“Dati Caritas, Alghero sempre più povera”

ALGHERO -I dati Caritas più recenti restituiscono una fotografia drammatica e allarmante della situazione sociale di Alghero. Nella nostra città la povertà cresce, il numero delle famiglie in difficoltà aumenta e, fatto ancora più grave, cresce la fame. Non si tratta di numeri astratti, ma di persone, di famiglie, di anziani e di minori che ogni giorno faticano a garantire il minimo indispensabile.

Ad Alghero, secondo le rilevazioni Caritas, oltre 1.500 persone sono oggi assistite, riconducibili a circa 500 nuclei familiari. Si tratta di dati in forte crescita, che fotografano un disagio economico sempre più esteso e strutturale. Numeri preoccupanti, che devono far alzare la guardia non solo all’amministrazione comunale, ma a tutte le forze politiche, anche di opposizione, e a tutta la comunità algherese, chiamata a essere partecipe di un’azione di sostegno complessiva verso chi soffre. L’attività più significativa e dolorosamente indicativa di questa emergenza è quella della distribuzione dei pasti: oltre 60 pasti al giorno, per un totale che quest’anno ha superato i 25.000 pasti serviti. Un dato che da solo misura la profondità della crisi sociale che attraversa la nostra città.
Va inoltre sottolineato un aspetto fondamentale: questi numeri raccontano solo una parte della realtà. Riguardano esclusivamente coloro che trovano il coraggio di raccontare la propria condizione di difficoltà e di chiedere aiuto. Ma esiste una povertà sommersa, silenziosa, fatta di persone e famiglie che, per dignità, vergogna o senso di responsabilità, non si rivolgono ai servizi di assistenza, pur vivendo condizioni di grave disagio. Questo rende il quadro ancora più grave di quanto emerga dalle statistiche. Di fronte a questo scenario, le recenti variazioni milionarie di bilancio del Comune di Alghero appaiono profondamente sbilanciate e politicamente miopi. Quelle risorse avrebbero potuto e dovuto essere utilizzate, quantomeno in parte, per affrontare l’emergenza sociale, attraverso progetti lavorativi temporanei per gli indigenti, buoni spesa da utilizzare nei supermercati cittadini e misure concrete di sostegno al reddito e alla dignità delle famiglie algheresi.
Ma non solo. Quelle stesse risorse avrebbero potuto essere impiegate soprattutto per sostenere i giovani algheresi, aiutandoli ad avviare nuove attività economiche: fondi dedicati, contributi a fondo perduto, assegni o incentivi per l’apertura di nuove imprese capaci di creare ricchezza, lavoro e occupazione, contrastando alla radice le cause della povertà e dell’emigrazione giovanile.
Si è invece preferito destinare risorse prevalentemente a scelte che poco hanno a che fare con l’urgenza del bisogno reale, perdendo un’occasione fondamentale per dare risposte concrete sia a chi oggi non riesce a vivere dignitosamente, sia a chi vorrebbe costruire il proprio futuro ad Alghero.
Forza Italia ritiene che questa fosse – ed è tuttora – la strada giusta: investire sulle persone, sul lavoro, sulle imprese e sui giovani, rafforzando il tessuto sociale ed economico della città.
Come gruppo consiliare, continueremo a monitorare con attenzione lo stato di bisogno e di disagio delle famiglie algheresi, denunciando le scelte sbagliate e proponendo soluzioni alternative serie, concrete e immediatamente attuabili.
Rivolgiamo infine un appello all’amministrazione comunale, alla politica senza distinzioni e a tutta la comunità algherese: di fronte a questi numeri non si può restare indifferenti. Serve una risposta corale, collettiva, responsabile e immediata. Forza Italia c’è ed intende collaborare. Alghero non può e non deve voltarsi dall’altra parte”
Lo hanno dichiarato Marco Tedde, Giovanna Caria, Antonello Peru, Lina Bardino e Nina Ansini

Ennesimo crollo di una Fitolacca: urgono interventi e il “Piano del Verde”

ALGHERO – Non è il primo, non sarà neanche l’ultimo. Nel Lungomare Dante c’è da registrare l’ennesimo crollo di una Fitolocca. Un’essenza arborea dall’arbusto spugnoso e non particolarmente resistente, specialmente alle condizioni più estreme del meteo e, nel caso specifico, alle forti sferzate dei venti che colpiscono la Riviera del Corallo. Nastro bianco rosso, area delimitata e albero sul marciapiede. Un’immagine vista più volte che, come segnalato da più parti, da tempo, dovrebbe far riflettere sul posizionamento di nuove piantumazioni e soprattutto sulla definizione di un “Piano del Verde” che possa veramente, alle luce anche delle ingenti somme a disposizione del Comune (a partire dalla tassa di soggiorno), garantire decoro e verde di grande impatto estetico e non unicamente per riempire le aiuole.

