Time in Jazz scalda i motori: 19 al 21 giugno a Berchidda l’anteprima del festival

BERCHIDDA – i avvicina a grandi passi il via alla trentanovesima edizione di Time in Jazz: presentato lo scorso aprile a Parigi, il festival ideato e diretto da Paolo Fresu entra ora nel vivo dei preparativi in vista della prima tranche in programma dal 19 al 21 giugno a Berchidda (Ss), preludio alle nove giornate che dall’8 al 16 agosto coinvolgeranno, insieme al paese alle falde del Limbara, altri quindici centri del nord Sardegna: Alà dei Sardi, Arzachena, Banari, Bortigiadas, Budoni, Loiri Porto San Paolo, Luras, Oschiri, Olbia, Porto Rotondo, Puntaldia, San Teodoro, Sant’Antonio di Gallura, Tempio Pausania (l’Agnata), Viddalba.

Sotto il titolo “Kind of blue”, in omaggio al centenario della nascita di Miles Davis, Time in Jazz numero trentanove propone un programma come sempre ricco e articolato, che intreccia musica, letteratura, arti visive, ambiente, formazione e partecipazione, trasformando piazze, campagne, chiese, pinete e spiagge in un grande teatro diffuso, con oltre settanta eventi e centinaia di artisti provenienti da tutto il mondo. Tra i protagonisti, Nils Petter Molvær, Nicholas Payton con il quintetto Butcher Brown, Fabrizio Bosso, Theon Cross, Flavio Boltro, Kokoroko, Amii Stewart, Apparat, Antonello Salis, Casadilego, Diodato, Giovanni Falzone, Matilde Gori, Dado Moroni, Attilio Zanchi, Gegè Munari e Gianni Cazzola. Se nella sua tranche di agosto il festival si snoderà, come sempre, tra Berchidda e gli altri centri località coinvolti, le tre giornate di gda venerdì 19 a domenica 21 – si svolgeranno interamente nel paese natale di Paolo Fresu, facendo base a Sa colte ‘e su oltiju, il giardino di Sa Casara, ovvero l’ex caseificio che da anni ospita la sede di Time in Jazz. È qui che prenderà forma il primo movimento del festival: un prologo che non anticipa ma già contiene lo spirito dell’intera edizione numero trentanove. Al via venerdì 19 La prima giornata, venerdì 19, si apre alle 19 con Il battito del Jazz, un incontro che vedrà due figure storiche del jazz italiano, Gegè Munari (classe 1934) e Gianni Cazzola (1938), dialogare con il direttore artistico Paolo Fresu; un momento che non guarderà solo alla memoria, ma alla trasmissione: due maestri della batteria racconteranno un’epoca, un modo di stare nella musica, un ritmo che ha attraversato generazioni. Gegè Munari e Gianni Cazzola, portano con sé un patrimonio di storie, aneddoti, esperienze vissute sui palchi e nelle sale di registrazione che hanno segnato decenni di musica. Il loro dialogo con Fresu non sarà un’intervista, ma un intreccio di memorie e visioni, un racconto a più voci della vitalità di un’epoca e la sua eredità nel presente. In serata, alle 21, il palco accoglierà il trio del chitarrista Peppe Spanu con Antonio Argiolas alla batteria e Angelo Salaris al basso elettrico e ai synth: un progetto strumentale nato dall’incontro fra tre musicisti legati da una forte sintonia musicale e da una comune passione per il linguaggio del rock e del jazz contemporaneo. Le composizioni originali di Spanu costituiscono l’ossatura del repertorio, brani caratterizzati da groove incisivi, grande attenzione al suono e ampi spazi dedicati all’interplay e all’improvvisazione. E, accanto agli originali, spazio anche ad alcune cover rilette in chiave personale, ispirate alla tradizione del rock degli anni ’70. Alle 22:30 torneranno in scena Gegè Munari e Gianni Cazzola, stavolta seduti dietro i loro piatti e tamburi per dare vita a “Seniors”, una produzione originale Insulae Lab (il centro di produzione musicale di Time in Jazz), alla testa di un gruppo di giovani scelti per l’occasione: Cesare Mecca alla tromba, Gabriel Marciano al sax contralto, Attilio Costantino alla chitarra e Davide Di Mascio al contrabbasso. Con proposte musicali fedeli alla linea dei due big, il concerto proporrà arrangiamenti ad hoc per questa formazione e rielaborati durante la residenza artistica. Decisamente altri suoni e atmosfere nel dopoconcerto che chiuderà la serata inaugurale intorno alla mezzanotte così come le successive: il dj set di Dj Cris, al secolo Cristian Orsini, classe 1973, cofondatore nel 1990 del gruppo rap W.A.R. poi rinominato MAS, degli S.O.S. Machines nel 2004 e, nel 2013, della band Tempi di Cris (due dischi all’attivo). Lungo e di alto profilo l’elenco delle sue collaborazioni sviluppate nel corso degli anni con artisti come Paolo Fresu, il Quartetto Alborada, Gavino Murgia, Roberto Cipelli, Tino Tracanna, Dieter Ilg e Roberto Dani nel progetto “Sansa Quartet”, Luca Aquino, Malam, Menhir, Francesco Piu e Pierpaolo Vacca, tra gli altri. Sabato 20 giugno la seconda giornata Anche la seconda giornata prenderà il via alle 19 con l’incontro con un altro grande musicista, Antonello Salis, a colloquio con l’amico e collega di sempre Paolo Fresu. Blu come libertà, questo il titolo scelto per l’appuntamento, culminerà con la consegna del Premio alla Carriera al pianista e fisarmonicista sardo, figura imprescindibile del jazz italiano: un riconoscimento che è anche un abbraccio del festival alla sua storia. Settantasei anni compiuti lo scorso febbraio, Antonello Salis