina o un atto di riorganizzazione, la possibilità che domani quell’atto venga travolto da ricorsi o pronunce giudiziarie appare tutt’altro che remota, anzi prevedibile. Chi risponderebbe delle conseguenze amministrative, contabili e operative?

Chi si assumerebbe la responsabilità di aver esposto il sistema sanitario a una paralisi annunciata? La sanità non può essere governata nell’incertezza giuridica. Agire senza una guida pienamente legittimata significa mettere a rischio la validità stessa delle decisioni assunte e scaricare il prezzo sui cittadini e sui professionisti. Questo è un allarme istituzionale che chiama direttamente in causa la responsabilità politica della presidente Alessandra Todde. La Sardegna non può permettersi una sanità sospesa, con atti destinati a essere contestati. Il tempo dell’ambiguità è finito”, lo ha dichiarato Ugo Cappellacci, deputato e presidente della Commissione Affari Sociali e Salute della Camera.

“Sanità sarda, c’è grande preoccupazione: cambiare subito rotta”

ALGHERO  – “La situazione della sanità sarda suscita una preoccupazione sempre più diffusa. La recente sentenza della Corte Costituzionale, che ha bocciato il commissariamento delle ASL, non può essere archiviata come un semplice rilievo tecnico: rappresenta un segnale serio e allarmante che impone una riflessione urgente sulla direzione intrapresa dal sistema sanitario regionale.
Scelte come l’allontanamento dell’Università dall’Ospedale Marino e la chiusura dell’Ufficio Invalidi civili di Alghero, hanno già alimentato tensioni nei territori e colpito in modo particolare le fasce più fragili della popolazione.
E ora a destare forte preoccupazione è soprattutto l’impatto concreto e immediato che la sentenza potrà avere su malati, disabili, anziani e famiglie, già oggi costretti a confrontarsi con difficoltà crescenti nell’accesso alle cure e al riconoscimento dei diritti.
La Sardegna ha bisogno di scelte fondate su competenza, ascolto e rispetto delle istituzioni, non di interventi calati dall’alto o giuridicamente fragili.
È necessario fermarsi, valutare con serietà gli errori compiuti e assumersi la responsabilità di ricostruire un sistema sanitario che metta davvero al centro i cittadini e i territori.
La preoccupazione è grande, ma proprio per questo è indispensabile avviare un cambio di rotta chiaro, credibile e condiviso”
Alberto Bamonti
Consigliere comunale – Gruppo Noi Riformiamo Alghero

“Sanità della Todde, improvvisazione e occupazione di poltrone”

ALGHERO – “La sentenza della Corte Costituzionale che ha cassato le norme volute dalla presidente Todde sulla governance della sanità certifica un fallimento politico clamoroso e senza attenuanti. Quelle leggi – dichiarate oggi illegittime – sono state lo strumento con cui la Giunta regionale ha realizzato un vero e proprio poltronificio, commissariando le ASL, licenziando direttori generali, direttori sanitari e amministrativi, e occupando la sanità con logiche di potere e spartizione politica. Non siamo di fronte a un inciampo tecnico, ma a una scelta deliberata, bocciata nel merito dalla Consulta, che ha prodotto caos amministrativo, instabilità gestionale e ritardi gravissimi. La sanità sarda è stata trasformata in un campo di battaglia politica, e oggi i risultati sono sotto gli occhi di tutti: aziende sanitarie paralizzate e cittadini lasciati senza risposte. Ora che quelle norme sono state espunte dall’ordinamento, la presidente Todde non ha più alibi. Esiste una sola strada possibile, giuridicamente e politicamente: rinominare immediatamente i direttori generali illegittimamente esclusi dal governo della sanità regionale, restituendo alle ASL una guida stabile, competente e legittimata.
Ogni altra soluzione sarebbe un accanimento politico e un’ulteriore presa in giro ai danni dei sardi.
I commissariamenti hanno già dimostrato tutta la loro inefficacia: hanno rallentato decisioni, bloccato processi organizzativi e aggravato le difficoltà di un sistema sanitario già in sofferenza.
La sanità ha bisogno di scelte rapide, responsabilità chiare e competenze vere, non di regolamenti di conti interni al campo largo fra M5S e PD, non di occupazione delle poltrone, non di improvvisazione normativa. La salute dei cittadini non è un terreno di propaganda né una merce di scambio politica.
La Corte Costituzionale ha messo un punto fermo. Ora la politica faccia il suo dovere: ripristinare la legalità, porre fine al caos e restituire dignità e funzionalità alle ASL sarde. La Todde sta esponendo la Sanità sarda al rischio dell’esercizio dei poteri sostitutivi da parte dello Stato, non escluso il commissariamento da parte del Consiglio dei ministri. Ogni ulteriore ritardo sarebbe una responsabilità diretta e gravissima della presidente Todde e della sua Giunta”, lo ha dichiarato il consigliere nazionale di Forza Italia Marco Tedde.