 

Nella foto di oggi la Fitolocca caduta nel Lungomare Dante

“Carrello con rifiuti nel Porto, gesto vergognoso”

ALGHERO – “Il porto di Alghero rappresenta la cornice naturale di una città turistica, un luogo simbolo della nostra identità e del nostro rapporto con il mare. Qualche balordo, per puro “divertimento”, ha volutamente lanciato in mare un carrello della spesa colmo di rifiuti, abbandonandolo in acqua nei pressi dello scivolo utilizzato per la messa in acqua delle imbarcazioni. Un gesto vergognoso, che dimostra una totale mancanza di rispetto per l’ambiente, per il porto e per l’intera comunità.
Si tratta di un atto grave, che contribuisce all’inquinamento del nostro mare e mette a rischio l’ecosistema, oltre a rappresentare un pessimo biglietto da visita per una città che vive di turismo e bellezza. Ancora più grave è il fatto che il carrello si trovi in acqua dalla notte del 31 gennaio, senza che sia stato rimosso tempestivamente. Un ritardo che non può e non deve diventare normalità”.
Christian Mulas, presidente commissione ambiente

Allarme sicurezza ad Alghero, Cacciotto chiama in causa (ancora) il Governo

ALGHERO – “Negli ultimi giorni registriamo una serie di atti criminali che, come Sindaco condanno con la massima fermezza. Mentre le autorità competenti sono al lavoro per individuare i responsabili, invito ad affrontare il tema con responsabilità: Alghero è una città sicura, lavoriamo per renderla ancora più impermeabile alla criminalità.
L’Amministrazione comunale non è mai stata indifferente al tema della sicurezza urbana. Nei giorni che hanno preceduto il Natale ho personalmente avuto un confronto con la Prefetta, con la quale abbiamo condiviso l’opportunità di convocare, nel mese di gennaio, il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza, al fine di fare il punto sulla situazione del nostro territorio. È facile e comodo alimentare allarmismi, utilizzando episodi gravi per attaccare la maggioranza a livello locale, mentre si tace rispetto alle responsabilità di chi governa a livello nazionale, che potrebbe assumere decisioni realmente incisive per garantire la sicurezza dei cittadini. Sarebbe auspicabile che, per una volta, il consigliere Marco Tedde, in qualità di consigliere nazionale di Forza Italia, ruolo che non va solo declamato ma anche costruttivamente esercitato, facesse valere il proprio peso politico a Roma. Invece di limitarsi alla produzione di comunicati stampa, ci si aspetterebbe un impegno concreto da parte sua, considerato che il suo partito è parte della maggioranza di governo chiamata a rafforzare la presenza dello Stato nei territori. Già nei mesi scorsi, attraverso una comunicazione formale, ho segnalato al Ministero dell’Interno la grave carenza di risorse del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Alghero, del tutto inadeguate e non proporzionate alla complessità del nostro territorio. Nei prossimi giorni tornerò a sollecitare il Ministro Piantedosi su queste criticità, auspicando che il consigliere Tedde scelga di sostenere il Sindaco, rafforzando le istanze già avanzate dalle organizzazioni sindacali. Al contempo, l’Amministrazione continua a lavorare senza sosta per integrare e potenziare il sistema di videosorveglianza nei punti strategici della città, rafforzare il presidio della Polizia locale e garantire la massima e piena collaborazione alle forze dell’ordine. Ma l’aspetto più importante, però, resta il lavoro avviato già dallo scorso anno sul piano della prevenzione attraverso politiche mirate alla sensibilizzazione delle fasce più giovani della popolazione, al rispetto dell’altro e della cosa pubblica, alla promozione del benessere come scelta consapevole e positiva. La sicurezza non è fatta solo di controllo e repressione, ma soprattutto di educazione e responsabilità condivisa. Solo attraverso un cambiamento culturale profondo possiamo sperare, in futuro, di non dover più assistere a episodi violenti come quelli che hanno colpito la nostra comunità in questi giorni”.
Raimondo Cacciotto, sindaco di Alghero