è un artista dalla creatività inesauribile che ha attraversato generi, linguaggi e generazioni con libertà assoluta. Il dialogo con Fresu si annuncia come un viaggio nella sua vita musicale, nei suoi incontri, nelle sue invenzioni: un ritratto vivo, affettuoso, necessario, che l’indomani sera avrà una rappresentazione plastica in un’esibizione in solo di Antonello Salis in sostituzione del previsto concerto del trio di Enrico Pieranunzi. Via alla musica dal vivo a partire dalle 21. A salire per prima sul palco sarà Casadilego, polistrumentista e interprete sopraffina, una voce e un carisma che rappresentano un unicum nell’attuale panorama musicale italiano. Classe 2003, Casadilego – al secolo Elisa Coclite – ha incantato giudici e pubblico della quattordicesima edizione di X Factor Italia vincendola e confermando il suo talento in una serie esperienze artistiche: ha duettato con Ed Sheeran, ha aperto dal vivo per artisti come Carmen Consoli, Daniele Silvestri, Max Gazzè, Ben Harper, Asaf Avidan, è stata protagonista nel film di Fabio Mollo “My Soul Summer” e co-protagonista della versione italiana di “Lazarus”, l’opera rock di David Bowie, al fianco di Manuel Agnelli e Michela Lucenti. Lo scorso gennaio Casadilego ha firmato il suo primo album, “Silenzio (tutto di me)”, che detta titolo e contenuti del tour che sabato 20 approda a Berchidda, unica tappa in Sardegna. Alle 22:30 arrivano i Gaia Cuatro, ensemble nato nel 2003 a Parigi dall’incontro tra due musicisti giapponesi – Aska Kaneko al violino e alla voce, Tomohiro Yahiro alle percussioni – e due argentini: il pianista Natalio Mangalavite e il contrabbassista Carlos Buschini. La musica del quartetto supera i confini del tango e delle tradizioni continentali, fondendo culture diverse in un linguaggio contemporaneo ricco di colori e suggestioni, l’intensità ritmica e poetica della tradizione argentina con l’eleganza e la raffinatezza della sensibilità giapponese. Le loro composizioni, tutte originali, mescolano maturità, spontaneità e grande spazio all’improvvisazione. Cinque gli album all’attivo, due dei quali con Paolo Fresu ospite, proprio come nella serata di sabato 20 giugno a Berchidda. Serata che si chiuderà, come la precedente, con il dj set di Dj Cris, alla consolle a partire dalla mezzanotte circa. Domenica 21 giugno sipario sulla prima tranche del festival La giornata conclusiva di questo prologo di giugno del trentanovesimo Time in Jazz – domenica 21, solstizio d’estate – si aprirà a mezzogiorno con Mario Ganau e il suo “Miniatures”, altro progetto ospitato dal centro di produzione musicale Insulae Lab. Pianista, compositore, producer e didatta, cinque album all’attivo come leader e co-leader, la sua ricerca estetica si muove nel punto d’incontro tra pianoforte acustico, elettronica e sound design, in un territorio di confine tra improvvisazione libera e composizione, con elementi che appartengono al mondo della musica classica contemporanea, del jazz, della musica d’ambiente e per immagini. Nei suoi progetti Mario Ganau lavora sulla risonanza, sulla fragilità del suono, sul rapporto tra spazio e silenzio, con un approccio che intreccia minimalismo, ambient ed estetiche elettroacustiche contemporanee. Elementi che ritornano anche in “Miniatures”, dove l’improvvisazione dialoga con la forma scritta, un frammento nato spontaneamente può diventare un tema, e un’idea composta può aprirsi all’imprevisto. Alle 19:00, il consueto spazio dedicato agli incontri vede stavolta protagonista proprio il padrone di casa, Paolo Fresu, con la presentazione di “Qualcosa di Miles”, il podcast di RAI Radio 3 che ha scritto con Antonia Tessitore e Daria Corrias, che sarà presente all’appuntamento. Un ritratto parziale e personale del grande trombettista afroamericano che nella sua produzione artistica aveva sempre lo sguardo rivolto al futuro: «Il messaggio artistico ed umano di Miles Davis continua ad essere attuale» sottolinea Fresu: «Raccontare attraverso Davis anche me stesso e il mio apprendistato è un’occasione straordinaria per mettere la musica al centro delle scoperte dimostrando quanto essa sia importante nelle nostre vite.» Poi, a partire come sempre dalle 21, spazio alla musica dal vivo. Protagonista del primo set della serata Antonello Salis che, come anticipato, sostituirà il concerto inizialmente previsto dell’Enrico Pieranunzi Trio. “Salis Solo”, questo il titolo della sua performance, mette in luce tutta la straordinaria libertà espressiva del musicista sardo di nascita e romano di adozione. Tra pianoforte e fisarmonica, Antonello Salis costruisce un percorso imprevedibile che attraversa composizioni originali, suggestioni jazz, rock e avanguardia, dando ampio spazio all’improvvisazione, cifra distintiva del suo linguaggio artistico. Virtuosismo, energia e creatività si fondono in una performance intensa e coinvolgente, capace di trasformare ogni esibizione in un’esperienza unica e irripetibile. Alle 22:30 il compito di chiudere la giornata — e questo primo movimento del festival — spetterà alla cantautrice e autrice Ilaria Porceddu e al sassofonista, compositore e producer Emanuele Contis; accompagnati da Nicola Vacca alla batteria e alla chitarra, presentano “Lùmia”, un progetto consegnato alle tracce dell’omonimo album, disponibile proprio dai primi giorni di questo mese di giugno. Sul palco, Ilaria Porceddu ed Emanuele Contis sono il centro creativo e narrativo del concerto: voce, pianoforte, elettronica, sax e strumenti processati convivono in una struttura aperta, in cui la canzone rappresenta il punto di partenza per un lavoro continuo di espansione e trasformazione sonora, tra composizione e destrutturazione, alternando tensione ritmica, sospensione e sottrazione. In questo equilibrio si inserisce Nicola “Ninu” Vacca a sostenere le architetture del duo con una presenza ritmica densa e strutturata e sulla costruzione degli spazi e dei silenzi, ampliando continuamente il respiro del suono collettivo. Il risultato è un concerto immersivo e in continua evoluzione, in cui songwriting, minimalismo contemporaneo, improvvisazione e sensibilità cinematografica convivono senza gerarchie definite. Poi, a seguire, il consueto dj set con Dj Cris saluterà il pubblico dando appuntamento ad agosto per la seconda tranche di Time in Jazz numero trentanove. Dall’8 al 16 agosto la seconda parte di Time in Jazz Dall’8 al 16 agosto Time in Jazz tornerà a diffondersi tra Berchidda e gli altri centri coinvolti quest’anno confermandosi ancora una volta molto più di un festival musicale: un progetto culturale diffuso che intreccia concerti, letteratura, arti visive, sostenibilità ambientale, attività formative e occasioni di incontro. Accanto alla musica, il programma propone infatti mostre, presentazioni di libri e incontri con gli autori, appuntamenti enogastronomici e le attività di Time to Children, la sezione dedicata ai più piccoli. Cuore pulsante della manifestazione resta naturalmente la musica, affidata a un cast di primo piano della scena italiana e internazionale. Miles Davis, dedicatario di questa edizione, verrà omaggiato attraverso concerti e produzioni speciali firmate, tra gli altri, da Paolo Fresu con il suo “Kind of Miles”, Nicholas Payton con il quintetto Butcher Brown, Giovanni Falzone e Flavio Boltro. Accanto ai tributi al grande trombettista statunitense, il festival ospiterà artisti di assoluto rilievo come Nils Petter Molvær, Bugge Wesseltoft, Theon Cross, i Kokoroko, Fabrizio Bosso, Markus Stockhausen in duo con Alireza Mortazavi, Andrea Motis, Apparat, Amii Stewart, e Diodato , che sarà il protagonista di quest’anno del tradizionale concerto in omaggio a Fabrizio De André. Ampio spazio sarà riservato anche alle produzioni originali di Insulae Lab, ai set dopoconcerto di Time After Time e al FestivalBar, che porterà la musica nei locali di Berchidda. Completeranno il programma gli incontri della rassegna letteraria Time to Read, le attività educative e laboratoriali di Time to Children e le mostre fotografiche e artistiche allestite negli spazi del festival, confermando ancora una volta la vocazione di Time in Jazz come luogo di incontro tra linguaggi, generazioni e sensibilità diverse. Biglietti, abbonamenti e info Biglietti e gli abbonamenti per Time in Jazz 2026 sono in vendita su Vivaticket. Per il prologo di giugno a Berchidda, l’ingresso alla serata inaugurale del 19 giugno è gratuito, mentre per gli appuntamenti del 20 e 21 giugno il costo del biglietto è di 12 euro. L’abbonamento per entrambe le serate costa 20 euro. Per gli under 27 è prevista una riduzione del 50 per cento. Sempre su Vivaticket sono in vendita anche i biglietti e gli abbonamenti per le cinque serate in programma dall’11 al 15 agosto sul palco di Piazza del Popolo a Berchidda. L’abbonamento intero costa 150 euro, 142 euro il ridotto, mentre i biglietti singoli variano in base alla serata: 40 euro per gli appuntamenti dell’11 agosto con “Kind of Miles” di Paolo Fresu e del 13 agosto con Bugge Wesseltoft e Apparat; 30 euro per le serate del 12 agosto con Matilde Gori e Nils Petter Molvær e del 14 agosto con Theon Cross e Nicholas Payton with Butcher Brown; 20 euro per il primo set del 15 agosto con il Fabrizio Bosso Quartet. Nella seconda parte della serata di Ferragosto, con i Kokoroko, l’ingresso sarà invece gratuito. Le riduzioni sono valide anche per i soci Time in Jazz e per gli spettatori over 65. Restano gratuiti tutti i concerti in decentramento, ad eccezione del concerto-omaggio a Fabrizio De André in programma il 9 agosto a L’Agnata con Diodato, ma che registra già il tutto esaurito. Per vivere al meglio il festival è disponibile gratuitamente la nuova APP ufficiale “TIME IN JAZZ”, che consente di consultare il programma aggiornato, acquistare i biglietti, orientarsi tra le sedi degli eventi grazie alla mappa interattiva e ricevere notifiche in tempo reale su eventuali variazioni. L’APP offre inoltre informazioni sul territorio, sulle strutture ricettive e contenuti di approfondimento dedicati alla manifestazione. È scaricabile dall’App Store di Apple (iOS) e dal Google Play Store (Android). Per informazioni e assistenza è attiva la segreteria di Time in Jazz al numero 320 3874963 e all’indirizzo info@timeinjazz.it. Tutti gli aggiornamenti sul programma sono disponibili sul sito www.timeinjazz.it e sui canali social Facebook, Instagram, Threads, YouTube e Whatsapp.