Ex-Esso, da obbrobrio a fontana di “benvinguts”: la proposta di Sasso

ALGHERO – Non ci vuole molto per stimolare il dibattito. Ancora di più se l’input parte dai social e soprattutto, come nel caso in esame, se la proposta è attesa, intelligente e soprattutto molto condivisibile.

“Una fontana, o qualcos’altro, al posto di un distributore in disuso?”, è Francesco Sasso, presidente dell’associazione politica e culturale Iniziativa Alghero a puntare i riflettori su una delle tante questioni, piccole o meno, che paiono irrisolvibili. Quasi si trattasse di imprese stoiche e ardue. Mentre, come la doppia immagine plasticamente rappresenta, si parla di eliminare un distributore in disuso già da diversi anni (troppi) e trasformarlo in qualcos’altro.
Sasso propone, al posto dell’ex-distributore Esso, nello Scalo Tarantiello, una fontana. Un’idea interessante, realizzabile in pochissimo tempo, e che, soprattutto metterebbe in risalto la straordinarietà e unicità di una delle nostre vere peculiarità e attrattive: le vecchie mura e nel caso specifico il bastione del Forte della Maddalenetta. 
La sollecitazione di Sasso ha raccolto in pochi minuti diverse adesioni e contributi in termini di ulteriori idee e pareri; con un’unica certezza, quell’obbrobrio prima viene eliminato, meglio è.  E la proposta della fontana, come anche una sorta di “benvinguts” nel centro storico di Alghero, per chi giunge dalla passeggiata Barcellona, è probabilmente la più calzante. Sperando che non trascorrano altri anni, invano. 

“Sla, Alessandra vittima della mala-sanità: storia da paese non civile”

ALGHERO – «È una storia che non dovrebbe esistere in un Paese civile». Michele Pais, consigliere comunale ad Alghero e già Presidente del Consiglio regionale della Sardegna, denuncia con forza la situazione di “Alessandra”, una giovane concittadina alla quale da circa un anno è stata riconosciuta una grave forma di SLA e che oggi, oltre a combattere contro la malattia, è costretta a lottare contro la burocrazia.

Da circa tre mesi Alessandra non è più in grado di parlare. Il medico ha prescritto un comunicatore oculare, l’unica forma di comunicazione rimasta per lei. Eppure, nonostante la richiesta sanitaria formale e l’interessamento della Direttrice del Distretto, dott.ssa Bifulco, l’apparecchio non le è stato ancora consegnato. Il motivo? Si starebbe attendendo l’ok dell’ufficio acquisti.

«Mi chiedo – incalza Pais – se esistano margini di discrezionalità tali da consentire a un ufficio amministrativo di dire di no a una richiesta di questo tipo, o di rallentarla senza una scadenza certa. Di quanto tempo ha bisogno un ufficio acquisti per apporre un visto davanti a una situazione così grave, che dovrebbe essere trattata in modo automatico e prioritario?».

Una vicenda che riporta ancora una volta al centro il tema di una sanità che rischia di trasformare le persone in pratiche burocratiche, dimenticando che dietro ogni foglio c’è una vita reale, che non può attendere.

«Sino a questo momento nonostante coinvolto dalla famiglia ho mantenuto il più rigoroso silenzio è stretto e riserbo. Ma ora si è superato ogni limite di tollerabilità e segnalare queste situazioni è un dovere – conclude Pais – per smuovere le coscienze politiche e burocratiche. “Alessandra” attende anche una semplice carrozzina, che i genitori hanno dovuto noleggiare. Mi auguro che Alessia possa ricevere il comunicatore oculare nel giro delle prossime ore. L’apparecchio è disponibile e potrebbe esserle consegnato immediatamente, ma non si capisce le ragioni di questo ritardo, rispetto al quale non si hanno non risposte. Da oggi inizia la mia battaglia pubblica per Alessandra, e per chi come tanti altri malati non hanno voce».