“Bene gli eventi sportivi, malissimo l’organizzazione: Alghero nel più totale caos”

ALGHERO – “Sia chiaro fin dall’inizio che non intendiamo mettere in discussione il valore dell’Ironman per Alghero. Si tratta di una manifestazione internazionale capace di portare migliaia di atleti, accompagnatori e visitatori, con un ritorno di immagine straordinario per la città e per l’intero territorio. Eventi di questo livello sono una risorsa e devono essere sostenuti.

Proprio per questo, però, ci si sarebbe aspettati un’organizzazione all’altezza dell’importanza dell’appuntamento. Quello che emerge dalle disposizioni sulla viabilità è invece il quadro di una città sostanzialmente paralizzata per un’intera giornata, con interi quartieri isolati, accessi limitati, attività economiche penalizzate e residenti costretti a rincorrere orari, varchi e percorsi alternativi spesso difficili da comprendere.

Davvero non esisteva una soluzione migliore? Possibile che i nostri amministratori non abbiano ritenuto opportuno coinvolgere preventivamente associazioni di categoria, operatori turistici, commercianti, gestori degli stabilimenti balneari, operatori portuali e tutti quei soggetti che oggi stanno pagando il prezzo di una pianificazione evidentemente insufficiente?

Gli stabilimenti balneari si trovano nel pieno della stagione, e in una giornata che avrebbe dovuto rappresentare un’importante occasione di lavoro si vedono privati della normale accessibilità. I diportisti vengono sostanzialmente esclusi dall’accesso alle proprie imbarcazioni. Attività economiche che vivono di flussi e mobilità si trovano a subire limitazioni che inevitabilmente si traducono in mancati incassi. Da chi saranno risarcite?

Il punto non è il disagio, che per manifestazioni di questa portata è inevitabile e comprensibile. Il punto è la proporzione del disagio e, soprattutto, la mancata capacità di ridurlo attraverso una programmazione intelligente. Ci chiediamo se, nella fase organizzativa, l’amministrazione comunale abbia coinvolto un esperto di mobilità urbana. Ci chiediamo se sia stato effettuato uno studio serio sui flussi di traffico e degli impatti economici delle chiusure. Ci chiediamo se qualcuno abbia realmente valutato soluzioni alternative per distribuire meglio i percorsi, salvaguardare gli accessi al porto, garantire corridoi dedicati alle attività produttive o limitare le interdizioni alle aree strettamente necessarie.

Il principio non dovrebbe essere quello di adattarsi all’evento, ma progettare l’evento tenendo conto delle esigenze di tutti. Governare infatti, significa trovare un equilibrio tra interessi diversi, non ignorarne alcuni. Significa fare in modo che una grande opportunità per la città non diventi un danno economico per chi in quella città vive e lavora ogni giorno”.