Rotatoria del Carmine buia, senza segnaletica, asfalto ammalorato: attesa la fine dei lavori

ALGHERO – C’è, ancora, grande attesa per la ripresa dei lavori della “Circonvallazione”. Mentre la “Tangenziale” (in capo all’Anas) va avanti spedita, per quanto riguarda l’opera comunale, ancora non si vede un termine definitivo. Ma ciò che emerge nelle varie segnalazioni di questi giorni festivi da parte dei cittadini e che dovrebbe interessare gli amministratori, visto che si tratta del principale ingresso di Alghero, è la condizione della così detta “rotatoria del Carmine”. 

Al netto dei lavori che devono essere ancora ultimati (durante questi giorni non si è visto molto movimento), è stata aperta al traffico. Ma, come già emerso, manca la segnaletica orizzontale, verticale e soprattutto un’adeguata illuminazione. Al calar della sera diventa non proprio così sicuro attraversarla in considerazione anche di un asfalto che, fatto più unico che raro, pur essere ex-novo è già piuttosto ammalorato e pieno di avvallamenti e anche con alcune buche. Insomma, è lecito, anzi doveroso, attendersi un intervento risolutivo e non arraffazzonato al fine di garantire un accesso ad Alghero degno della sua utilità.

Incendi, spaccate, aggressioni: Forza Italia invita Cacciotto e Istituzioni ad alzare la guardia

ALGHERO –  “Alghero, incendi dolosi, spaccate e bombe: escalation criminale? No agli allarmismi. Ma alziamo la guardia
L’ennesimo incendio doloso e la bomba carta davanti al portone d’ingresso di un condominio ad Alghero rappresentano segnali da non sottovalutare.
Anche perché devono essere letti in “combinato disposto” con “spaccate” ai danni di attività commerciali e alcune brutali aggressioni. La questione sicurezza torna prepotentemente al centro del dibattito politico e sociale ad Alghero. Pur senza suscitare allarmismi, non si può non convenire che si tratta di una “escalation “ inquietante, che non può essere minimizzata né derubricata ad una serie di episodi isolati.
Si tratta di fatti che comunque incidono profondamente sul senso di sicurezza della comunità e che richiedono una risposta immediata, forte e coordinata da parte delle istituzioni.
Alghero non può e non deve abituarsi a questo clima. Ogni atto incendiario o vandalico, ogni attentato con esplosivo, ogni aggressione è un attacco diretto non solo a singoli cittadini o ad attività economiche, ma all’intera città, alla sua serenità, alla sua economia e alla convivenza civile.
È indispensabile rafforzare il controllo del territorio, potenziare la prevenzione e garantire il massimo supporto alle forze dell’ordine, che quotidianamente svolgono un lavoro prezioso e difficile. Allo stesso tempo, serve una chiara assunzione di responsabilità politica: la sicurezza non è uno slogan, ma una priorità che va affrontata con programmazione, risorse adeguate e presenza costante. Anche se la tutela della sicurezza non è direttamente in capo all’Amministrazione, sicuramente chi ci amministra può e deve svolgere un ruolo di integrazione e collaborazione con le forze dell’ordine. Mettendo in campo Polizia locale e Barracelli, attribuendo risorse, mezzi e creando azioni sinergiche impattanti positivamente su un clima di sicurezza e serenità. Anche attivando un sistema di video sorveglianza diffuso ed efficace. Alla stregua di quello messo in campo da Olbia.
L’Amministrazione comunale deve superare la fase di “contemplazione preoccupata” e deve attivare immediatamente tutte le iniziative utili a ristabilire un clima di fiducia e sicurezza, coinvolgendo le autorità competenti e rafforzando i presìdi sul territorio. Alghero ha necessità di risposte e di scelte, non di “contemplazione preoccupata” e silenzi. La legalità e la sicurezza sono beni comuni da difendere ogni giorno, senza ambiguità e senza ritardi”

 

Marco Tedde, Forza Italia 

Sassari, è sempre più “declino demografico”

SASSARI – Meno culle, ma più complessità clinica. È la fotografia che emerge dai dati 2025 dell’Aou di Sassari, dove il calo delle nascite si intreccia con l’aumento delle gravidanze a rischio e delle richieste di assistenza specialistica. Un segnale locale che riflette un fenomeno nazionale: l’inverno demografico avanza, mentre la sanità pubblica diventa sempre più centrale nel sostenere la maternità.

Il 2025 si chiude con 1.332 nati, circa novanta in meno rispetto al 2024. In particolare, i maschi sono 704 (nel 2024 erano 731), le femmine 625 (nel 2024 erano 678).

«Nonostante il calo che abbiamo registrato nell’anno appena trascorso, la Clinica ostetrica dell’Aou di Sassari rappresenta il primo punto nascita della Sardegna come valore assoluto. L’inverno demografico è il risultato di cambiamenti profondi della nostra società. Le donne arrivano alla maternità in età sempre più avanzata e spesso dopo percorsi complessi. Il nostro compito è garantire un’assistenza sicura e altamente qualificata, soprattutto per le gravidanze più fragili», ha dichiarato il professor Giampiero Capobianco, direttore della Clinica Ostetrica e Ginecologica dell’Azienda ospedaliero universitaria di Sassari.

L’inverno demografico è un’espressione che non indica un calo episodico, ma una tendenza di lungo periodo in cui le nascite continuano a diminuire e non riescono più a compensare il numero dei decessi.

Non si tratta di una dinamica locale, ma di un quadro che accomuna l’Italia e gran parte dell’Europa. Alla base del calo delle nascite concorrono fattori demografici, economici e sociali strettamente intrecciati. Le donne diventano madri sempre più tardi, con un’età media che si sposta progressivamente oltre i 35 anni, incidendo sulla fertilità biologica e sulla possibilità di avere più figli. Allo stesso tempo, pesano la precarietà lavorativa, le difficoltà di conciliazione tra lavoro e famiglia, la carenza di servizi per l’infanzia e un sistema di welfare che spesso non riesce a sostenere concretamente il progetto genitoriale.

A questi elementi si affianca un cambiamento culturale profondo: la genitorialità non è più un passaggio scontato, ma una scelta ponderata, spesso rimandata, in un contesto percepito come incerto. Ne deriva un aumento delle gravidanze più fragili e medicalmente complesse, che richiedono un’assistenza altamente specializzata.

Da un’analisi dei dati emerge inoltre che i parti avvenuti in modo spontaneo sono stati 702, mentre sono 558 i tagli cesarei. I parti gemellari sono stati 27, leggermente superiori all’anno precedente che erano 23. Il fattore multiculturale rappresenta circa il 9% dei parti con 111 nuovi nati (numero inferiore al 2024 pari a 117), con una presenza significativa di madri provenienti in particolare da Romania (17) e Senegal (11), seguiti da Bangladesh (9), Marocco (8), Nigeria (7), Cina (7), Pakistan (4), Tunisia (4), Repubblica Ceca (3), Albania (3), Ucraina (3), Moldavia (3), Polonia (3), Francia (2), Bolivia, (2),  Slovacchia (2), Argentina (2), Lettonia (2),  Equador (2). Infine si registra una sola nascita per le madri provenienti dai seguenti Stati: Eritrea, Spagna, Cuba, Giappone, Portogallo, Messico, Australia, Perù, Filippine, Croazia, Usa, Russia, Brasile, Macedonia, Costa d’Avorio, Ungheria e Algeria.

«Significativo l’aumento dei parti in analgesia, che hanno raggiunto quota 421 rispetto ai 351 nel 2024 e ai 296 dell’anno 2023: un dato che rappresenta un passo avanti importante in termini di umanizzazione delle cure e di libertà di scelta. Ringrazio per questo l’equipe anestesiologica medica, ostetrica ed infermieristica», ha sottolineato il direttore della Clinica ostetrica.

La Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) continua a registrare una crescita delle richieste, ma l’età resta un fattore decisivo. Il centro dell’Aou di Sassari– uno dei tre poli pubblici della Sardegna – ha effettuato più cicli nel 2025 rispetto al 2024, di cui la maggior parte ad alta complessità con prelievo ovocitario/ecoguidato e fecondazione in vitro (ICSI) con l’ausilio dell’Embryoscope (time-lapse imaging system) apparecchio che utilizza l’intelligenza artificiale.