Maria Vittoria Porcu – Riformatori Sardi Alghero

“Sanità algherese, forti criticità: bene il direttore dell’Asl Spano, meno la propaganda”

ALGHERO – “Accolgo con favore la notizia del potenziamento della sanità territoriale ad Alghero attraverso l’attivazione di un secondo Ambulatorio Infermieristico Territoriale presso la futura Casa di Comunità di via degli Orti, che andrà ad affiancarsi all’importante esperienza già avviata a Fertilia.
Si tratta di una scelta significativa che rafforza la presenza dei servizi sanitari sul territorio, rende più accessibile l’assistenza ai cittadini e contribuisce concretamente allo sviluppo di quel modello di sanità di prossimità che rappresenta una delle sfide più importanti per il futuro del sistema sanitario.
Allo stesso tempo, ritengo doveroso sottolineare che gli annunci relativi ai servizi sanitari possono essere considerati realmente positivi solo quando i cittadini percepiscono in modo concreto i benefici delle azioni intraprese. Limitarsi ad affermare che “la sanità cresce” rischia infatti di offrire una rappresentazione parziale della realtà se non si tiene conto delle criticità che continuano a incidere sulla vita quotidiana delle persone: dalla carenza dei medici di medicina generale alle lunghe liste d’attesa, dalle difficoltà di accesso ad alcune prestazioni fino alle fragilità che interessano ancora la rete della sanità territoriale.
Per questo motivo è necessario mantenere uno sguardo equilibrato e cauto quandosi fanno annunci. Sarebbe ingiusto non riconoscere i progressi compiuti, così come sarebbe sbagliato ignorare le problematiche che attendono ancora risposte efficaci. Occorre continuare a sostenere e accompagnare il lavoro dei vertici sanitari affinché prendano piena consapevolezza delle criticità ancora presenti e intervengano con determinazione per superarle.
In questo contesto desidero rivolgere un plauso al Direttore Generale della ASL, Antonio Lorenzo Spano, per il lavoro che sta portando avanti in sinergia con la Commissione consiliare alla Sanità. Un impegno che sta dimostrando attenzione, ascolto e conoscenza delle esigenze sanitarie del territorio. Le iniziative avviate negli ultimi mesi rappresentano segnali concreti della volontà di rafforzare la rete assistenziale e avvicinare sempre più i servizi ai cittadini.
L’esperienza dell’Ambulatorio Infermieristico Territoriale di Fertilia costituisce un esempio virtuoso di sanità di prossimità. Attraverso il lavoro dell’Infermiere di Famiglia e Comunità vengono garantiti servizi fondamentali quali il monitoraggio dei parametri vitali, il controllo della glicemia, il counseling infermieristico e il supporto all’aderenza terapeutica. Inoltre, mediante percorsi programmati di presa in carico, vengono assicurate attività assistenziali più complesse, dalla gestione di ferite e ulcere all’assistenza dei pazienti oncologici, dalla cura delle stomie fino alla definizione di interventi personalizzati per le persone fragili e affette da patologie croniche.
Particolarmente importante è la prospettiva di costruire un’équipe infermieristica stabile che possa operare sia a Fertilia sia nella futura Casa di Comunità di via degli Orti. Un’organizzazione fondata sulla continuità assistenziale consentirebbe infatti di seguire i pazienti in modo costante, riducendo frammentazioni e discontinuità nelle cure, rafforzando il rapporto di fiducia tra professionisti sanitari e cittadini e migliorando la qualità complessiva dell’assistenza.“
Christian Mulas, presidente commissione sanità

“Disastro sanità in Sardegna, la Todde vive in una realtà parallela”

CAGLIARI – “Le dichiarazioni della Presidente Todde sulla sanità sarda appaiono sempre più scollegate dalla realtà che ogni giorno vivono i cittadini, gli operatori sanitari e le famiglie costrette a fare i conti con liste d’attesa interminabili, carenza di personale, servizi territoriali insufficienti e pronto soccorso in
costante sofferenza. Lo dichiariamo come Gruppo Consiliare di Forza Italia, commentando le
affermazioni della Presidente della Regione sulla gestione della sanità, perché sentire la Presidente
sostenere che il passo è cambiato e che i risultati sono sotto gli occhi di tutti significa ignorare
deliberatamente le difficoltà che continuano ad aggravarsi in ogni territorio della Sardegna. I sardi
non vedono miglioramenti. Vedono invece ospedali in affanno, prestazioni che non arrivano, reparti
in difficoltà e una macchina sanitaria che continua a perdere efficienza e capacità di risposta.
Il vero problema è che la sanità regionale non viene affrontata con la serietà e la competenza che
richiederebbe. La gestione dell’assessorato si è progressivamente trasformata in una vicenda tutta
interna agli equilibri della maggioranza, mentre i problemi reali dei cittadini restano irrisolti. Si
moltiplicano nomine, incarichi e assetti organizzativi, ma non si vedono interventi concreti capaci di
incidere sulle emergenze che affliggono il sistema sanitario.
Noi puntiamo il dito anche contro l’organizzazione costruita attorno alla Presidente Todde che
continua a gestire la sanità come se fosse una propria struttura personale, circondandosi di
consulenti e collaboratori che non vantano alcuna particolare esperienza o consuetudine con il
settore sanitario. È un fatto che nel suo staff non emergano figure con competenze specifiche tali da
offrire quel supporto tecnico e strategico indispensabile per affrontare una delle più gravi emergenze
della Sardegna. Se questi sono i presupposti, non sorprende che i risultati siano quelli che tutti
possono constatare.
Da mesi Forza Italia sostiene che la sanità abbia bisogno di una guida dedicata a tempo pieno,
competente e concentrata esclusivamente sulla soluzione dei problemi. La Presidente, invece,
insiste nel mantenere un interim che si sta rivelando sempre più dannoso e improduttivo e se davvero
vuole metterci la faccia, come afferma, allora deve assumersi fino in fondo la responsabilità di quanto
sta accadendo. Perché i risultati della sua gestione non si misurano con gli slogan o con
l’autoreferenzialità della propaganda, ma con le condizioni concrete in cui versa il sistema sanitario
regionale. E purtroppo quelle condizioni peggiorano giorno dopo giorno.
Le conseguenze di questa gestione dissennata sono ormai evidenti e ricadono interamente sui
cittadini sardi, che continuano a pagare il prezzo di una sanità senza direzione, senza
programmazione e senza risposte adeguate ai loro bisogni”.

Gruppo Consiliare Regionale Forza Italia

Fratelli d’Italia: Donzelli conferma il radicamento del partito nel Nord Ovest Sardegna

SASSARI – Entusiasmo e partecipazione hanno accompagnato la mattinata di incontri nel Nord Sardegna di Giovanni Donzelli, responsabile nazionale dell’organizzazione di Fratelli d’Italia. Una presenza forte, quella del deputato, arrivato nell’isola per blindare il radicamento sul territorio e lanciare con determinazione la volata ai candidati di FdI impegnati nelle imminenti elezioni amministrative. Insieme a lui, anche il deputato Mauro Rotelli, la consigliera regionale Francesca Masala e il coordinatore regionale Francesco Mura. Gli appuntamenti sono iniziati al gazebo di Porto Torres, allestito nell’area del mercato, dove Donzelli ha incontrato cittadini, militanti e sostenitori dei candidati di Fratelli d’Italia per Ivan Cermelli sindaco alle prossime elezioni amministrative. Successivamente, la delegazione si è spostata a Sassari, dove è stata raggiunta dai consiglieri comunali Pedoni, Usai e Cadeddu, e dal coordinatore cittadino Luca Babudieri, per l’appuntamento centrale della mattinata: l’inaugurazione della nuova sede del partito in viale Umberto I, 110, che dota la federazione provinciale di un nuovo spazio operativo per il coordinamento delle attività politiche sul territorio.

Disciplinare Amp, la replica del presidente Orrù

ALGHERO – “Nessuna contrapposizione tra tutela ambientale e sviluppo economico, ma un vero equilibrio tra la conservazione degli ecosistemi e la valorizzazione sostenibile delle attività che nel mare trovano lavoro, identità e prospettive di crescita economica”. È questo il principio che ha guidato il percorso avviato già dal 2025 con tutti i portatori d’interesse, così da migliorare – nel rispetto delle normative ministeriali – il Disciplinare dell’Area Marina Protetta. Il Consiglio Direttivo dell’Azienda Speciale Parco di Porto Conte prende atto delle osservazioni formulate dai consiglieri comunali di Forza Italia in merito al nuovo Disciplinare 2026 e ritiene opportuno fornire alcuni chiarimenti nell’interesse della comunità e degli operatori economici coinvolti.

“Le misure previste non sono finalizzate a penalizzare alcuna categoria economica, bensì a garantire una gestione equilibrata e sostenibile di un patrimonio naturale che costituisce una risorsa fondamentale per l’intero territorio. La tutela dell’ambiente marino rappresenta infatti la condizione indispensabile per assicurare anche il futuro delle attività economiche che da esso dipendono. Per questo motivo, a differenza di quanto erroneamente affermato, l’Area Marina Protetta e il Parco di Porto Conte hanno promosso numerosi incontri con operatori, associazioni di categoria e portatori di interesse, avviando un percorso di ascolto e interlocuzione finalizzato proprio alla costruzione delle regole di gestione. Un confronto che si è sviluppato nel corso dei mesi e che ha consentito di raccogliere osservazioni, contributi e proposte provenienti dal territorio”.

“Il dialogo con le categorie economiche – sottolinea il presidente Emiliano Orrù – rappresenta un valore imprescindibile e ribadisce che tale confronto non solo è avvenuto, ma continuerà anche nella fase di attuazione del disciplinare. È altresì opportuno ricordare che l’ente gestore opera all’interno di un quadro normativo nazionale che attribuisce precise responsabilità in materia di conservazione e gestione delle aree marine protette. Le scelte adottate rispondono pertanto a obblighi e finalità previsti dalla legge e sono orientate a garantire la compatibilità tra fruizione, attività economiche e tutela degli habitat. Anche con gli operatori che noleggiano unità da diporto, si è seguito il medesimo confronto, concordando le tariffe con tutte le aziende che hanno manifestato interesse ad operare all’interno dell’Amp e inserendo un carico massimo di unità superiore alle richieste pervenute”.