I tassi di successo restano fortemente influenzati dall’età delle pazienti: l’età media delle donne che si rivolgono al centro è di circa 38 anni, con percorsi di counseling sempre più orientati alle donne intorno ai 40 anni. Oltre all’età, incidono anche fattori ambientali e stili di vita.

«Nonostante il calo delle nascite, il Materno infantile di viale San Pietro si conferma punto di riferimento per tutto il centro-nord della Sardegna per la gestione delle gravidanze complesse e dei parti pretermine, grazie alla presenza nella nostra azienda della Neonatologia e della Terapia Intensiva Neonatale (TIN) – ha concluso il professor Capobianco – Meno nascite non significa minore impegno. Al contrario, oggi assistiamo a gravidanze più complesse che richiedono competenze specialistiche, tecnologie avanzate e una presa in carico attenta della donna e della coppia. La sanità pubblica ha un ruolo fondamentale nel sostenere la maternità in questo nuovo contesto demografico»

Il 6 gennaio la Befana arriva in Vespa in piazza d’Italia

SASSARI – Dopo il grande successo di Natale per tutte e tutti, la Polizia locale di Sassari ha segnato in rosso sul calendario il prossimo 6 gennaio per la seconda iniziativa di solidarietà delle feste: La Befana arriva in Vespa, tradizionale appuntamento che regala gioia, giochi e caramelle ai piccoli sassaresi, inserito nel calendario di Sassari: destinazione Natale! allestito dal Comune di Sassari. Nel giorno dell’Epifania, in collaborazione con il Vespa Club Sassari, alle 9.30 circa cento moto si raduneranno al Comando di via Carlo Felice. Da lì le Befane in Vespa, scortate dai mezzi della Polizia locale, con il loro carico di calze e giocattoli andranno a far visita agli ospiti del Centro GeNa – Opera Gesù Nazareno in via Valle Gardona, per fare tappa poi dai piccoli pazienti del reparto di Neuropsichiatria infantile dell’Azienda ospedaliero-universitaria. Il corteo festoso e colorato si trasferirà infine al traguardo di piazza d’Italia che ospiterà lo stand della Polizia locale. Parcheggiate le loro scope a motore, le Befane distribuiranno le calze piene di cioccolatini e caramelle e i giochi raccolti nei mesi scorsi grazie alla generosità della cittadinanza. Con la guida del personale del Comando guidato da Gianni Serra, bambine e bambini potranno cimentarsi in un percorso sulla sicurezza stradale studiato apposta per loro, a bordo di mini auto e moto elettriche e conseguendo quindi la “patente dello scolaro”, a conclusione di una mattinata di festa, gioco ma anche di educazione civica.

La Befana dei Vigili del Fuoco. Anche i Vigili del Fuoco rinnoveranno in piazza d’Italia la tradizione del 6 gennaio con La Befana scende in piazza, organizzata dal Comando provinciale, con il patrocinio del Comune di Sassari e la collaborazione della sezione locale dell’Associazione nazionale Vigili del Fuoco. La Befana si calerà dal Palazzo della Provincia grazie a una teleferica su corde, allestita per l’occasione, e ad attenderla ci saranno i bambini pronti a ricevere i dolciumi. Anche i Vigili del Fuoco hanno in programma uno spazio educativo destinato ai piccoli cittadini, “Pompieropoli”, curato dai volontari dell’Associazione nazionale Vigili del Fuoco. La manifestazione è dedicata quest’anno alla memoria del vigile Alessio Chessa. La manifestazione sarà presentata da Antonello Fancello.

Gli appuntamenti di domani, 4 gennaio. Torna alle 11 in piazza Fiume l’appuntamento con Il gioco degli scacchi, partite in squadra a tempo con scacchi alti un metro e le telecronache in rima per (M&M Service). Al Padiglione Tavolara l’Associazione Nonunamacinque organizza alle 11.30 lo spettacolo per bambini con il mago prestigiatore Magicoso e alle 15.30 il laboratorio di giocoleria Giocoloso. Nella cattedrale di San Nicola trova spazio dalle 19 il Presepe vivente con il Coro di Florinas, il coro parrocchiale e ballo sardo, curato dall’Associazione La sorgente ODV. È stato invece rinviato a data da destinarsi l’incontro previsto per le 19.30 al Teatro Civico Tazenda – S’istoria infinida, con i Tazenda e Felice Liperi, autore della biografia della band.