“Comprendiamo le preoccupazioni espresse da alcuni operatori e riteniamo legittimo il confronto sulle modalità applicative delle misure previste. Tuttavia, tale confronto deve necessariamente partire da un dato condiviso: la salvaguardia del patrimonio ambientale non rappresenta un ostacolo allo sviluppo, bensì il presupposto stesso per uno sviluppo duraturo e di qualità. La tutela dell’ambiente marino, la valorizzazione delle attività tradizionali compatibili e la sostenibilità dell’offerta turistica non sono obiettivi in contrapposizione tra loro, ma componenti della medesima strategia di crescita del territorio. È questa la visione che il Consiglio Direttivo continuerà a perseguire con responsabilità, equilibrio e spirito di collaborazione istituzionale”, cosi dal Parco di Porto Conte.

“Acquisizione dei terreni del canile, basta perdere tempo”

L’operazione che ha portato il Comune di Alghero ad acquisire i 16 ettari di terreno di Santa Maria La Palma consiste sostanzialmente nel trasferimento di un bene pubblico dalla Regione al Comune. Un’operazione che incrementa certamente il patrimonio comunale, ma resa possibile grazie a risorse regionali e non attraverso un investimento del bilancio dell’ente.

Proprio per questo l’enfasi con cui è stata presentata mi è apparsa eccessiva. Del resto, la linearità dell’operazione è stata confermata anche dal voto favorevole espresso in Consiglio comunale non solo dalla maggioranza ma anche dall’opposizione presente in aula.

Mi auguro inoltre che il futuro utilizzo dell’area non si limiti a fungere da fascia tagliafuoco a protezione della borgata di Santa Maria La Palma. La prevenzione degli incendi è infatti un obbligo che grava su qualsiasi proprietario di terreni, pubblico o privato che sia, come ben sanno i cittadini delle borgate e tutti coloro che ogni anno sono chiamati a rispettare le prescrizioni dell’ordinanza antincendi.

Ciò che più mi ha colpito, però, è un’altra coincidenza: quei 16 ettari corrispondono quasi esattamente all’estensione dell’area che oggi ospita il canile comunale.

Ed è qui che il confronto diventa inevitabile.

Da una parte un terreno pubblico trasferito gratuitamente al Comune; dall’altra un’area che ospita un servizio essenziale per Alghero e per il territorio, che attende ancora di essere acquisita nonostante gli impegni pubblicamente assunti dall’amministrazione e la straordinaria mobilitazione di migliaia di cittadini che hanno chiesto di mettere definitivamente al sicuro il futuro del canile.

A rendere ancora più urgente una decisione definitiva vi è anche l’approssimarsi della scadenza del rapporto di gestione con l’associazione DNA Randagio, che da anni cura la struttura con professionalità e dedizione. È necessario che l’amministrazione si attivi per tempo affinché venga garantita la continuità del servizio e siano fornite certezze sia ai gestori sia ai volontari che quotidianamente operano all’interno del canile.

Credo che sia arrivato il momento di chiudere questa partita. Le valutazioni necessarie hanno avuto tutto il tempo per essere svolte e oggi la città attende una decisione concreta.

Se è stata giustamente valorizzata l’acquisizione di un bene che passa da un ente pubblico a un altro, a maggior ragione meriterà attenzione e soddisfazione l’acquisto dell’area del canile, che richiederà invece una precisa scelta politica e un investimento di risorse comunali per tutelare una struttura alla quale Alghero è profondamente legata.

Quella sì sarebbe una decisione capace di lasciare un segno concreto e duraturo per la città”.

Mario Conoci
Ex Sindaco di Alghero

Piazzale Capo Caccia, nuove panchine all’ingresso delle Grotte di Nettuno

ALGHERO – Posizionati nuovi arredi a Capo Caccia realizzati interamente con materiali di riciclo provenienti dallo spazzamento delle strade. “Può sembrare un intervento semplice, ma ha un valore importante perché riguarda il rispetto e l’accoglienza che vogliamo garantire ai nostri ospiti”, sottolinea il presidente della Fondazione Alghero, Graziano Porcu. “Dopo anni, chi sceglie di visitare la Grotta di Nettuno, uno dei luoghi simbolo della nostra destinazione, può finalmente attendere il proprio turno in modo più dignitoso. Allo stesso tempo, abbiamo voluto dare un segnale concreto di attenzione all’ambiente, utilizzando materiali completamente riciclati e promuovendo un modello virtuoso di economia circolare”.

Treno Idrogeno, altro mistero di Alghero: Mulas fissa una Commissione

ALGHERO – “Treno a idrogeno Alghero–Aeroporto, Christian Mulas chiede un sopralluogo e la convocazione di una Commissione congiunta Ambiente, Urbanistica e Attività Produttive.
Il Presidente della Commissione Consiliare Ambiente del Comune di Alghero, Christian Mulas, annuncia la richiesta di un sopralluogo istituzionale presso i cantieri relativi al progetto della nuova bretella ferroviaria Alghero Centro Aeroporto di Fertilia e dell’impianto per la produzione di idrogeno verde previsto nell’area di Mamuntanas.
La richiesta prevede il coinvolgimento di ARST S.p.A., soggetto attuatore e stazione appaltante dell’opera, e dell’impresa incaricata dei lavori, al fine di consentire ai commissari comunali di verificare direttamente lo stato di avanzamento del progetto, che rappresenta un investimento complessivo di 237,7 milioni di euro.
Il piano infrastrutturale prevede la realizzazione della nuova linea ferroviaria che collegherà il centro di Alghero con l’aeroporto di Fertilia, attraversando l’agro, e sarà supportata da una centrale dedicata alla produzione e all’approvvigionamento di idrogeno verde destinato all’alimentazione dei convogli.
«Ritengo indispensabile dichiara Christian Mulas che il Consiglio comunale e le sue commissioni possano avere un quadro aggiornato e completo sullo stato dei lavori, sulle prossime fasi operative e sugli impatti che l’opera avrà sul territorio. Per questo motivo chiederò la convocazione di una Commissione congiunta tra Ambiente, Urbanistica e Attività Produttive, oltre a un sopralluogo con ARST e l’impresa esecutrice».
Il progetto continua infatti a essere al centro di un ampio dibattito pubblico. Da una parte vi è la necessità di portare avanti un’infrastruttura strategica per la mobilità sostenibile e per non perdere le risorse finanziarie stanziate; dall’altra, residenti e comitati hanno più volte manifestato preoccupazioni legate al consumo di suolo agricolo, agli effetti sull’agro algherese, alla trasparenza dell’iter progettuale e alla percezione di un’opera che, secondo molti cittadini, non avrebbe visto un adeguato percorso di coinvolgimento della comunità.
Attualmente i lavori risultano in corso nell’area di Mamuntanas, mentre nelle prossime fasi il cantiere interesserà anche zone private dell’agro, in particolare nelle aree di Tanca Farrà e Sa Segada, dove sono previste procedure di esproprio e nuove lavorazioni per arrivare al completamento dell’opera.
L’obiettivo della Commissione conclude Mulas è fare chiarezza sul cronoprogramma, conoscere le prossime fasi dell’intervento, verificare eventuali criticità e garantire la massima informazione alla cittadinanza. Su un’opera così rilevante per il futuro di Alghero è necessario assicurare trasparenza, confronto e aggiornamenti costanti.
A tal proposito si chiede al presidente del consiglio che prima della convocazione della massima assise che esporrà il lavoro della commissione speciale istituita proprio per valutare progetto e ricadute sul territorio che essa sia anticipata da una commissione sui luoghi interessati al progetto per rendere edotti i commissari sullo stato dei lavori”.

Christian Mulas Presidente della Commissione Consiliare Ambiente

Violenza contro la moglie, arrestato un algherese

ALGHERO – Nella giornata di lunedì 1° giugno 2026, ad Alghero, i Carabinieri del Nucleo
Operativo e Radiomobile della locale Compagnia hanno arrestato in flagranza di reato un
uomo gravemente indiziato dei reati di maltrattamenti contro familiari e conviventi e sequestro
di persona ai danni della coniuge.

L’intervento dei militari dell’Arma è scaturito a seguito di una richiesta di supporto pervenuta al numero di emergenza 112 che segnalava una lite in corso. Giunti tempestivamente sul posto, i Carabinieri hanno riscontrato la presenza dell’uomo che ha inizialmente riferito che si era verificato un lieve alterco con la moglie. I Carabinieri hanno avviato immediati e meticolosi accertamenti al fine di rintracciare la donna, facendo emergere una dinamica dei fatti totalmente diversa. Infatti è stato appurato che, al culmine di una lite, la vittima sarebbe stata chiusa a chiave all’interno della camera da letto, immobilizzata mediante la legatura dei polsi con una corda e imbavagliata. Inoltre l’uomo avrebbe rasato i capelli e le sopracciglia alla malcapitata, colpendola ripetutamente al volto e alla testa.

La donna, fortemente scossa e impaurita, è successivamente riuscita a fuggire  dall’abitazione, approfittando di un momento di distrazione dell’aggressore.

L’uomo, espletate le formalità di rito, è stato inizialmente ristretto presso le camere di
sicurezza del Comando Provinciale Carabinieri di Sassari e nella mattinata odierna, su
disposizione della Procura della Repubblica di Sassari che coordina e dirige le indagini,
l’arrestato è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Sassari Bancali, in attesa
dell’udienza di convalida. Per il principio della presunzione d’innocenza, la colpevolezza della persona sottoposta alle indagini sarà definitivamente accertata solo se interverrà sentenza irrevocabile di condanna”, così dai Carabinieri